Arturo Bendini: differenze tra le versioni

Da Konspedia.
Vai alla navigazioneVai alla ricerca
Nessun oggetto della modifica
Nessun oggetto della modifica
 
(4 versioni intermedie di uno stesso utente non sono mostrate)
Riga 10: Riga 10:
|-
|-
! style="background-color:#DDFFDD;" |Luogo di nascita
! style="background-color:#DDFFDD;" |Luogo di nascita
|[[File:Bandiera_del_Regno_d'Italia.png|bordo|20x20px]] [[Brescia]], [[Repubblica Italiana|Regno d'Italia]]
|[[File:Bandiera_del_Regno_d'Italia.png|bordo|20px]] [[Brescia]], [[Repubblica Italiana|Regno d'Italia]]
|-
|-
! style="background-color:#DDFFDD;" |Data di morte
! style="background-color:#DDFFDD;" |Data di morte
Riga 16: Riga 16:
|-
|-
! style="background-color:#DDFFDD;" |Luogo di morte
! style="background-color:#DDFFDD;" |Luogo di morte
|{{FRA}}
|[[File:Bandiera Francese.png|bordo|20px]] [[Carmaux]], [[Francia]]
|-
|-
! colspan="2" style="background-color:#DDFFDD;" |Attività politica
! colspan="2" style="background-color:#DDFFDD;" |Attività politica
Riga 23: Riga 23:
|
|
* Deputato del Regno d'Italia <small>(06/04/1924 - 11/1926)</small>
* Deputato del Regno d'Italia <small>(06/04/1924 - 11/1926)</small>
* Sindaco di [[Collegno]] ([[Provincia di Torino|Prov. di Torino]])
* Sindaco di [[Collegno]] ([[Provincia di Torino|Prov. di Torino]]) <small>(11/11/1920)</small>
|-
|-
! style="background-color:#DDFFDD;" |Partito politico
! style="background-color:#DDFFDD;" |Partito politico
|[[Partito Comunista Italiano|Partito Comunista d'Italia]]
|[[Partito Comunista Italiano|Partito Comunista d'Italia]]
|}
|}
</div>'''Arturo Bendini''' ([[Brescia]], 17 aprile 1891 - [[Francia]], 13 luglio 1944) è stato un politico [[Partito Comunista Italiano|comunista]]<ref>[https://storia.camera.it/deputato/arturo-bendini-18810417/interventi#nav Arturo Bendini - Portale storico Camera dei Deputati]</ref> e [[Partigiani|partigiano]] [[Repubblica Italiana|italiano]]<ref>[https://www.anpi.it/biografia/arturo-bendini Arturo Bendini - Associazione Nazionale Partigiani d'Italia]</ref>.
 
</div>'''Arturo Bendini''' ([[Brescia]], 17 aprile 1891 - [[Carmaux]] ([[Francia]]), 13 luglio 1944<ref name=":0">[https://www.chieracostui.com/costui/docs/search/schedaoltre.asp?ID=24226 Arturo Bendini (Rossi) - Chi era costui?]</ref>) è stato un sindacalista, politico [[Partito Comunista Italiano|comunista]]<ref>[https://storia.camera.it/deputato/arturo-bendini-18810417/interventi#nav Arturo Bendini - Portale storico Camera dei Deputati]</ref> e [[Partigiani|partigiano]] [[Repubblica Italiana|italiano]]<ref>[https://www.anpi.it/biografia/arturo-bendini Arturo Bendini - Associazione Nazionale Partigiani d'Italia]</ref>.


Durante la sua carriera politica è stato sindaco di [[Collegno]], un Comune situato vicino a [[Torino]] e successivamente [[Camera dei Deputati|Deputato del Regno d'Italia]] con il PCI nel 1924.
Durante la sua carriera politica è stato sindaco di [[Collegno]], un Comune situato vicino a [[Torino]] e successivamente [[Camera dei Deputati|Deputato del Regno d'Italia]] con il PCI nel 1924.


== Biografia ==
== Biografia ==
Arturo Bendini nasce a [[Brescia]] il 17 aprile del 1891. Alla fine del secolo, Bendini si trasferisce in [[Piemonte]] con la famiglia, ed inizia giovanissimo a fare attività sindacale. Ha partecipato nella [[Prima Guerra Mondiale]] come sottufficiale  per poi partecipare attivamente alle proteste scaturite dal [[Biennio Rosso]] (1919-1920) unendosi nel 1919 alle [[Guardie Rosse]] ed aderendo al grandi [[Sciopero|scioperi]] di [[Torino]] e all'occupazione delle fabbriche nel settembre 1920<ref name=":0" />. Durante il [[Biennio Nero]] (1921-1922), Bendini si è unito agli [[Arditi del Popolo]] e contribuì all'opposizione armata allo squadrismo fascista<ref>Spriano, 1990, I, 9. p. 144.</ref>.
L'11 novembre 1920, Bendini venne eletto Sindaco di [[Collegno]], cittadina alle porte di Torino particolarmente legata alla figura di Bendini. Si è iscritto al [[Partito Comunista d'Italia]] sin dalla sua fondazione avvenuta il 21 gennaio 1921. Si ipotizza che il sindacalista fosse iscritto anche al [[Partito Socialista Italiano]] e che abbia partecipato personalmente al congresso di [[Livorno]] che ha sancito la scissione e la fondazione del PCI<ref>Informazione non verificabile, ma ipotizzabile e pertanto inserita nella pagina.</ref>.
E' stato arrestato ed ha scontato un anno di carcere presumibilmente a causa delle sue attività come Ardito del popolo. Una volta scontata la pena, si è trasferito in [[Francia]] per sfuggire a minacce e ritorsioni fasciste, ma è successivamente rientato in patria per candidarsi per le elezioni del 1924. Nonostante la schiacciante vittoria elettorale dei fascisti grazie anche a dei [[brogli elettorali]], Bendini fu tra i diciannove candidati del Partito Comunista d'Italia a venir eletto come Deputato del Regno assieme ad [[Antonio Gramsci]], [[Umberto Terracini]], [[Cesare Castellini]], [[Ruggero Grieco]] ed [[Egidio Gennari]].
Il 31 ottobre 1926 l'[[anarchico]] quindicenne [[Anteo Zamboni]] ha fallito un attentato al [[Duce]] a [[Bologna]] ed in risposta a ciò il regime fascista decise di violare l'immunità parlamentare di cui godeva anche Bendini arrestando tutti i deputati non comunisti. Bendini riuscì, assieme a Grieco e Gennari, a sfuggire agli arresti illegali perpretati dalle autorità italiane ma fu comunque imputato, anche se latitante, ai processi farsa del 28 maggio 1928 ai danni dei dirigenti comunisti.
Bendini, per fuggire alle repressioni fasciste, fuggì nuovamente in Francia, dove si rivelò attivo nelle attività dell'emigrazione francese. Nel 1941 fu arrestato dalla polizia del governo collaborazionista di [[Francia di Vichy|Vichy]] che lo imprigionarono a [[Gaillac]] ma fu liberato nel 1944 dai [[partigiani]] [[Comunismo|comunisti]] francesi organizzatisi nei ''[[Francs-tireurs et partisans]]''. Bendini si unì dunque alla lotta partigiana con il gruppo che lo ha liberato, cadendo in battaglia il 13 luglio 1944 presso [[Carmaux]],  durante uno scontro armato contro le truppe [[Germania|tedesche]].
Nel 1950 furono riportate in Italia le spoglie di Bendini che fu seppellito al cimitero di Collegno. La comunità collegnese gli ha intitolato una via, una [[piscina]]<ref>https://www.rarinantestorino.com/images/piscine/PDF/Collegno/Opuscolo_Collegno_24-25_V05.pdf [PDF]</ref> ed un'impianto sportivo<ref>[http://www.procollegno.it/chi-siamo/limpiantosportivo/ L'impianto sportivo - Pro Collegno Collegnese]</ref>.
== Bibliografia ==
* Paolo Spriano (1990): ''Storia del Partito comunista italiano'', Einaudi, Torino
* Antonio Sonnessa (2003): ''Working Class Defence Organization, Anti-Fascist Resistance and the Arditi del Popolo in Turin, 1919-22'', «European History Quarterly», 33, pp.183–218


== Note ==
== Note ==
<references />
<references />


[[Categoria:Italia]] [[Categoria:Rivoluzionari marxisti]] [[Categoria:Partigiani]]
[[Categoria:Italia]] [[Categoria:Rivoluzionari marxisti]] [[Categoria:Partigiani]] [[Categoria:Politici]] [[Categoria:Dissidenti Antifascisti]]

Versione attuale delle 00:39, 19 dic 2025

Arturo Bendini
Nome Intero Arturo Bendini
Data di nascita 17 Aprile 1891
Luogo di nascita Brescia, Regno d'Italia
Data di morte 13 Luglio 1944
Luogo di morte Carmaux, Francia
Attività politica
Cariche politiche
Partito politico Partito Comunista d'Italia

Arturo Bendini (Brescia, 17 aprile 1891 - Carmaux (Francia), 13 luglio 1944[1]) è stato un sindacalista, politico comunista[2] e partigiano italiano[3].

Durante la sua carriera politica è stato sindaco di Collegno, un Comune situato vicino a Torino e successivamente Deputato del Regno d'Italia con il PCI nel 1924.

Biografia

Arturo Bendini nasce a Brescia il 17 aprile del 1891. Alla fine del secolo, Bendini si trasferisce in Piemonte con la famiglia, ed inizia giovanissimo a fare attività sindacale. Ha partecipato nella Prima Guerra Mondiale come sottufficiale per poi partecipare attivamente alle proteste scaturite dal Biennio Rosso (1919-1920) unendosi nel 1919 alle Guardie Rosse ed aderendo al grandi scioperi di Torino e all'occupazione delle fabbriche nel settembre 1920[1]. Durante il Biennio Nero (1921-1922), Bendini si è unito agli Arditi del Popolo e contribuì all'opposizione armata allo squadrismo fascista[4].

L'11 novembre 1920, Bendini venne eletto Sindaco di Collegno, cittadina alle porte di Torino particolarmente legata alla figura di Bendini. Si è iscritto al Partito Comunista d'Italia sin dalla sua fondazione avvenuta il 21 gennaio 1921. Si ipotizza che il sindacalista fosse iscritto anche al Partito Socialista Italiano e che abbia partecipato personalmente al congresso di Livorno che ha sancito la scissione e la fondazione del PCI[5].

E' stato arrestato ed ha scontato un anno di carcere presumibilmente a causa delle sue attività come Ardito del popolo. Una volta scontata la pena, si è trasferito in Francia per sfuggire a minacce e ritorsioni fasciste, ma è successivamente rientato in patria per candidarsi per le elezioni del 1924. Nonostante la schiacciante vittoria elettorale dei fascisti grazie anche a dei brogli elettorali, Bendini fu tra i diciannove candidati del Partito Comunista d'Italia a venir eletto come Deputato del Regno assieme ad Antonio Gramsci, Umberto Terracini, Cesare Castellini, Ruggero Grieco ed Egidio Gennari.

Il 31 ottobre 1926 l'anarchico quindicenne Anteo Zamboni ha fallito un attentato al Duce a Bologna ed in risposta a ciò il regime fascista decise di violare l'immunità parlamentare di cui godeva anche Bendini arrestando tutti i deputati non comunisti. Bendini riuscì, assieme a Grieco e Gennari, a sfuggire agli arresti illegali perpretati dalle autorità italiane ma fu comunque imputato, anche se latitante, ai processi farsa del 28 maggio 1928 ai danni dei dirigenti comunisti.

Bendini, per fuggire alle repressioni fasciste, fuggì nuovamente in Francia, dove si rivelò attivo nelle attività dell'emigrazione francese. Nel 1941 fu arrestato dalla polizia del governo collaborazionista di Vichy che lo imprigionarono a Gaillac ma fu liberato nel 1944 dai partigiani comunisti francesi organizzatisi nei Francs-tireurs et partisans. Bendini si unì dunque alla lotta partigiana con il gruppo che lo ha liberato, cadendo in battaglia il 13 luglio 1944 presso Carmaux, durante uno scontro armato contro le truppe tedesche.

Nel 1950 furono riportate in Italia le spoglie di Bendini che fu seppellito al cimitero di Collegno. La comunità collegnese gli ha intitolato una via, una piscina[6] ed un'impianto sportivo[7].

Bibliografia

  • Paolo Spriano (1990): Storia del Partito comunista italiano, Einaudi, Torino
  • Antonio Sonnessa (2003): Working Class Defence Organization, Anti-Fascist Resistance and the Arditi del Popolo in Turin, 1919-22, «European History Quarterly», 33, pp.183–218

Note