Trattato sino-sovietico del 1950: differenze tra le versioni
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Nel dicembre 1949, il presidente della Repubblica Popolare Cinese, [[Mao Zedong]] giunse a Mosca per una visita ufficiale<ref>[http://dangshi.people.com.cn/n/2013/1106/c85037-23453361.html La prima visita di Mao Zedong in Unione Sovietica e la politica diplomatica della Nuova Cina - Danghi (cpnews.cn)] (in cinese)</ref>. Il 20 gennaio 1950 anche il premier e ministro degli esteri cinese [[Zhou Enlai]] raggiunse la capitale sovietica, permettendo delle negoziazioni tra i due governi che si conclusero il 14 febbraio. Questo incontro istituzionale permise la firma del '''Trattato sino-sovietico di amicizia, alleanza e mutua assistenza''' in contemporanea con l'accordo sulla ferrovia di Changchun, Port Arthur e Dalian in Cina, l'accordo sui prestiti sovietici alla Repubblica Popolare Cinese e l'accordo supplementare al trattato d'amicizia già citato<ref>1950年2月14日 中苏两国签订友好同盟互助条约.中国网 (in cinese) [https://baike.baidu.com/reference/7612081/533aYdO6cr3_z3kATPOJyfSmZn3ANY-r6LfQALZzzqIP0XOpX5nyFIs66dk-sPRoGUXIvtdjYtkAguuiUxUU8bNYNfI3QrUrgHb9TDLC1u25oZ1kxJUroo1BXakRgvDv7gCh <nowiki<[ARCHIVIATO]</nowiki>]</ref>. | Nel dicembre 1949, il presidente della Repubblica Popolare Cinese, [[Mao Zedong]] giunse a Mosca per una visita ufficiale<ref>[http://dangshi.people.com.cn/n/2013/1106/c85037-23453361.html La prima visita di Mao Zedong in Unione Sovietica e la politica diplomatica della Nuova Cina - Danghi (cpnews.cn)] (in cinese)</ref>. Il 20 gennaio 1950 anche il premier e ministro degli esteri cinese [[Zhou Enlai]] raggiunse la capitale sovietica, permettendo delle negoziazioni tra i due governi che si conclusero il 14 febbraio. Questo incontro istituzionale permise la firma del '''Trattato sino-sovietico di amicizia, alleanza e mutua assistenza''' in contemporanea con l'accordo sulla ferrovia di Changchun, Port Arthur e Dalian in Cina, l'accordo sui prestiti sovietici alla Repubblica Popolare Cinese e l'accordo supplementare al trattato d'amicizia già citato<ref>1950年2月14日 中苏两国签订友好同盟互助条约.中国网 (in cinese) [https://baike.baidu.com/reference/7612081/533aYdO6cr3_z3kATPOJyfSmZn3ANY-r6LfQALZzzqIP0XOpX5nyFIs66dk-sPRoGUXIvtdjYtkAguuiUxUU8bNYNfI3QrUrgHb9TDLC1u25oZ1kxJUroo1BXakRgvDv7gCh <nowiki<[ARCHIVIATO]</nowiki>]</ref>. | ||
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Il "Trattato di amicizia, alleanza e mutua assistenza sino-sovietico" è stato un trattato di amicizia firmato il 14 febbraio 1950 tra la Repubblica Popolare Cinese e l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, ed entrò in vigore l’11 aprile dello stesso anno, con una validità di 30 anni. Questo trattato annullava il precedente e ineguale "Trattato di amicizia e alleanza sino-sovietico" firmato a Mosca nell’agosto 1945 dal rappresentante del governo della Repubblica di Cina Wang Shijie e dal governo sovietico. Il nuovo trattato fu firmato al Cremlino di Mosca dal primo ministro e ministro degli esteri della Repubblica Popolare Cinese Zhou Enlai e dal ministro degli esteri sovietico Andrej Vyšinskij. A partire dagli anni ’60, le relazioni tra Cina e URSS si deteriorarono, e il trattato rimase tale solo formalmente, senza più effetto pratico e non fu più rinnovato alla sua scadenza[1].
Applicazione

Nel dicembre 1949, il presidente della Repubblica Popolare Cinese, Mao Zedong giunse a Mosca per una visita ufficiale[2]. Il 20 gennaio 1950 anche il premier e ministro degli esteri cinese Zhou Enlai raggiunse la capitale sovietica, permettendo delle negoziazioni tra i due governi che si conclusero il 14 febbraio. Questo incontro istituzionale permise la firma del Trattato sino-sovietico di amicizia, alleanza e mutua assistenza in contemporanea con l'accordo sulla ferrovia di Changchun, Port Arthur e Dalian in Cina, l'accordo sui prestiti sovietici alla Repubblica Popolare Cinese e l'accordo supplementare al trattato d'amicizia già citato[3].
La firma del "Trattato di amicizia, alleanza e mutua assistenza sino-sovietico" fornì, in una certa misura, un ambiente esterno favorevole alla neonata Repubblica Popolare Cinese, promuovendo una fase di "luna di miele" nelle relazioni tra Cina e URSS, che si svilupparono inizialmente in modo positivo e contribuirono alla costruzione di un’amicizia permanente e indistruttibile tra i due Paesi. Il 3 aprile 1979, il governo cinese annunciò ufficialmente che il trattato firmato nel 1950 sarebbe scaduto un anno dopo. La Cina dichiarò che non avrebbe prolungato la validità dell’accordo con l’Unione Sovietica venendo definitivamente abrogato nel 1980[4].
Contesto storico
Il Trattato di amicizia, alleanza e mutua assistenza sino-sovietico, firmato nel 1950, venne stipulato in contrapposizione al precedente "Trattato di amicizia e alleanza sino-sovietico" firmato il 14 agosto 1945 tra il governo cinese del Kuomintang e quello dell’Unione Sovietica, nonché agli accordi annessi riguardanti la ferrovia cinese di Changchun, Lüshunkou e Dalian.
Con la Conferenza di Jalta, E' stata riconosciuta l'indipendenza della Mongolia Esterna dalla Cina e veniva inoltre discussa la separazione della Cina in due stati. Per costringere il governo nazionalista cinese ad accettare le condizioni sovietico-americane, gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica esercitarono pressioni congiunte, alternando tattiche dure e morbide. Dopo che l’ingresso massiccio dell'Armata Rossa sovietica nel nord-est della Cina, Chiang Kai-shek fu infine costretto ad accettare e firmare un trattato in condizioni di totale svantaggio.
Con Mao Zedong in rappresentanza della prima generazione di leadership forte e matura del Partito Comunista Cinese, assieme al sostegno sincero delle masse popolari, in particolare dei cittadini delle zone liberate e dei contadini nelle aree controllate dal Kuomintang, la Cina riuscì a "rompere il sistema di Jalta" e a vincere la guerra di liberazione. Gli esponenti illuminati dei due partiti, il Partito Comunista Cinese ed il Kuomintang, condannarono e respinsero fermamente le ingerenze diplomatiche scaturite da Jalta che miravano a una divisione della Cina lungo il fiume Yangtze, alla creazione di "due Cine" sulla scena internazionale, ed al **mantenimento di privilegi speciali** nei settori economico, diplomatico, militare e politico.
La vittoria della rivoluzione cinese cambiò radicalmente la configurazione geopolitica dell’Asia e dell’Estremo Oriente, costringendo l’Unione Sovietica a riconsiderare la propria politica verso la Cina. In un contesto segnato dalla Guerra Fredda, Stalin aveva chiaramente bisogno che la nuova Cina si unisse al blocco socialista per rafforzare il fronte antiamericano in Asia. Dal canto suo, il Partito Comunista Cinese, sia nella presa del potere che nella sua consolidazione, necessitava del sostegno sovietico per contrastare l’intervento americano nella guerra civile ed impedire puindi un rovesciamento della nuova Repubblica Popolare.
Su questo piano, le esigenze cinesi e sovietiche erano comuni e reciproche. La Cina comunista, appena conquistato il potere nazionale, ambiva naturalmente a mantenere stretti legami di alleanza con l’Unione Sovietica, sia per motivi ideologici che per lo sviluppo economico del futuro Stato. Sebbene avesse ottenuto la vittoria militare nella guerra civile, il nuovo governo si trovava di fronte a una situazione economica disastrosa, con enormi sfide nella ricostruzione e nell’amministrazione del Paese. La leadership cinese era profondamente preoccupata, ed il sostegno sovietico appariva come l’unica speranza concreta, soprattutto considerando che la Cina era in uno stato di conflitto con i Paesi occidentali.
Tuttavia, le modalità concrete per **trasformare questo bisogno in un trattato formale** erano oggetto di divergenze tra Cina e URSS: Stalin voleva una forma di alleanza con la nuova Cina che non danneggiasse l’ordine stabilito a Jalta, mentre Mao Zedong, invece, intendeva affermare l’immagine di una Cina nuova, indipendente e sovrana, e sperava che la forma della nuova alleanza sino-sovietica potesse servire da modello per l’abolizione di tutti i trattati ineguali ereditati dal passato.
Secondo Mao, partire dalla revisione del trattato con l’URSS avrebbe permesso alla nuova Cina di acquisire maggiore prestigio internazionale e di affrontare con più forza i trattati firmati con le potenze imperialiste in passato. Dopo la fondazione della Repubblica Popolare Cinese, la questione del trattato con l’URSS divenne una **priorità assoluta** per la politica estera e le decisioni diplomatiche cinesi. Fu così che Mao diede massima importanza alla questione e decise di avviare negoziati diretti con Stalin per la stipula di un nuovo trattato sino-sovietico.
Fonte
[Questa voce è stata importata da Baike Baidu]. La voce originale è in cinese, è stata tradotta in italiano dallo staff di Konspedia.
Note
- ↑ https://www.todayonhistory.com/2/14/ZhongSuYouHaoTongMengHuZhuTiaoYue-ZaiMoSiKeQianDing.html (in cinese) [ARCHIVIATO]
- ↑ La prima visita di Mao Zedong in Unione Sovietica e la politica diplomatica della Nuova Cina - Danghi (cpnews.cn) (in cinese)
- ↑ 1950年2月14日 中苏两国签订友好同盟互助条约.中国网 (in cinese) <nowiki<[ARCHIVIATO</nowiki>]
- ↑ 1950年,周恩来首次出访苏联,双方签订《中苏友好同盟互助条约》 (in cinese)