Ruggero Grieco

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Ruggero Grieco
Data di nascita 19 Agosto 1893
Luogo di nascita Foggia, Regno d'Italia
Data di morte 23 Luglio 1955
Luogo di morte Massa Lombarda, Italia
Attività politica
Cariche politiche
  • Deputato del Regno d'Italia
    (06/04/1924 - 09/11/1926)
  • Segretario generale del Partito Comunista Italiano
    (1934 - 1938)
  • Senatore della Repubblica Italiana
    (08/05/1948 - 23/07/1955)
Partito politico

Ruggero Grieco, talvolta scritto Ruggiero Grieco (Foggia, 19 agosto 1893, Massa Lombarda, 23 Luglio 1955), è stato un agronomo, pubblicista, politico comunista e antifascista italiano.

E' stato un dirigente influente del Partito Comunista d'Italia durante la dittatura fascista, ricoprendo dal 1934 al 1938 la carica di Segretario generale del partito sostituendo Palmiro Togliatti e di conseguenza è stato un'importante figura del movimento operaio italiano[1].

Biografia

Ruggero Grieco nasce il 19 agosto 1893 a Foggia, in Puglia, da Giuseppe, impiegato postale e Teodolinda Pomarici, proveniente da una famiglia di nobili decaduti[2]. Rimane orfano di padre all'età di sette anni e la famiglia si ritrova in difficotà economiche, riuscendo tuttavia ad iscriversi ad un convitto per gli orfani dei dipendenti statali a Spoleto e rimanendovi fino al conseguimento del diploma in agronomia ottenuto con il massimo dei voti nel 1912, anno in cui aderisce al Partito Socialista Italiano (PSI)[3]. Il Grieco si interessa di politica già negli anni di studio presso il convitto e nei suoi ultimi giorni di permanenza nella città umbra tiene una conferenza presso la sezione locale del PSI, per poi tesserarsi nel partito durante il suo breve ritorno nella sua città natia. Si trasferisce a Portici per proseguire i suoi studi, facendo la conoscenza del movimento operaio partenopeo con i quali partecipa pure alla redazione di quotidiani socialisti locali. A Portici Grieco fa la conoscenza di Amadeo Bordiga e supporta molte delle posizioni di Bordiga.

Nel 1913 muore la madre di Grieco ed il rivoluzionario foggiano si ritrova costretto a trasferirsi a Roma per problemi economici, trovando lavoro nella pubblicistica letteraria e artistica, mantenendo i legami con l'ambiente socialista partenopeo[2]. Con l'ingresso dell'Italia nella Prima Guerra Mondiale, Grieco viene chiamato alle armi nel 1915, e di conseguenza mobilitato al fronte, prestando servizio come sottotenente del Regio Esercito. Terminata la guerra, Grieco ritorna a Roma dove riprende le sue attività giornalistiche e politiche, tornando a frequentare gli ambienti socialisti romani e napoletani. Nel 1920 entra a far parte della segreteria del PSI.

Nel 1921 partecipa al XVII Congresso del Partito Socialista Italiano svoltosi nella città di Livorno, caratterizzata da una scissione che ha dato i natali al Partito Comunista d'Italia (21 gennaio 1921). Grieco, in quanto membro della fazione capeggiata da Bordiga, aderisce alla scissione e di conseguenza viene ricordato tra i fondatori del Partito Comunista Italiano. Viene successivamente eletto nel primo Comitato Centrale nonché nel primo Comitato Esecutivo composto assieme ad Amadeo Bordiga, Bruno Fortichiari, Luigi Repossi e Umberto Terracini. Negli anni seguenti Grieco abbandona le idee politiche di Grieco e si avvicina alle posizioni ordinoviste di Antonio Gramsci e Palmiro Togliatti avviando collaborazioni.Gramsci affida a Grieco il compito di organizzare la sezione agraria del partito, successivamente fonda l'Associazione di difesa dei contadini poveri assieme al corregionale Giuseppe Di Vittorio.

Partecipa alle elezioni truccate dai fascisti nel 1924 e viene eletto alla Camera dei Deputati per la XXVII legislatura del Regno d’Italia, mantenendo il seggio fino al 1929[4] anche se formalmente non può più svolgere attività parlamentari dal 1926: La repressione fascista che ha portato all'arresto dei deputati antifascisti in violazione della loro immunità parlamentare verso la fine del 1926 costringe Grieco al rifugio in Svizzera. Nel 1927 il tribunale speciale lo condanna in contumacia a 17 anni di carcere[5], condanna che Grieco non ha mai scontato dal momento che rientrerà in italia solo dopo la caduta del fascismo.

Ormai in clandestinità con tutto il partito, Grieco riesce a diventare uno dei dirigenti più influenti del PCI ed in molte occasioni si rivela il secondo per importanza nel partito dopo Togliatti. Succede a Palmiro Togliatti come Segretario generale del PCI dal 1934 al 1938 a causa degli incarichi al Comintern di quest'ultimo. Il suo mandato coincide con gli anni difficili della svolta di fronte popolare del Comintern e della guerra civile spagnola: Durante la sua segreteria, Grieco sposta l’asse strategico del PCI dalla vecchia tesi del socialfascismo alla costruzione di un ampio fronte antifascista. E' in questa fase che il partito promuove la politica della “riconciliazione nazionale”, concretizzatasi nel manifesto del 1936 (l’Appello ai fratelli in camicia nera, ufficialmente intitolato Per la salvezza d’Italia riconciliazione del popolo italiano), il cui tono conciliatore suscita aspre critiche all’interno dell’Internazionale comunista[6]. Le pressioni provenienti da Mosca portano nell’aprile 1938, all’invio di Giuseppe Berti come nuovo commissario e alla conseguente sostituzione di Grieco alla guida del partito.

Grieco è tra i principali artefici di un’ampia coalizione antifascista che getta le basi per l’unità d’azione poi concretizzatasi nella Resistenza. Lasciata Parigi nel 1940, viene convocato a Mosca; rientra in Italia nel 1944, assumendo la direzione della sezione propaganda del PCI. Nel gennaio 1945 il governo Bonomi III lo nomina alto commissario aggiunto per l’epurazione, incarico che mantiene fino a settembre, quando passa alla Consulta Nazionale[7]. Da allora Grieco si è dedicato alla definizione della linea agraria del partito. Dopo la caduta del fascismo, Grieco rientra nella vita pubblica. successivamente viene eletto all’Assemblea Costituente (25 giugno 1946 – 31 gennaio 1948) che aveva redatto la Costituzione repubblicana. Con la proclamazione della Repubblica divenne Senatore della Repubblica italiana dall’8 maggio 1948 fino alla sua morte.

Muore il 23 luglio 1955 a causa di un infarto che ha subito durante un comizio a Massa Lombarda il giorno precedente. Viene seppellito a Roma presso il cimitero del Campo Verano.

Opere

  • La questione agraria e la lotta per la terra in Italia (raccolta di articoli e discorsi). Mosca, 1955.

Voci correlate

Fonti

  • Grieco, Ruggero - Grande Enciclopedia Sovietica, 3° Edizione (1979). Reperibile su The Free Dictionary (in inglese)
  • Grieco, Ruggero - Enciclopedia Treccani
  • Bruno Rossi (1988): Convitti a Spoleto nell'Ottocento e nel Novecento, Spoleto, Pro Loco A. Busetti
  • Giorgio Amendola (1966): Storia del Partito Comunista Italiano 1921-1943, Roma, Editori Riuniti.
  • Giorgio Amendola (1966): Scritti scelti. Roma, Editori Riuniti.
  • Paolo Spriano (1967-1975): Storia del Partito Comunista Italiano, Torino, Einaudi.
  • Michele Pistillo (1983): Il pensiero e l'opera di Ruggero Grieco: Le Tesi agrarie di Lione, in «Rinascita», 46.
  • Michele Pistillo (1985). Vita di Ruggero Grieco. Roma, Editori Riuniti.
  • Bruno Grieco (2004): Un partito non stalinista, Pci 1936: «Appello ai fratelli in camicia nera», Venezia, Marsilio.
  • Antonia Lovecchio (2013): Professione Rivoluzionario, Edizioni del Sud.
  • Ministero della Difesa (1980): Tribunale speciale per la difesa dello stato, decisioni emesse nel 1927, Ufficio Storico EI, SME, Roma - Archive.org

Note