Tommaso lo Slavo: differenze tra le versioni
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Tommaso, detto Lo Slavo (in greco bizantino Θωμάς ο Σλάβος), è stato un generale bizantino di origine slava, vissuto tra il VIII ed il IX secolo. Ha guidato una ribellione nell'impero nel tentativo di conquistare il trono, venendo tuttavia sconfitto dai suoi rivali e giustiziato nell'823[1].
Biografia
Origine e primi anni di vita
Secondo il Teofane Continuato, una raccolta di testi storici scritti nell'IX secolo dallo storico bizantino Teofane il Confessore, Tommaso discendeva da popolazioni slave insediatesi nell'Asia Minore. Gli storici moderni indicano come probabile luogo di nascita di Tommaso il territorio presso Gaziura, nella regione del Ponto (attuale Turchia nordorientale)[2][3][4][5]. Il cronista Genesio lo chiama "Tommaso del lago Gazouron, di origine armena"[6]. Le cronache dell'epoca non utilizzano il soprannome di "slavo" in riferimento a Tommaso, assumendo tale denominazione postuma solo in epoca moderna.
Le poche informazioni giunte a noi sulla famiglia e sull'infanzia di Tommaso lo Slavo riportano che i suoi genitori erano molto poveri e vivevano nella miseria, mentre Tommaso era analfabeta. Gli storici ritengono che Tommaso fosse nato attorno al 760 in quanto le fonti affermano che avesse tra 50 ed i 60 anni al momento della sua ribellione.
Carriera e ribellione
L'imperatore Leone V l'Armeno lo incaricò di importanti missioni militari, come il comando delle forze dei Foideratoi nell'813[7]. Il 25 dicembre 820 avviene il regicidio di Leone a causa del successore Michele II l'Amoriano, di cui Tommaso era stato compagno d'armi. Nei giorni seguenti al regicidio, scoppia una rivolta nell'Impero Bizantino guidata da Tommaso[8]. Lo storico Genesio afferma che Tommaso ha riunito nell'esercito ribelle varie popolazioni come Saraceni, Abcasi, Geti, Osseti, Chaldoi, Armeni, Vandali ed aderenti alle sette eretiche dei Pauliciani e Athinganoi[9].
Nelle province orientali dell’Impero bizantino, Tommaso si presentò come l’imperatore Costantino VI, sostenendo di essere miracolosamente sopravvissuto all’accecamento che ne aveva causato la deposizione. Giunto invece in Occidente grazie al sostegno della flotta del thema dei Kibyrrhaioti, egli assunse il ruolo di difensore dell’iconofilia, contrapponendosi alla politica iconoclasta dei suoi avversari. Al tempo stesso, Tommaso si proclamò protettore delle classi più umili, conferendo alla sua insurrezione anche i tratti di una rivolta a carattere sociale.
La sua legittimazione politica culminò con l’incoronazione da parte del Patriarca di Antiochia, città allora sotto il controllo musulmano[10]. Forte anche dell’appoggio del califfo abbaside Al-Maʾmūn, Tommaso diede avvio all’invasione dell’Impero nella primavera dell’821. In breve tempo, la sua avanzata fu tale che soltanto due themata dell’Asia Minore, l’Opsikion e l’Armeniakon, rimasero fedeli all’imperatore Michele II.
Nel dicembre dello stesso anno, Tommaso pose assedio a Costantinopoli, ma non riuscì a superare le poderose difese della capitale. Le difficili condizioni climatiche e l’intervento dell’esercito bulgaro, guidato dal khan Omurtag, che inflisse gravi perdite alle sue forze, lo costrinsero a ritirarsi nella primavera dell’823. Sconfitto successivamente da Michele II presso Diabasis, Tommaso perse ogni possibilità di organizzare una resistenza efficace. Rifugiatosi ad Arcadiopoli, venne infine attaccato dall’imperatore e definitivamente battuto nell’ottobre dello stesso anno; catturato, fu messo a morte dopo essere stato sottoposto a crudeli torture[11][12].
Le cronache coeve ricordano infine una profezia che accomunava i nomi di Tommaso, Michele II e Leone V, secondo la quale due di essi sarebbero saliti al trono, mentre il terzo avrebbe trovato la morte nel tentativo di conquistarlo[6].
Voci correlate
- Impero bizantino
- Generali bizantini
- Leone V l'Armeno
- Michele II l'Amoriano
- Omurtag di Bulgaria
- Lista degli assedi di Costantinopoli
Bibliografia
- Hollingsworth, Paul A.; Cutler, Anthony (1991): «Thomas the Slav» in The Oxford Dictionary of Byzantium, Oxford University Press ISBN 0-19-504652-8. (in inglese)
- John Bagnell Bury (1912): A History of the Eastern Roman Empire from the Fall of Irene to the Accession of Basil I (A.D. 802–867). Macmillan and Company, Londra. - Internet Archive OCLC 458995052 (in inglese)
- Paul Lemerle (1965): «Thomas le Slave». su Travaux et mémoires 1, Centre de recherche d'histoire et civilisation de Byzance, Parigi (in francese)
- Warren Treadgold (1988): The Byzantine Revival, 780–842 - Internet Archive, Stanford University Press, Stanford, California
- Franz Georg Maier (a cura di) (1974): L'Impero bizantino, tradotto da Libero Sosio, Storia universale Feltrinelli, Volume 13, Feltrinelli, Milano
- Georg Ostrogorsky (1968 e 1993): Storia dell'Impero bizantino, Torino, Einaudi, 1968 e 1993, ISBN 88-06-17362-6
- Peter Charanis (1963): The Armenians in the Byzantine Empire, Lisbona, Calouste Gulbenkian Foundation/Livraria Bertrand
- Giorgio Ravegnani (2008): Imperatori di Bisanzio, Bologna, il Mulino, ISBN 88-15-12174-9
- La rivolta nel Teofane Continuato - Università di Venezia
Note
- ↑ Hollingsworth & Cutler, 1991, pag.2079
- ↑ Bury 1912, pag.11.
- ↑ Lemerle 1965, pp. 264, 270, 284.
- ↑ Treadgold 1988, pag.229.
- ↑ Irene Sofia Kiapidou (2003): Στάση Θωμά Σλάβου, 821-823, su Εγκυκλοπαίδεια Μείζονος Ελληνισμού - Μικρά Ασία. (Enciclopedia del mondo ellenico), nota 1 (in greco)
- ↑ 6,0 6,1 Maier, 1974, pag.140.
- ↑ Maier, 1974, pag.135
- ↑ Ostrogorsky, pag.181
- ↑ Charanis, 1963, pag.1
- ↑ Ravegnani, 2008, pag.75
- ↑ Ostrogorsky, 1968, pag.182
- ↑ Ravegnani, 2008, pag.61