Universo elettrico

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Una rappresentazione dell'universo elettrico generato dall'AI.

La teoria dell' universo elettrico è una teoria cosmologica che pensa che le forze elettriche hanno giocato un ruolo più fondamentale rispetto a quello che le altre teorie cosmologiche, in particolare quelle ufficiali sostengono. Considerata da alcuni nel filone della pseudoscienza o delle teorie eccentriche che non hanno consenso nella comunità scientifica, in realtà questo modello è sostenuto da autori che ricoprono posizioni scientifiche avanzate nella società contemporanea (es. Paul Anderson, un chimico che lavora per l' esercito USA) o che ci hanno lavorato per lungo tempo . Non è una teoria quindi che sorge al di fuori della comunità scientifica dato che è stata pubblicata in diverse riviste peer to peer o libri popolari[1],ma semmai è sostenuta da autori che si trovano in minoranza rispetto a una maggioranza che invece sostiene le teorie ufficiali e adottano il modello cosmologico standard secondo il quale l' universo si sarebbe originato da un' esplosione primordiale (chiamato Big Bang) e da lì da nebulose e plasma interstellare la forza fisica preponderante che avrebbe dato origine alle stelle sarebbe stata la fusione nucleare per mezzo nella nucleosintesi.

Cosa dice la teoria dell'universo elettrico

Secondo il modello o ipotesi dell' universo elettrico l' universo sarebbe una specie di tessuto elettrificato che è determinante anche nella formazione e dinamica delle galassie e nel quale le stelle sarebbero corpi che prenderebbero gran parte della loro energia dall' ambiente e risultando quindi di natura elettrica. In questo modello, le forme fenomeniche osservate dai telescopi o dalle sonde spaziali sarebbero il prodotto di fenomeni elettrici nascosti. Questa visione è parte di un'idea più ampia, secondo cui il Sole sarebbe il centro di una scarica elettrica cosmica, che avrebbe dato vita alla struttura orbitale dei pianeti e scolpito le loro superfici.. Questa teoria è attribuita a Ralph Juergens che nel 1972 scrisse:

“Le caratteristiche note del mezzo interplanetario suggeriscono non solo che il sole e i pianeti sono elettricamente carichi, ma che il sole stesso è il centro di una scarica elettrica cosmica – la probabile fonte di tutta la sua energia radiante.”[2]

Juergens trae spunto dalle idee del cosmologo russo Immanuel Velikovsky, il quale, nel suo libro Worlds in Collision, sosteneva che le orbite dei pianeti non sono sempre state le stesse di quelle odierne. Secondo Velikovsky, i corpi celesti possono vagare nello spazio e, attraverso collisioni con altri corpi, generare nuovi sistemi stellari e modificare la loro orbita. Tuttavia, Velikovsky non andò oltre nelle sue ipotesi, mantenendo la nucleosintesi come modello per l'origine stellare, mentre Juergens si spinse oltre, cercando di spiegare anche l'interazione tra i corpi celesti e l'ambiente esterno. Juergens concepì i corpi astronomici come oggetti intrinsecamente carichi, immersi in un universo descritto come un tessuto elettrificato[3] , e postulò che le cariche localmente osservate sui corpi cosmici derivassero dalla separazione di ioni positivi ed elettroni su scala galattica[4].In questo modo, sostenne che l'origine delle stelle e del Sole fosse di natura elettrica. Sebbene non lo abbia mai esplicitamente menzionato secondo Juergens l' idea di un Sole alimentato elettricamente era stata anticipata dal chimico Melvin Cook che nel 1958 scrisse una monografia intitolata The Science of High Explosives, in cui, in un'appendice, osservava che "l'energia cinetica dell'accrescimento" della carica elettrica sul sole per unità di tempo dovrebbe essere dello stesso ordine di grandezza del tasso di energia radiante del sole. Cook aggiungeva: “Apparentemente si ha quindi una probabile spiegazione per la costante solare [tasso di emissione di energia] che non deve includere, o è almeno approssimativamente della stessa importanza relativa della generazione di energia termonucleare che dovrebbe avvenire nel nucleo del sole”[5].

Frase "stella elettrica" e "sole elettrico"

Ralph Juergens si riferiva per la prima volta alle stelle elettriche nel suo articolo del 1972:

"È interessante notare che la densità di energia calcolata dei raggi cosmici nella nostra galassia è paragonabile alla densità energetica totale della radiazione elettromagnetica, compresa la luce stellare. Questo è ciò che ci si aspetterebbe di essere il caso se le stelle elettriche fossero responsabili”[1].

- Earl R. Milton sembra essere la prima persona a usare il termine “Sole Elettrico” nel contesto del modello di Juergen. Egli scrive:

"Mentre visualizzo il Sole elettrico, lo spazio cosmico all’interno del quale è incorporato il Sistema Solare possiede una carica netta negativa per unità rispetto alla carica del Sole per unità. Come il Sole “brucia”, acquisisce una carica negativa crescente. La vita radiativa del Sole si estenderà fino a quando la densità di carica solare non sarà uguale a quella del suo ambiente galattico"[6].

La teoria è oggi portata avanti da autori importanti della comunità scientifica, come Paul Anderson, che insieme ad altri autori ha dato vita al progetto SAFIRE, un'iniziativa volta a trovare prove pratiche a supporto di questa teoria. Nelle sue ricerche inoltre Anderson esplora anche metodi per quantificare i possibili effetti di scala planetaria prodotti da una scarica elettrica.

Plasma cosmico,correnti elettriche e galassie: i fondamenti del modello di Juergens

Uno degli aspetti centrali del pensiero di Juergens riguardava l'idea che l'universo fosse pervaso da un campo di plasma elettrico. Questo plasma, costituito da particelle cariche, sarebbe il medium attraverso cui avvengono le interazioni elettromagnetiche su larga scala. Juergens sosteneva che l'osservazione del cosmo potesse essere reinterpretata come un insieme di correnti elettriche che attraversano e modellano la materia visibile, non solo a livello microscopico ma anche macroscopico. La sua teoria implicava che fenomeni cosmici come la formazione delle stelle e la dinamica galattica non fossero semplicemente il risultato di attrazioni gravitazionali, ma piuttosto il frutto di interazioni elettromagnetiche complesse.

Un esempio cruciale di come Juergens vedeva l’interazione elettrica nel cosmo riguarda la formazione delle stelle. Secondo il modello tradizionale, le stelle nascono per collasso gravitazionale di grandi nubi di gas. Invece, secondo Juergens, le correnti elettriche presenti nel plasma cosmico potrebbero avere un ruolo altrettanto importante nella compressione del gas e nella successiva formazione di corpi stellari. In particolare, Juergens riteneva che un "flusso di corrente" potesse contribuire alla densificazione del gas in alcune regioni, creando le condizioni ideali per la nascita di una stella.

Un altro aspetto chiave del contributo di Juergens alla teoria dell'universo elettrico è la sua reinterpretazione delle galassie. Secondo la visione gravitazionale classica, le galassie sono tenute insieme dalla forza gravitazionale che attrae le stelle verso un centro comune. Tuttavia, Juergens propose che le galassie fossero invece il risultato di interazioni elettromagnetiche che organizzano le stelle in strutture ordinate.In particolare, Juergens suggeriva che le galassie potessero essere alimentate e strutturate da enormi correnti elettriche che agiscono attraverso il plasma intergalattico. Queste correnti, secondo la sua visione, potrebbero aver svolto un ruolo nella formazione delle spirali galattiche e nel comportamento dinamico delle stelle, fornendo una forza che bilancia e distribuisce la materia in modo simile a come le

correnti elettriche modellano il plasma in altre situazioni fisiche. Questo modello delle galassie, come entità alimentate e organizzate dalle forze elettriche, contrastava nettamente con la visione gravitazionale convenzionale, e poneva in evidenza la potenza e la rilevanza delle forze elettromagnetiche nel contesto cosmologico.

Il lavoro di Juergens non si limitava solo a proporre una nuova visione della fisica cosmologica, ma aveva anche implicazioni filosofiche e scientifiche più ampie. La sua teoria metteva in discussione le fondamenta della cosmologia standard suggerendo che le forze invisibili come l'elettromagnetismo, invece di essere viste come fenomeni marginali o locali, fossero in realtà forze cosmiche universali. Juergens sosteneva che la fisica tradizionale, che vedeva la gravità come la forza fondamentale della natura, non fosse sufficientemente complessa per spiegare la dinamica dell'universo. Al contrario, il suo modello dell'Universo Elettrico forniva una visione più integrata, dove tutte le forze fisiche erano connesse da un unico fenomeno elettrico che permeava ogni angolo dell'universo.

In un certo senso, la proposta di Juergens restituiva all’universo una dimensione più dinamica e fluida, dove le leggi dell'elettromagnetismo erano in grado di orchestrare le strutture cosmiche in modo più interattivo rispetto alla gravità solitaria. Il suo modello suggeriva una visione dell'universo in cui i fenomeni fisici, dalle stelle alle galassie, sono intimamente legati tra loro attraverso un grande campo elettromagnetico che non solo interagisce con la materia visibile, ma la guida e la plasma.

L'influenza di Velikovsky

Velikovsky fu un autore che ebbe un ruolo determinante nella nascita di questa teoria, dato che già nell'opera Cosmos Without Gravitation sosteneva che i fenomeni gravitazionali avessero un'origine elettromagnetica, in un quadro teorico nel quale non esistevano movimenti primari nei pianeti e satelliti, ma questi si muovevano solo per circonduzione, o a causa di attrazioni o repulsioni. La Luna, quindi, non si muoverebbe a seguito dell'attrazione gravitazionale, ma ruoterebbe all'interno di campi magnetici più piccoli prodotti dalla rotazione dei pianeti carichi.

In questo testo, sebbene Velikovsky non fosse arrivato a sostenere che il Sole fosse elettrico, anticipò l'idea che esso avesse una carica elettrica negativa, al contrario della Terra, che possiederebbe una carica positiva.

Secondo Velikovsky, la "gravitazione universale" sarebbe, quindi, un fenomeno elettromagnetico, in cui giocano un ruolo le cariche degli atomi, le cariche libere e i campi magnetici del Sole e dei pianeti.

Nell'ambito di questa teoria, diventano spiegabili i seguenti fenomeni:

  • Tutti i pianeti ruotano approssimativamente su un piano . Ruotano su un piano perpendicolare alle linee di forza del campo magnetico del sole.
  • I pianeti hanno una maggiore energia aggregata di moto rispetto al sole . La rivoluzione dei pianeti non ha avuto origine nella velocità angolare di rotazione del sole; il campo magnetico del sole ha effettuato la loro rivoluzione.
  • La rivoluzione retrograda di un certo numero di satelliti . È dovuta o alla rotazione retrograda del primario con poli magnetici invertiti o a una differenza di cariche. Il fatto che i satelliti retrogradi di Giove e Saturno siano i più lontani dai loro primari pone il problema se la loro lontananza dai primari e la loro relativa vicinanza al sole giochino un ruolo nel fatto che siano di una carica presumibilmente diversa rispetto agli altri satelliti di Giove e Saturno. Nel caso di Urano, la rivoluzione retrograda dei suoi satelliti segue la rotazione retrograda del pianeta e del suo campo magnetico. (Uno dei poli magnetici di Urano può essere facilmente studiato perché è rivolto verso l'eclittica).
  • l' elettricità è la forza principale anche a livello microcosmico dato che è ciò che rende carico un' atomo perchè esso è originariamente neutro


Nella sua opera successiva Worlds in Collision, Velikovsky, partendo da un'analisi critica della teoria astronomica predominante — cioè che i pianeti si fossero originati dal Sole in seguito a una nebulosa — e criticando anche il dogma dei lunghi periodi di tempo in astronomia e geologia, nonché la teoria dell'uniformitarismo geologico (cioè l'idea che le leggi fisiche attuali della Terra siano state le stesse anche in passato), delinea quella che è la teoria del catastrofismo. Secondo questa teoria, la Terra si sarebbe originata a seguito della collisione con un altro corpo celeste (per esempio, il pianeta Giove) e, da lì, una catena di eventi contingenti avrebbe prodotto gli altri pianeti e le rispettive orbite attorno al Sole.

Per quanto riguarda l'origine dei satelliti, Velikovsky sostiene che essi siano nati nel momento della formazione del sistema solare, a seguito dell'attrazione gravitazionale esercitata dal Sole su un pianeta, che avrebbe preso una parte della sua superficie (secondo Velikovsky, anche la Terra, all'inizio, sarebbe stata un satellite di Saturno). Questo spiegherebbe anche, secondo Velikovsky, perché la Luna avrebbe elementi più leggeri (come il silicio) rispetto ai più pesanti della Terra (come il ferro).

Velikovsky ha successivamente cercato nelle mitologie dei vari popoli conferme alla sua teoria. Infatti, in questi racconti è spesso presente l'idea di un cielo che, in qualche modo, è collassato a seguito di un grande evento (il Diluvio Universale, che è un racconto presente in molte culture, sarebbe collegato a questo evento). Ad esempio, gli antichi popoli del Messico si riferivano a un'era mondiale che giunse alla sua fine quando "il cielo crollò e l'oscurità avvolse il mondo" [7],oppure i cinesi si riferiscono al "crollo del cielo che ebbe luogo quando caddero le montagne"[8],da queste letture Velikovky dedusse che "Poiché le montagne caddero o furono livellate nello stesso momento in cui il cielo fu spostato, gli antichi popoli, non solo i cinesi, pensavano che le montagne sostenessero il cielo"[9]. "La terra tremò e il cielo cadde... le montagne si sciolsero", dice il Cantico di Debora[10]. Le tribù di Samoa nelle loro leggende si riferiscono a una catastrofe quando "nei giorni antichi i cieli caddero". "I cieli o le nuvole erano così bassi che la gente non poteva stare in piedi senza toccarli"[11]. I finlandesi raccontano nel loro Kelevala che "il sostegno del cielo cedette e poi una scintilla di fuoco accese un nuovo sole e una nuova luna"[12].

Il tentativo di cercare prove attraverso la mitologia, senza un esame più approfondito da un punto di vista analitico, ha influito nel far perdere credibilità a queste teorie. Sebbene vi siano molti elementi di innovazione, queste idee hanno avuto scarso successo nella comunità scientifica, sebbene Velikovsky pensasse di essere un "genio" incompreso, in un contesto nel quale chiunque cerchi di portare interdisciplinarietà viene considerato un eretico.

Per quanto i miti possano contenere elementi di verità su eventi di un passato lontano, sembrano comunque non spiegare, da un punto di vista scientifico, completamente un fatto e come esso sia avvenuto. Il loro uso sembra funzionare solo quando sono accompagnati da analisi più razionali (come, per esempio, ha fatto Galileo nel Dialogo sui massimi sistemi).

Le origini del catastrofismo

Sebbene Velikovsky abbia arricchito questa teoria da una prospettiva astronomica, non è stato il primo a suggerire che la Terra abbia attraversato eventi catastrofici di breve durata, violenti ed eccezionali nel corso della sua storia. Aristotele fu tra i primi a sostenere questa idea, ma essa divenne particolarmente diffusa nel XIX secolo grazie al contributo del naturalista francese Georges Cuvier. Il catastrofismo si oppose all'uniformitarismo, una teoria secondo la quale i processi geologici che hanno avuto luogo nel passato continuano ad agire con gli stessi ritmi anche nel presente.

Prospettive di questo modello, innovativo o ci sono dei limiti?

La teoria dell' universo elettrico sembra però introdurre, in ambito cosmologico, innovazioni rilevanti rispetto al modello standard, il quale presenta numerose incongruenze ma continua a essere accettato in modo acritico da gran parte della comunità scientifica. Sebbene questa visione sia sostenuta da autori con solide basi scientifiche, il fatto che propongano una concezione del cosmo diversa da quella ufficiale li colloca nell’ambito del cosiddetto revisionismo scientifico. Questa corrente di pensiero sostiene che anche nel mondo della scienza circolino dinamiche di corruzione – spesso legate al capitalismo – che ostacolano lo sviluppo e l’accoglienza di idee alternative.

Tuttavia, anche il modello dell’Universo Elettrico presenta dei limiti, soprattutto se non viene integrato con altre visioni oggi considerate revisioniste e che sono state ignorate dalla storiografia ufficiale. Infatti, pur non esplicitandolo, si basa sull’idea di un universo infinito – un concetto elaborato da Giordano Bruno e influenzato dalla visione eliocentrica di Copernico (il quale, però, credeva ancora in un cosmo finito). Questa concezione, è bene ricordarlo, non è mai stata realmente dimostrata. Di conseguenza, il modello implica che la Terra non occupi una posizione centrale negli eventi cosmici.

Interessante, in questo contesto, è la ricerca di Paul Anderson, che indaga su come una scarica elettrica di origine cosmica possa influire in modo quantitativo sulla struttura geologica e paesaggistica di un pianeta. L’idea appare valida, ma potrebbe presentare dei limiti nello spiegare come tali strutture si formino, si equilibrano, si compattino o si suddividano nel tempo. Uno degli ostacoli, in questo senso, potrebbe derivare dal persistere di una prospettiva eliocentrica, che pone il Sole al centro dell’universo. Sarebbe invece necessario considerare anche il ruolo delle forze telluriche, come il magnetismo terrestre.

A tal proposito, lo scienziato serbo Nikola Tesla sostenne che il magnetismo agisce come forza a distanza e che, in base alla sua distribuzione, può addirittura avvicinare o allontanare i continenti (etimologicamente, la parola continente deriva da tenere insieme) in una struttura geodinamica della Terra. Tesla, inoltre, già in qualche modo anticipò che la materia subisce delle modifiche a seguito di enormi forze elettromagnetiche (come la scarica elettrica cosmica). Infatti, nei suoi diari autobiografici recentemente scoperti da Jovanovic (parente della moglie di Tito), che avrebbe avuto accesso agli archivi dell'FBI, Tesla scriveva che la materia si "raggomitola" a seguito di enormi forze elettromagnetiche. Questo fu, secondo Tesla, l'intuizione che lo spinse verso altre successive scoperte e la materia, in questo processo, subirebbe quindi un cambiamento di superficie causato da una forza esterna.

Nel caso in cui l'astronomia dovesse riabbracciare il sistema geocentrico, sarebbe necessario considerare le implicazioni fisiche di ciò. L'universo dovrebbe avere una struttura fisica rigida, ossia finita e immutabile nella sua forma, sebbene possa subire variazioni nei suoi parametri interni. Infatti, sarebbe una contraddizione logica concepire una Terra in posizione centrale all'interno di un universo infinito.

Origene della Terra da Saturno

Sebbene l'ipotesi di Velikovsky secondo cui la Terra potrebbe essere stata in origine un satellite di Saturno non sia supportata da prove scientifiche solide, esistono alcuni elementi che potrebbero essere interpretati come indizi a favore di questa teoria. Uno di questi elementi riguarda la mancanza di una spiegazione unitaria e coerente sull'origine della Terra come pianeta. Da quando esiste il modello geologico in uso oggi (la tettonica delle placche ) si cerca di spiegare attraverso una teoria unificante una serie di fenomeni che prima non erano correlati tra loro ( terremoti,vulcanismo, orogenesi,espansione degli oceani ecc...), tuttavia rimane ancora sfuggente il fenomeno che ha dato origene alle parti in movimento.

In secondo luogo, la composizione chimica di Saturno e della Terra presenta alcune similitudini, in particolare per la presenza di idrogeno come elemento principale nelle rispettive strutture liquide interne. Poiché l'idrogeno è l'elemento più abbondante nell'universo e il suo stesso nome significa generatore d'acqua, secondo questa prospettiva, Saturno potrebbe essersi formato nello stesso periodo del Sole e la sua struttura al centro composta di idrogeno metallico, potrebbe essere il residuo di una massa espulsa che sarebbe poi diventata la Terra. Successive modifiche e un' evento elettromagnetico ad alta energia può aver aumentato velocità orbitale facendo in modo che il corpo terrestre sfuggisse alla gravità, permettendole così di diventare un' oggetto interplanetario e non più un satellite<ref. Inoltre tale evento elettromagnetico può aver anche causato la nascita e influenzato le orbite di altri corpi del Sistema Solare, per esempio secondo il filosofo naturale-matematico del 1500 Girolamo Cardano ( autore che anticipò diversi aspetti del pensiero scientifico moderno oltre a essere stato un sostenitore del geocentrismo spiegando anche il modo in cui i cieli sono collegati) Venere si sarebbe originato dalla rottura dell' orbita della Terra, mentre Mercurio si sarebbe formato in seguito alla frantumazione che portò alla nascita di Venere e della Luna, posizionandosi tra di essi.

Un possibile sostegno a questa ipotesi si troverebbe nelle attuali ricerche sulla magnetoidrodinamica, una disciplina che studia il comportamento di fluidi conduttori (come il plasma) in presenza di campi magnetici. I processi di interazione tra elettricità e plasma, descritti dalla magnetoidrodinamica, potrebbero rispecchiare i fenomeni che si sarebbero verificati nel sistema solare primordiale. In effetti, il fisico svedese Hannes Alfvén, che è stato il fondatore della magnetoidrodinamica, ha avanzato teorie che presentano punti di contatto con le idee dell'Universo Elettrico Secondo questa teoria, un campo elettromagnetico può essere generato dal movimento di un fluido conduttore, aprendo la possibilità che tali processi abbiano influenzato il sistema solare nelle sue prime fasi. Alcuni ufologi come Stanton Friedman e Jean-Pierre Petit hanno anche ipotizzato che la magnetoidrodinamica sia coinvolta nelle tecnologie di propulsione dagli UFO oltre a essere il principio di tecnologie avanzate come il laser e velivoli ipersonici, evidenziando così il potenziale di questa disciplina nell'interpretare sia fenomeni cosmici che aereo-terrestri.

Cosmologia del plasma, origene dell' elettricità e la teoria dei 2 fluidi

Uno dei motivi per cui il modello della cosmologia del plasma (altro nome con cui è conosciuto l' universo elettrico) è stata considerata difficile e non ampiamente accettata in ambito scientifico è che, storicamente, non c'è sempre stata un'idea univoca sulla natura dell'elettricità e sulle sue cause. Dalle concezioni più antiche si è passati alle idee rinascimentali della "pietra erculea", dove l'elettricità era vista come un elemento essenziale della struttura dell'universo. Successivamente, William Gilbert fu il primo ispirandosi alla parola greca elektron a coniare il termine forza elettrica e a distinguere l'elettricità dal magnetismo, studiandoli come fenomeni separati.

Fino al XVIII secolo, l'elettricità era considerata una sostanza capace di trasferirsi da un corpo all'altro. Tuttavia, con gli studi di Charles François du Fay e Jean-Antoine Nollet, emerse l'idea che l'elettricità non fosse un'unica sostanza, ma piuttosto il risultato dell'interazione di due fluidi distinti: uno positivo e uno negativo, la cui combinazione dava origine ai fenomeni di attrazione e repulsione. La prevalenza di un fluido sull'altro determinava la carica elettrica di un corpo.

Questa teoria fu successivamente messa in ombra da Benjamin Franklin, il quale propose un modello più semplice basato su un'unica sostanza elettrica, considerando l'elettricità come un fenomeno legato esclusivamente alle cariche. Questa semplificazione favorì importanti sviluppi scientifici, ma allo stesso tempo non colse appieno la complessità della natura dell'elettricità, come sostenuto dai fautori della teoria dei due fluidi. Di conseguenza, ancora oggi si tende a indagare il fenomeno da una prospettiva parziale.

Le differenze tra i sostenitori dell'Universo Elettrico e i fautori della cosmologia tradizionale non sono solo di natura scientifica ma anche filosofica. Hannes Alfvén, ad esempio, postulò che l'universo fosse eterno, basandosi su argomentazioni legate alla causalità e alla probabilità di sviluppo di un mondo perfetto nelle sue leggi fisiche, vedendolo come qualcosa di infinito nel tempo e rifiutando così la teoria del Big Bang. Egli considerava quest'ultima una forma mascherata di creazionismo, poiché implicava la generazione dell'universo dal nulla.

Inoltre, diversi scienziati favorevoli a cosmologie alternative, tra cui Eric Lerner e Anthony Peratt, promossero nel 2004 una lettera aperta in cui denunciavano il fatto che quasi tutte le risorse finanziarie e sperimentali fossero destinate esclusivamente agli studi sul Big Bang. Secondo loro, ciò impediva il prosieguo di un dibattito e rendeva impossibile una ricerca alternativa. Inoltre, i cosmologi tradizionali venivano accusati di modificare la teoria per adattarla alle osservazioni, anziché metterla in discussione quando queste la contraddicevano.

Sebbene anche i sostenitori della cosmologia del plasma ammettano che il loro modello non sia ancora del tutto rigoroso, ciò dipenderebbe anche dal fatto che il suo sviluppo sperimentale è stato ostacolato dall'assegnazione esclusiva di finanziamenti governativi alla ricerca della sola cosmologia convenzionale e della fisica teorica basata esclusivamente sulla relatività e sulla quantistica. Di conseguenza, gli studiosi del plasma hanno dovuto fare affidamento principalmente su fondi privati, più esigui, e su una minore pubblicizzazione delle loro teorie.

Secondo la cosmologia standard, dopo il Big Bang si sarebbe verificata l'annichilazione dell' antimateria (a causa di un' ipotetica asimmetria materia-antimateria), mentre nella cosmologia del plasma si sostiene che l'antimateria sia ancora presente nell'universo e che i processi di annichilazione tra materia e antimateria siano continui. Essa si genererebbe per esempio in fenomeni elettrici cosmici (per esempio quello che secondo questa teoria avrebbe generato il sistema solare), nelle correnti di Birkeland,nelle stelle come sottoprodotto o anche in fenomeni elettrici su larga scala come galassie attive o quasar che emettono flussi sia di particelle che di antiparticelle. L' antimateria viene spesso descritta come una materia che "viaggia nel tempo" (interpretazione di Feynman-Stückelberg) per preservare la simmetria CPT (carica-parità-tempo). L' interpretazione di Feynman ha ispirato anche l' idea di universi "speculari" riflessi del nostro fatti di sola antimateria.

Critiche all'universo elettrico

Queste sono alcune delle critiche principali che sono state fatte all'universo elettrico e le risposte fornite dai sostenitori della teoria:

D. Alcuni dei sostenitori dell'Universo Elettrico hanno una scarsa comprensione della scienza, non sono qualificati e traggono conclusioni sbagliate da un ragionamento scadente.

A. Sì, molti sostenitori non sono scienziati, il che potrebbe anche fare un pessimo lavoro nello spiegare la scienza tradizionale. Solo i test possono valutare le teorie.

D. Gli esperti evidenziano gli errori nella teoria dell'Universo Elettrico

A. Ci sono pochi esperti in cosmologia, fisica del plasma e ingegneria elettrica. In molti istanti, non sono errori, ma teorie incomplete che devono essere affrontate

D. La teoria tradizionale va bene, grazie

A. Ci sono prove che supportano gran parte della teoria tradizionale. Ma questo non è un argomento che può essere usato contro qualsiasi altra teoria.

D. Le teorie dell'Universo Elettrico non sono sottoposte a revisione paritaria nelle principali riviste astrofisiche.

A. La revisione paritaria richiede che una teoria sia pubblicata e disponibile per la revisione. Niente impedisce a un pari di leggerla.

D. Alcuni sostenitori delle teorie dell'Universo Elettrico hanno convinzioni non scientifiche.

A. Isaac Newton aveva forti convinzioni religiose e studiò l'alchimia e l'occulto. La scienza valutò con successo le teorie di Newton.

D. L'Universo elettrico è una variante delle idee di Velikovsky.

A. Velikovsky rifiutò la teoria del Sole elettrico.

Note

  1. https://www.electricuniverse.info/peer-reviewed-papers/
  2. R. E. Juergens, “Plasma in Interplanetary Space: Reconciling Celestial Mechanics and Velikovskian Catastrophism,” Penseé IVR II (Fall 1972), pp. 6-12; Velikovsky Reconsidered (N. Y., 1976), pp. 137-155. First presented at the Lewis & Clark Symposium, Portland, OR, August 15-17, 1972.
  3. R. E. Juergens, SISR I:4, p. 28. He assumed a disc-like solar wind sheet, only two solar diameters thick at the Earth’s orbit, to arrive at this (order of magnitude) estimate. Based upon measurements made by several space probes, the actual wind sheet is much thicker. At thirteen solar diameters above or below the ecliptic, the density of the solar wind is reduced by about 37% around the time of sunspot minimum; toward maximum there is little difference in the density with latitude (over the range noted here). See M. Dobrowolny and G. Moreno, “Latitudinal Structure of the Solar Wind and Interplanetary Magnetic Field ,” Space Science Reviews 18, 685-748 (1976), especially pp. 690 and 693.
  4. R. E. Juergens, KRONOS IV:4, pp. 28ff.
  5. Ralph E. Juergens, “Electric Discharge as the Source of Solar Radiant Energy (Part II)“, Kronos Vol. VIII No. 2 (Winter 1983)
  6. H. Alfven: “Electric Current Structure of the Magnetosphere” in Hultqvist and Stenflo (eds.): Physics of the Hot Plasma in the Magnetosphere (N.Y., 1975). ISBN 0306337002
  7. Seler, Gesammelte Abhandlungen, II, 798
  8. 3 A. Forke, The World Conception of the Chinese (1925), p.
  9. https://ia800609.us.archive.org/8/items/B-001-014-474/B-001-014-474.pdf World in collision pag. 89
  10. Judges 5 : 4-5
  11. Williamson, Religious and Cosmic Beliefs of Central Polynesia , I. 41.
  12. Olrik, Ragnarok (German ed.), p. 440 See Section, “The Darkness"