Enver Hoxha: differenze tra le versioni
Nessun oggetto della modifica |
Nessun oggetto della modifica |
||
| Riga 108: | Riga 108: | ||
In base ai sovrascritti punti annunciati da Hoxha alla riunione di Berat, il governo provvisorio albanese organizza le elezioni parlamentari il 2 dicembre 1945, che vedono la vittoria su tutti i seggi del Fronte Democratico, una coalizione organizzata dal Partito Comunista d'Albania che ha ottenuto il 93% dei voti con una affluenza dell'89,9%. La vittoria del Fronte Democratico ha permesso così ai comunisti di edificare il socialismo in Albania. | In base ai sovrascritti punti annunciati da Hoxha alla riunione di Berat, il governo provvisorio albanese organizza le elezioni parlamentari il 2 dicembre 1945, che vedono la vittoria su tutti i seggi del Fronte Democratico, una coalizione organizzata dal Partito Comunista d'Albania che ha ottenuto il 93% dei voti con una affluenza dell'89,9%. La vittoria del Fronte Democratico ha permesso così ai comunisti di edificare il socialismo in Albania. | ||
Nel 1945, Enver sposa [[Nexhmije Hoxha|Nexhmije Xhuglini]], una militante del PKSH che ha mantenuto un'importante rilevanza politica dopo il matrimonio. | Nel 1945, Enver sposa [[Nexhmije Hoxha|Nexhmije Xhuglini]], una militante del PKSH che ha mantenuto un'importante rilevanza politica a livello nazionale anche dopo il matrimonio e dopo la morte di Enver avvenuta nel 1985. | ||
=== Governo socialista === | |||
==Pensiero politico== | ==Pensiero politico== | ||
Versione delle 19:13, 24 set 2025

ATTENZIONE: Riteniamo la seguente voce un abbozzo (stub), pertanto è incompleta e va ampliata.
Questo avviso verrà rimosso da questa pagina solo quando questa voce sarà ritenuta completata.
| Enver Hoxha | |
|---|---|
| Nome Intero | Enver Halil Hoxha |
| Data di nascita | 12 maggio 1908 |
| Luogo di nascita | |
| Data di morte | 11 Aprile 1985 |
| Luogo di morte | |
| Attività politica | |
| Cariche politiche |
|
| Partito politico | Partito del Lavoro d'Albania |
| Dati generali | |
| Università | Università di Montpellier, Libera università di Bruxelles |
| Professioni | Politico, insegnante di lingua francese, venditore di tabacco, partigiano |
Enver Hoxha (Argirocastro, 16 ottobre 1908 – Tirana, 11 aprile 1985) è stato un partigiano, teorico, leader rivoluzionario, politico e statista marxista-leninista albanese. I suoi sforzi militari e politici hanno contribuito significativamente sia alla liberazione dell'Albania dall'occupazione italiana e tedesca durante la Seconda Guerra Mondiale, sia alla successiva edificazione del socialismo nel paese delle aquile, che ha governato dal termine della guerra fino alla morte.
Le posizioni politiche adottate da Enver Hoxha durante il suo mandato politico furono caratterizzate da un forte ripudio del revisionismo e di altre false interpretazioni del marxismo-leninismo, ispirando milioni di marxisti-leninisti anche fuori dal territorio albanese, costituendo così una corrente politica denominata '''hoxhaismo''', filone interno al marxismo-leninismo antirevisionismo che conta tutt'oggi persone che si sentono rappresentante in essa.
Il pensiero di Enver, e con esso anche l'hoxhaismo moderno, sono caratterizzati anche da posizioni critiche nei confronti del maoismo cinese e del Juche coreano, causando un dibattito interno tra le stesse correnti marxiste-leniniste antirevisioniste.
Scopo di questa voce è quella di esporre in maniera neutrale la figura di Enver Hoxha da una prospettiva marxista-leninista, indicando sia il punto di vista hoxhaista che le critiche da parte di maoisti e kimilsunghisti-kimjongilisti sul rivoluzionario albanese e sul suo pensiero. La voce cita anche alcune fonti anticomuniste o revisioniste come la terza edizione della Grande Enciclopedia Sovietica, che sebbene riportino molte calunnie nei confronti del rivoluzionario albanese, esse riportano anche alcuni dettagli interessanti omessi dalle biografie ufficiali.
Biografia
Infanzia e primi anni
Enver Hoxha nasce nel quartiere Teke-Meçite-Hazmurat di Argirocastro, allora parte dell'Impero Ottomano, il 12 maggio 1908. Secondo alcune fonti, il padre Halil Hoxha era un mercante di fede musulmana bektashi[1][2], mentre altre fonti indicano, per il padre del rivoluzionario albanese, la professione di impiegato che ha lavorato per molti anni in America, mentre la madre, Gjylihan Hoxha (nata Çuçi), era una casalinga[3]. Enver prende il nome da Enver Pascià, una figura di spicco della Rivoluzione dei Giovani Turchi[1]. A causa del lavoro all'estero del padre, il giovane Enver viene cresciuto dallo zio Hysen Hoxha, un politico rivoluzionario e indipendentista albanese, noto per aver aperto la prima scuola di lingua albanese nella sua regione e per aver partecipato, nel 1912, all'assemblea di Valona in occasione della dichiarazione d'indipendenza dell'Albania[4].
Dopo le scuole elementari, Enver prosegue gli studi presso il liceo "Liria", la scuola di lingua albanese aperta dallo zio Hysen[4], con il quale condivide anche le posizioni politiche ostili al regime di Ahmet Zogu. Enver, ispirato dalle idee democratiche e rivoluzionarie dello zio, aderì alle rivolte popolari che culminarono con la Rivoluzione di Giugno, ossia la caduta del regime di Zogu avvenuta nel mese di giugno 1924. Tuttavia, sei mesi più tardi, Zogu tornò al potere grazie al supporto della monarchia iugoslava e dei controrivoluzionari russi come Il'ja Miklaševskij, ex-soldato dell'Armata Bianca[5].
Nel 1923, Enver Hoxha si iscrive al Liceo di Argirocastro, dove prosegue i suoi studi[6]. Nonostante la sua giovane età, Enver inizia così a fare attivismo politico, figurando tra i primi iniziatori nonché segretario di un'organizzazione studentesca permeata da uno spirito democratico-rivoluzionario, responsabile di scioperi e di proteste antigovernative. Il governo decide di intervenire contro il clima progressista di Argirocastro facendo chiudere il liceo di Enver[7], evento che lo ha spinto a guidare una grossa manifestazione di protesta contro quell'atto di repressione governativo. In seguito, Enver lascia la sua città natale per trasferirsi a Corizza, dove continuò gli studi al liceo francese fino al 1930, studiando storia, letteratura e filosofia francesi. Qui Enver entra in possesso di una copia del “Manifesto del Partito comunista” che gli viene regalato da un operaio di nome Koçi Bako[3].
Studio all'estero
Secondo alcune fonti, Enver non era uno studente brillante ed in alcune materie faceva molta fatica ad ottenere la sufficienza[6]. Tuttavia tale ipotesi può essere contestata dalla borsa di studi nazionale vinta dal futuro leader comunista albanese, che gli ha permesso di proseguire gli studi all'Università di Montpellier, in Francia, iscrivendosi alla facoltà di botanica[8]. Enver subisce discriminazioni politiche, vedendosi espulso dall'università dopo un'anno di studi, a causa delle sue idee politiche. Lasciata Montpellier, Enver si trasferisce a Parigi e si iscrive alla Sorbona alla facoltà di filosofia. Nel 1933, Enver vince un'altra borsa di studi, che le viene tuttavia negata del governo albanese per motivi politici. Ciononostante, il rivoluzionario albanese riesce a trasferirsi a Bruxelles, capitale del Belgio, e restandovi per il biennio 1934-1935, trovando impiego presso il consolato albanese. Qui Hoxha ha provato anche a studiare giurisprudenza, non riuscendo neppure questa volta a concludere gli studi per motivi economici.
Nel frattempo, il giovane rivoluzionario continua ad approfondire il marxismo e la Grande Rivoluzione Proletaria d'Ottobre avvenuta in Russia nel 1917, avvicinandosi sempre di più al Marxismo-Leninismo ed alle posizioni politiche dell'Unione Sovietica[3]. Grazie a ciò, Enver ha effettuato numerose traduzioni in albanese dei discorsi di Stalin e di altri esponenti del Comintern. Tale avvicinamento al socialismo reale sovietico si deve alla partecipazione di Hoxha ad eventi organizzati dal Partito Comunista Francese, conoscendo così attivisti legati al partito come Maurice Thorez, Henri Barbusse e Louis Aragon. Sempre in Francia, Hoxha ha scritto diversi articoli per Humanité, testata ufficiale del PCF, in cui viene indicata la situazione politica albanese di allora[9].
Durante la sua permanenza all'estero, oltre a frequentare i marxisti-leninisti locali, Enver frequentava anche gruppi di esuli albanesi, oppositori del regime di Zogu in Albania[10], autoproclamatosi re (e quindi trasformando l'Albania in una monarchia) nel 1928.
Rimpatrio e permanenza in URSS
Nel 1936 rientra in Albania, dove intraprende una carriera come insegnante di grammatica francese a Coriza[11]. Al suo rientro in Albania, Enver entra in contatto con i comunisti locali come Alì Kelmendi e divenne uno dei militanti più attivi nel partito[10], cosa che gli costò varie vessazioni da parte delle autorità albanesi.
Nel marzo del 1938, Enver Hoxha parte per l'Unione Sovietica, dove rimane per oltre un'anno. Il suo viaggio in URSS è stato reso possibile grazie ad alcuni amici albanesi militanti nel Partito Comunista Francese, che hanno raccomandato il rivoluzionario di Argirocastro alle autorità sovietiche. In URSS, Enver avvia un percorso di studi all'Istituto di marxismo-leninismo a Mosca e frequenta anche l'Istituto di Lingue Straniere, inoltre, Enver traduce in albanese i libri di Stalin, Molotov, Ždanov ed altri importanti quadri del Partito Comunista dell'Unione Sovietica[12].
Tuttavia, per lo storico incontro tra Hoxha, Stalin e Molotov bisogna aspettare il 1947.
Invasione italiana e resistenza partigiana
Sebbene il regime monarchico di Zogu fosse collaborazionista ed alleato dell'Italia fascista, quest'ultima decide comunque di invadere l'Albania il 7 aprile 1939, annettendo così il paese delle aquile come colonia italiana[9]. Enver, ormai rientrato in patria, si organizza con altri comunisti albanesi per combattere l'occupazione fascista italiana. Si trasferisce a Tirana, capitale albanese, dove prosegue la sua carriera di insegnante, venendo tuttavia licenziato poiché era ormai noto alle autorità come comunista[3]. Riesce, con l'aiuto di amici e compagni, ad aprire una tabaccheria a Tirana, che oltre a fungere come luogo di ritrovo dei comunisti di Tirana, viene utilizzata da questi ultimi come copertura per le loro attività politiche clandestine[13].
Nel 1941, Enver Hoxha aderisce alla costituzione del Partito Comunista Albanese (Abbreviabile in PKSH, poi rinominato in Partito del Lavoro d'Albania). Fino ad allora, il movimento comunista in Albania era eterogeneo e sparso, che vedeva cellule attive in varie parti d'Albania ma non avevano un comitato centrale in grado di coordinare l'organizzazione. Al momento della fondazione del partito avvenuta l'8 novembre 1941, Enver viene nominato uno dei sette membri del Comitato Centrale provvisorio. Secondo alcune fonti, Hoxha fu nominato segretario lo stesso giorno della fondazione del partito[11][10], ma tale ipotesi è smentita da altre fonti, che dichiarano che quel giorno non fu nominato alcun segretario di partito[3].
In ogni caso, Enver Hoxha si distingue nel Partito Comunista Albanese come guida, anche se la sua posizione autorevole viene contesa con Koçi Xoxe. Tra i due si sviluppa una lotta per la leadership del partito nel corso della Seconda guerra mondiale, ed emerge così uno scontro interno tra le due linee: Xoxe è infatti allineato alle posizioni dei partigiani comunisti jugoslavi guidati da Josip Broz Tito, mentre Hoxha è invece allineato alle posizioni politiche sovietiche rappresentate da Stalin, Molotov, Ždanov, Kaganovič, ecc.... Lo scontro tra Koçi Xoxe ed Enver Hoxha passa tuttavia in secondo piano durante la Seconda Guerra Mondiale, poiché la priorità era la liberazione del paese dal nazifascismo, tuttavia tale scontro si intensificò dopo la liberazione dell'Albania dal nazifascismo avvenuta nel 1944[14].
Nel 1942 a Pezë[15] viene fondato il Movimento di Liberazione Nazionale, il principale comitato partigiano albanese che si contrappone al regime fascista italiano prima ed a quello nazionalsocialista tedesco poi. Il Partito Comunista Albanese è la forza politica principale a venir rappresentata nel comitato partigiano ed Enver viene nominato Comandante supremo. Il tribunale fascista, in risposta, emette una sentenza di condanna a morte nei confronti di diversi esponenti del Movimento di Liberazione Nazionale e del Partito Comunista Albanese, incluso Enver Hoxha, che continua a vivere a Tirana clandestinamente[9]. Nel marzo 1943 si tiene la prima conferenza nazionale del PKSH, che vede, secondo alcune fonti, la nominazione ufficiale di Enver Hoxha come segretario del partito[3].
L' 8 settembre 1943, le truppe italiane si ritirano dall'Albania, che passa sotto il controllo tedesco grazie all'Operazione Achse[16]. I tedeschi controlleranno l'Albania fino al 29 novembre 1944, data in cui le truppe tedesche decidono di ritirarsi dal paese. La resistenza albanese è stata quasi interamente combattuta dai partigiani albanesi, con pochi interventi da parte degli alleati come nel caso della partecipazione britannica alla liberazione di Tirana[17].
Governo provvisorio albanese
La liberazione dell'Albania è stata il culmine della trasformazione del Movimento di Liberazione Nazionale in un nuovo ordine politico democratico nel Paese delle Aquile. Tale processo era già in corso durante il conflitto contro l'occupazione italiana e tedesca, come dimostrato dai congressi e dalle riunioni del Movimento di Liberazione Nazionale avvenuti nelle città di Pesa, Labinot e Përmet in questo periodo, cruciali nella costruzione di un nuovo sistema politico democratico e socialista[18].
Il 20 ottobre 1944 viene proclamato il Governo Democratico dell'Albania, un governo partigiano provvisorio formato dal Movimento di Liberazione Nazionale e dalle forze politiche che hanno aderito ad esso, primo fra tutti il Partito Comunista di Enver Hoxha, che ricopre sia il ruolo di primo ministro che la carica di ministro della guerra e della sicurezza nazionale[19]. Dal 9 febbraio 1946, Enver sostituisce il compaesano Ömer Nishani nell'esecutivo, acquisendo così anche la carica di ministro degli affari esteri.
La proclamazione del Governo Democratico dell'Albania viene pronunciata da Enver Hoxha il 23 ottobre 1944 durante la Seconda Riunione del Consiglio Antifascista di Liberazione Nazionale d’Albania avvenuta a Berat. In tale occasione, Enver Hoxha ribadisce gli obiettivi del governo in otto punti[18]:
- Restare fedele alle decisioni del Congresso di Përmet e del Consiglio Antifascista; continuare l’opera del Comitato Antifascista.
- Proseguire e intensificare la guerra fino alla completa liberazione e difesa dell’indipendenza nazionale.
- Unire tutte le forze popolari attorno al potere di liberazione nazionale e rafforzare i consigli di liberazione.
- Dopo la liberazione, organizzare elezioni libere e democratiche per un’Assemblea Costituente che decida la forma dello Stato e la Costituzione.
- Riesaminare tutti gli accordi politici, militari ed economici conclusi dal regime di Zog, annullando quelli dannosi per il popolo e lo Stato albanese.
- Garantire e difendere i diritti civili dei cittadini.
- Cercare una più stretta cooperazione con i grandi alleati (Regno Unito, Unione Sovietica, Stati Uniti d'America) e con gli altri membri del blocco antifascista.
- Ottenere il riconoscimento come unico governo legittimo d’Albania da parte degli alleati e degli altri membri del blocco antifascista.
In base ai sovrascritti punti annunciati da Hoxha alla riunione di Berat, il governo provvisorio albanese organizza le elezioni parlamentari il 2 dicembre 1945, che vedono la vittoria su tutti i seggi del Fronte Democratico, una coalizione organizzata dal Partito Comunista d'Albania che ha ottenuto il 93% dei voti con una affluenza dell'89,9%. La vittoria del Fronte Democratico ha permesso così ai comunisti di edificare il socialismo in Albania.
Nel 1945, Enver sposa Nexhmije Xhuglini, una militante del PKSH che ha mantenuto un'importante rilevanza politica a livello nazionale anche dopo il matrimonio e dopo la morte di Enver avvenuta nel 1985.
Governo socialista
Pensiero politico
Opere
Bibliografia
- Doğan Gürpınar (2012): "What is in a Name? The Rise of Turkic Personal Male Names in Turkey (1908–38)". Middle Eastern Studies. 48 (5): 692. (in inglese)
- Arshi Pipa (1990): Albanian Stalinism. East European Monographs. Boulder, CO: East European Monographs. ISBN 978-0-88033-184-5 (in inglese)
- AA.VV. (1986): Enver Hoxha: 1908-1985, Istituto di studi marxisti-leninisti presso il Comitato centrale del Partito del Lavoro d'Albania, Tirana.
- Blendi Fevziu (2017): Enver Hoxha : the iron fist of Albania, Bloomsbury Academic. ISBN 9781784539702 (in inglese)
- Blendi Fevziu (2011): Enver Hoxha, Tirana, UET Press, ISBN 9789995639358 (in albanese)
- Enver Hoxha - Treccani
- Enver Hoxha - ProleWiki (in inglese)
- James Salibur O'Donnell (1999): A Coming of Age: Albania Under Enver Hoxha, East European Monographs - Google Books (in inglese)
Note
- ↑ 1,0 1,1 Gürpınar, 2012
- ↑ Pipa, pag. 262.
- ↑ 3,0 3,1 3,2 3,3 3,4 3,5 Enver Hoxha: Biografia - enverhoxhainfo [ARCHIVIATO]
- ↑ 4,0 4,1 AA.VV., 1986, pag. 17.
- ↑ Il'ja Miklaševskij - Ruwiki(in russo)
- ↑ 6,0 6,1 Fevziu, 2011.
- ↑ Fevziu 2017, pag. 22.
- ↑ Una borsa di studio del genere viene solitamente fornita a studenti brillanti, ciò può confutare le teorie sui bassi voti di Enver Hoxha.
- ↑ 9,0 9,1 9,2 Enver Hoxha Page - EspressoStalinist (in inglese)
- ↑ 10,0 10,1 10,2 Treccani
- ↑ 11,0 11,1 ProleWiki
- ↑ Enver Halil Hoxha - Il Blog di Pinuccio
- ↑ Da verificare
- ↑ O'Donnell, 1999, pag. 19
- ↑ (italianizzata Pesa)
- ↑ Per maggiori approfondimenti: https://www.ns-taeter-italien.org/it/
- ↑ Fjalori Enciklopedik 1985, Lufta e Tiranes, botim i Akademise se Shkencave, Tirane, 1985 (in albanese)
- ↑ 18,0 18,1 Enver Hoxha (1944): Declaration of the Democratic Government of Albania at the 2nd Meeting of the Anti-Fascist National Liberation Council of Albania - Marxists Internet Archive (in inglese)
- ↑ Qeveria e Enver Hoxhës (23 tetor 1944 – 21 mars 1946) - ShtetiWeb (in albanese)