Elettrostatica

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L'elettrostatica è una branca della fisica classica ed in particolare dell'elettrologia che studia i fenomeni legati alle cariche elettriche ferme, cioè non in movimento.
Essa studia in particolar modo le cariche elettriche a riposo e le forze che esse esercitano l'una sull'altra. Si occupa di fenomeni come l'attrazione e la repulsione tra cariche elettriche, il campo elettrico e il potenziale elettrico. In sostanza, l'elettrostatica analizza come le cariche si distribuiscono e interagiscono quando non sono in movimento. È un argomento fondamentale per comprendere molti aspetti dell'elettricità e delle forze che agiscono nel mondo fisico.
Ci sono due tipi di cariche elettriche: quella positiva, come nel caso del vetro elettrizzato, e quella negativa, come nell'ambra. Le cariche dello stesso tipo si respingono, mentre quelle di segno opposto si attraggono, seguendo sempre la legge di Coulomb.
Descrizione
Nell'elettrostatica si analizzano i fenomeni e le leggi che regolano l'interazione tra le cariche elettriche e la loro attuazione in varie situazioni. Tra gli oggetti interessati dall'elettrostatica e dal suo studio figurano gli atomi, microscopiche particelle di materia che possono combinarsi in vari modi e sono composti a loro volta da particelle più piccole denominate subatomiche, che si differenziano in tre categorie: i protoni ed i neutroni che costituiscono il nucleo e gli elettroni che si muovono attorno ad esso.
Atomi e cariche elettriche
Gli elettroni ed i protoni sono particelle subatomiche dotate di cariche elettriche. Nel caso degli elettroni si ha una carica negativa mentre nel caso dei protoni si ha una carica positiva. Lo strato di carica complessivo, definito come il bilancio totale tra le particelle subatomiche che lo compongono, determina la sua reattività e, di conseguenza, le sue proprietà.
Gli stati energetici dell'atomo sono tre, in relazione alla composizione delle particelle subatomiche. Un atomo è detto neutro quando presenta il medesimo numero di protoni e di elettroni. Quando un atomo presenta un numero di protoni diverso da quello di elettroni si parla di atomi elettrizzati e possono essere definiti catione (maggioranza di protoni e quindi caricati positivamente) o anione (maggioranza di elettroni, dunque caricati negativamente).
| Particella | Carica elettrica | Carica relativa al protone | Massa (Kg) |
|---|---|---|---|
| elettrone (e) | -1,6 • 10-19 C | -1 | 9,109 • 10-31 Kg |
| protone (p) | 1,6 • 10-19 C | +1 | 1,673 • 10-27 Kg |
| neutrone (n) | 0 | 0 | 1,675 • 10-27 Kg |
Legge di Coulomb
Storia
L'elettrostatica è il primo fenomeno elettrico scoperto e studiato dall'essere umano nel corso della sua storia. Fonti riguardanti l'elettrostatica risalgono infatti all'Antica Grecia del 600 a.C. circa e lo studio del fenomeno viene attribuito ai filosofi come Talete di Mileto e Teofrasto. i Greci scoprirono che, strofinando dell'ambra con un panno di lana, essa è in grado di attirare su di sé pagliuzze, piume, fili et similia. L'ambra è una resina emessa dalle conifere che col tempo si fossilizza e si solidifica ed in Greco antico è chiamata ἤλεκτρον (elektron), dando così il nome alll'elettricità ed a tutto ciò che ne deriva.
Il fenomeno dello strofinio dell'ambra è stato in seguito riportato nel 1600 dal fisico e medico britannico William Gilbert, il quale scrisse sul De Magnete che lo strofinio dell'ambra è un fenomeno elettrico e non magnetico. William Gilbert elaborò una teoria nota come elettrizzazione per strofinio, secondo la quale lo sfregamento riscalda i corpi, provocando l’emissione di un fluido capace di attrarre oggetti leggeri nelle vicinanze. Per verificare questa ipotesi, condusse numerosi esperimenti, osservando tra l’altro che la forza di attrazione elettrica diminuisce con l’aumentare della distanza.
Nella seconda metà del XVII secolo, il tedesco Otto von Guericke realizzò il primo generatore elettrostatico a strofinio, osservando durante il suo utilizzo scariche elettriche accompagnate da luminescenza e crepitii, fenomeno che chiamò "fuoco elettrico". Dimostrò inoltre che la carica elettrica poteva essere trasferita a distanza tramite un filo conduttore. Un'altra sua scoperta fu che, dopo essere stati attratti da un corpo carico come l'ambra, alcuni oggetti venivano successivamente respinti, evidenziando la duplice natura della forza elettrica: attrattiva e repulsiva.
Poco dopo, il fisico francese Charles François de Cisternay du Fay individuò l’esistenza di due tipi di carica elettrica: positiva e negativa. Le sostanze che generavano queste cariche furono classificate come “vetrose” (come il vetro) e “resinose” (come l’ambra). Du Fay scoprì che cariche dello stesso tipo si respingono, mentre cariche opposte si attraggono, e ipotizzò che i corpi neutri contenessero quantità uguali di entrambi i tipi di fluido elettrico.
Nel 1779, l’ingegnere francese Charles Augustin Coulomb progettò una bilancia a torsione, che nove anni più tardi utilizzò per dimostrare che la forza di attrazione o repulsione tra due corpi puntiformi elettricamente carichi è inversamente proporzionale al quadrato della loro distanza. Grazie a questa scoperta, Coulomb ha anche realizzato una legge della fisica che porta il suo nome che ha spinto la comunità scientifica internazionale a riconoscerlo come fondatore della teoria matematica dell'elettricità e del magnetismo, ed a nominare in suo onore l'unità di misura della carica elettrica secondo il sistema internazionale di unità di misura.
La scoperta dell’elettrone, avvenuta nel 1887 grazie al Premio Nobel britannico Joseph John Thomson, determinò il rapporto tra la sua carica e la sua massa assieme al riconoscimento dell’atomo come unità fondamentale della materia, rendendo possibile spiegare i fenomeni legati all’elettrizzazione per strofinio.
Voci correlate
- Elettromagnetismo
- Legge di Coulomb
- Carica elettrica
- Atomo
- Magnetismo
- Charles Agustin de Coulomb
- Alessandro Volta
- Campo elettrico