Antigua e Barbuda: differenze tra le versioni

Da Konspedia.
Vai alla navigazioneVai alla ricerca
Nessun oggetto della modifica
Riga 99: Riga 99:
== Storia ==
== Storia ==
=== Civiltà precolombiane ===
=== Civiltà precolombiane ===
[[File:Arowak village.jpg|thumb|right|Villaggio Arawak.]]
[[File:Arowak village.jpg|thumb|left|200px|Villaggio Arawak.]]


I primi insediamenti sull'isola di Antigua risalgono al 2900 a.C. circa, nei pressi dell'attuale [[Parham]], mentre su Barbuda è presente un sito archeologico risalente al 1875 a.C., situato nelle vicinanze dell'ex-forte spagnolo di Martello Tower<ref name=":0">Sara Louise Kras (2008): [https://books.google.se/books?hl=sv&lr=&id=TnItHSAgevMC&oi=fnd&pg=PA5&dq=antigua+and+barbuda+history&ots=KuL09hUriH&sig=i2V9RefCqXYHgFbwQiqQU2VaotA&redir_esc=y#v=onepage&q=antigua%20and%20barbuda%20history&f=false ''Antigua and Barbuda'' - Google Libri] (in inglese)</ref>. I primi abitanti delle isole furono una popolazione amerinda preagricola comunemente conosciuta come "popolo arcaico", e spesso confusa dai locali come [[Siboney]], che furono un popolo amerindoi originario dell'isola di [[Cuba]]. Il "popolo arcaico" fu in seguito sostituito dai [[Saladoidi]], provenienti dall'attuale [[Venezuela]], importandovi la [[ceramica]].
I primi insediamenti sull'isola di Antigua risalgono al 2900 a.C. circa, nei pressi dell'attuale [[Parham]], mentre su Barbuda è presente un sito archeologico risalente al 1875 a.C., situato nelle vicinanze dell'ex-forte spagnolo di Martello Tower<ref name=":0">Sara Louise Kras (2008): [https://books.google.se/books?hl=sv&lr=&id=TnItHSAgevMC&oi=fnd&pg=PA5&dq=antigua+and+barbuda+history&ots=KuL09hUriH&sig=i2V9RefCqXYHgFbwQiqQU2VaotA&redir_esc=y#v=onepage&q=antigua%20and%20barbuda%20history&f=false ''Antigua and Barbuda'' - Google Libri] (in inglese)</ref>. I primi abitanti delle isole furono una popolazione amerinda preagricola comunemente conosciuta come "popolo arcaico", e spesso confusa dai locali come [[Siboney]], che furono un popolo amerindoi originario dell'isola di [[Cuba]]. Il "popolo arcaico" fu in seguito sostituito dai [[Saladoidi]], provenienti dall'attuale [[Venezuela]], importandovi la [[ceramica]].

Versione delle 12:45, 23 feb 2026

ATTENZIONE: Riteniamo la seguente voce un abbozzo (stub), pertanto è incompleta e va ampliata.

Questo avviso verrà rimosso da questa pagina solo quando questa voce sarà ritenuta completata.

Questo è un template di avviso.
Antigua e Barbuda
Bandiera
Stemma
Dati generali
Nome Ufficiale Antigua and Barbuda
Fondazione 1° novembre 1981
Ingresso nell'ONU 11 novembre 1981
Capitale Saint John's
Lingua ufficiale Inglese
Lingue parlate Inglese, Creolo di Antigua e Barbuda
Inno ufficiale Fair Antigua, We Salute Thee
Dati politici
Forma di governo Monarchia costituzionale (Reame del Commonwealth)
Monarca Carlo III del Regno Unito
Governatore generale Sir Rodney Williams
Primo ministro Gaston Browne
Dati geografici
Continente America
Superficie 443,9 km²
Popolazione 94 147 ab. (2025)
Densità 220,9 ab./km²
Fuso orario UTC -4:30
Dati economici
Valuta dollaro dei Caraibi Orientali
PIL 2 207 milioni di dollari (2024)[1]
Pil pro capite 23.542$ (2024)[2]
Altri dati
TLD .ag
Prefisso telefonico +1268
Festa nazionale 1 novembre

Antigua e Barbuda è uno stato sovrano dell'America centrale che esercita la sua sovranità sulle isole di Antigua, Barbuda, Redonda e su altre isole minori situate al largo delle due isole principali. E' uno stato insulare interamente circondato dal mare: A nord e ad est le due isole principali sono bagnate dall'Oceano Atlantico, mentre a sud e ad ovest le isole sono bagnate dal Mar Caraibico. La capitale è St. John's, sull'isola di Antigua.

E' un ex-colonia britannica che ha ottenuto la sua indipendenza dal Regno Unito il primo novembre 1981 ma permangono anora oggi forme di controllo britannico sul paese dal momento che il Re britannico Carlo III viene ufficialmente riconosciuto come capo di stato di Antigua e Barbuda[3].

Storia

Civiltà precolombiane

Villaggio Arawak.

I primi insediamenti sull'isola di Antigua risalgono al 2900 a.C. circa, nei pressi dell'attuale Parham, mentre su Barbuda è presente un sito archeologico risalente al 1875 a.C., situato nelle vicinanze dell'ex-forte spagnolo di Martello Tower[4]. I primi abitanti delle isole furono una popolazione amerinda preagricola comunemente conosciuta come "popolo arcaico", e spesso confusa dai locali come Siboney, che furono un popolo amerindoi originario dell'isola di Cuba. Il "popolo arcaico" fu in seguito sostituito dai Saladoidi, provenienti dall'attuale Venezuela, importandovi la ceramica.

Al momento della scoperta delle isole da parte di Cristoforo Colombo le isole erano abitate dagli Aruachi (o Arawak) e dai Caribi[4], abili marinai e costruttori di canoe che succedettero ai precedenti saladoidi. i gruppi Arawak sono il primo gruppo antiguano ben documentato e si dice che avessero introdotto l'agricoltura nel paese, in particolar modo ananas nero, mais, guaiava, peperoncino rosso, cotone, tabacco ed una variante di patate dolci bianche, che si differenzia dall'equivalente arancione utilizzata negli Stati Uniti.

I Caribi godevano invece di conoscenze militari superiori rispetto agli Aruachi, che permise loro di sconfiggere questi ultimi nelle indie occidentali, Antigua e Barbuda comprese. Nel 1200 d.C. i Caribi costrinsero gli Aruachi a lasciare le isole, ma una minoranza di rimanenti era spesso vittima di razzie da parte dei primi. La società Caribe viene tuttavia descritta come una forma di comunismo primitivo: Le comunità erano composte principalmente da agricoltori e pescatori di sussistenza che distribuivano il cibo affinché tutti i membri della comunità potessero beneficiarne. La coltura principale dei Caribi era la radice di manioca[5].

Gli esploratori spagnoli avevano difficoltà a distinguere le popolazioni indigene che incontravano, perciò si suppone che nel XIV secolo le isole furono popolate anche da tribù indigene non appartenenti alle società Caribe ed Arawak, ma che condividevano molti aspetti in comune con essi.

Colonizzazione britannica

Lavorazione dello zucchero durante il periodo coloniale sull'isola di Antigua, 1823.

Il navigatore genovese Cristoforo Colombo fu il primo europeo ad avvistare le isole nel 1493 e battezzò l'isola di Antigua in Santa Maria de la Antigua, in onore di una chiesa nella città spagnola di Siviglia. I primi tentativi di colonizzazione da parte dei coloni spagnoli, tuttavia, non ebbero successo a causa delle incursioni e della resistenza delle popolazioni locali, che rimasero tuttavia duramente colpite ed indebolite a causa della superiorità tecnologica delle truppe spagnole e della diffusione dei microrganismi provenienti dalle popolazioni europee ed africane che si rivelarono fatali nei confronti delle popolazioni indigene[6].

Il primo insediamento europeo stabile fu fondato dagli inglesi nel 1632, provenienti dall’isola caraibica di Saint Kitts. Gli inglesi trovarono una popolazione già colpita duramente dalle precedenti incursioni spagnole e poterono occupare con facilità l'isola, avviando una eliminazione sistematica dei Caribi e degli Arauchi. I pochi sopravvissuti finirono per mescolarsi con la crescente popolazione di schiavi africani deportati nelle piantagioni, circostanza che contribuisce a spiegare la quasi totale scomparsa di riferimenti ai Caribi nelle fonti storiche successive al 1705[4].

Successivamente, gli inglesi iniziarono a fondare insediamenti e piantagioni sull’isola. Le coltivazioni principali erano tabacco e zucchero, anche se il tabacco venne in seguito abbandonato a causa dei suoi effetti dannosi sul terreno. Fin dall’inizio, il piano prevedeva l’importazione di schiavi dall’Africa occidentale per lavorare nelle piantagioni. Con l’aumento dell’importanza della canna da zucchero per l’Impero Britannico, si rese necessario espandere queste attività, portando a un massiccio afflusso di schiavi, che ben presto superarono numericamente gli stessi coloni europei[7].

Data l’importanza economica delle piantagioni di zucchero, gli inglesi dovettero proteggerle dagli attacchi di Francia e Spagna. La Marina britannica istituì il porto di English Harbor (trad. Porto Inglese) ad Antigua e costruì numerosi forti intorno alle isole. Tuttavia, le risorse impiegate per queste difese e la costante minaccia di attacchi significavano che gli schiavi africani dovevano sopportare condizioni di vita sempre più dure. Una delle punizioni più comuni sfruttava la flora locale utilizzando alberi di hura crepitans, una specie ricoperta di spuntoni e dotati di una linfa caustica che può provocare cecità in caso di contatto con gli occhi. Su questi alberi, conosciuti come “alberi dell’agonia”, i coloni erano soliti legare gli schiavi da punire per poi attaccarli con le fruste[4].

Le persone ridotte in schiavitù erano costrette a lavorare senza alcuna protezione vicino ai mulini della canna da zucchero, dove i pesanti rulli potevano schiacciare arti e causare la perdita di braccia. Altri venivano impiegati nelle cosiddette boiling houses, dove il calore estremo delle caldaie rendeva il lavoro estenuante e pericoloso, poiché dovevano eliminare le impurità dello zucchero. Alcuni schiavisti costringevano inoltre gli schiavi a posizionare torce vicino alle barriere coralline di Barbuda per ingannare le navi in transito: I capitani di queste navi scambiavano le luci per punti di approdo sicuri così vi dirigevano le imbarcazioni verso gli scogli e subirono naufragi. Gli schiavi venivano successivamente obbligati a saccheggiare le navi distrutte. Poiché il sistema schiavista britannico considerava gli schiavi come "carne di cannone", la morte di alcuni di essi era ritenuta un prezzo accettabile per questo stratagemma, che per i britannici rappresentava una fonte di guadagno assieme alla caccia ed alle piantagioni di zucchero[4].

Durante tutto il periodo della schiavitù, le condizioni disumane provocarono numerose rivolte su entrambe le isole. Grandi sollevazioni si verificarono nel 1701 e nel 1729, mentre una serie di ribellioni furono organizzate tra il 1741 e il 1835. Nel 1834, quando gli inglesi tentarono di trasferire gli schiavi da Barbuda ad Antigua, questii si ribellarono, presero il controllo di Barbuda ed instaurarono un sistema di proprietà collettiva della terra[8]. I coloni britannici ripresero agilmente il pieno controllo dell'isola poche settimane più tardi.

Nello stesso anno, Il Regno Unito emana lo Slavery Aboliction Act che consiste nell'abolizione della schiavitù e nell'emancipazione degli schiavi. Ciononostante, la condizione degli ex-schiavi rimase perlopiù invariata: assenza di diritti, salario minimo per sopravvivere ed alloggi d'epoca schiavista. Le autorità potevano incarcerare o frustare gli ex-schiavi per reati minori.Inoltre si verificava spesso un modello sistematico di omicidi di lavoratori afroamericani rimasti impuniti, dovuto a indagini volutamente trascurate.

Le rivolte e le proteste venivano represse con violenza: la polizia sparava sul posto ai dimostranti della classe operaia nera. Questo clima di terrore insegnava ai lavoratori neri che chiedere migliori condizioni significava rischiare la morte loro e delle loro famiglie[9].

Solo a partire dal 1939 fu formato un movimento sindacale sull'isola di Antigua, l'Unione dei lavoratori di Antigua (Antigua Trades and Labour Union, ATLU), fondato da Vere Bird che ha dedicato la sua vita sull'emancipazione degli afroamericani di Antigua e Barbuda, alla modernizzazione del territorio ed all'indipendenza del paese, ottenuta solo nel 1981 e rimanendo tutt'ora sotto un parziale controllo britannico.

Indipendenza e neocolonialismo

Antigua e Barbuda ottiene ufficialmente l'indipendenza dal Regno Unito il 1° novembre 1981, e viene accettato nell'Organizzazione delle Nazioni Unite l'11 novembre dello stesso anno. Il paese rimane comunque un reame del Commonwealth, continuando di conseguenza a mantenersi de facto dipendente dal Regno Unito, riconoscendo la famiglia reale britannica anche come famiglia reale del piccolo arcipelago.

La stragrande maggioranza della popolazione (95%) è concentrata principalmente sull'isola di Antigua, mentre l'isola di Barbuda era popolata da poche centinaia di persone al momento della sua indipendenza. Poiché l’intera isola di Barbuda era stata concessa in passato come un’unica proprietà, dopo l’emancipazione la comunità mantenne un sistema di coltivazione autonoma su terre comuni. Tutti gli abitanti condividevano la proprietà del territorio e potevano utilizzarlo per la coltivazione individuale sotto l’autorità del governo locale. Questo sistema, rimasto in vigore fino a tempi recenti, ha impedito la vendita delle terre ad investitori stranieri ed ha contribuito a preservare il patrimonio culturale dell’isola[10].

La svolta avvenne nel 2017, quando l’uragano Irma devastò il territorio e costrinse la popolazione all’evacuazione[11]. In seguito, il governo di Antigua e Barbuda abolì la proprietà comune con una nuova legge[12] approvata senza la consultazione della popolazione barbudana, permettendo la vendita delle terre a investitori stranieri[13][14]. Questo favorì lo sviluppo di progetti turistici, mentre molti barbudani, già colpiti da povertà e disoccupazione, faticavano a ricostruire le proprie vite. Le decisioni del governo guidato da Gaston Browne suscitarono proteste e la nascita del movimento “Barbuda Silent No More”, che denuncia la perdita del controllo locale sulle terre storicamente condivise[14].

Geografia

Antigua e Barbuda è uno stato insulare composto da 54 isole, situate nell'arco orientale delle Isole Sopravento Settentrionali delle Piccole Antille, che separa l'Oceano Atlantico dal Mare Caraibico. Antigua è l'isola più grande del paese, seguita da Barbuda, che corrispondono alle due isole principali del paese. Ad eccezione di Redonda, la terza più grande del paese, situata a 56,2 km a sud-ovest di Antigua, tutte le altre isole minori del paese sono situate al largo delle due isole principali: Si citano le isole di Guiana Island e Long Island, situate al largo della costa nord-orientale di Antigua, che rappresentano rispettivamente la quarta e la quinta isola più estesa del paese. Si cita, tra le isole più importanti del paese, anche Green Island, al largo della costa orientale di Antigua.

Antigua ha una superficie di 281 km² e secondo un censimento del 2018 è popolata da circa 95 mila persone. Ospita la vetta più alta dello stato, il Boggy Peak, alto 402 m s.l.m. ed il centro principale, Saint John's, è la capitale del paese, conta una popolazione di circa 22 mila abitanti stando ad un censimento datato risalente al 2011.

L'Isola di Barbuda è pianeggiante, con un altitudine massima di 42 m s.l.m., ed ospita un totale di 2.233 abitanti, quasi tutti residenti di Codrington, l'unico villaggio situato sull'isola. Nel settembre 2017 l'isola fu colpita dall'uragano Irma che ha provocato la distruzione di un numero elevato di edifici situati sull'isola[11].

Redonda è un'isola disabitata che durante il XIX secolo è stata proclamata una monarchia micronazionalistica[15]. Le altre isole del paese sono organizzate come parchi naturali oppure sono proprietà private.

Clima

Le isole presentano un clima tropicale, caratterizzato dalla presenza costante degli Alisei, che soffiano con una velocità compresa tra i 30 e i 48 km/h. Le precipitazioni sono generalmente scarse, ma proprio l’azione delle piogge nel tempo ha contribuito a modellare il territorio, determinando rilievi poco elevati a causa dell’erosione. Le piogge si concentrano soprattutto tra settembre e novembre, mentre nel resto dell’anno risultano limitate. In media, gli uragani interessano le isole circa una volta all’anno.

La temperatura media si aggira intorno ai 27 °C, con valori che oscillano tra i 23 °C nei mesi invernali e i 30 °C durante l’estate e l’autunno. Il periodo più fresco va da dicembre a febbraio. Grazie alla bassa umidità, il clima risulta particolarmente gradevole, rendendo queste isole tra le più temperate al mondo.

La vegetazione è distribuita a macchie e comprende specie tipiche della flora tropicale, come acacia, mogano e cedro rosso. Il suolo di Antigua è particolarmente fertile, essendosi formato da antiche colate laviche, e circa l’11% del territorio è coperto da foreste.

Suddivisioni amministrative

Il sistema di suddivisioni amministrative presente nel paese è costituito da sei parrocchie e da due dipendenze. Sia le parrocchie che le dipendenze rappresentano una suddivisione amministrativa di primo livello.

Le sei parrocchie suddividono il territorio corrispondente all'isola di Antigua ed alle isole al largo della sua costa, mentre Barbuda e Redonda sono rispettivamente amministrate dalle dipendenze. Segue l'elenco ufficiale delle suddivisioni amministrative di Antigua e Barbuda:

  • Parrocchia diSaint George
  • Parrocchia di Saint John
  • Parrocchia di Saint Mary
  • Parrocchia di Saint Paul
  • Parrocchia di Saint Peter
  • Parrocchia di Saint Philip
  • Dipendenza di Barbuda
  • Dipendenza di Redonda

Politica ed economia

Cultura e società

Voci correlate

Bibliografia e sitografia

Note