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Iniziò la sua formazione in chimica lavorando presso una piccola [[farmacia]], per poi avere tra i suoi maestri il celebre chimico svedese [[Torbern Olof Bergman]]. Nel 1775 acquistò una farmacia a Köping e divenne membro dell’Accademia reale svedese delle scienze di [[Stoccolma]]. La sua instancabile dedizione e la curiosità che lo spingevano a indagare i segreti della natura gli furono però fatali: morì a soli 43 anni, dopo anni trascorsi a maneggiare, assaggiare e inalare sostanze chimiche altamente tossiche. | Iniziò la sua formazione in chimica lavorando presso una piccola [[farmacia]], per poi avere tra i suoi maestri il celebre chimico svedese [[Torbern Olof Bergman]]. Nel 1775 acquistò una farmacia a Köping e divenne membro dell’Accademia reale svedese delle scienze di [[Stoccolma]]. La sua instancabile dedizione e la curiosità che lo spingevano a indagare i segreti della natura gli furono però fatali: morì a soli 43 anni, dopo anni trascorsi a maneggiare, assaggiare e inalare sostanze chimiche altamente tossiche<ref>Benjamin Frank Hays (1884): [https://archive.org/details/101705969.nlm.nih.gov ''The life work of Carl Wilhelm Scheele'', P.W. Bedford, New York - archive.org] (in inglese)</ref>. | ||
Nella sua farmacia condusse numerosi esperimenti che gli permisero di isolare l’[[ossigeno]] e di studiarne il ruolo nei processi di combustione. A lui si devono anche la scoperta del [[tungsteno]], del [[molibdeno]], dell’[[azoto]], del [[cloro]] (ottenuto tramite la reazione tra [[acido cloridrico]] e [[diossido di manganese]]) e del [[manganese]]. | Nella sua farmacia condusse numerosi esperimenti che gli permisero di isolare l’[[ossigeno]] e di studiarne il ruolo nei processi di combustione. A lui si devono anche la scoperta del [[tungsteno]], del [[molibdeno]], dell’[[azoto]], del [[cloro]] (ottenuto tramite la reazione tra [[acido cloridrico]] e [[diossido di manganese]]) e del [[manganese]]. | ||
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Nel 1778 scoprì anche un minerale, che, in suo onore, venne chiamato ''[[scheelite]]''. | Nel 1778 scoprì anche un minerale, che, in suo onore, venne chiamato ''[[scheelite]]''<ref>Salvatore Califano (2010): ''Storia della chimica, vol. 1'', pp. 165-167, Bollati Boringhieri, Torino, OCLC 956150808</ref>. | ||
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Carl Wilhelm Scheele (Stralsund, 9 dicembre 1742 – Köping, 21 maggio 1786) è stato un chimico svedese di origine tedesca, noto per essere uno dei più grandi sperimentatori della chimica del XVIII secolo[1].
Nonostante la sua vita breve, fece una quantità impressionante di scoperte fondamentali, molte delle quali furono riconosciute solo dopo la sua morte o attribuite ad altri più noti, come Joseph Priestley o Antoine Lavoisier[2].
Biografia
Iniziò la sua formazione in chimica lavorando presso una piccola farmacia, per poi avere tra i suoi maestri il celebre chimico svedese Torbern Olof Bergman. Nel 1775 acquistò una farmacia a Köping e divenne membro dell’Accademia reale svedese delle scienze di Stoccolma. La sua instancabile dedizione e la curiosità che lo spingevano a indagare i segreti della natura gli furono però fatali: morì a soli 43 anni, dopo anni trascorsi a maneggiare, assaggiare e inalare sostanze chimiche altamente tossiche[3].
Nella sua farmacia condusse numerosi esperimenti che gli permisero di isolare l’ossigeno e di studiarne il ruolo nei processi di combustione. A lui si devono anche la scoperta del tungsteno, del molibdeno, dell’azoto, del cloro (ottenuto tramite la reazione tra acido cloridrico e diossido di manganese) e del manganese.
Approfondì inoltre le proprietà di diversi acidi, tra cui lattico, cianidrico, gallico, fluoridrico, citrico e malico. Inoltre riuscì a sintetizzare numerosi nuovi composti, come il solfuro di idrogeno, l’acido arsenico, l’arsenito di rame (noto come verde di Scheele), il glicerolo e l’acido tartarico.
Nel 1778 scoprì anche un minerale, che, in suo onore, venne chiamato scheelite[4].
Opere
Voci correlate
Note
- ↑ Karl Wilhelm Scheele - Enciclopedia Treccani
- ↑ Aleksander Sztejnberg (2018): Immortal fame of the Swedish apothecary and chemist: Carl Wilhelm Scheele (1742-1786) in the literature between the 19th and 21th centuries - redalyc (in inglese)
- ↑ Benjamin Frank Hays (1884): The life work of Carl Wilhelm Scheele, P.W. Bedford, New York - archive.org (in inglese)
- ↑ Salvatore Califano (2010): Storia della chimica, vol. 1, pp. 165-167, Bollati Boringhieri, Torino, OCLC 956150808