Nauru
| Nome Ufficiale | |
| Nome Intero | Repubblica di Nauru |
| Fondazione | 31 gennaio 1968 |
| Causa | Indipendenza dall'Australia |
| Continente | Oceania |
| Presidente | David Adeang |
| Forma di governo | Repubblica parlamentare mista |
| Superficie | 19,3 km² |
| Popolazione | 12.623 ab. (2023) |
| Capitale | Yaren (de facto) |
| Lingua ufficiale | nauruano, inglese |
| Valuta | dollaro australiano |
| TLD | .nr |
| Produzione | fosfato (in passato) |
| Preceduto da |
La Repubblica di Nauru, nota anche come Nauru o in lingua locale Naoero, è uno stato sovrano insulare dell'Oceania. La Repubblica di Nauru esercita la sua sovranità su una piccola isola omonima di 19,3km² e con una popolazione di dodici mila abitanti, rendendo lo stato insulare il terzo stato sovrano più piccolo al mondo sia per superficie che per popolazione dopo la Città del Vaticano ed il Principato di Monaco, e dal momento che questi due microstati europei sono delle monarchie, Nauru rappresenta lo stato più piccolo al mondo ad adottare una forma di governo repubblicana.
Ha ottenuto la sua indipendenza nel 1968 dall'Australia ed è membro delle Nazioni Unite dal 1999. Nonostante la sue dimensioni e la sua recente fondazione, Nauru ha attraversato enormi cambiamenti economici, ambientali e sociali nel corso della sua storia: Ha un ruolo significativo a livello internazionale grazie alle sue risorse di fosfato, alle sfide che affronta in termini di sostenibilità e governance ed ad una politica estera che ha sfidato l'egemonia statunitense, dovuto al riconoscimento nel 2008 dell'Abcasia, nel 2009 dell'Ossezia del Sud e nel 2024 della Repubblica Popolare Cinese interrompendo il riconoscimento di Taiwan.
Geografia

Nauru si trova nella regione della Micronesia, a circa 42 chilometri a sud dell'Equatore. È un'isola di 19,3km² circondata da una barriera corallina che rende difficile l'accesso alle navi di grandi dimensioni, mentre l'interno dell'isola è prevalentemente pianeggiante, ma presenta un altopiano centrale di piccola entità noto come "Topside". Questo altopiano è stato pesantemente sfruttato in passato per l'estrazione del fosfato, lasciando vaste aree inaridite e inadatte all'agricoltura, causando anche un mutamento del clima tropicale: La biodiversità terrestre di Nauru è limitata, ma l'isola ospita diverse specie marine grazie alla barriera corallina circostante. Le risorse idriche naturali sono scarse, e la maggior parte dell'acqua potabile proviene da impianti di desalinizzazione. I cambiamenti climatici, inclusi l'innalzamento del livello del mare e le variazioni delle precipitazioni, rappresentano una grave minaccia per l'isola.
L'isola dispone di una suddivisione amministrativa di primo livello che divide il paese in 14 distretti, che a confronto con i comuni della Repubblica Italiana sono molto più piccoli e controllano a stento un villaggio. I quattordici distretti di Nauru sono, in ordine alfabetico: Aiwo, Anabar, Anetan, Anibare, Baiti, Boe, Buada, Denigomodu, Ewa, Ijuw, Meneng, Nibok, Uaboe e Yaren. Il distretto nauruano più grande per superficie è quello di Anibare con 3,1 km² che però è anche il distretto meno densamente abitato dopo quello di Ijuw. Il distretto più popolato è invece quello di Denigomodu, con 2800 abitanti circa[1].
Nauru non ha una capitale ufficiale a causa della ridotta densità e superficie del paese. Tuttavia su molte fonti come quotidiani e addirittura dizionari viene riportata la località di Yaren[2][3], di appena 700 abitanti, come capitale de facto del paese in quanto ospita gli uffici governativi ed amministrativi del paese come il parlamento, inoltre a Yaren è presente l'emittente radiofonica nazionale e l'aeroporto internazionale. Alcune fonti riportano invece il distretto di Aiwo come capitale nauruana, di circa 1200 abitanti, dove è situato il porto principale del paese e l'ambasciata dell'Australia. Ad Aiwo, è presente anche un quartiere cinese, dove era situata l'ambasciata taiwanese, chiusa nel 2024 a seguito della rottura dei rapporti diplomatici in favore del riconoscimento nauruano alla Repubblica Popolare Cinese[4].
Popolazione e Cultura
Con una popolazione di circa 12.623 abitanti secondo il censimento del 2023[5], Nauru è una delle nazioni meno popolate al mondo. La maggior parte degli abitanti è autoctona ma oltre il 42% della popolazione è costituito da cittadini stranieri, provenienti principalmente da Cina (8%), Europa (8%), Filippine ed altre isole del Pacifico (26%) per l'attività dell'estrazione del fosfato. Le lingue ufficiali sono il nauruano e l'inglese, quest'ultimo utilizzato principalmente per scopi governativi e commerciali.
La lingua nauruana è classificata come micronesiana, tuttavia il popolo nauruano presenta tratti caratteristici a metà tra quelli polinesiani e quelli melanesiani.
La cultura tradizionale di Nauru si basa sulla pesca e sulla vita comunitaria. Tuttavia, l'influenza occidentale ha portato significativi cambiamenti negli ultimi decenni. Uno degli aspetti distintivi della cultura nauruana è la danza tradizionale, spesso eseguita durante le cerimonie e le festività. Nella gastronomia locale il ruolo principale è ottenuto dalle noci di cocco e dai frutti di mare[6].
La religione più praticata sull'isola è il cristianesimo: circa due terzi dei praticanti sono protestanti mentre un terzo professa il cattolicesimo[7]. Il cristianesimo ha rimpiazzato la religione indigena locale. Solo il 7,8% della popolazione professa altre religioni, principalmente da parte della comunità cinese. Nauru ospita anche dei campi profughi i cui rifugiati sono in larga maggioranza di fede musulmana[2].
Storia


Prima dell'arrivo degli europei nel XIX secolo, Nauru era abitata da popolazioni indigene (prevalentemente polinesiani e melanesiani) e vivevano in un sistema sociale basato sui clan, organizzati in dodici tribù con a capo un sovrano. Gli abitanti praticavano l'agricoltura di sussistenza e la pesca, sfruttando le risorse naturali dell'isola.
Le dodici tribù originarie sono rappresentate dalla stella a dodici punte presentata sulla bandiera nazionale di Nauru.
La scoperta dell'isola di Nauru da parte delle potenze europee avvenne nel 1798, quando fu avvistata per la prima volta dalla nave britannica Hunter. Il XIX secolo fu caratterizzato da diversi contatti tra locali e navi europee, e quest'ultime hanno introdotto le armi da fuoco sull'Isola, con le quali è stata combattuta tra il 1878 ed il 1888 una guerra civile tra i lealisti del sovrano di Nauru ed i gruppi ribelli.
L'allora monarca di Nauru, il Re Aweida, ottenne il supporto militare da parte dell'Impero Tedesco in cambio dell'annessione dell'isola alla Nuova Guinea Tedesca, segnando così l'inizio della colonizzazione tedesca dell'isola di Nauru. Durante il periodo coloniale tedesco, gli abitanti furono introdotti all'alcol e ad altre influenze occidentali, con conseguenze sociali significative.
Il prospettore neozelandese Albert Fuller Ellis si è recato sull'isola durante la dominazione tedesca ed ha scoperto i giacimenti di fosfati nel 1900.
Nel 1914, durante la Prima Guerra Mondiale, l'isola fu occupata dall'Australia, per poi passare all'amministrazione congiunta di Australia, Nuova Zelanda e Regno Unito nel 1920 come mandato fiduciario della Società delle Nazioni. Il periodo dell'amministrazione fiduciaria fu caratterizzato dall'inizio dell'estrazione dei fosfati da parte della British Phosphate Commissioners, che ottennero i permessi per sfruttare i giacimenti e le miniere locali. Grazie a queste attività economiche, nell'economia di Nauru iniziò a confluire i primi flussi di denaro[8].
Durante la Seconda Guerra Mondiale, la marina del Terzo Reich attaccò l'isola nel 1940, recando danni a diverse infrastrutture sull'isola come le miniere ed affondando cinque navi mercantili[9][10]. Nel 1942 l'isola fu poi occupata dal Giappone che commise diversi crimini contro l'umanità ai danni della popolazione locale, che fu in parte deportata come schiavi a Chuuk, oggi in Micronesia.
Al termine della Seconda Guerra Mondiale, l'isola fu nuovamente affidata all'Australia come amministrazione fiduciaria da parte dell'Organizzazione delle Nazioni Unite fino alla sua indipendenza ottenuta il 31 gennaio 1968, sotto la presidenza di Hammer DeRoburt. Nel 1970 Nauru concede i diritti sulle miniere di fosfati al Regno Unito in cambio di un prezzo che ha permesso alla popolazione nauruana uno dei più elevati standard di vita del Pacifico con conseguenze economiche sanitarie ed ambientali marcate.
Tra i problemi sociali della popolazione nauruana c'è l'obesità ed il fumo[11], mentre le riserve di fosfati si sono esaurite negli anni '90 a causa dello sfruttamento intenso delle miniere di fosfati, causando un grave impatto ambientale[12] ed economico sull'isola. Nauru si è reinventata economicamente come paradiso fiscale negli anni '90, finendo al centro delle indagini internazionali per riciclaggio di denaro[13]. Tutt'oggi Nauru è considerato un paradiso fiscale incluso anche nella black list italiana[14]
Negli anni 2000 Nauru ha aperto un'altra fonte di incassi economici tramite degli accordi controversi con l'Australia sul trattamento dei rifugiati politici provenienti da Iraq, Pakistan, Somalia, Bangladesh, Afghanistan, ecc...: Nel 2000, Nauru ha permesso all'Australia la costruzione di un campo profughi denominato Nauru Regional Processing Centre, a causa dell'indisposizione delll'Australia nella loro accoglienza. Questo trattamento dei migranti ha consegnato alla repubblica più piccola del mondo un'altra nomina negativa, ossia l'inferno per profughi[15].
Nonostante le problematiche citate, Nauru sta dimostrando dal 2008 una prova geopolitica di coraggio per il riconoscimento internazionale dell'Abcasia e dell'Ossezia del Sud, ai danni dell'interruzione di finanziamenti angloamericani all'isola che sono a tutti gli effetti dei ricatti geopolitici ai danni di Nauru[16].
Politica
Nauru è una repubblica parlamentare con un presidente eletto dal parlamento. A causa delle sue dimensioni ridotte, la politica è fortemente influenzata da dinamiche personali e locali. Sul piano internazionale, Nauru è nota per il suo sostegno diplomatico all'Abcasia ed all'Ossezia del Sud e per aver cambiato opinione almeno quattro volte sulla decisione per il riconoscimento tra Taiwan e Repubblica Popolare Cinese, oltre alle controversie legate ai centri di detenzione per rifugiati gestiti per conto dell'Australia.
Bibliografia
- AA. VV, Sud Pacifico, Torino, Guide EDT/Lonely Planet, 2010. ISBN 9788860405814
- S.D. Waters (1956): The Official History of New Zealand in the Second World War 1939–1945 - The Royal New Zealand Navy, Wellington, Historical Publications Branch (in inglese)
- Nauru - Enciclopedia Treccani
- James P. Duffy (2001): Hitler's secret pirate fleet, Lincoln and London, University of Nebraska Press, ISBN 0-8032-6652-9 (in inglese)
Note
- ↑ Dati relativi al censimento del 2011
- ↑ 2,0 2,1 Nauru - Human Truth (in inglese)
- ↑ Nauru - Viaggiare Sicuri
- ↑ Nauru chiude le relazioni con Taiwan a favore della Cina - ANSA
- ↑ Sito ufficiale del Nauru Bureau of Statistics (ministero della finanza) (in inglese)
- ↑ https://ethnicfoodsrus.com/around-the-world-recipes/smallest-countries-worldwide-cuisines/nauruan-cuisine/
- ↑ 2022 Report on International Religious Freedom: Nauru - US Department of State (in inglese)
- ↑ Nauru:Storia - Lonely Planet Italia [ARCHIVIATO]
- ↑ Waters, 1956, pp. 140-145
- ↑ Duffy 2001, pag. 134
- ↑ Il Paese con più obesi e più fumatori al mondo, la storia di Nauru: da paradiso terrestre a isola inabitabile - Fanpage
- ↑ Nauru, la più piccola repubblica del mondo che rischia di scomparire - Elicriso
- ↑ Gli 11 paesi irriducibili al fisco/ Nauru - Il Sole 24 ore
- ↑ Black List 2025 aggiornata - Itaxa
- ↑ Gianluca Schinaia (2016): L'isola da sogno che l'uomo ha reso inferno per profughi - Avvenire
- ↑ Il coraggio di Nauru - YouTube (MARCO ESCAROTICO)