Marxismo-Leninismo

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Il marxismo-leninismo (ML) è una scienza politica ed economica rivoluzionaria che vede come obiettivo la transizione al comunismo. Si origina nel XX secolo evolvendosi dal marxismo, nell'ambito del socialismo scientifico, costituendo un sistema completo e coerente di concezioni filosofiche, economiche e socio-politiche[1]. Vede come padri fondatori i filosofi rivoluzionari tedeschi Karl Marx e Friedrich Engels, vissuti nell'ottocento, il cui pensiero politico è stato in seguito riadattato dal leader bolscevico Vladimir Lenin alle condizioni concrete di una nuova epoca storica verificatasi nei primi anni del novecento[2].

Il marxismo-leninismo si afferma come ideologia principale del movimento comunista nel corso del XX secolo, grazie alla vittoria bolscevica della Grande Rivoluzione Socialista d'Ottobre e della successiva guerra civile russa, che hanno permesso, sul suolo della vecchia Russia zarista, l'istituzione del primo grande stato sovrano socialista della storia, l'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS), che la adotta come ideologia ufficiale[3]. il marxismo-leninismo si è inoltre diffuso nel resto del mondo grazie ad organizzazioni come l'Internazionale Comunista ed i partiti ad essa affiliati come il Partito Comunista Italiano. Con la vittoria sovietica della Seconda Guerra Mondiale, il marxismo-leninismo è diventato ideologia ufficiale anche di altri stati sovrani come la Polonia di Bolesław Bierut, l'Albania di Enver Hoxha, la Repubblica Popolare Cinese e la Repubblica Popolare Democratica di Corea. Un'ampia diffusione della dottrina marxista-leninista ha portato alla formazione ed all'affermazione di diverse varianti ma anche all'applicazione di teorie revisioniste spacciate per marxismo.

Ancora oggi, il marxismo-leninismo trova una sua diffusione in diverse delle sue varianti ed è l'ideologia ufficiale di diversi partiti politici nel mondo nonché di quattro stati sovrani: Cina, Cuba, Vietnam e Laos. La Corea Popolare adotta come ideologia ufficiale il Kimilsungismo-kimjongilismo, ossia l'evoluzione coreana del marxismo-leninismo.

Definizione

L'espressione "marxismo-leninismo", viene ufficialmente utilizzata per la prima volta da Stalin, che definì leninismo come «il marxismo dell’ epoca dell’imperialismo e della rivoluzione proletaria. Più esattamente: il leninismo è la teoria e la tattica della rivoluzione proletaria in generale, la teoria e la tattica della dittatura del proletariato in particolare»[4]. Con questa definizione, la dottrina marxista-leninista assume un carattere universale ed internazionale e viene posto come evoluzione del marxismo[5].

Questa definizione non fu casuale: Prendendo per esempio l'analisi di Lenin sulle nuove condizioni di sviluppo del capitalismo, si può notare uno "sviluppo ineguale" che varia in base al paese, che spinse il rivoluzionario russo a concludere con il socialismo in un solo paese[6], in contraddizione con le conclusioni di Marx ed Engels che prevedevano invece una rivoluzione in più paesi[7][8], gettando così le basi per la teoria novecentesca della rivoluzione permanente di Trotskij. Va tuttavia considerato che il marxismo non è un dogma, e che Marx ed Engels hanno svolto le loro osservazioni in un periodo storico diverso da quello in cui è vissuto Lenin, infatti le condizioni di sviluppo del capitalismo subirono dei mutamenti che permisero a Lenin di formulare la teoria del socialismo in un solo paese mantenendo una determinata coerenza con il marxismo[9].

Il marxismo-leninismo si articola su tre componenti fondamentali:

  • Socialismo scientifico: detto anche comunismo scientifico, rappresenta l'insegnamento politico del Marxismo e del marxismo-leninismo. Viene definito come la scienza della lotta di classe proletaria e dell'edificazione della società socialista e comunista[10].
  • Materialismo dialettico e materialismo storico: costituiscono la base filosofica. Essi non sono concepiti come una filosofia astratta, ma come una guida teorico-pratica per la trasformazione rivoluzionaria della società e per la costruzione del socialismo e del comunismo[11].
  • Economia politica: Più precisamente, lo sviluppo dell'economia politica socialista basata sulla critica dell’economia politica formulata da Karl Marx, il cui obiettivo non era perfezionare l’economia borghese, ma smascherarne il carattere storico e di classe. Alla critica di Marx si aggiunge anche quella di Lenin sull'imperialismo.

Il marxismo-leninismo si propone come fine la costruzione e il consolidamento di uno stato socialista guidato da un’avanguardia rivoluzionaria composta da rivoluzionari di professione, parte integrante della classe operaia. Questa classe matura la propria coscienza attraverso il processo dialettico della lotta di classe. Lo Stato socialista, che nella teoria marxista-leninista assume la forma della “dittatura del proletariato”, è diretto prevalentemente, se non esclusivamente, dal partito dell’avanguardia rivoluzionaria secondo il principio del centralismo democratico, definito da Lenin come libertà di discussione accompagnata da unità nell’azione. In tale contesto, il partito comunista (o più in generale operaio) si configura come la massima istituzione politica dello Stato e come forza centrale nell’organizzazione della società[12].

L’obiettivo strategico del marxismo-leninismo è lo sviluppo del socialismo fino alla piena realizzazione del comunismo, inteso come una società priva di classi, fondata sulla proprietà collettiva dei mezzi di produzione e sull’uguaglianza sociale completa tra tutti i suoi membri. Per conseguire questo traguardo, il partito comunista pone al centro della propria azione il potenziamento dell’industria, della scienza e della tecnologia, considerate elementi essenziali per l’espansione continua delle forze produttive e per l’incremento della ricchezza materiale. In questo sistema, la terra e le risorse naturali appartengono alla collettività e sono amministrate pubblicamente, così come le principali istituzioni sociali, attraverso diverse forme di proprietà pubblica[13].

In seguito riportiamo la definizione ufficiale di "marxismo-leninismo" adottata dal Partito Socialista Unificato di Germania, ossia il principale partito politico della ex-Repubblica Democratica Tedesca (altresì nota come DDR o Germania Est)[10]:


(Tedesco)
«...die von Karl Marx und Friedrich Engels begründete und von Lenin weiterentwickelte wissenschaftliche Weltanschauung der Arbeiterklasse, die von der internationalen kommunistischen Bewegung auf der Grundlage der Erfahrungen des sozialistischen und kommunistischen Aufbaus und der Praxis des revolutionären Befreiungskampfes ständig bereichert wird.»

(Italiano)
«...la visione mondiale scientifica della classe operaia, fondata da Karl Marx e Friedrich Engels e sviluppata ulteriormente da Lenin, che viene continuamente arricchita dal movimento comunista internazionale sulla base delle esperienze della costruzione socialista e comunista e della pratica della lotta di liberazione rivoluzionaria.»


Storia

Stalin alla Parata della Vittoria del 1945.

Il Marxismo si origina nel XIX secolo in Germania da Karl Marx e Friedrich Engels, per poi evolversi agli inizi del XX secolo in Russia grazie al movimento bolscevico, in particolare da Vladimir Lenin. Prima della Grande Rivoluzione Socialista d'Ottobre, il termine "leninismo" veniva spesso utilizzato dai detrattori di Lenin o da chi gli aveva mosso delle critiche come il bolscevico Anatolij Vasil'evič Lunačarskij, che nel 1907 si era scontrato con Lenin per questioni interne al partito[14]. Per questa ragione, aggiunta anche all'opposizione di Lenin verso l'incontrastabile culto della personalità sulla sua persona, il leader rivoluzionario sovietico non vide di buon occhio tale termine, che assumerà positività solo dopo la morte di Lenin nel 1924.

Il termine "marxismo-leninismo" fu adottato per la prima volta da Stalin dopo la morte del predecessore per legittimarlo come continuatore ed evolutore del marxismo[4]. La carriera politica di Stalin e dei suoi sostenitori più fedeli è caratterizzata dalla loro applicazione fedele delle teorie e dei concetti del marxismo e del leninismo, inteso come evoluzione del marxismo. Il marxismo-leninismo è stato spesso descritto come stalinismo da parte dei detrattori di Stalin, suggerendo una presunta rottura, da loro percepita, tra Stalin ed i suoi predecessori, spesso suggerendo che i principali avversari di Stalin quali Trotskij, Kamenev o Zinovjev fossero dei marxisti più autentici[15][9].

Secondo le fonti, Stalin avrebbe parlato del marxismo-leninismo per la prima volta in un discorso da lui tenuto il 26 gennaio 1934, durante il XVII Congresso del Partito Comunista dell'Unione Sovietica. Nel discorso, Stalin ha auspicato di "non coprire la deviazione di alcuni compagni dal marxismo-leninismo, bensì di criticarli audacemente"[16].

Nel corso degli anni '30, marxismo-leninismo fu ufficialmente riconosciuto come ideologia politica ufficiale dell'Unione Sovietica, della Mongolia e di Tannu Tuva, nonché pensiero ufficiale dell'Internazionale Comunista (Comintern) e dei partiti politici affiliatisi, come il PCdI, il PCF, il KPD, il PCC ecc.... Nel 1938, l'Unione Sovietica istituì le prime università di marxismo-leninismo, ritenute istituzioni del livello superiore della formazione partitica[17]. In seguito, il marxismo-leninismo divenne una materia scolastica insegnata ed inclusa nei corsi scolastici nella maggior parte dei paesi marxisti-leninisti. Dopo la vittoria sovietica nella Grande Guerra Patriottica, il marxismo-leninismo vede una sua applicazione nei nuovi paesi socialisti dell'Est Europa come l'Albania, la DDR, la Polonia, la Jugoslavia, la Cecoslovacchia, l'Ungheria, ecc..., mentre l'istituzione della Repubblica Popolare Democratica di Corea nel 1948 e la proclamazione della Repubblica Popolare Cinese nel 1949 furono i primi paesi marxisti-leninisti istituiti in estremo oriente.

Dopo la morte di Stalin, avvenuta nel 1953, l'Unione Sovietica ha cessato de facto di essere un paese marxista-leninista. Questo perché Nikita Sergeevič Chruščëv, successore di Stalin, promosse posizioni politiche revisioniste come la destalinizzazione, che furono la rinnegazione di Stalin e quindi dell'applicazione del marxismo-leninismo nell'Unione. Nonostante la nuova dirigenza sovietica di Chruščëv avesse rinnegato quanto avvenuto in precedenza nel paese, l'URSS continuava ad essere ufficialmente definito come un paese Marxista-Leninista ed a mantenere formalmente il marxismo-leninismo come ideologia ufficiale, trasformandolo in una dottrina politica revisionista. I paesi dell'Est Europa accettano la nuova linea "marxista-leninista" di matrice revisionista e chruščëviana con la sola eccezione dell'Albania di Enver Hoxha, che invece condanna e critica apertamente il tradimento da parte dell'URSS, al costo di romperne i rapporti diplomatici. Anche la Cina arriva a criticare ed a condannare la deriva revisionistica dell'Unione Sovietica, le cui divergenze causarono una spaccatura interna al blocco orientate tra i paesi che rimasero fedeli al marxismo-leninismo come Cina ed Albania ed i paesi che invece lo avevano rinnegato in favore di teorie revisionistiche spacciate per marxiste-leniniste, come l'URSS ed il Patto di Varsavia. La spaccatura sino-sovietica fu anche una delle cause dei conflitti sul confine sino-sovietico avvenuti nel 1969.

Con la caduta dell'Unione Sovietica e la restaurazione del capitalismo nei paesi dell'Europa Orientale avvenuta tra il 1989 ed il 1992, il marxismo-leninismo sopravvive come ideologia ufficiale in Cina, nel Vietnam e nel Laos, mentre Cuba, pur dichiarando ufficialmente di essere uno stato marxista-leninista, attua in realtà il revisionismo di stampo castrista.

La Corea Popolare, seppur alla sua fondazione avesse adottato il marxismo-leninismo come ideologia ufficiale, ha successivamente adottato il kimilsungismo-kimjongilismo.

Varianti

Nel corso del XX secolo e del XXI secolo, sono emerse in diverse parti del mondo delle varianti del marxismo-leninismo, che si concentrano sulla cultura di un paese o della regione in cui è emerso tale pensiero politico, oppure prendendo in considerazione il punto di vista di importanti quadri ai vertici dei movimenti rivoluzionari marxisti-leninisti. Si cita, per esempio l'hoxhaismo, sviluppatasi in Albania ed è caratterizzata dalle posizioni antirevisioniste ed ortodosse adottate ed applicate dal leader albanese Enver Hoxha, da cui prende il nome, oppure il gramscismo, sviluppatosi in Italia e caratterizzato dal pensiero di Antonio Gramsci, primo ed unico leader marxista-leninista nel Partito Comunista Italiano.

Nella seconda metà del XX secolo, molti paesi e movimenti politici seguivano l'URSS, che aveva ormai abbandonato de facto il marxismo-leninismo, ma dichiarava di essere il principale promotore dell'ideologia. Si cita in questo senso il castrismo, la dottrina della rivoluzione cubana che si rifà parzialmente alle critiche antistaliniane del XX Congresso del PCUS. Si menziona anche il titismo, originatosi nella Jugoslavia di Josip Broz Tito da cui prende il nome, sebbene Tito non avesse mai seguito l'URSS a differenza dei suoi omologhi nei paesi del Patto di Varsavia o in Mongolia.

Pensiero di Mao Zedong

Mao Zedong proclama la nascita della Repubblica Popolare Cinese.

Tra le varianti del marxismo-leninismo troviamo tre correnti rilevanti originatesi in Cina: il pensiero di Mao Zedong (spesso definito maoismo dalla storiografia), il socialismo con caratteristiche cinesi (conosciuto anche come pensiero di Deng Xiaoping) ed il pensiero di Xi Jinping (detto anche xiismo).

Il pensiero di Mao prende il nome dal suo ideatore, ossia Mao Zedong, il leader del Partito Comunista Cinese nonché fondatore e primo presidente della Repubblica Popolare Cinese. A causa della crisi sino-sovietica, la Cina di Mao intraprese una posizione politica estera terzomondista basata sulla teoria dei tre mondi sviluppata da Mao, che si poneva come obiettivo una coalizione tra i paesi del terzo mondo, oppressi e colonizzati, per combattere le forze imperialiste. Secondo la teoria dei tre mondi, anche l'Unione Sovietica, in quanto revisionista, era ritenuta una potenza imperialista da combattere[18].

Altri aspetti che caratterizzano il maoismo sono altre importanti politiche adottate dalla Cina di Mao come il Grande balzo in avanti e la Rivoluzione culturale.

Il pensiero di Mao Zedong non rimase rinchiuso nei confini cinesi, ma riuscì a proporsi a livello internazionale come alternativa politica al revisionismo sovietico. La Cina entrò in conflitto con l'URSS perché entrambi i paesi rivendicavano la continuazione diretta del marxismo-leninismo screditandosi a vicenda, ma la posizione cinese era vista in maniera più coerente poiché non rinnegò Stalin a differenza dell'URSS Chruščëviano e Brežneviano. Ciò portò all'adozione del pensiero di Mao da parte di movimenti marxisti-leninisti in altri paesi del mondo.

Il maoismo trova una sua approvazione anche nel contesto del movimento del Sessantotto, che fu tuttavia filtrato dalle teorie della Nuova Sinistra che ne hanno assimilato le idee solo parzialmente e ne hanno storpiato il pensiero. Ad oggi esistono molti larper che si definiscono maoisti ma che in realtà sono liberali ed individualisti di nuova sinistra e woke. Ad oggi il maoismo trova aderenti fuori dal contesto cinese ed è riconosciuta come una visione ortodossa e dogmatica del marxismo-leninismo.

Trova una sua diffusione anche in determinati paesi del terzo mondo come in Perù, in India e nelle Filippine, dove si sviluppa una particolare dottrina politica denominata marxismo-leninismo-Maoismo (MLM). La MLM, adottata in Perù dal movimento comunista Sendero Luminoso guidato da Abimael Guzman (noto con il nome di battaglia Gonzalo), idealizza il pensiero di Mao e lo sistematizza come tappa universale, applicando molti concetti del maoismo come dogmi. Anche i Naxaliti indiani ed i movimenti maoisti nelle Filippine adottano posizioni MLM simili a quelle dei gonzalisti peruviani. In contrapposizione con gli MLM, alcuni gruppi maoisti, come il Partito Marxista-Leninista Italiano o il Partito Comunista Marxista-Leninista di Grecia, preferiscono basarsi sul pensiero di Mao originale, ritenendo che concetti come la guerra popolare di lunga durata non possono essere universali, ma devono essere applicati solo in caso si verifichino determinate condizioni storiche, economiche e sociali.

Un altro partito marxista-leninista italiano che si rifà al pensiero di Mao Zedong è il Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo, spesso abbreviato in Partito dei CARC, P.CARC o CARC).

Socialismo con caratteristiche cinesi e pensiero di Xi Jinping

Il socialismo con caratteristiche cinesi ha permesso uno sviluppo economico della Cina rendendola la seconda potenza economica mondiale.

Dopo la morte di Mao Zedong, la Cina, guidata da Deng Xiaoping, ha deciso di intraprendere una nuova linea teorica e politica che verrà ufficialmente chiamata «socialismo con caratteristiche cinesi». il Partito Comunista Cinese lo presenta come applicazione del marxismo-leninismo in base alle condizioni della Cina. La nuova linea, adottata prima dai "denghisti"[19] e poi dalle classi dirigenti seguenti (Jiang Zemin, Hu Jintao e Xi Jinping), fu caratterizzata da riforme economiche adottate a partire dal 1978, che hanno introdotto di fatto un'economia di mercato in Cina per favorire una crescita economica attraverso una privatizzazione di alcune industrie e gli investimenti stranieri. Il PCC ha giustificato le riforme economiche affermando che il socialismo si struttura in fasi e che la Cina si trova nella fase primaria del socialismo, incentrata principalmente nello sviluppo economico che precedono le fasi seguenti fondate sulla transizione verso forme più egalitarie o comuniste pure.

Molti marxisti-leninisti, in particolar modo maoisti[20], MLM ed hoxhaisti[21], interpretano il socialismo con caratteristiche cinesi come una forma di revisionismo e di restaurazione del capitalismo a causa dell'introduzione degli elementi di economia di mercato nelle riforme attuate da Deng, e queste critiche vengono condivise anche da marxisti libertari come Slavoj Žižek, tuttavia tali affermazioni vengono rifiutate da molti altri marxisti-leninisti che sostengono la nuova linea cinese ritenendola coerentemente marxista-leninista[22].

Il socialismo con caratteristiche cinesi non si limita solo al pensiero di Deng Xiaoping, ma comprende anche i contributi dei successori, come la teoria delle tre rappresentanze di Jiang Zemin, la prospettiva scientifica dello sviluppo di Hu Jintao, e, soprattutto, il pensiero di Xi Jinping, comprendente anche il concetto del sogno cinese. Il pensiero di Xi Jinping viene visto come l'evoluzione, avvenuta nel XXI secolo, al socialismo con caratteristiche cinesi e di conseguenza del marxismo-leninismo, attuabile alla sola realtà cinese.

Sebbene i socialisti scientifici cinesi riconoscono che il pensiero di Xi Jinping sia una corrente attuabile solo in Cina, alcuni marxisti-leninisti di altri paesi che maleinterpretano il leader cinese per promuoverlo come dottrina marxista-leninista del XXI secolo compatibile ai propri standard nazionali.

Hoxhaismo

Enver Hoxha.

L'hoxhaismo è una visione ortodossa e dogmatica del marxismo-leninismo tipica dell'Albania durante il governo socialista di Enver Hoxha. Essa è caratterizzata dal rifiuto di altri paesi socialisti, percepiti come socialimperialisti, dalla difesa delle politiche politiche ed economiche dell'Unione Sovietica sotto Stalin e dalla ferma adesione all'antimperialismo, in particolare per quanto riguarda la costruzione di movimenti rivoluzionari[23][24]. In seguito al XX Congresso del PCUS avvenuto nel 1956, il Partito del Lavoro dell'Albania si è autoproclamato come il legittimo prosecutore del marxismo-leninismo assieme al PCC cinese, ed a proseguito ad autoproclamarsi tale anche in seguito alla rottura dell'alleanza con la Cina.

Il pensiero di Hoxha e quello dei suoi seguaci è inoltre estremamente critico nei confronti di altri pensieri originatisi dal marxismo-leninismo, che vengono indicati dagli hoxhaisti come "revisionisti". Sebbene tali posizioni dogmatiche abbiano spinto gli hoxhaisti a trarre conclusioni affrettate od accuse di revisionismo ad altri rami coerentemententemente marxisti-leninisti, agli hoxhaisti va il merito di aver smascherato dottrine revisioniste e reazionarie come il titoismo jugoslavo o l'eurocomunismo dell'Europa occidentale.

Nonostante la caduta del socialismo in Albania avvenuta nel 1990, l'hoxhaismo ha ancora oggi diversi seguaci nel paese delle aquile, organizzatisi nel Partito Comunista d'Albania rifondato nel 1991. Sono esistite ed esistono tutt'oggi movimenti politici marxisti-leninisti che si richiamano all'hoxhaismo fondati fuori dai confini albanesi, come l'Organizzazione per il partito comunista del proletariato (già Piattaforma Comunista) in Italia, l'Arbeit Zukunft in Germania od il Partito Comunista dei Lavoratori in Danimarca, tutti aderenti alla coalizione internazionale denominata Conferenza Internazionale dei Partiti e delle Organizzazioni Marxisti-Leninisti (Unità e Lotta). Un altro partito marxista-leninista con sede in Italia che ha espresso simpatie verso l'hoxhaismo è il Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista.

Marxismo-leninismo ellenico ed Azione Comunista Europea

Il Partito Comunista di Grecia (KKE) si è distinto dal resto dei movimenti "comunisti" dell'Europa occidentale[25] per aver rifiutato l'eurocomunismo e per aver rifiutato il revisionismo sovietico in favore di posizioni marxiste-leniniste ortodosse a seguito della caduta del blocco comunista e dell'Unione Sovietica, senza tuttavia aderire al maoismo o all'hoxhaismo, favorendo una interpretazione greca del marxismo-leninismo. Il KKE odierno promuove l'antimperialismo e l'euroscetticismo forte, ma promuove al contempo anche posizioni movimentiste.

Il Partito Comunista di Grecia si dimostra inoltre il partito leader di una coalizione europea di partiti marxisti-leninisti denominata Azione Comunista Europea (ACE), fondata nel 2013 con il nome di Iniziativa Comunista Europea (ICE), poi rifondato nel 2023 con la denominazione attuale[26]. A questa coalizione ha aderito fino al 2023 il Partito Comunista (PC) del post-cossuttiano Marco Rizzo, che ha tuttavia mantenuto alcune posizioni divergenti con l'equivalente greco su alcuni argomenti quali la teoria dei due imperialismi condivisa dagli ellenici. Attualmente, l'organizzazione politica che rappresenta l'Italia nell'ACE è il Fronte Comunista (FC), fondato nel 2021 da scissionisti del PC più vicini alla linea ellenica del KKE[27].

Kimilsungismo-kimjongilismo

L'Assemblea Popolare Suprema della RPDC in una riunione tenutasi nel 2022. (Fonte: KCNA)

Il Kimilsungismo-kimjongilismo (in coreano 김일성-김정일주의 talvolta tradotto in italiano anche "kimilsunghismo-kimjongilismo"), è la scienza politica ed economica adottata ufficialmente dalla Repubblica Popolare Democratica di Corea (RPDC). Esso rappresenta, a differenza delle varianti spiegate nei paragrafi precedenti, uno sviluppo creativo e superiore rispetto al marxismo-leninismo, che mantiene tutt'oggi elementi di continuità con quest'ultimo[28].

Tra gli elementi che costituiscono il kimilsungismo-kimjongilismo troviamo il Juche che rappresenta la base filosofica principale, assieme al Songun, la dottrina militare ufficiale del paese ed al marxismo-leninismo stesso, dal quale vengono reinterpretati e mantenuti i principi del socialismo scientifico, del centralismo democratico e dell'antimperialismo.

Nella revisione del 2009 alla Costituzione della Repubblica Popolare Democratica di Corea sono stati sostituiti i riferimenti al marxismo-leninismo in favore del kimilsungismo-kimjongilismo, sancendo che il marxismo-leninismo non è più l'ideologia ufficiale della Corea Popolare dal 2009[29]. Alcuni critici del socialismo coreano hanno interpretato questa decisione come un tradimento degli ideali marxisti-leninisti da parte della Corea Popolare e come un abbandono della causa socialista e rivoluzionaria accompagnate a critiche sul culto della personalità e critiche sulla famiglia Kim, spesso definita come una "dinastia monarchica". Tali critiche vengono avanzate sia da marxisti-leninisti che da anticomunisti, soprattutto nei paesi occidentali. In realtà il kimilsungismo-kimjongilismo è una coerente scienza rivoluzionaria socialista che mantiene molti principi del marxismo-leninismo, infatti la revisione del 2012 della Costituzione della RPDC non ha rimosso i riferimenti al centralismo democratico[30].

Oltre alla RPDC ed al Partito del Lavoro di Corea, il Kimilsunghismo-kimjongilismo è anche l'ideologia ufficiale di diversi movimenti clandestini che operano nel territorio della Corea Liberale, banditi tuttavia dalla Legge per la sicurezza nazionale di quest'ultima. Fuori dalla penisola coreana, il kimilsungismo-kimjongilismo non vede alcuna applicazione ufficiale, nonostante esistano tuttavia associazioni culturali che approfondiscono la scienza come l'associazione Ch'ongryŏn della diaspora coreana, situata in Giappone, oppure i gruppi di studio sul Juche e le associazioni di amicizia e solidarietà con la Corea Popolare, come la Korean Friendship Association. Tuttavia queste associazioni sono solitamente apartitiche e non hanno una ideologia politica ufficiale, garentendo l'adesione anche ad individui che non sono ufficialmente kimilsungisti-kimjongilisti, marxisti-leninisti o socialisti.

Voci correlate

Bibliografia

Note

  1. Marxismo - EcuRed (in spagnolo)
  2. Marxismo-Leninismo (Марксизм-ленинизм) - Grande Enciclopedia Sovietica (in russo)
  3. Losada Sierra, pag.103
  4. 4,0 4,1 Stalin, Dei principi del leninismo
  5. R. Martinez (1998): IL MOVIMENTO COMUNISTA IN RUSSIA, IL CONTRIBUTO DI STALIN IN CAMPO TEORICO E "COSA E' IL SOCIALISMO? - Piattaforma Comunista
  6. Lenin, vol. 2, pag. 414.
  7. Friedrich Engels: Per la storia della Lega dei Comunisti - Marxists.org
  8. Stalin, 1968, p. 93
  9. 9,0 9,1 Edoardo Corradi (2015): Marxismo, leninismo e stalinismo: differenti correnti di pensiero? - Resistenze
  10. 10,0 10,1 Göschel, 1981, pag.81
  11. Stalin, 1938, cap.4
  12. Albert & Hahnel, 1981, pp. 24-25
  13. Andrain, 1994, pag.140
  14. Jutta Scherrer, Bogdanov e Lenin: il bolscevismo al bivio, in Storia del Marxismo, vol. 2, Torino, Einaudi, 1979, pag. 495
  15. Una risposta storico-teorica ad un detrattore di Stalin - Marxismo-Leninismo Forumfree
  16. Stalin, 1934
  17. Università di marxismo-leninismo - Grande Enciclopedia Sovietica
  18. K. Venu (1983): Mao Tsetung e la "Teoria dei Tre Mondi" - Marxismo-Leninismo Forumfree
  19. Deng Xiaoping, i suoi seguaci ed i suoi successori non hanno mai utilizzato il termine "denghismo", venendo coniato ed utilizzato principalmente dagli oppositori.
  20. Il socialismo con caratteristiche cinesi non è la strada giusta - PMLI
  21. In Cina si consolida il capitalismo, non il socialismo - Piattaforma Comunista
  22. Giovanni Paolo Sirianni, Pier Giorgio Corriero (2021): Contro l'inezia liberale; In difesa di Karl Marx - Marxismo-Leninismo Forumfree
  23. Hoxhaism - ProleWiki (in inglese)
  24. "A Brief Guide to Hoxhaism." - Red Star Vanguard (in inglese)
  25. geopoliticamente parlando, la Grecia ha aderito al blocco occidentale durante la Guerra Fredda ed è ritenuto un paese dell'Europa occidentale.
  26. Nasce l’Azione Comunista Europea: un importante avanzamento nella ricostruzione del movimento comunista internazionale - L'Ordine Nuovo
  27. Nel 2020, il Fronte della Gioventù Comunista, organizzazione comunista del PC, ha dichiarato la rottura del patto d'azione con questi ultimi ed ha fondato il Fronte Comunista l'anno seguente, confluendovi come organizzazione giovanile.
  28. Lo studio dell'idea del Juche - Gruppo Atei Materialisti Dialettici
  29. Costituzione della Repubblica Popolare Democratica di Corea - Crteducazione [PDF]
  30. Articolo 5 della Costituzione della Repubblica Popolare Democratica di Corea