Egidio Gennari

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Egidio Gennari
Data di nascita 20 Aprile 1876
Luogo di nascita Albano Laziale, Regno d'Italia
Data di morte 12 Aprile 1942
Luogo di morte Gorkij, Unione Sovietica
Attività politica
Cariche politiche
  • Segretario generale del Partito Socialista Italiano
    (25/02/1920 - 21/01/1921)
  • Deputato del Regno d'Italia
    (06/04/1924 - 09/11/1926)
Partito politico

Egidio Gennari (Albano Laziale, 20 aprile 1876, Gorkij, 12 aprile 1942)[1] è stato un politico, insegnante, articolista e rivoluzionario italiano.

E' stato segretario del Partito Socialista Italiano dal 1920 fino al Congresso di Livorno del 21 Gennaio 1921 che ha sancito la scissione del PSI e la nascita del Partito Comunista Italiano, a cui Gennari ha deciso di aderire. Con i comunisti è stato eletto Deputato del Regno d'Italia dal 1924 fino al 9 novembre 1926, sfuggendo alla repressione dei deputati non fascisti.

Biografia

Egidio Gennari nasce ad Albano Laziale (oggi nella Città Metropolitana di Roma) il 20 aprile 1876 da Mosè Gennari e Candida Carnevali, in una famiglia di contadini[1]. Nonotante le origini umili, il giovane Egidio riesce comunque a frequentare gli studi, terminandoli a Roma ove si laurea in matematica e per poi proseguire una carriera come insegnante professionista[2]. La carriera di professore l'ha svolta presso licei ed istituti tecnici in diverse città d'Italia come Pesaro, Cremona ed Ascoli.

Durante gli studi finali a Roma, Gennari inizia ad interessarsi di politica, aderendo ad uno sciopero avvenuto nella capitale nel 1896 ed iscrivendosi l'anno seguente al Partito Socialista Italiano[1][2]. Le attività politiche di Gennari sono proseguite a Firenze, dove si è trasferito nel 1911. Qui il Gennari è diventato un dirigente di spicco[3] nonché redattore del settimanale locale La Difesa. Durante la Prima Guerra Mondiale intraprende posizioni "intransigenti", ossia in netto contrasto con la linea riformista del partito. Tuttavia l'insegnante romano manteneva posizioni moderate nei confronti dei riformisti, che lo portarono ad essere criticato dagli stessi intransigenti, fino a quando in Italia non giunsero novità inerenti alla Grande Rivoluzione Socialista d'Ottobre, evento che spinse il Gennari ad adottare posizioni più dure nei confronti dei riformisti, recuperando così il sostegno da parte degli intransigenti[1].

Tra il 18 gennaio ed il 20 novembre 1918, Egidio Gennari viene nominato vicesegretario del partito, sostituendo di fatto l'allora segretario Costantino Lazzari, in quanto quest'ultimo stava scontando una pena detentiva ottenuta con l'accusa di «disfattismo». Il 25 febbraio 1920 Gennari fu eletto segretario del PSI e sostituì Nicola Bombacci. In questo periodo il Gennari inizia a supportare la fazione massimalista e tenta di allineare il partito alle posizioni dei Bolscevichi sovietici[1]. Durante il XVII Congresso del Partito Socialista Italiano, tenutosi a Livorno dal 15 al 21 gennaio 1921, il rivoluzionario romano decide di unirsi alla scissione promossa da Bordiga, Gramsci ecc... ed aderisce di conseguenza alle dimissioni dal PSI ed alla storica scissione che portò alla fondazione del Partito Comunista d'Italia. Il Gennari viene così nominato nel Comitato Centrale del nuovo partito e mantenne la carica fino alla sua morte[4]. Gennari ha inoltre fatto parte della delegazione italiana che si è presentata al III Congresso del Comintern, apertosi a Mosca il 22 giugno, che vide il riconoscimento del PCdI come sezione italiana dell'Internazionale Comunista.

Nel 1922 si è trasferito a Trieste, dove ha diretto il giornale socialista locale Il Lavoratore. A causa di ciò il governo fascista di Mussolini lo ha condannato a quindici anni di reclusione e diecimila lire di ammenda in data 5 ottobre 1922[5]; Stessa data in cui fu anche vittima di aggressione squadrista, subendo una pugnalata[6]. Nel settembre del 1923 viene nuovamente arrestato dalle autorità italiane ma viene successivamente assolto.

Si candida alle elezioni del 1924 e viene eletto con un seggio preso a Trieste[3]. Quando Mussolini decise, nel 1926, di violare l'immunità parlamentare dei deputati antifascisti facendoli arrestare tutti, Gennari si trovava in Unione Sovietica, il che lo rese l'unico parlamentare comunista, assieme a Ruggero Grieco ed Arturo Bendini, a sfuggire all'arresto illegale fascista. La permanenza del Gennari in Unione Sovietica fu facilitata dalla sintonia che egli aveva con i bolscevichi e con i compagni della corrente ordinovista di Antonio Gramsci e Palmiro Togliatti[1], che gli permisero di lavorare in Unione Sovietica per conto del Comintern.

Vivendo ormai in esilio a causa della repressione fascista, Bendini adotta il nome di battaglia "Maggi". Dal 1927 al 1928 il Bendini effettua dei viaggi diplomatici in America Latina per conto della Terza Internazionale[7]. Nel 1933 scrive Per combattere il fascismo e il capitalismo: fronte unico! (Lettera agli operai italiani)[8]. Nel 1940 subisce una paralisi che gli causerà la morte il 12 aprile 1942 a Gorkij (oggi Nižnij Novgorod), in URSS.

Opere

Voci correlate

Bibliografia

  • John Riddell (2015): To the Masses. Proceedings of the Third Congress of the Communist International, 1921, Leiden; Boston: Brill, Vol.91 (in inglese)
  • Paolo Spriano (1967-73): P. Spriano, Storia del Partito comunista italiano, I-III, Torino
  • Giuseppe Piemontese (1974): Il movimento operaio a Trieste: dalle origini all'avvento del fascismo, Editori riuniti
  • Patrizia Salvetti (1975): La stampa comunista: da Gramsci a Togliatti. Guanda
  • F. Andreucci, T. Detti (cur.), Il Movimento Operaio Italiano. Dizionario biografico (1853-1943), Roma, Editori Riuniti, 1975, vol. II
  • Giovanni Padoan (1984): Un'epopea partigiana alla frontiera tra due mondi, Del Bianco

Note

  1. 1,0 1,1 1,2 1,3 1,4 1,5 Giuseppe Sircana (2000): Egidio Gennari, Dizionario Biografico - Treccani
  2. 2,0 2,1 Riddel, 2015, pag.1220
  3. 3,0 3,1 Biografia di Egidio Gennari su Storicamente
  4. Spriano, I, pag. 149
  5. Piemontese, 1974
  6. Salvetti, 1975
  7. Andreucci, Detti, 1975, pagg. 458-466
  8. Gennari Egidio (Maggi) - Quinterna