Anassimandro

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ANASSIMANDRO (Ἀναξίμανδρος) da Mileto (ca. 610–540 a.C.) – naturalista, geografo e filosofo della natura greco antico, secondo esponente della scuola milesia. Secondo i dossografi, fu «discepolo», «compagno» e «parente» di Talete.

Nel 547/546 a.C. avrebbe composto il primo trattato scientifico in prosa, Sulla natura (titolo probabilmente attribuito in epoca successiva), il cui contenuto principale riguardava la cosmogonia, la cosmografia e l’eziologia dei fenomeni meteorologici. È certamente errata l’immagine di Anassimandro come metafisico astratto intento a discutere il principio dell’esistenza: il termine stesso arché («inizio», «principio») molto probabilmente gli era sconosciuto, così come agli altri Milesi, e tale interpretazione si fonda soprattutto sull’adesione acritica alla dossografia peripatetica.

Il metodo di Anassimandro è caratterizzato dal ruolo fondamentale delle opposizioni binarie e delle analogie. In cosmologia egli muove dalla concezione milesia di un continuum corporeo «infinitamente racchiuso»: una realtà spazialmente illimitata che, dopo la nascita del cosmo, lo comprende dall’esterno e, dopo la sua dissoluzione, lo riassorbe. La natura «comprensiva» del pensiero di Anassimandro era già poco chiara ai lettori antichi del suo scritto, forse anche a causa del suo stile arcaico.

Il termine ápeiron («infinito», «illimitato»), che nella dossografia designa il «principio» di Anassimandro, non sarebbe dunque un sostantivo: Anassimandro avrebbe utilizzato l’aggettivo «infinito» come uno degli attributi della «natura eterna e senza età», «che abbraccia tutti i cieli (= mondi) e il cosmo (= gli spazi) che essi contengono».

Secondo le attendibili testimonianze di Aristotele (Met. 1069b22; Phys. 187a21) e di Teofrasto, Anassimandro concepiva la «natura eterna» come una mescolanza di tutte le sostanze qualitativamente differenti, anticipando in tal modo il concetto anassagoreo di materia.

La cosmogonia di Anassimandro può essere schematizzata in tre fasi:

  • Prima fase – «isolamento»: dal mondo «che racchiude» si separa un «embrione», paragonabile all’uovo del mondo.
  • Seconda fase – «separazione» e polarizzazione degli opposti: si formano un nucleo umido e freddo e una «corteccia» calda e infuocata.
  • Terza fase – interazione e conflitto degli opposti: l’interazione e la lotta tra «caldo» e «freddo» conducono alla formazione di un cosmo strutturato.

Nell’unico frammento conservato (DK 12 B 1), Anassimandro formulò per la prima volta una concezione riconducibile alla legge di conservazione della materia: «Le cose vengono distrutte negli stessi elementi da cui hanno avuto origine, secondo la necessità: pagano infatti reciprocamente il castigo e l’espiazione dell’ingiustizia secondo l’ordine del tempo».

In ambito cosmologico e cosmografico, Anassimandro elaborò il primo modello geometrico dell’Universo, probabilmente rappresentato anche attraverso un globo celeste. A lui viene tradizionalmente attribuita l’origine dell’ipotesi geocentrica e della cosiddetta «teoria delle sfere» in astronomia. Gli viene inoltre attribuita la scoperta o, almeno, la prima descrizione sistematica dell’emisfero celeste australe e la realizzazione della prima carta geografica, forse elaborata sul modello della cartografia babilonese.

Infine, la dottrina di Anassimandro sull’origine del primo essere umano, secondo la quale gli uomini sarebbero derivati da animali di un’altra specie, probabilmente acquatici e simili ai pesci, lo presenta – pur con tutte le profonde differenze rispetto alla teoria evoluzionistica moderna – come un importante e remoto precursore di alcune idee che saranno sviluppate da Darwin.

Bibliografia

Frammenti

  •   DK I, 81–90;
  •  Maddalena Α. (a cura di). Ionici. Testimonianze e framework. Firenze, 1970;
  •  Colli G. La sapienza greca, v. 2. Mil., 1977, pag. 153–205;
  • Conche M. Anassimando. Frammenti e témoignages. P., 1991;
  • Lebedev. Frammenti, p. 116–129.

Letteratura

  •  Kahn Ch. Anassimandro e le origini della cosmologia greca. New York, 1960;
  • Classen SJ Anaximandros, RE, Suppl. 12, 1970, col. 30–69 (bb);
  •  Lebedev AV A ΑΠΕΡΟΝ: non Anassimandro, ma Platone e Aristotele. – Bollettino di storia antica, 1978, 1, p. 39–54; 2, pag. 43–58;
  • Lo è. Stile geometrico e cosmologia di Anassimandro. – Sab: Cultura e arte del mondo antico. M, 1980, pp. 100–124.
  • AV Lebedev