Trattato sino-sovietico del 1950: differenze tra le versioni
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L'accordo sino-sovietico del 1945 fu visto come ineguale da parte dei Cinesi, poiché la Cina si trovava in una situazione di totale svantaggio al momento della firma, inoltre la Cina temeva una possibile separazione del paese in due stati su iniziativa statunitense, attribuita erroneamenta anche all'Unione Sovietica, inoltre non vedevano di buon occhio il riconoscimento sovietico dell'indipendenza della [[Repubblica Popolare Mongola]], il cui territorio era rivendicato dalla Cina allora governata dal Kuomintang di [[Chiang Kai-Shek]]<ref>La Mongolia è tutt'ora rivendicata dall'entità cinese che governa sull'Isola di Taiwan.</ref>. La Cina rifiutò inizialmente di firmare il trattato, cambiando idea solo a seguito dell'incursione dell'[[Armata Rossa]] nel [[Manchukuo]] ed in [[Corea]] dovuta alla dichiarazione di guerra al [[Giappone]] da parte dell'Unione Sovietica che aveva appena trionfato nella [[Grande Guerra Patriottica]]. La Cina era preoccupata anche dal supporto sovietico ai partigiani coreani e cinesi, questi ultimi affiliati al [[Partito Comunista Cinese]], principale nemico del Kuomintang con cui ha [[Guerra Civile Cinese|ripreso le ostilità]] in seguito alla resa del Giappone<ref>[https://marxismo-leninismo.forumfree.it/?t=78041456 Il grande capolavoro di Mao: la rivoluzione cinese e l'edificazione del socialismo in Cina - Marxismo-Leninismo Forumfree]</ref>. | L'accordo sino-sovietico del 1945 fu visto come ineguale da parte dei Cinesi, poiché la Cina si trovava in una situazione di totale svantaggio al momento della firma, inoltre la Cina temeva una possibile separazione del paese in due stati su iniziativa statunitense, attribuita erroneamenta anche all'Unione Sovietica, inoltre non vedevano di buon occhio il riconoscimento sovietico dell'indipendenza della [[Repubblica Popolare Mongola]], il cui territorio era rivendicato dalla Cina allora governata dal Kuomintang di [[Chiang Kai-Shek]]<ref>La Mongolia è tutt'ora rivendicata dall'entità cinese che governa sull'Isola di Taiwan.</ref>. La Cina rifiutò inizialmente di firmare il trattato, cambiando idea solo a seguito dell'incursione dell'[[Armata Rossa]] nel [[Manchukuo]] ed in [[Corea]] dovuta alla dichiarazione di guerra al [[Giappone]] da parte dell'Unione Sovietica che aveva appena trionfato nella [[Grande Guerra Patriottica]]. La Cina era preoccupata anche dal supporto sovietico ai partigiani coreani e cinesi, questi ultimi affiliati al [[Partito Comunista Cinese]], principale nemico del Kuomintang con cui ha [[Guerra Civile Cinese|ripreso le ostilità]] in seguito alla resa del Giappone<ref>[https://marxismo-leninismo.forumfree.it/?t=78041456 Il grande capolavoro di Mao: la rivoluzione cinese e l'edificazione del socialismo in Cina - Marxismo-Leninismo Forumfree]</ref>. | ||
Con [[Mao Zedong]] in rappresentanza della prima generazione di leadership forte e matura del Partito Comunista Cinese, assieme al sostegno sincero delle masse popolari, in particolare dei cittadini delle zone liberate e dei contadini nelle aree controllate dal Kuomintang, | Nonostante la sua alleanza con i sovietici, anche il Partito Comunista Cinese criticava e condannava le posizioni prese dai sovietici e dagli angloamericani nel contesto della Conferenza di Jalta, di conseguenza i comunisti cinesi condividevano le crititiche e le accuse del Kuomintang al trattato sovietico-cinese del 1945. Le ostilità della Guerra Civile Cinese tra il Kuomintang nazionalista ed il Gongchangdang<ref>Partito Comunista Cinese</ref> comunista ripresero nel 1946. Con [[Mao Zedong]] in rappresentanza della prima generazione di leadership forte e matura del Partito Comunista Cinese, assieme al sostegno sincero delle masse popolari, in particolare dei cittadini delle zone liberate e dei contadini nelle aree controllate dal Kuomintang, i comunisti vinsero la guerra civile, proclamando la nascita della [[Repubblica popolare Cinese]] il primo ottobre 1949. | ||
La vittoria della rivoluzione cinese cambiò radicalmente la configurazione geopolitica | La vittoria della rivoluzione cinese cambiò radicalmente la configurazione geopolitica dell’[[Asia]] e dell’[[Estremo Oriente]], costringendo l’Unione Sovietica a riconsiderare la propria politica estera verso la Cina. In un contesto segnato dalla [[Guerra Fredda]], I sovietici ed i suoi alleati avevano bisogno dell'adesione della nuova Cina al blocco socialista per rafforzare il fronte antiamericano in Asia<ref>AA.VV (2024): ''Storia della Guerra di Corea'', Reggio Emilia, Anteo Edizioni. nei primi capitoli del libro si parla delle mire espansionistiche americane in Asia.</ref>. Dal canto suo, il Partito Comunista Cinese, sia nella presa del potere che nella sua consolidazione, necessitava del sostegno sovietico per contrastare l’intervento americano nella guerra civile ed impedire quindi un rovesciamento della nuova Repubblica Popolare. La Cina comunista, appena conquistato il potere nazionale, ambiva naturalmente a mantenere stretti legami di alleanza con l’Unione Sovietica, sia per [[Marxismo-Leninismo|motivi ideologici]] che per lo sviluppo economico del futuro Stato. Sebbene avesse ottenuto la vittoria militare nella guerra civile, il nuovo governo si trovava di fronte a una situazione economica disastrosa, con enormi sfide nella ricostruzione e nell’amministrazione del Paese. La leadership cinese era profondamente preoccupata, ed il sostegno sovietico appariva come l’unica speranza concreta, soprattutto considerando che la Cina era in uno stato di conflitto con i Paesi occidentali<ref name=":0">[https://baike.baidu.com/item/%E4%B8%AD%E8%8B%8F%E5%8F%8B%E5%A5%BD%E5%90%8C%E7%9B%9F%E4%BA%92%E5%8A%A9%E6%9D%A1%E7%BA%A6?fromModule=lemma_search-box Trattato sino-sovietico del 1950 - Baike Baidu] (in cinese)</ref>. | ||
Tuttavia, le modalità concrete per trasformare questo bisogno in un trattato formale erano oggetto di divergenze tra Cina e URSS: Stalin temeva scontri diretti con gli Stati Uniti in caso di danneggiamento dell'ordine stabilito a Jalta e procedette con cautela negli accordi di alleanza con la Cina. Mao, invece, intendeva affermare l’immagine di una Cina nuova, indipendente e sovrana, e sperava che la forma della nuova alleanza sino-sovietica potesse servire da modello per l’abolizione di tutti i trattati ineguali ereditati dal passato. Secondo Mao, partire dalla revisione del trattato con l’URSS avrebbe permesso alla nuova Cina di acquisire maggiore prestigio internazionale e di affrontare con più forza i trattati firmati con le potenze imperialiste in passato. Dopo la fondazione della Repubblica Popolare Cinese, la questione del trattato con l’URSS divenne una priorità assoluta per la politica estera e le decisioni diplomatiche cinesi. Fu così che Mao diede massima importanza alla questione e decise di avviare negoziati diretti con Stalin per la stipula di un nuovo trattato sino-sovietico<ref name=":0" />. | |||
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Il "Trattato di amicizia, alleanza e mutua assistenza sino-sovietico" è stato un trattato di amicizia firmatova Mosca il 14 febbraio 1950 tra la Repubblica Popolare Cinese e l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche entrato in vigore l’11 aprile dello stesso anno, con una validità di 30 anni. Questo trattato annullava il precedente "Trattato di amicizia e alleanza sino-sovietico" firmato a Mosca nell’agosto 1945 dal rappresentante del governo della Repubblica di Cina e dal governo sovietico.
Il nuovo trattato fu firmato al Cremlino di Mosca dal primo ministro e ministro degli esteri della Repubblica Popolare Cinese Zhou Enlai e dal ministro degli esteri sovietico Andrej Vyšinskij. A partire dagli anni ’60, le relazioni tra Cina e URSS si deteriorarono, e il trattato rimase tale solo formalmente, senza più effetto pratico e non fu più rinnovato alla sua scadenza[1].
Applicazione

Nel dicembre 1949, il presidente della Repubblica Popolare Cinese, Mao Zedong, giunse a Mosca per visite governative ufficiali[2]. In seguito fu convocato a Mosca anche il premier e ministro degli esteri cinese Zhou Enlai, che raggiunse la capitale sovietica il 20 gennaio 1950, permettendo delle negoziazioni tra i due governi che si conclusero il 14 febbraio. Questo incontro istituzionale permise la firma del Trattato sino-sovietico di amicizia, alleanza e mutua assistenza assieme ad altri accordi ufficiali tra i due paesi come quello sulla Ferrovia orientale Cinese, dei prestiti economici sovietici alla Cina e un accordo supplementare al trattato d'amicizia già citato[3].
La firma del "Trattato di amicizia, alleanza e mutua assistenza sino-sovietico" fornì, in una certa misura, un ambiente esterno favorevole alla neonata Repubblica Popolare Cinese, promuovendo una fase di "luna di miele" nelle relazioni tra Cina e URSS, che si svilupparono inizialmente in modo positivo e contribuirono alla costruzione di un’amicizia permanente e indistruttibile tra i due Paesi. Il 3 aprile 1979, il governo cinese annunciò ufficialmente che il trattato firmato nel 1950 sarebbe scaduto un anno dopo dichiarando di non prolungare la validità dell’accordo con l’Unione Sovietica venendo definitivamente abrogato nel 1980[4].
Preludio storico
Il Trattato di amicizia, alleanza e mutua assistenza sino-sovietico, firmato nel 1950, venne stipulato in contrapposizione al precedente "Trattato di amicizia e alleanza sino-sovietico" firmato il 14 agosto 1945 tra il precedente governo nazionalista cinese del Kuomintang e quello dell’Unione Sovietica, nonché agli accordi annessi riguardanti la Ferrovia orientale Cinese.
Il Trattato Sovietico-Cinese del 1945 fu conforme ai negoziati tra Unione Sovietica, Stati Uniti e Regno Unito che raggiunse un accordo con la Conferenza di Jalta. La Conferenza di Jalta, avvenuta nel febbraio 1945 (pochi mesi prima del termine della Seconda Guerra Mondiale), è ritenuta da molti storici un preludio alla Guerra Fredda, poiché gli interessi imperialistici angloamericani conflittavano spesso con le posizioni sovietiche mirate all'amicizia tra i popoli[5]. A Jalta fu riconosciuto all'Unione Sovietica dei diritti sull'utilizzo dei porti di Lǚshùnkǒu e Dalian, più caldi rispetto a quello di Vladivostok che in inverno rischia di essere ghiacciato e di conseguenza inutilizzabile.
L'accordo sino-sovietico del 1945 fu visto come ineguale da parte dei Cinesi, poiché la Cina si trovava in una situazione di totale svantaggio al momento della firma, inoltre la Cina temeva una possibile separazione del paese in due stati su iniziativa statunitense, attribuita erroneamenta anche all'Unione Sovietica, inoltre non vedevano di buon occhio il riconoscimento sovietico dell'indipendenza della Repubblica Popolare Mongola, il cui territorio era rivendicato dalla Cina allora governata dal Kuomintang di Chiang Kai-Shek[6]. La Cina rifiutò inizialmente di firmare il trattato, cambiando idea solo a seguito dell'incursione dell'Armata Rossa nel Manchukuo ed in Corea dovuta alla dichiarazione di guerra al Giappone da parte dell'Unione Sovietica che aveva appena trionfato nella Grande Guerra Patriottica. La Cina era preoccupata anche dal supporto sovietico ai partigiani coreani e cinesi, questi ultimi affiliati al Partito Comunista Cinese, principale nemico del Kuomintang con cui ha ripreso le ostilità in seguito alla resa del Giappone[7].
Nonostante la sua alleanza con i sovietici, anche il Partito Comunista Cinese criticava e condannava le posizioni prese dai sovietici e dagli angloamericani nel contesto della Conferenza di Jalta, di conseguenza i comunisti cinesi condividevano le crititiche e le accuse del Kuomintang al trattato sovietico-cinese del 1945. Le ostilità della Guerra Civile Cinese tra il Kuomintang nazionalista ed il Gongchangdang[8] comunista ripresero nel 1946. Con Mao Zedong in rappresentanza della prima generazione di leadership forte e matura del Partito Comunista Cinese, assieme al sostegno sincero delle masse popolari, in particolare dei cittadini delle zone liberate e dei contadini nelle aree controllate dal Kuomintang, i comunisti vinsero la guerra civile, proclamando la nascita della Repubblica popolare Cinese il primo ottobre 1949.
La vittoria della rivoluzione cinese cambiò radicalmente la configurazione geopolitica dell’Asia e dell’Estremo Oriente, costringendo l’Unione Sovietica a riconsiderare la propria politica estera verso la Cina. In un contesto segnato dalla Guerra Fredda, I sovietici ed i suoi alleati avevano bisogno dell'adesione della nuova Cina al blocco socialista per rafforzare il fronte antiamericano in Asia[9]. Dal canto suo, il Partito Comunista Cinese, sia nella presa del potere che nella sua consolidazione, necessitava del sostegno sovietico per contrastare l’intervento americano nella guerra civile ed impedire quindi un rovesciamento della nuova Repubblica Popolare. La Cina comunista, appena conquistato il potere nazionale, ambiva naturalmente a mantenere stretti legami di alleanza con l’Unione Sovietica, sia per motivi ideologici che per lo sviluppo economico del futuro Stato. Sebbene avesse ottenuto la vittoria militare nella guerra civile, il nuovo governo si trovava di fronte a una situazione economica disastrosa, con enormi sfide nella ricostruzione e nell’amministrazione del Paese. La leadership cinese era profondamente preoccupata, ed il sostegno sovietico appariva come l’unica speranza concreta, soprattutto considerando che la Cina era in uno stato di conflitto con i Paesi occidentali[10].
Tuttavia, le modalità concrete per trasformare questo bisogno in un trattato formale erano oggetto di divergenze tra Cina e URSS: Stalin temeva scontri diretti con gli Stati Uniti in caso di danneggiamento dell'ordine stabilito a Jalta e procedette con cautela negli accordi di alleanza con la Cina. Mao, invece, intendeva affermare l’immagine di una Cina nuova, indipendente e sovrana, e sperava che la forma della nuova alleanza sino-sovietica potesse servire da modello per l’abolizione di tutti i trattati ineguali ereditati dal passato. Secondo Mao, partire dalla revisione del trattato con l’URSS avrebbe permesso alla nuova Cina di acquisire maggiore prestigio internazionale e di affrontare con più forza i trattati firmati con le potenze imperialiste in passato. Dopo la fondazione della Repubblica Popolare Cinese, la questione del trattato con l’URSS divenne una priorità assoluta per la politica estera e le decisioni diplomatiche cinesi. Fu così che Mao diede massima importanza alla questione e decise di avviare negoziati diretti con Stalin per la stipula di un nuovo trattato sino-sovietico[10].
Note
- ↑ https://www.todayonhistory.com/2/14/ZhongSuYouHaoTongMengHuZhuTiaoYue-ZaiMoSiKeQianDing.html (in cinese) [ARCHIVIATO]
- ↑ La prima visita di Mao Zedong in Unione Sovietica e la politica diplomatica della Nuova Cina - Danghi (cpnews.cn) (in cinese)
- ↑ 1950年2月14日 中苏两国签订友好同盟互助条约.中国网 (in cinese) [ARCHIVIATO]
- ↑ 1950年,周恩来首次出访苏联,双方签订《中苏友好同盟互助条约》 (in cinese)
- ↑ Amedeo Curatoli: In ricordo di Salvatore Marseglia - Marxismo-Leninismo Forumfree
- ↑ La Mongolia è tutt'ora rivendicata dall'entità cinese che governa sull'Isola di Taiwan.
- ↑ Il grande capolavoro di Mao: la rivoluzione cinese e l'edificazione del socialismo in Cina - Marxismo-Leninismo Forumfree
- ↑ Partito Comunista Cinese
- ↑ AA.VV (2024): Storia della Guerra di Corea, Reggio Emilia, Anteo Edizioni. nei primi capitoli del libro si parla delle mire espansionistiche americane in Asia.
- ↑ 10,0 10,1 Trattato sino-sovietico del 1950 - Baike Baidu (in cinese)