Megalopoli: differenze tra le versioni
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Il termine "megalopoli" (dal greco ''megas'', grande, e ''polis'', città-stato) designa, in geografia urbana, un sistema urbanizzato di dimensioni eccezionali, caratterizzato | Il termine "megalopoli" (dal greco ''megas'', grande, e ''polis'', città-stato) designa, in geografia urbana, un sistema urbanizzato di dimensioni eccezionali, caratterizzato dall'unione fisica e funzionale di più aree metropolitane e centri urbani minori. Introdotto dal geografo Jean Gottmann nel 1961 per descrivere la regione urbana della costa nord-orientale degli Stati Uniti (da Boston a Washington), il concetto supera la nozione di singola [[metropoli]] per descrivere una rete policentrica continua, estesa per centinaia di chilometri e popolata da decine di milioni di abitanti, integrata da intensi flussi economici, sociali e infrastrutturali. | ||
== Caratteristiche strutturali e funzionali == | == Caratteristiche strutturali e funzionali == | ||
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A differenza della metropoli tradizionale, la megalopoli non possiede un unico centro dominante, ma una struttura reticolare di nodi urbani specializzati e interconnessi. Il territorio si configura come un continuum urbanizzato, dove aree densamente edificate si alternano a spazi infrastrutturali (autostrade, aeroporti, nodi logistici) e residuali sacche agricole o naturali, ormai funzionalmente assorbite dal sistema. L'elevata integrazione economica si manifesta nella specializzazione produttiva dei diversi poli ( es. finanza, tecnologia, industria manifatturiera) e nella creazione di un mercato del lavoro e dei servizi unificato, sostenuto da reti di trasporto multimodali e da infrastrutture di comunicazione avanzate. | A differenza della metropoli tradizionale, la megalopoli non possiede un unico centro dominante, ma una struttura reticolare di nodi urbani specializzati e interconnessi. Il territorio si configura come un continuum urbanizzato, dove aree densamente edificate si alternano a spazi infrastrutturali (autostrade, aeroporti, nodi logistici) e residuali sacche agricole o naturali, ormai funzionalmente assorbite dal sistema. L'elevata integrazione economica si manifesta nella specializzazione produttiva dei diversi poli ( es. finanza, tecnologia, industria manifatturiera) e nella creazione di un mercato del lavoro e dei servizi unificato, sostenuto da reti di trasporto multimodali e da infrastrutture di comunicazione avanzate. | ||
=== Soglia demografica === | |||
Mentre la definizione originario di Gottman identificava una megalopoli una struttura con almeno 20 milioni di abitanti, fonti più recenti identificano come "megacittà" aree metropolitane con un numero di popolazione notevole mentre riservano il termine "megalopoli" per i sistemi policentrici di scala regionale | |||
== Megalopoli nel mondo == | |||
=== '''Boswash (Stati Uniti)''' === | |||
Conosciuta anche come Corridoio Nord-Est, Boswash è una vasta megalopoli situata sulla costa atlantica degli Stati Uniti nordorientali. Il suo nucleo si estende da Boston, a nord, fino a Washington D.C., a sud, per una lunghezza totale di circa 700 km. Lungo questo asse si è formato un enorme continuum urbanizzato che ingloba numerose città e i rispettivi centri satellite. | |||
Il termine BosWash è un neologismo nato dalla fusione delle iniziali delle due città che ne delimitano i confini: Bos (da Boston, all'estremità settentrionale) e Wash (da Washington D.C., all'estremità meridionale). | |||
Le principali città che fanno parte di questa megalopoli includono, procedendo da nord-est verso sud-ovest: Boston, New York, Filadelfia, Baltimora e Washington D.C., passando per centri come Hartford. Oltre all'enorme concentrazione urbana e demografica, l'area è un epicentro mondiale per la cultura e la ricerca, ospitando numerose università di fama, tra cui diverse della Ivy League, e importanti centri di ricerca. | |||
=== Megalopoli di Tokyo (Giappone) === | |||
La Megalopoli di Tokyo è un vasto continuum urbanizzato che si estende lungo il corridoio del Tokaido, collegando le tre principali aree metropolitane del [[Giappone]]: l'area del Kanto meridionale (Tokyo e dintorni), l'area del Chukyo (Nagoya) e l'area del Keihanshin (Osaka, Kyoto, Kobe). Questo sistema urbano lineare si è sviluppato lungo le principali infrastrutture di trasporto del Paese, tra cui lo Shinkansen (linee Tokaido e Sanyo, quest'ultima in alcune sezioni), le linee ferroviarie convenzionali (linee principali Tokaido, Chuo e Kansai), le autostrade (Tomei, Shin-Tomei, Isewangan, Shin-Meishin, Meishin) e le strade nazionali (come la Route 1). | |||
La megalopoli corrisponde alla metà orientale della cosiddetta cintura del Pacifico, una fascia industrializzata che si affaccia sull'Oceano Pacifico. Il termine è stato ampiamente utilizzato in Giappone durante il periodo di elevata crescita economica e fino all'epoca della bolla speculativa, quando era inquadrato nelle politiche di pianificazione territoriale nazionale (Piano di Sviluppo Nazionale Globale, Nuovo Zenso, Terzo Piano Nazionale). | |||
Con il successivo Quarto Piano Nazionale, l'attenzione si è ampliata verso una prospettiva pluriasse, che includeva, oltre all'Asse Nazionale del Pacifico (Giappone occidentale), anche l'Asse Nazionale del Nord-Est, l'Asse Nazionale del Mar del Giappone e l'Asse Nazionale del Pacifico. Il progetto, noto come Grande Progetto Nazionale del XXI Secolo, mirava alla formazione complessiva di questi quattro assi strategici. | |||
Prendendo ispirazione dalla megalopoli statunitense Boswash, il concetto di Megalopoli di Tokyo rifletteva l'ambizione del Giappone di porsi all'avanguardia in ambito politico, economico e culturale. Oltre alla concentrazione di attività economiche e amministrative, l'area ospita un'impressionante densità di stabilimenti manifatturieri, università, centri di ricerca e squadre sportive professionistiche, coprendo sia il baseball (NPB) che il calcio (J.League e relative leghe inferiori). | |||
=== Delta del Fiume delle Perle (Repubblica Popolare Cinese) === | |||
Il Delta del Fiume delle Perle (noto anche come Pearl River Delta) è una delle regioni urbane più densamente popolate e dinamiche del pianeta. Situato nella provincia del Guangdong, nel sud della Cina, questo vasto triangolo geografico si estende attorno all'estuario del Fiume delle Perle e comprende metropoli globali come Hong Kong e Macao (che hanno lo status di Regioni Amministrative Speciali), insieme a città come Shenzhen, Guangzhou, Dongguan, Huizhou, Zhongshan e Zhuhai. | |||
Storicamente abitata da popolazioni di lingua cantonese, la regione ha vissuto un tumultuoso sviluppo economico a partire dalla fine del XX secolo, trainato inizialmente dagli investimenti e dall'influenza di Hong Kong. Questo boom ha attirato un enorme flusso migratorio da altre province cinesi, trasformando radicalmente il tessuto sociale e demografico dell'area. Si stima che la popolazione effettiva (considerando anche i lavoratori migranti non registrati) superi i 40 milioni di abitanti, rendendo il Delta del Fiume delle Perle una delle conurbazioni più estese e affollate al mondo. | |||
Il governo cinese ha fatto dell'integrazione regionale una priorità strategica, promuovendo il concetto di Greater Bay Area (Area della Grande Baia) . L'obiettivo è creare una megalopoli integrata economicamente e infrastrutturalmente, in grado di competere con le altre grandi aree metropolitane globali come Tokyo e New York. A tal fine, sono stati realizzati progetti colossali come il Ponte Hong Kong-Zhuhai-Macao<ref>https://www.geopop.it/ponte-hong-kong-zhuhai-macao-cina-ponte-sospeso-sul-mare-piu-lungo-al-mondo-55km/</ref> e la linea ferroviaria ad alta velocità Guangzhou-Shenzhen-Hong Kong, che hanno ridotto drasticamente i tempi di percorrenza e favorito l'integrazione fisica ed economica dell'intera regione. | |||
== Pro e contro == | == Pro e contro == | ||
Dal punto di vista della vita delle persone, le megalopoli presentano implicazioni positive, soprattutto in ambito economico. Esse offrono una maggiore quantità e varietà di servizi rispetto ad altre città, nonché più opportunità lavorative<ref>Anci Digitale. "Megalopoli: strada obbligata o incubo da evitare?". gdc.ancidigitale.it, https://gdc.ancidigitale.it/megalopoli-strada-obbligata-o-incubo-da-evitare/#wrapper Questo articolo, che riporta gli interventi al Congresso Nazionale IN/ARCH, riconosce che le grandi agglomerazioni sono oggi considerate le uniche in grado di attrarre investimenti, promuovere l'innovazione e produrre PIL, confermando la base del ragionamento sulle opportunità</ref> | |||
Tuttavia, emergono anche implicazioni negative, legate principalmente all'impatto ambientale, alla gestione della mobilità e dei trasporti, e alle profonde disuguaglianze economiche e sociali che tali agglomerati urbani tendono a generare. | |||
== Megalopoli e geopolitica == | |||
Lo studio delle megalopoli non riguarda soltanto l’urbanistica o la demografia: è, in realtà, una lente privilegiata per comprendere gli equilibri geopolitici globali. Le grandi concentrazioni urbane non sono semplici aggregati di edifici e persone, ma nodi strategici nei quali si intrecciano economia, potere politico, innovazione tecnologica e relazioni internazionali. Analizzare la loro nascita e trasformazione significa osservare da vicino i cambiamenti negli assetti di potenza del mondo. | |||
=== New York: la prima metropoli globale === | |||
Quando New York superò i 10 milioni di abitanti nell’area metropolitana nel XX secolo, non rappresentò soltanto un record demografico: segnò simbolicamente l’ingresso degli Stati Uniti nella leadership globale. La città divenne il centro finanziario mondiale, sede di grandi banche, della borsa di Wall Street e, successivamente, di organizzazioni internazionali come l’ONU. La sua crescita rifletteva l’ascesa economica e politica americana. | |||
New York era il punto di arrivo di flussi migratori provenienti dall’Europa e da altre parti del mondo, il luogo in cui si concentravano capitali, industrie culturali, innovazione tecnologica e potere mediatico.La sua espansione urbana significa l’affermazione degli Stati Uniti come superpotenza nel Novecento. La città diventa così uno specchio della proiezione geopolitica di un Paese: più la città cresce e si rafforza, più il suo Stato consolida il proprio ruolo internazionale. | |||
=== La Cina è un laboratorio contemporaneo delle megalopoli? === | |||
[[File:Shanghai notte.jpg|centro|riquadrato|[[Shanghai]], [[Cina]].]] | |||
Oggi sembra che sia la Cina a rappresentare il grande laboratorio delle megalopoli. Città come Shanghai, Shenzhen, Pechino e Guangzhou sono cresciute a ritmi impressionanti, trasformandosi in poli economici e tecnologici di rilevanza mondiale. In pochi decenni, la Cina ha urbanizzato centinaia di milioni di persone, costruendo infrastrutture, reti ferroviarie ad alta velocità, porti e distretti finanziari che competono con quelli occidentali. | |||
Questa crescita urbana non è casuale, ma parte integrante di una strategia geopolitica più ampia. Le megalopoli cinesi sono motori dell’export, centri di innovazione tecnologica e snodi fondamentali delle catene globali del valore. Esse riflettono la volontà dello Stato cinese di affermarsi come potenza economica e tecnologica, capace di ridisegnare gli equilibri internazionali. La concentrazione di capitale umano, infrastrutture e investimenti in queste aree urbane rafforza il peso della Cina negli scambi globali e nelle dinamiche politiche mondiali. | |||
Se nel Novecento quindi New York incarnava l’ordine internazionale a guida americana, oggi le grandi città cinesi testimoniano l’emergere di un ordine più multipolare. Lo studio delle megalopoli, quindi, permette di cogliere in modo concreto i cambiamenti nella distribuzione del potere globale: osservando le città, si possono intuire le traiettorie degli Stati. | |||
== La megalopoli nella cultura di massa == | |||
'''Galaxy Express 999 (1978-1981''') di Leiji Matsumoto offre una delle rappresentazioni più potenti e politicamente consapevoli della megalopoli. L'opera è ambientata nell'anno 2021 e si apre con la descrizione di Megalopolis, una città modernissima dal clima artificialmente controllato, progettata come cuore pulsante di una civiltà che ha colonizzato la galassia . In questa [[città]] futuristica, la popolazione è drasticamente divisa: i ricchi possiedono un "corpo meccanico" che garantisce loro l'immortalità (fino a duemila anni), mentre i poveri vivono in tuguri ai margini della città, condannati a un'esistenza breve e misera . La megalopoli diventa così il | Il tema della megalopoli è stato esplorato dall'animazione giapponese, per esempio l'anime '''Galaxy Express 999 (1978-1981''') di Leiji Matsumoto offre una delle rappresentazioni più potenti e politicamente consapevoli della megalopoli. L'opera è ambientata nell'anno 2021 e si apre con la descrizione di Megalopolis, una città modernissima dal clima artificialmente controllato, progettata come cuore pulsante di una civiltà che ha colonizzato la galassia . In questa [[città]] futuristica, la popolazione è drasticamente divisa: i ricchi possiedono un "corpo meccanico" che garantisce loro l'immortalità (fino a duemila anni), mentre i poveri vivono in tuguri ai margini della città, condannati a un'esistenza breve e misera . La megalopoli diventa così il luogo di una disuguaglianza sociale estrema, dove gli uomini meccanici organizzano cacce all'uomo nei quartieri poveri, uccidendo gli umani per poi ibernarli come trofei . È in questo contesto che il giovane protagonista Tetsuro Hoshino (Masai nell'edizione italiana) perde la madre e ottiene da Maetel, una misteriosa donna bionda, un biglietto per il Galaxy Express 999, il treno spaziale che lo condurrà in un viaggio iniziatico attraverso l'universo . La città diventa così il punto di partenza obbligato, la porta d'accesso a un viaggio che è insieme fisico e morale, dove il ragazzo scoprirà che l'immortalità meccanica non è la soluzione, ma il sintomo di una civiltà che ha perso la propria umanità . | ||
[[File:DmTV5ztXcAAeXEg.jpg|centro|miniatura|453x453px|Megalopolis]] | |||
== Note == | |||
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Il termine "megalopoli" (dal greco megas, grande, e polis, città-stato) designa, in geografia urbana, un sistema urbanizzato di dimensioni eccezionali, caratterizzato dall'unione fisica e funzionale di più aree metropolitane e centri urbani minori. Introdotto dal geografo Jean Gottmann nel 1961 per descrivere la regione urbana della costa nord-orientale degli Stati Uniti (da Boston a Washington), il concetto supera la nozione di singola metropoli per descrivere una rete policentrica continua, estesa per centinaia di chilometri e popolata da decine di milioni di abitanti, integrata da intensi flussi economici, sociali e infrastrutturali.
Caratteristiche strutturali e funzionali
A differenza della metropoli tradizionale, la megalopoli non possiede un unico centro dominante, ma una struttura reticolare di nodi urbani specializzati e interconnessi. Il territorio si configura come un continuum urbanizzato, dove aree densamente edificate si alternano a spazi infrastrutturali (autostrade, aeroporti, nodi logistici) e residuali sacche agricole o naturali, ormai funzionalmente assorbite dal sistema. L'elevata integrazione economica si manifesta nella specializzazione produttiva dei diversi poli ( es. finanza, tecnologia, industria manifatturiera) e nella creazione di un mercato del lavoro e dei servizi unificato, sostenuto da reti di trasporto multimodali e da infrastrutture di comunicazione avanzate.
Soglia demografica
Mentre la definizione originario di Gottman identificava una megalopoli una struttura con almeno 20 milioni di abitanti, fonti più recenti identificano come "megacittà" aree metropolitane con un numero di popolazione notevole mentre riservano il termine "megalopoli" per i sistemi policentrici di scala regionale
Megalopoli nel mondo
Boswash (Stati Uniti)
Conosciuta anche come Corridoio Nord-Est, Boswash è una vasta megalopoli situata sulla costa atlantica degli Stati Uniti nordorientali. Il suo nucleo si estende da Boston, a nord, fino a Washington D.C., a sud, per una lunghezza totale di circa 700 km. Lungo questo asse si è formato un enorme continuum urbanizzato che ingloba numerose città e i rispettivi centri satellite.
Il termine BosWash è un neologismo nato dalla fusione delle iniziali delle due città che ne delimitano i confini: Bos (da Boston, all'estremità settentrionale) e Wash (da Washington D.C., all'estremità meridionale).
Le principali città che fanno parte di questa megalopoli includono, procedendo da nord-est verso sud-ovest: Boston, New York, Filadelfia, Baltimora e Washington D.C., passando per centri come Hartford. Oltre all'enorme concentrazione urbana e demografica, l'area è un epicentro mondiale per la cultura e la ricerca, ospitando numerose università di fama, tra cui diverse della Ivy League, e importanti centri di ricerca.
Megalopoli di Tokyo (Giappone)
La Megalopoli di Tokyo è un vasto continuum urbanizzato che si estende lungo il corridoio del Tokaido, collegando le tre principali aree metropolitane del Giappone: l'area del Kanto meridionale (Tokyo e dintorni), l'area del Chukyo (Nagoya) e l'area del Keihanshin (Osaka, Kyoto, Kobe). Questo sistema urbano lineare si è sviluppato lungo le principali infrastrutture di trasporto del Paese, tra cui lo Shinkansen (linee Tokaido e Sanyo, quest'ultima in alcune sezioni), le linee ferroviarie convenzionali (linee principali Tokaido, Chuo e Kansai), le autostrade (Tomei, Shin-Tomei, Isewangan, Shin-Meishin, Meishin) e le strade nazionali (come la Route 1).
La megalopoli corrisponde alla metà orientale della cosiddetta cintura del Pacifico, una fascia industrializzata che si affaccia sull'Oceano Pacifico. Il termine è stato ampiamente utilizzato in Giappone durante il periodo di elevata crescita economica e fino all'epoca della bolla speculativa, quando era inquadrato nelle politiche di pianificazione territoriale nazionale (Piano di Sviluppo Nazionale Globale, Nuovo Zenso, Terzo Piano Nazionale).
Con il successivo Quarto Piano Nazionale, l'attenzione si è ampliata verso una prospettiva pluriasse, che includeva, oltre all'Asse Nazionale del Pacifico (Giappone occidentale), anche l'Asse Nazionale del Nord-Est, l'Asse Nazionale del Mar del Giappone e l'Asse Nazionale del Pacifico. Il progetto, noto come Grande Progetto Nazionale del XXI Secolo, mirava alla formazione complessiva di questi quattro assi strategici.
Prendendo ispirazione dalla megalopoli statunitense Boswash, il concetto di Megalopoli di Tokyo rifletteva l'ambizione del Giappone di porsi all'avanguardia in ambito politico, economico e culturale. Oltre alla concentrazione di attività economiche e amministrative, l'area ospita un'impressionante densità di stabilimenti manifatturieri, università, centri di ricerca e squadre sportive professionistiche, coprendo sia il baseball (NPB) che il calcio (J.League e relative leghe inferiori).
Delta del Fiume delle Perle (Repubblica Popolare Cinese)
Il Delta del Fiume delle Perle (noto anche come Pearl River Delta) è una delle regioni urbane più densamente popolate e dinamiche del pianeta. Situato nella provincia del Guangdong, nel sud della Cina, questo vasto triangolo geografico si estende attorno all'estuario del Fiume delle Perle e comprende metropoli globali come Hong Kong e Macao (che hanno lo status di Regioni Amministrative Speciali), insieme a città come Shenzhen, Guangzhou, Dongguan, Huizhou, Zhongshan e Zhuhai.
Storicamente abitata da popolazioni di lingua cantonese, la regione ha vissuto un tumultuoso sviluppo economico a partire dalla fine del XX secolo, trainato inizialmente dagli investimenti e dall'influenza di Hong Kong. Questo boom ha attirato un enorme flusso migratorio da altre province cinesi, trasformando radicalmente il tessuto sociale e demografico dell'area. Si stima che la popolazione effettiva (considerando anche i lavoratori migranti non registrati) superi i 40 milioni di abitanti, rendendo il Delta del Fiume delle Perle una delle conurbazioni più estese e affollate al mondo.
Il governo cinese ha fatto dell'integrazione regionale una priorità strategica, promuovendo il concetto di Greater Bay Area (Area della Grande Baia) . L'obiettivo è creare una megalopoli integrata economicamente e infrastrutturalmente, in grado di competere con le altre grandi aree metropolitane globali come Tokyo e New York. A tal fine, sono stati realizzati progetti colossali come il Ponte Hong Kong-Zhuhai-Macao[1] e la linea ferroviaria ad alta velocità Guangzhou-Shenzhen-Hong Kong, che hanno ridotto drasticamente i tempi di percorrenza e favorito l'integrazione fisica ed economica dell'intera regione.
Pro e contro
Dal punto di vista della vita delle persone, le megalopoli presentano implicazioni positive, soprattutto in ambito economico. Esse offrono una maggiore quantità e varietà di servizi rispetto ad altre città, nonché più opportunità lavorative[2]
Tuttavia, emergono anche implicazioni negative, legate principalmente all'impatto ambientale, alla gestione della mobilità e dei trasporti, e alle profonde disuguaglianze economiche e sociali che tali agglomerati urbani tendono a generare.
Megalopoli e geopolitica
Lo studio delle megalopoli non riguarda soltanto l’urbanistica o la demografia: è, in realtà, una lente privilegiata per comprendere gli equilibri geopolitici globali. Le grandi concentrazioni urbane non sono semplici aggregati di edifici e persone, ma nodi strategici nei quali si intrecciano economia, potere politico, innovazione tecnologica e relazioni internazionali. Analizzare la loro nascita e trasformazione significa osservare da vicino i cambiamenti negli assetti di potenza del mondo.
New York: la prima metropoli globale
Quando New York superò i 10 milioni di abitanti nell’area metropolitana nel XX secolo, non rappresentò soltanto un record demografico: segnò simbolicamente l’ingresso degli Stati Uniti nella leadership globale. La città divenne il centro finanziario mondiale, sede di grandi banche, della borsa di Wall Street e, successivamente, di organizzazioni internazionali come l’ONU. La sua crescita rifletteva l’ascesa economica e politica americana.
New York era il punto di arrivo di flussi migratori provenienti dall’Europa e da altre parti del mondo, il luogo in cui si concentravano capitali, industrie culturali, innovazione tecnologica e potere mediatico.La sua espansione urbana significa l’affermazione degli Stati Uniti come superpotenza nel Novecento. La città diventa così uno specchio della proiezione geopolitica di un Paese: più la città cresce e si rafforza, più il suo Stato consolida il proprio ruolo internazionale.
La Cina è un laboratorio contemporaneo delle megalopoli?

Oggi sembra che sia la Cina a rappresentare il grande laboratorio delle megalopoli. Città come Shanghai, Shenzhen, Pechino e Guangzhou sono cresciute a ritmi impressionanti, trasformandosi in poli economici e tecnologici di rilevanza mondiale. In pochi decenni, la Cina ha urbanizzato centinaia di milioni di persone, costruendo infrastrutture, reti ferroviarie ad alta velocità, porti e distretti finanziari che competono con quelli occidentali.
Questa crescita urbana non è casuale, ma parte integrante di una strategia geopolitica più ampia. Le megalopoli cinesi sono motori dell’export, centri di innovazione tecnologica e snodi fondamentali delle catene globali del valore. Esse riflettono la volontà dello Stato cinese di affermarsi come potenza economica e tecnologica, capace di ridisegnare gli equilibri internazionali. La concentrazione di capitale umano, infrastrutture e investimenti in queste aree urbane rafforza il peso della Cina negli scambi globali e nelle dinamiche politiche mondiali.
Se nel Novecento quindi New York incarnava l’ordine internazionale a guida americana, oggi le grandi città cinesi testimoniano l’emergere di un ordine più multipolare. Lo studio delle megalopoli, quindi, permette di cogliere in modo concreto i cambiamenti nella distribuzione del potere globale: osservando le città, si possono intuire le traiettorie degli Stati.
La megalopoli nella cultura di massa
Il tema della megalopoli è stato esplorato dall'animazione giapponese, per esempio l'anime Galaxy Express 999 (1978-1981) di Leiji Matsumoto offre una delle rappresentazioni più potenti e politicamente consapevoli della megalopoli. L'opera è ambientata nell'anno 2021 e si apre con la descrizione di Megalopolis, una città modernissima dal clima artificialmente controllato, progettata come cuore pulsante di una civiltà che ha colonizzato la galassia . In questa città futuristica, la popolazione è drasticamente divisa: i ricchi possiedono un "corpo meccanico" che garantisce loro l'immortalità (fino a duemila anni), mentre i poveri vivono in tuguri ai margini della città, condannati a un'esistenza breve e misera . La megalopoli diventa così il luogo di una disuguaglianza sociale estrema, dove gli uomini meccanici organizzano cacce all'uomo nei quartieri poveri, uccidendo gli umani per poi ibernarli come trofei . È in questo contesto che il giovane protagonista Tetsuro Hoshino (Masai nell'edizione italiana) perde la madre e ottiene da Maetel, una misteriosa donna bionda, un biglietto per il Galaxy Express 999, il treno spaziale che lo condurrà in un viaggio iniziatico attraverso l'universo . La città diventa così il punto di partenza obbligato, la porta d'accesso a un viaggio che è insieme fisico e morale, dove il ragazzo scoprirà che l'immortalità meccanica non è la soluzione, ma il sintomo di una civiltà che ha perso la propria umanità .

Note
- ↑ https://www.geopop.it/ponte-hong-kong-zhuhai-macao-cina-ponte-sospeso-sul-mare-piu-lungo-al-mondo-55km/
- ↑ Anci Digitale. "Megalopoli: strada obbligata o incubo da evitare?". gdc.ancidigitale.it, https://gdc.ancidigitale.it/megalopoli-strada-obbligata-o-incubo-da-evitare/#wrapper Questo articolo, che riporta gli interventi al Congresso Nazionale IN/ARCH, riconosce che le grandi agglomerazioni sono oggi considerate le uniche in grado di attrarre investimenti, promuovere l'innovazione e produrre PIL, confermando la base del ragionamento sulle opportunità