Arturo Bendini: differenze tra le versioni
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Versione attuale delle 00:39, 19 dic 2025
| Arturo Bendini | |
|---|---|
| Nome Intero | Arturo Bendini |
| Data di nascita | 17 Aprile 1891 |
| Luogo di nascita | |
| Data di morte | 13 Luglio 1944 |
| Luogo di morte | |
| Attività politica | |
| Cariche politiche |
|
| Partito politico | Partito Comunista d'Italia |
Arturo Bendini (Brescia, 17 aprile 1891 - Carmaux (Francia), 13 luglio 1944[1]) è stato un sindacalista, politico comunista[2] e partigiano italiano[3].
Durante la sua carriera politica è stato sindaco di Collegno, un Comune situato vicino a Torino e successivamente Deputato del Regno d'Italia con il PCI nel 1924.
Biografia
Arturo Bendini nasce a Brescia il 17 aprile del 1891. Alla fine del secolo, Bendini si trasferisce in Piemonte con la famiglia, ed inizia giovanissimo a fare attività sindacale. Ha partecipato nella Prima Guerra Mondiale come sottufficiale per poi partecipare attivamente alle proteste scaturite dal Biennio Rosso (1919-1920) unendosi nel 1919 alle Guardie Rosse ed aderendo al grandi scioperi di Torino e all'occupazione delle fabbriche nel settembre 1920[1]. Durante il Biennio Nero (1921-1922), Bendini si è unito agli Arditi del Popolo e contribuì all'opposizione armata allo squadrismo fascista[4].
L'11 novembre 1920, Bendini venne eletto Sindaco di Collegno, cittadina alle porte di Torino particolarmente legata alla figura di Bendini. Si è iscritto al Partito Comunista d'Italia sin dalla sua fondazione avvenuta il 21 gennaio 1921. Si ipotizza che il sindacalista fosse iscritto anche al Partito Socialista Italiano e che abbia partecipato personalmente al congresso di Livorno che ha sancito la scissione e la fondazione del PCI[5].
E' stato arrestato ed ha scontato un anno di carcere presumibilmente a causa delle sue attività come Ardito del popolo. Una volta scontata la pena, si è trasferito in Francia per sfuggire a minacce e ritorsioni fasciste, ma è successivamente rientato in patria per candidarsi per le elezioni del 1924. Nonostante la schiacciante vittoria elettorale dei fascisti grazie anche a dei brogli elettorali, Bendini fu tra i diciannove candidati del Partito Comunista d'Italia a venir eletto come Deputato del Regno assieme ad Antonio Gramsci, Umberto Terracini, Cesare Castellini, Ruggero Grieco ed Egidio Gennari.
Il 31 ottobre 1926 l'anarchico quindicenne Anteo Zamboni ha fallito un attentato al Duce a Bologna ed in risposta a ciò il regime fascista decise di violare l'immunità parlamentare di cui godeva anche Bendini arrestando tutti i deputati non comunisti. Bendini riuscì, assieme a Grieco e Gennari, a sfuggire agli arresti illegali perpretati dalle autorità italiane ma fu comunque imputato, anche se latitante, ai processi farsa del 28 maggio 1928 ai danni dei dirigenti comunisti.
Bendini, per fuggire alle repressioni fasciste, fuggì nuovamente in Francia, dove si rivelò attivo nelle attività dell'emigrazione francese. Nel 1941 fu arrestato dalla polizia del governo collaborazionista di Vichy che lo imprigionarono a Gaillac ma fu liberato nel 1944 dai partigiani comunisti francesi organizzatisi nei Francs-tireurs et partisans. Bendini si unì dunque alla lotta partigiana con il gruppo che lo ha liberato, cadendo in battaglia il 13 luglio 1944 presso Carmaux, durante uno scontro armato contro le truppe tedesche.
Nel 1950 furono riportate in Italia le spoglie di Bendini che fu seppellito al cimitero di Collegno. La comunità collegnese gli ha intitolato una via, una piscina[6] ed un'impianto sportivo[7].
Bibliografia
- Paolo Spriano (1990): Storia del Partito comunista italiano, Einaudi, Torino
- Antonio Sonnessa (2003): Working Class Defence Organization, Anti-Fascist Resistance and the Arditi del Popolo in Turin, 1919-22, «European History Quarterly», 33, pp.183–218
Note
- ↑ 1,0 1,1 Arturo Bendini (Rossi) - Chi era costui?
- ↑ Arturo Bendini - Portale storico Camera dei Deputati
- ↑ Arturo Bendini - Associazione Nazionale Partigiani d'Italia
- ↑ Spriano, 1990, I, 9. p. 144.
- ↑ Informazione non verificabile, ma ipotizzabile e pertanto inserita nella pagina.
- ↑ https://www.rarinantestorino.com/images/piscine/PDF/Collegno/Opuscolo_Collegno_24-25_V05.pdf [PDF]
- ↑ L'impianto sportivo - Pro Collegno Collegnese