Danimarca

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Danimarca
Bandiera
Stemma
Dati generali
Nome Ufficiale Kongeriget Danmark
Proclamazione X Secolo
Ingresso nell'ONU 24 ottobre 1945
Ingresso nell'UE[1] 1 gennaio 1973
Capitale Copenaghen
Lingua ufficiale danese
Lingue parlate danese, tedesco, altre lingue scandinave
Inno ufficiale Der er et yndigt land
Dati politici
Forma di governo Monarchia parlamentare
Re Federico X
Capo del governo[1] Mette Frederiksen
Dati geografici
Continente Europa (Danimarca e Isole Faroe), America (Groenlandia)
Superficie 2 220 093 km² (43 094 km² nella sola Danimarca)
Popolazione 6 067 985 ab. (1 maggio 2023)
Densità 2,5 ab./km² (139,25 ab./km² nella sola Danimarca)
Confini Germania, Svezia, Canada[2]
Fuso orario
  • Danimarca: UTC +1 (UTC +2 in ora legale)
  • Isole Faroe: UTC 0
  • Groenlandia: vari da UTC 0 a -4
Dati economici
Valuta Corona danese (Danimarca e Groenlandia), Corona faroese (Isole Faroe)
PIL (nominale) 496 696 milioni di dollari (2024)[1]
PIL pro capite 69.273 $ (2024)
Altri dati
TLD .dk (anche .ue, .fo, .gl)
Prefisso telefonico +45 (Danimarca), +298 (Isole Faroe), +299 (Groenlandia)
festa nazionale 5 giugno

La Danimarca (in danese Danmark, ufficialmente Kongeriget Danmark, trad. Regno di Danimarca o Reame Danese) è uno stato sovrano situato nell'Europa settentrionale, appartenente alla regione scandinava pur non facendo parte dell'omonima penisola. Il paese è composto da tre nazioni costitutive: Danimarca, Isole Faroe e Groenlandia. Questa voce intende concentrarsi principalmente sulla prima nazione costitutiva, mentre le Isole Faroe e la Groenlandia verranno descritte nelle pagine ad esse dedicate.

La Danimarca esercita la sua sovranità sulla penisola dello Jutland e sulle 406 isole dell'Arcipelago danese, situate a nord e ad est dello Jutland. Il paese è quindi bagnato dal Mar Baltico e dal Mare del Nord. A tale territorio si aggiungono anche le precedentemente citate nazioni costitutive delle Isole Faroe, situate a nord delle Isole Shetland britanniche, e della Groenlandia, situata invece in continente americano. Le due nazioni costitutive, pur rimanendo dipendenti dalla Danimarca, mantengono una certa autonomia da essa.

La capitale della Danimarca è Copenaghen, situata sulle isole di Amager e Selandia, la maggiore delle isole danesi. Confina con la Germania a sud dello Jutland, con la Svezia tramite il ponte sullo stretto di Øresund e con il Canada sull'Isola di Hans, la cui porzione orientale è amministrata dalla nazione costitutiva della Groenlandia. Quest'ultimo confine è stato istituito nel 2022 a seguito di una risoluzione di una disputa sulla rivendicazione dell'isola tra Danimarca e Canada[3].

La Danimarca è divenuta una monarchia parlamentare nel 1901, dopo essere stata una monarchia costituzionale dal 1849 e, prima ancora, una monarchia assoluta dal 1660. La monarchia danese è la più antica al mondo tuttora esistente dopo quella giapponese. Gran parte della ricchezza della Danimarca odierni derivano dal passato coloniale e dalla schiavitù praticata nelle colonie del paese[4].

E' un paese membro delle Nazioni Unite dal 24 ottobre 1945, mentre l'adesione all'Unione Europea, che interessa la sola nazione costitutiva della Danimarca, è datata al primo gennaio 1973. Al 2001 risale l'adesione della Danimarca all'Area Schengen. E' anche un paese membro del Patto Atlantico.

Storia

Preistoria e prime popolazioni

Copie dei corni d'oro di Gallehus, esposte nel museo nazionale di Danimarca.

Il territorio corrispondente all'attuale Danimarca europea è stato popolato dall'uomo fin dal periodo dell'ultima glaciazione, verso la fine del pleistocene. Questo periodo (12.000 a.C. circa) coincide con l'arrivo dei primi cacciatori-raccoglitori nel territorio, mentre i primi villaggi e le prime forme di agricoltura risalgono al 4000 a.C. circa e le prime tombe megalitiche intorno al 2800 a.C.[5]. Nell’età del bronzo, più precisamente intorno al 1.700 ed al 500 a.C., nel territorio danese emergono artigianato raffinato e tessuti di lana[5].

Esistono tuttavia alcune fonti, mai confermate, che ipotizzano una presenza umana nel territorio danese in un periodo antecedente all'età della pietra, più precistamente si ipotizza che l'Homo Neanderthalensis si fosse stabilito in Danimarca più di centomila anni fa, ma tali ipotesi peccano di conferme sicure[6].

In epoca romana, il territorio danese era abitato da popolazioni germaniche come i Teutoni ed i Cimbri. Alcune fonti storiche affermano che i Cimbri fossero una tribù di origine celtica il cui centro amministrativo era l'attuale penisola dello Jutland, conosciuta ai Romani con il nome di Cimbra. L'attuale nome Jutland deriva invece da un altro popolo germanico, gli Juti, che vi si stanziarono successivamente. Fonti tardo-romane e bizantine citano i Dani, una antica tribù germanica originaria delle attuali isole danesi e della Svezia meridionale[7]. Si presume che, verso la fine dell’età del ferro (VIII secolo), potrebbe essere sorta una prima forma di autorità centrale danese, evolutasi dai Dani e dagli Juti. Lo suggeriscono l'esistenza di strutture di difesa militare come il Danevirke (attualmente situato in Germania nella regione dello Schleswig-Holstein) ed il canale di Kanhave a Samsø[8][9].

L'esistenza di una monarchia danese in questo periodo viene citata anche da fonti scritte che riportano, in maniera contraddittoria, le gesta dei sovrani danesi antecedenti a Gormo il Vecchio, ritenuto il primo re danese di cui si hanno prove certe della sua esistenza[10]. Tutti i monarchi citati da queste fonti, incluso lo stesso Gormo il Vecchio, vengono attualmente riconosciuti come sovrani leggendari oppure sovrani semi-leggendari a causa dell'impossibilità a reperire fonti o prove che certificano le loro gesta o la loro esistenza. E' tuttavia certo che il VIII secolo coincide con l'epoca vichinga, che, oltre ad esser stato un importante periodo storico per l'alto medioevo europeo, rappresenta la genesi della civiltà norrena e quindi delle popolazioni scandinave, compresi i danesi.

Epoca vichinga

Aroldo I, battezzato dal monaco Poppo.

L'età vichinga corrisponde al periodo tra il VIII secolo ed il XI secolo, ed è caratterizzato da un periodo in cui le popolazioni norrene, come quella danese, furono protagoniste di spedizioni, commerci ed insediamenti che si estendono dalla regione Baltica fino all'Oceano Atlantico. I danesi, assieme ai norvegesi ed agli svedesi, fondano colonie, commerciano e compiono incursioni e saccheggi in tutto il continente europeo, raggiungendo pure le coste mediterranee ed italiane.

Nell'IX secolo, gli esploratori vichinghi scoprono nuove terre come l'Islanda (nel tentativo di raggiungere le Isole Faroe) ed il Vinland (Terra del Vino, attuale isola di Terranuova in Canada) conquistano i territori dell'attuale Norvegia meridionale, dell'Inghilterra orientale, ed alcune regioni della Germania settentrionale.

Nell'epoca dei sovrani leggendari e semi-leggendari, la Danimarca era uno stato frammentario che comprendeva la sola penisola dello Jutland. Fu nel X secolo che il sovrano Aroldo I, detto Dente Blu, figlio di Gormo Il Vecchio, riunificò il paese sia da un punto di vista politico che religioso, avviando una conversione al cristianesimo del suo paese. Dente Blu avviò, assieme ai norvegesi, anche delle politiche espansionistiche nell'Inghilterra orientale, proseguite dal suo successore e nipote Canuto Il Grande, che riuscì a diventare il sovrano più potente d'Europa dopo l'imperatore del Sacro Romano Impero governando un'impero composto dai regni di Norvegia, Danimarca e Danelaw che condividevano lo stesso sovrano[11]. l'impero frutto dell'unione personale cessa ufficialmente di esistere nel 1042 con la morte di Canuto III di Danimarca.

Medioevo e Unione di Kalmar

Ritratto della regina Margherita I.

Durante il medioevo il Regno di Danimarca era una monarchia cristiana che comprendeva, oltre all'arcipelago danese ed allo Jutland, anche la regione dello Skåneland, nell'odierna Svezia. Sebbene la Danimarca fosse un paese cristianizzato, il paese manteneva ancora delle mire espansionistiche e decise di organizzare ed aderire direttamente alle Crociate del Nord per colonizzare e cristianizzare le popolazioni baltiche, slave e finniche ancora di fede pagana. Queste crociate furono organizzate anche contro popolazioni slave convertitesi al cristianesimo ortodosso.

Nel contesto delle Crociate del Nord, la Danimarca organizzò tre crociate in Finlandia tra il 1187 ed il 1202[12][13]. La Danimarca partecipò anche alla Crociata in Livonia, regione che corrisponde all'attuali Estonia, Lettonia e Lituania. Nel corso di questa crociata, in particolare in data 15 giugno 1219, si è svolta la battaglia di Lyndanisse (odierna Tallinn), che vide i danesi, su ordine di Papa Onorio III e guidati da Valdemaro II, vincere sulle popolazioni estoni locali[14][15], portando all'istituzione del Ducato danese di Estonia fino alla cessione del territorio all'Ordine Teutonico avvenuta nel 1346. La battaglia di Lyndanisse viene ricordata tutt'oggi anche per la leggenda della Dannebrog, la bandiera nazionale danese: Secondo la leggenda, una bandiera rossa con una croce bianca è caduta dal cielo nel corso della battaglia, dando ai combattenti una rinnovata speranza che ha permesso ai danesi l'esito vittorioso finale[15].

Durante il travagliato regno di Cristoforo II (1319-1332), la Danimarca attraversò una profonda crisi politica e sociale: gran parte del territorio finì sotto il controllo dei conti provinciali, mentre la Scania venne conquistata dalla Svezia. Questo periodo fu segnato da frequenti rivolte contadine e da aspri conflitti con la Chiesa. Alla morte di Cristoforo II, il paese rimase per otto anni privo di un sovrano (1332-1340) e fu governato direttamente dai conti. Solo in seguito all’assassinio di Gerardo III di Holstein-Rendsburg, nel 1340, il figlio di Cristoforo, Valdemaro IV, venne proclamato re. Egli avviò un lento ma efficace processo di riconquista dei territori perduti, facilitato anche dalla diffusione dell'epidemia di peste nera in Danimaca, che si concluse definitivamente nel 1360 entrando in conflitto con la Lega Anseatica, una alleanza di città e ducati tedeschi settentrionali che controllavano anche territori in Scandinavia e sui Baltici[16]. Nel corso del XIV secolo emerse anche la figura di Niels Ebbesen, spesso celebrato come eroe nazionale[17].

Nel 1363 il re Håkon VI di Norvegia (che occupa anche il ruolo di co-reggente della Svezia) sposa la figlia di Valdemaro, Margherita I di Danimarca, con l'obiettivo di unire la Danimarca con la Norvegia e la Svezia e di avviare una unione personale tra i tre regni a partire dal figlio Olaf II. La morte prematura di quest'ultimo, avvenuta nel 1388, conferì a Margherita un enorme potere politico, che lo esercitò come regina della Danimarca, della Norvegia e, più tardi, della Svezia. Nel 1397 fu ufficializzata l'unione dei tre regni scandinavi, su iniziativa della regina danese, che prende il nome di Unione di Kalmar[18].

L'obiettivo principale dell'Unione di Kalmar, condiviso da tutti e tre i regni, è quello di proporsi come principale potenza politico-economica della regione nordica, contrastando il crescente potere della Lega Anseatica. L'Unione di Kalmar ha governato tutta la Scandinavia sotto la dinastia danese per tutto il XV secolo, mantenendo l'indipendenza formale dei tre regni che la compongono. La Danimarca approfitta della sua posizione di rilievo nell'alleanza per poter così governare direttamente sulle Isole Faroe, l'Islanda e la Groenlandia, dominate precedentemente dalla Norvegia. I frequenti conflitti, voluti dalla dinastia danese, contro la Lega Anseatica causa una maggiore diffidenza da parte della Svezia nei confronti dell'alleanza, che si sfalderà ufficialmente nel 1523 a causa dell'indipendenza finale della Svezia.

Regno di Danimarca e Norvegia

Nonostante l'indipendenza della Svezia dall'Unione di Kalmar a causa di discrepanze tra la nobiltà svedese con i monarchi della Danimarca, la Norvegia mantiene la sua fedeltà a Copenaghen ed alla famiglia reale danese. Ciò porta alla formazione del Regno di Danimarca e Norvegia (noto anche come Danimarca-Norvegia) dalle ceneri dell'ormai dissolta Unione di Kalmar. Questa monarchia duale durerà fino al 1814, anno in cui la Danimarca è stata obbligata, in base al Congresso di Vienna, a cedere la Norvegia alla Svezia.

Nel XVI secolo la riforma protestante raggiunge anche la regione nordica con conflitti che interessano la regione: L'adozione del protestantesimo da parte della famiglia reale danese porta ad una violenta rivolta dei contadini cattolici supportata da una parte della nobiltà danese e guidata da Skipper Clement, che verrà in seguito catturato (1534) e giustiziato dai protestanti (1536). I rivoltosi furono sconfitti, rendendo la Danimarca un paese protestante. Sempre nel corso del XVI secolo, la Danimarca-Norvegia riesce ad arricchirsi grazie alle tasse che imponeva per il traffico marittimo dell'Øresund, allora controllato interamente dalla Danimarca poiché esercitava la sua sovranità anche la regione della Scania.

Nel corso del XVI e del XVII secolo i rapporti tra la Danimarca e la Svezia furono pessimi ed ostili, che portò a numerose guerre come la Guerra di Kalmar (1611-1613), vinta dalla Danimarca[19], e la Guerra di Torstenson (1643-1645), combattuta durante la Guerra dei trent'anni, che ha visto una vittoria delle truppe svedesi. L'esito della Guerra di Torstenson costrinse la Danimarca a cedere l'Halland alla Svezia per un periodo di trent'anni. La Danimarca invase nuovamente la Svezia nel 1657 su iniziativa del re Federico III di Danimarca, ma anche questo scontro bellico vede la vittoria finale svedese. Il Trattato di Roskilde, che stabilisce i limiti della guerra del 1657-1658, stabilisce la cessione definitiva dell'Halland alla Svezia assieme alla Scania ed alla Contea di Bohus, impedendo alla Danimarca di rinunciare definitivamente alle regioni scandinave dall'altra parte dell'Øresund, tutt'oggi parte della Svezia[20].

Il Trattato di Roskilde stabiliva anche la cessione alla Svezia dell'isola di Bornholm e della provincia norvegese del Trøndelag. In questi territori scoppiarono delle rivolte anti-svedesi che costrinsero il re Carlo X Gustavo di Svezia a pentirsi di non aver distrutto completamente la Danimarca, e decise di conseguenza di avviare un assedio di Copenaghen nell'estate del 1658, pochi mesi dopo la firma del Trattato di Roskilde, senza dichiarare nuovamente guerra alla Danimarca. L'Olanda intervenne militarmente in favore della Danimarca onorando un accordo risalente al 1649, sconfiggendo gli svedesi nella battaglia dell'Oresund. Nel 1660 Svezia e Danimarca, assieme alla Confederazione Polacco-Lituana, si riunirono per firmare un'altro trattato di pace, il Trattato di Copenaghen, che vede la restituzione alla Danimarca-Norvegia del Trøndelag e dell'isola di Bornholm[21]. Nel 1675-1679 la Danimarca dichiarò nuovamente guerra alla Svezia nel tentativo di riconquistare la Scania, ma il conflitto si concluse con un nulla di fatto e con il mantenimento dello status quo.

Nel 1700, la Danimarca-Norvegia si allea con la Federazione Polacco-Lituana e con la Russia di Pietro Il Grande in chiave anti-svedese, combattendo la Grande Guerra del Nord (1700-1721). La Svezia era nella sua massima estensione territoriale grazie alle vittorie ottenute con la Guerra dei trent'anni e con altri conflitti minori contro Danimarca-Norvegia, Confederazione polacco-Lituana e Russia. Questo scontro vide tuttavia un esito vittorioso da parte della coalizione anti-svedese, permettendo alla Danimarca di riannettersi alcuni territori dello Schleswig-Holstein.

Durante le guerre napoleoniche la Danimarca tentò inizialmente di seguire una linea di rigorosa neutralità, mantenendo rapporti commerciali sia con la Francia sia con il Regno Unito. In questo contesto aderì alla Lega della neutralità armata insieme a Russia, Svezia e Prussia. Londra interpretò però tale adesione come un atto ostile e reagì attaccando Copenaghen in due occasioni, nel 1801 e nel 1807. Nel primo attacco la flotta danese fu sconfitta, mentre nel secondo la capitale subì gravi devastazioni, con incendi e distruzioni su vasta scala. Questi avvenimenti sfociarono nella cosiddetta “guerra delle cannoniere” tra Danimarca e Regno Unito. Il dominio britannico delle rotte marittime tra Danimarca e Norvegia ebbe conseguenze economiche pesantissime per il regno scandinavo, che nel 1813 dichiarò bancarotta. L’anno successivo, fu firmato il trattato di Kiel, influenzato dalle decisioni intraprese dal Congresso di Vienna: Il trattato vide la dissoluzione dell'unione tra Danimarca e Norvegia, con la cessione della Norvegia alla Svezia formando il Regno di Svezia e Norvegia, destinato a durare fino al 1905.

Impero coloniale

Contemporaneamente alle guerre contro la Svezia descritte nel paragrafo precedente, la Danimarca avviò anche un suo espansionismo coloniale nelle Americhe, in Africa ed in Asia. La Danimarca, che già controllava le colonie delle Isole Faroe, dell'Islanda e della Groenlandia, si espanse ulteriormente nei continenti citati a partire dal XVII secolo, raggiungendo nel 1800 la sua massima espansione di 2.655.564,76 km².

Il primo insediamento coloniale danese in Asia avvenne nel 1620, con l'acquisto della città indiana di Tharangambadi, meglio nota in occidente con il nome di Tranquebar, oggi situata nello stato federato indiano del Tamil Nadu. Presso Tranquebar, i danesi fondarono Fort Dansborg, che divenne la capitale della Compagnia danese delle Indie Orientali e dell'India Danese, destinata ad espandersi occupando altri territori costieri situati sul subcontinente indiano ed istituendovi altri avamposti commerciali e militari come Serampore nell'attuale Bengala Occidentale, Calicut, Balasore, le isole Frederiksøerne (oggi Nicobàre) e le isole Andamane.

In Africa, la Danimarca occupò ed istituì degli insediamenti coloniali sulla Costa d'Oro (attuale Ghana) a partire dal 1658. Alcuni di questi insediamenti coloniali furono fondati in precedenza dalla Svezia, ma furono in seguito ceduti alla Danimarca.

Il colonialismo danese in America ha invece inizio nel 1578 con l'istituzione di un insediamento sull'Isola di Baffin, abbandonato due anni più tardi. L'impero coloniale danese sul continente americano, tra il XVIII ed il XX secolo era composto da Groenlandia, la cui ricolonizzazione partì nel 1721, e le Indie occidentali danesi, conosciute anche come Isole Vergini Danesi, annesse alla Danimarca-Norvegia nel 1752. Le Isole Vergini Danesi furono vendute agli Stati Uniti d'America nel 1917 in seguito ad un referendum con esito positivo sulla vendita agli USA del territorio, tenutosi in Danimarca il 16 dicembre 1916[22], venendo successivamente rinominate Isole Vergini Americane[23]. La Groenlandia rimane l'unico possedimento coloniale danese in America tutt'oggi attivo, nonostante lo status coloniale sia stato abolito nel 1953, con l'introduzione di maggiori autonomie per la Groenlandia. Gli Stati Uniti, guidati da Donald Trump, hanno successivamente mostrato interessi imperialistici sulla Groenlandia nel 2025 e nel 2026[24].

Nel corso delle guerre napoleoniche, il Regno Unito attaccò anche i possedimenti d'oltremare danesi, occupando molti dei principali insediamenti danesi in India come Tranquebar e Balasore. Nel corso del XIX secolo, la Danimarca cede ai britannici le colonie in India e la Costa d'Oro.

In Europa, da Danimarca controllava le Isole Faroe e l'Islanda. Quest'ultima assunse una maggiore autonomia nel XX secolo ed ottennero ufficialmente l'indipendenza grazie ad un referendum tenutosi nel 1944[25]. La Danimarca mantiene tutt'oggi il suo dominio sulle Isole Faroe, che nel corso degli anni hanno acquisito maggiori autonomie.

Storia contemporanea

Geografia

La Danimarca è un paese dell'Europa settentrionale composto dalla penisola dello Jutland (in danese Jylland, situato a nord della Germania), e da 443 isole, di cui 72 abitate secondo il censimento del 2008[26]. L'insieme delle isole che compongono lo stato danese (ad eccezione delle Isole Faroe e della Groenlandia) è chiamato Arcipelago Danese, e tra le isole principali si citano Selandia (Sjælland, talvolta tradotta in italiano come Zelandia), Fionia (Fyn), Falster, Lolland, Vendsyssel-Thy (Nørrejyske Ø) e Bornholm. Quest'ultima, assieme alle isole Ertholmene (Ærtholmene), è situata nel mezzo del Mar Baltico, molto più ad est rispetto al resto del paese.

Il territorio danese costituisce un ponte tra l'Europa continentale (in particolar modo il Bassopiano Germanico) e la penisola scandinava dal momento che le principali isole (eccezion fatta per Bornholm), lo Jutland e la Scandinavia (Svezia) sono separate tra di loro da degli stretti di poche decine di chilometri, come nel caso del Grande Belt che separa l'isola di Selandia con quella di Fionia con una distanza minima di 16 km o del Piccolo Belt che scorre tra lo Jutland e Fionia con una distanza tra i due lembi di terra che varia da 800 metri a 28 km. Lo stretto che separa la Danimarca con la Scandinavia è invece l'Øresund, la cui ampiezza varia da un minimo di 4 km (tra Helsingør e Helsingborg) a un massimo di 28 km. Grazie a ciò, la Danimarca riesce a garantire dei collegamenti tra le isole principali, lo Jutland e la Svezia tramite ponti e tunnel, come il ponte di Øresund che attraversa l'omonimo stretto collegando la capitale Copenaghen con la città svedese di Malmö, passando per l'isola disabitata di Peberholm, il Ny Lillebæltsbro che collega Middelfart (in Fionia) e Fredericia (Jutland) o lo Storebæltsforbindelsen, un sistema di strade, ponti e tunnel situato sul Grande Belt, con lo scopo di unire Fionia e Selandia passando per l'isola di Sprogø.

La capitale del paese è Copenaghen, che è anche la città più popolosa del paese, che conta 662 mila abitanti secondo il censimento del 2023. La seconda città più grande della Danimarca è Aarhus, principale porto del paese situato sullo Jutland. Seguono, in ordine di popolazione, le città di Odense, situata su Fionia, e Aalborg, sullo Jutland settentrionale.

Il punto più a nord del paese (Groenlandia e Faroe escluse), è la punta di Skagen, situata penisola dello Jutland a 57° 45' 7" gradi di latitudine, mentre il punto più a sud del paese è l'estremità meridionale dell'isola di Falster, detta Gedser Odde, la cui latitudine è di 54° 33' 35". La Danimarca si estende da ovest ad est dalla spiaggia di Blåvandshuk, ad una longitudine di 8° 4' 22" gradi, fino all'isola di Østerskær dell'arcipelago di Ertholmene, a est di Bornholm, la cui longitudine è di 15° 11' 55" gradi.

Geografia fisica

La geografia fisica della Danimarca è caratterizzata da un territorio frastagliato e prevalentemente pianeggiante, che dispone di pochissimi rilievi, costituiti da colline moreniche le cui altezze non superano i 200 metri. Il punto più alto del paese è rappresentato dalla collina Møllehøj, alta 170,86 m s.l.m., seguito da Skovhøj (170,77 m) e Ejer Bavnehøj (170,35 m)[27].

L'elevata quantità di isole che costituiscono il paese permettono alla Danimarca di avere un Perimetro costiero di 7.314 km[28], vale a dire più di dieci volte la circonferenza di un cerchio avente esattamente la stessa area del paese. Inoltre, la distanza tra qualsiasi luogo in Danimarca e la costa più vicina ad esso è minore a 52 km. A causa dell'erosione, che nel paese è un fenomeno molto frequente, non è possibile calcolare con precisione la superficie terrestre danese, in quanto il mare erode alcune coste per poi aggiungere materiale di riporto su altre coste del paese. Ciononostante, il governo ha messo in atto progetti tesi al recupero ed al mantenimento delle coste per prevenire o tenere sotto controllo l'erosione. Tutti questi dettagli geografici confermano lo stretto legame tra terra e mare che caratterizzano la morfologia della Danimarca.

Il territorio poggia su un antico basamento geologico, successivamente ricoperto, nel corso delle varie ere, da estesi depositi sedimentari modellati dal mare e dalle glaciazioni. A causa della morfologia prevalentemente pianeggiante, i fiumi risultano in genere brevi e dal corso limitato: Il fiume più lungo del paese è il Gudenå, lungo circa 156-160 km distribuiti nello Jutland centrale e orientale, passando per Silkeborg e sboccando nel fiordo di Randers. Gli unici fiumi della Danimarca che superano i 100 km di distanza, oltre al Gudenå, sono lo Skjern Å (104,1 km) e lo Storå (101,7 km). Il lago più esteso della Danimarca è l'Arresø, di circa 39.7–40,7 km² di superficie. L'Arresø è situato su Selandia a nordovest da Copenaghen, ed in passato era un fiordo collegato al mare che è stato successivamente isolato per sollevamento del suolo in seguito alle glaciazioni[29].

Lungo la costa sud-occidentale dello Jutland le maree possono innalzarsi tra 1 e 2 metri, provocando spostamenti della linea costiera che, nei periodi di massima escursione, possono avanzare o arretrare fino a 10 chilometri.

Clima

Il clima della Danimarca viene classificato come un clima temperato di tipo atlantico, caratterizzato da inverni non particolarmente rigidi e da estati fresche. La temperatura media della Danimarca durante i mesi invernali (gennaio e febbraio) è di 0 °C, mentre nel mese di agosto la temperatura media è di 15,7 °C[30].

I venti sono molto frequenti nel paese, con una maggiore intensità durante il periodo invernale. Il vento proviene prevalentemente da occidente, Che comporta a maggiori precipitazioni nella porzione occidentale del paese rispetto al resto della Danimarcai[31]. La Danimarca è, inoltre, un paese molto piovoso, con una media di 179 giorni di pioggia all'anno concentrati principalmente sui mesi di settembre, ottobre e novembre, ed una caduta annuale di pioggia con la media di 61 cm[32].

Per la sua posizione nella parte centro-settentrionale d’Europa, la Danimarca presenta una marcata variabilità nella durata del giorno, sebbene meno accentuata rispetto ai Paesi della penisola scandinava, situati più a nord. In inverno le giornate sono piuttosto brevi: il sole sorge intorno alle 8:30 e tramonta verso le 15:30. In estate, invece, l’alba arriva già attorno alle 3:30 e il tramonto si prolunga oltre le 22:00[33].

Come tradizione locale, il giorno più corto ed il giorno più lungo sono feste nazionali in Danimarca: La celebrazione del giorno più corto dell’anno si è sovrapposta al Natale, oggi festeggiato soprattutto la sera del 24 dicembre. Il termine danese jul, derivato dallo scandinavo precristiano jól, indicava originariamente diverse festività invernali. Con la cristianizzazione, il nome passò a designare anche il Natale, malgrado il tentativo fallito della Chiesa di sostituirlo con Kristmesse[34]. La celebrazione del giorno più lungo dell’anno corrisponde al Giorno di mezza estate, noto in Danimarca come Sankthansaften (la notte di San Giovanni)[35]. Anche questa ricorrenza affonda le sue radici in tradizioni anteriori al cristianesimo[36].

Suddivisioni amministrative

Il Reame Danese è suddiviso in tre nazioni costitutive: Danimarca, Isole Faroe e Groenlandia.

La nazione costitutiva della Danimarca dispone di un sistema di suddivisione amministrativa a due livelli composto da cinque regioni (regioner, suddivisione di primo livello)[37] e novantotto comuni (suddivisione di secondo livello)[38]. Questo sistema è in vigore dal 2007, anno in cui è stata applicata la riforma amministrativa che ha sostituito le tredici contee e le tre città in favore delle cinque regioni attuali ed ha ridotto da 270 a 98 il numero di comuni con la formazione di nuove entità comunali più grandi in sostituzione dei vecchi comuni[39].

Segue la lista delle cinque regioni danesi, approvate dalla riforma del 2007:

La riforma amministrativa del 2007 ha inoltre apportato dei cambiamenti dal punto di vista della gestione burocratica[39]: Viene affidata ai nuovi comuni la gestione del servizio sanitario nazionale, Mentre alle regioni, contrariamente alle precedenti contee, non hanno la facoltà di imporre tasse. il sistema sanitario viene quindi finanziato tramite un’imposta nazionale dell’8% (sundhedsbidrag), integrata da fondi provenienti sia dal governo centrale sia dagli stessi comuni.

Ogni Consiglio regionale è formato da 41 membri, eletti contestualmente alle elezioni comunali. La maggior parte dei nuovi comuni conta almeno 20.000 abitanti, sebbene siano state ammesse alcune eccezioni a tale criterio demografico[39].

Politica

La Danimarca adotta un sistema monarchico parlamentare decretato dalla Legge Costituzionale del Regno di Danimarca (in danese: Danmarks Riges Grundlov), meglio nota come Costituzione della Danimarca, adottata nel 1849. L'attuale Costituzione è stata emanata il 5 giugno 1953, come frutto di modifiche alla precedente[40].

La carica di capo di stato è coperta dal Re di Danimarca, attualmente ricoperta da Re Federico X di Danimarca. L'Atto di successione della Danimarca al Trono stabilisce i limiti e le condizioni per diventare capo di stato, che favorisce la dinastia Schleswig-Holstein-Sonderburg-Glücksburg. Secondo le norme costituzionali, il Monarca detiene i tre poteri, che tuttavia sono limitati dalle leggi approvate dal parlamento danese[41]: Il potere legislativo viene affidato ad un parlamento monocamerale chiamato Folketing[42]. Il Folketing è composto da 179 deputati eletti dal popolo, di cui due in rappresentanza delle Isole Faroe ed altrettanti provenienti dalla Groenlandia. Le elezioni per il Folketing vengono convocate dal monarca su iniziativa del primo ministro, ed usualmente vengono indette ogni quattro anni.

Il potere esecutivo è rappresentato dal governo. La carica di primo ministro, ufficialmente Ministro di Stato (Statsminister), viene formalmente nominato dal monarca assieme al governo, ma convenzionalmente il monarca è tenuto a nominare il Ministro di Stato votato dal Folketing ed a nominare i ministri scelti da quest'ultimo. E' consuetudine consolidata la nomina di parlamentari come ministri, sebbene le norme danesi non lo impongono. Il Ministro di Stato detiene inoltre dei poteri limitati che lo rendono primus inter pares[43]. Il potere giudiziario è invece detenuto dai tribunali di Danimarca.

Come ogni paese liberale occidentale, la Danimarca è un paese multipartitico in cui vige il partitismo, rendendo difficile la candidatura a politici indipendenti e l'acquisizione di un seggio ad un partito minore. In Danimarca avvengono spesso coalizioni tra più partiti a causa di una difficile vittoria assoluta di un partito politico nel paese, che portano alla formazione di governi instabili. I Socialdemocratici (Socialdemokratiet), guidati dall'attuale Ministro di Stato Mette Frederiksen, sono uno dei principali partiti politici del paese rappresentando la sinistra borghese del paese assieme ad altri partiti liberali di sinistra in coalizione.

Il Regno di Danimarca è uno stato membro delle Nazioni Unite (ONU) dal 1945 ed è un paese fondatore Patto Atlantico (NATO) di cui è membro dal 1949. L'appartenenza della Danimarca all'Unione Europea interessa la sola Danimarca continentale, escludendo dall'UE le altre due nazioni costitutive (Isole Faroe e Groenlandia). La Danimarca è anche un paese membro del Consiglio Nordico e del Consiglio degli Stati del mar Baltico. L'appartenenza della Danimarca alla NATO eda all'UE, unita al suo controllo verso le Isole Faroe e la Groenlandia ed al soft power economico (che tratteremo meglio nel paragrafo seguente), caratterizzano la matrice imperialista del modello politico attuato dal paese.

Le autorità danesi consentono all'agenzia statunitense NSA di spiare il ministero delle Finanze danese, il ministero degli Esteri, le compagnie di armi e la popolazione civile[44].

Economia

La Danimarca è uno dei pochi paesi dell'Unione Europea a non adottare l'Euro come valuta ufficiale; Ciononostante, la Corona Danese, ossia la moneta ufficiale del paese, è di fatto legata all'euro per mezzo degli Accordi europei di cambio (ERM II).

Come nella maggior parte dei paesi occidentali, la Danimarca dispone un modello economico predominante basato sul capitalismo e sull'imperialismo[45][46][47]. La politica e l'economia della Danimarca è stata influenzata dal modello socialdemocratico svedese, conosciuto anche come modello nordico, che introduce ad un sistema economico capitalista delle riforme socialisteggianti che gli conferiscono uno stato sociale ed una contrattazione collettiva multilivello, mantenendo tuttavia lo stato borghese, la proprietà privata dei mezzi di produzione e la logica del profitto alla guida dell'economia[48]. Uno dei cavalli di battaglia del modello nordico è il welfare, che si tratta però di una concessione temporanea della borghesia nato da un compromesso di classe borghese che, con il trionfo del neoliberismo, è regredito fino al suo smantellamento de facto[49].

La Danimarca ha orientato la sua economia sullo sviluppo del settore terziario, dedicato ai servizi. Il settore primario è concentrato principalmente sugli allevamenti rendendo il paese tra i primi produttori europei di latte, burro e formaggi, suini e pollame; mentre solo il 2% degli occupati si dedica all'agricoltura ed all'orticoltura, praticandole con mezzi ad alta tecnologia e coltivando principalmente cereali, patate, barbabietola da zucchero e ortaggi, che in larga parte serve a sostenere gli allevamenti[50], mentre la pesca viene praticata a livello professionale da 2000 persone circa[51].

Il settore industriale è prevalentemente improntato nella produzione di energia elettrica e nell'industria alimentare di trasformazione. Secondo dati del 2015, la produzione elettrica danese raggiunge il 140% del fabbisogno nazionale, di cui il 42% derivato dallo sfruttamento dell'energia eolica[52]. Il surplus elettrico del paese viene rivenduto a Norvegia, Svezia e Germania[53].

Il settore terziario, legato ai servizi, è quello più sviluppato del paese, in particolar modo riguardo ai trasporti ed al turismo. La Danimarca, come ogni paese con un modello politico di tipo imperialista, dispone di una forma di soft power che permette di influenzare in suo favore il mercato di altri paesi non solo grazie ai miti sul modello nordico promossi dal paese stesso, ma anche dal successo globale dei prodotti realizzati dalle multinazionali locali come nel caso della LEGO, famosa a livello internazionale per le sue iconiche serie di mattoncini giocattolo assemblabili, molte delle quali nate da collaborazioni con altri brand di successo internazionale.

Il turismo in Danimarca è principalmente concentrato sulla capitale Copenaghen, descritta come una città da fiaba grazie alle sue strade pulite ed alla presenza di attrazioni come i Giardini di Tivoli, il Palazzo di Amalienborg, la Statua della Sirenetta, ecc.... Il soft power danese (come ogni paese del mondo che dispone di una forma di soft power simile), oltre a favorire l'economia della Danimarca con la popolarità e l'acquisto di prodotti danesi, influenza ed aumenta anche il turismo nel paese: Riprendendo l'esempio dei LEGO, l'attrazione turistica più visitata nel paese situata fuori dalla capitale è appunto il parco di divertimenti di Legoland situato nella città di Billund nello Jutland, nota per aver dato i natali alla multinazionale.

Cultura

Per promuovere, salvaguardare e riscoprire la cultura nazionale, nonché per favorire l'integrazione degli immigrati nella società danese, il Ministero della Cultura danese ha redatto, tra il 2006 ed il 2007, un elenco di 108 opere artistiche danesi, ritenute fondamentali per la cultura del paese. Questo elenco è connosciuto come Kulturkanonen, ossia Canone della Cultura[54].

Simboli nazionali

La Danimarca ha adottato la sua bandiera nazionale, chiamata Dannebrog (trad. Panno danese), dal 1625, ottenendo il primato storico della bandiera nazionale più antica un uso ancora oggi[55]. La Dannebrog è un vessillo composto da una croce bianca che occupa tutto il campo della bandiera, la cui parte verticale è leggermente spostata verso il lato dell'asta, su uno sfondo rosso.

Il simbolo nazionale del Regno di Danimarca è composto da uno scudo inquartato da una croce d'argento bordata di rosso, derivante dalla bandiera nazionale. Lo scudo inquartato è ornato dai collari dell'Ordine del Dannebrog e dell'Ordine dell'Elefante, inoltre è sostenuto da due giganti, avvolto nel manto di ermellino ed è sormontato dalla corona regale. I quarti dello scudo riportano al loro interno rispettivamente i simboli nazionali delle nazioni costitutive: Danimarca, Isole Faroe e Groenlandia. Un quarto dello scudo, situato in basso a destra, riporta al suo interno lo stemma della regione storica dello Schleswig, oggi divisa tra Danimarca e Germania. Al centro dello stemma è presente uno scudo ancor più piccolo di quello principale, composto da due barre rosse su campo d'oro a rappresentare la dinastia Oldenburg, che regnò la Danimarca in tempi passati e riunificò il paese nel XV secolo.

La Danimarca come nazione costitutiva adotta però un'altro emblema nazionale, raffigurato da una corona regale apposta su uno scudo che presenta nove cuori e tre leoni araldici passanti d'azzurro su un campo d'oro. Il contenuto dello scudo utilizzato dallo stemma della nazione costitutiva della Danimarca viene replicato nello stemma nazionale del Regno di Danimarca, nel quarto situato in alto a sinistra.

La Danimarca adotta due inni nazionali: Kong Christian stod ved højen mast ( trad. "Re Cristiano stava sull'albero maestro") è l'inno reale, che viene riprodotto in presenza della famiglia reale o dell'attuale sovrano in carica, mentre l'inno civile del paese è intitolato Der er et yndigt land (C'è una terra adorabile).

Religione

La Danimarca è un paese laico che riconosce la libertà religiosa ai suoi cittadini, tuttavia la Costituzione sancisce la Chiesa Evangelica Luterana di Danimarca come chiesa di stato del paese[56]. Stime del 2015 pubblicate dall'Association of Religion Data Archives (ARDA) affermano che l'80,5% della popolazione è cristiana, la cui maggioranza è protestante, mentre il 4,5% professa l'islam ed il 14% è non religioso[57]. Le stime del Pew Research Center risalenti al 2020 differiscono poco da quelle precedentemente citate, riportando l'82% della popolazione cristiana, il 5% musulmano ed il 12% non religioso[58]. Entrambe le stime riportano che l'1% della popolazione danese professa altre religioni che non siano il cristianesimo, l'islam, l'ateismo/agnosticismo/non religiosità.

La Danimarca ha il primato di essere il primo paese, tra quelli occupati dai nazisti, ad essersi opposto alle politiche razziste del Terzo Reich. Nel 1943, il movimento di resistenza danese Modstandsbevægelsen, con l'appoggio della popolazione locale, ha organizzato un'operazione clandestina con l'obiettivo di trasferire i circa 8000 cittadini ebrei danesi via mare verso la vicina Svezia, che rimase neutrale durante il conflitto[59].

Festività e ricorrenze nazionali

La tabella sottostante riporta le principali feste nazionali danesi. Sono celebrate come feste nazionalii anche il compleanno del Re e della Consorte, che cambiano in base al sovrano in carica del paese. All'interno della famiglia reale vengono celebrati/commemorati anche i compleanni di altri esponenti della famiglia.

Nome Danese Trad. Italiana Data Descrizione
Nytårsdag Capodanno 1º gennaio Festa di capodanno.
Fastelavn Fastelavn Sette settimane prima di pasqua Versione ridotta del Carnevale cattolico. Il giorno seguente, Fastelavnsmandag, i bambini vanno a scuola vestiti in costume e vanno di porta in porta per comprare caramelle e dolciumi. Un prodotto da forno popolare associato alla giornata è il Fastelavnsbolle (letteralmente Panino Fastelavns), un panino dolce rotondo solitamente ricoperto di glassa e ripieno di panna.
Palmesøndag Domenica dele palme la domenica prima di pasqua
Skærtorsdag Giovedì Santo Il giovedì della settimana di pasqua La Danimarca è un paese a confessione religiosa cristiana, ne consegue che il Giovedì Santo, ossia il giorno dell'Ultima Cena, è una ricorrenza nazionale.
Langfredag Venerdì Santo Il venerdì della settimana di pasqua Il venerdì della settimana di pasqua, che secondo la tradizione cristiana è il giorno della morte di Gesù Cristo, è una data celebrata in Danimarca come festività nazionale.
Påskedag Pasqua Il giorno di pasqua Festività nazionale in quasi tutti i paesi a confessione religiosa cristiana, inclusa la Danimarca
2. Påskedag Lunedì dell'Angelo Il giorno dopo pasqua Il Lunedì dell'Angelo, conosciuto anche come Pasquetta, è festa nazionale in Danimarca.
Store bededag Giorno della preghiera Il quarto venerdì successivo alla pasqua Una raccolta di minori giorni sacri cristiani consolidato in un giorno. Il nome si traduce letteralmente dalla lingua danese "Ottima Giornata di preghiera".
Kristi Himmelfartsdag Giorno dell'Ascensione 39 giorni dopo la pasqua
1. April Pesce d'Aprile 1 aprile Non è una festa nazionale, ma è una giornata contrassegnata dalla commissione di bufale e altri scherzi pratici di varia sofisticazione su amici, nemici e vicini, o dall'invio loro a commissioni stupide, il cui scopo è mettere in imbarazzo gli ingenui.
Danmarks besættelse Occupazione della Danimarca 9 aprile Giornata di lutto nazionale che celebra l'occupazione del territorio danese da parte del Terzo Reich. Tradizionalmente, le bandiere danesi vengono messe a mezz'asta fino alle 12:00, per poi venir rimesse a tutta altezza indicando la libertà percepita dalla Danimarca post-nazista.
Arbejdernes kampdag / 1. maj Festa dei Lavoratori 1 maggio Il primo maggio è una giornata politicamente significativa per la sinistra danese: Molti lavoratori cercano di prendersi un giorno di ferie in questa data e, in alcuni casi, il diritto al riposo è previsto nei contratti di lavoro. Al mattino si svolgono numerose assemblee politiche organizzate dai sindacati o dai partiti laburisti; successivamente hanno luogo manifestazioni in tutto il Paese, che partono dai luoghi di ritrovo iniziali e si ingrossano lungo il percorso fino a convergere in un punto comune, spesso un parco.

La partecipazione varia notevolmente: si va da poche centinaia a decine di migliaia di persone, a seconda della città e del livello di organizzazione. La giornata è conosciuta anche come “Arbejdernes kamp og festdag” (Giornata di lotta e di festa dei lavoratori), in riferimento alle conquiste storiche del movimento operaio, in particolare l’introduzione della giornata lavorativa di otto ore.

Famiglie e giovani si ritrovano nei luoghi degli incontri politici, dove spesso si organizzano picnic e si consumano birra od altre bevande alcoliche. Il Fælledparken di Copenaghen è celebre per le sue celebrazioni annuali del primo maggio, che attirano in media circa centomila persone alla manifestazione organizzata dalla confederazione sindacale “LO”[60]. Per gli operai si tratta di una festività a tutti gli effetti, mentre non lo è per gli impiegati.

Danmarks befrielse Giorno della Liberazione 5 maggio Festa della liberazione della Danimarca dall'occupazione nazi-fascista, avvenuta in questa data nel 1945.
Grundlovsdag Giorno della Costituzione 5 giugno La ricorrenza celebra il giorno della firma della Costituzione danese, avvenuta nel 1849. In questa occasione si tengono incontri e assemblee, spesso all’aperto, durante i quali politici e altre figure pubbliche tengono discorsi dedicati alla Costituzione, alla storia del Paese e alla situazione attuale della nazione. Questa giornata rappresenta probabilmente l’equivalente più vicino a una vera e propria festa nazionale.

Le persone anziane, la classe media e gli ambienti del centrodestra tendono a considerarla più significativa del 1º maggio. Salvo rare eccezioni, la legge prevede che tutti i negozi restino chiusi per l’intera giornata.

Valdemarsdag and Genforeningsdag I Giorno di Valdemar e Giorno della Riunione 15 giugno La giornata celebra la vittoria della battaglia di Lyndanisse avvenuta nel 1219, con cui la Danimrca, guidata da Valdemaro II di Danimarca, sconfisse gli estoni e conquistò i territori. Il 15 giugno è anche il giorno in cui, nel 1920, la regione del Sønderjylland (Jutland Meridionale) fu riunificato alla Danimarca grazie ad un referendum con esito positivo.
Sankt Hans aften Vigilia di San Giovanni Battista 23 giugno E' tradizione scandinava festeggiare la sera del giorno precedente una ricorrenza del giorno dopo. Si tratta, più precisamente, di un giorno di celebrazione pre-cristiano, che celebra il solstizio d'estate il 24 giugno. Sankt Hans (Johannes) è il nome danese di San Giovanni Battista. La giornata viene celebrata con un falò la sera prima.
1.Pinsedag Pentecoste Giorno della pentecoste La Pentecoste è una festività cristiana molto sentita in Danimarca, che celebra anche il lunedì seguente come festa nazionale.
2.Pinsedag Giorno dopo la pentecoste Giorno seguente alla pentecoste
Allehelgensaften Notte prima della festa dei Santi (Halloween) 31 ottobre Secondo la superstizione, la notte del 31 ottobre creature oscure, streghe e fantasmi si scatenano per disonorare i santi celebrati nel successivo Allehelgensdag, ossia la festa dei santi, che viene celebrata il giorno successivo
Allehelgensdag Festa dei santi 1 novembre
Mortensaften Vigilia del giorno di San Martino 10 novembre E' tradizione scandinava festeggiare la sera del giorno precedente una ricorrenza del giorno dopo. La sera del 10 novembre è usanza tradizionale consumare carne di oca o di anatra.
Sankta Lucia Giorno di Santa Lucia 13 dicembre Festa cattolica che cadeva nel solstizio d'inverno prima della riforma del calendario europeo. Rianimato in Svezia nel 1928 e in Danimarca dagli anni '40.
Juleaften Vigilia di Natale 24 dicembre I danesi celebrano tre giorni di Natale, a partire dalla sera del 24 dicembre: La celebrazione del Natale in Danimarca inizia la sera, tradizionalmente con l'albero di Natale, lo scambio di regali e la cena con la famiglia. Con poche eccezioni, tutti i negozi rimangono chiusi per legge durante il Juleaftensdag, il giorno di Juleaften.
Juledag Natale 25 dicembre
2. Juledag Santo Stefano 26 dicembre
Nytårsaftensdag San Silvestro 31 dicembre Ricorrenza celebrata principalmente con amici e familiari organizzando cene gourmet fatte in casa accompagnate da quantità generose di alcol. Il Re tiene tradizionalmente un discorso trasmesso in diretta nazionale in televisione alle 18:00, mentre a mezzanotte viene celebrata con champagne, kransekage (una torta di mandorle composta da anelli impilati) e spettacoli privati di fuochi d'artificio. Salvo alcune rare eccezioni, tutti i negozi restano chiusi per legge dalle 15:00 del Nytårsaftensdag.

Arte, usi e costumi

Cucina

Scienza e tecnologia

Sport

Bibliografia e sitografia

Note

  1. 1,0 1,1 1,2 Dati che tengono in considerazione la sola nazione costitutiva della Danimarca.
  2. confine situato sull'isola di Hans che separa la Groenlandia dallo stato nordamericano
  3. Ashley Burke (2022): Canada and Denmark sign deal to divide uninhabited Arctic island - CBC (in inglese)
  4. Ron Ridenour (2024): Scandinavians, the World’s Happiest People, Love Killing for the USA - CoverAction Magazine (in inglese)
  5. 5,0 5,1 Storia della Danimarca - Enciclopedia Britannica
  6. Har der været neandertalere i Danmark? - Ph.d. Cup [PDF] (in danese) [ARCHIVIATO]
  7. Giordane, Getica, III.23
  8. Ebbesen, 1993, pag. 18
  9. Kanhave vikingetidskanal over Samsø - Danske Fortidsminder (in danese) [ARCHIVIATO]
  10. Gorm den Gamle - Den Store Danske (in danese) [ARCHIVIATO]
  11. «Quando l'XI secolo iniziò il suo quarto decennio, Canuto era, con la sola eccezione dell'imperatore, il più imponente sovrano della cristianità latina [...] Era signore di quattro importanti regni e signore di altri regni. Sebbene tecnicamente Canuto fosse annoverato tra i re, la sua posizione tra i suoi concittadini era veramente imperiale. Pare che avesse in mano i destini di due grandi regioni: le isole britanniche e le penisole scandinave. La sua flotta controllava praticamente due mari importanti, il Mare del Nord e il Baltico. Aveva costruito un Impero.» Larson, 1912
  12. Markus, p. 52.
  13. Murray, 2017, pag.10.
  14. 1219: La battaglia di Lyndanisse - Teutonic Altervista
  15. 15,0 15,1 Danish flag - FYI Denmark (in inglese) [ARCHIVIATO]
  16. Domenico Vecchiarino (2023): Quando la Lega Anseatica dominava il Grande Nord - Formiche
  17. National hero of Denmark: Niels Ebbesen - Symbol Hunt (in inglese) [ARCHIVIATO]
  18. L’Unione di Kalmar: quando la Danimarca riunì tutta la Scandinavia - Noglen
  19. Kalmar War - Enciclopedia Britannica (in inglese)
  20. Stiles, 1992.
  21. Trattato di Copenaghen - Enciclopedia Britannica (in inglese)
  22. Scocozza, 2005
  23. Isole Vergini Americane - Enciclopedia Britannica (in inglese)
  24. Gabriele Catania (2025): Ecco perché Trump minaccia la Danimarca e dice di volersi prendere la Groenlandia - Gli Stati Generali
  25. Hjálmarsson, 2007, pag. 208
  26. statistikbanken.dk/tabelle bef4 (in danese)
  27. Rachel Crolla, Carl McKeating (2014): 10 Denmark - Møllehøj, in Europe's High Points: Getting to the top in 50 countries, Cicerone Press Limited, 2014.
  28. Nature & Environment - Denmark.dk (in inglese) [ARCHIVIATO]
  29. Explore National Park Kongernes Nordsjælland - Welcome to National Park Kongernes Nordsjælland (in inglese)
  30. Klimanormaler for Danmark - Istituto Metereologico Danese (in danese) [ARCHIVIATO]
  31. Climate - Visit Denmark (in inglese)
  32. Vejrnormal - Istituto Metereologico Danese (in danese) [ARCHIVIATO]
  33. Copenhagen, Denmark - Sunrise, sunset, dawn and dusk times, table - Gaisma (in inglese) [ARCHIVIATO]
  34. Jul - Store Danske Encyklopædi
  35. Sankthansaften - Store Danske Encyklopædi
  36. Majskikke - Store Danske Encyklopædi
  37. Danske Regioner (in danese)
  38. Danmarkskort - Eniro (in danese) [ARCHIVIATO]
  39. 39,0 39,1 39,2 Kjaer Ulrik (2010): Municipal Amalgamations and the Democratic Functioning of Local Councils: The Case of The Danish 2007 Structural Reform - tandfonline (in inglese)
  40. The Constitutional Act of Denmark - Folketinget (in inglese) [ARCHIVIATO]
  41. Sezione 12 della Legge Costituzionale del Regno di Danimarca - ICL Project (in inglese)
  42. The Parliament - Folketinget (in inglese)
  43. Kaare Strøm, Torbjörn Bergman, Wolfgang C. Müller (2006): Delegation and Accountability in Parliamentary Democracies, OUP Oxford - Google Libri (in inglese)
  44. Ridenour, 2020
  45. Regno di Danimarca - ProleWiki (in tedesco)
  46. Andreas Nørgård (2025): Danish capitalists fear losing their Arctic colony - Marxist.com (in inglese)
  47. To linjer i synet på imperialisme - Kommunister (in danese)
  48. Hansen, 2022.
  49. Lotte, 2025
  50. Saltini, 1977
  51. RAS300: Beskæftigede (ultimo november) efter branche (DB07 127-grp), socioøkonomisk status, alder og køn - Danmarks Statistik (in danese)
  52. Rinnovabili, in Danimarca l'eolico vale il 42% dei consumi - La Repubblica
  53. La Svezia dice addio al carbone: l'energia sarà rinnovabile al 100% - La Repubblica
  54. Kulturkanonen - Ministero della Cultura danese [PDF] (in danese) [ARCHIVIATO]
  55. Oldest continuously used national flag - Guinness World Records (in inglese)
  56. Religion in Denmark - Denmark.net (in inglese)
  57. Denmark-Major World Religions - ARDA (in inglese)
  58. Religious Demography-Affiliation - Global Religious (in inglese)
  59. Fragale, 2023
  60. Alle Tekster - Hosp.dk (in danese)