Palazzo Organtini
Il Palazzo Organtini è un palazzo settecentesco, situato ad Accumoli, comune in provincia di Rieti nel Lazio. L'edificio è situato in via salaria, oltre il bivio per Amatrice, a 73km dal capoluogo di provincia Rieti ed è posto ad una altezza di 855 m s.l.m., ossia il punto più nord-orientale della regione Lazio, nell'Appennino umbro-marchigiano.
Le origini di questo complesso risalgono al XII secolo, quando la Valle del Tronto si trovava sotto il dominio dei Normanni e, successivamente, del Regno di Napoli.
Il palazzo venne probabilmente edificato nel XVIII secolo da Giuseppe Organtini, facoltoso proprietario terriero, su incarico dei Conti Sacconi, nell’area dove in precedenza sorgevano altri edifici. Organtini morì poco prima del completamento dell’opera, lasciando tutti i suoi beni all’unico figlio maschio, Geremia. L’edificio rimase per lungo tempo residenza della famiglia Organtini.
Il palazzo si distingue per i due accessi monumentali: quello da via della Rimembranza, riservato alle autorità e collegato a cantine, cucine e retrocucine del primo piano; e quello da via Duca degli Abruzzi, destinato all’uso quotidiano e condotto verso le stanze degli ospiti, dei membri della famiglia e del personale di servizio. Degno di nota è anche l’adattamento della struttura al naturale declivio della strada.
Articolato su tre livelli, l’interno ospitava ambienti interamente affrescati con scene ispirate a poemi cavallereschi, soffitti a cassettoni e camini decorati. Ancora nel 2016 risultavano conservati la pavimentazione originaria, parte dell’intonaco dipinto e della decorazione a stucco. Le facciate presentano finestre regolari, equidistanti, ornate da bassorilievi. Di particolare rilievo era il salone dei ricevimenti, situato al secondo piano e decorato con tonalità calde raffiguranti episodi a tema religioso.
Il palazzo ha subito gravi danni in seguito al terremoto del Centro Italia del 2016.
Esiste inoltre un secondo Palazzo Organtini, noto anche come Palazzo del Cardinale, a Grisciano di Accumoli, lungo la Via Salaria al km 161. Collocato sulle rive del fiume Tronto, il borgo sorge al confine tra il Parco Nazionale dei Monti Sibillini e quello del Gran Sasso e Monti della Laga, ed è l’ultima frazione del Lazio. L’edificio ospitava la Cooperativa Zootecnica di Grisciano.
Curiosità
- L'acqua fu abbondantemente sfruttata per le fondamenta e per i primi due piani. Per innalzare le pareti dell'ultimo piano venne usato del vino in mancanza d'acqua.
Fonti
Questa pagina usa come fonte principale la pagina Wikipedia in lingua italiana dedicata all'argomento, tenendo in considerazione anche alcune versioni precedenti poi modificate.