Enver Hoxha: differenze tra le versioni

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=== Infanzia e primi anni ===
=== Infanzia e primi anni ===
[[File:Hodza house.jpg|thumb|right|Il sito della casa in cui Hoxha è cresciuto ad Argirocastro; l'edificio originario è stato perso a causa di un incendio negli anni '60.]]
Enver Hoxha nasce nel quartiere Teke-Meçite-Hazmurat di [[Argirocastro]], allora parte dell'[[Impero Ottomano]], il 12 maggio 1908. Secondo alcune fonti, il padre Halil Hoxha era un mercante di fede [[Islam|musulmana]] [[bektashi]]<ref name=":0">Gürpınar, 2012</ref><ref>Pipa, pag. 262.</ref>, mentre altre fonti indicano, per il padre del rivoluzionario albanese, la professione di impiegato che ha lavorato per molti anni in [[America]], mentre la madre, Gjylihan Hoxha (nata Çuçi), era una casalinga<ref name=":2">Enver Hoxha: Biografia - enverhoxhainfo [https://web.archive.org/web/20160901211015/http://www.enverhoxha.info/italiano/biografia.php <nowiki>[ARCHIVIATO]</nowiki>]</ref>. Enver prende il nome da Enver Pascià, una figura di spicco della Rivoluzione dei Giovani Turchi<ref name=":0" />. A causa del lavoro all'estero del padre, il giovane Enver viene cresciuto dallo zio [[Hysen Hoxha]], un politico rivoluzionario e indipendentista albanese, noto per aver aperto la prima scuola di lingua albanese nella sua regione e per aver partecipato, nel 1912, all'assemblea di [[Valona]] in occasione della [[dichiarazione d'indipendenza dell'Albania]]<ref name=":1">AA.VV., 1986, pag. 17.</ref>.
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=== Studio all'estero ===
=== Studio all'estero ===
[[File:Enver Hoxha aged 18 1927.jpg|thumb|left|Enver Hoxha all'età di 18 anni.]]
Secondo alcune fonti, Enver non era uno studente brillante ed in alcune materie faceva molta fatica ad ottenere la sufficienza<ref name=":3" />. Tuttavia tale ipotesi può essere contestata dalla borsa di studi nazionale vinta dal futuro leader comunista albanese, che gli ha permesso di proseguire gli studi all'[[Università di Montpellier]], in Francia, iscrivendosi alla facoltà di [[botanica]]<ref>Una borsa di studio del genere viene solitamente fornita a studenti brillanti, ciò può confutare le teorie sui bassi voti di Enver Hoxha.</ref>. Enver subisce discriminazioni politiche, vedendosi espulso dall'università dopo un'anno di studi, a causa delle sue idee politiche. Lasciata Montpellier, Enver si trasferisce a Parigi e si iscrive alla Sorbona alla facoltà di [[filosofia]]. Nel 1933, Enver vince un'altra borsa di studi, che le viene tuttavia negata del governo albanese per motivi politici. Ciononostante, il rivoluzionario albanese riesce a trasferirsi a [[Bruxelles]], capitale del [[Belgio]], e restandovi per il biennio 1934-1935, trovando impiego presso il consolato albanese. Qui Hoxha ha provato anche a studiare giurisprudenza, non riuscendo neppure questa volta a concludere gli studi per motivi economici.
Secondo alcune fonti, Enver non era uno studente brillante ed in alcune materie faceva molta fatica ad ottenere la sufficienza<ref name=":3" />. Tuttavia tale ipotesi può essere contestata dalla borsa di studi nazionale vinta dal futuro leader comunista albanese, che gli ha permesso di proseguire gli studi all'[[Università di Montpellier]], in Francia, iscrivendosi alla facoltà di [[botanica]]<ref>Una borsa di studio del genere viene solitamente fornita a studenti brillanti, ciò può confutare le teorie sui bassi voti di Enver Hoxha.</ref>. Enver subisce discriminazioni politiche, vedendosi espulso dall'università dopo un'anno di studi, a causa delle sue idee politiche. Lasciata Montpellier, Enver si trasferisce a Parigi e si iscrive alla Sorbona alla facoltà di [[filosofia]]. Nel 1933, Enver vince un'altra borsa di studi, che le viene tuttavia negata del governo albanese per motivi politici. Ciononostante, il rivoluzionario albanese riesce a trasferirsi a [[Bruxelles]], capitale del [[Belgio]], e restandovi per il biennio 1934-1935, trovando impiego presso il consolato albanese. Qui Hoxha ha provato anche a studiare giurisprudenza, non riuscendo neppure questa volta a concludere gli studi per motivi economici.


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=== Rimpatrio e permanenza in URSS ===
=== Rimpatrio e permanenza in URSS ===
[[File:Enver Hoxha Bari 1939.jpg|thumb|right|Enver Hoxha a [[Bari]] nel 1939.]]
Nel 1936 rientra in Albania, dove intraprende una carriera come insegnante di grammatica francese a Coriza<ref name=":6">ProleWiki</ref>. Al suo rientro in Albania, Enver entra in contatto con i comunisti locali come [[Alì Kelmendi]] e divenne uno dei militanti più attivi nel partito<ref name=":5" />, cosa che gli costò varie vessazioni da parte delle autorità albanesi.
Nel 1936 rientra in Albania, dove intraprende una carriera come insegnante di grammatica francese a Coriza<ref name=":6">ProleWiki</ref>. Al suo rientro in Albania, Enver entra in contatto con i comunisti locali come [[Alì Kelmendi]] e divenne uno dei militanti più attivi nel partito<ref name=":5" />, cosa che gli costò varie vessazioni da parte delle autorità albanesi.


Nel marzo del 1938, Enver Hoxha parte per l'Unione Sovietica, dove rimane per oltre un'anno. Il suo viaggio in URSS è stato reso possibile grazie ad alcuni amici albanesi militanti nel Partito Comunista Francese, che hanno raccomandato il rivoluzionario di Argirocastro alle autorità sovietiche. In URSS, Enver avvia un percorso di studi all'[[Istituto di marxismo-leninismo]] a [[Mosca]] e frequenta anche l'Istituto di Lingue Straniere, inoltre, Enver traduce in albanese i libri di Stalin, [[Vjačeslav Michajlovič Molotov|Molotov]], [[Andrej Aleksandrovič Ždanov|Ždanov]] ed altri importanti quadri del [[Partito Comunista dell'Unione Sovietica]]<ref>[https://ilblogdipinuccio.blogspot.com/2017/01/enver-halil-hoxha.html Enver Halil Hoxha - Il Blog di Pinuccio]</ref>.
Nel marzo del 1938, Enver Hoxha parte per l'Unione Sovietica, dove rimane per oltre un'anno. Il suo viaggio in URSS è stato reso possibile grazie ad alcuni amici albanesi militanti nel Partito Comunista Francese, che hanno raccomandato il rivoluzionario di Argirocastro alle autorità sovietiche. In URSS, Enver avvia un percorso di studi all'[[Istituto di marxismo-leninismo]] a [[Mosca]] e frequenta anche l'Istituto di Lingue Straniere, inoltre, Enver traduce in albanese i libri di Stalin, [[Vjačeslav Michajlovič Molotov|Molotov]], [[Andrej Aleksandrovič Ždanov|Ždanov]] ed altri importanti quadri del [[Partito Comunista dell'Unione Sovietica]]<ref>[https://ilblogdipinuccio.blogspot.com/2017/01/enver-halil-hoxha.html Enver Halil Hoxha - Il Blog di Pinuccio]</ref>.


Tuttavia, per lo storico incontro tra Hoxha, Stalin e Molotov bisogna aspettare il 1947.
Tuttavia, per lo storico incontro tra Hoxha, Stalin e Molotov, bisogna aspettare il 1947.


=== Invasione italiana e resistenza partigiana ===
=== Invasione italiana e resistenza partigiana ===
[[File:Enver Hoxha a colori.jpg|Thumb|right|Il partigiano Enver Hoxha, foto a colori. (fonte: [https://espressostalinist.com/2013/02/22/enver-hodja-on-the-comintern-and-stalin/ EspressoStalinist])]]
Sebbene il regime monarchico di Zogu fosse collaborazionista ed alleato dell'[[Italia]] fascista, quest'ultima decide comunque di invadere l'Albania il 7 aprile 1939, annettendo così il paese delle aquile come colonia italiana<ref name=":4" />. Enver, ormai rientrato in patria, si organizza con altri comunisti albanesi per combattere l'occupazione fascista italiana. Si trasferisce a [[Tirana]], capitale albanese, dove prosegue la sua carriera di insegnante, venendo tuttavia licenziato poiché era ormai noto alle autorità come comunista<ref name=":2" />. Riesce, con l'aiuto di amici e compagni, ad aprire una [[tabaccheria]] a Tirana, che oltre a fungere come luogo di ritrovo dei comunisti di Tirana, viene utilizzata da questi ultimi come copertura per le loro attività politiche clandestine<ref>Da verificare</ref>.
Sebbene il regime monarchico di Zogu fosse collaborazionista ed alleato dell'[[Italia]] fascista, quest'ultima decide comunque di invadere l'Albania il 7 aprile 1939, annettendo così il paese delle aquile come colonia italiana<ref name=":4" />. Enver, ormai rientrato in patria, si organizza con altri comunisti albanesi per combattere l'occupazione fascista italiana. Si trasferisce a [[Tirana]], capitale albanese, dove prosegue la sua carriera di insegnante, venendo tuttavia licenziato poiché era ormai noto alle autorità come comunista<ref name=":2" />. Riesce, con l'aiuto di amici e compagni, ad aprire una [[tabaccheria]] a Tirana, che oltre a fungere come luogo di ritrovo dei comunisti di Tirana, viene utilizzata da questi ultimi come copertura per le loro attività politiche clandestine<ref>Da verificare</ref>.



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Enver Hoxha
Enver Hoxha durante un discorso pubblico del 1967.
Nome Intero Enver Halil Hoxha
Data di nascita 12 maggio 1908
Luogo di nascita Argirocastro, Impero Ottomano (oggi in Albania)
Data di morte 11 Aprile 1985
Luogo di morte Tirana, Albania
Attività politica
Cariche politiche
  • Primo segretario del Partito del Lavoro d'Albania
    (03/1943 - 11/04/1985)
  • Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Popolare d'Albania
    (06/04/1944 - 19/07/1954)
  • Ministro della difesa popolare
    (23/10/1944 - 31/07/1953)
  • Ministro degli affari esteri
    (22/03/1946 - 23/07/1953)
  • Comandante supremo del Fronte Antifascista di Liberazione Nazionale
    (1942 - 1944, 1945-1985)
Partito politico Partito del Lavoro d'Albania
Dati generali
Università Università di Montpellier, Libera università di Bruxelles
Professioni Politico, insegnante di lingua francese, venditore di tabacco, partigiano

Enver Hoxha (Argirocastro, 16 ottobre 1908 – Tirana, 11 aprile 1985) è stato un partigiano, teorico, leader rivoluzionario, politico e statista marxista-leninista albanese. I suoi sforzi militari e politici hanno contribuito significativamente sia alla liberazione dell'Albania dall'occupazione italiana e tedesca durante la Seconda Guerra Mondiale, sia alla successiva edificazione del socialismo nel paese delle aquile, che ha governato dal termine della guerra fino alla morte.

Le posizioni politiche adottate da Enver Hoxha durante il suo mandato politico furono caratterizzate da un forte ripudio del revisionismo e di altre false interpretazioni del marxismo-leninismo, ispirando milioni di marxisti-leninisti anche fuori dal territorio albanese, costituendo così una corrente politica denominata '''hoxhaismo''', filone interno al marxismo-leninismo antirevisionismo che conta tutt'oggi persone che si sentono rappresentante in essa.

Il pensiero di Enver, e con esso anche l'hoxhaismo moderno, sono caratterizzati anche da posizioni critiche nei confronti del maoismo cinese e del Juche coreano, causando un dibattito interno tra le stesse correnti marxiste-leniniste antirevisioniste.

Scopo di questa voce è quella di esporre in maniera neutrale la figura di Enver Hoxha da una prospettiva marxista-leninista, indicando sia il punto di vista hoxhaista che le critiche da parte di maoisti e kimilsunghisti-kimjongilisti sul rivoluzionario albanese e sul suo pensiero. La voce cita anche alcune fonti anticomuniste o revisioniste come la terza edizione della Grande Enciclopedia Sovietica, che sebbene riportino molte calunnie nei confronti del rivoluzionario albanese, esse riportano anche alcuni dettagli interessanti omessi dalle biografie ufficiali.

Biografia

Infanzia e primi anni

Il sito della casa in cui Hoxha è cresciuto ad Argirocastro; l'edificio originario è stato perso a causa di un incendio negli anni '60.

Enver Hoxha nasce nel quartiere Teke-Meçite-Hazmurat di Argirocastro, allora parte dell'Impero Ottomano, il 12 maggio 1908. Secondo alcune fonti, il padre Halil Hoxha era un mercante di fede musulmana bektashi[1][2], mentre altre fonti indicano, per il padre del rivoluzionario albanese, la professione di impiegato che ha lavorato per molti anni in America, mentre la madre, Gjylihan Hoxha (nata Çuçi), era una casalinga[3]. Enver prende il nome da Enver Pascià, una figura di spicco della Rivoluzione dei Giovani Turchi[1]. A causa del lavoro all'estero del padre, il giovane Enver viene cresciuto dallo zio Hysen Hoxha, un politico rivoluzionario e indipendentista albanese, noto per aver aperto la prima scuola di lingua albanese nella sua regione e per aver partecipato, nel 1912, all'assemblea di Valona in occasione della dichiarazione d'indipendenza dell'Albania[4].

Dopo le scuole elementari, Enver prosegue gli studi presso il liceo "Liria", la scuola di lingua albanese aperta dallo zio Hysen[4], con il quale condivide anche le posizioni politiche ostili al regime di Ahmet Zogu. Enver, ispirato dalle idee democratiche e rivoluzionarie dello zio, aderì alle rivolte popolari che culminarono con la Rivoluzione di Giugno, ossia la caduta del regime di Zogu avvenuta nel mese di giugno 1924. Tuttavia, sei mesi più tardi, Zogu tornò al potere grazie al supporto della monarchia iugoslava e dei controrivoluzionari russi come Il'ja Miklaševskij, ex-soldato dell'Armata Bianca[5].

Nel 1923, Enver Hoxha si iscrive al Liceo di Argirocastro, dove prosegue i suoi studi[6]. Nonostante la sua giovane età, Enver inizia così a fare attivismo politico, figurando tra i primi iniziatori nonché segretario di un'organizzazione studentesca permeata da uno spirito democratico-rivoluzionario, responsabile di scioperi e di proteste antigovernative. Il governo decide di intervenire contro il clima progressista di Argirocastro facendo chiudere il liceo di Enver[7], evento che lo ha spinto a guidare una grossa manifestazione di protesta contro quell'atto di repressione governativo. In seguito, Enver lascia la sua città natale per trasferirsi a Corizza, dove continuò gli studi al liceo francese fino al 1930, studiando storia, letteratura e filosofia francesi. Qui Enver entra in possesso di una copia del Manifesto del Partito comunista che gli viene regalato da un operaio di nome Koçi Bako[3].

Studio all'estero

Enver Hoxha all'età di 18 anni.

Secondo alcune fonti, Enver non era uno studente brillante ed in alcune materie faceva molta fatica ad ottenere la sufficienza[6]. Tuttavia tale ipotesi può essere contestata dalla borsa di studi nazionale vinta dal futuro leader comunista albanese, che gli ha permesso di proseguire gli studi all'Università di Montpellier, in Francia, iscrivendosi alla facoltà di botanica[8]. Enver subisce discriminazioni politiche, vedendosi espulso dall'università dopo un'anno di studi, a causa delle sue idee politiche. Lasciata Montpellier, Enver si trasferisce a Parigi e si iscrive alla Sorbona alla facoltà di filosofia. Nel 1933, Enver vince un'altra borsa di studi, che le viene tuttavia negata del governo albanese per motivi politici. Ciononostante, il rivoluzionario albanese riesce a trasferirsi a Bruxelles, capitale del Belgio, e restandovi per il biennio 1934-1935, trovando impiego presso il consolato albanese. Qui Hoxha ha provato anche a studiare giurisprudenza, non riuscendo neppure questa volta a concludere gli studi per motivi economici.

Nel frattempo, il giovane rivoluzionario continua ad approfondire il marxismo e la Grande Rivoluzione Proletaria d'Ottobre avvenuta in Russia nel 1917, avvicinandosi sempre di più al Marxismo-Leninismo ed alle posizioni politiche dell'Unione Sovietica[3]. Grazie a ciò, Enver ha effettuato numerose traduzioni in albanese dei discorsi di Stalin e di altri esponenti del Comintern. Tale avvicinamento al socialismo reale sovietico si deve alla partecipazione di Hoxha ad eventi organizzati dal Partito Comunista Francese, conoscendo così attivisti legati al partito come Maurice Thorez, Henri Barbusse e Louis Aragon. Sempre in Francia, Hoxha ha scritto diversi articoli per Humanité, testata ufficiale del PCF, in cui viene indicata la situazione politica albanese di allora[9].

Durante la sua permanenza all'estero, oltre a frequentare i marxisti-leninisti locali, Enver frequentava anche gruppi di esuli albanesi, oppositori del regime di Zogu in Albania[10], autoproclamatosi re (e quindi trasformando l'Albania in una monarchia) nel 1928.

Rimpatrio e permanenza in URSS

Enver Hoxha a Bari nel 1939.

Nel 1936 rientra in Albania, dove intraprende una carriera come insegnante di grammatica francese a Coriza[11]. Al suo rientro in Albania, Enver entra in contatto con i comunisti locali come Alì Kelmendi e divenne uno dei militanti più attivi nel partito[10], cosa che gli costò varie vessazioni da parte delle autorità albanesi.

Nel marzo del 1938, Enver Hoxha parte per l'Unione Sovietica, dove rimane per oltre un'anno. Il suo viaggio in URSS è stato reso possibile grazie ad alcuni amici albanesi militanti nel Partito Comunista Francese, che hanno raccomandato il rivoluzionario di Argirocastro alle autorità sovietiche. In URSS, Enver avvia un percorso di studi all'Istituto di marxismo-leninismo a Mosca e frequenta anche l'Istituto di Lingue Straniere, inoltre, Enver traduce in albanese i libri di Stalin, Molotov, Ždanov ed altri importanti quadri del Partito Comunista dell'Unione Sovietica[12].

Tuttavia, per lo storico incontro tra Hoxha, Stalin e Molotov, bisogna aspettare il 1947.

Invasione italiana e resistenza partigiana

Il partigiano Enver Hoxha, foto a colori. (fonte: EspressoStalinist)
Il partigiano Enver Hoxha, foto a colori. (fonte: EspressoStalinist)

Sebbene il regime monarchico di Zogu fosse collaborazionista ed alleato dell'Italia fascista, quest'ultima decide comunque di invadere l'Albania il 7 aprile 1939, annettendo così il paese delle aquile come colonia italiana[9]. Enver, ormai rientrato in patria, si organizza con altri comunisti albanesi per combattere l'occupazione fascista italiana. Si trasferisce a Tirana, capitale albanese, dove prosegue la sua carriera di insegnante, venendo tuttavia licenziato poiché era ormai noto alle autorità come comunista[3]. Riesce, con l'aiuto di amici e compagni, ad aprire una tabaccheria a Tirana, che oltre a fungere come luogo di ritrovo dei comunisti di Tirana, viene utilizzata da questi ultimi come copertura per le loro attività politiche clandestine[13].

Nel 1941, Enver Hoxha aderisce alla costituzione del Partito Comunista Albanese (Abbreviabile in PKSH, poi rinominato in Partito del Lavoro d'Albania). Fino ad allora, il movimento comunista in Albania era eterogeneo e sparso, che vedeva cellule attive in varie parti d'Albania ma non avevano un comitato centrale in grado di coordinare l'organizzazione. Al momento della fondazione del partito avvenuta l'8 novembre 1941, Enver viene nominato uno dei sette membri del Comitato Centrale provvisorio. Secondo alcune fonti, Hoxha fu nominato segretario lo stesso giorno della fondazione del partito[11][10], ma tale ipotesi è smentita da altre fonti, che dichiarano che quel giorno non fu nominato alcun segretario di partito[3].

In ogni caso, Enver Hoxha si distingue nel Partito Comunista Albanese come guida, anche se la sua posizione autorevole viene contesa con Koçi Xoxe. Tra i due si sviluppa una lotta per la leadership del partito nel corso della Seconda guerra mondiale, ed emerge così uno scontro interno tra le due linee: Xoxe è infatti allineato alle posizioni dei partigiani comunisti jugoslavi guidati da Josip Broz Tito, mentre Hoxha è invece allineato alle posizioni politiche sovietiche rappresentate da Stalin, Molotov, Ždanov, Kaganovič, ecc.... Lo scontro tra Koçi Xoxe ed Enver Hoxha passa tuttavia in secondo piano durante la Seconda Guerra Mondiale, poiché la priorità era la liberazione del paese dal nazifascismo, tuttavia tale scontro si intensificò dopo la liberazione dell'Albania dal nazifascismo avvenuta nel 1944[14].

Nel 1942 a Pezë[15] viene fondato il Movimento di Liberazione Nazionale, il principale comitato partigiano albanese che si contrappone al regime fascista italiano prima ed a quello nazionalsocialista tedesco poi. Il Partito Comunista Albanese è la forza politica principale a venir rappresentata nel comitato partigiano ed Enver viene nominato Comandante supremo. Il tribunale fascista, in risposta, emette una sentenza di condanna a morte nei confronti di diversi esponenti del Movimento di Liberazione Nazionale e del Partito Comunista Albanese, incluso Enver Hoxha, che continua a vivere a Tirana clandestinamente[9]. Nel marzo 1943 si tiene la prima conferenza nazionale del PKSH, che vede, secondo alcune fonti, la nominazione ufficiale di Enver Hoxha come segretario del partito[3]. Nel maggio 1944, in occasione del Congresso Antifascista di Përmet, Enver Hoxha viene nominato presidente del Movimento di Liberazione Nazionale[16].

L' 8 settembre 1943, le truppe italiane si ritirano dall'Albania, che passa sotto il controllo tedesco grazie all'Operazione Achse[17]. I tedeschi controlleranno l'Albania fino al 29 novembre 1944, data in cui le truppe tedesche decidono di ritirarsi dal paese. La resistenza albanese è stata quasi interamente combattuta dai partigiani albanesi, con pochi interventi da parte degli alleati come nel caso della partecipazione britannica alla liberazione di Tirana[18].

Governo provvisorio albanese

La liberazione dell'Albania è stata il culmine della trasformazione del Movimento di Liberazione Nazionale in un nuovo ordine politico democratico nel Paese delle Aquile. Tale processo era già in corso durante il conflitto contro l'occupazione italiana e tedesca, come dimostrato dai congressi e dalle riunioni del Movimento di Liberazione Nazionale avvenuti nelle città di Pesa, Labinot e Përmet in questo periodo, cruciali nella costruzione di un nuovo sistema politico democratico e socialista[19].

Il 20 ottobre 1944 viene proclamato il Governo Democratico dell'Albania, un governo partigiano provvisorio formato dal Movimento di Liberazione Nazionale e dalle forze politiche che hanno aderito ad esso, primo fra tutti il Partito Comunista di Enver Hoxha, che ricopre sia il ruolo di primo ministro che la carica di ministro della guerra e della sicurezza nazionale[20]. Dal 9 febbraio 1946, Enver sostituisce il compaesano Ömer Nishani nell'esecutivo, acquisendo così anche la carica di ministro degli affari esteri.

La proclamazione del Governo Democratico dell'Albania viene pronunciata da Enver Hoxha il 23 ottobre 1944 durante la Seconda Riunione del Consiglio Antifascista di Liberazione Nazionale d’Albania avvenuta a Berat. In tale occasione, Enver Hoxha ribadisce gli obiettivi del governo in otto punti[19]:

  • Restare fedele alle decisioni del Congresso di Përmet e del Consiglio Antifascista; continuare l’opera del Comitato Antifascista.
  • Proseguire e intensificare la guerra fino alla completa liberazione e difesa dell’indipendenza nazionale.
  • Unire tutte le forze popolari attorno al potere di liberazione nazionale e rafforzare i consigli di liberazione.
  • Dopo la liberazione, organizzare elezioni libere e democratiche per un’Assemblea Costituente che decida la forma dello Stato e la Costituzione.
  • Riesaminare tutti gli accordi politici, militari ed economici conclusi dal regime di Zog, annullando quelli dannosi per il popolo e lo Stato albanese.
  • Garantire e difendere i diritti civili dei cittadini.
  • Cercare una più stretta cooperazione con i grandi alleati (Regno Unito, Unione Sovietica, Stati Uniti d'America) e con gli altri membri del blocco antifascista.
  • Ottenere il riconoscimento come unico governo legittimo d’Albania da parte degli alleati e degli altri membri del blocco antifascista.

In base ai sovrascritti punti annunciati da Hoxha alla riunione di Berat, il governo provvisorio albanese organizza le elezioni parlamentari il 2 dicembre 1945, che vedono la vittoria su tutti i seggi del Fronte Democratico, una coalizione organizzata dal Partito Comunista d'Albania che ha ottenuto il 93% dei voti con una affluenza dell'89,9%. La vittoria del Fronte Democratico ha permesso così ai comunisti di edificare il socialismo in Albania.

Bisogna inoltre ricordare che al momento della proclamazione del Governo Democratico in Albania, nel resto d'Europa era ancora in corso la Seconda Guerra Mondiale seppur al suo culmine, di conseguenza l'Albania era ancora ufficialmente un paese in guerra e l'esercito partigiano albanese era di conseguenza impegnato nei territori jugoslavi a combattere il nazifascismo, nel tentativo di guadagnare il riconoscimento internazionale da parte dell'Albania.

Nel 1945, Enver sposa Nexhmije Xhuglini, una militante del PKSH che ha mantenuto un'importante rilevanza politica a livello nazionale anche dopo il matrimonio e dopo la morte di Enver avvenuta nel 1985[21].

Governo socialista nell'immediato dopoguerra

Nel marzo 1946 l’Assemblea Costituente, formatasi con le già citate elezioni di dicembre 1945, proclama la Repubblica Popolare d'Albania e nomina Enver Hoxha Primo Ministro, carica che mantiene fino al 1954[3]. Nell’agosto dello stesso anno Hoxha guida la delegazione albanese alla Conferenza di Pace di Parigi, dove difende con decisione il diritto del popolo albanese a essere riconosciuto come parte della coalizione antifascista, opponendosi alle rivendicazioni territoriali della Grecia[9].

Questo periodo storico fu segnato anche da una rottura diplomatica con la Jugoslavia di Josip Brož Tito: Seppur alleati durante la Seconda Guerra Mondiale, Hoxha nutre sin da subito forti dubbi nei confronti di Tito e della Jugoslavia socialista che al termine del conflitto aveva intrapreso un percorso revisionista di mantenimento del modello economico capitalista, suscitando dunque aspre critiche da parte dei paesi del Cominform, primo fra tutti l'Unione Sovietica di Stalin. Queste tensioni provocarono una spaccatura tra la Jugoslavia di Tito e l'Unione Sovietica di Stalin che ha visto l'esclusione della Jugoslavia dal Cominform nel 1948.

Enver Hoxha si allinea alle decisioni di Mosca, denunciando inoltre il progetto titoista di annettere l'Albania per formare una grande federazione balcanica[3]. La Jugoslavia aveva infatti adottato delle politiche volte ad interferire nella politica interna albanese, attuando politiche imperialiste ineguali ai danni del piccolo paese delle aquile. Il Trattato di Amicizia ed Assistenza Pacifica tra Jugoslavia ed Albania firmato nel 1946[22] era un trattato ineguale che volgeva a favore della federazione jugoslava, ed in nome di tali accordi, la Jugoslavia ha tentato di imporre all'Albania delle condizioni riguardo agli scambi commerciali (la leadership jugoslava si è infatti lamentata in alcune occasioni che l'Albania ha commerciato con l'Unione Sovietica e con la Bulgaria senza l'approvazione della Jugoslavia)[23]. La rottura dei rapporti con la Jugoslavia segna anche il declino di Koçi Xoxe nel Partito Comunista d'Albania, che effettua attività di spionaggio per conto della Jugoslavia e favorisce la sudditanza albanese al trattato ineguale con la Jugoslavia. Xoxe viene quindi processato e condannato alla pena di morte per alto tradimento[24].

Nel frattempo, la confinante Grecia è segnata da una guerra civile, ufficialmente iniziata il 31 marzo 1946, ma probabilmente in corso già durante la Seconda Guerra Mondiale. Il conflitto in Grecia vede contrapposte le forze partigiane nazionaliste alleate dei paesi occidentali contro le forze socialiste organizzatesi nel Governo Democratico Provvisorio, supportato dall'URSS e dai paesi socialisti confinanti (Bulgaria, Albania e Jugoslavia)[25][26]. Hoxha, nonostante le tensioni con la Grecia causate da rivendicazioni territoriali in Albania da parte di Atene, sostenute anche dal Governo Democratico Provvisorio[27], fornisce supporto logistico e militare ed offre basi di retrovia e di rifugio ai guerriglieri socialisti greci nella regione dell'Epiro e lungo il confine[28]. Hoxha ha inoltre autorizzato i guerriglieri socialisti greci feriti a curarsi in territorio albanese, in particolare nelle città di Coriza, Argirocastro e Pogradec[29].

La rottura diplomatica con la Jugoslavia, sostenuta anche da guerriglieri socialisti greci, ha spinto il governo jugoslavo ad interrompere bruscamanete gli aiuti al Governo Democratico Provvisorio greco che ha reso più difficile il supporto dei socialisti da parte di albanesi e sovietici[30]. La guerra in Grecia termina dunque nel 1949 con la vittoria delle forze filoccidentali, un esito che circonda ufficialmente l'Albania di paesi ostili: L'Albania confina dunque a sud con la Grecia capitalista, che circa vent'anni più tardi subisce una dittatura militare fascista filoamericana, mentre a nord e ad est con la Jugoslavia di Tito, che ha tradito i valori del marxismo-leninismo. e dall'altra parte dell'Adriatico era presente l'Italia postfascista, anch'essa capitalista e membro del Patto Atlantico. Hoxha rimane comunque in buoni rapporti con l'Unione Sovietica di Stalin e con gli altri paesi socialisti dell'Est Europa, aderendo nel 1949 al Comecon e nel 1955 al Patto di Varsavia.

Nel 1948, in seguito al I Congresso Nazionale del Partito Comunista Albanese avvenuto tra l'8 ed il 13 novembre, il partito viene rinominato in Partito del Lavoro d'Albania su indicazione di Stalin[31][32]. Tra il 1948 ed il 1949 l'Albania avvia anche le prime relazioni diplomatiche con la Corea Popolare e con la Cina.

Sviluppo sociale ed economico

L'Albania prima del comunismo era infatti un paese tribale con elementi economici feudali ed elementi culturali reazionari risalenti al medioevo. L'economia era completamente agricola e quasi totalmente priva di industrie (le poche industrie presenti su territorio albanesi furono costruite dagli italiani durante l'occupazione fascista). L'agricoltura del paese delle aquile era primitiva ed il livello di istruzione era molto basso: l’80-85% della popolazione era analfabeta e nel paese non erano presenti università. Erano inoltre ampiamente applicati e diffusi codici etici d'epoca medievale e feudale come il Canone di Lekë Dukagjini (meglio noto come Kanun), che prevedeva aspetti reazionari della cultura albanese dell'epoca come la Gjakmarrja (ossia una forma di vendetta che prevede l'obbligo di salvare il proprio onore uccidendo il delinquentedi cui si è vittima o un membro della sua famiglia)[33]. L'aspettativa di vita non raggiungeva i 40 anni. A tali problematiche si aggiungono anche le conseguenze disastrose della guerra[9].

Gli anni '50 rappresentano un periodo cruciale per l'Albania, segnato da profondi cambiamenti in ambito economico, sociale e culturale. Sotto la saggia guida del Partito del Lavoro d'Albania, il paese intraprende un processo di trasformazione radicale, mirando a superare secoli di arretratezza ed a costruire una società socialista autosufficiente. Il Partito del Lavoro d'Albania, grazie alla figura ispiratrice di Enver Hoxha, avvia nel 1952 il primo piano quinquennale di ispirazione sovietica, mirato allo sviluppo di una industria pesante, una modernizzazione ed una collettivizzazione del settore agricolo. I piani economici adottati dall'Albania socialista permettono di elettrificare l'intero paese aprendo e mettendo in funzione grandi complessi industriali come industrie chimiche e tessili, centrali termoelettriche ed idroelettriche, nonché altri importanti settori industriali del paese come quello minerario[34][35][9].

Oltre al progresso economico, Enver Hoxha ed il PLA hanno inoltre combattuto l'arretratezza culturale del paese: Vengono aperte scuole e l'istruzione viene resa gratuita ed accessibile a tutta la popolazione[36][37], garantendo così un aumento significativo del tasso di alfabetizzazione (dal 10-15% prebellico fino al 90% negli anni '80). Enver Hoxha apre inoltre le prime università del paese come l'Università Politecnica di Tirana nel 1951[38] e l'Università di Tirana nel 1957[39]. Vengono proibiti i codici etici medievali reazionari come il Kanun (preservando solo pochi articoli ritenuti progressisti) ed il governo ha combattuto e contrastato l'applicazione di tali codici etici da parte dei cittadini.

Il progresso del socialismo in Albania influisce anche nel settore sanitario: la mortalità infantile si riduce dai 14,3% nel 1950 al 4,5% nel 1990 e l'aspettativa di vita supera i 70 anni, grazie alla costruzione di cliniche ed ospedali promosso dal PLA[40][41][37]. La malattia più diffusa nell'Albania pre-socialista era la malaria, che è stata combattuta con l'utilizzo del DDT e con la bonifica di zone paludose, azioni che hanno contribuito all'aumento dell'aspettativa di vita ed alla riduzione della mortalità infantile[40]. Un'altra malattia che è stata combattuta fino alla sua quasi totale assenza in territorio albanese è stata la sifilide.[42].

Spaccatura sovietico-albanese

Nel 1953, a seguito della Morte di Stalin, il potere sovietico finisce conteso tra Georgij Malenkov, Lavrentij Berija e Nikita Chruščëv. Quest'ultimo riesce ad avere la meglio sugli altri due contendenti[43] ed avvia un processo di destalinizzazione e di rivalutazione della Jugoslavia di Tito con conseguente riavvicinamento politico sino-iugoslavo[44]. Durante il XX Congresso del Partito Comunista dell'Unione Sovietica, avvenuto nel 1956, Chruščëv attacca e denigra l'operato del suo predecessore Stalin[43], incrinando i rapporti diplomatici all'interno del blocco comunista. Le posizioni intraprese dalla nuova dirigenza sovietica vengono duramente contestate sia dall'Albania di Enver Hoxha[45][46] che dalla Cina guidata da Mao Zedong[47], i quali iniziano a prendere le distanze dall'Unione Sovietica ed avviano una fase di collaborazione tra i due paesi.

I primi dissapori tra l'Unione Sovietica e l'Albania avvengono già nella primavera del 1955, quando Chruščëv invia Bulganin e Mikojan in Jugoslavia con l'obiettivo di restaurare i rapporti con la federazione balcanica titina, anche attraverso la firma della Dichiarazione di Belgrado in data 2 giugno 1955[48]. Chruščëv aveva infatti deciso di rompere con la politica estera staliniana ostile nei confronti della Jugoslavia, riconoscendo quest'ultima come un paese del blocco comunista[44]. Allo stesso tempo, Chruščëv esprime anche approvazione nei confronti della teoria controrivoluzionaria della "via italiana al socialismo" di Palmiro Togliatti, allora segretario del Partito Comunista Italiano[49]. La riconciliazione con la Jugoslavia da parte sovietica spinge il governo jugoslavo ad avanzare all'Albania richieste di riabilitazione per Koçi Xoxe, che vengono tuttavia rifiutate dagli albanesi.

Tale cambiamento repentino nella politica estera sovietica in favore della Jugoslavia spingono Enver Hoxha ed i comunisti albanesi ad adottare posizioni più diffidenti nei confronti dell'URSS, poiché la Jugoslavia si è dimostrata un paese ostile, con tendenze imperialiste nei confronti dell'Albania. Sebbene le politiche di Chruščëv nei confronti della Jugoslavia e del Partito Comunista Italiano fossero già un campanello d'allarme sul revisionismo sovietico, la conferma di esso avvenne con il XX Congresso del PCUS del 1956, in cui Chruščëv condanna pubblicamente l'operato di Stalin e dichiara ufficialmente di prendere le distanze dalle politiche adottate dall'Unione Sovietica fino a quel momento, pubblicando di conseguenza la dottrina della Coesistenza Pacifica[50] ed adottando posizioni egemonistiche verso altri paesi socialisti. L'Albania risponde criticando la Coesistenza Pacifica e l'egemonia sovietica citando Lenin[51].

La spaccatura tra Unione Sovietica ed Albania non è stata immediata con il XX Congresso del PCUS, infatti le collaborazioni sovietico-albanesi perdurano per altri cinque anni, nonostante le critiche albanesi al revisionismo sovietico che sono state riportate da Hoxha a Chruščëv durante gli incontri diplomatici di Mosca avvenuti nel dicembre del 1956, aprile 1957, gennaio 1960 e quello di Tirana del maggio del 1959[9]. La spaccatura definitiva tra Albania ed Unione Sovietica avviene a seguito di un discorso pubblico pronunciato da Enver Hoxha il 16 novembre 1960, in cui denuncia il revisionismo sovietico di fronte ai delegati di 81 partiti comunisti ed operai a Mosca[52]. Si tratta della prima volta in cui Hoxha, appoggiato dai cinesi, attacca pubblicamente l'Unione Sovietica e l'allora dirigenza di Chruščëv.

I sovietici rispondono minacciando conseguenze crudeli se l'Albania non ritira le accuse. In seguito l'Unione Sovietica e la Cecoslovacchia, i due principali partner commerciali dell'Albania fino a quel momento, ritirano gli aiuti economici al Paese delle Aquile, che viene sospeso dal Patto di Varsavia nel 1961, e successivamente espulso defiitivamente dall'alleanza nel 1968. I sovietici interompono i rapporti diplomatici con l'Albania e vi ritira i tecnici e gli ingegneri dal paese. I paesi alleati dell'Unione Sovietica (Polonia, Cecoslovacchia, DDR, Romania, Bulgaria, Ungheria), al contrario, non interrompono i rapporti diplomatici con l'Albania, limitandosi ad un abbassamento del livello diplomatico.

Autosufficienza e collaborazione cinese

La rottura diplomatica con l'Unione Sovietica aggrava la condizione di isolamento dell'Albania, costringendo Enver Hoxha ed il Partito del Lavoro d'Albania a puntare su posizioni politico-economiche di autosufficienza ed autarchia, rafforzando il settore militare, progettando le forze armate per la difesa territoriale, specialmente su un territorio montuoso come quello dell'Albania settentrionale[35]. Tra i simboli rappresentativi dell'Albania hoxhaista figurano i bunker monoposto in cemento, costruiti in tutto il paese dagli anni '50 fino alla caduta del comunismo per un totale di circa centosettantamila strutture di difesa militare sparsi per il territorio albanese. La costruzione dei bunker fu intensificata dopo l'uscita ufficiale dell'Albania dal Patto di Varsavia avvenuta nel 1968, aumentando il timore di una invasione straniera dell'Albania.

Uno dei pochi paesi in cui l'Albania è rimasta in buoni rapporti era la Repubblica Popolare Cinese, con la quale vigevano degli accordi commerciali, intensificatisi dopo la spaccatura definitiva sovietico-albanese. Ciononostante, la collaborazione economica sino-albanese trova numerosi ostacoli nella lontananza geografica tra i due paesi e nella qualità ingegneristica cinese, allora inferiore rispetto a quella sovietica.

La collaborazione sino-albanese è in vigore già dal 1949, anno in cui l'Albania ha riconosciuto la Cina Popolare ed ha avviato rapporti diplomatici con Pechino[53]. Tale collaborazione si intensifica con la progressiva spaccatura con i sovietici, che spinge il piccolo paese balcanico governato da Hoxha ad una collaborazione sempre più stretta con la Cina. Infatti, in occasione del VIII Congresso Nazionale del Partito Comunista Cinese, svoltosi nel mese di settembre 1956, Enver Hoxha vi partecipa assieme ad una delegazione albanese del PPSH, su invito dello stesso Mao e dello stesso PCC[54]. Le relazioni tra Albania e Cina migliorano a tal punto che gli aiuti economici cinesi all’Albania passarono dal 4,2% del 1955 al 21,6% del 1957[55].

Per tutta la durata degli anni '60, i rapporti diplomatici tra la Cina e l'Albania rimasero costanti e positivi, nonostante alcune divergenze tra la dirigenza cinese e quella albanese: Enver Hoxha ha spesso commentato con toni critici i comportamenti delle dirigenza cinese intrapresi dal 1962 al 1977, raccogliendo successivamente le sue critiche nella sua opera dedicata alla Cina; Riflessioni sulla Cina (in lingua originale, Shenime per Kinen)[56]. La Cina, d'altro canto, ha tentato di imporre il pensiero di Mao alla dirigenza albanese durante il periodo della Rivoluzione Culturale[57].

Anni '70: Deterioramento della collaborazione sino-albanese

Negli anni '70, invece, la collaborazione sino-albanese inizia a deteriorarsi, a causa della promulgazione della Teoria dei tre mondi da parte cinese, che viene interpretata da Enver Hoxha come abbandono della lotta del proletariato internazionale da parte cinese. Contemporaneamente alla Teoria dei tre mondi, la Cina avviò un periodo di apertura diplomatica con gli Stati Uniti, come dimostrato dalla visita di Richard Nixon a Pechino nel 1972.

Il deterioramento sino-albanese è caratterizzato anche da altri fattori come una diminuzione dell'assistenza economica cinese all'Albania, causata da una mutazione delle priorità cinesi, percepito da Tirana come un sostegno meno solido e una crescita dell’“insicurezza” economica. Ciò spinge Enver Hoxha ad avviare rapporti commerciali con paesi del terzo mondo. I rapporti sino-albanesi deteriorarono anche a causa della politica cinese, provata dalla Rivoluzione Culturale, che ha visto emergere nel panorama politico cinese figure come la Banda dei Quattro e Deng Xiaoping, duramente contestati da Enver Hoxha[56].

La rottura definitiva dell'alleanza sino-albanese avviene nel 1978, un anno dopo la morte di Mao e l'arresto dei membri della Banda dei Quattro. Nel mese di maggio 1978, la dirigenza albanese invia note alla Cina accusandola di ritardare le forniture ed accusando gli esperti cinesi di danneggiamento dell'economia albanese. In risposta, la Cina comunica il 7 luglio 1978 l'intenzione di interrompere l'assistenza economica e militare[58]. I rapporti diplomatici tra i due paesi non furono tuttavia interrotti, e sono tutt'oggi in vigore nonostante la caduta del comunismo in Albania avvenuta nel 1992.

Con la rottura dell'alleanza sino-albanese, Enver Hoxha ha dichiarato che l'Albania era l'unico paese socialista al mondo.

Ultimi anni e morte

Mentre la collaborazione sino-albanese si deteriora, anche le condizioni di salute di Enver Hoxha si fanno sempre più precarie: Hoxha subisce un infarto già nel 1973 causandogli un peggioramento delle condizioni di salute, a cui si aggiunge il diabete diagnosticatogli nel 1980. A causa di queste difficoltà dovute alla salute, Enver inizia progressivamente a ritirarsi, ufficialmente o de facto, dalle sue cariche politiche, favorendo l'ascesa al potere del suo successore Ramiz Alia.

Nel 1982, una banda di fuorilegge in esilio conosciuta come Banda Mustafaj, affiliata alla mafia albanese allora in esilio, pianifica un attentato ai danni di Enver Hoxha. L'attentato fallisce grazie ad un agente della Sigurimi che si era infiltrato nell'organizzazione[59].

Nel 1983 si ritira quasi completamente dalle attività politiche, spengendosi l'11 aprile 1985[60]. La carica di segretario del PPSH fu affidata a Ramiz Alia, mentre la carica di Comandante supremo del Fronte Antifascista di Liberazione Nazionale fu assegnata alla moglie Nexhmije Hoxha.

Il 15 aprile 1985 furono organizzati i funerali del leader albanese[61], che venne seppellito a Tirana nel cimitero dei martiri della nazione d'Albania[62]. Nel maggio 1992, in seguito alla caduta definitiva del regime socialista albanese, il nuovo governo liberale ordina la riesumazione della salma di Enver per la sua risepoltura al Varreza 5009, un cimitero cittadino.

L'eredità politica di Enver Hoxha è molto discussa tra i cittadini albanesi, che si ritrovano divisi tra una valutazione positiva (42%) od una valutazione negativa (45%) secondo un sondaggio dell'OSCE risalente al 2016. L'eredità ideologica di Enver Hoxha, invece, è presente in numerosi movimenti marxisti-leninisti situati in tutto il globo, i quali si rifanno alle posizioni del segretario albanese, come nel caso dei partiti affiliati al CIPOML[63] come l'Organizzazione per il Partito Comunista del Proletariato (già Piattaforma Comunista) in Italia[64] o l'Arbejderpartiet Kommunisterne in Danimarca[65].

Pensiero politico

Il pensiero politico di Enver Hoxha, conosciuto anche come hoxhaismo o come enverismo, si sviluppa nell'ambito del Marxismo-Leninismo e soprattutto nell'antirevisionismo, ossia la forma più ortodossa del marxismo-leninismo. Hoxha si presentava infatti come difensore dell’ortodossia marxista-leninista, opponendosi dunque a qualsiasi revisione della teoria di Karl Marx, Friederich Engels, Vladimir Lenin e Iosif Stalin.

Enver Hoxha viene infatti ricordato per essere uno dei critici più aspri di moltissime altre forme di socialismo, smascherando la natura anticomunista del titoismo, dell'eurocomunismo e delle posizioni intraprese dall'URSS dopo la morte di Stalin, ma avanzando al contempo critiche anche verso il maoismo cinese ed il Juche coreano, che sono a loro volta altre due forme di marxismo-leninismo antirevisionista.

Nonostante la sua morte avvenuta nel 1985, il pensiero politico di Enver Hoxha è tutt'oggi adottato da militanti, partiti e organizzazioni politiche in Europa e nel mondo, mantenendo le critiche a tutte le altre forme di socialismo, marxista-leninista, antirevisionista e non. Infatti l'enverismo è riconosciuto da molti come una visione dogmatica del marxismo-leninismo.

Opere

Tutte le opere scritte da Enver Hoxha sono state raccolte al suo tempo dall'Istituto di studi marxisti-leninisti presso il Comitato Centrale del Partito del Lavoro d'Albania, che le ha pubblicate tramite la casa editrice 8 Nëntori di Tirana. I libri di Enver Hoxha sono disponibili in albanese (lingua originale), russo, inglese, italiano, francese, tedesco, spagnolo e greco, ed anche le traduzioni sono state effettuate dall'Istituto di studi marxisti-leninisti persso il CC del PPSH. Altri traduttori si sono cimentati nella traduzione delle opere di Enver in altre lingue, come nel caso delle opere in lingua danese da parte dell'Arbejderpartiet Kommunisterne.

Le opere di Enver Hoxha tradotte in italiano sono disponibili in alcuni archivi telematici come nel caso della biblioteca digitale Mels, curata dal Centro di Cultura e Documentazione Popolare tramite il loro sito resistenze.org[66]. un altro archivio telematico in cui sono reperibili alcune opere di Enver Hoxha in formato PDF è il sito marxista-leninista russo enverhoxha.ru, che raccoglie le opere del rivoluzionario albanese in russo[67]. L'archivio russo fornisce anche le opere complete di Enver Hoxha raccolte in 70 volumi e disponibili in lingua albanese[68]. Sono reperibili su enverhoxha.ru alcune opere anche in italiano, francese, spagnolo, inglese, spagnolo, danese, greco, serbocroato, cinese, giapponese, hindi, ecc...[69]. In passato era disponibile anche il sito multilingua enverhoxha.info, probabilmente aperto da Ubaldo Buttafava nel 2003, attualmente visitabile solo attraverso il servizio wayback machine di Internet Archive[70].

Quella che segue è una lista delle principali opere di Enver Hoxha pubblicati in italiano. L'anno riportato si riferisce alla pubblicazione dell'edizione italiana dei libri:

  • Rapporto presentato al VI Congresso del Partito del Lavoro d'Albania (1971): disponibile su enverhoxha.ru
  • Riflessioni sulla Cina (1979): disponibile in due volumi su marxismoleninismos.wordpress.com (link disponibili nella bibliografia di questa pagina)
  • Imperialismo e Rivoluzione (1979): disponibile su resistenze.org, paginerosse ed enverhoxha.ru
  • I Kruscioviani. Memorie (1980): disponibile su resistenze.org ed enverhoxha.ru
  • L'Eurocomunismo è Anticomunismo (1980): disponibile su enverhoxha.ru
  • Con Stalin. Ricordi (1984): disponibile su enverhoxha.ru
  • Le Superpotenze. 1959-1984. Brani dal Diario politico (1986): disponibile su enverhoxha.ru
  • Globalizzazione o Socialismo (2002): Non disponibile in PDF, si consiglia l'acquisto del libro su siti di e-commerce. Nel libro è presente una prefazione di Ubaldo Buttafava, che ha tradotto e pubblicato in Italia l'opera, rimasta inedita.

Onorificenze

  • Eroe del lavoro socialista (Albania)
  • Gran maestro dell'ordine di Skanderbeg (Albania)

Bibliografia

Note

  1. 1,0 1,1 Gürpınar, 2012
  2. Pipa, pag. 262.
  3. 3,0 3,1 3,2 3,3 3,4 3,5 3,6 3,7 Enver Hoxha: Biografia - enverhoxhainfo [ARCHIVIATO]
  4. 4,0 4,1 AA.VV., 1986, pag. 17.
  5. Il'ja Miklaševskij - Ruwiki(in russo)
  6. 6,0 6,1 Fevziu, 2011.
  7. Fevziu 2017, pag. 22.
  8. Una borsa di studio del genere viene solitamente fornita a studenti brillanti, ciò può confutare le teorie sui bassi voti di Enver Hoxha.
  9. 9,0 9,1 9,2 9,3 9,4 9,5 9,6 Enver Hoxha Page - EspressoStalinist (in inglese)
  10. 10,0 10,1 10,2 Treccani
  11. 11,0 11,1 ProleWiki
  12. Enver Halil Hoxha - Il Blog di Pinuccio
  13. Da verificare
  14. O'Donnell, 1999, pag. 19
  15. (italianizzata Pesa)
  16. Nga Fatmir Fezga (2021): Kongresi i Përmetit, vendimet që ndryshuan Shqipërinë/ “T’i ndalohet ish-Mbretit Zog kthimi në Shqipëri, të mos njihet asnjë qeveri brenda ose… - Panorama (in albanese)
  17. Per maggiori approfondimenti: https://www.ns-taeter-italien.org/it/
  18. Fjalori Enciklopedik 1985, Lufta e Tiranes, botim i Akademise se Shkencave, Tirane, 1985 (in albanese)
  19. 19,0 19,1 Enver Hoxha (1944): Declaration of the Democratic Government of Albania at the 2nd Meeting of the Anti-Fascist National Liberation Council of Albania - Marxists Internet Archive (in inglese)
  20. Qeveria e Enver Hoxhës (23 tetor 1944 – 21 mars 1946) - ShtetiWeb (in albanese)
  21. Ndërron jetë Nexhmije Hoxha - Gazeta Express (in albanese)
  22. Ornela Shameti, Pranvera Dibra (2014): Economic Agreements in the Yugoslav-Albanian Relations - Richtmann (in inglese)
  23. O'Donnell, pag. 22.
  24. Jacques, pag. 467.
  25. Albania’s Role in Cold War Alliances and Conflicts - Mexicohistorico (in inglese)
  26. The Greek Civil War - Marxists Internet Archive (in inglese)
  27. Enver Hoxha's controversy with the head of the Greek government, Caldaris, in 1946 - Balkanweb (in inglese)
  28. Marsel Nilaj (2016): The Civil War in Greece and Relations with Albania According to the Communist Press During 1948 – 1949 - University of Shkodra "Luigj Gurakuqi” (in inglese) consultabile su Revistia.com [PDF]
  29. Da verificare
  30. Autore sconosciuto (1949): Tito Against the Peoples of Greece and Albania - World News and Views, Vol. 29, No. 10 (in inglese) consultabile su Marxists Internet Archive
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  34. Gian Paolo Caselli (2016): L’Albania del dopoguerra – parte prima - Albania News
  35. 35,0 35,1 Storia del PLA
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  52. Enver Hoxha (1960): Rifiutate le tesi revisioniste del XX Congresso del Partito Comunista dell'Unione Sovietica e la posizione antimarxista del gruppo di Krusciov! Sostenete il marxismo-leninismo! - Marxists Internet Archive (in inglese)
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  57. Biberaj 1986, pag. 67.
  58. LETTER OF THE CC OF THE PARTY OF LABOUR AND THE GOVERNMENT OF ALBANIA TO THE CC OF THE COMMUNIST PARTY AND THE GOVERNMENT OF CHINA (July 29, 1978) TO THE CENTRAL COMMITTEE OF THE COMMUNIST PARTY OF CHINA, TO THE STATE COUNCIL OF THE PEOPLE'S REPUBLIC OF CHINA - Marxists Internet Archive (in inglese)
  59. Zbulohen dokumentet e CIA-s dhe FBI-se per Xhevdet Mustafen - Shqiperia.com (in albanese)
  60. Enver Hoxha - Ecured (in spagnolo)
  61. Varrimi i Enver Hoxhes - Enver Hoxha Funeral Day (15. 04. 1985) - YouTube (RTP Arkiva)
  62. Могила Энвера Ходжа на Мемориальном кладбище «Павших героев нации» в Тиране. Апрель 1986 год. - Enverhoxha.ru (in russo)
  63. Sito ufficiale del CIPOML (in inglese, spagnolo e turco)
  64. Sito ufficiale di Piattaforma Comunista
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  66. Catalogo della Biblioteca Digitale Mels - resistenze.org
  67. enverhoxha.ru (in russo)
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