Rossobrunismo

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Rossobrunismo è un termine utilizzato dai radical chic, dai liberali e persino da sedicenti comunisti per screditare il Marxismo-Leninismo e la lotta di classe. Vengono utilizzati anche altri termini analoghi quali Fascismo rosso, Nazimaoismo e fasciocomunismo e l'intento è una forma di reductio ad fascistum volta ad equiparare fascismo e comunismo.

Il termine rossobrunismo è un'etichetta giornalistica negativa che viene utilizzata dagli elementi citati, e pertanto non va confusa con il Nazionalbolscevismo (noto anche come bolscevismo nazionale), sebbene taluni utilizzino i due termini come sinonimi.

Origine

Inizialmente, il termine è stato coniato nel 1992 in Russia dai sostenitori di Boris El'cin per screditare Gennadij Zjuganov, leader del Partito Comunista della Federazione Russa (KPRF) allora a capo del Fronte di Salvezza Nazionale, una coalizione patriottica antiliberista che fu protagonista della crisi costituzionale del 1993 ed includeva anche movimenti nazionalisti, monarchici e nazionalbolscevichi.

In Italia, il termine "rossobruno" è stato decontestualizzato e utilizzato in modo propagandistico. Liberali, libertari ed "ex comunisti" convertiti al globalismo e all'atlantismo lo impiegano per delegittimare marxisti-leninisti, socialisti internazionalisti e la sinistra sovranista costituzionale. Questa etichetta viene spesso usata per giustificare derive revisioniste, come l'apertura alla dottrina woke od alla Nuova Sinistra, originatasi negli Stati Uniti, il cosmopolitismo senza radici e l'immigrazionismo borghese.

Uso contemporaneo

Sebbene esistano elementi che si dichiarano rossobruni, il conflitto principale riguarda la contrapposizione tra marxisti/socialisti e la sinistra neoliberale/antimarxista.

Diego Fusaro definisce il rossobrunismo «la classificazione di ogni possibilità di resistere al mondialismo, mentre l’unica resistenza possibile può scaturire solo da una dinamica di deglobalizzazione, difesa nazionale e risovranizzazione dell’economia» e sostiene che bisogna rigettare le divisioni tra destra e sinistra.

La posizione di Fusaro è stata criticata da Alessandro Pascale, ex-dirigente milanese del Partito Comunista ed attuale dirigente di Resistenza Popolare. In un articolo su La Riscossa chiamato Il Rossobrunismo, Pascale ha definito carente e inadeguata la posizione di Fusaro, evidenziando che la collaborazione con settori del nazifascismo e l'unione di idee di sinistra con valori di destra sono incompatibili con il marxismo.

Voci correlate

Sitografia