Reductio ad Hitlerum

ATTENZIONE: Riteniamo la seguente voce un abbozzo (stub), pertanto è incompleta e va ampliata.
Questo avviso verrà rimosso da questa pagina solo quando questa voce sarà ritenuta completata.
Con la locuzione ironica in lingua latina «reductio ad Hitlerum», traducibile in italiano come «paragonare ad Hitler», si indica il comportamento oratorio di una persona o di un'organizzazione per sminuire chi sostiene un'opinione contrastante paragonandolo ad Adolf Hitler od accusandolo di fascismo[1]. Esistono anche alcune varianti della locuzione come «reductio ad nazium».
Tale tattica oratoria è in molti casi una fallacia logica ed una forma di argomentum ad hominem, viene spesso usata di sproposito nel dibattito politico e sociale con il risultato di lanciare volutamente una etichetta denigratoria al proprio rivale politico.
La locuzione è stata coniata negli anni '50 dal filosofo tedesco naturalizzato statunitense Leo Strauss, e viene riportata principalmente in ambito giornalistico da chi critica principalmente gli abusatori di tale pratica[2].
Funzionamento
La fallacia logica funziona sul concetto secondo cui qualsiasi cosa associata ad Hitler fosse immorale, errata e/o malvagia. L'errore logico paragona una persona od un'organizzazione con il leader nazionalsocialista (od i suoi seguaci come nel caso dei gerarchi nazisti) se l'autore dell'errore logico percepisce una analogia (presunta o concreta) tra le due parti. In altre parole, le azioni compiute da Hitler e le opinioni sostenute da quest'ultimo, incluse le più irrilevanti, vengono giudicate come immorali senza elaborare altri ragionamenti logici, portando alla conseguenza che, chiunque replichi un'azione del Führer o concorda con una opinione da lui sostenuta, viene paragonato ad esso[3].
In alcuni casi, la fallacia viene utilizzata anche in caso di analogie con azioni mai compiute od opinioni mai sostenute da Hitler, ma solo attribuite erroneamente, alcune delle quali sostenute o compiute dai gerarchi del suo regime (Heinrich Himmler, Erwin Rommel, Ernst Röhm, Oskar Dirlewanger, Josef Mengele, ecc...),oppure dai suoi alleati (fascisti italiani come Benito Amilcare Andrea Mussolini ed altri esponenti del PNF oppure esponenti politici ultranazionalisti giapponesi come Hideki Tōjō, primo ministro del Giappone durante la Seconda Guerra Mondiale, ecc...). Il paragone fra Hitler ed i suoi gerarchi ed alleati è già di per sé una forma di reductio ad Hitlerum, seppur in questo caso motivata o giustificata nella maggior parte dei casi.
Esiste anche una variante della reductio che funziona in maniera invertita, che tende ad elogiare o supportare qualsiasi cosa ritenuta avversa al Führer.
Il motivo per cui la fallacia non può funzionare è dovuto al fatto che non tutte le azioni compiute da Adolf Hitler possono essere ritenute sbagliate, soprattutto quelle legate alla sua vita privata: Si prende, ad esempio, la tendenza da parte dell'industria del tabacco nella denigrazione di chi non fuma con la reductio poiché il Führer non fumava ed era contrario al consumo di tabacco e di nicotina). L'accusa è assurda dal momento che molti non fumatori sono stati anzi dei convinti dissidenti del regime nazista e che raramente l'apologia al nazismo viene usato come motivo per una scelta del genere.
Esempi comuni
Negli ambienti marxisti-leninisti, una variante reductio ad Hitlerum, più precisamente la reductio ad fascistum, è molto diffusa a causa dell'intrepretazione del termine "fascismo" come «reazione violenta della borghesia alla lotta di classe», frase attribuita ad Antonio Gramsci. A causa di ciò, in molti ambienti marxisti-leninisti si tende ad accusare di fascismo chiunque abbia una posizione politica reazionaria, anche in caso di posizioni politiche reazionarie che non sono mai state adottate dal fascismo mussoliniano o dal nazionalsocialismo tedesco.
La reductio ad Hitlerum e la sua variante ad fascistum vengono abusate in particolar modo da esponenti di nuova sinistra e sostenitori della dottrina woke per etichettare di fascismo e/o di nazismo chiunque adotti presunte o concrete posizioni discriminatorie, in particolar modo misoginia ed omofobia. In questo senso, è stata utilizzata la reductio ad Hitlerum ai danni degli stessi marxisti-leninisti.
Tale tattica viene ampiamente utilizzata anche dai liberali per paragonare i marxisti-leninisti ai nazisti con espressioni come rossobrunismo e fascismo rosso.
Esempi noti
Voci correlate
Note
- ↑ Andrea Cionci (2021): La "Reductio ad Hitlerum": l'abitudine ridicola di "fascistizzare" l'interlocutore per ogni cosa - Libero Quotidiano [ARCHIVIATO]
- ↑ Guido Vitiello (2019): La reductio ad anti Hitlerum - Il Foglio
- ↑ Logical Fallacy: The Hitler Card - Fallacy Files (in inglese)