The Grayzone: differenze tra le versioni
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Wikipedia, inoltre, inserisce il sito in un elenco di siti che riportano notizie false<ref>[[wikipedia:List_of_fake_news_websites|List of fake news websites - Wikipedia]] (in inglese)</ref>, e molti siti lo accusano di diffondere propaganda filo-russa, soprattutto in seguito all'[[Guerra Russo-Ucraina|Operazione Militare Speciale in Ucraina avviata nel 2022]]<ref>[[wikipedia:The_Grayzone|The Grayzone - Wikipedia]] (in inglese)</ref>. | Wikipedia, inoltre, inserisce il sito in un elenco di siti che riportano notizie false<ref>[[wikipedia:List_of_fake_news_websites|List of fake news websites - Wikipedia]] (in inglese)</ref>, e molti siti lo accusano di diffondere propaganda filo-russa, soprattutto in seguito all'[[Guerra Russo-Ucraina|Operazione Militare Speciale in Ucraina avviata nel 2022]]<ref>[[wikipedia:The_Grayzone|The Grayzone - Wikipedia]] (in inglese)</ref>. | ||
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* [https://infrawiki.us/index.php/The_Grayzone The Grayzone - Infrawiki] (in inglese) | |||
* [https://en.prolewiki.org/wiki/The_Grayzone#cite_ref-7 The Grayzone - ProleWiki] (in inglese) | |||
* [https://thegrayzone.com The Grayzone] (in inglese e in spagnolo) | |||
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[[Categoria:Testate giornalistiche]] [[Categoria:Antimperialismo]] | |||
Versione attuale delle 11:15, 27 mag 2026

The Grayzone (trad. La zona grigia) è un quotidiano online indipendente dedicato al giornalismo investigativo originale e all'analisi sulla politica e l'imperialismo statunitense. Fondato e curato dal giornalista investigativo statunitense Max Blumenthal, il giornale ha visto la partecipazione di Ben Norton, che è stato un noto editore e reporter per il Grayzone fino all'inizio del 2022, lasciando la redazione per fondare Multipolarista (In seguito rinominato in Geopolitical Economy Report).
Il sito è stato fondato nel gennaio 2016 con il nome di Grayzone Project, e fino al gennaio 2018 il sito era ospitato da AlterNet. In seguito il sito ha ottenuto un suo dominio[1]. La testata ospita il sito sia in lingua inglese che in lingua spagnola.
Redazione
La redazione del Grayzone è composta principalmente dai reporter Max Blumenthal, Aaron Maté e Anya Parampil, a cui si aggiungono articoli firmati da Gareth Porter, Dan Cohen, Alexander Rubinstein, Rania Khalek, Ajit Singh, Wyatt Reed, ecc....
Maté e Parampil si occupano anche di gestire delle rubriche interne: rispettivamente "Pushback" e "Red Lines".
Ad essi si aggiungono anche ex-redattori come Ben Norton, il quale abbandonò il Grayzone a causa di disaccordi personali con Blumenthal[2].
Contenuti
Il Grayzone si concentra principalmente sulle politiche imperialiste e sulle relative guerre per procura condotte dai paesi occidentali contro il Sud globale. La testata si è occupata di argomenti come la Guerra Civile Siriana ed i tentativi di cambio di regime in Venezuela e Cuba, oltre a smentire le accuse di genocidio contro la Cina, realizzando una ampia documentazione di report dettagliati sugli argomenti di loro interesse.
Nel 2016, la testata scrisse molti articoli contro la narrazione mainstream legata al Russiagate, sfatando la teoria cospiratoria russofoba promossa dai democratici americani e ripresa anche da numerose testate europee che indica la Federazione Russa come un'agente esterno che ha manipolato le elezioni presidentaliali americane del 2016 al fine di far vincere il Partito Repubblicano di Donald Trump[3].
Durante la pandemia per Covid19, la testata ha accusato le élite bipartisan statunitensi di riprendere lo stesso modus operandi utilizzato precedentemente per il Russiagate per accusare la Cina e deviare loro la colpa per le disfunzioni interne[4]. In seguito il Grayzone inizia a pubblicare articoli scettici sui vaccini contro il Covid-19, spingendo Ben Norton ad allontanarsi dal Grayzone fino ad abbandonarne la redazione. Non sono tuttavia confermato i motivi che hanno spinto Norton ad interrompere la collaborazione con il Grayzone, tuttavia alcuni ambienti marxisti-leninisti ritengono che la testata abbia intrapreso una svolta a destra.
Censura
La testata è classificabile come fonte antisistema e pertanto è soggetta a numerose critiche da parte di "fact checkers" e propagandisti a servizio del regime. Il giornalista britannico Paul Mason ha tentato infatti di censurare il Grayzone in collaborazione con un appaltatore di informazioni[5][6][7].
Wikipedia, inoltre, inserisce il sito in un elenco di siti che riportano notizie false[8], e molti siti lo accusano di diffondere propaganda filo-russa, soprattutto in seguito all'Operazione Militare Speciale in Ucraina avviata nel 2022[9].
Bigliografia
- The Grayzone - Infrawiki (in inglese)
- The Grayzone - ProleWiki (in inglese)
- The Grayzone (in inglese e in spagnolo)
Note
- ↑ About - The Grayzone (in inglese)
- ↑ Max Blumenthal - InfraWiki (in inglese)
- ↑ Tag "Russiagate" sul The Grayzone (in inglese)
- ↑ US elites use Russiagate playbook to blame China and promote hostility - The Grayzone (in inglese)
- ↑ Paul Mason’s covert intelligence-linked plot to destroy The Grayzone exposed - The Grayzone (in inglese)
- ↑ U.K. Gov’t Ordered Censoring Of YouTube Videos – Leaked Emails - YouTube (The Jimmy Dore Show) (in inglese)
- ↑ "The Smear Campaign Against Independent Journalism | Max Blumenthal" - YouTube (Richard Medhurst) (in inglese)
- ↑ List of fake news websites - Wikipedia (in inglese)
- ↑ The Grayzone - Wikipedia (in inglese)