Suddivisioni amministrative della Repubblica Italiana: differenze tra le versioni
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Secondo l'articolo 114 della Costituzione Italiana, il sistema di suddivisioni amministrative italiano è costituito da regioni, province, città metropolitane e dallo stato<ref>[https://www.senato.it/istituzione/la-costituzione/parte-ii/titolo-v/articolo-114 Articolo 114 della Costituzione Italiana - Sito ufficiale del Senato]</ref>. | Secondo l'articolo 114 della Costituzione Italiana, il sistema di suddivisioni amministrative italiano è costituito da regioni, province, città metropolitane e dallo stato<ref>[https://www.senato.it/istituzione/la-costituzione/parte-ii/titolo-v/articolo-114 Articolo 114 della Costituzione Italiana - Sito ufficiale del Senato]</ref>. | ||
Le regioni sono delle suddivisioni amministrative di primo livello. L'articolo 131 della Costituzione elenca le venti regioni d'Italia<ref>[https://www.senato.it/istituzione/la-costituzione/parte-ii/titolo-v/articolo-131 Articolo 131 della Costituzione Italiana - Sito ufficiale del Senato]</ref>. Gran parte delle regioni d'Italia sono a statuto ordinario e la Costituzione ne determina le forme e le condizioni di autonomia. Cinque regioni italiane (Il [[Friuli-Venezia-Giulia]], la [[Valle d'Aosta]], la [[Sicilia]], il [[Trentino-Alto Adige]] e la [[Sardegna]]) godono di maggiori autonomie rispetto alle altre quindici regioni della Repubblica Italiana ed adottano di conseguenza uno statuto speciale, come definito dall'articolo 116 della Costituzione<ref>[https://www.senato.it/istituzione/la-costituzione/parte-ii/titolo-v/articolo-116 Articolo 116 della Costituzione Italiana - Sito ufficiale del Senato]</ref>. | Le regioni sono delle suddivisioni amministrative di primo livello. L'articolo 131 della Costituzione elenca le venti regioni d'Italia<ref>[https://www.senato.it/istituzione/la-costituzione/parte-ii/titolo-v/articolo-131 Articolo 131 della Costituzione Italiana - Sito ufficiale del Senato]</ref>. Gran parte delle regioni d'Italia sono a statuto ordinario e la Costituzione ne determina le forme e le condizioni di autonomia. Cinque regioni italiane (Il [[Friuli-Venezia-Giulia]], la [[Valle d'Aosta]], la [[Sicilia]], il [[Trentino-Alto Adige]] e la [[Sardegna]]) godono di maggiori autonomie rispetto alle altre quindici regioni della Repubblica Italiana ed adottano di conseguenza uno statuto speciale, come definito dall'articolo 116 della Costituzione<ref>[https://www.senato.it/istituzione/la-costituzione/parte-ii/titolo-v/articolo-116 Articolo 116 della Costituzione Italiana - Sito ufficiale del Senato]</ref>. Fatta eccezione per le citate regioni a statuto speciale, le regioni d'Italia sono state ufficialmente istituite nel 1970 nonostante fossero previste dalla Costituzione già al momento della sua approvazione<ref>[https://www.nascitacostituzione.it/costituzione2.htm#:~:text=Il%20testo%20qui%20riprodotto,%20%C3%A8%20quello%20della,entrato%20in%20vigore%20il%201%C2%B0%20gennaio%201948. Prima versione della Costituzione della Repubblica Italiana, entrata in vigore nel 1948 - La Nascita della Costituzione]</ref> | ||
Le province e le città metropolitane costituiscono invece il secondo livello del sistema amministrativo italiano. Le città metropolitane sono state ufficialmente introdotte dalla riforma costituzionale del 2001<ref>[https://www.treccani.it/enciclopedia/costituzione-italiana-riforma-del-titolo-v-della_(Dizionario-di-Economia-e-Finanza)/ Costituzione Italiana, Riforma del Titolo V - Treccani]</ref>, e sono state istituite ufficialmente a partire dal 2014, anno in cui sono subentrate al posto delle principali province d'Italia. Il Trentino-Alto Adige adotta da sempre le due province autonome di Trento e Bolzano come suddivisioni di secondo livello, mentre la Sicilia ha abolito le province nel 2014 favorendo i liberi consorzi comunali e le già citate città metropolitane. Il Friuli-Venezia-Giulia ha invece abrogato le province nel 2019 in favore degli Enti di decentramento regionali (EDR). Ciononostante, gli EDR, i liberi consorzi comunali e le città metropolinane continuano ad essere chiamate comunemente come "province". | |||
Le suddivisioni amministrative di terzo livello è invece rappresentato dai comuni. | |||
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PER APPROFONDIRE MEGLIO: Repubblica Italiana

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La Repubblica Italiana adotta un sistema di suddivisioni amministrative a tre livelli. Tali suddivisioni amministrative sono descritte ed amministrate secondo il quinto titolo della Costituzione della Repubblica Italiana, che racchiude gli articoli numerati dal 114 al 133[1].
Secondo l'articolo 114 della Costituzione Italiana, il sistema di suddivisioni amministrative italiano è costituito da regioni, province, città metropolitane e dallo stato[2].
Le regioni sono delle suddivisioni amministrative di primo livello. L'articolo 131 della Costituzione elenca le venti regioni d'Italia[3]. Gran parte delle regioni d'Italia sono a statuto ordinario e la Costituzione ne determina le forme e le condizioni di autonomia. Cinque regioni italiane (Il Friuli-Venezia-Giulia, la Valle d'Aosta, la Sicilia, il Trentino-Alto Adige e la Sardegna) godono di maggiori autonomie rispetto alle altre quindici regioni della Repubblica Italiana ed adottano di conseguenza uno statuto speciale, come definito dall'articolo 116 della Costituzione[4]. Fatta eccezione per le citate regioni a statuto speciale, le regioni d'Italia sono state ufficialmente istituite nel 1970 nonostante fossero previste dalla Costituzione già al momento della sua approvazione[5]
Le province e le città metropolitane costituiscono invece il secondo livello del sistema amministrativo italiano. Le città metropolitane sono state ufficialmente introdotte dalla riforma costituzionale del 2001[6], e sono state istituite ufficialmente a partire dal 2014, anno in cui sono subentrate al posto delle principali province d'Italia. Il Trentino-Alto Adige adotta da sempre le due province autonome di Trento e Bolzano come suddivisioni di secondo livello, mentre la Sicilia ha abolito le province nel 2014 favorendo i liberi consorzi comunali e le già citate città metropolitane. Il Friuli-Venezia-Giulia ha invece abrogato le province nel 2019 in favore degli Enti di decentramento regionali (EDR). Ciononostante, gli EDR, i liberi consorzi comunali e le città metropolinane continuano ad essere chiamate comunemente come "province".
Le suddivisioni amministrative di terzo livello è invece rappresentato dai comuni.
Suddivisioni amministrative
Segue l'elenco completo delle suddivisioni amministrative d'Italia, aggiornato al mese di dicembre 2025.
Piemonte
Valle d'Aosta
Liguria
Lombardia
Emilia-Romagna
Veneto
Friuli-Venezia-Giulia
Trentino-Alto Adige
Toscana
Umbria
Marche
Lazio
Abruzzo
Molise
Campania
Sardegna
Puglia
Calabria
Basilicata
Sicilia
Note
- ↑ Titolo V, Costituzione della Repubblica Italiana - Sito ufficiale del Senato
- ↑ Articolo 114 della Costituzione Italiana - Sito ufficiale del Senato
- ↑ Articolo 131 della Costituzione Italiana - Sito ufficiale del Senato
- ↑ Articolo 116 della Costituzione Italiana - Sito ufficiale del Senato
- ↑ Prima versione della Costituzione della Repubblica Italiana, entrata in vigore nel 1948 - La Nascita della Costituzione
- ↑ Costituzione Italiana, Riforma del Titolo V - Treccani