Megalopoli
Il termine "megalopoli" (dal greco megas, grande, e polis, città-stato) designa, in geografia urbana, un sistema urbanizzato di dimensioni eccezionali, caratterizzato dalla coalescenza fisica e funzionale di più aree metropolitane e centri urbani minori. Introdotto dal geografo Jean Gottmann nel 1961 per descrivere la regione urbana della costa nord-orientale degli Stati Uniti (da Boston a Washington), il concetto supera la nozione di singola metropoli per descrivere una rete policentrica continua, estesa per centinaia di chilometri e popolata da decine di milioni di abitanti, integrata da intensi flussi economici, sociali e infrastrutturali.
Caratteristiche strutturali e funzionali
A differenza della metropoli tradizionale, la megalopoli non possiede un unico centro dominante, ma una struttura reticolare di nodi urbani specializzati e interconnessi. Il territorio si configura come un continuum urbanizzato, dove aree densamente edificate si alternano a spazi infrastrutturali (autostrade, aeroporti, nodi logistici) e residuali sacche agricole o naturali, ormai funzionalmente assorbite dal sistema. L'elevata integrazione economica si manifesta nella specializzazione produttiva dei diversi poli ( es. finanza, tecnologia, industria manifatturiera) e nella creazione di un mercato del lavoro e dei servizi unificato, sostenuto da reti di trasporto multimodali e da infrastrutture di comunicazione avanzate.
Principali esempi e geografia globale
Pur essendo un fenomeno originariamente occidentale, la crescita demografica e l'urbanizzazione accelerata hanno moltiplicato le megalopoli a livello globale, specialmente in Asia