Vernacolo livornese
Il vernacolo livornese, talvolta detto erroneamente anche dialetto livornese, è una "lingua"[1] parlata nella costa della Toscana, più precisamente in Provincia di Livorno (fatta eccezione per la Val di Cornia e per l'Isola d'Elba) ed in alcune aree della Provincia di Pisa.
Si differenzia da altri dialetti della regione per alcuni tratti tipici della pronuncia, come per esempio la C dura (/k/ scempia intervocalica) che in molte occasioni viene totalmente omessa al contrario delle parlate toscane dell'entroterra in cui la lettera viene soltanto aspirata. Un'altro tratto tipico del vernacolo livornese è la pronuncia della lettera L, che viene pronunciata in maniera più sciolta. Questo tratto si nota più facilmente in centro a Livorno o a Vada, ed in forma minore nel resto del Comune di Rosignano Marittimo e a Cecina[2].
Nel vernacolo livornese è un termine di comune utilizzo l'espressione "dé", che è onnipresente e può assumere diversi significati in base al contesto ed al tono in cui questo termine viene pronunciato. Generalmente il "dé" è spesso accompagnato al termine "boia" che lo precede, anch'esso con un significato intercambiabile. L'unione dei due termini si scrive "Boia dé" o "Boia de'", tuttavia viene pronunciata come un unico termine unito con l'accento sulla O, infatti la pronuncia corretta è /bòiade/.
Una grande rappresentanza del vernacolo livornese viene data dal mensile satirico Il Vernacoliere, diretto da Mario Cardinali, o da celebrità come gli attori Paolo Virzì e Paolo Ruffini e lo youtuber Dario Moccia.