Argomento dominatore: differenze tra le versioni
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L'argomento dominatore è un ragionamento logico che esplora il concetto di possibilità e il suo rapporto con gli eventi passati, presenti e futuri. Fu formulato dal filosofo greco Diodoro Crono, esponente della scuola megarica. | === L'argomento dominatore è un ragionamento logico che esplora il concetto di possibilità e il suo rapporto con gli eventi passati, presenti e futuri. Fu formulato dal filosofo greco Diodoro Crono, esponente della scuola megarica. === | ||
=== Il suo obiettivo è dimostrare che: === | |||
=== '''Solo ciò che accade è possibile''' (e dunque il passato e il presente sono necessari). === | |||
=== '''Il futuro è deterministico''', perché un evento futuro possibile, se mai non si realizzerà, in realtà ''non era mai possibile''. === | |||
=== Struttura logica dell'argomento === | |||
# '''Premessa 1''': Tutto ciò che è passato è necessario (non può essere cambiato). | |||
# '''Premessa 2''': L’impossibile non segue dal possibile (se un evento è possibile, non può portare a qualcosa di impossibile). | |||
# '''Conclusione''': Se qualcosa ''non accadrà'', allora ''non era mai possibile'' che accadesse. | |||
=== Implicazioni filosofiche: === | |||
* '''Negazione dei "futuri contingenti"''': Diodoro nega che esistano possibilità aperte nel futuro: se un evento non avverrà, era ''sempre'' falso dire "potrebbe accadere". | |||
* '''Determinismo temporale''': Il suo ragionamento anticipa temi ripresi poi dagli Stoici e nella filosofia medievale (es. il problema della prescienza divina). | |||
* '''Critiche successive''': Aristotele (con l’esempio della battaglia navale futura) e filosofi come Leibniz obietteranno che la possibilità non va confusa con l’attualità. | |||
== Tentativi storici di confutare l'argomento == | |||
=== La critica di Aristotele: I Futuri Contingenti === | |||
* '''Tesi centrale''': ''"Alcuni eventi futuri sono genuinamente contingenti"'' → Esiste una '''possibilità reale''' per alternative opposte, anche se solo una si realizzerà. | |||
* '''Esempio famoso''' (''De Interpretatione'', cap. 9): | |||
** ''"Domani ci sarà o non ci sarà una battaglia navale"''. | |||
** Per Aristotele, '''oggi''' è ''vero'' che una delle due opzioni accadrà, ma ''non è ancora determinato'' quale. La realtà futura dipende da scelte umane o circostanze accidentali. | |||
* '''Implicazione''': '''Rifiuto del determinismo logico''' – Dire "accadrà X" ''ora'' non è né vero né falso, ma indeterminato. | |||
Secondo Aristotele faceva fisicamente coincidere il poter essere che nella visione aristotelica equivale anche alla materia informe all'essere di Parmenide e in questo modo considerava illusorio il divenire. | |||
=== Crisippo === | |||
Crisippo non nega il determinismo – anzi, come stoico, lo abbraccia. Ma distingue tra un ''fato cieco'' e un ''ordine razionale'' che lascia spazio alla causalità umana. Mentre Diodoro schiaccia il possibile sull’attuale ("se non accade, non poteva accadere"), Crisippo introduce una delicata ma cruciale ''distinzione modale'': | |||
''"Non tutto ciò che è possibile diventa reale, ma tutto ciò che è reale era possibile."'' | |||
Questa formula, apparentemente semplice, scardina l’equivalenza diodorea. Per Crisippo, il mondo è un tessuto di cause intrecciate, dove la ''natura stessa delle cose'' (la loro ''hexis'', disposizione interna) gioca un ruolo attivo. Prendiamo il suo celebre esempio del cilindro: | |||
* '''La spinta iniziale''' (causa esterna) è necessaria – senza di essa, il cilindro non si muove. | |||
* '''La rotolatura''', però, dipende dalla ''forma stessa del cilindro'' (causa interna). | |||
In questo modo, Crisippo salva sia l’universalità del fato (la spinta è predeterminata) sia l’autonomia delle cose (il modo in cui reagiscono è parte della loro essenza). | |||
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L'argomento dominatore è un ragionamento logico che esplora il concetto di possibilità e il suo rapporto con gli eventi passati, presenti e futuri. Fu formulato dal filosofo greco Diodoro Crono, esponente della scuola megarica.
Il suo obiettivo è dimostrare che:
Solo ciò che accade è possibile (e dunque il passato e il presente sono necessari).
Il futuro è deterministico, perché un evento futuro possibile, se mai non si realizzerà, in realtà non era mai possibile.
Struttura logica dell'argomento
- Premessa 1: Tutto ciò che è passato è necessario (non può essere cambiato).
- Premessa 2: L’impossibile non segue dal possibile (se un evento è possibile, non può portare a qualcosa di impossibile).
- Conclusione: Se qualcosa non accadrà, allora non era mai possibile che accadesse.
Implicazioni filosofiche:
- Negazione dei "futuri contingenti": Diodoro nega che esistano possibilità aperte nel futuro: se un evento non avverrà, era sempre falso dire "potrebbe accadere".
- Determinismo temporale: Il suo ragionamento anticipa temi ripresi poi dagli Stoici e nella filosofia medievale (es. il problema della prescienza divina).
- Critiche successive: Aristotele (con l’esempio della battaglia navale futura) e filosofi come Leibniz obietteranno che la possibilità non va confusa con l’attualità.
Tentativi storici di confutare l'argomento
La critica di Aristotele: I Futuri Contingenti
- Tesi centrale: "Alcuni eventi futuri sono genuinamente contingenti" → Esiste una possibilità reale per alternative opposte, anche se solo una si realizzerà.
- Esempio famoso (De Interpretatione, cap. 9):
- "Domani ci sarà o non ci sarà una battaglia navale".
- Per Aristotele, oggi è vero che una delle due opzioni accadrà, ma non è ancora determinato quale. La realtà futura dipende da scelte umane o circostanze accidentali.
- Implicazione: Rifiuto del determinismo logico – Dire "accadrà X" ora non è né vero né falso, ma indeterminato.
Secondo Aristotele faceva fisicamente coincidere il poter essere che nella visione aristotelica equivale anche alla materia informe all'essere di Parmenide e in questo modo considerava illusorio il divenire.
Crisippo
Crisippo non nega il determinismo – anzi, come stoico, lo abbraccia. Ma distingue tra un fato cieco e un ordine razionale che lascia spazio alla causalità umana. Mentre Diodoro schiaccia il possibile sull’attuale ("se non accade, non poteva accadere"), Crisippo introduce una delicata ma cruciale distinzione modale:
"Non tutto ciò che è possibile diventa reale, ma tutto ciò che è reale era possibile."
Questa formula, apparentemente semplice, scardina l’equivalenza diodorea. Per Crisippo, il mondo è un tessuto di cause intrecciate, dove la natura stessa delle cose (la loro hexis, disposizione interna) gioca un ruolo attivo. Prendiamo il suo celebre esempio del cilindro:
- La spinta iniziale (causa esterna) è necessaria – senza di essa, il cilindro non si muove.
- La rotolatura, però, dipende dalla forma stessa del cilindro (causa interna).
In questo modo, Crisippo salva sia l’universalità del fato (la spinta è predeterminata) sia l’autonomia delle cose (il modo in cui reagiscono è parte della loro essenza).