Giuseppe Quitadamo

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Giuseppe Quitadamo è stato un insegnante, esperantista, scrittore e stenografo[1] italiano vissuto nel XX secolo. EFigura di spicco nel panorama della stenografia italiana, è considerato un vero e proprio alfiere e maestro di questa disciplina, in particolare nell'area napoletana e campana.

Ha dedicato la vita a promuovere lo stile stenografico dell'italo-moravo Enrico Carlo Noë, al quale è dedicata l'associazione stenografica di Napoli, l'Unione Stenografica Napoletana Enrico Noe (USNEN), di cui Quitadamo ne è stato a capo. Nel 1924 scrisse una biografia dedicata al già citato Noe, ritenuto pioniere della stenografia italiana.

Nel 1929 ha fondato nel capoluogo campano l'Associazione Nazionale Stenografi-Esperantisti, dedicandosi anche alla promozione dell'esperanto[2]. Nel 1947, insieme a Michele Quitadamo, ha gestito una scuola di stenografia a Napoli, in via Duomo[3].

Ha partecipato a diversi Intersteno, ossia congressi internazionali di stenografia, come l'edizione tenutasi a Milano nel 1957, a cui ha presentato una relazione dedicata al "Santo Patrono degli Stenografi"[4]. Il 17 novembre dello stesso anno ha fondato, assieme alla professoressa Gabriella Ventura, l'A.S.C.E.N. - Associazione Stenografica Casertana "Enrico Noe", una scuola di stenografia con sede a Caserta[5]. Intorno al 1961 ha diretto la rivista bimestrale La lettura stenografica.

E' morto nel 1973, ma la sua eredità culturale e la passione per la materia sono state portate avanti anche dal figlio, il professor Angelo M. Quitadamo, deceduto nel 2017[6].

Voci correlate

Note