Partito Comunista Italiano: differenze tra le versioni

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Nonostante il PCI non abbia mai vinto le elezioni politiche della Repubblica Italiana, piazzandosi sempre dietro alla [[Democrazia Cristiana]], il partito ottenne molti importanti seggi sia alla [[Camera dei Deputati]] che al [[Senato della Repubblica]] e riuscì a vincere diverse elezioni regionali ed amministrative. Il partito godeva di una maggioranza di elettori in alcune regioni d'Italia come in [[Emilia-Romagna]], [[Umbria]], [[Toscana]] e alcune province e comuni in [[Calabria]], [[Lombardia]], [[Piemonte]] e [[Sardegna]] e raggiunse il suo apice alle elezioni politiche del 1976.
Nonostante il PCI non abbia mai vinto le elezioni politiche della Repubblica Italiana, piazzandosi sempre dietro alla [[Democrazia Cristiana]], il partito ottenne molti importanti seggi sia alla [[Camera dei Deputati]] che al [[Senato della Repubblica]] e riuscì a vincere diverse elezioni regionali ed amministrative. Il partito godeva di una maggioranza di elettori in alcune regioni d'Italia come in [[Emilia-Romagna]], [[Umbria]], [[Toscana]] e alcune province e comuni in [[Calabria]], [[Lombardia]], [[Piemonte]] e [[Sardegna]] e raggiunse il suo apice alle elezioni politiche del 1976.
== Storia ==
=== Fondazione del partito ===


== Segretari generali di partito ==
== Segretari generali di partito ==

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Disambiguazione: se cercate il partito omonimo fondato nel 2016 da Mauro Alboresi, cliccate su Partito Comunista Italiano (2016).

Partito Comunista Italiano
Simbolo storico del Partito Comunista Italiano durante il periodo della Prima Repubblica.
Abbreviazione PCI
Fondato il 21 Gennaio 2021
Dissoluzione 1991
Paese Italia
Membri illustri Antonio Gramsci, Amadeo Bordiga, Palmiro Togliatti, Filippo Turati, Luigi Longo, Pietro Secchia, Enrico Berlinguer, Alessandro Natta, Achille Occhetto, Armando Cossutta
Ideologia
Testata L'Unità

Il Partito Comunista Italiano (abbreviato in PCI) è stato uno dei più grandi partiti politici italiani durante il periodo della Guerra Fredda. Fu fondato con il nome di Partito Comunista d'Italia a Livorno il 21 gennaio 1921 in seguito allo storico scisma del Partito Socialista Italiano e fu successivamente disciolto nel 1991 da Achille Occhetto con la Svolta della Bolognina[1][2]. La sede storica del partito (oggi sede del Consorzio Bancomat) è situata a Roma in Via delle Botteghe Oscure al civico 4.

Nel corso della sua storia, il Partito Comunista Italiano ha subito diversi cambiamenti ideologici: Al momento della sua fondazione il partito aveva al suo interno una "fazione" Marxista-Leninista filo-sovietica guidata da Antonio Gramsci ed una "fazione" revisionista che criticava l'URSS guidata da Amadeo Bordiga. Le fazioni non erano ufficiali all'interno del PCI poiché sin dalle origini del partito lo statuto, in linea con il centralismo democratico, vietava il frazionismo interno al partito[3].

La "fazione" gramsciana sconfisse quella bordighista, tuttavia Palmiro Togliatti, che supportava la linea gramsciana, prese immediatamente le redini del partito al posto di Gramsci a causa del suo arresto dovuto dal regime fascista. Togliatti si rivelò un revisionista che seguiva senza spirito critico qualsiasi cosa provenisse dall'Unione Sovietica, infatti ha attuato ed applicato il marxismo-leninismo finché in URSS era al potere Stalin per poi accantonarlo in seguito al XX Congresso del PCUS, adottando fedelmente la linea revisionistica di Nikita Chruščëv. Durante il mandato di Enrico Berlinguer come segretario del partito, il PCI adottò l'Eurocomunismo, ossia una svolta socialdemocratica e quindi liberale tacciata per "comunismo" ma che nei fatti fu la repulsione dei valori comunisti come dimostrato dal leader marxista-leninista albanese Enver Hoxha[4].

Nonostante il PCI non abbia mai vinto le elezioni politiche della Repubblica Italiana, piazzandosi sempre dietro alla Democrazia Cristiana, il partito ottenne molti importanti seggi sia alla Camera dei Deputati che al Senato della Repubblica e riuscì a vincere diverse elezioni regionali ed amministrative. Il partito godeva di una maggioranza di elettori in alcune regioni d'Italia come in Emilia-Romagna, Umbria, Toscana e alcune province e comuni in Calabria, Lombardia, Piemonte e Sardegna e raggiunse il suo apice alle elezioni politiche del 1976.

Storia

Fondazione del partito

Segretari generali di partito

Fino al 1926 lo statuto del Partito Comunista d'Italia non prevedeva un segretario generale di partito e di conseguenza il partito era retto da un comitato esecutivo ristretto che lavorava collegialmente e all'interno del quale era al massimo rintracciabile un «redattore capo» o «segretario»[5].

Comitati esecutivi (1921-1926)

Lista dei segretari generali (1926-1991)

Altre cariche

Presidenti

Vicesegretari generali

Congressi e Conferenze Nazionali

Congressi

  • I Congresso - Livorno, 21 gennaio 1921 - chiusura del XVII Congresso del Partito Socialista Italiano
  • II Congresso - Roma, 20-24 marzo 1922
  • III Congresso - Lione, 20-26 gennaio 1926 - in esilio
  • IV Congresso - Colonia, 14-21 aprile 1931 - in esilio
  • V Congresso - Roma, 29 dicembre 1945 - 6 gennaio 1946 - Avanti nella lotta di tutto il popolo per una Italia libera e indipendente per la Costituente per la Repubblica
  • VI Congresso - Milano, 4-10 gennaio 1948 - Contro i provocatori di guerre per la libertà e l'indipendenza contro la miseria del popolo per il rinnovamento d'Italia
  • VII Congresso - Roma, 3-8 aprile 1951 - 30 anni di lotte per la pace, il lavoro, la libertà
  • VIII Congresso - Roma, 8-14 dicembre 1956 - Per una via italiana al socialismo
  • IX Congresso - Roma, 30 gennaio - 4 febbraio 1960 - Per il rinnovamento democratico della società italiana per avanzare verso il socialismo
  • X Congresso - Roma, 2-8 dicembre 1962 - Unità delle classi lavoratrici per avanzare verso il socialismo nella democrazia e nella pace
  • XI Congresso - Roma, 25-31 gennaio 1966 - Per avanzare sulla via italiana al socialismo una nuova maggioranza democratica unità delle forze operaie e socialiste
  • XII Congresso - Bologna, 8-15 febbraio 1969 - Costruire nell'unità e con la lotta un'alternativa politica per uscire dalla crisi che travaglia l'Italia
  • XIII Congresso - Milano, 13-17 marzo 1972 - Unità operaia e popolare per un governo di svolta democratica per rinnovare l'Italia sulla via del socialismo
  • XIV Congresso - Roma, 18-23 marzo 1975 - Intesa e lotta di tutte le forze democratiche e popolari per la salvezza e la rinascita dell'Italia
  • XV Congresso - Roma, 30 marzo-3 aprile 1979 - Avanzare verso il socialismo in Italia e in Europa. Nella pace e nella democrazia. Unità delle forze operaie, popolari e democratiche
  • XVI Congresso - Milano, 2-6 marzo 1983 - Un'alternativa democratica per rinnovare l'Italia
  • XVII Congresso - Firenze, 9-13 aprile 1986 - Un moderno partito riformatore. Un programma, una alternativa per l'Italia e per l'Europa
  • XVIII Congresso - Roma, 18-22 marzo 1989 - Il nuovo PCI in Italia e in Europa. È il tempo dell'alternativa
  • XIX Congresso - Bologna, 7-11 marzo 1990 - Una nuova fase per la sinistra
  • XX Congresso - Rimini, 31 gennaio-3 febbraio 1991

Conferenze Nazionali

  • I Conferenza Nazionale – Como, maggio 1924
  • II Conferenza Nazionale – Basilea, 22–26 gennaio 1928
    • Conferenza straordinaria – Parigi, 11–13 agosto 1939
  • III Conferenza Nazionale – Firenze, 6–10 gennaio 1947
  • IV Conferenza Nazionale – Roma, 9–14 gennaio 1955
  • V Conferenza Nazionale – Napoli, 12–15 marzo 1964

Consigli Nazionali

  • I Consiglio Nazionale – Napoli, 30 marzo–1º aprile 1944
  • II Consiglio Nazionale – Roma, 7–10 aprile 1945
  • III Consiglio Nazionale – Roma, 15–17 aprile 1953 – Per un governo di pace e di riforme sociali per un'Italia democratica e indipendente
  • IV Consiglio Nazionale – Roma, 3–5 aprile 1956
  • V Consiglio Nazionale – Roma, 9–10 aprile 1958
  • VI Consiglio Nazionale – Roma, 24 settembre 1960

Note