Paradosso di Pinocchio

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Il paradosso di Pinocchio è una versione moderna del famoso paradosso del mentitore, adattata al “meccanismo narrativo” del celebre burattino omonimo[1]. E' stato formulato nel 2001 dall'australiana Veronique Eldridge-Smith all'età di 11 anni, motivata dal padre Peter Eldridge-Smith, che allora si stava specializzando in filosofia della logica edecise di pubblicare il suo articolo sulla rivista accademica di filosofia Analysis[2].

Prende il nome da Pinocchio, il celebre burattino del romanzo fantastico per ragazzi Le Avventure di Pinocchio, scritto da Carlo Collodi nel 1883. Secondo il romanzo, Pinocchio è una marionetta vivente che, per poter diventare un bambino vero, deve maturare moralmente[3]. Il paradosso di Pinocchio, basandosi sul già citato paradosso del mentitore, si ispira in particolare al fatto che le bugie del burattino gli causano un allungamento del naso[1][3].

Enunciato

Il paradosso si basa sulla seguente affermazione:

«Il mio naso crescerà adesso.»

Se la frase è vera, allora il suo naso dovrebbe crescere per la verità della dichiarazione. Ma se il naso cresce, ciò significa che la frase era una bugia (perché il naso cresce solo quando si mente), contraddicendo l’ipotesi che fosse vera. Se invece la frase è falsa, allora il naso non dovrebbe crescere. Ma se non cresce, la dichiarazione (“il mio naso crescerà adesso”) risulta falsa, cioè Pinocchio ha mentito — e in quel caso il naso dovrebbe crescere.

Di conseguenza, in entrambi i casi si genera una contraddizione: il naso cresce quando non dovrebbe, o non cresce quando dovrebbe. Non è possibile stabilire se la frase è vera o falsa senza contraddizione.

Soluzioni

Una possibile soluzione al paradosso di Pinocchio si fonda sull’intenzione del burattino quando afferma che il suo naso crescerà “ora”. Secondo i sostenitori di questa interpretazione, il naso di Pinocchio crescerebbe solo se egli intendesse mentire; al contrario, se la sua intenzione non fosse quella di ingannare, il naso non crescerebbe[4]. Tuttavia, alcuni obiettano che Pinocchio non possa essere certo di come il suo interlocutore interpreterà la sua affermazione, né del fatto che questi gli creda, poiché il futuro è intrinsecamente indeterminato. Inoltre, una bugia resta tale indipendentemente dalle intenzioni di chi la pronuncia[5]. Per questo motivo, tale soluzione non risulta del tutto praticabile.

Nel contesto del paradosso, l’ipotesi più coerente è che il naso di Pinocchio non cresca affatto, poiché egli non sta mentendo ma formulando una previsione. Affinché il suo naso cresca, deve mentire in modo intenzionale; in caso contrario, la sua frase rappresenta semplicemente una previsione errata, non una menzogna. Tuttavia, se consideriamo la parola “ora” come indicatore temporale e accettiamo che il tempo scorra in modo lineare, la situazione si complica: nel momento in cui Pinocchio pronuncia la frase, il suo naso non cresce, rendendo falsa la sua affermazione. In tal senso, anche se egli percepisce di star dicendo la verità, l’uso di “ora” come riferimento temporale fa sì che la sua dichiarazione risulti falsa, e quindi, effettivamente, una bugia.

Voci correlate

Fonti

Note