Bernardino Telesio: differenze tra le versioni
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Ormai famoso tra gli studiosi del tempo morì a Cosenza nel 1588, rimpianto dai suoi discepoli che si adoperavano per la diffusione del suo pensiero, contrastato dal Sant'Uffizio che fece inserire per la concezione contraria alla Scrittura che Telesio nutriva dell'anima il ''Quod animal'', il ''De somno'', e il ''De rerum natura'' nell'Indice dei libri proibiti fatto pubblicare da Clemente VIII nel 1596. | Ormai famoso tra gli studiosi del tempo morì a Cosenza nel 1588, rimpianto dai suoi discepoli che si adoperavano per la diffusione del suo pensiero, contrastato dal Sant'Uffizio che fece inserire per la concezione contraria alla Scrittura che Telesio nutriva dell'anima il ''Quod animal'', il ''De somno'', e il ''De rerum natura'' nell'Indice dei libri proibiti fatto pubblicare da Clemente VIII nel 1596. | ||
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Secondo Telesio la conoscenza deriva dalla somiglianza con le cose che sono state percepite dal senso,che si distingue quindi da quella che procede unicamente da finzioni: | |||
"Non disprezzo nè trascuro la ragione che nasce dalla (somiglianza) con le cose percepite dal senso e insomma dal senso stesso,ma quella procede solamente da finzioni[...] e voglio dire propriamente questo professandomi amante e cultore di una filosofia totalmente umana". | |||
Versione delle 12:47, 7 lug 2025

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Bernardino Telesio (Cosenza, 1509-1588) fu il massimo esponente del naturalismo rinascimentale, noto per la sua radicale opposizione all’antropomorfizzazione della natura. Nel suo capolavoro, De rerum natura iuxta propria principia (1565), propose un’indagine fisica basata su principi immanenti – caldo e freddo, espansione e contrazione – rifiutando ogni spiegazione metafisica o aristotelica. A differenza di contemporanei come Gerolamo Cardano, che mescolavano scienza e cause occulte, Telesio sostenne un empirismo rigoroso, anticipando temi poi ripresi da Campanella e Bacone. La sua filosofia, centrata sull’autosufficienza della natura, segnò una svolta decisiva verso il moderno pensiero scientifico.
Biografia
Bernardino Telesio nacque a Cosenza nel 1509 da una famiglia nobile. Suo zio paterno, il celebre umanista Antonio Telesio, si occupò della sua formazione: dopo averlo fatto studiare nella città natale, lo condusse a Milano, dove il giovane Bernardino apprese il greco e il latino. Queste competenze gli permisero di leggere direttamente i testi dei filosofi antichi nelle lingue originali, evitando le traduzioni latine che trovava spesso poco chiare.
Nel 1523 seguì lo zio a Roma, dove questi era stato chiamato a insegnare. Vi rimase fino al 1527, quando la città subì il saccheggio dei Lanzichenecchi di Carlo V, durante il quale Telesio fu catturato. Liberato grazie all'intervento di Bernardino Martirano - amico del comandante delle truppe, Filiberto d'Orange - si trasferì prima a Venezia e poi a Padova.
A Padova, Telesio approfondì gli studi di matematica, astronomia e filosofia morale sotto la guida di Federico Delfino, conseguendo il dottorato nel 1535. Proprio nell'ateneo patavino, ancora diviso tra le opposte fazioni degli averroisti e degli alessandrini riguardo all'interpretazione di Aristotele, egli iniziò a sviluppare la sua originale critica alla fisica aristotelica. Fu in questo vivace contesto intellettuale che maturò il suo rivoluzionario approccio allo studio della natura, destinato a diventare il fulcro di tutta la sua produzione filosofica.
Lo stesso periodo padovano vide Telesio cimentarsi anche nella composizione poetica, come attestano alcuni brevi componimenti riscoperti e pubblicati da Luca Irwin Fragale solo nel 2010.
Negli anni seguenti compie da Cosenza numerosi viaggi,sopratutto a Roma. Dopo un ritiro in un convento benedettino che pare sia stata la Grancia de Seminara sposa Diana Sersale dal quale avrà quattro figli, il primogenito dei quali, Prospero, fu misteriosamente ucciso nel 1576.
Poco dopo accetta la carica di sindaco dei nobili. Nel 1563 si reca a Brescia per incontrare il celebre aristotelico Vincenzo Maggi,professore a Padova e Ferrara,al quale sottopone le nuove teorie che si appresta a pubblicare. Un'anno più tardi Pio IV gli offre di divenire aricivescovo di Cosenza,ma rifiuta e prega il papa di nominare al suo posto il fratello Tommaso. Nel 1565 escono a Roma i due libri del De Natura iuxta propria principia. Appena cinque anni dopo esce a Napoli,sempre in due libri,la seconda edizione sempre del suo capolavoro con il titolo De rerum natura iuxta propria principia . Assieme al De rerum natura vengono pubblicati anche tre opuscoli: il De mari, il de his quae in aere fiunt et de Terraemotibus e il De colorum generatione.
Telesio trascorse gli ultimi anni della sua vita a Cosenza dove, dopo la morte di Aulo Giano Parrasio (1534), si era dedicato allo sviluppo degli studi filosofici-scientifici della locale accademia che da lui prenderà il nome di Accademia "telesiana".
Ormai famoso tra gli studiosi del tempo morì a Cosenza nel 1588, rimpianto dai suoi discepoli che si adoperavano per la diffusione del suo pensiero, contrastato dal Sant'Uffizio che fece inserire per la concezione contraria alla Scrittura che Telesio nutriva dell'anima il Quod animal, il De somno, e il De rerum natura nell'Indice dei libri proibiti fatto pubblicare da Clemente VIII nel 1596.
Pensiero
Secondo Telesio la conoscenza deriva dalla somiglianza con le cose che sono state percepite dal senso,che si distingue quindi da quella che procede unicamente da finzioni:
"Non disprezzo nè trascuro la ragione che nasce dalla (somiglianza) con le cose percepite dal senso e insomma dal senso stesso,ma quella procede solamente da finzioni[...] e voglio dire propriamente questo professandomi amante e cultore di una filosofia totalmente umana".