Libero (portale): differenze tra le versioni
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Nel 1996 il sito ha collaborato assieme alla [[Olivetti]] ed all'[[Università di Pisa]] per lo sviluppo di [[Arianna (motore di ricerca)|Arianna.it]], il primo [[motore di ricerca]] di contenuti in lingua italiana. Il motore di ricerca Arianna è stato progressivamente inglobato in Libero<ref name="wikipedia">[https://it.wikipedia.org/wiki/Libero_(portale) Libero (portale) - Wikipedia]. La pagina cita come fonti collegamenti archiviati di Libero la cui consulta è stata resa impossibile.</ref> ed oggi l'URL originale di Arianna funziona come redirect per la pagina principale di Libero<ref>[https://arianna.it Arianna.it], oggi redirect per Libero</ref>. | Nel 1996 il sito ha collaborato assieme alla [[Olivetti]] ed all'[[Università di Pisa]] per lo sviluppo di [[Arianna (motore di ricerca)|Arianna.it]], il primo [[motore di ricerca]] di contenuti in lingua italiana. Il motore di ricerca Arianna è stato progressivamente inglobato in Libero<ref name="wikipedia">[https://it.wikipedia.org/wiki/Libero_(portale) Libero (portale) - Wikipedia]. La pagina cita come fonti collegamenti archiviati di Libero la cui consulta è stata resa impossibile.</ref> ed oggi l'URL originale di Arianna funziona come redirect per la pagina principale di Libero<ref>[https://arianna.it Arianna.it], oggi redirect per Libero</ref>. | ||
Libero.it riscosse sin da subito un enorme successo in [[Italia]], e successivamente il sito ha integrato altri servizi come la [[webmail]] e la rete sociale Digiland, che permetteva agli utenti di pubblicare articoli [[HTML]] e di chattare. | |||
Nel 1997 il sito è stato acquistato da [[Infostrada]], il primo operatore telefonico alternativo alla [[Telecom]], fondato da Olivetti e l'azienda [[Germania|tedesca]] [[Mannesmann]]<ref>[https://www.treccani.it/enciclopedia/infostrada/ Infostrada - Enciclopedia Treccani]</ref>. Nel 1999 la Olivetti cede Infostrada alla Mannesmann e due anni più tardi viene rilevata dall'[[ENEL]], incorporandola in [[Wind Telecomunicazioni S.p.A.]] nel 2002. | |||
Nel 2002, Wind rilancia il portale di ''Libero'' proponendolo come portale che riunisce i mondi di IOL, Libero ed [[InWind]]. Quest'ultimo era un portale web ed un motore di ricerca fondato nel 2000 da Wind, che ha cessato di esistere nel 2002 diventando un redirect per Libero<ref>[https://web.archive.org/web/20010418154430/http://www.inwind.it/ inwind.it - archiviato su Wayback Machine il 18 aprile 2001]</ref><ref>[http://inwind.it InWind], oggi redirect a Libero</ref>. | |||
Nel corso degli anni Libero.it subisce vari restyling ed incorpora altri servizi come l'[[elenco telefonico]] italiano, che viene acquisito e rinominato in [[Pagine Bianche]] | |||
Il 4 maggio 2011 il sito viene rilevato da una nuova società denominata ''Libero S.r.l.'', annunciando l'uscita del sito da Wind e da Infostrada. La nuova società comprende anche [[ITNet]], un [[Internet service provider|ISP]] di proprietà del magnate [[Egitto|egiziano]] [[Naguib Onsi Sawiris]], attuale presidente di [[Italiaonline]]<ref>[https://www.pcprofessionale.it/news/software-news/libero-da-addio-a-wind/ Libero dà addio a Wind - PC Professionale] [https://web.archive.org/web/20140219050832/http://www.pcprofessionale.it/2011/05/04/libero-da-addio-a-wind/ <nowiki>[ARCHIVIATO]</nowiki>]</ref>. | |||
L'anno successivo Libero S.r.l. acquisisce la Matrix S.p.A., controllata al 100% da Telecom e titolare del portale web rivale [[Virgilio (portale)|Virgilio]]<ref>Sara Bennewitz (2012): [https://www.repubblica.it/economia/2012/08/09/news/telecom_vende_matrix_ala_fiannziaere_egiziano_sawiris-40642965/ ''Telecom ha venduto Virgilio a Libero.it Nasce il più grande player italiano del web'' - La Repubblica]</ref>. Con questa acquisizione, l'azienda Libero S.r.l. cambia il nome in Italiaonline S.r.l. nel 2013<ref>Andrea Biondi (2013): [https://st.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2013-02-07/libero-virgilio-presentano-test-170645.shtml ''Da Libero e Virgilio (ri)nasce ItaliaOnline'' - Il Sole 24 ore]</ref>, diventando una [[Società per Azioni]] nell'aprile 2014<ref>Comunicazione di avvenuta esecuzione della trasformazione della forma giuridica di Italiaonline da S.r.l. a S.p.A. - Italiaonline [https://web.archive.org/web/20180111164954/http://www.italiaonline.it/2014/04/16/comunicazione-di-avvenuta-esecuzione-della-trasformazione-della-forma-giuridica-di-italiaonline-da-s-r-l-s-p/ <nowiki>[ARCHIVIATO]</nowiki>]</ref>. | |||
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Versione delle 15:43, 14 nov 2025

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| Libero | |
|---|---|
| URL | https://www.libero.it/ |
| Tipo di sito | Portale web, Motore di ricerca, Webmail |
| Paese | |
| Fondazione | 1994 |
| Proprietà | Italiaonline |
| precedente proprietario | Infostrada |
| Registrazione | facoltativa |
| Lingua | italiano |
| Stato attuale | attivo |
| Slogan | nato digitale |
Libero.it, conosciuto come Libero, è un portale web italiano fondato nel 1994 ed acquisito nel 1997 da Infostrada. Ad oggi, il sito, completo di vari servizi come motore di ricerca, webmail, notizie, comunità virtuale e blog hosting, è di proprietà della Italiaonline in seguito dell'acquisizione della Matrix S.p.A. da parte di Infostrada.
Storia
Il sito di Libero è stato aperto ufficialmente nel 1994. Allora internet era un servizio a pagamento accessibile solo da un sistema informatico, di conseguenza il sito proponeva un servizio di assistenza alla navigazione internet e nella configurazione della posta elettronica[1].
Nel 1996 il sito ha collaborato assieme alla Olivetti ed all'Università di Pisa per lo sviluppo di Arianna.it, il primo motore di ricerca di contenuti in lingua italiana. Il motore di ricerca Arianna è stato progressivamente inglobato in Libero[2] ed oggi l'URL originale di Arianna funziona come redirect per la pagina principale di Libero[3].
Libero.it riscosse sin da subito un enorme successo in Italia, e successivamente il sito ha integrato altri servizi come la webmail e la rete sociale Digiland, che permetteva agli utenti di pubblicare articoli HTML e di chattare.
Nel 1997 il sito è stato acquistato da Infostrada, il primo operatore telefonico alternativo alla Telecom, fondato da Olivetti e l'azienda tedesca Mannesmann[4]. Nel 1999 la Olivetti cede Infostrada alla Mannesmann e due anni più tardi viene rilevata dall'ENEL, incorporandola in Wind Telecomunicazioni S.p.A. nel 2002.
Nel 2002, Wind rilancia il portale di Libero proponendolo come portale che riunisce i mondi di IOL, Libero ed InWind. Quest'ultimo era un portale web ed un motore di ricerca fondato nel 2000 da Wind, che ha cessato di esistere nel 2002 diventando un redirect per Libero[5][6].
Nel corso degli anni Libero.it subisce vari restyling ed incorpora altri servizi come l'elenco telefonico italiano, che viene acquisito e rinominato in Pagine Bianche
Il 4 maggio 2011 il sito viene rilevato da una nuova società denominata Libero S.r.l., annunciando l'uscita del sito da Wind e da Infostrada. La nuova società comprende anche ITNet, un ISP di proprietà del magnate egiziano Naguib Onsi Sawiris, attuale presidente di Italiaonline[7].
L'anno successivo Libero S.r.l. acquisisce la Matrix S.p.A., controllata al 100% da Telecom e titolare del portale web rivale Virgilio[8]. Con questa acquisizione, l'azienda Libero S.r.l. cambia il nome in Italiaonline S.r.l. nel 2013[9], diventando una Società per Azioni nell'aprile 2014[10].
Servizi offerti
- Blog (Digiland)
- Notizie
- Cloud computing
- Posta elettronica
- Webmail
- Posta elettronica certificata (PEC)
- Motore di ricerca (oggi basato su Google e disponibile solo un modalità Desktop)
- Browser game (Libero Fun)[11]
- e-commerce (Libero club)[12]
- Chat (Libero chat)[13]
Voci correlate
Collegamenti esterni
Note
- ↑ Libero - Italiaonline [ARCHIVIATO]
- ↑ Libero (portale) - Wikipedia. La pagina cita come fonti collegamenti archiviati di Libero la cui consulta è stata resa impossibile.
- ↑ Arianna.it, oggi redirect per Libero
- ↑ Infostrada - Enciclopedia Treccani
- ↑ inwind.it - archiviato su Wayback Machine il 18 aprile 2001
- ↑ InWind, oggi redirect a Libero
- ↑ Libero dà addio a Wind - PC Professionale [ARCHIVIATO]
- ↑ Sara Bennewitz (2012): Telecom ha venduto Virgilio a Libero.it Nasce il più grande player italiano del web - La Repubblica
- ↑ Andrea Biondi (2013): Da Libero e Virgilio (ri)nasce ItaliaOnline - Il Sole 24 ore
- ↑ Comunicazione di avvenuta esecuzione della trasformazione della forma giuridica di Italiaonline da S.r.l. a S.p.A. - Italiaonline [ARCHIVIATO]
- ↑ Libero Fun
- ↑ Libero Club
- ↑ Libero Chat