Unione europea

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L'unione europea è un'istituzione politica sovranazionale dotata di personalità giuridica all'interno del diritto internazionale

Principi e fondamenti giuridici

L'Unione europea è un'organizzazione sovranazionale fondata su un insieme di principi politici e giuridici che regolano i rapporti tra gli Stati membri e le istituzioni comuni. Il suo ordinamento giuridico si è sviluppato progressivamente a partire dalla seconda metà del XX secolo con l’obiettivo dichiarato di promuovere la cooperazione economica, politica e sociale tra i paesi europei, garantendo al contempo stabilità, pace e tutela dei diritti fondamentali.

I fondamenti giuridici dell'Unione europea sono contenuti principalmente nei trattati istitutivi, che costituiscono la base dell’intero sistema normativo europeo. Questi trattati sono il risultato di un lungo processo di integrazione, iniziato con il Trattato di Roma del 1957 e successivamente sviluppato attraverso varie riforme, tra cui il Trattato di Maastricht del 1992 e il Trattato di Lisbona del 2007.

In questo percorso di integrazione, soprattutto negli anni successivi alla Seconda guerra mondiale, si sviluppò un ampio dibattito politico e giuridico riguardo alla forma istituzionale che avrebbe dovuto assumere il progetto europeo. Alcuni proponevano la creazione di una federazione sul modello di Stati federali già esistenti, come gli Stati Uniti; altri assumevano una posizione più prudente, preferendo una forma di cooperazione più limitata.

La differenza principale risiedeva nel fatto che, mentre nella prospettiva federalista gli Stati membri trasferiscono una parte significativa della propria sovranità a un’autorità centrale dotata di poteri diretti sui cittadini,con un governo federale provvisto di ampie competenze legislative e una struttura istituzionale capace di adottare decisioni vincolanti per tutti gli Stati aderenti, nell’altra prospettiva l’integrazione avviene attraverso un’unione di Stati sovrani, in cui i governi nazionali continuano a mantenere la maggior parte dei propri poteri politici e giuridici. In questo secondo modello, per essere valida, l’unione deve basarsi su decisioni assunte all’unanimità tra gli Stati membri.

Alla fine, con l'istituzione del Trattato di Maastricht e del Trattato di Lisbona, ha prevalso il secondo modello, trasformando quella che prima era semplicemente la Comunità economica europea in un'entità dotata di un'ampia personalità giuridica: l'Unione europea.

Uno dei principi fondamentali dell’ordinamento giuridico dell’Unione è il principio di attribuzione delle competenze. In base a questo principio, l’Unione può esercitare solo le competenze che gli Stati membri le hanno esplicitamente conferito attraverso i trattati. Tutte le competenze non attribuite all’Unione restano pertanto agli Stati membri.

Altri principi come quello di principi di sussidiarietà e proporzionalità si sono sviluppati progressivamente nel corso del tempo, ma sono stati formalmente inseriti nei trattati negli anni Novanta.

Il principio di sussidarietà iniziò a comparire nel dibattito sull’integrazione europea già negli anni Settanta. Una prima formulazione esplicita si trova nel Rapporto Tindemans del 1975, che proponeva di attribuire alle istituzioni europee soltanto quelle competenze che gli Stati membri non erano in grado di esercitare efficacemente da soli. Successivamente il concetto fu ripreso in diversi progetti di riforma istituzionale negli anni Ottanta. Tuttavia, esso venne formalmente introdotto nel diritto dell’Unione europea con il Trattato di Maastricht del 1992, che lo inserì tra i principi fondamentali per regolare la ripartizione delle competenze tra l’Unione e gli Stati membri.

Il principio di proporzionalità, invece, ha origini leggermente precedenti nel diritto comunitario. Esso era già stato elaborato nella giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea negli anni Settanta come criterio per controllare che le istituzioni comunitarie non adottassero misure eccessive rispetto agli obiettivi perseguiti. Anche questo principio fu poi riconosciuto esplicitamente nei trattati e consolidato con il Trattato di Maastricht del 1992, insieme al principio di sussidiarietà.

Il sistema giuridico dell’Unione europea si caratterizza inoltre per alcune peculiarità che lo distinguono dal diritto internazionale tradizionale. In particolare, la giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea ha affermato due principi fondamentali: il principio del primato del diritto dell’Unione e quello dell’effetto diretto. Il primato stabilisce che, in caso di conflitto, le norme del diritto dell’Unione prevalgono su quelle nazionali degli Stati membri. L’effetto diretto, invece, consente ai cittadini di invocare alcune norme europee direttamente davanti ai giudici nazionali senza la necessità di un recepimento nella legislazione interna.

Storia

La fine della Seconda guerra mondiale vide l'Europa fare i conti non solo con milioni di morti, ma anche con un'economia in crisi, in un contesto geopolitico in cui USA e URSS erano risultate le principali vincitrici del conflitto. Alcuni intellettuali, politici e statisti, tra cui Robert Schuman (ministro degli Esteri francese), Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer (rispettivamente capi del governo italiano e tedesco), avviarono una strategia tesa all'unificazione dell'Europa. L'obiettivo principale era impedire il riprodursi di situazioni politiche, economiche e militari che avevano portato il mondo al disastro della guerra. Si sottolineava, in particolare, la necessità di ricucire lo stretto legame tra Francia e Germania, che fino ad allora erano state al centro della "patologia" dei rapporti tra i paesi europei.

All'origine fu soprattutto un accordo di tipo economico: Robert Schuman propose di mettere l'insieme della produzione franco-tedesca di carbone e acciaio sotto un'alta autorità comune, nel quadro di un'organizzazione alla quale avrebbero poi potuto aderire anche altri paesi. La dichiarazione rappresentò così l'inizio del processo di cooperazione tra gli Stati europei, sebbene all'inizio si trattasse soltanto di un'unione di Stati e di cooperazione organizzativa.

Sorsero non solo diverse organizzazioni che operavano senza un reale collegamento tra loro, come l'OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), l'UEO (Unione europea occidentale) e la NATO (Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord), ma anche le Comunità europee: dapprima, con il Trattato di Parigi, la CECA (Comunità europea del carbone e dell'acciaio); quindi la CEE (Comunità economica europea) e la CEEA o EURATOM (Comunità europea dell'energia atomica), entrambe nate il 25 marzo 1957 con la firma dei Trattati di Roma.

L'accordo istitutivo della CECA scadeva dopo 50 anni dalla sua entrata in vigore, il 23 luglio 2002. A quella data, gli Stati membri hanno deciso di non rinnovarlo: l'organizzazione si è quindi sciolta e le relative competenze sono state trasferite all'Unione Europea. L'EURATOM, invece, è ancora formalmente operante, sebbene svolga un ruolo marginale rispetto all'Unione, pur non essendo giuridicamente assorbita da quest'ultima.

In particolare, la creazione della Comunità economica europea,alla quale fu assegnato il compito di promuovere, mediante l'instaurazione di un mercato comune e il graduale ravvicinamento delle politiche economiche degli Stati membri, uno sviluppo armonioso delle attività economiche nell'insieme delle Comunità (art. 2 TCEE),segna il reale passaggio dalla cooperazione all'integrazione. Per la prima volta venne introdotto un organo dotato di ampia indipendenza deliberativa rispetto agli Stati membri e con forti poteri decisionali nei confronti delle imprese del settore, eliminando le barriere commerciali.

Successivamente, con il Trattato di Bruxelles del 1965, si creò il primo scheletro delle istituzioni così come sono oggi. Ciò avvenne fondendo gli esecutivi in un'unica Commissione e un unico Consiglio, oltre a istituire un bilancio unico per le tre Comunità. L'unificazione riguardava però solo gli organi, non le competenze, che restavano distinte: le Comunità continuavano infatti a esercitare poteri differenti.

I trattati istitutivi

Il trattato di Roma

Con la firma del Trattato di Roma Francia,Germania,Italia,Belgio,Olanda e Lussemburgo posero la prima pietra della costruzione dell'Unione Europea attraverso l'istituzione della comunità economica europea. Questo trattato era costituito da 240 articoli,suddiviso in sei parti distinte e preceduto da un preambolo:

  • la prima parte era dedicata ai principi che avevano ispirato la comunità economica europea attraverso il mercato comune,l'unione doganale e le politiche comuni;
  • la secondo parte riguardava i fondamenti della comunità;essa comprendeva quattro titoli rispettivamente alla libera circolazione delle merci,all'agricoltura ,alla libera circolazione delle persone,dei servizi e dei capitali e dei trasporti.
  • la terza parte riguardava le politiche comuni e comprendeva quattro titoli relativi alle norme comuni,alla politica economica,alla politica sociale e alla banca europea degli investimenti;
  • la quarta parte era dedicata all'associazione dei paesi e dei territori d'oltremare
  • la quinta riguardava le istituzioni e includeva un titolo sulle disposizioni istituzionali e un'altro sulle disposizioni finanziarie
  • l'ultima parte erano delle disposizioni generali e finali


L'intenzione degli Stati firmatari era di creare un mercato comune in cui fosse garantita una libera circolazione dei prodotti (merci e servizi) e dei fattori produttivi (capitale e lavoro), così da eliminare ogni barriera protezionistica e garantire agli Stati maggiori possibilità di espansione. In vista di questo obiettivo furono garantite quattro libertà fondamentali: la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali.

A livello di politica economica, ciò si concretizzò in un regime liberista improntato al principio del mercato aperto e della libera concorrenza, senza il quale la libera circolazione non si sarebbe mai potuta attuare. Questi obbiettivi economici si sono poi realizzati in diverse tappe:

  • Unione doganale: avviata dal primo luglio 1968 ha comportato la soppressione dei dazi doganali all'interno dell'alora comunità e l'applicazione di una tariffa doganale comune (TDC) applicata alle importazioni dei paesi terzi. Le restrizioni quantitative agli scambi sono state abolite il 31 dicembre 1960 tranne per quelle agricole dove le restrizioni sono state mantenute fino al 1974;
  • Accordo di Shengen: è ciò che ha permesso l'effettiva liberalizzazione della circolazione delle persone e la soppressione dei controlli alle frontiere interne tra gli Stati membri, in seguito alla firma avvenuta il 18 giugno 1985 tra Francia, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo e Germania. Successivamente hanno aderito anche gli altri paesi dell'Unione Europea, sebbene attualmente ne siano momentaneamente esclusi Cipro, Croazia, Bulgaria e Romania, che dovrebbero entrare nei prossimi anni. Allo spazio Schengen hanno inoltre aderito anche paesi non UE come Norvegia, Svizzera, Islanda e Liechtenstein, mentre non ne fanno parte Irlanda e Regno Unito.
  • Atto unico europeo(AUE): fu firmato a Lussemburgo il 17 febbraio 1986 da nove Stati membri e il 28 febbraio 1986 da Danimarca, Italia e Grecia. Esso entrò in vigore il 1° luglio 1987 con l'obiettivo di rilanciare il processo di costruzione europea e realizzare il mercato interno. L'Atto Unico riprese alcuni temi che erano stati oggetto di precedenti trattative internazionali, riguardanti in particolare gli aspetti istituzionali e le politiche europee. Vennero modificati alcuni elementi del Trattato di Roma, attribuendo al Parlamento europeo un ruolo più incisivo e alla Commissione quello di mediatore tra Parlamento e Consiglio nello sviluppo della procedura di cooperazione (ex art. 252 del Trattato CE, antecedente al Trattato di Lisbona). Tali modifiche valorizzarono il ruolo del Parlamento, assegnandogli il potere di pronunciarsi sull'ammissione di nuovi Stati membri e di concludere accordi con associazioni di paesi terzi e con organizzazioni internazionali. L'Atto Unico Europeo sancì inoltre l'esistenza del Consiglio europeo, pur senza precisarne compiutamente le competenze, istituzionalizzando di fatto i vertici periodici tra i capi di Stato e di governo.Furono inoltre gettate le basi del Tribunale di primo grado, con l'obiettivo di snellire il carico di lavoro della Corte di Giustizia europea e di introdurre un doppio grado di giudizio, analogamente a quanto avviene nelle giurisdizioni nazionali.Inoltre, l'Atto ha ampliato gli ambiti di competenza della Comunità, offrendo una base giuridica per l'azione comune in settori quali il mercato interno, la politica monetaria, la politica sociale, l'ambiente e la ricerca scientifica e tecnologica. Particolare rilievo venne attribuito alla convergenza delle politiche economiche e monetarie (art. 102A del TCE, introdotto dall'Atto Unico Europeo). Per quanto riguarda la coesione economica e sociale, furono invece adottate politiche strutturali volte a ridurre il divario esistente tra le diverse regioni, al fine di colmare il ritardo di quelle più svantaggiate. Gli strumenti operativi individuati per raggiungere tale obiettivo furono i fondi strutturali. Pur rappresentando una tappa fondamentale nel processo di integrazione europea, l'Atto evidenziò come per arrivare a un'autentica Unione Europea fossero necessarie ulteriori riforme istituzionali, preparando il terreno per il successivo Trattato di Maastricht


Il trattato dell' Unione Europea (o trattato di Maastricht)

Fu firmato a Maastricht il 7 febbraio 1992 dai 12 paesi che costituivano la comunità europea ed è entrato in vigore il 1 novembre 1993,è considerato la tappa decisiva per l'affermazione politica-istituzionale dell'Europa,sancendo la nascita dell'Unione Europea.La conseguenza è stata una più larga cessione volontaria da parte degli stati-nazione membri di sovranità con l'obbiettivo di favorire il potenziamento economico e una maggiore integrazione politica.

In particolare il trattato:

  • ha creato una nuova struttura a 3 pilastri:
  • sei nuovi settori: nuove politiche comuni (reti transeuropee,politica industriale,tutela dei consumatori,istruzione e formazione professionale,gioventù e cultura).
  • unione monetaria: sono stati fissati i principi e le disposizioni per l'introduzione dell'Euro
  • procedura di codecisione: ciò che era stato già ideato nell'AUE viene disciplinato,con questo trattato il Parlamento europeo viene assegnato il potere di adottare una serie di atti congiuntamente con il consiglio dell'Unione Europea;

Le fonti del diritto UE

Le istituzioni dell'UE

Attualità e critiche

L'Unione Europea dalla prospettiva marxista

Russofobia