Incidente di Aztec

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Per incidente di Aztec si intende il presunto schianto di un UFO avvenuto nel 1948 nei pressi di Aztec, nel Nuovo Messico con circostanze simili al ben più noto Incidente di Roswell. Questo caso è uno dei più discussi e dibattuti in forum ed ambienti legati all'ufologia.

Sebbene sia stato dimostrato che l'incidente di Aztec fosse un imbroglio, esistono ancora oggi alcuni ufologi convinti che l'incidente sia realmente accaduto.

Storia

Nel novembre 1949, il giornalista americano Frank Scully pubblicò su Variety un articolo diviso in due parti, nel quale raccontava una storia riferitagli da due misteriosi informatori. Secondo il racconto, il 25 marzo 1948, un UFO sarebbe precipitato nel nord-ovest del Nuovo Messico, nei pressi del confine con l’Arizona. Il veicolo, stando a quanto riferito, sarebbe stato recuperato dall’esercito e analizzato da un gruppo di scienziati. Al suo interno sarebbero stati trovati i corpi di piccoli umanoidi, presumibilmente non terrestri. Uno dei due informatori si sarebbe identificato come uno degli scienziati coinvolti nell’operazione.

Nel 1950, Scully diede alle stampe il libro Behind the Flying Saucers, in cui approfondì ulteriormente la vicenda. Secondo la sua ricostruzione, l’UFO recuperato misurava circa 30 metri di diametro ed era costituito da un metallo completamente resistente al calore. Oltre a quello caduto in Nuovo Messico, un secondo disco volante sarebbe precipitato in Arizona, portando il numero complessivo di umanoidi recuperati a 16. All’interno delle navette sarebbero stati rinvenuti anche simboli sconosciuti, simili a geroglifici. I rottami e i corpi sarebbero stati trasferiti in una struttura militare, la Wright-Patterson Air Force Base.

Scully rivelò infine l’identità dei suoi informatori: si trattava del facoltoso uomo d’affari Silas Newton e di uno scienziato noto con lo pseudonimo di “Dr. Gee”.

Indagini e scoperta dell'imbroglio

Il giornalista Philip Cahn, del San Francisco Chronicle, iniziò a indagare sulla storia raccontata da Frank Scully, ma non trovò alcun testimone che potesse confermare l'effettiva caduta di un UFO nella zona. Anche gli abitanti locali non ricordavano movimenti anomali di truppe militari nel periodo indicato. Proseguendo nelle sue ricerche, Cahn scoprì che il misterioso "Dr. Gee" si chiamava in realtà Leo Gebauer e che, insieme a Silas Newton, aveva viaggiato nella regione spacciandosi per esperto di tecnologie aliene. I due cercavano di vendere strumenti per la ricerca di petrolio, gas e oro, sostenendo che fossero basati su tecnologia extraterrestre. Per rendere più credibili le loro affermazioni, Newton mostrava ai clienti un presunto frammento proveniente dall’UFO.

Con un piccolo stratagemma, Cahn riuscì a impossessarsi del campione e a farlo analizzare: si scoprì che il materiale era semplice alluminio da cucina. La verità sulla truffa emerse pubblicamente nel 1952, con la pubblicazione di un articolo sulla rivista True. In seguito alla rivelazione, molte persone truffate da Newton e Gebauer si fecero avanti, e i due furono arrestati nel 1953[1].

Nonostante lo scandalo, Frank Scully tornò sulla vicenda nel 1963 con il libro In Armour Bright, ribadendo la sua convinzione sulla veridicità dell’incidente[2]. Specificò che lo schianto dell’UFO sarebbe avvenuto nei pressi di Aztec, contribuendo a fissare nella cultura popolare il nome di questo episodio come “incidente UFO di Aztec”.

Sviluppi e reintrepretazioni successive

Tra la metà degli anni Cinquanta e la fine degli anni Settanta, il presunto incidente UFO di Aztec fu largamente ignorato dalla comunità ufologica. Ritenuta ormai una storia screditata, l’episodio scomparve quasi del tutto dal dibattito tra gli studiosi del fenomeno.

Solo all’inizio degli anni Ottanta, l’interesse per il caso cominciò a riemergere. L’ufologo Leonard Stringfield riferì infatti di aver avuto un colloquio con un professore in pensione dell’University of South Florida, il quale sosteneva di aver appreso da alcuni testimoni che nel 1948 l’esercito statunitense aveva recuperato un UFO precipitato nel sud degli Stati Uniti, non lontano dal confine con il Messico. Questo nuovo elemento spinse Stringfield a considerare plausibile l’ipotesi che l’incidente di Aztec potesse essere realmente avvenuto[3].

Nel 1986 si registrò un nuovo slancio di interesse per l'incidente di Aztec, grazie alla pubblicazione di un libro scritto da William Steinman in collaborazione con l’ufologo Wendelle Stevens. Steinman si era appassionato al caso dopo aver letto Behind the Flying Saucers di Frank Scully e decise di condurre una propria indagine approfondita[4].

Nel libro, gli autori sostenevano che l’incidente fosse effettivamente avvenuto, ma che l’intera vicenda fosse stata coperta dai militari. A loro dire, la caduta del velivolo era stata rilevata da tre stazioni radar, ma il segnale era stato ufficialmente archiviato come falso allarme. Inoltre, gli alieni rinvenuti a bordo sarebbero stati 14, e non 16 come riportato originariamente da Scully. Uno degli scienziati coinvolti nell’esame dell’UFO — secondo gli autori — conosceva personalmente Leo Gebauer e avrebbe fornito informazioni riservate sul caso. Tuttavia, le fonti citate da Steinman e Stevens non sono mai state rese pubbliche né sottoposte a verifica, lasciando il contenuto dell’opera in un’area ambigua tra ipotesi e speculazione[4].

Nel 2011 è emerso un documento risalente al 22 marzo 1950, attribuito a un agente dell’FBI, Guy Hottel, e indirizzato all’allora direttore dell’agenzia, J. Edgar Hoover. Il documento, poi diventato noto come "Memo Hottel", riportava che in Nuovo Messico erano precipitati tre oggetti volanti non identificati, all’interno dei quali sarebbero stati ritrovati i corpi di piccoli esseri umanoidi. Per molti ufologi, questo memo rappresentava una prova a sostegno dell’incidente di Aztec e più in generale della presenza di UFO sulla Terra. Tuttavia, gli scettici hanno subito sollevato dubbi, sottolineando l’anomalia del fatto che un’informazione così delicata non fosse stata classificata come segreta. Indagini successive hanno rivelato che il contenuto del "Memo Hottel" derivava da un articolo pubblicato sul quotidiano The Wyandotte Echo di Kansas City, a sua volta basato sul racconto di un commerciante locale di automobili, il quale aveva condiviso la storia con un direttore di stazione radio locale. In sostanza, il documento era una semplice trascrizione di una diceria priva di verifiche, e non una vera relazione investigativa dell’FBI[5].

Sempre nel 2011 è uscito un nuovo libro dedicato all’incidente di Aztec, scritto da Scott e Suzanne Ramsey con la collaborazione dello studioso Frank Thayer. L’opera presenta nuove testimonianze e fa riferimento a diversi documenti, che secondo gli autori confermerebbero l’effettiva realtà dell’incidente, avvenuto in modo simile a quanto descritto originariamente da Frank Scully.

Tuttavia, l’ufologo Kevin Randle, noto per le sue ricerche sul caso Roswell, ha espresso forti riserve sul lavoro dei Ramsey. In particolare, Randle evidenzia alcune incongruenze: innanzitutto, Scully parlava di due schianti, mentre nel libro dei Ramsey si fa riferimento a un solo episodio. Inoltre, molti dei documenti citati nel volume non avrebbero alcun legame diretto con l'incidente di Aztec. Un’altra criticità riguarda l’assenza di testimoni: a differenza del caso Roswell, dove i primi testimoni si fecero avanti fin da subito, nel caso Aztec nessuno si manifestò per molti anni. Infine, mentre per Roswell furono segnalati reperti fisici, nel caso Aztec manca completamente qualsiasi evidenza materiale. In conclusione, Randle sostiene che non esistono prove sufficienti per considerare l'incidente di Aztec un evento realmente accaduto[6].

Il rinnovato interesse per il caso ha dato origine ad un convegno annuale, l'Aztec UFO Symposium, che si è svolto ad Aztec dal 1997 al 2011[7].

Bibliografia

  • Frank Scully, Behind the Flying Saucers, 1950
  • Gregory Reece, UFO Religion: Inside the Flying Saucers Cults and Culture, 2007
  • Scott Ramsey, Suzanne Ramsey, Frank Thayer, The Aztec Incident: Recovery at Hart Canyon, 2011

Voci correlate

Note

  1. Carl Sagan (1997), Il mondo infestato dai demoni, Baldini e Castoldi
  2. Frank Scully (1963): In Armour Bright: Cavalier Adventures of My Short Life Out of Bed
  3. John Michael Greer (2009): The UFO Phenomenon: Fact, Fantasy and Disinformation
  4. 4,0 4,1 William Steinman, Wendelle Stevens (1986): UFO Crash at Aztec: A Well Kept Secret
  5. Jesse Emspak, FBI Hottel Memo Reveals UFO Hoax, International Business Times, 11 April 2011
  6. The Aztec Incident by Scott and Suzanne Ramsey
  7. Debra Mayeux (2005): OFF HOURS: UFO Symposium enters 8th year as Aztec residents search for truth, Farmington Daily Times