Giappone: differenze tra le versioni

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Le aggressioni militari nipponiche alla Cina hanno comportato alla sospensione del Giappone dalla Società delle Nazioni nel 1932. Il Giappone ne uscì definitivamente nel 1933 e nel 1934 si ritira pure dal trattato navale di Washington. Nel 1936 il Giappone si allea con il [[Terzo Reich]] di [[Adolf Hitler]]. Alcuni storici definiscono le idee politiche adottate in Giappone durante il Primo Periodo Showa come ''"fascismo giapponese"'', tuttavia il termine è ritenuto inesatto da alcuni storici poiché il Giappone non fu retto da un'ideologia politica precisa a differenza dell'[[Ventennio fascista|Italia fascista]] e della Germania Nazista, anche se tutti e tre i regimi furono caratterizzati dall'[[ultranazionalismo]] e dall'anticomunismo. Il Giappone infatti era inoltre coinvolto nelle guerre di confine contro l'Unione Sovietica.
Le aggressioni militari nipponiche alla Cina hanno comportato alla sospensione del Giappone dalla Società delle Nazioni nel 1932. Il Giappone ne uscì definitivamente nel 1933 e nel 1934 si ritira pure dal trattato navale di Washington. Nel 1936 il Giappone si allea con il [[Terzo Reich]] di [[Adolf Hitler]]. Alcuni storici definiscono le idee politiche adottate in Giappone durante il Primo Periodo Showa come ''"fascismo giapponese"'', tuttavia il termine è ritenuto inesatto da alcuni storici poiché il Giappone non fu retto da un'ideologia politica precisa a differenza dell'[[Ventennio fascista|Italia fascista]] e della Germania Nazista, anche se tutti e tre i regimi furono caratterizzati dall'[[ultranazionalismo]] e dall'anticomunismo. Il Giappone infatti era inoltre coinvolto nelle guerre di confine contro l'Unione Sovietica.


Nel 1937 scoppia la '''[[Seconda Guerra Sino-Giapponese]]'''. Il Giappone attacca una Cina divisa tra comunisti e nazionalisti nel contesto della [[Guerra Civile Cinese]], tuttavia l'invasione nipponica porta alla proclamazione del Secondo Fronte Unito tra i comunisti di Mao Zedong ed i nazionalisti cinesi di Chiang Kai Shek nella lotta contro l'invasore giapponese. Tuttavia l'esercito giapponese fu più preparato di quello cinese e riuscì ad occupare ed annettere le coste cinesi orientali, che furono trasformate in stati fantoccio giapponesi. La Seconda Guerra Sino-Giapponese durerà anche per tutto il periodo della Seconda Guerra Mondiale.  
Nel 1937 scoppia la '''[[Seconda Guerra Sino-Giapponese]]'''. Il Giappone attacca una Cina divisa tra comunisti e nazionalisti nel contesto della [[Guerra Civile Cinese]], tuttavia l'invasione nipponica porta alla proclamazione del [[Secondo Fronte Unito]] tra i comunisti di Mao Zedong ed i nazionalisti cinesi di Chiang Kai Shek nella lotta contro l'invasore giapponese. Tuttavia l'esercito giapponese fu più preparato di quello cinese e riuscì ad occupare ed annettere le coste cinesi orientali, che furono trasformate in stati fantoccio giapponesi. La Seconda Guerra Sino-Giapponese durerà anche per tutto il periodo della Seconda Guerra Mondiale.  


=== Seconda Guerra Mondiale ===
=== Seconda Guerra Mondiale ===

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Giappone
Bandiera
Stemma
Dati generali
Nome Ufficiale 日本国
romaji: Nihon-koku
Nome Completo Stato del Giappone
Fondazione Incerta, III-V secolo d.C.
Ingresso nell'ONU 18 novembre 1956
Capitale Tokyo
Lingua ufficiale Giapponese
Lingue parlate giapponese, ainu, lingue ryukyuane, dialetti vari del giapponese
Inno ufficiale Kimi ga yo
Dati politici
Forma di governo Monarchia parlamentare (impero)
Imperatore Naruhito
Capo del governo Shigeru Ishiba
Dati geografici
Continente Asia
Superficie 377 975 km²
Popolazione 126 226 568 ab. (2020)[1]
Densità 333 ab./km²
Fuso orario UTC +9
Dati economici
Valuta Yen
PIL 5.594.452 milioni di dollari (2018)[2]
Pil pro capite 39.305$ (2018)[2]
Altri dati
TLD .jp
Prefisso telefonico +81
Festa nazionale 11 febbraio

Il Giappone, ufficialmente Stato del Giappone (in giapponese 日本国, trascritto in romaji Nihon-koku o Nippon-koku), è uno stato sovrano asiatico situato sull'omonimo arcipelago dell'Estremo Oriente. Si tratta di uno stato insulare dal momento che non esercita la sua sovranità su territori continentali, ma su 14.125 isole situate principalmente sull'Arcipelago del Giappone, che è limitato a ovest dal Mar del Giappone (conosciuto anche come Mare Orientale Coreano), a nord dal Mare di Ochotsk, a est dall'Oceano Pacifico settentrionale e a sud dal Mar Cinese Orientale.

Le cinque isole più grandi del Giappone (Hokkaidō, Honshū, Kyūshū, Shikoku e Okinawa) rappresentano il 97% della superficie terrestre del Giappone. Non tutte le isole del Giappone sono situate nell'omonimo arcipelago. Il Giappone infatti esercita la sua sovranità anche sulle Isole Ryukyu, di cui l'Isola di Okinawa e su altre isole del pacifico, inoltre ha contenziosi aperti con la Corea e con la Federazione Russa su altre isole e scogli situati sul Pacifico come le Isole Curili meridionali

Secondo ricerche archeologiche, l'arcipelago è abitato sin dal paleolitico superiore. E' la seconda potenza economica asiatica, superata solo dalla vicina Cina con cui condivide molte caratteristiche storiche e culturali, nonostante la storia del Giappone è stata stata segnata anche da diversi periodi storici che hanno visto una chiusura politico-culturale del paese dal resto del mondo.

E' uno dei paesi più sviluppati al mondo, ed è una superpotenza economica mondiale: Oltre ad essere la seconda potenza asiatica, il Giappone si piazza anche al quarto posto tra le potenze economiche mondiali per PIL nominale, dietro agli Stati Uniti d'America, alla già citata Cina ed alla Germania.

La capitale è Tokyo (東京), situata nella regione del Kanto. tuttavia il castello dove risiede la famiglia imperiale è situato a Kyoto, nel Kansai. Kyoto è anche la vecchia capitale del Giappone, ed il trasferimento della capitale a Tokyo è stato favorito da una crescente importanza demografica e politica della città di Tokyo, fondata come Edo nel XV secolo.

Geografia

Il Giappone è un arcipelago situato sull'Oceano Pacifico settentrionale, rientrando nel continente Asiatico. L'arcipelago principale è formato da quattro isole principali: Hokkaidō, Honshū, Shikoku e Kyūshū, che formano una guisa di mezzaluna da nord-est a sud-ovest. L'arcipelago conta anche molte altre isole minori.

Fa parte dello Stato del Giappone anche l'arcipelago delle Ryūkyū, situate a sud di Kyūshū, la cui isola maggiore è quella di Okinawa.

Secondo un conteggio ufficiale effettuato nel 2023 dall'Autorità di informazione geospaziale del Giappone (国土地理院), il Giappone controlla in totale 14.125 isole. In questo conteggio sono state incluse le isole più remote del paese, incluse le isole disabitate, ma non sono state conteggiate le isole rivendicate ma controllate da altri stati come le Isole Dokdo (amministrate dalla Corea Liberale) e le Isole Curili meridionali (amministrate dalla Federazione Russa). Mentre le Isole Diaoyu, rivendicate dalla Cina ma attualmente amministrate dal Giappone, rientrano nel conteggio[3][4].

La capitale è Tokyo, che è l'unica città del Giappone ad avere lo status di Metropoli secondo l'ordinamento giuridico giapponese. Conta oltre 14 milioni di abitanti. Attorno a Tokyo però si sviluppa una grande area metropolitana in cui la popolazione raggiunge oltre i 35 milioni di abitanti, circa il 28% della popolazione totale del paese. La seconda città più grande del paese è Yokohama con 3,6 milioni di abitanti, seguita da Osaka con 2,75. La città di Osaka forma assieme alle città di Kobe e Kyoto (tutte e tre situate nella regione del Kansai) una grande area metropolitana denominata Keihanshin, che ha raggiunto i 18 milioni di abitanti secondo un censimento del 2000[5].

Geografia fisica

sull'isola di Honshū, la più grande del paese, è presente una catena montuosa chiamata Alpi giapponesi, con picchi che possono raggiungere i 3000 metri d'altezza. Il monte Kita, il più alto della catena montuosa, raggiunge i 3193 metri.

la montagna più alta del paese è il Monte Fuji, un vulcano di 3776 metri ritenuto ancora attivo sebbene la sua ultima eruzione risalga al XVIII secolo. Il Monte Fuji è anche un importante simbolo culturale e sacro per la cultura giapponese locale.

Sono presenti pianure costiere che generalmente sono separate dalle catene montuose da diverse colline.

Al 2015 il 67,2% del territorio (254000 km²) era collinare e/o boschivo, soltanto il 19,3% della superficie nazionale risultava essere antropizzato e poco meno dell'11% era dedicato a un'intensiva agricoltura[6].

Clima

Il territorio controllato dal Giappone è molto vasto e l'estensione del paese si sviluppa principalmente in latitudine, di conseguenza il clima cambia notevolmente di in base alla regione: l'Hokkaidō e le isole Ryūkyū rappresentano due estremità del Giappone non solo da un punto di vista geografico ma anche dal contesto climatico.

Generalmente l'arcipelago del Giappone presenta un clima temperato umido nell'arcipelago principale, con inverni freschi ed estati calde. La presenza di catene montuose sulle isole principali crea la presenza di microclimi in cui gli inverni possono essere più rigidi in inverno.

In Hokkaidō il clima è classificato come continentale freddo, ed è composto da inverni rigidi ed estati fresche. Mentre le Isole Ryūkyū presentano un clima tropicale caratterizzato da inverni miti o caldi e da estati molto calde.

Il clima del Giappone è caratterizzato anche da una corrente oceanica calda proveniente dall'oceano pacifico, chiamata Kuroshio. Essa lambisce l'isola di Kyūshū ed influenza la temperatura costiera delle isole Giapponesi. Esiste anche una corrente oceanica fredda che funge da contraltare, chiamata Oyashio, che proviene dal Mare di Ochotsk e lambisce l'Hokkaidō ed diminuisce la temperatura costiera delle altre isole giapponesi. Le due correnti marine si possono incontrare formando dei vortici marini, fenomeno fisico comune nei mari giapponesi.

Suddivisioni amministrative

Il Giappone è storicamente suddiviso in otto regioni geografiche, che tuttavia non sono una suddivisione amministrativa ufficiale. L'isola di Honshū, la più grande del Giappone, è costituita da cinque regioni: Tōhoku, Kantō, Chūbu, Kansai e Chūgoku, mentre le restanti tre regioni, Hokkaidō, Shikoku e Kyūshū, sono costituiti dall'isola di riferimento. La regione di Kyūshū comprende, oltre all'isola omonima, anche l'arcipelago delle Ryūkyū, compresa Okinawa.

Le Regioni del Giappone attualmente non sono una suddivisione amministrativa ufficiale, però la suddivisione del Giappone in otto regioni viene ampliamente utilizzata come riferimento, con compagnie locali che prendono il nome dalle regioni in questione.

La suddivisione di primo grado del Giappone sono le Prefetture e sono 47. In realtà le Prefetture del Giappone sono 46, poiché la Prefettura di Tokyo è stata abolita nel 1943 e sostituita da un'altro ente denominato Metropoli di Tokyo. Essendo le funzioni di quest'ultima equiparabili a quelle delle Prefetture (analogamente alle Città Metropolitane con le Province in Italia), la Metropoli di Tokyo viene inclusa nella lista delle Prefetture.

La suddivisione di secondo grado del Giappone sono i Distretti. Questi ultimi sono a loro volta suddivisi dalle Municipalità (detti anche Comuni), che sono suddivisioni le suddivisioni di terzo grado del paese.

Storia

La storia del Giappone trae le sue origini dal paleolitico; Alcuni miti locali ritengono che gli esseri umani popolassero il territorio nipponico già 200.000 anni fa, ed alcuni storici concordano con queste posizioni grazie al ritrovaento di manufatti in pietra risalenti a 100.000 anni fa, ipotizzando che il territorio fosse popolato da Homo Erectus. Tuttavia i più antichi scheletri umani ritrovati nel paese risalgono a 17.000 anni fa. Qualunque sia il periodo, l'uomo raggiunse il territorio nipponico grazie alle glaciazioni, inoltre erano presenti degli istmi che univano le principali isole del Giappone tra di loro, poi spariti con la tettonica delle placche.

Preistoria

L'inizio di una vera e propria civiltà antica nipponica risale al 13.000 a.C., con la scoperta di vasi in ceramica risalenti a quel periodo, la cui decorazione a cordicella, nota come Jōmon (縄文), da il nome al periodo della prima civiltà nipponica della storia. Questo periodo dura fino al 300 a.C. circa. Le cronache storiche giapponesi riportano la fondazione del Giappone all'11 febbraio del 660 a.C., data in cui fu proclamato il primo imperatore del Giappone, Jinmu (noto anche come Jimmu). Tuttavia le origini storiche del Giappone sono incerte in quanto le fonti si basano sulla mitologia locale; Viene infatti riportato che Jimmu fu nipote di Ninigi no Mikoto, progenie della dea del sole Amaterasu[7], che dopo aver consolidato il potere a Kyushu ha riunificato il Giappone. Inoltre non vi sono ulteriori documenti o prove che appurano storicamente l'esistenza di Jinmu o quella di oltre una dozzina di imperatori giapponesi successori di Jinmu. I primi documenti che trattano la storia del Giappone sono il Kojiki ed il Nihonshoki, risalenti al VIII secolo.

Il termine Jōmon (縄文) indica il popolo che ha vissuto in Giappone fino al 300 a.C.. Studi antropologici hanno dimostrato che ci sono poche differenze tra gli antichi Jōmon ed i giapponesi attuali (popolo Yamato), con questi ultimi che sono più caratteristiche in comune con il popolo degli Yayoi (弥生), contemporaneo dei Jōmon, che invasero o effettuarono un'immigrazione di massa verso l'arcipelago giapponese nel 300 a.C. circa. Gli Yayoi introdussero in Giappone delle armi più avanzate, realizzate in bronzo o ferro, ed erano caratterizzati da un'agricoltura basata quasi esclusivamente sul riso. Un popolo attuale ad avere caratteristiche simili ai Jōmon sono invece gli Ainu, che oggi vivono in Hokkaido e sull'isola russa di Sachalin.

Età classica

Le cronache ufficiali cinesi della dinastia Han contengono la prima menzione registrata del Giappone; Indicano che nell'anno 57 d.C. "lo stato di Nu in Wo" inviò emissari alla corte imperiale e ricevette un sigillo d'oro (poi ritrovato in Giappone nel 1748). Nu era apparentemente uno dei numerosi stati che occupavano l'arcipelago giapponese (chiamato Wo nelle cronache cinesi). Le cronache mostrano anche una società piuttosto sviluppata, con un'organizzazione gerarchica, caratterizzata da scambi commerciali e da scribi professionisti che scrivevano in cinese. La menzione di una regina di nome Himiko, menzionata anche nelle cronache giapponesi, che estese la sua autorità dalla capitale (chiamata Yamatai) su numerosi stati, intorno all'anno 200 d.C., suggerisce che il Giappone della cultura Yayoi potrebbe aver avuto una società matriarcale con regine sacerdotesse che esercitavano un potere considerevole.

Il periodo Kofun, iniziato a partire dal 300 d.C. circa, deve il suo nome al "Grande Kofun" (termine giapponese che significa "tumulo funerario") che contrassegnava le tombe degli imperatori e dei nobili giapponesi, a dimostrazione del fatto che la caratteristica principale di questo periodo era l'unificazione del Giappone sotto la casa imperiale. Alcuni storici fanno risalire a questo periodo le imprese dell'imperatore Jimmu. Altri invece identificano Jimmu con l'imperatore Sujin, quest'ultimo indicato dalle cronache locali come il decimo Imperatore del Giappone.

Nel V secolo, il clan Yamato — e con esso la famiglia imperiale — riuscì ad affermarsi al di sopra dei notabili locali, i quali costituivano una società organizzata secondo una rigida gerarchia. Uno degli strumenti chiave per ottenere questo risultato fu l'introduzione del buddhismo, proveniente dal regno coreano di Baekje. A suggerire tale mossa fu il potente clan Soga, di origini coreane, alleato degli Yamato ma al tempo stesso interessato a rafforzare la propria influenza sulla corte imperiale. L’imperatore Yōmei colse il potenziale politico e culturale del buddhismo, ritenendolo utile per unificare le varie tribù del Giappone e per conferire maggiore prestigio alla sua corte. In questo periodo, noto come epoca Yamato, si assistette a una profonda assimilazione di elementi culturali e cerimoniali cinesi, che divennero le fondamenta della civiltà giapponese. Figura emblematica di questa fase fu il principe Umayado, figlio di Yōmei e imparentato con i Soga. A lui si deve la capillare diffusione del buddhismo, che si affiancò alla religione shintoista, il rilancio dei rapporti con il rinnovato Impero cinese e la redazione della celebre Costituzione in 17 articoli. Quest’ultimo documento, ispirato al confucianesimo, regolava i rapporti tra la corte e i suoi funzionari, ponendo le basi per un’amministrazione più centralizzata e coesa[8].

A questo periodo viene fatta risalire l'inizio dell'epoca feudale giapponese, che durerà fino alla Restaurazione Meiji, ma venne messo in discussione già durante il Periodo Edo[9].

Medioevo

Il periodo medioevale in Giappone inizia nel 1192, quando il politico e militare Minamoto no Yoritomo, del Clan Kamakura, istituì la carica dello Shōgun e vi si autoproclamò tale. Lo Shōgun si sostituì all'Imperatore come principale carica politica del paese per ben sette secoli. Yoritomo spostò inoltre la capitale del Giappone da Kyoto (allora nota con il nome di Heian) a Kamakura[10]. Questo periodo fu caratterizzato da una militarizzazione del Giappone, come conseguenza nasce e si sviluppa il codice d'onore dei samurai, noto come Bushidō. Questo periodo è inoltre caratterizzato da influenze culturali cinesi e coreane, dovute a tentativi di collaborazioni tra popoli.

Il primo periodo medievale giapponese è noto come Periodo Kamakura ed indica generalmente l'epoca in cui il Giappone fu governato dal Clan Kamakura. Nel XIII secolo, i mongoli di Kublai Khan tentano in due occasioni di invadere il Giappone, ma furono sconfitti in entrambi i casi da dei violenti uragani, che in giappone furono divinizzati e denominati Kamikaze[11]. Nel XIV secolo il Clan Kamakura fu sconfitto dal Clan Ashikaga che ripristinò la capitale a Kyoto ma mantennero il sistema dello shogunato, e segnarono l'inizio del Periodo Muromachi ed è caratterizzato da instabilità politiche e guerre civili come la Guerra Ōnin (1467–1477).

Il Periodo Muromachi è stato il precursore di un periodo di guerre civili avvenute tra il XV ed il XVI secolo, che viene ricordato come Periodo Sengoku (戦国時代, lett. Periodo degli stati belligeranti). Questa epoca fu caratterizzata da guerre civili di natura feudale che frammentarono il Giappone. I signori locali (daimyō) assoldavano eserciti di samurai per combattere al loro servizio. Al termine di questo periodo storico emersero importanti figure storiche che attuarono l'opera di riunificazione del Giappone: Oba Nobunaga iniziò la riunificazione, che fu continuata da Hideyoshi Toyoyomi e completata da Tokugawa Ieyasu, che istituì in tutto il Giappone lo Shogunato Tokugawa.

All'inizio del XVII secolo, il clan Tokugawa sconfisse tutti i suoi rivali. Lo shōgun Tokugawa riunificò il paese e divenne il sovrano assoluto del Giappone, mentre l'imperatore mantenne la sua posizione di inferiorità come figura simbolica. Durante lo shogunato Tokugawa vietò inoltre l’uso delle armi da fuoco e la lettura di libri stranieri, e limitò il commercio a un solo porto. Molti ex samurai divennero contadini o mercanti, e cominciarono a svilupparsi le prime forme di capitalismo[12].

Periodo Edo

PER APPROFONDIRE MEGLIO: Periodo Edo

Il Periodo Edo (江戸時代, Edo jidai, 1603-1868) è il periodo immediatamente successivo alla riunificazione del Giappone da parte del Clan Tokugawa, che istituirono l'omonimo shogunato. Lo Shogunato Tokugawa fu caratterizzato da un periodo di isolamento totale del Giappone, chiamato Sakoku (鎖国, lett. Paese Incatenato o blindato). I Tokugawa trasferirono nuovamente la capitale del paese a Edo, che verrà rinominata in Tokyo e mantenuta capitale del paese anche dopo la caduta dello shogunato.

Il periodo Edo è caratterizzato dal Sakoku, una politica isolazionista che bandì le armi da fuoco e la lettura di libri stranieri inoltre represse culti religiosi esterni al paese (come il Cristianesimo, introdotto in Giappone durante il Periodo Sengoku dai missionari e dai gesuiti portoghesi), inoltre c'era bisogno di un'approvazione per entrare od uscire dal paese, e la pena per chi veniva sorpreso dalle autorità a farlo senza autorizzazione era la pena capitale. Pochi giapponesi ebbero la possibilità di uscire dal paese e viceversa pochi stranieri ebbero la possibilità di entrare nel paese. Inoltre le leggi in vigore in questo periodo permettevano il commercio internazionale solo con i cinesi e gli olandesi e l'unico porto permesso per il commercio era Nagasaki, mentre gli ainu ed i coreani avevano la possibilità di commerciare col Giappone tramite i feudi (藩, Han) di Oshima o di Tsushima.

Nonostante lo Shogunato Tokugawa sia considerato l'ultimo governo feudale del Giappone, Nel paese del Sol Levante iniziò a svilupparsi la borghesia locale, detta chōnin (町人, lett. cittadino), che si sviluppò in maniera analoga alla borghesia europea. La classe borghese dei chonin introdusse molti aspetti culturali che sono alla base della moderna arte culturale giapponese come l'ukiyo, l'ikebana, l'haiku, ecc..., che a seguito dell'apertura del Giappone al resto del mondo ha saputo influenzare anche l'arte contemporanea europea (tipo nell'impressionismo).

In questo periodo storico le navi occidentali venivano chiamate navi nere (黒船, Kuro fune), in riferimento al colore delle navi ed al fumo rilasciato da esse. Nel 1853 quattro navi militari statunitensi guidate dall'Ammiraglio Matthew Calbraith Perry sbarcarono nella Baia di Tokyo ed imposero ai nipponici gli accordi commerciali con gli Stati Uniti. Questa occasione causò una crisi interna nel Paese del Sol Levante che terminò con la caduta dello Shogunato Tokugawa ed il ripristino del potere imperiale e con l'inizio della Restaurazione Meiji.

Età contemporanea

L'età contemporanea del Giappone ha inizio con il termine del Periodo Edo e con esso il Giappone Feudale ed inizia con il Rinnovamento Meiji (o Restaurazione Meiji), così chiamato in onore dell'allora Imperatore Meiji. Questo periodo fu caratterizzato dal passaggio del Giappone da stato feudale a capitalistico e successivamente potenza imperialista, mediante industrializzazione, occidentalizzazione e introduzione di riforme liberali.

Dall'Occidente arrivarono anche gli ideali socialisti ed anarchici che tuttavia venivano banditi e repressi dalla classe dirigente capitalistica[13][14].

Restaurazione Meiji

Nel 1853 l'Ammiraglio Matthew Perry sbarcò nella Baia di Tokyo con quattro navi della US Navy. In rappresentanza degli Stati Uniti d'America e delle manie imperialistiche statunitensi, Perry minacciò il Giappone di mostrare prove di forza contro di essi se questi ultimi non avessero firmato un trattato commerciale con il Giappone. I Giapponesi non avevano armi avanzate a differenza degli statunitensi e si ritrovarono costretti ad accettare le condizioni ineguali del trattato proposto dagli Stati Uniti, che aumentò le importazioni dall'estero e limitò le esportazioni giapponesi.

Tra il 1867 e il 1869, un'alleanza di signori rovesciarono il potere del Clan Tokugawa e pose al potere l'imperatore Meiji, abolendo lo shogunato. Fu inoltre il primo paese asiatico ad abolire il feudalesimo e ad introdurre il capitalismo. Con l'impiego di pesanti tasse e coscrizione obbligatoria, industrializzarono il Giappone grazie a consulenti stranieri e ne riformarono l'esercito e la marina, ispirandosi alle forze britanniche e tedesche. Contadini ed ex samurai si ribellarono frequentemente e il Giappone diede inizio a iniziative imperialistiche di espansione estera[12]. Nel 1872 venne decretato il servizio militare universale e qualche anno dopo, nel 1877, un decreto abolì la classe dei samurai, non senza un tragico scontro tra soldati e samurai a Satsuma[15].

Il Giappone, governato dall'Imperatore Meiji, introdusse una nuova burocrazia centralizzata e adottò la sua prima Costituzione liberale nel 1889, che rimase in vigore fino al 1947[16]. La Costituzione Meiji prevedeva una divisione limitata dei tre poteri che dotava il paese di un Parlamento bicamerale, di una Magistratura e di un Governo, tuttavia il potere rimaneva concentrato nelle mani dell'Imperatore che aveva il diritto di comandare l'esercito e la marina, di nominare i deputati della Camera dei Pari, ed aveva inoltre il diritto di veto. La divisione totale dei tre poteri fu ottenuta solo dopo la seconda guerra mondiale.

Fu inoltre redatto un nuovo codice penale modellato su quello francese e, nel 1871 e fu istituito un Ministero dell'Istruzione per sviluppare un sistema educativo basato su quello degli Stati Uniti, che avrebbe promosso un'ideologia nazionalista e l'esaltazione dell'imperatore attraverso lo sviluppo dello shintoismo.

Il Periodo Meiji termina ufficialmente nel 1912 con la morte dell'omonimo Imperatore. gli succede l'Imperatore Taisho.

Imperialismo

Il Giappone, desideroso di competere con le potenze imperialiste occidentali, iniziò la sua fase imperialistica che dura tutt'ora, adottando politiche estere espansionistiche contro alcuni paesi vicini che mantennero ancora uno stile feudale.

Nel 1879, il Giappone si era impossessato delle Isole Ryukyu, un protettorato giapponese dal 1609, e le aveva designate come prefettura dell'isola di Okinawa. La lotta per il controllo della Corea fu il passo successivo dell'espansione giapponese. I conflitti con la Cina in Corea culminarono nella Guerra sino-giapponese (1894-1895), in cui le forze giapponesi modernizzate sconfissero rapidamente quelle cinesi. In base ai termini del trattato di Shimonoseki dell'aprile 1895, la Cina cedette Taiwan e le Isole Penghu al Giappone, insieme a un cospicuo indennizzo monetario. Il trattato assegnò la penisola di Liaodong, nel Dongbei Pingyuan meridionale (Manciuria) al Giappone, che istituì la Concessione del Kwantung. Ma l'intervento di Russia, Francia e Germania costrinse il Giappone ad accettare un'ulteriore indennità[15].

Il Giappone, dopo aver vinto la Guerra Russo-Giapponese del 1904-1905, si estese ulteriormente e poté rafforzare la sua presenza in Corea, costringendo l'Imperatore Coreano Gojong a firmare dei trattati ineguali col Giappone nel 1905 e nel 1907, mentre nel 1910 fu costretto a firmare l'annessione al Giapppone della Corea[17][18]. L'espansionismo giapponese tuttavia era solo agli inizi e raggiungerà la sua massima espansione durante la Seconda Guerra Mondiale, ma con la sconfitta della guerra il Giappone perderà tutte le colonie, mantenendo tuttavia una politica imperialista subordinata a quella statunitense.

Questa fase storica del Giappone non è esente da crimini contro l'umanità perpretati dal Giappone, come il Massacro di Nanchino o gli esperimenti dell'Unità 731. Alcuni crimini commessi dall'Impero Giapponese sono tutt'oggi negati ufficialmente dal paese del Sol Levante, causando difficoltà diplomatiche e rivalità con i paesi vicini, prima fra tutte la Cina.

Guerra Russo-Giapponese

A seguito della Guerra sino-giapponese, l'imperialismo nipponico ha iniziato a minacciare gli interessi imperialisti russi nell'Estremo Oriente, in particolar modo in Manciuria ed in Corea. Ciò causò un'accesa rivalità tra la Russia ed il Giappone, che degenerò nella Guerra Russo-Giapponese del 1904-1905. La guerra fu dichiarata dai giapponesi ed in patria fu ampiamente supportata dalle istituzioni e dalla borghesia locale, poiché lo scontro bellico con la Russia rappresentava una scelta di orgoglio nazionale e di risveglio asiatico.

La Guerra fu vinta dai giapponesi e fu la prima volta in cui una potenza asiatica sconfisse una potenza europea, sebbene la Russia dell'epoca fosse ancora un paese prevalentemente feudale e con poche riforme capitaliste[19]. La vittoria fu celebrata come un riscatto storico contro l'imperialismo occidentale e la figura dell'Imperatore ne uscì rafforzata come simbolo di unità nazionale. L'imperialismo giapponese sfruttò il successo della Guerra Russo-Giapponese per giustificare le sue guerre imperialistiche successive come l'annessione della Penisola Coreana (1910) e di ulteriori aree della Cina, seguendo la retorica della "missione civilizzatrice" in Asia. Il trattato di pace fu firmato il 5 settembre a Portsmouth, nel New Hampshire (Stati Uniti d'America) ed il trattato sigla la cessione al Giappone di Port Arthur (oggi Lüshunkou), la metà sud di Sachalin e il protettorato sulla Corea e sulla Manciuria meridionale.

Il sentimento popolare tuttavia fu un misto di entusiasmo e sofferenza: Inizialmente i giapponesi erano a favore della guerra e avvenivano regolarmente manifestazioni patriottiche e donazioni volontarie, inoltre molti giovani si arruolarono in massa per combattere la Russia. Tuttavia, nel corso della guerra il Giappone subì molte perdite ed i costi della guerra cadde tutto sulla popolazione e sui lavoratori. La propaganda di giapponese di guerra aveva inoltre ingrandito eccessivamente i successi bellici del paese, scatenando diverse proteste popolari come la Rivolta di Hibiya del 1905, in cui i manifestanti criticarono aspramente le condizioni del Trattato di Portsmouth e fu visto come una vittoria mutilata[20].

La Guerra Russo-Giapponese fu nel frattempo aspramente criticata da intellettuali anarchici e socialisti come Kōtoku Shūsui e Sakai Toshihiko, i quali pubblicarono clandestinamente sul giornale Heimin Shinbun (“Il Giornale del Popolo”) articoli in cui veniva definita la guerra uno strumento dell'imperialismo borghese e militare ed una falsa vittoria, dove il popolo combatteva e moriva per arricchire l’élite. Inoltre nacquero dei movimenti pacifisti clandestini, che vennero repressi dal regime nazionalista giapponese.

L'imperialismo giapponese, nonostante l'alleanza con la Russia Zarista nella Prima Guerra Mondiale, continuò successivamente ad adottare ostilità nei confronti dei russi/sovietici durante la Guerra Civile Russa, le Guerre di confine sovietico-giapponesi e la Seconda Guerra Mondiale, ma in questi casi il Giappone ne uscì sconfitto. Ancora oggi esistono dispute territoriali tra russi e giapponesi come nel caso delle Isole Curili meridionali.

Prima Guerra Mondiale e dopoguerra

Nel 1912 termina il Periodo Meiji ed inizia il Periodo Taisho, che durerà fino al 1926 con la morte dell'Imperatore Taisho.

Durante la Prima Guerra Mondiale (1914-1919) il Giappone dichia guerra all'Impero Tedesco e si allea con la Triplice Intesa. Il Giappone non entrò direttamente in Guerra in Europa, ma intraprese una guerra parallela nel Pacifico contro le colonie tedesche in Oceania (Nuova Guinea Tedesca) e Cina (Shandong). Al termine della Guerra il Giappone aderisce alla Pace di Versailles e gli fu affidata l'amministrazione dello Shandong, mentre le isole della Nuova Guinea Tedesca furono spartite tra Giappone, Regno Unito e Australia tramite amministrazioni fiduciarie della Società delle Nazioni. Il Giappone creò così il Mandato del Pacifico Meridionale.

In seguito alla Rivoluzione d'Ottobre, il Giappone decide inoltre di invadere la Russia e di occupare alcuni territori dell'Estremo Oriente Russo, subendo tuttavia pesanti sconfitte contro i Partigiani russi filo-Bolscevichi. Il Giappone decide infine di ritirarsi dalla Russia sovietica nel 1922 su pressioni diplomatiche da parte degli Stati Uniti e del Regno Unito.

Nel 1923 avvenne un tragico episodio di squadrismo e di omicidio di massa noto alla storia come Massacro del Kantō, che fu causato sia dall'esercito imperiale giapponese che da gruppi civili armati causò oltre 5000 vittime nell'omonima regione del Giappone, le cui principali vittime furono coreani, cinesi, ryukyuani e socialisti. Ancora oggi in Giappone questo episodio di violenza viene negato da diverse persone.

Nel 1924 fu eletto primo minstro Takaaki Katō, che introdusse il suffragio universale per tutti gli uomini aventi almeno 25 anni di età ma al contempo adottò nuove misure di persecuzione nei confronti dei coreani e dei cinesi residenti in Giappone, degli anarchici, dei socialisti e dei comunisti, accusati ingiustamente di possibili tumulti contro il regime nazionalista nipponico.

Nel 1926 Showa (meglio noto come Hirohito) fu proclamato imperatore del Giappone in seguito alla morte del padre, L'Imperatore Taisho. ha così inizio il Primo Periodo Showa che termina nel 1945 con la sconfitta Giapponese nella Seconda Guerra Mondiale[21]. Il Primo Periodo Showa fu caratterizzato dalla proliferazione di ideologie ultranazionaliste e borghesi che spinsero il Giappone ad attuare una politica estera ancor più aggressiva ed imperialista rispetto a quella attuata finora, assieme a politiche di segregazione razziali volte a legittimare una presunta superiorità del Popolo Yamato, ossia dell'etnia nipponica.

E' più precisamente in questo periodo che si verificarono i peggiori crimini contro l'umanità commessi dal Giappone come gli esperimenti della già citata Unità 731, il Massacro di Nanchino e le Donne di Conforto.

Nel 1931 il Giappone provoca un false flag in Manciuria noto come Incidente di Mukden, con il quale i giapponesi legittimarono l'invasione della Manciuria. La spedizione militare nipponica in Manciuria termina nel 1932 ed Il Giappone vi istituì il governo fantoccio del Manchukuo. Il 29 Gennaio 1932 i giapponesi invadono la città di Shanghai a seguito di un massacro di monaci giapponesi avvenuto poche settimane prima.

Le aggressioni militari nipponiche alla Cina hanno comportato alla sospensione del Giappone dalla Società delle Nazioni nel 1932. Il Giappone ne uscì definitivamente nel 1933 e nel 1934 si ritira pure dal trattato navale di Washington. Nel 1936 il Giappone si allea con il Terzo Reich di Adolf Hitler. Alcuni storici definiscono le idee politiche adottate in Giappone durante il Primo Periodo Showa come "fascismo giapponese", tuttavia il termine è ritenuto inesatto da alcuni storici poiché il Giappone non fu retto da un'ideologia politica precisa a differenza dell'Italia fascista e della Germania Nazista, anche se tutti e tre i regimi furono caratterizzati dall'ultranazionalismo e dall'anticomunismo. Il Giappone infatti era inoltre coinvolto nelle guerre di confine contro l'Unione Sovietica.

Nel 1937 scoppia la Seconda Guerra Sino-Giapponese. Il Giappone attacca una Cina divisa tra comunisti e nazionalisti nel contesto della Guerra Civile Cinese, tuttavia l'invasione nipponica porta alla proclamazione del Secondo Fronte Unito tra i comunisti di Mao Zedong ed i nazionalisti cinesi di Chiang Kai Shek nella lotta contro l'invasore giapponese. Tuttavia l'esercito giapponese fu più preparato di quello cinese e riuscì ad occupare ed annettere le coste cinesi orientali, che furono trasformate in stati fantoccio giapponesi. La Seconda Guerra Sino-Giapponese durerà anche per tutto il periodo della Seconda Guerra Mondiale.

Seconda Guerra Mondiale

Dopoguerra e attualità

Cultura

PER APPROFONDIRE MEGLIO: Cultura del Giappone

Il Giappone ha una cultura plurimillenaria che trae le sue origini dal Paleolitico e si diversifica nelle attività artistiche e religiose varie. Molti elementi culturali sono condivisi con la cultura cinese, coreana e di altri stati estremorientali poiché storicamente i popoli estremorientali si sono influenzati a vicenda grazie ad innumerevoli scambi culturali tra i tre paesi, incluse anche guerre ed occupazioni militari. La cultura giapponese mantiene alcune caratteristiche uniche grazie a periodi politici di isolamento dal resto del mondo come nel caso dello Shogunato Tokugawa, che hanno costituito nuove correnti artistiche nel paese. L'industrializzazione del paese avviato dal Periodo Meiji e l'apertura del paese alle novità tecnologiche ha permesso anche la nascita di una cultura giapponese contemporanea.

Simboli nazionali

Religione

Festività nazionali

Arte

Cucina e gastronomia

Scienza e tecnologia

Politica

Economia

Sport

Bibliografia e sitografia

Note

  1. censimento giapponese del 2020 (in inglese)
  2. 2,0 2,1 Dati del Fondo Monetario Internazionale risalenti al 2018
  3. Sito ufficiale del GSI (in giapponese)
  4. Il Giappone "riconta" le sue isole e ne scopre 7mila nuove. La contesa da 80 anni con la Russia - Rai News
  5. Censimento 2000 reperibile sul sito ufficiale dell'Ufficio di statistica del Giappone (in giapponese) [ARCHIVIATO]
  6. Handbook Japan, pp. 2-4; Enciclopedia, p. 295.
  7. Jimmu - Enciclopedia Treccani
  8. Revelant, pp. 9-10; Caroli, Gatti, pp. 32-38.
  9. Giappone - Prolewiki (in inglese)
  10. Relevant, pp. 11-12; Caroli, Gatti, p. 67.
  11. Henshall, pp. 60-63; Revelant, p. 12; Caroli, Gatti, pp. 70-72.
  12. 12,0 12,1 Neil Faulkner (2013): A Marxist History of the World: From Neanderthals to Neoliberals: 'The Age of Blood and Iron' (pp. 158–159). [PDF] Pluto Press (in inglese) ISBN 9781849648639
  13. Kotoku, Shusui - Enciclopedia Treccani. Kotoku fu uno dei principali esponenti anarchici e socialisti del Giappone durante la Resaturazione Meiji.
  14. Sakai Toshihiko - Enciclopedia Britannica (in inglese). Toshihiko Sakai è stato il fondatore del Partito Comunista Giapponese e tradusse diversi testi marxisti in giapponese.
  15. 15,0 15,1 EcuRed (in spagnolo)
  16. Costituzione Meiji - Sito della Dieta Nazionale giapponese (in giapponese)
  17. Jean Claude Martini (2023): Storia della penisola coreana 2/3: dominazione straniera e resistenza - Il Tazebao
  18. Anna Schillipiti (2022): #Hipstory – 3.1: Il Movimento del Primo Marzo - Mondocoreano
  19. Il capitalismo fu introdotto in Russia solo a seguito della Rivoluzione Socialista, con la Nuova Politica Economica promossa da Lenin.
  20. Andrew Gordon (2014): Social Protest in Imperial Japan: The Hibiya Riot of 1905 - Asia-Pacific Journal Japan focus (in inglese)
  21. E' da ricordare che la storia giapponese viene ufficialmente divisa in base all'imperatore al potere, Infatti in giappone il periodo Showa dura dal 1926 fino al 1989. Se parliamo di "Primo Periodo Showa" e di "Secondo Periodo Showa" è perché il Giappone ha avuto due fasi storiche diverse tra il 1929-1945 (militarismo e adesione nell'Asse) e quello del 1945-1989 (pacifismo e sottomissione americana).