Velocità di deriva

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In elettrodinamica, la velocità di deriva è la velocità limite raggiunta da una particella carica — tipicamente un elettrone — quando è immersa in un campo elettrostatico. Attribuendo a ciascun punto dello spazio un vettore velocità, questa grandezza può essere descritta matematicamente come un esempio di campo vettoriale.

All'interno di un conduttore elettrico sottoposto a una differenza di potenziale, le cariche non si muovono in modo casuale, ma danno luogo a un moto collettivo uniforme: proprio questa velocità media ordinata è la velocità di deriva.

L’intensità della densità di corrente elettrica generata da tale moto è espressa dalla relazione:

j=ρu

dove j⃗ rappresenta la densità di corrente e ρ la densità di carica elettrica.

Utilizzando il modello di Drude, viene espressa la legge di Ohm più concisamente come la relazione microscopica vettoriale fra velocità di deriva dei portatori di carica e campo elettrico:

u=μE

Qua il simbolo μ rappresenta la mobilità elettrica (in m2/(V⋅s)), mentre E è il campo elettrico (espresso in V/m).

Moltiplicando entrambi i membri per la densità di carica elettrica, si ritrova la legge di Ohm nella forma microscopica più consueta:

j=σE

dove la lettera greca σ rappresenta la conducibilità elettrica.

Modello di Drude

Come spiegato dal fisico tedesco Paul Drude nel suo modello, i portatori di carica si muovono nel conduttore come in un mezzo molto viscoso. Secondo i principi della meccanica del punto, quando la viscosità del sistema è molto elevata, esso raggiunge rapidamente una condizione stazionaria in cui la velocità di flusso u tende alla velocità limite u, nota in questo contesto come velocità di deriva. In tali condizioni, la fase di accelerazione iniziale è così breve da poter essere considerata trascurabile.

Dal punto di vista della dinamica del punto materiale, in regime stazionario, la forza elettrostatica esercitata sul portatore di carica — data da eE, dove E è il campo elettrico locale e e la carica elettrica del portatore (solitamente un elettrone) — è bilanciata dalla forza d’attrito viscoso che si oppone al moto, espressa come meuτ, dove me è la massa del portatore e τ il tempo medio tra due urti.

La condizione di equilibrio dinamico alla velocità di deriva è quindi:

eEmeuτ=0

Risolvendo questa relazione si ottiene una forma microscopica della legge di Ohm, che mette in relazione la velocità di deriva dei portatori con il campo elettrico applicato:

u(E)=μE

dove μ rappresenta la mobilità elettrica, misurata in m2/(V·s) oppure in C·s/kg, e E è il campo elettrico espresso in volt per metro (V/m).

La mobilità può essere espressa come:

μ=emeτ

da cui si deduce che essa è direttamente proporzionale al tempo medio tra gli urti (detto anche tempo di rilassamento):

μ(τ)τ


Bibliografia

Voci correlate

Collegamenti esterni