Marxismo-Leninismo: differenze tra le versioni
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Dopo la morte di Mao Zedong, la Cina, guidata da [[Deng Xiaoping]], ha deciso di intraprendere una nuova linea teorica e politica che verrà ufficialmente chiamata ''«[[socialismo con caratteristiche cinesi]]».'' il Partito Comunista Cinese lo presenta come applicazione del Marxismo-Leninismo in base alle condizioni della Cina. La nuova linea, adottata prima dai "denghisti"<ref>Deng Xiaoping, i suoi seguaci ed i suoi successori non hanno mai utilizzato il termine "denghismo", venendo coniato ed utilizzato principalmente dagli oppositori.</ref> e poi dalle classi dirigenti seguenti ([[Jiang Zemin]], [[Hu Jintao]] e [[Xi Jinping]]), fu caratterizzata da riforme economiche adottate a partire dal 1978, che hanno l'introdotto di fatto un'[[economia di mercato]] in Cina per favorire una crescita economica attraverso una privatizzazione di alcune industrie e gli investimenti stranieri. Il PCC ha giustificato le riforme economiche affermando che il socialismo si struttura in fasi e che la Cina si trova nella fase primaria del socialismo, incentrata principalmente nello sviluppo economico che precedono le fasi seguenti fondate sulla transizione verso forme più egalitarie o comuniste pure. | |||
Molti marxisti-leninisti, in particolar modo maoisti<ref>[https://www.pmli.it/articoli/2023/20230118_03c_LetteraCinese.html Il socialismo con caratteristiche cinesi non è la strada giusta - PMLI]</ref>, MLM ed hoxhaisti<ref>[https://piattaformacomunista.com/wp-content/uploads/2023/04/cina_capitalismo_TP31.pdf In Cina si consolida il capitalismo, non il socialismo - Piattaforma Comunista]</ref>, interpretano il socialismo con caratteristiche cinesi come una forma di revisionismo e di restaurazione del capitalismo a causa dell'introduzione degli elementi di economia di mercato nelle riforme attuate da Deng, e queste critiche vengono condivise anche da marxisti libertari come [[Slavoj Žižek]], tuttavia tali affermazioni vengono rifiutate da molti altri marxisti-leninisti che sostengono la nuova linea cinese ritenendola coerentemente marxista-leninista<ref>Giovanni Paolo Sirianni, Pier Giorgio Corriero (2021): [https://marxismo-leninismo.forumfree.it/?t=78555931 ''Contro l'inezia liberale; In difesa di Karl Marx'' - Marxismo-Leninismo Forumfree]</ref>. | |||
=== Hoxhaismo === | === Hoxhaismo === | ||
Versione delle 20:27, 16 feb 2026

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Il Marxismo-Leninismo (ML) è una scienza politica ed economica rivoluzionaria che vede come obiettivo la transizione al comunismo. Si origina nel XX secolo evolvendosi dal marxismo, nell'ambito del socialismo scientifico, costituendo un sistema completo e coerente di concezioni filosofiche, economiche e socio-politiche[1]. Vede come padri fondatori i filosofi rivoluzionari tedeschi Karl Marx e Friedrich Engels, vissuti nell'ottocento, il cui pensiero politico è stato in seguito riadattato dal leader bolscevico Vladimir Lenin alle condizioni concrete di una nuova epoca storica verificatasi nei primi anni del novecento[2].
Il Marxismo-Leninismo si afferma come ideologia principale del movimento comunista nel corso del XX secolo, grazie alla vittoria bolscevica della Grande Rivoluzione Socialista d'Ottobre e della successiva guerra civile russa, che hanno permesso, sul suolo della vecchia Russia zarista, l'istituzione del primo grande stato sovrano socialista della storia, l'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS), che la adotta come ideologia ufficiale[3]. il Marxismo-Leninismo si è inoltre diffuso nel resto del mondo grazie ad organizzazioni come l'Internazionale Comunista ed i partiti ad essa affiliati come il Partito Comunista Italiano. Con la vittoria sovietica della Seconda Guerra Mondiale, il Marxismo-Leninismo è diventato ideologia ufficiale anche di altri stati sovrani come la Polonia di Bolesław Bierut, l'Albania di Enver Hoxha, la Repubblica Popolare Cinese e la Repubblica Popolare Democratica di Corea. Un'ampia diffusione della dottrina marxista-leninista ha portato alla formazione ed all'affermazione di diverse varianti ma anche all'applicazione di teorie revisioniste spacciate per marxismo.
Ancora oggi, il Marxismo-Leninismo trova una sua diffusione in diverse delle sue varianti ed è l'ideologia ufficiale di diversi partiti politici nel mondo nonché di quattro stati sovrani: Cina, Cuba, Vietnam e Laos. La Corea Popolare adotta come ideologia ufficiale il Kimilsungismo-kimjongilismo, ossia l'evoluzione coreana del Marxismo-Leninismo.
Definizione
L'espressione "marxismo-leninismo", viene ufficialmente utilizzata per la prima volta da Stalin, che definì leninismo come «il marxismo dell’ epoca dell’imperialismo e della rivoluzione proletaria. Più esattamente: il leninismo è la teoria e la tattica della rivoluzione proletaria in generale, la teoria e la tattica della dittatura del proletariato in particolare»[4]. Con questa definizione, la dottrina marxista-leninista assume un carattere universale ed internazionale e viene posto come evoluzione del marxismo[5].
Questa definizione non fu casuale: Prendendo per esempio l'analisi di Lenin sulle nuove condizioni di sviluppo del capitalismo, si può notare uno "sviluppo ineguale" che varia in base al paese, che spinse il rivoluzionario russo a concludere con il socialismo in un solo paese[6], in contraddizione con le conclusioni di Marx ed Engels che prevedevano invece una rivoluzione in più paesi[7][8], gettando così le basi per la teoria novecentesca della rivoluzione permanente di Trotskij. Va tuttavia considerato che il marxismo non è un dogma, e che Marx ed Engels hanno svolto le loro osservazioni in un periodo storico diverso da quello in cui è vissuto Lenin, infatti le condizioni di sviluppo del capitalismo subirono dei mutamenti che permisero a Lenin di formulare la teoria del socialismo in un solo paese mantenendo una determinata coerenza con il marxismo[9].
Il marxismo-leninismo si articola su tre componenti fondamentali:
- Socialismo scientifico: detto anche comunismo scientifico, rappresenta l'insegnamento politico del Marxismo e del Marxismo-Leninismo. Viene definito come la scienza della lotta di classe proletaria e dell'edificazione della società socialista e comunista[10].
- Materialismo dialettico e materialismo storico: costituiscono la base filosofica. Essi non sono concepiti come una filosofia astratta, ma come una guida teorico-pratica per la trasformazione rivoluzionaria della società e per la costruzione del socialismo e del comunismo[11].
- Economia politica: Più precisamente, lo sviluppo dell'economia politica socialista basata sulla critica dell’economia politica formulata da Karl Marx, il cui obiettivo non era perfezionare l’economia borghese, ma smascherarne il carattere storico e di classe. Alla critica di Marx si aggiunge anche quella di Lenin sull'imperialismo.
Il marxismo-leninismo si propone come fine la costruzione e il consolidamento di uno stato socialista guidato da un’avanguardia rivoluzionaria composta da rivoluzionari di professione, parte integrante della classe operaia. Questa classe matura la propria coscienza attraverso il processo dialettico della lotta di classe. Lo Stato socialista, che nella teoria marxista-leninista assume la forma della “dittatura del proletariato”, è diretto prevalentemente, se non esclusivamente, dal partito dell’avanguardia rivoluzionaria secondo il principio del centralismo democratico, definito da Lenin come libertà di discussione accompagnata da unità nell’azione. In tale contesto, il partito comunista (o più in generale operaio) si configura come la massima istituzione politica dello Stato e come forza centrale nell’organizzazione della società[12].
L’obiettivo strategico del marxismo-leninismo è lo sviluppo del socialismo fino alla piena realizzazione del comunismo, inteso come una società priva di classi, fondata sulla proprietà collettiva dei mezzi di produzione e sull’uguaglianza sociale completa tra tutti i suoi membri. Per conseguire questo traguardo, il partito comunista pone al centro della propria azione il potenziamento dell’industria, della scienza e della tecnologia, considerate elementi essenziali per l’espansione continua delle forze produttive e per l’incremento della ricchezza materiale. In questo sistema, la terra e le risorse naturali appartengono alla collettività e sono amministrate pubblicamente, così come le principali istituzioni sociali, attraverso diverse forme di proprietà pubblica[13].
In seguito riportiamo la definizione ufficiale di "marxismo-leninismo" adottata dal Partito Socialista Unificato di Germania, ossia il principale partito politico della ex-Repubblica Democratica Tedesca (altresì nota come DDR o Germania Est)[10]:
(Tedesco)
«...die von Karl Marx und Friedrich Engels begründete und von Lenin weiterentwickelte wissenschaftliche Weltanschauung der Arbeiterklasse, die von der internationalen kommunistischen Bewegung auf der Grundlage der Erfahrungen des sozialistischen und kommunistischen Aufbaus und der Praxis des revolutionären Befreiungskampfes ständig bereichert wird.»
(Italiano)
«...la visione mondiale scientifica della classe operaia, fondata da Karl Marx e Friedrich Engels e sviluppata ulteriormente da Lenin, che viene continuamente arricchita dal movimento comunista internazionale sulla base delle esperienze della costruzione socialista e comunista e della pratica della lotta di liberazione rivoluzionaria.»
Storia

Il Marxismo si origina nel XIX secolo in Germania da Karl Marx e Friedrich Engels, per poi evolversi agli inizi del XX secolo in Russia grazie al movimento bolscevico, in particolare da Vladimir Lenin. Prima della Grande Rivoluzione Socialista d'Ottobre, il termine "leninismo" veniva spesso utilizzato dai detrattori di Lenin o da chi gli aveva mosso delle critiche come il bolscevico Anatolij Vasil'evič Lunačarskij, che nel 1907 si era scontrato con Lenin per questioni interne al partito[14]. Per questa ragione, aggiunta anche all'opposizione di Lenin verso l'incontrastabile culto della personalità sulla sua persona, il leader rivoluzionario sovietico non vide di buon occhio tale termine, che assumerà positività solo dopo la morte di Lenin nel 1924.
Il termine "Marxismo-leninismo" fu adottato per la prima volta da Stalin dopo la morte del predecessore per legittimarlo come continuatore ed evolutore del marxismo[4]. La carriera politica di Stalin e dei suoi sostenitori più fedeli è caratterizzata dalla loro applicazione fedele delle teorie e dei concetti del marxismo e del leninismo, inteso come evoluzione del marxismo. Il Marxismo-Leninismo è stato spesso descritto come stalinismo da parte dei detrattori di Stalin, suggerendo una presunta rottura, da loro percepita, tra Stalin ed i suoi predecessori, spesso suggerendo che i principali avversari di Stalin quali Trotskij, Kamenev o Zinovjev fossero dei marxisti più autentici[15][9].
Secondo le fonti, Stalin avrebbe parlato del marxismo-leninismo per la prima volta in un discorso da lui tenuto il 26 gennaio 1934, durante il XVII Congresso del Partito Comunista dell'Unione Sovietica. Nel discorso, Stalin ha auspicato di "non coprire la deviazione di alcuni compagni dal marxismo-leninismo, bensì di criticarli audacemente"[16].
Nel corso degli anni '30, Marxismo-Leninismo fu ufficialmente riconosciuto come ideologia politica ufficiale dell'Unione Sovietica, della Mongolia e di Tannu Tuva, nonché pensiero ufficiale dell'Internazionale Comunista (Comintern) e dei partiti politici affiliatisi, come il PCdI, il PCF, il KPD, il PCC ecc.... Nel 1938, l'Unione Sovietica istituì le prime università di Marxismo-Leninismo, ritenute istituzioni del livello superiore della formazione partitica[17]. In seguito, il Marxismo-Leninismo divenne una materia scolastica insegnata ed inclusa nei corsi scolastici nella maggior parte dei paesi marxisti-leninisti. Dopo la vittoria sovietica nella Grande Guerra Patriottica, il Marxismo-Leninismo vede una sua applicazione nei nuovi paesi socialisti dell'Est Europa come l'Albania, la DDR, la Polonia, la Jugoslavia, la Cecoslovacchia, l'Ungheria, ecc..., mentre l'istituzione della Repubblica Popolare Democratica di Corea nel 1948 e la proclamazione della Repubblica Popolare Cinese nel 1949 furono i primi paesi marxisti-leninisti istituiti in estremo oriente.
Dopo la morte di Stalin, avvenuta nel 1953, l'Unione Sovietica ha cessato de facto di essere un paese marxista-leninista. Questo perché Nikita Sergeevič Chruščëv, successore di Stalin, promosse posizioni politiche revisioniste come la destalinizzazione, che furono la rinnegazione di Stalin e quindi dell'applicazione del Marxismo-Leninismo nell'Unione. Nonostante la nuova dirigenza sovietica di Chruščëv avesse rinnegato quanto avvenuto in precedenza nel paese, l'URSS continuava ad essere ufficialmente definito come un paese Marxista-Leninista ed a mantenere formalmente il Marxismo-Leninismo come ideologia ufficiale, trasformandolo in una dottrina politica revisionista. I paesi dell'Est Europa accettano la nuova linea "marxista-leninista" di matrice revisionista e chruščëviana con la sola eccezione dell'Albania di Enver Hoxha, che invece condanna e critica apertamente il tradimento da parte dell'URSS, al costo di romperne i rapporti diplomatici. Anche la Cina arriva a criticare ed a condannare la deriva revisionistica dell'Unione Sovietica, le cui divergenze causarono una spaccatura interna al blocco orientate tra i paesi che rimasero fedeli al marxismo-leninismo come Cina ed Albania ed i paesi che invece lo avevano rinnegato in favore di teorie revisionistiche spacciate per marxiste-leniniste, come l'URSS ed il Patto di Varsavia. La spaccatura sino-sovietica fu anche una delle cause dei conflitti sul confine sino-sovietico avvenuti nel 1969.
Con la caduta dell'Unione Sovietica e la restaurazione del capitalismo nei paesi dell'Europa Orientale avvenuta tra il 1989 ed il 1992, il Marxismo-Leninismo sopravvive come ideologia ufficiale in Cina, nel Vietnam e nel Laos, mentre Cuba, pur dichiarando ufficialmente di essere uno stato marxista-leninista, attua in realtà il revisionismo di stampo castrista.
La Corea Popolare, seppur alla sua fondazione avesse adottato il Marxismo-Leninismo come ideologia ufficiale, ha successivamente adottato il kimilsungismo-kimjongilismo: gli scenziati marxisti coreani hanno infatti notato una coerente evoluzione del Marxismo-Leninismo per come si è applicato nel contesto coreano.
Varianti
Nel corso del XX secolo e del XXI secolo, sono emerse in diverse parti del mondo delle varianti del Marxismo-Leninismo, che si concentrano sulla cultura di un paese o della regione in cui è emerso tale pensiero politico, oppure prendendo in considerazione il punto di vista di importanti quadri ai vertici dei movimenti rivoluzionari marxisti-leninisti. Si cita, per esempio l'hoxhaismo, sviluppatasi in Albania ed è caratterizzata dalle posizioni antirevisioniste ed ortodosse adottate ed applicate dal leader albanese Enver Hoxha, da cui prende il nome, oppure il gramscismo, sviluppatosi in Italia e caratterizzato dal pensiero di Antonio Gramsci, primo ed unico leader marxista-leninista nel Partito Comunista Italiano.
Nella seconda metà del XX secolo, molti paesi e movimenti politici seguivano l'URSS, che aveva ormai abbandonato de facto il Marxismo-Leninismo, ma dichiarava di essere il principale promotore dell'ideologia. Si cita in questo senso il castrismo, la dottrina della rivoluzione cubana che si rifà parzialmente alle critiche antistaliniane del XX Congresso del PCUS. Si menziona anche il titismo, originatosi nella Jugoslavia di Josip Broz Tito da cui prende il nome, sebbene Tito non avesse mai seguito l'URSS a differenza dei suoi omologhi nei paesi del Patto di Varsavia o in Mongolia.
Pensiero di Mao Zedong
Tra le varianti del Marxismo-Leninismo troviamo tre correnti rilevanti originatesi in Cina: il pensiero di Mao Zedong (spesso definito maoismo dalla storiografia), il socialismo con caratteristiche cinesi (conosciuto anche come pensiero di Deng Xiaoping) ed il pensiero di Xi Jinping (detto anche xiismo).
Il pensiero di Mao prende il nome dal suo ideatore, ossia Mao Zedong, il leader del Partito Comunista Cinese nonché fondatore e primo presidente della Repubblica Popolare Cinese. A causa della crisi sino-sovietica, la Cina di Mao intraprese una posizione politica estera terzomondista basata sulla teoria dei tre mondi sviluppata da Mao, che si poneva come obiettivo una coalizione tra i paesi del terzo mondo, oppressi e colonizzati, per combattere le forze imperialiste. Secondo la teoria dei tre mondi, anche l'Unione Sovietica, in quanto revisionista, era ritenuta una potenza imperialista da combattere[18].
Altri aspetti che caratterizzano il maoismo sono altre importanti politiche adottate dalla Cina di Mao come il Grande balzo in avanti e la Rivoluzione culturale.
Il pensiero di Mao Zedong non rimase rinchiuso nei confini cinesi, ma riuscì a proporsi a livello internazionale come alternativa politica al revisionismo sovietico. La Cina entrò in conflitto con l'URSS perché entrambi i paesi rivendicavano la continuazione diretta del Marxismo-Leninismo screditandosi a vicenda, ma la posizione cinese era vista in maniera più coerente poiché non rinnegò Stalin a differenza dell'URSS Chruščëviano e Brežneviano. Ciò portò all'adozione del pensiero di Mao da parte di movimenti marxisti-leninisti in altri paesi del mondo.
Il maoismo trova una sua approvazione anche nel contesto del movimento del Sessantotto, che fu tuttavia filtrato dalle teorie della Nuova Sinistra che ne hanno assimilato le idee solo parzialmente e ne hanno storpiato il pensiero. Ad oggi esistono molti larper che si definiscono maoisti ma che in realtà sono liberali ed individualisti di nuova sinistra e woke.
Trova una sua diffusione anche in determinati paesi del terzo mondo come in Perù, in India e nelle Filippine, dove si sviluppa una particolare dottrina politica denominata Marxismo-Leninismo-Maoismo (MLM). La MLM, adottata in Perù dal movimento comunista Sendero Luminoso guidato da Abimael Guzman (noto con il nome di battaglia Gonzalo), idealizza il pensiero di Mao e lo sistematizza come tappa universale, applicando molti concetti del maoismo come dogmi. Anche i Naxaliti indiani ed i movimenti maoisti nelle Filippine adottano posizioni MLM simili a quelle dei gonzalisti peruviani.
In contrapposizione con gli MLM, alcuni gruppi maoisti, come il Partito Marxista-Leninista Italiano o il Partito Comunista Marxista-Leninista di Grecia, preferiscono basarsi sul pensiero di Mao originale, ritenendo che concetti come la guerra popolare di lunga durata non possono essere universali, ma devono essere applicati solo in caso si verifichino determinate condizioni storiche, economiche e sociali.
Socialismo con caratteristiche cinesi e pensiero di Xi Jinping
Dopo la morte di Mao Zedong, la Cina, guidata da Deng Xiaoping, ha deciso di intraprendere una nuova linea teorica e politica che verrà ufficialmente chiamata «socialismo con caratteristiche cinesi». il Partito Comunista Cinese lo presenta come applicazione del Marxismo-Leninismo in base alle condizioni della Cina. La nuova linea, adottata prima dai "denghisti"[19] e poi dalle classi dirigenti seguenti (Jiang Zemin, Hu Jintao e Xi Jinping), fu caratterizzata da riforme economiche adottate a partire dal 1978, che hanno l'introdotto di fatto un'economia di mercato in Cina per favorire una crescita economica attraverso una privatizzazione di alcune industrie e gli investimenti stranieri. Il PCC ha giustificato le riforme economiche affermando che il socialismo si struttura in fasi e che la Cina si trova nella fase primaria del socialismo, incentrata principalmente nello sviluppo economico che precedono le fasi seguenti fondate sulla transizione verso forme più egalitarie o comuniste pure.
Molti marxisti-leninisti, in particolar modo maoisti[20], MLM ed hoxhaisti[21], interpretano il socialismo con caratteristiche cinesi come una forma di revisionismo e di restaurazione del capitalismo a causa dell'introduzione degli elementi di economia di mercato nelle riforme attuate da Deng, e queste critiche vengono condivise anche da marxisti libertari come Slavoj Žižek, tuttavia tali affermazioni vengono rifiutate da molti altri marxisti-leninisti che sostengono la nuova linea cinese ritenendola coerentemente marxista-leninista[22].
Hoxhaismo
Kimilsungismo-kimjongilismo
Voci correlate
- Marxismo
- Socialismo
- Socialismo scientifico
- Comunismo
- Kimilsungismo-kimjongilismo
- Maoismo
- Hoxhaismo
- Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche
- Comintern
- Karl Marx
- Friedrich Engels
- Vladimir Ilič Uljanov, Lenin
- Iosif Vissarionovič Džugašvili, Stalin
- Partito comunista
- Socialismo reale
- Grande Rivoluzione Socialista d'Ottobre
- Revisionismo (Marxismo-Leninismo)
Bibliografia
- EcuRed (in spagnolo)
- Grande Enciclopedia Sovietica (in russo)
- Manuel Losada Sierra (2012): Le dottrrine politiche del marxismo-leninismo nel XX secolo [PDF], Revista de Relaciones Internacionales, Estrategia y Seguridad, vol. 7, n. 1, Bogotà, Universidad Militar Nueva Grenada, gennaio-giugno 2012, pp. 101-124.
- V. I. Lenin, Opere scelte in sei volumi, Roma, Editori Riuniti, 1975
- Iosif Stalin (1938): Materialismo Dialettico e Materialismo Storico - Marxists Internet Archive
- Iosif Stalin (1968): Il marxismo e la linguistica, Milano, Feltrinelli
- Heinz Göschel (1981): Meyers Universal-Lexikon (in vier Bänden) [Lessico universale Meyers; in quattro volumi], Lipsia, VEB Bibliographisches Institut, Leipzig. (in tedesco)
- Michael Albert, Robin Hahnel (1981): Socialism Today and Tomorrow, Boston, Massachusetts, USA, South End Press - Internet Archive (in inglese)
- Charles F. Andrain (1994): Comparative Political Systems: Policy Performance and Social Change, Armonk, New York, USA, M. E. Sharpe, Inc. - Internet Archive (in inglese)
- Iosif Stalin (1934): Die Partei [Il partito], su Werke, Band 13, Rechenschaftsbericht an den XVII. Parteitag. Über die Arbeit des ZK der KPdSU(B) [Opere, 13, Relazione sui lavori del CC del PCU(b) al XVII Congresso del partito], stalinwerke (in tedesco) [ARCHIVIATO]
Note
- ↑ Marxismo - EcuRed (in spagnolo)
- ↑ Marxismo-Leninismo (Марксизм-ленинизм) - Grande Enciclopedia Sovietica (in russo)
- ↑ Losada Sierra, pag.103
- ↑ 4,0 4,1 Stalin, Dei principi del leninismo
- ↑ R. Martinez (1998): IL MOVIMENTO COMUNISTA IN RUSSIA, IL CONTRIBUTO DI STALIN IN CAMPO TEORICO E "COSA E' IL SOCIALISMO? - Piattaforma Comunista
- ↑ Lenin, vol. 2, pag. 414.
- ↑ Friedrich Engels: Per la storia della Lega dei Comunisti - Marxists.org
- ↑ Stalin, 1968, p. 93
- ↑ 9,0 9,1 Edoardo Corradi (2015): Marxismo, leninismo e stalinismo: differenti correnti di pensiero? - Resistenze
- ↑ 10,0 10,1 Göschel, 1981, pag.81
- ↑ Stalin, 1938, cap.4
- ↑ Albert & Hahnel, 1981, pp. 24-25
- ↑ Andrain, 1994, pag.140
- ↑ Jutta Scherrer, Bogdanov e Lenin: il bolscevismo al bivio, in Storia del Marxismo, vol. 2, Torino, Einaudi, 1979, pag. 495
- ↑ Una risposta storico-teorica ad un detrattore di Stalin - Marxismo-Leninismo Forumfree
- ↑ Stalin, 1934
- ↑ Università di marxismo-leninismo - Grande Enciclopedia Sovietica
- ↑ K. Venu (1983): Mao Tsetung e la "Teoria dei Tre Mondi" - Marxismo-Leninismo Forumfree
- ↑ Deng Xiaoping, i suoi seguaci ed i suoi successori non hanno mai utilizzato il termine "denghismo", venendo coniato ed utilizzato principalmente dagli oppositori.
- ↑ Il socialismo con caratteristiche cinesi non è la strada giusta - PMLI
- ↑ In Cina si consolida il capitalismo, non il socialismo - Piattaforma Comunista
- ↑ Giovanni Paolo Sirianni, Pier Giorgio Corriero (2021): Contro l'inezia liberale; In difesa di Karl Marx - Marxismo-Leninismo Forumfree