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	<title>Konspedia - Contributi dell&#039;utente [it]</title>
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		<title>Nikola Tesla</title>
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		<updated>2026-03-28T09:54:39Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari1: /* Perché Fallì? */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{AI Slop}}&lt;br /&gt;
{{S}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Tessla.png|300px|miniatura|Nikola Tesla]]&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Nikola Tesla&#039;&#039;&#039; (in serbo: Никола Тесла; Smiljan, 10 luglio 1856 – New York, 7 gennaio 1943) è stato un inventore, fisico e ingegnere serbo-statunitense, tra i più visionari e influenti della storia della scienza moderna. Pioniere dell’elettromagnetismo e dell’ingegneria elettrica, i suoi contributi fondamentali – tra cui lo sviluppo della corrente alternata (AC), il motore a induzione e i primi esperimenti sulla trasmissione senza fili – hanno rivoluzionato la tecnologia del XX secolo e oltre.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Noto per la sua mente geniale e il carattere eccentrico, Tesla combinò un’intuizione scientifica straordinaria con un’immaginazione quasi futuristica, progettando sistemi che anticiparono la radio, i radar, i raggi X e persino concetti oggi attualissimi come la trasmissione di energia wireless. La sua rivalità con Thomas Edison nella “Guerra delle Correnti” e il controverso rapporto con investitori e colleghi ne segnarono la carriera, lasciandolo in difficoltà economiche nonostante le centinaia di brevetti depositati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oggi è celebrato non solo come uno dei più grandi inventori di tutti i tempi, ma anche come una figura quasi mitica, simbolo dello scienziato incompreso e dell’innovazione senza confini. La sua eredità vive nella pop culture, nella scienza e nella tecnologia, dal sistema elettrico globale ai progetti più avveniristici di energia libera.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Biografia ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Origine e primi anni ====&lt;br /&gt;
Nikola Tesla nacque il 10 luglio 1856 nel piccolo villaggio di Smiljan, allora parte dell&#039;Impero austro-ungarico e oggi situato in Croazia. Suo padre, Milutin Tesla, di etnia serba, era un prete ortodosso, mentre sua madre, Georgina Mandić, possedeva un talento straordinario per le invenzioni e migliorava costantemente oggetti di uso quotidiano. Questa capacità fu senza dubbio trasmessa da lei al figlio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La famiglia di Tesla crebbe cinque figli. Nikola e suo fratello maggiore Dane si distinsero per la loro curiosità e le loro rare capacità. Sebbene fin dall&#039;infanzia Nikola stupisse chi lo circondava con la memoria fenomenale ereditata dalla madre, egli ammise che fu Dane, morto durante l&#039;infanzia, il vero genio della famiglia, mentre lui stesso, nonostante tutti i suoi sforzi, sembrava sempre mediocre in confronto al fratello scomparso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Durante gli anni scolastici, si concentrò sullo studio della matematica, del tedesco — lingua ufficiale dell&#039;Austria-Ungheria — e della religione, poiché il padre sperava che il figlio seguisse le sue orme diventando a sua volta prete. Tuttavia, verso la fine del liceo, l&#039;interesse principale di Tesla divennero le scienze naturali. Nell&#039;autunno del 1870, il quattordicenne lasciò la casa dei genitori e si trasferì a Karlovac per frequentare la Higher Real School (equivalente a un liceo scientifico nel sistema educativo tedesco), dove poté concentrarsi sulle materie che più lo appassionavano: la fisica e la matematica. Il giovane talentuoso completò il programma quadriennale in soli tre anni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Educazione e primi passi nella scienza ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nikola Tesla studiò al Politecnico di Graz, uno dei due istituti di istruzione superiore politecnici dell&#039;epoca in Austria (l&#039;altro si trovava a Vienna). Qui si dedicò agli studi di ingegneria, affermandosi rapidamente non solo come uno studente eccezionalmente dotato, ma anche come estremamente diligente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sua dedizione agli studi suscitò persino preoccupazione tra i docenti, i quali — come seppe in seguito — scrissero ai genitori esprimendo timore che il figlio si stesse sovraccaricando di lavoro. E non era un&#039;esagerazione: durante il primo anno universitario, Nikola dormiva solo quattro ore al giorno, dedicando tutto il suo tempo allo studio senza concedersi riposo né nei giorni festivi né la domenica. Alla fine dell&#039;anno, questa ossessione diede i suoi frutti: superò brillantemente tutti gli esami, non solo nelle materie obbligatorie ma anche in quelle opzionali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tuttavia, neppure una persona dalle capacità fenomenali come Tesla avrebbe potuto reggere a lungo un tale ritmo. Giunto al termine del secondo anno, dopo aver vanificato i successi precedenti, perse la borsa di studio e… si avvicinò al gioco d’azzardo. Questa scelta rischiò di costargli la carriera: perse tutti i soldi destinati alla sua istruzione e, inoltre, smise completamente di dedicarsi agli studi. Di conseguenza, Tesla non si presentò agli esami finali e non ottenne mai la laurea.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel gennaio 1880, la famiglia lo aiutò a trasferirsi a Praga per studiare filosofia. Sfortunatamente, arrivò quando l&#039;anno accademico era già iniziato e non fece in tempo a sostenere i test di ammissione; frequentò comunque le lezioni per alcuni mesi come studente libero. Tuttavia, a causa della sua insufficiente conoscenza del ceco e del greco antico, materie obbligatorie per il corso di studi, non poté iscriversi ufficialmente all&#039;Università di Praga.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1881, il venticinquenne Tesla trovò lavoro come ingegnere presso la Compagnia Telefonica Centrale di Budapest. In seguito per perseguire un maggiore sviluppo si trasferì a Parigi dove trovò lavoro come tirocinante alla filiale della «Continental Edison» — l&#039;azienda di Thomas Edison in Francia — dove, tra l&#039;altro, partecipò alla realizzazione di un impianto di illuminazione stradale a Parigi. Nel frattempo un sistema di alimentazione e illuminazione a corrente continua sviluppato da Edison ha subito un incidente catastrofico in una stazione ferroviaria di Strasburgo, in Germania. L&#039;interruttore di lancio del sistema ha causato un&#039;esplosione, distruggendo un muro della rimessa dei treni. A Tesla, che parlava tedesco, fu ordinato di occuparsi del problema. I dirigenti dell&#039;azienda promisero un generoso bonus di 25.000 dollari se il problema fosse stato risolto. Grazie agli sforzi di Tesla, il problema fu risolto senza intoppi e, nel processo, costruì anche il primo modello di motore a induzione.Tuttavia, quando Tesla tornò a Parigi, l&#039;azienda si rifiutò di pagare il bonus promesso in precedenza, cosa che lo deluse e portò alle sue dimissioni. Poco dopo, il direttore generale della filiale, Charles Bachelot, scrisse una lettera di raccomandazione raccomandando vivamente a Tesla di svilupparsi negli Stati Uniti. La lettera di raccomandazione era indirizzata al famoso inventore e imprenditore Thomas Edison e conteneva la seguente frase: “Conosco due grandi persone, una sei tu e l&#039;altra è questo giovane”&amp;lt;ref&amp;gt;The Nikola Tesla Museum Archive (Belgrado, Serbia).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[L&#039;archivio conserva documenti originali, tra cui la lettera di raccomandazione di Charles Batchelor (non Bachelot) a Thomas Edison, con la famosa frase &amp;quot;Conosco due grandi uomini, uno siete voi e l&#039;altro è questo giovane&amp;quot;. La lettera è spesso riprodotta in libri e mostre].&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Il trasferimento in America e i rapporti con Edison ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tesla arrivò a New York nella primavera del 1884. Sebbene Edison apprezzasse il suo talento e la sua ossessione per il lavoro — in questo i due erano simili —, la loro collaborazione durò poco più di sei mesi. Ben presto emersero divergenze su come alimentare esattamente le lampade per l&#039;illuminazione stradale di Manhattan: Edison sosteneva l&#039;uso della corrente continua (CC), che riteneva più sicura, mentre Tesla vedeva il futuro nella corrente alternata (CA).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È probabile che alla base del loro disaccordo vi fosse anche una differenza negli approcci alla realizzazione dei progetti tecnologici. Edison privilegiava ciò che, in termini moderni, potremmo definire l’aspetto commerciale e di marketing, mentre per Tesla contava soprattutto la ricerca scientifica in sé.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo aver lasciato l’impresa di Edison, Tesla decise di avviare una propria attività. Trovò sostegno in George Westinghouse, un industriale e ingegnere americano che aveva osservato come la corrente continua subisse significative perdite di energia durante la trasmissione attraverso i cavi. Il confronto tra Edison e Westinghouse su questo tema passò alla storia con il nome di «Guerra delle correnti», seguita con grande attenzione in tutto il paese.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tesla aveva bisogno di una propria azienda per realizzare le sue innovative idee, indipendentemente dalle controversie in corso. Tuttavia, la creazione dell’impresa richiedeva investitori, che non fu facile trovare subito. I primi tentativi di avviare un’attività non ebbero successo, ma nel 1886 due facoltosi newyorkesi, Alfred Brown e Charles Peck, offrirono a Tesla un laboratorio a New York e finanziarono la nascita della società &#039;&#039;&#039;Tesla Electric Light &amp;amp; Manufacturing&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Già nel primo anno di attività, l’azienda realizzò un motore a induzione funzionante a corrente alternata. Il successo fu favorito dal fatto che Tesla poté dedicarsi interamente alla ricerca scientifica, mentre i due soci si occupavano degli aspetti commerciali e della promozione sul mercato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Realizzazioni scientifiche e invenzioni di Tesla ====&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Motore a induzione CA&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un motore sviluppato in un laboratorio di New York rivoluzionò il campo dell&#039;ingegneria elettrica. Il suo principio di funzionamento si basa sull&#039;azione di un campo magnetico rotante, fenomeno descritto indipendentemente da Tesla e dal fisico italiano Galileo Ferraris, che nello stesso periodo conduceva studi analoghi&amp;lt;ref&amp;gt;Ferraris, G. (1888). &amp;quot;Rotazioni elettrodinamiche prodotte per mezzo di correnti alternate&amp;quot;. Atti dell&#039;Accademia delle Scienze di Torino.&lt;br /&gt;
Studio parallelo sul campo magnetico rotante.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il funzionamento di questo tipo di motore è concettualmente semplice: la corrente alternata negli avvolgimenti della parte fissa del motore (statore) interagisce con la corrente presente negli avvolgimenti della parte mobile (rotore), inducendo la rotazione di quest&#039;ultima e convertendo così l&#039;energia elettrica in energia meccanica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Grazie alla sua struttura semplice, al costo contenuto e all&#039;elevata efficienza energetica, i motori a induzione conquistarono rapidamente una vasta diffusione. Furono questi motori ad azionare i primi ascensori, tram, convogli della metropolitana e filobus. Anche oggi i motori a corrente alternata trovano applicazione, sebbene in misura minore rispetto al passato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Trasferimento di energia wireless&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tesla era convinto che l&#039;energia potesse essere trasmessa senza fili, sfruttando esclusivamente campi magnetici. Nel 1891 compì un decisivo passo avanti in questa direzione: inventò la cosiddetta &#039;&#039;&#039;bobina di Tesla&#039;&#039;&#039; — il primo dispositivo al mondo in grado di trasmettere elettricità senza bisogno di cablaggi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla fine del XIX secolo, nel tentativo di dare forma concreta a questa visione, condusse una serie di esperimenti che culminarono nella progettazione della Torre di Wardenclyffe, nota anche come &#039;&#039;&#039;torre Tesla&#039;&#039;&#039;. La struttura fu costruita tra il 1901 e il 1902 a Long Island. La torre prese il nome dal banchiere James S. Warden, che acquistò il terreno e lo mise a disposizione per il progetto di Tesla. Oltre a Warden, parteciparono attivamente al finanziamento dell’impresa altri illustri personaggi, come il banchiere John Pierpont Morgan e l’imprenditore-scrittore John Jacob Astor.&lt;br /&gt;
Oltre a dimostrare i progressi di Tesla nella trasmissione di energia senza fili, la torre avrebbe dovuto assolvere anche a una funzione pratica: garantire telecomunicazioni wireless, radiodiffusione e comunicazioni telefoniche transatlantiche.&lt;br /&gt;
Tuttavia, il rivale di Tesla, il fisico italiano Guglielmo Marconi, riuscì a precederlo, essendo il primo a sviluppare una tecnologia analoga. Di conseguenza, gli investitori, tra cui John Morgan, ritirarono i finanziamenti. Il progetto di Tesla, privo di sostegno economico, fu costretto a chiudere nel 1906.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La torre venne infine demolita nel 1917, ma le idee di Tesla contribuirono significativamente allo sviluppo successivo delle tecnologie di trasmissione senza fili. La bobina di Tesla trovò applicazione in dispositivi telegrafici avanzati dotati di antenne, e ancora oggi una versione modificata di questa invenzione è utilizzata nella tecnologia radiofonica e televisiva.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Comunicazioni radio, telecomando e altri sviluppi&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1894 — un anno prima della scoperta di Wilhelm Röntgen — Tesla iniziò a sperimentare quelli che in seguito sarebbero diventati noti come raggi X. Utilizzò tubi a vuoto e scariche ad alta tensione per studiare i fenomeni legati alle radiazioni. Osservò che questi raggi erano in grado di penetrare alcuni materiali e di imprimersi sulle lastre fotografiche. Tuttavia, Tesla non fece in tempo a pubblicare i suoi risultati: nel 1895 il suo laboratorio di New York andò a fuoco, distruggendo documenti e attrezzature.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1901, lo scienziato italiano Guglielmo Marconi trasmise per la prima volta un segnale radio dall&#039;Inghilterra al Canada&amp;lt;ref&amp;gt;Marconi, G. (1901). &amp;quot;Telegrafia senza fili attraverso l&#039;Atlantico&amp;quot;. Proceedings of the Royal Society.&lt;br /&gt;
Contesto sulla rivalità con Marconi.&amp;lt;/ref&amp;gt;. Questo successo gli valse la fama di inventore della radio e provocò grande risentimento in Tesla, il quale sostenne che Marconi aveva utilizzato illegalmente i suoi brevetti sulla segnalazione senza fili. Sebbene inizialmente l&#039;ufficio brevetti statunitense avesse dato ragione a Tesla, nel 1904 concesse a Marconi il brevetto per l&#039;invenzione della radio, un evento che acuì ulteriormente il risentimento dello scienziato serbo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In realtà, entrambi i ricercatori, così come il fisico russo Aleksandr Popov, contribuirono allo sviluppo delle tecnologie di trasmissione radiofonica. La portata di questi contributi è attestata, da un lato, dal Premio Nobel assegnato a Marconi nel 1909, e dall&#039;altro, dal riconoscimento della priorità dei brevetti di Tesla da parte della Corte Suprema degli Stati Uniti nel 1943&amp;lt;ref&amp;gt;Supreme Court of the United States (1943). Case No. 369: Tesla vs. Marconi.&lt;br /&gt;
Sentenza sul brevetto radiofonico.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tesla utilizzò le stesse onde radio per realizzare una barca radiocomandata. All&#039;interno dello scafo in ferro erano nascosti una batteria e motori elettrici, mentre sulla superficie erano installate le antenne. Il pubblico di New York assistette con meraviglia alla dimostrazione di questa straordinaria invenzione durante l&#039;esposizione elettrica al Madison Square Garden nel 1898, dove Tesla, stando di fronte a un pannello di controllo fisso, manovrò personalmente la barca immersa in una piccola piscina.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Declino e ultimi anni (1901–1943) ====&lt;br /&gt;
Dopo il fallimento di Wardenclyffe, Tesla cadde in disgrazia finanziaria. Continuò a depositare brevetti (come la &amp;quot;turbina senza pale&amp;quot; nel 1913) e a teorizzare su armi a energia diretta (&amp;quot;raggio della pace&amp;quot;) e energia libera, ma senza successo commerciale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Negli anni ’30, visse in solitudine al New Yorker Hotel, dove morì il 7 gennaio 1943, povero e dimenticato. Il governo USA sequestrò i suoi appunti, alcuni ancora classificati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Eredità e riconoscimenti postumi ====&lt;br /&gt;
Tesla è oggi celebrato come:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Padre della corrente alternata&#039;&#039;&#039; (fondamentale per la rete elettrica mondiale).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Precursore della radio, radar e telecomunicazioni&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Icona pop&#039;&#039;&#039; (compare in film, fumetti e come nome dell’azienda di Elon Musk).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Simbolo dell’innovatore visionario&#039;&#039;&#039;, con oltre &#039;&#039;&#039;300 brevetti&#039;&#039;&#039; e teorie ancora studiate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel &#039;&#039;&#039;1960&#039;&#039;&#039;, il suo nome fu assegnato all’unità di misura dell’&#039;&#039;&#039;induzione magnetica (T)&#039;&#039;&#039; nel Sistema Internazionale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Pensiero ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nikola Tesla aveva una visione della realtà profondamente olistica, in cui scienza, intuizione e spiritualità si fondevano in un unico flusso di conoscenza. Per lui, l’universo non era un meccanismo freddo e deterministico, ma un organismo vivente permeato da energie vibranti e interconnesse, dove anche corpi distanti sono legati da legami indissolubili. La sua ricerca non si limitava alla mera applicazione tecnica: era un tentativo di decifrare il linguaggio nascosto della natura.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tesla non seguiva la procedura scientifica tradizionale, basata su ipotesi e verifiche sperimentali in sequenza. Piuttosto, lavorava per &#039;&#039;&#039;visioni improvvise&#039;&#039;&#039;, lampi di comprensione che gli si presentavano con una chiarezza quasi allucinatoria. Queste intuizioni, come lui stesso raccontava, erano così vivide da permettergli di &amp;quot;vedere&amp;quot; i dispositivi già funzionanti nella sua mente, prima ancora di costruirli. Non disegnava progetti su carta: sperimentava direttamente nell’immaginazione, dove macchine e campi di forza prendevano forma con precisione chirurgica. Solo in un secondo momento trasferiva quelle visioni nel mondo materiale, spesso senza nemmeno commettere errori. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per Nikola Tesla, una determinata legge si manifestava sempre in modo spontaneo sotto forma di un&#039;immagine geometrica. Solo in una fase successiva del processo di scoperta si giungeva alla comprensione del [[principio]] e alla sua interpretazione fisica. Seguiva poi l&#039;aritmeticizzazione della legge e la definizione delle proprietà tecniche dei materiali più idonei a tradurla in un modello fisico funzionante. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tesla, basandosi sulla propria esperienza inventiva, era convinto che questo &amp;quot;lavoro&amp;quot; fosse compiuto dalle leggi naturali stesse, e non dalle strutture materiali. Con l&#039;espressione &#039;&#039;&#039;&amp;quot;lavoro di scoperta&amp;quot;&#039;&#039;&#039; si riferiva essenzialmente alla lotta per la purificazione mentale: un processo di astrazione dai pensieri secondari e dai contenuti sensoriali appesantiti da dettagli superflui, i quali offuscano la chiarezza dell&#039;immagine primaria e rendono difficile cogliere le vere relazioni tra gli elementi geometrici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La comprensione di un principio si considerava completa, e il principio stesso pronto per l&#039;applicazione, solo quando si raggiungeva una corrispondenza univoca tra gli elementi matematici e quelli fisici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sebbene era ottimista agli inizi del XX secolo sul fatto che era possibile sognar un futuro di abbondanza energetica e connessione globale,con il tempo si rese conto che la stessa tecnologia potesse diventare un’arma nelle mani sbagliate. Il suo famoso &amp;quot;raggio della morte&amp;quot; non era solo un’invenzione controversa, ma il simbolo di un dilemma etico: come controllare forze che, una volta scoperte, potevano distruggere o redimere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo senso, Tesla era un ponte tra due epoche. Da scienziato ottocentesco, cercava leggi universali; da profeta moderno, anticipava i pericoli di un progresso senza saggezza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il Ritmo Universale: Vita, Movimento e Forza ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La visione della realtà di Tesla  fu molto influenzata dalle letture del filosofo Herbart Spencer che concepiva la vita come  come  &#039;&#039;&#039;movimento&#039;&#039;&#039; e come &#039;&#039;&#039;manifestazione di un ritmo universale&#039;&#039;&#039;  — un flusso perpetuo governato però da leggi immutabili. Questo perchè ovunque esista vita, esiste una &#039;&#039;&#039;massa&#039;&#039;&#039; mossa da una &#039;&#039;&#039;forza&#039;&#039;&#039;, e questa dinamica universale obbedisce a un principio fondamentale: &#039;&#039;&#039;l’inerzia della materia e la persistenza dell’energia&#039;&#039;&#039;. &amp;quot;A causa di questa proprietà e condizione universale, un corpo, sia esso a riposo o in movimento, tende a rimanere nello stesso stato, e una forza, che si manifesta ovunque e attraverso qualsiasi causa, produce una forza opposta equivalente, e come assoluta necessità  ne consegue che ogni movimento in natura deve essere ritmico&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;https://web.archive.org/web/20090216144123/http://tfcbooks.com/tesla/1900-06-00.htm&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa  armonia nascosta la si coglie  ovunque si volge lo sguardo — nel moto dei pianeti, nel flusso e riflusso delle maree, nelle oscillazioni di un pendolo, nelle vibrazioni dell’aria, o persino nelle pulsazioni di una corrente elettrica — si trova  stesso principio all&#039;opera. Ma è forse nella vita organica che questa legge si manifesta con maggiore evidenza. La nascita, la crescita, il declino e la morte di un individuo, di una famiglia, di un’intera civiltà non sono che fasi di un ciclo eterno, come onde che salgono e si infrangono nel grande oceano dell’esistenza. Ogni movimento, ogni trasformazione, obbedisce a questa cadenza universale, che si ripete in scale diverse — dal battito di un cuore alla rotazione di una galassia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Approfondimenti tecnologici e scientifici ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Wardenclyffe Tower e il sogno dell’energia wireless ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All&#039;inizio del Novecento, Nikola Tesla pubblicò un articolo intitolato &#039;&#039;&#039;&amp;quot;The Problem of Increasing Human Energy&amp;quot;&#039;&#039;&#039; (&amp;quot;Il problema dell&#039;aumento dell&#039;energia umana&amp;quot;), che attirò l&#039;attenzione del magnate finanziario John Pierpont Morgan.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel febbraio del 1901 gli scrisse per illustrargli un progetto che avrebbe cambiato le telecomunicazioni mondiali. Il 6 marzo Morgan firmò un contratto da 150.000 dollari, cedendo a Tesla i fondi in cambio del 51% dei brevetti derivanti dal progetto. Tesla acquistò 200 acri di terreno a Shoreham, Long Island, in una comunità chiamata Wardenclyffe, e cominciò a costruire. La torre raggiunse i 57 metri fuori terra e scese per altri 36 sottoterra, con una cupola metallica da 55 tonnellate in cima progettata per ionizzare l’atmosfera e trasmettere segnali in tutto il mondo. L’architetto era Stanford White, lo stesso della Madison Square Garden. Vediamo come si è arrivati alla torre di Tesla.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Il Meccanismo Scientifico ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tesla basò il progetto su due principi fisici:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===== A. Trasmissione di Energia via Terra e Ionosfera =====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
# &#039;&#039;&#039;Risonanza terrestre&#039;&#039;&#039;: Tesla credeva che la Terra avesse una &#039;&#039;&#039;frequenza di risonanza elettrica&#039;&#039;&#039; (oggi nota come &#039;&#039;&#039;Risonanza Schumann&#039;&#039;&#039;, ~7.83 Hz).&lt;br /&gt;
# &#039;&#039;&#039;Conduttività del suolo e dell’aria&#039;&#039;&#039;:&lt;br /&gt;
#* [[File:Wanderclyffe.png|miniatura]]La torre avrebbe inviato &#039;&#039;&#039;onde elettromagnetiche a bassa frequenza (ELF/VLF)&#039;&#039;&#039; attraverso il terreno, sfruttando la conducibilità naturale della Terra.&lt;br /&gt;
#* L’energia sarebbe stata &amp;quot;captata&amp;quot; da ricevitori a distanza, sintonizzati sulla stessa frequenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===== B. La Bobina di Tesla Magnificata =====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Torre di Wardenclyffe non era altro che una gigantesca evoluzione della celebre bobina di Tesla: un trasformatore risonante capace di generare tensioni altissime a frequenze specifiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La struttura nascondeva sotto terra un elemento fondamentale: un pozzo profondo circa 90 metri (300 piedi) che raggiungeva strati acquiferi. L’acqua, migliore conduttore rispetto al terreno asciutto, avrebbe facilitato l’iniezione delle onde elettriche nella Terra, migliorando la trasmissione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In cima alla torre, alta circa 57 metri, si trovava un grande elettrodo sferico in rame. Questo elemento aveva il compito di accumulare e rilasciare cariche elettriche ad altissimo voltaggio(si parla di milioni di volt)generando spettacolari scariche elettriche. Alla base dell’impianto operava un generatore da circa 200 kW, alimentato dalla centrale elettrica locale, che forniva l’energia iniziale da amplificare attraverso il sistema risonante.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel suo insieme, il progetto funzionava come una sorta di “WiFi planetario”: non per trasmettere dati, come facciamo oggi con router e antenne, ma per distribuire energia elettrica su scala globale. L’idea era che ogni punto del pianeta potesse diventare, potenzialmente, un punto di accesso all’energia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Come Fu Costruita? ====&lt;br /&gt;
Tesla assunse l’architetto Stanford White per la struttura in legno e acciaio(con l&#039;utilizzo di circa 50000 bulloni).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il cuore del progetto era la torre, una struttura a traliccio alta e slanciata. Alla base si trovava un’enorme bobina,parte del sistema di trasmissione, mentre in cima era collocato un grande elettrodo sferico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sotto la torre venne scavato un profondo pozzo: secondo Tesla, questo elemento era fondamentale perché avrebbe dovuto “collegarsi” elettricamente al terreno, trasformando la Terra stessa in un conduttore attraverso cui far viaggiare l’energia. L’idea era quella di sfruttare le proprietà elettriche del pianeta per distribuire corrente su lunghe distanze senza fili. Accanto alla torre sorse poi un edificio in mattoni che fungeva da laboratorio. Qui erano installati generatori, trasformatori e strumenti di misura sofisticati per l’epoca. In questo spazio Tesla conduceva esperimenti sulle alte frequenze e sulle altissime tensioni necessarie per il funzionamento del sistema.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il laboratorio rappresentava il centro operativo del progetto: era lì che l’energia veniva prodotta, trasformata e preparata per essere inviata alla torre.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il progetto non si limitava alla trasmissione di energia. Tesla immaginava un sistema capace di inviare anche segnali e messaggi a grandi distanze, verso navi in mare o città lontane. Per questo motivo, la torre può essere considerata un’antenata delle moderne stazioni radio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il trasmettitore progettato da Tesla avrebbe trasformato l’energia elettrica in una gigantesca [[onda portante]], capace di trasportare informazioni e,nelle sue intenzioni, potenza elettrica utilizzabile a distanza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Perché Fallì? ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inizialmente, il progetto della torre aveva ottenuto il sostegno finanziario del potente banchiere J. P. Morgan. Morgan era interessato soprattutto allo sviluppo di un sistema di comunicazione senza fili che potesse competere con le tecnologie emergenti dell’epoca. Tuttavia, quando Tesla, nel tentativo di ottenere ulteriori finanziamenti, rivelò che il suo obiettivo era distribuire energia elettrica gratuitamente su scala globale, Morgan rispose con una lettera che, nella storia della scienza applicata, è ricordata per la sua brevità: «Al momento non sono disposto a concedere ulteriori anticipi»&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.passioneastronomia.it/la-torre-di-tesla-che-morgan-fermo-prima-che-cambiasse-il-mondo/&amp;lt;/ref&amp;gt;. Un simile progetto, privo di un modello economico basato sulla vendita dell’energia, appariva poco sostenibile dal punto di vista imprenditoriale. Senza la prospettiva di un ritorno economico, Morgan interruppe così i finanziamenti, lasciando Tesla senza il principale sostegno finanziario.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Parallelamente, il progetto incontrò anche un forte scetticismo scientifico. Fisici come Heinrich Hertz avevano dimostrato l’esistenza delle onde elettromagnetiche, e inventori come Guglielmo Marconi stavano già applicando con successo le cosiddette onde hertziane per sviluppare sistemi radio più concreti e funzionali. Le idee di Tesla, basate sulla trasmissione globale di energia attraverso la Terra e l’atmosfera, apparivano a molti colleghi troppo ambiziose e poco dimostrabili. Nel confronto con le soluzioni più pratiche di Marconi, che riusciva a ottenere risultati immediati e commercialmente sfruttabili, il progetto di Wardenclyffe perse ulteriore credibilità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Privato dei finanziamenti e incapace di trovare nuovi investitori, Tesla andò incontro a un progressivo crollo finanziario. La costruzione della torre si fermò e, nel 1917, la struttura fu demolita per  volontà del governo americano. Quello che doveva essere il simbolo di una nuova era energetica si trasformò così in un progetto incompiuto, segnando profondamente la carriera e la vita personale dello scienziato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Attorno alla demolizione della torre è nata anche una teoria controversa, secondo cui l’industria petrolifera avrebbe avuto un ruolo decisivo nell’affossare il progetto. Secondo questa ipotesi, le grandi compagnie energetiche avrebbero visto nella trasmissione gratuita di energia una minaccia diretta ai propri interessi economici e avrebbero quindi agito per impedire la realizzazione del sistema di Tesla, così da preservare il proprio predominio nel settore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A sostegno di questa tesi viene spesso citata la situazione personale dello scienziato negli anni successivi: Tesla visse per molto tempo in alberghi di New York, pur non disponendo apparentemente di entrate stabili. Poiché aveva investito gran parte dei suoi guadagni nei propri esperimenti, alcuni interpretano questa circostanza come un possibile indizio di un sostegno economico occulto o di un “debito di riconoscenza” da parte di ambienti interessati a mantenere il suo silenzio o a evitare ulteriori sviluppi delle sue ricerche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tuttavia, questa rimane un’ipotesi priva di prove storiche definitive. Le cause documentate del fallimento di Wardenclyffe restano principalmente di natura economica e tecnica: mancanza di fondi, concorrenza tecnologica più efficace e difficoltà nel dimostrare concretamente la fattibilità del progetto&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Era Realizzabile? Le Verità della Scienza Moderna ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oggi l’idea della trasmissione di energia senza fili, che era al centro delle ambiziose visioni di Nikola Tesla, non è del tutto scomparsa. Tuttavia, ha trovato applicazione in forme molto più limitate e controllate rispetto al progetto originario di una distribuzione globale di elettricità.Attualmente esistono tecnologie di trasmissione di energia senza fili, ma operano su scala ridotta e su distanze molto brevi. L’esempio più comune è la ricarica a induzione per smartphone, smartwatch o spazzolini elettrici. In questi dispositivi l’energia viene trasferita attraverso un campo elettromagnetico tra due bobine poste a breve distanza. Il principio è simile a quello studiato da Tesla, basato sull’induzione elettromagnetica e sulla risonanza, ma applicato in modo estremamente controllato per evitare dispersioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tesla era convinto poi che la Terra potesse comportarsi come un grande conduttore naturale, capace di trasportare energia in modo dinamico attraverso il suolo e l’atmosfera. Secondo la sua visione, sfruttando determinate frequenze di risonanza, sarebbe stato possibile trasmettere elettricità su scala planetaria con perdite minime.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le teorie scientifiche ufficiali, tuttavia, descrivono la Terra non come un conduttore perfetto, ma come un mezzo con resistenza elettrica significativa. Ciò implica che, su lunghe distanze, una grande quantità di energia verrebbe dispersa sotto forma di calore. Le perdite renderebbero il sistema poco efficiente e difficilmente sostenibile dal punto di vista tecnico ed economico. In altre parole,secondo le teorie ufficiali il problema non è tanto la possibilità teorica della trasmissione, quanto la sua efficienza su scala globale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nonostante il fallimento del progetto di trasmissione mondiale dell’energia, alcune intuizioni di Tesla hanno trovato applicazioni indirette. Il principio della risonanza, per esempio, è oggi utilizzato nelle comunicazioni a bassissima frequenza (VLF), impiegate soprattutto per comunicare con i sottomarini. Le onde VLF possono penetrare nell’acqua marina più efficacemente rispetto ad altre frequenze radio, rendendo possibile la trasmissione di segnali anche in ambienti difficili.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre, lo studio delle scariche elettriche atmosferiche, come i fulmini, ha beneficiato di ricerche sulle proprietà elettriche della Terra e dell’atmosfera, ambiti che Tesla aveva esplorato con grande interesse. Sebbene le sue conclusioni non coincidano sempre con le teorie accettate oggi, il suo approccio visionario ha contribuito ad ampliare il campo delle indagini scientifiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La sua teoria dell&#039;energia ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In occasione del suo 79° compleanno, nel 1938 — appena cinque anni prima della morte — Tesla annunciò di aver elaborato una &#039;&#039;&#039;teoria dinamica della gravità&#039;&#039;&#039; e dell’energia cosmica spiegando così da dove deriverebbe l&#039;energia presente sulla Terra. Secondo questa teoria, l’energia presente sulla Terra deriverebbe dal &#039;&#039;&#039;moto del pianeta attraverso lo spazio&#039;&#039;&#039;: il movimento genererebbe un pianeta carico che varia le forze elettrostatiche presenti (in modo tale che esse diminuiscono di intensità), trasformando l’energia in una forma sempre più dinamica e in costante aumento. In questa teoria spiega anche che i moti meccanici sarebbero prodotti da una forza [[Elettrostatica]] diversa  che agisce attraverso un mezzo gassoso,eccitata da rapidi cambiamenti di potenziale elettrico. Secondo tale modello, producendo &#039;&#039;&#039;enormi stress elettrostatici&#039;&#039;&#039; in questo mezzo e variandone rapidamente l&#039;intensità, sarebbe possibile muovere un corpo attraverso il pianeta &#039;&#039;&#039;senza ricorrere ad altre forze convenzionali&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per Tesla, lo studio della natura e delle forze che la governano fu sempre fondamentale. Egli concepiva l’[[Universo]] come &#039;&#039;&#039;un immenso sistema meccanico&#039;&#039;&#039;, impregnato di &#039;&#039;&#039;energia infinita&#039;&#039;&#039;, in cui elettricità e [[Magnetismo]] rappresentavano le manifestazioni più affascinanti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La loro &#039;&#039;&#039;duale natura&#039;&#039;&#039; – con fenomeni di attrazione, repulsione e rotazione – rivelava una &#039;&#039;&#039;sintesi unica tra le forze fondamentali&#039;&#039;&#039;, un mistero che alimentò costantemente la sua curiosità e la sua ricerca.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare, Tesla teorizzò una  &#039;&#039;&#039;equivalenza&#039;&#039;&#039; tra l&#039;elettricità e l’[[Etere]]:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L’elettricità statica&#039;&#039;&#039; era per lui il risultato di &#039;&#039;&#039;un etere in stato di tensione&#039;&#039;&#039;, quasi &amp;quot;solidificato&amp;quot; in un equilibrio carico di potenziale.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L’elettricità dinamica&#039;&#039;&#039; (corrente) derivava invece da &#039;&#039;&#039;un etere in movimento&#039;&#039;&#039;, un fluido cosmico che trasportava energia attraverso vibrazioni e onde.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tesla derivò l&#039;equivalenza tra elettricità ed etere dall&#039;osservazione dei fenomeni elettromagnetici e ragionando sul fatto che entrambi si comportavano come fluidi incompressibili - privi di densità - le cui variazioni si manifestavano esclusivamente come stati di tensione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tuttavia l&#039;elettricità diventava veramente etere solo quando era associato a della materia. In particolare,quando l&#039;elettricità si legava a una molecola, generava una &#039;&#039;&#039;carica elettrostatica&#039;&#039;&#039;, che poteva essere interpretata come &#039;&#039;&#039;etere localizzato,&#039;&#039;&#039; una interazione che dimostrava che l&#039;elettricità era coinvolta nei fenomeni molecolari. Tesla concordava con i modelli atomici del suo tempo, che prevedevano &#039;&#039;&#039;orbite elettroniche&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;rotazioni molecolari&#039;&#039;&#039;. Secondo lui la rotazione delle molecole generava &#039;&#039;&#039;tensioni nell&#039;etere&#039;&#039;&#039;, che si manifestavano come forze elettrostatiche. Queste tensioni producevano &#039;&#039;&#039;effetti elettromagnetici&#039;&#039;&#039; e, in alcuni casi, &#039;&#039;&#039;magnetismo permanente&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In altre parole, Tesla vedeva tutti i fenomeni elettrici, magnetici ed elettrostatici come il risultato di &#039;&#039;&#039;forze elettrostatiche molecolari.&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Gravità causata da un dislocamento magnetico ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le teorie di Tesla riguardo alla natura della gravità anticiparono alcuni concetti che oggi trovano piena comprensione nella teoria dell&#039;[[Universo elettrico]], il che lo rende a tutti gli effetti un precursore di queste idee. La sua visione dell&#039;[[universo]], sebbene lo immaginasse infinito e senza confini, lo raffigurava come un immenso tubo a vuoto dove agivano potenti pressioni elettriche arrivando anche a paragonare il Sole e le stelle a colossali elettrodi cosmici&amp;lt;ref&amp;gt;Tesla sosteneva che questa fosse la vera origine dei raggi cosmici, non accettando la teoria dominante che li attribuiva a semplici elettroni&amp;lt;/ref&amp;gt;. Questo sistema dinamico in equilibrio è alimentato dal moto perpetuo della materia e dal cambio tra forze più grandi e più piccole. Quando la Terra si trova in uno stato di materia solida,muovendosi interagirebbe con l&#039; [[etere]]   generando un vento(simile all&#039;attrito in un fluido) dove differenze di potenzale elettrico creerebbero variazioni nel &#039;&#039;&#039;dislocamento elettromagnetico&#039;&#039;&#039; all&#039;interno della massa ed del vento dell&#039;etere. Questo meccanismo rappresenterebbe la causa fondamentale della gravità. Da un lato, il campo elettrico terrestre genererebbe un dislocamento magnetico nell&#039;etere, accumulando tale effetto all&#039;interno del proprio sistema di campo. Dall&#039;altro, si creerebbe un duplice dislocamento: tra la massa interna all&#039;etere e quella esterna ad esso. La forza gravitazionale emergerebbe proprio da questa differenza di dislocamento magnetico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Perdite di energia e leggi del moto elettrico ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se l&#039;universo abbonda di energia e la Terra rappresenta un immenso serbatoio elettrico, sorge spontanea una duplice domanda: da dove originano le dispersioni energetiche e perché il nostro pianeta si comporta come un conduttore imperfetto? Tesla, in particolare dopo l&#039;abbandono del progetto di trasmissione wireless di energia attraverso la Torre di Wardenclyffe, dedicò anni di riflessione a questo interrogativo. Giunse alla conclusione (anche con l&#039;aiuto di esperimenti) che l&#039;assorbimento atmosferico avesse un ruolo marginale, mentre identificò nelle radiazioni solari termiche (non nella componente luminosa) il principale fattore di dissipazione energetica. Secondo la sua teoria, questo fenomeno sarebbe riconducibile al processo di evaporazione dell&#039;acqua sul lato rivolto verso il Sole, che genererebbe un flusso radiativo superiore alla capacità di trasferimento delle cariche elettriche al suolo&amp;lt;ref&amp;gt;https://web.archive.org/web/20090102123139/http://www.tfcbooks.com/tesla/1912-07-06.htm&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il raggio della morte ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A partire dagli anni Trenta, Nikola Tesla iniziò a parlare di una nuova invenzione che, sebbene i giornali la ribattezzassero &amp;quot;raggio della morte&amp;quot;, egli preferiva chiamare &#039;&#039;&#039;Teleforce&#039;&#039;&#039; (forza a distanza). Si trattava di un&#039;arma futuristica, al confine tra realtà e leggenda, il cui principio si basava su:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Fasci di particelle cariche&#039;&#039;&#039; (probabilmente elettroni o ioni) accelerati ad altissima energia.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Un sistema di difesa antiaerea&#039;&#039;&#039; in grado di abbattere aerei a 400 km di distanza.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Un meccanismo di amplificazione energetica&#039;&#039;&#039;, sfruttando l’etere o campi elettrostatici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tesla sosteneva che il dispositivo potesse:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Distruggere eserciti e flotte in pochi secondi&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Essere usato per scopi difensivi&#039;&#039;&#039;, rendendo le guerre impossibili (&amp;quot;&#039;&#039;&#039;pace attraverso la deterrenza&#039;&#039;&#039;&amp;quot;).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sul fatto che sia effettivamente possibile realizzare un&#039;arma del genere la questione è dubbia anche perchè Tesla non lasciò mai pubblicamente progetti dettagliati e secondo molti esperti è impossibile (le perdite sarebbero maggiori dell&#039;energia in ingresso) tuttavia Tesla lavorò realmente al progetto  e ne parlò in un&#039;intervista al New York Times&amp;lt;ref&amp;gt;&amp;quot;Tesla, at 78, Bares New &#039;Death Beam&#039;&amp;quot; → &amp;lt;/ref&amp;gt; contattando diversi governi,in particolare quello americano e sovietico per ricevere finanziamenti e nonostante le critiche degli esperti  sia il governo americano che quello sovietico durante la guerra fredda dovrebbero aver realizzato progetti simili.&amp;lt;ref&amp;gt;&amp;quot;Electron Beam Weapons: A Technical History&amp;quot; (Air Force Systems Command, 1987)&amp;lt;/ref&amp;gt;&amp;lt;ref&amp;gt;Soviet Directed Energy Weapons&amp;quot; (Pavel Podvig, MIT, 2002)→ citati esperimenti a Sary Shagan (Kazakistan) con acceleratori di protoni&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nikola Tesla tentò ripetutamente di attirare l&#039;interesse delle autorità militari verso la sua innovativa arma, tuttavia, non riuscì a ottenere i finanziamenti sperati. Determinato a non abbandonare il progetto, l&#039;inventore preparò un dettagliato dossier tecnico completo di diagrammi e lo inviò a diverse potenze alleate, tra cui Usa,Francia,Regno Unito,Jugoslavia e Urss.&lt;br /&gt;
Nel 1983 emerse un articolo fondamentale, il primo a presentare un progetto concreto per un&#039;arma a energia diretta. Il Museo Tesla di Belgrado, dopo un&#039;attenta analisi, ne confermò l&#039;autenticità. Questo testo, intitolato &amp;quot;Nuova arte della proiezione di energia concentrata non dispersiva attraverso mezzi naturali&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;https://teslaresearch.jimdofree.com/death-ray/the-new-art-of-projecting-concentrated-non-dispersive-energy-through-natural-media-briefly-exposed-by-nikola-tesla-circa-may-16-1935/&amp;lt;/ref&amp;gt;, rappresenta l&#039;unico documento ufficialmente riconosciuto in cui Tesla descrisse dettagliatamente un&#039;arma basata su fasci di particelle.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra tutte le nazioni contattate, l&#039;Unione Sovietica dimostrò il maggiore interesse. Fonti documentali conservate negli archivi FBI&amp;lt;ref&amp;gt;https://vault.fbi.gov/nikola-tesla Parte 1, pagina 185: Menziona l&#039;accordo del 1935 e i dettagli tecnici del progetto e file 61-120: contiene rapporti sul trasferimento di tecnologia a potenze straniere&amp;lt;/ref&amp;gt; rivelano che:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Il 20 aprile 1935 Tesla sottopose il suo progetto all&#039;Amtorg Trading Corporation, un&#039;organizzazione commerciale sovietica con sede a New York, sospettata di fungere da copertura per l&#039;acquisizione di tecnologie militari&lt;br /&gt;
* Nel 1939, dopo alcuni test preliminari condotti in territorio sovietico, Tesla ricevette un compenso di 25.000 dollari (equivalente a circa 500.000 dollari odierni)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Tesla e Cartesio, similitudini e differenze nell&#039;idea dei vortici ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nonostante i secoli che separano Nikola Tesla da [[Cartesio]] e i loro differenti contesti scientifici, un&#039;analisi comparativa delle rispettive teorie rivela una serie di affascinanti similitudini strutturali e concettuali riguardanti l&#039;origine del mondo visibile. Tesla avanzò anche una teoria sullo stimolo esclusivamente esterno del pensiero e della memoria umani e, basandosi in parte su René Descartes, trasse conclusioni sull&#039;automatismo cosmico di tutte le attività soggettive umane e dell&#039;esistenza umana in generale.Ma poiché il risultato del lavoro automatico del cervello, proprio secondo l&#039;esperienza personale di Tesla, può essere creativo (ovvero la produzione di contenuti visivi precedentemente sconosciuti), per coerenza, egli sviluppa un&#039;ulteriore ipotesi sull&#039;effetto di feedback dei centri visivi del cervello sulla retina e vede in questo la causa della comparsa di immagini eidetiche delle sue invenzioni. Pertanto, il cervello umano, anche se stimolato a lavorare dall&#039;esterno, può comunque produrre costantemente nuovi contenuti, pensieri e immagini, poiché il numero di stimoli provenienti dall&#039;ambiente è illimitato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Entrambi i modelli rifiutano il concetto di &#039;&#039;actio in distans&#039;&#039; (azione a distanza) e l&#039;idea del vuoto assoluto, concependo l&#039;universo come un &#039;&#039;plenum&#039;&#039;, ossia un mezzo continuo e onnipervasivo. In questa visione condivisa, è un &#039;&#039;&#039;moto rotatorio&#039;&#039;&#039; a generare struttura e proprietà, trasformando uno stato indifferenziato della realtà – identificato da Cartesio come etere caotico e da Tesla come sostanza primordiale (o Akasha) – in uno stato organizzato e percepibile, ovvero l&#039;ordine cosmico e la materia densa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La differenza fondamentale risiede, tuttavia, nel ruolo del vortice:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Per &#039;&#039;&#039;Cartesio&#039;&#039;&#039;, il vortice ha una funzione principalmente &#039;&#039;&#039;organizzativa&#039;&#039;&#039; della materia preesistente.&lt;br /&gt;
* Per &#039;&#039;&#039;Tesla&#039;&#039;&#039;, i vortici sono &#039;&#039;&#039;infinitesimali e costitutivi&#039;&#039;&#039;: è la sostanza primordiale stessa, attraverso vortici di enorme velocità, a divenire materia densa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche nella concezione del divenire cosmico emergono analogie e distinzioni:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Cartesio delinea un &#039;&#039;&#039;ciclo cosmico&#039;&#039;&#039; in cui le stelle, opacizzandosi, possono trasformarsi in pianeti, un processo governato da leggi puramente meccaniche.&lt;br /&gt;
* Tesla, in modo simile ma con un lessico diverso, descrive un processo &#039;&#039;&#039;dinamico e reversibile&#039;&#039;&#039;: con l&#039;indebolimento della forza creatrice (il Prana), il movimento vorticoso cessa e &amp;quot;la materia scompare, tornando allo stato precedente di sostanza primordiale&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;Tesla, N. The Greatest Achievements of Man // Articoli . — Samara: Agni, 2008. — P. 180. — 584 p. — 2.000 copie — ISBN 978-5-89850-078-8.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In conclusione, entrambi i pensieri ricercano una spiegazione &#039;&#039;&#039;immanente e naturale&#039;&#039;&#039; per i fenomeni cosmici. Cartesio la individua in &#039;&#039;&#039;cause meccaniche&#039;&#039;&#039; quali l&#039;urto e la pressione, mentre Tesla la riconduce a &#039;&#039;&#039;cause dinamico-energetiche&#039;&#039;&#039;, dove forze creative e prevedibili agiscono sul mezzo primordiale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Idee politiche ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le opinioni politiche di Tesla non sono mai state esplicite in scritti ufficiali,tuttavia dopo la Rivoluzione d’Ottobre, l’[[URSS]] mostrò grande interesse per l&#039; energia libera e la trasmissione wireless&amp;lt;ref&amp;gt;Mitrokhin Archive (Cambridge University Press, 1999), Vol. II, pp. 112-114 e lettere tra Tesla e l&#039;ingegnere sovietico S. I. Vavilov (1931), conservate al Museo Nikola Tesla di Belgrado e l&#039; archivio Statale Russo di Storia Politico-Sociale (RGASPI), fondo 558&amp;lt;/ref&amp;gt;. Il governo sovietico era affascinato dall’idea di &#039;&#039;&#039;elettrificazione totale&#039;&#039;&#039; (piano GOELRO), ma preferì approcci più convenzionali rispetto alle visioni radicali di Tesla&amp;lt;ref&amp;gt; un&#039;articolo della pravda del 1928 &amp;quot;Беспроводная передача энергии: мечты и реальность&amp;quot; (&amp;quot;Trasmissione wireless dell&#039;energia: sogni e realtà&amp;quot;) fu critico verso le teorie di Tesla considerandole utopiche e senza basi industriali&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La sua idea del comunismo ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il dibattito sulle opinioni politiche di Nikola Tesla riguardo all&#039;Unione Sovietica e al socialismo si è arricchito nel 2017 con la pubblicazione del libro &#039;&#039;&#039;&amp;quot;I Can Explain a Lot&amp;quot;&#039;&#039;&#039;, un&#039;opera  che pretende di rivelare nuovi dettagli sulle convinzioni del grande inventore. Curato da &#039;&#039;&#039;Stevan Jovanović&#039;&#039;&#039;—un giornalista e lontano cugino di Tesla, con presunti legami familiari con &#039;&#039;&#039;Jovanka Broz (moglie di Tito)&#039;&#039;&#039;—il testo afferma di basarsi su documenti recuperati dagli archivi dell&#039;FBI. Sebbene non si possa essere certi sull&#039; attendibilità di queste informazioni rappresentano un valore storico notevole:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;«Mi pento spesso di aver scelto gli Stati Uniti invece della Russia. Allora non esisteva alcuna differenza fondamentale tra questi Paesi, ma ora l’Unione Sovietica è fondamentalmente diversa dal resto del mondo. I giornali dicono sciocchezze, ma le persone che sono state lì raccontano cose incredibili. Ciò che mi affascina di più è il sistema scientifico sovietico. Agli scienziati vengono forniti uno stipendio e delle condizioni di lavoro favorevoli, le loro menti sono libere dalle preoccupazioni della vita. Sono concentrati solo sul loro lavoro e nient&#039;altro. Quando sei finanziato dallo Stato, uno Stato socialista, e non da qualche riccone che può cambiare idea da un momento all&#039;altro, tutto è sicuro. Penso spesso che se fossi 15 o 20 anni più giovane andrei in Unione Sovietica. Ho avuto questa opportunità, ce l&#039;ho ancora, ma sono troppo vecchio per un cambiamento così drastico nella mia vita, e non posso lasciare il lavoro che ho iniziato, che potrebbe essere il più importante che abbia mai fatto.»&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;«Seguo da vicino la situazione in Russia. Ricavo le mie informazioni da testimoni oculari che hanno visitato il Paese, non da giornali che mentono senza sosta. Approvo la rivoluzione russa perché ha proclamato il principio dell&#039;onestà in un sesto della superficie terrestre. L’Unione Sovietica deve affrontare prove incredibili, ma il Paese è pronto a superarle. I russi sono fortunati: hanno il socialismo e Stalin, una società felice guidata da un leader saggio. Invidio i russi, e mi dispiace per i miei compatrioti che sono governati da un gruppo ristretto di persone.»&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;«Se potessi tornare indietro di mezzo secolo non ci penserei un secondo, andrei a Mosca e manderei Batchelor ed Edison all&#039;Inferno. Nella mia piccola biblioteca conservo in un posto ben visibile una raccolta di testi sulla Rivoluzione d&#039;Ottobre che mi ha regalato Skvirskij. Spesso riguardo la collezione e penso con simpatia al Paese che non posso visitare. La vecchiaia ha tanti vantaggi, ma anche due svantaggi: una cattiva salute e uno spirito debole che ti porta a pensare: &amp;quot;Non ce la farò mai&amp;quot;. Se avessi figli o nipoti, probabilmente, per la loro felicità, deciderei di andare in URSS con loro.»&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;«Non mi pento di nulla se va a beneficio del popolo sovietico. D’altro canto ho respinto categoricamente tutte le proposte di cooperazione avanzate dai tedeschi. Sono rimasto stupito dalla loro perseveranza, che non deriva dalla forza di carattere ma dalla caparbietà. So molto bene cosa rappresenta la Germania moderna. Basta ascoltare Albert Einstein e le sue ragioni per emigrare. Possiamo non essere d’accordo su questioni scientifiche, ma siamo d&#039;accordo in politica. Il patto tedesco-giapponese contro l’URSS desta preoccupazione, tuttavia sono convinto che nessuna potenza al mondo possa sconfiggere l’Unione Sovietica. Se non sono riusciti a rovesciare il nuovo regime di Mosca subito dopo la rivoluzione, non possono farlo nemmeno adesso.»&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;«Da vent’anni invio regolarmente le mie idee agli scienziati sovietici. Tuttavia, a parte le lettere di ringraziamento, non ho mai ricevuto una risposta concreta. È possibile che la leadership dell&#039;URSS sia impegnata, tra le altre cose, con l&#039;attuale stato di guerra, quindi non ci sono abbastanza risorse da dedicare alle mie proposte. È possibile che siano arrabbiati a causa dei miei dubbi sul piano di elettrificazione di Lenin. A quel tempo sembrava davvero impossibile che dopo la guerra mondiale, e poi quella civile, un Paese devastato come la Russia potesse costruire 30 potenti centrali idroelettriche in soli 10 anni. Più tardi ammisi di essermi sbagliato e chiesi a Skvirskij di consegnare personalmente la mia lettera di scuse a Stalin. Mi assicurò che andava tutto bene e disse: &amp;quot;Il piano era così fantastico che nemmeno Herbert Wells ci credeva&amp;quot;. Mi vergogno di non aver creduto al piano di Lenin allora. Ogni volta che qualcuno non crede nelle mie idee, ripenso al piano di elettrificazione di Lenin.»&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;«Le mie scoperte più significative sono state utilizzate principalmente dall&#039;industria militare. Non mi è mai piaciuto, perché sono per natura una persona pacifica e un avversario di qualsiasi guerra. Molti anni fa sono stato costretto a nascondermi dall&#039;arruolamento nell&#039;esercito austriaco. L&#039;ho fatto per principio, non per paura. Il solo pensiero dell&#039;omicidio mi disgusta. Solo situazioni di emergenza, come la difesa della madrepatria, potrebbero farmi prendere una pistola e sparare ad altre persone. Non mi è mai venuto in mente di difendere l’Austria-Ungheria, che ci ha oppresso per anni. Non mi vergogno di lavorare per il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. Prima o poi l’esercito americano dovrà affrontare Hitler, perché un tale bastardo può essere sconfitto solo dall’azione congiunta di un mondo unito. Sono convinto che presto scoppierà una nuova guerra mondiale e che a scatenarla saranno i tedeschi, proprio come l&#039;ultima volta. Infelice ventesimo secolo! Abbiamo riposto così tanta speranza in lui, ma non ha fatto altro che portare miseria all&#039;umanità, e continuerà a portarne ancora. L’unica cosa positiva di questo secolo è la rivoluzione russa e la creazione dell’Unione Sovietica. Ricordo molto bene le previsioni del 1918. All&#039;inizio tutti dicevano che i bolscevichi sarebbero rimasti al potere solo pochi mesi. Poi i mesi diventarono anni. Sono passati vent’anni e i bolscevichi sono ancora al potere. Venti anni! All’inizio il mondo intero ha voltato le spalle ai rivoluzionari, ora li riconosce e collabora con loro. Sarei molto felice se Stalin visitasse gli Stati Uniti. Vorrei tanto vederlo, ma la mia salute non mi permette di fare un viaggio così lungo.»&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;«Ora sono felice che il governo degli Stati Uniti abbia ignorato il mio nuovo progetto per le armi. Probabilmente non sarebbe stato usato contro Hitler, ma contro l’Unione Sovietica. Hitler è solo un concorrente per il dominio del mondo, ma l&#039;URSS è molto di più. È un altro mondo, un Paese che con la sua esistenza dimostra all&#039;umanità che è possibile costruire il mondo su principi completamente nuovi. Dal modo in cui trattano i comunisti qui, è chiaro quanto li temano. Grazie ai miei contatti con cittadini sovietici ho già avuto tre conversazioni con l&#039;FBI. Non possono farmi niente, ma lasciano comunque un&#039;impressione spiacevole. Io, libero cittadino di un paese che si presenta come l&#039;apice della libertà, sono costretto a parlare con estranei di cose che non richiedono spiegazioni. Mi hanno parlato come se fossi una spia.»&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il suo primo contatto ravvicinato con gli scienziati russi iniziò nel 1889, quando incontrò lo scienziato russo Mikhail Filippov. Filippov pubblicò la popolare rivista &amp;quot;Scientific Review&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;Fu sulla sua rivista che, nel 1895, Vladimir Lenin pubblicò il suo primo lavoro importante, &#039;&#039;&#039;&amp;quot;Il contenuto economico del populismo&amp;quot;&#039;&#039;&#039;&amp;lt;/ref&amp;gt; e inviò a Tesla numeri interessanti. Invitò inoltre Tesla a tenere una conferenza a San Pietroburgo. Filippov studiò le onde elettromagnetiche e condusse esperimenti sulla trasmissione di energia esplosiva a distanza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Poco prima di morire, scrisse a Tesla di aver scoperto un raggio in grado di trasmettere un&#039;esplosione avvenuta a San Pietroburgo a centinaia di migliaia di chilometri di distanza. Filippov credeva che la sua invenzione avrebbe posto fine alle guerre sulla Terra, rendendole praticamente folli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tuttavia, lo scienziato russo non ebbe il tempo di condividere la sua scoperta con il mondo: morì in circostanze misteriose un paio di mesi prima del sensazionale rapporto promesso. Tutti i suoi manoscritti andarono perduti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;&amp;quot;Attendevo con ansia la sua pubblicazione, ma nel giugno di quell&#039;anno Filippov morì. In seguito appresi da amici comuni che era stato ucciso dagli agenti dei servizi segreti tedeschi perché si era rifiutato di vendere loro la sua invenzione&#039;&#039; &amp;quot;,&#039;&#039;&#039; scrisse Tesla con rammarico nel suo diario.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Curiosità ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* L&#039;inventore ha vissuto tutta la sua vita in alberghi, ma ha sempre soggiornato in camere a un multiplo di tre.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Nikola Tesla andava a dare da mangiare ai piccioni ogni giorno, e quando se ne andava da qualche parte, assumeva appositamente una persona per questo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Fonti ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nikola Tesla-scritti II &#039;&#039;Esperimenti con correnti alternate di frequenza elevatissima e loro applicazione ai metodi di illuminazione artificiale Parte I (1891)&#039;&#039;,traduzione di F.Guidi e M. Sperini, Società Editrice Andromeda&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari1</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Nikola_Tesla&amp;diff=6536</id>
		<title>Nikola Tesla</title>
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		<updated>2026-03-28T09:50:36Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari1: /* Perché Fallì? */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{AI Slop}}&lt;br /&gt;
{{S}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Tessla.png|300px|miniatura|Nikola Tesla]]&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Nikola Tesla&#039;&#039;&#039; (in serbo: Никола Тесла; Smiljan, 10 luglio 1856 – New York, 7 gennaio 1943) è stato un inventore, fisico e ingegnere serbo-statunitense, tra i più visionari e influenti della storia della scienza moderna. Pioniere dell’elettromagnetismo e dell’ingegneria elettrica, i suoi contributi fondamentali – tra cui lo sviluppo della corrente alternata (AC), il motore a induzione e i primi esperimenti sulla trasmissione senza fili – hanno rivoluzionato la tecnologia del XX secolo e oltre.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Noto per la sua mente geniale e il carattere eccentrico, Tesla combinò un’intuizione scientifica straordinaria con un’immaginazione quasi futuristica, progettando sistemi che anticiparono la radio, i radar, i raggi X e persino concetti oggi attualissimi come la trasmissione di energia wireless. La sua rivalità con Thomas Edison nella “Guerra delle Correnti” e il controverso rapporto con investitori e colleghi ne segnarono la carriera, lasciandolo in difficoltà economiche nonostante le centinaia di brevetti depositati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oggi è celebrato non solo come uno dei più grandi inventori di tutti i tempi, ma anche come una figura quasi mitica, simbolo dello scienziato incompreso e dell’innovazione senza confini. La sua eredità vive nella pop culture, nella scienza e nella tecnologia, dal sistema elettrico globale ai progetti più avveniristici di energia libera.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Biografia ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Origine e primi anni ====&lt;br /&gt;
Nikola Tesla nacque il 10 luglio 1856 nel piccolo villaggio di Smiljan, allora parte dell&#039;Impero austro-ungarico e oggi situato in Croazia. Suo padre, Milutin Tesla, di etnia serba, era un prete ortodosso, mentre sua madre, Georgina Mandić, possedeva un talento straordinario per le invenzioni e migliorava costantemente oggetti di uso quotidiano. Questa capacità fu senza dubbio trasmessa da lei al figlio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La famiglia di Tesla crebbe cinque figli. Nikola e suo fratello maggiore Dane si distinsero per la loro curiosità e le loro rare capacità. Sebbene fin dall&#039;infanzia Nikola stupisse chi lo circondava con la memoria fenomenale ereditata dalla madre, egli ammise che fu Dane, morto durante l&#039;infanzia, il vero genio della famiglia, mentre lui stesso, nonostante tutti i suoi sforzi, sembrava sempre mediocre in confronto al fratello scomparso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Durante gli anni scolastici, si concentrò sullo studio della matematica, del tedesco — lingua ufficiale dell&#039;Austria-Ungheria — e della religione, poiché il padre sperava che il figlio seguisse le sue orme diventando a sua volta prete. Tuttavia, verso la fine del liceo, l&#039;interesse principale di Tesla divennero le scienze naturali. Nell&#039;autunno del 1870, il quattordicenne lasciò la casa dei genitori e si trasferì a Karlovac per frequentare la Higher Real School (equivalente a un liceo scientifico nel sistema educativo tedesco), dove poté concentrarsi sulle materie che più lo appassionavano: la fisica e la matematica. Il giovane talentuoso completò il programma quadriennale in soli tre anni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Educazione e primi passi nella scienza ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nikola Tesla studiò al Politecnico di Graz, uno dei due istituti di istruzione superiore politecnici dell&#039;epoca in Austria (l&#039;altro si trovava a Vienna). Qui si dedicò agli studi di ingegneria, affermandosi rapidamente non solo come uno studente eccezionalmente dotato, ma anche come estremamente diligente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sua dedizione agli studi suscitò persino preoccupazione tra i docenti, i quali — come seppe in seguito — scrissero ai genitori esprimendo timore che il figlio si stesse sovraccaricando di lavoro. E non era un&#039;esagerazione: durante il primo anno universitario, Nikola dormiva solo quattro ore al giorno, dedicando tutto il suo tempo allo studio senza concedersi riposo né nei giorni festivi né la domenica. Alla fine dell&#039;anno, questa ossessione diede i suoi frutti: superò brillantemente tutti gli esami, non solo nelle materie obbligatorie ma anche in quelle opzionali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tuttavia, neppure una persona dalle capacità fenomenali come Tesla avrebbe potuto reggere a lungo un tale ritmo. Giunto al termine del secondo anno, dopo aver vanificato i successi precedenti, perse la borsa di studio e… si avvicinò al gioco d’azzardo. Questa scelta rischiò di costargli la carriera: perse tutti i soldi destinati alla sua istruzione e, inoltre, smise completamente di dedicarsi agli studi. Di conseguenza, Tesla non si presentò agli esami finali e non ottenne mai la laurea.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel gennaio 1880, la famiglia lo aiutò a trasferirsi a Praga per studiare filosofia. Sfortunatamente, arrivò quando l&#039;anno accademico era già iniziato e non fece in tempo a sostenere i test di ammissione; frequentò comunque le lezioni per alcuni mesi come studente libero. Tuttavia, a causa della sua insufficiente conoscenza del ceco e del greco antico, materie obbligatorie per il corso di studi, non poté iscriversi ufficialmente all&#039;Università di Praga.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1881, il venticinquenne Tesla trovò lavoro come ingegnere presso la Compagnia Telefonica Centrale di Budapest. In seguito per perseguire un maggiore sviluppo si trasferì a Parigi dove trovò lavoro come tirocinante alla filiale della «Continental Edison» — l&#039;azienda di Thomas Edison in Francia — dove, tra l&#039;altro, partecipò alla realizzazione di un impianto di illuminazione stradale a Parigi. Nel frattempo un sistema di alimentazione e illuminazione a corrente continua sviluppato da Edison ha subito un incidente catastrofico in una stazione ferroviaria di Strasburgo, in Germania. L&#039;interruttore di lancio del sistema ha causato un&#039;esplosione, distruggendo un muro della rimessa dei treni. A Tesla, che parlava tedesco, fu ordinato di occuparsi del problema. I dirigenti dell&#039;azienda promisero un generoso bonus di 25.000 dollari se il problema fosse stato risolto. Grazie agli sforzi di Tesla, il problema fu risolto senza intoppi e, nel processo, costruì anche il primo modello di motore a induzione.Tuttavia, quando Tesla tornò a Parigi, l&#039;azienda si rifiutò di pagare il bonus promesso in precedenza, cosa che lo deluse e portò alle sue dimissioni. Poco dopo, il direttore generale della filiale, Charles Bachelot, scrisse una lettera di raccomandazione raccomandando vivamente a Tesla di svilupparsi negli Stati Uniti. La lettera di raccomandazione era indirizzata al famoso inventore e imprenditore Thomas Edison e conteneva la seguente frase: “Conosco due grandi persone, una sei tu e l&#039;altra è questo giovane”&amp;lt;ref&amp;gt;The Nikola Tesla Museum Archive (Belgrado, Serbia).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[L&#039;archivio conserva documenti originali, tra cui la lettera di raccomandazione di Charles Batchelor (non Bachelot) a Thomas Edison, con la famosa frase &amp;quot;Conosco due grandi uomini, uno siete voi e l&#039;altro è questo giovane&amp;quot;. La lettera è spesso riprodotta in libri e mostre].&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Il trasferimento in America e i rapporti con Edison ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tesla arrivò a New York nella primavera del 1884. Sebbene Edison apprezzasse il suo talento e la sua ossessione per il lavoro — in questo i due erano simili —, la loro collaborazione durò poco più di sei mesi. Ben presto emersero divergenze su come alimentare esattamente le lampade per l&#039;illuminazione stradale di Manhattan: Edison sosteneva l&#039;uso della corrente continua (CC), che riteneva più sicura, mentre Tesla vedeva il futuro nella corrente alternata (CA).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È probabile che alla base del loro disaccordo vi fosse anche una differenza negli approcci alla realizzazione dei progetti tecnologici. Edison privilegiava ciò che, in termini moderni, potremmo definire l’aspetto commerciale e di marketing, mentre per Tesla contava soprattutto la ricerca scientifica in sé.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo aver lasciato l’impresa di Edison, Tesla decise di avviare una propria attività. Trovò sostegno in George Westinghouse, un industriale e ingegnere americano che aveva osservato come la corrente continua subisse significative perdite di energia durante la trasmissione attraverso i cavi. Il confronto tra Edison e Westinghouse su questo tema passò alla storia con il nome di «Guerra delle correnti», seguita con grande attenzione in tutto il paese.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tesla aveva bisogno di una propria azienda per realizzare le sue innovative idee, indipendentemente dalle controversie in corso. Tuttavia, la creazione dell’impresa richiedeva investitori, che non fu facile trovare subito. I primi tentativi di avviare un’attività non ebbero successo, ma nel 1886 due facoltosi newyorkesi, Alfred Brown e Charles Peck, offrirono a Tesla un laboratorio a New York e finanziarono la nascita della società &#039;&#039;&#039;Tesla Electric Light &amp;amp; Manufacturing&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Già nel primo anno di attività, l’azienda realizzò un motore a induzione funzionante a corrente alternata. Il successo fu favorito dal fatto che Tesla poté dedicarsi interamente alla ricerca scientifica, mentre i due soci si occupavano degli aspetti commerciali e della promozione sul mercato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Realizzazioni scientifiche e invenzioni di Tesla ====&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Motore a induzione CA&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un motore sviluppato in un laboratorio di New York rivoluzionò il campo dell&#039;ingegneria elettrica. Il suo principio di funzionamento si basa sull&#039;azione di un campo magnetico rotante, fenomeno descritto indipendentemente da Tesla e dal fisico italiano Galileo Ferraris, che nello stesso periodo conduceva studi analoghi&amp;lt;ref&amp;gt;Ferraris, G. (1888). &amp;quot;Rotazioni elettrodinamiche prodotte per mezzo di correnti alternate&amp;quot;. Atti dell&#039;Accademia delle Scienze di Torino.&lt;br /&gt;
Studio parallelo sul campo magnetico rotante.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il funzionamento di questo tipo di motore è concettualmente semplice: la corrente alternata negli avvolgimenti della parte fissa del motore (statore) interagisce con la corrente presente negli avvolgimenti della parte mobile (rotore), inducendo la rotazione di quest&#039;ultima e convertendo così l&#039;energia elettrica in energia meccanica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Grazie alla sua struttura semplice, al costo contenuto e all&#039;elevata efficienza energetica, i motori a induzione conquistarono rapidamente una vasta diffusione. Furono questi motori ad azionare i primi ascensori, tram, convogli della metropolitana e filobus. Anche oggi i motori a corrente alternata trovano applicazione, sebbene in misura minore rispetto al passato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Trasferimento di energia wireless&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tesla era convinto che l&#039;energia potesse essere trasmessa senza fili, sfruttando esclusivamente campi magnetici. Nel 1891 compì un decisivo passo avanti in questa direzione: inventò la cosiddetta &#039;&#039;&#039;bobina di Tesla&#039;&#039;&#039; — il primo dispositivo al mondo in grado di trasmettere elettricità senza bisogno di cablaggi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla fine del XIX secolo, nel tentativo di dare forma concreta a questa visione, condusse una serie di esperimenti che culminarono nella progettazione della Torre di Wardenclyffe, nota anche come &#039;&#039;&#039;torre Tesla&#039;&#039;&#039;. La struttura fu costruita tra il 1901 e il 1902 a Long Island. La torre prese il nome dal banchiere James S. Warden, che acquistò il terreno e lo mise a disposizione per il progetto di Tesla. Oltre a Warden, parteciparono attivamente al finanziamento dell’impresa altri illustri personaggi, come il banchiere John Pierpont Morgan e l’imprenditore-scrittore John Jacob Astor.&lt;br /&gt;
Oltre a dimostrare i progressi di Tesla nella trasmissione di energia senza fili, la torre avrebbe dovuto assolvere anche a una funzione pratica: garantire telecomunicazioni wireless, radiodiffusione e comunicazioni telefoniche transatlantiche.&lt;br /&gt;
Tuttavia, il rivale di Tesla, il fisico italiano Guglielmo Marconi, riuscì a precederlo, essendo il primo a sviluppare una tecnologia analoga. Di conseguenza, gli investitori, tra cui John Morgan, ritirarono i finanziamenti. Il progetto di Tesla, privo di sostegno economico, fu costretto a chiudere nel 1906.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La torre venne infine demolita nel 1917, ma le idee di Tesla contribuirono significativamente allo sviluppo successivo delle tecnologie di trasmissione senza fili. La bobina di Tesla trovò applicazione in dispositivi telegrafici avanzati dotati di antenne, e ancora oggi una versione modificata di questa invenzione è utilizzata nella tecnologia radiofonica e televisiva.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Comunicazioni radio, telecomando e altri sviluppi&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1894 — un anno prima della scoperta di Wilhelm Röntgen — Tesla iniziò a sperimentare quelli che in seguito sarebbero diventati noti come raggi X. Utilizzò tubi a vuoto e scariche ad alta tensione per studiare i fenomeni legati alle radiazioni. Osservò che questi raggi erano in grado di penetrare alcuni materiali e di imprimersi sulle lastre fotografiche. Tuttavia, Tesla non fece in tempo a pubblicare i suoi risultati: nel 1895 il suo laboratorio di New York andò a fuoco, distruggendo documenti e attrezzature.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1901, lo scienziato italiano Guglielmo Marconi trasmise per la prima volta un segnale radio dall&#039;Inghilterra al Canada&amp;lt;ref&amp;gt;Marconi, G. (1901). &amp;quot;Telegrafia senza fili attraverso l&#039;Atlantico&amp;quot;. Proceedings of the Royal Society.&lt;br /&gt;
Contesto sulla rivalità con Marconi.&amp;lt;/ref&amp;gt;. Questo successo gli valse la fama di inventore della radio e provocò grande risentimento in Tesla, il quale sostenne che Marconi aveva utilizzato illegalmente i suoi brevetti sulla segnalazione senza fili. Sebbene inizialmente l&#039;ufficio brevetti statunitense avesse dato ragione a Tesla, nel 1904 concesse a Marconi il brevetto per l&#039;invenzione della radio, un evento che acuì ulteriormente il risentimento dello scienziato serbo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In realtà, entrambi i ricercatori, così come il fisico russo Aleksandr Popov, contribuirono allo sviluppo delle tecnologie di trasmissione radiofonica. La portata di questi contributi è attestata, da un lato, dal Premio Nobel assegnato a Marconi nel 1909, e dall&#039;altro, dal riconoscimento della priorità dei brevetti di Tesla da parte della Corte Suprema degli Stati Uniti nel 1943&amp;lt;ref&amp;gt;Supreme Court of the United States (1943). Case No. 369: Tesla vs. Marconi.&lt;br /&gt;
Sentenza sul brevetto radiofonico.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tesla utilizzò le stesse onde radio per realizzare una barca radiocomandata. All&#039;interno dello scafo in ferro erano nascosti una batteria e motori elettrici, mentre sulla superficie erano installate le antenne. Il pubblico di New York assistette con meraviglia alla dimostrazione di questa straordinaria invenzione durante l&#039;esposizione elettrica al Madison Square Garden nel 1898, dove Tesla, stando di fronte a un pannello di controllo fisso, manovrò personalmente la barca immersa in una piccola piscina.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Declino e ultimi anni (1901–1943) ====&lt;br /&gt;
Dopo il fallimento di Wardenclyffe, Tesla cadde in disgrazia finanziaria. Continuò a depositare brevetti (come la &amp;quot;turbina senza pale&amp;quot; nel 1913) e a teorizzare su armi a energia diretta (&amp;quot;raggio della pace&amp;quot;) e energia libera, ma senza successo commerciale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Negli anni ’30, visse in solitudine al New Yorker Hotel, dove morì il 7 gennaio 1943, povero e dimenticato. Il governo USA sequestrò i suoi appunti, alcuni ancora classificati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Eredità e riconoscimenti postumi ====&lt;br /&gt;
Tesla è oggi celebrato come:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Padre della corrente alternata&#039;&#039;&#039; (fondamentale per la rete elettrica mondiale).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Precursore della radio, radar e telecomunicazioni&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Icona pop&#039;&#039;&#039; (compare in film, fumetti e come nome dell’azienda di Elon Musk).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Simbolo dell’innovatore visionario&#039;&#039;&#039;, con oltre &#039;&#039;&#039;300 brevetti&#039;&#039;&#039; e teorie ancora studiate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel &#039;&#039;&#039;1960&#039;&#039;&#039;, il suo nome fu assegnato all’unità di misura dell’&#039;&#039;&#039;induzione magnetica (T)&#039;&#039;&#039; nel Sistema Internazionale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Pensiero ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nikola Tesla aveva una visione della realtà profondamente olistica, in cui scienza, intuizione e spiritualità si fondevano in un unico flusso di conoscenza. Per lui, l’universo non era un meccanismo freddo e deterministico, ma un organismo vivente permeato da energie vibranti e interconnesse, dove anche corpi distanti sono legati da legami indissolubili. La sua ricerca non si limitava alla mera applicazione tecnica: era un tentativo di decifrare il linguaggio nascosto della natura.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tesla non seguiva la procedura scientifica tradizionale, basata su ipotesi e verifiche sperimentali in sequenza. Piuttosto, lavorava per &#039;&#039;&#039;visioni improvvise&#039;&#039;&#039;, lampi di comprensione che gli si presentavano con una chiarezza quasi allucinatoria. Queste intuizioni, come lui stesso raccontava, erano così vivide da permettergli di &amp;quot;vedere&amp;quot; i dispositivi già funzionanti nella sua mente, prima ancora di costruirli. Non disegnava progetti su carta: sperimentava direttamente nell’immaginazione, dove macchine e campi di forza prendevano forma con precisione chirurgica. Solo in un secondo momento trasferiva quelle visioni nel mondo materiale, spesso senza nemmeno commettere errori. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per Nikola Tesla, una determinata legge si manifestava sempre in modo spontaneo sotto forma di un&#039;immagine geometrica. Solo in una fase successiva del processo di scoperta si giungeva alla comprensione del [[principio]] e alla sua interpretazione fisica. Seguiva poi l&#039;aritmeticizzazione della legge e la definizione delle proprietà tecniche dei materiali più idonei a tradurla in un modello fisico funzionante. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tesla, basandosi sulla propria esperienza inventiva, era convinto che questo &amp;quot;lavoro&amp;quot; fosse compiuto dalle leggi naturali stesse, e non dalle strutture materiali. Con l&#039;espressione &#039;&#039;&#039;&amp;quot;lavoro di scoperta&amp;quot;&#039;&#039;&#039; si riferiva essenzialmente alla lotta per la purificazione mentale: un processo di astrazione dai pensieri secondari e dai contenuti sensoriali appesantiti da dettagli superflui, i quali offuscano la chiarezza dell&#039;immagine primaria e rendono difficile cogliere le vere relazioni tra gli elementi geometrici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La comprensione di un principio si considerava completa, e il principio stesso pronto per l&#039;applicazione, solo quando si raggiungeva una corrispondenza univoca tra gli elementi matematici e quelli fisici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sebbene era ottimista agli inizi del XX secolo sul fatto che era possibile sognar un futuro di abbondanza energetica e connessione globale,con il tempo si rese conto che la stessa tecnologia potesse diventare un’arma nelle mani sbagliate. Il suo famoso &amp;quot;raggio della morte&amp;quot; non era solo un’invenzione controversa, ma il simbolo di un dilemma etico: come controllare forze che, una volta scoperte, potevano distruggere o redimere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo senso, Tesla era un ponte tra due epoche. Da scienziato ottocentesco, cercava leggi universali; da profeta moderno, anticipava i pericoli di un progresso senza saggezza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il Ritmo Universale: Vita, Movimento e Forza ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La visione della realtà di Tesla  fu molto influenzata dalle letture del filosofo Herbart Spencer che concepiva la vita come  come  &#039;&#039;&#039;movimento&#039;&#039;&#039; e come &#039;&#039;&#039;manifestazione di un ritmo universale&#039;&#039;&#039;  — un flusso perpetuo governato però da leggi immutabili. Questo perchè ovunque esista vita, esiste una &#039;&#039;&#039;massa&#039;&#039;&#039; mossa da una &#039;&#039;&#039;forza&#039;&#039;&#039;, e questa dinamica universale obbedisce a un principio fondamentale: &#039;&#039;&#039;l’inerzia della materia e la persistenza dell’energia&#039;&#039;&#039;. &amp;quot;A causa di questa proprietà e condizione universale, un corpo, sia esso a riposo o in movimento, tende a rimanere nello stesso stato, e una forza, che si manifesta ovunque e attraverso qualsiasi causa, produce una forza opposta equivalente, e come assoluta necessità  ne consegue che ogni movimento in natura deve essere ritmico&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;https://web.archive.org/web/20090216144123/http://tfcbooks.com/tesla/1900-06-00.htm&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa  armonia nascosta la si coglie  ovunque si volge lo sguardo — nel moto dei pianeti, nel flusso e riflusso delle maree, nelle oscillazioni di un pendolo, nelle vibrazioni dell’aria, o persino nelle pulsazioni di una corrente elettrica — si trova  stesso principio all&#039;opera. Ma è forse nella vita organica che questa legge si manifesta con maggiore evidenza. La nascita, la crescita, il declino e la morte di un individuo, di una famiglia, di un’intera civiltà non sono che fasi di un ciclo eterno, come onde che salgono e si infrangono nel grande oceano dell’esistenza. Ogni movimento, ogni trasformazione, obbedisce a questa cadenza universale, che si ripete in scale diverse — dal battito di un cuore alla rotazione di una galassia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Approfondimenti tecnologici e scientifici ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Wardenclyffe Tower e il sogno dell’energia wireless ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All&#039;inizio del Novecento, Nikola Tesla pubblicò un articolo intitolato &#039;&#039;&#039;&amp;quot;The Problem of Increasing Human Energy&amp;quot;&#039;&#039;&#039; (&amp;quot;Il problema dell&#039;aumento dell&#039;energia umana&amp;quot;), che attirò l&#039;attenzione del magnate finanziario John Pierpont Morgan.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel febbraio del 1901 gli scrisse per illustrargli un progetto che avrebbe cambiato le telecomunicazioni mondiali. Il 6 marzo Morgan firmò un contratto da 150.000 dollari, cedendo a Tesla i fondi in cambio del 51% dei brevetti derivanti dal progetto. Tesla acquistò 200 acri di terreno a Shoreham, Long Island, in una comunità chiamata Wardenclyffe, e cominciò a costruire. La torre raggiunse i 57 metri fuori terra e scese per altri 36 sottoterra, con una cupola metallica da 55 tonnellate in cima progettata per ionizzare l’atmosfera e trasmettere segnali in tutto il mondo. L’architetto era Stanford White, lo stesso della Madison Square Garden. Vediamo come si è arrivati alla torre di Tesla.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Il Meccanismo Scientifico ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tesla basò il progetto su due principi fisici:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===== A. Trasmissione di Energia via Terra e Ionosfera =====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
# &#039;&#039;&#039;Risonanza terrestre&#039;&#039;&#039;: Tesla credeva che la Terra avesse una &#039;&#039;&#039;frequenza di risonanza elettrica&#039;&#039;&#039; (oggi nota come &#039;&#039;&#039;Risonanza Schumann&#039;&#039;&#039;, ~7.83 Hz).&lt;br /&gt;
# &#039;&#039;&#039;Conduttività del suolo e dell’aria&#039;&#039;&#039;:&lt;br /&gt;
#* [[File:Wanderclyffe.png|miniatura]]La torre avrebbe inviato &#039;&#039;&#039;onde elettromagnetiche a bassa frequenza (ELF/VLF)&#039;&#039;&#039; attraverso il terreno, sfruttando la conducibilità naturale della Terra.&lt;br /&gt;
#* L’energia sarebbe stata &amp;quot;captata&amp;quot; da ricevitori a distanza, sintonizzati sulla stessa frequenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===== B. La Bobina di Tesla Magnificata =====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Torre di Wardenclyffe non era altro che una gigantesca evoluzione della celebre bobina di Tesla: un trasformatore risonante capace di generare tensioni altissime a frequenze specifiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La struttura nascondeva sotto terra un elemento fondamentale: un pozzo profondo circa 90 metri (300 piedi) che raggiungeva strati acquiferi. L’acqua, migliore conduttore rispetto al terreno asciutto, avrebbe facilitato l’iniezione delle onde elettriche nella Terra, migliorando la trasmissione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In cima alla torre, alta circa 57 metri, si trovava un grande elettrodo sferico in rame. Questo elemento aveva il compito di accumulare e rilasciare cariche elettriche ad altissimo voltaggio(si parla di milioni di volt)generando spettacolari scariche elettriche. Alla base dell’impianto operava un generatore da circa 200 kW, alimentato dalla centrale elettrica locale, che forniva l’energia iniziale da amplificare attraverso il sistema risonante.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel suo insieme, il progetto funzionava come una sorta di “WiFi planetario”: non per trasmettere dati, come facciamo oggi con router e antenne, ma per distribuire energia elettrica su scala globale. L’idea era che ogni punto del pianeta potesse diventare, potenzialmente, un punto di accesso all’energia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Come Fu Costruita? ====&lt;br /&gt;
Tesla assunse l’architetto Stanford White per la struttura in legno e acciaio(con l&#039;utilizzo di circa 50000 bulloni).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il cuore del progetto era la torre, una struttura a traliccio alta e slanciata. Alla base si trovava un’enorme bobina,parte del sistema di trasmissione, mentre in cima era collocato un grande elettrodo sferico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sotto la torre venne scavato un profondo pozzo: secondo Tesla, questo elemento era fondamentale perché avrebbe dovuto “collegarsi” elettricamente al terreno, trasformando la Terra stessa in un conduttore attraverso cui far viaggiare l’energia. L’idea era quella di sfruttare le proprietà elettriche del pianeta per distribuire corrente su lunghe distanze senza fili. Accanto alla torre sorse poi un edificio in mattoni che fungeva da laboratorio. Qui erano installati generatori, trasformatori e strumenti di misura sofisticati per l’epoca. In questo spazio Tesla conduceva esperimenti sulle alte frequenze e sulle altissime tensioni necessarie per il funzionamento del sistema.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il laboratorio rappresentava il centro operativo del progetto: era lì che l’energia veniva prodotta, trasformata e preparata per essere inviata alla torre.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il progetto non si limitava alla trasmissione di energia. Tesla immaginava un sistema capace di inviare anche segnali e messaggi a grandi distanze, verso navi in mare o città lontane. Per questo motivo, la torre può essere considerata un’antenata delle moderne stazioni radio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il trasmettitore progettato da Tesla avrebbe trasformato l’energia elettrica in una gigantesca [[onda portante]], capace di trasportare informazioni e,nelle sue intenzioni, potenza elettrica utilizzabile a distanza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Perché Fallì? ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inizialmente, il progetto della torre aveva ottenuto il sostegno finanziario del potente banchiere J. P. Morgan. Morgan era interessato soprattutto allo sviluppo di un sistema di comunicazione senza fili che potesse competere con le tecnologie emergenti dell’epoca. Tuttavia, quando Tesla, nel tentativo di ottenere ulteriori finanziamenti, rivelò che il suo obiettivo era distribuire energia elettrica gratuitamente su scala globale, Morgan rispose con una lettera che, nella storia della scienza applicata, è ricordata per la sua brevità: «Al momento non sono disposto a concedere ulteriori anticipi». Un simile progetto, privo di un modello economico basato sulla vendita dell’energia, appariva poco sostenibile dal punto di vista imprenditoriale. Senza la prospettiva di un ritorno economico, Morgan interruppe così i finanziamenti, lasciando Tesla senza il principale sostegno finanziario.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Parallelamente, il progetto incontrò anche un forte scetticismo scientifico. Fisici come Heinrich Hertz avevano dimostrato l’esistenza delle onde elettromagnetiche, e inventori come Guglielmo Marconi stavano già applicando con successo le cosiddette onde hertziane per sviluppare sistemi radio più concreti e funzionali. Le idee di Tesla, basate sulla trasmissione globale di energia attraverso la Terra e l’atmosfera, apparivano a molti colleghi troppo ambiziose e poco dimostrabili. Nel confronto con le soluzioni più pratiche di Marconi, che riusciva a ottenere risultati immediati e commercialmente sfruttabili, il progetto di Wardenclyffe perse ulteriore credibilità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Privato dei finanziamenti e incapace di trovare nuovi investitori, Tesla andò incontro a un progressivo crollo finanziario. La costruzione della torre si fermò e, nel 1917, la struttura fu demolita per  volontà del governo americano. Quello che doveva essere il simbolo di una nuova era energetica si trasformò così in un progetto incompiuto, segnando profondamente la carriera e la vita personale dello scienziato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Attorno alla demolizione della torre è nata anche una teoria controversa, secondo cui l’industria petrolifera avrebbe avuto un ruolo decisivo nell’affossare il progetto. Secondo questa ipotesi, le grandi compagnie energetiche avrebbero visto nella trasmissione gratuita di energia una minaccia diretta ai propri interessi economici e avrebbero quindi agito per impedire la realizzazione del sistema di Tesla, così da preservare il proprio predominio nel settore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A sostegno di questa tesi viene spesso citata la situazione personale dello scienziato negli anni successivi: Tesla visse per molto tempo in alberghi di New York, pur non disponendo apparentemente di entrate stabili. Poiché aveva investito gran parte dei suoi guadagni nei propri esperimenti, alcuni interpretano questa circostanza come un possibile indizio di un sostegno economico occulto o di un “debito di riconoscenza” da parte di ambienti interessati a mantenere il suo silenzio o a evitare ulteriori sviluppi delle sue ricerche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tuttavia, questa rimane un’ipotesi priva di prove storiche definitive. Le cause documentate del fallimento di Wardenclyffe restano principalmente di natura economica e tecnica: mancanza di fondi, concorrenza tecnologica più efficace e difficoltà nel dimostrare concretamente la fattibilità del progetto&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Era Realizzabile? Le Verità della Scienza Moderna ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oggi l’idea della trasmissione di energia senza fili, che era al centro delle ambiziose visioni di Nikola Tesla, non è del tutto scomparsa. Tuttavia, ha trovato applicazione in forme molto più limitate e controllate rispetto al progetto originario di una distribuzione globale di elettricità.Attualmente esistono tecnologie di trasmissione di energia senza fili, ma operano su scala ridotta e su distanze molto brevi. L’esempio più comune è la ricarica a induzione per smartphone, smartwatch o spazzolini elettrici. In questi dispositivi l’energia viene trasferita attraverso un campo elettromagnetico tra due bobine poste a breve distanza. Il principio è simile a quello studiato da Tesla, basato sull’induzione elettromagnetica e sulla risonanza, ma applicato in modo estremamente controllato per evitare dispersioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tesla era convinto poi che la Terra potesse comportarsi come un grande conduttore naturale, capace di trasportare energia in modo dinamico attraverso il suolo e l’atmosfera. Secondo la sua visione, sfruttando determinate frequenze di risonanza, sarebbe stato possibile trasmettere elettricità su scala planetaria con perdite minime.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le teorie scientifiche ufficiali, tuttavia, descrivono la Terra non come un conduttore perfetto, ma come un mezzo con resistenza elettrica significativa. Ciò implica che, su lunghe distanze, una grande quantità di energia verrebbe dispersa sotto forma di calore. Le perdite renderebbero il sistema poco efficiente e difficilmente sostenibile dal punto di vista tecnico ed economico. In altre parole,secondo le teorie ufficiali il problema non è tanto la possibilità teorica della trasmissione, quanto la sua efficienza su scala globale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nonostante il fallimento del progetto di trasmissione mondiale dell’energia, alcune intuizioni di Tesla hanno trovato applicazioni indirette. Il principio della risonanza, per esempio, è oggi utilizzato nelle comunicazioni a bassissima frequenza (VLF), impiegate soprattutto per comunicare con i sottomarini. Le onde VLF possono penetrare nell’acqua marina più efficacemente rispetto ad altre frequenze radio, rendendo possibile la trasmissione di segnali anche in ambienti difficili.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre, lo studio delle scariche elettriche atmosferiche, come i fulmini, ha beneficiato di ricerche sulle proprietà elettriche della Terra e dell’atmosfera, ambiti che Tesla aveva esplorato con grande interesse. Sebbene le sue conclusioni non coincidano sempre con le teorie accettate oggi, il suo approccio visionario ha contribuito ad ampliare il campo delle indagini scientifiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La sua teoria dell&#039;energia ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In occasione del suo 79° compleanno, nel 1938 — appena cinque anni prima della morte — Tesla annunciò di aver elaborato una &#039;&#039;&#039;teoria dinamica della gravità&#039;&#039;&#039; e dell’energia cosmica spiegando così da dove deriverebbe l&#039;energia presente sulla Terra. Secondo questa teoria, l’energia presente sulla Terra deriverebbe dal &#039;&#039;&#039;moto del pianeta attraverso lo spazio&#039;&#039;&#039;: il movimento genererebbe un pianeta carico che varia le forze elettrostatiche presenti (in modo tale che esse diminuiscono di intensità), trasformando l’energia in una forma sempre più dinamica e in costante aumento. In questa teoria spiega anche che i moti meccanici sarebbero prodotti da una forza [[Elettrostatica]] diversa  che agisce attraverso un mezzo gassoso,eccitata da rapidi cambiamenti di potenziale elettrico. Secondo tale modello, producendo &#039;&#039;&#039;enormi stress elettrostatici&#039;&#039;&#039; in questo mezzo e variandone rapidamente l&#039;intensità, sarebbe possibile muovere un corpo attraverso il pianeta &#039;&#039;&#039;senza ricorrere ad altre forze convenzionali&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per Tesla, lo studio della natura e delle forze che la governano fu sempre fondamentale. Egli concepiva l’[[Universo]] come &#039;&#039;&#039;un immenso sistema meccanico&#039;&#039;&#039;, impregnato di &#039;&#039;&#039;energia infinita&#039;&#039;&#039;, in cui elettricità e [[Magnetismo]] rappresentavano le manifestazioni più affascinanti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La loro &#039;&#039;&#039;duale natura&#039;&#039;&#039; – con fenomeni di attrazione, repulsione e rotazione – rivelava una &#039;&#039;&#039;sintesi unica tra le forze fondamentali&#039;&#039;&#039;, un mistero che alimentò costantemente la sua curiosità e la sua ricerca.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare, Tesla teorizzò una  &#039;&#039;&#039;equivalenza&#039;&#039;&#039; tra l&#039;elettricità e l’[[Etere]]:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L’elettricità statica&#039;&#039;&#039; era per lui il risultato di &#039;&#039;&#039;un etere in stato di tensione&#039;&#039;&#039;, quasi &amp;quot;solidificato&amp;quot; in un equilibrio carico di potenziale.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L’elettricità dinamica&#039;&#039;&#039; (corrente) derivava invece da &#039;&#039;&#039;un etere in movimento&#039;&#039;&#039;, un fluido cosmico che trasportava energia attraverso vibrazioni e onde.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tesla derivò l&#039;equivalenza tra elettricità ed etere dall&#039;osservazione dei fenomeni elettromagnetici e ragionando sul fatto che entrambi si comportavano come fluidi incompressibili - privi di densità - le cui variazioni si manifestavano esclusivamente come stati di tensione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tuttavia l&#039;elettricità diventava veramente etere solo quando era associato a della materia. In particolare,quando l&#039;elettricità si legava a una molecola, generava una &#039;&#039;&#039;carica elettrostatica&#039;&#039;&#039;, che poteva essere interpretata come &#039;&#039;&#039;etere localizzato,&#039;&#039;&#039; una interazione che dimostrava che l&#039;elettricità era coinvolta nei fenomeni molecolari. Tesla concordava con i modelli atomici del suo tempo, che prevedevano &#039;&#039;&#039;orbite elettroniche&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;rotazioni molecolari&#039;&#039;&#039;. Secondo lui la rotazione delle molecole generava &#039;&#039;&#039;tensioni nell&#039;etere&#039;&#039;&#039;, che si manifestavano come forze elettrostatiche. Queste tensioni producevano &#039;&#039;&#039;effetti elettromagnetici&#039;&#039;&#039; e, in alcuni casi, &#039;&#039;&#039;magnetismo permanente&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In altre parole, Tesla vedeva tutti i fenomeni elettrici, magnetici ed elettrostatici come il risultato di &#039;&#039;&#039;forze elettrostatiche molecolari.&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Gravità causata da un dislocamento magnetico ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le teorie di Tesla riguardo alla natura della gravità anticiparono alcuni concetti che oggi trovano piena comprensione nella teoria dell&#039;[[Universo elettrico]], il che lo rende a tutti gli effetti un precursore di queste idee. La sua visione dell&#039;[[universo]], sebbene lo immaginasse infinito e senza confini, lo raffigurava come un immenso tubo a vuoto dove agivano potenti pressioni elettriche arrivando anche a paragonare il Sole e le stelle a colossali elettrodi cosmici&amp;lt;ref&amp;gt;Tesla sosteneva che questa fosse la vera origine dei raggi cosmici, non accettando la teoria dominante che li attribuiva a semplici elettroni&amp;lt;/ref&amp;gt;. Questo sistema dinamico in equilibrio è alimentato dal moto perpetuo della materia e dal cambio tra forze più grandi e più piccole. Quando la Terra si trova in uno stato di materia solida,muovendosi interagirebbe con l&#039; [[etere]]   generando un vento(simile all&#039;attrito in un fluido) dove differenze di potenzale elettrico creerebbero variazioni nel &#039;&#039;&#039;dislocamento elettromagnetico&#039;&#039;&#039; all&#039;interno della massa ed del vento dell&#039;etere. Questo meccanismo rappresenterebbe la causa fondamentale della gravità. Da un lato, il campo elettrico terrestre genererebbe un dislocamento magnetico nell&#039;etere, accumulando tale effetto all&#039;interno del proprio sistema di campo. Dall&#039;altro, si creerebbe un duplice dislocamento: tra la massa interna all&#039;etere e quella esterna ad esso. La forza gravitazionale emergerebbe proprio da questa differenza di dislocamento magnetico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Perdite di energia e leggi del moto elettrico ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se l&#039;universo abbonda di energia e la Terra rappresenta un immenso serbatoio elettrico, sorge spontanea una duplice domanda: da dove originano le dispersioni energetiche e perché il nostro pianeta si comporta come un conduttore imperfetto? Tesla, in particolare dopo l&#039;abbandono del progetto di trasmissione wireless di energia attraverso la Torre di Wardenclyffe, dedicò anni di riflessione a questo interrogativo. Giunse alla conclusione (anche con l&#039;aiuto di esperimenti) che l&#039;assorbimento atmosferico avesse un ruolo marginale, mentre identificò nelle radiazioni solari termiche (non nella componente luminosa) il principale fattore di dissipazione energetica. Secondo la sua teoria, questo fenomeno sarebbe riconducibile al processo di evaporazione dell&#039;acqua sul lato rivolto verso il Sole, che genererebbe un flusso radiativo superiore alla capacità di trasferimento delle cariche elettriche al suolo&amp;lt;ref&amp;gt;https://web.archive.org/web/20090102123139/http://www.tfcbooks.com/tesla/1912-07-06.htm&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il raggio della morte ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A partire dagli anni Trenta, Nikola Tesla iniziò a parlare di una nuova invenzione che, sebbene i giornali la ribattezzassero &amp;quot;raggio della morte&amp;quot;, egli preferiva chiamare &#039;&#039;&#039;Teleforce&#039;&#039;&#039; (forza a distanza). Si trattava di un&#039;arma futuristica, al confine tra realtà e leggenda, il cui principio si basava su:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Fasci di particelle cariche&#039;&#039;&#039; (probabilmente elettroni o ioni) accelerati ad altissima energia.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Un sistema di difesa antiaerea&#039;&#039;&#039; in grado di abbattere aerei a 400 km di distanza.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Un meccanismo di amplificazione energetica&#039;&#039;&#039;, sfruttando l’etere o campi elettrostatici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tesla sosteneva che il dispositivo potesse:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Distruggere eserciti e flotte in pochi secondi&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Essere usato per scopi difensivi&#039;&#039;&#039;, rendendo le guerre impossibili (&amp;quot;&#039;&#039;&#039;pace attraverso la deterrenza&#039;&#039;&#039;&amp;quot;).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sul fatto che sia effettivamente possibile realizzare un&#039;arma del genere la questione è dubbia anche perchè Tesla non lasciò mai pubblicamente progetti dettagliati e secondo molti esperti è impossibile (le perdite sarebbero maggiori dell&#039;energia in ingresso) tuttavia Tesla lavorò realmente al progetto  e ne parlò in un&#039;intervista al New York Times&amp;lt;ref&amp;gt;&amp;quot;Tesla, at 78, Bares New &#039;Death Beam&#039;&amp;quot; → &amp;lt;/ref&amp;gt; contattando diversi governi,in particolare quello americano e sovietico per ricevere finanziamenti e nonostante le critiche degli esperti  sia il governo americano che quello sovietico durante la guerra fredda dovrebbero aver realizzato progetti simili.&amp;lt;ref&amp;gt;&amp;quot;Electron Beam Weapons: A Technical History&amp;quot; (Air Force Systems Command, 1987)&amp;lt;/ref&amp;gt;&amp;lt;ref&amp;gt;Soviet Directed Energy Weapons&amp;quot; (Pavel Podvig, MIT, 2002)→ citati esperimenti a Sary Shagan (Kazakistan) con acceleratori di protoni&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nikola Tesla tentò ripetutamente di attirare l&#039;interesse delle autorità militari verso la sua innovativa arma, tuttavia, non riuscì a ottenere i finanziamenti sperati. Determinato a non abbandonare il progetto, l&#039;inventore preparò un dettagliato dossier tecnico completo di diagrammi e lo inviò a diverse potenze alleate, tra cui Usa,Francia,Regno Unito,Jugoslavia e Urss.&lt;br /&gt;
Nel 1983 emerse un articolo fondamentale, il primo a presentare un progetto concreto per un&#039;arma a energia diretta. Il Museo Tesla di Belgrado, dopo un&#039;attenta analisi, ne confermò l&#039;autenticità. Questo testo, intitolato &amp;quot;Nuova arte della proiezione di energia concentrata non dispersiva attraverso mezzi naturali&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;https://teslaresearch.jimdofree.com/death-ray/the-new-art-of-projecting-concentrated-non-dispersive-energy-through-natural-media-briefly-exposed-by-nikola-tesla-circa-may-16-1935/&amp;lt;/ref&amp;gt;, rappresenta l&#039;unico documento ufficialmente riconosciuto in cui Tesla descrisse dettagliatamente un&#039;arma basata su fasci di particelle.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra tutte le nazioni contattate, l&#039;Unione Sovietica dimostrò il maggiore interesse. Fonti documentali conservate negli archivi FBI&amp;lt;ref&amp;gt;https://vault.fbi.gov/nikola-tesla Parte 1, pagina 185: Menziona l&#039;accordo del 1935 e i dettagli tecnici del progetto e file 61-120: contiene rapporti sul trasferimento di tecnologia a potenze straniere&amp;lt;/ref&amp;gt; rivelano che:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Il 20 aprile 1935 Tesla sottopose il suo progetto all&#039;Amtorg Trading Corporation, un&#039;organizzazione commerciale sovietica con sede a New York, sospettata di fungere da copertura per l&#039;acquisizione di tecnologie militari&lt;br /&gt;
* Nel 1939, dopo alcuni test preliminari condotti in territorio sovietico, Tesla ricevette un compenso di 25.000 dollari (equivalente a circa 500.000 dollari odierni)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Tesla e Cartesio, similitudini e differenze nell&#039;idea dei vortici ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nonostante i secoli che separano Nikola Tesla da [[Cartesio]] e i loro differenti contesti scientifici, un&#039;analisi comparativa delle rispettive teorie rivela una serie di affascinanti similitudini strutturali e concettuali riguardanti l&#039;origine del mondo visibile. Tesla avanzò anche una teoria sullo stimolo esclusivamente esterno del pensiero e della memoria umani e, basandosi in parte su René Descartes, trasse conclusioni sull&#039;automatismo cosmico di tutte le attività soggettive umane e dell&#039;esistenza umana in generale.Ma poiché il risultato del lavoro automatico del cervello, proprio secondo l&#039;esperienza personale di Tesla, può essere creativo (ovvero la produzione di contenuti visivi precedentemente sconosciuti), per coerenza, egli sviluppa un&#039;ulteriore ipotesi sull&#039;effetto di feedback dei centri visivi del cervello sulla retina e vede in questo la causa della comparsa di immagini eidetiche delle sue invenzioni. Pertanto, il cervello umano, anche se stimolato a lavorare dall&#039;esterno, può comunque produrre costantemente nuovi contenuti, pensieri e immagini, poiché il numero di stimoli provenienti dall&#039;ambiente è illimitato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Entrambi i modelli rifiutano il concetto di &#039;&#039;actio in distans&#039;&#039; (azione a distanza) e l&#039;idea del vuoto assoluto, concependo l&#039;universo come un &#039;&#039;plenum&#039;&#039;, ossia un mezzo continuo e onnipervasivo. In questa visione condivisa, è un &#039;&#039;&#039;moto rotatorio&#039;&#039;&#039; a generare struttura e proprietà, trasformando uno stato indifferenziato della realtà – identificato da Cartesio come etere caotico e da Tesla come sostanza primordiale (o Akasha) – in uno stato organizzato e percepibile, ovvero l&#039;ordine cosmico e la materia densa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La differenza fondamentale risiede, tuttavia, nel ruolo del vortice:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Per &#039;&#039;&#039;Cartesio&#039;&#039;&#039;, il vortice ha una funzione principalmente &#039;&#039;&#039;organizzativa&#039;&#039;&#039; della materia preesistente.&lt;br /&gt;
* Per &#039;&#039;&#039;Tesla&#039;&#039;&#039;, i vortici sono &#039;&#039;&#039;infinitesimali e costitutivi&#039;&#039;&#039;: è la sostanza primordiale stessa, attraverso vortici di enorme velocità, a divenire materia densa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche nella concezione del divenire cosmico emergono analogie e distinzioni:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Cartesio delinea un &#039;&#039;&#039;ciclo cosmico&#039;&#039;&#039; in cui le stelle, opacizzandosi, possono trasformarsi in pianeti, un processo governato da leggi puramente meccaniche.&lt;br /&gt;
* Tesla, in modo simile ma con un lessico diverso, descrive un processo &#039;&#039;&#039;dinamico e reversibile&#039;&#039;&#039;: con l&#039;indebolimento della forza creatrice (il Prana), il movimento vorticoso cessa e &amp;quot;la materia scompare, tornando allo stato precedente di sostanza primordiale&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;Tesla, N. The Greatest Achievements of Man // Articoli . — Samara: Agni, 2008. — P. 180. — 584 p. — 2.000 copie — ISBN 978-5-89850-078-8.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In conclusione, entrambi i pensieri ricercano una spiegazione &#039;&#039;&#039;immanente e naturale&#039;&#039;&#039; per i fenomeni cosmici. Cartesio la individua in &#039;&#039;&#039;cause meccaniche&#039;&#039;&#039; quali l&#039;urto e la pressione, mentre Tesla la riconduce a &#039;&#039;&#039;cause dinamico-energetiche&#039;&#039;&#039;, dove forze creative e prevedibili agiscono sul mezzo primordiale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Idee politiche ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le opinioni politiche di Tesla non sono mai state esplicite in scritti ufficiali,tuttavia dopo la Rivoluzione d’Ottobre, l’[[URSS]] mostrò grande interesse per l&#039; energia libera e la trasmissione wireless&amp;lt;ref&amp;gt;Mitrokhin Archive (Cambridge University Press, 1999), Vol. II, pp. 112-114 e lettere tra Tesla e l&#039;ingegnere sovietico S. I. Vavilov (1931), conservate al Museo Nikola Tesla di Belgrado e l&#039; archivio Statale Russo di Storia Politico-Sociale (RGASPI), fondo 558&amp;lt;/ref&amp;gt;. Il governo sovietico era affascinato dall’idea di &#039;&#039;&#039;elettrificazione totale&#039;&#039;&#039; (piano GOELRO), ma preferì approcci più convenzionali rispetto alle visioni radicali di Tesla&amp;lt;ref&amp;gt; un&#039;articolo della pravda del 1928 &amp;quot;Беспроводная передача энергии: мечты и реальность&amp;quot; (&amp;quot;Trasmissione wireless dell&#039;energia: sogni e realtà&amp;quot;) fu critico verso le teorie di Tesla considerandole utopiche e senza basi industriali&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La sua idea del comunismo ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il dibattito sulle opinioni politiche di Nikola Tesla riguardo all&#039;Unione Sovietica e al socialismo si è arricchito nel 2017 con la pubblicazione del libro &#039;&#039;&#039;&amp;quot;I Can Explain a Lot&amp;quot;&#039;&#039;&#039;, un&#039;opera  che pretende di rivelare nuovi dettagli sulle convinzioni del grande inventore. Curato da &#039;&#039;&#039;Stevan Jovanović&#039;&#039;&#039;—un giornalista e lontano cugino di Tesla, con presunti legami familiari con &#039;&#039;&#039;Jovanka Broz (moglie di Tito)&#039;&#039;&#039;—il testo afferma di basarsi su documenti recuperati dagli archivi dell&#039;FBI. Sebbene non si possa essere certi sull&#039; attendibilità di queste informazioni rappresentano un valore storico notevole:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;«Mi pento spesso di aver scelto gli Stati Uniti invece della Russia. Allora non esisteva alcuna differenza fondamentale tra questi Paesi, ma ora l’Unione Sovietica è fondamentalmente diversa dal resto del mondo. I giornali dicono sciocchezze, ma le persone che sono state lì raccontano cose incredibili. Ciò che mi affascina di più è il sistema scientifico sovietico. Agli scienziati vengono forniti uno stipendio e delle condizioni di lavoro favorevoli, le loro menti sono libere dalle preoccupazioni della vita. Sono concentrati solo sul loro lavoro e nient&#039;altro. Quando sei finanziato dallo Stato, uno Stato socialista, e non da qualche riccone che può cambiare idea da un momento all&#039;altro, tutto è sicuro. Penso spesso che se fossi 15 o 20 anni più giovane andrei in Unione Sovietica. Ho avuto questa opportunità, ce l&#039;ho ancora, ma sono troppo vecchio per un cambiamento così drastico nella mia vita, e non posso lasciare il lavoro che ho iniziato, che potrebbe essere il più importante che abbia mai fatto.»&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;«Seguo da vicino la situazione in Russia. Ricavo le mie informazioni da testimoni oculari che hanno visitato il Paese, non da giornali che mentono senza sosta. Approvo la rivoluzione russa perché ha proclamato il principio dell&#039;onestà in un sesto della superficie terrestre. L’Unione Sovietica deve affrontare prove incredibili, ma il Paese è pronto a superarle. I russi sono fortunati: hanno il socialismo e Stalin, una società felice guidata da un leader saggio. Invidio i russi, e mi dispiace per i miei compatrioti che sono governati da un gruppo ristretto di persone.»&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;«Se potessi tornare indietro di mezzo secolo non ci penserei un secondo, andrei a Mosca e manderei Batchelor ed Edison all&#039;Inferno. Nella mia piccola biblioteca conservo in un posto ben visibile una raccolta di testi sulla Rivoluzione d&#039;Ottobre che mi ha regalato Skvirskij. Spesso riguardo la collezione e penso con simpatia al Paese che non posso visitare. La vecchiaia ha tanti vantaggi, ma anche due svantaggi: una cattiva salute e uno spirito debole che ti porta a pensare: &amp;quot;Non ce la farò mai&amp;quot;. Se avessi figli o nipoti, probabilmente, per la loro felicità, deciderei di andare in URSS con loro.»&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;«Non mi pento di nulla se va a beneficio del popolo sovietico. D’altro canto ho respinto categoricamente tutte le proposte di cooperazione avanzate dai tedeschi. Sono rimasto stupito dalla loro perseveranza, che non deriva dalla forza di carattere ma dalla caparbietà. So molto bene cosa rappresenta la Germania moderna. Basta ascoltare Albert Einstein e le sue ragioni per emigrare. Possiamo non essere d’accordo su questioni scientifiche, ma siamo d&#039;accordo in politica. Il patto tedesco-giapponese contro l’URSS desta preoccupazione, tuttavia sono convinto che nessuna potenza al mondo possa sconfiggere l’Unione Sovietica. Se non sono riusciti a rovesciare il nuovo regime di Mosca subito dopo la rivoluzione, non possono farlo nemmeno adesso.»&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;«Da vent’anni invio regolarmente le mie idee agli scienziati sovietici. Tuttavia, a parte le lettere di ringraziamento, non ho mai ricevuto una risposta concreta. È possibile che la leadership dell&#039;URSS sia impegnata, tra le altre cose, con l&#039;attuale stato di guerra, quindi non ci sono abbastanza risorse da dedicare alle mie proposte. È possibile che siano arrabbiati a causa dei miei dubbi sul piano di elettrificazione di Lenin. A quel tempo sembrava davvero impossibile che dopo la guerra mondiale, e poi quella civile, un Paese devastato come la Russia potesse costruire 30 potenti centrali idroelettriche in soli 10 anni. Più tardi ammisi di essermi sbagliato e chiesi a Skvirskij di consegnare personalmente la mia lettera di scuse a Stalin. Mi assicurò che andava tutto bene e disse: &amp;quot;Il piano era così fantastico che nemmeno Herbert Wells ci credeva&amp;quot;. Mi vergogno di non aver creduto al piano di Lenin allora. Ogni volta che qualcuno non crede nelle mie idee, ripenso al piano di elettrificazione di Lenin.»&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;«Le mie scoperte più significative sono state utilizzate principalmente dall&#039;industria militare. Non mi è mai piaciuto, perché sono per natura una persona pacifica e un avversario di qualsiasi guerra. Molti anni fa sono stato costretto a nascondermi dall&#039;arruolamento nell&#039;esercito austriaco. L&#039;ho fatto per principio, non per paura. Il solo pensiero dell&#039;omicidio mi disgusta. Solo situazioni di emergenza, come la difesa della madrepatria, potrebbero farmi prendere una pistola e sparare ad altre persone. Non mi è mai venuto in mente di difendere l’Austria-Ungheria, che ci ha oppresso per anni. Non mi vergogno di lavorare per il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. Prima o poi l’esercito americano dovrà affrontare Hitler, perché un tale bastardo può essere sconfitto solo dall’azione congiunta di un mondo unito. Sono convinto che presto scoppierà una nuova guerra mondiale e che a scatenarla saranno i tedeschi, proprio come l&#039;ultima volta. Infelice ventesimo secolo! Abbiamo riposto così tanta speranza in lui, ma non ha fatto altro che portare miseria all&#039;umanità, e continuerà a portarne ancora. L’unica cosa positiva di questo secolo è la rivoluzione russa e la creazione dell’Unione Sovietica. Ricordo molto bene le previsioni del 1918. All&#039;inizio tutti dicevano che i bolscevichi sarebbero rimasti al potere solo pochi mesi. Poi i mesi diventarono anni. Sono passati vent’anni e i bolscevichi sono ancora al potere. Venti anni! All’inizio il mondo intero ha voltato le spalle ai rivoluzionari, ora li riconosce e collabora con loro. Sarei molto felice se Stalin visitasse gli Stati Uniti. Vorrei tanto vederlo, ma la mia salute non mi permette di fare un viaggio così lungo.»&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;«Ora sono felice che il governo degli Stati Uniti abbia ignorato il mio nuovo progetto per le armi. Probabilmente non sarebbe stato usato contro Hitler, ma contro l’Unione Sovietica. Hitler è solo un concorrente per il dominio del mondo, ma l&#039;URSS è molto di più. È un altro mondo, un Paese che con la sua esistenza dimostra all&#039;umanità che è possibile costruire il mondo su principi completamente nuovi. Dal modo in cui trattano i comunisti qui, è chiaro quanto li temano. Grazie ai miei contatti con cittadini sovietici ho già avuto tre conversazioni con l&#039;FBI. Non possono farmi niente, ma lasciano comunque un&#039;impressione spiacevole. Io, libero cittadino di un paese che si presenta come l&#039;apice della libertà, sono costretto a parlare con estranei di cose che non richiedono spiegazioni. Mi hanno parlato come se fossi una spia.»&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il suo primo contatto ravvicinato con gli scienziati russi iniziò nel 1889, quando incontrò lo scienziato russo Mikhail Filippov. Filippov pubblicò la popolare rivista &amp;quot;Scientific Review&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;Fu sulla sua rivista che, nel 1895, Vladimir Lenin pubblicò il suo primo lavoro importante, &#039;&#039;&#039;&amp;quot;Il contenuto economico del populismo&amp;quot;&#039;&#039;&#039;&amp;lt;/ref&amp;gt; e inviò a Tesla numeri interessanti. Invitò inoltre Tesla a tenere una conferenza a San Pietroburgo. Filippov studiò le onde elettromagnetiche e condusse esperimenti sulla trasmissione di energia esplosiva a distanza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Poco prima di morire, scrisse a Tesla di aver scoperto un raggio in grado di trasmettere un&#039;esplosione avvenuta a San Pietroburgo a centinaia di migliaia di chilometri di distanza. Filippov credeva che la sua invenzione avrebbe posto fine alle guerre sulla Terra, rendendole praticamente folli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tuttavia, lo scienziato russo non ebbe il tempo di condividere la sua scoperta con il mondo: morì in circostanze misteriose un paio di mesi prima del sensazionale rapporto promesso. Tutti i suoi manoscritti andarono perduti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;&amp;quot;Attendevo con ansia la sua pubblicazione, ma nel giugno di quell&#039;anno Filippov morì. In seguito appresi da amici comuni che era stato ucciso dagli agenti dei servizi segreti tedeschi perché si era rifiutato di vendere loro la sua invenzione&#039;&#039; &amp;quot;,&#039;&#039;&#039; scrisse Tesla con rammarico nel suo diario.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Curiosità ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* L&#039;inventore ha vissuto tutta la sua vita in alberghi, ma ha sempre soggiornato in camere a un multiplo di tre.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Nikola Tesla andava a dare da mangiare ai piccioni ogni giorno, e quando se ne andava da qualche parte, assumeva appositamente una persona per questo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Fonti ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nikola Tesla-scritti II &#039;&#039;Esperimenti con correnti alternate di frequenza elevatissima e loro applicazione ai metodi di illuminazione artificiale Parte I (1891)&#039;&#039;,traduzione di F.Guidi e M. Sperini, Società Editrice Andromeda&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari1</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Nikola_Tesla&amp;diff=6535</id>
		<title>Nikola Tesla</title>
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		<updated>2026-03-28T09:39:48Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari1: /* Approfondimenti tecnologici e scientifici */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{AI Slop}}&lt;br /&gt;
{{S}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Tessla.png|300px|miniatura|Nikola Tesla]]&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Nikola Tesla&#039;&#039;&#039; (in serbo: Никола Тесла; Smiljan, 10 luglio 1856 – New York, 7 gennaio 1943) è stato un inventore, fisico e ingegnere serbo-statunitense, tra i più visionari e influenti della storia della scienza moderna. Pioniere dell’elettromagnetismo e dell’ingegneria elettrica, i suoi contributi fondamentali – tra cui lo sviluppo della corrente alternata (AC), il motore a induzione e i primi esperimenti sulla trasmissione senza fili – hanno rivoluzionato la tecnologia del XX secolo e oltre.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Noto per la sua mente geniale e il carattere eccentrico, Tesla combinò un’intuizione scientifica straordinaria con un’immaginazione quasi futuristica, progettando sistemi che anticiparono la radio, i radar, i raggi X e persino concetti oggi attualissimi come la trasmissione di energia wireless. La sua rivalità con Thomas Edison nella “Guerra delle Correnti” e il controverso rapporto con investitori e colleghi ne segnarono la carriera, lasciandolo in difficoltà economiche nonostante le centinaia di brevetti depositati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oggi è celebrato non solo come uno dei più grandi inventori di tutti i tempi, ma anche come una figura quasi mitica, simbolo dello scienziato incompreso e dell’innovazione senza confini. La sua eredità vive nella pop culture, nella scienza e nella tecnologia, dal sistema elettrico globale ai progetti più avveniristici di energia libera.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Biografia ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Origine e primi anni ====&lt;br /&gt;
Nikola Tesla nacque il 10 luglio 1856 nel piccolo villaggio di Smiljan, allora parte dell&#039;Impero austro-ungarico e oggi situato in Croazia. Suo padre, Milutin Tesla, di etnia serba, era un prete ortodosso, mentre sua madre, Georgina Mandić, possedeva un talento straordinario per le invenzioni e migliorava costantemente oggetti di uso quotidiano. Questa capacità fu senza dubbio trasmessa da lei al figlio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La famiglia di Tesla crebbe cinque figli. Nikola e suo fratello maggiore Dane si distinsero per la loro curiosità e le loro rare capacità. Sebbene fin dall&#039;infanzia Nikola stupisse chi lo circondava con la memoria fenomenale ereditata dalla madre, egli ammise che fu Dane, morto durante l&#039;infanzia, il vero genio della famiglia, mentre lui stesso, nonostante tutti i suoi sforzi, sembrava sempre mediocre in confronto al fratello scomparso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Durante gli anni scolastici, si concentrò sullo studio della matematica, del tedesco — lingua ufficiale dell&#039;Austria-Ungheria — e della religione, poiché il padre sperava che il figlio seguisse le sue orme diventando a sua volta prete. Tuttavia, verso la fine del liceo, l&#039;interesse principale di Tesla divennero le scienze naturali. Nell&#039;autunno del 1870, il quattordicenne lasciò la casa dei genitori e si trasferì a Karlovac per frequentare la Higher Real School (equivalente a un liceo scientifico nel sistema educativo tedesco), dove poté concentrarsi sulle materie che più lo appassionavano: la fisica e la matematica. Il giovane talentuoso completò il programma quadriennale in soli tre anni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Educazione e primi passi nella scienza ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nikola Tesla studiò al Politecnico di Graz, uno dei due istituti di istruzione superiore politecnici dell&#039;epoca in Austria (l&#039;altro si trovava a Vienna). Qui si dedicò agli studi di ingegneria, affermandosi rapidamente non solo come uno studente eccezionalmente dotato, ma anche come estremamente diligente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sua dedizione agli studi suscitò persino preoccupazione tra i docenti, i quali — come seppe in seguito — scrissero ai genitori esprimendo timore che il figlio si stesse sovraccaricando di lavoro. E non era un&#039;esagerazione: durante il primo anno universitario, Nikola dormiva solo quattro ore al giorno, dedicando tutto il suo tempo allo studio senza concedersi riposo né nei giorni festivi né la domenica. Alla fine dell&#039;anno, questa ossessione diede i suoi frutti: superò brillantemente tutti gli esami, non solo nelle materie obbligatorie ma anche in quelle opzionali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tuttavia, neppure una persona dalle capacità fenomenali come Tesla avrebbe potuto reggere a lungo un tale ritmo. Giunto al termine del secondo anno, dopo aver vanificato i successi precedenti, perse la borsa di studio e… si avvicinò al gioco d’azzardo. Questa scelta rischiò di costargli la carriera: perse tutti i soldi destinati alla sua istruzione e, inoltre, smise completamente di dedicarsi agli studi. Di conseguenza, Tesla non si presentò agli esami finali e non ottenne mai la laurea.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel gennaio 1880, la famiglia lo aiutò a trasferirsi a Praga per studiare filosofia. Sfortunatamente, arrivò quando l&#039;anno accademico era già iniziato e non fece in tempo a sostenere i test di ammissione; frequentò comunque le lezioni per alcuni mesi come studente libero. Tuttavia, a causa della sua insufficiente conoscenza del ceco e del greco antico, materie obbligatorie per il corso di studi, non poté iscriversi ufficialmente all&#039;Università di Praga.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1881, il venticinquenne Tesla trovò lavoro come ingegnere presso la Compagnia Telefonica Centrale di Budapest. In seguito per perseguire un maggiore sviluppo si trasferì a Parigi dove trovò lavoro come tirocinante alla filiale della «Continental Edison» — l&#039;azienda di Thomas Edison in Francia — dove, tra l&#039;altro, partecipò alla realizzazione di un impianto di illuminazione stradale a Parigi. Nel frattempo un sistema di alimentazione e illuminazione a corrente continua sviluppato da Edison ha subito un incidente catastrofico in una stazione ferroviaria di Strasburgo, in Germania. L&#039;interruttore di lancio del sistema ha causato un&#039;esplosione, distruggendo un muro della rimessa dei treni. A Tesla, che parlava tedesco, fu ordinato di occuparsi del problema. I dirigenti dell&#039;azienda promisero un generoso bonus di 25.000 dollari se il problema fosse stato risolto. Grazie agli sforzi di Tesla, il problema fu risolto senza intoppi e, nel processo, costruì anche il primo modello di motore a induzione.Tuttavia, quando Tesla tornò a Parigi, l&#039;azienda si rifiutò di pagare il bonus promesso in precedenza, cosa che lo deluse e portò alle sue dimissioni. Poco dopo, il direttore generale della filiale, Charles Bachelot, scrisse una lettera di raccomandazione raccomandando vivamente a Tesla di svilupparsi negli Stati Uniti. La lettera di raccomandazione era indirizzata al famoso inventore e imprenditore Thomas Edison e conteneva la seguente frase: “Conosco due grandi persone, una sei tu e l&#039;altra è questo giovane”&amp;lt;ref&amp;gt;The Nikola Tesla Museum Archive (Belgrado, Serbia).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[L&#039;archivio conserva documenti originali, tra cui la lettera di raccomandazione di Charles Batchelor (non Bachelot) a Thomas Edison, con la famosa frase &amp;quot;Conosco due grandi uomini, uno siete voi e l&#039;altro è questo giovane&amp;quot;. La lettera è spesso riprodotta in libri e mostre].&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Il trasferimento in America e i rapporti con Edison ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tesla arrivò a New York nella primavera del 1884. Sebbene Edison apprezzasse il suo talento e la sua ossessione per il lavoro — in questo i due erano simili —, la loro collaborazione durò poco più di sei mesi. Ben presto emersero divergenze su come alimentare esattamente le lampade per l&#039;illuminazione stradale di Manhattan: Edison sosteneva l&#039;uso della corrente continua (CC), che riteneva più sicura, mentre Tesla vedeva il futuro nella corrente alternata (CA).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È probabile che alla base del loro disaccordo vi fosse anche una differenza negli approcci alla realizzazione dei progetti tecnologici. Edison privilegiava ciò che, in termini moderni, potremmo definire l’aspetto commerciale e di marketing, mentre per Tesla contava soprattutto la ricerca scientifica in sé.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo aver lasciato l’impresa di Edison, Tesla decise di avviare una propria attività. Trovò sostegno in George Westinghouse, un industriale e ingegnere americano che aveva osservato come la corrente continua subisse significative perdite di energia durante la trasmissione attraverso i cavi. Il confronto tra Edison e Westinghouse su questo tema passò alla storia con il nome di «Guerra delle correnti», seguita con grande attenzione in tutto il paese.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tesla aveva bisogno di una propria azienda per realizzare le sue innovative idee, indipendentemente dalle controversie in corso. Tuttavia, la creazione dell’impresa richiedeva investitori, che non fu facile trovare subito. I primi tentativi di avviare un’attività non ebbero successo, ma nel 1886 due facoltosi newyorkesi, Alfred Brown e Charles Peck, offrirono a Tesla un laboratorio a New York e finanziarono la nascita della società &#039;&#039;&#039;Tesla Electric Light &amp;amp; Manufacturing&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Già nel primo anno di attività, l’azienda realizzò un motore a induzione funzionante a corrente alternata. Il successo fu favorito dal fatto che Tesla poté dedicarsi interamente alla ricerca scientifica, mentre i due soci si occupavano degli aspetti commerciali e della promozione sul mercato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Realizzazioni scientifiche e invenzioni di Tesla ====&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Motore a induzione CA&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un motore sviluppato in un laboratorio di New York rivoluzionò il campo dell&#039;ingegneria elettrica. Il suo principio di funzionamento si basa sull&#039;azione di un campo magnetico rotante, fenomeno descritto indipendentemente da Tesla e dal fisico italiano Galileo Ferraris, che nello stesso periodo conduceva studi analoghi&amp;lt;ref&amp;gt;Ferraris, G. (1888). &amp;quot;Rotazioni elettrodinamiche prodotte per mezzo di correnti alternate&amp;quot;. Atti dell&#039;Accademia delle Scienze di Torino.&lt;br /&gt;
Studio parallelo sul campo magnetico rotante.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il funzionamento di questo tipo di motore è concettualmente semplice: la corrente alternata negli avvolgimenti della parte fissa del motore (statore) interagisce con la corrente presente negli avvolgimenti della parte mobile (rotore), inducendo la rotazione di quest&#039;ultima e convertendo così l&#039;energia elettrica in energia meccanica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Grazie alla sua struttura semplice, al costo contenuto e all&#039;elevata efficienza energetica, i motori a induzione conquistarono rapidamente una vasta diffusione. Furono questi motori ad azionare i primi ascensori, tram, convogli della metropolitana e filobus. Anche oggi i motori a corrente alternata trovano applicazione, sebbene in misura minore rispetto al passato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Trasferimento di energia wireless&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tesla era convinto che l&#039;energia potesse essere trasmessa senza fili, sfruttando esclusivamente campi magnetici. Nel 1891 compì un decisivo passo avanti in questa direzione: inventò la cosiddetta &#039;&#039;&#039;bobina di Tesla&#039;&#039;&#039; — il primo dispositivo al mondo in grado di trasmettere elettricità senza bisogno di cablaggi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla fine del XIX secolo, nel tentativo di dare forma concreta a questa visione, condusse una serie di esperimenti che culminarono nella progettazione della Torre di Wardenclyffe, nota anche come &#039;&#039;&#039;torre Tesla&#039;&#039;&#039;. La struttura fu costruita tra il 1901 e il 1902 a Long Island. La torre prese il nome dal banchiere James S. Warden, che acquistò il terreno e lo mise a disposizione per il progetto di Tesla. Oltre a Warden, parteciparono attivamente al finanziamento dell’impresa altri illustri personaggi, come il banchiere John Pierpont Morgan e l’imprenditore-scrittore John Jacob Astor.&lt;br /&gt;
Oltre a dimostrare i progressi di Tesla nella trasmissione di energia senza fili, la torre avrebbe dovuto assolvere anche a una funzione pratica: garantire telecomunicazioni wireless, radiodiffusione e comunicazioni telefoniche transatlantiche.&lt;br /&gt;
Tuttavia, il rivale di Tesla, il fisico italiano Guglielmo Marconi, riuscì a precederlo, essendo il primo a sviluppare una tecnologia analoga. Di conseguenza, gli investitori, tra cui John Morgan, ritirarono i finanziamenti. Il progetto di Tesla, privo di sostegno economico, fu costretto a chiudere nel 1906.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La torre venne infine demolita nel 1917, ma le idee di Tesla contribuirono significativamente allo sviluppo successivo delle tecnologie di trasmissione senza fili. La bobina di Tesla trovò applicazione in dispositivi telegrafici avanzati dotati di antenne, e ancora oggi una versione modificata di questa invenzione è utilizzata nella tecnologia radiofonica e televisiva.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Comunicazioni radio, telecomando e altri sviluppi&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1894 — un anno prima della scoperta di Wilhelm Röntgen — Tesla iniziò a sperimentare quelli che in seguito sarebbero diventati noti come raggi X. Utilizzò tubi a vuoto e scariche ad alta tensione per studiare i fenomeni legati alle radiazioni. Osservò che questi raggi erano in grado di penetrare alcuni materiali e di imprimersi sulle lastre fotografiche. Tuttavia, Tesla non fece in tempo a pubblicare i suoi risultati: nel 1895 il suo laboratorio di New York andò a fuoco, distruggendo documenti e attrezzature.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1901, lo scienziato italiano Guglielmo Marconi trasmise per la prima volta un segnale radio dall&#039;Inghilterra al Canada&amp;lt;ref&amp;gt;Marconi, G. (1901). &amp;quot;Telegrafia senza fili attraverso l&#039;Atlantico&amp;quot;. Proceedings of the Royal Society.&lt;br /&gt;
Contesto sulla rivalità con Marconi.&amp;lt;/ref&amp;gt;. Questo successo gli valse la fama di inventore della radio e provocò grande risentimento in Tesla, il quale sostenne che Marconi aveva utilizzato illegalmente i suoi brevetti sulla segnalazione senza fili. Sebbene inizialmente l&#039;ufficio brevetti statunitense avesse dato ragione a Tesla, nel 1904 concesse a Marconi il brevetto per l&#039;invenzione della radio, un evento che acuì ulteriormente il risentimento dello scienziato serbo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In realtà, entrambi i ricercatori, così come il fisico russo Aleksandr Popov, contribuirono allo sviluppo delle tecnologie di trasmissione radiofonica. La portata di questi contributi è attestata, da un lato, dal Premio Nobel assegnato a Marconi nel 1909, e dall&#039;altro, dal riconoscimento della priorità dei brevetti di Tesla da parte della Corte Suprema degli Stati Uniti nel 1943&amp;lt;ref&amp;gt;Supreme Court of the United States (1943). Case No. 369: Tesla vs. Marconi.&lt;br /&gt;
Sentenza sul brevetto radiofonico.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tesla utilizzò le stesse onde radio per realizzare una barca radiocomandata. All&#039;interno dello scafo in ferro erano nascosti una batteria e motori elettrici, mentre sulla superficie erano installate le antenne. Il pubblico di New York assistette con meraviglia alla dimostrazione di questa straordinaria invenzione durante l&#039;esposizione elettrica al Madison Square Garden nel 1898, dove Tesla, stando di fronte a un pannello di controllo fisso, manovrò personalmente la barca immersa in una piccola piscina.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Declino e ultimi anni (1901–1943) ====&lt;br /&gt;
Dopo il fallimento di Wardenclyffe, Tesla cadde in disgrazia finanziaria. Continuò a depositare brevetti (come la &amp;quot;turbina senza pale&amp;quot; nel 1913) e a teorizzare su armi a energia diretta (&amp;quot;raggio della pace&amp;quot;) e energia libera, ma senza successo commerciale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Negli anni ’30, visse in solitudine al New Yorker Hotel, dove morì il 7 gennaio 1943, povero e dimenticato. Il governo USA sequestrò i suoi appunti, alcuni ancora classificati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Eredità e riconoscimenti postumi ====&lt;br /&gt;
Tesla è oggi celebrato come:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Padre della corrente alternata&#039;&#039;&#039; (fondamentale per la rete elettrica mondiale).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Precursore della radio, radar e telecomunicazioni&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Icona pop&#039;&#039;&#039; (compare in film, fumetti e come nome dell’azienda di Elon Musk).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Simbolo dell’innovatore visionario&#039;&#039;&#039;, con oltre &#039;&#039;&#039;300 brevetti&#039;&#039;&#039; e teorie ancora studiate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel &#039;&#039;&#039;1960&#039;&#039;&#039;, il suo nome fu assegnato all’unità di misura dell’&#039;&#039;&#039;induzione magnetica (T)&#039;&#039;&#039; nel Sistema Internazionale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Pensiero ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nikola Tesla aveva una visione della realtà profondamente olistica, in cui scienza, intuizione e spiritualità si fondevano in un unico flusso di conoscenza. Per lui, l’universo non era un meccanismo freddo e deterministico, ma un organismo vivente permeato da energie vibranti e interconnesse, dove anche corpi distanti sono legati da legami indissolubili. La sua ricerca non si limitava alla mera applicazione tecnica: era un tentativo di decifrare il linguaggio nascosto della natura.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tesla non seguiva la procedura scientifica tradizionale, basata su ipotesi e verifiche sperimentali in sequenza. Piuttosto, lavorava per &#039;&#039;&#039;visioni improvvise&#039;&#039;&#039;, lampi di comprensione che gli si presentavano con una chiarezza quasi allucinatoria. Queste intuizioni, come lui stesso raccontava, erano così vivide da permettergli di &amp;quot;vedere&amp;quot; i dispositivi già funzionanti nella sua mente, prima ancora di costruirli. Non disegnava progetti su carta: sperimentava direttamente nell’immaginazione, dove macchine e campi di forza prendevano forma con precisione chirurgica. Solo in un secondo momento trasferiva quelle visioni nel mondo materiale, spesso senza nemmeno commettere errori. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per Nikola Tesla, una determinata legge si manifestava sempre in modo spontaneo sotto forma di un&#039;immagine geometrica. Solo in una fase successiva del processo di scoperta si giungeva alla comprensione del [[principio]] e alla sua interpretazione fisica. Seguiva poi l&#039;aritmeticizzazione della legge e la definizione delle proprietà tecniche dei materiali più idonei a tradurla in un modello fisico funzionante. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tesla, basandosi sulla propria esperienza inventiva, era convinto che questo &amp;quot;lavoro&amp;quot; fosse compiuto dalle leggi naturali stesse, e non dalle strutture materiali. Con l&#039;espressione &#039;&#039;&#039;&amp;quot;lavoro di scoperta&amp;quot;&#039;&#039;&#039; si riferiva essenzialmente alla lotta per la purificazione mentale: un processo di astrazione dai pensieri secondari e dai contenuti sensoriali appesantiti da dettagli superflui, i quali offuscano la chiarezza dell&#039;immagine primaria e rendono difficile cogliere le vere relazioni tra gli elementi geometrici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La comprensione di un principio si considerava completa, e il principio stesso pronto per l&#039;applicazione, solo quando si raggiungeva una corrispondenza univoca tra gli elementi matematici e quelli fisici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sebbene era ottimista agli inizi del XX secolo sul fatto che era possibile sognar un futuro di abbondanza energetica e connessione globale,con il tempo si rese conto che la stessa tecnologia potesse diventare un’arma nelle mani sbagliate. Il suo famoso &amp;quot;raggio della morte&amp;quot; non era solo un’invenzione controversa, ma il simbolo di un dilemma etico: come controllare forze che, una volta scoperte, potevano distruggere o redimere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo senso, Tesla era un ponte tra due epoche. Da scienziato ottocentesco, cercava leggi universali; da profeta moderno, anticipava i pericoli di un progresso senza saggezza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il Ritmo Universale: Vita, Movimento e Forza ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La visione della realtà di Tesla  fu molto influenzata dalle letture del filosofo Herbart Spencer che concepiva la vita come  come  &#039;&#039;&#039;movimento&#039;&#039;&#039; e come &#039;&#039;&#039;manifestazione di un ritmo universale&#039;&#039;&#039;  — un flusso perpetuo governato però da leggi immutabili. Questo perchè ovunque esista vita, esiste una &#039;&#039;&#039;massa&#039;&#039;&#039; mossa da una &#039;&#039;&#039;forza&#039;&#039;&#039;, e questa dinamica universale obbedisce a un principio fondamentale: &#039;&#039;&#039;l’inerzia della materia e la persistenza dell’energia&#039;&#039;&#039;. &amp;quot;A causa di questa proprietà e condizione universale, un corpo, sia esso a riposo o in movimento, tende a rimanere nello stesso stato, e una forza, che si manifesta ovunque e attraverso qualsiasi causa, produce una forza opposta equivalente, e come assoluta necessità  ne consegue che ogni movimento in natura deve essere ritmico&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;https://web.archive.org/web/20090216144123/http://tfcbooks.com/tesla/1900-06-00.htm&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa  armonia nascosta la si coglie  ovunque si volge lo sguardo — nel moto dei pianeti, nel flusso e riflusso delle maree, nelle oscillazioni di un pendolo, nelle vibrazioni dell’aria, o persino nelle pulsazioni di una corrente elettrica — si trova  stesso principio all&#039;opera. Ma è forse nella vita organica che questa legge si manifesta con maggiore evidenza. La nascita, la crescita, il declino e la morte di un individuo, di una famiglia, di un’intera civiltà non sono che fasi di un ciclo eterno, come onde che salgono e si infrangono nel grande oceano dell’esistenza. Ogni movimento, ogni trasformazione, obbedisce a questa cadenza universale, che si ripete in scale diverse — dal battito di un cuore alla rotazione di una galassia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Approfondimenti tecnologici e scientifici ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Wardenclyffe Tower e il sogno dell’energia wireless ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All&#039;inizio del Novecento, Nikola Tesla pubblicò un articolo intitolato &#039;&#039;&#039;&amp;quot;The Problem of Increasing Human Energy&amp;quot;&#039;&#039;&#039; (&amp;quot;Il problema dell&#039;aumento dell&#039;energia umana&amp;quot;), che attirò l&#039;attenzione del magnate finanziario John Pierpont Morgan.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel febbraio del 1901 gli scrisse per illustrargli un progetto che avrebbe cambiato le telecomunicazioni mondiali. Il 6 marzo Morgan firmò un contratto da 150.000 dollari, cedendo a Tesla i fondi in cambio del 51% dei brevetti derivanti dal progetto. Tesla acquistò 200 acri di terreno a Shoreham, Long Island, in una comunità chiamata Wardenclyffe, e cominciò a costruire. La torre raggiunse i 57 metri fuori terra e scese per altri 36 sottoterra, con una cupola metallica da 55 tonnellate in cima progettata per ionizzare l’atmosfera e trasmettere segnali in tutto il mondo. L’architetto era Stanford White, lo stesso della Madison Square Garden. Vediamo come si è arrivati alla torre di Tesla.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Il Meccanismo Scientifico ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tesla basò il progetto su due principi fisici:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===== A. Trasmissione di Energia via Terra e Ionosfera =====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
# &#039;&#039;&#039;Risonanza terrestre&#039;&#039;&#039;: Tesla credeva che la Terra avesse una &#039;&#039;&#039;frequenza di risonanza elettrica&#039;&#039;&#039; (oggi nota come &#039;&#039;&#039;Risonanza Schumann&#039;&#039;&#039;, ~7.83 Hz).&lt;br /&gt;
# &#039;&#039;&#039;Conduttività del suolo e dell’aria&#039;&#039;&#039;:&lt;br /&gt;
#* [[File:Wanderclyffe.png|miniatura]]La torre avrebbe inviato &#039;&#039;&#039;onde elettromagnetiche a bassa frequenza (ELF/VLF)&#039;&#039;&#039; attraverso il terreno, sfruttando la conducibilità naturale della Terra.&lt;br /&gt;
#* L’energia sarebbe stata &amp;quot;captata&amp;quot; da ricevitori a distanza, sintonizzati sulla stessa frequenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===== B. La Bobina di Tesla Magnificata =====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Torre di Wardenclyffe non era altro che una gigantesca evoluzione della celebre bobina di Tesla: un trasformatore risonante capace di generare tensioni altissime a frequenze specifiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La struttura nascondeva sotto terra un elemento fondamentale: un pozzo profondo circa 90 metri (300 piedi) che raggiungeva strati acquiferi. L’acqua, migliore conduttore rispetto al terreno asciutto, avrebbe facilitato l’iniezione delle onde elettriche nella Terra, migliorando la trasmissione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In cima alla torre, alta circa 57 metri, si trovava un grande elettrodo sferico in rame. Questo elemento aveva il compito di accumulare e rilasciare cariche elettriche ad altissimo voltaggio(si parla di milioni di volt)generando spettacolari scariche elettriche. Alla base dell’impianto operava un generatore da circa 200 kW, alimentato dalla centrale elettrica locale, che forniva l’energia iniziale da amplificare attraverso il sistema risonante.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel suo insieme, il progetto funzionava come una sorta di “WiFi planetario”: non per trasmettere dati, come facciamo oggi con router e antenne, ma per distribuire energia elettrica su scala globale. L’idea era che ogni punto del pianeta potesse diventare, potenzialmente, un punto di accesso all’energia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Come Fu Costruita? ====&lt;br /&gt;
Tesla assunse l’architetto Stanford White per la struttura in legno e acciaio(con l&#039;utilizzo di circa 50000 bulloni).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il cuore del progetto era la torre, una struttura a traliccio alta e slanciata. Alla base si trovava un’enorme bobina,parte del sistema di trasmissione, mentre in cima era collocato un grande elettrodo sferico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sotto la torre venne scavato un profondo pozzo: secondo Tesla, questo elemento era fondamentale perché avrebbe dovuto “collegarsi” elettricamente al terreno, trasformando la Terra stessa in un conduttore attraverso cui far viaggiare l’energia. L’idea era quella di sfruttare le proprietà elettriche del pianeta per distribuire corrente su lunghe distanze senza fili. Accanto alla torre sorse poi un edificio in mattoni che fungeva da laboratorio. Qui erano installati generatori, trasformatori e strumenti di misura sofisticati per l’epoca. In questo spazio Tesla conduceva esperimenti sulle alte frequenze e sulle altissime tensioni necessarie per il funzionamento del sistema.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il laboratorio rappresentava il centro operativo del progetto: era lì che l’energia veniva prodotta, trasformata e preparata per essere inviata alla torre.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il progetto non si limitava alla trasmissione di energia. Tesla immaginava un sistema capace di inviare anche segnali e messaggi a grandi distanze, verso navi in mare o città lontane. Per questo motivo, la torre può essere considerata un’antenata delle moderne stazioni radio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il trasmettitore progettato da Tesla avrebbe trasformato l’energia elettrica in una gigantesca [[onda portante]], capace di trasportare informazioni e,nelle sue intenzioni, potenza elettrica utilizzabile a distanza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Perché Fallì? ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inizialmente, il progetto della torre aveva ottenuto il sostegno finanziario del potente banchiere J. P. Morgan. Morgan era interessato soprattutto allo sviluppo di un sistema di comunicazione senza fili che potesse competere con le tecnologie emergenti dell’epoca. Tuttavia, nel 1904, il finanziatore si ritirò quando comprese che l’obiettivo di Tesla andava ben oltre la semplice trasmissione di segnali radio: lo scienziato ambiva a distribuire energia elettrica gratuitamente su scala globale. Un simile progetto, privo di un modello economico basato sulla vendita dell’energia, appariva poco sostenibile dal punto di vista imprenditoriale. Senza la prospettiva di un ritorno economico, Morgan interruppe i finanziamenti, lasciando Tesla senza il principale sostegno finanziario.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Parallelamente, il progetto incontrò anche un forte scetticismo scientifico. Fisici come Heinrich Hertz avevano dimostrato l’esistenza delle onde elettromagnetiche, e inventori come Guglielmo Marconi stavano già applicando con successo le cosiddette onde hertziane per sviluppare sistemi radio più concreti e funzionali. Le idee di Tesla, basate sulla trasmissione globale di energia attraverso la Terra e l’atmosfera, apparivano a molti colleghi troppo ambiziose e poco dimostrabili. Nel confronto con le soluzioni più pratiche di Marconi, che riusciva a ottenere risultati immediati e commercialmente sfruttabili, il progetto di Wardenclyffe perse ulteriore credibilità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Privato dei finanziamenti e incapace di trovare nuovi investitori, Tesla andò incontro a un progressivo crollo finanziario. La costruzione della torre si fermò e, nel 1917, la struttura fu demolita per contribuire a saldare parte dei debiti accumulati. Quello che doveva essere il simbolo di una nuova era energetica si trasformò così in un progetto incompiuto, segnando profondamente la carriera e la vita personale dello scienziato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Attorno alla demolizione della torre è nata anche una teoria controversa, secondo cui l’industria petrolifera avrebbe avuto un ruolo decisivo nell’affossare il progetto. Secondo questa ipotesi, le grandi compagnie energetiche avrebbero visto nella trasmissione gratuita di energia una minaccia diretta ai propri interessi economici e avrebbero quindi agito per impedire la realizzazione del sistema di Tesla, così da preservare il proprio predominio nel settore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A sostegno di questa tesi viene spesso citata la situazione personale dello scienziato negli anni successivi: Tesla visse per molto tempo in alberghi di New York, pur non disponendo apparentemente di entrate stabili. Poiché aveva investito gran parte dei suoi guadagni nei propri esperimenti, alcuni interpretano questa circostanza come un possibile indizio di un sostegno economico occulto o di un “debito di riconoscenza” da parte di ambienti interessati a mantenere il suo silenzio o a evitare ulteriori sviluppi delle sue ricerche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tuttavia, questa rimane un’ipotesi priva di prove storiche definitive. Le cause documentate del fallimento di Wardenclyffe restano principalmente di natura economica e tecnica: mancanza di fondi, concorrenza tecnologica più efficace e difficoltà nel dimostrare concretamente la fattibilità del progetto&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Era Realizzabile? Le Verità della Scienza Moderna ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oggi l’idea della trasmissione di energia senza fili, che era al centro delle ambiziose visioni di Nikola Tesla, non è del tutto scomparsa. Tuttavia, ha trovato applicazione in forme molto più limitate e controllate rispetto al progetto originario di una distribuzione globale di elettricità.Attualmente esistono tecnologie di trasmissione di energia senza fili, ma operano su scala ridotta e su distanze molto brevi. L’esempio più comune è la ricarica a induzione per smartphone, smartwatch o spazzolini elettrici. In questi dispositivi l’energia viene trasferita attraverso un campo elettromagnetico tra due bobine poste a breve distanza. Il principio è simile a quello studiato da Tesla, basato sull’induzione elettromagnetica e sulla risonanza, ma applicato in modo estremamente controllato per evitare dispersioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tesla era convinto poi che la Terra potesse comportarsi come un grande conduttore naturale, capace di trasportare energia in modo dinamico attraverso il suolo e l’atmosfera. Secondo la sua visione, sfruttando determinate frequenze di risonanza, sarebbe stato possibile trasmettere elettricità su scala planetaria con perdite minime.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le teorie scientifiche ufficiali, tuttavia, descrivono la Terra non come un conduttore perfetto, ma come un mezzo con resistenza elettrica significativa. Ciò implica che, su lunghe distanze, una grande quantità di energia verrebbe dispersa sotto forma di calore. Le perdite renderebbero il sistema poco efficiente e difficilmente sostenibile dal punto di vista tecnico ed economico. In altre parole,secondo le teorie ufficiali il problema non è tanto la possibilità teorica della trasmissione, quanto la sua efficienza su scala globale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nonostante il fallimento del progetto di trasmissione mondiale dell’energia, alcune intuizioni di Tesla hanno trovato applicazioni indirette. Il principio della risonanza, per esempio, è oggi utilizzato nelle comunicazioni a bassissima frequenza (VLF), impiegate soprattutto per comunicare con i sottomarini. Le onde VLF possono penetrare nell’acqua marina più efficacemente rispetto ad altre frequenze radio, rendendo possibile la trasmissione di segnali anche in ambienti difficili.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre, lo studio delle scariche elettriche atmosferiche, come i fulmini, ha beneficiato di ricerche sulle proprietà elettriche della Terra e dell’atmosfera, ambiti che Tesla aveva esplorato con grande interesse. Sebbene le sue conclusioni non coincidano sempre con le teorie accettate oggi, il suo approccio visionario ha contribuito ad ampliare il campo delle indagini scientifiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La sua teoria dell&#039;energia ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In occasione del suo 79° compleanno, nel 1938 — appena cinque anni prima della morte — Tesla annunciò di aver elaborato una &#039;&#039;&#039;teoria dinamica della gravità&#039;&#039;&#039; e dell’energia cosmica spiegando così da dove deriverebbe l&#039;energia presente sulla Terra. Secondo questa teoria, l’energia presente sulla Terra deriverebbe dal &#039;&#039;&#039;moto del pianeta attraverso lo spazio&#039;&#039;&#039;: il movimento genererebbe un pianeta carico che varia le forze elettrostatiche presenti (in modo tale che esse diminuiscono di intensità), trasformando l’energia in una forma sempre più dinamica e in costante aumento. In questa teoria spiega anche che i moti meccanici sarebbero prodotti da una forza [[Elettrostatica]] diversa  che agisce attraverso un mezzo gassoso,eccitata da rapidi cambiamenti di potenziale elettrico. Secondo tale modello, producendo &#039;&#039;&#039;enormi stress elettrostatici&#039;&#039;&#039; in questo mezzo e variandone rapidamente l&#039;intensità, sarebbe possibile muovere un corpo attraverso il pianeta &#039;&#039;&#039;senza ricorrere ad altre forze convenzionali&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per Tesla, lo studio della natura e delle forze che la governano fu sempre fondamentale. Egli concepiva l’[[Universo]] come &#039;&#039;&#039;un immenso sistema meccanico&#039;&#039;&#039;, impregnato di &#039;&#039;&#039;energia infinita&#039;&#039;&#039;, in cui elettricità e [[Magnetismo]] rappresentavano le manifestazioni più affascinanti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La loro &#039;&#039;&#039;duale natura&#039;&#039;&#039; – con fenomeni di attrazione, repulsione e rotazione – rivelava una &#039;&#039;&#039;sintesi unica tra le forze fondamentali&#039;&#039;&#039;, un mistero che alimentò costantemente la sua curiosità e la sua ricerca.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare, Tesla teorizzò una  &#039;&#039;&#039;equivalenza&#039;&#039;&#039; tra l&#039;elettricità e l’[[Etere]]:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L’elettricità statica&#039;&#039;&#039; era per lui il risultato di &#039;&#039;&#039;un etere in stato di tensione&#039;&#039;&#039;, quasi &amp;quot;solidificato&amp;quot; in un equilibrio carico di potenziale.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L’elettricità dinamica&#039;&#039;&#039; (corrente) derivava invece da &#039;&#039;&#039;un etere in movimento&#039;&#039;&#039;, un fluido cosmico che trasportava energia attraverso vibrazioni e onde.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tesla derivò l&#039;equivalenza tra elettricità ed etere dall&#039;osservazione dei fenomeni elettromagnetici e ragionando sul fatto che entrambi si comportavano come fluidi incompressibili - privi di densità - le cui variazioni si manifestavano esclusivamente come stati di tensione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tuttavia l&#039;elettricità diventava veramente etere solo quando era associato a della materia. In particolare,quando l&#039;elettricità si legava a una molecola, generava una &#039;&#039;&#039;carica elettrostatica&#039;&#039;&#039;, che poteva essere interpretata come &#039;&#039;&#039;etere localizzato,&#039;&#039;&#039; una interazione che dimostrava che l&#039;elettricità era coinvolta nei fenomeni molecolari. Tesla concordava con i modelli atomici del suo tempo, che prevedevano &#039;&#039;&#039;orbite elettroniche&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;rotazioni molecolari&#039;&#039;&#039;. Secondo lui la rotazione delle molecole generava &#039;&#039;&#039;tensioni nell&#039;etere&#039;&#039;&#039;, che si manifestavano come forze elettrostatiche. Queste tensioni producevano &#039;&#039;&#039;effetti elettromagnetici&#039;&#039;&#039; e, in alcuni casi, &#039;&#039;&#039;magnetismo permanente&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In altre parole, Tesla vedeva tutti i fenomeni elettrici, magnetici ed elettrostatici come il risultato di &#039;&#039;&#039;forze elettrostatiche molecolari.&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Gravità causata da un dislocamento magnetico ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le teorie di Tesla riguardo alla natura della gravità anticiparono alcuni concetti che oggi trovano piena comprensione nella teoria dell&#039;[[Universo elettrico]], il che lo rende a tutti gli effetti un precursore di queste idee. La sua visione dell&#039;[[universo]], sebbene lo immaginasse infinito e senza confini, lo raffigurava come un immenso tubo a vuoto dove agivano potenti pressioni elettriche arrivando anche a paragonare il Sole e le stelle a colossali elettrodi cosmici&amp;lt;ref&amp;gt;Tesla sosteneva che questa fosse la vera origine dei raggi cosmici, non accettando la teoria dominante che li attribuiva a semplici elettroni&amp;lt;/ref&amp;gt;. Questo sistema dinamico in equilibrio è alimentato dal moto perpetuo della materia e dal cambio tra forze più grandi e più piccole. Quando la Terra si trova in uno stato di materia solida,muovendosi interagirebbe con l&#039; [[etere]]   generando un vento(simile all&#039;attrito in un fluido) dove differenze di potenzale elettrico creerebbero variazioni nel &#039;&#039;&#039;dislocamento elettromagnetico&#039;&#039;&#039; all&#039;interno della massa ed del vento dell&#039;etere. Questo meccanismo rappresenterebbe la causa fondamentale della gravità. Da un lato, il campo elettrico terrestre genererebbe un dislocamento magnetico nell&#039;etere, accumulando tale effetto all&#039;interno del proprio sistema di campo. Dall&#039;altro, si creerebbe un duplice dislocamento: tra la massa interna all&#039;etere e quella esterna ad esso. La forza gravitazionale emergerebbe proprio da questa differenza di dislocamento magnetico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Perdite di energia e leggi del moto elettrico ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se l&#039;universo abbonda di energia e la Terra rappresenta un immenso serbatoio elettrico, sorge spontanea una duplice domanda: da dove originano le dispersioni energetiche e perché il nostro pianeta si comporta come un conduttore imperfetto? Tesla, in particolare dopo l&#039;abbandono del progetto di trasmissione wireless di energia attraverso la Torre di Wardenclyffe, dedicò anni di riflessione a questo interrogativo. Giunse alla conclusione (anche con l&#039;aiuto di esperimenti) che l&#039;assorbimento atmosferico avesse un ruolo marginale, mentre identificò nelle radiazioni solari termiche (non nella componente luminosa) il principale fattore di dissipazione energetica. Secondo la sua teoria, questo fenomeno sarebbe riconducibile al processo di evaporazione dell&#039;acqua sul lato rivolto verso il Sole, che genererebbe un flusso radiativo superiore alla capacità di trasferimento delle cariche elettriche al suolo&amp;lt;ref&amp;gt;https://web.archive.org/web/20090102123139/http://www.tfcbooks.com/tesla/1912-07-06.htm&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il raggio della morte ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A partire dagli anni Trenta, Nikola Tesla iniziò a parlare di una nuova invenzione che, sebbene i giornali la ribattezzassero &amp;quot;raggio della morte&amp;quot;, egli preferiva chiamare &#039;&#039;&#039;Teleforce&#039;&#039;&#039; (forza a distanza). Si trattava di un&#039;arma futuristica, al confine tra realtà e leggenda, il cui principio si basava su:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Fasci di particelle cariche&#039;&#039;&#039; (probabilmente elettroni o ioni) accelerati ad altissima energia.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Un sistema di difesa antiaerea&#039;&#039;&#039; in grado di abbattere aerei a 400 km di distanza.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Un meccanismo di amplificazione energetica&#039;&#039;&#039;, sfruttando l’etere o campi elettrostatici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tesla sosteneva che il dispositivo potesse:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Distruggere eserciti e flotte in pochi secondi&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Essere usato per scopi difensivi&#039;&#039;&#039;, rendendo le guerre impossibili (&amp;quot;&#039;&#039;&#039;pace attraverso la deterrenza&#039;&#039;&#039;&amp;quot;).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sul fatto che sia effettivamente possibile realizzare un&#039;arma del genere la questione è dubbia anche perchè Tesla non lasciò mai pubblicamente progetti dettagliati e secondo molti esperti è impossibile (le perdite sarebbero maggiori dell&#039;energia in ingresso) tuttavia Tesla lavorò realmente al progetto  e ne parlò in un&#039;intervista al New York Times&amp;lt;ref&amp;gt;&amp;quot;Tesla, at 78, Bares New &#039;Death Beam&#039;&amp;quot; → &amp;lt;/ref&amp;gt; contattando diversi governi,in particolare quello americano e sovietico per ricevere finanziamenti e nonostante le critiche degli esperti  sia il governo americano che quello sovietico durante la guerra fredda dovrebbero aver realizzato progetti simili.&amp;lt;ref&amp;gt;&amp;quot;Electron Beam Weapons: A Technical History&amp;quot; (Air Force Systems Command, 1987)&amp;lt;/ref&amp;gt;&amp;lt;ref&amp;gt;Soviet Directed Energy Weapons&amp;quot; (Pavel Podvig, MIT, 2002)→ citati esperimenti a Sary Shagan (Kazakistan) con acceleratori di protoni&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nikola Tesla tentò ripetutamente di attirare l&#039;interesse delle autorità militari verso la sua innovativa arma, tuttavia, non riuscì a ottenere i finanziamenti sperati. Determinato a non abbandonare il progetto, l&#039;inventore preparò un dettagliato dossier tecnico completo di diagrammi e lo inviò a diverse potenze alleate, tra cui Usa,Francia,Regno Unito,Jugoslavia e Urss.&lt;br /&gt;
Nel 1983 emerse un articolo fondamentale, il primo a presentare un progetto concreto per un&#039;arma a energia diretta. Il Museo Tesla di Belgrado, dopo un&#039;attenta analisi, ne confermò l&#039;autenticità. Questo testo, intitolato &amp;quot;Nuova arte della proiezione di energia concentrata non dispersiva attraverso mezzi naturali&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;https://teslaresearch.jimdofree.com/death-ray/the-new-art-of-projecting-concentrated-non-dispersive-energy-through-natural-media-briefly-exposed-by-nikola-tesla-circa-may-16-1935/&amp;lt;/ref&amp;gt;, rappresenta l&#039;unico documento ufficialmente riconosciuto in cui Tesla descrisse dettagliatamente un&#039;arma basata su fasci di particelle.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra tutte le nazioni contattate, l&#039;Unione Sovietica dimostrò il maggiore interesse. Fonti documentali conservate negli archivi FBI&amp;lt;ref&amp;gt;https://vault.fbi.gov/nikola-tesla Parte 1, pagina 185: Menziona l&#039;accordo del 1935 e i dettagli tecnici del progetto e file 61-120: contiene rapporti sul trasferimento di tecnologia a potenze straniere&amp;lt;/ref&amp;gt; rivelano che:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Il 20 aprile 1935 Tesla sottopose il suo progetto all&#039;Amtorg Trading Corporation, un&#039;organizzazione commerciale sovietica con sede a New York, sospettata di fungere da copertura per l&#039;acquisizione di tecnologie militari&lt;br /&gt;
* Nel 1939, dopo alcuni test preliminari condotti in territorio sovietico, Tesla ricevette un compenso di 25.000 dollari (equivalente a circa 500.000 dollari odierni)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Tesla e Cartesio, similitudini e differenze nell&#039;idea dei vortici ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nonostante i secoli che separano Nikola Tesla da [[Cartesio]] e i loro differenti contesti scientifici, un&#039;analisi comparativa delle rispettive teorie rivela una serie di affascinanti similitudini strutturali e concettuali riguardanti l&#039;origine del mondo visibile. Tesla avanzò anche una teoria sullo stimolo esclusivamente esterno del pensiero e della memoria umani e, basandosi in parte su René Descartes, trasse conclusioni sull&#039;automatismo cosmico di tutte le attività soggettive umane e dell&#039;esistenza umana in generale.Ma poiché il risultato del lavoro automatico del cervello, proprio secondo l&#039;esperienza personale di Tesla, può essere creativo (ovvero la produzione di contenuti visivi precedentemente sconosciuti), per coerenza, egli sviluppa un&#039;ulteriore ipotesi sull&#039;effetto di feedback dei centri visivi del cervello sulla retina e vede in questo la causa della comparsa di immagini eidetiche delle sue invenzioni. Pertanto, il cervello umano, anche se stimolato a lavorare dall&#039;esterno, può comunque produrre costantemente nuovi contenuti, pensieri e immagini, poiché il numero di stimoli provenienti dall&#039;ambiente è illimitato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Entrambi i modelli rifiutano il concetto di &#039;&#039;actio in distans&#039;&#039; (azione a distanza) e l&#039;idea del vuoto assoluto, concependo l&#039;universo come un &#039;&#039;plenum&#039;&#039;, ossia un mezzo continuo e onnipervasivo. In questa visione condivisa, è un &#039;&#039;&#039;moto rotatorio&#039;&#039;&#039; a generare struttura e proprietà, trasformando uno stato indifferenziato della realtà – identificato da Cartesio come etere caotico e da Tesla come sostanza primordiale (o Akasha) – in uno stato organizzato e percepibile, ovvero l&#039;ordine cosmico e la materia densa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La differenza fondamentale risiede, tuttavia, nel ruolo del vortice:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Per &#039;&#039;&#039;Cartesio&#039;&#039;&#039;, il vortice ha una funzione principalmente &#039;&#039;&#039;organizzativa&#039;&#039;&#039; della materia preesistente.&lt;br /&gt;
* Per &#039;&#039;&#039;Tesla&#039;&#039;&#039;, i vortici sono &#039;&#039;&#039;infinitesimali e costitutivi&#039;&#039;&#039;: è la sostanza primordiale stessa, attraverso vortici di enorme velocità, a divenire materia densa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche nella concezione del divenire cosmico emergono analogie e distinzioni:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Cartesio delinea un &#039;&#039;&#039;ciclo cosmico&#039;&#039;&#039; in cui le stelle, opacizzandosi, possono trasformarsi in pianeti, un processo governato da leggi puramente meccaniche.&lt;br /&gt;
* Tesla, in modo simile ma con un lessico diverso, descrive un processo &#039;&#039;&#039;dinamico e reversibile&#039;&#039;&#039;: con l&#039;indebolimento della forza creatrice (il Prana), il movimento vorticoso cessa e &amp;quot;la materia scompare, tornando allo stato precedente di sostanza primordiale&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;Tesla, N. The Greatest Achievements of Man // Articoli . — Samara: Agni, 2008. — P. 180. — 584 p. — 2.000 copie — ISBN 978-5-89850-078-8.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In conclusione, entrambi i pensieri ricercano una spiegazione &#039;&#039;&#039;immanente e naturale&#039;&#039;&#039; per i fenomeni cosmici. Cartesio la individua in &#039;&#039;&#039;cause meccaniche&#039;&#039;&#039; quali l&#039;urto e la pressione, mentre Tesla la riconduce a &#039;&#039;&#039;cause dinamico-energetiche&#039;&#039;&#039;, dove forze creative e prevedibili agiscono sul mezzo primordiale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Idee politiche ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le opinioni politiche di Tesla non sono mai state esplicite in scritti ufficiali,tuttavia dopo la Rivoluzione d’Ottobre, l’[[URSS]] mostrò grande interesse per l&#039; energia libera e la trasmissione wireless&amp;lt;ref&amp;gt;Mitrokhin Archive (Cambridge University Press, 1999), Vol. II, pp. 112-114 e lettere tra Tesla e l&#039;ingegnere sovietico S. I. Vavilov (1931), conservate al Museo Nikola Tesla di Belgrado e l&#039; archivio Statale Russo di Storia Politico-Sociale (RGASPI), fondo 558&amp;lt;/ref&amp;gt;. Il governo sovietico era affascinato dall’idea di &#039;&#039;&#039;elettrificazione totale&#039;&#039;&#039; (piano GOELRO), ma preferì approcci più convenzionali rispetto alle visioni radicali di Tesla&amp;lt;ref&amp;gt; un&#039;articolo della pravda del 1928 &amp;quot;Беспроводная передача энергии: мечты и реальность&amp;quot; (&amp;quot;Trasmissione wireless dell&#039;energia: sogni e realtà&amp;quot;) fu critico verso le teorie di Tesla considerandole utopiche e senza basi industriali&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La sua idea del comunismo ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il dibattito sulle opinioni politiche di Nikola Tesla riguardo all&#039;Unione Sovietica e al socialismo si è arricchito nel 2017 con la pubblicazione del libro &#039;&#039;&#039;&amp;quot;I Can Explain a Lot&amp;quot;&#039;&#039;&#039;, un&#039;opera  che pretende di rivelare nuovi dettagli sulle convinzioni del grande inventore. Curato da &#039;&#039;&#039;Stevan Jovanović&#039;&#039;&#039;—un giornalista e lontano cugino di Tesla, con presunti legami familiari con &#039;&#039;&#039;Jovanka Broz (moglie di Tito)&#039;&#039;&#039;—il testo afferma di basarsi su documenti recuperati dagli archivi dell&#039;FBI. Sebbene non si possa essere certi sull&#039; attendibilità di queste informazioni rappresentano un valore storico notevole:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;«Mi pento spesso di aver scelto gli Stati Uniti invece della Russia. Allora non esisteva alcuna differenza fondamentale tra questi Paesi, ma ora l’Unione Sovietica è fondamentalmente diversa dal resto del mondo. I giornali dicono sciocchezze, ma le persone che sono state lì raccontano cose incredibili. Ciò che mi affascina di più è il sistema scientifico sovietico. Agli scienziati vengono forniti uno stipendio e delle condizioni di lavoro favorevoli, le loro menti sono libere dalle preoccupazioni della vita. Sono concentrati solo sul loro lavoro e nient&#039;altro. Quando sei finanziato dallo Stato, uno Stato socialista, e non da qualche riccone che può cambiare idea da un momento all&#039;altro, tutto è sicuro. Penso spesso che se fossi 15 o 20 anni più giovane andrei in Unione Sovietica. Ho avuto questa opportunità, ce l&#039;ho ancora, ma sono troppo vecchio per un cambiamento così drastico nella mia vita, e non posso lasciare il lavoro che ho iniziato, che potrebbe essere il più importante che abbia mai fatto.»&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;«Seguo da vicino la situazione in Russia. Ricavo le mie informazioni da testimoni oculari che hanno visitato il Paese, non da giornali che mentono senza sosta. Approvo la rivoluzione russa perché ha proclamato il principio dell&#039;onestà in un sesto della superficie terrestre. L’Unione Sovietica deve affrontare prove incredibili, ma il Paese è pronto a superarle. I russi sono fortunati: hanno il socialismo e Stalin, una società felice guidata da un leader saggio. Invidio i russi, e mi dispiace per i miei compatrioti che sono governati da un gruppo ristretto di persone.»&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;«Se potessi tornare indietro di mezzo secolo non ci penserei un secondo, andrei a Mosca e manderei Batchelor ed Edison all&#039;Inferno. Nella mia piccola biblioteca conservo in un posto ben visibile una raccolta di testi sulla Rivoluzione d&#039;Ottobre che mi ha regalato Skvirskij. Spesso riguardo la collezione e penso con simpatia al Paese che non posso visitare. La vecchiaia ha tanti vantaggi, ma anche due svantaggi: una cattiva salute e uno spirito debole che ti porta a pensare: &amp;quot;Non ce la farò mai&amp;quot;. Se avessi figli o nipoti, probabilmente, per la loro felicità, deciderei di andare in URSS con loro.»&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;«Non mi pento di nulla se va a beneficio del popolo sovietico. D’altro canto ho respinto categoricamente tutte le proposte di cooperazione avanzate dai tedeschi. Sono rimasto stupito dalla loro perseveranza, che non deriva dalla forza di carattere ma dalla caparbietà. So molto bene cosa rappresenta la Germania moderna. Basta ascoltare Albert Einstein e le sue ragioni per emigrare. Possiamo non essere d’accordo su questioni scientifiche, ma siamo d&#039;accordo in politica. Il patto tedesco-giapponese contro l’URSS desta preoccupazione, tuttavia sono convinto che nessuna potenza al mondo possa sconfiggere l’Unione Sovietica. Se non sono riusciti a rovesciare il nuovo regime di Mosca subito dopo la rivoluzione, non possono farlo nemmeno adesso.»&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;«Da vent’anni invio regolarmente le mie idee agli scienziati sovietici. Tuttavia, a parte le lettere di ringraziamento, non ho mai ricevuto una risposta concreta. È possibile che la leadership dell&#039;URSS sia impegnata, tra le altre cose, con l&#039;attuale stato di guerra, quindi non ci sono abbastanza risorse da dedicare alle mie proposte. È possibile che siano arrabbiati a causa dei miei dubbi sul piano di elettrificazione di Lenin. A quel tempo sembrava davvero impossibile che dopo la guerra mondiale, e poi quella civile, un Paese devastato come la Russia potesse costruire 30 potenti centrali idroelettriche in soli 10 anni. Più tardi ammisi di essermi sbagliato e chiesi a Skvirskij di consegnare personalmente la mia lettera di scuse a Stalin. Mi assicurò che andava tutto bene e disse: &amp;quot;Il piano era così fantastico che nemmeno Herbert Wells ci credeva&amp;quot;. Mi vergogno di non aver creduto al piano di Lenin allora. Ogni volta che qualcuno non crede nelle mie idee, ripenso al piano di elettrificazione di Lenin.»&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;«Le mie scoperte più significative sono state utilizzate principalmente dall&#039;industria militare. Non mi è mai piaciuto, perché sono per natura una persona pacifica e un avversario di qualsiasi guerra. Molti anni fa sono stato costretto a nascondermi dall&#039;arruolamento nell&#039;esercito austriaco. L&#039;ho fatto per principio, non per paura. Il solo pensiero dell&#039;omicidio mi disgusta. Solo situazioni di emergenza, come la difesa della madrepatria, potrebbero farmi prendere una pistola e sparare ad altre persone. Non mi è mai venuto in mente di difendere l’Austria-Ungheria, che ci ha oppresso per anni. Non mi vergogno di lavorare per il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. Prima o poi l’esercito americano dovrà affrontare Hitler, perché un tale bastardo può essere sconfitto solo dall’azione congiunta di un mondo unito. Sono convinto che presto scoppierà una nuova guerra mondiale e che a scatenarla saranno i tedeschi, proprio come l&#039;ultima volta. Infelice ventesimo secolo! Abbiamo riposto così tanta speranza in lui, ma non ha fatto altro che portare miseria all&#039;umanità, e continuerà a portarne ancora. L’unica cosa positiva di questo secolo è la rivoluzione russa e la creazione dell’Unione Sovietica. Ricordo molto bene le previsioni del 1918. All&#039;inizio tutti dicevano che i bolscevichi sarebbero rimasti al potere solo pochi mesi. Poi i mesi diventarono anni. Sono passati vent’anni e i bolscevichi sono ancora al potere. Venti anni! All’inizio il mondo intero ha voltato le spalle ai rivoluzionari, ora li riconosce e collabora con loro. Sarei molto felice se Stalin visitasse gli Stati Uniti. Vorrei tanto vederlo, ma la mia salute non mi permette di fare un viaggio così lungo.»&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;«Ora sono felice che il governo degli Stati Uniti abbia ignorato il mio nuovo progetto per le armi. Probabilmente non sarebbe stato usato contro Hitler, ma contro l’Unione Sovietica. Hitler è solo un concorrente per il dominio del mondo, ma l&#039;URSS è molto di più. È un altro mondo, un Paese che con la sua esistenza dimostra all&#039;umanità che è possibile costruire il mondo su principi completamente nuovi. Dal modo in cui trattano i comunisti qui, è chiaro quanto li temano. Grazie ai miei contatti con cittadini sovietici ho già avuto tre conversazioni con l&#039;FBI. Non possono farmi niente, ma lasciano comunque un&#039;impressione spiacevole. Io, libero cittadino di un paese che si presenta come l&#039;apice della libertà, sono costretto a parlare con estranei di cose che non richiedono spiegazioni. Mi hanno parlato come se fossi una spia.»&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il suo primo contatto ravvicinato con gli scienziati russi iniziò nel 1889, quando incontrò lo scienziato russo Mikhail Filippov. Filippov pubblicò la popolare rivista &amp;quot;Scientific Review&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;Fu sulla sua rivista che, nel 1895, Vladimir Lenin pubblicò il suo primo lavoro importante, &#039;&#039;&#039;&amp;quot;Il contenuto economico del populismo&amp;quot;&#039;&#039;&#039;&amp;lt;/ref&amp;gt; e inviò a Tesla numeri interessanti. Invitò inoltre Tesla a tenere una conferenza a San Pietroburgo. Filippov studiò le onde elettromagnetiche e condusse esperimenti sulla trasmissione di energia esplosiva a distanza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Poco prima di morire, scrisse a Tesla di aver scoperto un raggio in grado di trasmettere un&#039;esplosione avvenuta a San Pietroburgo a centinaia di migliaia di chilometri di distanza. Filippov credeva che la sua invenzione avrebbe posto fine alle guerre sulla Terra, rendendole praticamente folli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tuttavia, lo scienziato russo non ebbe il tempo di condividere la sua scoperta con il mondo: morì in circostanze misteriose un paio di mesi prima del sensazionale rapporto promesso. Tutti i suoi manoscritti andarono perduti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;&amp;quot;Attendevo con ansia la sua pubblicazione, ma nel giugno di quell&#039;anno Filippov morì. In seguito appresi da amici comuni che era stato ucciso dagli agenti dei servizi segreti tedeschi perché si era rifiutato di vendere loro la sua invenzione&#039;&#039; &amp;quot;,&#039;&#039;&#039; scrisse Tesla con rammarico nel suo diario.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Curiosità ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* L&#039;inventore ha vissuto tutta la sua vita in alberghi, ma ha sempre soggiornato in camere a un multiplo di tre.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Nikola Tesla andava a dare da mangiare ai piccioni ogni giorno, e quando se ne andava da qualche parte, assumeva appositamente una persona per questo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Fonti ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nikola Tesla-scritti II &#039;&#039;Esperimenti con correnti alternate di frequenza elevatissima e loro applicazione ai metodi di illuminazione artificiale Parte I (1891)&#039;&#039;,traduzione di F.Guidi e M. Sperini, Società Editrice Andromeda&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari1</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Unione_europea&amp;diff=6498</id>
		<title>Unione europea</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Unione_europea&amp;diff=6498"/>
		<updated>2026-03-22T14:04:28Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari1: /* Le procedure degli atti */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{S}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;div align=center&amp;gt;&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable&amp;quot; width=&amp;quot;400px&amp;quot; cellpadding=&amp;quot;5&amp;quot;&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot; colspan=&amp;quot;2&amp;quot; |&amp;lt;center&amp;gt;&#039;&#039;&#039;Unione Europea&#039;&#039;&#039;&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| colspan=&amp;quot;2&amp;quot; | &amp;lt;center&amp;gt;[[File:Bandiera Europea.png|190px]]&amp;lt;/center&amp;gt; &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| colspan=&amp;quot;2&amp;quot; | &amp;lt;center&amp;gt;Bandiera&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| colspan=&amp;quot;2&amp;quot; | [[File:Mappa Unione Europea.svg|395px]] &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| colspan=&amp;quot;2&amp;quot; | &amp;lt;center&amp;gt;Mappa&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| cellpadding=&amp;quot;5&amp;quot; class=&amp;quot;wikitable&amp;quot; width=&amp;quot;400px&amp;quot;&lt;br /&gt;
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|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Nome Ufficiale&#039;&#039;&#039;  || | &lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Britannica.png|20px|bordo]] European Union&amp;lt;ref&amp;gt;Il Regno Unito non fa più parte dell&#039;Unione Europea, la bandiera britannica è qui utilizzata per indicare la lingua inglese.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Tedesca.png|20px|bordo]] Europäische Union&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Francese.png|20px|bordo]] Union européenne&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Italiana.png|20px|bordo]] Unione europea&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Abbreviazione&#039;&#039;&#039;  || | &lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Europea.png|20px|bordo]] EU, eu&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Italiana.png|20px|bordo]] UE, ue&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Fondazione&#039;&#039;&#039;  || | 25 marzo 1957 (CEE), 7 febbraio 1992 (ufficiale)&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Causa&#039;&#039;&#039;  || | [[Trattato di Roma]], [[Trattato di Maastricht]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Inno&#039;&#039;&#039;  || | Inno alla Gioia&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! colspan=2 style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&amp;lt;center&amp;gt;Dati istituzionali&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Sedi&#039;&#039;&#039;  || |&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Belga.png|20px|bordo]] [[Bruxelles]], [[Belgio]]&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Lussemburghese.png|20px|bordo]] [[Lussemburgo]], [[Lussemburgo]]&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Francese.png|20px|bordo]] [[Strasburgo]], [[Francia]]&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Tedesca.png|20px|bordo]] [[Francoforte sul Meno]], [[Germania]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Presidente della Commissione&#039;&#039;&#039;  || | [[File:Bandiera Tedesca.png|20px|bordo]] [[Ursula Von der Leyen]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! colspan=2 style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&amp;lt;center&amp;gt;Dati geografici&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;[[Continente]]&#039;&#039;&#039;  || | [[Europa]], con territori appartenenti agli stati membri situati in [[Africa]] ed in [[America]] (regioni ultraperiferiche).&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Superficie&#039;&#039;&#039;  || | 4 233 262 km²&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Popolazione&#039;&#039;&#039;  || | 446 834 578 ab.&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Densità&#039;&#039;&#039;  || | 105,5 ab./km²&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Lingua ufficiale&#039;&#039;&#039;  || | 24 lingue&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! colspan=2 style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&amp;lt;center&amp;gt;Dati economici&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Valuta&#039;&#039;&#039;  || | [[Euro (valuta|Euro]] (ufficiale in 21 paesi), [[Corona ceca]], [[Corona danese]], [[Zloty polacco]], [[Corona svedese]], [[Leu romeno]], [[Fiorino ungherese]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! colspan=2 style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&amp;lt;center&amp;gt;Altri dati&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;TLD&#039;&#039;&#039;  || | .eu&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;unione europea è un&#039;istituzione politica sovranazionale dotata di personalità giuridica all&#039;interno del [[diritto internazionale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Principi e fondamenti giuridici ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;Unione europea è un&#039;organizzazione sovranazionale fondata su un insieme di principi politici e giuridici che regolano i rapporti tra gli Stati membri e le istituzioni comuni. Il suo ordinamento giuridico si è sviluppato progressivamente a partire dalla seconda metà del XX secolo con l’obiettivo dichiarato di promuovere la cooperazione economica, politica e sociale tra i paesi europei, garantendo al contempo stabilità, pace e tutela dei diritti fondamentali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I fondamenti giuridici dell&#039;Unione europea sono contenuti principalmente nei trattati istitutivi, che costituiscono la base dell’intero sistema normativo europeo. Questi trattati sono il risultato di un lungo processo di integrazione, iniziato con il Trattato di Roma del 1957 e successivamente sviluppato attraverso varie riforme, tra cui il Trattato di Maastricht del 1992 e il Trattato di Lisbona del 2007.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo percorso di integrazione, soprattutto negli anni successivi alla Seconda guerra mondiale, si sviluppò un ampio dibattito politico e giuridico riguardo alla forma istituzionale che avrebbe dovuto assumere il progetto europeo. Alcuni proponevano la creazione di una [[federazione]] sul modello di Stati federali già esistenti, come gli Stati Uniti; altri assumevano una posizione più prudente, preferendo una forma di cooperazione più limitata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La differenza principale risiedeva nel fatto che, mentre nella prospettiva federalista gli Stati membri trasferiscono una parte significativa della propria sovranità a un’autorità centrale dotata di poteri diretti sui cittadini,con un governo federale provvisto di ampie competenze legislative e una struttura istituzionale capace di adottare decisioni vincolanti per tutti gli Stati aderenti, nell’altra prospettiva l’integrazione avviene attraverso un’unione di Stati sovrani, in cui i governi nazionali continuano a mantenere la maggior parte dei propri poteri politici e giuridici. In questo secondo modello, per essere valida, l’unione deve basarsi su decisioni assunte all’unanimità tra gli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla fine, con l&#039;istituzione del Trattato di Maastricht e del Trattato di Lisbona, ha prevalso il secondo modello, trasformando quella che prima era semplicemente la Comunità economica europea in un&#039;entità dotata di un&#039;ampia personalità giuridica: l&#039;Unione europea.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uno dei principi fondamentali dell’ordinamento giuridico dell’Unione è il principio di attribuzione delle competenze. In base a questo principio, l’Unione può esercitare solo le competenze che gli Stati membri le hanno esplicitamente conferito attraverso i trattati. Tutte le competenze non attribuite all’Unione restano pertanto agli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altri principi come quello di principi di sussidiarietà e proporzionalità si sono sviluppati progressivamente nel corso del tempo, ma sono stati formalmente inseriti nei trattati negli anni Novanta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[principio di sussidarietà]] iniziò a comparire nel dibattito sull’integrazione europea già negli anni Settanta. Una prima formulazione esplicita si trova nel Rapporto Tindemans del 1975, che proponeva di attribuire alle istituzioni europee soltanto quelle competenze che gli Stati membri non erano in grado di esercitare efficacemente da soli. Successivamente il concetto fu ripreso in diversi progetti di riforma istituzionale negli anni Ottanta. Tuttavia, esso venne formalmente introdotto nel diritto dell’Unione europea con il Trattato di Maastricht del 1992, che lo inserì tra i principi fondamentali per regolare la ripartizione delle competenze tra l’Unione e gli Stati membri. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il principio di proporzionalità, invece, ha origini leggermente precedenti nel diritto comunitario. Esso era già stato elaborato nella giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea negli anni Settanta come criterio per controllare che le istituzioni comunitarie non adottassero misure eccessive rispetto agli obiettivi perseguiti. Anche questo principio fu poi riconosciuto esplicitamente nei trattati e consolidato con il Trattato di Maastricht del 1992, insieme al principio di sussidiarietà.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema giuridico dell’Unione europea si caratterizza inoltre per alcune peculiarità che lo distinguono dal diritto internazionale tradizionale. In particolare, la giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea ha affermato due principi fondamentali: il principio del primato del diritto dell’Unione e quello dell’effetto diretto. Il primato stabilisce che, in caso di conflitto, le norme del diritto dell’Unione prevalgono su quelle nazionali degli Stati membri. L’effetto diretto, invece, consente ai cittadini di invocare alcune norme europee direttamente davanti ai giudici nazionali senza la necessità di un recepimento nella legislazione interna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Storia ==&lt;br /&gt;
La fine della Seconda guerra mondiale vide l&#039;Europa fare i conti non solo con milioni di morti, ma anche con un&#039;economia in crisi, in un contesto geopolitico in cui gli [[Stati Uniti d&#039;America]] e l&#039;[[Unione Sovietica]] erano risultate le principali vincitrici del conflitto. Alcuni intellettuali, politici e statisti, tra cui Robert Schuman (ministro degli Esteri francese), Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer (rispettivamente capi del governo italiano e tedesco), avviarono una strategia tesa all&#039;unificazione dell&#039;Europa. L&#039;obiettivo principale era impedire il riprodursi di situazioni politiche, economiche e militari che avevano portato il mondo al disastro della guerra. Si sottolineava, in particolare, la necessità di ricucire lo stretto legame tra Francia e Germania, che fino ad allora erano state al centro della &amp;quot;patologia&amp;quot; dei rapporti tra i paesi europei.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All&#039;origine fu soprattutto un accordo di tipo economico: Robert Schuman propose di mettere l&#039;insieme della produzione franco-tedesca di carbone e acciaio sotto un&#039;alta autorità comune, nel quadro di un&#039;organizzazione alla quale avrebbero poi potuto aderire anche altri paesi. La dichiarazione rappresentò così l&#039;inizio del processo di cooperazione tra gli Stati europei, sebbene all&#039;inizio si trattasse soltanto di un&#039;unione di Stati e di cooperazione organizzativa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sorsero non solo diverse organizzazioni che operavano senza un reale collegamento tra loro, come l&#039;OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), l&#039;UEO (Unione europea occidentale) e la NATO (Organizzazione del Trattato dell&#039;Atlantico del Nord), ma anche le Comunità europee: dapprima, con il Trattato di Parigi, la CECA (Comunità europea del carbone e dell&#039;acciaio); quindi la CEE (Comunità economica europea) e la CEEA o EURATOM (Comunità europea dell&#039;energia atomica), entrambe nate il 25 marzo 1957 con la firma dei Trattati di Roma.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;accordo istitutivo della CECA scadeva dopo 50 anni dalla sua entrata in vigore, il 23 luglio 2002. A quella data, gli Stati membri hanno deciso di non rinnovarlo: l&#039;organizzazione si è quindi sciolta e le relative competenze sono state trasferite all&#039;Unione Europea. L&#039;EURATOM, invece, è ancora formalmente operante, sebbene svolga un ruolo marginale rispetto all&#039;Unione, pur non essendo giuridicamente assorbita da quest&#039;ultima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare, la creazione della Comunità economica europea,alla quale fu assegnato il compito di promuovere, mediante l&#039;instaurazione di un mercato comune e il graduale ravvicinamento delle politiche economiche degli Stati membri, uno sviluppo armonioso delle attività economiche nell&#039;insieme delle Comunità (art. 2 TCEE),segna il reale passaggio dalla cooperazione all&#039;integrazione. Per la prima volta venne introdotto un organo dotato di ampia indipendenza deliberativa rispetto agli Stati membri e con forti poteri decisionali nei confronti delle imprese del settore, eliminando le barriere commerciali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Successivamente, con il Trattato di Bruxelles del 1965, si creò il primo scheletro delle istituzioni così come sono oggi. Ciò avvenne fondendo gli esecutivi in un&#039;unica Commissione e un unico Consiglio, oltre a istituire un bilancio unico per le tre Comunità. L&#039;unificazione riguardava però solo gli organi, non le competenze, che restavano distinte: le Comunità continuavano infatti a esercitare poteri differenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== I trattati istitutivi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il trattato di Roma ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la firma del Trattato di Roma Francia,Germania,Italia,Belgio,Olanda e Lussemburgo posero la prima pietra della costruzione dell&#039;Unione Europea attraverso l&#039;istituzione della comunità economica europea. Questo trattato era costituito da 240 articoli,suddiviso in sei parti distinte e preceduto da un preambolo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* la prima parte era dedicata ai principi che avevano ispirato la comunità economica europea attraverso il mercato comune,l&#039;unione doganale e le politiche comuni;&lt;br /&gt;
* la secondo parte riguardava i fondamenti della comunità;essa comprendeva quattro titoli rispettivamente alla libera circolazione delle merci,all&#039;agricoltura ,alla libera circolazione delle persone,dei servizi e dei capitali e dei trasporti.&lt;br /&gt;
* la terza parte riguardava le politiche comuni e comprendeva quattro titoli relativi alle norme comuni,alla politica economica,alla politica sociale e alla banca europea degli investimenti;&lt;br /&gt;
* la quarta parte era dedicata all&#039;associazione dei paesi e dei territori d&#039;oltremare&lt;br /&gt;
* la quinta riguardava le istituzioni e includeva un titolo sulle disposizioni istituzionali e un&#039;altro sulle disposizioni finanziarie&lt;br /&gt;
* l&#039;ultima parte erano delle disposizioni generali e finali&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;intenzione degli Stati firmatari era di creare un mercato comune in cui fosse garantita una libera circolazione dei prodotti (merci e servizi) e dei fattori produttivi (capitale e lavoro), così da eliminare ogni barriera protezionistica e garantire agli Stati maggiori possibilità di espansione. In vista di questo obiettivo furono garantite quattro libertà fondamentali: la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A livello di politica economica, ciò si concretizzò in un regime liberista improntato al principio del mercato aperto e della libera concorrenza, senza il quale la libera circolazione non si sarebbe mai potuta attuare. Questi obbiettivi economici si sono poi realizzati in diverse tappe:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Unione doganale:&#039;&#039;&#039; avviata dal primo luglio 1968 ha comportato la soppressione dei dazi doganali all&#039;interno dell&#039;alora comunità e l&#039;applicazione di una tariffa doganale comune (TDC) applicata alle importazioni dei paesi terzi. Le restrizioni quantitative agli scambi sono state abolite il 31 dicembre 1960 tranne per quelle agricole dove le restrizioni sono state mantenute fino al 1974;&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Accordo di Shengen:&#039;&#039;&#039; è ciò che ha permesso l&#039;effettiva liberalizzazione della circolazione delle persone e la soppressione dei controlli alle frontiere interne tra gli Stati membri, in seguito alla firma avvenuta il 18 giugno 1985 tra Francia, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo e Germania. Successivamente hanno aderito anche gli altri paesi dell&#039;Unione Europea, sebbene attualmente ne siano momentaneamente esclusi Cipro, Croazia, Bulgaria e Romania, che dovrebbero entrare nei prossimi anni. Allo spazio Schengen hanno inoltre aderito anche paesi non UE come Norvegia, Svizzera, Islanda e Liechtenstein, mentre non ne fanno parte Irlanda e Regno Unito.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Atto unico europeo(AUE):&#039;&#039;&#039; fu firmato a Lussemburgo il 17 febbraio 1986 da nove Stati membri e il 28 febbraio 1986 da Danimarca, Italia e Grecia. Esso entrò in vigore il 1° luglio 1987 con l&#039;obiettivo di rilanciare il processo di costruzione europea e realizzare il mercato interno. L&#039;Atto Unico riprese alcuni temi che erano stati oggetto di precedenti trattative internazionali, riguardanti in particolare gli aspetti istituzionali e le politiche europee. Vennero modificati alcuni elementi del Trattato di Roma, attribuendo al Parlamento europeo un ruolo più incisivo e alla Commissione quello di mediatore tra Parlamento e Consiglio nello sviluppo della procedura di cooperazione (ex art. 252 del Trattato CE, antecedente al Trattato di Lisbona).  Tali modifiche valorizzarono il ruolo del Parlamento, assegnandogli il potere di pronunciarsi sull&#039;ammissione di nuovi Stati membri e di concludere accordi con associazioni di paesi terzi e con organizzazioni internazionali.  L&#039;Atto Unico Europeo sancì inoltre l&#039;esistenza del Consiglio europeo, pur senza precisarne compiutamente le competenze, istituzionalizzando di fatto i vertici periodici tra i capi di Stato e di governo.Furono inoltre gettate le basi del Tribunale di primo grado, con l&#039;obiettivo di snellire il carico di lavoro della Corte di Giustizia europea e di introdurre un doppio grado di giudizio, analogamente a quanto avviene nelle giurisdizioni nazionali.Inoltre, l&#039;Atto ha ampliato gli ambiti di competenza della Comunità, offrendo una base giuridica per l&#039;azione comune in settori quali il mercato interno, la politica monetaria, la politica sociale, l&#039;ambiente e la ricerca scientifica e tecnologica. Particolare rilievo venne attribuito alla convergenza delle politiche economiche e monetarie (art. 102A del TCE, introdotto dall&#039;Atto Unico Europeo). Per quanto riguarda la coesione economica e sociale, furono invece adottate politiche strutturali volte a ridurre il divario esistente tra le diverse regioni, al fine di colmare il ritardo di quelle più svantaggiate. Gli strumenti operativi individuati per raggiungere tale obiettivo furono i fondi strutturali. Pur rappresentando una tappa fondamentale nel processo di integrazione europea, l&#039;Atto evidenziò come per arrivare a un&#039;autentica Unione Europea fossero necessarie ulteriori riforme istituzionali, preparando il terreno per il successivo Trattato di Maastricht&lt;br /&gt;
=== Il trattato dell&#039; Unione Europea (o trattato di Maastricht) ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fu firmato a Maastricht il 7 febbraio 1992 dai 12 paesi che costituivano la comunità europea ed è entrato in vigore il 1 novembre 1993,è considerato la tappa decisiva per l&#039;affermazione politica-istituzionale dell&#039;Europa,sancendo la nascita dell&#039;Unione Europea.La conseguenza è stata una più larga cessione volontaria da parte degli stati-nazione membri di sovranità con l&#039;obbiettivo di favorire il potenziamento economico e una maggiore integrazione politica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare il trattato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;ha creato una nuova struttura a 3 pilastri:&#039;&#039;&#039; il primo pilastro è costituito dall&#039;ordinamento comunitario ereditando le disposizioni previste dal trattato istitutivo della comunità europea,e quindi di tutte le organizzazione precedentemente create (CECA e EURATOM).Le principali modifiche riguardano principalmente l&#039;apparato istituzionale,ampliamento e rafforzamento di competenze,introducendo anche il principio di sussidarietà.Il secondo pilastro regolato dal titolo V del trattato istituisce una politica comune nei settori della politica estera e della sicurezza (PESC) dove i governi degli stati membri adottano una cooperazione sistematica e azioni comuni.Infine, il terzo pilastro, disciplinato dal Titolo VI del Trattato, era volto alla cooperazione nei settori della giustizia e degli affari interni (CGAI), che fino ad allora era stata condotta in modo occasionale e informale tra gli Stati membri. L&#039;obiettivo enunciato nel preambolo era &amp;quot;garantire la libera circolazione delle persone, assicurando nel contempo la sicurezza dei loro popoli&amp;quot;.Per realizzare questo obiettivo furono individuate questioni di interesse comune, quali la politica di asilo, l&#039;immigrazione e la cooperazione giudiziaria in materia civile e penale. La loro trattazione rimaneva tuttavia di esclusiva competenza degli Stati membri, sebbene fosse prevista la possibilità di un successivo trasferimento all&#039;Unione. In particolare, il Trattato di Maastricht ha rappresentato un passo in avanti rispetto all&#039;Accordo di Schengen, prevedendo la possibilità di elaborare politiche comuni in materia di immigrazione e di trattamento dei cittadini di paesi terzi. A tal fine fu adottata la logica intergovernativa, nella quale il principio di unanimità riveste un ruolo centrale per l&#039;adozione di qualsiasi provvedimento.  Questa struttura a tre pilastri rappresentò un compromesso tra gli Stati membri: da un lato, coloro che desideravano un contesto giuridico unitario; dall&#039;altro, quelli che intendevano salvaguardare il potere decisionale nazionale. Se per il primo pilastro fu mantenuto il metodo comunitario,per il secondo e il terzo fu adottato il metodo intergovernativo.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;sei nuovi settori:&#039;&#039;&#039; nuove politiche comuni (reti transeuropee,politica industriale,tutela dei consumatori,istruzione e formazione professionale,gioventù e cultura).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;unione monetaria:&#039;&#039;&#039; sono stati fissati i principi e le disposizioni per l&#039;introduzione dell&#039;Euro&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;procedura di codecisione:&#039;&#039;&#039; ciò che era stato già ideato nell&#039;AUE viene disciplinato,con questo trattato il Parlamento europeo viene assegnato il potere di adottare una serie di atti congiuntamente con il consiglio dell&#039;Unione Europea;&lt;br /&gt;
Per quanto riguarda l&#039;assetto istituzionale maggiore rilevanza fu data al Parlamento europeo che ha assunto un ruolo più rilevante nella formazione degli atti giuridici e una maggiore rappresentività dei partiti politici. Alla commissione fu aumentata di 1 anno (da 4 a 5) la durata del suo mandato per uniformarla al resto del Parlamento,relativamente al consiglio si è intervenuto sui meccanismi decisionali per snellire le procedure allo scopo dichiarato di renderle più efficienti e democratiche:ciò ha favorito il ricordo alla &#039;&#039;maggioranza qualificata&#039;&#039;  per la maggior parte delle decisioni contemplate dalla procedura di codecisione e per tutte le decisioni adottate secondo la procedura di cooperazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altre modifiche di tipo istituzionale hanno riguardato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;La corte dei conti:&#039;&#039;&#039; incaricata di effettuare il controllo contabile e l&#039;esame del bilancio dell&#039;Unione e divenuta una istituzione europea con Maastricht&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;istituto monetario europeo:&#039;&#039;&#039; cui era affidato il compito di gestire il processo per l&#039;introduzione dell&#039;Euro e che avrebbe ceduto il passo alla banca centrale europea (BCE) con l&#039;effettiva circolazione della nuova moneta&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Il comitato delle regioni:&#039;&#039;&#039; nuovo organo a carattere consultivo composto dai rappresentanti degli enti regionali e con una struttura analoga a quella del già operante comitato economico e sociale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Amsterdam ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Firmato il 2 ottobre 1997 ed entrato in vigore il 1 maggio 1999 è il risultato di due anni di confronti e trattative nell&#039;ambito della conferenza dei rappresentati dei governi degli stati membri(iniziata nel maggio 1997 e terminata il 18 giugno 1997) la cui istituzione era già prevista dal trattato di Maastricht che nelle disposizioni finali invitava gli stati membri a convocare una conferenza intergovernativa (CIG) per la sua revisione.L&#039;obbiettivo,in primo luogo era il riassetto delle condizioni politiche e istituzionali dell&#039; Unione per affrontare le sfide del futuro nelle migliori condizioni tenendo conto della rapida evoluzione del quadro internazionale e dell&#039;adesione dei nuovi stati membri provenienti in particolare dall&#039;Europa orientale e alla globalizzazione dell&#039;economia e le sue ripercussioni sull&#039;occupazione,al terrorismo,alla criminalità internazionale,al traffico di stupefacenti,agli squilibri ecologici e ai rischi per la salute pubblica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ciò si è realizzato attraverso una modifica e una ridenominazione dei trattati UE e CE, intervenendo su quattro obiettivi fondamentali:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* porre l&#039;occupazione e i diritti dei cittadini come punto principale dell&#039;Unione&lt;br /&gt;
* eliminare gli ultimi ostacoli alla libera circolazione e rafforzare la sicurezza&lt;br /&gt;
* permettere all&#039;Europa di esercitare maggiore influenza sulla scena mondiale&lt;br /&gt;
* rendere più efficace l&#039;architettura istituzionale dell&#039;Unione&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con il trattato di Amsterdam si sono quindi rafforzati i poteri delle istituzioni europee,in particolare del Parlamento e posta una maggiore attenzione per il cittadino europeo attraverso misure per combattere la disoccupazione el&#039;esclusione sociale.Inoltre i considerazioni dei mutamenti economici e sociali intervenuti nel mercato dei prodotti e dei servizi la politica dei consumatori è diventata competenza dell&#039;Unione. Per quanto riguarda gli aspetti burocratici, in particolare i procedimenti decisionali c&#039; è stata una profonda revisione nel senso della semplificazione attraverso una estensione della procedura di codecisione a nuove materie e ampliando i casi in cui il consiglio può decidere a maggioranza qualificata invece che all&#039;unanimità Con Amsterdam il terzo pilastro non è stato cancellato ma è diventato un&#039;ambito politico-istituzionale che si occupa solo di cooperazione di polizia e giudiziari in materia penale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nonostante i nuovi ambiti di competenza introdotti i risultati raggiunti non sono apparsi soddisfacenti in particolare per quanto riguarda gli adeguamenti istituzionali in previsione di un&#039;allargamento dell&#039;Unione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Nizza ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Approvato dal consiglio europeo di Nizza l&#039;11 dicembre 2000 e firmato il 26 febbraio  2001 al termine di una lunga trattativa diplomatica è entrato in vigore il 1 febbraio 2003. Anche il trattato di Amsterdam prevedeva esattamente come il trattato di Maastricht in un protocollo allegato la possibilità di una revisione ad opera di una conferenza intergovernativa,che, in questo caso venne avviata il 14 febbraio 2000 allo scopo di adattare le istituzioni europee all&#039;acquisizione di nuovo membri avviando le riforme istituzionali che il trattato di Amsterdam non era riuscito a fare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le principali modifiche sono state:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;estensione del voto a maggioranza qualificata e una nuova ponderazione dei voti in seno al consiglio:&#039;&#039;&#039; lo scopo era evitare lo &amp;quot;stallo decisionale&amp;quot;,per cui si sono limitati i casi per cui un paese possa oppore un veto.Tuttavia alcuni paesi mantennero un veto nella possibilità di oppore un veto su alcuni settori(il Regno unito per fisco e sicurezza sociale,la Germania per asilo e immigrazione,la Spagna per i fondi strutturali e la Francia per l&#039;audiovisivo)&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;semplificazione delle procedure per l&#039;attivazione della cooperazione rafforzata:&#039;&#039;&#039; Il trattato di Amsterdam prevedeva la possibilità per gli stati membri di cooperare nell&#039;interesse dell&#039;unione anche qualora non tutti fossero disposti a parteciparvi nell&#039;immediato.Il trattato di Nizza ha consolidato questa procedura eliminando la facoltà per ogni membro di opporre un veto a una cooperazione rafforzata imponendo un minimo di otto stati per avviare una cooperazione  e prevedendo la possibilità di estendere il meccanismo alla politica estera e di sicurezza,esclusa però la difesa.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;riforma del sistema giurisdizionale&#039;&#039;&#039; dell&#039;unione,attraverso una nuova riapartizione di seggi nel parlamento europeo e l&#039;estensione della procedura di codecisione&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;la modifica della struttura delle istituzioni,&#039;&#039;&#039; in particolare per quanto riguarda la commissione europea.Il trattato statuì di limitare a partire dal 2005 la composzione della commissione assegnando un rappresentante a ogni stato membro.Furono anche rafforzati i poteri del presidente della commissione,consentendogli di decidere la suddivisione del portafogli e di porcedere a un rimpasto delle competenze durante il mandato. Fu inoltre rafforzato il ruolo di colegislatore del parlamento.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;modifica della procedura relativa alla constatazione di una grave violazione di uno stato membro,&#039;&#039;&#039; di uno o più principi fondamentali dell&#039;Unione.Il trattato ha introdotto una fase di preallarme che consente di intervenire con raccomandazioni qual&#039;ora c&#039; è l&#039; evidente rischio di violazione (non più quindi una violazione certa) dei principi fondamentali da parte di uno Stato. Prima di procedere in tal senso era prevista la possibilità di far intervenire personalità indipendenti al fine di presentare un rapporto sullo stato membro in questione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Allegati al trattato di Nizza si trovano anche protocolli addizionali e varie dichiarazioni adottare dalla conferenza intergovernativa.Importante fu la &#039;&#039;&#039;dichiarazione sul futuro dell&#039; unione&#039;&#039;&#039; nella quale gli stati membri auspicano al&#039;avvio di un dibattito più ampio e approfondito sul futuro dell&#039;Unione Europea.Essa individuava quattro grandi temi di riflessione:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;delimitazione delle competenze&#039;&#039;&#039; tra l&#039;unione Europea e gli stati membri,che rispecchi il principio di sussidarietà&lt;br /&gt;
* lo status della &#039;&#039;&#039;carta dei diritti fondamentali dell&#039;unione Europea,&#039;&#039;&#039; proclamata a Nizza&lt;br /&gt;
* la &#039;&#039;&#039;semplificazione dei trattati,&#039;&#039;&#039; al fine di renderli più chiari e meglio comprensibili senza modificarne la sostanza&lt;br /&gt;
* il ruolo &#039;&#039;&#039;dei parlamenti nazionali&#039;&#039;&#039; nell&#039;architettura europea&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre anche in questo caso viene prevista la possibilità di convocare nel 2004 una nuova conferenza intergovernativa per procedere a ulteriori revisioni e integrazioni&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Lisbona ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 2004, al termine di un lungo e complesso iter diplomatico, è stato approvato il Trattato che adotta una Costituzione per l&#039;Europa. Tuttavia, questo processo subì un&#039;arresto a seguito dell&#039;esito negativo dei referendum promossi in Francia e nei Paesi Bassi. A seguito di questa bocciatura si iniziò a parlare di fallimento costituzionale dell&#039;Europa, che portò a un nuovo periodo di riflessione in cui l&#039;Unione Europea dovette ripensare e in parte ridimensionare le proprie ambizioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ha avuto così inizio il cammino che avrebbe poi portato al Trattato di Lisbona, con il quale si abbandonò formalmente la Costituzione, pur mantenendone la sostanza. Dopo la bocciatura dei referendum, l&#039;unica strada percorribile risultò essere quella di uno strumento essenzialmente tecnico con un basso profilo politico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così, il 13 dicembre 2007, nella capitale portoghese, i capi di Stato e di governo degli Stati membri dell&#039;Unione firmarono il Trattato di Lisbona, che sarebbe entrato in vigore quasi due anni dopo, il 1° dicembre 2009.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vengono confermate alcune innovazioni già presenti nel quadro costituzionale, prima fra tutte la scomparsa della struttura a tre pilastri (Comunità europee, Politica estera e di sicurezza comune e Cooperazione di polizia giudiziaria in materia penale). Gli strumenti giuridici, un tempo indipendenti, vengono infatti unificati attraverso una sostanziale armonizzazione delle procedure e degli atti giuridici dell&#039;Unione, sebbene per il settore della Politica estera e di sicurezza comune (PESC) rimangano applicabili procedure specifiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La riforma ha inoltre ampliato le competenze dell&#039;Unione, estendendo l&#039;ambito di applicazione della procedura legislativa ordinaria e del voto a maggioranza qualificata. Questo processo è particolarmente evidente nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia, dove l&#039;Unione ha sviluppato politiche comuni in materia di asilo, immigrazione e controllo delle frontiere esterne. Tali politiche si fondano sui principi di solidarietà (intesa come equa ripartizione degli oneri di gestione tra gli Stati membri) e di equità (ovvero la parità di trattamento tra i cittadini di paesi terzi e quelli dell&#039;Unione Europea).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il nuovo assetto dell&#039;Unione Europea ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;articolo 47 del Trattato sull&#039;Unione Europea (TUE) stabilisce che l&#039;Unione Europea possiede personalità giuridica unica, semplificando in modo significativo l&#039;architettura istituzionale. In precedenza, il TUE e il Trattato che istituiva la Comunità Europea (TCE) facevano riferimento a due soggetti giuridici distinti (l&#039;Unione e la Comunità) e a due ordinamenti giuridici differenti (il diritto dell&#039;Unione e quello comunitario), i quali regolavano la complessa struttura articolata in tre pilastri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la riforma, il soggetto giuridico diventa unico – l&#039;Unione Europea – che acquisisce personalità giuridica anche sul piano internazionale, potendo così concludere accordi con Stati terzi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;articolo 1, paragrafo 3, TUE precisa inoltre che l&#039;Unione «sostituisce e succede alla Comunità europea», il cui richiamo all&#039;interno dei due trattati viene eliminato. Pertanto, l&#039;Unione Europea (UE) subentra alla Comunità europea (CE): quest&#039;ultima cessa formalmente di esistere, venendo assorbita dalla prima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il trattato di Lisbona è poi intervenuto in maniera rilevante sul quadro istituzionale dell&#039;Unione. In particolare:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;Parlamento europeo&#039;&#039;&#039; viene rafforzato grazie alle maggiori competenze in materia di bilancio,al ricorso della maggioranza qualificata in molti nuovi settori e sopratutto all&#039;estensione della procedura di codecisione che diventa la procedura legislativa ordinaria.In questo modo il Parlamento a sua volta eletto dai cittadini per mezzo delle elezioni europee si trova ora a operare in condizioni di parità con il consiglio (costituito dai capi di stato e governo degli stati membri) per quanto riguarda l&#039;attività legislativa,e quindi anche su temi come la libertà,la sicurezza e la giustizia&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;Consiglio dell&#039;Unione&#039;&#039;&#039; rimane un&#039;organo non permanente a formazione mutevole e a presidenza rotante. Il Trattato di Lisbona individua però per la prima volta due formazioni tipiche: Il consiglio affari generali che prepara le riunioni de consiglio europeo e il consiglio Affari esteri presieduto dall&#039;Alto rappresentante,che elabora l&#039;azione esterna dell&#039;unione secondo le linee definite dal consiglio europeo e ne assicura la coerenza.Per quanto riguarda il sistema di voto il consiglio delibera a maggioranza semplice tranne in alcuni casi in cui è richiesta la maggioranza qualificata.Dal 1 novembre 2014 è stato introdotto un complicato sistema di &amp;quot;doppia maggioranza&amp;quot;,basato sul 55% degli stati e sul 65% della popolazione:si tratta del riconoscimenti della doppia legittimità dell&#039;Unione(Stati e popoli). E&#039; inoltre possibile per un numero limitato di Stati manifestare una loro opposizione a una decisione eventualmente adottata dalla maggioranza e imporre al consiglio il riesame della questione.&lt;br /&gt;
* La &#039;&#039;&#039;commissione&#039;&#039;&#039; riceve una nuova ridenominazione (commissione europea),in seguito al Trattato di Lisbona riceve una più forte legittimazione democratica attraverso l&#039;eleggibilità parlamentare del presidente.Nel suo ambito viene inoltre istituito l&#039;Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza che riunisce le competenze attribuite precedentemente all&#039;Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune e al membro della commissione europea responsabile per le relazioni esterne,assumento il ruolo di vicepresidente della commissione. Si realizza così un legame orizzontale tra le politiche estere ed esterne dell&#039;Unione:in una prima veste L&#039;alto rappresentante guida la politica estera e di sicurezza dell&#039;Unione,agendo come &amp;quot;mandatario&amp;quot; del consiglio e presiedendone la formazione &amp;quot;Affari esteri&amp;quot;,nonchè contribuendo all&#039;elaborazione di questa politica tramite iniziativa autonoma;nella seconda veste p incaricato delle relazioni esterne con i paesi terzi e degli altri aspetti dell&#039;azione esterna dell&#039;Unione,comprese la cooperazione allo sviluppo e la cooperazione economica-finanziaria.Nell&#039;esercizio di entrambi di questi ruoli e funzioni potrà avvalersi del servizio europeo dell&#039;azione esterna,una diplomazia comune composta da funzionari della commissione,degli Stati membri e del segretariato del consiglio.L&#039;alto rappresentante è incaricato inoltre della coordinazione dell&#039;azione dell&#039;Unione con i paesi terzi e ha il potere di presentare al consiglio proposte in materia.Questa figura introduce quindi una maggiore flessibilità nella dialettica tra unità e diversità all&#039;interno dell&#039;Unione grazie alla possibilità di instaurare cooperazioni rafforzate attivabili con procedure più semplici&lt;br /&gt;
* La &#039;&#039;&#039;Corte di giustizia dell&#039;UE,&#039;&#039;&#039; non più corte di giustizia delle comunità europee,si compone della corte di giustizia stessa,del Tribunale (in precedenza denominato tribunale di primo grado) e da tribunali specializzati&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;consiglio europeo,&#039;&#039;&#039; in precedenza organo politico diventa un&#039;organo giuridico,integrato nei trattati e soggetto al controllo della corte di giustizia. Esso continua a svolgere funzioni di orientamento e di impulso politico, in particolare nell&#039;individuazione degli indirizzi strategici della politica dell&#039;Unione e nei casi previsti dal trattato può intervenire nell&#039;attività normativa pronunciandosi all&#039;unanimità o a maggioranza qualificata a seconda dei casi. E&#039; inoltre dotato di un presidente stabile con il compito di rappresentare l&#039;Unione in sede internazionale,nominato dallo stesso consiglio europeo per due anni e mezzo e rinnovabile una sola volta.In questa modo si è assicurata una certa continuità istituzionale all&#039;attività del consiglio europeo:in precedenza si applicava il metodo della rotazione,per cui la presidenza ruotava tra tutti i paesi membri ogni sei mesi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Trattato di Lisbona ha inoltre introdotto piccoli elementi di democrazia partecipativa. In particolare, attraverso la raccolta di un milione di firme, i cittadini possono presentare un&#039;iniziativa popolare alla Commissione, esortandola a elaborare proposte legislative da sottoporre al Consiglio dell&#039;Unione Europea nei settori di competenza dell&#039;Unione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tale meccanismo, tuttavia, non lede il diritto di iniziativa della Commissione, la quale conserva la facoltà di decidere discrezionalmente se accogliere o meno l&#039;invito a presentare proposte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Trattato prevede anche un maggiore coinvolgimento dei parlamenti nazionali nelle attività delle istituzione di Buxelles e Strasburgo,in particolare attraverso dei meccanismi informativi che permettono di essere tenuti al corrente degli atti adottati dalle istituzioni europee,delle domande di adesione di nuovi stati membri e della vigilanza del rispetto del principio di sussidarietà. I parlamenti nazionali possono poi partecipare alla revisione  dei trattati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Continuità o rottura? ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il trattato di Lisbona non sostituisce i vecchi trattati ma a differenza della costituzione europea si pone in continuità con essi limitandosi a emendarli.Esso fallisce nel suo intento di semplificare l&#039;architettura normativa europea anche alla luce dei numerosi protocolli e dichiarazioni allegati al testo,la cui natura è tutt&#039;altro che definita. A differenza del trattato costituzionale scompare la clausola di superiorità del diritto dell&#039;Unione su quello nazionale,anche se si tratta di un mero espediente retorico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le fonti del diritto UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il funzionamento dell&#039;architettura europea è disciplinato da un complesso sistema normativo al cui vertice si pongono le cosidette fonti primarie,costituite dai trattati istitutivi e dai principi generali di ordinamento dell&#039;Unione.Le fonti secondarie sono invece elencate nell&#039;art. 288 del TFUE,che distingue tra atti vincolanti(regolamenti,decisioni,direttive) e atti non vincolanti (raccomandazioni e pareri). Ci sono poi gli atti atipici,ossia quelli che incidono sul funzionamento dell&#039;Unione pur non essendo previsti dai trattati ( o comunque non presenti nell&#039;art. 288 del TFUE). Per poter aver effetto questi atti devono però essere dispiegati negli ordinamenti degli stati membri e laddove ci siano contrasti con il diritto nazionale a prevalere è la normativa europea in virtù del riconoscimento del principio del diritto dell&#039;Unione su quello nazionale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema dell&#039;Unione Europea presenta caratteri peculiari ed è fortemente influenzato dal modo in cui sono distribuiti i pubblici poteri. Ciò deriva dalla natura giuridica dell&#039;Unione, che è &#039;&#039;sui generis&#039;&#039;, ossia a metà strada tra un&#039;organizzazione internazionale classica e una federazione di Stati. Difatti, i governi dei paesi membri hanno limitato la propria sovranità, dando vita a un organismo giuridico indipendente, destinato a integrarsi con i diversi ordinamenti nazionali e in grado di incidere direttamente sulle situazioni giuridiche dei singoli cittadini.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ciò comporta che gli organi europei siano legittimati a emanare provvedimenti di carattere generale e individuale che entrano a far parte dell&#039;ordinamento degli Stati membri senza che sia necessario alcun atto di recepimento da parte delle autorità nazionali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre, a differenza di quanto accade negli ordinamenti statali, nel diritto dell&#039;Unione non esiste una vera e propria gerarchia delle fonti: tutti gli atti hanno formalmente pari forza. Il sistema delle fonti si ispira piuttosto a una concezione di tipo funzionale, dove a ogni politica o competenza è associata una determinata istituzione, chiamata a decidere secondo una specifica maggioranza o procedura, in base a quanto stabilito dall&#039;articolo di riferimento del trattato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Le fonti derivate:atti vincolanti e non vincolanti ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I trattati stabiliscono le competenze e le procedure per l&#039;adozione da parte delle istituzione europee di atti che si pongono al secondo livello del sistema giuridico europeo e costituiscono il diritto dell&#039;unione derivato.Questi sono posti in essere attraverso precisi processi deliberativi e destinati a incidere in modo rilevante sugli ordinamenti giuridici interni e sulle posizioni giuridiche dei singoli,talvolta anche senza un intervento formale del legislatore nazionale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le fonti derivate hanno la loro base giuridica nell&#039; art. 288 del TFUE che sancisce la tipologia degli atti a mezzo dei quali le istituzioni dell&#039;UE esercitano le loro competenze:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* il &#039;&#039;&#039;regolamento&#039;&#039;&#039; ha portata generale. E&#039; obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile a ciascuno degli stati membri&lt;br /&gt;
* la &#039;&#039;&#039;direttiva&#039;&#039;&#039; vincola lo stato membro a cui è rivolta per quanto riguarda il risultato da raggiungere,salvo restando la competenza degli organi nazionali in merito alla forma e ai mezzi&lt;br /&gt;
* la &#039;&#039;&#039;decisione&#039;&#039;&#039; è obbligatoria in tutti i suoi elementi. Se designa dei destinatari è obbligatoria soltanto nei confronti di questi.&lt;br /&gt;
* le &#039;&#039;&#039;raccomandazioni&#039;&#039;&#039; e i &#039;&#039;&#039;pareri&#039;&#039;&#039; non sono vincolanti&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La tipologia di atto da adottare è generalmente prescritta dalle varie disposizioni del trattato (es. art. 218 del TFUE che obbliga il consiglio ad adottare una decisione per autorizzare l&#039;avvio di negoziati di aoccordi internazionali) e in tal caso l&#039;indicazione è vincolante;laddove non ci sia una indicazione specifica,o sia disponibile un&#039;alternativa tra le disposizioni adottabili oppure vi sia una indicazione generica le istituzione possono scegliere l&#039;atto che ritengono più appropriato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Le procedure degli atti ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All’origine dell’Unione Europea, la funzione normativa era esercitata esclusivamente dai governi degli Stati membri, riuniti in seno al Consiglio. Questo assetto contrastava con il principio della separazione dei poteri proprio del diritto comunitario, ma rispecchiava la natura stessa dell’allora Comunità, configurata più come un’organizzazione di Stati che come una comunità di persone.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La prevalenza dell’elemento statale su quello individuale garantiva agli esecutivi nazionali una posizione predominante nei meccanismi decisionali dell’Unione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questa fase iniziale, il Parlamento europeo svolgeva una funzione meramente consultiva. Solo gradualmente si è passati a forme di collaborazione tra Parlamento e Consiglio, fino all’introduzione della procedura di codecisione. Quest’ultima, elevata a procedura legislativa generale dal Trattato di Amsterdam, ha posto le due istituzioni sullo stesso piano nell’adozione degli atti giuridici (oggi denominata procedura legislativa ordinaria).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tuttavia, il principio classico della separazione dei poteri, che costituisce un fondamento del diritto degli Stati membri, non trova piena applicazione nel quadro dell’Unione Europea. A esso si preferisce il principio dell’equilibrio istituzionale, in base al quale tutte le istituzioni partecipano in modo equilibrato al processo legislativo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le principali procedure decisionali sono disciplinate dall’articolo 289 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea (TFUE): la procedura legislativa ordinaria, la procedura legislativa speciale, la procedura di consultazione e la procedura di approvazione. Il criterio che determina il ricorso all’una o all’altra procedura è il diverso grado di coinvolgimento del Parlamento europeo e del Consiglio, a seconda che entrambe le istituzioni partecipino attivamente o che una di esse svolga un ruolo prevalente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se però in base all&#039;art. 16 del TUE Parlamente europeo e consiglio esercitano entrambi la funzione legislativa, secondo l&#039;art. 17  il monopolio dell&#039;iniziativa legislativa spetta alla commissione  europea che quindi esercita un ruolo esclusivo nell&#039;integrazione europea. Essa ha quindi un potere generale di iniziativa nella formazione degli atti dell&#039;UE,rappresentando quindi l&#039;interesse generale dell&#039;Unione Europea. Sono poi i trattati a stabilire quanto poi questo potere viene limitato e affidati a un gruppo di stati,al parlamento europeo,alla BCE,alla corte di giustizia o alla banca europea per gli investimenti,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le istituzioni dell&#039;UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Attualità e critiche ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== L&#039;Unione Europea dalla prospettiva marxista ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Russofobia ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Europa]] [[Categoria:Organizzazioni intergovernative]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari1</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Unione_europea&amp;diff=6497</id>
		<title>Unione europea</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Unione_europea&amp;diff=6497"/>
		<updated>2026-03-22T13:43:52Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari1: /* Le fonti del diritto UE */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{S}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;div align=center&amp;gt;&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable&amp;quot; width=&amp;quot;400px&amp;quot; cellpadding=&amp;quot;5&amp;quot;&lt;br /&gt;
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|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| cellpadding=&amp;quot;5&amp;quot; class=&amp;quot;wikitable&amp;quot; width=&amp;quot;400px&amp;quot;&lt;br /&gt;
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|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Nome Ufficiale&#039;&#039;&#039;  || | &lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Britannica.png|20px|bordo]] European Union&amp;lt;ref&amp;gt;Il Regno Unito non fa più parte dell&#039;Unione Europea, la bandiera britannica è qui utilizzata per indicare la lingua inglese.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
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|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Abbreviazione&#039;&#039;&#039;  || | &lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Europea.png|20px|bordo]] EU, eu&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Italiana.png|20px|bordo]] UE, ue&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Fondazione&#039;&#039;&#039;  || | 25 marzo 1957 (CEE), 7 febbraio 1992 (ufficiale)&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Causa&#039;&#039;&#039;  || | [[Trattato di Roma]], [[Trattato di Maastricht]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Inno&#039;&#039;&#039;  || | Inno alla Gioia&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! colspan=2 style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&amp;lt;center&amp;gt;Dati istituzionali&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Sedi&#039;&#039;&#039;  || |&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Belga.png|20px|bordo]] [[Bruxelles]], [[Belgio]]&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Lussemburghese.png|20px|bordo]] [[Lussemburgo]], [[Lussemburgo]]&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Francese.png|20px|bordo]] [[Strasburgo]], [[Francia]]&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Tedesca.png|20px|bordo]] [[Francoforte sul Meno]], [[Germania]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Presidente della Commissione&#039;&#039;&#039;  || | [[File:Bandiera Tedesca.png|20px|bordo]] [[Ursula Von der Leyen]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! colspan=2 style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&amp;lt;center&amp;gt;Dati geografici&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;[[Continente]]&#039;&#039;&#039;  || | [[Europa]], con territori appartenenti agli stati membri situati in [[Africa]] ed in [[America]] (regioni ultraperiferiche).&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Superficie&#039;&#039;&#039;  || | 4 233 262 km²&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Popolazione&#039;&#039;&#039;  || | 446 834 578 ab.&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Densità&#039;&#039;&#039;  || | 105,5 ab./km²&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Lingua ufficiale&#039;&#039;&#039;  || | 24 lingue&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! colspan=2 style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&amp;lt;center&amp;gt;Dati economici&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Valuta&#039;&#039;&#039;  || | [[Euro (valuta|Euro]] (ufficiale in 21 paesi), [[Corona ceca]], [[Corona danese]], [[Zloty polacco]], [[Corona svedese]], [[Leu romeno]], [[Fiorino ungherese]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
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|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;TLD&#039;&#039;&#039;  || | .eu&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;unione europea è un&#039;istituzione politica sovranazionale dotata di personalità giuridica all&#039;interno del [[diritto internazionale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Principi e fondamenti giuridici ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;Unione europea è un&#039;organizzazione sovranazionale fondata su un insieme di principi politici e giuridici che regolano i rapporti tra gli Stati membri e le istituzioni comuni. Il suo ordinamento giuridico si è sviluppato progressivamente a partire dalla seconda metà del XX secolo con l’obiettivo dichiarato di promuovere la cooperazione economica, politica e sociale tra i paesi europei, garantendo al contempo stabilità, pace e tutela dei diritti fondamentali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I fondamenti giuridici dell&#039;Unione europea sono contenuti principalmente nei trattati istitutivi, che costituiscono la base dell’intero sistema normativo europeo. Questi trattati sono il risultato di un lungo processo di integrazione, iniziato con il Trattato di Roma del 1957 e successivamente sviluppato attraverso varie riforme, tra cui il Trattato di Maastricht del 1992 e il Trattato di Lisbona del 2007.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo percorso di integrazione, soprattutto negli anni successivi alla Seconda guerra mondiale, si sviluppò un ampio dibattito politico e giuridico riguardo alla forma istituzionale che avrebbe dovuto assumere il progetto europeo. Alcuni proponevano la creazione di una [[federazione]] sul modello di Stati federali già esistenti, come gli Stati Uniti; altri assumevano una posizione più prudente, preferendo una forma di cooperazione più limitata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La differenza principale risiedeva nel fatto che, mentre nella prospettiva federalista gli Stati membri trasferiscono una parte significativa della propria sovranità a un’autorità centrale dotata di poteri diretti sui cittadini,con un governo federale provvisto di ampie competenze legislative e una struttura istituzionale capace di adottare decisioni vincolanti per tutti gli Stati aderenti, nell’altra prospettiva l’integrazione avviene attraverso un’unione di Stati sovrani, in cui i governi nazionali continuano a mantenere la maggior parte dei propri poteri politici e giuridici. In questo secondo modello, per essere valida, l’unione deve basarsi su decisioni assunte all’unanimità tra gli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla fine, con l&#039;istituzione del Trattato di Maastricht e del Trattato di Lisbona, ha prevalso il secondo modello, trasformando quella che prima era semplicemente la Comunità economica europea in un&#039;entità dotata di un&#039;ampia personalità giuridica: l&#039;Unione europea.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uno dei principi fondamentali dell’ordinamento giuridico dell’Unione è il principio di attribuzione delle competenze. In base a questo principio, l’Unione può esercitare solo le competenze che gli Stati membri le hanno esplicitamente conferito attraverso i trattati. Tutte le competenze non attribuite all’Unione restano pertanto agli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altri principi come quello di principi di sussidiarietà e proporzionalità si sono sviluppati progressivamente nel corso del tempo, ma sono stati formalmente inseriti nei trattati negli anni Novanta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[principio di sussidarietà]] iniziò a comparire nel dibattito sull’integrazione europea già negli anni Settanta. Una prima formulazione esplicita si trova nel Rapporto Tindemans del 1975, che proponeva di attribuire alle istituzioni europee soltanto quelle competenze che gli Stati membri non erano in grado di esercitare efficacemente da soli. Successivamente il concetto fu ripreso in diversi progetti di riforma istituzionale negli anni Ottanta. Tuttavia, esso venne formalmente introdotto nel diritto dell’Unione europea con il Trattato di Maastricht del 1992, che lo inserì tra i principi fondamentali per regolare la ripartizione delle competenze tra l’Unione e gli Stati membri. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il principio di proporzionalità, invece, ha origini leggermente precedenti nel diritto comunitario. Esso era già stato elaborato nella giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea negli anni Settanta come criterio per controllare che le istituzioni comunitarie non adottassero misure eccessive rispetto agli obiettivi perseguiti. Anche questo principio fu poi riconosciuto esplicitamente nei trattati e consolidato con il Trattato di Maastricht del 1992, insieme al principio di sussidiarietà.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema giuridico dell’Unione europea si caratterizza inoltre per alcune peculiarità che lo distinguono dal diritto internazionale tradizionale. In particolare, la giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea ha affermato due principi fondamentali: il principio del primato del diritto dell’Unione e quello dell’effetto diretto. Il primato stabilisce che, in caso di conflitto, le norme del diritto dell’Unione prevalgono su quelle nazionali degli Stati membri. L’effetto diretto, invece, consente ai cittadini di invocare alcune norme europee direttamente davanti ai giudici nazionali senza la necessità di un recepimento nella legislazione interna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Storia ==&lt;br /&gt;
La fine della Seconda guerra mondiale vide l&#039;Europa fare i conti non solo con milioni di morti, ma anche con un&#039;economia in crisi, in un contesto geopolitico in cui gli [[Stati Uniti d&#039;America]] e l&#039;[[Unione Sovietica]] erano risultate le principali vincitrici del conflitto. Alcuni intellettuali, politici e statisti, tra cui Robert Schuman (ministro degli Esteri francese), Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer (rispettivamente capi del governo italiano e tedesco), avviarono una strategia tesa all&#039;unificazione dell&#039;Europa. L&#039;obiettivo principale era impedire il riprodursi di situazioni politiche, economiche e militari che avevano portato il mondo al disastro della guerra. Si sottolineava, in particolare, la necessità di ricucire lo stretto legame tra Francia e Germania, che fino ad allora erano state al centro della &amp;quot;patologia&amp;quot; dei rapporti tra i paesi europei.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All&#039;origine fu soprattutto un accordo di tipo economico: Robert Schuman propose di mettere l&#039;insieme della produzione franco-tedesca di carbone e acciaio sotto un&#039;alta autorità comune, nel quadro di un&#039;organizzazione alla quale avrebbero poi potuto aderire anche altri paesi. La dichiarazione rappresentò così l&#039;inizio del processo di cooperazione tra gli Stati europei, sebbene all&#039;inizio si trattasse soltanto di un&#039;unione di Stati e di cooperazione organizzativa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sorsero non solo diverse organizzazioni che operavano senza un reale collegamento tra loro, come l&#039;OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), l&#039;UEO (Unione europea occidentale) e la NATO (Organizzazione del Trattato dell&#039;Atlantico del Nord), ma anche le Comunità europee: dapprima, con il Trattato di Parigi, la CECA (Comunità europea del carbone e dell&#039;acciaio); quindi la CEE (Comunità economica europea) e la CEEA o EURATOM (Comunità europea dell&#039;energia atomica), entrambe nate il 25 marzo 1957 con la firma dei Trattati di Roma.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;accordo istitutivo della CECA scadeva dopo 50 anni dalla sua entrata in vigore, il 23 luglio 2002. A quella data, gli Stati membri hanno deciso di non rinnovarlo: l&#039;organizzazione si è quindi sciolta e le relative competenze sono state trasferite all&#039;Unione Europea. L&#039;EURATOM, invece, è ancora formalmente operante, sebbene svolga un ruolo marginale rispetto all&#039;Unione, pur non essendo giuridicamente assorbita da quest&#039;ultima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare, la creazione della Comunità economica europea,alla quale fu assegnato il compito di promuovere, mediante l&#039;instaurazione di un mercato comune e il graduale ravvicinamento delle politiche economiche degli Stati membri, uno sviluppo armonioso delle attività economiche nell&#039;insieme delle Comunità (art. 2 TCEE),segna il reale passaggio dalla cooperazione all&#039;integrazione. Per la prima volta venne introdotto un organo dotato di ampia indipendenza deliberativa rispetto agli Stati membri e con forti poteri decisionali nei confronti delle imprese del settore, eliminando le barriere commerciali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Successivamente, con il Trattato di Bruxelles del 1965, si creò il primo scheletro delle istituzioni così come sono oggi. Ciò avvenne fondendo gli esecutivi in un&#039;unica Commissione e un unico Consiglio, oltre a istituire un bilancio unico per le tre Comunità. L&#039;unificazione riguardava però solo gli organi, non le competenze, che restavano distinte: le Comunità continuavano infatti a esercitare poteri differenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== I trattati istitutivi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il trattato di Roma ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la firma del Trattato di Roma Francia,Germania,Italia,Belgio,Olanda e Lussemburgo posero la prima pietra della costruzione dell&#039;Unione Europea attraverso l&#039;istituzione della comunità economica europea. Questo trattato era costituito da 240 articoli,suddiviso in sei parti distinte e preceduto da un preambolo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* la prima parte era dedicata ai principi che avevano ispirato la comunità economica europea attraverso il mercato comune,l&#039;unione doganale e le politiche comuni;&lt;br /&gt;
* la secondo parte riguardava i fondamenti della comunità;essa comprendeva quattro titoli rispettivamente alla libera circolazione delle merci,all&#039;agricoltura ,alla libera circolazione delle persone,dei servizi e dei capitali e dei trasporti.&lt;br /&gt;
* la terza parte riguardava le politiche comuni e comprendeva quattro titoli relativi alle norme comuni,alla politica economica,alla politica sociale e alla banca europea degli investimenti;&lt;br /&gt;
* la quarta parte era dedicata all&#039;associazione dei paesi e dei territori d&#039;oltremare&lt;br /&gt;
* la quinta riguardava le istituzioni e includeva un titolo sulle disposizioni istituzionali e un&#039;altro sulle disposizioni finanziarie&lt;br /&gt;
* l&#039;ultima parte erano delle disposizioni generali e finali&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;intenzione degli Stati firmatari era di creare un mercato comune in cui fosse garantita una libera circolazione dei prodotti (merci e servizi) e dei fattori produttivi (capitale e lavoro), così da eliminare ogni barriera protezionistica e garantire agli Stati maggiori possibilità di espansione. In vista di questo obiettivo furono garantite quattro libertà fondamentali: la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A livello di politica economica, ciò si concretizzò in un regime liberista improntato al principio del mercato aperto e della libera concorrenza, senza il quale la libera circolazione non si sarebbe mai potuta attuare. Questi obbiettivi economici si sono poi realizzati in diverse tappe:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Unione doganale:&#039;&#039;&#039; avviata dal primo luglio 1968 ha comportato la soppressione dei dazi doganali all&#039;interno dell&#039;alora comunità e l&#039;applicazione di una tariffa doganale comune (TDC) applicata alle importazioni dei paesi terzi. Le restrizioni quantitative agli scambi sono state abolite il 31 dicembre 1960 tranne per quelle agricole dove le restrizioni sono state mantenute fino al 1974;&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Accordo di Shengen:&#039;&#039;&#039; è ciò che ha permesso l&#039;effettiva liberalizzazione della circolazione delle persone e la soppressione dei controlli alle frontiere interne tra gli Stati membri, in seguito alla firma avvenuta il 18 giugno 1985 tra Francia, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo e Germania. Successivamente hanno aderito anche gli altri paesi dell&#039;Unione Europea, sebbene attualmente ne siano momentaneamente esclusi Cipro, Croazia, Bulgaria e Romania, che dovrebbero entrare nei prossimi anni. Allo spazio Schengen hanno inoltre aderito anche paesi non UE come Norvegia, Svizzera, Islanda e Liechtenstein, mentre non ne fanno parte Irlanda e Regno Unito.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Atto unico europeo(AUE):&#039;&#039;&#039; fu firmato a Lussemburgo il 17 febbraio 1986 da nove Stati membri e il 28 febbraio 1986 da Danimarca, Italia e Grecia. Esso entrò in vigore il 1° luglio 1987 con l&#039;obiettivo di rilanciare il processo di costruzione europea e realizzare il mercato interno. L&#039;Atto Unico riprese alcuni temi che erano stati oggetto di precedenti trattative internazionali, riguardanti in particolare gli aspetti istituzionali e le politiche europee. Vennero modificati alcuni elementi del Trattato di Roma, attribuendo al Parlamento europeo un ruolo più incisivo e alla Commissione quello di mediatore tra Parlamento e Consiglio nello sviluppo della procedura di cooperazione (ex art. 252 del Trattato CE, antecedente al Trattato di Lisbona).  Tali modifiche valorizzarono il ruolo del Parlamento, assegnandogli il potere di pronunciarsi sull&#039;ammissione di nuovi Stati membri e di concludere accordi con associazioni di paesi terzi e con organizzazioni internazionali.  L&#039;Atto Unico Europeo sancì inoltre l&#039;esistenza del Consiglio europeo, pur senza precisarne compiutamente le competenze, istituzionalizzando di fatto i vertici periodici tra i capi di Stato e di governo.Furono inoltre gettate le basi del Tribunale di primo grado, con l&#039;obiettivo di snellire il carico di lavoro della Corte di Giustizia europea e di introdurre un doppio grado di giudizio, analogamente a quanto avviene nelle giurisdizioni nazionali.Inoltre, l&#039;Atto ha ampliato gli ambiti di competenza della Comunità, offrendo una base giuridica per l&#039;azione comune in settori quali il mercato interno, la politica monetaria, la politica sociale, l&#039;ambiente e la ricerca scientifica e tecnologica. Particolare rilievo venne attribuito alla convergenza delle politiche economiche e monetarie (art. 102A del TCE, introdotto dall&#039;Atto Unico Europeo). Per quanto riguarda la coesione economica e sociale, furono invece adottate politiche strutturali volte a ridurre il divario esistente tra le diverse regioni, al fine di colmare il ritardo di quelle più svantaggiate. Gli strumenti operativi individuati per raggiungere tale obiettivo furono i fondi strutturali. Pur rappresentando una tappa fondamentale nel processo di integrazione europea, l&#039;Atto evidenziò come per arrivare a un&#039;autentica Unione Europea fossero necessarie ulteriori riforme istituzionali, preparando il terreno per il successivo Trattato di Maastricht&lt;br /&gt;
=== Il trattato dell&#039; Unione Europea (o trattato di Maastricht) ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fu firmato a Maastricht il 7 febbraio 1992 dai 12 paesi che costituivano la comunità europea ed è entrato in vigore il 1 novembre 1993,è considerato la tappa decisiva per l&#039;affermazione politica-istituzionale dell&#039;Europa,sancendo la nascita dell&#039;Unione Europea.La conseguenza è stata una più larga cessione volontaria da parte degli stati-nazione membri di sovranità con l&#039;obbiettivo di favorire il potenziamento economico e una maggiore integrazione politica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare il trattato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;ha creato una nuova struttura a 3 pilastri:&#039;&#039;&#039; il primo pilastro è costituito dall&#039;ordinamento comunitario ereditando le disposizioni previste dal trattato istitutivo della comunità europea,e quindi di tutte le organizzazione precedentemente create (CECA e EURATOM).Le principali modifiche riguardano principalmente l&#039;apparato istituzionale,ampliamento e rafforzamento di competenze,introducendo anche il principio di sussidarietà.Il secondo pilastro regolato dal titolo V del trattato istituisce una politica comune nei settori della politica estera e della sicurezza (PESC) dove i governi degli stati membri adottano una cooperazione sistematica e azioni comuni.Infine, il terzo pilastro, disciplinato dal Titolo VI del Trattato, era volto alla cooperazione nei settori della giustizia e degli affari interni (CGAI), che fino ad allora era stata condotta in modo occasionale e informale tra gli Stati membri. L&#039;obiettivo enunciato nel preambolo era &amp;quot;garantire la libera circolazione delle persone, assicurando nel contempo la sicurezza dei loro popoli&amp;quot;.Per realizzare questo obiettivo furono individuate questioni di interesse comune, quali la politica di asilo, l&#039;immigrazione e la cooperazione giudiziaria in materia civile e penale. La loro trattazione rimaneva tuttavia di esclusiva competenza degli Stati membri, sebbene fosse prevista la possibilità di un successivo trasferimento all&#039;Unione. In particolare, il Trattato di Maastricht ha rappresentato un passo in avanti rispetto all&#039;Accordo di Schengen, prevedendo la possibilità di elaborare politiche comuni in materia di immigrazione e di trattamento dei cittadini di paesi terzi. A tal fine fu adottata la logica intergovernativa, nella quale il principio di unanimità riveste un ruolo centrale per l&#039;adozione di qualsiasi provvedimento.  Questa struttura a tre pilastri rappresentò un compromesso tra gli Stati membri: da un lato, coloro che desideravano un contesto giuridico unitario; dall&#039;altro, quelli che intendevano salvaguardare il potere decisionale nazionale. Se per il primo pilastro fu mantenuto il metodo comunitario,per il secondo e il terzo fu adottato il metodo intergovernativo.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;sei nuovi settori:&#039;&#039;&#039; nuove politiche comuni (reti transeuropee,politica industriale,tutela dei consumatori,istruzione e formazione professionale,gioventù e cultura).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;unione monetaria:&#039;&#039;&#039; sono stati fissati i principi e le disposizioni per l&#039;introduzione dell&#039;Euro&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;procedura di codecisione:&#039;&#039;&#039; ciò che era stato già ideato nell&#039;AUE viene disciplinato,con questo trattato il Parlamento europeo viene assegnato il potere di adottare una serie di atti congiuntamente con il consiglio dell&#039;Unione Europea;&lt;br /&gt;
Per quanto riguarda l&#039;assetto istituzionale maggiore rilevanza fu data al Parlamento europeo che ha assunto un ruolo più rilevante nella formazione degli atti giuridici e una maggiore rappresentività dei partiti politici. Alla commissione fu aumentata di 1 anno (da 4 a 5) la durata del suo mandato per uniformarla al resto del Parlamento,relativamente al consiglio si è intervenuto sui meccanismi decisionali per snellire le procedure allo scopo dichiarato di renderle più efficienti e democratiche:ciò ha favorito il ricordo alla &#039;&#039;maggioranza qualificata&#039;&#039;  per la maggior parte delle decisioni contemplate dalla procedura di codecisione e per tutte le decisioni adottate secondo la procedura di cooperazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altre modifiche di tipo istituzionale hanno riguardato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;La corte dei conti:&#039;&#039;&#039; incaricata di effettuare il controllo contabile e l&#039;esame del bilancio dell&#039;Unione e divenuta una istituzione europea con Maastricht&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;istituto monetario europeo:&#039;&#039;&#039; cui era affidato il compito di gestire il processo per l&#039;introduzione dell&#039;Euro e che avrebbe ceduto il passo alla banca centrale europea (BCE) con l&#039;effettiva circolazione della nuova moneta&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Il comitato delle regioni:&#039;&#039;&#039; nuovo organo a carattere consultivo composto dai rappresentanti degli enti regionali e con una struttura analoga a quella del già operante comitato economico e sociale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Amsterdam ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Firmato il 2 ottobre 1997 ed entrato in vigore il 1 maggio 1999 è il risultato di due anni di confronti e trattative nell&#039;ambito della conferenza dei rappresentati dei governi degli stati membri(iniziata nel maggio 1997 e terminata il 18 giugno 1997) la cui istituzione era già prevista dal trattato di Maastricht che nelle disposizioni finali invitava gli stati membri a convocare una conferenza intergovernativa (CIG) per la sua revisione.L&#039;obbiettivo,in primo luogo era il riassetto delle condizioni politiche e istituzionali dell&#039; Unione per affrontare le sfide del futuro nelle migliori condizioni tenendo conto della rapida evoluzione del quadro internazionale e dell&#039;adesione dei nuovi stati membri provenienti in particolare dall&#039;Europa orientale e alla globalizzazione dell&#039;economia e le sue ripercussioni sull&#039;occupazione,al terrorismo,alla criminalità internazionale,al traffico di stupefacenti,agli squilibri ecologici e ai rischi per la salute pubblica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ciò si è realizzato attraverso una modifica e una ridenominazione dei trattati UE e CE, intervenendo su quattro obiettivi fondamentali:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* porre l&#039;occupazione e i diritti dei cittadini come punto principale dell&#039;Unione&lt;br /&gt;
* eliminare gli ultimi ostacoli alla libera circolazione e rafforzare la sicurezza&lt;br /&gt;
* permettere all&#039;Europa di esercitare maggiore influenza sulla scena mondiale&lt;br /&gt;
* rendere più efficace l&#039;architettura istituzionale dell&#039;Unione&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con il trattato di Amsterdam si sono quindi rafforzati i poteri delle istituzioni europee,in particolare del Parlamento e posta una maggiore attenzione per il cittadino europeo attraverso misure per combattere la disoccupazione el&#039;esclusione sociale.Inoltre i considerazioni dei mutamenti economici e sociali intervenuti nel mercato dei prodotti e dei servizi la politica dei consumatori è diventata competenza dell&#039;Unione. Per quanto riguarda gli aspetti burocratici, in particolare i procedimenti decisionali c&#039; è stata una profonda revisione nel senso della semplificazione attraverso una estensione della procedura di codecisione a nuove materie e ampliando i casi in cui il consiglio può decidere a maggioranza qualificata invece che all&#039;unanimità Con Amsterdam il terzo pilastro non è stato cancellato ma è diventato un&#039;ambito politico-istituzionale che si occupa solo di cooperazione di polizia e giudiziari in materia penale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nonostante i nuovi ambiti di competenza introdotti i risultati raggiunti non sono apparsi soddisfacenti in particolare per quanto riguarda gli adeguamenti istituzionali in previsione di un&#039;allargamento dell&#039;Unione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Nizza ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Approvato dal consiglio europeo di Nizza l&#039;11 dicembre 2000 e firmato il 26 febbraio  2001 al termine di una lunga trattativa diplomatica è entrato in vigore il 1 febbraio 2003. Anche il trattato di Amsterdam prevedeva esattamente come il trattato di Maastricht in un protocollo allegato la possibilità di una revisione ad opera di una conferenza intergovernativa,che, in questo caso venne avviata il 14 febbraio 2000 allo scopo di adattare le istituzioni europee all&#039;acquisizione di nuovo membri avviando le riforme istituzionali che il trattato di Amsterdam non era riuscito a fare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le principali modifiche sono state:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;estensione del voto a maggioranza qualificata e una nuova ponderazione dei voti in seno al consiglio:&#039;&#039;&#039; lo scopo era evitare lo &amp;quot;stallo decisionale&amp;quot;,per cui si sono limitati i casi per cui un paese possa oppore un veto.Tuttavia alcuni paesi mantennero un veto nella possibilità di oppore un veto su alcuni settori(il Regno unito per fisco e sicurezza sociale,la Germania per asilo e immigrazione,la Spagna per i fondi strutturali e la Francia per l&#039;audiovisivo)&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;semplificazione delle procedure per l&#039;attivazione della cooperazione rafforzata:&#039;&#039;&#039; Il trattato di Amsterdam prevedeva la possibilità per gli stati membri di cooperare nell&#039;interesse dell&#039;unione anche qualora non tutti fossero disposti a parteciparvi nell&#039;immediato.Il trattato di Nizza ha consolidato questa procedura eliminando la facoltà per ogni membro di opporre un veto a una cooperazione rafforzata imponendo un minimo di otto stati per avviare una cooperazione  e prevedendo la possibilità di estendere il meccanismo alla politica estera e di sicurezza,esclusa però la difesa.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;riforma del sistema giurisdizionale&#039;&#039;&#039; dell&#039;unione,attraverso una nuova riapartizione di seggi nel parlamento europeo e l&#039;estensione della procedura di codecisione&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;la modifica della struttura delle istituzioni,&#039;&#039;&#039; in particolare per quanto riguarda la commissione europea.Il trattato statuì di limitare a partire dal 2005 la composzione della commissione assegnando un rappresentante a ogni stato membro.Furono anche rafforzati i poteri del presidente della commissione,consentendogli di decidere la suddivisione del portafogli e di porcedere a un rimpasto delle competenze durante il mandato. Fu inoltre rafforzato il ruolo di colegislatore del parlamento.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;modifica della procedura relativa alla constatazione di una grave violazione di uno stato membro,&#039;&#039;&#039; di uno o più principi fondamentali dell&#039;Unione.Il trattato ha introdotto una fase di preallarme che consente di intervenire con raccomandazioni qual&#039;ora c&#039; è l&#039; evidente rischio di violazione (non più quindi una violazione certa) dei principi fondamentali da parte di uno Stato. Prima di procedere in tal senso era prevista la possibilità di far intervenire personalità indipendenti al fine di presentare un rapporto sullo stato membro in questione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Allegati al trattato di Nizza si trovano anche protocolli addizionali e varie dichiarazioni adottare dalla conferenza intergovernativa.Importante fu la &#039;&#039;&#039;dichiarazione sul futuro dell&#039; unione&#039;&#039;&#039; nella quale gli stati membri auspicano al&#039;avvio di un dibattito più ampio e approfondito sul futuro dell&#039;Unione Europea.Essa individuava quattro grandi temi di riflessione:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;delimitazione delle competenze&#039;&#039;&#039; tra l&#039;unione Europea e gli stati membri,che rispecchi il principio di sussidarietà&lt;br /&gt;
* lo status della &#039;&#039;&#039;carta dei diritti fondamentali dell&#039;unione Europea,&#039;&#039;&#039; proclamata a Nizza&lt;br /&gt;
* la &#039;&#039;&#039;semplificazione dei trattati,&#039;&#039;&#039; al fine di renderli più chiari e meglio comprensibili senza modificarne la sostanza&lt;br /&gt;
* il ruolo &#039;&#039;&#039;dei parlamenti nazionali&#039;&#039;&#039; nell&#039;architettura europea&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre anche in questo caso viene prevista la possibilità di convocare nel 2004 una nuova conferenza intergovernativa per procedere a ulteriori revisioni e integrazioni&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Lisbona ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 2004, al termine di un lungo e complesso iter diplomatico, è stato approvato il Trattato che adotta una Costituzione per l&#039;Europa. Tuttavia, questo processo subì un&#039;arresto a seguito dell&#039;esito negativo dei referendum promossi in Francia e nei Paesi Bassi. A seguito di questa bocciatura si iniziò a parlare di fallimento costituzionale dell&#039;Europa, che portò a un nuovo periodo di riflessione in cui l&#039;Unione Europea dovette ripensare e in parte ridimensionare le proprie ambizioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ha avuto così inizio il cammino che avrebbe poi portato al Trattato di Lisbona, con il quale si abbandonò formalmente la Costituzione, pur mantenendone la sostanza. Dopo la bocciatura dei referendum, l&#039;unica strada percorribile risultò essere quella di uno strumento essenzialmente tecnico con un basso profilo politico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così, il 13 dicembre 2007, nella capitale portoghese, i capi di Stato e di governo degli Stati membri dell&#039;Unione firmarono il Trattato di Lisbona, che sarebbe entrato in vigore quasi due anni dopo, il 1° dicembre 2009.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vengono confermate alcune innovazioni già presenti nel quadro costituzionale, prima fra tutte la scomparsa della struttura a tre pilastri (Comunità europee, Politica estera e di sicurezza comune e Cooperazione di polizia giudiziaria in materia penale). Gli strumenti giuridici, un tempo indipendenti, vengono infatti unificati attraverso una sostanziale armonizzazione delle procedure e degli atti giuridici dell&#039;Unione, sebbene per il settore della Politica estera e di sicurezza comune (PESC) rimangano applicabili procedure specifiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La riforma ha inoltre ampliato le competenze dell&#039;Unione, estendendo l&#039;ambito di applicazione della procedura legislativa ordinaria e del voto a maggioranza qualificata. Questo processo è particolarmente evidente nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia, dove l&#039;Unione ha sviluppato politiche comuni in materia di asilo, immigrazione e controllo delle frontiere esterne. Tali politiche si fondano sui principi di solidarietà (intesa come equa ripartizione degli oneri di gestione tra gli Stati membri) e di equità (ovvero la parità di trattamento tra i cittadini di paesi terzi e quelli dell&#039;Unione Europea).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il nuovo assetto dell&#039;Unione Europea ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;articolo 47 del Trattato sull&#039;Unione Europea (TUE) stabilisce che l&#039;Unione Europea possiede personalità giuridica unica, semplificando in modo significativo l&#039;architettura istituzionale. In precedenza, il TUE e il Trattato che istituiva la Comunità Europea (TCE) facevano riferimento a due soggetti giuridici distinti (l&#039;Unione e la Comunità) e a due ordinamenti giuridici differenti (il diritto dell&#039;Unione e quello comunitario), i quali regolavano la complessa struttura articolata in tre pilastri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la riforma, il soggetto giuridico diventa unico – l&#039;Unione Europea – che acquisisce personalità giuridica anche sul piano internazionale, potendo così concludere accordi con Stati terzi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;articolo 1, paragrafo 3, TUE precisa inoltre che l&#039;Unione «sostituisce e succede alla Comunità europea», il cui richiamo all&#039;interno dei due trattati viene eliminato. Pertanto, l&#039;Unione Europea (UE) subentra alla Comunità europea (CE): quest&#039;ultima cessa formalmente di esistere, venendo assorbita dalla prima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il trattato di Lisbona è poi intervenuto in maniera rilevante sul quadro istituzionale dell&#039;Unione. In particolare:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;Parlamento europeo&#039;&#039;&#039; viene rafforzato grazie alle maggiori competenze in materia di bilancio,al ricorso della maggioranza qualificata in molti nuovi settori e sopratutto all&#039;estensione della procedura di codecisione che diventa la procedura legislativa ordinaria.In questo modo il Parlamento a sua volta eletto dai cittadini per mezzo delle elezioni europee si trova ora a operare in condizioni di parità con il consiglio (costituito dai capi di stato e governo degli stati membri) per quanto riguarda l&#039;attività legislativa,e quindi anche su temi come la libertà,la sicurezza e la giustizia&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;Consiglio dell&#039;Unione&#039;&#039;&#039; rimane un&#039;organo non permanente a formazione mutevole e a presidenza rotante. Il Trattato di Lisbona individua però per la prima volta due formazioni tipiche: Il consiglio affari generali che prepara le riunioni de consiglio europeo e il consiglio Affari esteri presieduto dall&#039;Alto rappresentante,che elabora l&#039;azione esterna dell&#039;unione secondo le linee definite dal consiglio europeo e ne assicura la coerenza.Per quanto riguarda il sistema di voto il consiglio delibera a maggioranza semplice tranne in alcuni casi in cui è richiesta la maggioranza qualificata.Dal 1 novembre 2014 è stato introdotto un complicato sistema di &amp;quot;doppia maggioranza&amp;quot;,basato sul 55% degli stati e sul 65% della popolazione:si tratta del riconoscimenti della doppia legittimità dell&#039;Unione(Stati e popoli). E&#039; inoltre possibile per un numero limitato di Stati manifestare una loro opposizione a una decisione eventualmente adottata dalla maggioranza e imporre al consiglio il riesame della questione.&lt;br /&gt;
* La &#039;&#039;&#039;commissione&#039;&#039;&#039; riceve una nuova ridenominazione (commissione europea),in seguito al Trattato di Lisbona riceve una più forte legittimazione democratica attraverso l&#039;eleggibilità parlamentare del presidente.Nel suo ambito viene inoltre istituito l&#039;Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza che riunisce le competenze attribuite precedentemente all&#039;Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune e al membro della commissione europea responsabile per le relazioni esterne,assumento il ruolo di vicepresidente della commissione. Si realizza così un legame orizzontale tra le politiche estere ed esterne dell&#039;Unione:in una prima veste L&#039;alto rappresentante guida la politica estera e di sicurezza dell&#039;Unione,agendo come &amp;quot;mandatario&amp;quot; del consiglio e presiedendone la formazione &amp;quot;Affari esteri&amp;quot;,nonchè contribuendo all&#039;elaborazione di questa politica tramite iniziativa autonoma;nella seconda veste p incaricato delle relazioni esterne con i paesi terzi e degli altri aspetti dell&#039;azione esterna dell&#039;Unione,comprese la cooperazione allo sviluppo e la cooperazione economica-finanziaria.Nell&#039;esercizio di entrambi di questi ruoli e funzioni potrà avvalersi del servizio europeo dell&#039;azione esterna,una diplomazia comune composta da funzionari della commissione,degli Stati membri e del segretariato del consiglio.L&#039;alto rappresentante è incaricato inoltre della coordinazione dell&#039;azione dell&#039;Unione con i paesi terzi e ha il potere di presentare al consiglio proposte in materia.Questa figura introduce quindi una maggiore flessibilità nella dialettica tra unità e diversità all&#039;interno dell&#039;Unione grazie alla possibilità di instaurare cooperazioni rafforzate attivabili con procedure più semplici&lt;br /&gt;
* La &#039;&#039;&#039;Corte di giustizia dell&#039;UE,&#039;&#039;&#039; non più corte di giustizia delle comunità europee,si compone della corte di giustizia stessa,del Tribunale (in precedenza denominato tribunale di primo grado) e da tribunali specializzati&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;consiglio europeo,&#039;&#039;&#039; in precedenza organo politico diventa un&#039;organo giuridico,integrato nei trattati e soggetto al controllo della corte di giustizia. Esso continua a svolgere funzioni di orientamento e di impulso politico, in particolare nell&#039;individuazione degli indirizzi strategici della politica dell&#039;Unione e nei casi previsti dal trattato può intervenire nell&#039;attività normativa pronunciandosi all&#039;unanimità o a maggioranza qualificata a seconda dei casi. E&#039; inoltre dotato di un presidente stabile con il compito di rappresentare l&#039;Unione in sede internazionale,nominato dallo stesso consiglio europeo per due anni e mezzo e rinnovabile una sola volta.In questa modo si è assicurata una certa continuità istituzionale all&#039;attività del consiglio europeo:in precedenza si applicava il metodo della rotazione,per cui la presidenza ruotava tra tutti i paesi membri ogni sei mesi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Trattato di Lisbona ha inoltre introdotto piccoli elementi di democrazia partecipativa. In particolare, attraverso la raccolta di un milione di firme, i cittadini possono presentare un&#039;iniziativa popolare alla Commissione, esortandola a elaborare proposte legislative da sottoporre al Consiglio dell&#039;Unione Europea nei settori di competenza dell&#039;Unione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tale meccanismo, tuttavia, non lede il diritto di iniziativa della Commissione, la quale conserva la facoltà di decidere discrezionalmente se accogliere o meno l&#039;invito a presentare proposte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Trattato prevede anche un maggiore coinvolgimento dei parlamenti nazionali nelle attività delle istituzione di Buxelles e Strasburgo,in particolare attraverso dei meccanismi informativi che permettono di essere tenuti al corrente degli atti adottati dalle istituzioni europee,delle domande di adesione di nuovi stati membri e della vigilanza del rispetto del principio di sussidarietà. I parlamenti nazionali possono poi partecipare alla revisione  dei trattati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Continuità o rottura? ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il trattato di Lisbona non sostituisce i vecchi trattati ma a differenza della costituzione europea si pone in continuità con essi limitandosi a emendarli.Esso fallisce nel suo intento di semplificare l&#039;architettura normativa europea anche alla luce dei numerosi protocolli e dichiarazioni allegati al testo,la cui natura è tutt&#039;altro che definita. A differenza del trattato costituzionale scompare la clausola di superiorità del diritto dell&#039;Unione su quello nazionale,anche se si tratta di un mero espediente retorico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le fonti del diritto UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il funzionamento dell&#039;architettura europea è disciplinato da un complesso sistema normativo al cui vertice si pongono le cosidette fonti primarie,costituite dai trattati istitutivi e dai principi generali di ordinamento dell&#039;Unione.Le fonti secondarie sono invece elencate nell&#039;art. 288 del TFUE,che distingue tra atti vincolanti(regolamenti,decisioni,direttive) e atti non vincolanti (raccomandazioni e pareri). Ci sono poi gli atti atipici,ossia quelli che incidono sul funzionamento dell&#039;Unione pur non essendo previsti dai trattati ( o comunque non presenti nell&#039;art. 288 del TFUE). Per poter aver effetto questi atti devono però essere dispiegati negli ordinamenti degli stati membri e laddove ci siano contrasti con il diritto nazionale a prevalere è la normativa europea in virtù del riconoscimento del principio del diritto dell&#039;Unione su quello nazionale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema dell&#039;Unione Europea presenta caratteri peculiari ed è fortemente influenzato dal modo in cui sono distribuiti i pubblici poteri. Ciò deriva dalla natura giuridica dell&#039;Unione, che è &#039;&#039;sui generis&#039;&#039;, ossia a metà strada tra un&#039;organizzazione internazionale classica e una federazione di Stati. Difatti, i governi dei paesi membri hanno limitato la propria sovranità, dando vita a un organismo giuridico indipendente, destinato a integrarsi con i diversi ordinamenti nazionali e in grado di incidere direttamente sulle situazioni giuridiche dei singoli cittadini.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ciò comporta che gli organi europei siano legittimati a emanare provvedimenti di carattere generale e individuale che entrano a far parte dell&#039;ordinamento degli Stati membri senza che sia necessario alcun atto di recepimento da parte delle autorità nazionali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre, a differenza di quanto accade negli ordinamenti statali, nel diritto dell&#039;Unione non esiste una vera e propria gerarchia delle fonti: tutti gli atti hanno formalmente pari forza. Il sistema delle fonti si ispira piuttosto a una concezione di tipo funzionale, dove a ogni politica o competenza è associata una determinata istituzione, chiamata a decidere secondo una specifica maggioranza o procedura, in base a quanto stabilito dall&#039;articolo di riferimento del trattato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Le fonti derivate:atti vincolanti e non vincolanti ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I trattati stabiliscono le competenze e le procedure per l&#039;adozione da parte delle istituzione europee di atti che si pongono al secondo livello del sistema giuridico europeo e costituiscono il diritto dell&#039;unione derivato.Questi sono posti in essere attraverso precisi processi deliberativi e destinati a incidere in modo rilevante sugli ordinamenti giuridici interni e sulle posizioni giuridiche dei singoli,talvolta anche senza un intervento formale del legislatore nazionale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le fonti derivate hanno la loro base giuridica nell&#039; art. 288 del TFUE che sancisce la tipologia degli atti a mezzo dei quali le istituzioni dell&#039;UE esercitano le loro competenze:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* il &#039;&#039;&#039;regolamento&#039;&#039;&#039; ha portata generale. E&#039; obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile a ciascuno degli stati membri&lt;br /&gt;
* la &#039;&#039;&#039;direttiva&#039;&#039;&#039; vincola lo stato membro a cui è rivolta per quanto riguarda il risultato da raggiungere,salvo restando la competenza degli organi nazionali in merito alla forma e ai mezzi&lt;br /&gt;
* la &#039;&#039;&#039;decisione&#039;&#039;&#039; è obbligatoria in tutti i suoi elementi. Se designa dei destinatari è obbligatoria soltanto nei confronti di questi.&lt;br /&gt;
* le &#039;&#039;&#039;raccomandazioni&#039;&#039;&#039; e i &#039;&#039;&#039;pareri&#039;&#039;&#039; non sono vincolanti&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La tipologia di atto da adottare è generalmente prescritta dalle varie disposizioni del trattato (es. art. 218 del TFUE che obbliga il consiglio ad adottare una decisione per autorizzare l&#039;avvio di negoziati di aoccordi internazionali) e in tal caso l&#039;indicazione è vincolante;laddove non ci sia una indicazione specifica,o sia disponibile un&#039;alternativa tra le disposizioni adottabili oppure vi sia una indicazione generica le istituzione possono scegliere l&#039;atto che ritengono più appropriato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Le procedure degli atti ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All’origine dell’Unione Europea, la funzione normativa era esercitata esclusivamente dai governi degli Stati membri, riuniti in seno al Consiglio. Questo assetto contrastava con il principio della separazione dei poteri proprio del diritto comunitario, ma rispecchiava la natura stessa dell’allora Comunità, configurata più come un’organizzazione di Stati che come una comunità di persone.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La prevalenza dell’elemento statale su quello individuale garantiva agli esecutivi nazionali una posizione predominante nei meccanismi decisionali dell’Unione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questa fase iniziale, il Parlamento europeo svolgeva una funzione meramente consultiva. Solo gradualmente si è passati a forme di collaborazione tra Parlamento e Consiglio, fino all’introduzione della procedura di codecisione. Quest’ultima, elevata a procedura legislativa generale dal Trattato di Amsterdam, ha posto le due istituzioni sullo stesso piano nell’adozione degli atti giuridici (oggi denominata procedura legislativa ordinaria).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tuttavia, il principio classico della separazione dei poteri, che costituisce un fondamento del diritto degli Stati membri, non trova piena applicazione nel quadro dell’Unione Europea. A esso si preferisce il principio dell’equilibrio istituzionale, in base al quale tutte le istituzioni partecipano in modo equilibrato al processo legislativo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le principali procedure decisionali sono disciplinate dall’articolo 289 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea (TFUE): la procedura legislativa ordinaria, la procedura legislativa speciale, la procedura di consultazione e la procedura di approvazione. Il criterio che determina il ricorso all’una o all’altra procedura è il diverso grado di coinvolgimento del Parlamento europeo e del Consiglio, a seconda che entrambe le istituzioni partecipino attivamente o che una di esse svolga un ruolo prevalente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le istituzioni dell&#039;UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Attualità e critiche ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== L&#039;Unione Europea dalla prospettiva marxista ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Russofobia ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Europa]] [[Categoria:Organizzazioni intergovernative]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari1</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Unione_europea&amp;diff=6465</id>
		<title>Unione europea</title>
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		<updated>2026-03-16T00:11:23Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari1: /* Il nuovo assetto dell&amp;#039;Unione Europea */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{S}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;div align=center&amp;gt;&lt;br /&gt;
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|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot; colspan=&amp;quot;2&amp;quot; |&amp;lt;center&amp;gt;&#039;&#039;&#039;Unione Europea&#039;&#039;&#039;&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
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! colspan=2 style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&amp;lt;center&amp;gt;Dati generali&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Nome Ufficiale&#039;&#039;&#039;  || | &lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Britannica.png|20px|bordo]] European Union&amp;lt;ref&amp;gt;Il Regno Unito non fa più parte dell&#039;Unione Europea, la bandiera britannica è qui utilizzata per indicare la lingua inglese.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Tedesca.png|20px|bordo]] Europäische Union&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Francese.png|20px|bordo]] Union européenne&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Italiana.png|20px|bordo]] Unione europea&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Abbreviazione&#039;&#039;&#039;  || | &lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Europea.png|20px|bordo]] EU, eu&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Italiana.png|20px|bordo]] UE, ue&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Fondazione&#039;&#039;&#039;  || | 25 marzo 1957 (CEE), 7 febbraio 1992 (ufficiale)&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Causa&#039;&#039;&#039;  || | [[Trattato di Roma]], [[Trattato di Maastricht]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Inno&#039;&#039;&#039;  || | Inno alla Gioia&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
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|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Sedi&#039;&#039;&#039;  || |&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Belga.png|20px|bordo]] [[Bruxelles]], [[Belgio]]&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Lussemburghese.png|20px|bordo]] [[Lussemburgo]], [[Lussemburgo]]&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Francese.png|20px|bordo]] [[Strasburgo]], [[Francia]]&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Tedesca.png|20px|bordo]] [[Francoforte sul Meno]], [[Germania]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Presidente della Commissione&#039;&#039;&#039;  || | [[File:Bandiera Tedesca.png|20px|bordo]] [[Ursula Von der Leyen]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! colspan=2 style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&amp;lt;center&amp;gt;Dati geografici&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;[[Continente]]&#039;&#039;&#039;  || | [[Europa]], con territori appartenenti agli stati membri situati in [[Africa]] ed in [[America]] (regioni ultraperiferiche).&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Superficie&#039;&#039;&#039;  || | 4 233 262 km²&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Popolazione&#039;&#039;&#039;  || | 446 834 578 ab.&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Densità&#039;&#039;&#039;  || | 105,5 ab./km²&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Lingua ufficiale&#039;&#039;&#039;  || | 24 lingue&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
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|}&lt;br /&gt;
&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;unione europea è un&#039;istituzione politica sovranazionale dotata di personalità giuridica all&#039;interno del [[diritto internazionale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Principi e fondamenti giuridici ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;Unione europea è un&#039;organizzazione sovranazionale fondata su un insieme di principi politici e giuridici che regolano i rapporti tra gli Stati membri e le istituzioni comuni. Il suo ordinamento giuridico si è sviluppato progressivamente a partire dalla seconda metà del XX secolo con l’obiettivo dichiarato di promuovere la cooperazione economica, politica e sociale tra i paesi europei, garantendo al contempo stabilità, pace e tutela dei diritti fondamentali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I fondamenti giuridici dell&#039;Unione europea sono contenuti principalmente nei trattati istitutivi, che costituiscono la base dell’intero sistema normativo europeo. Questi trattati sono il risultato di un lungo processo di integrazione, iniziato con il Trattato di Roma del 1957 e successivamente sviluppato attraverso varie riforme, tra cui il Trattato di Maastricht del 1992 e il Trattato di Lisbona del 2007.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo percorso di integrazione, soprattutto negli anni successivi alla Seconda guerra mondiale, si sviluppò un ampio dibattito politico e giuridico riguardo alla forma istituzionale che avrebbe dovuto assumere il progetto europeo. Alcuni proponevano la creazione di una [[federazione]] sul modello di Stati federali già esistenti, come gli Stati Uniti; altri assumevano una posizione più prudente, preferendo una forma di cooperazione più limitata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La differenza principale risiedeva nel fatto che, mentre nella prospettiva federalista gli Stati membri trasferiscono una parte significativa della propria sovranità a un’autorità centrale dotata di poteri diretti sui cittadini,con un governo federale provvisto di ampie competenze legislative e una struttura istituzionale capace di adottare decisioni vincolanti per tutti gli Stati aderenti, nell’altra prospettiva l’integrazione avviene attraverso un’unione di Stati sovrani, in cui i governi nazionali continuano a mantenere la maggior parte dei propri poteri politici e giuridici. In questo secondo modello, per essere valida, l’unione deve basarsi su decisioni assunte all’unanimità tra gli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla fine, con l&#039;istituzione del Trattato di Maastricht e del Trattato di Lisbona, ha prevalso il secondo modello, trasformando quella che prima era semplicemente la Comunità economica europea in un&#039;entità dotata di un&#039;ampia personalità giuridica: l&#039;Unione europea.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uno dei principi fondamentali dell’ordinamento giuridico dell’Unione è il principio di attribuzione delle competenze. In base a questo principio, l’Unione può esercitare solo le competenze che gli Stati membri le hanno esplicitamente conferito attraverso i trattati. Tutte le competenze non attribuite all’Unione restano pertanto agli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altri principi come quello di principi di sussidiarietà e proporzionalità si sono sviluppati progressivamente nel corso del tempo, ma sono stati formalmente inseriti nei trattati negli anni Novanta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[principio di sussidarietà]] iniziò a comparire nel dibattito sull’integrazione europea già negli anni Settanta. Una prima formulazione esplicita si trova nel Rapporto Tindemans del 1975, che proponeva di attribuire alle istituzioni europee soltanto quelle competenze che gli Stati membri non erano in grado di esercitare efficacemente da soli. Successivamente il concetto fu ripreso in diversi progetti di riforma istituzionale negli anni Ottanta. Tuttavia, esso venne formalmente introdotto nel diritto dell’Unione europea con il Trattato di Maastricht del 1992, che lo inserì tra i principi fondamentali per regolare la ripartizione delle competenze tra l’Unione e gli Stati membri. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il principio di proporzionalità, invece, ha origini leggermente precedenti nel diritto comunitario. Esso era già stato elaborato nella giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea negli anni Settanta come criterio per controllare che le istituzioni comunitarie non adottassero misure eccessive rispetto agli obiettivi perseguiti. Anche questo principio fu poi riconosciuto esplicitamente nei trattati e consolidato con il Trattato di Maastricht del 1992, insieme al principio di sussidiarietà.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema giuridico dell’Unione europea si caratterizza inoltre per alcune peculiarità che lo distinguono dal diritto internazionale tradizionale. In particolare, la giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea ha affermato due principi fondamentali: il principio del primato del diritto dell’Unione e quello dell’effetto diretto. Il primato stabilisce che, in caso di conflitto, le norme del diritto dell’Unione prevalgono su quelle nazionali degli Stati membri. L’effetto diretto, invece, consente ai cittadini di invocare alcune norme europee direttamente davanti ai giudici nazionali senza la necessità di un recepimento nella legislazione interna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Storia ==&lt;br /&gt;
La fine della Seconda guerra mondiale vide l&#039;Europa fare i conti non solo con milioni di morti, ma anche con un&#039;economia in crisi, in un contesto geopolitico in cui gli [[Stati Uniti d&#039;America]] e l&#039;[[Unione Sovietica]] erano risultate le principali vincitrici del conflitto. Alcuni intellettuali, politici e statisti, tra cui Robert Schuman (ministro degli Esteri francese), Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer (rispettivamente capi del governo italiano e tedesco), avviarono una strategia tesa all&#039;unificazione dell&#039;Europa. L&#039;obiettivo principale era impedire il riprodursi di situazioni politiche, economiche e militari che avevano portato il mondo al disastro della guerra. Si sottolineava, in particolare, la necessità di ricucire lo stretto legame tra Francia e Germania, che fino ad allora erano state al centro della &amp;quot;patologia&amp;quot; dei rapporti tra i paesi europei.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All&#039;origine fu soprattutto un accordo di tipo economico: Robert Schuman propose di mettere l&#039;insieme della produzione franco-tedesca di carbone e acciaio sotto un&#039;alta autorità comune, nel quadro di un&#039;organizzazione alla quale avrebbero poi potuto aderire anche altri paesi. La dichiarazione rappresentò così l&#039;inizio del processo di cooperazione tra gli Stati europei, sebbene all&#039;inizio si trattasse soltanto di un&#039;unione di Stati e di cooperazione organizzativa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sorsero non solo diverse organizzazioni che operavano senza un reale collegamento tra loro, come l&#039;OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), l&#039;UEO (Unione europea occidentale) e la NATO (Organizzazione del Trattato dell&#039;Atlantico del Nord), ma anche le Comunità europee: dapprima, con il Trattato di Parigi, la CECA (Comunità europea del carbone e dell&#039;acciaio); quindi la CEE (Comunità economica europea) e la CEEA o EURATOM (Comunità europea dell&#039;energia atomica), entrambe nate il 25 marzo 1957 con la firma dei Trattati di Roma.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;accordo istitutivo della CECA scadeva dopo 50 anni dalla sua entrata in vigore, il 23 luglio 2002. A quella data, gli Stati membri hanno deciso di non rinnovarlo: l&#039;organizzazione si è quindi sciolta e le relative competenze sono state trasferite all&#039;Unione Europea. L&#039;EURATOM, invece, è ancora formalmente operante, sebbene svolga un ruolo marginale rispetto all&#039;Unione, pur non essendo giuridicamente assorbita da quest&#039;ultima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare, la creazione della Comunità economica europea,alla quale fu assegnato il compito di promuovere, mediante l&#039;instaurazione di un mercato comune e il graduale ravvicinamento delle politiche economiche degli Stati membri, uno sviluppo armonioso delle attività economiche nell&#039;insieme delle Comunità (art. 2 TCEE),segna il reale passaggio dalla cooperazione all&#039;integrazione. Per la prima volta venne introdotto un organo dotato di ampia indipendenza deliberativa rispetto agli Stati membri e con forti poteri decisionali nei confronti delle imprese del settore, eliminando le barriere commerciali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Successivamente, con il Trattato di Bruxelles del 1965, si creò il primo scheletro delle istituzioni così come sono oggi. Ciò avvenne fondendo gli esecutivi in un&#039;unica Commissione e un unico Consiglio, oltre a istituire un bilancio unico per le tre Comunità. L&#039;unificazione riguardava però solo gli organi, non le competenze, che restavano distinte: le Comunità continuavano infatti a esercitare poteri differenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== I trattati istitutivi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il trattato di Roma ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la firma del Trattato di Roma Francia,Germania,Italia,Belgio,Olanda e Lussemburgo posero la prima pietra della costruzione dell&#039;Unione Europea attraverso l&#039;istituzione della comunità economica europea. Questo trattato era costituito da 240 articoli,suddiviso in sei parti distinte e preceduto da un preambolo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* la prima parte era dedicata ai principi che avevano ispirato la comunità economica europea attraverso il mercato comune,l&#039;unione doganale e le politiche comuni;&lt;br /&gt;
* la secondo parte riguardava i fondamenti della comunità;essa comprendeva quattro titoli rispettivamente alla libera circolazione delle merci,all&#039;agricoltura ,alla libera circolazione delle persone,dei servizi e dei capitali e dei trasporti.&lt;br /&gt;
* la terza parte riguardava le politiche comuni e comprendeva quattro titoli relativi alle norme comuni,alla politica economica,alla politica sociale e alla banca europea degli investimenti;&lt;br /&gt;
* la quarta parte era dedicata all&#039;associazione dei paesi e dei territori d&#039;oltremare&lt;br /&gt;
* la quinta riguardava le istituzioni e includeva un titolo sulle disposizioni istituzionali e un&#039;altro sulle disposizioni finanziarie&lt;br /&gt;
* l&#039;ultima parte erano delle disposizioni generali e finali&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;intenzione degli Stati firmatari era di creare un mercato comune in cui fosse garantita una libera circolazione dei prodotti (merci e servizi) e dei fattori produttivi (capitale e lavoro), così da eliminare ogni barriera protezionistica e garantire agli Stati maggiori possibilità di espansione. In vista di questo obiettivo furono garantite quattro libertà fondamentali: la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A livello di politica economica, ciò si concretizzò in un regime liberista improntato al principio del mercato aperto e della libera concorrenza, senza il quale la libera circolazione non si sarebbe mai potuta attuare. Questi obbiettivi economici si sono poi realizzati in diverse tappe:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Unione doganale:&#039;&#039;&#039; avviata dal primo luglio 1968 ha comportato la soppressione dei dazi doganali all&#039;interno dell&#039;alora comunità e l&#039;applicazione di una tariffa doganale comune (TDC) applicata alle importazioni dei paesi terzi. Le restrizioni quantitative agli scambi sono state abolite il 31 dicembre 1960 tranne per quelle agricole dove le restrizioni sono state mantenute fino al 1974;&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Accordo di Shengen:&#039;&#039;&#039; è ciò che ha permesso l&#039;effettiva liberalizzazione della circolazione delle persone e la soppressione dei controlli alle frontiere interne tra gli Stati membri, in seguito alla firma avvenuta il 18 giugno 1985 tra Francia, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo e Germania. Successivamente hanno aderito anche gli altri paesi dell&#039;Unione Europea, sebbene attualmente ne siano momentaneamente esclusi Cipro, Croazia, Bulgaria e Romania, che dovrebbero entrare nei prossimi anni. Allo spazio Schengen hanno inoltre aderito anche paesi non UE come Norvegia, Svizzera, Islanda e Liechtenstein, mentre non ne fanno parte Irlanda e Regno Unito.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Atto unico europeo(AUE):&#039;&#039;&#039; fu firmato a Lussemburgo il 17 febbraio 1986 da nove Stati membri e il 28 febbraio 1986 da Danimarca, Italia e Grecia. Esso entrò in vigore il 1° luglio 1987 con l&#039;obiettivo di rilanciare il processo di costruzione europea e realizzare il mercato interno. L&#039;Atto Unico riprese alcuni temi che erano stati oggetto di precedenti trattative internazionali, riguardanti in particolare gli aspetti istituzionali e le politiche europee. Vennero modificati alcuni elementi del Trattato di Roma, attribuendo al Parlamento europeo un ruolo più incisivo e alla Commissione quello di mediatore tra Parlamento e Consiglio nello sviluppo della procedura di cooperazione (ex art. 252 del Trattato CE, antecedente al Trattato di Lisbona).  Tali modifiche valorizzarono il ruolo del Parlamento, assegnandogli il potere di pronunciarsi sull&#039;ammissione di nuovi Stati membri e di concludere accordi con associazioni di paesi terzi e con organizzazioni internazionali.  L&#039;Atto Unico Europeo sancì inoltre l&#039;esistenza del Consiglio europeo, pur senza precisarne compiutamente le competenze, istituzionalizzando di fatto i vertici periodici tra i capi di Stato e di governo.Furono inoltre gettate le basi del Tribunale di primo grado, con l&#039;obiettivo di snellire il carico di lavoro della Corte di Giustizia europea e di introdurre un doppio grado di giudizio, analogamente a quanto avviene nelle giurisdizioni nazionali.Inoltre, l&#039;Atto ha ampliato gli ambiti di competenza della Comunità, offrendo una base giuridica per l&#039;azione comune in settori quali il mercato interno, la politica monetaria, la politica sociale, l&#039;ambiente e la ricerca scientifica e tecnologica. Particolare rilievo venne attribuito alla convergenza delle politiche economiche e monetarie (art. 102A del TCE, introdotto dall&#039;Atto Unico Europeo). Per quanto riguarda la coesione economica e sociale, furono invece adottate politiche strutturali volte a ridurre il divario esistente tra le diverse regioni, al fine di colmare il ritardo di quelle più svantaggiate. Gli strumenti operativi individuati per raggiungere tale obiettivo furono i fondi strutturali. Pur rappresentando una tappa fondamentale nel processo di integrazione europea, l&#039;Atto evidenziò come per arrivare a un&#039;autentica Unione Europea fossero necessarie ulteriori riforme istituzionali, preparando il terreno per il successivo Trattato di Maastricht&lt;br /&gt;
=== Il trattato dell&#039; Unione Europea (o trattato di Maastricht) ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fu firmato a Maastricht il 7 febbraio 1992 dai 12 paesi che costituivano la comunità europea ed è entrato in vigore il 1 novembre 1993,è considerato la tappa decisiva per l&#039;affermazione politica-istituzionale dell&#039;Europa,sancendo la nascita dell&#039;Unione Europea.La conseguenza è stata una più larga cessione volontaria da parte degli stati-nazione membri di sovranità con l&#039;obbiettivo di favorire il potenziamento economico e una maggiore integrazione politica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare il trattato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;ha creato una nuova struttura a 3 pilastri:&#039;&#039;&#039; il primo pilastro è costituito dall&#039;ordinamento comunitario ereditando le disposizioni previste dal trattato istitutivo della comunità europea,e quindi di tutte le organizzazione precedentemente create (CECA e EURATOM).Le principali modifiche riguardano principalmente l&#039;apparato istituzionale,ampliamento e rafforzamento di competenze,introducendo anche il principio di sussidarietà.Il secondo pilastro regolato dal titolo V del trattato istituisce una politica comune nei settori della politica estera e della sicurezza (PESC) dove i governi degli stati membri adottano una cooperazione sistematica e azioni comuni.Infine, il terzo pilastro, disciplinato dal Titolo VI del Trattato, era volto alla cooperazione nei settori della giustizia e degli affari interni (CGAI), che fino ad allora era stata condotta in modo occasionale e informale tra gli Stati membri. L&#039;obiettivo enunciato nel preambolo era &amp;quot;garantire la libera circolazione delle persone, assicurando nel contempo la sicurezza dei loro popoli&amp;quot;.Per realizzare questo obiettivo furono individuate questioni di interesse comune, quali la politica di asilo, l&#039;immigrazione e la cooperazione giudiziaria in materia civile e penale. La loro trattazione rimaneva tuttavia di esclusiva competenza degli Stati membri, sebbene fosse prevista la possibilità di un successivo trasferimento all&#039;Unione. In particolare, il Trattato di Maastricht ha rappresentato un passo in avanti rispetto all&#039;Accordo di Schengen, prevedendo la possibilità di elaborare politiche comuni in materia di immigrazione e di trattamento dei cittadini di paesi terzi. A tal fine fu adottata la logica intergovernativa, nella quale il principio di unanimità riveste un ruolo centrale per l&#039;adozione di qualsiasi provvedimento.  Questa struttura a tre pilastri rappresentò un compromesso tra gli Stati membri: da un lato, coloro che desideravano un contesto giuridico unitario; dall&#039;altro, quelli che intendevano salvaguardare il potere decisionale nazionale. Se per il primo pilastro fu mantenuto il metodo comunitario,per il secondo e il terzo fu adottato il metodo intergovernativo.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;sei nuovi settori:&#039;&#039;&#039; nuove politiche comuni (reti transeuropee,politica industriale,tutela dei consumatori,istruzione e formazione professionale,gioventù e cultura).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;unione monetaria:&#039;&#039;&#039; sono stati fissati i principi e le disposizioni per l&#039;introduzione dell&#039;Euro&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;procedura di codecisione:&#039;&#039;&#039; ciò che era stato già ideato nell&#039;AUE viene disciplinato,con questo trattato il Parlamento europeo viene assegnato il potere di adottare una serie di atti congiuntamente con il consiglio dell&#039;Unione Europea;&lt;br /&gt;
Per quanto riguarda l&#039;assetto istituzionale maggiore rilevanza fu data al Parlamento europeo che ha assunto un ruolo più rilevante nella formazione degli atti giuridici e una maggiore rappresentività dei partiti politici. Alla commissione fu aumentata di 1 anno (da 4 a 5) la durata del suo mandato per uniformarla al resto del Parlamento,relativamente al consiglio si è intervenuto sui meccanismi decisionali per snellire le procedure allo scopo dichiarato di renderle più efficienti e democratiche:ciò ha favorito il ricordo alla &#039;&#039;maggioranza qualificata&#039;&#039;  per la maggior parte delle decisioni contemplate dalla procedura di codecisione e per tutte le decisioni adottate secondo la procedura di cooperazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altre modifiche di tipo istituzionale hanno riguardato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;La corte dei conti:&#039;&#039;&#039; incaricata di effettuare il controllo contabile e l&#039;esame del bilancio dell&#039;Unione e divenuta una istituzione europea con Maastricht&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;istituto monetario europeo:&#039;&#039;&#039; cui era affidato il compito di gestire il processo per l&#039;introduzione dell&#039;Euro e che avrebbe ceduto il passo alla banca centrale europea (BCE) con l&#039;effettiva circolazione della nuova moneta&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Il comitato delle regioni:&#039;&#039;&#039; nuovo organo a carattere consultivo composto dai rappresentanti degli enti regionali e con una struttura analoga a quella del già operante comitato economico e sociale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Amsterdam ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Firmato il 2 ottobre 1997 ed entrato in vigore il 1 maggio 1999 è il risultato di due anni di confronti e trattative nell&#039;ambito della conferenza dei rappresentati dei governi degli stati membri(iniziata nel maggio 1997 e terminata il 18 giugno 1997) la cui istituzione era già prevista dal trattato di Maastricht che nelle disposizioni finali invitava gli stati membri a convocare una conferenza intergovernativa (CIG) per la sua revisione.L&#039;obbiettivo,in primo luogo era il riassetto delle condizioni politiche e istituzionali dell&#039; Unione per affrontare le sfide del futuro nelle migliori condizioni tenendo conto della rapida evoluzione del quadro internazionale e dell&#039;adesione dei nuovi stati membri provenienti in particolare dall&#039;Europa orientale e alla globalizzazione dell&#039;economia e le sue ripercussioni sull&#039;occupazione,al terrorismo,alla criminalità internazionale,al traffico di stupefacenti,agli squilibri ecologici e ai rischi per la salute pubblica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ciò si è realizzato attraverso una modifica e una ridenominazione dei trattati UE e CE, intervenendo su quattro obiettivi fondamentali:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* porre l&#039;occupazione e i diritti dei cittadini come punto principale dell&#039;Unione&lt;br /&gt;
* eliminare gli ultimi ostacoli alla libera circolazione e rafforzare la sicurezza&lt;br /&gt;
* permettere all&#039;Europa di esercitare maggiore influenza sulla scena mondiale&lt;br /&gt;
* rendere più efficace l&#039;architettura istituzionale dell&#039;Unione&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con il trattato di Amsterdam si sono quindi rafforzati i poteri delle istituzioni europee,in particolare del Parlamento e posta una maggiore attenzione per il cittadino europeo attraverso misure per combattere la disoccupazione el&#039;esclusione sociale.Inoltre i considerazioni dei mutamenti economici e sociali intervenuti nel mercato dei prodotti e dei servizi la politica dei consumatori è diventata competenza dell&#039;Unione. Per quanto riguarda gli aspetti burocratici, in particolare i procedimenti decisionali c&#039; è stata una profonda revisione nel senso della semplificazione attraverso una estensione della procedura di codecisione a nuove materie e ampliando i casi in cui il consiglio può decidere a maggioranza qualificata invece che all&#039;unanimità Con Amsterdam il terzo pilastro non è stato cancellato ma è diventato un&#039;ambito politico-istituzionale che si occupa solo di cooperazione di polizia e giudiziari in materia penale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nonostante i nuovi ambiti di competenza introdotti i risultati raggiunti non sono apparsi soddisfacenti in particolare per quanto riguarda gli adeguamenti istituzionali in previsione di un&#039;allargamento dell&#039;Unione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Nizza ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Approvato dal consiglio europeo di Nizza l&#039;11 dicembre 2000 e firmato il 26 febbraio  2001 al termine di una lunga trattativa diplomatica è entrato in vigore il 1 febbraio 2003. Anche il trattato di Amsterdam prevedeva esattamente come il trattato di Maastricht in un protocollo allegato la possibilità di una revisione ad opera di una conferenza intergovernativa,che, in questo caso venne avviata il 14 febbraio 2000 allo scopo di adattare le istituzioni europee all&#039;acquisizione di nuovo membri avviando le riforme istituzionali che il trattato di Amsterdam non era riuscito a fare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le principali modifiche sono state:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;estensione del voto a maggioranza qualificata e una nuova ponderazione dei voti in seno al consiglio:&#039;&#039;&#039; lo scopo era evitare lo &amp;quot;stallo decisionale&amp;quot;,per cui si sono limitati i casi per cui un paese possa oppore un veto.Tuttavia alcuni paesi mantennero un veto nella possibilità di oppore un veto su alcuni settori(il Regno unito per fisco e sicurezza sociale,la Germania per asilo e immigrazione,la Spagna per i fondi strutturali e la Francia per l&#039;audiovisivo)&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;semplificazione delle procedure per l&#039;attivazione della cooperazione rafforzata:&#039;&#039;&#039; Il trattato di Amsterdam prevedeva la possibilità per gli stati membri di cooperare nell&#039;interesse dell&#039;unione anche qualora non tutti fossero disposti a parteciparvi nell&#039;immediato.Il trattato di Nizza ha consolidato questa procedura eliminando la facoltà per ogni membro di opporre un veto a una cooperazione rafforzata imponendo un minimo di otto stati per avviare una cooperazione  e prevedendo la possibilità di estendere il meccanismo alla politica estera e di sicurezza,esclusa però la difesa.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;riforma del sistema giurisdizionale&#039;&#039;&#039; dell&#039;unione,attraverso una nuova riapartizione di seggi nel parlamento europeo e l&#039;estensione della procedura di codecisione&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;la modifica della struttura delle istituzioni,&#039;&#039;&#039; in particolare per quanto riguarda la commissione europea.Il trattato statuì di limitare a partire dal 2005 la composzione della commissione assegnando un rappresentante a ogni stato membro.Furono anche rafforzati i poteri del presidente della commissione,consentendogli di decidere la suddivisione del portafogli e di porcedere a un rimpasto delle competenze durante il mandato. Fu inoltre rafforzato il ruolo di colegislatore del parlamento.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;modifica della procedura relativa alla constatazione di una grave violazione di uno stato membro,&#039;&#039;&#039; di uno o più principi fondamentali dell&#039;Unione.Il trattato ha introdotto una fase di preallarme che consente di intervenire con raccomandazioni qual&#039;ora c&#039; è l&#039; evidente rischio di violazione (non più quindi una violazione certa) dei principi fondamentali da parte di uno Stato. Prima di procedere in tal senso era prevista la possibilità di far intervenire personalità indipendenti al fine di presentare un rapporto sullo stato membro in questione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Allegati al trattato di Nizza si trovano anche protocolli addizionali e varie dichiarazioni adottare dalla conferenza intergovernativa.Importante fu la &#039;&#039;&#039;dichiarazione sul futuro dell&#039; unione&#039;&#039;&#039; nella quale gli stati membri auspicano al&#039;avvio di un dibattito più ampio e approfondito sul futuro dell&#039;Unione Europea.Essa individuava quattro grandi temi di riflessione:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;delimitazione delle competenze&#039;&#039;&#039; tra l&#039;unione Europea e gli stati membri,che rispecchi il principio di sussidarietà&lt;br /&gt;
* lo status della &#039;&#039;&#039;carta dei diritti fondamentali dell&#039;unione Europea,&#039;&#039;&#039; proclamata a Nizza&lt;br /&gt;
* la &#039;&#039;&#039;semplificazione dei trattati,&#039;&#039;&#039; al fine di renderli più chiari e meglio comprensibili senza modificarne la sostanza&lt;br /&gt;
* il ruolo &#039;&#039;&#039;dei parlamenti nazionali&#039;&#039;&#039; nell&#039;architettura europea&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre anche in questo caso viene prevista la possibilità di convocare nel 2004 una nuova conferenza intergovernativa per procedere a ulteriori revisioni e integrazioni&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Lisbona ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 2004, al termine di un lungo e complesso iter diplomatico, è stato approvato il Trattato che adotta una Costituzione per l&#039;Europa. Tuttavia, questo processo subì un&#039;arresto a seguito dell&#039;esito negativo dei referendum promossi in Francia e nei Paesi Bassi. A seguito di questa bocciatura si iniziò a parlare di fallimento costituzionale dell&#039;Europa, che portò a un nuovo periodo di riflessione in cui l&#039;Unione Europea dovette ripensare e in parte ridimensionare le proprie ambizioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ha avuto così inizio il cammino che avrebbe poi portato al Trattato di Lisbona, con il quale si abbandonò formalmente la Costituzione, pur mantenendone la sostanza. Dopo la bocciatura dei referendum, l&#039;unica strada percorribile risultò essere quella di uno strumento essenzialmente tecnico con un basso profilo politico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così, il 13 dicembre 2007, nella capitale portoghese, i capi di Stato e di governo degli Stati membri dell&#039;Unione firmarono il Trattato di Lisbona, che sarebbe entrato in vigore quasi due anni dopo, il 1° dicembre 2009.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vengono confermate alcune innovazioni già presenti nel quadro costituzionale, prima fra tutte la scomparsa della struttura a tre pilastri (Comunità europee, Politica estera e di sicurezza comune e Cooperazione di polizia giudiziaria in materia penale). Gli strumenti giuridici, un tempo indipendenti, vengono infatti unificati attraverso una sostanziale armonizzazione delle procedure e degli atti giuridici dell&#039;Unione, sebbene per il settore della Politica estera e di sicurezza comune (PESC) rimangano applicabili procedure specifiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La riforma ha inoltre ampliato le competenze dell&#039;Unione, estendendo l&#039;ambito di applicazione della procedura legislativa ordinaria e del voto a maggioranza qualificata. Questo processo è particolarmente evidente nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia, dove l&#039;Unione ha sviluppato politiche comuni in materia di asilo, immigrazione e controllo delle frontiere esterne. Tali politiche si fondano sui principi di solidarietà (intesa come equa ripartizione degli oneri di gestione tra gli Stati membri) e di equità (ovvero la parità di trattamento tra i cittadini di paesi terzi e quelli dell&#039;Unione Europea).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il nuovo assetto dell&#039;Unione Europea ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;articolo 47 del Trattato sull&#039;Unione Europea (TUE) stabilisce che l&#039;Unione Europea possiede personalità giuridica unica, semplificando in modo significativo l&#039;architettura istituzionale. In precedenza, il TUE e il Trattato che istituiva la Comunità Europea (TCE) facevano riferimento a due soggetti giuridici distinti (l&#039;Unione e la Comunità) e a due ordinamenti giuridici differenti (il diritto dell&#039;Unione e quello comunitario), i quali regolavano la complessa struttura articolata in tre pilastri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la riforma, il soggetto giuridico diventa unico – l&#039;Unione Europea – che acquisisce personalità giuridica anche sul piano internazionale, potendo così concludere accordi con Stati terzi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;articolo 1, paragrafo 3, TUE precisa inoltre che l&#039;Unione «sostituisce e succede alla Comunità europea», il cui richiamo all&#039;interno dei due trattati viene eliminato. Pertanto, l&#039;Unione Europea (UE) subentra alla Comunità europea (CE): quest&#039;ultima cessa formalmente di esistere, venendo assorbita dalla prima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il trattato di Lisbona è poi intervenuto in maniera rilevante sul quadro istituzionale dell&#039;Unione. In particolare:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;Parlamento europeo&#039;&#039;&#039; viene rafforzato grazie alle maggiori competenze in materia di bilancio,al ricorso della maggioranza qualificata in molti nuovi settori e sopratutto all&#039;estensione della procedura di codecisione che diventa la procedura legislativa ordinaria.In questo modo il Parlamento a sua volta eletto dai cittadini per mezzo delle elezioni europee si trova ora a operare in condizioni di parità con il consiglio (costituito dai capi di stato e governo degli stati membri) per quanto riguarda l&#039;attività legislativa,e quindi anche su temi come la libertà,la sicurezza e la giustizia&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;Consiglio dell&#039;Unione&#039;&#039;&#039; rimane un&#039;organo non permanente a formazione mutevole e a presidenza rotante. Il Trattato di Lisbona individua però per la prima volta due formazioni tipiche: Il consiglio affari generali che prepara le riunioni de consiglio europeo e il consiglio Affari esteri presieduto dall&#039;Alto rappresentante,che elabora l&#039;azione esterna dell&#039;unione secondo le linee definite dal consiglio europeo e ne assicura la coerenza.Per quanto riguarda il sistema di voto il consiglio delibera a maggioranza semplice tranne in alcuni casi in cui è richiesta la maggioranza qualificata.Dal 1 novembre 2014 è stato introdotto un complicato sistema di &amp;quot;doppia maggioranza&amp;quot;,basato sul 55% degli stati e sul 65% della popolazione:si tratta del riconoscimenti della doppia legittimità dell&#039;Unione(Stati e popoli). E&#039; inoltre possibile per un numero limitato di Stati manifestare una loro opposizione a una decisione eventualmente adottata dalla maggioranza e imporre al consiglio il riesame della questione.&lt;br /&gt;
* La &#039;&#039;&#039;commissione&#039;&#039;&#039; riceve una nuova ridenominazione (commissione europea),in seguito al Trattato di Lisbona riceve una più forte legittimazione democratica attraverso l&#039;eleggibilità parlamentare del presidente.Nel suo ambito viene inoltre istituito l&#039;Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza che riunisce le competenze attribuite precedentemente all&#039;Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune e al membro della commissione europea responsabile per le relazioni esterne,assumento il ruolo di vicepresidente della commissione. Si realizza così un legame orizzontale tra le politiche estere ed esterne dell&#039;Unione:in una prima veste L&#039;alto rappresentante guida la politica estera e di sicurezza dell&#039;Unione,agendo come &amp;quot;mandatario&amp;quot; del consiglio e presiedendone la formazione &amp;quot;Affari esteri&amp;quot;,nonchè contribuendo all&#039;elaborazione di questa politica tramite iniziativa autonoma;nella seconda veste p incaricato delle relazioni esterne con i paesi terzi e degli altri aspetti dell&#039;azione esterna dell&#039;Unione,comprese la cooperazione allo sviluppo e la cooperazione economica-finanziaria.Nell&#039;esercizio di entrambi di questi ruoli e funzioni potrà avvalersi del servizio europeo dell&#039;azione esterna,una diplomazia comune composta da funzionari della commissione,degli Stati membri e del segretariato del consiglio.L&#039;alto rappresentante è incaricato inoltre della coordinazione dell&#039;azione dell&#039;Unione con i paesi terzi e ha il potere di presentare al consiglio proposte in materia.Questa figura introduce quindi una maggiore flessibilità nella dialettica tra unità e diversità all&#039;interno dell&#039;Unione grazie alla possibilità di instaurare cooperazioni rafforzate attivabili con procedure più semplici&lt;br /&gt;
* La &#039;&#039;&#039;Corte di giustizia dell&#039;UE,&#039;&#039;&#039; non più corte di giustizia delle comunità europee,si compone della corte di giustizia stessa,del Tribunale (in precedenza denominato tribunale di primo grado) e da tribunali specializzati&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;consiglio europeo,&#039;&#039;&#039; in precedenza organo politico diventa un&#039;organo giuridico,integrato nei trattati e soggetto al controllo della corte di giustizia. Esso continua a svolgere funzioni di orientamento e di impulso politico, in particolare nell&#039;individuazione degli indirizzi strategici della politica dell&#039;Unione e nei casi previsti dal trattato può intervenire nell&#039;attività normativa pronunciandosi all&#039;unanimità o a maggioranza qualificata a seconda dei casi. E&#039; inoltre dotato di un presidente stabile con il compito di rappresentare l&#039;Unione in sede internazionale,nominato dallo stesso consiglio europeo per due anni e mezzo e rinnovabile una sola volta.In questa modo si è assicurata una certa continuità istituzionale all&#039;attività del consiglio europeo:in precedenza si applicava il metodo della rotazione,per cui la presidenza ruotava tra tutti i paesi membri ogni sei mesi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Trattato di Lisbona ha inoltre introdotto piccoli elementi di democrazia partecipativa. In particolare, attraverso la raccolta di un milione di firme, i cittadini possono presentare un&#039;iniziativa popolare alla Commissione, esortandola a elaborare proposte legislative da sottoporre al Consiglio dell&#039;Unione Europea nei settori di competenza dell&#039;Unione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tale meccanismo, tuttavia, non lede il diritto di iniziativa della Commissione, la quale conserva la facoltà di decidere discrezionalmente se accogliere o meno l&#039;invito a presentare proposte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Trattato prevede anche un maggiore coinvolgimento dei parlamenti nazionali nelle attività delle istituzione di Buxelles e Strasburgo,in particolare attraverso dei meccanismi informativi che permettono di essere tenuti al corrente degli atti adottati dalle istituzioni europee,delle domande di adesione di nuovi stati membri e della vigilanza del rispetto del principio di sussidarietà. I parlamenti nazionali possono poi partecipare alla revisione  dei trattati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Continuità o rottura? ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il trattato di Lisbona non sostituisce i vecchi trattati ma a differenza della costituzione europea si pone in continuità con essi limitandosi a emendarli.Esso fallisce nel suo intento di semplificare l&#039;architettura normativa europea anche alla luce dei numerosi protocolli e dichiarazioni allegati al testo,la cui natura è tutt&#039;altro che definita. A differenza del trattato costituzionale scompare la clausola di superiorità del diritto dell&#039;Unione su quello nazionale,anche se si tratta di un mero espediente retorico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le fonti del diritto UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il funzionamento dell&#039;architettura europea è disciplinato da un complesso sistema normativo al cui vertice si pongono le cosidette fonti primarie,costituite dai trattati istitutivi e dai principi generali di ordinamento dell&#039;Unione.Le fonti secondarie sono invece elencate nell&#039;art. 288 del TFUE,che distingue tra atti vincolanti(regolamenti,decisioni,direttive) e atti non vincolanti (raccomandazioni e pareri). Ci sono poi gli atti atipici,ossia quelli che incidono sul funzionamento dell&#039;Unione pur non essendo previsti dai trattati ( o comunque non presenti nell&#039;art. 288 del TFUE). Per poter aver effetto questi atti devono però essere dispiegati negli ordinamenti degli stati membri e laddove ci siano contrasti con il diritto nazionale a prevalere è la normativa europea in virtù del riconoscimento del principio del diritto dell&#039;Unione su quello nazionale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema dell&#039;Unione Europea presenta caratteri peculiari ed è fortemente influenzato dal modo in cui sono distribuiti i pubblici poteri. Ciò deriva dalla natura giuridica dell&#039;Unione, che è &#039;&#039;sui generis&#039;&#039;, ossia a metà strada tra un&#039;organizzazione internazionale classica e una federazione di Stati. Difatti, i governi dei paesi membri hanno limitato la propria sovranità, dando vita a un organismo giuridico indipendente, destinato a integrarsi con i diversi ordinamenti nazionali e in grado di incidere direttamente sulle situazioni giuridiche dei singoli cittadini.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ciò comporta che gli organi europei siano legittimati a emanare provvedimenti di carattere generale e individuale che entrano a far parte dell&#039;ordinamento degli Stati membri senza che sia necessario alcun atto di recepimento da parte delle autorità nazionali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre, a differenza di quanto accade negli ordinamenti statali, nel diritto dell&#039;Unione non esiste una vera e propria gerarchia delle fonti: tutti gli atti hanno formalmente pari forza. Il sistema delle fonti si ispira piuttosto a una concezione di tipo funzionale, dove a ogni politica o competenza è associata una determinata istituzione, chiamata a decidere secondo una specifica maggioranza o procedura, in base a quanto stabilito dall&#039;articolo di riferimento del trattato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Le fonti derivate:atti vincolanti e non vincolanti ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I trattati stabiliscono le competenze e le procedure per l&#039;adozione da parte delle istituzione europee di atti che si pongono al secondo livello del sistema giuridico europeo e costituiscono il diritto dell&#039;unione derivato.Questi sono posti in essere attraverso precisi processi deliberativi e destinati a incidere in modo rilevante sugli ordinamenti giuridici interni e sulle posizioni giuridiche dei singoli,talvolta anche senza un intervento formale del legislatore nazionale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le fonti derivate hanno la loro base giuridica nell&#039; art. 288 del TFUE che sancisce la tipologia degli atti a mezzo dei quali le istituzioni dell&#039;UE esercitano le loro competenze:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* il &#039;&#039;&#039;regolamento&#039;&#039;&#039; ha portata generale. E&#039; obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile a ciascuno degli stati membri&lt;br /&gt;
* la &#039;&#039;&#039;direttiva&#039;&#039;&#039; vincola lo stato membro a cui è rivolta per quanto riguarda il risultato da raggiungere,salvo restando la competenza degli organi nazionali in merito alla forma e ai mezzi&lt;br /&gt;
* la &#039;&#039;&#039;decisione&#039;&#039;&#039; è obbligatoria in tutti i suoi elementi. Se designa dei destinatari è obbligatoria soltanto nei confronti di questi.&lt;br /&gt;
* le &#039;&#039;&#039;raccomandazioni&#039;&#039;&#039; e i &#039;&#039;&#039;pareri&#039;&#039;&#039; non sono vincolanti&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La tipologia di atto da adottare è generalmente prescritta dalle varie disposizioni del trattato (es. art. 218 del TFUE che obbliga il consiglio ad adottare una decisione per autorizzare l&#039;avvio di negoziati di aoccordi internazionali) e in tal caso l&#039;indicazione è vincolante;laddove non ci sia una indicazione specifica,o sia disponibile un&#039;alternativa tra le disposizioni adottabili oppure vi sia una indicazione generica le istituzione possono scegliere l&#039;atto che ritengono più appropriato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le istituzioni dell&#039;UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Attualità e critiche ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== L&#039;Unione Europea dalla prospettiva marxista ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Russofobia ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Europa]] [[Categoria:Organizzazioni intergovernative]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari1</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Unione_europea&amp;diff=6464</id>
		<title>Unione europea</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Unione_europea&amp;diff=6464"/>
		<updated>2026-03-15T23:11:47Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari1: /* Le fonti del diritto UE */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{S}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Nome Ufficiale&#039;&#039;&#039;  || | &lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Britannica.png|20px|bordo]] European Union&amp;lt;ref&amp;gt;Il Regno Unito non fa più parte dell&#039;Unione Europea, la bandiera britannica è qui utilizzata per indicare la lingua inglese.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Tedesca.png|20px|bordo]] Europäische Union&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Francese.png|20px|bordo]] Union européenne&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Italiana.png|20px|bordo]] Unione europea&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Abbreviazione&#039;&#039;&#039;  || | &lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Europea.png|20px|bordo]] EU, eu&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Italiana.png|20px|bordo]] UE, ue&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Fondazione&#039;&#039;&#039;  || | 25 marzo 1957 (CEE), 7 febbraio 1992 (ufficiale)&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Causa&#039;&#039;&#039;  || | [[Trattato di Roma]], [[Trattato di Maastricht]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Inno&#039;&#039;&#039;  || | Inno alla Gioia&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
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|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Sedi&#039;&#039;&#039;  || |&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Belga.png|20px|bordo]] [[Bruxelles]], [[Belgio]]&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Lussemburghese.png|20px|bordo]] [[Lussemburgo]], [[Lussemburgo]]&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Francese.png|20px|bordo]] [[Strasburgo]], [[Francia]]&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Tedesca.png|20px|bordo]] [[Francoforte sul Meno]], [[Germania]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Presidente della Commissione&#039;&#039;&#039;  || | [[File:Bandiera Tedesca.png|20px|bordo]] [[Ursula Von der Leyen]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
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|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;[[Continente]]&#039;&#039;&#039;  || | [[Europa]], con territori appartenenti agli stati membri situati in [[Africa]] ed in [[America]] (regioni ultraperiferiche).&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Superficie&#039;&#039;&#039;  || | 4 233 262 km²&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Popolazione&#039;&#039;&#039;  || | 446 834 578 ab.&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Densità&#039;&#039;&#039;  || | 105,5 ab./km²&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Lingua ufficiale&#039;&#039;&#039;  || | 24 lingue&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
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|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Valuta&#039;&#039;&#039;  || | [[Euro (valuta|Euro]] (ufficiale in 21 paesi), [[Corona ceca]], [[Corona danese]], [[Zloty polacco]], [[Corona svedese]], [[Leu romeno]], [[Fiorino ungherese]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
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|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;TLD&#039;&#039;&#039;  || | .eu&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;unione europea è un&#039;istituzione politica sovranazionale dotata di personalità giuridica all&#039;interno del [[diritto internazionale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Principi e fondamenti giuridici ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;Unione europea è un&#039;organizzazione sovranazionale fondata su un insieme di principi politici e giuridici che regolano i rapporti tra gli Stati membri e le istituzioni comuni. Il suo ordinamento giuridico si è sviluppato progressivamente a partire dalla seconda metà del XX secolo con l’obiettivo dichiarato di promuovere la cooperazione economica, politica e sociale tra i paesi europei, garantendo al contempo stabilità, pace e tutela dei diritti fondamentali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I fondamenti giuridici dell&#039;Unione europea sono contenuti principalmente nei trattati istitutivi, che costituiscono la base dell’intero sistema normativo europeo. Questi trattati sono il risultato di un lungo processo di integrazione, iniziato con il Trattato di Roma del 1957 e successivamente sviluppato attraverso varie riforme, tra cui il Trattato di Maastricht del 1992 e il Trattato di Lisbona del 2007.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo percorso di integrazione, soprattutto negli anni successivi alla Seconda guerra mondiale, si sviluppò un ampio dibattito politico e giuridico riguardo alla forma istituzionale che avrebbe dovuto assumere il progetto europeo. Alcuni proponevano la creazione di una [[federazione]] sul modello di Stati federali già esistenti, come gli Stati Uniti; altri assumevano una posizione più prudente, preferendo una forma di cooperazione più limitata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La differenza principale risiedeva nel fatto che, mentre nella prospettiva federalista gli Stati membri trasferiscono una parte significativa della propria sovranità a un’autorità centrale dotata di poteri diretti sui cittadini,con un governo federale provvisto di ampie competenze legislative e una struttura istituzionale capace di adottare decisioni vincolanti per tutti gli Stati aderenti, nell’altra prospettiva l’integrazione avviene attraverso un’unione di Stati sovrani, in cui i governi nazionali continuano a mantenere la maggior parte dei propri poteri politici e giuridici. In questo secondo modello, per essere valida, l’unione deve basarsi su decisioni assunte all’unanimità tra gli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla fine, con l&#039;istituzione del Trattato di Maastricht e del Trattato di Lisbona, ha prevalso il secondo modello, trasformando quella che prima era semplicemente la Comunità economica europea in un&#039;entità dotata di un&#039;ampia personalità giuridica: l&#039;Unione europea.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uno dei principi fondamentali dell’ordinamento giuridico dell’Unione è il principio di attribuzione delle competenze. In base a questo principio, l’Unione può esercitare solo le competenze che gli Stati membri le hanno esplicitamente conferito attraverso i trattati. Tutte le competenze non attribuite all’Unione restano pertanto agli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altri principi come quello di principi di sussidiarietà e proporzionalità si sono sviluppati progressivamente nel corso del tempo, ma sono stati formalmente inseriti nei trattati negli anni Novanta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[principio di sussidarietà]] iniziò a comparire nel dibattito sull’integrazione europea già negli anni Settanta. Una prima formulazione esplicita si trova nel Rapporto Tindemans del 1975, che proponeva di attribuire alle istituzioni europee soltanto quelle competenze che gli Stati membri non erano in grado di esercitare efficacemente da soli. Successivamente il concetto fu ripreso in diversi progetti di riforma istituzionale negli anni Ottanta. Tuttavia, esso venne formalmente introdotto nel diritto dell’Unione europea con il Trattato di Maastricht del 1992, che lo inserì tra i principi fondamentali per regolare la ripartizione delle competenze tra l’Unione e gli Stati membri. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il principio di proporzionalità, invece, ha origini leggermente precedenti nel diritto comunitario. Esso era già stato elaborato nella giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea negli anni Settanta come criterio per controllare che le istituzioni comunitarie non adottassero misure eccessive rispetto agli obiettivi perseguiti. Anche questo principio fu poi riconosciuto esplicitamente nei trattati e consolidato con il Trattato di Maastricht del 1992, insieme al principio di sussidiarietà.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema giuridico dell’Unione europea si caratterizza inoltre per alcune peculiarità che lo distinguono dal diritto internazionale tradizionale. In particolare, la giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea ha affermato due principi fondamentali: il principio del primato del diritto dell’Unione e quello dell’effetto diretto. Il primato stabilisce che, in caso di conflitto, le norme del diritto dell’Unione prevalgono su quelle nazionali degli Stati membri. L’effetto diretto, invece, consente ai cittadini di invocare alcune norme europee direttamente davanti ai giudici nazionali senza la necessità di un recepimento nella legislazione interna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Storia ==&lt;br /&gt;
La fine della Seconda guerra mondiale vide l&#039;Europa fare i conti non solo con milioni di morti, ma anche con un&#039;economia in crisi, in un contesto geopolitico in cui gli [[Stati Uniti d&#039;America]] e l&#039;[[Unione Sovietica]] erano risultate le principali vincitrici del conflitto. Alcuni intellettuali, politici e statisti, tra cui Robert Schuman (ministro degli Esteri francese), Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer (rispettivamente capi del governo italiano e tedesco), avviarono una strategia tesa all&#039;unificazione dell&#039;Europa. L&#039;obiettivo principale era impedire il riprodursi di situazioni politiche, economiche e militari che avevano portato il mondo al disastro della guerra. Si sottolineava, in particolare, la necessità di ricucire lo stretto legame tra Francia e Germania, che fino ad allora erano state al centro della &amp;quot;patologia&amp;quot; dei rapporti tra i paesi europei.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All&#039;origine fu soprattutto un accordo di tipo economico: Robert Schuman propose di mettere l&#039;insieme della produzione franco-tedesca di carbone e acciaio sotto un&#039;alta autorità comune, nel quadro di un&#039;organizzazione alla quale avrebbero poi potuto aderire anche altri paesi. La dichiarazione rappresentò così l&#039;inizio del processo di cooperazione tra gli Stati europei, sebbene all&#039;inizio si trattasse soltanto di un&#039;unione di Stati e di cooperazione organizzativa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sorsero non solo diverse organizzazioni che operavano senza un reale collegamento tra loro, come l&#039;OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), l&#039;UEO (Unione europea occidentale) e la NATO (Organizzazione del Trattato dell&#039;Atlantico del Nord), ma anche le Comunità europee: dapprima, con il Trattato di Parigi, la CECA (Comunità europea del carbone e dell&#039;acciaio); quindi la CEE (Comunità economica europea) e la CEEA o EURATOM (Comunità europea dell&#039;energia atomica), entrambe nate il 25 marzo 1957 con la firma dei Trattati di Roma.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;accordo istitutivo della CECA scadeva dopo 50 anni dalla sua entrata in vigore, il 23 luglio 2002. A quella data, gli Stati membri hanno deciso di non rinnovarlo: l&#039;organizzazione si è quindi sciolta e le relative competenze sono state trasferite all&#039;Unione Europea. L&#039;EURATOM, invece, è ancora formalmente operante, sebbene svolga un ruolo marginale rispetto all&#039;Unione, pur non essendo giuridicamente assorbita da quest&#039;ultima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare, la creazione della Comunità economica europea,alla quale fu assegnato il compito di promuovere, mediante l&#039;instaurazione di un mercato comune e il graduale ravvicinamento delle politiche economiche degli Stati membri, uno sviluppo armonioso delle attività economiche nell&#039;insieme delle Comunità (art. 2 TCEE),segna il reale passaggio dalla cooperazione all&#039;integrazione. Per la prima volta venne introdotto un organo dotato di ampia indipendenza deliberativa rispetto agli Stati membri e con forti poteri decisionali nei confronti delle imprese del settore, eliminando le barriere commerciali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Successivamente, con il Trattato di Bruxelles del 1965, si creò il primo scheletro delle istituzioni così come sono oggi. Ciò avvenne fondendo gli esecutivi in un&#039;unica Commissione e un unico Consiglio, oltre a istituire un bilancio unico per le tre Comunità. L&#039;unificazione riguardava però solo gli organi, non le competenze, che restavano distinte: le Comunità continuavano infatti a esercitare poteri differenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== I trattati istitutivi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il trattato di Roma ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la firma del Trattato di Roma Francia,Germania,Italia,Belgio,Olanda e Lussemburgo posero la prima pietra della costruzione dell&#039;Unione Europea attraverso l&#039;istituzione della comunità economica europea. Questo trattato era costituito da 240 articoli,suddiviso in sei parti distinte e preceduto da un preambolo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* la prima parte era dedicata ai principi che avevano ispirato la comunità economica europea attraverso il mercato comune,l&#039;unione doganale e le politiche comuni;&lt;br /&gt;
* la secondo parte riguardava i fondamenti della comunità;essa comprendeva quattro titoli rispettivamente alla libera circolazione delle merci,all&#039;agricoltura ,alla libera circolazione delle persone,dei servizi e dei capitali e dei trasporti.&lt;br /&gt;
* la terza parte riguardava le politiche comuni e comprendeva quattro titoli relativi alle norme comuni,alla politica economica,alla politica sociale e alla banca europea degli investimenti;&lt;br /&gt;
* la quarta parte era dedicata all&#039;associazione dei paesi e dei territori d&#039;oltremare&lt;br /&gt;
* la quinta riguardava le istituzioni e includeva un titolo sulle disposizioni istituzionali e un&#039;altro sulle disposizioni finanziarie&lt;br /&gt;
* l&#039;ultima parte erano delle disposizioni generali e finali&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;intenzione degli Stati firmatari era di creare un mercato comune in cui fosse garantita una libera circolazione dei prodotti (merci e servizi) e dei fattori produttivi (capitale e lavoro), così da eliminare ogni barriera protezionistica e garantire agli Stati maggiori possibilità di espansione. In vista di questo obiettivo furono garantite quattro libertà fondamentali: la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A livello di politica economica, ciò si concretizzò in un regime liberista improntato al principio del mercato aperto e della libera concorrenza, senza il quale la libera circolazione non si sarebbe mai potuta attuare. Questi obbiettivi economici si sono poi realizzati in diverse tappe:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Unione doganale:&#039;&#039;&#039; avviata dal primo luglio 1968 ha comportato la soppressione dei dazi doganali all&#039;interno dell&#039;alora comunità e l&#039;applicazione di una tariffa doganale comune (TDC) applicata alle importazioni dei paesi terzi. Le restrizioni quantitative agli scambi sono state abolite il 31 dicembre 1960 tranne per quelle agricole dove le restrizioni sono state mantenute fino al 1974;&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Accordo di Shengen:&#039;&#039;&#039; è ciò che ha permesso l&#039;effettiva liberalizzazione della circolazione delle persone e la soppressione dei controlli alle frontiere interne tra gli Stati membri, in seguito alla firma avvenuta il 18 giugno 1985 tra Francia, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo e Germania. Successivamente hanno aderito anche gli altri paesi dell&#039;Unione Europea, sebbene attualmente ne siano momentaneamente esclusi Cipro, Croazia, Bulgaria e Romania, che dovrebbero entrare nei prossimi anni. Allo spazio Schengen hanno inoltre aderito anche paesi non UE come Norvegia, Svizzera, Islanda e Liechtenstein, mentre non ne fanno parte Irlanda e Regno Unito.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Atto unico europeo(AUE):&#039;&#039;&#039; fu firmato a Lussemburgo il 17 febbraio 1986 da nove Stati membri e il 28 febbraio 1986 da Danimarca, Italia e Grecia. Esso entrò in vigore il 1° luglio 1987 con l&#039;obiettivo di rilanciare il processo di costruzione europea e realizzare il mercato interno. L&#039;Atto Unico riprese alcuni temi che erano stati oggetto di precedenti trattative internazionali, riguardanti in particolare gli aspetti istituzionali e le politiche europee. Vennero modificati alcuni elementi del Trattato di Roma, attribuendo al Parlamento europeo un ruolo più incisivo e alla Commissione quello di mediatore tra Parlamento e Consiglio nello sviluppo della procedura di cooperazione (ex art. 252 del Trattato CE, antecedente al Trattato di Lisbona).  Tali modifiche valorizzarono il ruolo del Parlamento, assegnandogli il potere di pronunciarsi sull&#039;ammissione di nuovi Stati membri e di concludere accordi con associazioni di paesi terzi e con organizzazioni internazionali.  L&#039;Atto Unico Europeo sancì inoltre l&#039;esistenza del Consiglio europeo, pur senza precisarne compiutamente le competenze, istituzionalizzando di fatto i vertici periodici tra i capi di Stato e di governo.Furono inoltre gettate le basi del Tribunale di primo grado, con l&#039;obiettivo di snellire il carico di lavoro della Corte di Giustizia europea e di introdurre un doppio grado di giudizio, analogamente a quanto avviene nelle giurisdizioni nazionali.Inoltre, l&#039;Atto ha ampliato gli ambiti di competenza della Comunità, offrendo una base giuridica per l&#039;azione comune in settori quali il mercato interno, la politica monetaria, la politica sociale, l&#039;ambiente e la ricerca scientifica e tecnologica. Particolare rilievo venne attribuito alla convergenza delle politiche economiche e monetarie (art. 102A del TCE, introdotto dall&#039;Atto Unico Europeo). Per quanto riguarda la coesione economica e sociale, furono invece adottate politiche strutturali volte a ridurre il divario esistente tra le diverse regioni, al fine di colmare il ritardo di quelle più svantaggiate. Gli strumenti operativi individuati per raggiungere tale obiettivo furono i fondi strutturali. Pur rappresentando una tappa fondamentale nel processo di integrazione europea, l&#039;Atto evidenziò come per arrivare a un&#039;autentica Unione Europea fossero necessarie ulteriori riforme istituzionali, preparando il terreno per il successivo Trattato di Maastricht&lt;br /&gt;
=== Il trattato dell&#039; Unione Europea (o trattato di Maastricht) ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fu firmato a Maastricht il 7 febbraio 1992 dai 12 paesi che costituivano la comunità europea ed è entrato in vigore il 1 novembre 1993,è considerato la tappa decisiva per l&#039;affermazione politica-istituzionale dell&#039;Europa,sancendo la nascita dell&#039;Unione Europea.La conseguenza è stata una più larga cessione volontaria da parte degli stati-nazione membri di sovranità con l&#039;obbiettivo di favorire il potenziamento economico e una maggiore integrazione politica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare il trattato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;ha creato una nuova struttura a 3 pilastri:&#039;&#039;&#039; il primo pilastro è costituito dall&#039;ordinamento comunitario ereditando le disposizioni previste dal trattato istitutivo della comunità europea,e quindi di tutte le organizzazione precedentemente create (CECA e EURATOM).Le principali modifiche riguardano principalmente l&#039;apparato istituzionale,ampliamento e rafforzamento di competenze,introducendo anche il principio di sussidarietà.Il secondo pilastro regolato dal titolo V del trattato istituisce una politica comune nei settori della politica estera e della sicurezza (PESC) dove i governi degli stati membri adottano una cooperazione sistematica e azioni comuni.Infine, il terzo pilastro, disciplinato dal Titolo VI del Trattato, era volto alla cooperazione nei settori della giustizia e degli affari interni (CGAI), che fino ad allora era stata condotta in modo occasionale e informale tra gli Stati membri. L&#039;obiettivo enunciato nel preambolo era &amp;quot;garantire la libera circolazione delle persone, assicurando nel contempo la sicurezza dei loro popoli&amp;quot;.Per realizzare questo obiettivo furono individuate questioni di interesse comune, quali la politica di asilo, l&#039;immigrazione e la cooperazione giudiziaria in materia civile e penale. La loro trattazione rimaneva tuttavia di esclusiva competenza degli Stati membri, sebbene fosse prevista la possibilità di un successivo trasferimento all&#039;Unione. In particolare, il Trattato di Maastricht ha rappresentato un passo in avanti rispetto all&#039;Accordo di Schengen, prevedendo la possibilità di elaborare politiche comuni in materia di immigrazione e di trattamento dei cittadini di paesi terzi. A tal fine fu adottata la logica intergovernativa, nella quale il principio di unanimità riveste un ruolo centrale per l&#039;adozione di qualsiasi provvedimento.  Questa struttura a tre pilastri rappresentò un compromesso tra gli Stati membri: da un lato, coloro che desideravano un contesto giuridico unitario; dall&#039;altro, quelli che intendevano salvaguardare il potere decisionale nazionale. Se per il primo pilastro fu mantenuto il metodo comunitario,per il secondo e il terzo fu adottato il metodo intergovernativo.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;sei nuovi settori:&#039;&#039;&#039; nuove politiche comuni (reti transeuropee,politica industriale,tutela dei consumatori,istruzione e formazione professionale,gioventù e cultura).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;unione monetaria:&#039;&#039;&#039; sono stati fissati i principi e le disposizioni per l&#039;introduzione dell&#039;Euro&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;procedura di codecisione:&#039;&#039;&#039; ciò che era stato già ideato nell&#039;AUE viene disciplinato,con questo trattato il Parlamento europeo viene assegnato il potere di adottare una serie di atti congiuntamente con il consiglio dell&#039;Unione Europea;&lt;br /&gt;
Per quanto riguarda l&#039;assetto istituzionale maggiore rilevanza fu data al Parlamento europeo che ha assunto un ruolo più rilevante nella formazione degli atti giuridici e una maggiore rappresentività dei partiti politici. Alla commissione fu aumentata di 1 anno (da 4 a 5) la durata del suo mandato per uniformarla al resto del Parlamento,relativamente al consiglio si è intervenuto sui meccanismi decisionali per snellire le procedure allo scopo dichiarato di renderle più efficienti e democratiche:ciò ha favorito il ricordo alla &#039;&#039;maggioranza qualificata&#039;&#039;  per la maggior parte delle decisioni contemplate dalla procedura di codecisione e per tutte le decisioni adottate secondo la procedura di cooperazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altre modifiche di tipo istituzionale hanno riguardato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;La corte dei conti:&#039;&#039;&#039; incaricata di effettuare il controllo contabile e l&#039;esame del bilancio dell&#039;Unione e divenuta una istituzione europea con Maastricht&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;istituto monetario europeo:&#039;&#039;&#039; cui era affidato il compito di gestire il processo per l&#039;introduzione dell&#039;Euro e che avrebbe ceduto il passo alla banca centrale europea (BCE) con l&#039;effettiva circolazione della nuova moneta&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Il comitato delle regioni:&#039;&#039;&#039; nuovo organo a carattere consultivo composto dai rappresentanti degli enti regionali e con una struttura analoga a quella del già operante comitato economico e sociale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Amsterdam ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Firmato il 2 ottobre 1997 ed entrato in vigore il 1 maggio 1999 è il risultato di due anni di confronti e trattative nell&#039;ambito della conferenza dei rappresentati dei governi degli stati membri(iniziata nel maggio 1997 e terminata il 18 giugno 1997) la cui istituzione era già prevista dal trattato di Maastricht che nelle disposizioni finali invitava gli stati membri a convocare una conferenza intergovernativa (CIG) per la sua revisione.L&#039;obbiettivo,in primo luogo era il riassetto delle condizioni politiche e istituzionali dell&#039; Unione per affrontare le sfide del futuro nelle migliori condizioni tenendo conto della rapida evoluzione del quadro internazionale e dell&#039;adesione dei nuovi stati membri provenienti in particolare dall&#039;Europa orientale e alla globalizzazione dell&#039;economia e le sue ripercussioni sull&#039;occupazione,al terrorismo,alla criminalità internazionale,al traffico di stupefacenti,agli squilibri ecologici e ai rischi per la salute pubblica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ciò si è realizzato attraverso una modifica e una ridenominazione dei trattati UE e CE, intervenendo su quattro obiettivi fondamentali:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* porre l&#039;occupazione e i diritti dei cittadini come punto principale dell&#039;Unione&lt;br /&gt;
* eliminare gli ultimi ostacoli alla libera circolazione e rafforzare la sicurezza&lt;br /&gt;
* permettere all&#039;Europa di esercitare maggiore influenza sulla scena mondiale&lt;br /&gt;
* rendere più efficace l&#039;architettura istituzionale dell&#039;Unione&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con il trattato di Amsterdam si sono quindi rafforzati i poteri delle istituzioni europee,in particolare del Parlamento e posta una maggiore attenzione per il cittadino europeo attraverso misure per combattere la disoccupazione el&#039;esclusione sociale.Inoltre i considerazioni dei mutamenti economici e sociali intervenuti nel mercato dei prodotti e dei servizi la politica dei consumatori è diventata competenza dell&#039;Unione. Per quanto riguarda gli aspetti burocratici, in particolare i procedimenti decisionali c&#039; è stata una profonda revisione nel senso della semplificazione attraverso una estensione della procedura di codecisione a nuove materie e ampliando i casi in cui il consiglio può decidere a maggioranza qualificata invece che all&#039;unanimità Con Amsterdam il terzo pilastro non è stato cancellato ma è diventato un&#039;ambito politico-istituzionale che si occupa solo di cooperazione di polizia e giudiziari in materia penale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nonostante i nuovi ambiti di competenza introdotti i risultati raggiunti non sono apparsi soddisfacenti in particolare per quanto riguarda gli adeguamenti istituzionali in previsione di un&#039;allargamento dell&#039;Unione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Nizza ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Approvato dal consiglio europeo di Nizza l&#039;11 dicembre 2000 e firmato il 26 febbraio  2001 al termine di una lunga trattativa diplomatica è entrato in vigore il 1 febbraio 2003. Anche il trattato di Amsterdam prevedeva esattamente come il trattato di Maastricht in un protocollo allegato la possibilità di una revisione ad opera di una conferenza intergovernativa,che, in questo caso venne avviata il 14 febbraio 2000 allo scopo di adattare le istituzioni europee all&#039;acquisizione di nuovo membri avviando le riforme istituzionali che il trattato di Amsterdam non era riuscito a fare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le principali modifiche sono state:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;estensione del voto a maggioranza qualificata e una nuova ponderazione dei voti in seno al consiglio:&#039;&#039;&#039; lo scopo era evitare lo &amp;quot;stallo decisionale&amp;quot;,per cui si sono limitati i casi per cui un paese possa oppore un veto.Tuttavia alcuni paesi mantennero un veto nella possibilità di oppore un veto su alcuni settori(il Regno unito per fisco e sicurezza sociale,la Germania per asilo e immigrazione,la Spagna per i fondi strutturali e la Francia per l&#039;audiovisivo)&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;semplificazione delle procedure per l&#039;attivazione della cooperazione rafforzata:&#039;&#039;&#039; Il trattato di Amsterdam prevedeva la possibilità per gli stati membri di cooperare nell&#039;interesse dell&#039;unione anche qualora non tutti fossero disposti a parteciparvi nell&#039;immediato.Il trattato di Nizza ha consolidato questa procedura eliminando la facoltà per ogni membro di opporre un veto a una cooperazione rafforzata imponendo un minimo di otto stati per avviare una cooperazione  e prevedendo la possibilità di estendere il meccanismo alla politica estera e di sicurezza,esclusa però la difesa.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;riforma del sistema giurisdizionale&#039;&#039;&#039; dell&#039;unione,attraverso una nuova riapartizione di seggi nel parlamento europeo e l&#039;estensione della procedura di codecisione&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;la modifica della struttura delle istituzioni,&#039;&#039;&#039; in particolare per quanto riguarda la commissione europea.Il trattato statuì di limitare a partire dal 2005 la composzione della commissione assegnando un rappresentante a ogni stato membro.Furono anche rafforzati i poteri del presidente della commissione,consentendogli di decidere la suddivisione del portafogli e di porcedere a un rimpasto delle competenze durante il mandato. Fu inoltre rafforzato il ruolo di colegislatore del parlamento.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;modifica della procedura relativa alla constatazione di una grave violazione di uno stato membro,&#039;&#039;&#039; di uno o più principi fondamentali dell&#039;Unione.Il trattato ha introdotto una fase di preallarme che consente di intervenire con raccomandazioni qual&#039;ora c&#039; è l&#039; evidente rischio di violazione (non più quindi una violazione certa) dei principi fondamentali da parte di uno Stato. Prima di procedere in tal senso era prevista la possibilità di far intervenire personalità indipendenti al fine di presentare un rapporto sullo stato membro in questione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Allegati al trattato di Nizza si trovano anche protocolli addizionali e varie dichiarazioni adottare dalla conferenza intergovernativa.Importante fu la &#039;&#039;&#039;dichiarazione sul futuro dell&#039; unione&#039;&#039;&#039; nella quale gli stati membri auspicano al&#039;avvio di un dibattito più ampio e approfondito sul futuro dell&#039;Unione Europea.Essa individuava quattro grandi temi di riflessione:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;delimitazione delle competenze&#039;&#039;&#039; tra l&#039;unione Europea e gli stati membri,che rispecchi il principio di sussidarietà&lt;br /&gt;
* lo status della &#039;&#039;&#039;carta dei diritti fondamentali dell&#039;unione Europea,&#039;&#039;&#039; proclamata a Nizza&lt;br /&gt;
* la &#039;&#039;&#039;semplificazione dei trattati,&#039;&#039;&#039; al fine di renderli più chiari e meglio comprensibili senza modificarne la sostanza&lt;br /&gt;
* il ruolo &#039;&#039;&#039;dei parlamenti nazionali&#039;&#039;&#039; nell&#039;architettura europea&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre anche in questo caso viene prevista la possibilità di convocare nel 2004 una nuova conferenza intergovernativa per procedere a ulteriori revisioni e integrazioni&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Lisbona ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 2004, al termine di un lungo e complesso iter diplomatico, è stato approvato il Trattato che adotta una Costituzione per l&#039;Europa. Tuttavia, questo processo subì un&#039;arresto a seguito dell&#039;esito negativo dei referendum promossi in Francia e nei Paesi Bassi. A seguito di questa bocciatura si iniziò a parlare di fallimento costituzionale dell&#039;Europa, che portò a un nuovo periodo di riflessione in cui l&#039;Unione Europea dovette ripensare e in parte ridimensionare le proprie ambizioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ha avuto così inizio il cammino che avrebbe poi portato al Trattato di Lisbona, con il quale si abbandonò formalmente la Costituzione, pur mantenendone la sostanza. Dopo la bocciatura dei referendum, l&#039;unica strada percorribile risultò essere quella di uno strumento essenzialmente tecnico con un basso profilo politico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così, il 13 dicembre 2007, nella capitale portoghese, i capi di Stato e di governo degli Stati membri dell&#039;Unione firmarono il Trattato di Lisbona, che sarebbe entrato in vigore quasi due anni dopo, il 1° dicembre 2009.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vengono confermate alcune innovazioni già presenti nel quadro costituzionale, prima fra tutte la scomparsa della struttura a tre pilastri (Comunità europee, Politica estera e di sicurezza comune e Cooperazione di polizia giudiziaria in materia penale). Gli strumenti giuridici, un tempo indipendenti, vengono infatti unificati attraverso una sostanziale armonizzazione delle procedure e degli atti giuridici dell&#039;Unione, sebbene per il settore della Politica estera e di sicurezza comune (PESC) rimangano applicabili procedure specifiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La riforma ha inoltre ampliato le competenze dell&#039;Unione, estendendo l&#039;ambito di applicazione della procedura legislativa ordinaria e del voto a maggioranza qualificata. Questo processo è particolarmente evidente nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia, dove l&#039;Unione ha sviluppato politiche comuni in materia di asilo, immigrazione e controllo delle frontiere esterne. Tali politiche si fondano sui principi di solidarietà (intesa come equa ripartizione degli oneri di gestione tra gli Stati membri) e di equità (ovvero la parità di trattamento tra i cittadini di paesi terzi e quelli dell&#039;Unione Europea).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il nuovo assetto dell&#039;Unione Europea ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;articolo 47 del Trattato sull&#039;Unione Europea (TUE) stabilisce che l&#039;Unione Europea possiede personalità giuridica unica, semplificando in modo significativo l&#039;architettura istituzionale. In precedenza, il TUE e il Trattato che istituiva la Comunità Europea (TCE) facevano riferimento a due soggetti giuridici distinti (l&#039;Unione e la Comunità) e a due ordinamenti giuridici differenti (il diritto dell&#039;Unione e quello comunitario), i quali regolavano la complessa struttura articolata in tre pilastri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la riforma, il soggetto giuridico diventa unico – l&#039;Unione Europea – che acquisisce personalità giuridica anche sul piano internazionale, potendo così concludere accordi con Stati terzi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;articolo 1, paragrafo 3, TUE precisa inoltre che l&#039;Unione «sostituisce e succede alla Comunità europea», il cui richiamo all&#039;interno dei due trattati viene eliminato. Pertanto, l&#039;Unione Europea (UE) subentra alla Comunità europea (CE): quest&#039;ultima cessa formalmente di esistere, venendo assorbita dalla prima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il trattato di Lisbona è poi intervenuto in maniera rilevante sul quadro istituzionale dell&#039;Unione. In particolare:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;Parlamento europeo&#039;&#039;&#039; viene rafforzato grazie alle maggiori competenze in materia di bilancio,al ricorso della maggioranza qualificata in molti nuovi settori e sopratutto all&#039;estensione della procedura di codecisione che diventa la procedura legislativa ordinaria.In questo modo il Parlamento a sua volta eletto dai cittadini per mezzo delle elezioni europee si trova ora a operare in condizioni di parità con il consiglio (costituito dai capi di stato e governo degli stati membri) per quanto riguarda l&#039;attività legislativa,e quindi anche su temi come la libertà,la sicurezza e la giustizia&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;Consiglio dell&#039;Unione&#039;&#039;&#039; rimane un&#039;organo non permanente a formazione mutevole e a presidenza rotante. Il Trattato di Lisbona individua però per la prima volta due formazioni tipiche: Il consiglio affari generali che prepara le riunioni de consiglio europeo e il consiglio Affari esteri presieduto dall&#039;Alto rappresentante,che elabora l&#039;azione esterna dell&#039;unione secondo le linee definite dal consiglio europeo e ne assicura la coerenza.Per quanto riguarda il sistema di voto il consiglio delibera a maggioranza semplice tranne in alcuni casi in cui è richiesta la maggioranza qualificata.Dal 1 novembre 2014 è stato introdotto un complicato sistema di &amp;quot;doppia maggioranza&amp;quot;,basato sul 55% degli stati e sul 65% della popolazione:si tratta del riconoscimenti della doppia legittimità dell&#039;Unione(Stati e popoli). E&#039; inoltre possibile per un numero limitato di Stati manifestare una loro opposizione a una decisione eventualmente adottata dalla maggioranza e imporre al consiglio il riesame della questione.&lt;br /&gt;
* La &#039;&#039;&#039;commissione&#039;&#039;&#039; riceve una nuova ridenominazione (commissione europea),in seguito al Trattato di Lisbona riceve una più forte legittimazione democratica attraverso l&#039;eleggibilità parlamentare del presidente.Nel suo ambito viene inoltre istituito l&#039;Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza che riunisce le competenze attribuite precedentemente all&#039;Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune e al membro della commissione europea responsabile per le relazioni esterne,assumento il ruolo di vicepresidente della commissione. Si realizza così un legame orizzontale tra le politiche estere ed esterne dell&#039;Unione:in una prima veste L&#039;alto rappresentante guida la politica estera e di sicurezza dell&#039;Unione,agendo come &amp;quot;mandatario&amp;quot; del consiglio e presiedendone la formazione &amp;quot;Affari esteri&amp;quot;,nonchè contribuendo all&#039;elaborazione di questa politica tramite iniziativa autonoma;nella seconda veste p incaricato delle relazioni esterne con i paesi terzi e degli altri aspetti dell&#039;azione esterna dell&#039;Unione,comprese la cooperazione allo sviluppo e la cooperazione economica-finanziaria.Nell&#039;esercizio di entrambi di questi ruoli e funzioni potrà avvalersi del servizio europeo dell&#039;azione esterna,una diplomazia comune composta da funzionari della commissione,degli Stati membri e del segretariato del consiglio.L&#039;alto rappresentante è incaricato inoltre della coordinazione dell&#039;azione dell&#039;Unione con i paesi terzi e ha il potere di presentare al consiglio proposte in materia.Questa figura introduce quindi una maggiore flessibilità nella dialettica tra unità e diversità all&#039;interno dell&#039;Unione grazie alla possibilità di instaurare cooperazioni rafforzate attivabili con procedure più semplici&lt;br /&gt;
* La &#039;&#039;&#039;Corte di giustizia dell&#039;UE,&#039;&#039;&#039; non più corte di giustizia delle comunità europee,si compone della corte di giustizia stessa,del Tribunale (in precedenza denominato tribunale di primo grado) e da tribunali specializzati&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;consiglio europeo,&#039;&#039;&#039; in precedenza organo politico diventa un&#039;organo giuridico,integrato nei trattati e soggetto al controllo della corte di giustizia. Esso continua a svolgere funzioni di orientamento e di impulso politico, in particolare nell&#039;individuazione degli indirizzi strategici della politica dell&#039;Unione e nei casi previsti dal trattato può intervenire nell&#039;attività normativa pronunciandosi all&#039;unanimità o a maggioranza qualificata a seconda dei casi. E&#039; inoltre dotato di un presidente stabile con il compito di rappresentare l&#039;Unione in sede internazionale,nominato dallo stesso consiglio europeo per due anni e mezzo e rinnovabile una sola volta.In questa modo si è assicurata una certa continuità istituzionale all&#039;attività del consiglio europeo:in precedenza si applicava il metodo della rotazione,per cui la presidenza ruotava tra tutti i paesi membri ogni sei mesi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Trattato di Lisbona ha inoltre introdotto elementi di democrazia partecipativa. In particolare, attraverso la raccolta di un milione di firme, i cittadini possono presentare un&#039;iniziativa popolare alla Commissione, esortandola a elaborare proposte legislative da sottoporre al Consiglio dell&#039;Unione Europea nei settori di competenza dell&#039;Unione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tale meccanismo, tuttavia, non lede il diritto di iniziativa della Commissione, la quale conserva la facoltà di decidere discrezionalmente se accogliere o meno l&#039;invito a presentare proposte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Trattato prevede anche un maggiore coinvolgimento dei parlamenti nazionali nelle attività delle istituzione di Buxelles e Strasburgo,in particolare attraverso dei meccanismi informativi che permettono di essere tenuti al corrente degli atti adottati dalle istituzioni europee,delle domande di adesione di nuovi stati membri e della vigilanza del rispetto del principio di sussidarietà. I parlamenti nazionali possono poi partecipare alla revisione  dei trattati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Continuità o rottura? ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il trattato di Lisbona non sostituisce i vecchi trattati ma a differenza della costituzione europea si pone in continuità con essi limitandosi a emendarli.Esso fallisce nel suo intento di semplificare l&#039;architettura normativa europea anche alla luce dei numerosi protocolli e dichiarazioni allegati al testo,la cui natura è tutt&#039;altro che definita. A differenza del trattato costituzionale scompare la clausola di superiorità del diritto dell&#039;Unione su quello nazionale,anche se si tratta di un mero espediente retorico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le fonti del diritto UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il funzionamento dell&#039;architettura europea è disciplinato da un complesso sistema normativo al cui vertice si pongono le cosidette fonti primarie,costituite dai trattati istitutivi e dai principi generali di ordinamento dell&#039;Unione.Le fonti secondarie sono invece elencate nell&#039;art. 288 del TFUE,che distingue tra atti vincolanti(regolamenti,decisioni,direttive) e atti non vincolanti (raccomandazioni e pareri). Ci sono poi gli atti atipici,ossia quelli che incidono sul funzionamento dell&#039;Unione pur non essendo previsti dai trattati ( o comunque non presenti nell&#039;art. 288 del TFUE). Per poter aver effetto questi atti devono però essere dispiegati negli ordinamenti degli stati membri e laddove ci siano contrasti con il diritto nazionale a prevalere è la normativa europea in virtù del riconoscimento del principio del diritto dell&#039;Unione su quello nazionale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema dell&#039;Unione Europea presenta caratteri peculiari ed è fortemente influenzato dal modo in cui sono distribuiti i pubblici poteri. Ciò deriva dalla natura giuridica dell&#039;Unione, che è &#039;&#039;sui generis&#039;&#039;, ossia a metà strada tra un&#039;organizzazione internazionale classica e una federazione di Stati. Difatti, i governi dei paesi membri hanno limitato la propria sovranità, dando vita a un organismo giuridico indipendente, destinato a integrarsi con i diversi ordinamenti nazionali e in grado di incidere direttamente sulle situazioni giuridiche dei singoli cittadini.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ciò comporta che gli organi europei siano legittimati a emanare provvedimenti di carattere generale e individuale che entrano a far parte dell&#039;ordinamento degli Stati membri senza che sia necessario alcun atto di recepimento da parte delle autorità nazionali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre, a differenza di quanto accade negli ordinamenti statali, nel diritto dell&#039;Unione non esiste una vera e propria gerarchia delle fonti: tutti gli atti hanno formalmente pari forza. Il sistema delle fonti si ispira piuttosto a una concezione di tipo funzionale, dove a ogni politica o competenza è associata una determinata istituzione, chiamata a decidere secondo una specifica maggioranza o procedura, in base a quanto stabilito dall&#039;articolo di riferimento del trattato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Le fonti derivate:atti vincolanti e non vincolanti ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I trattati stabiliscono le competenze e le procedure per l&#039;adozione da parte delle istituzione europee di atti che si pongono al secondo livello del sistema giuridico europeo e costituiscono il diritto dell&#039;unione derivato.Questi sono posti in essere attraverso precisi processi deliberativi e destinati a incidere in modo rilevante sugli ordinamenti giuridici interni e sulle posizioni giuridiche dei singoli,talvolta anche senza un intervento formale del legislatore nazionale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le fonti derivate hanno la loro base giuridica nell&#039; art. 288 del TFUE che sancisce la tipologia degli atti a mezzo dei quali le istituzioni dell&#039;UE esercitano le loro competenze:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* il &#039;&#039;&#039;regolamento&#039;&#039;&#039; ha portata generale. E&#039; obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile a ciascuno degli stati membri&lt;br /&gt;
* la &#039;&#039;&#039;direttiva&#039;&#039;&#039; vincola lo stato membro a cui è rivolta per quanto riguarda il risultato da raggiungere,salvo restando la competenza degli organi nazionali in merito alla forma e ai mezzi&lt;br /&gt;
* la &#039;&#039;&#039;decisione&#039;&#039;&#039; è obbligatoria in tutti i suoi elementi. Se designa dei destinatari è obbligatoria soltanto nei confronti di questi.&lt;br /&gt;
* le &#039;&#039;&#039;raccomandazioni&#039;&#039;&#039; e i &#039;&#039;&#039;pareri&#039;&#039;&#039; non sono vincolanti&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La tipologia di atto da adottare è generalmente prescritta dalle varie disposizioni del trattato (es. art. 218 del TFUE che obbliga il consiglio ad adottare una decisione per autorizzare l&#039;avvio di negoziati di aoccordi internazionali) e in tal caso l&#039;indicazione è vincolante;laddove non ci sia una indicazione specifica,o sia disponibile un&#039;alternativa tra le disposizioni adottabili oppure vi sia una indicazione generica le istituzione possono scegliere l&#039;atto che ritengono più appropriato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le istituzioni dell&#039;UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Attualità e critiche ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== L&#039;Unione Europea dalla prospettiva marxista ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Russofobia ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Europa]] [[Categoria:Organizzazioni intergovernative]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari1</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Unione_europea&amp;diff=6463</id>
		<title>Unione europea</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Unione_europea&amp;diff=6463"/>
		<updated>2026-03-15T21:18:33Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari1: /* Le fonti del diritto UE */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
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|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Nome Ufficiale&#039;&#039;&#039;  || | &lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Britannica.png|20px|bordo]] European Union&amp;lt;ref&amp;gt;Il Regno Unito non fa più parte dell&#039;Unione Europea, la bandiera britannica è qui utilizzata per indicare la lingua inglese.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Tedesca.png|20px|bordo]] Europäische Union&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Francese.png|20px|bordo]] Union européenne&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Italiana.png|20px|bordo]] Unione europea&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Abbreviazione&#039;&#039;&#039;  || | &lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Europea.png|20px|bordo]] EU, eu&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Italiana.png|20px|bordo]] UE, ue&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Fondazione&#039;&#039;&#039;  || | 25 marzo 1957 (CEE), 7 febbraio 1992 (ufficiale)&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Causa&#039;&#039;&#039;  || | [[Trattato di Roma]], [[Trattato di Maastricht]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Inno&#039;&#039;&#039;  || | Inno alla Gioia&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! colspan=2 style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&amp;lt;center&amp;gt;Dati istituzionali&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Sedi&#039;&#039;&#039;  || |&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Belga.png|20px|bordo]] [[Bruxelles]], [[Belgio]]&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Lussemburghese.png|20px|bordo]] [[Lussemburgo]], [[Lussemburgo]]&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Francese.png|20px|bordo]] [[Strasburgo]], [[Francia]]&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Tedesca.png|20px|bordo]] [[Francoforte sul Meno]], [[Germania]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Presidente della Commissione&#039;&#039;&#039;  || | [[File:Bandiera Tedesca.png|20px|bordo]] [[Ursula Von der Leyen]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! colspan=2 style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&amp;lt;center&amp;gt;Dati geografici&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;[[Continente]]&#039;&#039;&#039;  || | [[Europa]], con territori appartenenti agli stati membri situati in [[Africa]] ed in [[America]] (regioni ultraperiferiche).&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Superficie&#039;&#039;&#039;  || | 4 233 262 km²&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Popolazione&#039;&#039;&#039;  || | 446 834 578 ab.&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Densità&#039;&#039;&#039;  || | 105,5 ab./km²&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Lingua ufficiale&#039;&#039;&#039;  || | 24 lingue&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! colspan=2 style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&amp;lt;center&amp;gt;Dati economici&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Valuta&#039;&#039;&#039;  || | [[Euro (valuta|Euro]] (ufficiale in 21 paesi), [[Corona ceca]], [[Corona danese]], [[Zloty polacco]], [[Corona svedese]], [[Leu romeno]], [[Fiorino ungherese]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! colspan=2 style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&amp;lt;center&amp;gt;Altri dati&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;TLD&#039;&#039;&#039;  || | .eu&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;unione europea è un&#039;istituzione politica sovranazionale dotata di personalità giuridica all&#039;interno del [[diritto internazionale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Principi e fondamenti giuridici ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;Unione europea è un&#039;organizzazione sovranazionale fondata su un insieme di principi politici e giuridici che regolano i rapporti tra gli Stati membri e le istituzioni comuni. Il suo ordinamento giuridico si è sviluppato progressivamente a partire dalla seconda metà del XX secolo con l’obiettivo dichiarato di promuovere la cooperazione economica, politica e sociale tra i paesi europei, garantendo al contempo stabilità, pace e tutela dei diritti fondamentali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I fondamenti giuridici dell&#039;Unione europea sono contenuti principalmente nei trattati istitutivi, che costituiscono la base dell’intero sistema normativo europeo. Questi trattati sono il risultato di un lungo processo di integrazione, iniziato con il Trattato di Roma del 1957 e successivamente sviluppato attraverso varie riforme, tra cui il Trattato di Maastricht del 1992 e il Trattato di Lisbona del 2007.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo percorso di integrazione, soprattutto negli anni successivi alla Seconda guerra mondiale, si sviluppò un ampio dibattito politico e giuridico riguardo alla forma istituzionale che avrebbe dovuto assumere il progetto europeo. Alcuni proponevano la creazione di una [[federazione]] sul modello di Stati federali già esistenti, come gli Stati Uniti; altri assumevano una posizione più prudente, preferendo una forma di cooperazione più limitata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La differenza principale risiedeva nel fatto che, mentre nella prospettiva federalista gli Stati membri trasferiscono una parte significativa della propria sovranità a un’autorità centrale dotata di poteri diretti sui cittadini,con un governo federale provvisto di ampie competenze legislative e una struttura istituzionale capace di adottare decisioni vincolanti per tutti gli Stati aderenti, nell’altra prospettiva l’integrazione avviene attraverso un’unione di Stati sovrani, in cui i governi nazionali continuano a mantenere la maggior parte dei propri poteri politici e giuridici. In questo secondo modello, per essere valida, l’unione deve basarsi su decisioni assunte all’unanimità tra gli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla fine, con l&#039;istituzione del Trattato di Maastricht e del Trattato di Lisbona, ha prevalso il secondo modello, trasformando quella che prima era semplicemente la Comunità economica europea in un&#039;entità dotata di un&#039;ampia personalità giuridica: l&#039;Unione europea.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uno dei principi fondamentali dell’ordinamento giuridico dell’Unione è il principio di attribuzione delle competenze. In base a questo principio, l’Unione può esercitare solo le competenze che gli Stati membri le hanno esplicitamente conferito attraverso i trattati. Tutte le competenze non attribuite all’Unione restano pertanto agli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altri principi come quello di principi di sussidiarietà e proporzionalità si sono sviluppati progressivamente nel corso del tempo, ma sono stati formalmente inseriti nei trattati negli anni Novanta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[principio di sussidarietà]] iniziò a comparire nel dibattito sull’integrazione europea già negli anni Settanta. Una prima formulazione esplicita si trova nel Rapporto Tindemans del 1975, che proponeva di attribuire alle istituzioni europee soltanto quelle competenze che gli Stati membri non erano in grado di esercitare efficacemente da soli. Successivamente il concetto fu ripreso in diversi progetti di riforma istituzionale negli anni Ottanta. Tuttavia, esso venne formalmente introdotto nel diritto dell’Unione europea con il Trattato di Maastricht del 1992, che lo inserì tra i principi fondamentali per regolare la ripartizione delle competenze tra l’Unione e gli Stati membri. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il principio di proporzionalità, invece, ha origini leggermente precedenti nel diritto comunitario. Esso era già stato elaborato nella giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea negli anni Settanta come criterio per controllare che le istituzioni comunitarie non adottassero misure eccessive rispetto agli obiettivi perseguiti. Anche questo principio fu poi riconosciuto esplicitamente nei trattati e consolidato con il Trattato di Maastricht del 1992, insieme al principio di sussidiarietà.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema giuridico dell’Unione europea si caratterizza inoltre per alcune peculiarità che lo distinguono dal diritto internazionale tradizionale. In particolare, la giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea ha affermato due principi fondamentali: il principio del primato del diritto dell’Unione e quello dell’effetto diretto. Il primato stabilisce che, in caso di conflitto, le norme del diritto dell’Unione prevalgono su quelle nazionali degli Stati membri. L’effetto diretto, invece, consente ai cittadini di invocare alcune norme europee direttamente davanti ai giudici nazionali senza la necessità di un recepimento nella legislazione interna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Storia ==&lt;br /&gt;
La fine della Seconda guerra mondiale vide l&#039;Europa fare i conti non solo con milioni di morti, ma anche con un&#039;economia in crisi, in un contesto geopolitico in cui gli [[Stati Uniti d&#039;America]] e l&#039;[[Unione Sovietica]] erano risultate le principali vincitrici del conflitto. Alcuni intellettuali, politici e statisti, tra cui Robert Schuman (ministro degli Esteri francese), Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer (rispettivamente capi del governo italiano e tedesco), avviarono una strategia tesa all&#039;unificazione dell&#039;Europa. L&#039;obiettivo principale era impedire il riprodursi di situazioni politiche, economiche e militari che avevano portato il mondo al disastro della guerra. Si sottolineava, in particolare, la necessità di ricucire lo stretto legame tra Francia e Germania, che fino ad allora erano state al centro della &amp;quot;patologia&amp;quot; dei rapporti tra i paesi europei.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All&#039;origine fu soprattutto un accordo di tipo economico: Robert Schuman propose di mettere l&#039;insieme della produzione franco-tedesca di carbone e acciaio sotto un&#039;alta autorità comune, nel quadro di un&#039;organizzazione alla quale avrebbero poi potuto aderire anche altri paesi. La dichiarazione rappresentò così l&#039;inizio del processo di cooperazione tra gli Stati europei, sebbene all&#039;inizio si trattasse soltanto di un&#039;unione di Stati e di cooperazione organizzativa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sorsero non solo diverse organizzazioni che operavano senza un reale collegamento tra loro, come l&#039;OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), l&#039;UEO (Unione europea occidentale) e la NATO (Organizzazione del Trattato dell&#039;Atlantico del Nord), ma anche le Comunità europee: dapprima, con il Trattato di Parigi, la CECA (Comunità europea del carbone e dell&#039;acciaio); quindi la CEE (Comunità economica europea) e la CEEA o EURATOM (Comunità europea dell&#039;energia atomica), entrambe nate il 25 marzo 1957 con la firma dei Trattati di Roma.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;accordo istitutivo della CECA scadeva dopo 50 anni dalla sua entrata in vigore, il 23 luglio 2002. A quella data, gli Stati membri hanno deciso di non rinnovarlo: l&#039;organizzazione si è quindi sciolta e le relative competenze sono state trasferite all&#039;Unione Europea. L&#039;EURATOM, invece, è ancora formalmente operante, sebbene svolga un ruolo marginale rispetto all&#039;Unione, pur non essendo giuridicamente assorbita da quest&#039;ultima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare, la creazione della Comunità economica europea,alla quale fu assegnato il compito di promuovere, mediante l&#039;instaurazione di un mercato comune e il graduale ravvicinamento delle politiche economiche degli Stati membri, uno sviluppo armonioso delle attività economiche nell&#039;insieme delle Comunità (art. 2 TCEE),segna il reale passaggio dalla cooperazione all&#039;integrazione. Per la prima volta venne introdotto un organo dotato di ampia indipendenza deliberativa rispetto agli Stati membri e con forti poteri decisionali nei confronti delle imprese del settore, eliminando le barriere commerciali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Successivamente, con il Trattato di Bruxelles del 1965, si creò il primo scheletro delle istituzioni così come sono oggi. Ciò avvenne fondendo gli esecutivi in un&#039;unica Commissione e un unico Consiglio, oltre a istituire un bilancio unico per le tre Comunità. L&#039;unificazione riguardava però solo gli organi, non le competenze, che restavano distinte: le Comunità continuavano infatti a esercitare poteri differenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== I trattati istitutivi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il trattato di Roma ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la firma del Trattato di Roma Francia,Germania,Italia,Belgio,Olanda e Lussemburgo posero la prima pietra della costruzione dell&#039;Unione Europea attraverso l&#039;istituzione della comunità economica europea. Questo trattato era costituito da 240 articoli,suddiviso in sei parti distinte e preceduto da un preambolo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* la prima parte era dedicata ai principi che avevano ispirato la comunità economica europea attraverso il mercato comune,l&#039;unione doganale e le politiche comuni;&lt;br /&gt;
* la secondo parte riguardava i fondamenti della comunità;essa comprendeva quattro titoli rispettivamente alla libera circolazione delle merci,all&#039;agricoltura ,alla libera circolazione delle persone,dei servizi e dei capitali e dei trasporti.&lt;br /&gt;
* la terza parte riguardava le politiche comuni e comprendeva quattro titoli relativi alle norme comuni,alla politica economica,alla politica sociale e alla banca europea degli investimenti;&lt;br /&gt;
* la quarta parte era dedicata all&#039;associazione dei paesi e dei territori d&#039;oltremare&lt;br /&gt;
* la quinta riguardava le istituzioni e includeva un titolo sulle disposizioni istituzionali e un&#039;altro sulle disposizioni finanziarie&lt;br /&gt;
* l&#039;ultima parte erano delle disposizioni generali e finali&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;intenzione degli Stati firmatari era di creare un mercato comune in cui fosse garantita una libera circolazione dei prodotti (merci e servizi) e dei fattori produttivi (capitale e lavoro), così da eliminare ogni barriera protezionistica e garantire agli Stati maggiori possibilità di espansione. In vista di questo obiettivo furono garantite quattro libertà fondamentali: la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A livello di politica economica, ciò si concretizzò in un regime liberista improntato al principio del mercato aperto e della libera concorrenza, senza il quale la libera circolazione non si sarebbe mai potuta attuare. Questi obbiettivi economici si sono poi realizzati in diverse tappe:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Unione doganale:&#039;&#039;&#039; avviata dal primo luglio 1968 ha comportato la soppressione dei dazi doganali all&#039;interno dell&#039;alora comunità e l&#039;applicazione di una tariffa doganale comune (TDC) applicata alle importazioni dei paesi terzi. Le restrizioni quantitative agli scambi sono state abolite il 31 dicembre 1960 tranne per quelle agricole dove le restrizioni sono state mantenute fino al 1974;&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Accordo di Shengen:&#039;&#039;&#039; è ciò che ha permesso l&#039;effettiva liberalizzazione della circolazione delle persone e la soppressione dei controlli alle frontiere interne tra gli Stati membri, in seguito alla firma avvenuta il 18 giugno 1985 tra Francia, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo e Germania. Successivamente hanno aderito anche gli altri paesi dell&#039;Unione Europea, sebbene attualmente ne siano momentaneamente esclusi Cipro, Croazia, Bulgaria e Romania, che dovrebbero entrare nei prossimi anni. Allo spazio Schengen hanno inoltre aderito anche paesi non UE come Norvegia, Svizzera, Islanda e Liechtenstein, mentre non ne fanno parte Irlanda e Regno Unito.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Atto unico europeo(AUE):&#039;&#039;&#039; fu firmato a Lussemburgo il 17 febbraio 1986 da nove Stati membri e il 28 febbraio 1986 da Danimarca, Italia e Grecia. Esso entrò in vigore il 1° luglio 1987 con l&#039;obiettivo di rilanciare il processo di costruzione europea e realizzare il mercato interno. L&#039;Atto Unico riprese alcuni temi che erano stati oggetto di precedenti trattative internazionali, riguardanti in particolare gli aspetti istituzionali e le politiche europee. Vennero modificati alcuni elementi del Trattato di Roma, attribuendo al Parlamento europeo un ruolo più incisivo e alla Commissione quello di mediatore tra Parlamento e Consiglio nello sviluppo della procedura di cooperazione (ex art. 252 del Trattato CE, antecedente al Trattato di Lisbona).  Tali modifiche valorizzarono il ruolo del Parlamento, assegnandogli il potere di pronunciarsi sull&#039;ammissione di nuovi Stati membri e di concludere accordi con associazioni di paesi terzi e con organizzazioni internazionali.  L&#039;Atto Unico Europeo sancì inoltre l&#039;esistenza del Consiglio europeo, pur senza precisarne compiutamente le competenze, istituzionalizzando di fatto i vertici periodici tra i capi di Stato e di governo.Furono inoltre gettate le basi del Tribunale di primo grado, con l&#039;obiettivo di snellire il carico di lavoro della Corte di Giustizia europea e di introdurre un doppio grado di giudizio, analogamente a quanto avviene nelle giurisdizioni nazionali.Inoltre, l&#039;Atto ha ampliato gli ambiti di competenza della Comunità, offrendo una base giuridica per l&#039;azione comune in settori quali il mercato interno, la politica monetaria, la politica sociale, l&#039;ambiente e la ricerca scientifica e tecnologica. Particolare rilievo venne attribuito alla convergenza delle politiche economiche e monetarie (art. 102A del TCE, introdotto dall&#039;Atto Unico Europeo). Per quanto riguarda la coesione economica e sociale, furono invece adottate politiche strutturali volte a ridurre il divario esistente tra le diverse regioni, al fine di colmare il ritardo di quelle più svantaggiate. Gli strumenti operativi individuati per raggiungere tale obiettivo furono i fondi strutturali. Pur rappresentando una tappa fondamentale nel processo di integrazione europea, l&#039;Atto evidenziò come per arrivare a un&#039;autentica Unione Europea fossero necessarie ulteriori riforme istituzionali, preparando il terreno per il successivo Trattato di Maastricht&lt;br /&gt;
=== Il trattato dell&#039; Unione Europea (o trattato di Maastricht) ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fu firmato a Maastricht il 7 febbraio 1992 dai 12 paesi che costituivano la comunità europea ed è entrato in vigore il 1 novembre 1993,è considerato la tappa decisiva per l&#039;affermazione politica-istituzionale dell&#039;Europa,sancendo la nascita dell&#039;Unione Europea.La conseguenza è stata una più larga cessione volontaria da parte degli stati-nazione membri di sovranità con l&#039;obbiettivo di favorire il potenziamento economico e una maggiore integrazione politica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare il trattato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;ha creato una nuova struttura a 3 pilastri:&#039;&#039;&#039; il primo pilastro è costituito dall&#039;ordinamento comunitario ereditando le disposizioni previste dal trattato istitutivo della comunità europea,e quindi di tutte le organizzazione precedentemente create (CECA e EURATOM).Le principali modifiche riguardano principalmente l&#039;apparato istituzionale,ampliamento e rafforzamento di competenze,introducendo anche il principio di sussidarietà.Il secondo pilastro regolato dal titolo V del trattato istituisce una politica comune nei settori della politica estera e della sicurezza (PESC) dove i governi degli stati membri adottano una cooperazione sistematica e azioni comuni.Infine, il terzo pilastro, disciplinato dal Titolo VI del Trattato, era volto alla cooperazione nei settori della giustizia e degli affari interni (CGAI), che fino ad allora era stata condotta in modo occasionale e informale tra gli Stati membri. L&#039;obiettivo enunciato nel preambolo era &amp;quot;garantire la libera circolazione delle persone, assicurando nel contempo la sicurezza dei loro popoli&amp;quot;.Per realizzare questo obiettivo furono individuate questioni di interesse comune, quali la politica di asilo, l&#039;immigrazione e la cooperazione giudiziaria in materia civile e penale. La loro trattazione rimaneva tuttavia di esclusiva competenza degli Stati membri, sebbene fosse prevista la possibilità di un successivo trasferimento all&#039;Unione. In particolare, il Trattato di Maastricht ha rappresentato un passo in avanti rispetto all&#039;Accordo di Schengen, prevedendo la possibilità di elaborare politiche comuni in materia di immigrazione e di trattamento dei cittadini di paesi terzi. A tal fine fu adottata la logica intergovernativa, nella quale il principio di unanimità riveste un ruolo centrale per l&#039;adozione di qualsiasi provvedimento.  Questa struttura a tre pilastri rappresentò un compromesso tra gli Stati membri: da un lato, coloro che desideravano un contesto giuridico unitario; dall&#039;altro, quelli che intendevano salvaguardare il potere decisionale nazionale. Se per il primo pilastro fu mantenuto il metodo comunitario,per il secondo e il terzo fu adottato il metodo intergovernativo.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;sei nuovi settori:&#039;&#039;&#039; nuove politiche comuni (reti transeuropee,politica industriale,tutela dei consumatori,istruzione e formazione professionale,gioventù e cultura).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;unione monetaria:&#039;&#039;&#039; sono stati fissati i principi e le disposizioni per l&#039;introduzione dell&#039;Euro&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;procedura di codecisione:&#039;&#039;&#039; ciò che era stato già ideato nell&#039;AUE viene disciplinato,con questo trattato il Parlamento europeo viene assegnato il potere di adottare una serie di atti congiuntamente con il consiglio dell&#039;Unione Europea;&lt;br /&gt;
Per quanto riguarda l&#039;assetto istituzionale maggiore rilevanza fu data al Parlamento europeo che ha assunto un ruolo più rilevante nella formazione degli atti giuridici e una maggiore rappresentività dei partiti politici. Alla commissione fu aumentata di 1 anno (da 4 a 5) la durata del suo mandato per uniformarla al resto del Parlamento,relativamente al consiglio si è intervenuto sui meccanismi decisionali per snellire le procedure allo scopo dichiarato di renderle più efficienti e democratiche:ciò ha favorito il ricordo alla &#039;&#039;maggioranza qualificata&#039;&#039;  per la maggior parte delle decisioni contemplate dalla procedura di codecisione e per tutte le decisioni adottate secondo la procedura di cooperazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altre modifiche di tipo istituzionale hanno riguardato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;La corte dei conti:&#039;&#039;&#039; incaricata di effettuare il controllo contabile e l&#039;esame del bilancio dell&#039;Unione e divenuta una istituzione europea con Maastricht&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;istituto monetario europeo:&#039;&#039;&#039; cui era affidato il compito di gestire il processo per l&#039;introduzione dell&#039;Euro e che avrebbe ceduto il passo alla banca centrale europea (BCE) con l&#039;effettiva circolazione della nuova moneta&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Il comitato delle regioni:&#039;&#039;&#039; nuovo organo a carattere consultivo composto dai rappresentanti degli enti regionali e con una struttura analoga a quella del già operante comitato economico e sociale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Amsterdam ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Firmato il 2 ottobre 1997 ed entrato in vigore il 1 maggio 1999 è il risultato di due anni di confronti e trattative nell&#039;ambito della conferenza dei rappresentati dei governi degli stati membri(iniziata nel maggio 1997 e terminata il 18 giugno 1997) la cui istituzione era già prevista dal trattato di Maastricht che nelle disposizioni finali invitava gli stati membri a convocare una conferenza intergovernativa (CIG) per la sua revisione.L&#039;obbiettivo,in primo luogo era il riassetto delle condizioni politiche e istituzionali dell&#039; Unione per affrontare le sfide del futuro nelle migliori condizioni tenendo conto della rapida evoluzione del quadro internazionale e dell&#039;adesione dei nuovi stati membri provenienti in particolare dall&#039;Europa orientale e alla globalizzazione dell&#039;economia e le sue ripercussioni sull&#039;occupazione,al terrorismo,alla criminalità internazionale,al traffico di stupefacenti,agli squilibri ecologici e ai rischi per la salute pubblica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ciò si è realizzato attraverso una modifica e una ridenominazione dei trattati UE e CE, intervenendo su quattro obiettivi fondamentali:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* porre l&#039;occupazione e i diritti dei cittadini come punto principale dell&#039;Unione&lt;br /&gt;
* eliminare gli ultimi ostacoli alla libera circolazione e rafforzare la sicurezza&lt;br /&gt;
* permettere all&#039;Europa di esercitare maggiore influenza sulla scena mondiale&lt;br /&gt;
* rendere più efficace l&#039;architettura istituzionale dell&#039;Unione&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con il trattato di Amsterdam si sono quindi rafforzati i poteri delle istituzioni europee,in particolare del Parlamento e posta una maggiore attenzione per il cittadino europeo attraverso misure per combattere la disoccupazione el&#039;esclusione sociale.Inoltre i considerazioni dei mutamenti economici e sociali intervenuti nel mercato dei prodotti e dei servizi la politica dei consumatori è diventata competenza dell&#039;Unione. Per quanto riguarda gli aspetti burocratici, in particolare i procedimenti decisionali c&#039; è stata una profonda revisione nel senso della semplificazione attraverso una estensione della procedura di codecisione a nuove materie e ampliando i casi in cui il consiglio può decidere a maggioranza qualificata invece che all&#039;unanimità Con Amsterdam il terzo pilastro non è stato cancellato ma è diventato un&#039;ambito politico-istituzionale che si occupa solo di cooperazione di polizia e giudiziari in materia penale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nonostante i nuovi ambiti di competenza introdotti i risultati raggiunti non sono apparsi soddisfacenti in particolare per quanto riguarda gli adeguamenti istituzionali in previsione di un&#039;allargamento dell&#039;Unione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Nizza ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Approvato dal consiglio europeo di Nizza l&#039;11 dicembre 2000 e firmato il 26 febbraio  2001 al termine di una lunga trattativa diplomatica è entrato in vigore il 1 febbraio 2003. Anche il trattato di Amsterdam prevedeva esattamente come il trattato di Maastricht in un protocollo allegato la possibilità di una revisione ad opera di una conferenza intergovernativa,che, in questo caso venne avviata il 14 febbraio 2000 allo scopo di adattare le istituzioni europee all&#039;acquisizione di nuovo membri avviando le riforme istituzionali che il trattato di Amsterdam non era riuscito a fare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le principali modifiche sono state:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;estensione del voto a maggioranza qualificata e una nuova ponderazione dei voti in seno al consiglio:&#039;&#039;&#039; lo scopo era evitare lo &amp;quot;stallo decisionale&amp;quot;,per cui si sono limitati i casi per cui un paese possa oppore un veto.Tuttavia alcuni paesi mantennero un veto nella possibilità di oppore un veto su alcuni settori(il Regno unito per fisco e sicurezza sociale,la Germania per asilo e immigrazione,la Spagna per i fondi strutturali e la Francia per l&#039;audiovisivo)&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;semplificazione delle procedure per l&#039;attivazione della cooperazione rafforzata:&#039;&#039;&#039; Il trattato di Amsterdam prevedeva la possibilità per gli stati membri di cooperare nell&#039;interesse dell&#039;unione anche qualora non tutti fossero disposti a parteciparvi nell&#039;immediato.Il trattato di Nizza ha consolidato questa procedura eliminando la facoltà per ogni membro di opporre un veto a una cooperazione rafforzata imponendo un minimo di otto stati per avviare una cooperazione  e prevedendo la possibilità di estendere il meccanismo alla politica estera e di sicurezza,esclusa però la difesa.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;riforma del sistema giurisdizionale&#039;&#039;&#039; dell&#039;unione,attraverso una nuova riapartizione di seggi nel parlamento europeo e l&#039;estensione della procedura di codecisione&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;la modifica della struttura delle istituzioni,&#039;&#039;&#039; in particolare per quanto riguarda la commissione europea.Il trattato statuì di limitare a partire dal 2005 la composzione della commissione assegnando un rappresentante a ogni stato membro.Furono anche rafforzati i poteri del presidente della commissione,consentendogli di decidere la suddivisione del portafogli e di porcedere a un rimpasto delle competenze durante il mandato. Fu inoltre rafforzato il ruolo di colegislatore del parlamento.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;modifica della procedura relativa alla constatazione di una grave violazione di uno stato membro,&#039;&#039;&#039; di uno o più principi fondamentali dell&#039;Unione.Il trattato ha introdotto una fase di preallarme che consente di intervenire con raccomandazioni qual&#039;ora c&#039; è l&#039; evidente rischio di violazione (non più quindi una violazione certa) dei principi fondamentali da parte di uno Stato. Prima di procedere in tal senso era prevista la possibilità di far intervenire personalità indipendenti al fine di presentare un rapporto sullo stato membro in questione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Allegati al trattato di Nizza si trovano anche protocolli addizionali e varie dichiarazioni adottare dalla conferenza intergovernativa.Importante fu la &#039;&#039;&#039;dichiarazione sul futuro dell&#039; unione&#039;&#039;&#039; nella quale gli stati membri auspicano al&#039;avvio di un dibattito più ampio e approfondito sul futuro dell&#039;Unione Europea.Essa individuava quattro grandi temi di riflessione:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;delimitazione delle competenze&#039;&#039;&#039; tra l&#039;unione Europea e gli stati membri,che rispecchi il principio di sussidarietà&lt;br /&gt;
* lo status della &#039;&#039;&#039;carta dei diritti fondamentali dell&#039;unione Europea,&#039;&#039;&#039; proclamata a Nizza&lt;br /&gt;
* la &#039;&#039;&#039;semplificazione dei trattati,&#039;&#039;&#039; al fine di renderli più chiari e meglio comprensibili senza modificarne la sostanza&lt;br /&gt;
* il ruolo &#039;&#039;&#039;dei parlamenti nazionali&#039;&#039;&#039; nell&#039;architettura europea&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre anche in questo caso viene prevista la possibilità di convocare nel 2004 una nuova conferenza intergovernativa per procedere a ulteriori revisioni e integrazioni&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Lisbona ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 2004, al termine di un lungo e complesso iter diplomatico, è stato approvato il Trattato che adotta una Costituzione per l&#039;Europa. Tuttavia, questo processo subì un&#039;arresto a seguito dell&#039;esito negativo dei referendum promossi in Francia e nei Paesi Bassi. A seguito di questa bocciatura si iniziò a parlare di fallimento costituzionale dell&#039;Europa, che portò a un nuovo periodo di riflessione in cui l&#039;Unione Europea dovette ripensare e in parte ridimensionare le proprie ambizioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ha avuto così inizio il cammino che avrebbe poi portato al Trattato di Lisbona, con il quale si abbandonò formalmente la Costituzione, pur mantenendone la sostanza. Dopo la bocciatura dei referendum, l&#039;unica strada percorribile risultò essere quella di uno strumento essenzialmente tecnico con un basso profilo politico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così, il 13 dicembre 2007, nella capitale portoghese, i capi di Stato e di governo degli Stati membri dell&#039;Unione firmarono il Trattato di Lisbona, che sarebbe entrato in vigore quasi due anni dopo, il 1° dicembre 2009.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vengono confermate alcune innovazioni già presenti nel quadro costituzionale, prima fra tutte la scomparsa della struttura a tre pilastri (Comunità europee, Politica estera e di sicurezza comune e Cooperazione di polizia giudiziaria in materia penale). Gli strumenti giuridici, un tempo indipendenti, vengono infatti unificati attraverso una sostanziale armonizzazione delle procedure e degli atti giuridici dell&#039;Unione, sebbene per il settore della Politica estera e di sicurezza comune (PESC) rimangano applicabili procedure specifiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La riforma ha inoltre ampliato le competenze dell&#039;Unione, estendendo l&#039;ambito di applicazione della procedura legislativa ordinaria e del voto a maggioranza qualificata. Questo processo è particolarmente evidente nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia, dove l&#039;Unione ha sviluppato politiche comuni in materia di asilo, immigrazione e controllo delle frontiere esterne. Tali politiche si fondano sui principi di solidarietà (intesa come equa ripartizione degli oneri di gestione tra gli Stati membri) e di equità (ovvero la parità di trattamento tra i cittadini di paesi terzi e quelli dell&#039;Unione Europea).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il nuovo assetto dell&#039;Unione Europea ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;articolo 47 del Trattato sull&#039;Unione Europea (TUE) stabilisce che l&#039;Unione Europea possiede personalità giuridica unica, semplificando in modo significativo l&#039;architettura istituzionale. In precedenza, il TUE e il Trattato che istituiva la Comunità Europea (TCE) facevano riferimento a due soggetti giuridici distinti (l&#039;Unione e la Comunità) e a due ordinamenti giuridici differenti (il diritto dell&#039;Unione e quello comunitario), i quali regolavano la complessa struttura articolata in tre pilastri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la riforma, il soggetto giuridico diventa unico – l&#039;Unione Europea – che acquisisce personalità giuridica anche sul piano internazionale, potendo così concludere accordi con Stati terzi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;articolo 1, paragrafo 3, TUE precisa inoltre che l&#039;Unione «sostituisce e succede alla Comunità europea», il cui richiamo all&#039;interno dei due trattati viene eliminato. Pertanto, l&#039;Unione Europea (UE) subentra alla Comunità europea (CE): quest&#039;ultima cessa formalmente di esistere, venendo assorbita dalla prima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il trattato di Lisbona è poi intervenuto in maniera rilevante sul quadro istituzionale dell&#039;Unione. In particolare:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;Parlamento europeo&#039;&#039;&#039; viene rafforzato grazie alle maggiori competenze in materia di bilancio,al ricorso della maggioranza qualificata in molti nuovi settori e sopratutto all&#039;estensione della procedura di codecisione che diventa la procedura legislativa ordinaria.In questo modo il Parlamento a sua volta eletto dai cittadini per mezzo delle elezioni europee si trova ora a operare in condizioni di parità con il consiglio (costituito dai capi di stato e governo degli stati membri) per quanto riguarda l&#039;attività legislativa,e quindi anche su temi come la libertà,la sicurezza e la giustizia&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;Consiglio dell&#039;Unione&#039;&#039;&#039; rimane un&#039;organo non permanente a formazione mutevole e a presidenza rotante. Il Trattato di Lisbona individua però per la prima volta due formazioni tipiche: Il consiglio affari generali che prepara le riunioni de consiglio europeo e il consiglio Affari esteri presieduto dall&#039;Alto rappresentante,che elabora l&#039;azione esterna dell&#039;unione secondo le linee definite dal consiglio europeo e ne assicura la coerenza.Per quanto riguarda il sistema di voto il consiglio delibera a maggioranza semplice tranne in alcuni casi in cui è richiesta la maggioranza qualificata.Dal 1 novembre 2014 è stato introdotto un complicato sistema di &amp;quot;doppia maggioranza&amp;quot;,basato sul 55% degli stati e sul 65% della popolazione:si tratta del riconoscimenti della doppia legittimità dell&#039;Unione(Stati e popoli). E&#039; inoltre possibile per un numero limitato di Stati manifestare una loro opposizione a una decisione eventualmente adottata dalla maggioranza e imporre al consiglio il riesame della questione.&lt;br /&gt;
* La &#039;&#039;&#039;commissione&#039;&#039;&#039; riceve una nuova ridenominazione (commissione europea),in seguito al Trattato di Lisbona riceve una più forte legittimazione democratica attraverso l&#039;eleggibilità parlamentare del presidente.Nel suo ambito viene inoltre istituito l&#039;Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza che riunisce le competenze attribuite precedentemente all&#039;Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune e al membro della commissione europea responsabile per le relazioni esterne,assumento il ruolo di vicepresidente della commissione. Si realizza così un legame orizzontale tra le politiche estere ed esterne dell&#039;Unione:in una prima veste L&#039;alto rappresentante guida la politica estera e di sicurezza dell&#039;Unione,agendo come &amp;quot;mandatario&amp;quot; del consiglio e presiedendone la formazione &amp;quot;Affari esteri&amp;quot;,nonchè contribuendo all&#039;elaborazione di questa politica tramite iniziativa autonoma;nella seconda veste p incaricato delle relazioni esterne con i paesi terzi e degli altri aspetti dell&#039;azione esterna dell&#039;Unione,comprese la cooperazione allo sviluppo e la cooperazione economica-finanziaria.Nell&#039;esercizio di entrambi di questi ruoli e funzioni potrà avvalersi del servizio europeo dell&#039;azione esterna,una diplomazia comune composta da funzionari della commissione,degli Stati membri e del segretariato del consiglio.L&#039;alto rappresentante è incaricato inoltre della coordinazione dell&#039;azione dell&#039;Unione con i paesi terzi e ha il potere di presentare al consiglio proposte in materia.Questa figura introduce quindi una maggiore flessibilità nella dialettica tra unità e diversità all&#039;interno dell&#039;Unione grazie alla possibilità di instaurare cooperazioni rafforzate attivabili con procedure più semplici&lt;br /&gt;
* La &#039;&#039;&#039;Corte di giustizia dell&#039;UE,&#039;&#039;&#039; non più corte di giustizia delle comunità europee,si compone della corte di giustizia stessa,del Tribunale (in precedenza denominato tribunale di primo grado) e da tribunali specializzati&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;consiglio europeo,&#039;&#039;&#039; in precedenza organo politico diventa un&#039;organo giuridico,integrato nei trattati e soggetto al controllo della corte di giustizia. Esso continua a svolgere funzioni di orientamento e di impulso politico, in particolare nell&#039;individuazione degli indirizzi strategici della politica dell&#039;Unione e nei casi previsti dal trattato può intervenire nell&#039;attività normativa pronunciandosi all&#039;unanimità o a maggioranza qualificata a seconda dei casi. E&#039; inoltre dotato di un presidente stabile con il compito di rappresentare l&#039;Unione in sede internazionale,nominato dallo stesso consiglio europeo per due anni e mezzo e rinnovabile una sola volta.In questa modo si è assicurata una certa continuità istituzionale all&#039;attività del consiglio europeo:in precedenza si applicava il metodo della rotazione,per cui la presidenza ruotava tra tutti i paesi membri ogni sei mesi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Trattato di Lisbona ha inoltre introdotto elementi di democrazia partecipativa. In particolare, attraverso la raccolta di un milione di firme, i cittadini possono presentare un&#039;iniziativa popolare alla Commissione, esortandola a elaborare proposte legislative da sottoporre al Consiglio dell&#039;Unione Europea nei settori di competenza dell&#039;Unione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tale meccanismo, tuttavia, non lede il diritto di iniziativa della Commissione, la quale conserva la facoltà di decidere discrezionalmente se accogliere o meno l&#039;invito a presentare proposte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Trattato prevede anche un maggiore coinvolgimento dei parlamenti nazionali nelle attività delle istituzione di Buxelles e Strasburgo,in particolare attraverso dei meccanismi informativi che permettono di essere tenuti al corrente degli atti adottati dalle istituzioni europee,delle domande di adesione di nuovi stati membri e della vigilanza del rispetto del principio di sussidarietà. I parlamenti nazionali possono poi partecipare alla revisione  dei trattati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Continuità o rottura? ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il trattato di Lisbona non sostituisce i vecchi trattati ma a differenza della costituzione europea si pone in continuità con essi limitandosi a emendarli.Esso fallisce nel suo intento di semplificare l&#039;architettura normativa europea anche alla luce dei numerosi protocolli e dichiarazioni allegati al testo,la cui natura è tutt&#039;altro che definita. A differenza del trattato costituzionale scompare la clausola di superiorità del diritto dell&#039;Unione su quello nazionale,anche se si tratta di un mero espediente retorico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le fonti del diritto UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il funzionamento dell&#039;architettura europea è disciplinato da un complesso sistema normativo al cui vertice si pongono le cosidette fonti primarie,costituite dai trattati istitutivi e dai principi generali di ordinamento dell&#039;Unione.Le fonti secondarie sono invece elencate nell&#039;art. 288 del TFUE,che distingue tra atti vincolanti(regolamenti,decisioni,direttive) e atti non vincolanti (raccomandazioni e pareri). Ci sono poi gli atti atipici,ossia quelli che incidono sul funzionamento dell&#039;Unione pur non essendo previsti dai trattati ( o comunque non presenti nell&#039;art. 288 del TFUE). Per poter aver effetto questi atti devono però essere dispiegati negli ordinamenti degli stati membri e laddove ci siano contrasti con il diritto nazionale a prevalere è la normativa europea in virtù del riconoscimento del principio del diritto dell&#039;Unione su quello nazionale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema dell&#039;Unione Europea presenta caratteri peculiari ed è fortemente influenzato dal modo in cui sono distribuiti i pubblici poteri. Ciò deriva dalla natura giuridica dell&#039;Unione, che è &#039;&#039;sui generis&#039;&#039;, ossia a metà strada tra un&#039;organizzazione internazionale classica e una federazione di Stati. Difatti, i governi dei paesi membri hanno limitato la propria sovranità, dando vita a un organismo giuridico indipendente, destinato a integrarsi con i diversi ordinamenti nazionali e in grado di incidere direttamente sulle situazioni giuridiche dei singoli cittadini.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ciò comporta che gli organi europei siano legittimati a emanare provvedimenti di carattere generale e individuale che entrano a far parte dell&#039;ordinamento degli Stati membri senza che sia necessario alcun atto di recepimento da parte delle autorità nazionali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre, a differenza di quanto accade negli ordinamenti statali, nel diritto dell&#039;Unione non esiste una vera e propria gerarchia delle fonti: tutti gli atti hanno formalmente pari forza. Il sistema delle fonti si ispira piuttosto a una concezione di tipo funzionale, dove a ogni politica o competenza è associata una determinata istituzione, chiamata a decidere secondo una specifica maggioranza o procedura, in base a quanto stabilito dall&#039;articolo di riferimento del trattato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le istituzioni dell&#039;UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Attualità e critiche ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== L&#039;Unione Europea dalla prospettiva marxista ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Russofobia ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Europa]] [[Categoria:Organizzazioni intergovernative]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari1</name></author>
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		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Unione_europea&amp;diff=6462</id>
		<title>Unione europea</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Unione_europea&amp;diff=6462"/>
		<updated>2026-03-15T21:17:06Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari1: /* Le fonti del diritto UE */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
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|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Nome Ufficiale&#039;&#039;&#039;  || | &lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Britannica.png|20px|bordo]] European Union&amp;lt;ref&amp;gt;Il Regno Unito non fa più parte dell&#039;Unione Europea, la bandiera britannica è qui utilizzata per indicare la lingua inglese.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Tedesca.png|20px|bordo]] Europäische Union&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Francese.png|20px|bordo]] Union européenne&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Italiana.png|20px|bordo]] Unione europea&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Abbreviazione&#039;&#039;&#039;  || | &lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Europea.png|20px|bordo]] EU, eu&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Italiana.png|20px|bordo]] UE, ue&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Fondazione&#039;&#039;&#039;  || | 25 marzo 1957 (CEE), 7 febbraio 1992 (ufficiale)&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Causa&#039;&#039;&#039;  || | [[Trattato di Roma]], [[Trattato di Maastricht]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Inno&#039;&#039;&#039;  || | Inno alla Gioia&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! colspan=2 style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&amp;lt;center&amp;gt;Dati istituzionali&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Sedi&#039;&#039;&#039;  || |&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Belga.png|20px|bordo]] [[Bruxelles]], [[Belgio]]&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Lussemburghese.png|20px|bordo]] [[Lussemburgo]], [[Lussemburgo]]&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Francese.png|20px|bordo]] [[Strasburgo]], [[Francia]]&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Tedesca.png|20px|bordo]] [[Francoforte sul Meno]], [[Germania]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Presidente della Commissione&#039;&#039;&#039;  || | [[File:Bandiera Tedesca.png|20px|bordo]] [[Ursula Von der Leyen]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! colspan=2 style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&amp;lt;center&amp;gt;Dati geografici&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;[[Continente]]&#039;&#039;&#039;  || | [[Europa]], con territori appartenenti agli stati membri situati in [[Africa]] ed in [[America]] (regioni ultraperiferiche).&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Superficie&#039;&#039;&#039;  || | 4 233 262 km²&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Popolazione&#039;&#039;&#039;  || | 446 834 578 ab.&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Densità&#039;&#039;&#039;  || | 105,5 ab./km²&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Lingua ufficiale&#039;&#039;&#039;  || | 24 lingue&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! colspan=2 style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&amp;lt;center&amp;gt;Dati economici&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Valuta&#039;&#039;&#039;  || | [[Euro (valuta|Euro]] (ufficiale in 21 paesi), [[Corona ceca]], [[Corona danese]], [[Zloty polacco]], [[Corona svedese]], [[Leu romeno]], [[Fiorino ungherese]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! colspan=2 style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&amp;lt;center&amp;gt;Altri dati&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;TLD&#039;&#039;&#039;  || | .eu&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;unione europea è un&#039;istituzione politica sovranazionale dotata di personalità giuridica all&#039;interno del [[diritto internazionale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Principi e fondamenti giuridici ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;Unione europea è un&#039;organizzazione sovranazionale fondata su un insieme di principi politici e giuridici che regolano i rapporti tra gli Stati membri e le istituzioni comuni. Il suo ordinamento giuridico si è sviluppato progressivamente a partire dalla seconda metà del XX secolo con l’obiettivo dichiarato di promuovere la cooperazione economica, politica e sociale tra i paesi europei, garantendo al contempo stabilità, pace e tutela dei diritti fondamentali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I fondamenti giuridici dell&#039;Unione europea sono contenuti principalmente nei trattati istitutivi, che costituiscono la base dell’intero sistema normativo europeo. Questi trattati sono il risultato di un lungo processo di integrazione, iniziato con il Trattato di Roma del 1957 e successivamente sviluppato attraverso varie riforme, tra cui il Trattato di Maastricht del 1992 e il Trattato di Lisbona del 2007.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo percorso di integrazione, soprattutto negli anni successivi alla Seconda guerra mondiale, si sviluppò un ampio dibattito politico e giuridico riguardo alla forma istituzionale che avrebbe dovuto assumere il progetto europeo. Alcuni proponevano la creazione di una [[federazione]] sul modello di Stati federali già esistenti, come gli Stati Uniti; altri assumevano una posizione più prudente, preferendo una forma di cooperazione più limitata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La differenza principale risiedeva nel fatto che, mentre nella prospettiva federalista gli Stati membri trasferiscono una parte significativa della propria sovranità a un’autorità centrale dotata di poteri diretti sui cittadini,con un governo federale provvisto di ampie competenze legislative e una struttura istituzionale capace di adottare decisioni vincolanti per tutti gli Stati aderenti, nell’altra prospettiva l’integrazione avviene attraverso un’unione di Stati sovrani, in cui i governi nazionali continuano a mantenere la maggior parte dei propri poteri politici e giuridici. In questo secondo modello, per essere valida, l’unione deve basarsi su decisioni assunte all’unanimità tra gli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla fine, con l&#039;istituzione del Trattato di Maastricht e del Trattato di Lisbona, ha prevalso il secondo modello, trasformando quella che prima era semplicemente la Comunità economica europea in un&#039;entità dotata di un&#039;ampia personalità giuridica: l&#039;Unione europea.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uno dei principi fondamentali dell’ordinamento giuridico dell’Unione è il principio di attribuzione delle competenze. In base a questo principio, l’Unione può esercitare solo le competenze che gli Stati membri le hanno esplicitamente conferito attraverso i trattati. Tutte le competenze non attribuite all’Unione restano pertanto agli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altri principi come quello di principi di sussidiarietà e proporzionalità si sono sviluppati progressivamente nel corso del tempo, ma sono stati formalmente inseriti nei trattati negli anni Novanta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[principio di sussidarietà]] iniziò a comparire nel dibattito sull’integrazione europea già negli anni Settanta. Una prima formulazione esplicita si trova nel Rapporto Tindemans del 1975, che proponeva di attribuire alle istituzioni europee soltanto quelle competenze che gli Stati membri non erano in grado di esercitare efficacemente da soli. Successivamente il concetto fu ripreso in diversi progetti di riforma istituzionale negli anni Ottanta. Tuttavia, esso venne formalmente introdotto nel diritto dell’Unione europea con il Trattato di Maastricht del 1992, che lo inserì tra i principi fondamentali per regolare la ripartizione delle competenze tra l’Unione e gli Stati membri. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il principio di proporzionalità, invece, ha origini leggermente precedenti nel diritto comunitario. Esso era già stato elaborato nella giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea negli anni Settanta come criterio per controllare che le istituzioni comunitarie non adottassero misure eccessive rispetto agli obiettivi perseguiti. Anche questo principio fu poi riconosciuto esplicitamente nei trattati e consolidato con il Trattato di Maastricht del 1992, insieme al principio di sussidiarietà.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema giuridico dell’Unione europea si caratterizza inoltre per alcune peculiarità che lo distinguono dal diritto internazionale tradizionale. In particolare, la giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea ha affermato due principi fondamentali: il principio del primato del diritto dell’Unione e quello dell’effetto diretto. Il primato stabilisce che, in caso di conflitto, le norme del diritto dell’Unione prevalgono su quelle nazionali degli Stati membri. L’effetto diretto, invece, consente ai cittadini di invocare alcune norme europee direttamente davanti ai giudici nazionali senza la necessità di un recepimento nella legislazione interna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Storia ==&lt;br /&gt;
La fine della Seconda guerra mondiale vide l&#039;Europa fare i conti non solo con milioni di morti, ma anche con un&#039;economia in crisi, in un contesto geopolitico in cui gli [[Stati Uniti d&#039;America]] e l&#039;[[Unione Sovietica]] erano risultate le principali vincitrici del conflitto. Alcuni intellettuali, politici e statisti, tra cui Robert Schuman (ministro degli Esteri francese), Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer (rispettivamente capi del governo italiano e tedesco), avviarono una strategia tesa all&#039;unificazione dell&#039;Europa. L&#039;obiettivo principale era impedire il riprodursi di situazioni politiche, economiche e militari che avevano portato il mondo al disastro della guerra. Si sottolineava, in particolare, la necessità di ricucire lo stretto legame tra Francia e Germania, che fino ad allora erano state al centro della &amp;quot;patologia&amp;quot; dei rapporti tra i paesi europei.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All&#039;origine fu soprattutto un accordo di tipo economico: Robert Schuman propose di mettere l&#039;insieme della produzione franco-tedesca di carbone e acciaio sotto un&#039;alta autorità comune, nel quadro di un&#039;organizzazione alla quale avrebbero poi potuto aderire anche altri paesi. La dichiarazione rappresentò così l&#039;inizio del processo di cooperazione tra gli Stati europei, sebbene all&#039;inizio si trattasse soltanto di un&#039;unione di Stati e di cooperazione organizzativa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sorsero non solo diverse organizzazioni che operavano senza un reale collegamento tra loro, come l&#039;OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), l&#039;UEO (Unione europea occidentale) e la NATO (Organizzazione del Trattato dell&#039;Atlantico del Nord), ma anche le Comunità europee: dapprima, con il Trattato di Parigi, la CECA (Comunità europea del carbone e dell&#039;acciaio); quindi la CEE (Comunità economica europea) e la CEEA o EURATOM (Comunità europea dell&#039;energia atomica), entrambe nate il 25 marzo 1957 con la firma dei Trattati di Roma.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;accordo istitutivo della CECA scadeva dopo 50 anni dalla sua entrata in vigore, il 23 luglio 2002. A quella data, gli Stati membri hanno deciso di non rinnovarlo: l&#039;organizzazione si è quindi sciolta e le relative competenze sono state trasferite all&#039;Unione Europea. L&#039;EURATOM, invece, è ancora formalmente operante, sebbene svolga un ruolo marginale rispetto all&#039;Unione, pur non essendo giuridicamente assorbita da quest&#039;ultima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare, la creazione della Comunità economica europea,alla quale fu assegnato il compito di promuovere, mediante l&#039;instaurazione di un mercato comune e il graduale ravvicinamento delle politiche economiche degli Stati membri, uno sviluppo armonioso delle attività economiche nell&#039;insieme delle Comunità (art. 2 TCEE),segna il reale passaggio dalla cooperazione all&#039;integrazione. Per la prima volta venne introdotto un organo dotato di ampia indipendenza deliberativa rispetto agli Stati membri e con forti poteri decisionali nei confronti delle imprese del settore, eliminando le barriere commerciali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Successivamente, con il Trattato di Bruxelles del 1965, si creò il primo scheletro delle istituzioni così come sono oggi. Ciò avvenne fondendo gli esecutivi in un&#039;unica Commissione e un unico Consiglio, oltre a istituire un bilancio unico per le tre Comunità. L&#039;unificazione riguardava però solo gli organi, non le competenze, che restavano distinte: le Comunità continuavano infatti a esercitare poteri differenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== I trattati istitutivi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il trattato di Roma ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la firma del Trattato di Roma Francia,Germania,Italia,Belgio,Olanda e Lussemburgo posero la prima pietra della costruzione dell&#039;Unione Europea attraverso l&#039;istituzione della comunità economica europea. Questo trattato era costituito da 240 articoli,suddiviso in sei parti distinte e preceduto da un preambolo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* la prima parte era dedicata ai principi che avevano ispirato la comunità economica europea attraverso il mercato comune,l&#039;unione doganale e le politiche comuni;&lt;br /&gt;
* la secondo parte riguardava i fondamenti della comunità;essa comprendeva quattro titoli rispettivamente alla libera circolazione delle merci,all&#039;agricoltura ,alla libera circolazione delle persone,dei servizi e dei capitali e dei trasporti.&lt;br /&gt;
* la terza parte riguardava le politiche comuni e comprendeva quattro titoli relativi alle norme comuni,alla politica economica,alla politica sociale e alla banca europea degli investimenti;&lt;br /&gt;
* la quarta parte era dedicata all&#039;associazione dei paesi e dei territori d&#039;oltremare&lt;br /&gt;
* la quinta riguardava le istituzioni e includeva un titolo sulle disposizioni istituzionali e un&#039;altro sulle disposizioni finanziarie&lt;br /&gt;
* l&#039;ultima parte erano delle disposizioni generali e finali&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;intenzione degli Stati firmatari era di creare un mercato comune in cui fosse garantita una libera circolazione dei prodotti (merci e servizi) e dei fattori produttivi (capitale e lavoro), così da eliminare ogni barriera protezionistica e garantire agli Stati maggiori possibilità di espansione. In vista di questo obiettivo furono garantite quattro libertà fondamentali: la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A livello di politica economica, ciò si concretizzò in un regime liberista improntato al principio del mercato aperto e della libera concorrenza, senza il quale la libera circolazione non si sarebbe mai potuta attuare. Questi obbiettivi economici si sono poi realizzati in diverse tappe:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Unione doganale:&#039;&#039;&#039; avviata dal primo luglio 1968 ha comportato la soppressione dei dazi doganali all&#039;interno dell&#039;alora comunità e l&#039;applicazione di una tariffa doganale comune (TDC) applicata alle importazioni dei paesi terzi. Le restrizioni quantitative agli scambi sono state abolite il 31 dicembre 1960 tranne per quelle agricole dove le restrizioni sono state mantenute fino al 1974;&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Accordo di Shengen:&#039;&#039;&#039; è ciò che ha permesso l&#039;effettiva liberalizzazione della circolazione delle persone e la soppressione dei controlli alle frontiere interne tra gli Stati membri, in seguito alla firma avvenuta il 18 giugno 1985 tra Francia, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo e Germania. Successivamente hanno aderito anche gli altri paesi dell&#039;Unione Europea, sebbene attualmente ne siano momentaneamente esclusi Cipro, Croazia, Bulgaria e Romania, che dovrebbero entrare nei prossimi anni. Allo spazio Schengen hanno inoltre aderito anche paesi non UE come Norvegia, Svizzera, Islanda e Liechtenstein, mentre non ne fanno parte Irlanda e Regno Unito.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Atto unico europeo(AUE):&#039;&#039;&#039; fu firmato a Lussemburgo il 17 febbraio 1986 da nove Stati membri e il 28 febbraio 1986 da Danimarca, Italia e Grecia. Esso entrò in vigore il 1° luglio 1987 con l&#039;obiettivo di rilanciare il processo di costruzione europea e realizzare il mercato interno. L&#039;Atto Unico riprese alcuni temi che erano stati oggetto di precedenti trattative internazionali, riguardanti in particolare gli aspetti istituzionali e le politiche europee. Vennero modificati alcuni elementi del Trattato di Roma, attribuendo al Parlamento europeo un ruolo più incisivo e alla Commissione quello di mediatore tra Parlamento e Consiglio nello sviluppo della procedura di cooperazione (ex art. 252 del Trattato CE, antecedente al Trattato di Lisbona).  Tali modifiche valorizzarono il ruolo del Parlamento, assegnandogli il potere di pronunciarsi sull&#039;ammissione di nuovi Stati membri e di concludere accordi con associazioni di paesi terzi e con organizzazioni internazionali.  L&#039;Atto Unico Europeo sancì inoltre l&#039;esistenza del Consiglio europeo, pur senza precisarne compiutamente le competenze, istituzionalizzando di fatto i vertici periodici tra i capi di Stato e di governo.Furono inoltre gettate le basi del Tribunale di primo grado, con l&#039;obiettivo di snellire il carico di lavoro della Corte di Giustizia europea e di introdurre un doppio grado di giudizio, analogamente a quanto avviene nelle giurisdizioni nazionali.Inoltre, l&#039;Atto ha ampliato gli ambiti di competenza della Comunità, offrendo una base giuridica per l&#039;azione comune in settori quali il mercato interno, la politica monetaria, la politica sociale, l&#039;ambiente e la ricerca scientifica e tecnologica. Particolare rilievo venne attribuito alla convergenza delle politiche economiche e monetarie (art. 102A del TCE, introdotto dall&#039;Atto Unico Europeo). Per quanto riguarda la coesione economica e sociale, furono invece adottate politiche strutturali volte a ridurre il divario esistente tra le diverse regioni, al fine di colmare il ritardo di quelle più svantaggiate. Gli strumenti operativi individuati per raggiungere tale obiettivo furono i fondi strutturali. Pur rappresentando una tappa fondamentale nel processo di integrazione europea, l&#039;Atto evidenziò come per arrivare a un&#039;autentica Unione Europea fossero necessarie ulteriori riforme istituzionali, preparando il terreno per il successivo Trattato di Maastricht&lt;br /&gt;
=== Il trattato dell&#039; Unione Europea (o trattato di Maastricht) ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fu firmato a Maastricht il 7 febbraio 1992 dai 12 paesi che costituivano la comunità europea ed è entrato in vigore il 1 novembre 1993,è considerato la tappa decisiva per l&#039;affermazione politica-istituzionale dell&#039;Europa,sancendo la nascita dell&#039;Unione Europea.La conseguenza è stata una più larga cessione volontaria da parte degli stati-nazione membri di sovranità con l&#039;obbiettivo di favorire il potenziamento economico e una maggiore integrazione politica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare il trattato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;ha creato una nuova struttura a 3 pilastri:&#039;&#039;&#039; il primo pilastro è costituito dall&#039;ordinamento comunitario ereditando le disposizioni previste dal trattato istitutivo della comunità europea,e quindi di tutte le organizzazione precedentemente create (CECA e EURATOM).Le principali modifiche riguardano principalmente l&#039;apparato istituzionale,ampliamento e rafforzamento di competenze,introducendo anche il principio di sussidarietà.Il secondo pilastro regolato dal titolo V del trattato istituisce una politica comune nei settori della politica estera e della sicurezza (PESC) dove i governi degli stati membri adottano una cooperazione sistematica e azioni comuni.Infine, il terzo pilastro, disciplinato dal Titolo VI del Trattato, era volto alla cooperazione nei settori della giustizia e degli affari interni (CGAI), che fino ad allora era stata condotta in modo occasionale e informale tra gli Stati membri. L&#039;obiettivo enunciato nel preambolo era &amp;quot;garantire la libera circolazione delle persone, assicurando nel contempo la sicurezza dei loro popoli&amp;quot;.Per realizzare questo obiettivo furono individuate questioni di interesse comune, quali la politica di asilo, l&#039;immigrazione e la cooperazione giudiziaria in materia civile e penale. La loro trattazione rimaneva tuttavia di esclusiva competenza degli Stati membri, sebbene fosse prevista la possibilità di un successivo trasferimento all&#039;Unione. In particolare, il Trattato di Maastricht ha rappresentato un passo in avanti rispetto all&#039;Accordo di Schengen, prevedendo la possibilità di elaborare politiche comuni in materia di immigrazione e di trattamento dei cittadini di paesi terzi. A tal fine fu adottata la logica intergovernativa, nella quale il principio di unanimità riveste un ruolo centrale per l&#039;adozione di qualsiasi provvedimento.  Questa struttura a tre pilastri rappresentò un compromesso tra gli Stati membri: da un lato, coloro che desideravano un contesto giuridico unitario; dall&#039;altro, quelli che intendevano salvaguardare il potere decisionale nazionale. Se per il primo pilastro fu mantenuto il metodo comunitario,per il secondo e il terzo fu adottato il metodo intergovernativo.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;sei nuovi settori:&#039;&#039;&#039; nuove politiche comuni (reti transeuropee,politica industriale,tutela dei consumatori,istruzione e formazione professionale,gioventù e cultura).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;unione monetaria:&#039;&#039;&#039; sono stati fissati i principi e le disposizioni per l&#039;introduzione dell&#039;Euro&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;procedura di codecisione:&#039;&#039;&#039; ciò che era stato già ideato nell&#039;AUE viene disciplinato,con questo trattato il Parlamento europeo viene assegnato il potere di adottare una serie di atti congiuntamente con il consiglio dell&#039;Unione Europea;&lt;br /&gt;
Per quanto riguarda l&#039;assetto istituzionale maggiore rilevanza fu data al Parlamento europeo che ha assunto un ruolo più rilevante nella formazione degli atti giuridici e una maggiore rappresentività dei partiti politici. Alla commissione fu aumentata di 1 anno (da 4 a 5) la durata del suo mandato per uniformarla al resto del Parlamento,relativamente al consiglio si è intervenuto sui meccanismi decisionali per snellire le procedure allo scopo dichiarato di renderle più efficienti e democratiche:ciò ha favorito il ricordo alla &#039;&#039;maggioranza qualificata&#039;&#039;  per la maggior parte delle decisioni contemplate dalla procedura di codecisione e per tutte le decisioni adottate secondo la procedura di cooperazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altre modifiche di tipo istituzionale hanno riguardato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;La corte dei conti:&#039;&#039;&#039; incaricata di effettuare il controllo contabile e l&#039;esame del bilancio dell&#039;Unione e divenuta una istituzione europea con Maastricht&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;istituto monetario europeo:&#039;&#039;&#039; cui era affidato il compito di gestire il processo per l&#039;introduzione dell&#039;Euro e che avrebbe ceduto il passo alla banca centrale europea (BCE) con l&#039;effettiva circolazione della nuova moneta&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Il comitato delle regioni:&#039;&#039;&#039; nuovo organo a carattere consultivo composto dai rappresentanti degli enti regionali e con una struttura analoga a quella del già operante comitato economico e sociale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Amsterdam ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Firmato il 2 ottobre 1997 ed entrato in vigore il 1 maggio 1999 è il risultato di due anni di confronti e trattative nell&#039;ambito della conferenza dei rappresentati dei governi degli stati membri(iniziata nel maggio 1997 e terminata il 18 giugno 1997) la cui istituzione era già prevista dal trattato di Maastricht che nelle disposizioni finali invitava gli stati membri a convocare una conferenza intergovernativa (CIG) per la sua revisione.L&#039;obbiettivo,in primo luogo era il riassetto delle condizioni politiche e istituzionali dell&#039; Unione per affrontare le sfide del futuro nelle migliori condizioni tenendo conto della rapida evoluzione del quadro internazionale e dell&#039;adesione dei nuovi stati membri provenienti in particolare dall&#039;Europa orientale e alla globalizzazione dell&#039;economia e le sue ripercussioni sull&#039;occupazione,al terrorismo,alla criminalità internazionale,al traffico di stupefacenti,agli squilibri ecologici e ai rischi per la salute pubblica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ciò si è realizzato attraverso una modifica e una ridenominazione dei trattati UE e CE, intervenendo su quattro obiettivi fondamentali:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* porre l&#039;occupazione e i diritti dei cittadini come punto principale dell&#039;Unione&lt;br /&gt;
* eliminare gli ultimi ostacoli alla libera circolazione e rafforzare la sicurezza&lt;br /&gt;
* permettere all&#039;Europa di esercitare maggiore influenza sulla scena mondiale&lt;br /&gt;
* rendere più efficace l&#039;architettura istituzionale dell&#039;Unione&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con il trattato di Amsterdam si sono quindi rafforzati i poteri delle istituzioni europee,in particolare del Parlamento e posta una maggiore attenzione per il cittadino europeo attraverso misure per combattere la disoccupazione el&#039;esclusione sociale.Inoltre i considerazioni dei mutamenti economici e sociali intervenuti nel mercato dei prodotti e dei servizi la politica dei consumatori è diventata competenza dell&#039;Unione. Per quanto riguarda gli aspetti burocratici, in particolare i procedimenti decisionali c&#039; è stata una profonda revisione nel senso della semplificazione attraverso una estensione della procedura di codecisione a nuove materie e ampliando i casi in cui il consiglio può decidere a maggioranza qualificata invece che all&#039;unanimità Con Amsterdam il terzo pilastro non è stato cancellato ma è diventato un&#039;ambito politico-istituzionale che si occupa solo di cooperazione di polizia e giudiziari in materia penale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nonostante i nuovi ambiti di competenza introdotti i risultati raggiunti non sono apparsi soddisfacenti in particolare per quanto riguarda gli adeguamenti istituzionali in previsione di un&#039;allargamento dell&#039;Unione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Nizza ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Approvato dal consiglio europeo di Nizza l&#039;11 dicembre 2000 e firmato il 26 febbraio  2001 al termine di una lunga trattativa diplomatica è entrato in vigore il 1 febbraio 2003. Anche il trattato di Amsterdam prevedeva esattamente come il trattato di Maastricht in un protocollo allegato la possibilità di una revisione ad opera di una conferenza intergovernativa,che, in questo caso venne avviata il 14 febbraio 2000 allo scopo di adattare le istituzioni europee all&#039;acquisizione di nuovo membri avviando le riforme istituzionali che il trattato di Amsterdam non era riuscito a fare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le principali modifiche sono state:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;estensione del voto a maggioranza qualificata e una nuova ponderazione dei voti in seno al consiglio:&#039;&#039;&#039; lo scopo era evitare lo &amp;quot;stallo decisionale&amp;quot;,per cui si sono limitati i casi per cui un paese possa oppore un veto.Tuttavia alcuni paesi mantennero un veto nella possibilità di oppore un veto su alcuni settori(il Regno unito per fisco e sicurezza sociale,la Germania per asilo e immigrazione,la Spagna per i fondi strutturali e la Francia per l&#039;audiovisivo)&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;semplificazione delle procedure per l&#039;attivazione della cooperazione rafforzata:&#039;&#039;&#039; Il trattato di Amsterdam prevedeva la possibilità per gli stati membri di cooperare nell&#039;interesse dell&#039;unione anche qualora non tutti fossero disposti a parteciparvi nell&#039;immediato.Il trattato di Nizza ha consolidato questa procedura eliminando la facoltà per ogni membro di opporre un veto a una cooperazione rafforzata imponendo un minimo di otto stati per avviare una cooperazione  e prevedendo la possibilità di estendere il meccanismo alla politica estera e di sicurezza,esclusa però la difesa.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;riforma del sistema giurisdizionale&#039;&#039;&#039; dell&#039;unione,attraverso una nuova riapartizione di seggi nel parlamento europeo e l&#039;estensione della procedura di codecisione&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;la modifica della struttura delle istituzioni,&#039;&#039;&#039; in particolare per quanto riguarda la commissione europea.Il trattato statuì di limitare a partire dal 2005 la composzione della commissione assegnando un rappresentante a ogni stato membro.Furono anche rafforzati i poteri del presidente della commissione,consentendogli di decidere la suddivisione del portafogli e di porcedere a un rimpasto delle competenze durante il mandato. Fu inoltre rafforzato il ruolo di colegislatore del parlamento.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;modifica della procedura relativa alla constatazione di una grave violazione di uno stato membro,&#039;&#039;&#039; di uno o più principi fondamentali dell&#039;Unione.Il trattato ha introdotto una fase di preallarme che consente di intervenire con raccomandazioni qual&#039;ora c&#039; è l&#039; evidente rischio di violazione (non più quindi una violazione certa) dei principi fondamentali da parte di uno Stato. Prima di procedere in tal senso era prevista la possibilità di far intervenire personalità indipendenti al fine di presentare un rapporto sullo stato membro in questione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Allegati al trattato di Nizza si trovano anche protocolli addizionali e varie dichiarazioni adottare dalla conferenza intergovernativa.Importante fu la &#039;&#039;&#039;dichiarazione sul futuro dell&#039; unione&#039;&#039;&#039; nella quale gli stati membri auspicano al&#039;avvio di un dibattito più ampio e approfondito sul futuro dell&#039;Unione Europea.Essa individuava quattro grandi temi di riflessione:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;delimitazione delle competenze&#039;&#039;&#039; tra l&#039;unione Europea e gli stati membri,che rispecchi il principio di sussidarietà&lt;br /&gt;
* lo status della &#039;&#039;&#039;carta dei diritti fondamentali dell&#039;unione Europea,&#039;&#039;&#039; proclamata a Nizza&lt;br /&gt;
* la &#039;&#039;&#039;semplificazione dei trattati,&#039;&#039;&#039; al fine di renderli più chiari e meglio comprensibili senza modificarne la sostanza&lt;br /&gt;
* il ruolo &#039;&#039;&#039;dei parlamenti nazionali&#039;&#039;&#039; nell&#039;architettura europea&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre anche in questo caso viene prevista la possibilità di convocare nel 2004 una nuova conferenza intergovernativa per procedere a ulteriori revisioni e integrazioni&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Lisbona ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 2004, al termine di un lungo e complesso iter diplomatico, è stato approvato il Trattato che adotta una Costituzione per l&#039;Europa. Tuttavia, questo processo subì un&#039;arresto a seguito dell&#039;esito negativo dei referendum promossi in Francia e nei Paesi Bassi. A seguito di questa bocciatura si iniziò a parlare di fallimento costituzionale dell&#039;Europa, che portò a un nuovo periodo di riflessione in cui l&#039;Unione Europea dovette ripensare e in parte ridimensionare le proprie ambizioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ha avuto così inizio il cammino che avrebbe poi portato al Trattato di Lisbona, con il quale si abbandonò formalmente la Costituzione, pur mantenendone la sostanza. Dopo la bocciatura dei referendum, l&#039;unica strada percorribile risultò essere quella di uno strumento essenzialmente tecnico con un basso profilo politico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così, il 13 dicembre 2007, nella capitale portoghese, i capi di Stato e di governo degli Stati membri dell&#039;Unione firmarono il Trattato di Lisbona, che sarebbe entrato in vigore quasi due anni dopo, il 1° dicembre 2009.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vengono confermate alcune innovazioni già presenti nel quadro costituzionale, prima fra tutte la scomparsa della struttura a tre pilastri (Comunità europee, Politica estera e di sicurezza comune e Cooperazione di polizia giudiziaria in materia penale). Gli strumenti giuridici, un tempo indipendenti, vengono infatti unificati attraverso una sostanziale armonizzazione delle procedure e degli atti giuridici dell&#039;Unione, sebbene per il settore della Politica estera e di sicurezza comune (PESC) rimangano applicabili procedure specifiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La riforma ha inoltre ampliato le competenze dell&#039;Unione, estendendo l&#039;ambito di applicazione della procedura legislativa ordinaria e del voto a maggioranza qualificata. Questo processo è particolarmente evidente nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia, dove l&#039;Unione ha sviluppato politiche comuni in materia di asilo, immigrazione e controllo delle frontiere esterne. Tali politiche si fondano sui principi di solidarietà (intesa come equa ripartizione degli oneri di gestione tra gli Stati membri) e di equità (ovvero la parità di trattamento tra i cittadini di paesi terzi e quelli dell&#039;Unione Europea).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il nuovo assetto dell&#039;Unione Europea ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;articolo 47 del Trattato sull&#039;Unione Europea (TUE) stabilisce che l&#039;Unione Europea possiede personalità giuridica unica, semplificando in modo significativo l&#039;architettura istituzionale. In precedenza, il TUE e il Trattato che istituiva la Comunità Europea (TCE) facevano riferimento a due soggetti giuridici distinti (l&#039;Unione e la Comunità) e a due ordinamenti giuridici differenti (il diritto dell&#039;Unione e quello comunitario), i quali regolavano la complessa struttura articolata in tre pilastri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la riforma, il soggetto giuridico diventa unico – l&#039;Unione Europea – che acquisisce personalità giuridica anche sul piano internazionale, potendo così concludere accordi con Stati terzi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;articolo 1, paragrafo 3, TUE precisa inoltre che l&#039;Unione «sostituisce e succede alla Comunità europea», il cui richiamo all&#039;interno dei due trattati viene eliminato. Pertanto, l&#039;Unione Europea (UE) subentra alla Comunità europea (CE): quest&#039;ultima cessa formalmente di esistere, venendo assorbita dalla prima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il trattato di Lisbona è poi intervenuto in maniera rilevante sul quadro istituzionale dell&#039;Unione. In particolare:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;Parlamento europeo&#039;&#039;&#039; viene rafforzato grazie alle maggiori competenze in materia di bilancio,al ricorso della maggioranza qualificata in molti nuovi settori e sopratutto all&#039;estensione della procedura di codecisione che diventa la procedura legislativa ordinaria.In questo modo il Parlamento a sua volta eletto dai cittadini per mezzo delle elezioni europee si trova ora a operare in condizioni di parità con il consiglio (costituito dai capi di stato e governo degli stati membri) per quanto riguarda l&#039;attività legislativa,e quindi anche su temi come la libertà,la sicurezza e la giustizia&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;Consiglio dell&#039;Unione&#039;&#039;&#039; rimane un&#039;organo non permanente a formazione mutevole e a presidenza rotante. Il Trattato di Lisbona individua però per la prima volta due formazioni tipiche: Il consiglio affari generali che prepara le riunioni de consiglio europeo e il consiglio Affari esteri presieduto dall&#039;Alto rappresentante,che elabora l&#039;azione esterna dell&#039;unione secondo le linee definite dal consiglio europeo e ne assicura la coerenza.Per quanto riguarda il sistema di voto il consiglio delibera a maggioranza semplice tranne in alcuni casi in cui è richiesta la maggioranza qualificata.Dal 1 novembre 2014 è stato introdotto un complicato sistema di &amp;quot;doppia maggioranza&amp;quot;,basato sul 55% degli stati e sul 65% della popolazione:si tratta del riconoscimenti della doppia legittimità dell&#039;Unione(Stati e popoli). E&#039; inoltre possibile per un numero limitato di Stati manifestare una loro opposizione a una decisione eventualmente adottata dalla maggioranza e imporre al consiglio il riesame della questione.&lt;br /&gt;
* La &#039;&#039;&#039;commissione&#039;&#039;&#039; riceve una nuova ridenominazione (commissione europea),in seguito al Trattato di Lisbona riceve una più forte legittimazione democratica attraverso l&#039;eleggibilità parlamentare del presidente.Nel suo ambito viene inoltre istituito l&#039;Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza che riunisce le competenze attribuite precedentemente all&#039;Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune e al membro della commissione europea responsabile per le relazioni esterne,assumento il ruolo di vicepresidente della commissione. Si realizza così un legame orizzontale tra le politiche estere ed esterne dell&#039;Unione:in una prima veste L&#039;alto rappresentante guida la politica estera e di sicurezza dell&#039;Unione,agendo come &amp;quot;mandatario&amp;quot; del consiglio e presiedendone la formazione &amp;quot;Affari esteri&amp;quot;,nonchè contribuendo all&#039;elaborazione di questa politica tramite iniziativa autonoma;nella seconda veste p incaricato delle relazioni esterne con i paesi terzi e degli altri aspetti dell&#039;azione esterna dell&#039;Unione,comprese la cooperazione allo sviluppo e la cooperazione economica-finanziaria.Nell&#039;esercizio di entrambi di questi ruoli e funzioni potrà avvalersi del servizio europeo dell&#039;azione esterna,una diplomazia comune composta da funzionari della commissione,degli Stati membri e del segretariato del consiglio.L&#039;alto rappresentante è incaricato inoltre della coordinazione dell&#039;azione dell&#039;Unione con i paesi terzi e ha il potere di presentare al consiglio proposte in materia.Questa figura introduce quindi una maggiore flessibilità nella dialettica tra unità e diversità all&#039;interno dell&#039;Unione grazie alla possibilità di instaurare cooperazioni rafforzate attivabili con procedure più semplici&lt;br /&gt;
* La &#039;&#039;&#039;Corte di giustizia dell&#039;UE,&#039;&#039;&#039; non più corte di giustizia delle comunità europee,si compone della corte di giustizia stessa,del Tribunale (in precedenza denominato tribunale di primo grado) e da tribunali specializzati&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;consiglio europeo,&#039;&#039;&#039; in precedenza organo politico diventa un&#039;organo giuridico,integrato nei trattati e soggetto al controllo della corte di giustizia. Esso continua a svolgere funzioni di orientamento e di impulso politico, in particolare nell&#039;individuazione degli indirizzi strategici della politica dell&#039;Unione e nei casi previsti dal trattato può intervenire nell&#039;attività normativa pronunciandosi all&#039;unanimità o a maggioranza qualificata a seconda dei casi. E&#039; inoltre dotato di un presidente stabile con il compito di rappresentare l&#039;Unione in sede internazionale,nominato dallo stesso consiglio europeo per due anni e mezzo e rinnovabile una sola volta.In questa modo si è assicurata una certa continuità istituzionale all&#039;attività del consiglio europeo:in precedenza si applicava il metodo della rotazione,per cui la presidenza ruotava tra tutti i paesi membri ogni sei mesi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Trattato di Lisbona ha inoltre introdotto elementi di democrazia partecipativa. In particolare, attraverso la raccolta di un milione di firme, i cittadini possono presentare un&#039;iniziativa popolare alla Commissione, esortandola a elaborare proposte legislative da sottoporre al Consiglio dell&#039;Unione Europea nei settori di competenza dell&#039;Unione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tale meccanismo, tuttavia, non lede il diritto di iniziativa della Commissione, la quale conserva la facoltà di decidere discrezionalmente se accogliere o meno l&#039;invito a presentare proposte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Trattato prevede anche un maggiore coinvolgimento dei parlamenti nazionali nelle attività delle istituzione di Buxelles e Strasburgo,in particolare attraverso dei meccanismi informativi che permettono di essere tenuti al corrente degli atti adottati dalle istituzioni europee,delle domande di adesione di nuovi stati membri e della vigilanza del rispetto del principio di sussidarietà. I parlamenti nazionali possono poi partecipare alla revisione  dei trattati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Continuità o rottura? ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il trattato di Lisbona non sostituisce i vecchi trattati ma a differenza della costituzione europea si pone in continuità con essi limitandosi a emendarli.Esso fallisce nel suo intento di semplificare l&#039;architettura normativa europea anche alla luce dei numerosi protocolli e dichiarazioni allegati al testo,la cui natura è tutt&#039;altro che definita. A differenza del trattato costituzionale scompare la clausola di superiorità del diritto dell&#039;Unione su quello nazionale,anche se si tratta di un mero espediente retorico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le fonti del diritto UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il funzionamento dell&#039;architettura europea è disciplinato da un complesso sistema normativo al cui vertice si pongono le cosidette fonti primarie,costituite dai trattati istitutivi e dai principi generali di ordinamento dell&#039;Unione.Le fonti secondarie sono invece elencate nell&#039;art. 288 del TFUE,che distingue tra atti vincolanti(regolamenti,decisioni,direttive) e atti non vincolanti (raccomandazioni e pareri). Ci sono poi gli atti atipici,ossia quelli che incidono sul funzionamento dell&#039;Unione pur non essendo previsti dai trattati ( o comunque non presenti nell&#039;art. 288 del TFUE). Per poter aver effetto questi atti devono però essere dispiegati negli ordinamenti degli stati membri e laddove ci siano contrasti con il diritto nazionale a prevalere è la normativa europea in virtù del riconoscimento del principio del diritto dell&#039;Unione su quello nazionale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema europee presenta poi caratteri peculiari e risente poi in modo decisivo della maniera in cui sono distribuiti i pubblici poteri,ciò deriva dalla forma giuridica dell&#039;Unione che è &#039;&#039;sui generis ,&#039;&#039; cioè a metà strada tra un&#039;organizzazione internazionale e una federazione di Stati.Difatti i governi dei paesi membri hanno limitato la propria sovranità dando vita a un&#039;organismo giuridico indipendente destinato a integrarsi con i diversi ordinamenti nazionali e in grado di influire direttamente sulle situazioni giuridiche dei singoli cittadini.Ciò comporta che gli organi europei siano leggitimati a emanare provvedimenti di carattere generale e altri di carattere individuale che entrano a far parte dell&#039;ordinamento dei vari stati senza che sia necessario alcun atto di recepimeto delle autorità nazionali. Inoltre rispetto al diritto nazionale non c&#039;è una vera e propria gerarchia delle fonti,ma tutti gli atti dell&#039;unione hanno pari forza formale,il sistema delle fonti si ispira a una conezione di tipo funzionale dove a ogni politica o competenza è associata una certa istituzione che decide in base a una determinata maggioranza o procedura facendo riferimento a ciò che stabilisce il testo dell&#039;articolo di riferimento del trattato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le istituzioni dell&#039;UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Attualità e critiche ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== L&#039;Unione Europea dalla prospettiva marxista ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Russofobia ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Europa]] [[Categoria:Organizzazioni intergovernative]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari1</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Unione_europea&amp;diff=6461</id>
		<title>Unione europea</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Unione_europea&amp;diff=6461"/>
		<updated>2026-03-15T20:59:01Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari1: /* Le fonti del diritto UE */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{S}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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|-&lt;br /&gt;
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* [[File:Bandiera Italiana.png|20px|bordo]] Unione europea&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Abbreviazione&#039;&#039;&#039;  || | &lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Europea.png|20px|bordo]] EU, eu&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Italiana.png|20px|bordo]] UE, ue&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Fondazione&#039;&#039;&#039;  || | 25 marzo 1957 (CEE), 7 febbraio 1992 (ufficiale)&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Causa&#039;&#039;&#039;  || | [[Trattato di Roma]], [[Trattato di Maastricht]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Inno&#039;&#039;&#039;  || | Inno alla Gioia&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! colspan=2 style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&amp;lt;center&amp;gt;Dati istituzionali&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Sedi&#039;&#039;&#039;  || |&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Belga.png|20px|bordo]] [[Bruxelles]], [[Belgio]]&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Lussemburghese.png|20px|bordo]] [[Lussemburgo]], [[Lussemburgo]]&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Francese.png|20px|bordo]] [[Strasburgo]], [[Francia]]&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Tedesca.png|20px|bordo]] [[Francoforte sul Meno]], [[Germania]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Presidente della Commissione&#039;&#039;&#039;  || | [[File:Bandiera Tedesca.png|20px|bordo]] [[Ursula Von der Leyen]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! colspan=2 style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&amp;lt;center&amp;gt;Dati geografici&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;[[Continente]]&#039;&#039;&#039;  || | [[Europa]], con territori appartenenti agli stati membri situati in [[Africa]] ed in [[America]] (regioni ultraperiferiche).&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Superficie&#039;&#039;&#039;  || | 4 233 262 km²&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Popolazione&#039;&#039;&#039;  || | 446 834 578 ab.&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Densità&#039;&#039;&#039;  || | 105,5 ab./km²&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Lingua ufficiale&#039;&#039;&#039;  || | 24 lingue&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! colspan=2 style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&amp;lt;center&amp;gt;Dati economici&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Valuta&#039;&#039;&#039;  || | [[Euro (valuta|Euro]] (ufficiale in 21 paesi), [[Corona ceca]], [[Corona danese]], [[Zloty polacco]], [[Corona svedese]], [[Leu romeno]], [[Fiorino ungherese]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
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|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;TLD&#039;&#039;&#039;  || | .eu&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;unione europea è un&#039;istituzione politica sovranazionale dotata di personalità giuridica all&#039;interno del [[diritto internazionale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Principi e fondamenti giuridici ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;Unione europea è un&#039;organizzazione sovranazionale fondata su un insieme di principi politici e giuridici che regolano i rapporti tra gli Stati membri e le istituzioni comuni. Il suo ordinamento giuridico si è sviluppato progressivamente a partire dalla seconda metà del XX secolo con l’obiettivo dichiarato di promuovere la cooperazione economica, politica e sociale tra i paesi europei, garantendo al contempo stabilità, pace e tutela dei diritti fondamentali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I fondamenti giuridici dell&#039;Unione europea sono contenuti principalmente nei trattati istitutivi, che costituiscono la base dell’intero sistema normativo europeo. Questi trattati sono il risultato di un lungo processo di integrazione, iniziato con il Trattato di Roma del 1957 e successivamente sviluppato attraverso varie riforme, tra cui il Trattato di Maastricht del 1992 e il Trattato di Lisbona del 2007.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo percorso di integrazione, soprattutto negli anni successivi alla Seconda guerra mondiale, si sviluppò un ampio dibattito politico e giuridico riguardo alla forma istituzionale che avrebbe dovuto assumere il progetto europeo. Alcuni proponevano la creazione di una [[federazione]] sul modello di Stati federali già esistenti, come gli Stati Uniti; altri assumevano una posizione più prudente, preferendo una forma di cooperazione più limitata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La differenza principale risiedeva nel fatto che, mentre nella prospettiva federalista gli Stati membri trasferiscono una parte significativa della propria sovranità a un’autorità centrale dotata di poteri diretti sui cittadini,con un governo federale provvisto di ampie competenze legislative e una struttura istituzionale capace di adottare decisioni vincolanti per tutti gli Stati aderenti, nell’altra prospettiva l’integrazione avviene attraverso un’unione di Stati sovrani, in cui i governi nazionali continuano a mantenere la maggior parte dei propri poteri politici e giuridici. In questo secondo modello, per essere valida, l’unione deve basarsi su decisioni assunte all’unanimità tra gli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla fine, con l&#039;istituzione del Trattato di Maastricht e del Trattato di Lisbona, ha prevalso il secondo modello, trasformando quella che prima era semplicemente la Comunità economica europea in un&#039;entità dotata di un&#039;ampia personalità giuridica: l&#039;Unione europea.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uno dei principi fondamentali dell’ordinamento giuridico dell’Unione è il principio di attribuzione delle competenze. In base a questo principio, l’Unione può esercitare solo le competenze che gli Stati membri le hanno esplicitamente conferito attraverso i trattati. Tutte le competenze non attribuite all’Unione restano pertanto agli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altri principi come quello di principi di sussidiarietà e proporzionalità si sono sviluppati progressivamente nel corso del tempo, ma sono stati formalmente inseriti nei trattati negli anni Novanta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[principio di sussidarietà]] iniziò a comparire nel dibattito sull’integrazione europea già negli anni Settanta. Una prima formulazione esplicita si trova nel Rapporto Tindemans del 1975, che proponeva di attribuire alle istituzioni europee soltanto quelle competenze che gli Stati membri non erano in grado di esercitare efficacemente da soli. Successivamente il concetto fu ripreso in diversi progetti di riforma istituzionale negli anni Ottanta. Tuttavia, esso venne formalmente introdotto nel diritto dell’Unione europea con il Trattato di Maastricht del 1992, che lo inserì tra i principi fondamentali per regolare la ripartizione delle competenze tra l’Unione e gli Stati membri. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il principio di proporzionalità, invece, ha origini leggermente precedenti nel diritto comunitario. Esso era già stato elaborato nella giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea negli anni Settanta come criterio per controllare che le istituzioni comunitarie non adottassero misure eccessive rispetto agli obiettivi perseguiti. Anche questo principio fu poi riconosciuto esplicitamente nei trattati e consolidato con il Trattato di Maastricht del 1992, insieme al principio di sussidiarietà.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema giuridico dell’Unione europea si caratterizza inoltre per alcune peculiarità che lo distinguono dal diritto internazionale tradizionale. In particolare, la giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea ha affermato due principi fondamentali: il principio del primato del diritto dell’Unione e quello dell’effetto diretto. Il primato stabilisce che, in caso di conflitto, le norme del diritto dell’Unione prevalgono su quelle nazionali degli Stati membri. L’effetto diretto, invece, consente ai cittadini di invocare alcune norme europee direttamente davanti ai giudici nazionali senza la necessità di un recepimento nella legislazione interna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Storia ==&lt;br /&gt;
La fine della Seconda guerra mondiale vide l&#039;Europa fare i conti non solo con milioni di morti, ma anche con un&#039;economia in crisi, in un contesto geopolitico in cui gli [[Stati Uniti d&#039;America]] e l&#039;[[Unione Sovietica]] erano risultate le principali vincitrici del conflitto. Alcuni intellettuali, politici e statisti, tra cui Robert Schuman (ministro degli Esteri francese), Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer (rispettivamente capi del governo italiano e tedesco), avviarono una strategia tesa all&#039;unificazione dell&#039;Europa. L&#039;obiettivo principale era impedire il riprodursi di situazioni politiche, economiche e militari che avevano portato il mondo al disastro della guerra. Si sottolineava, in particolare, la necessità di ricucire lo stretto legame tra Francia e Germania, che fino ad allora erano state al centro della &amp;quot;patologia&amp;quot; dei rapporti tra i paesi europei.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All&#039;origine fu soprattutto un accordo di tipo economico: Robert Schuman propose di mettere l&#039;insieme della produzione franco-tedesca di carbone e acciaio sotto un&#039;alta autorità comune, nel quadro di un&#039;organizzazione alla quale avrebbero poi potuto aderire anche altri paesi. La dichiarazione rappresentò così l&#039;inizio del processo di cooperazione tra gli Stati europei, sebbene all&#039;inizio si trattasse soltanto di un&#039;unione di Stati e di cooperazione organizzativa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sorsero non solo diverse organizzazioni che operavano senza un reale collegamento tra loro, come l&#039;OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), l&#039;UEO (Unione europea occidentale) e la NATO (Organizzazione del Trattato dell&#039;Atlantico del Nord), ma anche le Comunità europee: dapprima, con il Trattato di Parigi, la CECA (Comunità europea del carbone e dell&#039;acciaio); quindi la CEE (Comunità economica europea) e la CEEA o EURATOM (Comunità europea dell&#039;energia atomica), entrambe nate il 25 marzo 1957 con la firma dei Trattati di Roma.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;accordo istitutivo della CECA scadeva dopo 50 anni dalla sua entrata in vigore, il 23 luglio 2002. A quella data, gli Stati membri hanno deciso di non rinnovarlo: l&#039;organizzazione si è quindi sciolta e le relative competenze sono state trasferite all&#039;Unione Europea. L&#039;EURATOM, invece, è ancora formalmente operante, sebbene svolga un ruolo marginale rispetto all&#039;Unione, pur non essendo giuridicamente assorbita da quest&#039;ultima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare, la creazione della Comunità economica europea,alla quale fu assegnato il compito di promuovere, mediante l&#039;instaurazione di un mercato comune e il graduale ravvicinamento delle politiche economiche degli Stati membri, uno sviluppo armonioso delle attività economiche nell&#039;insieme delle Comunità (art. 2 TCEE),segna il reale passaggio dalla cooperazione all&#039;integrazione. Per la prima volta venne introdotto un organo dotato di ampia indipendenza deliberativa rispetto agli Stati membri e con forti poteri decisionali nei confronti delle imprese del settore, eliminando le barriere commerciali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Successivamente, con il Trattato di Bruxelles del 1965, si creò il primo scheletro delle istituzioni così come sono oggi. Ciò avvenne fondendo gli esecutivi in un&#039;unica Commissione e un unico Consiglio, oltre a istituire un bilancio unico per le tre Comunità. L&#039;unificazione riguardava però solo gli organi, non le competenze, che restavano distinte: le Comunità continuavano infatti a esercitare poteri differenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== I trattati istitutivi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il trattato di Roma ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la firma del Trattato di Roma Francia,Germania,Italia,Belgio,Olanda e Lussemburgo posero la prima pietra della costruzione dell&#039;Unione Europea attraverso l&#039;istituzione della comunità economica europea. Questo trattato era costituito da 240 articoli,suddiviso in sei parti distinte e preceduto da un preambolo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* la prima parte era dedicata ai principi che avevano ispirato la comunità economica europea attraverso il mercato comune,l&#039;unione doganale e le politiche comuni;&lt;br /&gt;
* la secondo parte riguardava i fondamenti della comunità;essa comprendeva quattro titoli rispettivamente alla libera circolazione delle merci,all&#039;agricoltura ,alla libera circolazione delle persone,dei servizi e dei capitali e dei trasporti.&lt;br /&gt;
* la terza parte riguardava le politiche comuni e comprendeva quattro titoli relativi alle norme comuni,alla politica economica,alla politica sociale e alla banca europea degli investimenti;&lt;br /&gt;
* la quarta parte era dedicata all&#039;associazione dei paesi e dei territori d&#039;oltremare&lt;br /&gt;
* la quinta riguardava le istituzioni e includeva un titolo sulle disposizioni istituzionali e un&#039;altro sulle disposizioni finanziarie&lt;br /&gt;
* l&#039;ultima parte erano delle disposizioni generali e finali&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;intenzione degli Stati firmatari era di creare un mercato comune in cui fosse garantita una libera circolazione dei prodotti (merci e servizi) e dei fattori produttivi (capitale e lavoro), così da eliminare ogni barriera protezionistica e garantire agli Stati maggiori possibilità di espansione. In vista di questo obiettivo furono garantite quattro libertà fondamentali: la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A livello di politica economica, ciò si concretizzò in un regime liberista improntato al principio del mercato aperto e della libera concorrenza, senza il quale la libera circolazione non si sarebbe mai potuta attuare. Questi obbiettivi economici si sono poi realizzati in diverse tappe:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Unione doganale:&#039;&#039;&#039; avviata dal primo luglio 1968 ha comportato la soppressione dei dazi doganali all&#039;interno dell&#039;alora comunità e l&#039;applicazione di una tariffa doganale comune (TDC) applicata alle importazioni dei paesi terzi. Le restrizioni quantitative agli scambi sono state abolite il 31 dicembre 1960 tranne per quelle agricole dove le restrizioni sono state mantenute fino al 1974;&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Accordo di Shengen:&#039;&#039;&#039; è ciò che ha permesso l&#039;effettiva liberalizzazione della circolazione delle persone e la soppressione dei controlli alle frontiere interne tra gli Stati membri, in seguito alla firma avvenuta il 18 giugno 1985 tra Francia, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo e Germania. Successivamente hanno aderito anche gli altri paesi dell&#039;Unione Europea, sebbene attualmente ne siano momentaneamente esclusi Cipro, Croazia, Bulgaria e Romania, che dovrebbero entrare nei prossimi anni. Allo spazio Schengen hanno inoltre aderito anche paesi non UE come Norvegia, Svizzera, Islanda e Liechtenstein, mentre non ne fanno parte Irlanda e Regno Unito.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Atto unico europeo(AUE):&#039;&#039;&#039; fu firmato a Lussemburgo il 17 febbraio 1986 da nove Stati membri e il 28 febbraio 1986 da Danimarca, Italia e Grecia. Esso entrò in vigore il 1° luglio 1987 con l&#039;obiettivo di rilanciare il processo di costruzione europea e realizzare il mercato interno. L&#039;Atto Unico riprese alcuni temi che erano stati oggetto di precedenti trattative internazionali, riguardanti in particolare gli aspetti istituzionali e le politiche europee. Vennero modificati alcuni elementi del Trattato di Roma, attribuendo al Parlamento europeo un ruolo più incisivo e alla Commissione quello di mediatore tra Parlamento e Consiglio nello sviluppo della procedura di cooperazione (ex art. 252 del Trattato CE, antecedente al Trattato di Lisbona).  Tali modifiche valorizzarono il ruolo del Parlamento, assegnandogli il potere di pronunciarsi sull&#039;ammissione di nuovi Stati membri e di concludere accordi con associazioni di paesi terzi e con organizzazioni internazionali.  L&#039;Atto Unico Europeo sancì inoltre l&#039;esistenza del Consiglio europeo, pur senza precisarne compiutamente le competenze, istituzionalizzando di fatto i vertici periodici tra i capi di Stato e di governo.Furono inoltre gettate le basi del Tribunale di primo grado, con l&#039;obiettivo di snellire il carico di lavoro della Corte di Giustizia europea e di introdurre un doppio grado di giudizio, analogamente a quanto avviene nelle giurisdizioni nazionali.Inoltre, l&#039;Atto ha ampliato gli ambiti di competenza della Comunità, offrendo una base giuridica per l&#039;azione comune in settori quali il mercato interno, la politica monetaria, la politica sociale, l&#039;ambiente e la ricerca scientifica e tecnologica. Particolare rilievo venne attribuito alla convergenza delle politiche economiche e monetarie (art. 102A del TCE, introdotto dall&#039;Atto Unico Europeo). Per quanto riguarda la coesione economica e sociale, furono invece adottate politiche strutturali volte a ridurre il divario esistente tra le diverse regioni, al fine di colmare il ritardo di quelle più svantaggiate. Gli strumenti operativi individuati per raggiungere tale obiettivo furono i fondi strutturali. Pur rappresentando una tappa fondamentale nel processo di integrazione europea, l&#039;Atto evidenziò come per arrivare a un&#039;autentica Unione Europea fossero necessarie ulteriori riforme istituzionali, preparando il terreno per il successivo Trattato di Maastricht&lt;br /&gt;
=== Il trattato dell&#039; Unione Europea (o trattato di Maastricht) ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fu firmato a Maastricht il 7 febbraio 1992 dai 12 paesi che costituivano la comunità europea ed è entrato in vigore il 1 novembre 1993,è considerato la tappa decisiva per l&#039;affermazione politica-istituzionale dell&#039;Europa,sancendo la nascita dell&#039;Unione Europea.La conseguenza è stata una più larga cessione volontaria da parte degli stati-nazione membri di sovranità con l&#039;obbiettivo di favorire il potenziamento economico e una maggiore integrazione politica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare il trattato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;ha creato una nuova struttura a 3 pilastri:&#039;&#039;&#039; il primo pilastro è costituito dall&#039;ordinamento comunitario ereditando le disposizioni previste dal trattato istitutivo della comunità europea,e quindi di tutte le organizzazione precedentemente create (CECA e EURATOM).Le principali modifiche riguardano principalmente l&#039;apparato istituzionale,ampliamento e rafforzamento di competenze,introducendo anche il principio di sussidarietà.Il secondo pilastro regolato dal titolo V del trattato istituisce una politica comune nei settori della politica estera e della sicurezza (PESC) dove i governi degli stati membri adottano una cooperazione sistematica e azioni comuni.Infine, il terzo pilastro, disciplinato dal Titolo VI del Trattato, era volto alla cooperazione nei settori della giustizia e degli affari interni (CGAI), che fino ad allora era stata condotta in modo occasionale e informale tra gli Stati membri. L&#039;obiettivo enunciato nel preambolo era &amp;quot;garantire la libera circolazione delle persone, assicurando nel contempo la sicurezza dei loro popoli&amp;quot;.Per realizzare questo obiettivo furono individuate questioni di interesse comune, quali la politica di asilo, l&#039;immigrazione e la cooperazione giudiziaria in materia civile e penale. La loro trattazione rimaneva tuttavia di esclusiva competenza degli Stati membri, sebbene fosse prevista la possibilità di un successivo trasferimento all&#039;Unione. In particolare, il Trattato di Maastricht ha rappresentato un passo in avanti rispetto all&#039;Accordo di Schengen, prevedendo la possibilità di elaborare politiche comuni in materia di immigrazione e di trattamento dei cittadini di paesi terzi. A tal fine fu adottata la logica intergovernativa, nella quale il principio di unanimità riveste un ruolo centrale per l&#039;adozione di qualsiasi provvedimento.  Questa struttura a tre pilastri rappresentò un compromesso tra gli Stati membri: da un lato, coloro che desideravano un contesto giuridico unitario; dall&#039;altro, quelli che intendevano salvaguardare il potere decisionale nazionale. Se per il primo pilastro fu mantenuto il metodo comunitario,per il secondo e il terzo fu adottato il metodo intergovernativo.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;sei nuovi settori:&#039;&#039;&#039; nuove politiche comuni (reti transeuropee,politica industriale,tutela dei consumatori,istruzione e formazione professionale,gioventù e cultura).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;unione monetaria:&#039;&#039;&#039; sono stati fissati i principi e le disposizioni per l&#039;introduzione dell&#039;Euro&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;procedura di codecisione:&#039;&#039;&#039; ciò che era stato già ideato nell&#039;AUE viene disciplinato,con questo trattato il Parlamento europeo viene assegnato il potere di adottare una serie di atti congiuntamente con il consiglio dell&#039;Unione Europea;&lt;br /&gt;
Per quanto riguarda l&#039;assetto istituzionale maggiore rilevanza fu data al Parlamento europeo che ha assunto un ruolo più rilevante nella formazione degli atti giuridici e una maggiore rappresentività dei partiti politici. Alla commissione fu aumentata di 1 anno (da 4 a 5) la durata del suo mandato per uniformarla al resto del Parlamento,relativamente al consiglio si è intervenuto sui meccanismi decisionali per snellire le procedure allo scopo dichiarato di renderle più efficienti e democratiche:ciò ha favorito il ricordo alla &#039;&#039;maggioranza qualificata&#039;&#039;  per la maggior parte delle decisioni contemplate dalla procedura di codecisione e per tutte le decisioni adottate secondo la procedura di cooperazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altre modifiche di tipo istituzionale hanno riguardato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;La corte dei conti:&#039;&#039;&#039; incaricata di effettuare il controllo contabile e l&#039;esame del bilancio dell&#039;Unione e divenuta una istituzione europea con Maastricht&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;istituto monetario europeo:&#039;&#039;&#039; cui era affidato il compito di gestire il processo per l&#039;introduzione dell&#039;Euro e che avrebbe ceduto il passo alla banca centrale europea (BCE) con l&#039;effettiva circolazione della nuova moneta&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Il comitato delle regioni:&#039;&#039;&#039; nuovo organo a carattere consultivo composto dai rappresentanti degli enti regionali e con una struttura analoga a quella del già operante comitato economico e sociale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Amsterdam ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Firmato il 2 ottobre 1997 ed entrato in vigore il 1 maggio 1999 è il risultato di due anni di confronti e trattative nell&#039;ambito della conferenza dei rappresentati dei governi degli stati membri(iniziata nel maggio 1997 e terminata il 18 giugno 1997) la cui istituzione era già prevista dal trattato di Maastricht che nelle disposizioni finali invitava gli stati membri a convocare una conferenza intergovernativa (CIG) per la sua revisione.L&#039;obbiettivo,in primo luogo era il riassetto delle condizioni politiche e istituzionali dell&#039; Unione per affrontare le sfide del futuro nelle migliori condizioni tenendo conto della rapida evoluzione del quadro internazionale e dell&#039;adesione dei nuovi stati membri provenienti in particolare dall&#039;Europa orientale e alla globalizzazione dell&#039;economia e le sue ripercussioni sull&#039;occupazione,al terrorismo,alla criminalità internazionale,al traffico di stupefacenti,agli squilibri ecologici e ai rischi per la salute pubblica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ciò si è realizzato attraverso una modifica e una ridenominazione dei trattati UE e CE, intervenendo su quattro obiettivi fondamentali:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* porre l&#039;occupazione e i diritti dei cittadini come punto principale dell&#039;Unione&lt;br /&gt;
* eliminare gli ultimi ostacoli alla libera circolazione e rafforzare la sicurezza&lt;br /&gt;
* permettere all&#039;Europa di esercitare maggiore influenza sulla scena mondiale&lt;br /&gt;
* rendere più efficace l&#039;architettura istituzionale dell&#039;Unione&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con il trattato di Amsterdam si sono quindi rafforzati i poteri delle istituzioni europee,in particolare del Parlamento e posta una maggiore attenzione per il cittadino europeo attraverso misure per combattere la disoccupazione el&#039;esclusione sociale.Inoltre i considerazioni dei mutamenti economici e sociali intervenuti nel mercato dei prodotti e dei servizi la politica dei consumatori è diventata competenza dell&#039;Unione. Per quanto riguarda gli aspetti burocratici, in particolare i procedimenti decisionali c&#039; è stata una profonda revisione nel senso della semplificazione attraverso una estensione della procedura di codecisione a nuove materie e ampliando i casi in cui il consiglio può decidere a maggioranza qualificata invece che all&#039;unanimità Con Amsterdam il terzo pilastro non è stato cancellato ma è diventato un&#039;ambito politico-istituzionale che si occupa solo di cooperazione di polizia e giudiziari in materia penale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nonostante i nuovi ambiti di competenza introdotti i risultati raggiunti non sono apparsi soddisfacenti in particolare per quanto riguarda gli adeguamenti istituzionali in previsione di un&#039;allargamento dell&#039;Unione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Nizza ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Approvato dal consiglio europeo di Nizza l&#039;11 dicembre 2000 e firmato il 26 febbraio  2001 al termine di una lunga trattativa diplomatica è entrato in vigore il 1 febbraio 2003. Anche il trattato di Amsterdam prevedeva esattamente come il trattato di Maastricht in un protocollo allegato la possibilità di una revisione ad opera di una conferenza intergovernativa,che, in questo caso venne avviata il 14 febbraio 2000 allo scopo di adattare le istituzioni europee all&#039;acquisizione di nuovo membri avviando le riforme istituzionali che il trattato di Amsterdam non era riuscito a fare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le principali modifiche sono state:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;estensione del voto a maggioranza qualificata e una nuova ponderazione dei voti in seno al consiglio:&#039;&#039;&#039; lo scopo era evitare lo &amp;quot;stallo decisionale&amp;quot;,per cui si sono limitati i casi per cui un paese possa oppore un veto.Tuttavia alcuni paesi mantennero un veto nella possibilità di oppore un veto su alcuni settori(il Regno unito per fisco e sicurezza sociale,la Germania per asilo e immigrazione,la Spagna per i fondi strutturali e la Francia per l&#039;audiovisivo)&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;semplificazione delle procedure per l&#039;attivazione della cooperazione rafforzata:&#039;&#039;&#039; Il trattato di Amsterdam prevedeva la possibilità per gli stati membri di cooperare nell&#039;interesse dell&#039;unione anche qualora non tutti fossero disposti a parteciparvi nell&#039;immediato.Il trattato di Nizza ha consolidato questa procedura eliminando la facoltà per ogni membro di opporre un veto a una cooperazione rafforzata imponendo un minimo di otto stati per avviare una cooperazione  e prevedendo la possibilità di estendere il meccanismo alla politica estera e di sicurezza,esclusa però la difesa.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;riforma del sistema giurisdizionale&#039;&#039;&#039; dell&#039;unione,attraverso una nuova riapartizione di seggi nel parlamento europeo e l&#039;estensione della procedura di codecisione&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;la modifica della struttura delle istituzioni,&#039;&#039;&#039; in particolare per quanto riguarda la commissione europea.Il trattato statuì di limitare a partire dal 2005 la composzione della commissione assegnando un rappresentante a ogni stato membro.Furono anche rafforzati i poteri del presidente della commissione,consentendogli di decidere la suddivisione del portafogli e di porcedere a un rimpasto delle competenze durante il mandato. Fu inoltre rafforzato il ruolo di colegislatore del parlamento.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;modifica della procedura relativa alla constatazione di una grave violazione di uno stato membro,&#039;&#039;&#039; di uno o più principi fondamentali dell&#039;Unione.Il trattato ha introdotto una fase di preallarme che consente di intervenire con raccomandazioni qual&#039;ora c&#039; è l&#039; evidente rischio di violazione (non più quindi una violazione certa) dei principi fondamentali da parte di uno Stato. Prima di procedere in tal senso era prevista la possibilità di far intervenire personalità indipendenti al fine di presentare un rapporto sullo stato membro in questione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Allegati al trattato di Nizza si trovano anche protocolli addizionali e varie dichiarazioni adottare dalla conferenza intergovernativa.Importante fu la &#039;&#039;&#039;dichiarazione sul futuro dell&#039; unione&#039;&#039;&#039; nella quale gli stati membri auspicano al&#039;avvio di un dibattito più ampio e approfondito sul futuro dell&#039;Unione Europea.Essa individuava quattro grandi temi di riflessione:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;delimitazione delle competenze&#039;&#039;&#039; tra l&#039;unione Europea e gli stati membri,che rispecchi il principio di sussidarietà&lt;br /&gt;
* lo status della &#039;&#039;&#039;carta dei diritti fondamentali dell&#039;unione Europea,&#039;&#039;&#039; proclamata a Nizza&lt;br /&gt;
* la &#039;&#039;&#039;semplificazione dei trattati,&#039;&#039;&#039; al fine di renderli più chiari e meglio comprensibili senza modificarne la sostanza&lt;br /&gt;
* il ruolo &#039;&#039;&#039;dei parlamenti nazionali&#039;&#039;&#039; nell&#039;architettura europea&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre anche in questo caso viene prevista la possibilità di convocare nel 2004 una nuova conferenza intergovernativa per procedere a ulteriori revisioni e integrazioni&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Lisbona ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 2004, al termine di un lungo e complesso iter diplomatico, è stato approvato il Trattato che adotta una Costituzione per l&#039;Europa. Tuttavia, questo processo subì un&#039;arresto a seguito dell&#039;esito negativo dei referendum promossi in Francia e nei Paesi Bassi. A seguito di questa bocciatura si iniziò a parlare di fallimento costituzionale dell&#039;Europa, che portò a un nuovo periodo di riflessione in cui l&#039;Unione Europea dovette ripensare e in parte ridimensionare le proprie ambizioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ha avuto così inizio il cammino che avrebbe poi portato al Trattato di Lisbona, con il quale si abbandonò formalmente la Costituzione, pur mantenendone la sostanza. Dopo la bocciatura dei referendum, l&#039;unica strada percorribile risultò essere quella di uno strumento essenzialmente tecnico con un basso profilo politico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così, il 13 dicembre 2007, nella capitale portoghese, i capi di Stato e di governo degli Stati membri dell&#039;Unione firmarono il Trattato di Lisbona, che sarebbe entrato in vigore quasi due anni dopo, il 1° dicembre 2009.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vengono confermate alcune innovazioni già presenti nel quadro costituzionale, prima fra tutte la scomparsa della struttura a tre pilastri (Comunità europee, Politica estera e di sicurezza comune e Cooperazione di polizia giudiziaria in materia penale). Gli strumenti giuridici, un tempo indipendenti, vengono infatti unificati attraverso una sostanziale armonizzazione delle procedure e degli atti giuridici dell&#039;Unione, sebbene per il settore della Politica estera e di sicurezza comune (PESC) rimangano applicabili procedure specifiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La riforma ha inoltre ampliato le competenze dell&#039;Unione, estendendo l&#039;ambito di applicazione della procedura legislativa ordinaria e del voto a maggioranza qualificata. Questo processo è particolarmente evidente nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia, dove l&#039;Unione ha sviluppato politiche comuni in materia di asilo, immigrazione e controllo delle frontiere esterne. Tali politiche si fondano sui principi di solidarietà (intesa come equa ripartizione degli oneri di gestione tra gli Stati membri) e di equità (ovvero la parità di trattamento tra i cittadini di paesi terzi e quelli dell&#039;Unione Europea).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il nuovo assetto dell&#039;Unione Europea ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;articolo 47 del Trattato sull&#039;Unione Europea (TUE) stabilisce che l&#039;Unione Europea possiede personalità giuridica unica, semplificando in modo significativo l&#039;architettura istituzionale. In precedenza, il TUE e il Trattato che istituiva la Comunità Europea (TCE) facevano riferimento a due soggetti giuridici distinti (l&#039;Unione e la Comunità) e a due ordinamenti giuridici differenti (il diritto dell&#039;Unione e quello comunitario), i quali regolavano la complessa struttura articolata in tre pilastri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la riforma, il soggetto giuridico diventa unico – l&#039;Unione Europea – che acquisisce personalità giuridica anche sul piano internazionale, potendo così concludere accordi con Stati terzi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;articolo 1, paragrafo 3, TUE precisa inoltre che l&#039;Unione «sostituisce e succede alla Comunità europea», il cui richiamo all&#039;interno dei due trattati viene eliminato. Pertanto, l&#039;Unione Europea (UE) subentra alla Comunità europea (CE): quest&#039;ultima cessa formalmente di esistere, venendo assorbita dalla prima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il trattato di Lisbona è poi intervenuto in maniera rilevante sul quadro istituzionale dell&#039;Unione. In particolare:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;Parlamento europeo&#039;&#039;&#039; viene rafforzato grazie alle maggiori competenze in materia di bilancio,al ricorso della maggioranza qualificata in molti nuovi settori e sopratutto all&#039;estensione della procedura di codecisione che diventa la procedura legislativa ordinaria.In questo modo il Parlamento a sua volta eletto dai cittadini per mezzo delle elezioni europee si trova ora a operare in condizioni di parità con il consiglio (costituito dai capi di stato e governo degli stati membri) per quanto riguarda l&#039;attività legislativa,e quindi anche su temi come la libertà,la sicurezza e la giustizia&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;Consiglio dell&#039;Unione&#039;&#039;&#039; rimane un&#039;organo non permanente a formazione mutevole e a presidenza rotante. Il Trattato di Lisbona individua però per la prima volta due formazioni tipiche: Il consiglio affari generali che prepara le riunioni de consiglio europeo e il consiglio Affari esteri presieduto dall&#039;Alto rappresentante,che elabora l&#039;azione esterna dell&#039;unione secondo le linee definite dal consiglio europeo e ne assicura la coerenza.Per quanto riguarda il sistema di voto il consiglio delibera a maggioranza semplice tranne in alcuni casi in cui è richiesta la maggioranza qualificata.Dal 1 novembre 2014 è stato introdotto un complicato sistema di &amp;quot;doppia maggioranza&amp;quot;,basato sul 55% degli stati e sul 65% della popolazione:si tratta del riconoscimenti della doppia legittimità dell&#039;Unione(Stati e popoli). E&#039; inoltre possibile per un numero limitato di Stati manifestare una loro opposizione a una decisione eventualmente adottata dalla maggioranza e imporre al consiglio il riesame della questione.&lt;br /&gt;
* La &#039;&#039;&#039;commissione&#039;&#039;&#039; riceve una nuova ridenominazione (commissione europea),in seguito al Trattato di Lisbona riceve una più forte legittimazione democratica attraverso l&#039;eleggibilità parlamentare del presidente.Nel suo ambito viene inoltre istituito l&#039;Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza che riunisce le competenze attribuite precedentemente all&#039;Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune e al membro della commissione europea responsabile per le relazioni esterne,assumento il ruolo di vicepresidente della commissione. Si realizza così un legame orizzontale tra le politiche estere ed esterne dell&#039;Unione:in una prima veste L&#039;alto rappresentante guida la politica estera e di sicurezza dell&#039;Unione,agendo come &amp;quot;mandatario&amp;quot; del consiglio e presiedendone la formazione &amp;quot;Affari esteri&amp;quot;,nonchè contribuendo all&#039;elaborazione di questa politica tramite iniziativa autonoma;nella seconda veste p incaricato delle relazioni esterne con i paesi terzi e degli altri aspetti dell&#039;azione esterna dell&#039;Unione,comprese la cooperazione allo sviluppo e la cooperazione economica-finanziaria.Nell&#039;esercizio di entrambi di questi ruoli e funzioni potrà avvalersi del servizio europeo dell&#039;azione esterna,una diplomazia comune composta da funzionari della commissione,degli Stati membri e del segretariato del consiglio.L&#039;alto rappresentante è incaricato inoltre della coordinazione dell&#039;azione dell&#039;Unione con i paesi terzi e ha il potere di presentare al consiglio proposte in materia.Questa figura introduce quindi una maggiore flessibilità nella dialettica tra unità e diversità all&#039;interno dell&#039;Unione grazie alla possibilità di instaurare cooperazioni rafforzate attivabili con procedure più semplici&lt;br /&gt;
* La &#039;&#039;&#039;Corte di giustizia dell&#039;UE,&#039;&#039;&#039; non più corte di giustizia delle comunità europee,si compone della corte di giustizia stessa,del Tribunale (in precedenza denominato tribunale di primo grado) e da tribunali specializzati&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;consiglio europeo,&#039;&#039;&#039; in precedenza organo politico diventa un&#039;organo giuridico,integrato nei trattati e soggetto al controllo della corte di giustizia. Esso continua a svolgere funzioni di orientamento e di impulso politico, in particolare nell&#039;individuazione degli indirizzi strategici della politica dell&#039;Unione e nei casi previsti dal trattato può intervenire nell&#039;attività normativa pronunciandosi all&#039;unanimità o a maggioranza qualificata a seconda dei casi. E&#039; inoltre dotato di un presidente stabile con il compito di rappresentare l&#039;Unione in sede internazionale,nominato dallo stesso consiglio europeo per due anni e mezzo e rinnovabile una sola volta.In questa modo si è assicurata una certa continuità istituzionale all&#039;attività del consiglio europeo:in precedenza si applicava il metodo della rotazione,per cui la presidenza ruotava tra tutti i paesi membri ogni sei mesi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Trattato di Lisbona ha inoltre introdotto elementi di democrazia partecipativa. In particolare, attraverso la raccolta di un milione di firme, i cittadini possono presentare un&#039;iniziativa popolare alla Commissione, esortandola a elaborare proposte legislative da sottoporre al Consiglio dell&#039;Unione Europea nei settori di competenza dell&#039;Unione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tale meccanismo, tuttavia, non lede il diritto di iniziativa della Commissione, la quale conserva la facoltà di decidere discrezionalmente se accogliere o meno l&#039;invito a presentare proposte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Trattato prevede anche un maggiore coinvolgimento dei parlamenti nazionali nelle attività delle istituzione di Buxelles e Strasburgo,in particolare attraverso dei meccanismi informativi che permettono di essere tenuti al corrente degli atti adottati dalle istituzioni europee,delle domande di adesione di nuovi stati membri e della vigilanza del rispetto del principio di sussidarietà. I parlamenti nazionali possono poi partecipare alla revisione  dei trattati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Continuità o rottura? ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il trattato di Lisbona non sostituisce i vecchi trattati ma a differenza della costituzione europea si pone in continuità con essi limitandosi a emendarli.Esso fallisce nel suo intento di semplificare l&#039;architettura normativa europea anche alla luce dei numerosi protocolli e dichiarazioni allegati al testo,la cui natura è tutt&#039;altro che definita. A differenza del trattato costituzionale scompare la clausola di superiorità del diritto dell&#039;Unione su quello nazionale,anche se si tratta di un mero espediente retorico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le fonti del diritto UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il funzionamento dell&#039;architettura europea è disciplinato da un complesso sistema normativo al cui vertice si pongono le cosidette fonti primarie,costituite dai trattati istitutivi e dai principi generali di ordinamento dell&#039;Unione.Le fonti secondarie sono invece elencate nell&#039;art. 288 del TFUE,che distingue tra atti vincolanti(regolamenti,decisioni,direttive) e atti non vincolanti (raccomandazioni e pareri). Ci sono poi gli atti atipici,ossia quelli che incidono sul funzionamento dell&#039;Unione pur non essendo previsti dai trattati ( o comunque non presenti nell&#039;art. 288 del TFUE). Per poter aver effetto questi atti devono però essere dispiegati negli ordinamenti degli stati membri e laddove ci siano contrasti con il diritto nazionale a prevalere è la normativa europea in virtù del riconoscimento del principio del diritto dell&#039;Unione su quello nazionale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema europee presenta poi caratteri peculiari e risente poi in modo decisivo della maniera in cui sono distribuiti i pubblici poteri,ciò deriva dalla forma giuridica dell&#039;Unione che è &#039;&#039;sui generis ,&#039;&#039; cioè a metà strada tra un&#039;organizzazione internazionale e una federazione di Stati.Difatti i governi dei paesi membri hanno limitato la propria sovranità&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le istituzioni dell&#039;UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Attualità e critiche ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== L&#039;Unione Europea dalla prospettiva marxista ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Russofobia ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Europa]] [[Categoria:Organizzazioni intergovernative]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari1</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Unione_europea&amp;diff=6458</id>
		<title>Unione europea</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Unione_europea&amp;diff=6458"/>
		<updated>2026-03-15T20:16:53Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari1: /* Attualità e critiche */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{S}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;div align=center&amp;gt;&lt;br /&gt;
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! colspan=2 style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&amp;lt;center&amp;gt;Dati generali&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Nome Ufficiale&#039;&#039;&#039;  || | &lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Britannica.png|20px|bordo]] European Union&amp;lt;ref&amp;gt;Il Regno Unito non fa più parte dell&#039;Unione Europea, la bandiera britannica è qui utilizzata per indicare la lingua inglese.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Tedesca.png|20px|bordo]] Europäische Union&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Francese.png|20px|bordo]] Union européenne&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Italiana.png|20px|bordo]] Unione europea&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Abbreviazione&#039;&#039;&#039;  || | &lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Europea.png|20px|bordo]] EU, eu&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Italiana.png|20px|bordo]] UE, ue&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Fondazione&#039;&#039;&#039;  || | 25 marzo 1957 (CEE), 7 febbraio 1992 (ufficiale)&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Causa&#039;&#039;&#039;  || | [[Trattato di Roma]], [[Trattato di Maastricht]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Inno&#039;&#039;&#039;  || | Inno alla Gioia&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! colspan=2 style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&amp;lt;center&amp;gt;Dati istituzionali&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Sedi&#039;&#039;&#039;  || |&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Belga.png|20px|bordo]] [[Bruxelles]], [[Belgio]]&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Lussemburghese.png|20px|bordo]] [[Lussemburgo]], [[Lussemburgo]]&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Francese.png|20px|bordo]] [[Strasburgo]], [[Francia]]&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Tedesca.png|20px|bordo]] [[Francoforte sul Meno]], [[Germania]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Presidente della Commissione&#039;&#039;&#039;  || | [[File:Bandiera Tedesca.png|20px|bordo]] [[Ursula Von der Leyen]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! colspan=2 style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&amp;lt;center&amp;gt;Dati geografici&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;[[Continente]]&#039;&#039;&#039;  || | [[Europa]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Superficie&#039;&#039;&#039;  || | 4 233 262 km²&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Popolazione&#039;&#039;&#039;  || | 446 834 578 ab.&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Densità&#039;&#039;&#039;  || | 105,5 ab./km²&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Lingua ufficiale&#039;&#039;&#039;  || | 24 lingue&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! colspan=2 style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&amp;lt;center&amp;gt;Dati economici&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Valuta&#039;&#039;&#039;  || | [[Euro (valuta|Euro]] (ufficiale in 21 paesi), [[Corona ceca]], [[Corona danese]], [[Zloty polacco]], [[Corona svedese]], [[Leu romeno]], [[Fiorino ungherese]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
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|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;TLD&#039;&#039;&#039;  || | .eu&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;unione europea è un&#039;istituzione politica sovranazionale dotata di personalità giuridica all&#039;interno del [[diritto internazionale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Principi e fondamenti giuridici ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;Unione europea è un&#039;organizzazione sovranazionale fondata su un insieme di principi politici e giuridici che regolano i rapporti tra gli Stati membri e le istituzioni comuni. Il suo ordinamento giuridico si è sviluppato progressivamente a partire dalla seconda metà del XX secolo con l’obiettivo dichiarato di promuovere la cooperazione economica, politica e sociale tra i paesi europei, garantendo al contempo stabilità, pace e tutela dei diritti fondamentali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I fondamenti giuridici dell&#039;Unione europea sono contenuti principalmente nei trattati istitutivi, che costituiscono la base dell’intero sistema normativo europeo. Questi trattati sono il risultato di un lungo processo di integrazione, iniziato con il Trattato di Roma del 1957 e successivamente sviluppato attraverso varie riforme, tra cui il Trattato di Maastricht del 1992 e il Trattato di Lisbona del 2007.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo percorso di integrazione, soprattutto negli anni successivi alla Seconda guerra mondiale, si sviluppò un ampio dibattito politico e giuridico riguardo alla forma istituzionale che avrebbe dovuto assumere il progetto europeo. Alcuni proponevano la creazione di una [[federazione]] sul modello di Stati federali già esistenti, come gli Stati Uniti; altri assumevano una posizione più prudente, preferendo una forma di cooperazione più limitata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La differenza principale risiedeva nel fatto che, mentre nella prospettiva federalista gli Stati membri trasferiscono una parte significativa della propria sovranità a un’autorità centrale dotata di poteri diretti sui cittadini,con un governo federale provvisto di ampie competenze legislative e una struttura istituzionale capace di adottare decisioni vincolanti per tutti gli Stati aderenti, nell’altra prospettiva l’integrazione avviene attraverso un’unione di Stati sovrani, in cui i governi nazionali continuano a mantenere la maggior parte dei propri poteri politici e giuridici. In questo secondo modello, per essere valida, l’unione deve basarsi su decisioni assunte all’unanimità tra gli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla fine, con l&#039;istituzione del Trattato di Maastricht e del Trattato di Lisbona, ha prevalso il secondo modello, trasformando quella che prima era semplicemente la Comunità economica europea in un&#039;entità dotata di un&#039;ampia personalità giuridica: l&#039;Unione europea.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uno dei principi fondamentali dell’ordinamento giuridico dell’Unione è il principio di attribuzione delle competenze. In base a questo principio, l’Unione può esercitare solo le competenze che gli Stati membri le hanno esplicitamente conferito attraverso i trattati. Tutte le competenze non attribuite all’Unione restano pertanto agli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altri principi come quello di principi di sussidiarietà e proporzionalità si sono sviluppati progressivamente nel corso del tempo, ma sono stati formalmente inseriti nei trattati negli anni Novanta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[principio di sussidarietà]] iniziò a comparire nel dibattito sull’integrazione europea già negli anni Settanta. Una prima formulazione esplicita si trova nel Rapporto Tindemans del 1975, che proponeva di attribuire alle istituzioni europee soltanto quelle competenze che gli Stati membri non erano in grado di esercitare efficacemente da soli. Successivamente il concetto fu ripreso in diversi progetti di riforma istituzionale negli anni Ottanta. Tuttavia, esso venne formalmente introdotto nel diritto dell’Unione europea con il Trattato di Maastricht del 1992, che lo inserì tra i principi fondamentali per regolare la ripartizione delle competenze tra l’Unione e gli Stati membri. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il principio di proporzionalità, invece, ha origini leggermente precedenti nel diritto comunitario. Esso era già stato elaborato nella giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea negli anni Settanta come criterio per controllare che le istituzioni comunitarie non adottassero misure eccessive rispetto agli obiettivi perseguiti. Anche questo principio fu poi riconosciuto esplicitamente nei trattati e consolidato con il Trattato di Maastricht del 1992, insieme al principio di sussidiarietà.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema giuridico dell’Unione europea si caratterizza inoltre per alcune peculiarità che lo distinguono dal diritto internazionale tradizionale. In particolare, la giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea ha affermato due principi fondamentali: il principio del primato del diritto dell’Unione e quello dell’effetto diretto. Il primato stabilisce che, in caso di conflitto, le norme del diritto dell’Unione prevalgono su quelle nazionali degli Stati membri. L’effetto diretto, invece, consente ai cittadini di invocare alcune norme europee direttamente davanti ai giudici nazionali senza la necessità di un recepimento nella legislazione interna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Storia ==&lt;br /&gt;
La fine della Seconda guerra mondiale vide l&#039;Europa fare i conti non solo con milioni di morti, ma anche con un&#039;economia in crisi, in un contesto geopolitico in cui gli [[Stati Uniti d&#039;America]] e l&#039;[[Unione Sovietica]] erano risultate le principali vincitrici del conflitto. Alcuni intellettuali, politici e statisti, tra cui Robert Schuman (ministro degli Esteri francese), Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer (rispettivamente capi del governo italiano e tedesco), avviarono una strategia tesa all&#039;unificazione dell&#039;Europa. L&#039;obiettivo principale era impedire il riprodursi di situazioni politiche, economiche e militari che avevano portato il mondo al disastro della guerra. Si sottolineava, in particolare, la necessità di ricucire lo stretto legame tra Francia e Germania, che fino ad allora erano state al centro della &amp;quot;patologia&amp;quot; dei rapporti tra i paesi europei.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All&#039;origine fu soprattutto un accordo di tipo economico: Robert Schuman propose di mettere l&#039;insieme della produzione franco-tedesca di carbone e acciaio sotto un&#039;alta autorità comune, nel quadro di un&#039;organizzazione alla quale avrebbero poi potuto aderire anche altri paesi. La dichiarazione rappresentò così l&#039;inizio del processo di cooperazione tra gli Stati europei, sebbene all&#039;inizio si trattasse soltanto di un&#039;unione di Stati e di cooperazione organizzativa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sorsero non solo diverse organizzazioni che operavano senza un reale collegamento tra loro, come l&#039;OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), l&#039;UEO (Unione europea occidentale) e la NATO (Organizzazione del Trattato dell&#039;Atlantico del Nord), ma anche le Comunità europee: dapprima, con il Trattato di Parigi, la CECA (Comunità europea del carbone e dell&#039;acciaio); quindi la CEE (Comunità economica europea) e la CEEA o EURATOM (Comunità europea dell&#039;energia atomica), entrambe nate il 25 marzo 1957 con la firma dei Trattati di Roma.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;accordo istitutivo della CECA scadeva dopo 50 anni dalla sua entrata in vigore, il 23 luglio 2002. A quella data, gli Stati membri hanno deciso di non rinnovarlo: l&#039;organizzazione si è quindi sciolta e le relative competenze sono state trasferite all&#039;Unione Europea. L&#039;EURATOM, invece, è ancora formalmente operante, sebbene svolga un ruolo marginale rispetto all&#039;Unione, pur non essendo giuridicamente assorbita da quest&#039;ultima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare, la creazione della Comunità economica europea,alla quale fu assegnato il compito di promuovere, mediante l&#039;instaurazione di un mercato comune e il graduale ravvicinamento delle politiche economiche degli Stati membri, uno sviluppo armonioso delle attività economiche nell&#039;insieme delle Comunità (art. 2 TCEE),segna il reale passaggio dalla cooperazione all&#039;integrazione. Per la prima volta venne introdotto un organo dotato di ampia indipendenza deliberativa rispetto agli Stati membri e con forti poteri decisionali nei confronti delle imprese del settore, eliminando le barriere commerciali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Successivamente, con il Trattato di Bruxelles del 1965, si creò il primo scheletro delle istituzioni così come sono oggi. Ciò avvenne fondendo gli esecutivi in un&#039;unica Commissione e un unico Consiglio, oltre a istituire un bilancio unico per le tre Comunità. L&#039;unificazione riguardava però solo gli organi, non le competenze, che restavano distinte: le Comunità continuavano infatti a esercitare poteri differenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== I trattati istitutivi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il trattato di Roma ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la firma del Trattato di Roma Francia,Germania,Italia,Belgio,Olanda e Lussemburgo posero la prima pietra della costruzione dell&#039;Unione Europea attraverso l&#039;istituzione della comunità economica europea. Questo trattato era costituito da 240 articoli,suddiviso in sei parti distinte e preceduto da un preambolo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* la prima parte era dedicata ai principi che avevano ispirato la comunità economica europea attraverso il mercato comune,l&#039;unione doganale e le politiche comuni;&lt;br /&gt;
* la secondo parte riguardava i fondamenti della comunità;essa comprendeva quattro titoli rispettivamente alla libera circolazione delle merci,all&#039;agricoltura ,alla libera circolazione delle persone,dei servizi e dei capitali e dei trasporti.&lt;br /&gt;
* la terza parte riguardava le politiche comuni e comprendeva quattro titoli relativi alle norme comuni,alla politica economica,alla politica sociale e alla banca europea degli investimenti;&lt;br /&gt;
* la quarta parte era dedicata all&#039;associazione dei paesi e dei territori d&#039;oltremare&lt;br /&gt;
* la quinta riguardava le istituzioni e includeva un titolo sulle disposizioni istituzionali e un&#039;altro sulle disposizioni finanziarie&lt;br /&gt;
* l&#039;ultima parte erano delle disposizioni generali e finali&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;intenzione degli Stati firmatari era di creare un mercato comune in cui fosse garantita una libera circolazione dei prodotti (merci e servizi) e dei fattori produttivi (capitale e lavoro), così da eliminare ogni barriera protezionistica e garantire agli Stati maggiori possibilità di espansione. In vista di questo obiettivo furono garantite quattro libertà fondamentali: la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A livello di politica economica, ciò si concretizzò in un regime liberista improntato al principio del mercato aperto e della libera concorrenza, senza il quale la libera circolazione non si sarebbe mai potuta attuare. Questi obbiettivi economici si sono poi realizzati in diverse tappe:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Unione doganale:&#039;&#039;&#039; avviata dal primo luglio 1968 ha comportato la soppressione dei dazi doganali all&#039;interno dell&#039;alora comunità e l&#039;applicazione di una tariffa doganale comune (TDC) applicata alle importazioni dei paesi terzi. Le restrizioni quantitative agli scambi sono state abolite il 31 dicembre 1960 tranne per quelle agricole dove le restrizioni sono state mantenute fino al 1974;&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Accordo di Shengen:&#039;&#039;&#039; è ciò che ha permesso l&#039;effettiva liberalizzazione della circolazione delle persone e la soppressione dei controlli alle frontiere interne tra gli Stati membri, in seguito alla firma avvenuta il 18 giugno 1985 tra Francia, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo e Germania. Successivamente hanno aderito anche gli altri paesi dell&#039;Unione Europea, sebbene attualmente ne siano momentaneamente esclusi Cipro, Croazia, Bulgaria e Romania, che dovrebbero entrare nei prossimi anni. Allo spazio Schengen hanno inoltre aderito anche paesi non UE come Norvegia, Svizzera, Islanda e Liechtenstein, mentre non ne fanno parte Irlanda e Regno Unito.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Atto unico europeo(AUE):&#039;&#039;&#039; fu firmato a Lussemburgo il 17 febbraio 1986 da nove Stati membri e il 28 febbraio 1986 da Danimarca, Italia e Grecia. Esso entrò in vigore il 1° luglio 1987 con l&#039;obiettivo di rilanciare il processo di costruzione europea e realizzare il mercato interno. L&#039;Atto Unico riprese alcuni temi che erano stati oggetto di precedenti trattative internazionali, riguardanti in particolare gli aspetti istituzionali e le politiche europee. Vennero modificati alcuni elementi del Trattato di Roma, attribuendo al Parlamento europeo un ruolo più incisivo e alla Commissione quello di mediatore tra Parlamento e Consiglio nello sviluppo della procedura di cooperazione (ex art. 252 del Trattato CE, antecedente al Trattato di Lisbona).  Tali modifiche valorizzarono il ruolo del Parlamento, assegnandogli il potere di pronunciarsi sull&#039;ammissione di nuovi Stati membri e di concludere accordi con associazioni di paesi terzi e con organizzazioni internazionali.  L&#039;Atto Unico Europeo sancì inoltre l&#039;esistenza del Consiglio europeo, pur senza precisarne compiutamente le competenze, istituzionalizzando di fatto i vertici periodici tra i capi di Stato e di governo.Furono inoltre gettate le basi del Tribunale di primo grado, con l&#039;obiettivo di snellire il carico di lavoro della Corte di Giustizia europea e di introdurre un doppio grado di giudizio, analogamente a quanto avviene nelle giurisdizioni nazionali.Inoltre, l&#039;Atto ha ampliato gli ambiti di competenza della Comunità, offrendo una base giuridica per l&#039;azione comune in settori quali il mercato interno, la politica monetaria, la politica sociale, l&#039;ambiente e la ricerca scientifica e tecnologica. Particolare rilievo venne attribuito alla convergenza delle politiche economiche e monetarie (art. 102A del TCE, introdotto dall&#039;Atto Unico Europeo). Per quanto riguarda la coesione economica e sociale, furono invece adottate politiche strutturali volte a ridurre il divario esistente tra le diverse regioni, al fine di colmare il ritardo di quelle più svantaggiate. Gli strumenti operativi individuati per raggiungere tale obiettivo furono i fondi strutturali. Pur rappresentando una tappa fondamentale nel processo di integrazione europea, l&#039;Atto evidenziò come per arrivare a un&#039;autentica Unione Europea fossero necessarie ulteriori riforme istituzionali, preparando il terreno per il successivo Trattato di Maastricht&lt;br /&gt;
=== Il trattato dell&#039; Unione Europea (o trattato di Maastricht) ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fu firmato a Maastricht il 7 febbraio 1992 dai 12 paesi che costituivano la comunità europea ed è entrato in vigore il 1 novembre 1993,è considerato la tappa decisiva per l&#039;affermazione politica-istituzionale dell&#039;Europa,sancendo la nascita dell&#039;Unione Europea.La conseguenza è stata una più larga cessione volontaria da parte degli stati-nazione membri di sovranità con l&#039;obbiettivo di favorire il potenziamento economico e una maggiore integrazione politica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare il trattato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;ha creato una nuova struttura a 3 pilastri:&#039;&#039;&#039; il primo pilastro è costituito dall&#039;ordinamento comunitario ereditando le disposizioni previste dal trattato istitutivo della comunità europea,e quindi di tutte le organizzazione precedentemente create (CECA e EURATOM).Le principali modifiche riguardano principalmente l&#039;apparato istituzionale,ampliamento e rafforzamento di competenze,introducendo anche il principio di sussidarietà.Il secondo pilastro regolato dal titolo V del trattato istituisce una politica comune nei settori della politica estera e della sicurezza (PESC) dove i governi degli stati membri adottano una cooperazione sistematica e azioni comuni.Infine, il terzo pilastro, disciplinato dal Titolo VI del Trattato, era volto alla cooperazione nei settori della giustizia e degli affari interni (CGAI), che fino ad allora era stata condotta in modo occasionale e informale tra gli Stati membri. L&#039;obiettivo enunciato nel preambolo era &amp;quot;garantire la libera circolazione delle persone, assicurando nel contempo la sicurezza dei loro popoli&amp;quot;.Per realizzare questo obiettivo furono individuate questioni di interesse comune, quali la politica di asilo, l&#039;immigrazione e la cooperazione giudiziaria in materia civile e penale. La loro trattazione rimaneva tuttavia di esclusiva competenza degli Stati membri, sebbene fosse prevista la possibilità di un successivo trasferimento all&#039;Unione. In particolare, il Trattato di Maastricht ha rappresentato un passo in avanti rispetto all&#039;Accordo di Schengen, prevedendo la possibilità di elaborare politiche comuni in materia di immigrazione e di trattamento dei cittadini di paesi terzi. A tal fine fu adottata la logica intergovernativa, nella quale il principio di unanimità riveste un ruolo centrale per l&#039;adozione di qualsiasi provvedimento.  Questa struttura a tre pilastri rappresentò un compromesso tra gli Stati membri: da un lato, coloro che desideravano un contesto giuridico unitario; dall&#039;altro, quelli che intendevano salvaguardare il potere decisionale nazionale. Se per il primo pilastro fu mantenuto il metodo comunitario,per il secondo e il terzo fu adottato il metodo intergovernativo.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;sei nuovi settori:&#039;&#039;&#039; nuove politiche comuni (reti transeuropee,politica industriale,tutela dei consumatori,istruzione e formazione professionale,gioventù e cultura).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;unione monetaria:&#039;&#039;&#039; sono stati fissati i principi e le disposizioni per l&#039;introduzione dell&#039;Euro&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;procedura di codecisione:&#039;&#039;&#039; ciò che era stato già ideato nell&#039;AUE viene disciplinato,con questo trattato il Parlamento europeo viene assegnato il potere di adottare una serie di atti congiuntamente con il consiglio dell&#039;Unione Europea;&lt;br /&gt;
Per quanto riguarda l&#039;assetto istituzionale maggiore rilevanza fu data al Parlamento europeo che ha assunto un ruolo più rilevante nella formazione degli atti giuridici e una maggiore rappresentività dei partiti politici. Alla commissione fu aumentata di 1 anno (da 4 a 5) la durata del suo mandato per uniformarla al resto del Parlamento,relativamente al consiglio si è intervenuto sui meccanismi decisionali per snellire le procedure allo scopo dichiarato di renderle più efficienti e democratiche:ciò ha favorito il ricordo alla &#039;&#039;maggioranza qualificata&#039;&#039;  per la maggior parte delle decisioni contemplate dalla procedura di codecisione e per tutte le decisioni adottate secondo la procedura di cooperazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altre modifiche di tipo istituzionale hanno riguardato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;La corte dei conti:&#039;&#039;&#039; incaricata di effettuare il controllo contabile e l&#039;esame del bilancio dell&#039;Unione e divenuta una istituzione europea con Maastricht&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;istituto monetario europeo:&#039;&#039;&#039; cui era affidato il compito di gestire il processo per l&#039;introduzione dell&#039;Euro e che avrebbe ceduto il passo alla banca centrale europea (BCE) con l&#039;effettiva circolazione della nuova moneta&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Il comitato delle regioni:&#039;&#039;&#039; nuovo organo a carattere consultivo composto dai rappresentanti degli enti regionali e con una struttura analoga a quella del già operante comitato economico e sociale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Amsterdam ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Firmato il 2 ottobre 1997 ed entrato in vigore il 1 maggio 1999 è il risultato di due anni di confronti e trattative nell&#039;ambito della conferenza dei rappresentati dei governi degli stati membri(iniziata nel maggio 1997 e terminata il 18 giugno 1997) la cui istituzione era già prevista dal trattato di Maastricht che nelle disposizioni finali invitava gli stati membri a convocare una conferenza intergovernativa (CIG) per la sua revisione.L&#039;obbiettivo,in primo luogo era il riassetto delle condizioni politiche e istituzionali dell&#039; Unione per affrontare le sfide del futuro nelle migliori condizioni tenendo conto della rapida evoluzione del quadro internazionale e dell&#039;adesione dei nuovi stati membri provenienti in particolare dall&#039;Europa orientale e alla globalizzazione dell&#039;economia e le sue ripercussioni sull&#039;occupazione,al terrorismo,alla criminalità internazionale,al traffico di stupefacenti,agli squilibri ecologici e ai rischi per la salute pubblica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ciò si è realizzato attraverso una modifica e una ridenominazione dei trattati UE e CE, intervenendo su quattro obiettivi fondamentali:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* porre l&#039;occupazione e i diritti dei cittadini come punto principale dell&#039;Unione&lt;br /&gt;
* eliminare gli ultimi ostacoli alla libera circolazione e rafforzare la sicurezza&lt;br /&gt;
* permettere all&#039;Europa di esercitare maggiore influenza sulla scena mondiale&lt;br /&gt;
* rendere più efficace l&#039;architettura istituzionale dell&#039;Unione&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con il trattato di Amsterdam si sono quindi rafforzati i poteri delle istituzioni europee,in particolare del Parlamento e posta una maggiore attenzione per il cittadino europeo attraverso misure per combattere la disoccupazione el&#039;esclusione sociale.Inoltre i considerazioni dei mutamenti economici e sociali intervenuti nel mercato dei prodotti e dei servizi la politica dei consumatori è diventata competenza dell&#039;Unione. Per quanto riguarda gli aspetti burocratici, in particolare i procedimenti decisionali c&#039; è stata una profonda revisione nel senso della semplificazione attraverso una estensione della procedura di codecisione a nuove materie e ampliando i casi in cui il consiglio può decidere a maggioranza qualificata invece che all&#039;unanimità Con Amsterdam il terzo pilastro non è stato cancellato ma è diventato un&#039;ambito politico-istituzionale che si occupa solo di cooperazione di polizia e giudiziari in materia penale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nonostante i nuovi ambiti di competenza introdotti i risultati raggiunti non sono apparsi soddisfacenti in particolare per quanto riguarda gli adeguamenti istituzionali in previsione di un&#039;allargamento dell&#039;Unione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Nizza ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Approvato dal consiglio europeo di Nizza l&#039;11 dicembre 2000 e firmato il 26 febbraio  2001 al termine di una lunga trattativa diplomatica è entrato in vigore il 1 febbraio 2003. Anche il trattato di Amsterdam prevedeva esattamente come il trattato di Maastricht in un protocollo allegato la possibilità di una revisione ad opera di una conferenza intergovernativa,che, in questo caso venne avviata il 14 febbraio 2000 allo scopo di adattare le istituzioni europee all&#039;acquisizione di nuovo membri avviando le riforme istituzionali che il trattato di Amsterdam non era riuscito a fare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le principali modifiche sono state:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;estensione del voto a maggioranza qualificata e una nuova ponderazione dei voti in seno al consiglio:&#039;&#039;&#039; lo scopo era evitare lo &amp;quot;stallo decisionale&amp;quot;,per cui si sono limitati i casi per cui un paese possa oppore un veto.Tuttavia alcuni paesi mantennero un veto nella possibilità di oppore un veto su alcuni settori(il Regno unito per fisco e sicurezza sociale,la Germania per asilo e immigrazione,la Spagna per i fondi strutturali e la Francia per l&#039;audiovisivo)&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;semplificazione delle procedure per l&#039;attivazione della cooperazione rafforzata:&#039;&#039;&#039; Il trattato di Amsterdam prevedeva la possibilità per gli stati membri di cooperare nell&#039;interesse dell&#039;unione anche qualora non tutti fossero disposti a parteciparvi nell&#039;immediato.Il trattato di Nizza ha consolidato questa procedura eliminando la facoltà per ogni membro di opporre un veto a una cooperazione rafforzata imponendo un minimo di otto stati per avviare una cooperazione  e prevedendo la possibilità di estendere il meccanismo alla politica estera e di sicurezza,esclusa però la difesa.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;riforma del sistema giurisdizionale&#039;&#039;&#039; dell&#039;unione,attraverso una nuova riapartizione di seggi nel parlamento europeo e l&#039;estensione della procedura di codecisione&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;la modifica della struttura delle istituzioni,&#039;&#039;&#039; in particolare per quanto riguarda la commissione europea.Il trattato statuì di limitare a partire dal 2005 la composzione della commissione assegnando un rappresentante a ogni stato membro.Furono anche rafforzati i poteri del presidente della commissione,consentendogli di decidere la suddivisione del portafogli e di porcedere a un rimpasto delle competenze durante il mandato. Fu inoltre rafforzato il ruolo di colegislatore del parlamento.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;modifica della procedura relativa alla constatazione di una grave violazione di uno stato membro,&#039;&#039;&#039; di uno o più principi fondamentali dell&#039;Unione.Il trattato ha introdotto una fase di preallarme che consente di intervenire con raccomandazioni qual&#039;ora c&#039; è l&#039; evidente rischio di violazione (non più quindi una violazione certa) dei principi fondamentali da parte di uno Stato. Prima di procedere in tal senso era prevista la possibilità di far intervenire personalità indipendenti al fine di presentare un rapporto sullo stato membro in questione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Allegati al trattato di Nizza si trovano anche protocolli addizionali e varie dichiarazioni adottare dalla conferenza intergovernativa.Importante fu la &#039;&#039;&#039;dichiarazione sul futuro dell&#039; unione&#039;&#039;&#039; nella quale gli stati membri auspicano al&#039;avvio di un dibattito più ampio e approfondito sul futuro dell&#039;Unione Europea.Essa individuava quattro grandi temi di riflessione:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;delimitazione delle competenze&#039;&#039;&#039; tra l&#039;unione Europea e gli stati membri,che rispecchi il principio di sussidarietà&lt;br /&gt;
* lo status della &#039;&#039;&#039;carta dei diritti fondamentali dell&#039;unione Europea,&#039;&#039;&#039; proclamata a Nizza&lt;br /&gt;
* la &#039;&#039;&#039;semplificazione dei trattati,&#039;&#039;&#039; al fine di renderli più chiari e meglio comprensibili senza modificarne la sostanza&lt;br /&gt;
* il ruolo &#039;&#039;&#039;dei parlamenti nazionali&#039;&#039;&#039; nell&#039;architettura europea&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre anche in questo caso viene prevista la possibilità di convocare nel 2004 una nuova conferenza intergovernativa per procedere a ulteriori revisioni e integrazioni&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Lisbona ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 2004, al termine di un lungo e complesso iter diplomatico, è stato approvato il Trattato che adotta una Costituzione per l&#039;Europa. Tuttavia, questo processo subì un&#039;arresto a seguito dell&#039;esito negativo dei referendum promossi in Francia e nei Paesi Bassi. A seguito di questa bocciatura si iniziò a parlare di fallimento costituzionale dell&#039;Europa, che portò a un nuovo periodo di riflessione in cui l&#039;Unione Europea dovette ripensare e in parte ridimensionare le proprie ambizioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ha avuto così inizio il cammino che avrebbe poi portato al Trattato di Lisbona, con il quale si abbandonò formalmente la Costituzione, pur mantenendone la sostanza. Dopo la bocciatura dei referendum, l&#039;unica strada percorribile risultò essere quella di uno strumento essenzialmente tecnico con un basso profilo politico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così, il 13 dicembre 2007, nella capitale portoghese, i capi di Stato e di governo degli Stati membri dell&#039;Unione firmarono il Trattato di Lisbona, che sarebbe entrato in vigore quasi due anni dopo, il 1° dicembre 2009.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vengono confermate alcune innovazioni già presenti nel quadro costituzionale, prima fra tutte la scomparsa della struttura a tre pilastri (Comunità europee, Politica estera e di sicurezza comune e Cooperazione di polizia giudiziaria in materia penale). Gli strumenti giuridici, un tempo indipendenti, vengono infatti unificati attraverso una sostanziale armonizzazione delle procedure e degli atti giuridici dell&#039;Unione, sebbene per il settore della Politica estera e di sicurezza comune (PESC) rimangano applicabili procedure specifiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La riforma ha inoltre ampliato le competenze dell&#039;Unione, estendendo l&#039;ambito di applicazione della procedura legislativa ordinaria e del voto a maggioranza qualificata. Questo processo è particolarmente evidente nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia, dove l&#039;Unione ha sviluppato politiche comuni in materia di asilo, immigrazione e controllo delle frontiere esterne. Tali politiche si fondano sui principi di solidarietà (intesa come equa ripartizione degli oneri di gestione tra gli Stati membri) e di equità (ovvero la parità di trattamento tra i cittadini di paesi terzi e quelli dell&#039;Unione Europea).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il nuovo assetto dell&#039;Unione Europea ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;articolo 47 del Trattato sull&#039;Unione Europea (TUE) stabilisce che l&#039;Unione Europea possiede personalità giuridica unica, semplificando in modo significativo l&#039;architettura istituzionale. In precedenza, il TUE e il Trattato che istituiva la Comunità Europea (TCE) facevano riferimento a due soggetti giuridici distinti (l&#039;Unione e la Comunità) e a due ordinamenti giuridici differenti (il diritto dell&#039;Unione e quello comunitario), i quali regolavano la complessa struttura articolata in tre pilastri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la riforma, il soggetto giuridico diventa unico – l&#039;Unione Europea – che acquisisce personalità giuridica anche sul piano internazionale, potendo così concludere accordi con Stati terzi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;articolo 1, paragrafo 3, TUE precisa inoltre che l&#039;Unione «sostituisce e succede alla Comunità europea», il cui richiamo all&#039;interno dei due trattati viene eliminato. Pertanto, l&#039;Unione Europea (UE) subentra alla Comunità europea (CE): quest&#039;ultima cessa formalmente di esistere, venendo assorbita dalla prima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il trattato di Lisbona è poi intervenuto in maniera rilevante sul quadro istituzionale dell&#039;Unione. In particolare:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;Parlamento europeo&#039;&#039;&#039; viene rafforzato grazie alle maggiori competenze in materia di bilancio,al ricorso della maggioranza qualificata in molti nuovi settori e sopratutto all&#039;estensione della procedura di codecisione che diventa la procedura legislativa ordinaria.In questo modo il Parlamento a sua volta eletto dai cittadini per mezzo delle elezioni europee si trova ora a operare in condizioni di parità con il consiglio (costituito dai capi di stato e governo degli stati membri) per quanto riguarda l&#039;attività legislativa,e quindi anche su temi come la libertà,la sicurezza e la giustizia&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;Consiglio dell&#039;Unione&#039;&#039;&#039; rimane un&#039;organo non permanente a formazione mutevole e a presidenza rotante. Il Trattato di Lisbona individua però per la prima volta due formazioni tipiche: Il consiglio affari generali che prepara le riunioni de consiglio europeo e il consiglio Affari esteri presieduto dall&#039;Alto rappresentante,che elabora l&#039;azione esterna dell&#039;unione secondo le linee definite dal consiglio europeo e ne assicura la coerenza.Per quanto riguarda il sistema di voto il consiglio delibera a maggioranza semplice tranne in alcuni casi in cui è richiesta la maggioranza qualificata.Dal 1 novembre 2014 è stato introdotto un complicato sistema di &amp;quot;doppia maggioranza&amp;quot;,basato sul 55% degli stati e sul 65% della popolazione:si tratta del riconoscimenti della doppia legittimità dell&#039;Unione(Stati e popoli). E&#039; inoltre possibile per un numero limitato di Stati manifestare una loro opposizione a una decisione eventualmente adottata dalla maggioranza e imporre al consiglio il riesame della questione.&lt;br /&gt;
* La &#039;&#039;&#039;commissione&#039;&#039;&#039; riceve una nuova ridenominazione (commissione europea),in seguito al Trattato di Lisbona riceve una più forte legittimazione democratica attraverso l&#039;eleggibilità parlamentare del presidente.Nel suo ambito viene inoltre istituito l&#039;Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza che riunisce le competenze attribuite precedentemente all&#039;Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune e al membro della commissione europea responsabile per le relazioni esterne,assumento il ruolo di vicepresidente della commissione. Si realizza così un legame orizzontale tra le politiche estere ed esterne dell&#039;Unione:in una prima veste L&#039;alto rappresentante guida la politica estera e di sicurezza dell&#039;Unione,agendo come &amp;quot;mandatario&amp;quot; del consiglio e presiedendone la formazione &amp;quot;Affari esteri&amp;quot;,nonchè contribuendo all&#039;elaborazione di questa politica tramite iniziativa autonoma;nella seconda veste p incaricato delle relazioni esterne con i paesi terzi e degli altri aspetti dell&#039;azione esterna dell&#039;Unione,comprese la cooperazione allo sviluppo e la cooperazione economica-finanziaria.Nell&#039;esercizio di entrambi di questi ruoli e funzioni potrà avvalersi del servizio europeo dell&#039;azione esterna,una diplomazia comune composta da funzionari della commissione,degli Stati membri e del segretariato del consiglio.L&#039;alto rappresentante è incaricato inoltre della coordinazione dell&#039;azione dell&#039;Unione con i paesi terzi e ha il potere di presentare al consiglio proposte in materia.Questa figura introduce quindi una maggiore flessibilità nella dialettica tra unità e diversità all&#039;interno dell&#039;Unione grazie alla possibilità di instaurare cooperazioni rafforzate attivabili con procedure più semplici&lt;br /&gt;
* La &#039;&#039;&#039;Corte di giustizia dell&#039;UE,&#039;&#039;&#039; non più corte di giustizia delle comunità europee,si compone della corte di giustizia stessa,del Tribunale (in precedenza denominato tribunale di primo grado) e da tribunali specializzati&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;consiglio europeo,&#039;&#039;&#039; in precedenza organo politico diventa un&#039;organo giuridico,integrato nei trattati e soggetto al controllo della corte di giustizia. Esso continua a svolgere funzioni di orientamento e di impulso politico, in particolare nell&#039;individuazione degli indirizzi strategici della politica dell&#039;Unione e nei casi previsti dal trattato può intervenire nell&#039;attività normativa pronunciandosi all&#039;unanimità o a maggioranza qualificata a seconda dei casi. E&#039; inoltre dotato di un presidente stabile con il compito di rappresentare l&#039;Unione in sede internazionale,nominato dallo stesso consiglio europeo per due anni e mezzo e rinnovabile una sola volta.In questa modo si è assicurata una certa continuità istituzionale all&#039;attività del consiglio europeo:in precedenza si applicava il metodo della rotazione,per cui la presidenza ruotava tra tutti i paesi membri ogni sei mesi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Trattato di Lisbona ha inoltre introdotto elementi di democrazia partecipativa. In particolare, attraverso la raccolta di un milione di firme, i cittadini possono presentare un&#039;iniziativa popolare alla Commissione, esortandola a elaborare proposte legislative da sottoporre al Consiglio dell&#039;Unione Europea nei settori di competenza dell&#039;Unione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tale meccanismo, tuttavia, non lede il diritto di iniziativa della Commissione, la quale conserva la facoltà di decidere discrezionalmente se accogliere o meno l&#039;invito a presentare proposte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Trattato prevede anche un maggiore coinvolgimento dei parlamenti nazionali nelle attività delle istituzione di Buxelles e Strasburgo,in particolare attraverso dei meccanismi informativi che permettono di essere tenuti al corrente degli atti adottati dalle istituzioni europee,delle domande di adesione di nuovi stati membri e della vigilanza del rispetto del principio di sussidarietà. I parlamenti nazionali possono poi partecipare alla revisione  dei trattati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Continuità o rottura? ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il trattato di Lisbona non sostituisce i vecchi trattati ma a differenza della costituzione europea si pone in continuità con essi limitandosi a emendarli.Esso fallisce nel suo intento di semplificare l&#039;architettura normativa europea anche alla luce dei numerosi protocolli e dichiarazioni allegati al testo,la cui natura è tutt&#039;altro che definita. A differenza del trattato costituzionale scompare la clausola di superiorità del diritto dell&#039;Unione su quello nazionale,anche se si tratta di un mero espediente retorico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le fonti del diritto UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il funzionamento dell&#039;architettura europea è disciplinato da un complesso sistema normativo al cui vertice si pongono le cosidette fonti primarie,costituite dai trattati istitutivi e dai principi generali di ordinamento dell&#039;Unione.Le fonti secondarie sono invece elencate nell&#039;art. 288 del TFUE,che distingue tra atti vincolanti(regolamenti,decisioni,direttive) e atti non vincolanti (raccomandazioni e pareri). Ci sono poi gli atti atipici,ossia quelli che incidono sul funzionamento dell&#039;Unione pur non essendo previsti dai trattati ( o comunque non presenti nell&#039;art. 288 del TFUE). Per poter aver effetto questi atti devono però essere dispiegati negli ordinamenti degli stati membri e laddove ci siano contrasti con il diritto nazionale a prevalere è la normativa europea in virtù del riconoscimento del principio del diritto dell&#039;Unione su quello nazionale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le istituzioni dell&#039;UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Attualità e critiche ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== L&#039;Unione Europea dalla prospettiva marxista ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Russofobia ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Europa]] [[Categoria:Organizzazioni intergovernative]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari1</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Unione_europea&amp;diff=6457</id>
		<title>Unione europea</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Unione_europea&amp;diff=6457"/>
		<updated>2026-03-15T20:16:08Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari1: /* Le fonti del diritto UE */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{S}}&lt;br /&gt;
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|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Nome Ufficiale&#039;&#039;&#039;  || | &lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Britannica.png|20px|bordo]] European Union&amp;lt;ref&amp;gt;Il Regno Unito non fa più parte dell&#039;Unione Europea, la bandiera britannica è qui utilizzata per indicare la lingua inglese.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Tedesca.png|20px|bordo]] Europäische Union&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Francese.png|20px|bordo]] Union européenne&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Italiana.png|20px|bordo]] Unione europea&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Abbreviazione&#039;&#039;&#039;  || | &lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Europea.png|20px|bordo]] EU, eu&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Italiana.png|20px|bordo]] UE, ue&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Fondazione&#039;&#039;&#039;  || | 25 marzo 1957 (CEE), 7 febbraio 1992 (ufficiale)&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Causa&#039;&#039;&#039;  || | [[Trattato di Roma]], [[Trattato di Maastricht]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Inno&#039;&#039;&#039;  || | Inno alla Gioia&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! colspan=2 style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&amp;lt;center&amp;gt;Dati istituzionali&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Sedi&#039;&#039;&#039;  || |&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Belga.png|20px|bordo]] [[Bruxelles]], [[Belgio]]&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Lussemburghese.png|20px|bordo]] [[Lussemburgo]], [[Lussemburgo]]&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Francese.png|20px|bordo]] [[Strasburgo]], [[Francia]]&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Tedesca.png|20px|bordo]] [[Francoforte sul Meno]], [[Germania]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Presidente della Commissione&#039;&#039;&#039;  || | [[File:Bandiera Tedesca.png|20px|bordo]] [[Ursula Von der Leyen]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! colspan=2 style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&amp;lt;center&amp;gt;Dati geografici&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;[[Continente]]&#039;&#039;&#039;  || | [[Europa]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Superficie&#039;&#039;&#039;  || | 4 233 262 km²&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Popolazione&#039;&#039;&#039;  || | 446 834 578 ab.&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Densità&#039;&#039;&#039;  || | 105,5 ab./km²&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Lingua ufficiale&#039;&#039;&#039;  || | 24 lingue&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! colspan=2 style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&amp;lt;center&amp;gt;Dati economici&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Valuta&#039;&#039;&#039;  || | [[Euro (valuta|Euro]] (ufficiale in 21 paesi), [[Corona ceca]], [[Corona danese]], [[Zloty polacco]], [[Corona svedese]], [[Leu romeno]], [[Fiorino ungherese]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! colspan=2 style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&amp;lt;center&amp;gt;Altri dati&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;TLD&#039;&#039;&#039;  || | .eu&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;unione europea è un&#039;istituzione politica sovranazionale dotata di personalità giuridica all&#039;interno del [[diritto internazionale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Principi e fondamenti giuridici ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;Unione europea è un&#039;organizzazione sovranazionale fondata su un insieme di principi politici e giuridici che regolano i rapporti tra gli Stati membri e le istituzioni comuni. Il suo ordinamento giuridico si è sviluppato progressivamente a partire dalla seconda metà del XX secolo con l’obiettivo dichiarato di promuovere la cooperazione economica, politica e sociale tra i paesi europei, garantendo al contempo stabilità, pace e tutela dei diritti fondamentali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I fondamenti giuridici dell&#039;Unione europea sono contenuti principalmente nei trattati istitutivi, che costituiscono la base dell’intero sistema normativo europeo. Questi trattati sono il risultato di un lungo processo di integrazione, iniziato con il Trattato di Roma del 1957 e successivamente sviluppato attraverso varie riforme, tra cui il Trattato di Maastricht del 1992 e il Trattato di Lisbona del 2007.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo percorso di integrazione, soprattutto negli anni successivi alla Seconda guerra mondiale, si sviluppò un ampio dibattito politico e giuridico riguardo alla forma istituzionale che avrebbe dovuto assumere il progetto europeo. Alcuni proponevano la creazione di una [[federazione]] sul modello di Stati federali già esistenti, come gli Stati Uniti; altri assumevano una posizione più prudente, preferendo una forma di cooperazione più limitata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La differenza principale risiedeva nel fatto che, mentre nella prospettiva federalista gli Stati membri trasferiscono una parte significativa della propria sovranità a un’autorità centrale dotata di poteri diretti sui cittadini,con un governo federale provvisto di ampie competenze legislative e una struttura istituzionale capace di adottare decisioni vincolanti per tutti gli Stati aderenti, nell’altra prospettiva l’integrazione avviene attraverso un’unione di Stati sovrani, in cui i governi nazionali continuano a mantenere la maggior parte dei propri poteri politici e giuridici. In questo secondo modello, per essere valida, l’unione deve basarsi su decisioni assunte all’unanimità tra gli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla fine, con l&#039;istituzione del Trattato di Maastricht e del Trattato di Lisbona, ha prevalso il secondo modello, trasformando quella che prima era semplicemente la Comunità economica europea in un&#039;entità dotata di un&#039;ampia personalità giuridica: l&#039;Unione europea.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uno dei principi fondamentali dell’ordinamento giuridico dell’Unione è il principio di attribuzione delle competenze. In base a questo principio, l’Unione può esercitare solo le competenze che gli Stati membri le hanno esplicitamente conferito attraverso i trattati. Tutte le competenze non attribuite all’Unione restano pertanto agli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altri principi come quello di principi di sussidiarietà e proporzionalità si sono sviluppati progressivamente nel corso del tempo, ma sono stati formalmente inseriti nei trattati negli anni Novanta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[principio di sussidarietà]] iniziò a comparire nel dibattito sull’integrazione europea già negli anni Settanta. Una prima formulazione esplicita si trova nel Rapporto Tindemans del 1975, che proponeva di attribuire alle istituzioni europee soltanto quelle competenze che gli Stati membri non erano in grado di esercitare efficacemente da soli. Successivamente il concetto fu ripreso in diversi progetti di riforma istituzionale negli anni Ottanta. Tuttavia, esso venne formalmente introdotto nel diritto dell’Unione europea con il Trattato di Maastricht del 1992, che lo inserì tra i principi fondamentali per regolare la ripartizione delle competenze tra l’Unione e gli Stati membri. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il principio di proporzionalità, invece, ha origini leggermente precedenti nel diritto comunitario. Esso era già stato elaborato nella giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea negli anni Settanta come criterio per controllare che le istituzioni comunitarie non adottassero misure eccessive rispetto agli obiettivi perseguiti. Anche questo principio fu poi riconosciuto esplicitamente nei trattati e consolidato con il Trattato di Maastricht del 1992, insieme al principio di sussidiarietà.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema giuridico dell’Unione europea si caratterizza inoltre per alcune peculiarità che lo distinguono dal diritto internazionale tradizionale. In particolare, la giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea ha affermato due principi fondamentali: il principio del primato del diritto dell’Unione e quello dell’effetto diretto. Il primato stabilisce che, in caso di conflitto, le norme del diritto dell’Unione prevalgono su quelle nazionali degli Stati membri. L’effetto diretto, invece, consente ai cittadini di invocare alcune norme europee direttamente davanti ai giudici nazionali senza la necessità di un recepimento nella legislazione interna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Storia ==&lt;br /&gt;
La fine della Seconda guerra mondiale vide l&#039;Europa fare i conti non solo con milioni di morti, ma anche con un&#039;economia in crisi, in un contesto geopolitico in cui gli [[Stati Uniti d&#039;America]] e l&#039;[[Unione Sovietica]] erano risultate le principali vincitrici del conflitto. Alcuni intellettuali, politici e statisti, tra cui Robert Schuman (ministro degli Esteri francese), Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer (rispettivamente capi del governo italiano e tedesco), avviarono una strategia tesa all&#039;unificazione dell&#039;Europa. L&#039;obiettivo principale era impedire il riprodursi di situazioni politiche, economiche e militari che avevano portato il mondo al disastro della guerra. Si sottolineava, in particolare, la necessità di ricucire lo stretto legame tra Francia e Germania, che fino ad allora erano state al centro della &amp;quot;patologia&amp;quot; dei rapporti tra i paesi europei.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All&#039;origine fu soprattutto un accordo di tipo economico: Robert Schuman propose di mettere l&#039;insieme della produzione franco-tedesca di carbone e acciaio sotto un&#039;alta autorità comune, nel quadro di un&#039;organizzazione alla quale avrebbero poi potuto aderire anche altri paesi. La dichiarazione rappresentò così l&#039;inizio del processo di cooperazione tra gli Stati europei, sebbene all&#039;inizio si trattasse soltanto di un&#039;unione di Stati e di cooperazione organizzativa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sorsero non solo diverse organizzazioni che operavano senza un reale collegamento tra loro, come l&#039;OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), l&#039;UEO (Unione europea occidentale) e la NATO (Organizzazione del Trattato dell&#039;Atlantico del Nord), ma anche le Comunità europee: dapprima, con il Trattato di Parigi, la CECA (Comunità europea del carbone e dell&#039;acciaio); quindi la CEE (Comunità economica europea) e la CEEA o EURATOM (Comunità europea dell&#039;energia atomica), entrambe nate il 25 marzo 1957 con la firma dei Trattati di Roma.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;accordo istitutivo della CECA scadeva dopo 50 anni dalla sua entrata in vigore, il 23 luglio 2002. A quella data, gli Stati membri hanno deciso di non rinnovarlo: l&#039;organizzazione si è quindi sciolta e le relative competenze sono state trasferite all&#039;Unione Europea. L&#039;EURATOM, invece, è ancora formalmente operante, sebbene svolga un ruolo marginale rispetto all&#039;Unione, pur non essendo giuridicamente assorbita da quest&#039;ultima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare, la creazione della Comunità economica europea,alla quale fu assegnato il compito di promuovere, mediante l&#039;instaurazione di un mercato comune e il graduale ravvicinamento delle politiche economiche degli Stati membri, uno sviluppo armonioso delle attività economiche nell&#039;insieme delle Comunità (art. 2 TCEE),segna il reale passaggio dalla cooperazione all&#039;integrazione. Per la prima volta venne introdotto un organo dotato di ampia indipendenza deliberativa rispetto agli Stati membri e con forti poteri decisionali nei confronti delle imprese del settore, eliminando le barriere commerciali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Successivamente, con il Trattato di Bruxelles del 1965, si creò il primo scheletro delle istituzioni così come sono oggi. Ciò avvenne fondendo gli esecutivi in un&#039;unica Commissione e un unico Consiglio, oltre a istituire un bilancio unico per le tre Comunità. L&#039;unificazione riguardava però solo gli organi, non le competenze, che restavano distinte: le Comunità continuavano infatti a esercitare poteri differenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== I trattati istitutivi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il trattato di Roma ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la firma del Trattato di Roma Francia,Germania,Italia,Belgio,Olanda e Lussemburgo posero la prima pietra della costruzione dell&#039;Unione Europea attraverso l&#039;istituzione della comunità economica europea. Questo trattato era costituito da 240 articoli,suddiviso in sei parti distinte e preceduto da un preambolo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* la prima parte era dedicata ai principi che avevano ispirato la comunità economica europea attraverso il mercato comune,l&#039;unione doganale e le politiche comuni;&lt;br /&gt;
* la secondo parte riguardava i fondamenti della comunità;essa comprendeva quattro titoli rispettivamente alla libera circolazione delle merci,all&#039;agricoltura ,alla libera circolazione delle persone,dei servizi e dei capitali e dei trasporti.&lt;br /&gt;
* la terza parte riguardava le politiche comuni e comprendeva quattro titoli relativi alle norme comuni,alla politica economica,alla politica sociale e alla banca europea degli investimenti;&lt;br /&gt;
* la quarta parte era dedicata all&#039;associazione dei paesi e dei territori d&#039;oltremare&lt;br /&gt;
* la quinta riguardava le istituzioni e includeva un titolo sulle disposizioni istituzionali e un&#039;altro sulle disposizioni finanziarie&lt;br /&gt;
* l&#039;ultima parte erano delle disposizioni generali e finali&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;intenzione degli Stati firmatari era di creare un mercato comune in cui fosse garantita una libera circolazione dei prodotti (merci e servizi) e dei fattori produttivi (capitale e lavoro), così da eliminare ogni barriera protezionistica e garantire agli Stati maggiori possibilità di espansione. In vista di questo obiettivo furono garantite quattro libertà fondamentali: la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A livello di politica economica, ciò si concretizzò in un regime liberista improntato al principio del mercato aperto e della libera concorrenza, senza il quale la libera circolazione non si sarebbe mai potuta attuare. Questi obbiettivi economici si sono poi realizzati in diverse tappe:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Unione doganale:&#039;&#039;&#039; avviata dal primo luglio 1968 ha comportato la soppressione dei dazi doganali all&#039;interno dell&#039;alora comunità e l&#039;applicazione di una tariffa doganale comune (TDC) applicata alle importazioni dei paesi terzi. Le restrizioni quantitative agli scambi sono state abolite il 31 dicembre 1960 tranne per quelle agricole dove le restrizioni sono state mantenute fino al 1974;&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Accordo di Shengen:&#039;&#039;&#039; è ciò che ha permesso l&#039;effettiva liberalizzazione della circolazione delle persone e la soppressione dei controlli alle frontiere interne tra gli Stati membri, in seguito alla firma avvenuta il 18 giugno 1985 tra Francia, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo e Germania. Successivamente hanno aderito anche gli altri paesi dell&#039;Unione Europea, sebbene attualmente ne siano momentaneamente esclusi Cipro, Croazia, Bulgaria e Romania, che dovrebbero entrare nei prossimi anni. Allo spazio Schengen hanno inoltre aderito anche paesi non UE come Norvegia, Svizzera, Islanda e Liechtenstein, mentre non ne fanno parte Irlanda e Regno Unito.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Atto unico europeo(AUE):&#039;&#039;&#039; fu firmato a Lussemburgo il 17 febbraio 1986 da nove Stati membri e il 28 febbraio 1986 da Danimarca, Italia e Grecia. Esso entrò in vigore il 1° luglio 1987 con l&#039;obiettivo di rilanciare il processo di costruzione europea e realizzare il mercato interno. L&#039;Atto Unico riprese alcuni temi che erano stati oggetto di precedenti trattative internazionali, riguardanti in particolare gli aspetti istituzionali e le politiche europee. Vennero modificati alcuni elementi del Trattato di Roma, attribuendo al Parlamento europeo un ruolo più incisivo e alla Commissione quello di mediatore tra Parlamento e Consiglio nello sviluppo della procedura di cooperazione (ex art. 252 del Trattato CE, antecedente al Trattato di Lisbona).  Tali modifiche valorizzarono il ruolo del Parlamento, assegnandogli il potere di pronunciarsi sull&#039;ammissione di nuovi Stati membri e di concludere accordi con associazioni di paesi terzi e con organizzazioni internazionali.  L&#039;Atto Unico Europeo sancì inoltre l&#039;esistenza del Consiglio europeo, pur senza precisarne compiutamente le competenze, istituzionalizzando di fatto i vertici periodici tra i capi di Stato e di governo.Furono inoltre gettate le basi del Tribunale di primo grado, con l&#039;obiettivo di snellire il carico di lavoro della Corte di Giustizia europea e di introdurre un doppio grado di giudizio, analogamente a quanto avviene nelle giurisdizioni nazionali.Inoltre, l&#039;Atto ha ampliato gli ambiti di competenza della Comunità, offrendo una base giuridica per l&#039;azione comune in settori quali il mercato interno, la politica monetaria, la politica sociale, l&#039;ambiente e la ricerca scientifica e tecnologica. Particolare rilievo venne attribuito alla convergenza delle politiche economiche e monetarie (art. 102A del TCE, introdotto dall&#039;Atto Unico Europeo). Per quanto riguarda la coesione economica e sociale, furono invece adottate politiche strutturali volte a ridurre il divario esistente tra le diverse regioni, al fine di colmare il ritardo di quelle più svantaggiate. Gli strumenti operativi individuati per raggiungere tale obiettivo furono i fondi strutturali. Pur rappresentando una tappa fondamentale nel processo di integrazione europea, l&#039;Atto evidenziò come per arrivare a un&#039;autentica Unione Europea fossero necessarie ulteriori riforme istituzionali, preparando il terreno per il successivo Trattato di Maastricht&lt;br /&gt;
=== Il trattato dell&#039; Unione Europea (o trattato di Maastricht) ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fu firmato a Maastricht il 7 febbraio 1992 dai 12 paesi che costituivano la comunità europea ed è entrato in vigore il 1 novembre 1993,è considerato la tappa decisiva per l&#039;affermazione politica-istituzionale dell&#039;Europa,sancendo la nascita dell&#039;Unione Europea.La conseguenza è stata una più larga cessione volontaria da parte degli stati-nazione membri di sovranità con l&#039;obbiettivo di favorire il potenziamento economico e una maggiore integrazione politica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare il trattato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;ha creato una nuova struttura a 3 pilastri:&#039;&#039;&#039; il primo pilastro è costituito dall&#039;ordinamento comunitario ereditando le disposizioni previste dal trattato istitutivo della comunità europea,e quindi di tutte le organizzazione precedentemente create (CECA e EURATOM).Le principali modifiche riguardano principalmente l&#039;apparato istituzionale,ampliamento e rafforzamento di competenze,introducendo anche il principio di sussidarietà.Il secondo pilastro regolato dal titolo V del trattato istituisce una politica comune nei settori della politica estera e della sicurezza (PESC) dove i governi degli stati membri adottano una cooperazione sistematica e azioni comuni.Infine, il terzo pilastro, disciplinato dal Titolo VI del Trattato, era volto alla cooperazione nei settori della giustizia e degli affari interni (CGAI), che fino ad allora era stata condotta in modo occasionale e informale tra gli Stati membri. L&#039;obiettivo enunciato nel preambolo era &amp;quot;garantire la libera circolazione delle persone, assicurando nel contempo la sicurezza dei loro popoli&amp;quot;.Per realizzare questo obiettivo furono individuate questioni di interesse comune, quali la politica di asilo, l&#039;immigrazione e la cooperazione giudiziaria in materia civile e penale. La loro trattazione rimaneva tuttavia di esclusiva competenza degli Stati membri, sebbene fosse prevista la possibilità di un successivo trasferimento all&#039;Unione. In particolare, il Trattato di Maastricht ha rappresentato un passo in avanti rispetto all&#039;Accordo di Schengen, prevedendo la possibilità di elaborare politiche comuni in materia di immigrazione e di trattamento dei cittadini di paesi terzi. A tal fine fu adottata la logica intergovernativa, nella quale il principio di unanimità riveste un ruolo centrale per l&#039;adozione di qualsiasi provvedimento.  Questa struttura a tre pilastri rappresentò un compromesso tra gli Stati membri: da un lato, coloro che desideravano un contesto giuridico unitario; dall&#039;altro, quelli che intendevano salvaguardare il potere decisionale nazionale. Se per il primo pilastro fu mantenuto il metodo comunitario,per il secondo e il terzo fu adottato il metodo intergovernativo.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;sei nuovi settori:&#039;&#039;&#039; nuove politiche comuni (reti transeuropee,politica industriale,tutela dei consumatori,istruzione e formazione professionale,gioventù e cultura).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;unione monetaria:&#039;&#039;&#039; sono stati fissati i principi e le disposizioni per l&#039;introduzione dell&#039;Euro&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;procedura di codecisione:&#039;&#039;&#039; ciò che era stato già ideato nell&#039;AUE viene disciplinato,con questo trattato il Parlamento europeo viene assegnato il potere di adottare una serie di atti congiuntamente con il consiglio dell&#039;Unione Europea;&lt;br /&gt;
Per quanto riguarda l&#039;assetto istituzionale maggiore rilevanza fu data al Parlamento europeo che ha assunto un ruolo più rilevante nella formazione degli atti giuridici e una maggiore rappresentività dei partiti politici. Alla commissione fu aumentata di 1 anno (da 4 a 5) la durata del suo mandato per uniformarla al resto del Parlamento,relativamente al consiglio si è intervenuto sui meccanismi decisionali per snellire le procedure allo scopo dichiarato di renderle più efficienti e democratiche:ciò ha favorito il ricordo alla &#039;&#039;maggioranza qualificata&#039;&#039;  per la maggior parte delle decisioni contemplate dalla procedura di codecisione e per tutte le decisioni adottate secondo la procedura di cooperazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altre modifiche di tipo istituzionale hanno riguardato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;La corte dei conti:&#039;&#039;&#039; incaricata di effettuare il controllo contabile e l&#039;esame del bilancio dell&#039;Unione e divenuta una istituzione europea con Maastricht&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;istituto monetario europeo:&#039;&#039;&#039; cui era affidato il compito di gestire il processo per l&#039;introduzione dell&#039;Euro e che avrebbe ceduto il passo alla banca centrale europea (BCE) con l&#039;effettiva circolazione della nuova moneta&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Il comitato delle regioni:&#039;&#039;&#039; nuovo organo a carattere consultivo composto dai rappresentanti degli enti regionali e con una struttura analoga a quella del già operante comitato economico e sociale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Amsterdam ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Firmato il 2 ottobre 1997 ed entrato in vigore il 1 maggio 1999 è il risultato di due anni di confronti e trattative nell&#039;ambito della conferenza dei rappresentati dei governi degli stati membri(iniziata nel maggio 1997 e terminata il 18 giugno 1997) la cui istituzione era già prevista dal trattato di Maastricht che nelle disposizioni finali invitava gli stati membri a convocare una conferenza intergovernativa (CIG) per la sua revisione.L&#039;obbiettivo,in primo luogo era il riassetto delle condizioni politiche e istituzionali dell&#039; Unione per affrontare le sfide del futuro nelle migliori condizioni tenendo conto della rapida evoluzione del quadro internazionale e dell&#039;adesione dei nuovi stati membri provenienti in particolare dall&#039;Europa orientale e alla globalizzazione dell&#039;economia e le sue ripercussioni sull&#039;occupazione,al terrorismo,alla criminalità internazionale,al traffico di stupefacenti,agli squilibri ecologici e ai rischi per la salute pubblica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ciò si è realizzato attraverso una modifica e una ridenominazione dei trattati UE e CE, intervenendo su quattro obiettivi fondamentali:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* porre l&#039;occupazione e i diritti dei cittadini come punto principale dell&#039;Unione&lt;br /&gt;
* eliminare gli ultimi ostacoli alla libera circolazione e rafforzare la sicurezza&lt;br /&gt;
* permettere all&#039;Europa di esercitare maggiore influenza sulla scena mondiale&lt;br /&gt;
* rendere più efficace l&#039;architettura istituzionale dell&#039;Unione&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con il trattato di Amsterdam si sono quindi rafforzati i poteri delle istituzioni europee,in particolare del Parlamento e posta una maggiore attenzione per il cittadino europeo attraverso misure per combattere la disoccupazione el&#039;esclusione sociale.Inoltre i considerazioni dei mutamenti economici e sociali intervenuti nel mercato dei prodotti e dei servizi la politica dei consumatori è diventata competenza dell&#039;Unione. Per quanto riguarda gli aspetti burocratici, in particolare i procedimenti decisionali c&#039; è stata una profonda revisione nel senso della semplificazione attraverso una estensione della procedura di codecisione a nuove materie e ampliando i casi in cui il consiglio può decidere a maggioranza qualificata invece che all&#039;unanimità Con Amsterdam il terzo pilastro non è stato cancellato ma è diventato un&#039;ambito politico-istituzionale che si occupa solo di cooperazione di polizia e giudiziari in materia penale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nonostante i nuovi ambiti di competenza introdotti i risultati raggiunti non sono apparsi soddisfacenti in particolare per quanto riguarda gli adeguamenti istituzionali in previsione di un&#039;allargamento dell&#039;Unione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Nizza ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Approvato dal consiglio europeo di Nizza l&#039;11 dicembre 2000 e firmato il 26 febbraio  2001 al termine di una lunga trattativa diplomatica è entrato in vigore il 1 febbraio 2003. Anche il trattato di Amsterdam prevedeva esattamente come il trattato di Maastricht in un protocollo allegato la possibilità di una revisione ad opera di una conferenza intergovernativa,che, in questo caso venne avviata il 14 febbraio 2000 allo scopo di adattare le istituzioni europee all&#039;acquisizione di nuovo membri avviando le riforme istituzionali che il trattato di Amsterdam non era riuscito a fare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le principali modifiche sono state:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;estensione del voto a maggioranza qualificata e una nuova ponderazione dei voti in seno al consiglio:&#039;&#039;&#039; lo scopo era evitare lo &amp;quot;stallo decisionale&amp;quot;,per cui si sono limitati i casi per cui un paese possa oppore un veto.Tuttavia alcuni paesi mantennero un veto nella possibilità di oppore un veto su alcuni settori(il Regno unito per fisco e sicurezza sociale,la Germania per asilo e immigrazione,la Spagna per i fondi strutturali e la Francia per l&#039;audiovisivo)&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;semplificazione delle procedure per l&#039;attivazione della cooperazione rafforzata:&#039;&#039;&#039; Il trattato di Amsterdam prevedeva la possibilità per gli stati membri di cooperare nell&#039;interesse dell&#039;unione anche qualora non tutti fossero disposti a parteciparvi nell&#039;immediato.Il trattato di Nizza ha consolidato questa procedura eliminando la facoltà per ogni membro di opporre un veto a una cooperazione rafforzata imponendo un minimo di otto stati per avviare una cooperazione  e prevedendo la possibilità di estendere il meccanismo alla politica estera e di sicurezza,esclusa però la difesa.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;riforma del sistema giurisdizionale&#039;&#039;&#039; dell&#039;unione,attraverso una nuova riapartizione di seggi nel parlamento europeo e l&#039;estensione della procedura di codecisione&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;la modifica della struttura delle istituzioni,&#039;&#039;&#039; in particolare per quanto riguarda la commissione europea.Il trattato statuì di limitare a partire dal 2005 la composzione della commissione assegnando un rappresentante a ogni stato membro.Furono anche rafforzati i poteri del presidente della commissione,consentendogli di decidere la suddivisione del portafogli e di porcedere a un rimpasto delle competenze durante il mandato. Fu inoltre rafforzato il ruolo di colegislatore del parlamento.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;modifica della procedura relativa alla constatazione di una grave violazione di uno stato membro,&#039;&#039;&#039; di uno o più principi fondamentali dell&#039;Unione.Il trattato ha introdotto una fase di preallarme che consente di intervenire con raccomandazioni qual&#039;ora c&#039; è l&#039; evidente rischio di violazione (non più quindi una violazione certa) dei principi fondamentali da parte di uno Stato. Prima di procedere in tal senso era prevista la possibilità di far intervenire personalità indipendenti al fine di presentare un rapporto sullo stato membro in questione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Allegati al trattato di Nizza si trovano anche protocolli addizionali e varie dichiarazioni adottare dalla conferenza intergovernativa.Importante fu la &#039;&#039;&#039;dichiarazione sul futuro dell&#039; unione&#039;&#039;&#039; nella quale gli stati membri auspicano al&#039;avvio di un dibattito più ampio e approfondito sul futuro dell&#039;Unione Europea.Essa individuava quattro grandi temi di riflessione:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;delimitazione delle competenze&#039;&#039;&#039; tra l&#039;unione Europea e gli stati membri,che rispecchi il principio di sussidarietà&lt;br /&gt;
* lo status della &#039;&#039;&#039;carta dei diritti fondamentali dell&#039;unione Europea,&#039;&#039;&#039; proclamata a Nizza&lt;br /&gt;
* la &#039;&#039;&#039;semplificazione dei trattati,&#039;&#039;&#039; al fine di renderli più chiari e meglio comprensibili senza modificarne la sostanza&lt;br /&gt;
* il ruolo &#039;&#039;&#039;dei parlamenti nazionali&#039;&#039;&#039; nell&#039;architettura europea&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre anche in questo caso viene prevista la possibilità di convocare nel 2004 una nuova conferenza intergovernativa per procedere a ulteriori revisioni e integrazioni&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Lisbona ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 2004, al termine di un lungo e complesso iter diplomatico, è stato approvato il Trattato che adotta una Costituzione per l&#039;Europa. Tuttavia, questo processo subì un&#039;arresto a seguito dell&#039;esito negativo dei referendum promossi in Francia e nei Paesi Bassi. A seguito di questa bocciatura si iniziò a parlare di fallimento costituzionale dell&#039;Europa, che portò a un nuovo periodo di riflessione in cui l&#039;Unione Europea dovette ripensare e in parte ridimensionare le proprie ambizioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ha avuto così inizio il cammino che avrebbe poi portato al Trattato di Lisbona, con il quale si abbandonò formalmente la Costituzione, pur mantenendone la sostanza. Dopo la bocciatura dei referendum, l&#039;unica strada percorribile risultò essere quella di uno strumento essenzialmente tecnico con un basso profilo politico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così, il 13 dicembre 2007, nella capitale portoghese, i capi di Stato e di governo degli Stati membri dell&#039;Unione firmarono il Trattato di Lisbona, che sarebbe entrato in vigore quasi due anni dopo, il 1° dicembre 2009.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vengono confermate alcune innovazioni già presenti nel quadro costituzionale, prima fra tutte la scomparsa della struttura a tre pilastri (Comunità europee, Politica estera e di sicurezza comune e Cooperazione di polizia giudiziaria in materia penale). Gli strumenti giuridici, un tempo indipendenti, vengono infatti unificati attraverso una sostanziale armonizzazione delle procedure e degli atti giuridici dell&#039;Unione, sebbene per il settore della Politica estera e di sicurezza comune (PESC) rimangano applicabili procedure specifiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La riforma ha inoltre ampliato le competenze dell&#039;Unione, estendendo l&#039;ambito di applicazione della procedura legislativa ordinaria e del voto a maggioranza qualificata. Questo processo è particolarmente evidente nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia, dove l&#039;Unione ha sviluppato politiche comuni in materia di asilo, immigrazione e controllo delle frontiere esterne. Tali politiche si fondano sui principi di solidarietà (intesa come equa ripartizione degli oneri di gestione tra gli Stati membri) e di equità (ovvero la parità di trattamento tra i cittadini di paesi terzi e quelli dell&#039;Unione Europea).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il nuovo assetto dell&#039;Unione Europea ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;articolo 47 del Trattato sull&#039;Unione Europea (TUE) stabilisce che l&#039;Unione Europea possiede personalità giuridica unica, semplificando in modo significativo l&#039;architettura istituzionale. In precedenza, il TUE e il Trattato che istituiva la Comunità Europea (TCE) facevano riferimento a due soggetti giuridici distinti (l&#039;Unione e la Comunità) e a due ordinamenti giuridici differenti (il diritto dell&#039;Unione e quello comunitario), i quali regolavano la complessa struttura articolata in tre pilastri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la riforma, il soggetto giuridico diventa unico – l&#039;Unione Europea – che acquisisce personalità giuridica anche sul piano internazionale, potendo così concludere accordi con Stati terzi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;articolo 1, paragrafo 3, TUE precisa inoltre che l&#039;Unione «sostituisce e succede alla Comunità europea», il cui richiamo all&#039;interno dei due trattati viene eliminato. Pertanto, l&#039;Unione Europea (UE) subentra alla Comunità europea (CE): quest&#039;ultima cessa formalmente di esistere, venendo assorbita dalla prima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il trattato di Lisbona è poi intervenuto in maniera rilevante sul quadro istituzionale dell&#039;Unione. In particolare:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;Parlamento europeo&#039;&#039;&#039; viene rafforzato grazie alle maggiori competenze in materia di bilancio,al ricorso della maggioranza qualificata in molti nuovi settori e sopratutto all&#039;estensione della procedura di codecisione che diventa la procedura legislativa ordinaria.In questo modo il Parlamento a sua volta eletto dai cittadini per mezzo delle elezioni europee si trova ora a operare in condizioni di parità con il consiglio (costituito dai capi di stato e governo degli stati membri) per quanto riguarda l&#039;attività legislativa,e quindi anche su temi come la libertà,la sicurezza e la giustizia&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;Consiglio dell&#039;Unione&#039;&#039;&#039; rimane un&#039;organo non permanente a formazione mutevole e a presidenza rotante. Il Trattato di Lisbona individua però per la prima volta due formazioni tipiche: Il consiglio affari generali che prepara le riunioni de consiglio europeo e il consiglio Affari esteri presieduto dall&#039;Alto rappresentante,che elabora l&#039;azione esterna dell&#039;unione secondo le linee definite dal consiglio europeo e ne assicura la coerenza.Per quanto riguarda il sistema di voto il consiglio delibera a maggioranza semplice tranne in alcuni casi in cui è richiesta la maggioranza qualificata.Dal 1 novembre 2014 è stato introdotto un complicato sistema di &amp;quot;doppia maggioranza&amp;quot;,basato sul 55% degli stati e sul 65% della popolazione:si tratta del riconoscimenti della doppia legittimità dell&#039;Unione(Stati e popoli). E&#039; inoltre possibile per un numero limitato di Stati manifestare una loro opposizione a una decisione eventualmente adottata dalla maggioranza e imporre al consiglio il riesame della questione.&lt;br /&gt;
* La &#039;&#039;&#039;commissione&#039;&#039;&#039; riceve una nuova ridenominazione (commissione europea),in seguito al Trattato di Lisbona riceve una più forte legittimazione democratica attraverso l&#039;eleggibilità parlamentare del presidente.Nel suo ambito viene inoltre istituito l&#039;Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza che riunisce le competenze attribuite precedentemente all&#039;Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune e al membro della commissione europea responsabile per le relazioni esterne,assumento il ruolo di vicepresidente della commissione. Si realizza così un legame orizzontale tra le politiche estere ed esterne dell&#039;Unione:in una prima veste L&#039;alto rappresentante guida la politica estera e di sicurezza dell&#039;Unione,agendo come &amp;quot;mandatario&amp;quot; del consiglio e presiedendone la formazione &amp;quot;Affari esteri&amp;quot;,nonchè contribuendo all&#039;elaborazione di questa politica tramite iniziativa autonoma;nella seconda veste p incaricato delle relazioni esterne con i paesi terzi e degli altri aspetti dell&#039;azione esterna dell&#039;Unione,comprese la cooperazione allo sviluppo e la cooperazione economica-finanziaria.Nell&#039;esercizio di entrambi di questi ruoli e funzioni potrà avvalersi del servizio europeo dell&#039;azione esterna,una diplomazia comune composta da funzionari della commissione,degli Stati membri e del segretariato del consiglio.L&#039;alto rappresentante è incaricato inoltre della coordinazione dell&#039;azione dell&#039;Unione con i paesi terzi e ha il potere di presentare al consiglio proposte in materia.Questa figura introduce quindi una maggiore flessibilità nella dialettica tra unità e diversità all&#039;interno dell&#039;Unione grazie alla possibilità di instaurare cooperazioni rafforzate attivabili con procedure più semplici&lt;br /&gt;
* La &#039;&#039;&#039;Corte di giustizia dell&#039;UE,&#039;&#039;&#039; non più corte di giustizia delle comunità europee,si compone della corte di giustizia stessa,del Tribunale (in precedenza denominato tribunale di primo grado) e da tribunali specializzati&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;consiglio europeo,&#039;&#039;&#039; in precedenza organo politico diventa un&#039;organo giuridico,integrato nei trattati e soggetto al controllo della corte di giustizia. Esso continua a svolgere funzioni di orientamento e di impulso politico, in particolare nell&#039;individuazione degli indirizzi strategici della politica dell&#039;Unione e nei casi previsti dal trattato può intervenire nell&#039;attività normativa pronunciandosi all&#039;unanimità o a maggioranza qualificata a seconda dei casi. E&#039; inoltre dotato di un presidente stabile con il compito di rappresentare l&#039;Unione in sede internazionale,nominato dallo stesso consiglio europeo per due anni e mezzo e rinnovabile una sola volta.In questa modo si è assicurata una certa continuità istituzionale all&#039;attività del consiglio europeo:in precedenza si applicava il metodo della rotazione,per cui la presidenza ruotava tra tutti i paesi membri ogni sei mesi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Trattato di Lisbona ha inoltre introdotto elementi di democrazia partecipativa. In particolare, attraverso la raccolta di un milione di firme, i cittadini possono presentare un&#039;iniziativa popolare alla Commissione, esortandola a elaborare proposte legislative da sottoporre al Consiglio dell&#039;Unione Europea nei settori di competenza dell&#039;Unione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tale meccanismo, tuttavia, non lede il diritto di iniziativa della Commissione, la quale conserva la facoltà di decidere discrezionalmente se accogliere o meno l&#039;invito a presentare proposte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Trattato prevede anche un maggiore coinvolgimento dei parlamenti nazionali nelle attività delle istituzione di Buxelles e Strasburgo,in particolare attraverso dei meccanismi informativi che permettono di essere tenuti al corrente degli atti adottati dalle istituzioni europee,delle domande di adesione di nuovi stati membri e della vigilanza del rispetto del principio di sussidarietà. I parlamenti nazionali possono poi partecipare alla revisione  dei trattati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Continuità o rottura? ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il trattato di Lisbona non sostituisce i vecchi trattati ma a differenza della costituzione europea si pone in continuità con essi limitandosi a emendarli.Esso fallisce nel suo intento di semplificare l&#039;architettura normativa europea anche alla luce dei numerosi protocolli e dichiarazioni allegati al testo,la cui natura è tutt&#039;altro che definita. A differenza del trattato costituzionale scompare la clausola di superiorità del diritto dell&#039;Unione su quello nazionale,anche se si tratta di un mero espediente retorico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le fonti del diritto UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il funzionamento dell&#039;architettura europea è disciplinato da un complesso sistema normativo al cui vertice si pongono le cosidette fonti primarie,costituite dai trattati istitutivi e dai principi generali di ordinamento dell&#039;Unione.Le fonti secondarie sono invece elencate nell&#039;art. 288 del TFUE,che distingue tra atti vincolanti(regolamenti,decisioni,direttive) e atti non vincolanti (raccomandazioni e pareri). Ci sono poi gli atti atipici,ossia quelli che incidono sul funzionamento dell&#039;Unione pur non essendo previsti dai trattati ( o comunque non presenti nell&#039;art. 288 del TFUE). Per poter aver effetto questi atti devono però essere dispiegati negli ordinamenti degli stati membri e laddove ci siano contrasti con il diritto nazionale a prevalere è la normativa europea in virtù del riconoscimento del principio del diritto dell&#039;Unione su quello nazionale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le istituzioni dell&#039;UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Attualità e critiche ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== L&#039;Unione Europea dalla prospettiva marxista ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Russofobia ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Europa]] [[Categoria:Organizzazioni intergovernative]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari1</name></author>
	</entry>
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		<title>Unione europea</title>
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		<updated>2026-03-15T20:15:10Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari1: /* Le fonti del diritto UE */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
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* [[File:Bandiera Britannica.png|20px|bordo]] European Union&amp;lt;ref&amp;gt;Il Regno Unito non fa più parte dell&#039;Unione Europea, la bandiera britannica è qui utilizzata per indicare la lingua inglese.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Tedesca.png|20px|bordo]] Europäische Union&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Francese.png|20px|bordo]] Union européenne&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Italiana.png|20px|bordo]] Unione europea&lt;br /&gt;
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|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Abbreviazione&#039;&#039;&#039;  || | &lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Europea.png|20px|bordo]] EU, eu&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Italiana.png|20px|bordo]] UE, ue&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Fondazione&#039;&#039;&#039;  || | 25 marzo 1957 (CEE), 7 febbraio 1992 (ufficiale)&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Causa&#039;&#039;&#039;  || | [[Trattato di Roma]], [[Trattato di Maastricht]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
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* [[File:Bandiera Belga.png|20px|bordo]] [[Bruxelles]], [[Belgio]]&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Lussemburghese.png|20px|bordo]] [[Lussemburgo]], [[Lussemburgo]]&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Francese.png|20px|bordo]] [[Strasburgo]], [[Francia]]&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Tedesca.png|20px|bordo]] [[Francoforte sul Meno]], [[Germania]]&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
L&#039;unione europea è un&#039;istituzione politica sovranazionale dotata di personalità giuridica all&#039;interno del [[diritto internazionale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Principi e fondamenti giuridici ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;Unione europea è un&#039;organizzazione sovranazionale fondata su un insieme di principi politici e giuridici che regolano i rapporti tra gli Stati membri e le istituzioni comuni. Il suo ordinamento giuridico si è sviluppato progressivamente a partire dalla seconda metà del XX secolo con l’obiettivo dichiarato di promuovere la cooperazione economica, politica e sociale tra i paesi europei, garantendo al contempo stabilità, pace e tutela dei diritti fondamentali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I fondamenti giuridici dell&#039;Unione europea sono contenuti principalmente nei trattati istitutivi, che costituiscono la base dell’intero sistema normativo europeo. Questi trattati sono il risultato di un lungo processo di integrazione, iniziato con il Trattato di Roma del 1957 e successivamente sviluppato attraverso varie riforme, tra cui il Trattato di Maastricht del 1992 e il Trattato di Lisbona del 2007.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo percorso di integrazione, soprattutto negli anni successivi alla Seconda guerra mondiale, si sviluppò un ampio dibattito politico e giuridico riguardo alla forma istituzionale che avrebbe dovuto assumere il progetto europeo. Alcuni proponevano la creazione di una [[federazione]] sul modello di Stati federali già esistenti, come gli Stati Uniti; altri assumevano una posizione più prudente, preferendo una forma di cooperazione più limitata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La differenza principale risiedeva nel fatto che, mentre nella prospettiva federalista gli Stati membri trasferiscono una parte significativa della propria sovranità a un’autorità centrale dotata di poteri diretti sui cittadini,con un governo federale provvisto di ampie competenze legislative e una struttura istituzionale capace di adottare decisioni vincolanti per tutti gli Stati aderenti, nell’altra prospettiva l’integrazione avviene attraverso un’unione di Stati sovrani, in cui i governi nazionali continuano a mantenere la maggior parte dei propri poteri politici e giuridici. In questo secondo modello, per essere valida, l’unione deve basarsi su decisioni assunte all’unanimità tra gli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla fine, con l&#039;istituzione del Trattato di Maastricht e del Trattato di Lisbona, ha prevalso il secondo modello, trasformando quella che prima era semplicemente la Comunità economica europea in un&#039;entità dotata di un&#039;ampia personalità giuridica: l&#039;Unione europea.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uno dei principi fondamentali dell’ordinamento giuridico dell’Unione è il principio di attribuzione delle competenze. In base a questo principio, l’Unione può esercitare solo le competenze che gli Stati membri le hanno esplicitamente conferito attraverso i trattati. Tutte le competenze non attribuite all’Unione restano pertanto agli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altri principi come quello di principi di sussidiarietà e proporzionalità si sono sviluppati progressivamente nel corso del tempo, ma sono stati formalmente inseriti nei trattati negli anni Novanta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[principio di sussidarietà]] iniziò a comparire nel dibattito sull’integrazione europea già negli anni Settanta. Una prima formulazione esplicita si trova nel Rapporto Tindemans del 1975, che proponeva di attribuire alle istituzioni europee soltanto quelle competenze che gli Stati membri non erano in grado di esercitare efficacemente da soli. Successivamente il concetto fu ripreso in diversi progetti di riforma istituzionale negli anni Ottanta. Tuttavia, esso venne formalmente introdotto nel diritto dell’Unione europea con il Trattato di Maastricht del 1992, che lo inserì tra i principi fondamentali per regolare la ripartizione delle competenze tra l’Unione e gli Stati membri. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il principio di proporzionalità, invece, ha origini leggermente precedenti nel diritto comunitario. Esso era già stato elaborato nella giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea negli anni Settanta come criterio per controllare che le istituzioni comunitarie non adottassero misure eccessive rispetto agli obiettivi perseguiti. Anche questo principio fu poi riconosciuto esplicitamente nei trattati e consolidato con il Trattato di Maastricht del 1992, insieme al principio di sussidiarietà.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema giuridico dell’Unione europea si caratterizza inoltre per alcune peculiarità che lo distinguono dal diritto internazionale tradizionale. In particolare, la giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea ha affermato due principi fondamentali: il principio del primato del diritto dell’Unione e quello dell’effetto diretto. Il primato stabilisce che, in caso di conflitto, le norme del diritto dell’Unione prevalgono su quelle nazionali degli Stati membri. L’effetto diretto, invece, consente ai cittadini di invocare alcune norme europee direttamente davanti ai giudici nazionali senza la necessità di un recepimento nella legislazione interna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Storia ==&lt;br /&gt;
La fine della Seconda guerra mondiale vide l&#039;Europa fare i conti non solo con milioni di morti, ma anche con un&#039;economia in crisi, in un contesto geopolitico in cui gli [[Stati Uniti d&#039;America]] e l&#039;[[Unione Sovietica]] erano risultate le principali vincitrici del conflitto. Alcuni intellettuali, politici e statisti, tra cui Robert Schuman (ministro degli Esteri francese), Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer (rispettivamente capi del governo italiano e tedesco), avviarono una strategia tesa all&#039;unificazione dell&#039;Europa. L&#039;obiettivo principale era impedire il riprodursi di situazioni politiche, economiche e militari che avevano portato il mondo al disastro della guerra. Si sottolineava, in particolare, la necessità di ricucire lo stretto legame tra Francia e Germania, che fino ad allora erano state al centro della &amp;quot;patologia&amp;quot; dei rapporti tra i paesi europei.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All&#039;origine fu soprattutto un accordo di tipo economico: Robert Schuman propose di mettere l&#039;insieme della produzione franco-tedesca di carbone e acciaio sotto un&#039;alta autorità comune, nel quadro di un&#039;organizzazione alla quale avrebbero poi potuto aderire anche altri paesi. La dichiarazione rappresentò così l&#039;inizio del processo di cooperazione tra gli Stati europei, sebbene all&#039;inizio si trattasse soltanto di un&#039;unione di Stati e di cooperazione organizzativa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sorsero non solo diverse organizzazioni che operavano senza un reale collegamento tra loro, come l&#039;OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), l&#039;UEO (Unione europea occidentale) e la NATO (Organizzazione del Trattato dell&#039;Atlantico del Nord), ma anche le Comunità europee: dapprima, con il Trattato di Parigi, la CECA (Comunità europea del carbone e dell&#039;acciaio); quindi la CEE (Comunità economica europea) e la CEEA o EURATOM (Comunità europea dell&#039;energia atomica), entrambe nate il 25 marzo 1957 con la firma dei Trattati di Roma.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;accordo istitutivo della CECA scadeva dopo 50 anni dalla sua entrata in vigore, il 23 luglio 2002. A quella data, gli Stati membri hanno deciso di non rinnovarlo: l&#039;organizzazione si è quindi sciolta e le relative competenze sono state trasferite all&#039;Unione Europea. L&#039;EURATOM, invece, è ancora formalmente operante, sebbene svolga un ruolo marginale rispetto all&#039;Unione, pur non essendo giuridicamente assorbita da quest&#039;ultima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare, la creazione della Comunità economica europea,alla quale fu assegnato il compito di promuovere, mediante l&#039;instaurazione di un mercato comune e il graduale ravvicinamento delle politiche economiche degli Stati membri, uno sviluppo armonioso delle attività economiche nell&#039;insieme delle Comunità (art. 2 TCEE),segna il reale passaggio dalla cooperazione all&#039;integrazione. Per la prima volta venne introdotto un organo dotato di ampia indipendenza deliberativa rispetto agli Stati membri e con forti poteri decisionali nei confronti delle imprese del settore, eliminando le barriere commerciali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Successivamente, con il Trattato di Bruxelles del 1965, si creò il primo scheletro delle istituzioni così come sono oggi. Ciò avvenne fondendo gli esecutivi in un&#039;unica Commissione e un unico Consiglio, oltre a istituire un bilancio unico per le tre Comunità. L&#039;unificazione riguardava però solo gli organi, non le competenze, che restavano distinte: le Comunità continuavano infatti a esercitare poteri differenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== I trattati istitutivi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il trattato di Roma ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la firma del Trattato di Roma Francia,Germania,Italia,Belgio,Olanda e Lussemburgo posero la prima pietra della costruzione dell&#039;Unione Europea attraverso l&#039;istituzione della comunità economica europea. Questo trattato era costituito da 240 articoli,suddiviso in sei parti distinte e preceduto da un preambolo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* la prima parte era dedicata ai principi che avevano ispirato la comunità economica europea attraverso il mercato comune,l&#039;unione doganale e le politiche comuni;&lt;br /&gt;
* la secondo parte riguardava i fondamenti della comunità;essa comprendeva quattro titoli rispettivamente alla libera circolazione delle merci,all&#039;agricoltura ,alla libera circolazione delle persone,dei servizi e dei capitali e dei trasporti.&lt;br /&gt;
* la terza parte riguardava le politiche comuni e comprendeva quattro titoli relativi alle norme comuni,alla politica economica,alla politica sociale e alla banca europea degli investimenti;&lt;br /&gt;
* la quarta parte era dedicata all&#039;associazione dei paesi e dei territori d&#039;oltremare&lt;br /&gt;
* la quinta riguardava le istituzioni e includeva un titolo sulle disposizioni istituzionali e un&#039;altro sulle disposizioni finanziarie&lt;br /&gt;
* l&#039;ultima parte erano delle disposizioni generali e finali&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;intenzione degli Stati firmatari era di creare un mercato comune in cui fosse garantita una libera circolazione dei prodotti (merci e servizi) e dei fattori produttivi (capitale e lavoro), così da eliminare ogni barriera protezionistica e garantire agli Stati maggiori possibilità di espansione. In vista di questo obiettivo furono garantite quattro libertà fondamentali: la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A livello di politica economica, ciò si concretizzò in un regime liberista improntato al principio del mercato aperto e della libera concorrenza, senza il quale la libera circolazione non si sarebbe mai potuta attuare. Questi obbiettivi economici si sono poi realizzati in diverse tappe:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Unione doganale:&#039;&#039;&#039; avviata dal primo luglio 1968 ha comportato la soppressione dei dazi doganali all&#039;interno dell&#039;alora comunità e l&#039;applicazione di una tariffa doganale comune (TDC) applicata alle importazioni dei paesi terzi. Le restrizioni quantitative agli scambi sono state abolite il 31 dicembre 1960 tranne per quelle agricole dove le restrizioni sono state mantenute fino al 1974;&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Accordo di Shengen:&#039;&#039;&#039; è ciò che ha permesso l&#039;effettiva liberalizzazione della circolazione delle persone e la soppressione dei controlli alle frontiere interne tra gli Stati membri, in seguito alla firma avvenuta il 18 giugno 1985 tra Francia, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo e Germania. Successivamente hanno aderito anche gli altri paesi dell&#039;Unione Europea, sebbene attualmente ne siano momentaneamente esclusi Cipro, Croazia, Bulgaria e Romania, che dovrebbero entrare nei prossimi anni. Allo spazio Schengen hanno inoltre aderito anche paesi non UE come Norvegia, Svizzera, Islanda e Liechtenstein, mentre non ne fanno parte Irlanda e Regno Unito.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Atto unico europeo(AUE):&#039;&#039;&#039; fu firmato a Lussemburgo il 17 febbraio 1986 da nove Stati membri e il 28 febbraio 1986 da Danimarca, Italia e Grecia. Esso entrò in vigore il 1° luglio 1987 con l&#039;obiettivo di rilanciare il processo di costruzione europea e realizzare il mercato interno. L&#039;Atto Unico riprese alcuni temi che erano stati oggetto di precedenti trattative internazionali, riguardanti in particolare gli aspetti istituzionali e le politiche europee. Vennero modificati alcuni elementi del Trattato di Roma, attribuendo al Parlamento europeo un ruolo più incisivo e alla Commissione quello di mediatore tra Parlamento e Consiglio nello sviluppo della procedura di cooperazione (ex art. 252 del Trattato CE, antecedente al Trattato di Lisbona).  Tali modifiche valorizzarono il ruolo del Parlamento, assegnandogli il potere di pronunciarsi sull&#039;ammissione di nuovi Stati membri e di concludere accordi con associazioni di paesi terzi e con organizzazioni internazionali.  L&#039;Atto Unico Europeo sancì inoltre l&#039;esistenza del Consiglio europeo, pur senza precisarne compiutamente le competenze, istituzionalizzando di fatto i vertici periodici tra i capi di Stato e di governo.Furono inoltre gettate le basi del Tribunale di primo grado, con l&#039;obiettivo di snellire il carico di lavoro della Corte di Giustizia europea e di introdurre un doppio grado di giudizio, analogamente a quanto avviene nelle giurisdizioni nazionali.Inoltre, l&#039;Atto ha ampliato gli ambiti di competenza della Comunità, offrendo una base giuridica per l&#039;azione comune in settori quali il mercato interno, la politica monetaria, la politica sociale, l&#039;ambiente e la ricerca scientifica e tecnologica. Particolare rilievo venne attribuito alla convergenza delle politiche economiche e monetarie (art. 102A del TCE, introdotto dall&#039;Atto Unico Europeo). Per quanto riguarda la coesione economica e sociale, furono invece adottate politiche strutturali volte a ridurre il divario esistente tra le diverse regioni, al fine di colmare il ritardo di quelle più svantaggiate. Gli strumenti operativi individuati per raggiungere tale obiettivo furono i fondi strutturali. Pur rappresentando una tappa fondamentale nel processo di integrazione europea, l&#039;Atto evidenziò come per arrivare a un&#039;autentica Unione Europea fossero necessarie ulteriori riforme istituzionali, preparando il terreno per il successivo Trattato di Maastricht&lt;br /&gt;
=== Il trattato dell&#039; Unione Europea (o trattato di Maastricht) ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fu firmato a Maastricht il 7 febbraio 1992 dai 12 paesi che costituivano la comunità europea ed è entrato in vigore il 1 novembre 1993,è considerato la tappa decisiva per l&#039;affermazione politica-istituzionale dell&#039;Europa,sancendo la nascita dell&#039;Unione Europea.La conseguenza è stata una più larga cessione volontaria da parte degli stati-nazione membri di sovranità con l&#039;obbiettivo di favorire il potenziamento economico e una maggiore integrazione politica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare il trattato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;ha creato una nuova struttura a 3 pilastri:&#039;&#039;&#039; il primo pilastro è costituito dall&#039;ordinamento comunitario ereditando le disposizioni previste dal trattato istitutivo della comunità europea,e quindi di tutte le organizzazione precedentemente create (CECA e EURATOM).Le principali modifiche riguardano principalmente l&#039;apparato istituzionale,ampliamento e rafforzamento di competenze,introducendo anche il principio di sussidarietà.Il secondo pilastro regolato dal titolo V del trattato istituisce una politica comune nei settori della politica estera e della sicurezza (PESC) dove i governi degli stati membri adottano una cooperazione sistematica e azioni comuni.Infine, il terzo pilastro, disciplinato dal Titolo VI del Trattato, era volto alla cooperazione nei settori della giustizia e degli affari interni (CGAI), che fino ad allora era stata condotta in modo occasionale e informale tra gli Stati membri. L&#039;obiettivo enunciato nel preambolo era &amp;quot;garantire la libera circolazione delle persone, assicurando nel contempo la sicurezza dei loro popoli&amp;quot;.Per realizzare questo obiettivo furono individuate questioni di interesse comune, quali la politica di asilo, l&#039;immigrazione e la cooperazione giudiziaria in materia civile e penale. La loro trattazione rimaneva tuttavia di esclusiva competenza degli Stati membri, sebbene fosse prevista la possibilità di un successivo trasferimento all&#039;Unione. In particolare, il Trattato di Maastricht ha rappresentato un passo in avanti rispetto all&#039;Accordo di Schengen, prevedendo la possibilità di elaborare politiche comuni in materia di immigrazione e di trattamento dei cittadini di paesi terzi. A tal fine fu adottata la logica intergovernativa, nella quale il principio di unanimità riveste un ruolo centrale per l&#039;adozione di qualsiasi provvedimento.  Questa struttura a tre pilastri rappresentò un compromesso tra gli Stati membri: da un lato, coloro che desideravano un contesto giuridico unitario; dall&#039;altro, quelli che intendevano salvaguardare il potere decisionale nazionale. Se per il primo pilastro fu mantenuto il metodo comunitario,per il secondo e il terzo fu adottato il metodo intergovernativo.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;sei nuovi settori:&#039;&#039;&#039; nuove politiche comuni (reti transeuropee,politica industriale,tutela dei consumatori,istruzione e formazione professionale,gioventù e cultura).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;unione monetaria:&#039;&#039;&#039; sono stati fissati i principi e le disposizioni per l&#039;introduzione dell&#039;Euro&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;procedura di codecisione:&#039;&#039;&#039; ciò che era stato già ideato nell&#039;AUE viene disciplinato,con questo trattato il Parlamento europeo viene assegnato il potere di adottare una serie di atti congiuntamente con il consiglio dell&#039;Unione Europea;&lt;br /&gt;
Per quanto riguarda l&#039;assetto istituzionale maggiore rilevanza fu data al Parlamento europeo che ha assunto un ruolo più rilevante nella formazione degli atti giuridici e una maggiore rappresentività dei partiti politici. Alla commissione fu aumentata di 1 anno (da 4 a 5) la durata del suo mandato per uniformarla al resto del Parlamento,relativamente al consiglio si è intervenuto sui meccanismi decisionali per snellire le procedure allo scopo dichiarato di renderle più efficienti e democratiche:ciò ha favorito il ricordo alla &#039;&#039;maggioranza qualificata&#039;&#039;  per la maggior parte delle decisioni contemplate dalla procedura di codecisione e per tutte le decisioni adottate secondo la procedura di cooperazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altre modifiche di tipo istituzionale hanno riguardato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;La corte dei conti:&#039;&#039;&#039; incaricata di effettuare il controllo contabile e l&#039;esame del bilancio dell&#039;Unione e divenuta una istituzione europea con Maastricht&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;istituto monetario europeo:&#039;&#039;&#039; cui era affidato il compito di gestire il processo per l&#039;introduzione dell&#039;Euro e che avrebbe ceduto il passo alla banca centrale europea (BCE) con l&#039;effettiva circolazione della nuova moneta&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Il comitato delle regioni:&#039;&#039;&#039; nuovo organo a carattere consultivo composto dai rappresentanti degli enti regionali e con una struttura analoga a quella del già operante comitato economico e sociale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Amsterdam ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Firmato il 2 ottobre 1997 ed entrato in vigore il 1 maggio 1999 è il risultato di due anni di confronti e trattative nell&#039;ambito della conferenza dei rappresentati dei governi degli stati membri(iniziata nel maggio 1997 e terminata il 18 giugno 1997) la cui istituzione era già prevista dal trattato di Maastricht che nelle disposizioni finali invitava gli stati membri a convocare una conferenza intergovernativa (CIG) per la sua revisione.L&#039;obbiettivo,in primo luogo era il riassetto delle condizioni politiche e istituzionali dell&#039; Unione per affrontare le sfide del futuro nelle migliori condizioni tenendo conto della rapida evoluzione del quadro internazionale e dell&#039;adesione dei nuovi stati membri provenienti in particolare dall&#039;Europa orientale e alla globalizzazione dell&#039;economia e le sue ripercussioni sull&#039;occupazione,al terrorismo,alla criminalità internazionale,al traffico di stupefacenti,agli squilibri ecologici e ai rischi per la salute pubblica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ciò si è realizzato attraverso una modifica e una ridenominazione dei trattati UE e CE, intervenendo su quattro obiettivi fondamentali:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* porre l&#039;occupazione e i diritti dei cittadini come punto principale dell&#039;Unione&lt;br /&gt;
* eliminare gli ultimi ostacoli alla libera circolazione e rafforzare la sicurezza&lt;br /&gt;
* permettere all&#039;Europa di esercitare maggiore influenza sulla scena mondiale&lt;br /&gt;
* rendere più efficace l&#039;architettura istituzionale dell&#039;Unione&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con il trattato di Amsterdam si sono quindi rafforzati i poteri delle istituzioni europee,in particolare del Parlamento e posta una maggiore attenzione per il cittadino europeo attraverso misure per combattere la disoccupazione el&#039;esclusione sociale.Inoltre i considerazioni dei mutamenti economici e sociali intervenuti nel mercato dei prodotti e dei servizi la politica dei consumatori è diventata competenza dell&#039;Unione. Per quanto riguarda gli aspetti burocratici, in particolare i procedimenti decisionali c&#039; è stata una profonda revisione nel senso della semplificazione attraverso una estensione della procedura di codecisione a nuove materie e ampliando i casi in cui il consiglio può decidere a maggioranza qualificata invece che all&#039;unanimità Con Amsterdam il terzo pilastro non è stato cancellato ma è diventato un&#039;ambito politico-istituzionale che si occupa solo di cooperazione di polizia e giudiziari in materia penale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nonostante i nuovi ambiti di competenza introdotti i risultati raggiunti non sono apparsi soddisfacenti in particolare per quanto riguarda gli adeguamenti istituzionali in previsione di un&#039;allargamento dell&#039;Unione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Nizza ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Approvato dal consiglio europeo di Nizza l&#039;11 dicembre 2000 e firmato il 26 febbraio  2001 al termine di una lunga trattativa diplomatica è entrato in vigore il 1 febbraio 2003. Anche il trattato di Amsterdam prevedeva esattamente come il trattato di Maastricht in un protocollo allegato la possibilità di una revisione ad opera di una conferenza intergovernativa,che, in questo caso venne avviata il 14 febbraio 2000 allo scopo di adattare le istituzioni europee all&#039;acquisizione di nuovo membri avviando le riforme istituzionali che il trattato di Amsterdam non era riuscito a fare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le principali modifiche sono state:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;estensione del voto a maggioranza qualificata e una nuova ponderazione dei voti in seno al consiglio:&#039;&#039;&#039; lo scopo era evitare lo &amp;quot;stallo decisionale&amp;quot;,per cui si sono limitati i casi per cui un paese possa oppore un veto.Tuttavia alcuni paesi mantennero un veto nella possibilità di oppore un veto su alcuni settori(il Regno unito per fisco e sicurezza sociale,la Germania per asilo e immigrazione,la Spagna per i fondi strutturali e la Francia per l&#039;audiovisivo)&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;semplificazione delle procedure per l&#039;attivazione della cooperazione rafforzata:&#039;&#039;&#039; Il trattato di Amsterdam prevedeva la possibilità per gli stati membri di cooperare nell&#039;interesse dell&#039;unione anche qualora non tutti fossero disposti a parteciparvi nell&#039;immediato.Il trattato di Nizza ha consolidato questa procedura eliminando la facoltà per ogni membro di opporre un veto a una cooperazione rafforzata imponendo un minimo di otto stati per avviare una cooperazione  e prevedendo la possibilità di estendere il meccanismo alla politica estera e di sicurezza,esclusa però la difesa.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;riforma del sistema giurisdizionale&#039;&#039;&#039; dell&#039;unione,attraverso una nuova riapartizione di seggi nel parlamento europeo e l&#039;estensione della procedura di codecisione&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;la modifica della struttura delle istituzioni,&#039;&#039;&#039; in particolare per quanto riguarda la commissione europea.Il trattato statuì di limitare a partire dal 2005 la composzione della commissione assegnando un rappresentante a ogni stato membro.Furono anche rafforzati i poteri del presidente della commissione,consentendogli di decidere la suddivisione del portafogli e di porcedere a un rimpasto delle competenze durante il mandato. Fu inoltre rafforzato il ruolo di colegislatore del parlamento.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;modifica della procedura relativa alla constatazione di una grave violazione di uno stato membro,&#039;&#039;&#039; di uno o più principi fondamentali dell&#039;Unione.Il trattato ha introdotto una fase di preallarme che consente di intervenire con raccomandazioni qual&#039;ora c&#039; è l&#039; evidente rischio di violazione (non più quindi una violazione certa) dei principi fondamentali da parte di uno Stato. Prima di procedere in tal senso era prevista la possibilità di far intervenire personalità indipendenti al fine di presentare un rapporto sullo stato membro in questione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Allegati al trattato di Nizza si trovano anche protocolli addizionali e varie dichiarazioni adottare dalla conferenza intergovernativa.Importante fu la &#039;&#039;&#039;dichiarazione sul futuro dell&#039; unione&#039;&#039;&#039; nella quale gli stati membri auspicano al&#039;avvio di un dibattito più ampio e approfondito sul futuro dell&#039;Unione Europea.Essa individuava quattro grandi temi di riflessione:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;delimitazione delle competenze&#039;&#039;&#039; tra l&#039;unione Europea e gli stati membri,che rispecchi il principio di sussidarietà&lt;br /&gt;
* lo status della &#039;&#039;&#039;carta dei diritti fondamentali dell&#039;unione Europea,&#039;&#039;&#039; proclamata a Nizza&lt;br /&gt;
* la &#039;&#039;&#039;semplificazione dei trattati,&#039;&#039;&#039; al fine di renderli più chiari e meglio comprensibili senza modificarne la sostanza&lt;br /&gt;
* il ruolo &#039;&#039;&#039;dei parlamenti nazionali&#039;&#039;&#039; nell&#039;architettura europea&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre anche in questo caso viene prevista la possibilità di convocare nel 2004 una nuova conferenza intergovernativa per procedere a ulteriori revisioni e integrazioni&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Lisbona ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 2004, al termine di un lungo e complesso iter diplomatico, è stato approvato il Trattato che adotta una Costituzione per l&#039;Europa. Tuttavia, questo processo subì un&#039;arresto a seguito dell&#039;esito negativo dei referendum promossi in Francia e nei Paesi Bassi. A seguito di questa bocciatura si iniziò a parlare di fallimento costituzionale dell&#039;Europa, che portò a un nuovo periodo di riflessione in cui l&#039;Unione Europea dovette ripensare e in parte ridimensionare le proprie ambizioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ha avuto così inizio il cammino che avrebbe poi portato al Trattato di Lisbona, con il quale si abbandonò formalmente la Costituzione, pur mantenendone la sostanza. Dopo la bocciatura dei referendum, l&#039;unica strada percorribile risultò essere quella di uno strumento essenzialmente tecnico con un basso profilo politico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così, il 13 dicembre 2007, nella capitale portoghese, i capi di Stato e di governo degli Stati membri dell&#039;Unione firmarono il Trattato di Lisbona, che sarebbe entrato in vigore quasi due anni dopo, il 1° dicembre 2009.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vengono confermate alcune innovazioni già presenti nel quadro costituzionale, prima fra tutte la scomparsa della struttura a tre pilastri (Comunità europee, Politica estera e di sicurezza comune e Cooperazione di polizia giudiziaria in materia penale). Gli strumenti giuridici, un tempo indipendenti, vengono infatti unificati attraverso una sostanziale armonizzazione delle procedure e degli atti giuridici dell&#039;Unione, sebbene per il settore della Politica estera e di sicurezza comune (PESC) rimangano applicabili procedure specifiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La riforma ha inoltre ampliato le competenze dell&#039;Unione, estendendo l&#039;ambito di applicazione della procedura legislativa ordinaria e del voto a maggioranza qualificata. Questo processo è particolarmente evidente nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia, dove l&#039;Unione ha sviluppato politiche comuni in materia di asilo, immigrazione e controllo delle frontiere esterne. Tali politiche si fondano sui principi di solidarietà (intesa come equa ripartizione degli oneri di gestione tra gli Stati membri) e di equità (ovvero la parità di trattamento tra i cittadini di paesi terzi e quelli dell&#039;Unione Europea).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il nuovo assetto dell&#039;Unione Europea ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;articolo 47 del Trattato sull&#039;Unione Europea (TUE) stabilisce che l&#039;Unione Europea possiede personalità giuridica unica, semplificando in modo significativo l&#039;architettura istituzionale. In precedenza, il TUE e il Trattato che istituiva la Comunità Europea (TCE) facevano riferimento a due soggetti giuridici distinti (l&#039;Unione e la Comunità) e a due ordinamenti giuridici differenti (il diritto dell&#039;Unione e quello comunitario), i quali regolavano la complessa struttura articolata in tre pilastri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la riforma, il soggetto giuridico diventa unico – l&#039;Unione Europea – che acquisisce personalità giuridica anche sul piano internazionale, potendo così concludere accordi con Stati terzi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;articolo 1, paragrafo 3, TUE precisa inoltre che l&#039;Unione «sostituisce e succede alla Comunità europea», il cui richiamo all&#039;interno dei due trattati viene eliminato. Pertanto, l&#039;Unione Europea (UE) subentra alla Comunità europea (CE): quest&#039;ultima cessa formalmente di esistere, venendo assorbita dalla prima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il trattato di Lisbona è poi intervenuto in maniera rilevante sul quadro istituzionale dell&#039;Unione. In particolare:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;Parlamento europeo&#039;&#039;&#039; viene rafforzato grazie alle maggiori competenze in materia di bilancio,al ricorso della maggioranza qualificata in molti nuovi settori e sopratutto all&#039;estensione della procedura di codecisione che diventa la procedura legislativa ordinaria.In questo modo il Parlamento a sua volta eletto dai cittadini per mezzo delle elezioni europee si trova ora a operare in condizioni di parità con il consiglio (costituito dai capi di stato e governo degli stati membri) per quanto riguarda l&#039;attività legislativa,e quindi anche su temi come la libertà,la sicurezza e la giustizia&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;Consiglio dell&#039;Unione&#039;&#039;&#039; rimane un&#039;organo non permanente a formazione mutevole e a presidenza rotante. Il Trattato di Lisbona individua però per la prima volta due formazioni tipiche: Il consiglio affari generali che prepara le riunioni de consiglio europeo e il consiglio Affari esteri presieduto dall&#039;Alto rappresentante,che elabora l&#039;azione esterna dell&#039;unione secondo le linee definite dal consiglio europeo e ne assicura la coerenza.Per quanto riguarda il sistema di voto il consiglio delibera a maggioranza semplice tranne in alcuni casi in cui è richiesta la maggioranza qualificata.Dal 1 novembre 2014 è stato introdotto un complicato sistema di &amp;quot;doppia maggioranza&amp;quot;,basato sul 55% degli stati e sul 65% della popolazione:si tratta del riconoscimenti della doppia legittimità dell&#039;Unione(Stati e popoli). E&#039; inoltre possibile per un numero limitato di Stati manifestare una loro opposizione a una decisione eventualmente adottata dalla maggioranza e imporre al consiglio il riesame della questione.&lt;br /&gt;
* La &#039;&#039;&#039;commissione&#039;&#039;&#039; riceve una nuova ridenominazione (commissione europea),in seguito al Trattato di Lisbona riceve una più forte legittimazione democratica attraverso l&#039;eleggibilità parlamentare del presidente.Nel suo ambito viene inoltre istituito l&#039;Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza che riunisce le competenze attribuite precedentemente all&#039;Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune e al membro della commissione europea responsabile per le relazioni esterne,assumento il ruolo di vicepresidente della commissione. Si realizza così un legame orizzontale tra le politiche estere ed esterne dell&#039;Unione:in una prima veste L&#039;alto rappresentante guida la politica estera e di sicurezza dell&#039;Unione,agendo come &amp;quot;mandatario&amp;quot; del consiglio e presiedendone la formazione &amp;quot;Affari esteri&amp;quot;,nonchè contribuendo all&#039;elaborazione di questa politica tramite iniziativa autonoma;nella seconda veste p incaricato delle relazioni esterne con i paesi terzi e degli altri aspetti dell&#039;azione esterna dell&#039;Unione,comprese la cooperazione allo sviluppo e la cooperazione economica-finanziaria.Nell&#039;esercizio di entrambi di questi ruoli e funzioni potrà avvalersi del servizio europeo dell&#039;azione esterna,una diplomazia comune composta da funzionari della commissione,degli Stati membri e del segretariato del consiglio.L&#039;alto rappresentante è incaricato inoltre della coordinazione dell&#039;azione dell&#039;Unione con i paesi terzi e ha il potere di presentare al consiglio proposte in materia.Questa figura introduce quindi una maggiore flessibilità nella dialettica tra unità e diversità all&#039;interno dell&#039;Unione grazie alla possibilità di instaurare cooperazioni rafforzate attivabili con procedure più semplici&lt;br /&gt;
* La &#039;&#039;&#039;Corte di giustizia dell&#039;UE,&#039;&#039;&#039; non più corte di giustizia delle comunità europee,si compone della corte di giustizia stessa,del Tribunale (in precedenza denominato tribunale di primo grado) e da tribunali specializzati&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;consiglio europeo,&#039;&#039;&#039; in precedenza organo politico diventa un&#039;organo giuridico,integrato nei trattati e soggetto al controllo della corte di giustizia. Esso continua a svolgere funzioni di orientamento e di impulso politico, in particolare nell&#039;individuazione degli indirizzi strategici della politica dell&#039;Unione e nei casi previsti dal trattato può intervenire nell&#039;attività normativa pronunciandosi all&#039;unanimità o a maggioranza qualificata a seconda dei casi. E&#039; inoltre dotato di un presidente stabile con il compito di rappresentare l&#039;Unione in sede internazionale,nominato dallo stesso consiglio europeo per due anni e mezzo e rinnovabile una sola volta.In questa modo si è assicurata una certa continuità istituzionale all&#039;attività del consiglio europeo:in precedenza si applicava il metodo della rotazione,per cui la presidenza ruotava tra tutti i paesi membri ogni sei mesi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Trattato di Lisbona ha inoltre introdotto elementi di democrazia partecipativa. In particolare, attraverso la raccolta di un milione di firme, i cittadini possono presentare un&#039;iniziativa popolare alla Commissione, esortandola a elaborare proposte legislative da sottoporre al Consiglio dell&#039;Unione Europea nei settori di competenza dell&#039;Unione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tale meccanismo, tuttavia, non lede il diritto di iniziativa della Commissione, la quale conserva la facoltà di decidere discrezionalmente se accogliere o meno l&#039;invito a presentare proposte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Trattato prevede anche un maggiore coinvolgimento dei parlamenti nazionali nelle attività delle istituzione di Buxelles e Strasburgo,in particolare attraverso dei meccanismi informativi che permettono di essere tenuti al corrente degli atti adottati dalle istituzioni europee,delle domande di adesione di nuovi stati membri e della vigilanza del rispetto del principio di sussidarietà. I parlamenti nazionali possono poi partecipare alla revisione  dei trattati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Continuità o rottura? ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il trattato di Lisbona non sostituisce i vecchi trattati ma a differenza della costituzione europea si pone in continuità con essi limitandosi a emendarli.Esso fallisce nel suo intento di semplificare l&#039;architettura normativa europea anche alla luce dei numerosi protocolli e dichiarazioni allegati al testo,la cui natura è tutt&#039;altro che definita. A differenza del trattato costituzionale scompare la clausola di superiorità del diritto dell&#039;Unione su quello nazionale,anche se si tratta di un mero espediente retorico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le fonti del diritto UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il funzionamento dell&#039;architettura europea è disciplinato da un complesso sistema normativo al cui vertice si pongono le cosidette fonti primarie,,costituite dai trattati istitutivi e dai principi generali di ordinamento dell&#039;Unione.Le fonti secondarie sono invece elencate nell&#039;art. 288 del TFUE,che distingue tra atti vincolanti(regolamenti,decisioni,direttive) e atti non vincolanti (raccomandazioni e pareri). Ci sono poi gli atti atipici,ossia quelli che incidono sul funzionamento dell&#039;Unione pur non essendo previsti dai trattati ( o comunque non presenti nell&#039;art. 288 del TFUE). Per poter aver effetto questi atti devono però essere dispiegati negli ordinamenti degli stati membri e laddove ci siano contrasti con il diritto nazionale a prevalere è la normativa europea in virtù del riconoscimento del principio del diritto dell&#039;Unione su quello nazionale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le istituzioni dell&#039;UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Attualità e critiche ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== L&#039;Unione Europea dalla prospettiva marxista ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Russofobia ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Europa]] [[Categoria:Organizzazioni intergovernative]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari1</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Unione_europea&amp;diff=6446</id>
		<title>Unione europea</title>
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		<updated>2026-03-15T19:39:54Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari1: /* Il nuovo assetto dell&amp;#039;Unione Europea */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{S}}&lt;br /&gt;
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|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Nome Ufficiale&#039;&#039;&#039;  || | &lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Britannica.png|20px|bordo]] European Union&amp;lt;ref&amp;gt;Il Regno Unito non fa più parte dell&#039;Unione Europea, la bandiera britannica è qui utilizzata per indicare la lingua inglese.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
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|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Abbreviazione&#039;&#039;&#039;  || | &lt;br /&gt;
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|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Fondazione&#039;&#039;&#039;  || | 25 marzo 1957 (CEE), 7 febbraio 1992 (ufficiale)&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Causa&#039;&#039;&#039;  || | [[Trattato di Roma]], [[Trattato di Maastricht]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
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|-&lt;br /&gt;
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* [[File:Bandiera Belga.png|20px|bordo]] [[Bruxelles]], [[Belgio]]&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Lussemburghese.png|20px|bordo]] [[Lussemburgo]], [[Lussemburgo]]&lt;br /&gt;
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|-&lt;br /&gt;
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|-&lt;br /&gt;
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|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Superficie&#039;&#039;&#039;  || | 4 233 262 km²&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Popolazione&#039;&#039;&#039;  || | 446 834 578 ab.&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Densità&#039;&#039;&#039;  || | 105,5 ab./km²&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Lingua ufficiale&#039;&#039;&#039;  || | 24 lingue&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
L&#039;unione europea è un&#039;istituzione politica sovranazionale dotata di personalità giuridica all&#039;interno del [[diritto internazionale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Principi e fondamenti giuridici ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;Unione europea è un&#039;organizzazione sovranazionale fondata su un insieme di principi politici e giuridici che regolano i rapporti tra gli Stati membri e le istituzioni comuni. Il suo ordinamento giuridico si è sviluppato progressivamente a partire dalla seconda metà del XX secolo con l’obiettivo dichiarato di promuovere la cooperazione economica, politica e sociale tra i paesi europei, garantendo al contempo stabilità, pace e tutela dei diritti fondamentali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I fondamenti giuridici dell&#039;Unione europea sono contenuti principalmente nei trattati istitutivi, che costituiscono la base dell’intero sistema normativo europeo. Questi trattati sono il risultato di un lungo processo di integrazione, iniziato con il Trattato di Roma del 1957 e successivamente sviluppato attraverso varie riforme, tra cui il Trattato di Maastricht del 1992 e il Trattato di Lisbona del 2007.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo percorso di integrazione, soprattutto negli anni successivi alla Seconda guerra mondiale, si sviluppò un ampio dibattito politico e giuridico riguardo alla forma istituzionale che avrebbe dovuto assumere il progetto europeo. Alcuni proponevano la creazione di una [[federazione]] sul modello di Stati federali già esistenti, come gli Stati Uniti; altri assumevano una posizione più prudente, preferendo una forma di cooperazione più limitata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La differenza principale risiedeva nel fatto che, mentre nella prospettiva federalista gli Stati membri trasferiscono una parte significativa della propria sovranità a un’autorità centrale dotata di poteri diretti sui cittadini,con un governo federale provvisto di ampie competenze legislative e una struttura istituzionale capace di adottare decisioni vincolanti per tutti gli Stati aderenti, nell’altra prospettiva l’integrazione avviene attraverso un’unione di Stati sovrani, in cui i governi nazionali continuano a mantenere la maggior parte dei propri poteri politici e giuridici. In questo secondo modello, per essere valida, l’unione deve basarsi su decisioni assunte all’unanimità tra gli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla fine, con l&#039;istituzione del Trattato di Maastricht e del Trattato di Lisbona, ha prevalso il secondo modello, trasformando quella che prima era semplicemente la Comunità economica europea in un&#039;entità dotata di un&#039;ampia personalità giuridica: l&#039;Unione europea.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uno dei principi fondamentali dell’ordinamento giuridico dell’Unione è il principio di attribuzione delle competenze. In base a questo principio, l’Unione può esercitare solo le competenze che gli Stati membri le hanno esplicitamente conferito attraverso i trattati. Tutte le competenze non attribuite all’Unione restano pertanto agli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altri principi come quello di principi di sussidiarietà e proporzionalità si sono sviluppati progressivamente nel corso del tempo, ma sono stati formalmente inseriti nei trattati negli anni Novanta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[principio di sussidarietà]] iniziò a comparire nel dibattito sull’integrazione europea già negli anni Settanta. Una prima formulazione esplicita si trova nel Rapporto Tindemans del 1975, che proponeva di attribuire alle istituzioni europee soltanto quelle competenze che gli Stati membri non erano in grado di esercitare efficacemente da soli. Successivamente il concetto fu ripreso in diversi progetti di riforma istituzionale negli anni Ottanta. Tuttavia, esso venne formalmente introdotto nel diritto dell’Unione europea con il Trattato di Maastricht del 1992, che lo inserì tra i principi fondamentali per regolare la ripartizione delle competenze tra l’Unione e gli Stati membri. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il principio di proporzionalità, invece, ha origini leggermente precedenti nel diritto comunitario. Esso era già stato elaborato nella giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea negli anni Settanta come criterio per controllare che le istituzioni comunitarie non adottassero misure eccessive rispetto agli obiettivi perseguiti. Anche questo principio fu poi riconosciuto esplicitamente nei trattati e consolidato con il Trattato di Maastricht del 1992, insieme al principio di sussidiarietà.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema giuridico dell’Unione europea si caratterizza inoltre per alcune peculiarità che lo distinguono dal diritto internazionale tradizionale. In particolare, la giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea ha affermato due principi fondamentali: il principio del primato del diritto dell’Unione e quello dell’effetto diretto. Il primato stabilisce che, in caso di conflitto, le norme del diritto dell’Unione prevalgono su quelle nazionali degli Stati membri. L’effetto diretto, invece, consente ai cittadini di invocare alcune norme europee direttamente davanti ai giudici nazionali senza la necessità di un recepimento nella legislazione interna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Storia ==&lt;br /&gt;
La fine della Seconda guerra mondiale vide l&#039;Europa fare i conti non solo con milioni di morti, ma anche con un&#039;economia in crisi, in un contesto geopolitico in cui USA e URSS erano risultate le principali vincitrici del conflitto. Alcuni intellettuali, politici e statisti, tra cui Robert Schuman (ministro degli Esteri francese), Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer (rispettivamente capi del governo italiano e tedesco), avviarono una strategia tesa all&#039;unificazione dell&#039;Europa. L&#039;obiettivo principale era impedire il riprodursi di situazioni politiche, economiche e militari che avevano portato il mondo al disastro della guerra. Si sottolineava, in particolare, la necessità di ricucire lo stretto legame tra Francia e Germania, che fino ad allora erano state al centro della &amp;quot;patologia&amp;quot; dei rapporti tra i paesi europei.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All&#039;origine fu soprattutto un accordo di tipo economico: Robert Schuman propose di mettere l&#039;insieme della produzione franco-tedesca di carbone e acciaio sotto un&#039;alta autorità comune, nel quadro di un&#039;organizzazione alla quale avrebbero poi potuto aderire anche altri paesi. La dichiarazione rappresentò così l&#039;inizio del processo di cooperazione tra gli Stati europei, sebbene all&#039;inizio si trattasse soltanto di un&#039;unione di Stati e di cooperazione organizzativa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sorsero non solo diverse organizzazioni che operavano senza un reale collegamento tra loro, come l&#039;OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), l&#039;UEO (Unione europea occidentale) e la NATO (Organizzazione del Trattato dell&#039;Atlantico del Nord), ma anche le Comunità europee: dapprima, con il Trattato di Parigi, la CECA (Comunità europea del carbone e dell&#039;acciaio); quindi la CEE (Comunità economica europea) e la CEEA o EURATOM (Comunità europea dell&#039;energia atomica), entrambe nate il 25 marzo 1957 con la firma dei Trattati di Roma.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;accordo istitutivo della CECA scadeva dopo 50 anni dalla sua entrata in vigore, il 23 luglio 2002. A quella data, gli Stati membri hanno deciso di non rinnovarlo: l&#039;organizzazione si è quindi sciolta e le relative competenze sono state trasferite all&#039;Unione Europea. L&#039;EURATOM, invece, è ancora formalmente operante, sebbene svolga un ruolo marginale rispetto all&#039;Unione, pur non essendo giuridicamente assorbita da quest&#039;ultima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare, la creazione della Comunità economica europea,alla quale fu assegnato il compito di promuovere, mediante l&#039;instaurazione di un mercato comune e il graduale ravvicinamento delle politiche economiche degli Stati membri, uno sviluppo armonioso delle attività economiche nell&#039;insieme delle Comunità (art. 2 TCEE),segna il reale passaggio dalla cooperazione all&#039;integrazione. Per la prima volta venne introdotto un organo dotato di ampia indipendenza deliberativa rispetto agli Stati membri e con forti poteri decisionali nei confronti delle imprese del settore, eliminando le barriere commerciali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Successivamente, con il Trattato di Bruxelles del 1965, si creò il primo scheletro delle istituzioni così come sono oggi. Ciò avvenne fondendo gli esecutivi in un&#039;unica Commissione e un unico Consiglio, oltre a istituire un bilancio unico per le tre Comunità. L&#039;unificazione riguardava però solo gli organi, non le competenze, che restavano distinte: le Comunità continuavano infatti a esercitare poteri differenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== I trattati istitutivi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il trattato di Roma ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la firma del Trattato di Roma Francia,Germania,Italia,Belgio,Olanda e Lussemburgo posero la prima pietra della costruzione dell&#039;Unione Europea attraverso l&#039;istituzione della comunità economica europea. Questo trattato era costituito da 240 articoli,suddiviso in sei parti distinte e preceduto da un preambolo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* la prima parte era dedicata ai principi che avevano ispirato la comunità economica europea attraverso il mercato comune,l&#039;unione doganale e le politiche comuni;&lt;br /&gt;
* la secondo parte riguardava i fondamenti della comunità;essa comprendeva quattro titoli rispettivamente alla libera circolazione delle merci,all&#039;agricoltura ,alla libera circolazione delle persone,dei servizi e dei capitali e dei trasporti.&lt;br /&gt;
* la terza parte riguardava le politiche comuni e comprendeva quattro titoli relativi alle norme comuni,alla politica economica,alla politica sociale e alla banca europea degli investimenti;&lt;br /&gt;
* la quarta parte era dedicata all&#039;associazione dei paesi e dei territori d&#039;oltremare&lt;br /&gt;
* la quinta riguardava le istituzioni e includeva un titolo sulle disposizioni istituzionali e un&#039;altro sulle disposizioni finanziarie&lt;br /&gt;
* l&#039;ultima parte erano delle disposizioni generali e finali&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;intenzione degli Stati firmatari era di creare un mercato comune in cui fosse garantita una libera circolazione dei prodotti (merci e servizi) e dei fattori produttivi (capitale e lavoro), così da eliminare ogni barriera protezionistica e garantire agli Stati maggiori possibilità di espansione. In vista di questo obiettivo furono garantite quattro libertà fondamentali: la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A livello di politica economica, ciò si concretizzò in un regime liberista improntato al principio del mercato aperto e della libera concorrenza, senza il quale la libera circolazione non si sarebbe mai potuta attuare. Questi obbiettivi economici si sono poi realizzati in diverse tappe:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Unione doganale:&#039;&#039;&#039; avviata dal primo luglio 1968 ha comportato la soppressione dei dazi doganali all&#039;interno dell&#039;alora comunità e l&#039;applicazione di una tariffa doganale comune (TDC) applicata alle importazioni dei paesi terzi. Le restrizioni quantitative agli scambi sono state abolite il 31 dicembre 1960 tranne per quelle agricole dove le restrizioni sono state mantenute fino al 1974;&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Accordo di Shengen:&#039;&#039;&#039; è ciò che ha permesso l&#039;effettiva liberalizzazione della circolazione delle persone e la soppressione dei controlli alle frontiere interne tra gli Stati membri, in seguito alla firma avvenuta il 18 giugno 1985 tra Francia, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo e Germania. Successivamente hanno aderito anche gli altri paesi dell&#039;Unione Europea, sebbene attualmente ne siano momentaneamente esclusi Cipro, Croazia, Bulgaria e Romania, che dovrebbero entrare nei prossimi anni. Allo spazio Schengen hanno inoltre aderito anche paesi non UE come Norvegia, Svizzera, Islanda e Liechtenstein, mentre non ne fanno parte Irlanda e Regno Unito.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Atto unico europeo(AUE):&#039;&#039;&#039; fu firmato a Lussemburgo il 17 febbraio 1986 da nove Stati membri e il 28 febbraio 1986 da Danimarca, Italia e Grecia. Esso entrò in vigore il 1° luglio 1987 con l&#039;obiettivo di rilanciare il processo di costruzione europea e realizzare il mercato interno. L&#039;Atto Unico riprese alcuni temi che erano stati oggetto di precedenti trattative internazionali, riguardanti in particolare gli aspetti istituzionali e le politiche europee. Vennero modificati alcuni elementi del Trattato di Roma, attribuendo al Parlamento europeo un ruolo più incisivo e alla Commissione quello di mediatore tra Parlamento e Consiglio nello sviluppo della procedura di cooperazione (ex art. 252 del Trattato CE, antecedente al Trattato di Lisbona).  Tali modifiche valorizzarono il ruolo del Parlamento, assegnandogli il potere di pronunciarsi sull&#039;ammissione di nuovi Stati membri e di concludere accordi con associazioni di paesi terzi e con organizzazioni internazionali.  L&#039;Atto Unico Europeo sancì inoltre l&#039;esistenza del Consiglio europeo, pur senza precisarne compiutamente le competenze, istituzionalizzando di fatto i vertici periodici tra i capi di Stato e di governo.Furono inoltre gettate le basi del Tribunale di primo grado, con l&#039;obiettivo di snellire il carico di lavoro della Corte di Giustizia europea e di introdurre un doppio grado di giudizio, analogamente a quanto avviene nelle giurisdizioni nazionali.Inoltre, l&#039;Atto ha ampliato gli ambiti di competenza della Comunità, offrendo una base giuridica per l&#039;azione comune in settori quali il mercato interno, la politica monetaria, la politica sociale, l&#039;ambiente e la ricerca scientifica e tecnologica. Particolare rilievo venne attribuito alla convergenza delle politiche economiche e monetarie (art. 102A del TCE, introdotto dall&#039;Atto Unico Europeo). Per quanto riguarda la coesione economica e sociale, furono invece adottate politiche strutturali volte a ridurre il divario esistente tra le diverse regioni, al fine di colmare il ritardo di quelle più svantaggiate. Gli strumenti operativi individuati per raggiungere tale obiettivo furono i fondi strutturali. Pur rappresentando una tappa fondamentale nel processo di integrazione europea, l&#039;Atto evidenziò come per arrivare a un&#039;autentica Unione Europea fossero necessarie ulteriori riforme istituzionali, preparando il terreno per il successivo Trattato di Maastricht&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il trattato dell&#039; Unione Europea (o trattato di Maastricht) ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fu firmato a Maastricht il 7 febbraio 1992 dai 12 paesi che costituivano la comunità europea ed è entrato in vigore il 1 novembre 1993,è considerato la tappa decisiva per l&#039;affermazione politica-istituzionale dell&#039;Europa,sancendo la nascita dell&#039;Unione Europea.La conseguenza è stata una più larga cessione volontaria da parte degli stati-nazione membri di sovranità con l&#039;obbiettivo di favorire il potenziamento economico e una maggiore integrazione politica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare il trattato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;ha creato una nuova struttura a 3 pilastri:&#039;&#039;&#039; il primo pilastro è costituito dall&#039;ordinamento comunitario ereditando le disposizioni previste dal trattato istitutivo della comunità europea,e quindi di tutte le organizzazione precedentemente create (CECA e EURATOM).Le principali modifiche riguardano principalmente l&#039;apparato istituzionale,ampliamento e rafforzamento di competenze,introducendo anche il principio di sussidarietà.Il secondo pilastro regolato dal titolo V del trattato istituisce una politica comune nei settori della politica estera e della sicurezza (PESC) dove i governi degli stati membri adottano una cooperazione sistematica e azioni comuni.Infine, il terzo pilastro, disciplinato dal Titolo VI del Trattato, era volto alla cooperazione nei settori della giustizia e degli affari interni (CGAI), che fino ad allora era stata condotta in modo occasionale e informale tra gli Stati membri. L&#039;obiettivo enunciato nel preambolo era &amp;quot;garantire la libera circolazione delle persone, assicurando nel contempo la sicurezza dei loro popoli&amp;quot;.Per realizzare questo obiettivo furono individuate questioni di interesse comune, quali la politica di asilo, l&#039;immigrazione e la cooperazione giudiziaria in materia civile e penale. La loro trattazione rimaneva tuttavia di esclusiva competenza degli Stati membri, sebbene fosse prevista la possibilità di un successivo trasferimento all&#039;Unione. In particolare, il Trattato di Maastricht ha rappresentato un passo in avanti rispetto all&#039;Accordo di Schengen, prevedendo la possibilità di elaborare politiche comuni in materia di immigrazione e di trattamento dei cittadini di paesi terzi. A tal fine fu adottata la logica intergovernativa, nella quale il principio di unanimità riveste un ruolo centrale per l&#039;adozione di qualsiasi provvedimento.  Questa struttura a tre pilastri rappresentò un compromesso tra gli Stati membri: da un lato, coloro che desideravano un contesto giuridico unitario; dall&#039;altro, quelli che intendevano salvaguardare il potere decisionale nazionale. Se per il primo pilastro fu mantenuto il metodo comunitario,per il secondo e il terzo fu adottato il metodo intergovernativo.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;sei nuovi settori:&#039;&#039;&#039; nuove politiche comuni (reti transeuropee,politica industriale,tutela dei consumatori,istruzione e formazione professionale,gioventù e cultura).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;unione monetaria:&#039;&#039;&#039; sono stati fissati i principi e le disposizioni per l&#039;introduzione dell&#039;Euro&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;procedura di codecisione:&#039;&#039;&#039; ciò che era stato già ideato nell&#039;AUE viene disciplinato,con questo trattato il Parlamento europeo viene assegnato il potere di adottare una serie di atti congiuntamente con il consiglio dell&#039;Unione Europea;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per quanto riguarda l&#039;assetto istituzionale maggiore rilevanza fu data al Parlamento europeo che ha assunto un ruolo più rilevante nella formazione degli atti giuridici e una maggiore rappresentività dei partiti politici. Alla commissione fu aumentata di 1 anno (da 4 a 5) la durata del suo mandato per uniformarla al resto del Parlamento,relativamente al consiglio si è intervenuto sui meccanismi decisionali per snellire le procedure allo scopo dichiarato di renderle più efficienti e democratiche:ciò ha favorito il ricordo alla &#039;&#039;maggioranza qualificata&#039;&#039;  per la maggior parte delle decisioni contemplate dalla procedura di codecisione e per tutte le decisioni adottate secondo la procedura di cooperazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altre modifiche di tipo istituzionale hanno riguardato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;La corte dei conti:&#039;&#039;&#039; incaricata di effettuare il controllo contabile e l&#039;esame del bilancio dell&#039;Unione e divenuta una istituzione europea con Maastricht&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;istituto monetario europeo:&#039;&#039;&#039; cui era affidato il compito di gestire il processo per l&#039;introduzione dell&#039;Euro e che avrebbe ceduto il passo alla banca centrale europea (BCE) con l&#039;effettiva circolazione della nuova moneta&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Il comitato delle regioni:&#039;&#039;&#039; nuovo organo a carattere consultivo composto dai rappresentanti degli enti regionali e con una struttura analoga a quella del già operante comitato economico e sociale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Amsterdam ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Firmato il 2 ottobre 1997 ed entrato in vigore il 1 maggio 1999 è il risultato di due anni di confronti e trattative nell&#039;ambito della conferenza dei rappresentati dei governi degli stati membri(iniziata nel maggio 1997 e terminata il 18 giugno 1997) la cui istituzione era già prevista dal trattato di Maastricht che nelle disposizioni finali invitava gli stati membri a convocare una conferenza intergovernativa (CIG) per la sua revisione.L&#039;obbiettivo,in primo luogo era il riassetto delle condizioni politiche e istituzionali dell&#039; Unione per affrontare le sfide del futuro nelle migliori condizioni tenendo conto della rapida evoluzione del quadro internazionale e dell&#039;adesione dei nuovi stati membri provenienti in particolare dall&#039;Europa orientale e alla globalizzazione dell&#039;economia e le sue ripercussioni sull&#039;occupazione,al terrorismo,alla criminalità internazionale,al traffico di stupefacenti,agli squilibri ecologici e ai rischi per la salute pubblica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ciò si è realizzato attraverso una modifica e una ridenominazione dei trattati UE e CE, intervenendo su quattro obiettivi fondamentali:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* porre l&#039;occupazione e i diritti dei cittadini come punto principale dell&#039;Unione&lt;br /&gt;
* eliminare gli ultimi ostacoli alla libera circolazione e rafforzare la sicurezza&lt;br /&gt;
* permettere all&#039;Europa di esercitare maggiore influenza sulla scena mondiale&lt;br /&gt;
* rendere più efficace l&#039;architettura istituzionale dell&#039;Unione&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con il trattato di Amsterdam si sono quindi rafforzati i poteri delle istituzioni europee,in particolare del Parlamento e posta una maggiore attenzione per il cittadino europeo attraverso misure per combattere la disoccupazione el&#039;esclusione sociale.Inoltre i considerazioni dei mutamenti economici e sociali intervenuti nel mercato dei prodotti e dei servizi la politica dei consumatori è diventata competenza dell&#039;Unione. Per quanto riguarda gli aspetti burocratici, in particolare i procedimenti decisionali c&#039; è stata una profonda revisione nel senso della semplificazione attraverso una estensione della procedura di codecisione a nuove materie e ampliando i casi in cui il consiglio può decidere a maggioranza qualificata invece che all&#039;unanimità Con Amsterdam il terzo pilastro non è stato cancellato ma è diventato un&#039;ambito politico-istituzionale che si occupa solo di cooperazione di polizia e giudiziari in materia penale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nonostante i nuovi ambiti di competenza introdotti i risultati raggiunti non sono apparsi soddisfacenti in particolare per quanto riguarda gli adeguamenti istituzionali in previsione di un&#039;allargamento dell&#039;Unione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Nizza ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Approvato dal consiglio europeo di Nizza l&#039;11 dicembre 2000 e firmato il 26 febbraio  2001 al termine di una lunga trattativa diplomatica è entrato in vigore il 1 febbraio 2003. Anche il trattato di Amsterdam prevedeva esattamente come il trattato di Maastricht in un protocollo allegato la possibilità di una revisione ad opera di una conferenza intergovernativa,che, in questo caso venne avviata il 14 febbraio 2000 allo scopo di adattare le istituzioni europee all&#039;acquisizione di nuovo membri avviando le riforme istituzionali che il trattato di Amsterdam non era riuscito a fare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le principali modifiche sono state:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;estensione del voto a maggioranza qualificata e una nuova ponderazione dei voti in seno al consiglio:&#039;&#039;&#039; lo scopo era evitare lo &amp;quot;stallo decisionale&amp;quot;,per cui si sono limitati i casi per cui un paese possa oppore un veto.Tuttavia alcuni paesi mantennero un veto nella possibilità di oppore un veto su alcuni settori(il Regno unito per fisco e sicurezza sociale,la Germania per asilo e immigrazione,la Spagna per i fondi strutturali e la Francia per l&#039;audiovisivo)&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;semplificazione delle procedure per l&#039;attivazione della cooperazione rafforzata:&#039;&#039;&#039; Il trattato di Amsterdam prevedeva la possibilità per gli stati membri di cooperare nell&#039;interesse dell&#039;unione anche qualora non tutti fossero disposti a parteciparvi nell&#039;immediato.Il trattato di Nizza ha consolidato questa procedura eliminando la facoltà per ogni membro di opporre un veto a una cooperazione rafforzata imponendo un minimo di otto stati per avviare una cooperazione  e prevedendo la possibilità di estendere il meccanismo alla politica estera e di sicurezza,esclusa però la difesa.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;riforma del sistema giurisdizionale&#039;&#039;&#039; dell&#039;unione,attraverso una nuova riapartizione di seggi nel parlamento europeo e l&#039;estensione della procedura di codecisione&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;la modifica della struttura delle istituzioni,&#039;&#039;&#039; in particolare per quanto riguarda la commissione europea.Il trattato statuì di limitare a partire dal 2005 la composzione della commissione assegnando un rappresentante a ogni stato membro.Furono anche rafforzati i poteri del presidente della commissione,consentendogli di decidere la suddivisione del portafogli e di porcedere a un rimpasto delle competenze durante il mandato. Fu inoltre rafforzato il ruolo di colegislatore del parlamento.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;modifica della procedura relativa alla constatazione di una grave violazione di uno stato membro,&#039;&#039;&#039; di uno o più principi fondamentali dell&#039;Unione.Il trattato ha introdotto una fase di preallarme che consente di intervenire con raccomandazioni qual&#039;ora c&#039; è l&#039; evidente rischio di violazione (non più quindi una violazione certa) dei principi fondamentali da parte di uno Stato. Prima di procedere in tal senso era prevista la possibilità di far intervenire personalità indipendenti al fine di presentare un rapporto sullo stato membro in questione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Allegati al trattato di Nizza si trovano anche protocolli addizionali e varie dichiarazioni adottare dalla conferenza intergovernativa.Importante fu la &#039;&#039;&#039;dichiarazione sul futuro dell&#039; unione&#039;&#039;&#039; nella quale gli stati membri auspicano al&#039;avvio di un dibattito più ampio e approfondito sul futuro dell&#039;Unione Europea.Essa individuava quattro grandi temi di riflessione:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;delimitazione delle competenze&#039;&#039;&#039; tra l&#039;unione Europea e gli stati membri,che rispecchi il principio di sussidarietà&lt;br /&gt;
* lo status della &#039;&#039;&#039;carta dei diritti fondamentali dell&#039;unione Europea,&#039;&#039;&#039; proclamata a Nizza&lt;br /&gt;
* la &#039;&#039;&#039;semplificazione dei trattati,&#039;&#039;&#039; al fine di renderli più chiari e meglio comprensibili senza modificarne la sostanza&lt;br /&gt;
* il ruolo &#039;&#039;&#039;dei parlamenti nazionali&#039;&#039;&#039; nell&#039;architettura europea&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre anche in questo caso viene prevista la possibilità di convocare nel 2004 una nuova conferenza intergovernativa per procedere a ulteriori revisioni e integrazioni&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Lisbona ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 2004, al termine di un lungo e complesso iter diplomatico, è stato approvato il Trattato che adotta una Costituzione per l&#039;Europa. Tuttavia, questo processo subì un&#039;arresto a seguito dell&#039;esito negativo dei referendum promossi in Francia e nei Paesi Bassi. A seguito di questa bocciatura si iniziò a parlare di fallimento costituzionale dell&#039;Europa, che portò a un nuovo periodo di riflessione in cui l&#039;Unione Europea dovette ripensare e in parte ridimensionare le proprie ambizioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ha avuto così inizio il cammino che avrebbe poi portato al Trattato di Lisbona, con il quale si abbandonò formalmente la Costituzione, pur mantenendone la sostanza. Dopo la bocciatura dei referendum, l&#039;unica strada percorribile risultò essere quella di uno strumento essenzialmente tecnico con un basso profilo politico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così, il 13 dicembre 2007, nella capitale portoghese, i capi di Stato e di governo degli Stati membri dell&#039;Unione firmarono il Trattato di Lisbona, che sarebbe entrato in vigore quasi due anni dopo, il 1° dicembre 2009.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vengono confermate alcune innovazioni già presenti nel quadro costituzionale, prima fra tutte la scomparsa della struttura a tre pilastri (Comunità europee, Politica estera e di sicurezza comune e Cooperazione di polizia giudiziaria in materia penale). Gli strumenti giuridici, un tempo indipendenti, vengono infatti unificati attraverso una sostanziale armonizzazione delle procedure e degli atti giuridici dell&#039;Unione, sebbene per il settore della Politica estera e di sicurezza comune (PESC) rimangano applicabili procedure specifiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La riforma ha inoltre ampliato le competenze dell&#039;Unione, estendendo l&#039;ambito di applicazione della procedura legislativa ordinaria e del voto a maggioranza qualificata. Questo processo è particolarmente evidente nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia, dove l&#039;Unione ha sviluppato politiche comuni in materia di asilo, immigrazione e controllo delle frontiere esterne. Tali politiche si fondano sui principi di solidarietà (intesa come equa ripartizione degli oneri di gestione tra gli Stati membri) e di equità (ovvero la parità di trattamento tra i cittadini di paesi terzi e quelli dell&#039;Unione Europea).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il nuovo assetto dell&#039;Unione Europea ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;articolo 47 del Trattato sull&#039;Unione Europea (TUE) stabilisce che l&#039;Unione Europea possiede personalità giuridica unica, semplificando in modo significativo l&#039;architettura istituzionale. In precedenza, il TUE e il Trattato che istituiva la Comunità Europea (TCE) facevano riferimento a due soggetti giuridici distinti (l&#039;Unione e la Comunità) e a due ordinamenti giuridici differenti (il diritto dell&#039;Unione e quello comunitario), i quali regolavano la complessa struttura articolata in tre pilastri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la riforma, il soggetto giuridico diventa unico – l&#039;Unione Europea – che acquisisce personalità giuridica anche sul piano internazionale, potendo così concludere accordi con Stati terzi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;articolo 1, paragrafo 3, TUE precisa inoltre che l&#039;Unione «sostituisce e succede alla Comunità europea», il cui richiamo all&#039;interno dei due trattati viene eliminato. Pertanto, l&#039;Unione Europea (UE) subentra alla Comunità europea (CE): quest&#039;ultima cessa formalmente di esistere, venendo assorbita dalla prima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il trattato di Lisbona è poi intervenuto in maniera rilevante sul quadro istituzionale dell&#039;Unione. In particolare:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;Parlamento europeo&#039;&#039;&#039; viene rafforzato grazie alle maggiori competenze in materia di bilancio,al ricorso della maggioranza qualificata in molti nuovi settori e sopratutto all&#039;estensione della procedura di codecisione che diventa la procedura legislativa ordinaria.In questo modo il Parlamento a sua volta eletto dai cittadini per mezzo delle elezioni europee si trova ora a operare in condizioni di parità con il consiglio (costituito dai capi di stato e governo degli stati membri) per quanto riguarda l&#039;attività legislativa,e quindi anche su temi come la libertà,la sicurezza e la giustizia&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;Consiglio dell&#039;Unione&#039;&#039;&#039; rimane un&#039;organo non permanente a formazione mutevole e a presidenza rotante. Il Trattato di Lisbona individua però per la prima volta due formazioni tipiche: Il consiglio affari generali che prepara le riunioni de consiglio europeo e il consiglio Affari esteri presieduto dall&#039;Alto rappresentante,che elabora l&#039;azione esterna dell&#039;unione secondo le linee definite dal consiglio europeo e ne assicura la coerenza.Per quanto riguarda il sistema di voto il consiglio delibera a maggioranza semplice tranne in alcuni casi in cui è richiesta la maggioranza qualificata.Dal 1 novembre 2014 è stato introdotto un complicato sistema di &amp;quot;doppia maggioranza&amp;quot;,basato sul 55% degli stati e sul 65% della popolazione:si tratta del riconoscimenti della doppia legittimità dell&#039;Unione(Stati e popoli). E&#039; inoltre possibile per un numero limitato di Stati manifestare una loro opposizione a una decisione eventualmente adottata dalla maggioranza e imporre al consiglio il riesame della questione.&lt;br /&gt;
* La &#039;&#039;&#039;commissione&#039;&#039;&#039; riceve una nuova ridenominazione (commissione europea),in seguito al Trattato di Lisbona riceve una più forte legittimazione democratica attraverso l&#039;eleggibilità parlamentare del presidente.Nel suo ambito viene inoltre istituito l&#039;Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza che riunisce le competenze attribuite precedentemente all&#039;Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune e al membro della commissione europea responsabile per le relazioni esterne,assumento il ruolo di vicepresidente della commissione. Si realizza così un legame orizzontale tra le politiche estere ed esterne dell&#039;Unione:in una prima veste L&#039;alto rappresentante guida la politica estera e di sicurezza dell&#039;Unione,agendo come &amp;quot;mandatario&amp;quot; del consiglio e presiedendone la formazione &amp;quot;Affari esteri&amp;quot;,nonchè contribuendo all&#039;elaborazione di questa politica tramite iniziativa autonoma;nella seconda veste p incaricato delle relazioni esterne con i paesi terzi e degli altri aspetti dell&#039;azione esterna dell&#039;Unione,comprese la cooperazione allo sviluppo e la cooperazione economica-finanziaria.Nell&#039;esercizio di entrambi di questi ruoli e funzioni potrà avvalersi del servizio europeo dell&#039;azione esterna,una diplomazia comune composta da funzionari della commissione,degli Stati membri e del segretariato del consiglio.L&#039;alto rappresentante è incaricato inoltre della coordinazione dell&#039;azione dell&#039;Unione con i paesi terzi e ha il potere di presentare al consiglio proposte in materia.Questa figura introduce quindi una maggiore flessibilità nella dialettica tra unità e diversità all&#039;interno dell&#039;Unione grazie alla possibilità di instaurare cooperazioni rafforzate attivabili con procedure più semplici&lt;br /&gt;
* La &#039;&#039;&#039;Corte di giustizia dell&#039;UE,&#039;&#039;&#039; non più corte di giustizia delle comunità europee,si compone della corte di giustizia stessa,del Tribunale (in precedenza denominato tribunale di primo grado) e da tribunali specializzati&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;consiglio europeo,&#039;&#039;&#039; in precedenza organo politico diventa un&#039;organo giuridico,integrato nei trattati e soggetto al controllo della corte di giustizia. Esso continua a svolgere funzioni di orientamento e di impulso politico, in particolare nell&#039;individuazione degli indirizzi strategici della politica dell&#039;Unione e nei casi previsti dal trattato può intervenire nell&#039;attività normativa pronunciandosi all&#039;unanimità o a maggioranza qualificata a seconda dei casi. E&#039; inoltre dotato di un presidente stabile con il compito di rappresentare l&#039;Unione in sede internazionale,nominato dallo stesso consiglio europeo per due anni e mezzo e rinnovabile una sola volta.In questa modo si è assicurata una certa continuità istituzionale all&#039;attività del consiglio europeo:in precedenza si applicava il metodo della rotazione,per cui la presidenza ruotava tra tutti i paesi membri ogni sei mesi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Trattato di Lisbona ha inoltre introdotto elementi di democrazia partecipativa. In particolare, attraverso la raccolta di un milione di firme, i cittadini possono presentare un&#039;iniziativa popolare alla Commissione, esortandola a elaborare proposte legislative da sottoporre al Consiglio dell&#039;Unione Europea nei settori di competenza dell&#039;Unione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tale meccanismo, tuttavia, non lede il diritto di iniziativa della Commissione, la quale conserva la facoltà di decidere discrezionalmente se accogliere o meno l&#039;invito a presentare proposte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Trattato prevede anche un maggiore coinvolgimento dei parlamenti nazionali nelle attività delle istituzione di Buxelles e Strasburgo,in particolare attraverso dei meccanismi informativi che permettono di essere tenuti al corrente degli atti adottati dalle istituzioni europee,delle domande di adesione di nuovi stati membri e della vigilanza del rispetto del principio di sussidarietà. I parlamenti nazionali possono poi partecipare alla revisione  dei trattati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Continuità o rottura? ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il trattato di Lisbona non sostituisce i vecchi trattati ma a differenza della costituzione europea si pone in continuità con essi limitandosi a emendarli.Esso fallisce nel suo intento di semplificare l&#039;architettura normativa europea anche alla luce dei numerosi protocolli e dichiarazioni allegati al testo,la cui natura è tutt&#039;altro che definita. A differenza del trattato costituzionale scompare la clausola di superiorità del diritto dell&#039;Unione su quello nazionale,anche se si tratta di un mero espediente retorico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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== Le fonti del diritto UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le istituzioni dell&#039;UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Attualità e critiche ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== L&#039;Unione Europea dalla prospettiva marxista ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Russofobia ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari1</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Unione_europea&amp;diff=6445</id>
		<title>Unione europea</title>
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		<updated>2026-03-15T18:49:14Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari1: /* Russofobia */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
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|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Nome Ufficiale&#039;&#039;&#039;  || | &lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Britannica.png|20px|bordo]] European Union&amp;lt;ref&amp;gt;Il Regno Unito non fa più parte dell&#039;Unione Europea, la bandiera britannica è qui utilizzata per indicare la lingua inglese.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Tedesca.png|20px|bordo]] Europäische Union&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Francese.png|20px|bordo]] Union européenne&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Italiana.png|20px|bordo]] Unione europea&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Abbreviazione&#039;&#039;&#039;  || | &lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Europea.png|20px|bordo]] EU, eu&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Italiana.png|20px|bordo]] UE, ue&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Fondazione&#039;&#039;&#039;  || | 25 marzo 1957 (CEE), 7 febbraio 1992 (ufficiale)&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Causa&#039;&#039;&#039;  || | [[Trattato di Roma]], [[Trattato di Maastricht]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Inno&#039;&#039;&#039;  || | Inno alla Gioia&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! colspan=2 style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&amp;lt;center&amp;gt;Dati istituzionali&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Sedi&#039;&#039;&#039;  || |&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Belga.png|20px|bordo]] [[Bruxelles]], [[Belgio]]&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Lussemburghese.png|20px|bordo]] [[Lussemburgo]], [[Lussemburgo]]&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Francese.png|20px|bordo]] [[Strasburgo]], [[Francia]]&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Tedesca.png|20px|bordo]] [[Francoforte sul Meno]], [[Germania]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Presidente della Commissione&#039;&#039;&#039;  || | [[File:Bandiera Tedesca.png|20px|bordo]] [[Ursula Von der Leyen]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! colspan=2 style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&amp;lt;center&amp;gt;Dati geografici&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;[[Continente]]&#039;&#039;&#039;  || | [[Europa]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Superficie&#039;&#039;&#039;  || | 4 233 262 km²&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Popolazione&#039;&#039;&#039;  || | 446 834 578 ab.&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Densità&#039;&#039;&#039;  || | 105,5 ab./km²&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Lingua ufficiale&#039;&#039;&#039;  || | 24 lingue&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! colspan=2 style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&amp;lt;center&amp;gt;Dati economici&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Valuta&#039;&#039;&#039;  || | [[Euro (valuta|Euro]] (ufficiale in 21 paesi), [[Corona ceca]], [[Corona danese]], [[Zloty polacco]], [[Corona svedese]], [[Leu romeno]], [[Fiorino ungherese]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
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|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;TLD&#039;&#039;&#039;  || | .eu&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;unione europea è un&#039;istituzione politica sovranazionale dotata di personalità giuridica all&#039;interno del [[diritto internazionale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Principi e fondamenti giuridici ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;Unione europea è un&#039;organizzazione sovranazionale fondata su un insieme di principi politici e giuridici che regolano i rapporti tra gli Stati membri e le istituzioni comuni. Il suo ordinamento giuridico si è sviluppato progressivamente a partire dalla seconda metà del XX secolo con l’obiettivo dichiarato di promuovere la cooperazione economica, politica e sociale tra i paesi europei, garantendo al contempo stabilità, pace e tutela dei diritti fondamentali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I fondamenti giuridici dell&#039;Unione europea sono contenuti principalmente nei trattati istitutivi, che costituiscono la base dell’intero sistema normativo europeo. Questi trattati sono il risultato di un lungo processo di integrazione, iniziato con il Trattato di Roma del 1957 e successivamente sviluppato attraverso varie riforme, tra cui il Trattato di Maastricht del 1992 e il Trattato di Lisbona del 2007.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo percorso di integrazione, soprattutto negli anni successivi alla Seconda guerra mondiale, si sviluppò un ampio dibattito politico e giuridico riguardo alla forma istituzionale che avrebbe dovuto assumere il progetto europeo. Alcuni proponevano la creazione di una [[federazione]] sul modello di Stati federali già esistenti, come gli Stati Uniti; altri assumevano una posizione più prudente, preferendo una forma di cooperazione più limitata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La differenza principale risiedeva nel fatto che, mentre nella prospettiva federalista gli Stati membri trasferiscono una parte significativa della propria sovranità a un’autorità centrale dotata di poteri diretti sui cittadini,con un governo federale provvisto di ampie competenze legislative e una struttura istituzionale capace di adottare decisioni vincolanti per tutti gli Stati aderenti, nell’altra prospettiva l’integrazione avviene attraverso un’unione di Stati sovrani, in cui i governi nazionali continuano a mantenere la maggior parte dei propri poteri politici e giuridici. In questo secondo modello, per essere valida, l’unione deve basarsi su decisioni assunte all’unanimità tra gli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla fine, con l&#039;istituzione del Trattato di Maastricht e del Trattato di Lisbona, ha prevalso il secondo modello, trasformando quella che prima era semplicemente la Comunità economica europea in un&#039;entità dotata di un&#039;ampia personalità giuridica: l&#039;Unione europea.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uno dei principi fondamentali dell’ordinamento giuridico dell’Unione è il principio di attribuzione delle competenze. In base a questo principio, l’Unione può esercitare solo le competenze che gli Stati membri le hanno esplicitamente conferito attraverso i trattati. Tutte le competenze non attribuite all’Unione restano pertanto agli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altri principi come quello di principi di sussidiarietà e proporzionalità si sono sviluppati progressivamente nel corso del tempo, ma sono stati formalmente inseriti nei trattati negli anni Novanta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[principio di sussidarietà]] iniziò a comparire nel dibattito sull’integrazione europea già negli anni Settanta. Una prima formulazione esplicita si trova nel Rapporto Tindemans del 1975, che proponeva di attribuire alle istituzioni europee soltanto quelle competenze che gli Stati membri non erano in grado di esercitare efficacemente da soli. Successivamente il concetto fu ripreso in diversi progetti di riforma istituzionale negli anni Ottanta. Tuttavia, esso venne formalmente introdotto nel diritto dell’Unione europea con il Trattato di Maastricht del 1992, che lo inserì tra i principi fondamentali per regolare la ripartizione delle competenze tra l’Unione e gli Stati membri. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il principio di proporzionalità, invece, ha origini leggermente precedenti nel diritto comunitario. Esso era già stato elaborato nella giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea negli anni Settanta come criterio per controllare che le istituzioni comunitarie non adottassero misure eccessive rispetto agli obiettivi perseguiti. Anche questo principio fu poi riconosciuto esplicitamente nei trattati e consolidato con il Trattato di Maastricht del 1992, insieme al principio di sussidiarietà.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema giuridico dell’Unione europea si caratterizza inoltre per alcune peculiarità che lo distinguono dal diritto internazionale tradizionale. In particolare, la giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea ha affermato due principi fondamentali: il principio del primato del diritto dell’Unione e quello dell’effetto diretto. Il primato stabilisce che, in caso di conflitto, le norme del diritto dell’Unione prevalgono su quelle nazionali degli Stati membri. L’effetto diretto, invece, consente ai cittadini di invocare alcune norme europee direttamente davanti ai giudici nazionali senza la necessità di un recepimento nella legislazione interna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Storia ==&lt;br /&gt;
La fine della Seconda guerra mondiale vide l&#039;Europa fare i conti non solo con milioni di morti, ma anche con un&#039;economia in crisi, in un contesto geopolitico in cui USA e URSS erano risultate le principali vincitrici del conflitto. Alcuni intellettuali, politici e statisti, tra cui Robert Schuman (ministro degli Esteri francese), Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer (rispettivamente capi del governo italiano e tedesco), avviarono una strategia tesa all&#039;unificazione dell&#039;Europa. L&#039;obiettivo principale era impedire il riprodursi di situazioni politiche, economiche e militari che avevano portato il mondo al disastro della guerra. Si sottolineava, in particolare, la necessità di ricucire lo stretto legame tra Francia e Germania, che fino ad allora erano state al centro della &amp;quot;patologia&amp;quot; dei rapporti tra i paesi europei.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All&#039;origine fu soprattutto un accordo di tipo economico: Robert Schuman propose di mettere l&#039;insieme della produzione franco-tedesca di carbone e acciaio sotto un&#039;alta autorità comune, nel quadro di un&#039;organizzazione alla quale avrebbero poi potuto aderire anche altri paesi. La dichiarazione rappresentò così l&#039;inizio del processo di cooperazione tra gli Stati europei, sebbene all&#039;inizio si trattasse soltanto di un&#039;unione di Stati e di cooperazione organizzativa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sorsero non solo diverse organizzazioni che operavano senza un reale collegamento tra loro, come l&#039;OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), l&#039;UEO (Unione europea occidentale) e la NATO (Organizzazione del Trattato dell&#039;Atlantico del Nord), ma anche le Comunità europee: dapprima, con il Trattato di Parigi, la CECA (Comunità europea del carbone e dell&#039;acciaio); quindi la CEE (Comunità economica europea) e la CEEA o EURATOM (Comunità europea dell&#039;energia atomica), entrambe nate il 25 marzo 1957 con la firma dei Trattati di Roma.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;accordo istitutivo della CECA scadeva dopo 50 anni dalla sua entrata in vigore, il 23 luglio 2002. A quella data, gli Stati membri hanno deciso di non rinnovarlo: l&#039;organizzazione si è quindi sciolta e le relative competenze sono state trasferite all&#039;Unione Europea. L&#039;EURATOM, invece, è ancora formalmente operante, sebbene svolga un ruolo marginale rispetto all&#039;Unione, pur non essendo giuridicamente assorbita da quest&#039;ultima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare, la creazione della Comunità economica europea,alla quale fu assegnato il compito di promuovere, mediante l&#039;instaurazione di un mercato comune e il graduale ravvicinamento delle politiche economiche degli Stati membri, uno sviluppo armonioso delle attività economiche nell&#039;insieme delle Comunità (art. 2 TCEE),segna il reale passaggio dalla cooperazione all&#039;integrazione. Per la prima volta venne introdotto un organo dotato di ampia indipendenza deliberativa rispetto agli Stati membri e con forti poteri decisionali nei confronti delle imprese del settore, eliminando le barriere commerciali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Successivamente, con il Trattato di Bruxelles del 1965, si creò il primo scheletro delle istituzioni così come sono oggi. Ciò avvenne fondendo gli esecutivi in un&#039;unica Commissione e un unico Consiglio, oltre a istituire un bilancio unico per le tre Comunità. L&#039;unificazione riguardava però solo gli organi, non le competenze, che restavano distinte: le Comunità continuavano infatti a esercitare poteri differenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== I trattati istitutivi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il trattato di Roma ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la firma del Trattato di Roma Francia,Germania,Italia,Belgio,Olanda e Lussemburgo posero la prima pietra della costruzione dell&#039;Unione Europea attraverso l&#039;istituzione della comunità economica europea. Questo trattato era costituito da 240 articoli,suddiviso in sei parti distinte e preceduto da un preambolo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* la prima parte era dedicata ai principi che avevano ispirato la comunità economica europea attraverso il mercato comune,l&#039;unione doganale e le politiche comuni;&lt;br /&gt;
* la secondo parte riguardava i fondamenti della comunità;essa comprendeva quattro titoli rispettivamente alla libera circolazione delle merci,all&#039;agricoltura ,alla libera circolazione delle persone,dei servizi e dei capitali e dei trasporti.&lt;br /&gt;
* la terza parte riguardava le politiche comuni e comprendeva quattro titoli relativi alle norme comuni,alla politica economica,alla politica sociale e alla banca europea degli investimenti;&lt;br /&gt;
* la quarta parte era dedicata all&#039;associazione dei paesi e dei territori d&#039;oltremare&lt;br /&gt;
* la quinta riguardava le istituzioni e includeva un titolo sulle disposizioni istituzionali e un&#039;altro sulle disposizioni finanziarie&lt;br /&gt;
* l&#039;ultima parte erano delle disposizioni generali e finali&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;intenzione degli Stati firmatari era di creare un mercato comune in cui fosse garantita una libera circolazione dei prodotti (merci e servizi) e dei fattori produttivi (capitale e lavoro), così da eliminare ogni barriera protezionistica e garantire agli Stati maggiori possibilità di espansione. In vista di questo obiettivo furono garantite quattro libertà fondamentali: la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A livello di politica economica, ciò si concretizzò in un regime liberista improntato al principio del mercato aperto e della libera concorrenza, senza il quale la libera circolazione non si sarebbe mai potuta attuare. Questi obbiettivi economici si sono poi realizzati in diverse tappe:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Unione doganale:&#039;&#039;&#039; avviata dal primo luglio 1968 ha comportato la soppressione dei dazi doganali all&#039;interno dell&#039;alora comunità e l&#039;applicazione di una tariffa doganale comune (TDC) applicata alle importazioni dei paesi terzi. Le restrizioni quantitative agli scambi sono state abolite il 31 dicembre 1960 tranne per quelle agricole dove le restrizioni sono state mantenute fino al 1974;&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Accordo di Shengen:&#039;&#039;&#039; è ciò che ha permesso l&#039;effettiva liberalizzazione della circolazione delle persone e la soppressione dei controlli alle frontiere interne tra gli Stati membri, in seguito alla firma avvenuta il 18 giugno 1985 tra Francia, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo e Germania. Successivamente hanno aderito anche gli altri paesi dell&#039;Unione Europea, sebbene attualmente ne siano momentaneamente esclusi Cipro, Croazia, Bulgaria e Romania, che dovrebbero entrare nei prossimi anni. Allo spazio Schengen hanno inoltre aderito anche paesi non UE come Norvegia, Svizzera, Islanda e Liechtenstein, mentre non ne fanno parte Irlanda e Regno Unito.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Atto unico europeo(AUE):&#039;&#039;&#039; fu firmato a Lussemburgo il 17 febbraio 1986 da nove Stati membri e il 28 febbraio 1986 da Danimarca, Italia e Grecia. Esso entrò in vigore il 1° luglio 1987 con l&#039;obiettivo di rilanciare il processo di costruzione europea e realizzare il mercato interno. L&#039;Atto Unico riprese alcuni temi che erano stati oggetto di precedenti trattative internazionali, riguardanti in particolare gli aspetti istituzionali e le politiche europee. Vennero modificati alcuni elementi del Trattato di Roma, attribuendo al Parlamento europeo un ruolo più incisivo e alla Commissione quello di mediatore tra Parlamento e Consiglio nello sviluppo della procedura di cooperazione (ex art. 252 del Trattato CE, antecedente al Trattato di Lisbona).  Tali modifiche valorizzarono il ruolo del Parlamento, assegnandogli il potere di pronunciarsi sull&#039;ammissione di nuovi Stati membri e di concludere accordi con associazioni di paesi terzi e con organizzazioni internazionali.  L&#039;Atto Unico Europeo sancì inoltre l&#039;esistenza del Consiglio europeo, pur senza precisarne compiutamente le competenze, istituzionalizzando di fatto i vertici periodici tra i capi di Stato e di governo.Furono inoltre gettate le basi del Tribunale di primo grado, con l&#039;obiettivo di snellire il carico di lavoro della Corte di Giustizia europea e di introdurre un doppio grado di giudizio, analogamente a quanto avviene nelle giurisdizioni nazionali.Inoltre, l&#039;Atto ha ampliato gli ambiti di competenza della Comunità, offrendo una base giuridica per l&#039;azione comune in settori quali il mercato interno, la politica monetaria, la politica sociale, l&#039;ambiente e la ricerca scientifica e tecnologica. Particolare rilievo venne attribuito alla convergenza delle politiche economiche e monetarie (art. 102A del TCE, introdotto dall&#039;Atto Unico Europeo). Per quanto riguarda la coesione economica e sociale, furono invece adottate politiche strutturali volte a ridurre il divario esistente tra le diverse regioni, al fine di colmare il ritardo di quelle più svantaggiate. Gli strumenti operativi individuati per raggiungere tale obiettivo furono i fondi strutturali. Pur rappresentando una tappa fondamentale nel processo di integrazione europea, l&#039;Atto evidenziò come per arrivare a un&#039;autentica Unione Europea fossero necessarie ulteriori riforme istituzionali, preparando il terreno per il successivo Trattato di Maastricht&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il trattato dell&#039; Unione Europea (o trattato di Maastricht) ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fu firmato a Maastricht il 7 febbraio 1992 dai 12 paesi che costituivano la comunità europea ed è entrato in vigore il 1 novembre 1993,è considerato la tappa decisiva per l&#039;affermazione politica-istituzionale dell&#039;Europa,sancendo la nascita dell&#039;Unione Europea.La conseguenza è stata una più larga cessione volontaria da parte degli stati-nazione membri di sovranità con l&#039;obbiettivo di favorire il potenziamento economico e una maggiore integrazione politica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare il trattato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;ha creato una nuova struttura a 3 pilastri:&#039;&#039;&#039; il primo pilastro è costituito dall&#039;ordinamento comunitario ereditando le disposizioni previste dal trattato istitutivo della comunità europea,e quindi di tutte le organizzazione precedentemente create (CECA e EURATOM).Le principali modifiche riguardano principalmente l&#039;apparato istituzionale,ampliamento e rafforzamento di competenze,introducendo anche il principio di sussidarietà.Il secondo pilastro regolato dal titolo V del trattato istituisce una politica comune nei settori della politica estera e della sicurezza (PESC) dove i governi degli stati membri adottano una cooperazione sistematica e azioni comuni.Infine, il terzo pilastro, disciplinato dal Titolo VI del Trattato, era volto alla cooperazione nei settori della giustizia e degli affari interni (CGAI), che fino ad allora era stata condotta in modo occasionale e informale tra gli Stati membri. L&#039;obiettivo enunciato nel preambolo era &amp;quot;garantire la libera circolazione delle persone, assicurando nel contempo la sicurezza dei loro popoli&amp;quot;.Per realizzare questo obiettivo furono individuate questioni di interesse comune, quali la politica di asilo, l&#039;immigrazione e la cooperazione giudiziaria in materia civile e penale. La loro trattazione rimaneva tuttavia di esclusiva competenza degli Stati membri, sebbene fosse prevista la possibilità di un successivo trasferimento all&#039;Unione. In particolare, il Trattato di Maastricht ha rappresentato un passo in avanti rispetto all&#039;Accordo di Schengen, prevedendo la possibilità di elaborare politiche comuni in materia di immigrazione e di trattamento dei cittadini di paesi terzi. A tal fine fu adottata la logica intergovernativa, nella quale il principio di unanimità riveste un ruolo centrale per l&#039;adozione di qualsiasi provvedimento.  Questa struttura a tre pilastri rappresentò un compromesso tra gli Stati membri: da un lato, coloro che desideravano un contesto giuridico unitario; dall&#039;altro, quelli che intendevano salvaguardare il potere decisionale nazionale. Se per il primo pilastro fu mantenuto il metodo comunitario,per il secondo e il terzo fu adottato il metodo intergovernativo.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;sei nuovi settori:&#039;&#039;&#039; nuove politiche comuni (reti transeuropee,politica industriale,tutela dei consumatori,istruzione e formazione professionale,gioventù e cultura).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;unione monetaria:&#039;&#039;&#039; sono stati fissati i principi e le disposizioni per l&#039;introduzione dell&#039;Euro&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;procedura di codecisione:&#039;&#039;&#039; ciò che era stato già ideato nell&#039;AUE viene disciplinato,con questo trattato il Parlamento europeo viene assegnato il potere di adottare una serie di atti congiuntamente con il consiglio dell&#039;Unione Europea;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per quanto riguarda l&#039;assetto istituzionale maggiore rilevanza fu data al Parlamento europeo che ha assunto un ruolo più rilevante nella formazione degli atti giuridici e una maggiore rappresentività dei partiti politici. Alla commissione fu aumentata di 1 anno (da 4 a 5) la durata del suo mandato per uniformarla al resto del Parlamento,relativamente al consiglio si è intervenuto sui meccanismi decisionali per snellire le procedure allo scopo dichiarato di renderle più efficienti e democratiche:ciò ha favorito il ricordo alla &#039;&#039;maggioranza qualificata&#039;&#039;  per la maggior parte delle decisioni contemplate dalla procedura di codecisione e per tutte le decisioni adottate secondo la procedura di cooperazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altre modifiche di tipo istituzionale hanno riguardato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;La corte dei conti:&#039;&#039;&#039; incaricata di effettuare il controllo contabile e l&#039;esame del bilancio dell&#039;Unione e divenuta una istituzione europea con Maastricht&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;istituto monetario europeo:&#039;&#039;&#039; cui era affidato il compito di gestire il processo per l&#039;introduzione dell&#039;Euro e che avrebbe ceduto il passo alla banca centrale europea (BCE) con l&#039;effettiva circolazione della nuova moneta&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Il comitato delle regioni:&#039;&#039;&#039; nuovo organo a carattere consultivo composto dai rappresentanti degli enti regionali e con una struttura analoga a quella del già operante comitato economico e sociale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Amsterdam ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Firmato il 2 ottobre 1997 ed entrato in vigore il 1 maggio 1999 è il risultato di due anni di confronti e trattative nell&#039;ambito della conferenza dei rappresentati dei governi degli stati membri(iniziata nel maggio 1997 e terminata il 18 giugno 1997) la cui istituzione era già prevista dal trattato di Maastricht che nelle disposizioni finali invitava gli stati membri a convocare una conferenza intergovernativa (CIG) per la sua revisione.L&#039;obbiettivo,in primo luogo era il riassetto delle condizioni politiche e istituzionali dell&#039; Unione per affrontare le sfide del futuro nelle migliori condizioni tenendo conto della rapida evoluzione del quadro internazionale e dell&#039;adesione dei nuovi stati membri provenienti in particolare dall&#039;Europa orientale e alla globalizzazione dell&#039;economia e le sue ripercussioni sull&#039;occupazione,al terrorismo,alla criminalità internazionale,al traffico di stupefacenti,agli squilibri ecologici e ai rischi per la salute pubblica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ciò si è realizzato attraverso una modifica e una ridenominazione dei trattati UE e CE, intervenendo su quattro obiettivi fondamentali:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* porre l&#039;occupazione e i diritti dei cittadini come punto principale dell&#039;Unione&lt;br /&gt;
* eliminare gli ultimi ostacoli alla libera circolazione e rafforzare la sicurezza&lt;br /&gt;
* permettere all&#039;Europa di esercitare maggiore influenza sulla scena mondiale&lt;br /&gt;
* rendere più efficace l&#039;architettura istituzionale dell&#039;Unione&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con il trattato di Amsterdam si sono quindi rafforzati i poteri delle istituzioni europee,in particolare del Parlamento e posta una maggiore attenzione per il cittadino europeo attraverso misure per combattere la disoccupazione el&#039;esclusione sociale.Inoltre i considerazioni dei mutamenti economici e sociali intervenuti nel mercato dei prodotti e dei servizi la politica dei consumatori è diventata competenza dell&#039;Unione. Per quanto riguarda gli aspetti burocratici, in particolare i procedimenti decisionali c&#039; è stata una profonda revisione nel senso della semplificazione attraverso una estensione della procedura di codecisione a nuove materie e ampliando i casi in cui il consiglio può decidere a maggioranza qualificata invece che all&#039;unanimità Con Amsterdam il terzo pilastro non è stato cancellato ma è diventato un&#039;ambito politico-istituzionale che si occupa solo di cooperazione di polizia e giudiziari in materia penale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nonostante i nuovi ambiti di competenza introdotti i risultati raggiunti non sono apparsi soddisfacenti in particolare per quanto riguarda gli adeguamenti istituzionali in previsione di un&#039;allargamento dell&#039;Unione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Nizza ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Approvato dal consiglio europeo di Nizza l&#039;11 dicembre 2000 e firmato il 26 febbraio  2001 al termine di una lunga trattativa diplomatica è entrato in vigore il 1 febbraio 2003. Anche il trattato di Amsterdam prevedeva esattamente come il trattato di Maastricht in un protocollo allegato la possibilità di una revisione ad opera di una conferenza intergovernativa,che, in questo caso venne avviata il 14 febbraio 2000 allo scopo di adattare le istituzioni europee all&#039;acquisizione di nuovo membri avviando le riforme istituzionali che il trattato di Amsterdam non era riuscito a fare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le principali modifiche sono state:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;estensione del voto a maggioranza qualificata e una nuova ponderazione dei voti in seno al consiglio:&#039;&#039;&#039; lo scopo era evitare lo &amp;quot;stallo decisionale&amp;quot;,per cui si sono limitati i casi per cui un paese possa oppore un veto.Tuttavia alcuni paesi mantennero un veto nella possibilità di oppore un veto su alcuni settori(il Regno unito per fisco e sicurezza sociale,la Germania per asilo e immigrazione,la Spagna per i fondi strutturali e la Francia per l&#039;audiovisivo)&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;semplificazione delle procedure per l&#039;attivazione della cooperazione rafforzata:&#039;&#039;&#039; Il trattato di Amsterdam prevedeva la possibilità per gli stati membri di cooperare nell&#039;interesse dell&#039;unione anche qualora non tutti fossero disposti a parteciparvi nell&#039;immediato.Il trattato di Nizza ha consolidato questa procedura eliminando la facoltà per ogni membro di opporre un veto a una cooperazione rafforzata imponendo un minimo di otto stati per avviare una cooperazione  e prevedendo la possibilità di estendere il meccanismo alla politica estera e di sicurezza,esclusa però la difesa.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;riforma del sistema giurisdizionale&#039;&#039;&#039; dell&#039;unione,attraverso una nuova riapartizione di seggi nel parlamento europeo e l&#039;estensione della procedura di codecisione&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;la modifica della struttura delle istituzioni,&#039;&#039;&#039; in particolare per quanto riguarda la commissione europea.Il trattato statuì di limitare a partire dal 2005 la composzione della commissione assegnando un rappresentante a ogni stato membro.Furono anche rafforzati i poteri del presidente della commissione,consentendogli di decidere la suddivisione del portafogli e di porcedere a un rimpasto delle competenze durante il mandato. Fu inoltre rafforzato il ruolo di colegislatore del parlamento.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;modifica della procedura relativa alla constatazione di una grave violazione di uno stato membro,&#039;&#039;&#039; di uno o più principi fondamentali dell&#039;Unione.Il trattato ha introdotto una fase di preallarme che consente di intervenire con raccomandazioni qual&#039;ora c&#039; è l&#039; evidente rischio di violazione (non più quindi una violazione certa) dei principi fondamentali da parte di uno Stato. Prima di procedere in tal senso era prevista la possibilità di far intervenire personalità indipendenti al fine di presentare un rapporto sullo stato membro in questione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Allegati al trattato di Nizza si trovano anche protocolli addizionali e varie dichiarazioni adottare dalla conferenza intergovernativa.Importante fu la &#039;&#039;&#039;dichiarazione sul futuro dell&#039; unione&#039;&#039;&#039; nella quale gli stati membri auspicano al&#039;avvio di un dibattito più ampio e approfondito sul futuro dell&#039;Unione Europea.Essa individuava quattro grandi temi di riflessione:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;delimitazione delle competenze&#039;&#039;&#039; tra l&#039;unione Europea e gli stati membri,che rispecchi il principio di sussidarietà&lt;br /&gt;
* lo status della &#039;&#039;&#039;carta dei diritti fondamentali dell&#039;unione Europea,&#039;&#039;&#039; proclamata a Nizza&lt;br /&gt;
* la &#039;&#039;&#039;semplificazione dei trattati,&#039;&#039;&#039; al fine di renderli più chiari e meglio comprensibili senza modificarne la sostanza&lt;br /&gt;
* il ruolo &#039;&#039;&#039;dei parlamenti nazionali&#039;&#039;&#039; nell&#039;architettura europea&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre anche in questo caso viene prevista la possibilità di convocare nel 2004 una nuova conferenza intergovernativa per procedere a ulteriori revisioni e integrazioni&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Lisbona ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 2004, al termine di un lungo e complesso iter diplomatico, è stato approvato il Trattato che adotta una Costituzione per l&#039;Europa. Tuttavia, questo processo subì un&#039;arresto a seguito dell&#039;esito negativo dei referendum promossi in Francia e nei Paesi Bassi. A seguito di questa bocciatura si iniziò a parlare di fallimento costituzionale dell&#039;Europa, che portò a un nuovo periodo di riflessione in cui l&#039;Unione Europea dovette ripensare e in parte ridimensionare le proprie ambizioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ha avuto così inizio il cammino che avrebbe poi portato al Trattato di Lisbona, con il quale si abbandonò formalmente la Costituzione, pur mantenendone la sostanza. Dopo la bocciatura dei referendum, l&#039;unica strada percorribile risultò essere quella di uno strumento essenzialmente tecnico con un basso profilo politico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così, il 13 dicembre 2007, nella capitale portoghese, i capi di Stato e di governo degli Stati membri dell&#039;Unione firmarono il Trattato di Lisbona, che sarebbe entrato in vigore quasi due anni dopo, il 1° dicembre 2009.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vengono confermate alcune innovazioni già presenti nel quadro costituzionale, prima fra tutte la scomparsa della struttura a tre pilastri (Comunità europee, Politica estera e di sicurezza comune e Cooperazione di polizia giudiziaria in materia penale). Gli strumenti giuridici, un tempo indipendenti, vengono infatti unificati attraverso una sostanziale armonizzazione delle procedure e degli atti giuridici dell&#039;Unione, sebbene per il settore della Politica estera e di sicurezza comune (PESC) rimangano applicabili procedure specifiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La riforma ha inoltre ampliato le competenze dell&#039;Unione, estendendo l&#039;ambito di applicazione della procedura legislativa ordinaria e del voto a maggioranza qualificata. Questo processo è particolarmente evidente nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia, dove l&#039;Unione ha sviluppato politiche comuni in materia di asilo, immigrazione e controllo delle frontiere esterne. Tali politiche si fondano sui principi di solidarietà (intesa come equa ripartizione degli oneri di gestione tra gli Stati membri) e di equità (ovvero la parità di trattamento tra i cittadini di paesi terzi e quelli dell&#039;Unione Europea).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il nuovo assetto dell&#039;Unione Europea ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;articolo 47 del Trattato sull&#039;Unione Europea (TUE) stabilisce che l&#039;Unione Europea possiede personalità giuridica unica, semplificando in modo significativo l&#039;architettura istituzionale. In precedenza, il TUE e il Trattato che istituiva la Comunità Europea (TCE) facevano riferimento a due soggetti giuridici distinti (l&#039;Unione e la Comunità) e a due ordinamenti giuridici differenti (il diritto dell&#039;Unione e quello comunitario), i quali regolavano la complessa struttura articolata in tre pilastri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la riforma, il soggetto giuridico diventa unico – l&#039;Unione Europea – che acquisisce personalità giuridica anche sul piano internazionale, potendo così concludere accordi con Stati terzi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;articolo 1, paragrafo 3, TUE precisa inoltre che l&#039;Unione «sostituisce e succede alla Comunità europea», il cui richiamo all&#039;interno dei due trattati viene eliminato. Pertanto, l&#039;Unione Europea (UE) subentra alla Comunità europea (CE): quest&#039;ultima cessa formalmente di esistere, venendo assorbita dalla prima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il trattato di Lisbona è inoltre intervenuto in maniera rilevante sul quadro istituzionale dell&#039;Unione. In particolare:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;Parlamento europeo&#039;&#039;&#039; viene rafforzato grazie alle maggiori competenze in materia di bilancio,al ricorso della maggioranza qualificata in molti nuovi settori e sopratutto all&#039;estensione della procedura di codecisione che diventa la procedura legislativa ordinaria.In questo modo il Parlamento a sua volta eletto dai cittadini per mezzo delle elezioni europee si trova ora a operare in condizioni di parità con il consiglio (costituito dai capi di stato e governo degli stati membri) per quanto riguarda l&#039;attività legislativa,e quindi anche su temi come la libertà,la sicurezza e la giustizia&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;Consiglio dell&#039;Unione&#039;&#039;&#039; rimane un&#039;organo non permanente a formazione mutevole e a presidenza rotante. Il Trattato di Lisbona individua però per la prima volta due formazioni tipiche: Il consiglio affari generali che prepara le riunioni de consiglio europeo e il consiglio Affari esteri presieduto dall&#039;Alto rappresentante,che elabora l&#039;azione esterna dell&#039;unione secondo le linee definite dal consiglio europeo e ne assicura la coerenza.Per quanto riguarda il sistema di voto il consiglio delibera a maggioranza semplice tranne in alcuni casi in cui è richiesta la maggioranza qualificata.Dal 1 novembre 2014 è stato introdotto un complicato sistema di &amp;quot;doppia maggioranza&amp;quot;,basato sul 55% degli stati e sul 65% della popolazione:si tratta del riconoscimenti della doppia legittimità dell&#039;Unione(Stati e popoli). E&#039; inoltre possibile per un numero limitato di Stati manifestare una loro opposizione a una decisione eventualmente adottata dalla maggioranza e imporre al consiglio il riesame della questione.&lt;br /&gt;
* La &#039;&#039;&#039;commissione&#039;&#039;&#039; riceve una nuova ridenominazione (commissione europea),in seguito al Trattato di Lisbona riceve una più forte legittimazione democratica attraverso l&#039;eleggibilità parlamentare del presidente.Nel suo ambito viene inoltre istituito l&#039;Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza che riunisce le competenze attribuite precedentemente all&#039;Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune e al membro della commissione europea responsabile per le relazioni esterne,assumento il ruolo di vicepresidente della commissione. Si realizza così un legame orizzontale tra le politiche estere ed esterne dell&#039;Unione:in una prima veste L&#039;alto rappresentante guida la politica estera e di sicurezza dell&#039;Unione,agendo come &amp;quot;mandatario&amp;quot; del consiglio e presiedendone la formazione &amp;quot;Affari esteri&amp;quot;,nonchè contribuendo all&#039;elaborazioe di questa politica tramite iniziativa autonoma;nella seconda veste p incaricato delle relazioni esterne con i paesi terzi e degli altri aspetti dell&#039;azione esterna dell&#039;Unione,comprese la cooperazione allo sviluppo e la cooperazione economica-finanziaria.Nell&#039;esercizio di entrambi di questi ruoli e funzioni potrà avvalersi del servizio europeo dell&#039;azione esterna,una diplomazia comune composta da funzionari della commissione,degli Stati membri e del segretariato del consiglio.L&#039;alto rappresentante è incaricato inoltre della coordinazione dell&#039;azione dell&#039;Unione con i paesi terzi e ha il potere di presentare al consiglio proposte in materia.Questa figura introduce quindi una maggiore flessibilità nella dialettica tra unità e diversità all&#039;interno dell&#039;Unione grazie alla possibilità di instaurare cooperazioni rafforzate attivabili con procedure più semplici&lt;br /&gt;
* La &#039;&#039;&#039;Corte di giustizia dell&#039;UE,&#039;&#039;&#039; non più corte di giustizia delle comunità europee,si compone della corte di giustizia stessa,del Tribunale (in precedenza denominato tribunale di primo grado) e da tribunali specializzati&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;consiglio europeo,&#039;&#039;&#039; in precedenza organo politico diventa un&#039;organo giuridico,integrato nei trattati e soggetto al controllo della corte di giustizia. Esso continua a svolgere funzioni di orientamento e di impulso politico, in particolare nell&#039;individuazione degli indirizzi strategici della politica dell&#039;Unione e nei casi previsti dal trattato può intervenire nell&#039;attività normativa pronunciandosi all&#039;unanimità o a maggioranza qualificata a seconda dei casi. E&#039; inoltre dotato di un presidente stabile con il compito di rappresentare l&#039;Unione in sede internazionale,nominato dallo stesso consiglio europeo per due anni e mezzo e rinnovabile una sola volta.In questa modo si è assicurata una certa continuità istituzionale all&#039;attività del consiglio europeo:in precedenza si applicava il metodo della rotazione,per cui la presidenza ruotava tra tutti i paesi membri ogni sei mesi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le fonti del diritto UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le istituzioni dell&#039;UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Attualità e critiche ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== L&#039;Unione Europea dalla prospettiva marxista ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Russofobia ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari1</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Unione_europea&amp;diff=6444</id>
		<title>Unione europea</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Unione_europea&amp;diff=6444"/>
		<updated>2026-03-15T18:45:40Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari1: /* Trattato di Lisbona */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{S}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Nome Ufficiale&#039;&#039;&#039;  || | &lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Britannica.png|20px|bordo]] European Union&amp;lt;ref&amp;gt;Il Regno Unito non fa più parte dell&#039;Unione Europea, la bandiera britannica è qui utilizzata per indicare la lingua inglese.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Tedesca.png|20px|bordo]] Europäische Union&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Francese.png|20px|bordo]] Union européenne&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Italiana.png|20px|bordo]] Unione europea&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Abbreviazione&#039;&#039;&#039;  || | &lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Europea.png|20px|bordo]] EU, eu&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Italiana.png|20px|bordo]] UE, ue&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Fondazione&#039;&#039;&#039;  || | 25 marzo 1957 (CEE), 7 febbraio 1992 (ufficiale)&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Causa&#039;&#039;&#039;  || | [[Trattato di Roma]], [[Trattato di Maastricht]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Inno&#039;&#039;&#039;  || | Inno alla Gioia&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
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|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Sedi&#039;&#039;&#039;  || |&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Belga.png|20px|bordo]] [[Bruxelles]], [[Belgio]]&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Lussemburghese.png|20px|bordo]] [[Lussemburgo]], [[Lussemburgo]]&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Francese.png|20px|bordo]] [[Strasburgo]], [[Francia]]&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Tedesca.png|20px|bordo]] [[Francoforte sul Meno]], [[Germania]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Presidente della Commissione&#039;&#039;&#039;  || | [[File:Bandiera Tedesca.png|20px|bordo]] [[Ursula Von der Leyen]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
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|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;[[Continente]]&#039;&#039;&#039;  || | [[Europa]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Superficie&#039;&#039;&#039;  || | 4 233 262 km²&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Popolazione&#039;&#039;&#039;  || | 446 834 578 ab.&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
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|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Lingua ufficiale&#039;&#039;&#039;  || | 24 lingue&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! colspan=2 style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&amp;lt;center&amp;gt;Dati economici&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Valuta&#039;&#039;&#039;  || | [[Euro (valuta|Euro]] (ufficiale in 21 paesi), [[Corona ceca]], [[Corona danese]], [[Zloty polacco]], [[Corona svedese]], [[Leu romeno]], [[Fiorino ungherese]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
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|}&lt;br /&gt;
&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;unione europea è un&#039;istituzione politica sovranazionale dotata di personalità giuridica all&#039;interno del [[diritto internazionale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Principi e fondamenti giuridici ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;Unione europea è un&#039;organizzazione sovranazionale fondata su un insieme di principi politici e giuridici che regolano i rapporti tra gli Stati membri e le istituzioni comuni. Il suo ordinamento giuridico si è sviluppato progressivamente a partire dalla seconda metà del XX secolo con l’obiettivo dichiarato di promuovere la cooperazione economica, politica e sociale tra i paesi europei, garantendo al contempo stabilità, pace e tutela dei diritti fondamentali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I fondamenti giuridici dell&#039;Unione europea sono contenuti principalmente nei trattati istitutivi, che costituiscono la base dell’intero sistema normativo europeo. Questi trattati sono il risultato di un lungo processo di integrazione, iniziato con il Trattato di Roma del 1957 e successivamente sviluppato attraverso varie riforme, tra cui il Trattato di Maastricht del 1992 e il Trattato di Lisbona del 2007.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo percorso di integrazione, soprattutto negli anni successivi alla Seconda guerra mondiale, si sviluppò un ampio dibattito politico e giuridico riguardo alla forma istituzionale che avrebbe dovuto assumere il progetto europeo. Alcuni proponevano la creazione di una [[federazione]] sul modello di Stati federali già esistenti, come gli Stati Uniti; altri assumevano una posizione più prudente, preferendo una forma di cooperazione più limitata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La differenza principale risiedeva nel fatto che, mentre nella prospettiva federalista gli Stati membri trasferiscono una parte significativa della propria sovranità a un’autorità centrale dotata di poteri diretti sui cittadini,con un governo federale provvisto di ampie competenze legislative e una struttura istituzionale capace di adottare decisioni vincolanti per tutti gli Stati aderenti, nell’altra prospettiva l’integrazione avviene attraverso un’unione di Stati sovrani, in cui i governi nazionali continuano a mantenere la maggior parte dei propri poteri politici e giuridici. In questo secondo modello, per essere valida, l’unione deve basarsi su decisioni assunte all’unanimità tra gli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla fine, con l&#039;istituzione del Trattato di Maastricht e del Trattato di Lisbona, ha prevalso il secondo modello, trasformando quella che prima era semplicemente la Comunità economica europea in un&#039;entità dotata di un&#039;ampia personalità giuridica: l&#039;Unione europea.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uno dei principi fondamentali dell’ordinamento giuridico dell’Unione è il principio di attribuzione delle competenze. In base a questo principio, l’Unione può esercitare solo le competenze che gli Stati membri le hanno esplicitamente conferito attraverso i trattati. Tutte le competenze non attribuite all’Unione restano pertanto agli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altri principi come quello di principi di sussidiarietà e proporzionalità si sono sviluppati progressivamente nel corso del tempo, ma sono stati formalmente inseriti nei trattati negli anni Novanta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[principio di sussidarietà]] iniziò a comparire nel dibattito sull’integrazione europea già negli anni Settanta. Una prima formulazione esplicita si trova nel Rapporto Tindemans del 1975, che proponeva di attribuire alle istituzioni europee soltanto quelle competenze che gli Stati membri non erano in grado di esercitare efficacemente da soli. Successivamente il concetto fu ripreso in diversi progetti di riforma istituzionale negli anni Ottanta. Tuttavia, esso venne formalmente introdotto nel diritto dell’Unione europea con il Trattato di Maastricht del 1992, che lo inserì tra i principi fondamentali per regolare la ripartizione delle competenze tra l’Unione e gli Stati membri. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il principio di proporzionalità, invece, ha origini leggermente precedenti nel diritto comunitario. Esso era già stato elaborato nella giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea negli anni Settanta come criterio per controllare che le istituzioni comunitarie non adottassero misure eccessive rispetto agli obiettivi perseguiti. Anche questo principio fu poi riconosciuto esplicitamente nei trattati e consolidato con il Trattato di Maastricht del 1992, insieme al principio di sussidiarietà.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema giuridico dell’Unione europea si caratterizza inoltre per alcune peculiarità che lo distinguono dal diritto internazionale tradizionale. In particolare, la giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea ha affermato due principi fondamentali: il principio del primato del diritto dell’Unione e quello dell’effetto diretto. Il primato stabilisce che, in caso di conflitto, le norme del diritto dell’Unione prevalgono su quelle nazionali degli Stati membri. L’effetto diretto, invece, consente ai cittadini di invocare alcune norme europee direttamente davanti ai giudici nazionali senza la necessità di un recepimento nella legislazione interna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Storia ==&lt;br /&gt;
La fine della Seconda guerra mondiale vide l&#039;Europa fare i conti non solo con milioni di morti, ma anche con un&#039;economia in crisi, in un contesto geopolitico in cui USA e URSS erano risultate le principali vincitrici del conflitto. Alcuni intellettuali, politici e statisti, tra cui Robert Schuman (ministro degli Esteri francese), Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer (rispettivamente capi del governo italiano e tedesco), avviarono una strategia tesa all&#039;unificazione dell&#039;Europa. L&#039;obiettivo principale era impedire il riprodursi di situazioni politiche, economiche e militari che avevano portato il mondo al disastro della guerra. Si sottolineava, in particolare, la necessità di ricucire lo stretto legame tra Francia e Germania, che fino ad allora erano state al centro della &amp;quot;patologia&amp;quot; dei rapporti tra i paesi europei.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All&#039;origine fu soprattutto un accordo di tipo economico: Robert Schuman propose di mettere l&#039;insieme della produzione franco-tedesca di carbone e acciaio sotto un&#039;alta autorità comune, nel quadro di un&#039;organizzazione alla quale avrebbero poi potuto aderire anche altri paesi. La dichiarazione rappresentò così l&#039;inizio del processo di cooperazione tra gli Stati europei, sebbene all&#039;inizio si trattasse soltanto di un&#039;unione di Stati e di cooperazione organizzativa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sorsero non solo diverse organizzazioni che operavano senza un reale collegamento tra loro, come l&#039;OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), l&#039;UEO (Unione europea occidentale) e la NATO (Organizzazione del Trattato dell&#039;Atlantico del Nord), ma anche le Comunità europee: dapprima, con il Trattato di Parigi, la CECA (Comunità europea del carbone e dell&#039;acciaio); quindi la CEE (Comunità economica europea) e la CEEA o EURATOM (Comunità europea dell&#039;energia atomica), entrambe nate il 25 marzo 1957 con la firma dei Trattati di Roma.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;accordo istitutivo della CECA scadeva dopo 50 anni dalla sua entrata in vigore, il 23 luglio 2002. A quella data, gli Stati membri hanno deciso di non rinnovarlo: l&#039;organizzazione si è quindi sciolta e le relative competenze sono state trasferite all&#039;Unione Europea. L&#039;EURATOM, invece, è ancora formalmente operante, sebbene svolga un ruolo marginale rispetto all&#039;Unione, pur non essendo giuridicamente assorbita da quest&#039;ultima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare, la creazione della Comunità economica europea,alla quale fu assegnato il compito di promuovere, mediante l&#039;instaurazione di un mercato comune e il graduale ravvicinamento delle politiche economiche degli Stati membri, uno sviluppo armonioso delle attività economiche nell&#039;insieme delle Comunità (art. 2 TCEE),segna il reale passaggio dalla cooperazione all&#039;integrazione. Per la prima volta venne introdotto un organo dotato di ampia indipendenza deliberativa rispetto agli Stati membri e con forti poteri decisionali nei confronti delle imprese del settore, eliminando le barriere commerciali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Successivamente, con il Trattato di Bruxelles del 1965, si creò il primo scheletro delle istituzioni così come sono oggi. Ciò avvenne fondendo gli esecutivi in un&#039;unica Commissione e un unico Consiglio, oltre a istituire un bilancio unico per le tre Comunità. L&#039;unificazione riguardava però solo gli organi, non le competenze, che restavano distinte: le Comunità continuavano infatti a esercitare poteri differenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== I trattati istitutivi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il trattato di Roma ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la firma del Trattato di Roma Francia,Germania,Italia,Belgio,Olanda e Lussemburgo posero la prima pietra della costruzione dell&#039;Unione Europea attraverso l&#039;istituzione della comunità economica europea. Questo trattato era costituito da 240 articoli,suddiviso in sei parti distinte e preceduto da un preambolo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* la prima parte era dedicata ai principi che avevano ispirato la comunità economica europea attraverso il mercato comune,l&#039;unione doganale e le politiche comuni;&lt;br /&gt;
* la secondo parte riguardava i fondamenti della comunità;essa comprendeva quattro titoli rispettivamente alla libera circolazione delle merci,all&#039;agricoltura ,alla libera circolazione delle persone,dei servizi e dei capitali e dei trasporti.&lt;br /&gt;
* la terza parte riguardava le politiche comuni e comprendeva quattro titoli relativi alle norme comuni,alla politica economica,alla politica sociale e alla banca europea degli investimenti;&lt;br /&gt;
* la quarta parte era dedicata all&#039;associazione dei paesi e dei territori d&#039;oltremare&lt;br /&gt;
* la quinta riguardava le istituzioni e includeva un titolo sulle disposizioni istituzionali e un&#039;altro sulle disposizioni finanziarie&lt;br /&gt;
* l&#039;ultima parte erano delle disposizioni generali e finali&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;intenzione degli Stati firmatari era di creare un mercato comune in cui fosse garantita una libera circolazione dei prodotti (merci e servizi) e dei fattori produttivi (capitale e lavoro), così da eliminare ogni barriera protezionistica e garantire agli Stati maggiori possibilità di espansione. In vista di questo obiettivo furono garantite quattro libertà fondamentali: la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A livello di politica economica, ciò si concretizzò in un regime liberista improntato al principio del mercato aperto e della libera concorrenza, senza il quale la libera circolazione non si sarebbe mai potuta attuare. Questi obbiettivi economici si sono poi realizzati in diverse tappe:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Unione doganale:&#039;&#039;&#039; avviata dal primo luglio 1968 ha comportato la soppressione dei dazi doganali all&#039;interno dell&#039;alora comunità e l&#039;applicazione di una tariffa doganale comune (TDC) applicata alle importazioni dei paesi terzi. Le restrizioni quantitative agli scambi sono state abolite il 31 dicembre 1960 tranne per quelle agricole dove le restrizioni sono state mantenute fino al 1974;&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Accordo di Shengen:&#039;&#039;&#039; è ciò che ha permesso l&#039;effettiva liberalizzazione della circolazione delle persone e la soppressione dei controlli alle frontiere interne tra gli Stati membri, in seguito alla firma avvenuta il 18 giugno 1985 tra Francia, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo e Germania. Successivamente hanno aderito anche gli altri paesi dell&#039;Unione Europea, sebbene attualmente ne siano momentaneamente esclusi Cipro, Croazia, Bulgaria e Romania, che dovrebbero entrare nei prossimi anni. Allo spazio Schengen hanno inoltre aderito anche paesi non UE come Norvegia, Svizzera, Islanda e Liechtenstein, mentre non ne fanno parte Irlanda e Regno Unito.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Atto unico europeo(AUE):&#039;&#039;&#039; fu firmato a Lussemburgo il 17 febbraio 1986 da nove Stati membri e il 28 febbraio 1986 da Danimarca, Italia e Grecia. Esso entrò in vigore il 1° luglio 1987 con l&#039;obiettivo di rilanciare il processo di costruzione europea e realizzare il mercato interno. L&#039;Atto Unico riprese alcuni temi che erano stati oggetto di precedenti trattative internazionali, riguardanti in particolare gli aspetti istituzionali e le politiche europee. Vennero modificati alcuni elementi del Trattato di Roma, attribuendo al Parlamento europeo un ruolo più incisivo e alla Commissione quello di mediatore tra Parlamento e Consiglio nello sviluppo della procedura di cooperazione (ex art. 252 del Trattato CE, antecedente al Trattato di Lisbona).  Tali modifiche valorizzarono il ruolo del Parlamento, assegnandogli il potere di pronunciarsi sull&#039;ammissione di nuovi Stati membri e di concludere accordi con associazioni di paesi terzi e con organizzazioni internazionali.  L&#039;Atto Unico Europeo sancì inoltre l&#039;esistenza del Consiglio europeo, pur senza precisarne compiutamente le competenze, istituzionalizzando di fatto i vertici periodici tra i capi di Stato e di governo.Furono inoltre gettate le basi del Tribunale di primo grado, con l&#039;obiettivo di snellire il carico di lavoro della Corte di Giustizia europea e di introdurre un doppio grado di giudizio, analogamente a quanto avviene nelle giurisdizioni nazionali.Inoltre, l&#039;Atto ha ampliato gli ambiti di competenza della Comunità, offrendo una base giuridica per l&#039;azione comune in settori quali il mercato interno, la politica monetaria, la politica sociale, l&#039;ambiente e la ricerca scientifica e tecnologica. Particolare rilievo venne attribuito alla convergenza delle politiche economiche e monetarie (art. 102A del TCE, introdotto dall&#039;Atto Unico Europeo). Per quanto riguarda la coesione economica e sociale, furono invece adottate politiche strutturali volte a ridurre il divario esistente tra le diverse regioni, al fine di colmare il ritardo di quelle più svantaggiate. Gli strumenti operativi individuati per raggiungere tale obiettivo furono i fondi strutturali. Pur rappresentando una tappa fondamentale nel processo di integrazione europea, l&#039;Atto evidenziò come per arrivare a un&#039;autentica Unione Europea fossero necessarie ulteriori riforme istituzionali, preparando il terreno per il successivo Trattato di Maastricht&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il trattato dell&#039; Unione Europea (o trattato di Maastricht) ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fu firmato a Maastricht il 7 febbraio 1992 dai 12 paesi che costituivano la comunità europea ed è entrato in vigore il 1 novembre 1993,è considerato la tappa decisiva per l&#039;affermazione politica-istituzionale dell&#039;Europa,sancendo la nascita dell&#039;Unione Europea.La conseguenza è stata una più larga cessione volontaria da parte degli stati-nazione membri di sovranità con l&#039;obbiettivo di favorire il potenziamento economico e una maggiore integrazione politica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare il trattato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;ha creato una nuova struttura a 3 pilastri:&#039;&#039;&#039; il primo pilastro è costituito dall&#039;ordinamento comunitario ereditando le disposizioni previste dal trattato istitutivo della comunità europea,e quindi di tutte le organizzazione precedentemente create (CECA e EURATOM).Le principali modifiche riguardano principalmente l&#039;apparato istituzionale,ampliamento e rafforzamento di competenze,introducendo anche il principio di sussidarietà.Il secondo pilastro regolato dal titolo V del trattato istituisce una politica comune nei settori della politica estera e della sicurezza (PESC) dove i governi degli stati membri adottano una cooperazione sistematica e azioni comuni.Infine, il terzo pilastro, disciplinato dal Titolo VI del Trattato, era volto alla cooperazione nei settori della giustizia e degli affari interni (CGAI), che fino ad allora era stata condotta in modo occasionale e informale tra gli Stati membri. L&#039;obiettivo enunciato nel preambolo era &amp;quot;garantire la libera circolazione delle persone, assicurando nel contempo la sicurezza dei loro popoli&amp;quot;.Per realizzare questo obiettivo furono individuate questioni di interesse comune, quali la politica di asilo, l&#039;immigrazione e la cooperazione giudiziaria in materia civile e penale. La loro trattazione rimaneva tuttavia di esclusiva competenza degli Stati membri, sebbene fosse prevista la possibilità di un successivo trasferimento all&#039;Unione. In particolare, il Trattato di Maastricht ha rappresentato un passo in avanti rispetto all&#039;Accordo di Schengen, prevedendo la possibilità di elaborare politiche comuni in materia di immigrazione e di trattamento dei cittadini di paesi terzi. A tal fine fu adottata la logica intergovernativa, nella quale il principio di unanimità riveste un ruolo centrale per l&#039;adozione di qualsiasi provvedimento.  Questa struttura a tre pilastri rappresentò un compromesso tra gli Stati membri: da un lato, coloro che desideravano un contesto giuridico unitario; dall&#039;altro, quelli che intendevano salvaguardare il potere decisionale nazionale. Se per il primo pilastro fu mantenuto il metodo comunitario,per il secondo e il terzo fu adottato il metodo intergovernativo.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;sei nuovi settori:&#039;&#039;&#039; nuove politiche comuni (reti transeuropee,politica industriale,tutela dei consumatori,istruzione e formazione professionale,gioventù e cultura).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;unione monetaria:&#039;&#039;&#039; sono stati fissati i principi e le disposizioni per l&#039;introduzione dell&#039;Euro&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;procedura di codecisione:&#039;&#039;&#039; ciò che era stato già ideato nell&#039;AUE viene disciplinato,con questo trattato il Parlamento europeo viene assegnato il potere di adottare una serie di atti congiuntamente con il consiglio dell&#039;Unione Europea;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per quanto riguarda l&#039;assetto istituzionale maggiore rilevanza fu data al Parlamento europeo che ha assunto un ruolo più rilevante nella formazione degli atti giuridici e una maggiore rappresentività dei partiti politici. Alla commissione fu aumentata di 1 anno (da 4 a 5) la durata del suo mandato per uniformarla al resto del Parlamento,relativamente al consiglio si è intervenuto sui meccanismi decisionali per snellire le procedure allo scopo dichiarato di renderle più efficienti e democratiche:ciò ha favorito il ricordo alla &#039;&#039;maggioranza qualificata&#039;&#039;  per la maggior parte delle decisioni contemplate dalla procedura di codecisione e per tutte le decisioni adottate secondo la procedura di cooperazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altre modifiche di tipo istituzionale hanno riguardato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;La corte dei conti:&#039;&#039;&#039; incaricata di effettuare il controllo contabile e l&#039;esame del bilancio dell&#039;Unione e divenuta una istituzione europea con Maastricht&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;istituto monetario europeo:&#039;&#039;&#039; cui era affidato il compito di gestire il processo per l&#039;introduzione dell&#039;Euro e che avrebbe ceduto il passo alla banca centrale europea (BCE) con l&#039;effettiva circolazione della nuova moneta&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Il comitato delle regioni:&#039;&#039;&#039; nuovo organo a carattere consultivo composto dai rappresentanti degli enti regionali e con una struttura analoga a quella del già operante comitato economico e sociale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Amsterdam ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Firmato il 2 ottobre 1997 ed entrato in vigore il 1 maggio 1999 è il risultato di due anni di confronti e trattative nell&#039;ambito della conferenza dei rappresentati dei governi degli stati membri(iniziata nel maggio 1997 e terminata il 18 giugno 1997) la cui istituzione era già prevista dal trattato di Maastricht che nelle disposizioni finali invitava gli stati membri a convocare una conferenza intergovernativa (CIG) per la sua revisione.L&#039;obbiettivo,in primo luogo era il riassetto delle condizioni politiche e istituzionali dell&#039; Unione per affrontare le sfide del futuro nelle migliori condizioni tenendo conto della rapida evoluzione del quadro internazionale e dell&#039;adesione dei nuovi stati membri provenienti in particolare dall&#039;Europa orientale e alla globalizzazione dell&#039;economia e le sue ripercussioni sull&#039;occupazione,al terrorismo,alla criminalità internazionale,al traffico di stupefacenti,agli squilibri ecologici e ai rischi per la salute pubblica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ciò si è realizzato attraverso una modifica e una ridenominazione dei trattati UE e CE, intervenendo su quattro obiettivi fondamentali:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* porre l&#039;occupazione e i diritti dei cittadini come punto principale dell&#039;Unione&lt;br /&gt;
* eliminare gli ultimi ostacoli alla libera circolazione e rafforzare la sicurezza&lt;br /&gt;
* permettere all&#039;Europa di esercitare maggiore influenza sulla scena mondiale&lt;br /&gt;
* rendere più efficace l&#039;architettura istituzionale dell&#039;Unione&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con il trattato di Amsterdam si sono quindi rafforzati i poteri delle istituzioni europee,in particolare del Parlamento e posta una maggiore attenzione per il cittadino europeo attraverso misure per combattere la disoccupazione el&#039;esclusione sociale.Inoltre i considerazioni dei mutamenti economici e sociali intervenuti nel mercato dei prodotti e dei servizi la politica dei consumatori è diventata competenza dell&#039;Unione. Per quanto riguarda gli aspetti burocratici, in particolare i procedimenti decisionali c&#039; è stata una profonda revisione nel senso della semplificazione attraverso una estensione della procedura di codecisione a nuove materie e ampliando i casi in cui il consiglio può decidere a maggioranza qualificata invece che all&#039;unanimità Con Amsterdam il terzo pilastro non è stato cancellato ma è diventato un&#039;ambito politico-istituzionale che si occupa solo di cooperazione di polizia e giudiziari in materia penale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nonostante i nuovi ambiti di competenza introdotti i risultati raggiunti non sono apparsi soddisfacenti in particolare per quanto riguarda gli adeguamenti istituzionali in previsione di un&#039;allargamento dell&#039;Unione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Nizza ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Approvato dal consiglio europeo di Nizza l&#039;11 dicembre 2000 e firmato il 26 febbraio  2001 al termine di una lunga trattativa diplomatica è entrato in vigore il 1 febbraio 2003. Anche il trattato di Amsterdam prevedeva esattamente come il trattato di Maastricht in un protocollo allegato la possibilità di una revisione ad opera di una conferenza intergovernativa,che, in questo caso venne avviata il 14 febbraio 2000 allo scopo di adattare le istituzioni europee all&#039;acquisizione di nuovo membri avviando le riforme istituzionali che il trattato di Amsterdam non era riuscito a fare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le principali modifiche sono state:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;estensione del voto a maggioranza qualificata e una nuova ponderazione dei voti in seno al consiglio:&#039;&#039;&#039; lo scopo era evitare lo &amp;quot;stallo decisionale&amp;quot;,per cui si sono limitati i casi per cui un paese possa oppore un veto.Tuttavia alcuni paesi mantennero un veto nella possibilità di oppore un veto su alcuni settori(il Regno unito per fisco e sicurezza sociale,la Germania per asilo e immigrazione,la Spagna per i fondi strutturali e la Francia per l&#039;audiovisivo)&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;semplificazione delle procedure per l&#039;attivazione della cooperazione rafforzata:&#039;&#039;&#039; Il trattato di Amsterdam prevedeva la possibilità per gli stati membri di cooperare nell&#039;interesse dell&#039;unione anche qualora non tutti fossero disposti a parteciparvi nell&#039;immediato.Il trattato di Nizza ha consolidato questa procedura eliminando la facoltà per ogni membro di opporre un veto a una cooperazione rafforzata imponendo un minimo di otto stati per avviare una cooperazione  e prevedendo la possibilità di estendere il meccanismo alla politica estera e di sicurezza,esclusa però la difesa.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;riforma del sistema giurisdizionale&#039;&#039;&#039; dell&#039;unione,attraverso una nuova riapartizione di seggi nel parlamento europeo e l&#039;estensione della procedura di codecisione&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;la modifica della struttura delle istituzioni,&#039;&#039;&#039; in particolare per quanto riguarda la commissione europea.Il trattato statuì di limitare a partire dal 2005 la composzione della commissione assegnando un rappresentante a ogni stato membro.Furono anche rafforzati i poteri del presidente della commissione,consentendogli di decidere la suddivisione del portafogli e di porcedere a un rimpasto delle competenze durante il mandato. Fu inoltre rafforzato il ruolo di colegislatore del parlamento.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;modifica della procedura relativa alla constatazione di una grave violazione di uno stato membro,&#039;&#039;&#039; di uno o più principi fondamentali dell&#039;Unione.Il trattato ha introdotto una fase di preallarme che consente di intervenire con raccomandazioni qual&#039;ora c&#039; è l&#039; evidente rischio di violazione (non più quindi una violazione certa) dei principi fondamentali da parte di uno Stato. Prima di procedere in tal senso era prevista la possibilità di far intervenire personalità indipendenti al fine di presentare un rapporto sullo stato membro in questione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Allegati al trattato di Nizza si trovano anche protocolli addizionali e varie dichiarazioni adottare dalla conferenza intergovernativa.Importante fu la &#039;&#039;&#039;dichiarazione sul futuro dell&#039; unione&#039;&#039;&#039; nella quale gli stati membri auspicano al&#039;avvio di un dibattito più ampio e approfondito sul futuro dell&#039;Unione Europea.Essa individuava quattro grandi temi di riflessione:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;delimitazione delle competenze&#039;&#039;&#039; tra l&#039;unione Europea e gli stati membri,che rispecchi il principio di sussidarietà&lt;br /&gt;
* lo status della &#039;&#039;&#039;carta dei diritti fondamentali dell&#039;unione Europea,&#039;&#039;&#039; proclamata a Nizza&lt;br /&gt;
* la &#039;&#039;&#039;semplificazione dei trattati,&#039;&#039;&#039; al fine di renderli più chiari e meglio comprensibili senza modificarne la sostanza&lt;br /&gt;
* il ruolo &#039;&#039;&#039;dei parlamenti nazionali&#039;&#039;&#039; nell&#039;architettura europea&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre anche in questo caso viene prevista la possibilità di convocare nel 2004 una nuova conferenza intergovernativa per procedere a ulteriori revisioni e integrazioni&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Lisbona ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 2004, al termine di un lungo e complesso iter diplomatico, è stato approvato il Trattato che adotta una Costituzione per l&#039;Europa. Tuttavia, questo processo subì un&#039;arresto a seguito dell&#039;esito negativo dei referendum promossi in Francia e nei Paesi Bassi. A seguito di questa bocciatura si iniziò a parlare di fallimento costituzionale dell&#039;Europa, che portò a un nuovo periodo di riflessione in cui l&#039;Unione Europea dovette ripensare e in parte ridimensionare le proprie ambizioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ha avuto così inizio il cammino che avrebbe poi portato al Trattato di Lisbona, con il quale si abbandonò formalmente la Costituzione, pur mantenendone la sostanza. Dopo la bocciatura dei referendum, l&#039;unica strada percorribile risultò essere quella di uno strumento essenzialmente tecnico con un basso profilo politico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così, il 13 dicembre 2007, nella capitale portoghese, i capi di Stato e di governo degli Stati membri dell&#039;Unione firmarono il Trattato di Lisbona, che sarebbe entrato in vigore quasi due anni dopo, il 1° dicembre 2009.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vengono confermate alcune innovazioni già presenti nel quadro costituzionale, prima fra tutte la scomparsa della struttura a tre pilastri (Comunità europee, Politica estera e di sicurezza comune e Cooperazione di polizia giudiziaria in materia penale). Gli strumenti giuridici, un tempo indipendenti, vengono infatti unificati attraverso una sostanziale armonizzazione delle procedure e degli atti giuridici dell&#039;Unione, sebbene per il settore della Politica estera e di sicurezza comune (PESC) rimangano applicabili procedure specifiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La riforma ha inoltre ampliato le competenze dell&#039;Unione, estendendo l&#039;ambito di applicazione della procedura legislativa ordinaria e del voto a maggioranza qualificata. Questo processo è particolarmente evidente nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia, dove l&#039;Unione ha sviluppato politiche comuni in materia di asilo, immigrazione e controllo delle frontiere esterne. Tali politiche si fondano sui principi di solidarietà (intesa come equa ripartizione degli oneri di gestione tra gli Stati membri) e di equità (ovvero la parità di trattamento tra i cittadini di paesi terzi e quelli dell&#039;Unione Europea).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il nuovo assetto dell&#039;Unione Europea ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;articolo 47 del Trattato sull&#039;Unione Europea (TUE) stabilisce che l&#039;Unione Europea possiede personalità giuridica unica, semplificando in modo significativo l&#039;architettura istituzionale. In precedenza, il TUE e il Trattato che istituiva la Comunità Europea (TCE) facevano riferimento a due soggetti giuridici distinti (l&#039;Unione e la Comunità) e a due ordinamenti giuridici differenti (il diritto dell&#039;Unione e quello comunitario), i quali regolavano la complessa struttura articolata in tre pilastri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la riforma, il soggetto giuridico diventa unico – l&#039;Unione Europea – che acquisisce personalità giuridica anche sul piano internazionale, potendo così concludere accordi con Stati terzi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;articolo 1, paragrafo 3, TUE precisa inoltre che l&#039;Unione «sostituisce e succede alla Comunità europea», il cui richiamo all&#039;interno dei due trattati viene eliminato. Pertanto, l&#039;Unione Europea (UE) subentra alla Comunità europea (CE): quest&#039;ultima cessa formalmente di esistere, venendo assorbita dalla prima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il trattato di Lisbona è inoltre intervenuto in maniera rilevante sul quadro istituzionale dell&#039;Unione. In particolare:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;Parlamento europeo&#039;&#039;&#039; viene rafforzato grazie alle maggiori competenze in materia di bilancio,al ricorso della maggioranza qualificata in molti nuovi settori e sopratutto all&#039;estensione della procedura di codecisione che diventa la procedura legislativa ordinaria.In questo modo il Parlamento a sua volta eletto dai cittadini per mezzo delle elezioni europee si trova ora a operare in condizioni di parità con il consiglio (costituito dai capi di stato e governo degli stati membri) per quanto riguarda l&#039;attività legislativa,e quindi anche su temi come la libertà,la sicurezza e la giustizia&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;Consiglio dell&#039;Unione&#039;&#039;&#039; rimane un&#039;organo non permanente a formazione mutevole e a presidenza rotante. Il Trattato di Lisbona individua però per la prima volta due formazioni tipiche: Il consiglio affari generali che prepara le riunioni de consiglio europeo e il consiglio Affari esteri presieduto dall&#039;Alto rappresentante,che elabora l&#039;azione esterna dell&#039;unione secondo le linee definite dal consiglio europeo e ne assicura la coerenza.Per quanto riguarda il sistema di voto il consiglio delibera a maggioranza semplice tranne in alcuni casi in cui è richiesta la maggioranza qualificata.Dal 1 novembre 2014 è stato introdotto un complicato sistema di &amp;quot;doppia maggioranza&amp;quot;,basato sul 55% degli stati e sul 65% della popolazione:si tratta del riconoscimenti della doppia legittimità dell&#039;Unione(Stati e popoli). E&#039; inoltre possibile per un numero limitato di Stati manifestare una loro opposizione a una decisione eventualmente adottata dalla maggioranza e imporre al consiglio il riesame della questione.&lt;br /&gt;
* La &#039;&#039;&#039;commissione&#039;&#039;&#039; riceve una nuova ridenominazione (commissione europea),in seguito al Trattato di Lisbona riceve una più forte legittimazione democratica attraverso l&#039;eleggibilità parlamentare del presidente.Nel suo ambito viene inoltre istituito l&#039;Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza che riunisce le competenze attribuite precedentemente all&#039;Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune e al membro della commissione europea responsabile per le relazioni esterne,assumento il ruolo di vicepresidente della commissione. Si realizza così un legame orizzontale tra le politiche estere ed esterne dell&#039;Unione:in una prima veste L&#039;alto rappresentante guida la politica estera e di sicurezza dell&#039;Unione,agendo come &amp;quot;mandatario&amp;quot; del consiglio e presiedendone la formazione &amp;quot;Affari esteri&amp;quot;,nonchè contribuendo all&#039;elaborazioe di questa politica tramite iniziativa autonoma;nella seconda veste p incaricato delle relazioni esterne con i paesi terzi e degli altri aspetti dell&#039;azione esterna dell&#039;Unione,comprese la cooperazione allo sviluppo e la cooperazione economica-finanziaria.Nell&#039;esercizio di entrambi di questi ruoli e funzioni potrà avvalersi del servizio europeo dell&#039;azione esterna,una diplomazia comune composta da funzionari della commissione,degli Stati membri e del segretariato del consiglio.L&#039;alto rappresentante è incaricato inoltre della coordinazione dell&#039;azione dell&#039;Unione con i paesi terzi e ha il potere di presentare al consiglio proposte in materia.Questa figura introduce quindi una maggiore flessibilità nella dialettica tra unità e diversità all&#039;interno dell&#039;Unione grazie alla possibilità di instaurare cooperazioni rafforzate attivabili con procedure più semplici&lt;br /&gt;
* La &#039;&#039;&#039;Corte di giustizia dell&#039;UE,&#039;&#039;&#039; non più corte di giustizia delle comunità europee,si compone della corte di giustizia stessa,del Tribunale (in precedenza denominato tribunale di primo grado) e da tribunali specializzati&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;consiglio europeo,&#039;&#039;&#039; in precedenza organo politico diventa un&#039;organo giuridico,integrato nei trattati e soggetto al controllo della corte di giustizia. Esso continua a svolgere funzioni di orientamento e di impulso politico, in particolare nell&#039;individuazione degli indirizzi strategici della politica dell&#039;Unione e nei casi previsti dal trattato può intervenire nell&#039;attività normativa pronunciandosi all&#039;unanimità o a maggioranza qualificata a seconda dei casi. E&#039; inoltre dotato di un presidente stabile con il compito di rappresentare l&#039;Unione in sede internazionale,nominato dallo stesso consiglio europeo per due anni e mezzo e rinnovabile una sola volta.In questa modo si è assicurata una certa continuità istituzionale all&#039;attività del consiglio europeo:in precedenza si applicava il metodo della rotazione,per cui la presidenza ruotava tra tutti i paesi membri ogni sei mesi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le fonti del diritto UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le istituzioni dell&#039;UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Attualità e critiche ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== L&#039;Unione Europea dalla prospettiva marxista ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Russofobia ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari1</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Unione_europea&amp;diff=6443</id>
		<title>Unione europea</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Unione_europea&amp;diff=6443"/>
		<updated>2026-03-15T18:39:58Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari1: /* Trattato di Lisbona */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{S}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot; colspan=&amp;quot;2&amp;quot; |&amp;lt;center&amp;gt;&#039;&#039;&#039;Unione Europea&#039;&#039;&#039;&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
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|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Nome Ufficiale&#039;&#039;&#039;  || | &lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Britannica.png|20px|bordo]] European Union&amp;lt;ref&amp;gt;Il Regno Unito non fa più parte dell&#039;Unione Europea, la bandiera britannica è qui utilizzata per indicare la lingua inglese.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Tedesca.png|20px|bordo]] Europäische Union&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Francese.png|20px|bordo]] Union européenne&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Italiana.png|20px|bordo]] Unione europea&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Abbreviazione&#039;&#039;&#039;  || | &lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Europea.png|20px|bordo]] EU, eu&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Italiana.png|20px|bordo]] UE, ue&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Fondazione&#039;&#039;&#039;  || | 25 marzo 1957 (CEE), 7 febbraio 1992 (ufficiale)&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Causa&#039;&#039;&#039;  || | [[Trattato di Roma]], [[Trattato di Maastricht]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Inno&#039;&#039;&#039;  || | Inno alla Gioia&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
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|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Sedi&#039;&#039;&#039;  || |&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Belga.png|20px|bordo]] [[Bruxelles]], [[Belgio]]&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Lussemburghese.png|20px|bordo]] [[Lussemburgo]], [[Lussemburgo]]&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Francese.png|20px|bordo]] [[Strasburgo]], [[Francia]]&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Tedesca.png|20px|bordo]] [[Francoforte sul Meno]], [[Germania]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Presidente della Commissione&#039;&#039;&#039;  || | [[File:Bandiera Tedesca.png|20px|bordo]] [[Ursula Von der Leyen]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
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|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Superficie&#039;&#039;&#039;  || | 4 233 262 km²&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Popolazione&#039;&#039;&#039;  || | 446 834 578 ab.&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Densità&#039;&#039;&#039;  || | 105,5 ab./km²&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Lingua ufficiale&#039;&#039;&#039;  || | 24 lingue&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
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|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Valuta&#039;&#039;&#039;  || | [[Euro (valuta|Euro]] (ufficiale in 21 paesi), [[Corona ceca]], [[Corona danese]], [[Zloty polacco]], [[Corona svedese]], [[Leu romeno]], [[Fiorino ungherese]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
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|}&lt;br /&gt;
&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;unione europea è un&#039;istituzione politica sovranazionale dotata di personalità giuridica all&#039;interno del [[diritto internazionale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Principi e fondamenti giuridici ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;Unione europea è un&#039;organizzazione sovranazionale fondata su un insieme di principi politici e giuridici che regolano i rapporti tra gli Stati membri e le istituzioni comuni. Il suo ordinamento giuridico si è sviluppato progressivamente a partire dalla seconda metà del XX secolo con l’obiettivo dichiarato di promuovere la cooperazione economica, politica e sociale tra i paesi europei, garantendo al contempo stabilità, pace e tutela dei diritti fondamentali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I fondamenti giuridici dell&#039;Unione europea sono contenuti principalmente nei trattati istitutivi, che costituiscono la base dell’intero sistema normativo europeo. Questi trattati sono il risultato di un lungo processo di integrazione, iniziato con il Trattato di Roma del 1957 e successivamente sviluppato attraverso varie riforme, tra cui il Trattato di Maastricht del 1992 e il Trattato di Lisbona del 2007.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo percorso di integrazione, soprattutto negli anni successivi alla Seconda guerra mondiale, si sviluppò un ampio dibattito politico e giuridico riguardo alla forma istituzionale che avrebbe dovuto assumere il progetto europeo. Alcuni proponevano la creazione di una [[federazione]] sul modello di Stati federali già esistenti, come gli Stati Uniti; altri assumevano una posizione più prudente, preferendo una forma di cooperazione più limitata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La differenza principale risiedeva nel fatto che, mentre nella prospettiva federalista gli Stati membri trasferiscono una parte significativa della propria sovranità a un’autorità centrale dotata di poteri diretti sui cittadini,con un governo federale provvisto di ampie competenze legislative e una struttura istituzionale capace di adottare decisioni vincolanti per tutti gli Stati aderenti, nell’altra prospettiva l’integrazione avviene attraverso un’unione di Stati sovrani, in cui i governi nazionali continuano a mantenere la maggior parte dei propri poteri politici e giuridici. In questo secondo modello, per essere valida, l’unione deve basarsi su decisioni assunte all’unanimità tra gli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla fine, con l&#039;istituzione del Trattato di Maastricht e del Trattato di Lisbona, ha prevalso il secondo modello, trasformando quella che prima era semplicemente la Comunità economica europea in un&#039;entità dotata di un&#039;ampia personalità giuridica: l&#039;Unione europea.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uno dei principi fondamentali dell’ordinamento giuridico dell’Unione è il principio di attribuzione delle competenze. In base a questo principio, l’Unione può esercitare solo le competenze che gli Stati membri le hanno esplicitamente conferito attraverso i trattati. Tutte le competenze non attribuite all’Unione restano pertanto agli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altri principi come quello di principi di sussidiarietà e proporzionalità si sono sviluppati progressivamente nel corso del tempo, ma sono stati formalmente inseriti nei trattati negli anni Novanta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[principio di sussidarietà]] iniziò a comparire nel dibattito sull’integrazione europea già negli anni Settanta. Una prima formulazione esplicita si trova nel Rapporto Tindemans del 1975, che proponeva di attribuire alle istituzioni europee soltanto quelle competenze che gli Stati membri non erano in grado di esercitare efficacemente da soli. Successivamente il concetto fu ripreso in diversi progetti di riforma istituzionale negli anni Ottanta. Tuttavia, esso venne formalmente introdotto nel diritto dell’Unione europea con il Trattato di Maastricht del 1992, che lo inserì tra i principi fondamentali per regolare la ripartizione delle competenze tra l’Unione e gli Stati membri. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il principio di proporzionalità, invece, ha origini leggermente precedenti nel diritto comunitario. Esso era già stato elaborato nella giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea negli anni Settanta come criterio per controllare che le istituzioni comunitarie non adottassero misure eccessive rispetto agli obiettivi perseguiti. Anche questo principio fu poi riconosciuto esplicitamente nei trattati e consolidato con il Trattato di Maastricht del 1992, insieme al principio di sussidiarietà.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema giuridico dell’Unione europea si caratterizza inoltre per alcune peculiarità che lo distinguono dal diritto internazionale tradizionale. In particolare, la giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea ha affermato due principi fondamentali: il principio del primato del diritto dell’Unione e quello dell’effetto diretto. Il primato stabilisce che, in caso di conflitto, le norme del diritto dell’Unione prevalgono su quelle nazionali degli Stati membri. L’effetto diretto, invece, consente ai cittadini di invocare alcune norme europee direttamente davanti ai giudici nazionali senza la necessità di un recepimento nella legislazione interna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Storia ==&lt;br /&gt;
La fine della Seconda guerra mondiale vide l&#039;Europa fare i conti non solo con milioni di morti, ma anche con un&#039;economia in crisi, in un contesto geopolitico in cui USA e URSS erano risultate le principali vincitrici del conflitto. Alcuni intellettuali, politici e statisti, tra cui Robert Schuman (ministro degli Esteri francese), Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer (rispettivamente capi del governo italiano e tedesco), avviarono una strategia tesa all&#039;unificazione dell&#039;Europa. L&#039;obiettivo principale era impedire il riprodursi di situazioni politiche, economiche e militari che avevano portato il mondo al disastro della guerra. Si sottolineava, in particolare, la necessità di ricucire lo stretto legame tra Francia e Germania, che fino ad allora erano state al centro della &amp;quot;patologia&amp;quot; dei rapporti tra i paesi europei.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All&#039;origine fu soprattutto un accordo di tipo economico: Robert Schuman propose di mettere l&#039;insieme della produzione franco-tedesca di carbone e acciaio sotto un&#039;alta autorità comune, nel quadro di un&#039;organizzazione alla quale avrebbero poi potuto aderire anche altri paesi. La dichiarazione rappresentò così l&#039;inizio del processo di cooperazione tra gli Stati europei, sebbene all&#039;inizio si trattasse soltanto di un&#039;unione di Stati e di cooperazione organizzativa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sorsero non solo diverse organizzazioni che operavano senza un reale collegamento tra loro, come l&#039;OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), l&#039;UEO (Unione europea occidentale) e la NATO (Organizzazione del Trattato dell&#039;Atlantico del Nord), ma anche le Comunità europee: dapprima, con il Trattato di Parigi, la CECA (Comunità europea del carbone e dell&#039;acciaio); quindi la CEE (Comunità economica europea) e la CEEA o EURATOM (Comunità europea dell&#039;energia atomica), entrambe nate il 25 marzo 1957 con la firma dei Trattati di Roma.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;accordo istitutivo della CECA scadeva dopo 50 anni dalla sua entrata in vigore, il 23 luglio 2002. A quella data, gli Stati membri hanno deciso di non rinnovarlo: l&#039;organizzazione si è quindi sciolta e le relative competenze sono state trasferite all&#039;Unione Europea. L&#039;EURATOM, invece, è ancora formalmente operante, sebbene svolga un ruolo marginale rispetto all&#039;Unione, pur non essendo giuridicamente assorbita da quest&#039;ultima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare, la creazione della Comunità economica europea,alla quale fu assegnato il compito di promuovere, mediante l&#039;instaurazione di un mercato comune e il graduale ravvicinamento delle politiche economiche degli Stati membri, uno sviluppo armonioso delle attività economiche nell&#039;insieme delle Comunità (art. 2 TCEE),segna il reale passaggio dalla cooperazione all&#039;integrazione. Per la prima volta venne introdotto un organo dotato di ampia indipendenza deliberativa rispetto agli Stati membri e con forti poteri decisionali nei confronti delle imprese del settore, eliminando le barriere commerciali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Successivamente, con il Trattato di Bruxelles del 1965, si creò il primo scheletro delle istituzioni così come sono oggi. Ciò avvenne fondendo gli esecutivi in un&#039;unica Commissione e un unico Consiglio, oltre a istituire un bilancio unico per le tre Comunità. L&#039;unificazione riguardava però solo gli organi, non le competenze, che restavano distinte: le Comunità continuavano infatti a esercitare poteri differenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== I trattati istitutivi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il trattato di Roma ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la firma del Trattato di Roma Francia,Germania,Italia,Belgio,Olanda e Lussemburgo posero la prima pietra della costruzione dell&#039;Unione Europea attraverso l&#039;istituzione della comunità economica europea. Questo trattato era costituito da 240 articoli,suddiviso in sei parti distinte e preceduto da un preambolo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* la prima parte era dedicata ai principi che avevano ispirato la comunità economica europea attraverso il mercato comune,l&#039;unione doganale e le politiche comuni;&lt;br /&gt;
* la secondo parte riguardava i fondamenti della comunità;essa comprendeva quattro titoli rispettivamente alla libera circolazione delle merci,all&#039;agricoltura ,alla libera circolazione delle persone,dei servizi e dei capitali e dei trasporti.&lt;br /&gt;
* la terza parte riguardava le politiche comuni e comprendeva quattro titoli relativi alle norme comuni,alla politica economica,alla politica sociale e alla banca europea degli investimenti;&lt;br /&gt;
* la quarta parte era dedicata all&#039;associazione dei paesi e dei territori d&#039;oltremare&lt;br /&gt;
* la quinta riguardava le istituzioni e includeva un titolo sulle disposizioni istituzionali e un&#039;altro sulle disposizioni finanziarie&lt;br /&gt;
* l&#039;ultima parte erano delle disposizioni generali e finali&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;intenzione degli Stati firmatari era di creare un mercato comune in cui fosse garantita una libera circolazione dei prodotti (merci e servizi) e dei fattori produttivi (capitale e lavoro), così da eliminare ogni barriera protezionistica e garantire agli Stati maggiori possibilità di espansione. In vista di questo obiettivo furono garantite quattro libertà fondamentali: la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A livello di politica economica, ciò si concretizzò in un regime liberista improntato al principio del mercato aperto e della libera concorrenza, senza il quale la libera circolazione non si sarebbe mai potuta attuare. Questi obbiettivi economici si sono poi realizzati in diverse tappe:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Unione doganale:&#039;&#039;&#039; avviata dal primo luglio 1968 ha comportato la soppressione dei dazi doganali all&#039;interno dell&#039;alora comunità e l&#039;applicazione di una tariffa doganale comune (TDC) applicata alle importazioni dei paesi terzi. Le restrizioni quantitative agli scambi sono state abolite il 31 dicembre 1960 tranne per quelle agricole dove le restrizioni sono state mantenute fino al 1974;&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Accordo di Shengen:&#039;&#039;&#039; è ciò che ha permesso l&#039;effettiva liberalizzazione della circolazione delle persone e la soppressione dei controlli alle frontiere interne tra gli Stati membri, in seguito alla firma avvenuta il 18 giugno 1985 tra Francia, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo e Germania. Successivamente hanno aderito anche gli altri paesi dell&#039;Unione Europea, sebbene attualmente ne siano momentaneamente esclusi Cipro, Croazia, Bulgaria e Romania, che dovrebbero entrare nei prossimi anni. Allo spazio Schengen hanno inoltre aderito anche paesi non UE come Norvegia, Svizzera, Islanda e Liechtenstein, mentre non ne fanno parte Irlanda e Regno Unito.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Atto unico europeo(AUE):&#039;&#039;&#039; fu firmato a Lussemburgo il 17 febbraio 1986 da nove Stati membri e il 28 febbraio 1986 da Danimarca, Italia e Grecia. Esso entrò in vigore il 1° luglio 1987 con l&#039;obiettivo di rilanciare il processo di costruzione europea e realizzare il mercato interno. L&#039;Atto Unico riprese alcuni temi che erano stati oggetto di precedenti trattative internazionali, riguardanti in particolare gli aspetti istituzionali e le politiche europee. Vennero modificati alcuni elementi del Trattato di Roma, attribuendo al Parlamento europeo un ruolo più incisivo e alla Commissione quello di mediatore tra Parlamento e Consiglio nello sviluppo della procedura di cooperazione (ex art. 252 del Trattato CE, antecedente al Trattato di Lisbona).  Tali modifiche valorizzarono il ruolo del Parlamento, assegnandogli il potere di pronunciarsi sull&#039;ammissione di nuovi Stati membri e di concludere accordi con associazioni di paesi terzi e con organizzazioni internazionali.  L&#039;Atto Unico Europeo sancì inoltre l&#039;esistenza del Consiglio europeo, pur senza precisarne compiutamente le competenze, istituzionalizzando di fatto i vertici periodici tra i capi di Stato e di governo.Furono inoltre gettate le basi del Tribunale di primo grado, con l&#039;obiettivo di snellire il carico di lavoro della Corte di Giustizia europea e di introdurre un doppio grado di giudizio, analogamente a quanto avviene nelle giurisdizioni nazionali.Inoltre, l&#039;Atto ha ampliato gli ambiti di competenza della Comunità, offrendo una base giuridica per l&#039;azione comune in settori quali il mercato interno, la politica monetaria, la politica sociale, l&#039;ambiente e la ricerca scientifica e tecnologica. Particolare rilievo venne attribuito alla convergenza delle politiche economiche e monetarie (art. 102A del TCE, introdotto dall&#039;Atto Unico Europeo). Per quanto riguarda la coesione economica e sociale, furono invece adottate politiche strutturali volte a ridurre il divario esistente tra le diverse regioni, al fine di colmare il ritardo di quelle più svantaggiate. Gli strumenti operativi individuati per raggiungere tale obiettivo furono i fondi strutturali. Pur rappresentando una tappa fondamentale nel processo di integrazione europea, l&#039;Atto evidenziò come per arrivare a un&#039;autentica Unione Europea fossero necessarie ulteriori riforme istituzionali, preparando il terreno per il successivo Trattato di Maastricht&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il trattato dell&#039; Unione Europea (o trattato di Maastricht) ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fu firmato a Maastricht il 7 febbraio 1992 dai 12 paesi che costituivano la comunità europea ed è entrato in vigore il 1 novembre 1993,è considerato la tappa decisiva per l&#039;affermazione politica-istituzionale dell&#039;Europa,sancendo la nascita dell&#039;Unione Europea.La conseguenza è stata una più larga cessione volontaria da parte degli stati-nazione membri di sovranità con l&#039;obbiettivo di favorire il potenziamento economico e una maggiore integrazione politica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare il trattato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;ha creato una nuova struttura a 3 pilastri:&#039;&#039;&#039; il primo pilastro è costituito dall&#039;ordinamento comunitario ereditando le disposizioni previste dal trattato istitutivo della comunità europea,e quindi di tutte le organizzazione precedentemente create (CECA e EURATOM).Le principali modifiche riguardano principalmente l&#039;apparato istituzionale,ampliamento e rafforzamento di competenze,introducendo anche il principio di sussidarietà.Il secondo pilastro regolato dal titolo V del trattato istituisce una politica comune nei settori della politica estera e della sicurezza (PESC) dove i governi degli stati membri adottano una cooperazione sistematica e azioni comuni.Infine, il terzo pilastro, disciplinato dal Titolo VI del Trattato, era volto alla cooperazione nei settori della giustizia e degli affari interni (CGAI), che fino ad allora era stata condotta in modo occasionale e informale tra gli Stati membri. L&#039;obiettivo enunciato nel preambolo era &amp;quot;garantire la libera circolazione delle persone, assicurando nel contempo la sicurezza dei loro popoli&amp;quot;.Per realizzare questo obiettivo furono individuate questioni di interesse comune, quali la politica di asilo, l&#039;immigrazione e la cooperazione giudiziaria in materia civile e penale. La loro trattazione rimaneva tuttavia di esclusiva competenza degli Stati membri, sebbene fosse prevista la possibilità di un successivo trasferimento all&#039;Unione. In particolare, il Trattato di Maastricht ha rappresentato un passo in avanti rispetto all&#039;Accordo di Schengen, prevedendo la possibilità di elaborare politiche comuni in materia di immigrazione e di trattamento dei cittadini di paesi terzi. A tal fine fu adottata la logica intergovernativa, nella quale il principio di unanimità riveste un ruolo centrale per l&#039;adozione di qualsiasi provvedimento.  Questa struttura a tre pilastri rappresentò un compromesso tra gli Stati membri: da un lato, coloro che desideravano un contesto giuridico unitario; dall&#039;altro, quelli che intendevano salvaguardare il potere decisionale nazionale. Se per il primo pilastro fu mantenuto il metodo comunitario,per il secondo e il terzo fu adottato il metodo intergovernativo.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;sei nuovi settori:&#039;&#039;&#039; nuove politiche comuni (reti transeuropee,politica industriale,tutela dei consumatori,istruzione e formazione professionale,gioventù e cultura).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;unione monetaria:&#039;&#039;&#039; sono stati fissati i principi e le disposizioni per l&#039;introduzione dell&#039;Euro&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;procedura di codecisione:&#039;&#039;&#039; ciò che era stato già ideato nell&#039;AUE viene disciplinato,con questo trattato il Parlamento europeo viene assegnato il potere di adottare una serie di atti congiuntamente con il consiglio dell&#039;Unione Europea;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per quanto riguarda l&#039;assetto istituzionale maggiore rilevanza fu data al Parlamento europeo che ha assunto un ruolo più rilevante nella formazione degli atti giuridici e una maggiore rappresentività dei partiti politici. Alla commissione fu aumentata di 1 anno (da 4 a 5) la durata del suo mandato per uniformarla al resto del Parlamento,relativamente al consiglio si è intervenuto sui meccanismi decisionali per snellire le procedure allo scopo dichiarato di renderle più efficienti e democratiche:ciò ha favorito il ricordo alla &#039;&#039;maggioranza qualificata&#039;&#039;  per la maggior parte delle decisioni contemplate dalla procedura di codecisione e per tutte le decisioni adottate secondo la procedura di cooperazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altre modifiche di tipo istituzionale hanno riguardato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;La corte dei conti:&#039;&#039;&#039; incaricata di effettuare il controllo contabile e l&#039;esame del bilancio dell&#039;Unione e divenuta una istituzione europea con Maastricht&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;istituto monetario europeo:&#039;&#039;&#039; cui era affidato il compito di gestire il processo per l&#039;introduzione dell&#039;Euro e che avrebbe ceduto il passo alla banca centrale europea (BCE) con l&#039;effettiva circolazione della nuova moneta&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Il comitato delle regioni:&#039;&#039;&#039; nuovo organo a carattere consultivo composto dai rappresentanti degli enti regionali e con una struttura analoga a quella del già operante comitato economico e sociale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Amsterdam ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Firmato il 2 ottobre 1997 ed entrato in vigore il 1 maggio 1999 è il risultato di due anni di confronti e trattative nell&#039;ambito della conferenza dei rappresentati dei governi degli stati membri(iniziata nel maggio 1997 e terminata il 18 giugno 1997) la cui istituzione era già prevista dal trattato di Maastricht che nelle disposizioni finali invitava gli stati membri a convocare una conferenza intergovernativa (CIG) per la sua revisione.L&#039;obbiettivo,in primo luogo era il riassetto delle condizioni politiche e istituzionali dell&#039; Unione per affrontare le sfide del futuro nelle migliori condizioni tenendo conto della rapida evoluzione del quadro internazionale e dell&#039;adesione dei nuovi stati membri provenienti in particolare dall&#039;Europa orientale e alla globalizzazione dell&#039;economia e le sue ripercussioni sull&#039;occupazione,al terrorismo,alla criminalità internazionale,al traffico di stupefacenti,agli squilibri ecologici e ai rischi per la salute pubblica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ciò si è realizzato attraverso una modifica e una ridenominazione dei trattati UE e CE, intervenendo su quattro obiettivi fondamentali:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* porre l&#039;occupazione e i diritti dei cittadini come punto principale dell&#039;Unione&lt;br /&gt;
* eliminare gli ultimi ostacoli alla libera circolazione e rafforzare la sicurezza&lt;br /&gt;
* permettere all&#039;Europa di esercitare maggiore influenza sulla scena mondiale&lt;br /&gt;
* rendere più efficace l&#039;architettura istituzionale dell&#039;Unione&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con il trattato di Amsterdam si sono quindi rafforzati i poteri delle istituzioni europee,in particolare del Parlamento e posta una maggiore attenzione per il cittadino europeo attraverso misure per combattere la disoccupazione el&#039;esclusione sociale.Inoltre i considerazioni dei mutamenti economici e sociali intervenuti nel mercato dei prodotti e dei servizi la politica dei consumatori è diventata competenza dell&#039;Unione. Per quanto riguarda gli aspetti burocratici, in particolare i procedimenti decisionali c&#039; è stata una profonda revisione nel senso della semplificazione attraverso una estensione della procedura di codecisione a nuove materie e ampliando i casi in cui il consiglio può decidere a maggioranza qualificata invece che all&#039;unanimità Con Amsterdam il terzo pilastro non è stato cancellato ma è diventato un&#039;ambito politico-istituzionale che si occupa solo di cooperazione di polizia e giudiziari in materia penale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nonostante i nuovi ambiti di competenza introdotti i risultati raggiunti non sono apparsi soddisfacenti in particolare per quanto riguarda gli adeguamenti istituzionali in previsione di un&#039;allargamento dell&#039;Unione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Nizza ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Approvato dal consiglio europeo di Nizza l&#039;11 dicembre 2000 e firmato il 26 febbraio  2001 al termine di una lunga trattativa diplomatica è entrato in vigore il 1 febbraio 2003. Anche il trattato di Amsterdam prevedeva esattamente come il trattato di Maastricht in un protocollo allegato la possibilità di una revisione ad opera di una conferenza intergovernativa,che, in questo caso venne avviata il 14 febbraio 2000 allo scopo di adattare le istituzioni europee all&#039;acquisizione di nuovo membri avviando le riforme istituzionali che il trattato di Amsterdam non era riuscito a fare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le principali modifiche sono state:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;estensione del voto a maggioranza qualificata e una nuova ponderazione dei voti in seno al consiglio:&#039;&#039;&#039; lo scopo era evitare lo &amp;quot;stallo decisionale&amp;quot;,per cui si sono limitati i casi per cui un paese possa oppore un veto.Tuttavia alcuni paesi mantennero un veto nella possibilità di oppore un veto su alcuni settori(il Regno unito per fisco e sicurezza sociale,la Germania per asilo e immigrazione,la Spagna per i fondi strutturali e la Francia per l&#039;audiovisivo)&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;semplificazione delle procedure per l&#039;attivazione della cooperazione rafforzata:&#039;&#039;&#039; Il trattato di Amsterdam prevedeva la possibilità per gli stati membri di cooperare nell&#039;interesse dell&#039;unione anche qualora non tutti fossero disposti a parteciparvi nell&#039;immediato.Il trattato di Nizza ha consolidato questa procedura eliminando la facoltà per ogni membro di opporre un veto a una cooperazione rafforzata imponendo un minimo di otto stati per avviare una cooperazione  e prevedendo la possibilità di estendere il meccanismo alla politica estera e di sicurezza,esclusa però la difesa.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;riforma del sistema giurisdizionale&#039;&#039;&#039; dell&#039;unione,attraverso una nuova riapartizione di seggi nel parlamento europeo e l&#039;estensione della procedura di codecisione&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;la modifica della struttura delle istituzioni,&#039;&#039;&#039; in particolare per quanto riguarda la commissione europea.Il trattato statuì di limitare a partire dal 2005 la composzione della commissione assegnando un rappresentante a ogni stato membro.Furono anche rafforzati i poteri del presidente della commissione,consentendogli di decidere la suddivisione del portafogli e di porcedere a un rimpasto delle competenze durante il mandato. Fu inoltre rafforzato il ruolo di colegislatore del parlamento.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;modifica della procedura relativa alla constatazione di una grave violazione di uno stato membro,&#039;&#039;&#039; di uno o più principi fondamentali dell&#039;Unione.Il trattato ha introdotto una fase di preallarme che consente di intervenire con raccomandazioni qual&#039;ora c&#039; è l&#039; evidente rischio di violazione (non più quindi una violazione certa) dei principi fondamentali da parte di uno Stato. Prima di procedere in tal senso era prevista la possibilità di far intervenire personalità indipendenti al fine di presentare un rapporto sullo stato membro in questione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Allegati al trattato di Nizza si trovano anche protocolli addizionali e varie dichiarazioni adottare dalla conferenza intergovernativa.Importante fu la &#039;&#039;&#039;dichiarazione sul futuro dell&#039; unione&#039;&#039;&#039; nella quale gli stati membri auspicano al&#039;avvio di un dibattito più ampio e approfondito sul futuro dell&#039;Unione Europea.Essa individuava quattro grandi temi di riflessione:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;delimitazione delle competenze&#039;&#039;&#039; tra l&#039;unione Europea e gli stati membri,che rispecchi il principio di sussidarietà&lt;br /&gt;
* lo status della &#039;&#039;&#039;carta dei diritti fondamentali dell&#039;unione Europea,&#039;&#039;&#039; proclamata a Nizza&lt;br /&gt;
* la &#039;&#039;&#039;semplificazione dei trattati,&#039;&#039;&#039; al fine di renderli più chiari e meglio comprensibili senza modificarne la sostanza&lt;br /&gt;
* il ruolo &#039;&#039;&#039;dei parlamenti nazionali&#039;&#039;&#039; nell&#039;architettura europea&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre anche in questo caso viene prevista la possibilità di convocare nel 2004 una nuova conferenza intergovernativa per procedere a ulteriori revisioni e integrazioni&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Lisbona ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 2004, al termine di un lungo e complesso iter diplomatico, è stato approvato il Trattato che adotta una Costituzione per l&#039;Europa. Tuttavia, questo processo subì un&#039;arresto a seguito dell&#039;esito negativo dei referendum promossi in Francia e nei Paesi Bassi. A seguito di questa bocciatura si iniziò a parlare di fallimento costituzionale dell&#039;Europa, che portò a un nuovo periodo di riflessione in cui l&#039;Unione Europea dovette ripensare e in parte ridimensionare le proprie ambizioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ha avuto così inizio il cammino che avrebbe poi portato al Trattato di Lisbona, con il quale si abbandonò formalmente la Costituzione, pur mantenendone la sostanza. Dopo la bocciatura dei referendum, l&#039;unica strada percorribile risultò essere quella di uno strumento essenzialmente tecnico con un basso profilo politico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così, il 13 dicembre 2007, nella capitale portoghese, i capi di Stato e di governo degli Stati membri dell&#039;Unione firmarono il Trattato di Lisbona, che sarebbe entrato in vigore quasi due anni dopo, il 1° dicembre 2009.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;Parlamento europeo&#039;&#039;&#039; viene rafforzato grazie alle maggiori competenze in materia di bilancio,al ricorso della maggioranza qualificata in molti nuovi settori e sopratutto all&#039;estensione della procedura di codecisione che diventa la procedura legislativa ordinaria.In questo modo il Parlamento a sua volta eletto dai cittadini per mezzo delle elezioni europee si trova ora a operare in condizioni di parità con il consiglio (costituito dai capi di stato e governo degli stati membri) per quanto riguarda l&#039;attività legislativa,e quindi anche su temi come la libertà,la sicurezza e la giustizia&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;Consiglio dell&#039;Unione&#039;&#039;&#039; rimane un&#039;organo non permanente a formazione mutevole e a presidenza rotante. Il Trattato di Lisbona individua però per la prima volta due formazioni tipiche: Il consiglio affari generali che prepara le riunioni de consiglio europeo e il consiglio Affari esteri presieduto dall&#039;Alto rappresentante,che elabora l&#039;azione esterna dell&#039;unione secondo le linee definite dal consiglio europeo e ne assicura la coerenza.Per quanto riguarda il sistema di voto il consiglio delibera a maggioranza semplice tranne in alcuni casi in cui è richiesta la maggioranza qualificata.Dal 1 novembre 2014 è stato introdotto un complicato sistema di &amp;quot;doppia maggioranza&amp;quot;,basato sul 55% degli stati e sul 65% della popolazione:si tratta del riconoscimenti della doppia legittimità dell&#039;Unione(Stati e popoli). E&#039; inoltre possibile per un numero limitato di Stati manifestare una loro opposizione a una decisione eventualmente adottata dalla maggioranza e imporre al consiglio il riesame della questione.&lt;br /&gt;
* La &#039;&#039;&#039;commissione&#039;&#039;&#039; riceve una nuova ridenominazione (commissione europea),in seguito al Trattato di Lisbona riceve una più forte legittimazione democratica attraverso l&#039;eleggibilità parlamentare del presidente.Nel suo ambito viene inoltre istituito l&#039;Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza che riunisce le competenze attribuite precedentemente all&#039;Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune e al membro della commissione europea responsabile per le relazioni esterne,assumento il ruolo di vicepresidente della commissione. Si realizza così un legame orizzontale tra le politiche estere ed esterne dell&#039;Unione:in una prima veste L&#039;alto rappresentante guida la politica estera e di sicurezza dell&#039;Unione,agendo come &amp;quot;mandatario&amp;quot; del consiglio e presiedendone la formazione &amp;quot;Affari esteri&amp;quot;,nonchè contribuendo all&#039;elaborazioe di questa politica tramite iniziativa autonoma;nella seconda veste p incaricato delle relazioni esterne con i paesi terzi e degli altri aspetti dell&#039;azione esterna dell&#039;Unione,comprese la cooperazione allo sviluppo e la cooperazione economica-finanziaria.Nell&#039;esercizio di entrambi di questi ruoli e funzioni potrà avvalersi del servizio europeo dell&#039;azione esterna,una diplomazia comune composta da funzionari della commissione,degli Stati membri e del segretariato del consiglio.L&#039;alto rappresentante è incaricato inoltre della coordinazione dell&#039;azione dell&#039;Unione con i paesi terzi e ha il potere di presentare al consiglio proposte in materia.Questa figura introduce quindi una maggiore flessibilità nella dialettica tra unità e diversità all&#039;interno dell&#039;Unione grazie alla possibilità di instaurare cooperazioni rafforzate attivabili con procedure più semplici&lt;br /&gt;
* La &#039;&#039;&#039;Corte di giustizia dell&#039;UE,&#039;&#039;&#039; non più corte di giustizia delle comunità europee,si compone della corte di giustizia stessa,del Tribunale (in precedenza denominato tribunale di primo grado) e da tribunali specializzati&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;consiglio europeo,&#039;&#039;&#039; in precedenza organo politico diventa un&#039;organo giuridico,integrato nei trattati e soggetto al controllo della corte di giustizia. Esso continua a svolgere funzioni di orientamento e di impulso politico, in particolare nell&#039;individuazione degli indirizzi strategici della politica dell&#039;Unione e nei casi previsti dal trattato può intervenire nell&#039;attività normativa pronunciandosi all&#039;unanimità o a maggioranza qualificata a seconda dei casi. E&#039; inoltre dotato di un presidente stabile con il compito di rappresentare l&#039;Unione in sede internazionale,nominato dallo stesso consiglio europeo per due anni e mezzo e rinnovabile una sola volta.In questa modo si è assicurata una certa continuità istituzionale all&#039;attività del consiglio europeo:in precedenza si applicava il metodo della rotazione,per cui la presidenza ruotava tra tutti i paesi membri ogni sei mesi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le fonti del diritto UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le istituzioni dell&#039;UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Attualità e critiche ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== L&#039;Unione Europea dalla prospettiva marxista ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Russofobia ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari1</name></author>
	</entry>
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		<title>Unione europea</title>
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		<updated>2026-03-15T15:05:21Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari1: /* Trattato di Lisbona */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{S}}L&#039;unione europea è un&#039;istituzione politica sovranazionale dotata di personalità giuridica all&#039;interno del [[diritto internazionale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Principi e fondamenti giuridici ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;Unione europea è un&#039;organizzazione sovranazionale fondata su un insieme di principi politici e giuridici che regolano i rapporti tra gli Stati membri e le istituzioni comuni. Il suo ordinamento giuridico si è sviluppato progressivamente a partire dalla seconda metà del XX secolo con l’obiettivo dichiarato di promuovere la cooperazione economica, politica e sociale tra i paesi europei, garantendo al contempo stabilità, pace e tutela dei diritti fondamentali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I fondamenti giuridici dell&#039;Unione europea sono contenuti principalmente nei trattati istitutivi, che costituiscono la base dell’intero sistema normativo europeo. Questi trattati sono il risultato di un lungo processo di integrazione, iniziato con il Trattato di Roma del 1957 e successivamente sviluppato attraverso varie riforme, tra cui il Trattato di Maastricht del 1992 e il Trattato di Lisbona del 2007.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo percorso di integrazione, soprattutto negli anni successivi alla Seconda guerra mondiale, si sviluppò un ampio dibattito politico e giuridico riguardo alla forma istituzionale che avrebbe dovuto assumere il progetto europeo. Alcuni proponevano la creazione di una [[federazione]] sul modello di Stati federali già esistenti, come gli Stati Uniti; altri assumevano una posizione più prudente, preferendo una forma di cooperazione più limitata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La differenza principale risiedeva nel fatto che, mentre nella prospettiva federalista gli Stati membri trasferiscono una parte significativa della propria sovranità a un’autorità centrale dotata di poteri diretti sui cittadini,con un governo federale provvisto di ampie competenze legislative e una struttura istituzionale capace di adottare decisioni vincolanti per tutti gli Stati aderenti, nell’altra prospettiva l’integrazione avviene attraverso un’unione di Stati sovrani, in cui i governi nazionali continuano a mantenere la maggior parte dei propri poteri politici e giuridici. In questo secondo modello, per essere valida, l’unione deve basarsi su decisioni assunte all’unanimità tra gli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla fine, con l&#039;istituzione del Trattato di Maastricht e del Trattato di Lisbona, ha prevalso il secondo modello, trasformando quella che prima era semplicemente la Comunità economica europea in un&#039;entità dotata di un&#039;ampia personalità giuridica: l&#039;Unione europea.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uno dei principi fondamentali dell’ordinamento giuridico dell’Unione è il principio di attribuzione delle competenze. In base a questo principio, l’Unione può esercitare solo le competenze che gli Stati membri le hanno esplicitamente conferito attraverso i trattati. Tutte le competenze non attribuite all’Unione restano pertanto agli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altri principi come quello di principi di sussidiarietà e proporzionalità si sono sviluppati progressivamente nel corso del tempo, ma sono stati formalmente inseriti nei trattati negli anni Novanta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[principio di sussidarietà]] iniziò a comparire nel dibattito sull’integrazione europea già negli anni Settanta. Una prima formulazione esplicita si trova nel Rapporto Tindemans del 1975, che proponeva di attribuire alle istituzioni europee soltanto quelle competenze che gli Stati membri non erano in grado di esercitare efficacemente da soli. Successivamente il concetto fu ripreso in diversi progetti di riforma istituzionale negli anni Ottanta. Tuttavia, esso venne formalmente introdotto nel diritto dell’Unione europea con il Trattato di Maastricht del 1992, che lo inserì tra i principi fondamentali per regolare la ripartizione delle competenze tra l’Unione e gli Stati membri. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il principio di proporzionalità, invece, ha origini leggermente precedenti nel diritto comunitario. Esso era già stato elaborato nella giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea negli anni Settanta come criterio per controllare che le istituzioni comunitarie non adottassero misure eccessive rispetto agli obiettivi perseguiti. Anche questo principio fu poi riconosciuto esplicitamente nei trattati e consolidato con il Trattato di Maastricht del 1992, insieme al principio di sussidiarietà.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema giuridico dell’Unione europea si caratterizza inoltre per alcune peculiarità che lo distinguono dal diritto internazionale tradizionale. In particolare, la giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea ha affermato due principi fondamentali: il principio del primato del diritto dell’Unione e quello dell’effetto diretto. Il primato stabilisce che, in caso di conflitto, le norme del diritto dell’Unione prevalgono su quelle nazionali degli Stati membri. L’effetto diretto, invece, consente ai cittadini di invocare alcune norme europee direttamente davanti ai giudici nazionali senza la necessità di un recepimento nella legislazione interna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Storia ==&lt;br /&gt;
La fine della Seconda guerra mondiale vide l&#039;Europa fare i conti non solo con milioni di morti, ma anche con un&#039;economia in crisi, in un contesto geopolitico in cui USA e URSS erano risultate le principali vincitrici del conflitto. Alcuni intellettuali, politici e statisti, tra cui Robert Schuman (ministro degli Esteri francese), Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer (rispettivamente capi del governo italiano e tedesco), avviarono una strategia tesa all&#039;unificazione dell&#039;Europa. L&#039;obiettivo principale era impedire il riprodursi di situazioni politiche, economiche e militari che avevano portato il mondo al disastro della guerra. Si sottolineava, in particolare, la necessità di ricucire lo stretto legame tra Francia e Germania, che fino ad allora erano state al centro della &amp;quot;patologia&amp;quot; dei rapporti tra i paesi europei.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All&#039;origine fu soprattutto un accordo di tipo economico: Robert Schuman propose di mettere l&#039;insieme della produzione franco-tedesca di carbone e acciaio sotto un&#039;alta autorità comune, nel quadro di un&#039;organizzazione alla quale avrebbero poi potuto aderire anche altri paesi. La dichiarazione rappresentò così l&#039;inizio del processo di cooperazione tra gli Stati europei, sebbene all&#039;inizio si trattasse soltanto di un&#039;unione di Stati e di cooperazione organizzativa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sorsero non solo diverse organizzazioni che operavano senza un reale collegamento tra loro, come l&#039;OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), l&#039;UEO (Unione europea occidentale) e la NATO (Organizzazione del Trattato dell&#039;Atlantico del Nord), ma anche le Comunità europee: dapprima, con il Trattato di Parigi, la CECA (Comunità europea del carbone e dell&#039;acciaio); quindi la CEE (Comunità economica europea) e la CEEA o EURATOM (Comunità europea dell&#039;energia atomica), entrambe nate il 25 marzo 1957 con la firma dei Trattati di Roma.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;accordo istitutivo della CECA scadeva dopo 50 anni dalla sua entrata in vigore, il 23 luglio 2002. A quella data, gli Stati membri hanno deciso di non rinnovarlo: l&#039;organizzazione si è quindi sciolta e le relative competenze sono state trasferite all&#039;Unione Europea. L&#039;EURATOM, invece, è ancora formalmente operante, sebbene svolga un ruolo marginale rispetto all&#039;Unione, pur non essendo giuridicamente assorbita da quest&#039;ultima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare, la creazione della Comunità economica europea,alla quale fu assegnato il compito di promuovere, mediante l&#039;instaurazione di un mercato comune e il graduale ravvicinamento delle politiche economiche degli Stati membri, uno sviluppo armonioso delle attività economiche nell&#039;insieme delle Comunità (art. 2 TCEE),segna il reale passaggio dalla cooperazione all&#039;integrazione. Per la prima volta venne introdotto un organo dotato di ampia indipendenza deliberativa rispetto agli Stati membri e con forti poteri decisionali nei confronti delle imprese del settore, eliminando le barriere commerciali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Successivamente, con il Trattato di Bruxelles del 1965, si creò il primo scheletro delle istituzioni così come sono oggi. Ciò avvenne fondendo gli esecutivi in un&#039;unica Commissione e un unico Consiglio, oltre a istituire un bilancio unico per le tre Comunità. L&#039;unificazione riguardava però solo gli organi, non le competenze, che restavano distinte: le Comunità continuavano infatti a esercitare poteri differenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== I trattati istitutivi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il trattato di Roma ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la firma del Trattato di Roma Francia,Germania,Italia,Belgio,Olanda e Lussemburgo posero la prima pietra della costruzione dell&#039;Unione Europea attraverso l&#039;istituzione della comunità economica europea. Questo trattato era costituito da 240 articoli,suddiviso in sei parti distinte e preceduto da un preambolo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* la prima parte era dedicata ai principi che avevano ispirato la comunità economica europea attraverso il mercato comune,l&#039;unione doganale e le politiche comuni;&lt;br /&gt;
* la secondo parte riguardava i fondamenti della comunità;essa comprendeva quattro titoli rispettivamente alla libera circolazione delle merci,all&#039;agricoltura ,alla libera circolazione delle persone,dei servizi e dei capitali e dei trasporti.&lt;br /&gt;
* la terza parte riguardava le politiche comuni e comprendeva quattro titoli relativi alle norme comuni,alla politica economica,alla politica sociale e alla banca europea degli investimenti;&lt;br /&gt;
* la quarta parte era dedicata all&#039;associazione dei paesi e dei territori d&#039;oltremare&lt;br /&gt;
* la quinta riguardava le istituzioni e includeva un titolo sulle disposizioni istituzionali e un&#039;altro sulle disposizioni finanziarie&lt;br /&gt;
* l&#039;ultima parte erano delle disposizioni generali e finali&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;intenzione degli Stati firmatari era di creare un mercato comune in cui fosse garantita una libera circolazione dei prodotti (merci e servizi) e dei fattori produttivi (capitale e lavoro), così da eliminare ogni barriera protezionistica e garantire agli Stati maggiori possibilità di espansione. In vista di questo obiettivo furono garantite quattro libertà fondamentali: la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A livello di politica economica, ciò si concretizzò in un regime liberista improntato al principio del mercato aperto e della libera concorrenza, senza il quale la libera circolazione non si sarebbe mai potuta attuare. Questi obbiettivi economici si sono poi realizzati in diverse tappe:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Unione doganale:&#039;&#039;&#039; avviata dal primo luglio 1968 ha comportato la soppressione dei dazi doganali all&#039;interno dell&#039;alora comunità e l&#039;applicazione di una tariffa doganale comune (TDC) applicata alle importazioni dei paesi terzi. Le restrizioni quantitative agli scambi sono state abolite il 31 dicembre 1960 tranne per quelle agricole dove le restrizioni sono state mantenute fino al 1974;&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Accordo di Shengen:&#039;&#039;&#039; è ciò che ha permesso l&#039;effettiva liberalizzazione della circolazione delle persone e la soppressione dei controlli alle frontiere interne tra gli Stati membri, in seguito alla firma avvenuta il 18 giugno 1985 tra Francia, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo e Germania. Successivamente hanno aderito anche gli altri paesi dell&#039;Unione Europea, sebbene attualmente ne siano momentaneamente esclusi Cipro, Croazia, Bulgaria e Romania, che dovrebbero entrare nei prossimi anni. Allo spazio Schengen hanno inoltre aderito anche paesi non UE come Norvegia, Svizzera, Islanda e Liechtenstein, mentre non ne fanno parte Irlanda e Regno Unito.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Atto unico europeo(AUE):&#039;&#039;&#039; fu firmato a Lussemburgo il 17 febbraio 1986 da nove Stati membri e il 28 febbraio 1986 da Danimarca, Italia e Grecia. Esso entrò in vigore il 1° luglio 1987 con l&#039;obiettivo di rilanciare il processo di costruzione europea e realizzare il mercato interno. L&#039;Atto Unico riprese alcuni temi che erano stati oggetto di precedenti trattative internazionali, riguardanti in particolare gli aspetti istituzionali e le politiche europee. Vennero modificati alcuni elementi del Trattato di Roma, attribuendo al Parlamento europeo un ruolo più incisivo e alla Commissione quello di mediatore tra Parlamento e Consiglio nello sviluppo della procedura di cooperazione (ex art. 252 del Trattato CE, antecedente al Trattato di Lisbona).  Tali modifiche valorizzarono il ruolo del Parlamento, assegnandogli il potere di pronunciarsi sull&#039;ammissione di nuovi Stati membri e di concludere accordi con associazioni di paesi terzi e con organizzazioni internazionali.  L&#039;Atto Unico Europeo sancì inoltre l&#039;esistenza del Consiglio europeo, pur senza precisarne compiutamente le competenze, istituzionalizzando di fatto i vertici periodici tra i capi di Stato e di governo.Furono inoltre gettate le basi del Tribunale di primo grado, con l&#039;obiettivo di snellire il carico di lavoro della Corte di Giustizia europea e di introdurre un doppio grado di giudizio, analogamente a quanto avviene nelle giurisdizioni nazionali.Inoltre, l&#039;Atto ha ampliato gli ambiti di competenza della Comunità, offrendo una base giuridica per l&#039;azione comune in settori quali il mercato interno, la politica monetaria, la politica sociale, l&#039;ambiente e la ricerca scientifica e tecnologica. Particolare rilievo venne attribuito alla convergenza delle politiche economiche e monetarie (art. 102A del TCE, introdotto dall&#039;Atto Unico Europeo). Per quanto riguarda la coesione economica e sociale, furono invece adottate politiche strutturali volte a ridurre il divario esistente tra le diverse regioni, al fine di colmare il ritardo di quelle più svantaggiate. Gli strumenti operativi individuati per raggiungere tale obiettivo furono i fondi strutturali. Pur rappresentando una tappa fondamentale nel processo di integrazione europea, l&#039;Atto evidenziò come per arrivare a un&#039;autentica Unione Europea fossero necessarie ulteriori riforme istituzionali, preparando il terreno per il successivo Trattato di Maastricht&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il trattato dell&#039; Unione Europea (o trattato di Maastricht) ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fu firmato a Maastricht il 7 febbraio 1992 dai 12 paesi che costituivano la comunità europea ed è entrato in vigore il 1 novembre 1993,è considerato la tappa decisiva per l&#039;affermazione politica-istituzionale dell&#039;Europa,sancendo la nascita dell&#039;Unione Europea.La conseguenza è stata una più larga cessione volontaria da parte degli stati-nazione membri di sovranità con l&#039;obbiettivo di favorire il potenziamento economico e una maggiore integrazione politica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare il trattato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;ha creato una nuova struttura a 3 pilastri:&#039;&#039;&#039; il primo pilastro è costituito dall&#039;ordinamento comunitario ereditando le disposizioni previste dal trattato istitutivo della comunità europea,e quindi di tutte le organizzazione precedentemente create (CECA e EURATOM).Le principali modifiche riguardano principalmente l&#039;apparato istituzionale,ampliamento e rafforzamento di competenze,introducendo anche il principio di sussidarietà.Il secondo pilastro regolato dal titolo V del trattato istituisce una politica comune nei settori della politica estera e della sicurezza (PESC) dove i governi degli stati membri adottano una cooperazione sistematica e azioni comuni.Infine, il terzo pilastro, disciplinato dal Titolo VI del Trattato, era volto alla cooperazione nei settori della giustizia e degli affari interni (CGAI), che fino ad allora era stata condotta in modo occasionale e informale tra gli Stati membri. L&#039;obiettivo enunciato nel preambolo era &amp;quot;garantire la libera circolazione delle persone, assicurando nel contempo la sicurezza dei loro popoli&amp;quot;.Per realizzare questo obiettivo furono individuate questioni di interesse comune, quali la politica di asilo, l&#039;immigrazione e la cooperazione giudiziaria in materia civile e penale. La loro trattazione rimaneva tuttavia di esclusiva competenza degli Stati membri, sebbene fosse prevista la possibilità di un successivo trasferimento all&#039;Unione. In particolare, il Trattato di Maastricht ha rappresentato un passo in avanti rispetto all&#039;Accordo di Schengen, prevedendo la possibilità di elaborare politiche comuni in materia di immigrazione e di trattamento dei cittadini di paesi terzi. A tal fine fu adottata la logica intergovernativa, nella quale il principio di unanimità riveste un ruolo centrale per l&#039;adozione di qualsiasi provvedimento.  Questa struttura a tre pilastri rappresentò un compromesso tra gli Stati membri: da un lato, coloro che desideravano un contesto giuridico unitario; dall&#039;altro, quelli che intendevano salvaguardare il potere decisionale nazionale. Se per il primo pilastro fu mantenuto il metodo comunitario,per il secondo e il terzo fu adottato il metodo intergovernativo.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;sei nuovi settori:&#039;&#039;&#039; nuove politiche comuni (reti transeuropee,politica industriale,tutela dei consumatori,istruzione e formazione professionale,gioventù e cultura).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;unione monetaria:&#039;&#039;&#039; sono stati fissati i principi e le disposizioni per l&#039;introduzione dell&#039;Euro&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;procedura di codecisione:&#039;&#039;&#039; ciò che era stato già ideato nell&#039;AUE viene disciplinato,con questo trattato il Parlamento europeo viene assegnato il potere di adottare una serie di atti congiuntamente con il consiglio dell&#039;Unione Europea;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per quanto riguarda l&#039;assetto istituzionale maggiore rilevanza fu data al Parlamento europeo che ha assunto un ruolo più rilevante nella formazione degli atti giuridici e una maggiore rappresentività dei partiti politici. Alla commissione fu aumentata di 1 anno (da 4 a 5) la durata del suo mandato per uniformarla al resto del Parlamento,relativamente al consiglio si è intervenuto sui meccanismi decisionali per snellire le procedure allo scopo dichiarato di renderle più efficienti e democratiche:ciò ha favorito il ricordo alla &#039;&#039;maggioranza qualificata&#039;&#039;  per la maggior parte delle decisioni contemplate dalla procedura di codecisione e per tutte le decisioni adottate secondo la procedura di cooperazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altre modifiche di tipo istituzionale hanno riguardato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;La corte dei conti:&#039;&#039;&#039; incaricata di effettuare il controllo contabile e l&#039;esame del bilancio dell&#039;Unione e divenuta una istituzione europea con Maastricht&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;istituto monetario europeo:&#039;&#039;&#039; cui era affidato il compito di gestire il processo per l&#039;introduzione dell&#039;Euro e che avrebbe ceduto il passo alla banca centrale europea (BCE) con l&#039;effettiva circolazione della nuova moneta&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Il comitato delle regioni:&#039;&#039;&#039; nuovo organo a carattere consultivo composto dai rappresentanti degli enti regionali e con una struttura analoga a quella del già operante comitato economico e sociale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Amsterdam ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Firmato il 2 ottobre 1997 ed entrato in vigore il 1 maggio 1999 è il risultato di due anni di confronti e trattative nell&#039;ambito della conferenza dei rappresentati dei governi degli stati membri(iniziata nel maggio 1997 e terminata il 18 giugno 1997) la cui istituzione era già prevista dal trattato di Maastricht che nelle disposizioni finali invitava gli stati membri a convocare una conferenza intergovernativa (CIG) per la sua revisione.L&#039;obbiettivo,in primo luogo era il riassetto delle condizioni politiche e istituzionali dell&#039; Unione per affrontare le sfide del futuro nelle migliori condizioni tenendo conto della rapida evoluzione del quadro internazionale e dell&#039;adesione dei nuovi stati membri provenienti in particolare dall&#039;Europa orientale e alla globalizzazione dell&#039;economia e le sue ripercussioni sull&#039;occupazione,al terrorismo,alla criminalità internazionale,al traffico di stupefacenti,agli squilibri ecologici e ai rischi per la salute pubblica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ciò si è realizzato attraverso una modifica e una ridenominazione dei trattati UE e CE, intervenendo su quattro obiettivi fondamentali:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* porre l&#039;occupazione e i diritti dei cittadini come punto principale dell&#039;Unione&lt;br /&gt;
* eliminare gli ultimi ostacoli alla libera circolazione e rafforzare la sicurezza&lt;br /&gt;
* permettere all&#039;Europa di esercitare maggiore influenza sulla scena mondiale&lt;br /&gt;
* rendere più efficace l&#039;architettura istituzionale dell&#039;Unione&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con il trattato di Amsterdam si sono quindi rafforzati i poteri delle istituzioni europee,in particolare del Parlamento e posta una maggiore attenzione per il cittadino europeo attraverso misure per combattere la disoccupazione el&#039;esclusione sociale.Inoltre i considerazioni dei mutamenti economici e sociali intervenuti nel mercato dei prodotti e dei servizi la politica dei consumatori è diventata competenza dell&#039;Unione. Per quanto riguarda gli aspetti burocratici, in particolare i procedimenti decisionali c&#039; è stata una profonda revisione nel senso della semplificazione attraverso una estensione della procedura di codecisione a nuove materie e ampliando i casi in cui il consiglio può decidere a maggioranza qualificata invece che all&#039;unanimità Con Amsterdam il terzo pilastro non è stato cancellato ma è diventato un&#039;ambito politico-istituzionale che si occupa solo di cooperazione di polizia e giudiziari in materia penale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nonostante i nuovi ambiti di competenza introdotti i risultati raggiunti non sono apparsi soddisfacenti in particolare per quanto riguarda gli adeguamenti istituzionali in previsione di un&#039;allargamento dell&#039;Unione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Nizza ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Approvato dal consiglio europeo di Nizza l&#039;11 dicembre 2000 e firmato il 26 febbraio  2001 al termine di una lunga trattativa diplomatica è entrato in vigore il 1 febbraio 2003. Anche il trattato di Amsterdam prevedeva esattamente come il trattato di Maastricht in un protocollo allegato la possibilità di una revisione ad opera di una conferenza intergovernativa,che, in questo caso venne avviata il 14 febbraio 2000 allo scopo di adattare le istituzioni europee all&#039;acquisizione di nuovo membri avviando le riforme istituzionali che il trattato di Amsterdam non era riuscito a fare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le principali modifiche sono state:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;estensione del voto a maggioranza qualificata e una nuova ponderazione dei voti in seno al consiglio:&#039;&#039;&#039; lo scopo era evitare lo &amp;quot;stallo decisionale&amp;quot;,per cui si sono limitati i casi per cui un paese possa oppore un veto.Tuttavia alcuni paesi mantennero un veto nella possibilità di oppore un veto su alcuni settori(il Regno unito per fisco e sicurezza sociale,la Germania per asilo e immigrazione,la Spagna per i fondi strutturali e la Francia per l&#039;audiovisivo)&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;semplificazione delle procedure per l&#039;attivazione della cooperazione rafforzata:&#039;&#039;&#039; Il trattato di Amsterdam prevedeva la possibilità per gli stati membri di cooperare nell&#039;interesse dell&#039;unione anche qualora non tutti fossero disposti a parteciparvi nell&#039;immediato.Il trattato di Nizza ha consolidato questa procedura eliminando la facoltà per ogni membro di opporre un veto a una cooperazione rafforzata imponendo un minimo di otto stati per avviare una cooperazione  e prevedendo la possibilità di estendere il meccanismo alla politica estera e di sicurezza,esclusa però la difesa.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;riforma del sistema giurisdizionale&#039;&#039;&#039; dell&#039;unione,attraverso una nuova riapartizione di seggi nel parlamento europeo e l&#039;estensione della procedura di codecisione&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;la modifica della struttura delle istituzioni,&#039;&#039;&#039; in particolare per quanto riguarda la commissione europea.Il trattato statuì di limitare a partire dal 2005 la composzione della commissione assegnando un rappresentante a ogni stato membro.Furono anche rafforzati i poteri del presidente della commissione,consentendogli di decidere la suddivisione del portafogli e di porcedere a un rimpasto delle competenze durante il mandato. Fu inoltre rafforzato il ruolo di colegislatore del parlamento.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;modifica della procedura relativa alla constatazione di una grave violazione di uno stato membro,&#039;&#039;&#039; di uno o più principi fondamentali dell&#039;Unione.Il trattato ha introdotto una fase di preallarme che consente di intervenire con raccomandazioni qual&#039;ora c&#039; è l&#039; evidente rischio di violazione (non più quindi una violazione certa) dei principi fondamentali da parte di uno Stato. Prima di procedere in tal senso era prevista la possibilità di far intervenire personalità indipendenti al fine di presentare un rapporto sullo stato membro in questione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Allegati al trattato di Nizza si trovano anche protocolli addizionali e varie dichiarazioni adottare dalla conferenza intergovernativa.Importante fu la &#039;&#039;&#039;dichiarazione sul futuro dell&#039; unione&#039;&#039;&#039; nella quale gli stati membri auspicano al&#039;avvio di un dibattito più ampio e approfondito sul futuro dell&#039;Unione Europea.Essa individuava quattro grandi temi di riflessione:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;delimitazione delle competenze&#039;&#039;&#039; tra l&#039;unione Europea e gli stati membri,che rispecchi il principio di sussidarietà&lt;br /&gt;
* lo status della &#039;&#039;&#039;carta dei diritti fondamentali dell&#039;unione Europea,&#039;&#039;&#039; proclamata a Nizza&lt;br /&gt;
* la &#039;&#039;&#039;semplificazione dei trattati,&#039;&#039;&#039; al fine di renderli più chiari e meglio comprensibili senza modificarne la sostanza&lt;br /&gt;
* il ruolo &#039;&#039;&#039;dei parlamenti nazionali&#039;&#039;&#039; nell&#039;architettura europea&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre anche in questo caso viene prevista la possibilità di convocare nel 2004 una nuova conferenza intergovernativa per procedere a ulteriori revisioni e integrazioni&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Lisbona ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 2004, al termine di un lungo e complesso iter diplomatico, è stato approvato il Trattato che adotta una Costituzione per l&#039;Europa. Tuttavia, questo processo subì un&#039;arresto a seguito dell&#039;esito negativo dei referendum promossi in Francia e nei Paesi Bassi. A seguito di questa bocciatura si iniziò a parlare di fallimento costituzionale dell&#039;Europa, che portò a un nuovo periodo di riflessione in cui l&#039;Unione Europea dovette ripensare e in parte ridimensionare le proprie ambizioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ha avuto così inizio il cammino che avrebbe poi portato al Trattato di Lisbona, con il quale si abbandonò formalmente la Costituzione, pur mantenendone la sostanza. Dopo la bocciatura dei referendum, l&#039;unica strada percorribile risultò essere quella di uno strumento essenzialmente tecnico con un basso profilo politico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così, il 13 dicembre 2007, nella capitale portoghese, i capi di Stato e di governo degli Stati membri dell&#039;Unione firmarono il Trattato di Lisbona, che sarebbe entrato in vigore quasi due anni dopo, il 1° dicembre 2009.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le fonti del diritto UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le istituzioni dell&#039;UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Attualità e critiche ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== L&#039;Unione Europea dalla prospettiva marxista ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Russofobia ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari1</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Unione_europea&amp;diff=6438</id>
		<title>Unione europea</title>
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		<updated>2026-03-15T15:04:36Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari1: /* Trattato di Lisbona */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{S}}L&#039;unione europea è un&#039;istituzione politica sovranazionale dotata di personalità giuridica all&#039;interno del [[diritto internazionale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Principi e fondamenti giuridici ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;Unione europea è un&#039;organizzazione sovranazionale fondata su un insieme di principi politici e giuridici che regolano i rapporti tra gli Stati membri e le istituzioni comuni. Il suo ordinamento giuridico si è sviluppato progressivamente a partire dalla seconda metà del XX secolo con l’obiettivo dichiarato di promuovere la cooperazione economica, politica e sociale tra i paesi europei, garantendo al contempo stabilità, pace e tutela dei diritti fondamentali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I fondamenti giuridici dell&#039;Unione europea sono contenuti principalmente nei trattati istitutivi, che costituiscono la base dell’intero sistema normativo europeo. Questi trattati sono il risultato di un lungo processo di integrazione, iniziato con il Trattato di Roma del 1957 e successivamente sviluppato attraverso varie riforme, tra cui il Trattato di Maastricht del 1992 e il Trattato di Lisbona del 2007.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo percorso di integrazione, soprattutto negli anni successivi alla Seconda guerra mondiale, si sviluppò un ampio dibattito politico e giuridico riguardo alla forma istituzionale che avrebbe dovuto assumere il progetto europeo. Alcuni proponevano la creazione di una [[federazione]] sul modello di Stati federali già esistenti, come gli Stati Uniti; altri assumevano una posizione più prudente, preferendo una forma di cooperazione più limitata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La differenza principale risiedeva nel fatto che, mentre nella prospettiva federalista gli Stati membri trasferiscono una parte significativa della propria sovranità a un’autorità centrale dotata di poteri diretti sui cittadini,con un governo federale provvisto di ampie competenze legislative e una struttura istituzionale capace di adottare decisioni vincolanti per tutti gli Stati aderenti, nell’altra prospettiva l’integrazione avviene attraverso un’unione di Stati sovrani, in cui i governi nazionali continuano a mantenere la maggior parte dei propri poteri politici e giuridici. In questo secondo modello, per essere valida, l’unione deve basarsi su decisioni assunte all’unanimità tra gli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla fine, con l&#039;istituzione del Trattato di Maastricht e del Trattato di Lisbona, ha prevalso il secondo modello, trasformando quella che prima era semplicemente la Comunità economica europea in un&#039;entità dotata di un&#039;ampia personalità giuridica: l&#039;Unione europea.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uno dei principi fondamentali dell’ordinamento giuridico dell’Unione è il principio di attribuzione delle competenze. In base a questo principio, l’Unione può esercitare solo le competenze che gli Stati membri le hanno esplicitamente conferito attraverso i trattati. Tutte le competenze non attribuite all’Unione restano pertanto agli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altri principi come quello di principi di sussidiarietà e proporzionalità si sono sviluppati progressivamente nel corso del tempo, ma sono stati formalmente inseriti nei trattati negli anni Novanta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[principio di sussidarietà]] iniziò a comparire nel dibattito sull’integrazione europea già negli anni Settanta. Una prima formulazione esplicita si trova nel Rapporto Tindemans del 1975, che proponeva di attribuire alle istituzioni europee soltanto quelle competenze che gli Stati membri non erano in grado di esercitare efficacemente da soli. Successivamente il concetto fu ripreso in diversi progetti di riforma istituzionale negli anni Ottanta. Tuttavia, esso venne formalmente introdotto nel diritto dell’Unione europea con il Trattato di Maastricht del 1992, che lo inserì tra i principi fondamentali per regolare la ripartizione delle competenze tra l’Unione e gli Stati membri. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il principio di proporzionalità, invece, ha origini leggermente precedenti nel diritto comunitario. Esso era già stato elaborato nella giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea negli anni Settanta come criterio per controllare che le istituzioni comunitarie non adottassero misure eccessive rispetto agli obiettivi perseguiti. Anche questo principio fu poi riconosciuto esplicitamente nei trattati e consolidato con il Trattato di Maastricht del 1992, insieme al principio di sussidiarietà.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema giuridico dell’Unione europea si caratterizza inoltre per alcune peculiarità che lo distinguono dal diritto internazionale tradizionale. In particolare, la giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea ha affermato due principi fondamentali: il principio del primato del diritto dell’Unione e quello dell’effetto diretto. Il primato stabilisce che, in caso di conflitto, le norme del diritto dell’Unione prevalgono su quelle nazionali degli Stati membri. L’effetto diretto, invece, consente ai cittadini di invocare alcune norme europee direttamente davanti ai giudici nazionali senza la necessità di un recepimento nella legislazione interna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Storia ==&lt;br /&gt;
La fine della Seconda guerra mondiale vide l&#039;Europa fare i conti non solo con milioni di morti, ma anche con un&#039;economia in crisi, in un contesto geopolitico in cui USA e URSS erano risultate le principali vincitrici del conflitto. Alcuni intellettuali, politici e statisti, tra cui Robert Schuman (ministro degli Esteri francese), Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer (rispettivamente capi del governo italiano e tedesco), avviarono una strategia tesa all&#039;unificazione dell&#039;Europa. L&#039;obiettivo principale era impedire il riprodursi di situazioni politiche, economiche e militari che avevano portato il mondo al disastro della guerra. Si sottolineava, in particolare, la necessità di ricucire lo stretto legame tra Francia e Germania, che fino ad allora erano state al centro della &amp;quot;patologia&amp;quot; dei rapporti tra i paesi europei.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All&#039;origine fu soprattutto un accordo di tipo economico: Robert Schuman propose di mettere l&#039;insieme della produzione franco-tedesca di carbone e acciaio sotto un&#039;alta autorità comune, nel quadro di un&#039;organizzazione alla quale avrebbero poi potuto aderire anche altri paesi. La dichiarazione rappresentò così l&#039;inizio del processo di cooperazione tra gli Stati europei, sebbene all&#039;inizio si trattasse soltanto di un&#039;unione di Stati e di cooperazione organizzativa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sorsero non solo diverse organizzazioni che operavano senza un reale collegamento tra loro, come l&#039;OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), l&#039;UEO (Unione europea occidentale) e la NATO (Organizzazione del Trattato dell&#039;Atlantico del Nord), ma anche le Comunità europee: dapprima, con il Trattato di Parigi, la CECA (Comunità europea del carbone e dell&#039;acciaio); quindi la CEE (Comunità economica europea) e la CEEA o EURATOM (Comunità europea dell&#039;energia atomica), entrambe nate il 25 marzo 1957 con la firma dei Trattati di Roma.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;accordo istitutivo della CECA scadeva dopo 50 anni dalla sua entrata in vigore, il 23 luglio 2002. A quella data, gli Stati membri hanno deciso di non rinnovarlo: l&#039;organizzazione si è quindi sciolta e le relative competenze sono state trasferite all&#039;Unione Europea. L&#039;EURATOM, invece, è ancora formalmente operante, sebbene svolga un ruolo marginale rispetto all&#039;Unione, pur non essendo giuridicamente assorbita da quest&#039;ultima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare, la creazione della Comunità economica europea,alla quale fu assegnato il compito di promuovere, mediante l&#039;instaurazione di un mercato comune e il graduale ravvicinamento delle politiche economiche degli Stati membri, uno sviluppo armonioso delle attività economiche nell&#039;insieme delle Comunità (art. 2 TCEE),segna il reale passaggio dalla cooperazione all&#039;integrazione. Per la prima volta venne introdotto un organo dotato di ampia indipendenza deliberativa rispetto agli Stati membri e con forti poteri decisionali nei confronti delle imprese del settore, eliminando le barriere commerciali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Successivamente, con il Trattato di Bruxelles del 1965, si creò il primo scheletro delle istituzioni così come sono oggi. Ciò avvenne fondendo gli esecutivi in un&#039;unica Commissione e un unico Consiglio, oltre a istituire un bilancio unico per le tre Comunità. L&#039;unificazione riguardava però solo gli organi, non le competenze, che restavano distinte: le Comunità continuavano infatti a esercitare poteri differenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== I trattati istitutivi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il trattato di Roma ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la firma del Trattato di Roma Francia,Germania,Italia,Belgio,Olanda e Lussemburgo posero la prima pietra della costruzione dell&#039;Unione Europea attraverso l&#039;istituzione della comunità economica europea. Questo trattato era costituito da 240 articoli,suddiviso in sei parti distinte e preceduto da un preambolo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* la prima parte era dedicata ai principi che avevano ispirato la comunità economica europea attraverso il mercato comune,l&#039;unione doganale e le politiche comuni;&lt;br /&gt;
* la secondo parte riguardava i fondamenti della comunità;essa comprendeva quattro titoli rispettivamente alla libera circolazione delle merci,all&#039;agricoltura ,alla libera circolazione delle persone,dei servizi e dei capitali e dei trasporti.&lt;br /&gt;
* la terza parte riguardava le politiche comuni e comprendeva quattro titoli relativi alle norme comuni,alla politica economica,alla politica sociale e alla banca europea degli investimenti;&lt;br /&gt;
* la quarta parte era dedicata all&#039;associazione dei paesi e dei territori d&#039;oltremare&lt;br /&gt;
* la quinta riguardava le istituzioni e includeva un titolo sulle disposizioni istituzionali e un&#039;altro sulle disposizioni finanziarie&lt;br /&gt;
* l&#039;ultima parte erano delle disposizioni generali e finali&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;intenzione degli Stati firmatari era di creare un mercato comune in cui fosse garantita una libera circolazione dei prodotti (merci e servizi) e dei fattori produttivi (capitale e lavoro), così da eliminare ogni barriera protezionistica e garantire agli Stati maggiori possibilità di espansione. In vista di questo obiettivo furono garantite quattro libertà fondamentali: la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A livello di politica economica, ciò si concretizzò in un regime liberista improntato al principio del mercato aperto e della libera concorrenza, senza il quale la libera circolazione non si sarebbe mai potuta attuare. Questi obbiettivi economici si sono poi realizzati in diverse tappe:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Unione doganale:&#039;&#039;&#039; avviata dal primo luglio 1968 ha comportato la soppressione dei dazi doganali all&#039;interno dell&#039;alora comunità e l&#039;applicazione di una tariffa doganale comune (TDC) applicata alle importazioni dei paesi terzi. Le restrizioni quantitative agli scambi sono state abolite il 31 dicembre 1960 tranne per quelle agricole dove le restrizioni sono state mantenute fino al 1974;&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Accordo di Shengen:&#039;&#039;&#039; è ciò che ha permesso l&#039;effettiva liberalizzazione della circolazione delle persone e la soppressione dei controlli alle frontiere interne tra gli Stati membri, in seguito alla firma avvenuta il 18 giugno 1985 tra Francia, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo e Germania. Successivamente hanno aderito anche gli altri paesi dell&#039;Unione Europea, sebbene attualmente ne siano momentaneamente esclusi Cipro, Croazia, Bulgaria e Romania, che dovrebbero entrare nei prossimi anni. Allo spazio Schengen hanno inoltre aderito anche paesi non UE come Norvegia, Svizzera, Islanda e Liechtenstein, mentre non ne fanno parte Irlanda e Regno Unito.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Atto unico europeo(AUE):&#039;&#039;&#039; fu firmato a Lussemburgo il 17 febbraio 1986 da nove Stati membri e il 28 febbraio 1986 da Danimarca, Italia e Grecia. Esso entrò in vigore il 1° luglio 1987 con l&#039;obiettivo di rilanciare il processo di costruzione europea e realizzare il mercato interno. L&#039;Atto Unico riprese alcuni temi che erano stati oggetto di precedenti trattative internazionali, riguardanti in particolare gli aspetti istituzionali e le politiche europee. Vennero modificati alcuni elementi del Trattato di Roma, attribuendo al Parlamento europeo un ruolo più incisivo e alla Commissione quello di mediatore tra Parlamento e Consiglio nello sviluppo della procedura di cooperazione (ex art. 252 del Trattato CE, antecedente al Trattato di Lisbona).  Tali modifiche valorizzarono il ruolo del Parlamento, assegnandogli il potere di pronunciarsi sull&#039;ammissione di nuovi Stati membri e di concludere accordi con associazioni di paesi terzi e con organizzazioni internazionali.  L&#039;Atto Unico Europeo sancì inoltre l&#039;esistenza del Consiglio europeo, pur senza precisarne compiutamente le competenze, istituzionalizzando di fatto i vertici periodici tra i capi di Stato e di governo.Furono inoltre gettate le basi del Tribunale di primo grado, con l&#039;obiettivo di snellire il carico di lavoro della Corte di Giustizia europea e di introdurre un doppio grado di giudizio, analogamente a quanto avviene nelle giurisdizioni nazionali.Inoltre, l&#039;Atto ha ampliato gli ambiti di competenza della Comunità, offrendo una base giuridica per l&#039;azione comune in settori quali il mercato interno, la politica monetaria, la politica sociale, l&#039;ambiente e la ricerca scientifica e tecnologica. Particolare rilievo venne attribuito alla convergenza delle politiche economiche e monetarie (art. 102A del TCE, introdotto dall&#039;Atto Unico Europeo). Per quanto riguarda la coesione economica e sociale, furono invece adottate politiche strutturali volte a ridurre il divario esistente tra le diverse regioni, al fine di colmare il ritardo di quelle più svantaggiate. Gli strumenti operativi individuati per raggiungere tale obiettivo furono i fondi strutturali. Pur rappresentando una tappa fondamentale nel processo di integrazione europea, l&#039;Atto evidenziò come per arrivare a un&#039;autentica Unione Europea fossero necessarie ulteriori riforme istituzionali, preparando il terreno per il successivo Trattato di Maastricht&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il trattato dell&#039; Unione Europea (o trattato di Maastricht) ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fu firmato a Maastricht il 7 febbraio 1992 dai 12 paesi che costituivano la comunità europea ed è entrato in vigore il 1 novembre 1993,è considerato la tappa decisiva per l&#039;affermazione politica-istituzionale dell&#039;Europa,sancendo la nascita dell&#039;Unione Europea.La conseguenza è stata una più larga cessione volontaria da parte degli stati-nazione membri di sovranità con l&#039;obbiettivo di favorire il potenziamento economico e una maggiore integrazione politica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare il trattato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;ha creato una nuova struttura a 3 pilastri:&#039;&#039;&#039; il primo pilastro è costituito dall&#039;ordinamento comunitario ereditando le disposizioni previste dal trattato istitutivo della comunità europea,e quindi di tutte le organizzazione precedentemente create (CECA e EURATOM).Le principali modifiche riguardano principalmente l&#039;apparato istituzionale,ampliamento e rafforzamento di competenze,introducendo anche il principio di sussidarietà.Il secondo pilastro regolato dal titolo V del trattato istituisce una politica comune nei settori della politica estera e della sicurezza (PESC) dove i governi degli stati membri adottano una cooperazione sistematica e azioni comuni.Infine, il terzo pilastro, disciplinato dal Titolo VI del Trattato, era volto alla cooperazione nei settori della giustizia e degli affari interni (CGAI), che fino ad allora era stata condotta in modo occasionale e informale tra gli Stati membri. L&#039;obiettivo enunciato nel preambolo era &amp;quot;garantire la libera circolazione delle persone, assicurando nel contempo la sicurezza dei loro popoli&amp;quot;.Per realizzare questo obiettivo furono individuate questioni di interesse comune, quali la politica di asilo, l&#039;immigrazione e la cooperazione giudiziaria in materia civile e penale. La loro trattazione rimaneva tuttavia di esclusiva competenza degli Stati membri, sebbene fosse prevista la possibilità di un successivo trasferimento all&#039;Unione. In particolare, il Trattato di Maastricht ha rappresentato un passo in avanti rispetto all&#039;Accordo di Schengen, prevedendo la possibilità di elaborare politiche comuni in materia di immigrazione e di trattamento dei cittadini di paesi terzi. A tal fine fu adottata la logica intergovernativa, nella quale il principio di unanimità riveste un ruolo centrale per l&#039;adozione di qualsiasi provvedimento.  Questa struttura a tre pilastri rappresentò un compromesso tra gli Stati membri: da un lato, coloro che desideravano un contesto giuridico unitario; dall&#039;altro, quelli che intendevano salvaguardare il potere decisionale nazionale. Se per il primo pilastro fu mantenuto il metodo comunitario,per il secondo e il terzo fu adottato il metodo intergovernativo.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;sei nuovi settori:&#039;&#039;&#039; nuove politiche comuni (reti transeuropee,politica industriale,tutela dei consumatori,istruzione e formazione professionale,gioventù e cultura).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;unione monetaria:&#039;&#039;&#039; sono stati fissati i principi e le disposizioni per l&#039;introduzione dell&#039;Euro&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;procedura di codecisione:&#039;&#039;&#039; ciò che era stato già ideato nell&#039;AUE viene disciplinato,con questo trattato il Parlamento europeo viene assegnato il potere di adottare una serie di atti congiuntamente con il consiglio dell&#039;Unione Europea;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per quanto riguarda l&#039;assetto istituzionale maggiore rilevanza fu data al Parlamento europeo che ha assunto un ruolo più rilevante nella formazione degli atti giuridici e una maggiore rappresentività dei partiti politici. Alla commissione fu aumentata di 1 anno (da 4 a 5) la durata del suo mandato per uniformarla al resto del Parlamento,relativamente al consiglio si è intervenuto sui meccanismi decisionali per snellire le procedure allo scopo dichiarato di renderle più efficienti e democratiche:ciò ha favorito il ricordo alla &#039;&#039;maggioranza qualificata&#039;&#039;  per la maggior parte delle decisioni contemplate dalla procedura di codecisione e per tutte le decisioni adottate secondo la procedura di cooperazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altre modifiche di tipo istituzionale hanno riguardato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;La corte dei conti:&#039;&#039;&#039; incaricata di effettuare il controllo contabile e l&#039;esame del bilancio dell&#039;Unione e divenuta una istituzione europea con Maastricht&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;istituto monetario europeo:&#039;&#039;&#039; cui era affidato il compito di gestire il processo per l&#039;introduzione dell&#039;Euro e che avrebbe ceduto il passo alla banca centrale europea (BCE) con l&#039;effettiva circolazione della nuova moneta&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Il comitato delle regioni:&#039;&#039;&#039; nuovo organo a carattere consultivo composto dai rappresentanti degli enti regionali e con una struttura analoga a quella del già operante comitato economico e sociale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Amsterdam ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Firmato il 2 ottobre 1997 ed entrato in vigore il 1 maggio 1999 è il risultato di due anni di confronti e trattative nell&#039;ambito della conferenza dei rappresentati dei governi degli stati membri(iniziata nel maggio 1997 e terminata il 18 giugno 1997) la cui istituzione era già prevista dal trattato di Maastricht che nelle disposizioni finali invitava gli stati membri a convocare una conferenza intergovernativa (CIG) per la sua revisione.L&#039;obbiettivo,in primo luogo era il riassetto delle condizioni politiche e istituzionali dell&#039; Unione per affrontare le sfide del futuro nelle migliori condizioni tenendo conto della rapida evoluzione del quadro internazionale e dell&#039;adesione dei nuovi stati membri provenienti in particolare dall&#039;Europa orientale e alla globalizzazione dell&#039;economia e le sue ripercussioni sull&#039;occupazione,al terrorismo,alla criminalità internazionale,al traffico di stupefacenti,agli squilibri ecologici e ai rischi per la salute pubblica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ciò si è realizzato attraverso una modifica e una ridenominazione dei trattati UE e CE, intervenendo su quattro obiettivi fondamentali:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* porre l&#039;occupazione e i diritti dei cittadini come punto principale dell&#039;Unione&lt;br /&gt;
* eliminare gli ultimi ostacoli alla libera circolazione e rafforzare la sicurezza&lt;br /&gt;
* permettere all&#039;Europa di esercitare maggiore influenza sulla scena mondiale&lt;br /&gt;
* rendere più efficace l&#039;architettura istituzionale dell&#039;Unione&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con il trattato di Amsterdam si sono quindi rafforzati i poteri delle istituzioni europee,in particolare del Parlamento e posta una maggiore attenzione per il cittadino europeo attraverso misure per combattere la disoccupazione el&#039;esclusione sociale.Inoltre i considerazioni dei mutamenti economici e sociali intervenuti nel mercato dei prodotti e dei servizi la politica dei consumatori è diventata competenza dell&#039;Unione. Per quanto riguarda gli aspetti burocratici, in particolare i procedimenti decisionali c&#039; è stata una profonda revisione nel senso della semplificazione attraverso una estensione della procedura di codecisione a nuove materie e ampliando i casi in cui il consiglio può decidere a maggioranza qualificata invece che all&#039;unanimità Con Amsterdam il terzo pilastro non è stato cancellato ma è diventato un&#039;ambito politico-istituzionale che si occupa solo di cooperazione di polizia e giudiziari in materia penale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nonostante i nuovi ambiti di competenza introdotti i risultati raggiunti non sono apparsi soddisfacenti in particolare per quanto riguarda gli adeguamenti istituzionali in previsione di un&#039;allargamento dell&#039;Unione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Nizza ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Approvato dal consiglio europeo di Nizza l&#039;11 dicembre 2000 e firmato il 26 febbraio  2001 al termine di una lunga trattativa diplomatica è entrato in vigore il 1 febbraio 2003. Anche il trattato di Amsterdam prevedeva esattamente come il trattato di Maastricht in un protocollo allegato la possibilità di una revisione ad opera di una conferenza intergovernativa,che, in questo caso venne avviata il 14 febbraio 2000 allo scopo di adattare le istituzioni europee all&#039;acquisizione di nuovo membri avviando le riforme istituzionali che il trattato di Amsterdam non era riuscito a fare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le principali modifiche sono state:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;estensione del voto a maggioranza qualificata e una nuova ponderazione dei voti in seno al consiglio:&#039;&#039;&#039; lo scopo era evitare lo &amp;quot;stallo decisionale&amp;quot;,per cui si sono limitati i casi per cui un paese possa oppore un veto.Tuttavia alcuni paesi mantennero un veto nella possibilità di oppore un veto su alcuni settori(il Regno unito per fisco e sicurezza sociale,la Germania per asilo e immigrazione,la Spagna per i fondi strutturali e la Francia per l&#039;audiovisivo)&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;semplificazione delle procedure per l&#039;attivazione della cooperazione rafforzata:&#039;&#039;&#039; Il trattato di Amsterdam prevedeva la possibilità per gli stati membri di cooperare nell&#039;interesse dell&#039;unione anche qualora non tutti fossero disposti a parteciparvi nell&#039;immediato.Il trattato di Nizza ha consolidato questa procedura eliminando la facoltà per ogni membro di opporre un veto a una cooperazione rafforzata imponendo un minimo di otto stati per avviare una cooperazione  e prevedendo la possibilità di estendere il meccanismo alla politica estera e di sicurezza,esclusa però la difesa.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;riforma del sistema giurisdizionale&#039;&#039;&#039; dell&#039;unione,attraverso una nuova riapartizione di seggi nel parlamento europeo e l&#039;estensione della procedura di codecisione&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;la modifica della struttura delle istituzioni,&#039;&#039;&#039; in particolare per quanto riguarda la commissione europea.Il trattato statuì di limitare a partire dal 2005 la composzione della commissione assegnando un rappresentante a ogni stato membro.Furono anche rafforzati i poteri del presidente della commissione,consentendogli di decidere la suddivisione del portafogli e di porcedere a un rimpasto delle competenze durante il mandato. Fu inoltre rafforzato il ruolo di colegislatore del parlamento.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;modifica della procedura relativa alla constatazione di una grave violazione di uno stato membro,&#039;&#039;&#039; di uno o più principi fondamentali dell&#039;Unione.Il trattato ha introdotto una fase di preallarme che consente di intervenire con raccomandazioni qual&#039;ora c&#039; è l&#039; evidente rischio di violazione (non più quindi una violazione certa) dei principi fondamentali da parte di uno Stato. Prima di procedere in tal senso era prevista la possibilità di far intervenire personalità indipendenti al fine di presentare un rapporto sullo stato membro in questione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Allegati al trattato di Nizza si trovano anche protocolli addizionali e varie dichiarazioni adottare dalla conferenza intergovernativa.Importante fu la &#039;&#039;&#039;dichiarazione sul futuro dell&#039; unione&#039;&#039;&#039; nella quale gli stati membri auspicano al&#039;avvio di un dibattito più ampio e approfondito sul futuro dell&#039;Unione Europea.Essa individuava quattro grandi temi di riflessione:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;delimitazione delle competenze&#039;&#039;&#039; tra l&#039;unione Europea e gli stati membri,che rispecchi il principio di sussidarietà&lt;br /&gt;
* lo status della &#039;&#039;&#039;carta dei diritti fondamentali dell&#039;unione Europea,&#039;&#039;&#039; proclamata a Nizza&lt;br /&gt;
* la &#039;&#039;&#039;semplificazione dei trattati,&#039;&#039;&#039; al fine di renderli più chiari e meglio comprensibili senza modificarne la sostanza&lt;br /&gt;
* il ruolo &#039;&#039;&#039;dei parlamenti nazionali&#039;&#039;&#039; nell&#039;architettura europea&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre anche in questo caso viene prevista la possibilità di convocare nel 2004 una nuova conferenza intergovernativa per procedere a ulteriori revisioni e integrazioni&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Lisbona ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 2004, al termine di un lungo e complesso iter diplomatico, è stato approvato il Trattato che adotta una Costituzione per l&#039;Europa. Tuttavia, questo processo subì un&#039;arresto a seguito dell&#039;esito negativo dei referendum promossi in Francia e nei Paesi Bassi. A seguito di questa bocciatura si iniziò a parlare di fallimento costituzionale dell&#039;Europa, che portò a un nuovo periodo di riflessione in cui l&#039;Unione Europea dovette ripensare e in parte ridimensionare le proprie ambizioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ha avuto così inizio il cammino che avrebbe poi portato al Trattato di Lisbona, con il quale si abbandonò formalmente la Costituzione, pur mantenendone la sostanza. Dopo la bocciatura dei referendum, l&#039;unica strada percorribile risultò essere quella di uno strumento essenzialmente tecnico e da mantenere un basso profilo politico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così, il 13 dicembre 2007, nella capitale portoghese, i capi di Stato e di governo degli Stati membri dell&#039;Unione firmarono il Trattato di Lisbona, che sarebbe entrato in vigore quasi due anni dopo, il 1° dicembre 2009.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le fonti del diritto UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le istituzioni dell&#039;UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Attualità e critiche ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== L&#039;Unione Europea dalla prospettiva marxista ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Russofobia ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari1</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Unione_europea&amp;diff=6437</id>
		<title>Unione europea</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Unione_europea&amp;diff=6437"/>
		<updated>2026-03-15T14:42:02Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari1: /* Trattato di Nizza */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{S}}L&#039;unione europea è un&#039;istituzione politica sovranazionale dotata di personalità giuridica all&#039;interno del [[diritto internazionale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Principi e fondamenti giuridici ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;Unione europea è un&#039;organizzazione sovranazionale fondata su un insieme di principi politici e giuridici che regolano i rapporti tra gli Stati membri e le istituzioni comuni. Il suo ordinamento giuridico si è sviluppato progressivamente a partire dalla seconda metà del XX secolo con l’obiettivo dichiarato di promuovere la cooperazione economica, politica e sociale tra i paesi europei, garantendo al contempo stabilità, pace e tutela dei diritti fondamentali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I fondamenti giuridici dell&#039;Unione europea sono contenuti principalmente nei trattati istitutivi, che costituiscono la base dell’intero sistema normativo europeo. Questi trattati sono il risultato di un lungo processo di integrazione, iniziato con il Trattato di Roma del 1957 e successivamente sviluppato attraverso varie riforme, tra cui il Trattato di Maastricht del 1992 e il Trattato di Lisbona del 2007.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo percorso di integrazione, soprattutto negli anni successivi alla Seconda guerra mondiale, si sviluppò un ampio dibattito politico e giuridico riguardo alla forma istituzionale che avrebbe dovuto assumere il progetto europeo. Alcuni proponevano la creazione di una [[federazione]] sul modello di Stati federali già esistenti, come gli Stati Uniti; altri assumevano una posizione più prudente, preferendo una forma di cooperazione più limitata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La differenza principale risiedeva nel fatto che, mentre nella prospettiva federalista gli Stati membri trasferiscono una parte significativa della propria sovranità a un’autorità centrale dotata di poteri diretti sui cittadini,con un governo federale provvisto di ampie competenze legislative e una struttura istituzionale capace di adottare decisioni vincolanti per tutti gli Stati aderenti, nell’altra prospettiva l’integrazione avviene attraverso un’unione di Stati sovrani, in cui i governi nazionali continuano a mantenere la maggior parte dei propri poteri politici e giuridici. In questo secondo modello, per essere valida, l’unione deve basarsi su decisioni assunte all’unanimità tra gli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla fine, con l&#039;istituzione del Trattato di Maastricht e del Trattato di Lisbona, ha prevalso il secondo modello, trasformando quella che prima era semplicemente la Comunità economica europea in un&#039;entità dotata di un&#039;ampia personalità giuridica: l&#039;Unione europea.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uno dei principi fondamentali dell’ordinamento giuridico dell’Unione è il principio di attribuzione delle competenze. In base a questo principio, l’Unione può esercitare solo le competenze che gli Stati membri le hanno esplicitamente conferito attraverso i trattati. Tutte le competenze non attribuite all’Unione restano pertanto agli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altri principi come quello di principi di sussidiarietà e proporzionalità si sono sviluppati progressivamente nel corso del tempo, ma sono stati formalmente inseriti nei trattati negli anni Novanta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[principio di sussidarietà]] iniziò a comparire nel dibattito sull’integrazione europea già negli anni Settanta. Una prima formulazione esplicita si trova nel Rapporto Tindemans del 1975, che proponeva di attribuire alle istituzioni europee soltanto quelle competenze che gli Stati membri non erano in grado di esercitare efficacemente da soli. Successivamente il concetto fu ripreso in diversi progetti di riforma istituzionale negli anni Ottanta. Tuttavia, esso venne formalmente introdotto nel diritto dell’Unione europea con il Trattato di Maastricht del 1992, che lo inserì tra i principi fondamentali per regolare la ripartizione delle competenze tra l’Unione e gli Stati membri. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il principio di proporzionalità, invece, ha origini leggermente precedenti nel diritto comunitario. Esso era già stato elaborato nella giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea negli anni Settanta come criterio per controllare che le istituzioni comunitarie non adottassero misure eccessive rispetto agli obiettivi perseguiti. Anche questo principio fu poi riconosciuto esplicitamente nei trattati e consolidato con il Trattato di Maastricht del 1992, insieme al principio di sussidiarietà.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema giuridico dell’Unione europea si caratterizza inoltre per alcune peculiarità che lo distinguono dal diritto internazionale tradizionale. In particolare, la giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea ha affermato due principi fondamentali: il principio del primato del diritto dell’Unione e quello dell’effetto diretto. Il primato stabilisce che, in caso di conflitto, le norme del diritto dell’Unione prevalgono su quelle nazionali degli Stati membri. L’effetto diretto, invece, consente ai cittadini di invocare alcune norme europee direttamente davanti ai giudici nazionali senza la necessità di un recepimento nella legislazione interna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Storia ==&lt;br /&gt;
La fine della Seconda guerra mondiale vide l&#039;Europa fare i conti non solo con milioni di morti, ma anche con un&#039;economia in crisi, in un contesto geopolitico in cui USA e URSS erano risultate le principali vincitrici del conflitto. Alcuni intellettuali, politici e statisti, tra cui Robert Schuman (ministro degli Esteri francese), Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer (rispettivamente capi del governo italiano e tedesco), avviarono una strategia tesa all&#039;unificazione dell&#039;Europa. L&#039;obiettivo principale era impedire il riprodursi di situazioni politiche, economiche e militari che avevano portato il mondo al disastro della guerra. Si sottolineava, in particolare, la necessità di ricucire lo stretto legame tra Francia e Germania, che fino ad allora erano state al centro della &amp;quot;patologia&amp;quot; dei rapporti tra i paesi europei.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All&#039;origine fu soprattutto un accordo di tipo economico: Robert Schuman propose di mettere l&#039;insieme della produzione franco-tedesca di carbone e acciaio sotto un&#039;alta autorità comune, nel quadro di un&#039;organizzazione alla quale avrebbero poi potuto aderire anche altri paesi. La dichiarazione rappresentò così l&#039;inizio del processo di cooperazione tra gli Stati europei, sebbene all&#039;inizio si trattasse soltanto di un&#039;unione di Stati e di cooperazione organizzativa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sorsero non solo diverse organizzazioni che operavano senza un reale collegamento tra loro, come l&#039;OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), l&#039;UEO (Unione europea occidentale) e la NATO (Organizzazione del Trattato dell&#039;Atlantico del Nord), ma anche le Comunità europee: dapprima, con il Trattato di Parigi, la CECA (Comunità europea del carbone e dell&#039;acciaio); quindi la CEE (Comunità economica europea) e la CEEA o EURATOM (Comunità europea dell&#039;energia atomica), entrambe nate il 25 marzo 1957 con la firma dei Trattati di Roma.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;accordo istitutivo della CECA scadeva dopo 50 anni dalla sua entrata in vigore, il 23 luglio 2002. A quella data, gli Stati membri hanno deciso di non rinnovarlo: l&#039;organizzazione si è quindi sciolta e le relative competenze sono state trasferite all&#039;Unione Europea. L&#039;EURATOM, invece, è ancora formalmente operante, sebbene svolga un ruolo marginale rispetto all&#039;Unione, pur non essendo giuridicamente assorbita da quest&#039;ultima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare, la creazione della Comunità economica europea,alla quale fu assegnato il compito di promuovere, mediante l&#039;instaurazione di un mercato comune e il graduale ravvicinamento delle politiche economiche degli Stati membri, uno sviluppo armonioso delle attività economiche nell&#039;insieme delle Comunità (art. 2 TCEE),segna il reale passaggio dalla cooperazione all&#039;integrazione. Per la prima volta venne introdotto un organo dotato di ampia indipendenza deliberativa rispetto agli Stati membri e con forti poteri decisionali nei confronti delle imprese del settore, eliminando le barriere commerciali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Successivamente, con il Trattato di Bruxelles del 1965, si creò il primo scheletro delle istituzioni così come sono oggi. Ciò avvenne fondendo gli esecutivi in un&#039;unica Commissione e un unico Consiglio, oltre a istituire un bilancio unico per le tre Comunità. L&#039;unificazione riguardava però solo gli organi, non le competenze, che restavano distinte: le Comunità continuavano infatti a esercitare poteri differenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== I trattati istitutivi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il trattato di Roma ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la firma del Trattato di Roma Francia,Germania,Italia,Belgio,Olanda e Lussemburgo posero la prima pietra della costruzione dell&#039;Unione Europea attraverso l&#039;istituzione della comunità economica europea. Questo trattato era costituito da 240 articoli,suddiviso in sei parti distinte e preceduto da un preambolo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* la prima parte era dedicata ai principi che avevano ispirato la comunità economica europea attraverso il mercato comune,l&#039;unione doganale e le politiche comuni;&lt;br /&gt;
* la secondo parte riguardava i fondamenti della comunità;essa comprendeva quattro titoli rispettivamente alla libera circolazione delle merci,all&#039;agricoltura ,alla libera circolazione delle persone,dei servizi e dei capitali e dei trasporti.&lt;br /&gt;
* la terza parte riguardava le politiche comuni e comprendeva quattro titoli relativi alle norme comuni,alla politica economica,alla politica sociale e alla banca europea degli investimenti;&lt;br /&gt;
* la quarta parte era dedicata all&#039;associazione dei paesi e dei territori d&#039;oltremare&lt;br /&gt;
* la quinta riguardava le istituzioni e includeva un titolo sulle disposizioni istituzionali e un&#039;altro sulle disposizioni finanziarie&lt;br /&gt;
* l&#039;ultima parte erano delle disposizioni generali e finali&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;intenzione degli Stati firmatari era di creare un mercato comune in cui fosse garantita una libera circolazione dei prodotti (merci e servizi) e dei fattori produttivi (capitale e lavoro), così da eliminare ogni barriera protezionistica e garantire agli Stati maggiori possibilità di espansione. In vista di questo obiettivo furono garantite quattro libertà fondamentali: la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A livello di politica economica, ciò si concretizzò in un regime liberista improntato al principio del mercato aperto e della libera concorrenza, senza il quale la libera circolazione non si sarebbe mai potuta attuare. Questi obbiettivi economici si sono poi realizzati in diverse tappe:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Unione doganale:&#039;&#039;&#039; avviata dal primo luglio 1968 ha comportato la soppressione dei dazi doganali all&#039;interno dell&#039;alora comunità e l&#039;applicazione di una tariffa doganale comune (TDC) applicata alle importazioni dei paesi terzi. Le restrizioni quantitative agli scambi sono state abolite il 31 dicembre 1960 tranne per quelle agricole dove le restrizioni sono state mantenute fino al 1974;&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Accordo di Shengen:&#039;&#039;&#039; è ciò che ha permesso l&#039;effettiva liberalizzazione della circolazione delle persone e la soppressione dei controlli alle frontiere interne tra gli Stati membri, in seguito alla firma avvenuta il 18 giugno 1985 tra Francia, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo e Germania. Successivamente hanno aderito anche gli altri paesi dell&#039;Unione Europea, sebbene attualmente ne siano momentaneamente esclusi Cipro, Croazia, Bulgaria e Romania, che dovrebbero entrare nei prossimi anni. Allo spazio Schengen hanno inoltre aderito anche paesi non UE come Norvegia, Svizzera, Islanda e Liechtenstein, mentre non ne fanno parte Irlanda e Regno Unito.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Atto unico europeo(AUE):&#039;&#039;&#039; fu firmato a Lussemburgo il 17 febbraio 1986 da nove Stati membri e il 28 febbraio 1986 da Danimarca, Italia e Grecia. Esso entrò in vigore il 1° luglio 1987 con l&#039;obiettivo di rilanciare il processo di costruzione europea e realizzare il mercato interno. L&#039;Atto Unico riprese alcuni temi che erano stati oggetto di precedenti trattative internazionali, riguardanti in particolare gli aspetti istituzionali e le politiche europee. Vennero modificati alcuni elementi del Trattato di Roma, attribuendo al Parlamento europeo un ruolo più incisivo e alla Commissione quello di mediatore tra Parlamento e Consiglio nello sviluppo della procedura di cooperazione (ex art. 252 del Trattato CE, antecedente al Trattato di Lisbona).  Tali modifiche valorizzarono il ruolo del Parlamento, assegnandogli il potere di pronunciarsi sull&#039;ammissione di nuovi Stati membri e di concludere accordi con associazioni di paesi terzi e con organizzazioni internazionali.  L&#039;Atto Unico Europeo sancì inoltre l&#039;esistenza del Consiglio europeo, pur senza precisarne compiutamente le competenze, istituzionalizzando di fatto i vertici periodici tra i capi di Stato e di governo.Furono inoltre gettate le basi del Tribunale di primo grado, con l&#039;obiettivo di snellire il carico di lavoro della Corte di Giustizia europea e di introdurre un doppio grado di giudizio, analogamente a quanto avviene nelle giurisdizioni nazionali.Inoltre, l&#039;Atto ha ampliato gli ambiti di competenza della Comunità, offrendo una base giuridica per l&#039;azione comune in settori quali il mercato interno, la politica monetaria, la politica sociale, l&#039;ambiente e la ricerca scientifica e tecnologica. Particolare rilievo venne attribuito alla convergenza delle politiche economiche e monetarie (art. 102A del TCE, introdotto dall&#039;Atto Unico Europeo). Per quanto riguarda la coesione economica e sociale, furono invece adottate politiche strutturali volte a ridurre il divario esistente tra le diverse regioni, al fine di colmare il ritardo di quelle più svantaggiate. Gli strumenti operativi individuati per raggiungere tale obiettivo furono i fondi strutturali. Pur rappresentando una tappa fondamentale nel processo di integrazione europea, l&#039;Atto evidenziò come per arrivare a un&#039;autentica Unione Europea fossero necessarie ulteriori riforme istituzionali, preparando il terreno per il successivo Trattato di Maastricht&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il trattato dell&#039; Unione Europea (o trattato di Maastricht) ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fu firmato a Maastricht il 7 febbraio 1992 dai 12 paesi che costituivano la comunità europea ed è entrato in vigore il 1 novembre 1993,è considerato la tappa decisiva per l&#039;affermazione politica-istituzionale dell&#039;Europa,sancendo la nascita dell&#039;Unione Europea.La conseguenza è stata una più larga cessione volontaria da parte degli stati-nazione membri di sovranità con l&#039;obbiettivo di favorire il potenziamento economico e una maggiore integrazione politica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare il trattato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;ha creato una nuova struttura a 3 pilastri:&#039;&#039;&#039; il primo pilastro è costituito dall&#039;ordinamento comunitario ereditando le disposizioni previste dal trattato istitutivo della comunità europea,e quindi di tutte le organizzazione precedentemente create (CECA e EURATOM).Le principali modifiche riguardano principalmente l&#039;apparato istituzionale,ampliamento e rafforzamento di competenze,introducendo anche il principio di sussidarietà.Il secondo pilastro regolato dal titolo V del trattato istituisce una politica comune nei settori della politica estera e della sicurezza (PESC) dove i governi degli stati membri adottano una cooperazione sistematica e azioni comuni.Infine, il terzo pilastro, disciplinato dal Titolo VI del Trattato, era volto alla cooperazione nei settori della giustizia e degli affari interni (CGAI), che fino ad allora era stata condotta in modo occasionale e informale tra gli Stati membri. L&#039;obiettivo enunciato nel preambolo era &amp;quot;garantire la libera circolazione delle persone, assicurando nel contempo la sicurezza dei loro popoli&amp;quot;.Per realizzare questo obiettivo furono individuate questioni di interesse comune, quali la politica di asilo, l&#039;immigrazione e la cooperazione giudiziaria in materia civile e penale. La loro trattazione rimaneva tuttavia di esclusiva competenza degli Stati membri, sebbene fosse prevista la possibilità di un successivo trasferimento all&#039;Unione. In particolare, il Trattato di Maastricht ha rappresentato un passo in avanti rispetto all&#039;Accordo di Schengen, prevedendo la possibilità di elaborare politiche comuni in materia di immigrazione e di trattamento dei cittadini di paesi terzi. A tal fine fu adottata la logica intergovernativa, nella quale il principio di unanimità riveste un ruolo centrale per l&#039;adozione di qualsiasi provvedimento.  Questa struttura a tre pilastri rappresentò un compromesso tra gli Stati membri: da un lato, coloro che desideravano un contesto giuridico unitario; dall&#039;altro, quelli che intendevano salvaguardare il potere decisionale nazionale. Se per il primo pilastro fu mantenuto il metodo comunitario,per il secondo e il terzo fu adottato il metodo intergovernativo.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;sei nuovi settori:&#039;&#039;&#039; nuove politiche comuni (reti transeuropee,politica industriale,tutela dei consumatori,istruzione e formazione professionale,gioventù e cultura).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;unione monetaria:&#039;&#039;&#039; sono stati fissati i principi e le disposizioni per l&#039;introduzione dell&#039;Euro&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;procedura di codecisione:&#039;&#039;&#039; ciò che era stato già ideato nell&#039;AUE viene disciplinato,con questo trattato il Parlamento europeo viene assegnato il potere di adottare una serie di atti congiuntamente con il consiglio dell&#039;Unione Europea;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per quanto riguarda l&#039;assetto istituzionale maggiore rilevanza fu data al Parlamento europeo che ha assunto un ruolo più rilevante nella formazione degli atti giuridici e una maggiore rappresentività dei partiti politici. Alla commissione fu aumentata di 1 anno (da 4 a 5) la durata del suo mandato per uniformarla al resto del Parlamento,relativamente al consiglio si è intervenuto sui meccanismi decisionali per snellire le procedure allo scopo dichiarato di renderle più efficienti e democratiche:ciò ha favorito il ricordo alla &#039;&#039;maggioranza qualificata&#039;&#039;  per la maggior parte delle decisioni contemplate dalla procedura di codecisione e per tutte le decisioni adottate secondo la procedura di cooperazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altre modifiche di tipo istituzionale hanno riguardato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;La corte dei conti:&#039;&#039;&#039; incaricata di effettuare il controllo contabile e l&#039;esame del bilancio dell&#039;Unione e divenuta una istituzione europea con Maastricht&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;istituto monetario europeo:&#039;&#039;&#039; cui era affidato il compito di gestire il processo per l&#039;introduzione dell&#039;Euro e che avrebbe ceduto il passo alla banca centrale europea (BCE) con l&#039;effettiva circolazione della nuova moneta&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Il comitato delle regioni:&#039;&#039;&#039; nuovo organo a carattere consultivo composto dai rappresentanti degli enti regionali e con una struttura analoga a quella del già operante comitato economico e sociale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Amsterdam ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Firmato il 2 ottobre 1997 ed entrato in vigore il 1 maggio 1999 è il risultato di due anni di confronti e trattative nell&#039;ambito della conferenza dei rappresentati dei governi degli stati membri(iniziata nel maggio 1997 e terminata il 18 giugno 1997) la cui istituzione era già prevista dal trattato di Maastricht che nelle disposizioni finali invitava gli stati membri a convocare una conferenza intergovernativa (CIG) per la sua revisione.L&#039;obbiettivo,in primo luogo era il riassetto delle condizioni politiche e istituzionali dell&#039; Unione per affrontare le sfide del futuro nelle migliori condizioni tenendo conto della rapida evoluzione del quadro internazionale e dell&#039;adesione dei nuovi stati membri provenienti in particolare dall&#039;Europa orientale e alla globalizzazione dell&#039;economia e le sue ripercussioni sull&#039;occupazione,al terrorismo,alla criminalità internazionale,al traffico di stupefacenti,agli squilibri ecologici e ai rischi per la salute pubblica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ciò si è realizzato attraverso una modifica e una ridenominazione dei trattati UE e CE, intervenendo su quattro obiettivi fondamentali:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* porre l&#039;occupazione e i diritti dei cittadini come punto principale dell&#039;Unione&lt;br /&gt;
* eliminare gli ultimi ostacoli alla libera circolazione e rafforzare la sicurezza&lt;br /&gt;
* permettere all&#039;Europa di esercitare maggiore influenza sulla scena mondiale&lt;br /&gt;
* rendere più efficace l&#039;architettura istituzionale dell&#039;Unione&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con il trattato di Amsterdam si sono quindi rafforzati i poteri delle istituzioni europee,in particolare del Parlamento e posta una maggiore attenzione per il cittadino europeo attraverso misure per combattere la disoccupazione el&#039;esclusione sociale.Inoltre i considerazioni dei mutamenti economici e sociali intervenuti nel mercato dei prodotti e dei servizi la politica dei consumatori è diventata competenza dell&#039;Unione. Per quanto riguarda gli aspetti burocratici, in particolare i procedimenti decisionali c&#039; è stata una profonda revisione nel senso della semplificazione attraverso una estensione della procedura di codecisione a nuove materie e ampliando i casi in cui il consiglio può decidere a maggioranza qualificata invece che all&#039;unanimità Con Amsterdam il terzo pilastro non è stato cancellato ma è diventato un&#039;ambito politico-istituzionale che si occupa solo di cooperazione di polizia e giudiziari in materia penale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nonostante i nuovi ambiti di competenza introdotti i risultati raggiunti non sono apparsi soddisfacenti in particolare per quanto riguarda gli adeguamenti istituzionali in previsione di un&#039;allargamento dell&#039;Unione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Nizza ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Approvato dal consiglio europeo di Nizza l&#039;11 dicembre 2000 e firmato il 26 febbraio  2001 al termine di una lunga trattativa diplomatica è entrato in vigore il 1 febbraio 2003. Anche il trattato di Amsterdam prevedeva esattamente come il trattato di Maastricht in un protocollo allegato la possibilità di una revisione ad opera di una conferenza intergovernativa,che, in questo caso venne avviata il 14 febbraio 2000 allo scopo di adattare le istituzioni europee all&#039;acquisizione di nuovo membri avviando le riforme istituzionali che il trattato di Amsterdam non era riuscito a fare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le principali modifiche sono state:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;estensione del voto a maggioranza qualificata e una nuova ponderazione dei voti in seno al consiglio:&#039;&#039;&#039; lo scopo era evitare lo &amp;quot;stallo decisionale&amp;quot;,per cui si sono limitati i casi per cui un paese possa oppore un veto.Tuttavia alcuni paesi mantennero un veto nella possibilità di oppore un veto su alcuni settori(il Regno unito per fisco e sicurezza sociale,la Germania per asilo e immigrazione,la Spagna per i fondi strutturali e la Francia per l&#039;audiovisivo)&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;semplificazione delle procedure per l&#039;attivazione della cooperazione rafforzata:&#039;&#039;&#039; Il trattato di Amsterdam prevedeva la possibilità per gli stati membri di cooperare nell&#039;interesse dell&#039;unione anche qualora non tutti fossero disposti a parteciparvi nell&#039;immediato.Il trattato di Nizza ha consolidato questa procedura eliminando la facoltà per ogni membro di opporre un veto a una cooperazione rafforzata imponendo un minimo di otto stati per avviare una cooperazione  e prevedendo la possibilità di estendere il meccanismo alla politica estera e di sicurezza,esclusa però la difesa.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;riforma del sistema giurisdizionale&#039;&#039;&#039; dell&#039;unione,attraverso una nuova riapartizione di seggi nel parlamento europeo e l&#039;estensione della procedura di codecisione&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;la modifica della struttura delle istituzioni,&#039;&#039;&#039; in particolare per quanto riguarda la commissione europea.Il trattato statuì di limitare a partire dal 2005 la composzione della commissione assegnando un rappresentante a ogni stato membro.Furono anche rafforzati i poteri del presidente della commissione,consentendogli di decidere la suddivisione del portafogli e di porcedere a un rimpasto delle competenze durante il mandato. Fu inoltre rafforzato il ruolo di colegislatore del parlamento.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;modifica della procedura relativa alla constatazione di una grave violazione di uno stato membro,&#039;&#039;&#039; di uno o più principi fondamentali dell&#039;Unione.Il trattato ha introdotto una fase di preallarme che consente di intervenire con raccomandazioni qual&#039;ora c&#039; è l&#039; evidente rischio di violazione (non più quindi una violazione certa) dei principi fondamentali da parte di uno Stato. Prima di procedere in tal senso era prevista la possibilità di far intervenire personalità indipendenti al fine di presentare un rapporto sullo stato membro in questione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Allegati al trattato di Nizza si trovano anche protocolli addizionali e varie dichiarazioni adottare dalla conferenza intergovernativa.Importante fu la &#039;&#039;&#039;dichiarazione sul futuro dell&#039; unione&#039;&#039;&#039; nella quale gli stati membri auspicano al&#039;avvio di un dibattito più ampio e approfondito sul futuro dell&#039;Unione Europea.Essa individuava quattro grandi temi di riflessione:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;delimitazione delle competenze&#039;&#039;&#039; tra l&#039;unione Europea e gli stati membri,che rispecchi il principio di sussidarietà&lt;br /&gt;
* lo status della &#039;&#039;&#039;carta dei diritti fondamentali dell&#039;unione Europea,&#039;&#039;&#039; proclamata a Nizza&lt;br /&gt;
* la &#039;&#039;&#039;semplificazione dei trattati,&#039;&#039;&#039; al fine di renderli più chiari e meglio comprensibili senza modificarne la sostanza&lt;br /&gt;
* il ruolo &#039;&#039;&#039;dei parlamenti nazionali&#039;&#039;&#039; nell&#039;architettura europea&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre anche in questo caso viene prevista la possibilità di convocare nel 2004 una nuova conferenza intergovernativa per procedere a ulteriori revisioni e integrazioni&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Lisbona ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le fonti del diritto UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le istituzioni dell&#039;UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Attualità e critiche ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== L&#039;Unione Europea dalla prospettiva marxista ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Russofobia ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari1</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Unione_europea&amp;diff=6436</id>
		<title>Unione europea</title>
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		<updated>2026-03-15T14:40:20Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari1: /* Trattato di Nizza */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{S}}L&#039;unione europea è un&#039;istituzione politica sovranazionale dotata di personalità giuridica all&#039;interno del [[diritto internazionale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Principi e fondamenti giuridici ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;Unione europea è un&#039;organizzazione sovranazionale fondata su un insieme di principi politici e giuridici che regolano i rapporti tra gli Stati membri e le istituzioni comuni. Il suo ordinamento giuridico si è sviluppato progressivamente a partire dalla seconda metà del XX secolo con l’obiettivo dichiarato di promuovere la cooperazione economica, politica e sociale tra i paesi europei, garantendo al contempo stabilità, pace e tutela dei diritti fondamentali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I fondamenti giuridici dell&#039;Unione europea sono contenuti principalmente nei trattati istitutivi, che costituiscono la base dell’intero sistema normativo europeo. Questi trattati sono il risultato di un lungo processo di integrazione, iniziato con il Trattato di Roma del 1957 e successivamente sviluppato attraverso varie riforme, tra cui il Trattato di Maastricht del 1992 e il Trattato di Lisbona del 2007.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo percorso di integrazione, soprattutto negli anni successivi alla Seconda guerra mondiale, si sviluppò un ampio dibattito politico e giuridico riguardo alla forma istituzionale che avrebbe dovuto assumere il progetto europeo. Alcuni proponevano la creazione di una [[federazione]] sul modello di Stati federali già esistenti, come gli Stati Uniti; altri assumevano una posizione più prudente, preferendo una forma di cooperazione più limitata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La differenza principale risiedeva nel fatto che, mentre nella prospettiva federalista gli Stati membri trasferiscono una parte significativa della propria sovranità a un’autorità centrale dotata di poteri diretti sui cittadini,con un governo federale provvisto di ampie competenze legislative e una struttura istituzionale capace di adottare decisioni vincolanti per tutti gli Stati aderenti, nell’altra prospettiva l’integrazione avviene attraverso un’unione di Stati sovrani, in cui i governi nazionali continuano a mantenere la maggior parte dei propri poteri politici e giuridici. In questo secondo modello, per essere valida, l’unione deve basarsi su decisioni assunte all’unanimità tra gli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla fine, con l&#039;istituzione del Trattato di Maastricht e del Trattato di Lisbona, ha prevalso il secondo modello, trasformando quella che prima era semplicemente la Comunità economica europea in un&#039;entità dotata di un&#039;ampia personalità giuridica: l&#039;Unione europea.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uno dei principi fondamentali dell’ordinamento giuridico dell’Unione è il principio di attribuzione delle competenze. In base a questo principio, l’Unione può esercitare solo le competenze che gli Stati membri le hanno esplicitamente conferito attraverso i trattati. Tutte le competenze non attribuite all’Unione restano pertanto agli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altri principi come quello di principi di sussidiarietà e proporzionalità si sono sviluppati progressivamente nel corso del tempo, ma sono stati formalmente inseriti nei trattati negli anni Novanta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[principio di sussidarietà]] iniziò a comparire nel dibattito sull’integrazione europea già negli anni Settanta. Una prima formulazione esplicita si trova nel Rapporto Tindemans del 1975, che proponeva di attribuire alle istituzioni europee soltanto quelle competenze che gli Stati membri non erano in grado di esercitare efficacemente da soli. Successivamente il concetto fu ripreso in diversi progetti di riforma istituzionale negli anni Ottanta. Tuttavia, esso venne formalmente introdotto nel diritto dell’Unione europea con il Trattato di Maastricht del 1992, che lo inserì tra i principi fondamentali per regolare la ripartizione delle competenze tra l’Unione e gli Stati membri. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il principio di proporzionalità, invece, ha origini leggermente precedenti nel diritto comunitario. Esso era già stato elaborato nella giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea negli anni Settanta come criterio per controllare che le istituzioni comunitarie non adottassero misure eccessive rispetto agli obiettivi perseguiti. Anche questo principio fu poi riconosciuto esplicitamente nei trattati e consolidato con il Trattato di Maastricht del 1992, insieme al principio di sussidiarietà.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema giuridico dell’Unione europea si caratterizza inoltre per alcune peculiarità che lo distinguono dal diritto internazionale tradizionale. In particolare, la giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea ha affermato due principi fondamentali: il principio del primato del diritto dell’Unione e quello dell’effetto diretto. Il primato stabilisce che, in caso di conflitto, le norme del diritto dell’Unione prevalgono su quelle nazionali degli Stati membri. L’effetto diretto, invece, consente ai cittadini di invocare alcune norme europee direttamente davanti ai giudici nazionali senza la necessità di un recepimento nella legislazione interna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Storia ==&lt;br /&gt;
La fine della Seconda guerra mondiale vide l&#039;Europa fare i conti non solo con milioni di morti, ma anche con un&#039;economia in crisi, in un contesto geopolitico in cui USA e URSS erano risultate le principali vincitrici del conflitto. Alcuni intellettuali, politici e statisti, tra cui Robert Schuman (ministro degli Esteri francese), Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer (rispettivamente capi del governo italiano e tedesco), avviarono una strategia tesa all&#039;unificazione dell&#039;Europa. L&#039;obiettivo principale era impedire il riprodursi di situazioni politiche, economiche e militari che avevano portato il mondo al disastro della guerra. Si sottolineava, in particolare, la necessità di ricucire lo stretto legame tra Francia e Germania, che fino ad allora erano state al centro della &amp;quot;patologia&amp;quot; dei rapporti tra i paesi europei.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All&#039;origine fu soprattutto un accordo di tipo economico: Robert Schuman propose di mettere l&#039;insieme della produzione franco-tedesca di carbone e acciaio sotto un&#039;alta autorità comune, nel quadro di un&#039;organizzazione alla quale avrebbero poi potuto aderire anche altri paesi. La dichiarazione rappresentò così l&#039;inizio del processo di cooperazione tra gli Stati europei, sebbene all&#039;inizio si trattasse soltanto di un&#039;unione di Stati e di cooperazione organizzativa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sorsero non solo diverse organizzazioni che operavano senza un reale collegamento tra loro, come l&#039;OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), l&#039;UEO (Unione europea occidentale) e la NATO (Organizzazione del Trattato dell&#039;Atlantico del Nord), ma anche le Comunità europee: dapprima, con il Trattato di Parigi, la CECA (Comunità europea del carbone e dell&#039;acciaio); quindi la CEE (Comunità economica europea) e la CEEA o EURATOM (Comunità europea dell&#039;energia atomica), entrambe nate il 25 marzo 1957 con la firma dei Trattati di Roma.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;accordo istitutivo della CECA scadeva dopo 50 anni dalla sua entrata in vigore, il 23 luglio 2002. A quella data, gli Stati membri hanno deciso di non rinnovarlo: l&#039;organizzazione si è quindi sciolta e le relative competenze sono state trasferite all&#039;Unione Europea. L&#039;EURATOM, invece, è ancora formalmente operante, sebbene svolga un ruolo marginale rispetto all&#039;Unione, pur non essendo giuridicamente assorbita da quest&#039;ultima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare, la creazione della Comunità economica europea,alla quale fu assegnato il compito di promuovere, mediante l&#039;instaurazione di un mercato comune e il graduale ravvicinamento delle politiche economiche degli Stati membri, uno sviluppo armonioso delle attività economiche nell&#039;insieme delle Comunità (art. 2 TCEE),segna il reale passaggio dalla cooperazione all&#039;integrazione. Per la prima volta venne introdotto un organo dotato di ampia indipendenza deliberativa rispetto agli Stati membri e con forti poteri decisionali nei confronti delle imprese del settore, eliminando le barriere commerciali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Successivamente, con il Trattato di Bruxelles del 1965, si creò il primo scheletro delle istituzioni così come sono oggi. Ciò avvenne fondendo gli esecutivi in un&#039;unica Commissione e un unico Consiglio, oltre a istituire un bilancio unico per le tre Comunità. L&#039;unificazione riguardava però solo gli organi, non le competenze, che restavano distinte: le Comunità continuavano infatti a esercitare poteri differenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== I trattati istitutivi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il trattato di Roma ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la firma del Trattato di Roma Francia,Germania,Italia,Belgio,Olanda e Lussemburgo posero la prima pietra della costruzione dell&#039;Unione Europea attraverso l&#039;istituzione della comunità economica europea. Questo trattato era costituito da 240 articoli,suddiviso in sei parti distinte e preceduto da un preambolo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* la prima parte era dedicata ai principi che avevano ispirato la comunità economica europea attraverso il mercato comune,l&#039;unione doganale e le politiche comuni;&lt;br /&gt;
* la secondo parte riguardava i fondamenti della comunità;essa comprendeva quattro titoli rispettivamente alla libera circolazione delle merci,all&#039;agricoltura ,alla libera circolazione delle persone,dei servizi e dei capitali e dei trasporti.&lt;br /&gt;
* la terza parte riguardava le politiche comuni e comprendeva quattro titoli relativi alle norme comuni,alla politica economica,alla politica sociale e alla banca europea degli investimenti;&lt;br /&gt;
* la quarta parte era dedicata all&#039;associazione dei paesi e dei territori d&#039;oltremare&lt;br /&gt;
* la quinta riguardava le istituzioni e includeva un titolo sulle disposizioni istituzionali e un&#039;altro sulle disposizioni finanziarie&lt;br /&gt;
* l&#039;ultima parte erano delle disposizioni generali e finali&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;intenzione degli Stati firmatari era di creare un mercato comune in cui fosse garantita una libera circolazione dei prodotti (merci e servizi) e dei fattori produttivi (capitale e lavoro), così da eliminare ogni barriera protezionistica e garantire agli Stati maggiori possibilità di espansione. In vista di questo obiettivo furono garantite quattro libertà fondamentali: la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A livello di politica economica, ciò si concretizzò in un regime liberista improntato al principio del mercato aperto e della libera concorrenza, senza il quale la libera circolazione non si sarebbe mai potuta attuare. Questi obbiettivi economici si sono poi realizzati in diverse tappe:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Unione doganale:&#039;&#039;&#039; avviata dal primo luglio 1968 ha comportato la soppressione dei dazi doganali all&#039;interno dell&#039;alora comunità e l&#039;applicazione di una tariffa doganale comune (TDC) applicata alle importazioni dei paesi terzi. Le restrizioni quantitative agli scambi sono state abolite il 31 dicembre 1960 tranne per quelle agricole dove le restrizioni sono state mantenute fino al 1974;&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Accordo di Shengen:&#039;&#039;&#039; è ciò che ha permesso l&#039;effettiva liberalizzazione della circolazione delle persone e la soppressione dei controlli alle frontiere interne tra gli Stati membri, in seguito alla firma avvenuta il 18 giugno 1985 tra Francia, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo e Germania. Successivamente hanno aderito anche gli altri paesi dell&#039;Unione Europea, sebbene attualmente ne siano momentaneamente esclusi Cipro, Croazia, Bulgaria e Romania, che dovrebbero entrare nei prossimi anni. Allo spazio Schengen hanno inoltre aderito anche paesi non UE come Norvegia, Svizzera, Islanda e Liechtenstein, mentre non ne fanno parte Irlanda e Regno Unito.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Atto unico europeo(AUE):&#039;&#039;&#039; fu firmato a Lussemburgo il 17 febbraio 1986 da nove Stati membri e il 28 febbraio 1986 da Danimarca, Italia e Grecia. Esso entrò in vigore il 1° luglio 1987 con l&#039;obiettivo di rilanciare il processo di costruzione europea e realizzare il mercato interno. L&#039;Atto Unico riprese alcuni temi che erano stati oggetto di precedenti trattative internazionali, riguardanti in particolare gli aspetti istituzionali e le politiche europee. Vennero modificati alcuni elementi del Trattato di Roma, attribuendo al Parlamento europeo un ruolo più incisivo e alla Commissione quello di mediatore tra Parlamento e Consiglio nello sviluppo della procedura di cooperazione (ex art. 252 del Trattato CE, antecedente al Trattato di Lisbona).  Tali modifiche valorizzarono il ruolo del Parlamento, assegnandogli il potere di pronunciarsi sull&#039;ammissione di nuovi Stati membri e di concludere accordi con associazioni di paesi terzi e con organizzazioni internazionali.  L&#039;Atto Unico Europeo sancì inoltre l&#039;esistenza del Consiglio europeo, pur senza precisarne compiutamente le competenze, istituzionalizzando di fatto i vertici periodici tra i capi di Stato e di governo.Furono inoltre gettate le basi del Tribunale di primo grado, con l&#039;obiettivo di snellire il carico di lavoro della Corte di Giustizia europea e di introdurre un doppio grado di giudizio, analogamente a quanto avviene nelle giurisdizioni nazionali.Inoltre, l&#039;Atto ha ampliato gli ambiti di competenza della Comunità, offrendo una base giuridica per l&#039;azione comune in settori quali il mercato interno, la politica monetaria, la politica sociale, l&#039;ambiente e la ricerca scientifica e tecnologica. Particolare rilievo venne attribuito alla convergenza delle politiche economiche e monetarie (art. 102A del TCE, introdotto dall&#039;Atto Unico Europeo). Per quanto riguarda la coesione economica e sociale, furono invece adottate politiche strutturali volte a ridurre il divario esistente tra le diverse regioni, al fine di colmare il ritardo di quelle più svantaggiate. Gli strumenti operativi individuati per raggiungere tale obiettivo furono i fondi strutturali. Pur rappresentando una tappa fondamentale nel processo di integrazione europea, l&#039;Atto evidenziò come per arrivare a un&#039;autentica Unione Europea fossero necessarie ulteriori riforme istituzionali, preparando il terreno per il successivo Trattato di Maastricht&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il trattato dell&#039; Unione Europea (o trattato di Maastricht) ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fu firmato a Maastricht il 7 febbraio 1992 dai 12 paesi che costituivano la comunità europea ed è entrato in vigore il 1 novembre 1993,è considerato la tappa decisiva per l&#039;affermazione politica-istituzionale dell&#039;Europa,sancendo la nascita dell&#039;Unione Europea.La conseguenza è stata una più larga cessione volontaria da parte degli stati-nazione membri di sovranità con l&#039;obbiettivo di favorire il potenziamento economico e una maggiore integrazione politica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare il trattato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;ha creato una nuova struttura a 3 pilastri:&#039;&#039;&#039; il primo pilastro è costituito dall&#039;ordinamento comunitario ereditando le disposizioni previste dal trattato istitutivo della comunità europea,e quindi di tutte le organizzazione precedentemente create (CECA e EURATOM).Le principali modifiche riguardano principalmente l&#039;apparato istituzionale,ampliamento e rafforzamento di competenze,introducendo anche il principio di sussidarietà.Il secondo pilastro regolato dal titolo V del trattato istituisce una politica comune nei settori della politica estera e della sicurezza (PESC) dove i governi degli stati membri adottano una cooperazione sistematica e azioni comuni.Infine, il terzo pilastro, disciplinato dal Titolo VI del Trattato, era volto alla cooperazione nei settori della giustizia e degli affari interni (CGAI), che fino ad allora era stata condotta in modo occasionale e informale tra gli Stati membri. L&#039;obiettivo enunciato nel preambolo era &amp;quot;garantire la libera circolazione delle persone, assicurando nel contempo la sicurezza dei loro popoli&amp;quot;.Per realizzare questo obiettivo furono individuate questioni di interesse comune, quali la politica di asilo, l&#039;immigrazione e la cooperazione giudiziaria in materia civile e penale. La loro trattazione rimaneva tuttavia di esclusiva competenza degli Stati membri, sebbene fosse prevista la possibilità di un successivo trasferimento all&#039;Unione. In particolare, il Trattato di Maastricht ha rappresentato un passo in avanti rispetto all&#039;Accordo di Schengen, prevedendo la possibilità di elaborare politiche comuni in materia di immigrazione e di trattamento dei cittadini di paesi terzi. A tal fine fu adottata la logica intergovernativa, nella quale il principio di unanimità riveste un ruolo centrale per l&#039;adozione di qualsiasi provvedimento.  Questa struttura a tre pilastri rappresentò un compromesso tra gli Stati membri: da un lato, coloro che desideravano un contesto giuridico unitario; dall&#039;altro, quelli che intendevano salvaguardare il potere decisionale nazionale. Se per il primo pilastro fu mantenuto il metodo comunitario,per il secondo e il terzo fu adottato il metodo intergovernativo.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;sei nuovi settori:&#039;&#039;&#039; nuove politiche comuni (reti transeuropee,politica industriale,tutela dei consumatori,istruzione e formazione professionale,gioventù e cultura).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;unione monetaria:&#039;&#039;&#039; sono stati fissati i principi e le disposizioni per l&#039;introduzione dell&#039;Euro&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;procedura di codecisione:&#039;&#039;&#039; ciò che era stato già ideato nell&#039;AUE viene disciplinato,con questo trattato il Parlamento europeo viene assegnato il potere di adottare una serie di atti congiuntamente con il consiglio dell&#039;Unione Europea;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per quanto riguarda l&#039;assetto istituzionale maggiore rilevanza fu data al Parlamento europeo che ha assunto un ruolo più rilevante nella formazione degli atti giuridici e una maggiore rappresentività dei partiti politici. Alla commissione fu aumentata di 1 anno (da 4 a 5) la durata del suo mandato per uniformarla al resto del Parlamento,relativamente al consiglio si è intervenuto sui meccanismi decisionali per snellire le procedure allo scopo dichiarato di renderle più efficienti e democratiche:ciò ha favorito il ricordo alla &#039;&#039;maggioranza qualificata&#039;&#039;  per la maggior parte delle decisioni contemplate dalla procedura di codecisione e per tutte le decisioni adottate secondo la procedura di cooperazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altre modifiche di tipo istituzionale hanno riguardato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;La corte dei conti:&#039;&#039;&#039; incaricata di effettuare il controllo contabile e l&#039;esame del bilancio dell&#039;Unione e divenuta una istituzione europea con Maastricht&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;istituto monetario europeo:&#039;&#039;&#039; cui era affidato il compito di gestire il processo per l&#039;introduzione dell&#039;Euro e che avrebbe ceduto il passo alla banca centrale europea (BCE) con l&#039;effettiva circolazione della nuova moneta&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Il comitato delle regioni:&#039;&#039;&#039; nuovo organo a carattere consultivo composto dai rappresentanti degli enti regionali e con una struttura analoga a quella del già operante comitato economico e sociale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Amsterdam ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Firmato il 2 ottobre 1997 ed entrato in vigore il 1 maggio 1999 è il risultato di due anni di confronti e trattative nell&#039;ambito della conferenza dei rappresentati dei governi degli stati membri(iniziata nel maggio 1997 e terminata il 18 giugno 1997) la cui istituzione era già prevista dal trattato di Maastricht che nelle disposizioni finali invitava gli stati membri a convocare una conferenza intergovernativa (CIG) per la sua revisione.L&#039;obbiettivo,in primo luogo era il riassetto delle condizioni politiche e istituzionali dell&#039; Unione per affrontare le sfide del futuro nelle migliori condizioni tenendo conto della rapida evoluzione del quadro internazionale e dell&#039;adesione dei nuovi stati membri provenienti in particolare dall&#039;Europa orientale e alla globalizzazione dell&#039;economia e le sue ripercussioni sull&#039;occupazione,al terrorismo,alla criminalità internazionale,al traffico di stupefacenti,agli squilibri ecologici e ai rischi per la salute pubblica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ciò si è realizzato attraverso una modifica e una ridenominazione dei trattati UE e CE, intervenendo su quattro obiettivi fondamentali:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* porre l&#039;occupazione e i diritti dei cittadini come punto principale dell&#039;Unione&lt;br /&gt;
* eliminare gli ultimi ostacoli alla libera circolazione e rafforzare la sicurezza&lt;br /&gt;
* permettere all&#039;Europa di esercitare maggiore influenza sulla scena mondiale&lt;br /&gt;
* rendere più efficace l&#039;architettura istituzionale dell&#039;Unione&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con il trattato di Amsterdam si sono quindi rafforzati i poteri delle istituzioni europee,in particolare del Parlamento e posta una maggiore attenzione per il cittadino europeo attraverso misure per combattere la disoccupazione el&#039;esclusione sociale.Inoltre i considerazioni dei mutamenti economici e sociali intervenuti nel mercato dei prodotti e dei servizi la politica dei consumatori è diventata competenza dell&#039;Unione. Per quanto riguarda gli aspetti burocratici, in particolare i procedimenti decisionali c&#039; è stata una profonda revisione nel senso della semplificazione attraverso una estensione della procedura di codecisione a nuove materie e ampliando i casi in cui il consiglio può decidere a maggioranza qualificata invece che all&#039;unanimità Con Amsterdam il terzo pilastro non è stato cancellato ma è diventato un&#039;ambito politico-istituzionale che si occupa solo di cooperazione di polizia e giudiziari in materia penale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nonostante i nuovi ambiti di competenza introdotti i risultati raggiunti non sono apparsi soddisfacenti in particolare per quanto riguarda gli adeguamenti istituzionali in previsione di un&#039;allargamento dell&#039;Unione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Nizza ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Approvato dal consiglio europeo di Nizza l&#039;11 dicembre 2000 e firmato il 26 febbraio  2001 al termine di una lunga trattativa diplomatica è entrato in vigore il 1 febbraio 2003. Anche il trattato di Amsterdam prevedeva esattamente come il trattato di Maastricht in un protocollo allegato la possibilità di una revisione ad opera di una conferenza intergovernativa,che, in questo caso venne avviata il 14 febbraio 2000 allo scopo di adattare le istituzioni europee all&#039;acquisizione di nuovo membri avviando le riforme istituzionali che il trattato di Amsterdam non era riuscito a fare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le principali modifiche sono state:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;estensione del voto a maggioranza qualificata e una nuova ponderazione dei voti in seno al consiglio:&#039;&#039;&#039; lo scopo era evitare lo &amp;quot;stallo decisionale&amp;quot;,per cui si sono limitati i casi per cui un paese possa oppore un veto.Tuttavia alcuni paesi mantennero un veto nella possibilità di oppore un veto su alcuni settori(il Regno unito per fisco e sicurezza sociale,la Germania per asilo e immigrazione,la Spagna per i fondi strutturali e la Francia per l&#039;audiovisivo)&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;semplificazione delle procedure per l&#039;attivazione della cooperazione rafforzata:&#039;&#039;&#039; Il trattato di Amsterdam prevedeva la possibilità per gli stati membri di cooperare nell&#039;interesse dell&#039;unione anche qualora non tutti fossero disposti a parteciparvi nell&#039;immediato.Il trattato di Nizza ha consolidato questa procedura eliminando la facoltà per ogni membro di opporre un veto a una cooperazione rafforzata imponendo un minimo di otto stati per avviare una cooperazione  e prevedendo la possibilità di estendere il meccanismo alla politica estera e di sicurezza,esclusa però la difesa.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;riforma del sistema giurisdizionale&#039;&#039;&#039; dell&#039;unione,attraverso una nuova riapartizione di seggi nel parlamento europeo e l&#039;estensione della procedura di codecisione&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;la modifica della struttura delle istituzioni,&#039;&#039;&#039; in particolare per quanto riguarda la commissione europea.Il trattato statuì di limitare a partire dal 2005 la composzione della commissione assegnando un rappresentante a ogni stato membro.Furono anche rafforzati i poteri del presidente della commissione,consentendogli di decidere la suddivisione del portafogli e di porcedere a un rimpasto delle competenze durante il mandato. Fu inoltre rafforzato il ruolo di colegislatore del parlamento.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;modifica della procedura relativa alla constatazione di una grave violazione di uno stato membro,&#039;&#039;&#039; di uno o più principi fondamentali dell&#039;Unione.Il trattato ha introdotto una fase di preallarme che consente di intervenire con raccomandazioni qual&#039;ora c&#039; è l&#039; evidente rischio di violazione (non più quindi una violazione certa) dei principi fondamentali da parte di uno Stato. Prima di procedere in tal senso era prevista la possibilità di far intervenire personalità indipendenti al fine di presentare un rapporto sullo stato membro in questione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Allegati al trattato di Nizza si trovano anche protocolli addizionali e varie dichiarazioni adottare dalla conferenza intergovernativa.Importante fu la &#039;&#039;&#039;dichiarazione sul futuro dell&#039; unione&#039;&#039;&#039; nella quale gli stati membri auspicano al&#039;avvio di un dibattito più ampio e approfondito sul futuro dell&#039;Unione Europea.Essa individuava quattro grandi temi di riflessione:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;delimitazione delle competenze&#039;&#039;&#039; tra l&#039;unione Europea e gli stati membri,che rispecchi il principio di sussidarietà&lt;br /&gt;
* lo status della &#039;&#039;&#039;carta dei diritti fondamentali dell&#039;unione Europea,&#039;&#039;&#039; proclamata a Nizza&lt;br /&gt;
* la &#039;&#039;&#039;semplificazione dei trattati,&#039;&#039;&#039; al fine di renderli più chiari e meglio comprensibili senza modificarne la sostanza&lt;br /&gt;
* il ruolo &#039;&#039;&#039;dei parlamenti nazionali&#039;&#039;&#039; nell&#039;architettura europea&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre anche in questo caso viene prevista la possibilità di convocare nel 2004 una nuova conferenza intergovernativa per procedere a ulteriori revisioni e integrazioni&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le fonti del diritto UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le istituzioni dell&#039;UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Attualità e critiche ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== L&#039;Unione Europea dalla prospettiva marxista ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Russofobia ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari1</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Unione_europea&amp;diff=6435</id>
		<title>Unione europea</title>
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		<updated>2026-03-15T13:54:50Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari1: /* Trattato di Amsterdam */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{S}}L&#039;unione europea è un&#039;istituzione politica sovranazionale dotata di personalità giuridica all&#039;interno del [[diritto internazionale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Principi e fondamenti giuridici ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;Unione europea è un&#039;organizzazione sovranazionale fondata su un insieme di principi politici e giuridici che regolano i rapporti tra gli Stati membri e le istituzioni comuni. Il suo ordinamento giuridico si è sviluppato progressivamente a partire dalla seconda metà del XX secolo con l’obiettivo dichiarato di promuovere la cooperazione economica, politica e sociale tra i paesi europei, garantendo al contempo stabilità, pace e tutela dei diritti fondamentali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I fondamenti giuridici dell&#039;Unione europea sono contenuti principalmente nei trattati istitutivi, che costituiscono la base dell’intero sistema normativo europeo. Questi trattati sono il risultato di un lungo processo di integrazione, iniziato con il Trattato di Roma del 1957 e successivamente sviluppato attraverso varie riforme, tra cui il Trattato di Maastricht del 1992 e il Trattato di Lisbona del 2007.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo percorso di integrazione, soprattutto negli anni successivi alla Seconda guerra mondiale, si sviluppò un ampio dibattito politico e giuridico riguardo alla forma istituzionale che avrebbe dovuto assumere il progetto europeo. Alcuni proponevano la creazione di una [[federazione]] sul modello di Stati federali già esistenti, come gli Stati Uniti; altri assumevano una posizione più prudente, preferendo una forma di cooperazione più limitata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La differenza principale risiedeva nel fatto che, mentre nella prospettiva federalista gli Stati membri trasferiscono una parte significativa della propria sovranità a un’autorità centrale dotata di poteri diretti sui cittadini,con un governo federale provvisto di ampie competenze legislative e una struttura istituzionale capace di adottare decisioni vincolanti per tutti gli Stati aderenti, nell’altra prospettiva l’integrazione avviene attraverso un’unione di Stati sovrani, in cui i governi nazionali continuano a mantenere la maggior parte dei propri poteri politici e giuridici. In questo secondo modello, per essere valida, l’unione deve basarsi su decisioni assunte all’unanimità tra gli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla fine, con l&#039;istituzione del Trattato di Maastricht e del Trattato di Lisbona, ha prevalso il secondo modello, trasformando quella che prima era semplicemente la Comunità economica europea in un&#039;entità dotata di un&#039;ampia personalità giuridica: l&#039;Unione europea.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uno dei principi fondamentali dell’ordinamento giuridico dell’Unione è il principio di attribuzione delle competenze. In base a questo principio, l’Unione può esercitare solo le competenze che gli Stati membri le hanno esplicitamente conferito attraverso i trattati. Tutte le competenze non attribuite all’Unione restano pertanto agli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altri principi come quello di principi di sussidiarietà e proporzionalità si sono sviluppati progressivamente nel corso del tempo, ma sono stati formalmente inseriti nei trattati negli anni Novanta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[principio di sussidarietà]] iniziò a comparire nel dibattito sull’integrazione europea già negli anni Settanta. Una prima formulazione esplicita si trova nel Rapporto Tindemans del 1975, che proponeva di attribuire alle istituzioni europee soltanto quelle competenze che gli Stati membri non erano in grado di esercitare efficacemente da soli. Successivamente il concetto fu ripreso in diversi progetti di riforma istituzionale negli anni Ottanta. Tuttavia, esso venne formalmente introdotto nel diritto dell’Unione europea con il Trattato di Maastricht del 1992, che lo inserì tra i principi fondamentali per regolare la ripartizione delle competenze tra l’Unione e gli Stati membri. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il principio di proporzionalità, invece, ha origini leggermente precedenti nel diritto comunitario. Esso era già stato elaborato nella giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea negli anni Settanta come criterio per controllare che le istituzioni comunitarie non adottassero misure eccessive rispetto agli obiettivi perseguiti. Anche questo principio fu poi riconosciuto esplicitamente nei trattati e consolidato con il Trattato di Maastricht del 1992, insieme al principio di sussidiarietà.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema giuridico dell’Unione europea si caratterizza inoltre per alcune peculiarità che lo distinguono dal diritto internazionale tradizionale. In particolare, la giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea ha affermato due principi fondamentali: il principio del primato del diritto dell’Unione e quello dell’effetto diretto. Il primato stabilisce che, in caso di conflitto, le norme del diritto dell’Unione prevalgono su quelle nazionali degli Stati membri. L’effetto diretto, invece, consente ai cittadini di invocare alcune norme europee direttamente davanti ai giudici nazionali senza la necessità di un recepimento nella legislazione interna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Storia ==&lt;br /&gt;
La fine della Seconda guerra mondiale vide l&#039;Europa fare i conti non solo con milioni di morti, ma anche con un&#039;economia in crisi, in un contesto geopolitico in cui USA e URSS erano risultate le principali vincitrici del conflitto. Alcuni intellettuali, politici e statisti, tra cui Robert Schuman (ministro degli Esteri francese), Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer (rispettivamente capi del governo italiano e tedesco), avviarono una strategia tesa all&#039;unificazione dell&#039;Europa. L&#039;obiettivo principale era impedire il riprodursi di situazioni politiche, economiche e militari che avevano portato il mondo al disastro della guerra. Si sottolineava, in particolare, la necessità di ricucire lo stretto legame tra Francia e Germania, che fino ad allora erano state al centro della &amp;quot;patologia&amp;quot; dei rapporti tra i paesi europei.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All&#039;origine fu soprattutto un accordo di tipo economico: Robert Schuman propose di mettere l&#039;insieme della produzione franco-tedesca di carbone e acciaio sotto un&#039;alta autorità comune, nel quadro di un&#039;organizzazione alla quale avrebbero poi potuto aderire anche altri paesi. La dichiarazione rappresentò così l&#039;inizio del processo di cooperazione tra gli Stati europei, sebbene all&#039;inizio si trattasse soltanto di un&#039;unione di Stati e di cooperazione organizzativa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sorsero non solo diverse organizzazioni che operavano senza un reale collegamento tra loro, come l&#039;OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), l&#039;UEO (Unione europea occidentale) e la NATO (Organizzazione del Trattato dell&#039;Atlantico del Nord), ma anche le Comunità europee: dapprima, con il Trattato di Parigi, la CECA (Comunità europea del carbone e dell&#039;acciaio); quindi la CEE (Comunità economica europea) e la CEEA o EURATOM (Comunità europea dell&#039;energia atomica), entrambe nate il 25 marzo 1957 con la firma dei Trattati di Roma.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;accordo istitutivo della CECA scadeva dopo 50 anni dalla sua entrata in vigore, il 23 luglio 2002. A quella data, gli Stati membri hanno deciso di non rinnovarlo: l&#039;organizzazione si è quindi sciolta e le relative competenze sono state trasferite all&#039;Unione Europea. L&#039;EURATOM, invece, è ancora formalmente operante, sebbene svolga un ruolo marginale rispetto all&#039;Unione, pur non essendo giuridicamente assorbita da quest&#039;ultima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare, la creazione della Comunità economica europea,alla quale fu assegnato il compito di promuovere, mediante l&#039;instaurazione di un mercato comune e il graduale ravvicinamento delle politiche economiche degli Stati membri, uno sviluppo armonioso delle attività economiche nell&#039;insieme delle Comunità (art. 2 TCEE),segna il reale passaggio dalla cooperazione all&#039;integrazione. Per la prima volta venne introdotto un organo dotato di ampia indipendenza deliberativa rispetto agli Stati membri e con forti poteri decisionali nei confronti delle imprese del settore, eliminando le barriere commerciali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Successivamente, con il Trattato di Bruxelles del 1965, si creò il primo scheletro delle istituzioni così come sono oggi. Ciò avvenne fondendo gli esecutivi in un&#039;unica Commissione e un unico Consiglio, oltre a istituire un bilancio unico per le tre Comunità. L&#039;unificazione riguardava però solo gli organi, non le competenze, che restavano distinte: le Comunità continuavano infatti a esercitare poteri differenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== I trattati istitutivi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il trattato di Roma ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la firma del Trattato di Roma Francia,Germania,Italia,Belgio,Olanda e Lussemburgo posero la prima pietra della costruzione dell&#039;Unione Europea attraverso l&#039;istituzione della comunità economica europea. Questo trattato era costituito da 240 articoli,suddiviso in sei parti distinte e preceduto da un preambolo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* la prima parte era dedicata ai principi che avevano ispirato la comunità economica europea attraverso il mercato comune,l&#039;unione doganale e le politiche comuni;&lt;br /&gt;
* la secondo parte riguardava i fondamenti della comunità;essa comprendeva quattro titoli rispettivamente alla libera circolazione delle merci,all&#039;agricoltura ,alla libera circolazione delle persone,dei servizi e dei capitali e dei trasporti.&lt;br /&gt;
* la terza parte riguardava le politiche comuni e comprendeva quattro titoli relativi alle norme comuni,alla politica economica,alla politica sociale e alla banca europea degli investimenti;&lt;br /&gt;
* la quarta parte era dedicata all&#039;associazione dei paesi e dei territori d&#039;oltremare&lt;br /&gt;
* la quinta riguardava le istituzioni e includeva un titolo sulle disposizioni istituzionali e un&#039;altro sulle disposizioni finanziarie&lt;br /&gt;
* l&#039;ultima parte erano delle disposizioni generali e finali&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;intenzione degli Stati firmatari era di creare un mercato comune in cui fosse garantita una libera circolazione dei prodotti (merci e servizi) e dei fattori produttivi (capitale e lavoro), così da eliminare ogni barriera protezionistica e garantire agli Stati maggiori possibilità di espansione. In vista di questo obiettivo furono garantite quattro libertà fondamentali: la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A livello di politica economica, ciò si concretizzò in un regime liberista improntato al principio del mercato aperto e della libera concorrenza, senza il quale la libera circolazione non si sarebbe mai potuta attuare. Questi obbiettivi economici si sono poi realizzati in diverse tappe:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Unione doganale:&#039;&#039;&#039; avviata dal primo luglio 1968 ha comportato la soppressione dei dazi doganali all&#039;interno dell&#039;alora comunità e l&#039;applicazione di una tariffa doganale comune (TDC) applicata alle importazioni dei paesi terzi. Le restrizioni quantitative agli scambi sono state abolite il 31 dicembre 1960 tranne per quelle agricole dove le restrizioni sono state mantenute fino al 1974;&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Accordo di Shengen:&#039;&#039;&#039; è ciò che ha permesso l&#039;effettiva liberalizzazione della circolazione delle persone e la soppressione dei controlli alle frontiere interne tra gli Stati membri, in seguito alla firma avvenuta il 18 giugno 1985 tra Francia, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo e Germania. Successivamente hanno aderito anche gli altri paesi dell&#039;Unione Europea, sebbene attualmente ne siano momentaneamente esclusi Cipro, Croazia, Bulgaria e Romania, che dovrebbero entrare nei prossimi anni. Allo spazio Schengen hanno inoltre aderito anche paesi non UE come Norvegia, Svizzera, Islanda e Liechtenstein, mentre non ne fanno parte Irlanda e Regno Unito.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Atto unico europeo(AUE):&#039;&#039;&#039; fu firmato a Lussemburgo il 17 febbraio 1986 da nove Stati membri e il 28 febbraio 1986 da Danimarca, Italia e Grecia. Esso entrò in vigore il 1° luglio 1987 con l&#039;obiettivo di rilanciare il processo di costruzione europea e realizzare il mercato interno. L&#039;Atto Unico riprese alcuni temi che erano stati oggetto di precedenti trattative internazionali, riguardanti in particolare gli aspetti istituzionali e le politiche europee. Vennero modificati alcuni elementi del Trattato di Roma, attribuendo al Parlamento europeo un ruolo più incisivo e alla Commissione quello di mediatore tra Parlamento e Consiglio nello sviluppo della procedura di cooperazione (ex art. 252 del Trattato CE, antecedente al Trattato di Lisbona).  Tali modifiche valorizzarono il ruolo del Parlamento, assegnandogli il potere di pronunciarsi sull&#039;ammissione di nuovi Stati membri e di concludere accordi con associazioni di paesi terzi e con organizzazioni internazionali.  L&#039;Atto Unico Europeo sancì inoltre l&#039;esistenza del Consiglio europeo, pur senza precisarne compiutamente le competenze, istituzionalizzando di fatto i vertici periodici tra i capi di Stato e di governo.Furono inoltre gettate le basi del Tribunale di primo grado, con l&#039;obiettivo di snellire il carico di lavoro della Corte di Giustizia europea e di introdurre un doppio grado di giudizio, analogamente a quanto avviene nelle giurisdizioni nazionali.Inoltre, l&#039;Atto ha ampliato gli ambiti di competenza della Comunità, offrendo una base giuridica per l&#039;azione comune in settori quali il mercato interno, la politica monetaria, la politica sociale, l&#039;ambiente e la ricerca scientifica e tecnologica. Particolare rilievo venne attribuito alla convergenza delle politiche economiche e monetarie (art. 102A del TCE, introdotto dall&#039;Atto Unico Europeo). Per quanto riguarda la coesione economica e sociale, furono invece adottate politiche strutturali volte a ridurre il divario esistente tra le diverse regioni, al fine di colmare il ritardo di quelle più svantaggiate. Gli strumenti operativi individuati per raggiungere tale obiettivo furono i fondi strutturali. Pur rappresentando una tappa fondamentale nel processo di integrazione europea, l&#039;Atto evidenziò come per arrivare a un&#039;autentica Unione Europea fossero necessarie ulteriori riforme istituzionali, preparando il terreno per il successivo Trattato di Maastricht&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il trattato dell&#039; Unione Europea (o trattato di Maastricht) ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fu firmato a Maastricht il 7 febbraio 1992 dai 12 paesi che costituivano la comunità europea ed è entrato in vigore il 1 novembre 1993,è considerato la tappa decisiva per l&#039;affermazione politica-istituzionale dell&#039;Europa,sancendo la nascita dell&#039;Unione Europea.La conseguenza è stata una più larga cessione volontaria da parte degli stati-nazione membri di sovranità con l&#039;obbiettivo di favorire il potenziamento economico e una maggiore integrazione politica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare il trattato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;ha creato una nuova struttura a 3 pilastri:&#039;&#039;&#039; il primo pilastro è costituito dall&#039;ordinamento comunitario ereditando le disposizioni previste dal trattato istitutivo della comunità europea,e quindi di tutte le organizzazione precedentemente create (CECA e EURATOM).Le principali modifiche riguardano principalmente l&#039;apparato istituzionale,ampliamento e rafforzamento di competenze,introducendo anche il principio di sussidarietà.Il secondo pilastro regolato dal titolo V del trattato istituisce una politica comune nei settori della politica estera e della sicurezza (PESC) dove i governi degli stati membri adottano una cooperazione sistematica e azioni comuni.Infine, il terzo pilastro, disciplinato dal Titolo VI del Trattato, era volto alla cooperazione nei settori della giustizia e degli affari interni (CGAI), che fino ad allora era stata condotta in modo occasionale e informale tra gli Stati membri. L&#039;obiettivo enunciato nel preambolo era &amp;quot;garantire la libera circolazione delle persone, assicurando nel contempo la sicurezza dei loro popoli&amp;quot;.Per realizzare questo obiettivo furono individuate questioni di interesse comune, quali la politica di asilo, l&#039;immigrazione e la cooperazione giudiziaria in materia civile e penale. La loro trattazione rimaneva tuttavia di esclusiva competenza degli Stati membri, sebbene fosse prevista la possibilità di un successivo trasferimento all&#039;Unione. In particolare, il Trattato di Maastricht ha rappresentato un passo in avanti rispetto all&#039;Accordo di Schengen, prevedendo la possibilità di elaborare politiche comuni in materia di immigrazione e di trattamento dei cittadini di paesi terzi. A tal fine fu adottata la logica intergovernativa, nella quale il principio di unanimità riveste un ruolo centrale per l&#039;adozione di qualsiasi provvedimento.  Questa struttura a tre pilastri rappresentò un compromesso tra gli Stati membri: da un lato, coloro che desideravano un contesto giuridico unitario; dall&#039;altro, quelli che intendevano salvaguardare il potere decisionale nazionale. Se per il primo pilastro fu mantenuto il metodo comunitario,per il secondo e il terzo fu adottato il metodo intergovernativo.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;sei nuovi settori:&#039;&#039;&#039; nuove politiche comuni (reti transeuropee,politica industriale,tutela dei consumatori,istruzione e formazione professionale,gioventù e cultura).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;unione monetaria:&#039;&#039;&#039; sono stati fissati i principi e le disposizioni per l&#039;introduzione dell&#039;Euro&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;procedura di codecisione:&#039;&#039;&#039; ciò che era stato già ideato nell&#039;AUE viene disciplinato,con questo trattato il Parlamento europeo viene assegnato il potere di adottare una serie di atti congiuntamente con il consiglio dell&#039;Unione Europea;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per quanto riguarda l&#039;assetto istituzionale maggiore rilevanza fu data al Parlamento europeo che ha assunto un ruolo più rilevante nella formazione degli atti giuridici e una maggiore rappresentività dei partiti politici. Alla commissione fu aumentata di 1 anno (da 4 a 5) la durata del suo mandato per uniformarla al resto del Parlamento,relativamente al consiglio si è intervenuto sui meccanismi decisionali per snellire le procedure allo scopo dichiarato di renderle più efficienti e democratiche:ciò ha favorito il ricordo alla &#039;&#039;maggioranza qualificata&#039;&#039;  per la maggior parte delle decisioni contemplate dalla procedura di codecisione e per tutte le decisioni adottate secondo la procedura di cooperazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altre modifiche di tipo istituzionale hanno riguardato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;La corte dei conti:&#039;&#039;&#039; incaricata di effettuare il controllo contabile e l&#039;esame del bilancio dell&#039;Unione e divenuta una istituzione europea con Maastricht&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;istituto monetario europeo:&#039;&#039;&#039; cui era affidato il compito di gestire il processo per l&#039;introduzione dell&#039;Euro e che avrebbe ceduto il passo alla banca centrale europea (BCE) con l&#039;effettiva circolazione della nuova moneta&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Il comitato delle regioni:&#039;&#039;&#039; nuovo organo a carattere consultivo composto dai rappresentanti degli enti regionali e con una struttura analoga a quella del già operante comitato economico e sociale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Amsterdam ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Firmato il 2 ottobre 1997 ed entrato in vigore il 1 maggio 1999 è il risultato di due anni di confronti e trattative nell&#039;ambito della conferenza dei rappresentati dei governi degli stati membri(iniziata nel maggio 1997 e terminata il 18 giugno 1997) la cui istituzione era già prevista dal trattato di Maastricht che nelle disposizioni finali invitava gli stati membri a convocare una conferenza intergovernativa (CIG) per la sua revisione.L&#039;obbiettivo,in primo luogo era il riassetto delle condizioni politiche e istituzionali dell&#039; Unione per affrontare le sfide del futuro nelle migliori condizioni tenendo conto della rapida evoluzione del quadro internazionale e dell&#039;adesione dei nuovi stati membri provenienti in particolare dall&#039;Europa orientale e alla globalizzazione dell&#039;economia e le sue ripercussioni sull&#039;occupazione,al terrorismo,alla criminalità internazionale,al traffico di stupefacenti,agli squilibri ecologici e ai rischi per la salute pubblica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ciò si è realizzato attraverso una modifica e una ridenominazione dei trattati UE e CE, intervenendo su quattro obiettivi fondamentali:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* porre l&#039;occupazione e i diritti dei cittadini come punto principale dell&#039;Unione&lt;br /&gt;
* eliminare gli ultimi ostacoli alla libera circolazione e rafforzare la sicurezza&lt;br /&gt;
* permettere all&#039;Europa di esercitare maggiore influenza sulla scena mondiale&lt;br /&gt;
* rendere più efficace l&#039;architettura istituzionale dell&#039;Unione&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con il trattato di Amsterdam si sono quindi rafforzati i poteri delle istituzioni europee,in particolare del Parlamento e posta una maggiore attenzione per il cittadino europeo attraverso misure per combattere la disoccupazione el&#039;esclusione sociale.Inoltre i considerazioni dei mutamenti economici e sociali intervenuti nel mercato dei prodotti e dei servizi la politica dei consumatori è diventata competenza dell&#039;Unione. Per quanto riguarda gli aspetti burocratici, in particolare i procedimenti decisionali c&#039; è stata una profonda revisione nel senso della semplificazione attraverso una estensione della procedura di codecisione a nuove materie e ampliando i casi in cui il consiglio può decidere a maggioranza qualificata invece che all&#039;unanimità Con Amsterdam il terzo pilastro non è stato cancellato ma è diventato un&#039;ambito politico-istituzionale che si occupa solo di cooperazione di polizia e giudiziari in materia penale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nonostante i nuovi ambiti di competenza introdotti i risultati raggiunti non sono apparsi soddisfacenti in particolare per quanto riguarda gli adeguamenti istituzionali in previsione di un&#039;allargamento dell&#039;Unione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Nizza ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le fonti del diritto UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le istituzioni dell&#039;UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Attualità e critiche ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== L&#039;Unione Europea dalla prospettiva marxista ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Russofobia ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari1</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Unione_europea&amp;diff=6434</id>
		<title>Unione europea</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Unione_europea&amp;diff=6434"/>
		<updated>2026-03-15T13:35:06Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari1: /* Trattato di Amsterdam */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{S}}L&#039;unione europea è un&#039;istituzione politica sovranazionale dotata di personalità giuridica all&#039;interno del [[diritto internazionale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Principi e fondamenti giuridici ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;Unione europea è un&#039;organizzazione sovranazionale fondata su un insieme di principi politici e giuridici che regolano i rapporti tra gli Stati membri e le istituzioni comuni. Il suo ordinamento giuridico si è sviluppato progressivamente a partire dalla seconda metà del XX secolo con l’obiettivo dichiarato di promuovere la cooperazione economica, politica e sociale tra i paesi europei, garantendo al contempo stabilità, pace e tutela dei diritti fondamentali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I fondamenti giuridici dell&#039;Unione europea sono contenuti principalmente nei trattati istitutivi, che costituiscono la base dell’intero sistema normativo europeo. Questi trattati sono il risultato di un lungo processo di integrazione, iniziato con il Trattato di Roma del 1957 e successivamente sviluppato attraverso varie riforme, tra cui il Trattato di Maastricht del 1992 e il Trattato di Lisbona del 2007.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo percorso di integrazione, soprattutto negli anni successivi alla Seconda guerra mondiale, si sviluppò un ampio dibattito politico e giuridico riguardo alla forma istituzionale che avrebbe dovuto assumere il progetto europeo. Alcuni proponevano la creazione di una [[federazione]] sul modello di Stati federali già esistenti, come gli Stati Uniti; altri assumevano una posizione più prudente, preferendo una forma di cooperazione più limitata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La differenza principale risiedeva nel fatto che, mentre nella prospettiva federalista gli Stati membri trasferiscono una parte significativa della propria sovranità a un’autorità centrale dotata di poteri diretti sui cittadini,con un governo federale provvisto di ampie competenze legislative e una struttura istituzionale capace di adottare decisioni vincolanti per tutti gli Stati aderenti, nell’altra prospettiva l’integrazione avviene attraverso un’unione di Stati sovrani, in cui i governi nazionali continuano a mantenere la maggior parte dei propri poteri politici e giuridici. In questo secondo modello, per essere valida, l’unione deve basarsi su decisioni assunte all’unanimità tra gli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla fine, con l&#039;istituzione del Trattato di Maastricht e del Trattato di Lisbona, ha prevalso il secondo modello, trasformando quella che prima era semplicemente la Comunità economica europea in un&#039;entità dotata di un&#039;ampia personalità giuridica: l&#039;Unione europea.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uno dei principi fondamentali dell’ordinamento giuridico dell’Unione è il principio di attribuzione delle competenze. In base a questo principio, l’Unione può esercitare solo le competenze che gli Stati membri le hanno esplicitamente conferito attraverso i trattati. Tutte le competenze non attribuite all’Unione restano pertanto agli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altri principi come quello di principi di sussidiarietà e proporzionalità si sono sviluppati progressivamente nel corso del tempo, ma sono stati formalmente inseriti nei trattati negli anni Novanta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[principio di sussidarietà]] iniziò a comparire nel dibattito sull’integrazione europea già negli anni Settanta. Una prima formulazione esplicita si trova nel Rapporto Tindemans del 1975, che proponeva di attribuire alle istituzioni europee soltanto quelle competenze che gli Stati membri non erano in grado di esercitare efficacemente da soli. Successivamente il concetto fu ripreso in diversi progetti di riforma istituzionale negli anni Ottanta. Tuttavia, esso venne formalmente introdotto nel diritto dell’Unione europea con il Trattato di Maastricht del 1992, che lo inserì tra i principi fondamentali per regolare la ripartizione delle competenze tra l’Unione e gli Stati membri. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il principio di proporzionalità, invece, ha origini leggermente precedenti nel diritto comunitario. Esso era già stato elaborato nella giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea negli anni Settanta come criterio per controllare che le istituzioni comunitarie non adottassero misure eccessive rispetto agli obiettivi perseguiti. Anche questo principio fu poi riconosciuto esplicitamente nei trattati e consolidato con il Trattato di Maastricht del 1992, insieme al principio di sussidiarietà.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema giuridico dell’Unione europea si caratterizza inoltre per alcune peculiarità che lo distinguono dal diritto internazionale tradizionale. In particolare, la giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea ha affermato due principi fondamentali: il principio del primato del diritto dell’Unione e quello dell’effetto diretto. Il primato stabilisce che, in caso di conflitto, le norme del diritto dell’Unione prevalgono su quelle nazionali degli Stati membri. L’effetto diretto, invece, consente ai cittadini di invocare alcune norme europee direttamente davanti ai giudici nazionali senza la necessità di un recepimento nella legislazione interna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Storia ==&lt;br /&gt;
La fine della Seconda guerra mondiale vide l&#039;Europa fare i conti non solo con milioni di morti, ma anche con un&#039;economia in crisi, in un contesto geopolitico in cui USA e URSS erano risultate le principali vincitrici del conflitto. Alcuni intellettuali, politici e statisti, tra cui Robert Schuman (ministro degli Esteri francese), Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer (rispettivamente capi del governo italiano e tedesco), avviarono una strategia tesa all&#039;unificazione dell&#039;Europa. L&#039;obiettivo principale era impedire il riprodursi di situazioni politiche, economiche e militari che avevano portato il mondo al disastro della guerra. Si sottolineava, in particolare, la necessità di ricucire lo stretto legame tra Francia e Germania, che fino ad allora erano state al centro della &amp;quot;patologia&amp;quot; dei rapporti tra i paesi europei.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All&#039;origine fu soprattutto un accordo di tipo economico: Robert Schuman propose di mettere l&#039;insieme della produzione franco-tedesca di carbone e acciaio sotto un&#039;alta autorità comune, nel quadro di un&#039;organizzazione alla quale avrebbero poi potuto aderire anche altri paesi. La dichiarazione rappresentò così l&#039;inizio del processo di cooperazione tra gli Stati europei, sebbene all&#039;inizio si trattasse soltanto di un&#039;unione di Stati e di cooperazione organizzativa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sorsero non solo diverse organizzazioni che operavano senza un reale collegamento tra loro, come l&#039;OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), l&#039;UEO (Unione europea occidentale) e la NATO (Organizzazione del Trattato dell&#039;Atlantico del Nord), ma anche le Comunità europee: dapprima, con il Trattato di Parigi, la CECA (Comunità europea del carbone e dell&#039;acciaio); quindi la CEE (Comunità economica europea) e la CEEA o EURATOM (Comunità europea dell&#039;energia atomica), entrambe nate il 25 marzo 1957 con la firma dei Trattati di Roma.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;accordo istitutivo della CECA scadeva dopo 50 anni dalla sua entrata in vigore, il 23 luglio 2002. A quella data, gli Stati membri hanno deciso di non rinnovarlo: l&#039;organizzazione si è quindi sciolta e le relative competenze sono state trasferite all&#039;Unione Europea. L&#039;EURATOM, invece, è ancora formalmente operante, sebbene svolga un ruolo marginale rispetto all&#039;Unione, pur non essendo giuridicamente assorbita da quest&#039;ultima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare, la creazione della Comunità economica europea,alla quale fu assegnato il compito di promuovere, mediante l&#039;instaurazione di un mercato comune e il graduale ravvicinamento delle politiche economiche degli Stati membri, uno sviluppo armonioso delle attività economiche nell&#039;insieme delle Comunità (art. 2 TCEE),segna il reale passaggio dalla cooperazione all&#039;integrazione. Per la prima volta venne introdotto un organo dotato di ampia indipendenza deliberativa rispetto agli Stati membri e con forti poteri decisionali nei confronti delle imprese del settore, eliminando le barriere commerciali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Successivamente, con il Trattato di Bruxelles del 1965, si creò il primo scheletro delle istituzioni così come sono oggi. Ciò avvenne fondendo gli esecutivi in un&#039;unica Commissione e un unico Consiglio, oltre a istituire un bilancio unico per le tre Comunità. L&#039;unificazione riguardava però solo gli organi, non le competenze, che restavano distinte: le Comunità continuavano infatti a esercitare poteri differenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== I trattati istitutivi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il trattato di Roma ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la firma del Trattato di Roma Francia,Germania,Italia,Belgio,Olanda e Lussemburgo posero la prima pietra della costruzione dell&#039;Unione Europea attraverso l&#039;istituzione della comunità economica europea. Questo trattato era costituito da 240 articoli,suddiviso in sei parti distinte e preceduto da un preambolo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* la prima parte era dedicata ai principi che avevano ispirato la comunità economica europea attraverso il mercato comune,l&#039;unione doganale e le politiche comuni;&lt;br /&gt;
* la secondo parte riguardava i fondamenti della comunità;essa comprendeva quattro titoli rispettivamente alla libera circolazione delle merci,all&#039;agricoltura ,alla libera circolazione delle persone,dei servizi e dei capitali e dei trasporti.&lt;br /&gt;
* la terza parte riguardava le politiche comuni e comprendeva quattro titoli relativi alle norme comuni,alla politica economica,alla politica sociale e alla banca europea degli investimenti;&lt;br /&gt;
* la quarta parte era dedicata all&#039;associazione dei paesi e dei territori d&#039;oltremare&lt;br /&gt;
* la quinta riguardava le istituzioni e includeva un titolo sulle disposizioni istituzionali e un&#039;altro sulle disposizioni finanziarie&lt;br /&gt;
* l&#039;ultima parte erano delle disposizioni generali e finali&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;intenzione degli Stati firmatari era di creare un mercato comune in cui fosse garantita una libera circolazione dei prodotti (merci e servizi) e dei fattori produttivi (capitale e lavoro), così da eliminare ogni barriera protezionistica e garantire agli Stati maggiori possibilità di espansione. In vista di questo obiettivo furono garantite quattro libertà fondamentali: la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A livello di politica economica, ciò si concretizzò in un regime liberista improntato al principio del mercato aperto e della libera concorrenza, senza il quale la libera circolazione non si sarebbe mai potuta attuare. Questi obbiettivi economici si sono poi realizzati in diverse tappe:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Unione doganale:&#039;&#039;&#039; avviata dal primo luglio 1968 ha comportato la soppressione dei dazi doganali all&#039;interno dell&#039;alora comunità e l&#039;applicazione di una tariffa doganale comune (TDC) applicata alle importazioni dei paesi terzi. Le restrizioni quantitative agli scambi sono state abolite il 31 dicembre 1960 tranne per quelle agricole dove le restrizioni sono state mantenute fino al 1974;&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Accordo di Shengen:&#039;&#039;&#039; è ciò che ha permesso l&#039;effettiva liberalizzazione della circolazione delle persone e la soppressione dei controlli alle frontiere interne tra gli Stati membri, in seguito alla firma avvenuta il 18 giugno 1985 tra Francia, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo e Germania. Successivamente hanno aderito anche gli altri paesi dell&#039;Unione Europea, sebbene attualmente ne siano momentaneamente esclusi Cipro, Croazia, Bulgaria e Romania, che dovrebbero entrare nei prossimi anni. Allo spazio Schengen hanno inoltre aderito anche paesi non UE come Norvegia, Svizzera, Islanda e Liechtenstein, mentre non ne fanno parte Irlanda e Regno Unito.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Atto unico europeo(AUE):&#039;&#039;&#039; fu firmato a Lussemburgo il 17 febbraio 1986 da nove Stati membri e il 28 febbraio 1986 da Danimarca, Italia e Grecia. Esso entrò in vigore il 1° luglio 1987 con l&#039;obiettivo di rilanciare il processo di costruzione europea e realizzare il mercato interno. L&#039;Atto Unico riprese alcuni temi che erano stati oggetto di precedenti trattative internazionali, riguardanti in particolare gli aspetti istituzionali e le politiche europee. Vennero modificati alcuni elementi del Trattato di Roma, attribuendo al Parlamento europeo un ruolo più incisivo e alla Commissione quello di mediatore tra Parlamento e Consiglio nello sviluppo della procedura di cooperazione (ex art. 252 del Trattato CE, antecedente al Trattato di Lisbona).  Tali modifiche valorizzarono il ruolo del Parlamento, assegnandogli il potere di pronunciarsi sull&#039;ammissione di nuovi Stati membri e di concludere accordi con associazioni di paesi terzi e con organizzazioni internazionali.  L&#039;Atto Unico Europeo sancì inoltre l&#039;esistenza del Consiglio europeo, pur senza precisarne compiutamente le competenze, istituzionalizzando di fatto i vertici periodici tra i capi di Stato e di governo.Furono inoltre gettate le basi del Tribunale di primo grado, con l&#039;obiettivo di snellire il carico di lavoro della Corte di Giustizia europea e di introdurre un doppio grado di giudizio, analogamente a quanto avviene nelle giurisdizioni nazionali.Inoltre, l&#039;Atto ha ampliato gli ambiti di competenza della Comunità, offrendo una base giuridica per l&#039;azione comune in settori quali il mercato interno, la politica monetaria, la politica sociale, l&#039;ambiente e la ricerca scientifica e tecnologica. Particolare rilievo venne attribuito alla convergenza delle politiche economiche e monetarie (art. 102A del TCE, introdotto dall&#039;Atto Unico Europeo). Per quanto riguarda la coesione economica e sociale, furono invece adottate politiche strutturali volte a ridurre il divario esistente tra le diverse regioni, al fine di colmare il ritardo di quelle più svantaggiate. Gli strumenti operativi individuati per raggiungere tale obiettivo furono i fondi strutturali. Pur rappresentando una tappa fondamentale nel processo di integrazione europea, l&#039;Atto evidenziò come per arrivare a un&#039;autentica Unione Europea fossero necessarie ulteriori riforme istituzionali, preparando il terreno per il successivo Trattato di Maastricht&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il trattato dell&#039; Unione Europea (o trattato di Maastricht) ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fu firmato a Maastricht il 7 febbraio 1992 dai 12 paesi che costituivano la comunità europea ed è entrato in vigore il 1 novembre 1993,è considerato la tappa decisiva per l&#039;affermazione politica-istituzionale dell&#039;Europa,sancendo la nascita dell&#039;Unione Europea.La conseguenza è stata una più larga cessione volontaria da parte degli stati-nazione membri di sovranità con l&#039;obbiettivo di favorire il potenziamento economico e una maggiore integrazione politica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare il trattato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;ha creato una nuova struttura a 3 pilastri:&#039;&#039;&#039; il primo pilastro è costituito dall&#039;ordinamento comunitario ereditando le disposizioni previste dal trattato istitutivo della comunità europea,e quindi di tutte le organizzazione precedentemente create (CECA e EURATOM).Le principali modifiche riguardano principalmente l&#039;apparato istituzionale,ampliamento e rafforzamento di competenze,introducendo anche il principio di sussidarietà.Il secondo pilastro regolato dal titolo V del trattato istituisce una politica comune nei settori della politica estera e della sicurezza (PESC) dove i governi degli stati membri adottano una cooperazione sistematica e azioni comuni.Infine, il terzo pilastro, disciplinato dal Titolo VI del Trattato, era volto alla cooperazione nei settori della giustizia e degli affari interni (CGAI), che fino ad allora era stata condotta in modo occasionale e informale tra gli Stati membri. L&#039;obiettivo enunciato nel preambolo era &amp;quot;garantire la libera circolazione delle persone, assicurando nel contempo la sicurezza dei loro popoli&amp;quot;.Per realizzare questo obiettivo furono individuate questioni di interesse comune, quali la politica di asilo, l&#039;immigrazione e la cooperazione giudiziaria in materia civile e penale. La loro trattazione rimaneva tuttavia di esclusiva competenza degli Stati membri, sebbene fosse prevista la possibilità di un successivo trasferimento all&#039;Unione. In particolare, il Trattato di Maastricht ha rappresentato un passo in avanti rispetto all&#039;Accordo di Schengen, prevedendo la possibilità di elaborare politiche comuni in materia di immigrazione e di trattamento dei cittadini di paesi terzi. A tal fine fu adottata la logica intergovernativa, nella quale il principio di unanimità riveste un ruolo centrale per l&#039;adozione di qualsiasi provvedimento.  Questa struttura a tre pilastri rappresentò un compromesso tra gli Stati membri: da un lato, coloro che desideravano un contesto giuridico unitario; dall&#039;altro, quelli che intendevano salvaguardare il potere decisionale nazionale. Se per il primo pilastro fu mantenuto il metodo comunitario,per il secondo e il terzo fu adottato il metodo intergovernativo.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;sei nuovi settori:&#039;&#039;&#039; nuove politiche comuni (reti transeuropee,politica industriale,tutela dei consumatori,istruzione e formazione professionale,gioventù e cultura).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;unione monetaria:&#039;&#039;&#039; sono stati fissati i principi e le disposizioni per l&#039;introduzione dell&#039;Euro&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;procedura di codecisione:&#039;&#039;&#039; ciò che era stato già ideato nell&#039;AUE viene disciplinato,con questo trattato il Parlamento europeo viene assegnato il potere di adottare una serie di atti congiuntamente con il consiglio dell&#039;Unione Europea;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per quanto riguarda l&#039;assetto istituzionale maggiore rilevanza fu data al Parlamento europeo che ha assunto un ruolo più rilevante nella formazione degli atti giuridici e una maggiore rappresentività dei partiti politici. Alla commissione fu aumentata di 1 anno (da 4 a 5) la durata del suo mandato per uniformarla al resto del Parlamento,relativamente al consiglio si è intervenuto sui meccanismi decisionali per snellire le procedure allo scopo dichiarato di renderle più efficienti e democratiche:ciò ha favorito il ricordo alla &#039;&#039;maggioranza qualificata&#039;&#039;  per la maggior parte delle decisioni contemplate dalla procedura di codecisione e per tutte le decisioni adottate secondo la procedura di cooperazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altre modifiche di tipo istituzionale hanno riguardato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;La corte dei conti:&#039;&#039;&#039; incaricata di effettuare il controllo contabile e l&#039;esame del bilancio dell&#039;Unione e divenuta una istituzione europea con Maastricht&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;istituto monetario europeo:&#039;&#039;&#039; cui era affidato il compito di gestire il processo per l&#039;introduzione dell&#039;Euro e che avrebbe ceduto il passo alla banca centrale europea (BCE) con l&#039;effettiva circolazione della nuova moneta&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Il comitato delle regioni:&#039;&#039;&#039; nuovo organo a carattere consultivo composto dai rappresentanti degli enti regionali e con una struttura analoga a quella del già operante comitato economico e sociale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Amsterdam ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Firmato il 2 ottobre 1997 ed entrato in vigore il 1 maggio 1999 è il risultato di due anni di confronti e trattative nell&#039;ambito della conferenza dei rappresentati dei governi degli stati membri(iniziata nel maggio 1997 e terminata il 18 giugno 1997) la cui istituzione era già prevista dal trattato di Maastricht che nelle disposizioni finali invitava gli stati membri a convocare una conferenza intergovernativa (CIG) per la sua revisione.L&#039;obbiettivo,in primo luogo era il riassetto delle condizioni politiche e istituzionali dell&#039; Unione per affrontare le sfide del futuro nelle migliori condizioni tenendo conto della rapida evoluzione del quadro internazionale e dell&#039;adesione dei nuovi stati membri provenienti in particolare dall&#039;Europa orientale e alla globalizzazione dell&#039;economia e le sue ripercussioni sull&#039;occupazione,al terrorismo,alla criminalità internazionale,al traffico di stupefacenti,agli squilibri ecologici e ai rischi per la salute pubblica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ciò si è realizzato attraverso una modifica e una ridenominazione dei trattati UE e CE, intervenendo su quattro obiettivi fondamentali:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* porre l&#039;occupazione e i diritti dei cittadini come punto principale dell&#039;Unione&lt;br /&gt;
* eliminare gli ultimi ostacoli alla libera circolazione e rafforzare la sicurezza&lt;br /&gt;
* permettere all&#039;Europa di esercitare maggiore influenza sulla scena mondiale&lt;br /&gt;
* rendere più efficace l&#039;architettura istituzionale dell&#039;Unione&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le fonti del diritto UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le istituzioni dell&#039;UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Attualità e critiche ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== L&#039;Unione Europea dalla prospettiva marxista ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Russofobia ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari1</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Unione_europea&amp;diff=6433</id>
		<title>Unione europea</title>
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		<updated>2026-03-15T13:28:15Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari1: /* Trattato di Amsterdam */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{S}}L&#039;unione europea è un&#039;istituzione politica sovranazionale dotata di personalità giuridica all&#039;interno del [[diritto internazionale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Principi e fondamenti giuridici ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;Unione europea è un&#039;organizzazione sovranazionale fondata su un insieme di principi politici e giuridici che regolano i rapporti tra gli Stati membri e le istituzioni comuni. Il suo ordinamento giuridico si è sviluppato progressivamente a partire dalla seconda metà del XX secolo con l’obiettivo dichiarato di promuovere la cooperazione economica, politica e sociale tra i paesi europei, garantendo al contempo stabilità, pace e tutela dei diritti fondamentali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I fondamenti giuridici dell&#039;Unione europea sono contenuti principalmente nei trattati istitutivi, che costituiscono la base dell’intero sistema normativo europeo. Questi trattati sono il risultato di un lungo processo di integrazione, iniziato con il Trattato di Roma del 1957 e successivamente sviluppato attraverso varie riforme, tra cui il Trattato di Maastricht del 1992 e il Trattato di Lisbona del 2007.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo percorso di integrazione, soprattutto negli anni successivi alla Seconda guerra mondiale, si sviluppò un ampio dibattito politico e giuridico riguardo alla forma istituzionale che avrebbe dovuto assumere il progetto europeo. Alcuni proponevano la creazione di una [[federazione]] sul modello di Stati federali già esistenti, come gli Stati Uniti; altri assumevano una posizione più prudente, preferendo una forma di cooperazione più limitata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La differenza principale risiedeva nel fatto che, mentre nella prospettiva federalista gli Stati membri trasferiscono una parte significativa della propria sovranità a un’autorità centrale dotata di poteri diretti sui cittadini,con un governo federale provvisto di ampie competenze legislative e una struttura istituzionale capace di adottare decisioni vincolanti per tutti gli Stati aderenti, nell’altra prospettiva l’integrazione avviene attraverso un’unione di Stati sovrani, in cui i governi nazionali continuano a mantenere la maggior parte dei propri poteri politici e giuridici. In questo secondo modello, per essere valida, l’unione deve basarsi su decisioni assunte all’unanimità tra gli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla fine, con l&#039;istituzione del Trattato di Maastricht e del Trattato di Lisbona, ha prevalso il secondo modello, trasformando quella che prima era semplicemente la Comunità economica europea in un&#039;entità dotata di un&#039;ampia personalità giuridica: l&#039;Unione europea.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uno dei principi fondamentali dell’ordinamento giuridico dell’Unione è il principio di attribuzione delle competenze. In base a questo principio, l’Unione può esercitare solo le competenze che gli Stati membri le hanno esplicitamente conferito attraverso i trattati. Tutte le competenze non attribuite all’Unione restano pertanto agli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altri principi come quello di principi di sussidiarietà e proporzionalità si sono sviluppati progressivamente nel corso del tempo, ma sono stati formalmente inseriti nei trattati negli anni Novanta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[principio di sussidarietà]] iniziò a comparire nel dibattito sull’integrazione europea già negli anni Settanta. Una prima formulazione esplicita si trova nel Rapporto Tindemans del 1975, che proponeva di attribuire alle istituzioni europee soltanto quelle competenze che gli Stati membri non erano in grado di esercitare efficacemente da soli. Successivamente il concetto fu ripreso in diversi progetti di riforma istituzionale negli anni Ottanta. Tuttavia, esso venne formalmente introdotto nel diritto dell’Unione europea con il Trattato di Maastricht del 1992, che lo inserì tra i principi fondamentali per regolare la ripartizione delle competenze tra l’Unione e gli Stati membri. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il principio di proporzionalità, invece, ha origini leggermente precedenti nel diritto comunitario. Esso era già stato elaborato nella giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea negli anni Settanta come criterio per controllare che le istituzioni comunitarie non adottassero misure eccessive rispetto agli obiettivi perseguiti. Anche questo principio fu poi riconosciuto esplicitamente nei trattati e consolidato con il Trattato di Maastricht del 1992, insieme al principio di sussidiarietà.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema giuridico dell’Unione europea si caratterizza inoltre per alcune peculiarità che lo distinguono dal diritto internazionale tradizionale. In particolare, la giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea ha affermato due principi fondamentali: il principio del primato del diritto dell’Unione e quello dell’effetto diretto. Il primato stabilisce che, in caso di conflitto, le norme del diritto dell’Unione prevalgono su quelle nazionali degli Stati membri. L’effetto diretto, invece, consente ai cittadini di invocare alcune norme europee direttamente davanti ai giudici nazionali senza la necessità di un recepimento nella legislazione interna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Storia ==&lt;br /&gt;
La fine della Seconda guerra mondiale vide l&#039;Europa fare i conti non solo con milioni di morti, ma anche con un&#039;economia in crisi, in un contesto geopolitico in cui USA e URSS erano risultate le principali vincitrici del conflitto. Alcuni intellettuali, politici e statisti, tra cui Robert Schuman (ministro degli Esteri francese), Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer (rispettivamente capi del governo italiano e tedesco), avviarono una strategia tesa all&#039;unificazione dell&#039;Europa. L&#039;obiettivo principale era impedire il riprodursi di situazioni politiche, economiche e militari che avevano portato il mondo al disastro della guerra. Si sottolineava, in particolare, la necessità di ricucire lo stretto legame tra Francia e Germania, che fino ad allora erano state al centro della &amp;quot;patologia&amp;quot; dei rapporti tra i paesi europei.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All&#039;origine fu soprattutto un accordo di tipo economico: Robert Schuman propose di mettere l&#039;insieme della produzione franco-tedesca di carbone e acciaio sotto un&#039;alta autorità comune, nel quadro di un&#039;organizzazione alla quale avrebbero poi potuto aderire anche altri paesi. La dichiarazione rappresentò così l&#039;inizio del processo di cooperazione tra gli Stati europei, sebbene all&#039;inizio si trattasse soltanto di un&#039;unione di Stati e di cooperazione organizzativa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sorsero non solo diverse organizzazioni che operavano senza un reale collegamento tra loro, come l&#039;OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), l&#039;UEO (Unione europea occidentale) e la NATO (Organizzazione del Trattato dell&#039;Atlantico del Nord), ma anche le Comunità europee: dapprima, con il Trattato di Parigi, la CECA (Comunità europea del carbone e dell&#039;acciaio); quindi la CEE (Comunità economica europea) e la CEEA o EURATOM (Comunità europea dell&#039;energia atomica), entrambe nate il 25 marzo 1957 con la firma dei Trattati di Roma.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;accordo istitutivo della CECA scadeva dopo 50 anni dalla sua entrata in vigore, il 23 luglio 2002. A quella data, gli Stati membri hanno deciso di non rinnovarlo: l&#039;organizzazione si è quindi sciolta e le relative competenze sono state trasferite all&#039;Unione Europea. L&#039;EURATOM, invece, è ancora formalmente operante, sebbene svolga un ruolo marginale rispetto all&#039;Unione, pur non essendo giuridicamente assorbita da quest&#039;ultima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare, la creazione della Comunità economica europea,alla quale fu assegnato il compito di promuovere, mediante l&#039;instaurazione di un mercato comune e il graduale ravvicinamento delle politiche economiche degli Stati membri, uno sviluppo armonioso delle attività economiche nell&#039;insieme delle Comunità (art. 2 TCEE),segna il reale passaggio dalla cooperazione all&#039;integrazione. Per la prima volta venne introdotto un organo dotato di ampia indipendenza deliberativa rispetto agli Stati membri e con forti poteri decisionali nei confronti delle imprese del settore, eliminando le barriere commerciali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Successivamente, con il Trattato di Bruxelles del 1965, si creò il primo scheletro delle istituzioni così come sono oggi. Ciò avvenne fondendo gli esecutivi in un&#039;unica Commissione e un unico Consiglio, oltre a istituire un bilancio unico per le tre Comunità. L&#039;unificazione riguardava però solo gli organi, non le competenze, che restavano distinte: le Comunità continuavano infatti a esercitare poteri differenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== I trattati istitutivi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il trattato di Roma ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la firma del Trattato di Roma Francia,Germania,Italia,Belgio,Olanda e Lussemburgo posero la prima pietra della costruzione dell&#039;Unione Europea attraverso l&#039;istituzione della comunità economica europea. Questo trattato era costituito da 240 articoli,suddiviso in sei parti distinte e preceduto da un preambolo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* la prima parte era dedicata ai principi che avevano ispirato la comunità economica europea attraverso il mercato comune,l&#039;unione doganale e le politiche comuni;&lt;br /&gt;
* la secondo parte riguardava i fondamenti della comunità;essa comprendeva quattro titoli rispettivamente alla libera circolazione delle merci,all&#039;agricoltura ,alla libera circolazione delle persone,dei servizi e dei capitali e dei trasporti.&lt;br /&gt;
* la terza parte riguardava le politiche comuni e comprendeva quattro titoli relativi alle norme comuni,alla politica economica,alla politica sociale e alla banca europea degli investimenti;&lt;br /&gt;
* la quarta parte era dedicata all&#039;associazione dei paesi e dei territori d&#039;oltremare&lt;br /&gt;
* la quinta riguardava le istituzioni e includeva un titolo sulle disposizioni istituzionali e un&#039;altro sulle disposizioni finanziarie&lt;br /&gt;
* l&#039;ultima parte erano delle disposizioni generali e finali&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;intenzione degli Stati firmatari era di creare un mercato comune in cui fosse garantita una libera circolazione dei prodotti (merci e servizi) e dei fattori produttivi (capitale e lavoro), così da eliminare ogni barriera protezionistica e garantire agli Stati maggiori possibilità di espansione. In vista di questo obiettivo furono garantite quattro libertà fondamentali: la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A livello di politica economica, ciò si concretizzò in un regime liberista improntato al principio del mercato aperto e della libera concorrenza, senza il quale la libera circolazione non si sarebbe mai potuta attuare. Questi obbiettivi economici si sono poi realizzati in diverse tappe:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Unione doganale:&#039;&#039;&#039; avviata dal primo luglio 1968 ha comportato la soppressione dei dazi doganali all&#039;interno dell&#039;alora comunità e l&#039;applicazione di una tariffa doganale comune (TDC) applicata alle importazioni dei paesi terzi. Le restrizioni quantitative agli scambi sono state abolite il 31 dicembre 1960 tranne per quelle agricole dove le restrizioni sono state mantenute fino al 1974;&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Accordo di Shengen:&#039;&#039;&#039; è ciò che ha permesso l&#039;effettiva liberalizzazione della circolazione delle persone e la soppressione dei controlli alle frontiere interne tra gli Stati membri, in seguito alla firma avvenuta il 18 giugno 1985 tra Francia, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo e Germania. Successivamente hanno aderito anche gli altri paesi dell&#039;Unione Europea, sebbene attualmente ne siano momentaneamente esclusi Cipro, Croazia, Bulgaria e Romania, che dovrebbero entrare nei prossimi anni. Allo spazio Schengen hanno inoltre aderito anche paesi non UE come Norvegia, Svizzera, Islanda e Liechtenstein, mentre non ne fanno parte Irlanda e Regno Unito.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Atto unico europeo(AUE):&#039;&#039;&#039; fu firmato a Lussemburgo il 17 febbraio 1986 da nove Stati membri e il 28 febbraio 1986 da Danimarca, Italia e Grecia. Esso entrò in vigore il 1° luglio 1987 con l&#039;obiettivo di rilanciare il processo di costruzione europea e realizzare il mercato interno. L&#039;Atto Unico riprese alcuni temi che erano stati oggetto di precedenti trattative internazionali, riguardanti in particolare gli aspetti istituzionali e le politiche europee. Vennero modificati alcuni elementi del Trattato di Roma, attribuendo al Parlamento europeo un ruolo più incisivo e alla Commissione quello di mediatore tra Parlamento e Consiglio nello sviluppo della procedura di cooperazione (ex art. 252 del Trattato CE, antecedente al Trattato di Lisbona).  Tali modifiche valorizzarono il ruolo del Parlamento, assegnandogli il potere di pronunciarsi sull&#039;ammissione di nuovi Stati membri e di concludere accordi con associazioni di paesi terzi e con organizzazioni internazionali.  L&#039;Atto Unico Europeo sancì inoltre l&#039;esistenza del Consiglio europeo, pur senza precisarne compiutamente le competenze, istituzionalizzando di fatto i vertici periodici tra i capi di Stato e di governo.Furono inoltre gettate le basi del Tribunale di primo grado, con l&#039;obiettivo di snellire il carico di lavoro della Corte di Giustizia europea e di introdurre un doppio grado di giudizio, analogamente a quanto avviene nelle giurisdizioni nazionali.Inoltre, l&#039;Atto ha ampliato gli ambiti di competenza della Comunità, offrendo una base giuridica per l&#039;azione comune in settori quali il mercato interno, la politica monetaria, la politica sociale, l&#039;ambiente e la ricerca scientifica e tecnologica. Particolare rilievo venne attribuito alla convergenza delle politiche economiche e monetarie (art. 102A del TCE, introdotto dall&#039;Atto Unico Europeo). Per quanto riguarda la coesione economica e sociale, furono invece adottate politiche strutturali volte a ridurre il divario esistente tra le diverse regioni, al fine di colmare il ritardo di quelle più svantaggiate. Gli strumenti operativi individuati per raggiungere tale obiettivo furono i fondi strutturali. Pur rappresentando una tappa fondamentale nel processo di integrazione europea, l&#039;Atto evidenziò come per arrivare a un&#039;autentica Unione Europea fossero necessarie ulteriori riforme istituzionali, preparando il terreno per il successivo Trattato di Maastricht&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il trattato dell&#039; Unione Europea (o trattato di Maastricht) ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fu firmato a Maastricht il 7 febbraio 1992 dai 12 paesi che costituivano la comunità europea ed è entrato in vigore il 1 novembre 1993,è considerato la tappa decisiva per l&#039;affermazione politica-istituzionale dell&#039;Europa,sancendo la nascita dell&#039;Unione Europea.La conseguenza è stata una più larga cessione volontaria da parte degli stati-nazione membri di sovranità con l&#039;obbiettivo di favorire il potenziamento economico e una maggiore integrazione politica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare il trattato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;ha creato una nuova struttura a 3 pilastri:&#039;&#039;&#039; il primo pilastro è costituito dall&#039;ordinamento comunitario ereditando le disposizioni previste dal trattato istitutivo della comunità europea,e quindi di tutte le organizzazione precedentemente create (CECA e EURATOM).Le principali modifiche riguardano principalmente l&#039;apparato istituzionale,ampliamento e rafforzamento di competenze,introducendo anche il principio di sussidarietà.Il secondo pilastro regolato dal titolo V del trattato istituisce una politica comune nei settori della politica estera e della sicurezza (PESC) dove i governi degli stati membri adottano una cooperazione sistematica e azioni comuni.Infine, il terzo pilastro, disciplinato dal Titolo VI del Trattato, era volto alla cooperazione nei settori della giustizia e degli affari interni (CGAI), che fino ad allora era stata condotta in modo occasionale e informale tra gli Stati membri. L&#039;obiettivo enunciato nel preambolo era &amp;quot;garantire la libera circolazione delle persone, assicurando nel contempo la sicurezza dei loro popoli&amp;quot;.Per realizzare questo obiettivo furono individuate questioni di interesse comune, quali la politica di asilo, l&#039;immigrazione e la cooperazione giudiziaria in materia civile e penale. La loro trattazione rimaneva tuttavia di esclusiva competenza degli Stati membri, sebbene fosse prevista la possibilità di un successivo trasferimento all&#039;Unione. In particolare, il Trattato di Maastricht ha rappresentato un passo in avanti rispetto all&#039;Accordo di Schengen, prevedendo la possibilità di elaborare politiche comuni in materia di immigrazione e di trattamento dei cittadini di paesi terzi. A tal fine fu adottata la logica intergovernativa, nella quale il principio di unanimità riveste un ruolo centrale per l&#039;adozione di qualsiasi provvedimento.  Questa struttura a tre pilastri rappresentò un compromesso tra gli Stati membri: da un lato, coloro che desideravano un contesto giuridico unitario; dall&#039;altro, quelli che intendevano salvaguardare il potere decisionale nazionale. Se per il primo pilastro fu mantenuto il metodo comunitario,per il secondo e il terzo fu adottato il metodo intergovernativo.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;sei nuovi settori:&#039;&#039;&#039; nuove politiche comuni (reti transeuropee,politica industriale,tutela dei consumatori,istruzione e formazione professionale,gioventù e cultura).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;unione monetaria:&#039;&#039;&#039; sono stati fissati i principi e le disposizioni per l&#039;introduzione dell&#039;Euro&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;procedura di codecisione:&#039;&#039;&#039; ciò che era stato già ideato nell&#039;AUE viene disciplinato,con questo trattato il Parlamento europeo viene assegnato il potere di adottare una serie di atti congiuntamente con il consiglio dell&#039;Unione Europea;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per quanto riguarda l&#039;assetto istituzionale maggiore rilevanza fu data al Parlamento europeo che ha assunto un ruolo più rilevante nella formazione degli atti giuridici e una maggiore rappresentività dei partiti politici. Alla commissione fu aumentata di 1 anno (da 4 a 5) la durata del suo mandato per uniformarla al resto del Parlamento,relativamente al consiglio si è intervenuto sui meccanismi decisionali per snellire le procedure allo scopo dichiarato di renderle più efficienti e democratiche:ciò ha favorito il ricordo alla &#039;&#039;maggioranza qualificata&#039;&#039;  per la maggior parte delle decisioni contemplate dalla procedura di codecisione e per tutte le decisioni adottate secondo la procedura di cooperazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altre modifiche di tipo istituzionale hanno riguardato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;La corte dei conti:&#039;&#039;&#039; incaricata di effettuare il controllo contabile e l&#039;esame del bilancio dell&#039;Unione e divenuta una istituzione europea con Maastricht&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;istituto monetario europeo:&#039;&#039;&#039; cui era affidato il compito di gestire il processo per l&#039;introduzione dell&#039;Euro e che avrebbe ceduto il passo alla banca centrale europea (BCE) con l&#039;effettiva circolazione della nuova moneta&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Il comitato delle regioni:&#039;&#039;&#039; nuovo organo a carattere consultivo composto dai rappresentanti degli enti regionali e con una struttura analoga a quella del già operante comitato economico e sociale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Amsterdam ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Firmato il 2 ottobre 1997 ed entrato in vigore il 1 maggio 1999 è il risultato di due anni di confronti e trattative nell&#039;ambito della conferenza dei rappresentati dei governi degli stati membri(iniziata nel maggio 1997 e terminata il 18 giugno 1997) la cui istituzione era già prevista dal trattato di Maastricht che nelle disposizioni finali invitava gli stati membri a convocare una conferenza intergovernativa (CIG) per la sua revisione.L&#039;obbiettivo,in primo luogo era il riassetto delle condizioni politiche e istituzionali dell&#039; Unione per affrontare le sfide del futuro nelle migliori condizioni tenendo conto della rapida evoluzione del quadro internazionale e dell&#039;adesione dei nuovi stati membri provenienti in particolare dall&#039;Europa orientale e alla globalizzazione dell&#039;economia e le sue ripercussioni sull&#039;occupazione,al terrorismo,alla criminalità internazionale,al traffico di stupefacenti,agli squilibri ecologici e ai rischi per la salute pubblica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ciò si è realizzato attraverso una modifica e una ridenominazione dei trattati UE e CE, intervenendo su quattro obiettivi fondamentali:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;porre l&#039;occupazione e i diritti dei cittadini come punto principale dell&#039;Unione&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;eliminare gli ultimi ostacoli alla libera circolazione e rafforzare la sicurezza&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;permettere all&#039;Europa di esercitare maggiore influenza sulla scena mondiale&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;rendere più efficace l&#039;architettura istituzionale dell&#039;Unione&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le fonti del diritto UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le istituzioni dell&#039;UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Attualità e critiche ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== L&#039;Unione Europea dalla prospettiva marxista ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Russofobia ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari1</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Unione_europea&amp;diff=6432</id>
		<title>Unione europea</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Unione_europea&amp;diff=6432"/>
		<updated>2026-03-15T13:26:15Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari1: /* Il trattato dell&amp;#039; Unione Europea (o trattato di Maastricht) */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{S}}L&#039;unione europea è un&#039;istituzione politica sovranazionale dotata di personalità giuridica all&#039;interno del [[diritto internazionale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Principi e fondamenti giuridici ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;Unione europea è un&#039;organizzazione sovranazionale fondata su un insieme di principi politici e giuridici che regolano i rapporti tra gli Stati membri e le istituzioni comuni. Il suo ordinamento giuridico si è sviluppato progressivamente a partire dalla seconda metà del XX secolo con l’obiettivo dichiarato di promuovere la cooperazione economica, politica e sociale tra i paesi europei, garantendo al contempo stabilità, pace e tutela dei diritti fondamentali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I fondamenti giuridici dell&#039;Unione europea sono contenuti principalmente nei trattati istitutivi, che costituiscono la base dell’intero sistema normativo europeo. Questi trattati sono il risultato di un lungo processo di integrazione, iniziato con il Trattato di Roma del 1957 e successivamente sviluppato attraverso varie riforme, tra cui il Trattato di Maastricht del 1992 e il Trattato di Lisbona del 2007.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo percorso di integrazione, soprattutto negli anni successivi alla Seconda guerra mondiale, si sviluppò un ampio dibattito politico e giuridico riguardo alla forma istituzionale che avrebbe dovuto assumere il progetto europeo. Alcuni proponevano la creazione di una [[federazione]] sul modello di Stati federali già esistenti, come gli Stati Uniti; altri assumevano una posizione più prudente, preferendo una forma di cooperazione più limitata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La differenza principale risiedeva nel fatto che, mentre nella prospettiva federalista gli Stati membri trasferiscono una parte significativa della propria sovranità a un’autorità centrale dotata di poteri diretti sui cittadini,con un governo federale provvisto di ampie competenze legislative e una struttura istituzionale capace di adottare decisioni vincolanti per tutti gli Stati aderenti, nell’altra prospettiva l’integrazione avviene attraverso un’unione di Stati sovrani, in cui i governi nazionali continuano a mantenere la maggior parte dei propri poteri politici e giuridici. In questo secondo modello, per essere valida, l’unione deve basarsi su decisioni assunte all’unanimità tra gli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla fine, con l&#039;istituzione del Trattato di Maastricht e del Trattato di Lisbona, ha prevalso il secondo modello, trasformando quella che prima era semplicemente la Comunità economica europea in un&#039;entità dotata di un&#039;ampia personalità giuridica: l&#039;Unione europea.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uno dei principi fondamentali dell’ordinamento giuridico dell’Unione è il principio di attribuzione delle competenze. In base a questo principio, l’Unione può esercitare solo le competenze che gli Stati membri le hanno esplicitamente conferito attraverso i trattati. Tutte le competenze non attribuite all’Unione restano pertanto agli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altri principi come quello di principi di sussidiarietà e proporzionalità si sono sviluppati progressivamente nel corso del tempo, ma sono stati formalmente inseriti nei trattati negli anni Novanta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[principio di sussidarietà]] iniziò a comparire nel dibattito sull’integrazione europea già negli anni Settanta. Una prima formulazione esplicita si trova nel Rapporto Tindemans del 1975, che proponeva di attribuire alle istituzioni europee soltanto quelle competenze che gli Stati membri non erano in grado di esercitare efficacemente da soli. Successivamente il concetto fu ripreso in diversi progetti di riforma istituzionale negli anni Ottanta. Tuttavia, esso venne formalmente introdotto nel diritto dell’Unione europea con il Trattato di Maastricht del 1992, che lo inserì tra i principi fondamentali per regolare la ripartizione delle competenze tra l’Unione e gli Stati membri. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il principio di proporzionalità, invece, ha origini leggermente precedenti nel diritto comunitario. Esso era già stato elaborato nella giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea negli anni Settanta come criterio per controllare che le istituzioni comunitarie non adottassero misure eccessive rispetto agli obiettivi perseguiti. Anche questo principio fu poi riconosciuto esplicitamente nei trattati e consolidato con il Trattato di Maastricht del 1992, insieme al principio di sussidiarietà.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema giuridico dell’Unione europea si caratterizza inoltre per alcune peculiarità che lo distinguono dal diritto internazionale tradizionale. In particolare, la giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea ha affermato due principi fondamentali: il principio del primato del diritto dell’Unione e quello dell’effetto diretto. Il primato stabilisce che, in caso di conflitto, le norme del diritto dell’Unione prevalgono su quelle nazionali degli Stati membri. L’effetto diretto, invece, consente ai cittadini di invocare alcune norme europee direttamente davanti ai giudici nazionali senza la necessità di un recepimento nella legislazione interna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Storia ==&lt;br /&gt;
La fine della Seconda guerra mondiale vide l&#039;Europa fare i conti non solo con milioni di morti, ma anche con un&#039;economia in crisi, in un contesto geopolitico in cui USA e URSS erano risultate le principali vincitrici del conflitto. Alcuni intellettuali, politici e statisti, tra cui Robert Schuman (ministro degli Esteri francese), Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer (rispettivamente capi del governo italiano e tedesco), avviarono una strategia tesa all&#039;unificazione dell&#039;Europa. L&#039;obiettivo principale era impedire il riprodursi di situazioni politiche, economiche e militari che avevano portato il mondo al disastro della guerra. Si sottolineava, in particolare, la necessità di ricucire lo stretto legame tra Francia e Germania, che fino ad allora erano state al centro della &amp;quot;patologia&amp;quot; dei rapporti tra i paesi europei.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All&#039;origine fu soprattutto un accordo di tipo economico: Robert Schuman propose di mettere l&#039;insieme della produzione franco-tedesca di carbone e acciaio sotto un&#039;alta autorità comune, nel quadro di un&#039;organizzazione alla quale avrebbero poi potuto aderire anche altri paesi. La dichiarazione rappresentò così l&#039;inizio del processo di cooperazione tra gli Stati europei, sebbene all&#039;inizio si trattasse soltanto di un&#039;unione di Stati e di cooperazione organizzativa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sorsero non solo diverse organizzazioni che operavano senza un reale collegamento tra loro, come l&#039;OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), l&#039;UEO (Unione europea occidentale) e la NATO (Organizzazione del Trattato dell&#039;Atlantico del Nord), ma anche le Comunità europee: dapprima, con il Trattato di Parigi, la CECA (Comunità europea del carbone e dell&#039;acciaio); quindi la CEE (Comunità economica europea) e la CEEA o EURATOM (Comunità europea dell&#039;energia atomica), entrambe nate il 25 marzo 1957 con la firma dei Trattati di Roma.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;accordo istitutivo della CECA scadeva dopo 50 anni dalla sua entrata in vigore, il 23 luglio 2002. A quella data, gli Stati membri hanno deciso di non rinnovarlo: l&#039;organizzazione si è quindi sciolta e le relative competenze sono state trasferite all&#039;Unione Europea. L&#039;EURATOM, invece, è ancora formalmente operante, sebbene svolga un ruolo marginale rispetto all&#039;Unione, pur non essendo giuridicamente assorbita da quest&#039;ultima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare, la creazione della Comunità economica europea,alla quale fu assegnato il compito di promuovere, mediante l&#039;instaurazione di un mercato comune e il graduale ravvicinamento delle politiche economiche degli Stati membri, uno sviluppo armonioso delle attività economiche nell&#039;insieme delle Comunità (art. 2 TCEE),segna il reale passaggio dalla cooperazione all&#039;integrazione. Per la prima volta venne introdotto un organo dotato di ampia indipendenza deliberativa rispetto agli Stati membri e con forti poteri decisionali nei confronti delle imprese del settore, eliminando le barriere commerciali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Successivamente, con il Trattato di Bruxelles del 1965, si creò il primo scheletro delle istituzioni così come sono oggi. Ciò avvenne fondendo gli esecutivi in un&#039;unica Commissione e un unico Consiglio, oltre a istituire un bilancio unico per le tre Comunità. L&#039;unificazione riguardava però solo gli organi, non le competenze, che restavano distinte: le Comunità continuavano infatti a esercitare poteri differenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== I trattati istitutivi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il trattato di Roma ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la firma del Trattato di Roma Francia,Germania,Italia,Belgio,Olanda e Lussemburgo posero la prima pietra della costruzione dell&#039;Unione Europea attraverso l&#039;istituzione della comunità economica europea. Questo trattato era costituito da 240 articoli,suddiviso in sei parti distinte e preceduto da un preambolo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* la prima parte era dedicata ai principi che avevano ispirato la comunità economica europea attraverso il mercato comune,l&#039;unione doganale e le politiche comuni;&lt;br /&gt;
* la secondo parte riguardava i fondamenti della comunità;essa comprendeva quattro titoli rispettivamente alla libera circolazione delle merci,all&#039;agricoltura ,alla libera circolazione delle persone,dei servizi e dei capitali e dei trasporti.&lt;br /&gt;
* la terza parte riguardava le politiche comuni e comprendeva quattro titoli relativi alle norme comuni,alla politica economica,alla politica sociale e alla banca europea degli investimenti;&lt;br /&gt;
* la quarta parte era dedicata all&#039;associazione dei paesi e dei territori d&#039;oltremare&lt;br /&gt;
* la quinta riguardava le istituzioni e includeva un titolo sulle disposizioni istituzionali e un&#039;altro sulle disposizioni finanziarie&lt;br /&gt;
* l&#039;ultima parte erano delle disposizioni generali e finali&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;intenzione degli Stati firmatari era di creare un mercato comune in cui fosse garantita una libera circolazione dei prodotti (merci e servizi) e dei fattori produttivi (capitale e lavoro), così da eliminare ogni barriera protezionistica e garantire agli Stati maggiori possibilità di espansione. In vista di questo obiettivo furono garantite quattro libertà fondamentali: la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A livello di politica economica, ciò si concretizzò in un regime liberista improntato al principio del mercato aperto e della libera concorrenza, senza il quale la libera circolazione non si sarebbe mai potuta attuare. Questi obbiettivi economici si sono poi realizzati in diverse tappe:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Unione doganale:&#039;&#039;&#039; avviata dal primo luglio 1968 ha comportato la soppressione dei dazi doganali all&#039;interno dell&#039;alora comunità e l&#039;applicazione di una tariffa doganale comune (TDC) applicata alle importazioni dei paesi terzi. Le restrizioni quantitative agli scambi sono state abolite il 31 dicembre 1960 tranne per quelle agricole dove le restrizioni sono state mantenute fino al 1974;&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Accordo di Shengen:&#039;&#039;&#039; è ciò che ha permesso l&#039;effettiva liberalizzazione della circolazione delle persone e la soppressione dei controlli alle frontiere interne tra gli Stati membri, in seguito alla firma avvenuta il 18 giugno 1985 tra Francia, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo e Germania. Successivamente hanno aderito anche gli altri paesi dell&#039;Unione Europea, sebbene attualmente ne siano momentaneamente esclusi Cipro, Croazia, Bulgaria e Romania, che dovrebbero entrare nei prossimi anni. Allo spazio Schengen hanno inoltre aderito anche paesi non UE come Norvegia, Svizzera, Islanda e Liechtenstein, mentre non ne fanno parte Irlanda e Regno Unito.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Atto unico europeo(AUE):&#039;&#039;&#039; fu firmato a Lussemburgo il 17 febbraio 1986 da nove Stati membri e il 28 febbraio 1986 da Danimarca, Italia e Grecia. Esso entrò in vigore il 1° luglio 1987 con l&#039;obiettivo di rilanciare il processo di costruzione europea e realizzare il mercato interno. L&#039;Atto Unico riprese alcuni temi che erano stati oggetto di precedenti trattative internazionali, riguardanti in particolare gli aspetti istituzionali e le politiche europee. Vennero modificati alcuni elementi del Trattato di Roma, attribuendo al Parlamento europeo un ruolo più incisivo e alla Commissione quello di mediatore tra Parlamento e Consiglio nello sviluppo della procedura di cooperazione (ex art. 252 del Trattato CE, antecedente al Trattato di Lisbona).  Tali modifiche valorizzarono il ruolo del Parlamento, assegnandogli il potere di pronunciarsi sull&#039;ammissione di nuovi Stati membri e di concludere accordi con associazioni di paesi terzi e con organizzazioni internazionali.  L&#039;Atto Unico Europeo sancì inoltre l&#039;esistenza del Consiglio europeo, pur senza precisarne compiutamente le competenze, istituzionalizzando di fatto i vertici periodici tra i capi di Stato e di governo.Furono inoltre gettate le basi del Tribunale di primo grado, con l&#039;obiettivo di snellire il carico di lavoro della Corte di Giustizia europea e di introdurre un doppio grado di giudizio, analogamente a quanto avviene nelle giurisdizioni nazionali.Inoltre, l&#039;Atto ha ampliato gli ambiti di competenza della Comunità, offrendo una base giuridica per l&#039;azione comune in settori quali il mercato interno, la politica monetaria, la politica sociale, l&#039;ambiente e la ricerca scientifica e tecnologica. Particolare rilievo venne attribuito alla convergenza delle politiche economiche e monetarie (art. 102A del TCE, introdotto dall&#039;Atto Unico Europeo). Per quanto riguarda la coesione economica e sociale, furono invece adottate politiche strutturali volte a ridurre il divario esistente tra le diverse regioni, al fine di colmare il ritardo di quelle più svantaggiate. Gli strumenti operativi individuati per raggiungere tale obiettivo furono i fondi strutturali. Pur rappresentando una tappa fondamentale nel processo di integrazione europea, l&#039;Atto evidenziò come per arrivare a un&#039;autentica Unione Europea fossero necessarie ulteriori riforme istituzionali, preparando il terreno per il successivo Trattato di Maastricht&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il trattato dell&#039; Unione Europea (o trattato di Maastricht) ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fu firmato a Maastricht il 7 febbraio 1992 dai 12 paesi che costituivano la comunità europea ed è entrato in vigore il 1 novembre 1993,è considerato la tappa decisiva per l&#039;affermazione politica-istituzionale dell&#039;Europa,sancendo la nascita dell&#039;Unione Europea.La conseguenza è stata una più larga cessione volontaria da parte degli stati-nazione membri di sovranità con l&#039;obbiettivo di favorire il potenziamento economico e una maggiore integrazione politica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare il trattato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;ha creato una nuova struttura a 3 pilastri:&#039;&#039;&#039; il primo pilastro è costituito dall&#039;ordinamento comunitario ereditando le disposizioni previste dal trattato istitutivo della comunità europea,e quindi di tutte le organizzazione precedentemente create (CECA e EURATOM).Le principali modifiche riguardano principalmente l&#039;apparato istituzionale,ampliamento e rafforzamento di competenze,introducendo anche il principio di sussidarietà.Il secondo pilastro regolato dal titolo V del trattato istituisce una politica comune nei settori della politica estera e della sicurezza (PESC) dove i governi degli stati membri adottano una cooperazione sistematica e azioni comuni.Infine, il terzo pilastro, disciplinato dal Titolo VI del Trattato, era volto alla cooperazione nei settori della giustizia e degli affari interni (CGAI), che fino ad allora era stata condotta in modo occasionale e informale tra gli Stati membri. L&#039;obiettivo enunciato nel preambolo era &amp;quot;garantire la libera circolazione delle persone, assicurando nel contempo la sicurezza dei loro popoli&amp;quot;.Per realizzare questo obiettivo furono individuate questioni di interesse comune, quali la politica di asilo, l&#039;immigrazione e la cooperazione giudiziaria in materia civile e penale. La loro trattazione rimaneva tuttavia di esclusiva competenza degli Stati membri, sebbene fosse prevista la possibilità di un successivo trasferimento all&#039;Unione. In particolare, il Trattato di Maastricht ha rappresentato un passo in avanti rispetto all&#039;Accordo di Schengen, prevedendo la possibilità di elaborare politiche comuni in materia di immigrazione e di trattamento dei cittadini di paesi terzi. A tal fine fu adottata la logica intergovernativa, nella quale il principio di unanimità riveste un ruolo centrale per l&#039;adozione di qualsiasi provvedimento.  Questa struttura a tre pilastri rappresentò un compromesso tra gli Stati membri: da un lato, coloro che desideravano un contesto giuridico unitario; dall&#039;altro, quelli che intendevano salvaguardare il potere decisionale nazionale. Se per il primo pilastro fu mantenuto il metodo comunitario,per il secondo e il terzo fu adottato il metodo intergovernativo.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;sei nuovi settori:&#039;&#039;&#039; nuove politiche comuni (reti transeuropee,politica industriale,tutela dei consumatori,istruzione e formazione professionale,gioventù e cultura).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;unione monetaria:&#039;&#039;&#039; sono stati fissati i principi e le disposizioni per l&#039;introduzione dell&#039;Euro&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;procedura di codecisione:&#039;&#039;&#039; ciò che era stato già ideato nell&#039;AUE viene disciplinato,con questo trattato il Parlamento europeo viene assegnato il potere di adottare una serie di atti congiuntamente con il consiglio dell&#039;Unione Europea;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per quanto riguarda l&#039;assetto istituzionale maggiore rilevanza fu data al Parlamento europeo che ha assunto un ruolo più rilevante nella formazione degli atti giuridici e una maggiore rappresentività dei partiti politici. Alla commissione fu aumentata di 1 anno (da 4 a 5) la durata del suo mandato per uniformarla al resto del Parlamento,relativamente al consiglio si è intervenuto sui meccanismi decisionali per snellire le procedure allo scopo dichiarato di renderle più efficienti e democratiche:ciò ha favorito il ricordo alla &#039;&#039;maggioranza qualificata&#039;&#039;  per la maggior parte delle decisioni contemplate dalla procedura di codecisione e per tutte le decisioni adottate secondo la procedura di cooperazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altre modifiche di tipo istituzionale hanno riguardato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;La corte dei conti:&#039;&#039;&#039; incaricata di effettuare il controllo contabile e l&#039;esame del bilancio dell&#039;Unione e divenuta una istituzione europea con Maastricht&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;istituto monetario europeo:&#039;&#039;&#039; cui era affidato il compito di gestire il processo per l&#039;introduzione dell&#039;Euro e che avrebbe ceduto il passo alla banca centrale europea (BCE) con l&#039;effettiva circolazione della nuova moneta&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Il comitato delle regioni:&#039;&#039;&#039; nuovo organo a carattere consultivo composto dai rappresentanti degli enti regionali e con una struttura analoga a quella del già operante comitato economico e sociale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Amsterdam ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Firmato il 2 ottobre 1997 ed entrato in vigore il 1 maggio 1999 è il risultato di due anni di confronti e trattative nell&#039;ambito della conferenza dei rappresentati dei governi degli stati membri(iniziata nel maggio 1997 e terminata il 18 giugno 1997) la cui istituzione era già prevista dal trattato di Maastricht che nelle disposizioni finali invitava gli stati membri a convocare una conferenza intergovernativa (CIG) per la sua revisione.L&#039;obbiettivo,in primo luogo era il riassetto delle condizioni politiche e istituzionali dell&#039; Unione per affrontare le sfide del futuro nelle migliori condizioni tenendo conto della rapida evoluzione del quadro internazionale e dell&#039;adesione dei nuovi stati membri provenienti in particolare dall&#039;Europa orientale e alla globalizzazione dell&#039;economia e le sue ripercussioni sull&#039;occupazione,al terrorismo,alla criminalità internazionale,al traffico di stupefacenti,agli squilibri ecologici e ai rischi per la salute pubblica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ciò si è realizzato attraverso una modifica e una ridenominazione dei trattati UE e CE, intervenendo su quattro obiettivi fondamentali:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;porre l&#039;occupazione e i diritti dei cittadini come punto principale dell&#039;Unione&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;eliminare gli ultimi ostacoli alla libera circolazione e rafforzare la sicurezza&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;rendere più efficace l&#039;architettura istituzionale dell&#039;Unione&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le fonti del diritto UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le istituzioni dell&#039;UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Attualità e critiche ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== L&#039;Unione Europea dalla prospettiva marxista ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Russofobia ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari1</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Unione_europea&amp;diff=6431</id>
		<title>Unione europea</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Unione_europea&amp;diff=6431"/>
		<updated>2026-03-15T13:05:19Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari1: /* Il trattato dell&amp;#039; Unione Europea (o trattato di Maastricht) */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{S}}L&#039;unione europea è un&#039;istituzione politica sovranazionale dotata di personalità giuridica all&#039;interno del [[diritto internazionale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Principi e fondamenti giuridici ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;Unione europea è un&#039;organizzazione sovranazionale fondata su un insieme di principi politici e giuridici che regolano i rapporti tra gli Stati membri e le istituzioni comuni. Il suo ordinamento giuridico si è sviluppato progressivamente a partire dalla seconda metà del XX secolo con l’obiettivo dichiarato di promuovere la cooperazione economica, politica e sociale tra i paesi europei, garantendo al contempo stabilità, pace e tutela dei diritti fondamentali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I fondamenti giuridici dell&#039;Unione europea sono contenuti principalmente nei trattati istitutivi, che costituiscono la base dell’intero sistema normativo europeo. Questi trattati sono il risultato di un lungo processo di integrazione, iniziato con il Trattato di Roma del 1957 e successivamente sviluppato attraverso varie riforme, tra cui il Trattato di Maastricht del 1992 e il Trattato di Lisbona del 2007.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo percorso di integrazione, soprattutto negli anni successivi alla Seconda guerra mondiale, si sviluppò un ampio dibattito politico e giuridico riguardo alla forma istituzionale che avrebbe dovuto assumere il progetto europeo. Alcuni proponevano la creazione di una [[federazione]] sul modello di Stati federali già esistenti, come gli Stati Uniti; altri assumevano una posizione più prudente, preferendo una forma di cooperazione più limitata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La differenza principale risiedeva nel fatto che, mentre nella prospettiva federalista gli Stati membri trasferiscono una parte significativa della propria sovranità a un’autorità centrale dotata di poteri diretti sui cittadini,con un governo federale provvisto di ampie competenze legislative e una struttura istituzionale capace di adottare decisioni vincolanti per tutti gli Stati aderenti, nell’altra prospettiva l’integrazione avviene attraverso un’unione di Stati sovrani, in cui i governi nazionali continuano a mantenere la maggior parte dei propri poteri politici e giuridici. In questo secondo modello, per essere valida, l’unione deve basarsi su decisioni assunte all’unanimità tra gli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla fine, con l&#039;istituzione del Trattato di Maastricht e del Trattato di Lisbona, ha prevalso il secondo modello, trasformando quella che prima era semplicemente la Comunità economica europea in un&#039;entità dotata di un&#039;ampia personalità giuridica: l&#039;Unione europea.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uno dei principi fondamentali dell’ordinamento giuridico dell’Unione è il principio di attribuzione delle competenze. In base a questo principio, l’Unione può esercitare solo le competenze che gli Stati membri le hanno esplicitamente conferito attraverso i trattati. Tutte le competenze non attribuite all’Unione restano pertanto agli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altri principi come quello di principi di sussidiarietà e proporzionalità si sono sviluppati progressivamente nel corso del tempo, ma sono stati formalmente inseriti nei trattati negli anni Novanta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[principio di sussidarietà]] iniziò a comparire nel dibattito sull’integrazione europea già negli anni Settanta. Una prima formulazione esplicita si trova nel Rapporto Tindemans del 1975, che proponeva di attribuire alle istituzioni europee soltanto quelle competenze che gli Stati membri non erano in grado di esercitare efficacemente da soli. Successivamente il concetto fu ripreso in diversi progetti di riforma istituzionale negli anni Ottanta. Tuttavia, esso venne formalmente introdotto nel diritto dell’Unione europea con il Trattato di Maastricht del 1992, che lo inserì tra i principi fondamentali per regolare la ripartizione delle competenze tra l’Unione e gli Stati membri. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il principio di proporzionalità, invece, ha origini leggermente precedenti nel diritto comunitario. Esso era già stato elaborato nella giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea negli anni Settanta come criterio per controllare che le istituzioni comunitarie non adottassero misure eccessive rispetto agli obiettivi perseguiti. Anche questo principio fu poi riconosciuto esplicitamente nei trattati e consolidato con il Trattato di Maastricht del 1992, insieme al principio di sussidiarietà.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema giuridico dell’Unione europea si caratterizza inoltre per alcune peculiarità che lo distinguono dal diritto internazionale tradizionale. In particolare, la giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea ha affermato due principi fondamentali: il principio del primato del diritto dell’Unione e quello dell’effetto diretto. Il primato stabilisce che, in caso di conflitto, le norme del diritto dell’Unione prevalgono su quelle nazionali degli Stati membri. L’effetto diretto, invece, consente ai cittadini di invocare alcune norme europee direttamente davanti ai giudici nazionali senza la necessità di un recepimento nella legislazione interna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Storia ==&lt;br /&gt;
La fine della Seconda guerra mondiale vide l&#039;Europa fare i conti non solo con milioni di morti, ma anche con un&#039;economia in crisi, in un contesto geopolitico in cui USA e URSS erano risultate le principali vincitrici del conflitto. Alcuni intellettuali, politici e statisti, tra cui Robert Schuman (ministro degli Esteri francese), Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer (rispettivamente capi del governo italiano e tedesco), avviarono una strategia tesa all&#039;unificazione dell&#039;Europa. L&#039;obiettivo principale era impedire il riprodursi di situazioni politiche, economiche e militari che avevano portato il mondo al disastro della guerra. Si sottolineava, in particolare, la necessità di ricucire lo stretto legame tra Francia e Germania, che fino ad allora erano state al centro della &amp;quot;patologia&amp;quot; dei rapporti tra i paesi europei.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All&#039;origine fu soprattutto un accordo di tipo economico: Robert Schuman propose di mettere l&#039;insieme della produzione franco-tedesca di carbone e acciaio sotto un&#039;alta autorità comune, nel quadro di un&#039;organizzazione alla quale avrebbero poi potuto aderire anche altri paesi. La dichiarazione rappresentò così l&#039;inizio del processo di cooperazione tra gli Stati europei, sebbene all&#039;inizio si trattasse soltanto di un&#039;unione di Stati e di cooperazione organizzativa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sorsero non solo diverse organizzazioni che operavano senza un reale collegamento tra loro, come l&#039;OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), l&#039;UEO (Unione europea occidentale) e la NATO (Organizzazione del Trattato dell&#039;Atlantico del Nord), ma anche le Comunità europee: dapprima, con il Trattato di Parigi, la CECA (Comunità europea del carbone e dell&#039;acciaio); quindi la CEE (Comunità economica europea) e la CEEA o EURATOM (Comunità europea dell&#039;energia atomica), entrambe nate il 25 marzo 1957 con la firma dei Trattati di Roma.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;accordo istitutivo della CECA scadeva dopo 50 anni dalla sua entrata in vigore, il 23 luglio 2002. A quella data, gli Stati membri hanno deciso di non rinnovarlo: l&#039;organizzazione si è quindi sciolta e le relative competenze sono state trasferite all&#039;Unione Europea. L&#039;EURATOM, invece, è ancora formalmente operante, sebbene svolga un ruolo marginale rispetto all&#039;Unione, pur non essendo giuridicamente assorbita da quest&#039;ultima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare, la creazione della Comunità economica europea,alla quale fu assegnato il compito di promuovere, mediante l&#039;instaurazione di un mercato comune e il graduale ravvicinamento delle politiche economiche degli Stati membri, uno sviluppo armonioso delle attività economiche nell&#039;insieme delle Comunità (art. 2 TCEE),segna il reale passaggio dalla cooperazione all&#039;integrazione. Per la prima volta venne introdotto un organo dotato di ampia indipendenza deliberativa rispetto agli Stati membri e con forti poteri decisionali nei confronti delle imprese del settore, eliminando le barriere commerciali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Successivamente, con il Trattato di Bruxelles del 1965, si creò il primo scheletro delle istituzioni così come sono oggi. Ciò avvenne fondendo gli esecutivi in un&#039;unica Commissione e un unico Consiglio, oltre a istituire un bilancio unico per le tre Comunità. L&#039;unificazione riguardava però solo gli organi, non le competenze, che restavano distinte: le Comunità continuavano infatti a esercitare poteri differenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== I trattati istitutivi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il trattato di Roma ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la firma del Trattato di Roma Francia,Germania,Italia,Belgio,Olanda e Lussemburgo posero la prima pietra della costruzione dell&#039;Unione Europea attraverso l&#039;istituzione della comunità economica europea. Questo trattato era costituito da 240 articoli,suddiviso in sei parti distinte e preceduto da un preambolo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* la prima parte era dedicata ai principi che avevano ispirato la comunità economica europea attraverso il mercato comune,l&#039;unione doganale e le politiche comuni;&lt;br /&gt;
* la secondo parte riguardava i fondamenti della comunità;essa comprendeva quattro titoli rispettivamente alla libera circolazione delle merci,all&#039;agricoltura ,alla libera circolazione delle persone,dei servizi e dei capitali e dei trasporti.&lt;br /&gt;
* la terza parte riguardava le politiche comuni e comprendeva quattro titoli relativi alle norme comuni,alla politica economica,alla politica sociale e alla banca europea degli investimenti;&lt;br /&gt;
* la quarta parte era dedicata all&#039;associazione dei paesi e dei territori d&#039;oltremare&lt;br /&gt;
* la quinta riguardava le istituzioni e includeva un titolo sulle disposizioni istituzionali e un&#039;altro sulle disposizioni finanziarie&lt;br /&gt;
* l&#039;ultima parte erano delle disposizioni generali e finali&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;intenzione degli Stati firmatari era di creare un mercato comune in cui fosse garantita una libera circolazione dei prodotti (merci e servizi) e dei fattori produttivi (capitale e lavoro), così da eliminare ogni barriera protezionistica e garantire agli Stati maggiori possibilità di espansione. In vista di questo obiettivo furono garantite quattro libertà fondamentali: la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A livello di politica economica, ciò si concretizzò in un regime liberista improntato al principio del mercato aperto e della libera concorrenza, senza il quale la libera circolazione non si sarebbe mai potuta attuare. Questi obbiettivi economici si sono poi realizzati in diverse tappe:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Unione doganale:&#039;&#039;&#039; avviata dal primo luglio 1968 ha comportato la soppressione dei dazi doganali all&#039;interno dell&#039;alora comunità e l&#039;applicazione di una tariffa doganale comune (TDC) applicata alle importazioni dei paesi terzi. Le restrizioni quantitative agli scambi sono state abolite il 31 dicembre 1960 tranne per quelle agricole dove le restrizioni sono state mantenute fino al 1974;&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Accordo di Shengen:&#039;&#039;&#039; è ciò che ha permesso l&#039;effettiva liberalizzazione della circolazione delle persone e la soppressione dei controlli alle frontiere interne tra gli Stati membri, in seguito alla firma avvenuta il 18 giugno 1985 tra Francia, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo e Germania. Successivamente hanno aderito anche gli altri paesi dell&#039;Unione Europea, sebbene attualmente ne siano momentaneamente esclusi Cipro, Croazia, Bulgaria e Romania, che dovrebbero entrare nei prossimi anni. Allo spazio Schengen hanno inoltre aderito anche paesi non UE come Norvegia, Svizzera, Islanda e Liechtenstein, mentre non ne fanno parte Irlanda e Regno Unito.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Atto unico europeo(AUE):&#039;&#039;&#039; fu firmato a Lussemburgo il 17 febbraio 1986 da nove Stati membri e il 28 febbraio 1986 da Danimarca, Italia e Grecia. Esso entrò in vigore il 1° luglio 1987 con l&#039;obiettivo di rilanciare il processo di costruzione europea e realizzare il mercato interno. L&#039;Atto Unico riprese alcuni temi che erano stati oggetto di precedenti trattative internazionali, riguardanti in particolare gli aspetti istituzionali e le politiche europee. Vennero modificati alcuni elementi del Trattato di Roma, attribuendo al Parlamento europeo un ruolo più incisivo e alla Commissione quello di mediatore tra Parlamento e Consiglio nello sviluppo della procedura di cooperazione (ex art. 252 del Trattato CE, antecedente al Trattato di Lisbona).  Tali modifiche valorizzarono il ruolo del Parlamento, assegnandogli il potere di pronunciarsi sull&#039;ammissione di nuovi Stati membri e di concludere accordi con associazioni di paesi terzi e con organizzazioni internazionali.  L&#039;Atto Unico Europeo sancì inoltre l&#039;esistenza del Consiglio europeo, pur senza precisarne compiutamente le competenze, istituzionalizzando di fatto i vertici periodici tra i capi di Stato e di governo.Furono inoltre gettate le basi del Tribunale di primo grado, con l&#039;obiettivo di snellire il carico di lavoro della Corte di Giustizia europea e di introdurre un doppio grado di giudizio, analogamente a quanto avviene nelle giurisdizioni nazionali.Inoltre, l&#039;Atto ha ampliato gli ambiti di competenza della Comunità, offrendo una base giuridica per l&#039;azione comune in settori quali il mercato interno, la politica monetaria, la politica sociale, l&#039;ambiente e la ricerca scientifica e tecnologica. Particolare rilievo venne attribuito alla convergenza delle politiche economiche e monetarie (art. 102A del TCE, introdotto dall&#039;Atto Unico Europeo). Per quanto riguarda la coesione economica e sociale, furono invece adottate politiche strutturali volte a ridurre il divario esistente tra le diverse regioni, al fine di colmare il ritardo di quelle più svantaggiate. Gli strumenti operativi individuati per raggiungere tale obiettivo furono i fondi strutturali. Pur rappresentando una tappa fondamentale nel processo di integrazione europea, l&#039;Atto evidenziò come per arrivare a un&#039;autentica Unione Europea fossero necessarie ulteriori riforme istituzionali, preparando il terreno per il successivo Trattato di Maastricht&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il trattato dell&#039; Unione Europea (o trattato di Maastricht) ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fu firmato a Maastricht il 7 febbraio 1992 dai 12 paesi che costituivano la comunità europea ed è entrato in vigore il 1 novembre 1993,è considerato la tappa decisiva per l&#039;affermazione politica-istituzionale dell&#039;Europa,sancendo la nascita dell&#039;Unione Europea.La conseguenza è stata una più larga cessione volontaria da parte degli stati-nazione membri di sovranità con l&#039;obbiettivo di favorire il potenziamento economico e una maggiore integrazione politica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare il trattato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;ha creato una nuova struttura a 3 pilastri:&#039;&#039;&#039; il primo pilastro è costituito dall&#039;ordinamento comunitario ereditando le disposizioni previste dal trattato istitutivo della comunità europea,e quindi di tutte le organizzazione precedentemente create (CECA e EURATOM).Le principali modifiche riguardano principalmente l&#039;apparato istituzionale,ampliamento e rafforzamento di competenze,introducendo anche il principio di sussidarietà.Il secondo pilastro regolato dal titolo V del trattato istituisce una politica comune nei settori della politica estera e della sicurezza (PESC) dove i governi degli stati membri adottano una cooperazione sistematica e azioni comuni.Infine, il terzo pilastro, disciplinato dal Titolo VI del Trattato, era volto alla cooperazione nei settori della giustizia e degli affari interni (CGAI), che fino ad allora era stata condotta in modo occasionale e informale tra gli Stati membri. L&#039;obiettivo enunciato nel preambolo era &amp;quot;garantire la libera circolazione delle persone, assicurando nel contempo la sicurezza dei loro popoli&amp;quot;.Per realizzare questo obiettivo furono individuate questioni di interesse comune, quali la politica di asilo, l&#039;immigrazione e la cooperazione giudiziaria in materia civile e penale. La loro trattazione rimaneva tuttavia di esclusiva competenza degli Stati membri, sebbene fosse prevista la possibilità di un successivo trasferimento all&#039;Unione. In particolare, il Trattato di Maastricht ha rappresentato un passo in avanti rispetto all&#039;Accordo di Schengen, prevedendo la possibilità di elaborare politiche comuni in materia di immigrazione e di trattamento dei cittadini di paesi terzi. A tal fine fu adottata la logica intergovernativa, nella quale il principio di unanimità riveste un ruolo centrale per l&#039;adozione di qualsiasi provvedimento.  Questa struttura a tre pilastri rappresentò un compromesso tra gli Stati membri: da un lato, coloro che desideravano un contesto giuridico unitario; dall&#039;altro, quelli che intendevano salvaguardare il potere decisionale nazionale. Se per il primo pilastro fu mantenuto il metodo comunitario,per il secondo e il terzo fu adottato il metodo intergovernativo.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;sei nuovi settori:&#039;&#039;&#039; nuove politiche comuni (reti transeuropee,politica industriale,tutela dei consumatori,istruzione e formazione professionale,gioventù e cultura).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;unione monetaria:&#039;&#039;&#039; sono stati fissati i principi e le disposizioni per l&#039;introduzione dell&#039;Euro&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;procedura di codecisione:&#039;&#039;&#039; ciò che era stato già ideato nell&#039;AUE viene disciplinato,con questo trattato il Parlamento europeo viene assegnato il potere di adottare una serie di atti congiuntamente con il consiglio dell&#039;Unione Europea;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per quanto riguarda l&#039;assetto istituzionale maggiore rilevanza fu data al Parlamento europeo che ha assunto un ruolo più rilevante nella formazione degli atti giuridici e una maggiore rappresentività dei partiti politici. Alla commissione fu aumentata di 1 anno (da 4 a 5) la durata del suo mandato per uniformarla al resto del Parlamento,realtivamente al consiglio si è intervenuto sui meccaismi decisionali per snellire le procedure allo scopo dichiarato di renderle più efficienti e democratiche:ciò ha favorito il ricordo alla &#039;&#039;maggioranza qualificata&#039;&#039;  per la maggior parte delle decisioni contemplate dalla procedura di codecisione e per tutte le decisioni adottate secondo la procedura di cooperazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altre modifiche di tipo istituzionale hanno riguardato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;La corte dei conti:&#039;&#039;&#039; incaricata di effettuare il controllo contabile e l&#039;esame del bilancio dell&#039;Unione e divenuta una istituzione europea con Maastricht&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;istituto monetario europeo:&#039;&#039;&#039; cui era affidato il compito di gestire il processo per l&#039;introduzione dell&#039;Euro e che avrebbe ceduto il passo alla banca centrale europea (BCE) con l&#039;effettiva circolazione della nuova moneta&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Il comitato delle regioni:&#039;&#039;&#039; nuovo organo a carattere consultivo composto dai rappresentanti degli enti regionali e con una struttura analoga a quella del già operante comitato economico e sociale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le fonti del diritto UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le istituzioni dell&#039;UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Attualità e critiche ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== L&#039;Unione Europea dalla prospettiva marxista ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Russofobia ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari1</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Unione_europea&amp;diff=6430</id>
		<title>Unione europea</title>
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		<updated>2026-03-15T12:26:14Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari1: /* Il trattato dell&amp;#039; Unione Europea (o trattato di Maastricht) */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{S}}L&#039;unione europea è un&#039;istituzione politica sovranazionale dotata di personalità giuridica all&#039;interno del [[diritto internazionale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Principi e fondamenti giuridici ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;Unione europea è un&#039;organizzazione sovranazionale fondata su un insieme di principi politici e giuridici che regolano i rapporti tra gli Stati membri e le istituzioni comuni. Il suo ordinamento giuridico si è sviluppato progressivamente a partire dalla seconda metà del XX secolo con l’obiettivo dichiarato di promuovere la cooperazione economica, politica e sociale tra i paesi europei, garantendo al contempo stabilità, pace e tutela dei diritti fondamentali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I fondamenti giuridici dell&#039;Unione europea sono contenuti principalmente nei trattati istitutivi, che costituiscono la base dell’intero sistema normativo europeo. Questi trattati sono il risultato di un lungo processo di integrazione, iniziato con il Trattato di Roma del 1957 e successivamente sviluppato attraverso varie riforme, tra cui il Trattato di Maastricht del 1992 e il Trattato di Lisbona del 2007.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo percorso di integrazione, soprattutto negli anni successivi alla Seconda guerra mondiale, si sviluppò un ampio dibattito politico e giuridico riguardo alla forma istituzionale che avrebbe dovuto assumere il progetto europeo. Alcuni proponevano la creazione di una [[federazione]] sul modello di Stati federali già esistenti, come gli Stati Uniti; altri assumevano una posizione più prudente, preferendo una forma di cooperazione più limitata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La differenza principale risiedeva nel fatto che, mentre nella prospettiva federalista gli Stati membri trasferiscono una parte significativa della propria sovranità a un’autorità centrale dotata di poteri diretti sui cittadini,con un governo federale provvisto di ampie competenze legislative e una struttura istituzionale capace di adottare decisioni vincolanti per tutti gli Stati aderenti, nell’altra prospettiva l’integrazione avviene attraverso un’unione di Stati sovrani, in cui i governi nazionali continuano a mantenere la maggior parte dei propri poteri politici e giuridici. In questo secondo modello, per essere valida, l’unione deve basarsi su decisioni assunte all’unanimità tra gli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla fine, con l&#039;istituzione del Trattato di Maastricht e del Trattato di Lisbona, ha prevalso il secondo modello, trasformando quella che prima era semplicemente la Comunità economica europea in un&#039;entità dotata di un&#039;ampia personalità giuridica: l&#039;Unione europea.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uno dei principi fondamentali dell’ordinamento giuridico dell’Unione è il principio di attribuzione delle competenze. In base a questo principio, l’Unione può esercitare solo le competenze che gli Stati membri le hanno esplicitamente conferito attraverso i trattati. Tutte le competenze non attribuite all’Unione restano pertanto agli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altri principi come quello di principi di sussidiarietà e proporzionalità si sono sviluppati progressivamente nel corso del tempo, ma sono stati formalmente inseriti nei trattati negli anni Novanta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[principio di sussidarietà]] iniziò a comparire nel dibattito sull’integrazione europea già negli anni Settanta. Una prima formulazione esplicita si trova nel Rapporto Tindemans del 1975, che proponeva di attribuire alle istituzioni europee soltanto quelle competenze che gli Stati membri non erano in grado di esercitare efficacemente da soli. Successivamente il concetto fu ripreso in diversi progetti di riforma istituzionale negli anni Ottanta. Tuttavia, esso venne formalmente introdotto nel diritto dell’Unione europea con il Trattato di Maastricht del 1992, che lo inserì tra i principi fondamentali per regolare la ripartizione delle competenze tra l’Unione e gli Stati membri. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il principio di proporzionalità, invece, ha origini leggermente precedenti nel diritto comunitario. Esso era già stato elaborato nella giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea negli anni Settanta come criterio per controllare che le istituzioni comunitarie non adottassero misure eccessive rispetto agli obiettivi perseguiti. Anche questo principio fu poi riconosciuto esplicitamente nei trattati e consolidato con il Trattato di Maastricht del 1992, insieme al principio di sussidiarietà.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema giuridico dell’Unione europea si caratterizza inoltre per alcune peculiarità che lo distinguono dal diritto internazionale tradizionale. In particolare, la giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea ha affermato due principi fondamentali: il principio del primato del diritto dell’Unione e quello dell’effetto diretto. Il primato stabilisce che, in caso di conflitto, le norme del diritto dell’Unione prevalgono su quelle nazionali degli Stati membri. L’effetto diretto, invece, consente ai cittadini di invocare alcune norme europee direttamente davanti ai giudici nazionali senza la necessità di un recepimento nella legislazione interna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Storia ==&lt;br /&gt;
La fine della Seconda guerra mondiale vide l&#039;Europa fare i conti non solo con milioni di morti, ma anche con un&#039;economia in crisi, in un contesto geopolitico in cui USA e URSS erano risultate le principali vincitrici del conflitto. Alcuni intellettuali, politici e statisti, tra cui Robert Schuman (ministro degli Esteri francese), Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer (rispettivamente capi del governo italiano e tedesco), avviarono una strategia tesa all&#039;unificazione dell&#039;Europa. L&#039;obiettivo principale era impedire il riprodursi di situazioni politiche, economiche e militari che avevano portato il mondo al disastro della guerra. Si sottolineava, in particolare, la necessità di ricucire lo stretto legame tra Francia e Germania, che fino ad allora erano state al centro della &amp;quot;patologia&amp;quot; dei rapporti tra i paesi europei.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All&#039;origine fu soprattutto un accordo di tipo economico: Robert Schuman propose di mettere l&#039;insieme della produzione franco-tedesca di carbone e acciaio sotto un&#039;alta autorità comune, nel quadro di un&#039;organizzazione alla quale avrebbero poi potuto aderire anche altri paesi. La dichiarazione rappresentò così l&#039;inizio del processo di cooperazione tra gli Stati europei, sebbene all&#039;inizio si trattasse soltanto di un&#039;unione di Stati e di cooperazione organizzativa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sorsero non solo diverse organizzazioni che operavano senza un reale collegamento tra loro, come l&#039;OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), l&#039;UEO (Unione europea occidentale) e la NATO (Organizzazione del Trattato dell&#039;Atlantico del Nord), ma anche le Comunità europee: dapprima, con il Trattato di Parigi, la CECA (Comunità europea del carbone e dell&#039;acciaio); quindi la CEE (Comunità economica europea) e la CEEA o EURATOM (Comunità europea dell&#039;energia atomica), entrambe nate il 25 marzo 1957 con la firma dei Trattati di Roma.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;accordo istitutivo della CECA scadeva dopo 50 anni dalla sua entrata in vigore, il 23 luglio 2002. A quella data, gli Stati membri hanno deciso di non rinnovarlo: l&#039;organizzazione si è quindi sciolta e le relative competenze sono state trasferite all&#039;Unione Europea. L&#039;EURATOM, invece, è ancora formalmente operante, sebbene svolga un ruolo marginale rispetto all&#039;Unione, pur non essendo giuridicamente assorbita da quest&#039;ultima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare, la creazione della Comunità economica europea,alla quale fu assegnato il compito di promuovere, mediante l&#039;instaurazione di un mercato comune e il graduale ravvicinamento delle politiche economiche degli Stati membri, uno sviluppo armonioso delle attività economiche nell&#039;insieme delle Comunità (art. 2 TCEE),segna il reale passaggio dalla cooperazione all&#039;integrazione. Per la prima volta venne introdotto un organo dotato di ampia indipendenza deliberativa rispetto agli Stati membri e con forti poteri decisionali nei confronti delle imprese del settore, eliminando le barriere commerciali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Successivamente, con il Trattato di Bruxelles del 1965, si creò il primo scheletro delle istituzioni così come sono oggi. Ciò avvenne fondendo gli esecutivi in un&#039;unica Commissione e un unico Consiglio, oltre a istituire un bilancio unico per le tre Comunità. L&#039;unificazione riguardava però solo gli organi, non le competenze, che restavano distinte: le Comunità continuavano infatti a esercitare poteri differenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== I trattati istitutivi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il trattato di Roma ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la firma del Trattato di Roma Francia,Germania,Italia,Belgio,Olanda e Lussemburgo posero la prima pietra della costruzione dell&#039;Unione Europea attraverso l&#039;istituzione della comunità economica europea. Questo trattato era costituito da 240 articoli,suddiviso in sei parti distinte e preceduto da un preambolo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* la prima parte era dedicata ai principi che avevano ispirato la comunità economica europea attraverso il mercato comune,l&#039;unione doganale e le politiche comuni;&lt;br /&gt;
* la secondo parte riguardava i fondamenti della comunità;essa comprendeva quattro titoli rispettivamente alla libera circolazione delle merci,all&#039;agricoltura ,alla libera circolazione delle persone,dei servizi e dei capitali e dei trasporti.&lt;br /&gt;
* la terza parte riguardava le politiche comuni e comprendeva quattro titoli relativi alle norme comuni,alla politica economica,alla politica sociale e alla banca europea degli investimenti;&lt;br /&gt;
* la quarta parte era dedicata all&#039;associazione dei paesi e dei territori d&#039;oltremare&lt;br /&gt;
* la quinta riguardava le istituzioni e includeva un titolo sulle disposizioni istituzionali e un&#039;altro sulle disposizioni finanziarie&lt;br /&gt;
* l&#039;ultima parte erano delle disposizioni generali e finali&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;intenzione degli Stati firmatari era di creare un mercato comune in cui fosse garantita una libera circolazione dei prodotti (merci e servizi) e dei fattori produttivi (capitale e lavoro), così da eliminare ogni barriera protezionistica e garantire agli Stati maggiori possibilità di espansione. In vista di questo obiettivo furono garantite quattro libertà fondamentali: la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A livello di politica economica, ciò si concretizzò in un regime liberista improntato al principio del mercato aperto e della libera concorrenza, senza il quale la libera circolazione non si sarebbe mai potuta attuare. Questi obbiettivi economici si sono poi realizzati in diverse tappe:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Unione doganale:&#039;&#039;&#039; avviata dal primo luglio 1968 ha comportato la soppressione dei dazi doganali all&#039;interno dell&#039;alora comunità e l&#039;applicazione di una tariffa doganale comune (TDC) applicata alle importazioni dei paesi terzi. Le restrizioni quantitative agli scambi sono state abolite il 31 dicembre 1960 tranne per quelle agricole dove le restrizioni sono state mantenute fino al 1974;&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Accordo di Shengen:&#039;&#039;&#039; è ciò che ha permesso l&#039;effettiva liberalizzazione della circolazione delle persone e la soppressione dei controlli alle frontiere interne tra gli Stati membri, in seguito alla firma avvenuta il 18 giugno 1985 tra Francia, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo e Germania. Successivamente hanno aderito anche gli altri paesi dell&#039;Unione Europea, sebbene attualmente ne siano momentaneamente esclusi Cipro, Croazia, Bulgaria e Romania, che dovrebbero entrare nei prossimi anni. Allo spazio Schengen hanno inoltre aderito anche paesi non UE come Norvegia, Svizzera, Islanda e Liechtenstein, mentre non ne fanno parte Irlanda e Regno Unito.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Atto unico europeo(AUE):&#039;&#039;&#039; fu firmato a Lussemburgo il 17 febbraio 1986 da nove Stati membri e il 28 febbraio 1986 da Danimarca, Italia e Grecia. Esso entrò in vigore il 1° luglio 1987 con l&#039;obiettivo di rilanciare il processo di costruzione europea e realizzare il mercato interno. L&#039;Atto Unico riprese alcuni temi che erano stati oggetto di precedenti trattative internazionali, riguardanti in particolare gli aspetti istituzionali e le politiche europee. Vennero modificati alcuni elementi del Trattato di Roma, attribuendo al Parlamento europeo un ruolo più incisivo e alla Commissione quello di mediatore tra Parlamento e Consiglio nello sviluppo della procedura di cooperazione (ex art. 252 del Trattato CE, antecedente al Trattato di Lisbona).  Tali modifiche valorizzarono il ruolo del Parlamento, assegnandogli il potere di pronunciarsi sull&#039;ammissione di nuovi Stati membri e di concludere accordi con associazioni di paesi terzi e con organizzazioni internazionali.  L&#039;Atto Unico Europeo sancì inoltre l&#039;esistenza del Consiglio europeo, pur senza precisarne compiutamente le competenze, istituzionalizzando di fatto i vertici periodici tra i capi di Stato e di governo.Furono inoltre gettate le basi del Tribunale di primo grado, con l&#039;obiettivo di snellire il carico di lavoro della Corte di Giustizia europea e di introdurre un doppio grado di giudizio, analogamente a quanto avviene nelle giurisdizioni nazionali.Inoltre, l&#039;Atto ha ampliato gli ambiti di competenza della Comunità, offrendo una base giuridica per l&#039;azione comune in settori quali il mercato interno, la politica monetaria, la politica sociale, l&#039;ambiente e la ricerca scientifica e tecnologica. Particolare rilievo venne attribuito alla convergenza delle politiche economiche e monetarie (art. 102A del TCE, introdotto dall&#039;Atto Unico Europeo). Per quanto riguarda la coesione economica e sociale, furono invece adottate politiche strutturali volte a ridurre il divario esistente tra le diverse regioni, al fine di colmare il ritardo di quelle più svantaggiate. Gli strumenti operativi individuati per raggiungere tale obiettivo furono i fondi strutturali. Pur rappresentando una tappa fondamentale nel processo di integrazione europea, l&#039;Atto evidenziò come per arrivare a un&#039;autentica Unione Europea fossero necessarie ulteriori riforme istituzionali, preparando il terreno per il successivo Trattato di Maastricht&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il trattato dell&#039; Unione Europea (o trattato di Maastricht) ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fu firmato a Maastricht il 7 febbraio 1992 dai 12 paesi che costituivano la comunità europea ed è entrato in vigore il 1 novembre 1993,è considerato la tappa decisiva per l&#039;affermazione politica-istituzionale dell&#039;Europa,sancendo la nascita dell&#039;Unione Europea.La conseguenza è stata una più larga cessione volontaria da parte degli stati-nazione membri di sovranità con l&#039;obbiettivo di favorire il potenziamento economico e una maggiore integrazione politica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare il trattato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;ha creato una nuova struttura a 3 pilastri:&#039;&#039;&#039; il primo pilastro è costituito dall&#039;ordinamento comunitario ereditando le disposizioni previste dal trattato istitutivo della comunità europea,e quindi di tutte le organizzazione precedentemente create (CECA e EURATOM).Le principali modifiche riguardano principalmente l&#039;apparato istituzionale,ampliamento e rafforzamento di competenze,introducendo anche il principio di sussidarietà.Il secondo pilastro regolato dal titolo V del trattato istituisce una politica comune nei settori della politica estera e della sicurezza (PESC) dove i governi degli stati membri adottano una cooperazione sistematica e &lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;sei nuovi settori:&#039;&#039;&#039; nuove politiche comuni (reti transeuropee,politica industriale,tutela dei consumatori,istruzione e formazione professionale,gioventù e cultura).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;unione monetaria:&#039;&#039;&#039; sono stati fissati i principi e le disposizioni per l&#039;introduzione dell&#039;Euro&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;procedura di codecisione:&#039;&#039;&#039; ciò che era stato già ideato nell&#039;AUE viene disciplinato,con questo trattato il Parlamento europeo viene assegnato il potere di adottare una serie di atti congiuntamente con il consiglio dell&#039;Unione Europea;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le fonti del diritto UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le istituzioni dell&#039;UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Attualità e critiche ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== L&#039;Unione Europea dalla prospettiva marxista ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Russofobia ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari1</name></author>
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	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Unione_europea&amp;diff=6429</id>
		<title>Unione europea</title>
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		<updated>2026-03-15T12:19:12Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari1: /* Il trattato dell&amp;#039; Unione Europea (o trattato di Maastricht) */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{S}}L&#039;unione europea è un&#039;istituzione politica sovranazionale dotata di personalità giuridica all&#039;interno del [[diritto internazionale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Principi e fondamenti giuridici ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;Unione europea è un&#039;organizzazione sovranazionale fondata su un insieme di principi politici e giuridici che regolano i rapporti tra gli Stati membri e le istituzioni comuni. Il suo ordinamento giuridico si è sviluppato progressivamente a partire dalla seconda metà del XX secolo con l’obiettivo dichiarato di promuovere la cooperazione economica, politica e sociale tra i paesi europei, garantendo al contempo stabilità, pace e tutela dei diritti fondamentali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I fondamenti giuridici dell&#039;Unione europea sono contenuti principalmente nei trattati istitutivi, che costituiscono la base dell’intero sistema normativo europeo. Questi trattati sono il risultato di un lungo processo di integrazione, iniziato con il Trattato di Roma del 1957 e successivamente sviluppato attraverso varie riforme, tra cui il Trattato di Maastricht del 1992 e il Trattato di Lisbona del 2007.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo percorso di integrazione, soprattutto negli anni successivi alla Seconda guerra mondiale, si sviluppò un ampio dibattito politico e giuridico riguardo alla forma istituzionale che avrebbe dovuto assumere il progetto europeo. Alcuni proponevano la creazione di una [[federazione]] sul modello di Stati federali già esistenti, come gli Stati Uniti; altri assumevano una posizione più prudente, preferendo una forma di cooperazione più limitata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La differenza principale risiedeva nel fatto che, mentre nella prospettiva federalista gli Stati membri trasferiscono una parte significativa della propria sovranità a un’autorità centrale dotata di poteri diretti sui cittadini,con un governo federale provvisto di ampie competenze legislative e una struttura istituzionale capace di adottare decisioni vincolanti per tutti gli Stati aderenti, nell’altra prospettiva l’integrazione avviene attraverso un’unione di Stati sovrani, in cui i governi nazionali continuano a mantenere la maggior parte dei propri poteri politici e giuridici. In questo secondo modello, per essere valida, l’unione deve basarsi su decisioni assunte all’unanimità tra gli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla fine, con l&#039;istituzione del Trattato di Maastricht e del Trattato di Lisbona, ha prevalso il secondo modello, trasformando quella che prima era semplicemente la Comunità economica europea in un&#039;entità dotata di un&#039;ampia personalità giuridica: l&#039;Unione europea.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uno dei principi fondamentali dell’ordinamento giuridico dell’Unione è il principio di attribuzione delle competenze. In base a questo principio, l’Unione può esercitare solo le competenze che gli Stati membri le hanno esplicitamente conferito attraverso i trattati. Tutte le competenze non attribuite all’Unione restano pertanto agli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altri principi come quello di principi di sussidiarietà e proporzionalità si sono sviluppati progressivamente nel corso del tempo, ma sono stati formalmente inseriti nei trattati negli anni Novanta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[principio di sussidarietà]] iniziò a comparire nel dibattito sull’integrazione europea già negli anni Settanta. Una prima formulazione esplicita si trova nel Rapporto Tindemans del 1975, che proponeva di attribuire alle istituzioni europee soltanto quelle competenze che gli Stati membri non erano in grado di esercitare efficacemente da soli. Successivamente il concetto fu ripreso in diversi progetti di riforma istituzionale negli anni Ottanta. Tuttavia, esso venne formalmente introdotto nel diritto dell’Unione europea con il Trattato di Maastricht del 1992, che lo inserì tra i principi fondamentali per regolare la ripartizione delle competenze tra l’Unione e gli Stati membri. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il principio di proporzionalità, invece, ha origini leggermente precedenti nel diritto comunitario. Esso era già stato elaborato nella giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea negli anni Settanta come criterio per controllare che le istituzioni comunitarie non adottassero misure eccessive rispetto agli obiettivi perseguiti. Anche questo principio fu poi riconosciuto esplicitamente nei trattati e consolidato con il Trattato di Maastricht del 1992, insieme al principio di sussidiarietà.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema giuridico dell’Unione europea si caratterizza inoltre per alcune peculiarità che lo distinguono dal diritto internazionale tradizionale. In particolare, la giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea ha affermato due principi fondamentali: il principio del primato del diritto dell’Unione e quello dell’effetto diretto. Il primato stabilisce che, in caso di conflitto, le norme del diritto dell’Unione prevalgono su quelle nazionali degli Stati membri. L’effetto diretto, invece, consente ai cittadini di invocare alcune norme europee direttamente davanti ai giudici nazionali senza la necessità di un recepimento nella legislazione interna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Storia ==&lt;br /&gt;
La fine della Seconda guerra mondiale vide l&#039;Europa fare i conti non solo con milioni di morti, ma anche con un&#039;economia in crisi, in un contesto geopolitico in cui USA e URSS erano risultate le principali vincitrici del conflitto. Alcuni intellettuali, politici e statisti, tra cui Robert Schuman (ministro degli Esteri francese), Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer (rispettivamente capi del governo italiano e tedesco), avviarono una strategia tesa all&#039;unificazione dell&#039;Europa. L&#039;obiettivo principale era impedire il riprodursi di situazioni politiche, economiche e militari che avevano portato il mondo al disastro della guerra. Si sottolineava, in particolare, la necessità di ricucire lo stretto legame tra Francia e Germania, che fino ad allora erano state al centro della &amp;quot;patologia&amp;quot; dei rapporti tra i paesi europei.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All&#039;origine fu soprattutto un accordo di tipo economico: Robert Schuman propose di mettere l&#039;insieme della produzione franco-tedesca di carbone e acciaio sotto un&#039;alta autorità comune, nel quadro di un&#039;organizzazione alla quale avrebbero poi potuto aderire anche altri paesi. La dichiarazione rappresentò così l&#039;inizio del processo di cooperazione tra gli Stati europei, sebbene all&#039;inizio si trattasse soltanto di un&#039;unione di Stati e di cooperazione organizzativa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sorsero non solo diverse organizzazioni che operavano senza un reale collegamento tra loro, come l&#039;OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), l&#039;UEO (Unione europea occidentale) e la NATO (Organizzazione del Trattato dell&#039;Atlantico del Nord), ma anche le Comunità europee: dapprima, con il Trattato di Parigi, la CECA (Comunità europea del carbone e dell&#039;acciaio); quindi la CEE (Comunità economica europea) e la CEEA o EURATOM (Comunità europea dell&#039;energia atomica), entrambe nate il 25 marzo 1957 con la firma dei Trattati di Roma.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;accordo istitutivo della CECA scadeva dopo 50 anni dalla sua entrata in vigore, il 23 luglio 2002. A quella data, gli Stati membri hanno deciso di non rinnovarlo: l&#039;organizzazione si è quindi sciolta e le relative competenze sono state trasferite all&#039;Unione Europea. L&#039;EURATOM, invece, è ancora formalmente operante, sebbene svolga un ruolo marginale rispetto all&#039;Unione, pur non essendo giuridicamente assorbita da quest&#039;ultima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare, la creazione della Comunità economica europea,alla quale fu assegnato il compito di promuovere, mediante l&#039;instaurazione di un mercato comune e il graduale ravvicinamento delle politiche economiche degli Stati membri, uno sviluppo armonioso delle attività economiche nell&#039;insieme delle Comunità (art. 2 TCEE),segna il reale passaggio dalla cooperazione all&#039;integrazione. Per la prima volta venne introdotto un organo dotato di ampia indipendenza deliberativa rispetto agli Stati membri e con forti poteri decisionali nei confronti delle imprese del settore, eliminando le barriere commerciali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Successivamente, con il Trattato di Bruxelles del 1965, si creò il primo scheletro delle istituzioni così come sono oggi. Ciò avvenne fondendo gli esecutivi in un&#039;unica Commissione e un unico Consiglio, oltre a istituire un bilancio unico per le tre Comunità. L&#039;unificazione riguardava però solo gli organi, non le competenze, che restavano distinte: le Comunità continuavano infatti a esercitare poteri differenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== I trattati istitutivi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il trattato di Roma ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la firma del Trattato di Roma Francia,Germania,Italia,Belgio,Olanda e Lussemburgo posero la prima pietra della costruzione dell&#039;Unione Europea attraverso l&#039;istituzione della comunità economica europea. Questo trattato era costituito da 240 articoli,suddiviso in sei parti distinte e preceduto da un preambolo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* la prima parte era dedicata ai principi che avevano ispirato la comunità economica europea attraverso il mercato comune,l&#039;unione doganale e le politiche comuni;&lt;br /&gt;
* la secondo parte riguardava i fondamenti della comunità;essa comprendeva quattro titoli rispettivamente alla libera circolazione delle merci,all&#039;agricoltura ,alla libera circolazione delle persone,dei servizi e dei capitali e dei trasporti.&lt;br /&gt;
* la terza parte riguardava le politiche comuni e comprendeva quattro titoli relativi alle norme comuni,alla politica economica,alla politica sociale e alla banca europea degli investimenti;&lt;br /&gt;
* la quarta parte era dedicata all&#039;associazione dei paesi e dei territori d&#039;oltremare&lt;br /&gt;
* la quinta riguardava le istituzioni e includeva un titolo sulle disposizioni istituzionali e un&#039;altro sulle disposizioni finanziarie&lt;br /&gt;
* l&#039;ultima parte erano delle disposizioni generali e finali&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;intenzione degli Stati firmatari era di creare un mercato comune in cui fosse garantita una libera circolazione dei prodotti (merci e servizi) e dei fattori produttivi (capitale e lavoro), così da eliminare ogni barriera protezionistica e garantire agli Stati maggiori possibilità di espansione. In vista di questo obiettivo furono garantite quattro libertà fondamentali: la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A livello di politica economica, ciò si concretizzò in un regime liberista improntato al principio del mercato aperto e della libera concorrenza, senza il quale la libera circolazione non si sarebbe mai potuta attuare. Questi obbiettivi economici si sono poi realizzati in diverse tappe:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Unione doganale:&#039;&#039;&#039; avviata dal primo luglio 1968 ha comportato la soppressione dei dazi doganali all&#039;interno dell&#039;alora comunità e l&#039;applicazione di una tariffa doganale comune (TDC) applicata alle importazioni dei paesi terzi. Le restrizioni quantitative agli scambi sono state abolite il 31 dicembre 1960 tranne per quelle agricole dove le restrizioni sono state mantenute fino al 1974;&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Accordo di Shengen:&#039;&#039;&#039; è ciò che ha permesso l&#039;effettiva liberalizzazione della circolazione delle persone e la soppressione dei controlli alle frontiere interne tra gli Stati membri, in seguito alla firma avvenuta il 18 giugno 1985 tra Francia, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo e Germania. Successivamente hanno aderito anche gli altri paesi dell&#039;Unione Europea, sebbene attualmente ne siano momentaneamente esclusi Cipro, Croazia, Bulgaria e Romania, che dovrebbero entrare nei prossimi anni. Allo spazio Schengen hanno inoltre aderito anche paesi non UE come Norvegia, Svizzera, Islanda e Liechtenstein, mentre non ne fanno parte Irlanda e Regno Unito.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Atto unico europeo(AUE):&#039;&#039;&#039; fu firmato a Lussemburgo il 17 febbraio 1986 da nove Stati membri e il 28 febbraio 1986 da Danimarca, Italia e Grecia. Esso entrò in vigore il 1° luglio 1987 con l&#039;obiettivo di rilanciare il processo di costruzione europea e realizzare il mercato interno. L&#039;Atto Unico riprese alcuni temi che erano stati oggetto di precedenti trattative internazionali, riguardanti in particolare gli aspetti istituzionali e le politiche europee. Vennero modificati alcuni elementi del Trattato di Roma, attribuendo al Parlamento europeo un ruolo più incisivo e alla Commissione quello di mediatore tra Parlamento e Consiglio nello sviluppo della procedura di cooperazione (ex art. 252 del Trattato CE, antecedente al Trattato di Lisbona).  Tali modifiche valorizzarono il ruolo del Parlamento, assegnandogli il potere di pronunciarsi sull&#039;ammissione di nuovi Stati membri e di concludere accordi con associazioni di paesi terzi e con organizzazioni internazionali.  L&#039;Atto Unico Europeo sancì inoltre l&#039;esistenza del Consiglio europeo, pur senza precisarne compiutamente le competenze, istituzionalizzando di fatto i vertici periodici tra i capi di Stato e di governo.Furono inoltre gettate le basi del Tribunale di primo grado, con l&#039;obiettivo di snellire il carico di lavoro della Corte di Giustizia europea e di introdurre un doppio grado di giudizio, analogamente a quanto avviene nelle giurisdizioni nazionali.Inoltre, l&#039;Atto ha ampliato gli ambiti di competenza della Comunità, offrendo una base giuridica per l&#039;azione comune in settori quali il mercato interno, la politica monetaria, la politica sociale, l&#039;ambiente e la ricerca scientifica e tecnologica. Particolare rilievo venne attribuito alla convergenza delle politiche economiche e monetarie (art. 102A del TCE, introdotto dall&#039;Atto Unico Europeo). Per quanto riguarda la coesione economica e sociale, furono invece adottate politiche strutturali volte a ridurre il divario esistente tra le diverse regioni, al fine di colmare il ritardo di quelle più svantaggiate. Gli strumenti operativi individuati per raggiungere tale obiettivo furono i fondi strutturali. Pur rappresentando una tappa fondamentale nel processo di integrazione europea, l&#039;Atto evidenziò come per arrivare a un&#039;autentica Unione Europea fossero necessarie ulteriori riforme istituzionali, preparando il terreno per il successivo Trattato di Maastricht&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il trattato dell&#039; Unione Europea (o trattato di Maastricht) ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fu firmato a Maastricht il 7 febbraio 1992 dai 12 paesi che costituivano la comunità europea ed è entrato in vigore il 1 novembre 1993,è considerato la tappa decisiva per l&#039;affermazione politica-istituzionale dell&#039;Europa,sancendo la nascita dell&#039;Unione Europea.La conseguenza è stata una più larga cessione volontaria da parte degli stati-nazione membri di sovranità con l&#039;obbiettivo di favorire il potenziamento economico e una maggiore integrazione politica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare il trattato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;ha creato una nuova struttura a 3 pilastri:&#039;&#039;&#039; il primo pilastro è costituito dall&#039;ordinamento comunitario ereditando le disposizioni previste dal trattato istitutivo della comunità europea,e quindi di tutte le organizzazione precedentemente create (CECA e EURATOM).Le principali modifiche riguardano principalmente l&#039;apparato istituzionale,ampliamento e rafforzamento di competenze,introducendo anche il principio di sussidarietà.Il secondo pilastro regolato dal titolo V del trattato istituisce una politi&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;sei nuovi settori:&#039;&#039;&#039; nuove politiche comuni (reti transeuropee,politica industriale,tutela dei consumatori,istruzione e formazione professionale,gioventù e cultura).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;unione monetaria:&#039;&#039;&#039; sono stati fissati i principi e le disposizioni per l&#039;introduzione dell&#039;Euro&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;procedura di codecisione:&#039;&#039;&#039; ciò che era stato già ideato nell&#039;AUE viene disciplinato,con questo trattato il Parlamento europeo viene assegnato il potere di adottare una serie di atti congiuntamente con il consiglio dell&#039;Unione Europea;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le fonti del diritto UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le istituzioni dell&#039;UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Attualità e critiche ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== L&#039;Unione Europea dalla prospettiva marxista ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Russofobia ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari1</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Unione_europea&amp;diff=6428</id>
		<title>Unione europea</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Unione_europea&amp;diff=6428"/>
		<updated>2026-03-15T11:41:36Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari1: /* Il trattato dell&amp;#039; Unione Europea (o trattato di Maastricht) */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{S}}L&#039;unione europea è un&#039;istituzione politica sovranazionale dotata di personalità giuridica all&#039;interno del [[diritto internazionale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Principi e fondamenti giuridici ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;Unione europea è un&#039;organizzazione sovranazionale fondata su un insieme di principi politici e giuridici che regolano i rapporti tra gli Stati membri e le istituzioni comuni. Il suo ordinamento giuridico si è sviluppato progressivamente a partire dalla seconda metà del XX secolo con l’obiettivo dichiarato di promuovere la cooperazione economica, politica e sociale tra i paesi europei, garantendo al contempo stabilità, pace e tutela dei diritti fondamentali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I fondamenti giuridici dell&#039;Unione europea sono contenuti principalmente nei trattati istitutivi, che costituiscono la base dell’intero sistema normativo europeo. Questi trattati sono il risultato di un lungo processo di integrazione, iniziato con il Trattato di Roma del 1957 e successivamente sviluppato attraverso varie riforme, tra cui il Trattato di Maastricht del 1992 e il Trattato di Lisbona del 2007.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo percorso di integrazione, soprattutto negli anni successivi alla Seconda guerra mondiale, si sviluppò un ampio dibattito politico e giuridico riguardo alla forma istituzionale che avrebbe dovuto assumere il progetto europeo. Alcuni proponevano la creazione di una [[federazione]] sul modello di Stati federali già esistenti, come gli Stati Uniti; altri assumevano una posizione più prudente, preferendo una forma di cooperazione più limitata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La differenza principale risiedeva nel fatto che, mentre nella prospettiva federalista gli Stati membri trasferiscono una parte significativa della propria sovranità a un’autorità centrale dotata di poteri diretti sui cittadini,con un governo federale provvisto di ampie competenze legislative e una struttura istituzionale capace di adottare decisioni vincolanti per tutti gli Stati aderenti, nell’altra prospettiva l’integrazione avviene attraverso un’unione di Stati sovrani, in cui i governi nazionali continuano a mantenere la maggior parte dei propri poteri politici e giuridici. In questo secondo modello, per essere valida, l’unione deve basarsi su decisioni assunte all’unanimità tra gli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla fine, con l&#039;istituzione del Trattato di Maastricht e del Trattato di Lisbona, ha prevalso il secondo modello, trasformando quella che prima era semplicemente la Comunità economica europea in un&#039;entità dotata di un&#039;ampia personalità giuridica: l&#039;Unione europea.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uno dei principi fondamentali dell’ordinamento giuridico dell’Unione è il principio di attribuzione delle competenze. In base a questo principio, l’Unione può esercitare solo le competenze che gli Stati membri le hanno esplicitamente conferito attraverso i trattati. Tutte le competenze non attribuite all’Unione restano pertanto agli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altri principi come quello di principi di sussidiarietà e proporzionalità si sono sviluppati progressivamente nel corso del tempo, ma sono stati formalmente inseriti nei trattati negli anni Novanta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[principio di sussidarietà]] iniziò a comparire nel dibattito sull’integrazione europea già negli anni Settanta. Una prima formulazione esplicita si trova nel Rapporto Tindemans del 1975, che proponeva di attribuire alle istituzioni europee soltanto quelle competenze che gli Stati membri non erano in grado di esercitare efficacemente da soli. Successivamente il concetto fu ripreso in diversi progetti di riforma istituzionale negli anni Ottanta. Tuttavia, esso venne formalmente introdotto nel diritto dell’Unione europea con il Trattato di Maastricht del 1992, che lo inserì tra i principi fondamentali per regolare la ripartizione delle competenze tra l’Unione e gli Stati membri. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il principio di proporzionalità, invece, ha origini leggermente precedenti nel diritto comunitario. Esso era già stato elaborato nella giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea negli anni Settanta come criterio per controllare che le istituzioni comunitarie non adottassero misure eccessive rispetto agli obiettivi perseguiti. Anche questo principio fu poi riconosciuto esplicitamente nei trattati e consolidato con il Trattato di Maastricht del 1992, insieme al principio di sussidiarietà.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema giuridico dell’Unione europea si caratterizza inoltre per alcune peculiarità che lo distinguono dal diritto internazionale tradizionale. In particolare, la giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea ha affermato due principi fondamentali: il principio del primato del diritto dell’Unione e quello dell’effetto diretto. Il primato stabilisce che, in caso di conflitto, le norme del diritto dell’Unione prevalgono su quelle nazionali degli Stati membri. L’effetto diretto, invece, consente ai cittadini di invocare alcune norme europee direttamente davanti ai giudici nazionali senza la necessità di un recepimento nella legislazione interna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Storia ==&lt;br /&gt;
La fine della Seconda guerra mondiale vide l&#039;Europa fare i conti non solo con milioni di morti, ma anche con un&#039;economia in crisi, in un contesto geopolitico in cui USA e URSS erano risultate le principali vincitrici del conflitto. Alcuni intellettuali, politici e statisti, tra cui Robert Schuman (ministro degli Esteri francese), Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer (rispettivamente capi del governo italiano e tedesco), avviarono una strategia tesa all&#039;unificazione dell&#039;Europa. L&#039;obiettivo principale era impedire il riprodursi di situazioni politiche, economiche e militari che avevano portato il mondo al disastro della guerra. Si sottolineava, in particolare, la necessità di ricucire lo stretto legame tra Francia e Germania, che fino ad allora erano state al centro della &amp;quot;patologia&amp;quot; dei rapporti tra i paesi europei.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All&#039;origine fu soprattutto un accordo di tipo economico: Robert Schuman propose di mettere l&#039;insieme della produzione franco-tedesca di carbone e acciaio sotto un&#039;alta autorità comune, nel quadro di un&#039;organizzazione alla quale avrebbero poi potuto aderire anche altri paesi. La dichiarazione rappresentò così l&#039;inizio del processo di cooperazione tra gli Stati europei, sebbene all&#039;inizio si trattasse soltanto di un&#039;unione di Stati e di cooperazione organizzativa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sorsero non solo diverse organizzazioni che operavano senza un reale collegamento tra loro, come l&#039;OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), l&#039;UEO (Unione europea occidentale) e la NATO (Organizzazione del Trattato dell&#039;Atlantico del Nord), ma anche le Comunità europee: dapprima, con il Trattato di Parigi, la CECA (Comunità europea del carbone e dell&#039;acciaio); quindi la CEE (Comunità economica europea) e la CEEA o EURATOM (Comunità europea dell&#039;energia atomica), entrambe nate il 25 marzo 1957 con la firma dei Trattati di Roma.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;accordo istitutivo della CECA scadeva dopo 50 anni dalla sua entrata in vigore, il 23 luglio 2002. A quella data, gli Stati membri hanno deciso di non rinnovarlo: l&#039;organizzazione si è quindi sciolta e le relative competenze sono state trasferite all&#039;Unione Europea. L&#039;EURATOM, invece, è ancora formalmente operante, sebbene svolga un ruolo marginale rispetto all&#039;Unione, pur non essendo giuridicamente assorbita da quest&#039;ultima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare, la creazione della Comunità economica europea,alla quale fu assegnato il compito di promuovere, mediante l&#039;instaurazione di un mercato comune e il graduale ravvicinamento delle politiche economiche degli Stati membri, uno sviluppo armonioso delle attività economiche nell&#039;insieme delle Comunità (art. 2 TCEE),segna il reale passaggio dalla cooperazione all&#039;integrazione. Per la prima volta venne introdotto un organo dotato di ampia indipendenza deliberativa rispetto agli Stati membri e con forti poteri decisionali nei confronti delle imprese del settore, eliminando le barriere commerciali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Successivamente, con il Trattato di Bruxelles del 1965, si creò il primo scheletro delle istituzioni così come sono oggi. Ciò avvenne fondendo gli esecutivi in un&#039;unica Commissione e un unico Consiglio, oltre a istituire un bilancio unico per le tre Comunità. L&#039;unificazione riguardava però solo gli organi, non le competenze, che restavano distinte: le Comunità continuavano infatti a esercitare poteri differenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== I trattati istitutivi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il trattato di Roma ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la firma del Trattato di Roma Francia,Germania,Italia,Belgio,Olanda e Lussemburgo posero la prima pietra della costruzione dell&#039;Unione Europea attraverso l&#039;istituzione della comunità economica europea. Questo trattato era costituito da 240 articoli,suddiviso in sei parti distinte e preceduto da un preambolo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* la prima parte era dedicata ai principi che avevano ispirato la comunità economica europea attraverso il mercato comune,l&#039;unione doganale e le politiche comuni;&lt;br /&gt;
* la secondo parte riguardava i fondamenti della comunità;essa comprendeva quattro titoli rispettivamente alla libera circolazione delle merci,all&#039;agricoltura ,alla libera circolazione delle persone,dei servizi e dei capitali e dei trasporti.&lt;br /&gt;
* la terza parte riguardava le politiche comuni e comprendeva quattro titoli relativi alle norme comuni,alla politica economica,alla politica sociale e alla banca europea degli investimenti;&lt;br /&gt;
* la quarta parte era dedicata all&#039;associazione dei paesi e dei territori d&#039;oltremare&lt;br /&gt;
* la quinta riguardava le istituzioni e includeva un titolo sulle disposizioni istituzionali e un&#039;altro sulle disposizioni finanziarie&lt;br /&gt;
* l&#039;ultima parte erano delle disposizioni generali e finali&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;intenzione degli Stati firmatari era di creare un mercato comune in cui fosse garantita una libera circolazione dei prodotti (merci e servizi) e dei fattori produttivi (capitale e lavoro), così da eliminare ogni barriera protezionistica e garantire agli Stati maggiori possibilità di espansione. In vista di questo obiettivo furono garantite quattro libertà fondamentali: la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A livello di politica economica, ciò si concretizzò in un regime liberista improntato al principio del mercato aperto e della libera concorrenza, senza il quale la libera circolazione non si sarebbe mai potuta attuare. Questi obbiettivi economici si sono poi realizzati in diverse tappe:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Unione doganale:&#039;&#039;&#039; avviata dal primo luglio 1968 ha comportato la soppressione dei dazi doganali all&#039;interno dell&#039;alora comunità e l&#039;applicazione di una tariffa doganale comune (TDC) applicata alle importazioni dei paesi terzi. Le restrizioni quantitative agli scambi sono state abolite il 31 dicembre 1960 tranne per quelle agricole dove le restrizioni sono state mantenute fino al 1974;&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Accordo di Shengen:&#039;&#039;&#039; è ciò che ha permesso l&#039;effettiva liberalizzazione della circolazione delle persone e la soppressione dei controlli alle frontiere interne tra gli Stati membri, in seguito alla firma avvenuta il 18 giugno 1985 tra Francia, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo e Germania. Successivamente hanno aderito anche gli altri paesi dell&#039;Unione Europea, sebbene attualmente ne siano momentaneamente esclusi Cipro, Croazia, Bulgaria e Romania, che dovrebbero entrare nei prossimi anni. Allo spazio Schengen hanno inoltre aderito anche paesi non UE come Norvegia, Svizzera, Islanda e Liechtenstein, mentre non ne fanno parte Irlanda e Regno Unito.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Atto unico europeo(AUE):&#039;&#039;&#039; fu firmato a Lussemburgo il 17 febbraio 1986 da nove Stati membri e il 28 febbraio 1986 da Danimarca, Italia e Grecia. Esso entrò in vigore il 1° luglio 1987 con l&#039;obiettivo di rilanciare il processo di costruzione europea e realizzare il mercato interno. L&#039;Atto Unico riprese alcuni temi che erano stati oggetto di precedenti trattative internazionali, riguardanti in particolare gli aspetti istituzionali e le politiche europee. Vennero modificati alcuni elementi del Trattato di Roma, attribuendo al Parlamento europeo un ruolo più incisivo e alla Commissione quello di mediatore tra Parlamento e Consiglio nello sviluppo della procedura di cooperazione (ex art. 252 del Trattato CE, antecedente al Trattato di Lisbona).  Tali modifiche valorizzarono il ruolo del Parlamento, assegnandogli il potere di pronunciarsi sull&#039;ammissione di nuovi Stati membri e di concludere accordi con associazioni di paesi terzi e con organizzazioni internazionali.  L&#039;Atto Unico Europeo sancì inoltre l&#039;esistenza del Consiglio europeo, pur senza precisarne compiutamente le competenze, istituzionalizzando di fatto i vertici periodici tra i capi di Stato e di governo.Furono inoltre gettate le basi del Tribunale di primo grado, con l&#039;obiettivo di snellire il carico di lavoro della Corte di Giustizia europea e di introdurre un doppio grado di giudizio, analogamente a quanto avviene nelle giurisdizioni nazionali.Inoltre, l&#039;Atto ha ampliato gli ambiti di competenza della Comunità, offrendo una base giuridica per l&#039;azione comune in settori quali il mercato interno, la politica monetaria, la politica sociale, l&#039;ambiente e la ricerca scientifica e tecnologica. Particolare rilievo venne attribuito alla convergenza delle politiche economiche e monetarie (art. 102A del TCE, introdotto dall&#039;Atto Unico Europeo). Per quanto riguarda la coesione economica e sociale, furono invece adottate politiche strutturali volte a ridurre il divario esistente tra le diverse regioni, al fine di colmare il ritardo di quelle più svantaggiate. Gli strumenti operativi individuati per raggiungere tale obiettivo furono i fondi strutturali. Pur rappresentando una tappa fondamentale nel processo di integrazione europea, l&#039;Atto evidenziò come per arrivare a un&#039;autentica Unione Europea fossero necessarie ulteriori riforme istituzionali, preparando il terreno per il successivo Trattato di Maastricht&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il trattato dell&#039; Unione Europea (o trattato di Maastricht) ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fu firmato a Maastricht il 7 febbraio 1992 dai 12 paesi che costituivano la comunità europea ed è entrato in vigore il 1 novembre 1993,è considerato la tappa decisiva per l&#039;affermazione politica-istituzionale dell&#039;Europa,sancendo la nascita dell&#039;Unione Europea.La conseguenza è stata una più larga cessione volontaria da parte degli stati-nazione membri di sovranità con l&#039;obbiettivo di favorire il potenziamento economico e una maggiore integrazione politica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare il trattato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;ha creato una nuova struttura a 3 pilastri:&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;sei nuovi settori:&#039;&#039;&#039; nuove politiche comuni (reti transeuropee,politica industriale,tutela dei consumatori,istruzione e formazione professionale,gioventù e cultura).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;unione monetaria:&#039;&#039;&#039; sono stati fissati i principi e le disposizioni per l&#039;introduzione dell&#039;Euro&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;procedura di codecisione:&#039;&#039;&#039; ciò che era stato già ideato nell&#039;AUE viene disciplinato,con questo trattato il Parlamento europeo viene assegnato il potere di adottare una serie di atti congiuntamente con il consiglio dell&#039;Unione Europea;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le fonti del diritto UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le istituzioni dell&#039;UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Attualità e critiche ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== L&#039;Unione Europea dalla prospettiva marxista ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Russofobia ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari1</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Unione_europea&amp;diff=6427</id>
		<title>Unione europea</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Unione_europea&amp;diff=6427"/>
		<updated>2026-03-15T11:39:16Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari1: /* Il trattato dell&amp;#039; Unione Europea (o trattato di Maastricht) */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{S}}L&#039;unione europea è un&#039;istituzione politica sovranazionale dotata di personalità giuridica all&#039;interno del [[diritto internazionale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Principi e fondamenti giuridici ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;Unione europea è un&#039;organizzazione sovranazionale fondata su un insieme di principi politici e giuridici che regolano i rapporti tra gli Stati membri e le istituzioni comuni. Il suo ordinamento giuridico si è sviluppato progressivamente a partire dalla seconda metà del XX secolo con l’obiettivo dichiarato di promuovere la cooperazione economica, politica e sociale tra i paesi europei, garantendo al contempo stabilità, pace e tutela dei diritti fondamentali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I fondamenti giuridici dell&#039;Unione europea sono contenuti principalmente nei trattati istitutivi, che costituiscono la base dell’intero sistema normativo europeo. Questi trattati sono il risultato di un lungo processo di integrazione, iniziato con il Trattato di Roma del 1957 e successivamente sviluppato attraverso varie riforme, tra cui il Trattato di Maastricht del 1992 e il Trattato di Lisbona del 2007.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo percorso di integrazione, soprattutto negli anni successivi alla Seconda guerra mondiale, si sviluppò un ampio dibattito politico e giuridico riguardo alla forma istituzionale che avrebbe dovuto assumere il progetto europeo. Alcuni proponevano la creazione di una [[federazione]] sul modello di Stati federali già esistenti, come gli Stati Uniti; altri assumevano una posizione più prudente, preferendo una forma di cooperazione più limitata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La differenza principale risiedeva nel fatto che, mentre nella prospettiva federalista gli Stati membri trasferiscono una parte significativa della propria sovranità a un’autorità centrale dotata di poteri diretti sui cittadini,con un governo federale provvisto di ampie competenze legislative e una struttura istituzionale capace di adottare decisioni vincolanti per tutti gli Stati aderenti, nell’altra prospettiva l’integrazione avviene attraverso un’unione di Stati sovrani, in cui i governi nazionali continuano a mantenere la maggior parte dei propri poteri politici e giuridici. In questo secondo modello, per essere valida, l’unione deve basarsi su decisioni assunte all’unanimità tra gli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla fine, con l&#039;istituzione del Trattato di Maastricht e del Trattato di Lisbona, ha prevalso il secondo modello, trasformando quella che prima era semplicemente la Comunità economica europea in un&#039;entità dotata di un&#039;ampia personalità giuridica: l&#039;Unione europea.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uno dei principi fondamentali dell’ordinamento giuridico dell’Unione è il principio di attribuzione delle competenze. In base a questo principio, l’Unione può esercitare solo le competenze che gli Stati membri le hanno esplicitamente conferito attraverso i trattati. Tutte le competenze non attribuite all’Unione restano pertanto agli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altri principi come quello di principi di sussidiarietà e proporzionalità si sono sviluppati progressivamente nel corso del tempo, ma sono stati formalmente inseriti nei trattati negli anni Novanta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[principio di sussidarietà]] iniziò a comparire nel dibattito sull’integrazione europea già negli anni Settanta. Una prima formulazione esplicita si trova nel Rapporto Tindemans del 1975, che proponeva di attribuire alle istituzioni europee soltanto quelle competenze che gli Stati membri non erano in grado di esercitare efficacemente da soli. Successivamente il concetto fu ripreso in diversi progetti di riforma istituzionale negli anni Ottanta. Tuttavia, esso venne formalmente introdotto nel diritto dell’Unione europea con il Trattato di Maastricht del 1992, che lo inserì tra i principi fondamentali per regolare la ripartizione delle competenze tra l’Unione e gli Stati membri. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il principio di proporzionalità, invece, ha origini leggermente precedenti nel diritto comunitario. Esso era già stato elaborato nella giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea negli anni Settanta come criterio per controllare che le istituzioni comunitarie non adottassero misure eccessive rispetto agli obiettivi perseguiti. Anche questo principio fu poi riconosciuto esplicitamente nei trattati e consolidato con il Trattato di Maastricht del 1992, insieme al principio di sussidiarietà.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema giuridico dell’Unione europea si caratterizza inoltre per alcune peculiarità che lo distinguono dal diritto internazionale tradizionale. In particolare, la giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea ha affermato due principi fondamentali: il principio del primato del diritto dell’Unione e quello dell’effetto diretto. Il primato stabilisce che, in caso di conflitto, le norme del diritto dell’Unione prevalgono su quelle nazionali degli Stati membri. L’effetto diretto, invece, consente ai cittadini di invocare alcune norme europee direttamente davanti ai giudici nazionali senza la necessità di un recepimento nella legislazione interna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Storia ==&lt;br /&gt;
La fine della Seconda guerra mondiale vide l&#039;Europa fare i conti non solo con milioni di morti, ma anche con un&#039;economia in crisi, in un contesto geopolitico in cui USA e URSS erano risultate le principali vincitrici del conflitto. Alcuni intellettuali, politici e statisti, tra cui Robert Schuman (ministro degli Esteri francese), Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer (rispettivamente capi del governo italiano e tedesco), avviarono una strategia tesa all&#039;unificazione dell&#039;Europa. L&#039;obiettivo principale era impedire il riprodursi di situazioni politiche, economiche e militari che avevano portato il mondo al disastro della guerra. Si sottolineava, in particolare, la necessità di ricucire lo stretto legame tra Francia e Germania, che fino ad allora erano state al centro della &amp;quot;patologia&amp;quot; dei rapporti tra i paesi europei.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All&#039;origine fu soprattutto un accordo di tipo economico: Robert Schuman propose di mettere l&#039;insieme della produzione franco-tedesca di carbone e acciaio sotto un&#039;alta autorità comune, nel quadro di un&#039;organizzazione alla quale avrebbero poi potuto aderire anche altri paesi. La dichiarazione rappresentò così l&#039;inizio del processo di cooperazione tra gli Stati europei, sebbene all&#039;inizio si trattasse soltanto di un&#039;unione di Stati e di cooperazione organizzativa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sorsero non solo diverse organizzazioni che operavano senza un reale collegamento tra loro, come l&#039;OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), l&#039;UEO (Unione europea occidentale) e la NATO (Organizzazione del Trattato dell&#039;Atlantico del Nord), ma anche le Comunità europee: dapprima, con il Trattato di Parigi, la CECA (Comunità europea del carbone e dell&#039;acciaio); quindi la CEE (Comunità economica europea) e la CEEA o EURATOM (Comunità europea dell&#039;energia atomica), entrambe nate il 25 marzo 1957 con la firma dei Trattati di Roma.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;accordo istitutivo della CECA scadeva dopo 50 anni dalla sua entrata in vigore, il 23 luglio 2002. A quella data, gli Stati membri hanno deciso di non rinnovarlo: l&#039;organizzazione si è quindi sciolta e le relative competenze sono state trasferite all&#039;Unione Europea. L&#039;EURATOM, invece, è ancora formalmente operante, sebbene svolga un ruolo marginale rispetto all&#039;Unione, pur non essendo giuridicamente assorbita da quest&#039;ultima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare, la creazione della Comunità economica europea,alla quale fu assegnato il compito di promuovere, mediante l&#039;instaurazione di un mercato comune e il graduale ravvicinamento delle politiche economiche degli Stati membri, uno sviluppo armonioso delle attività economiche nell&#039;insieme delle Comunità (art. 2 TCEE),segna il reale passaggio dalla cooperazione all&#039;integrazione. Per la prima volta venne introdotto un organo dotato di ampia indipendenza deliberativa rispetto agli Stati membri e con forti poteri decisionali nei confronti delle imprese del settore, eliminando le barriere commerciali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Successivamente, con il Trattato di Bruxelles del 1965, si creò il primo scheletro delle istituzioni così come sono oggi. Ciò avvenne fondendo gli esecutivi in un&#039;unica Commissione e un unico Consiglio, oltre a istituire un bilancio unico per le tre Comunità. L&#039;unificazione riguardava però solo gli organi, non le competenze, che restavano distinte: le Comunità continuavano infatti a esercitare poteri differenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== I trattati istitutivi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il trattato di Roma ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la firma del Trattato di Roma Francia,Germania,Italia,Belgio,Olanda e Lussemburgo posero la prima pietra della costruzione dell&#039;Unione Europea attraverso l&#039;istituzione della comunità economica europea. Questo trattato era costituito da 240 articoli,suddiviso in sei parti distinte e preceduto da un preambolo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* la prima parte era dedicata ai principi che avevano ispirato la comunità economica europea attraverso il mercato comune,l&#039;unione doganale e le politiche comuni;&lt;br /&gt;
* la secondo parte riguardava i fondamenti della comunità;essa comprendeva quattro titoli rispettivamente alla libera circolazione delle merci,all&#039;agricoltura ,alla libera circolazione delle persone,dei servizi e dei capitali e dei trasporti.&lt;br /&gt;
* la terza parte riguardava le politiche comuni e comprendeva quattro titoli relativi alle norme comuni,alla politica economica,alla politica sociale e alla banca europea degli investimenti;&lt;br /&gt;
* la quarta parte era dedicata all&#039;associazione dei paesi e dei territori d&#039;oltremare&lt;br /&gt;
* la quinta riguardava le istituzioni e includeva un titolo sulle disposizioni istituzionali e un&#039;altro sulle disposizioni finanziarie&lt;br /&gt;
* l&#039;ultima parte erano delle disposizioni generali e finali&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;intenzione degli Stati firmatari era di creare un mercato comune in cui fosse garantita una libera circolazione dei prodotti (merci e servizi) e dei fattori produttivi (capitale e lavoro), così da eliminare ogni barriera protezionistica e garantire agli Stati maggiori possibilità di espansione. In vista di questo obiettivo furono garantite quattro libertà fondamentali: la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A livello di politica economica, ciò si concretizzò in un regime liberista improntato al principio del mercato aperto e della libera concorrenza, senza il quale la libera circolazione non si sarebbe mai potuta attuare. Questi obbiettivi economici si sono poi realizzati in diverse tappe:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Unione doganale:&#039;&#039;&#039; avviata dal primo luglio 1968 ha comportato la soppressione dei dazi doganali all&#039;interno dell&#039;alora comunità e l&#039;applicazione di una tariffa doganale comune (TDC) applicata alle importazioni dei paesi terzi. Le restrizioni quantitative agli scambi sono state abolite il 31 dicembre 1960 tranne per quelle agricole dove le restrizioni sono state mantenute fino al 1974;&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Accordo di Shengen:&#039;&#039;&#039; è ciò che ha permesso l&#039;effettiva liberalizzazione della circolazione delle persone e la soppressione dei controlli alle frontiere interne tra gli Stati membri, in seguito alla firma avvenuta il 18 giugno 1985 tra Francia, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo e Germania. Successivamente hanno aderito anche gli altri paesi dell&#039;Unione Europea, sebbene attualmente ne siano momentaneamente esclusi Cipro, Croazia, Bulgaria e Romania, che dovrebbero entrare nei prossimi anni. Allo spazio Schengen hanno inoltre aderito anche paesi non UE come Norvegia, Svizzera, Islanda e Liechtenstein, mentre non ne fanno parte Irlanda e Regno Unito.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Atto unico europeo(AUE):&#039;&#039;&#039; fu firmato a Lussemburgo il 17 febbraio 1986 da nove Stati membri e il 28 febbraio 1986 da Danimarca, Italia e Grecia. Esso entrò in vigore il 1° luglio 1987 con l&#039;obiettivo di rilanciare il processo di costruzione europea e realizzare il mercato interno. L&#039;Atto Unico riprese alcuni temi che erano stati oggetto di precedenti trattative internazionali, riguardanti in particolare gli aspetti istituzionali e le politiche europee. Vennero modificati alcuni elementi del Trattato di Roma, attribuendo al Parlamento europeo un ruolo più incisivo e alla Commissione quello di mediatore tra Parlamento e Consiglio nello sviluppo della procedura di cooperazione (ex art. 252 del Trattato CE, antecedente al Trattato di Lisbona).  Tali modifiche valorizzarono il ruolo del Parlamento, assegnandogli il potere di pronunciarsi sull&#039;ammissione di nuovi Stati membri e di concludere accordi con associazioni di paesi terzi e con organizzazioni internazionali.  L&#039;Atto Unico Europeo sancì inoltre l&#039;esistenza del Consiglio europeo, pur senza precisarne compiutamente le competenze, istituzionalizzando di fatto i vertici periodici tra i capi di Stato e di governo.Furono inoltre gettate le basi del Tribunale di primo grado, con l&#039;obiettivo di snellire il carico di lavoro della Corte di Giustizia europea e di introdurre un doppio grado di giudizio, analogamente a quanto avviene nelle giurisdizioni nazionali.Inoltre, l&#039;Atto ha ampliato gli ambiti di competenza della Comunità, offrendo una base giuridica per l&#039;azione comune in settori quali il mercato interno, la politica monetaria, la politica sociale, l&#039;ambiente e la ricerca scientifica e tecnologica. Particolare rilievo venne attribuito alla convergenza delle politiche economiche e monetarie (art. 102A del TCE, introdotto dall&#039;Atto Unico Europeo). Per quanto riguarda la coesione economica e sociale, furono invece adottate politiche strutturali volte a ridurre il divario esistente tra le diverse regioni, al fine di colmare il ritardo di quelle più svantaggiate. Gli strumenti operativi individuati per raggiungere tale obiettivo furono i fondi strutturali. Pur rappresentando una tappa fondamentale nel processo di integrazione europea, l&#039;Atto evidenziò come per arrivare a un&#039;autentica Unione Europea fossero necessarie ulteriori riforme istituzionali, preparando il terreno per il successivo Trattato di Maastricht&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il trattato dell&#039; Unione Europea (o trattato di Maastricht) ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fu firmato a Maastricht il 7 febbraio 1992 dai 12 paesi che costituivano la comunità europea ed è entrato in vigore il 1 novembre 1993,è considerato la tappa decisiva per l&#039;affermazione politica-istituzionale dell&#039;Europa,sancendo la nascita dell&#039;Unione Europea.La conseguenza è stata una più larga cessione volontaria da parte degli stati-nazione membri di sovranità con l&#039;obbiettivo di favorire il potenziamento economico e una maggiore integrazione politica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare il trattato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;ha creato una nuova struttura a 3 pilastri:&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;sei nuovi settori:&#039;&#039;&#039; nuove politiche comuni (reti transeuropee,politica industriale,tutela dei consumatori,istruzione e formazione professionale,gioventù e cultura).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;unione monetaria:&#039;&#039;&#039; sono stati fissati i principi e le disposizioni per l&#039;introduzione dell&#039;Euro&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;procedura di codecisione:&#039;&#039;&#039; ciò che era stato già ideato nell&#039;AUE viene disciplinato,il Parlamento europeo ha ora il potere di adottare una serie di atti congiuntamente con il consiglio dell&#039;Unione Europea;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le fonti del diritto UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le istituzioni dell&#039;UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Attualità e critiche ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== L&#039;Unione Europea dalla prospettiva marxista ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Russofobia ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari1</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Unione_europea&amp;diff=6426</id>
		<title>Unione europea</title>
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		<updated>2026-03-15T11:11:26Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari1: /* Il trattato di Roma */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{S}}L&#039;unione europea è un&#039;istituzione politica sovranazionale dotata di personalità giuridica all&#039;interno del [[diritto internazionale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Principi e fondamenti giuridici ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;Unione europea è un&#039;organizzazione sovranazionale fondata su un insieme di principi politici e giuridici che regolano i rapporti tra gli Stati membri e le istituzioni comuni. Il suo ordinamento giuridico si è sviluppato progressivamente a partire dalla seconda metà del XX secolo con l’obiettivo dichiarato di promuovere la cooperazione economica, politica e sociale tra i paesi europei, garantendo al contempo stabilità, pace e tutela dei diritti fondamentali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I fondamenti giuridici dell&#039;Unione europea sono contenuti principalmente nei trattati istitutivi, che costituiscono la base dell’intero sistema normativo europeo. Questi trattati sono il risultato di un lungo processo di integrazione, iniziato con il Trattato di Roma del 1957 e successivamente sviluppato attraverso varie riforme, tra cui il Trattato di Maastricht del 1992 e il Trattato di Lisbona del 2007.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo percorso di integrazione, soprattutto negli anni successivi alla Seconda guerra mondiale, si sviluppò un ampio dibattito politico e giuridico riguardo alla forma istituzionale che avrebbe dovuto assumere il progetto europeo. Alcuni proponevano la creazione di una [[federazione]] sul modello di Stati federali già esistenti, come gli Stati Uniti; altri assumevano una posizione più prudente, preferendo una forma di cooperazione più limitata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La differenza principale risiedeva nel fatto che, mentre nella prospettiva federalista gli Stati membri trasferiscono una parte significativa della propria sovranità a un’autorità centrale dotata di poteri diretti sui cittadini,con un governo federale provvisto di ampie competenze legislative e una struttura istituzionale capace di adottare decisioni vincolanti per tutti gli Stati aderenti, nell’altra prospettiva l’integrazione avviene attraverso un’unione di Stati sovrani, in cui i governi nazionali continuano a mantenere la maggior parte dei propri poteri politici e giuridici. In questo secondo modello, per essere valida, l’unione deve basarsi su decisioni assunte all’unanimità tra gli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla fine, con l&#039;istituzione del Trattato di Maastricht e del Trattato di Lisbona, ha prevalso il secondo modello, trasformando quella che prima era semplicemente la Comunità economica europea in un&#039;entità dotata di un&#039;ampia personalità giuridica: l&#039;Unione europea.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uno dei principi fondamentali dell’ordinamento giuridico dell’Unione è il principio di attribuzione delle competenze. In base a questo principio, l’Unione può esercitare solo le competenze che gli Stati membri le hanno esplicitamente conferito attraverso i trattati. Tutte le competenze non attribuite all’Unione restano pertanto agli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altri principi come quello di principi di sussidiarietà e proporzionalità si sono sviluppati progressivamente nel corso del tempo, ma sono stati formalmente inseriti nei trattati negli anni Novanta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[principio di sussidarietà]] iniziò a comparire nel dibattito sull’integrazione europea già negli anni Settanta. Una prima formulazione esplicita si trova nel Rapporto Tindemans del 1975, che proponeva di attribuire alle istituzioni europee soltanto quelle competenze che gli Stati membri non erano in grado di esercitare efficacemente da soli. Successivamente il concetto fu ripreso in diversi progetti di riforma istituzionale negli anni Ottanta. Tuttavia, esso venne formalmente introdotto nel diritto dell’Unione europea con il Trattato di Maastricht del 1992, che lo inserì tra i principi fondamentali per regolare la ripartizione delle competenze tra l’Unione e gli Stati membri. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il principio di proporzionalità, invece, ha origini leggermente precedenti nel diritto comunitario. Esso era già stato elaborato nella giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea negli anni Settanta come criterio per controllare che le istituzioni comunitarie non adottassero misure eccessive rispetto agli obiettivi perseguiti. Anche questo principio fu poi riconosciuto esplicitamente nei trattati e consolidato con il Trattato di Maastricht del 1992, insieme al principio di sussidiarietà.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema giuridico dell’Unione europea si caratterizza inoltre per alcune peculiarità che lo distinguono dal diritto internazionale tradizionale. In particolare, la giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea ha affermato due principi fondamentali: il principio del primato del diritto dell’Unione e quello dell’effetto diretto. Il primato stabilisce che, in caso di conflitto, le norme del diritto dell’Unione prevalgono su quelle nazionali degli Stati membri. L’effetto diretto, invece, consente ai cittadini di invocare alcune norme europee direttamente davanti ai giudici nazionali senza la necessità di un recepimento nella legislazione interna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Storia ==&lt;br /&gt;
La fine della Seconda guerra mondiale vide l&#039;Europa fare i conti non solo con milioni di morti, ma anche con un&#039;economia in crisi, in un contesto geopolitico in cui USA e URSS erano risultate le principali vincitrici del conflitto. Alcuni intellettuali, politici e statisti, tra cui Robert Schuman (ministro degli Esteri francese), Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer (rispettivamente capi del governo italiano e tedesco), avviarono una strategia tesa all&#039;unificazione dell&#039;Europa. L&#039;obiettivo principale era impedire il riprodursi di situazioni politiche, economiche e militari che avevano portato il mondo al disastro della guerra. Si sottolineava, in particolare, la necessità di ricucire lo stretto legame tra Francia e Germania, che fino ad allora erano state al centro della &amp;quot;patologia&amp;quot; dei rapporti tra i paesi europei.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All&#039;origine fu soprattutto un accordo di tipo economico: Robert Schuman propose di mettere l&#039;insieme della produzione franco-tedesca di carbone e acciaio sotto un&#039;alta autorità comune, nel quadro di un&#039;organizzazione alla quale avrebbero poi potuto aderire anche altri paesi. La dichiarazione rappresentò così l&#039;inizio del processo di cooperazione tra gli Stati europei, sebbene all&#039;inizio si trattasse soltanto di un&#039;unione di Stati e di cooperazione organizzativa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sorsero non solo diverse organizzazioni che operavano senza un reale collegamento tra loro, come l&#039;OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), l&#039;UEO (Unione europea occidentale) e la NATO (Organizzazione del Trattato dell&#039;Atlantico del Nord), ma anche le Comunità europee: dapprima, con il Trattato di Parigi, la CECA (Comunità europea del carbone e dell&#039;acciaio); quindi la CEE (Comunità economica europea) e la CEEA o EURATOM (Comunità europea dell&#039;energia atomica), entrambe nate il 25 marzo 1957 con la firma dei Trattati di Roma.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;accordo istitutivo della CECA scadeva dopo 50 anni dalla sua entrata in vigore, il 23 luglio 2002. A quella data, gli Stati membri hanno deciso di non rinnovarlo: l&#039;organizzazione si è quindi sciolta e le relative competenze sono state trasferite all&#039;Unione Europea. L&#039;EURATOM, invece, è ancora formalmente operante, sebbene svolga un ruolo marginale rispetto all&#039;Unione, pur non essendo giuridicamente assorbita da quest&#039;ultima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare, la creazione della Comunità economica europea,alla quale fu assegnato il compito di promuovere, mediante l&#039;instaurazione di un mercato comune e il graduale ravvicinamento delle politiche economiche degli Stati membri, uno sviluppo armonioso delle attività economiche nell&#039;insieme delle Comunità (art. 2 TCEE),segna il reale passaggio dalla cooperazione all&#039;integrazione. Per la prima volta venne introdotto un organo dotato di ampia indipendenza deliberativa rispetto agli Stati membri e con forti poteri decisionali nei confronti delle imprese del settore, eliminando le barriere commerciali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Successivamente, con il Trattato di Bruxelles del 1965, si creò il primo scheletro delle istituzioni così come sono oggi. Ciò avvenne fondendo gli esecutivi in un&#039;unica Commissione e un unico Consiglio, oltre a istituire un bilancio unico per le tre Comunità. L&#039;unificazione riguardava però solo gli organi, non le competenze, che restavano distinte: le Comunità continuavano infatti a esercitare poteri differenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== I trattati istitutivi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il trattato di Roma ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la firma del Trattato di Roma Francia,Germania,Italia,Belgio,Olanda e Lussemburgo posero la prima pietra della costruzione dell&#039;Unione Europea attraverso l&#039;istituzione della comunità economica europea. Questo trattato era costituito da 240 articoli,suddiviso in sei parti distinte e preceduto da un preambolo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* la prima parte era dedicata ai principi che avevano ispirato la comunità economica europea attraverso il mercato comune,l&#039;unione doganale e le politiche comuni;&lt;br /&gt;
* la secondo parte riguardava i fondamenti della comunità;essa comprendeva quattro titoli rispettivamente alla libera circolazione delle merci,all&#039;agricoltura ,alla libera circolazione delle persone,dei servizi e dei capitali e dei trasporti.&lt;br /&gt;
* la terza parte riguardava le politiche comuni e comprendeva quattro titoli relativi alle norme comuni,alla politica economica,alla politica sociale e alla banca europea degli investimenti;&lt;br /&gt;
* la quarta parte era dedicata all&#039;associazione dei paesi e dei territori d&#039;oltremare&lt;br /&gt;
* la quinta riguardava le istituzioni e includeva un titolo sulle disposizioni istituzionali e un&#039;altro sulle disposizioni finanziarie&lt;br /&gt;
* l&#039;ultima parte erano delle disposizioni generali e finali&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;intenzione degli Stati firmatari era di creare un mercato comune in cui fosse garantita una libera circolazione dei prodotti (merci e servizi) e dei fattori produttivi (capitale e lavoro), così da eliminare ogni barriera protezionistica e garantire agli Stati maggiori possibilità di espansione. In vista di questo obiettivo furono garantite quattro libertà fondamentali: la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A livello di politica economica, ciò si concretizzò in un regime liberista improntato al principio del mercato aperto e della libera concorrenza, senza il quale la libera circolazione non si sarebbe mai potuta attuare. Questi obbiettivi economici si sono poi realizzati in diverse tappe:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Unione doganale:&#039;&#039;&#039; avviata dal primo luglio 1968 ha comportato la soppressione dei dazi doganali all&#039;interno dell&#039;alora comunità e l&#039;applicazione di una tariffa doganale comune (TDC) applicata alle importazioni dei paesi terzi. Le restrizioni quantitative agli scambi sono state abolite il 31 dicembre 1960 tranne per quelle agricole dove le restrizioni sono state mantenute fino al 1974;&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Accordo di Shengen:&#039;&#039;&#039; è ciò che ha permesso l&#039;effettiva liberalizzazione della circolazione delle persone e la soppressione dei controlli alle frontiere interne tra gli Stati membri, in seguito alla firma avvenuta il 18 giugno 1985 tra Francia, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo e Germania. Successivamente hanno aderito anche gli altri paesi dell&#039;Unione Europea, sebbene attualmente ne siano momentaneamente esclusi Cipro, Croazia, Bulgaria e Romania, che dovrebbero entrare nei prossimi anni. Allo spazio Schengen hanno inoltre aderito anche paesi non UE come Norvegia, Svizzera, Islanda e Liechtenstein, mentre non ne fanno parte Irlanda e Regno Unito.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Atto unico europeo(AUE):&#039;&#039;&#039; fu firmato a Lussemburgo il 17 febbraio 1986 da nove Stati membri e il 28 febbraio 1986 da Danimarca, Italia e Grecia. Esso entrò in vigore il 1° luglio 1987 con l&#039;obiettivo di rilanciare il processo di costruzione europea e realizzare il mercato interno. L&#039;Atto Unico riprese alcuni temi che erano stati oggetto di precedenti trattative internazionali, riguardanti in particolare gli aspetti istituzionali e le politiche europee. Vennero modificati alcuni elementi del Trattato di Roma, attribuendo al Parlamento europeo un ruolo più incisivo e alla Commissione quello di mediatore tra Parlamento e Consiglio nello sviluppo della procedura di cooperazione (ex art. 252 del Trattato CE, antecedente al Trattato di Lisbona).  Tali modifiche valorizzarono il ruolo del Parlamento, assegnandogli il potere di pronunciarsi sull&#039;ammissione di nuovi Stati membri e di concludere accordi con associazioni di paesi terzi e con organizzazioni internazionali.  L&#039;Atto Unico Europeo sancì inoltre l&#039;esistenza del Consiglio europeo, pur senza precisarne compiutamente le competenze, istituzionalizzando di fatto i vertici periodici tra i capi di Stato e di governo.Furono inoltre gettate le basi del Tribunale di primo grado, con l&#039;obiettivo di snellire il carico di lavoro della Corte di Giustizia europea e di introdurre un doppio grado di giudizio, analogamente a quanto avviene nelle giurisdizioni nazionali.Inoltre, l&#039;Atto ha ampliato gli ambiti di competenza della Comunità, offrendo una base giuridica per l&#039;azione comune in settori quali il mercato interno, la politica monetaria, la politica sociale, l&#039;ambiente e la ricerca scientifica e tecnologica. Particolare rilievo venne attribuito alla convergenza delle politiche economiche e monetarie (art. 102A del TCE, introdotto dall&#039;Atto Unico Europeo). Per quanto riguarda la coesione economica e sociale, furono invece adottate politiche strutturali volte a ridurre il divario esistente tra le diverse regioni, al fine di colmare il ritardo di quelle più svantaggiate. Gli strumenti operativi individuati per raggiungere tale obiettivo furono i fondi strutturali. Pur rappresentando una tappa fondamentale nel processo di integrazione europea, l&#039;Atto evidenziò come per arrivare a un&#039;autentica Unione Europea fossero necessarie ulteriori riforme istituzionali, preparando il terreno per il successivo Trattato di Maastricht&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il trattato dell&#039; Unione Europea (o trattato di Maastricht) ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le fonti del diritto UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le istituzioni dell&#039;UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Attualità e critiche ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== L&#039;Unione Europea dalla prospettiva marxista ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Russofobia ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari1</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Unione_europea&amp;diff=6425</id>
		<title>Unione europea</title>
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		<updated>2026-03-15T10:46:43Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari1: /* Il trattato di Roma */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{S}}L&#039;unione europea è un&#039;istituzione politica sovranazionale dotata di personalità giuridica all&#039;interno del [[diritto internazionale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Principi e fondamenti giuridici ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;Unione europea è un&#039;organizzazione sovranazionale fondata su un insieme di principi politici e giuridici che regolano i rapporti tra gli Stati membri e le istituzioni comuni. Il suo ordinamento giuridico si è sviluppato progressivamente a partire dalla seconda metà del XX secolo con l’obiettivo dichiarato di promuovere la cooperazione economica, politica e sociale tra i paesi europei, garantendo al contempo stabilità, pace e tutela dei diritti fondamentali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I fondamenti giuridici dell&#039;Unione europea sono contenuti principalmente nei trattati istitutivi, che costituiscono la base dell’intero sistema normativo europeo. Questi trattati sono il risultato di un lungo processo di integrazione, iniziato con il Trattato di Roma del 1957 e successivamente sviluppato attraverso varie riforme, tra cui il Trattato di Maastricht del 1992 e il Trattato di Lisbona del 2007.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo percorso di integrazione, soprattutto negli anni successivi alla Seconda guerra mondiale, si sviluppò un ampio dibattito politico e giuridico riguardo alla forma istituzionale che avrebbe dovuto assumere il progetto europeo. Alcuni proponevano la creazione di una [[federazione]] sul modello di Stati federali già esistenti, come gli Stati Uniti; altri assumevano una posizione più prudente, preferendo una forma di cooperazione più limitata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La differenza principale risiedeva nel fatto che, mentre nella prospettiva federalista gli Stati membri trasferiscono una parte significativa della propria sovranità a un’autorità centrale dotata di poteri diretti sui cittadini,con un governo federale provvisto di ampie competenze legislative e una struttura istituzionale capace di adottare decisioni vincolanti per tutti gli Stati aderenti, nell’altra prospettiva l’integrazione avviene attraverso un’unione di Stati sovrani, in cui i governi nazionali continuano a mantenere la maggior parte dei propri poteri politici e giuridici. In questo secondo modello, per essere valida, l’unione deve basarsi su decisioni assunte all’unanimità tra gli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla fine, con l&#039;istituzione del Trattato di Maastricht e del Trattato di Lisbona, ha prevalso il secondo modello, trasformando quella che prima era semplicemente la Comunità economica europea in un&#039;entità dotata di un&#039;ampia personalità giuridica: l&#039;Unione europea.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uno dei principi fondamentali dell’ordinamento giuridico dell’Unione è il principio di attribuzione delle competenze. In base a questo principio, l’Unione può esercitare solo le competenze che gli Stati membri le hanno esplicitamente conferito attraverso i trattati. Tutte le competenze non attribuite all’Unione restano pertanto agli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altri principi come quello di principi di sussidiarietà e proporzionalità si sono sviluppati progressivamente nel corso del tempo, ma sono stati formalmente inseriti nei trattati negli anni Novanta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[principio di sussidarietà]] iniziò a comparire nel dibattito sull’integrazione europea già negli anni Settanta. Una prima formulazione esplicita si trova nel Rapporto Tindemans del 1975, che proponeva di attribuire alle istituzioni europee soltanto quelle competenze che gli Stati membri non erano in grado di esercitare efficacemente da soli. Successivamente il concetto fu ripreso in diversi progetti di riforma istituzionale negli anni Ottanta. Tuttavia, esso venne formalmente introdotto nel diritto dell’Unione europea con il Trattato di Maastricht del 1992, che lo inserì tra i principi fondamentali per regolare la ripartizione delle competenze tra l’Unione e gli Stati membri. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il principio di proporzionalità, invece, ha origini leggermente precedenti nel diritto comunitario. Esso era già stato elaborato nella giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea negli anni Settanta come criterio per controllare che le istituzioni comunitarie non adottassero misure eccessive rispetto agli obiettivi perseguiti. Anche questo principio fu poi riconosciuto esplicitamente nei trattati e consolidato con il Trattato di Maastricht del 1992, insieme al principio di sussidiarietà.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema giuridico dell’Unione europea si caratterizza inoltre per alcune peculiarità che lo distinguono dal diritto internazionale tradizionale. In particolare, la giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea ha affermato due principi fondamentali: il principio del primato del diritto dell’Unione e quello dell’effetto diretto. Il primato stabilisce che, in caso di conflitto, le norme del diritto dell’Unione prevalgono su quelle nazionali degli Stati membri. L’effetto diretto, invece, consente ai cittadini di invocare alcune norme europee direttamente davanti ai giudici nazionali senza la necessità di un recepimento nella legislazione interna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Storia ==&lt;br /&gt;
La fine della Seconda guerra mondiale vide l&#039;Europa fare i conti non solo con milioni di morti, ma anche con un&#039;economia in crisi, in un contesto geopolitico in cui USA e URSS erano risultate le principali vincitrici del conflitto. Alcuni intellettuali, politici e statisti, tra cui Robert Schuman (ministro degli Esteri francese), Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer (rispettivamente capi del governo italiano e tedesco), avviarono una strategia tesa all&#039;unificazione dell&#039;Europa. L&#039;obiettivo principale era impedire il riprodursi di situazioni politiche, economiche e militari che avevano portato il mondo al disastro della guerra. Si sottolineava, in particolare, la necessità di ricucire lo stretto legame tra Francia e Germania, che fino ad allora erano state al centro della &amp;quot;patologia&amp;quot; dei rapporti tra i paesi europei.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All&#039;origine fu soprattutto un accordo di tipo economico: Robert Schuman propose di mettere l&#039;insieme della produzione franco-tedesca di carbone e acciaio sotto un&#039;alta autorità comune, nel quadro di un&#039;organizzazione alla quale avrebbero poi potuto aderire anche altri paesi. La dichiarazione rappresentò così l&#039;inizio del processo di cooperazione tra gli Stati europei, sebbene all&#039;inizio si trattasse soltanto di un&#039;unione di Stati e di cooperazione organizzativa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sorsero non solo diverse organizzazioni che operavano senza un reale collegamento tra loro, come l&#039;OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), l&#039;UEO (Unione europea occidentale) e la NATO (Organizzazione del Trattato dell&#039;Atlantico del Nord), ma anche le Comunità europee: dapprima, con il Trattato di Parigi, la CECA (Comunità europea del carbone e dell&#039;acciaio); quindi la CEE (Comunità economica europea) e la CEEA o EURATOM (Comunità europea dell&#039;energia atomica), entrambe nate il 25 marzo 1957 con la firma dei Trattati di Roma.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;accordo istitutivo della CECA scadeva dopo 50 anni dalla sua entrata in vigore, il 23 luglio 2002. A quella data, gli Stati membri hanno deciso di non rinnovarlo: l&#039;organizzazione si è quindi sciolta e le relative competenze sono state trasferite all&#039;Unione Europea. L&#039;EURATOM, invece, è ancora formalmente operante, sebbene svolga un ruolo marginale rispetto all&#039;Unione, pur non essendo giuridicamente assorbita da quest&#039;ultima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare, la creazione della Comunità economica europea,alla quale fu assegnato il compito di promuovere, mediante l&#039;instaurazione di un mercato comune e il graduale ravvicinamento delle politiche economiche degli Stati membri, uno sviluppo armonioso delle attività economiche nell&#039;insieme delle Comunità (art. 2 TCEE),segna il reale passaggio dalla cooperazione all&#039;integrazione. Per la prima volta venne introdotto un organo dotato di ampia indipendenza deliberativa rispetto agli Stati membri e con forti poteri decisionali nei confronti delle imprese del settore, eliminando le barriere commerciali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Successivamente, con il Trattato di Bruxelles del 1965, si creò il primo scheletro delle istituzioni così come sono oggi. Ciò avvenne fondendo gli esecutivi in un&#039;unica Commissione e un unico Consiglio, oltre a istituire un bilancio unico per le tre Comunità. L&#039;unificazione riguardava però solo gli organi, non le competenze, che restavano distinte: le Comunità continuavano infatti a esercitare poteri differenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== I trattati istitutivi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il trattato di Roma ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la firma del Trattato di Roma Francia,Germania,Italia,Belgio,Olanda e Lussemburgo posero la prima pietra della costruzione dell&#039;Unione Europea attraverso l&#039;istituzione della comunità economica europea. Questo trattato era costituito da 240 articoli,suddiviso in sei parti distinte e preceduto da un preambolo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* la prima parte era dedicata ai principi che avevano ispirato la comunità economica europea attraverso il mercato comune,l&#039;unione doganale e le politiche comuni;&lt;br /&gt;
* la secondo parte riguardava i fondamenti della comunità;essa comprendeva quattro titoli rispettivamente alla libera circolazione delle merci,all&#039;agricoltura ,alla libera circolazione delle persone,dei servizi e dei capitali e dei trasporti.&lt;br /&gt;
* la terza parte riguardava le politiche comuni e comprendeva quattro titoli relativi alle norme comuni,alla politica economica,alla politica sociale e alla banca europea degli investimenti;&lt;br /&gt;
* la quarta parte era dedicata all&#039;associazione dei paesi e dei territori d&#039;oltremare&lt;br /&gt;
* la quinta riguardava le istituzioni e includeva un titolo sulle disposizioni istituzionali e un&#039;altro sulle disposizioni finanziarie&lt;br /&gt;
* l&#039;ultima parte erano delle disposizioni generali e finali&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;intenzione degli Stati firmatari era di creare un mercato comune in cui fosse garantita una libera circolazione dei prodotti (merci e servizi) e dei fattori produttivi (capitale e lavoro), così da eliminare ogni barriera protezionistica e garantire agli Stati maggiori possibilità di espansione. In vista di questo obiettivo furono garantite quattro libertà fondamentali: la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A livello di politica economica, ciò si concretizzò in un regime liberista improntato al principio del mercato aperto e della libera concorrenza, senza il quale la libera circolazione non si sarebbe mai potuta attuare. Questi obbiettivi economici si sono poi realizzati in diverse tappe:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Unione doganale:&#039;&#039;&#039; avviata dal primo luglio 1968 ha comportato la soppressione dei dazi doganali all&#039;interno dell&#039;alora comunità e l&#039;applicazione di una tariffa doganale comune (TDC) applicata alle importazioni dei paesi terzi. Le restrizioni quantitative agli scambi sono state abolite il 31 dicembre 1960 tranne per quelle agricole dove le restrizioni sono state mantenute fino al 1974;&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Accordo di Shengen:&#039;&#039;&#039; è ciò che ha permesso l&#039;effettiva liberalizzazione della circolazione delle persone e la soppressione dei controlli alle frontiere interne tra gli Stati membri, in seguito alla firma avvenuta il 18 giugno 1985 tra Francia, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo e Germania. Successivamente hanno aderito anche gli altri paesi dell&#039;Unione Europea, sebbene attualmente ne siano momentaneamente esclusi Cipro, Croazia, Bulgaria e Romania, che dovrebbero entrare nei prossimi anni. Allo spazio Schengen hanno inoltre aderito anche paesi non UE come Norvegia, Svizzera, Islanda e Liechtenstein, mentre non ne fanno parte Irlanda e Regno Unito.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Atto unico europeo(AUE):&#039;&#039;&#039; fu firmato a Lussemburgo il 17 febbraio 1986 da nove Stati membri e il 28 febbraio 1986 da Danimarca, Italia e Grecia. Esso entrò in vigore il 1° luglio 1987 con l&#039;obiettivo di rilanciare il processo di costruzione europea e realizzare il mercato interno. L&#039;Atto Unico riprese alcuni temi che erano stati oggetto di precedenti trattative internazionali, riguardanti in particolare gli aspetti istituzionali e le politiche europee. Vennero modificati alcuni elementi del Trattato di Roma, attribuendo al Parlamento europeo un ruolo più incisivo e alla Commissione quello di mediatore tra Parlamento e Consiglio nello sviluppo della procedura di cooperazione (ex art. 252 del Trattato CE, antecedente al Trattato di Lisbona).  Tali modifiche valorizzarono il ruolo del Parlamento, assegnandogli il potere di pronunciarsi sull&#039;ammissione di nuovi Stati membri e di concludere accordi con associazioni di paesi terzi e con organizzazioni internazionali.  L&#039;Atto Unico Europeo sancì inoltre l&#039;esistenza del Consiglio europeo, pur senza precisarne compiutamente le competenze, istituzionalizzando di fatto i vertici periodici tra i capi di Stato e di governo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le fonti del diritto UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le istituzioni dell&#039;UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Attualità e critiche ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== L&#039;Unione Europea dalla prospettiva marxista ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Russofobia ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari1</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Discussione:Unione_europea&amp;diff=6424</id>
		<title>Discussione:Unione europea</title>
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		<updated>2026-03-15T10:17:21Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari1: /* GG */ Risposta&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;== GG ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Hai droppato un mega-argomentone. Farò i template appena avrò tempo. (la bandiera europea l&#039;avevo già caricata tempo fa. [[Utente:XalkasITA2K|XalkasITA2K]] ([[Discussioni utente:XalkasITA2K|discussioni]]) 21:01, 14 mar 2026 (CET)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
:Ok [[Utente:TramontiLunari1|TramontiLunari1]] ([[Discussioni utente:TramontiLunari1|discussioni]]) 11:17, 15 mar 2026 (CET)&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari1</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Unione_europea&amp;diff=6421</id>
		<title>Unione europea</title>
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		<updated>2026-03-14T16:05:09Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari1: /* Il trattato di Roma */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{S}}L&#039;unione europea è un&#039;istituzione politica sovranazionale dotata di personalità giuridica all&#039;interno del [[diritto internazionale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Principi e fondamenti giuridici ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;Unione europea è un&#039;organizzazione sovranazionale fondata su un insieme di principi politici e giuridici che regolano i rapporti tra gli Stati membri e le istituzioni comuni. Il suo ordinamento giuridico si è sviluppato progressivamente a partire dalla seconda metà del XX secolo con l’obiettivo dichiarato di promuovere la cooperazione economica, politica e sociale tra i paesi europei, garantendo al contempo stabilità, pace e tutela dei diritti fondamentali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I fondamenti giuridici dell&#039;Unione europea sono contenuti principalmente nei trattati istitutivi, che costituiscono la base dell’intero sistema normativo europeo. Questi trattati sono il risultato di un lungo processo di integrazione, iniziato con il Trattato di Roma del 1957 e successivamente sviluppato attraverso varie riforme, tra cui il Trattato di Maastricht del 1992 e il Trattato di Lisbona del 2007.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo percorso di integrazione, soprattutto negli anni successivi alla Seconda guerra mondiale, si sviluppò un ampio dibattito politico e giuridico riguardo alla forma istituzionale che avrebbe dovuto assumere il progetto europeo. Alcuni proponevano la creazione di una [[federazione]] sul modello di Stati federali già esistenti, come gli Stati Uniti; altri assumevano una posizione più prudente, preferendo una forma di cooperazione più limitata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La differenza principale risiedeva nel fatto che, mentre nella prospettiva federalista gli Stati membri trasferiscono una parte significativa della propria sovranità a un’autorità centrale dotata di poteri diretti sui cittadini,con un governo federale provvisto di ampie competenze legislative e una struttura istituzionale capace di adottare decisioni vincolanti per tutti gli Stati aderenti, nell’altra prospettiva l’integrazione avviene attraverso un’unione di Stati sovrani, in cui i governi nazionali continuano a mantenere la maggior parte dei propri poteri politici e giuridici. In questo secondo modello, per essere valida, l’unione deve basarsi su decisioni assunte all’unanimità tra gli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla fine, con l&#039;istituzione del Trattato di Maastricht e del Trattato di Lisbona, ha prevalso il secondo modello, trasformando quella che prima era semplicemente la Comunità economica europea in un&#039;entità dotata di un&#039;ampia personalità giuridica: l&#039;Unione europea.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uno dei principi fondamentali dell’ordinamento giuridico dell’Unione è il principio di attribuzione delle competenze. In base a questo principio, l’Unione può esercitare solo le competenze che gli Stati membri le hanno esplicitamente conferito attraverso i trattati. Tutte le competenze non attribuite all’Unione restano pertanto agli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altri principi come quello di principi di sussidiarietà e proporzionalità si sono sviluppati progressivamente nel corso del tempo, ma sono stati formalmente inseriti nei trattati negli anni Novanta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[principio di sussidarietà]] iniziò a comparire nel dibattito sull’integrazione europea già negli anni Settanta. Una prima formulazione esplicita si trova nel Rapporto Tindemans del 1975, che proponeva di attribuire alle istituzioni europee soltanto quelle competenze che gli Stati membri non erano in grado di esercitare efficacemente da soli. Successivamente il concetto fu ripreso in diversi progetti di riforma istituzionale negli anni Ottanta. Tuttavia, esso venne formalmente introdotto nel diritto dell’Unione europea con il Trattato di Maastricht del 1992, che lo inserì tra i principi fondamentali per regolare la ripartizione delle competenze tra l’Unione e gli Stati membri. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il principio di proporzionalità, invece, ha origini leggermente precedenti nel diritto comunitario. Esso era già stato elaborato nella giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea negli anni Settanta come criterio per controllare che le istituzioni comunitarie non adottassero misure eccessive rispetto agli obiettivi perseguiti. Anche questo principio fu poi riconosciuto esplicitamente nei trattati e consolidato con il Trattato di Maastricht del 1992, insieme al principio di sussidiarietà.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema giuridico dell’Unione europea si caratterizza inoltre per alcune peculiarità che lo distinguono dal diritto internazionale tradizionale. In particolare, la giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea ha affermato due principi fondamentali: il principio del primato del diritto dell’Unione e quello dell’effetto diretto. Il primato stabilisce che, in caso di conflitto, le norme del diritto dell’Unione prevalgono su quelle nazionali degli Stati membri. L’effetto diretto, invece, consente ai cittadini di invocare alcune norme europee direttamente davanti ai giudici nazionali senza la necessità di un recepimento nella legislazione interna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Storia ==&lt;br /&gt;
La fine della Seconda guerra mondiale vide l&#039;Europa fare i conti non solo con milioni di morti, ma anche con un&#039;economia in crisi, in un contesto geopolitico in cui USA e URSS erano risultate le principali vincitrici del conflitto. Alcuni intellettuali, politici e statisti, tra cui Robert Schuman (ministro degli Esteri francese), Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer (rispettivamente capi del governo italiano e tedesco), avviarono una strategia tesa all&#039;unificazione dell&#039;Europa. L&#039;obiettivo principale era impedire il riprodursi di situazioni politiche, economiche e militari che avevano portato il mondo al disastro della guerra. Si sottolineava, in particolare, la necessità di ricucire lo stretto legame tra Francia e Germania, che fino ad allora erano state al centro della &amp;quot;patologia&amp;quot; dei rapporti tra i paesi europei.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All&#039;origine fu soprattutto un accordo di tipo economico: Robert Schuman propose di mettere l&#039;insieme della produzione franco-tedesca di carbone e acciaio sotto un&#039;alta autorità comune, nel quadro di un&#039;organizzazione alla quale avrebbero poi potuto aderire anche altri paesi. La dichiarazione rappresentò così l&#039;inizio del processo di cooperazione tra gli Stati europei, sebbene all&#039;inizio si trattasse soltanto di un&#039;unione di Stati e di cooperazione organizzativa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sorsero non solo diverse organizzazioni che operavano senza un reale collegamento tra loro, come l&#039;OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), l&#039;UEO (Unione europea occidentale) e la NATO (Organizzazione del Trattato dell&#039;Atlantico del Nord), ma anche le Comunità europee: dapprima, con il Trattato di Parigi, la CECA (Comunità europea del carbone e dell&#039;acciaio); quindi la CEE (Comunità economica europea) e la CEEA o EURATOM (Comunità europea dell&#039;energia atomica), entrambe nate il 25 marzo 1957 con la firma dei Trattati di Roma.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;accordo istitutivo della CECA scadeva dopo 50 anni dalla sua entrata in vigore, il 23 luglio 2002. A quella data, gli Stati membri hanno deciso di non rinnovarlo: l&#039;organizzazione si è quindi sciolta e le relative competenze sono state trasferite all&#039;Unione Europea. L&#039;EURATOM, invece, è ancora formalmente operante, sebbene svolga un ruolo marginale rispetto all&#039;Unione, pur non essendo giuridicamente assorbita da quest&#039;ultima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare, la creazione della Comunità economica europea,alla quale fu assegnato il compito di promuovere, mediante l&#039;instaurazione di un mercato comune e il graduale ravvicinamento delle politiche economiche degli Stati membri, uno sviluppo armonioso delle attività economiche nell&#039;insieme delle Comunità (art. 2 TCEE),segna il reale passaggio dalla cooperazione all&#039;integrazione. Per la prima volta venne introdotto un organo dotato di ampia indipendenza deliberativa rispetto agli Stati membri e con forti poteri decisionali nei confronti delle imprese del settore, eliminando le barriere commerciali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Successivamente, con il Trattato di Bruxelles del 1965, si creò il primo scheletro delle istituzioni così come sono oggi. Ciò avvenne fondendo gli esecutivi in un&#039;unica Commissione e un unico Consiglio, oltre a istituire un bilancio unico per le tre Comunità. L&#039;unificazione riguardava però solo gli organi, non le competenze, che restavano distinte: le Comunità continuavano infatti a esercitare poteri differenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== I trattati istitutivi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il trattato di Roma ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la firma del Trattato di Roma Francia,Germania,Italia,Belgio,Olanda e Lussemburgo posero la prima pietra della costruzione dell&#039;Unione Europea attraverso l&#039;istituzione della comunità economica europea. Questo trattato era costituito da 240 articoli,suddiviso in sei parti distinte e preceduto da un preambolo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* la prima parte era dedicata ai principi che avevano ispirato la comunità economica europea attraverso il mercato comune,l&#039;unione doganale e le politiche comuni;&lt;br /&gt;
* la secondo parte riguardava i fondamenti della comunità;essa comprendeva quattro titoli rispettivamente alla libera circolazione delle merci,all&#039;agricoltura ,alla libera circolazione delle persone,dei servizi e dei capitali e dei trasporti.&lt;br /&gt;
* la terza parte riguardava le politiche comuni e comprendeva quattro titoli relativi alle norme comuni,alla politica economica,alla politica sociale e alla banca europea degli investimenti;&lt;br /&gt;
* la quarta parte era dedicata all&#039;associazione dei paesi e dei territori d&#039;oltremare&lt;br /&gt;
* la quinta riguardava le istituzioni e includeva un titolo sulle disposizioni istituzionali e un&#039;altro sulle disposizioni finanziarie&lt;br /&gt;
* l&#039;ultima parte erano delle disposizioni generali e finali&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;intenzione degli Stati firmatari era di creare un mercato comune in cui fosse garantita una libera circolazione dei prodotti (merci e servizi) e dei fattori produttivi (capitale e lavoro), così da eliminare ogni barriera protezionistica e garantire agli Stati maggiori possibilità di espansione. In vista di questo obiettivo furono garantite quattro libertà fondamentali: la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A livello di politica economica, ciò si concretizzò in un regime liberista improntato al principio del mercato aperto e della libera concorrenza, senza il quale la libera circolazione non si sarebbe mai potuta attuare. Questi obbiettivi economici si sono poi realizzati in diverse tappe:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Unione doganale:&#039;&#039;&#039; avviata dal primo luglio 1968 ha comportato la soppressione dei dazi doganali all&#039;interno dell&#039;alora comunità e l&#039;applicazione di una tariffa doganale comune (TDC) applicata alle importazioni dei paesi terzi. Le restrizioni quantitative agli scambi sono state abolite il 31 dicembre 1960 tranne per quelle agricole dove le restrizioni sono state mantenute fino al 1974;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le fonti del diritto UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le istituzioni dell&#039;UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Attualità e critiche ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== L&#039;Unione Europea dalla prospettiva marxista ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Russofobia ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari1</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Unione_europea&amp;diff=6420</id>
		<title>Unione europea</title>
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		<updated>2026-03-14T15:41:52Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari1: /* Il trattato di Roma */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{S}}L&#039;unione europea è un&#039;istituzione politica sovranazionale dotata di personalità giuridica all&#039;interno del [[diritto internazionale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Principi e fondamenti giuridici ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;Unione europea è un&#039;organizzazione sovranazionale fondata su un insieme di principi politici e giuridici che regolano i rapporti tra gli Stati membri e le istituzioni comuni. Il suo ordinamento giuridico si è sviluppato progressivamente a partire dalla seconda metà del XX secolo con l’obiettivo dichiarato di promuovere la cooperazione economica, politica e sociale tra i paesi europei, garantendo al contempo stabilità, pace e tutela dei diritti fondamentali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I fondamenti giuridici dell&#039;Unione europea sono contenuti principalmente nei trattati istitutivi, che costituiscono la base dell’intero sistema normativo europeo. Questi trattati sono il risultato di un lungo processo di integrazione, iniziato con il Trattato di Roma del 1957 e successivamente sviluppato attraverso varie riforme, tra cui il Trattato di Maastricht del 1992 e il Trattato di Lisbona del 2007.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo percorso di integrazione, soprattutto negli anni successivi alla Seconda guerra mondiale, si sviluppò un ampio dibattito politico e giuridico riguardo alla forma istituzionale che avrebbe dovuto assumere il progetto europeo. Alcuni proponevano la creazione di una [[federazione]] sul modello di Stati federali già esistenti, come gli Stati Uniti; altri assumevano una posizione più prudente, preferendo una forma di cooperazione più limitata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La differenza principale risiedeva nel fatto che, mentre nella prospettiva federalista gli Stati membri trasferiscono una parte significativa della propria sovranità a un’autorità centrale dotata di poteri diretti sui cittadini,con un governo federale provvisto di ampie competenze legislative e una struttura istituzionale capace di adottare decisioni vincolanti per tutti gli Stati aderenti, nell’altra prospettiva l’integrazione avviene attraverso un’unione di Stati sovrani, in cui i governi nazionali continuano a mantenere la maggior parte dei propri poteri politici e giuridici. In questo secondo modello, per essere valida, l’unione deve basarsi su decisioni assunte all’unanimità tra gli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla fine, con l&#039;istituzione del Trattato di Maastricht e del Trattato di Lisbona, ha prevalso il secondo modello, trasformando quella che prima era semplicemente la Comunità economica europea in un&#039;entità dotata di un&#039;ampia personalità giuridica: l&#039;Unione europea.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uno dei principi fondamentali dell’ordinamento giuridico dell’Unione è il principio di attribuzione delle competenze. In base a questo principio, l’Unione può esercitare solo le competenze che gli Stati membri le hanno esplicitamente conferito attraverso i trattati. Tutte le competenze non attribuite all’Unione restano pertanto agli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altri principi come quello di principi di sussidiarietà e proporzionalità si sono sviluppati progressivamente nel corso del tempo, ma sono stati formalmente inseriti nei trattati negli anni Novanta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[principio di sussidarietà]] iniziò a comparire nel dibattito sull’integrazione europea già negli anni Settanta. Una prima formulazione esplicita si trova nel Rapporto Tindemans del 1975, che proponeva di attribuire alle istituzioni europee soltanto quelle competenze che gli Stati membri non erano in grado di esercitare efficacemente da soli. Successivamente il concetto fu ripreso in diversi progetti di riforma istituzionale negli anni Ottanta. Tuttavia, esso venne formalmente introdotto nel diritto dell’Unione europea con il Trattato di Maastricht del 1992, che lo inserì tra i principi fondamentali per regolare la ripartizione delle competenze tra l’Unione e gli Stati membri. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il principio di proporzionalità, invece, ha origini leggermente precedenti nel diritto comunitario. Esso era già stato elaborato nella giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea negli anni Settanta come criterio per controllare che le istituzioni comunitarie non adottassero misure eccessive rispetto agli obiettivi perseguiti. Anche questo principio fu poi riconosciuto esplicitamente nei trattati e consolidato con il Trattato di Maastricht del 1992, insieme al principio di sussidiarietà.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema giuridico dell’Unione europea si caratterizza inoltre per alcune peculiarità che lo distinguono dal diritto internazionale tradizionale. In particolare, la giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea ha affermato due principi fondamentali: il principio del primato del diritto dell’Unione e quello dell’effetto diretto. Il primato stabilisce che, in caso di conflitto, le norme del diritto dell’Unione prevalgono su quelle nazionali degli Stati membri. L’effetto diretto, invece, consente ai cittadini di invocare alcune norme europee direttamente davanti ai giudici nazionali senza la necessità di un recepimento nella legislazione interna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Storia ==&lt;br /&gt;
La fine della Seconda guerra mondiale vide l&#039;Europa fare i conti non solo con milioni di morti, ma anche con un&#039;economia in crisi, in un contesto geopolitico in cui USA e URSS erano risultate le principali vincitrici del conflitto. Alcuni intellettuali, politici e statisti, tra cui Robert Schuman (ministro degli Esteri francese), Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer (rispettivamente capi del governo italiano e tedesco), avviarono una strategia tesa all&#039;unificazione dell&#039;Europa. L&#039;obiettivo principale era impedire il riprodursi di situazioni politiche, economiche e militari che avevano portato il mondo al disastro della guerra. Si sottolineava, in particolare, la necessità di ricucire lo stretto legame tra Francia e Germania, che fino ad allora erano state al centro della &amp;quot;patologia&amp;quot; dei rapporti tra i paesi europei.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All&#039;origine fu soprattutto un accordo di tipo economico: Robert Schuman propose di mettere l&#039;insieme della produzione franco-tedesca di carbone e acciaio sotto un&#039;alta autorità comune, nel quadro di un&#039;organizzazione alla quale avrebbero poi potuto aderire anche altri paesi. La dichiarazione rappresentò così l&#039;inizio del processo di cooperazione tra gli Stati europei, sebbene all&#039;inizio si trattasse soltanto di un&#039;unione di Stati e di cooperazione organizzativa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sorsero non solo diverse organizzazioni che operavano senza un reale collegamento tra loro, come l&#039;OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), l&#039;UEO (Unione europea occidentale) e la NATO (Organizzazione del Trattato dell&#039;Atlantico del Nord), ma anche le Comunità europee: dapprima, con il Trattato di Parigi, la CECA (Comunità europea del carbone e dell&#039;acciaio); quindi la CEE (Comunità economica europea) e la CEEA o EURATOM (Comunità europea dell&#039;energia atomica), entrambe nate il 25 marzo 1957 con la firma dei Trattati di Roma.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;accordo istitutivo della CECA scadeva dopo 50 anni dalla sua entrata in vigore, il 23 luglio 2002. A quella data, gli Stati membri hanno deciso di non rinnovarlo: l&#039;organizzazione si è quindi sciolta e le relative competenze sono state trasferite all&#039;Unione Europea. L&#039;EURATOM, invece, è ancora formalmente operante, sebbene svolga un ruolo marginale rispetto all&#039;Unione, pur non essendo giuridicamente assorbita da quest&#039;ultima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare, la creazione della Comunità economica europea,alla quale fu assegnato il compito di promuovere, mediante l&#039;instaurazione di un mercato comune e il graduale ravvicinamento delle politiche economiche degli Stati membri, uno sviluppo armonioso delle attività economiche nell&#039;insieme delle Comunità (art. 2 TCEE),segna il reale passaggio dalla cooperazione all&#039;integrazione. Per la prima volta venne introdotto un organo dotato di ampia indipendenza deliberativa rispetto agli Stati membri e con forti poteri decisionali nei confronti delle imprese del settore, eliminando le barriere commerciali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Successivamente, con il Trattato di Bruxelles del 1965, si creò il primo scheletro delle istituzioni così come sono oggi. Ciò avvenne fondendo gli esecutivi in un&#039;unica Commissione e un unico Consiglio, oltre a istituire un bilancio unico per le tre Comunità. L&#039;unificazione riguardava però solo gli organi, non le competenze, che restavano distinte: le Comunità continuavano infatti a esercitare poteri differenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== I trattati istitutivi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il trattato di Roma ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la firma del Trattato di Roma Francia,Germania,Italia,Belgio,Olanda e Lussemburgo posero la prima pietra della costruzione dell&#039;Unione Europea attraverso l&#039;istituzione della comunità economica europea. Questo trattato era costituito da 240 articoli,suddiviso in sei parti distinte e preceduto da un preambolo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* la prima parte era dedicata ai principi che avevano ispirato la comunità economica europea attraverso il mercato comune,l&#039;unione doganale e le politiche comuni;&lt;br /&gt;
* la secondo parte riguardava i fondamenti della comunità;essa comprendeva quattro titoli rispettivamente alla libera circolazione delle merci,all&#039;agricoltura ,alla libera circolazione delle persone,dei servizi e dei capitali e dei trasporti.&lt;br /&gt;
* la terza parte riguardava le politiche comuni e comprendeva quattro titoli relativi alle norme comuni,alla politica economica,alla politica sociale e alla banca europea degli investimenti;&lt;br /&gt;
* la quarta parte era dedicata all&#039;associazione dei paesi e dei territori d&#039;oltremare&lt;br /&gt;
* la quinta riguardava le istituzioni e includeva un titolo sulle disposizioni istituzionali e un&#039;altro sulle disposizioni finanziarie&lt;br /&gt;
* l&#039;ultima parte erano delle disposizioni generali e finali&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;intenzione degli Stati firmatari era di creare un mercato comune in cui fosse garantita una libera circolazione dei prodotti (merci e servizi) e dei fattori produttivi (capitale e lavoro), così da eliminare ogni barriera protezionistica e garantire agli Stati maggiori possibilità di espansione. In vista di questo obiettivo furono garantite quattro libertà fondamentali: la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A livello di politica economica, ciò si concretizzò in un regime liberista improntato al principio del mercato aperto e della libera concorrenza, senza il quale la libera circolazione non si sarebbe mai potuta attuare. Questi obbiettivi economici si sono poi realizzati in diverse tappe:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Unione doganale:&#039;&#039;&#039; avviata dal primo luglio 1968 ha comportato la soppressione dei dazi doganali all&#039;interno dell&#039;alora comunità e l&#039;applicazione di una tariffa doganale comune (TDC) applicata alle importazioni dei paesi terzi. Le restrizioni quantitative agli scambi sono state abolite il 31 dicembre 1960 tranne per quelle agricoli dove le restrizioni sono state mantenute fino al 1974;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le fonti del diritto UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le istituzioni dell&#039;UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Attualità e critiche ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== L&#039;Unione Europea dalla prospettiva marxista ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Russofobia ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari1</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Unione_europea&amp;diff=6419</id>
		<title>Unione europea</title>
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		<updated>2026-03-14T15:40:51Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari1: /* Il trattato di Roma */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{S}}L&#039;unione europea è un&#039;istituzione politica sovranazionale dotata di personalità giuridica all&#039;interno del [[diritto internazionale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Principi e fondamenti giuridici ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;Unione europea è un&#039;organizzazione sovranazionale fondata su un insieme di principi politici e giuridici che regolano i rapporti tra gli Stati membri e le istituzioni comuni. Il suo ordinamento giuridico si è sviluppato progressivamente a partire dalla seconda metà del XX secolo con l’obiettivo dichiarato di promuovere la cooperazione economica, politica e sociale tra i paesi europei, garantendo al contempo stabilità, pace e tutela dei diritti fondamentali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I fondamenti giuridici dell&#039;Unione europea sono contenuti principalmente nei trattati istitutivi, che costituiscono la base dell’intero sistema normativo europeo. Questi trattati sono il risultato di un lungo processo di integrazione, iniziato con il Trattato di Roma del 1957 e successivamente sviluppato attraverso varie riforme, tra cui il Trattato di Maastricht del 1992 e il Trattato di Lisbona del 2007.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo percorso di integrazione, soprattutto negli anni successivi alla Seconda guerra mondiale, si sviluppò un ampio dibattito politico e giuridico riguardo alla forma istituzionale che avrebbe dovuto assumere il progetto europeo. Alcuni proponevano la creazione di una [[federazione]] sul modello di Stati federali già esistenti, come gli Stati Uniti; altri assumevano una posizione più prudente, preferendo una forma di cooperazione più limitata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La differenza principale risiedeva nel fatto che, mentre nella prospettiva federalista gli Stati membri trasferiscono una parte significativa della propria sovranità a un’autorità centrale dotata di poteri diretti sui cittadini,con un governo federale provvisto di ampie competenze legislative e una struttura istituzionale capace di adottare decisioni vincolanti per tutti gli Stati aderenti, nell’altra prospettiva l’integrazione avviene attraverso un’unione di Stati sovrani, in cui i governi nazionali continuano a mantenere la maggior parte dei propri poteri politici e giuridici. In questo secondo modello, per essere valida, l’unione deve basarsi su decisioni assunte all’unanimità tra gli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla fine, con l&#039;istituzione del Trattato di Maastricht e del Trattato di Lisbona, ha prevalso il secondo modello, trasformando quella che prima era semplicemente la Comunità economica europea in un&#039;entità dotata di un&#039;ampia personalità giuridica: l&#039;Unione europea.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uno dei principi fondamentali dell’ordinamento giuridico dell’Unione è il principio di attribuzione delle competenze. In base a questo principio, l’Unione può esercitare solo le competenze che gli Stati membri le hanno esplicitamente conferito attraverso i trattati. Tutte le competenze non attribuite all’Unione restano pertanto agli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altri principi come quello di principi di sussidiarietà e proporzionalità si sono sviluppati progressivamente nel corso del tempo, ma sono stati formalmente inseriti nei trattati negli anni Novanta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[principio di sussidarietà]] iniziò a comparire nel dibattito sull’integrazione europea già negli anni Settanta. Una prima formulazione esplicita si trova nel Rapporto Tindemans del 1975, che proponeva di attribuire alle istituzioni europee soltanto quelle competenze che gli Stati membri non erano in grado di esercitare efficacemente da soli. Successivamente il concetto fu ripreso in diversi progetti di riforma istituzionale negli anni Ottanta. Tuttavia, esso venne formalmente introdotto nel diritto dell’Unione europea con il Trattato di Maastricht del 1992, che lo inserì tra i principi fondamentali per regolare la ripartizione delle competenze tra l’Unione e gli Stati membri. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il principio di proporzionalità, invece, ha origini leggermente precedenti nel diritto comunitario. Esso era già stato elaborato nella giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea negli anni Settanta come criterio per controllare che le istituzioni comunitarie non adottassero misure eccessive rispetto agli obiettivi perseguiti. Anche questo principio fu poi riconosciuto esplicitamente nei trattati e consolidato con il Trattato di Maastricht del 1992, insieme al principio di sussidiarietà.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema giuridico dell’Unione europea si caratterizza inoltre per alcune peculiarità che lo distinguono dal diritto internazionale tradizionale. In particolare, la giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea ha affermato due principi fondamentali: il principio del primato del diritto dell’Unione e quello dell’effetto diretto. Il primato stabilisce che, in caso di conflitto, le norme del diritto dell’Unione prevalgono su quelle nazionali degli Stati membri. L’effetto diretto, invece, consente ai cittadini di invocare alcune norme europee direttamente davanti ai giudici nazionali senza la necessità di un recepimento nella legislazione interna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Storia ==&lt;br /&gt;
La fine della Seconda guerra mondiale vide l&#039;Europa fare i conti non solo con milioni di morti, ma anche con un&#039;economia in crisi, in un contesto geopolitico in cui USA e URSS erano risultate le principali vincitrici del conflitto. Alcuni intellettuali, politici e statisti, tra cui Robert Schuman (ministro degli Esteri francese), Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer (rispettivamente capi del governo italiano e tedesco), avviarono una strategia tesa all&#039;unificazione dell&#039;Europa. L&#039;obiettivo principale era impedire il riprodursi di situazioni politiche, economiche e militari che avevano portato il mondo al disastro della guerra. Si sottolineava, in particolare, la necessità di ricucire lo stretto legame tra Francia e Germania, che fino ad allora erano state al centro della &amp;quot;patologia&amp;quot; dei rapporti tra i paesi europei.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All&#039;origine fu soprattutto un accordo di tipo economico: Robert Schuman propose di mettere l&#039;insieme della produzione franco-tedesca di carbone e acciaio sotto un&#039;alta autorità comune, nel quadro di un&#039;organizzazione alla quale avrebbero poi potuto aderire anche altri paesi. La dichiarazione rappresentò così l&#039;inizio del processo di cooperazione tra gli Stati europei, sebbene all&#039;inizio si trattasse soltanto di un&#039;unione di Stati e di cooperazione organizzativa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sorsero non solo diverse organizzazioni che operavano senza un reale collegamento tra loro, come l&#039;OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), l&#039;UEO (Unione europea occidentale) e la NATO (Organizzazione del Trattato dell&#039;Atlantico del Nord), ma anche le Comunità europee: dapprima, con il Trattato di Parigi, la CECA (Comunità europea del carbone e dell&#039;acciaio); quindi la CEE (Comunità economica europea) e la CEEA o EURATOM (Comunità europea dell&#039;energia atomica), entrambe nate il 25 marzo 1957 con la firma dei Trattati di Roma.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;accordo istitutivo della CECA scadeva dopo 50 anni dalla sua entrata in vigore, il 23 luglio 2002. A quella data, gli Stati membri hanno deciso di non rinnovarlo: l&#039;organizzazione si è quindi sciolta e le relative competenze sono state trasferite all&#039;Unione Europea. L&#039;EURATOM, invece, è ancora formalmente operante, sebbene svolga un ruolo marginale rispetto all&#039;Unione, pur non essendo giuridicamente assorbita da quest&#039;ultima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare, la creazione della Comunità economica europea,alla quale fu assegnato il compito di promuovere, mediante l&#039;instaurazione di un mercato comune e il graduale ravvicinamento delle politiche economiche degli Stati membri, uno sviluppo armonioso delle attività economiche nell&#039;insieme delle Comunità (art. 2 TCEE),segna il reale passaggio dalla cooperazione all&#039;integrazione. Per la prima volta venne introdotto un organo dotato di ampia indipendenza deliberativa rispetto agli Stati membri e con forti poteri decisionali nei confronti delle imprese del settore, eliminando le barriere commerciali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Successivamente, con il Trattato di Bruxelles del 1965, si creò il primo scheletro delle istituzioni così come sono oggi. Ciò avvenne fondendo gli esecutivi in un&#039;unica Commissione e un unico Consiglio, oltre a istituire un bilancio unico per le tre Comunità. L&#039;unificazione riguardava però solo gli organi, non le competenze, che restavano distinte: le Comunità continuavano infatti a esercitare poteri differenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== I trattati istitutivi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il trattato di Roma ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la firma del Trattato di Roma Francia,Germania,Italia,Belgio,Olanda e Lussemburgo posero la prima pietra della costruzione dell&#039;Unione Europea attraverso l&#039;istituzione della comunità economica europea. Questo trattato era costituito da 240 articoli,suddiviso in sei parti distinte e preceduto da un preambolo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* la prima parte era dedicata ai principi che avevano ispirato la comunità economica europea attraverso il mercato comune,l&#039;unione doganale e le politiche comuni;&lt;br /&gt;
* la secondo parte riguardava i fondamenti della comunità;essa comprendeva quattro titoli rispettivamente alla libera circolazione delle merci,all&#039;agricoltura ,alla libera circolazione delle persone,dei servizi e dei capitali e dei trasporti.&lt;br /&gt;
* la terza parte riguardava le politiche comuni e comprendeva quattro titoli relativi alle norme comuni,alla politica economica,alla politica sociale e alla banca europea degli investimenti;&lt;br /&gt;
* la quarta parte era dedicata all&#039;associazione dei paesi e dei territori d&#039;oltremare&lt;br /&gt;
* la quinta riguardava le istituzioni e includeva un titolo sulle disposizioni istituzionali e un&#039;altro sulle disposizioni finanziarie&lt;br /&gt;
* l&#039;ultima parte erano delle disposizioni generali e finali&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;intenzione degli Stati firmatari era di creare un mercato comune in cui fosse garantita una libera circolazione dei prodotti (merci e servizi) e dei fattori produttivi (capitale e lavoro), così da eliminare ogni barriera protezionistica e garantire agli Stati maggiori possibilità di espansione. In vista di questo obiettivo furono garantite quattro libertà fondamentali: la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A livello di politica economica, ciò si concretizzò in un regime liberista improntato al principio del mercato aperto e della libera concorrenza, senza il quale la libera circolazione non si sarebbe mai potuta attuare. Questa integrazione economica si è poi realizzata in diverse tappe:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Unione doganale:&#039;&#039;&#039; avviata dal primo luglio 1968 ha comportato la soppressione dei dazi doganali all&#039;interno dell&#039;alora comunità e l&#039;applicazione di una tariffa doganale comune (TDC) applicata alle importazioni dei paesi terzi. Le restrizioni quantitative agli scambi sono state abolite il 31 dicembre 1960 tranne per quelle agricoli dove le restrizioni sono state mantenute fino al 1974;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le fonti del diritto UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le istituzioni dell&#039;UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Attualità e critiche ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== L&#039;Unione Europea dalla prospettiva marxista ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Russofobia ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari1</name></author>
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		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Unione_europea&amp;diff=6418</id>
		<title>Unione europea</title>
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		<updated>2026-03-14T14:36:19Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari1: /* I trattati istitutivi */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{S}}L&#039;unione europea è un&#039;istituzione politica sovranazionale dotata di personalità giuridica all&#039;interno del [[diritto internazionale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Principi e fondamenti giuridici ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;Unione europea è un&#039;organizzazione sovranazionale fondata su un insieme di principi politici e giuridici che regolano i rapporti tra gli Stati membri e le istituzioni comuni. Il suo ordinamento giuridico si è sviluppato progressivamente a partire dalla seconda metà del XX secolo con l’obiettivo dichiarato di promuovere la cooperazione economica, politica e sociale tra i paesi europei, garantendo al contempo stabilità, pace e tutela dei diritti fondamentali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I fondamenti giuridici dell&#039;Unione europea sono contenuti principalmente nei trattati istitutivi, che costituiscono la base dell’intero sistema normativo europeo. Questi trattati sono il risultato di un lungo processo di integrazione, iniziato con il Trattato di Roma del 1957 e successivamente sviluppato attraverso varie riforme, tra cui il Trattato di Maastricht del 1992 e il Trattato di Lisbona del 2007.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo percorso di integrazione, soprattutto negli anni successivi alla Seconda guerra mondiale, si sviluppò un ampio dibattito politico e giuridico riguardo alla forma istituzionale che avrebbe dovuto assumere il progetto europeo. Alcuni proponevano la creazione di una [[federazione]] sul modello di Stati federali già esistenti, come gli Stati Uniti; altri assumevano una posizione più prudente, preferendo una forma di cooperazione più limitata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La differenza principale risiedeva nel fatto che, mentre nella prospettiva federalista gli Stati membri trasferiscono una parte significativa della propria sovranità a un’autorità centrale dotata di poteri diretti sui cittadini,con un governo federale provvisto di ampie competenze legislative e una struttura istituzionale capace di adottare decisioni vincolanti per tutti gli Stati aderenti, nell’altra prospettiva l’integrazione avviene attraverso un’unione di Stati sovrani, in cui i governi nazionali continuano a mantenere la maggior parte dei propri poteri politici e giuridici. In questo secondo modello, per essere valida, l’unione deve basarsi su decisioni assunte all’unanimità tra gli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla fine, con l&#039;istituzione del Trattato di Maastricht e del Trattato di Lisbona, ha prevalso il secondo modello, trasformando quella che prima era semplicemente la Comunità economica europea in un&#039;entità dotata di un&#039;ampia personalità giuridica: l&#039;Unione europea.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uno dei principi fondamentali dell’ordinamento giuridico dell’Unione è il principio di attribuzione delle competenze. In base a questo principio, l’Unione può esercitare solo le competenze che gli Stati membri le hanno esplicitamente conferito attraverso i trattati. Tutte le competenze non attribuite all’Unione restano pertanto agli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altri principi come quello di principi di sussidiarietà e proporzionalità si sono sviluppati progressivamente nel corso del tempo, ma sono stati formalmente inseriti nei trattati negli anni Novanta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[principio di sussidarietà]] iniziò a comparire nel dibattito sull’integrazione europea già negli anni Settanta. Una prima formulazione esplicita si trova nel Rapporto Tindemans del 1975, che proponeva di attribuire alle istituzioni europee soltanto quelle competenze che gli Stati membri non erano in grado di esercitare efficacemente da soli. Successivamente il concetto fu ripreso in diversi progetti di riforma istituzionale negli anni Ottanta. Tuttavia, esso venne formalmente introdotto nel diritto dell’Unione europea con il Trattato di Maastricht del 1992, che lo inserì tra i principi fondamentali per regolare la ripartizione delle competenze tra l’Unione e gli Stati membri. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il principio di proporzionalità, invece, ha origini leggermente precedenti nel diritto comunitario. Esso era già stato elaborato nella giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea negli anni Settanta come criterio per controllare che le istituzioni comunitarie non adottassero misure eccessive rispetto agli obiettivi perseguiti. Anche questo principio fu poi riconosciuto esplicitamente nei trattati e consolidato con il Trattato di Maastricht del 1992, insieme al principio di sussidiarietà.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema giuridico dell’Unione europea si caratterizza inoltre per alcune peculiarità che lo distinguono dal diritto internazionale tradizionale. In particolare, la giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea ha affermato due principi fondamentali: il principio del primato del diritto dell’Unione e quello dell’effetto diretto. Il primato stabilisce che, in caso di conflitto, le norme del diritto dell’Unione prevalgono su quelle nazionali degli Stati membri. L’effetto diretto, invece, consente ai cittadini di invocare alcune norme europee direttamente davanti ai giudici nazionali senza la necessità di un recepimento nella legislazione interna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Storia ==&lt;br /&gt;
La fine della Seconda guerra mondiale vide l&#039;Europa fare i conti non solo con milioni di morti, ma anche con un&#039;economia in crisi, in un contesto geopolitico in cui USA e URSS erano risultate le principali vincitrici del conflitto. Alcuni intellettuali, politici e statisti, tra cui Robert Schuman (ministro degli Esteri francese), Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer (rispettivamente capi del governo italiano e tedesco), avviarono una strategia tesa all&#039;unificazione dell&#039;Europa. L&#039;obiettivo principale era impedire il riprodursi di situazioni politiche, economiche e militari che avevano portato il mondo al disastro della guerra. Si sottolineava, in particolare, la necessità di ricucire lo stretto legame tra Francia e Germania, che fino ad allora erano state al centro della &amp;quot;patologia&amp;quot; dei rapporti tra i paesi europei.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All&#039;origine fu soprattutto un accordo di tipo economico: Robert Schuman propose di mettere l&#039;insieme della produzione franco-tedesca di carbone e acciaio sotto un&#039;alta autorità comune, nel quadro di un&#039;organizzazione alla quale avrebbero poi potuto aderire anche altri paesi. La dichiarazione rappresentò così l&#039;inizio del processo di cooperazione tra gli Stati europei, sebbene all&#039;inizio si trattasse soltanto di un&#039;unione di Stati e di cooperazione organizzativa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sorsero non solo diverse organizzazioni che operavano senza un reale collegamento tra loro, come l&#039;OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), l&#039;UEO (Unione europea occidentale) e la NATO (Organizzazione del Trattato dell&#039;Atlantico del Nord), ma anche le Comunità europee: dapprima, con il Trattato di Parigi, la CECA (Comunità europea del carbone e dell&#039;acciaio); quindi la CEE (Comunità economica europea) e la CEEA o EURATOM (Comunità europea dell&#039;energia atomica), entrambe nate il 25 marzo 1957 con la firma dei Trattati di Roma.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;accordo istitutivo della CECA scadeva dopo 50 anni dalla sua entrata in vigore, il 23 luglio 2002. A quella data, gli Stati membri hanno deciso di non rinnovarlo: l&#039;organizzazione si è quindi sciolta e le relative competenze sono state trasferite all&#039;Unione Europea. L&#039;EURATOM, invece, è ancora formalmente operante, sebbene svolga un ruolo marginale rispetto all&#039;Unione, pur non essendo giuridicamente assorbita da quest&#039;ultima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare, la creazione della Comunità economica europea,alla quale fu assegnato il compito di promuovere, mediante l&#039;instaurazione di un mercato comune e il graduale ravvicinamento delle politiche economiche degli Stati membri, uno sviluppo armonioso delle attività economiche nell&#039;insieme delle Comunità (art. 2 TCEE),segna il reale passaggio dalla cooperazione all&#039;integrazione. Per la prima volta venne introdotto un organo dotato di ampia indipendenza deliberativa rispetto agli Stati membri e con forti poteri decisionali nei confronti delle imprese del settore, eliminando le barriere commerciali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Successivamente, con il Trattato di Bruxelles del 1965, si creò il primo scheletro delle istituzioni così come sono oggi. Ciò avvenne fondendo gli esecutivi in un&#039;unica Commissione e un unico Consiglio, oltre a istituire un bilancio unico per le tre Comunità. L&#039;unificazione riguardava però solo gli organi, non le competenze, che restavano distinte: le Comunità continuavano infatti a esercitare poteri differenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== I trattati istitutivi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il trattato di Roma ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la firma del Trattato di Roma Francia,Germania,Italia,Belgio,Olanda e Lussemburgo posero la prima pietra della costruzione dell&#039;Unione Europea attraverso l&#039;istituzione della comunità economica europea. Questo trattato era costituito da 240 articoli,suddiviso in sei parti distinte e preceduto da un preambolo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* la prima parte era dedicata ai principi che avevano ispirato la comunità economica europea attraverso il mercato comune,l&#039;unione doganale e le politiche comuni;&lt;br /&gt;
* la secondo parte riguardava i fondamenti della comunità;essa comprendeva quattro titoli rispettivamente alla libera circolazione delle merci,all&#039;agricoltura ,alla libera circolazione delle persone,dei servizi e dei capitali e dei trasporti.&lt;br /&gt;
* la terza parte riguardava le politiche comuni e comprendeva quattro titoli relativi alle norme comuni,alla politica economica,alla politica sociale e alla banca europea degli investimenti;&lt;br /&gt;
* la quarta parte era dedicata all&#039;associazione dei paesi e dei territori d&#039;oltremare&lt;br /&gt;
* la quinta riguardava le istituzioni e includeva un titolo sulle disposizioni istituzionali e un&#039;altro sulle disposizioni finanziarie&lt;br /&gt;
* l&#039;ultima parte erano delle disposizioni generali e finali&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le fonti del diritto UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le istituzioni dell&#039;UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Attualità e critiche ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== L&#039;Unione Europea dalla prospettiva marxista ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Russofobia ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari1</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Unione_europea&amp;diff=6417</id>
		<title>Unione europea</title>
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		<updated>2026-03-14T14:01:02Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari1: /* Storia */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{S}}L&#039;unione europea è un&#039;istituzione politica sovranazionale dotata di personalità giuridica all&#039;interno del [[diritto internazionale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Principi e fondamenti giuridici ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;Unione europea è un&#039;organizzazione sovranazionale fondata su un insieme di principi politici e giuridici che regolano i rapporti tra gli Stati membri e le istituzioni comuni. Il suo ordinamento giuridico si è sviluppato progressivamente a partire dalla seconda metà del XX secolo con l’obiettivo dichiarato di promuovere la cooperazione economica, politica e sociale tra i paesi europei, garantendo al contempo stabilità, pace e tutela dei diritti fondamentali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I fondamenti giuridici dell&#039;Unione europea sono contenuti principalmente nei trattati istitutivi, che costituiscono la base dell’intero sistema normativo europeo. Questi trattati sono il risultato di un lungo processo di integrazione, iniziato con il Trattato di Roma del 1957 e successivamente sviluppato attraverso varie riforme, tra cui il Trattato di Maastricht del 1992 e il Trattato di Lisbona del 2007.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo percorso di integrazione, soprattutto negli anni successivi alla Seconda guerra mondiale, si sviluppò un ampio dibattito politico e giuridico riguardo alla forma istituzionale che avrebbe dovuto assumere il progetto europeo. Alcuni proponevano la creazione di una [[federazione]] sul modello di Stati federali già esistenti, come gli Stati Uniti; altri assumevano una posizione più prudente, preferendo una forma di cooperazione più limitata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La differenza principale risiedeva nel fatto che, mentre nella prospettiva federalista gli Stati membri trasferiscono una parte significativa della propria sovranità a un’autorità centrale dotata di poteri diretti sui cittadini,con un governo federale provvisto di ampie competenze legislative e una struttura istituzionale capace di adottare decisioni vincolanti per tutti gli Stati aderenti, nell’altra prospettiva l’integrazione avviene attraverso un’unione di Stati sovrani, in cui i governi nazionali continuano a mantenere la maggior parte dei propri poteri politici e giuridici. In questo secondo modello, per essere valida, l’unione deve basarsi su decisioni assunte all’unanimità tra gli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla fine, con l&#039;istituzione del Trattato di Maastricht e del Trattato di Lisbona, ha prevalso il secondo modello, trasformando quella che prima era semplicemente la Comunità economica europea in un&#039;entità dotata di un&#039;ampia personalità giuridica: l&#039;Unione europea.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uno dei principi fondamentali dell’ordinamento giuridico dell’Unione è il principio di attribuzione delle competenze. In base a questo principio, l’Unione può esercitare solo le competenze che gli Stati membri le hanno esplicitamente conferito attraverso i trattati. Tutte le competenze non attribuite all’Unione restano pertanto agli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altri principi come quello di principi di sussidiarietà e proporzionalità si sono sviluppati progressivamente nel corso del tempo, ma sono stati formalmente inseriti nei trattati negli anni Novanta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[principio di sussidarietà]] iniziò a comparire nel dibattito sull’integrazione europea già negli anni Settanta. Una prima formulazione esplicita si trova nel Rapporto Tindemans del 1975, che proponeva di attribuire alle istituzioni europee soltanto quelle competenze che gli Stati membri non erano in grado di esercitare efficacemente da soli. Successivamente il concetto fu ripreso in diversi progetti di riforma istituzionale negli anni Ottanta. Tuttavia, esso venne formalmente introdotto nel diritto dell’Unione europea con il Trattato di Maastricht del 1992, che lo inserì tra i principi fondamentali per regolare la ripartizione delle competenze tra l’Unione e gli Stati membri. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il principio di proporzionalità, invece, ha origini leggermente precedenti nel diritto comunitario. Esso era già stato elaborato nella giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea negli anni Settanta come criterio per controllare che le istituzioni comunitarie non adottassero misure eccessive rispetto agli obiettivi perseguiti. Anche questo principio fu poi riconosciuto esplicitamente nei trattati e consolidato con il Trattato di Maastricht del 1992, insieme al principio di sussidiarietà.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema giuridico dell’Unione europea si caratterizza inoltre per alcune peculiarità che lo distinguono dal diritto internazionale tradizionale. In particolare, la giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea ha affermato due principi fondamentali: il principio del primato del diritto dell’Unione e quello dell’effetto diretto. Il primato stabilisce che, in caso di conflitto, le norme del diritto dell’Unione prevalgono su quelle nazionali degli Stati membri. L’effetto diretto, invece, consente ai cittadini di invocare alcune norme europee direttamente davanti ai giudici nazionali senza la necessità di un recepimento nella legislazione interna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Storia ==&lt;br /&gt;
La fine della Seconda guerra mondiale vide l&#039;Europa fare i conti non solo con milioni di morti, ma anche con un&#039;economia in crisi, in un contesto geopolitico in cui USA e URSS erano risultate le principali vincitrici del conflitto. Alcuni intellettuali, politici e statisti, tra cui Robert Schuman (ministro degli Esteri francese), Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer (rispettivamente capi del governo italiano e tedesco), avviarono una strategia tesa all&#039;unificazione dell&#039;Europa. L&#039;obiettivo principale era impedire il riprodursi di situazioni politiche, economiche e militari che avevano portato il mondo al disastro della guerra. Si sottolineava, in particolare, la necessità di ricucire lo stretto legame tra Francia e Germania, che fino ad allora erano state al centro della &amp;quot;patologia&amp;quot; dei rapporti tra i paesi europei.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All&#039;origine fu soprattutto un accordo di tipo economico: Robert Schuman propose di mettere l&#039;insieme della produzione franco-tedesca di carbone e acciaio sotto un&#039;alta autorità comune, nel quadro di un&#039;organizzazione alla quale avrebbero poi potuto aderire anche altri paesi. La dichiarazione rappresentò così l&#039;inizio del processo di cooperazione tra gli Stati europei, sebbene all&#039;inizio si trattasse soltanto di un&#039;unione di Stati e di cooperazione organizzativa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sorsero non solo diverse organizzazioni che operavano senza un reale collegamento tra loro, come l&#039;OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), l&#039;UEO (Unione europea occidentale) e la NATO (Organizzazione del Trattato dell&#039;Atlantico del Nord), ma anche le Comunità europee: dapprima, con il Trattato di Parigi, la CECA (Comunità europea del carbone e dell&#039;acciaio); quindi la CEE (Comunità economica europea) e la CEEA o EURATOM (Comunità europea dell&#039;energia atomica), entrambe nate il 25 marzo 1957 con la firma dei Trattati di Roma.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;accordo istitutivo della CECA scadeva dopo 50 anni dalla sua entrata in vigore, il 23 luglio 2002. A quella data, gli Stati membri hanno deciso di non rinnovarlo: l&#039;organizzazione si è quindi sciolta e le relative competenze sono state trasferite all&#039;Unione Europea. L&#039;EURATOM, invece, è ancora formalmente operante, sebbene svolga un ruolo marginale rispetto all&#039;Unione, pur non essendo giuridicamente assorbita da quest&#039;ultima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare, la creazione della Comunità economica europea,alla quale fu assegnato il compito di promuovere, mediante l&#039;instaurazione di un mercato comune e il graduale ravvicinamento delle politiche economiche degli Stati membri, uno sviluppo armonioso delle attività economiche nell&#039;insieme delle Comunità (art. 2 TCEE),segna il reale passaggio dalla cooperazione all&#039;integrazione. Per la prima volta venne introdotto un organo dotato di ampia indipendenza deliberativa rispetto agli Stati membri e con forti poteri decisionali nei confronti delle imprese del settore, eliminando le barriere commerciali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Successivamente, con il Trattato di Bruxelles del 1965, si creò il primo scheletro delle istituzioni così come sono oggi. Ciò avvenne fondendo gli esecutivi in un&#039;unica Commissione e un unico Consiglio, oltre a istituire un bilancio unico per le tre Comunità. L&#039;unificazione riguardava però solo gli organi, non le competenze, che restavano distinte: le Comunità continuavano infatti a esercitare poteri differenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== I trattati istitutivi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le fonti del diritto UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le istituzioni dell&#039;UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Attualità e critiche ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== L&#039;Unione Europea dalla prospettiva marxista ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Russofobia ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari1</name></author>
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		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Unione_europea&amp;diff=6416</id>
		<title>Unione europea</title>
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		<updated>2026-03-14T13:02:54Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari1: /* Principi e fondamenti giuridici */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{S}}L&#039;unione europea è un&#039;istituzione politica sovranazionale dotata di personalità giuridica all&#039;interno del [[diritto internazionale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Principi e fondamenti giuridici ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;Unione europea è un&#039;organizzazione sovranazionale fondata su un insieme di principi politici e giuridici che regolano i rapporti tra gli Stati membri e le istituzioni comuni. Il suo ordinamento giuridico si è sviluppato progressivamente a partire dalla seconda metà del XX secolo con l’obiettivo dichiarato di promuovere la cooperazione economica, politica e sociale tra i paesi europei, garantendo al contempo stabilità, pace e tutela dei diritti fondamentali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I fondamenti giuridici dell&#039;Unione europea sono contenuti principalmente nei trattati istitutivi, che costituiscono la base dell’intero sistema normativo europeo. Questi trattati sono il risultato di un lungo processo di integrazione, iniziato con il Trattato di Roma del 1957 e successivamente sviluppato attraverso varie riforme, tra cui il Trattato di Maastricht del 1992 e il Trattato di Lisbona del 2007.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo percorso di integrazione, soprattutto negli anni successivi alla Seconda guerra mondiale, si sviluppò un ampio dibattito politico e giuridico riguardo alla forma istituzionale che avrebbe dovuto assumere il progetto europeo. Alcuni proponevano la creazione di una [[federazione]] sul modello di Stati federali già esistenti, come gli Stati Uniti; altri assumevano una posizione più prudente, preferendo una forma di cooperazione più limitata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La differenza principale risiedeva nel fatto che, mentre nella prospettiva federalista gli Stati membri trasferiscono una parte significativa della propria sovranità a un’autorità centrale dotata di poteri diretti sui cittadini,con un governo federale provvisto di ampie competenze legislative e una struttura istituzionale capace di adottare decisioni vincolanti per tutti gli Stati aderenti, nell’altra prospettiva l’integrazione avviene attraverso un’unione di Stati sovrani, in cui i governi nazionali continuano a mantenere la maggior parte dei propri poteri politici e giuridici. In questo secondo modello, per essere valida, l’unione deve basarsi su decisioni assunte all’unanimità tra gli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla fine, con l&#039;istituzione del Trattato di Maastricht e del Trattato di Lisbona, ha prevalso il secondo modello, trasformando quella che prima era semplicemente la Comunità economica europea in un&#039;entità dotata di un&#039;ampia personalità giuridica: l&#039;Unione europea.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uno dei principi fondamentali dell’ordinamento giuridico dell’Unione è il principio di attribuzione delle competenze. In base a questo principio, l’Unione può esercitare solo le competenze che gli Stati membri le hanno esplicitamente conferito attraverso i trattati. Tutte le competenze non attribuite all’Unione restano pertanto agli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altri principi come quello di principi di sussidiarietà e proporzionalità si sono sviluppati progressivamente nel corso del tempo, ma sono stati formalmente inseriti nei trattati negli anni Novanta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[principio di sussidarietà]] iniziò a comparire nel dibattito sull’integrazione europea già negli anni Settanta. Una prima formulazione esplicita si trova nel Rapporto Tindemans del 1975, che proponeva di attribuire alle istituzioni europee soltanto quelle competenze che gli Stati membri non erano in grado di esercitare efficacemente da soli. Successivamente il concetto fu ripreso in diversi progetti di riforma istituzionale negli anni Ottanta. Tuttavia, esso venne formalmente introdotto nel diritto dell’Unione europea con il Trattato di Maastricht del 1992, che lo inserì tra i principi fondamentali per regolare la ripartizione delle competenze tra l’Unione e gli Stati membri. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il principio di proporzionalità, invece, ha origini leggermente precedenti nel diritto comunitario. Esso era già stato elaborato nella giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea negli anni Settanta come criterio per controllare che le istituzioni comunitarie non adottassero misure eccessive rispetto agli obiettivi perseguiti. Anche questo principio fu poi riconosciuto esplicitamente nei trattati e consolidato con il Trattato di Maastricht del 1992, insieme al principio di sussidiarietà.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema giuridico dell’Unione europea si caratterizza inoltre per alcune peculiarità che lo distinguono dal diritto internazionale tradizionale. In particolare, la giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea ha affermato due principi fondamentali: il principio del primato del diritto dell’Unione e quello dell’effetto diretto. Il primato stabilisce che, in caso di conflitto, le norme del diritto dell’Unione prevalgono su quelle nazionali degli Stati membri. L’effetto diretto, invece, consente ai cittadini di invocare alcune norme europee direttamente davanti ai giudici nazionali senza la necessità di un recepimento nella legislazione interna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Storia ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== I trattati istitutivi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le fonti del diritto UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le istituzioni dell&#039;UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Attualità e critiche ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== L&#039;Unione Europea dalla prospettiva marxista ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Russofobia ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari1</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Unione_europea&amp;diff=6415</id>
		<title>Unione europea</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Unione_europea&amp;diff=6415"/>
		<updated>2026-03-14T10:39:37Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari1: /* Principi e fondamenti giuridici */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{S}}L&#039;unione europea è un&#039;istituzione politica sovranazionale dotata di personalità giuridica all&#039;interno del [[diritto internazionale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Principi e fondamenti giuridici ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;Unione europea è un&#039;organizzazione sovranazionale fondata su un insieme di principi politici e giuridici che regolano i rapporti tra gli Stati membri e le istituzioni comuni. Il suo ordinamento giuridico si è sviluppato progressivamente a partire dalla seconda metà del XX secolo con l’obiettivo dichiarato di promuovere la cooperazione economica, politica e sociale tra i paesi europei, garantendo al contempo stabilità, pace e tutela dei diritti fondamentali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I fondamenti giuridici dell&#039;Unione europea sono contenuti principalmente nei trattati istitutivi, che costituiscono la base dell’intero sistema normativo europeo. Questi trattati sono il risultato di un lungo processo di integrazione, iniziato con il Trattato di Roma del 1957 e successivamente sviluppato attraverso varie riforme, tra cui il Trattato di Maastricht del 1992 e il Trattato di Lisbona del 2007.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo percorso di integrazione, soprattutto negli anni successivi alla Seconda guerra mondiale, si sviluppò un ampio dibattito politico e giuridico riguardo alla forma istituzionale che avrebbe dovuto assumere il progetto europeo. Alcuni proponevano la creazione di una [[federazione]] sul modello di Stati federali già esistenti, come gli Stati Uniti; altri assumevano una posizione più prudente, preferendo una forma di cooperazione più limitata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La differenza principale risiedeva nel fatto che, mentre nella prospettiva federalista gli Stati membri trasferiscono una parte significativa della propria sovranità a un’autorità centrale dotata di poteri diretti sui cittadini,con un governo federale provvisto di ampie competenze legislative e una struttura istituzionale capace di adottare decisioni vincolanti per tutti gli Stati aderenti, nell’altra prospettiva l’integrazione avviene attraverso un’unione di Stati sovrani, in cui i governi nazionali continuano a mantenere la maggior parte dei propri poteri politici e giuridici. In questo secondo modello, per essere valida, l’unione deve basarsi su decisioni assunte all’unanimità tra gli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla fine, con l&#039;istituzione del Trattato di Maastricht e del Trattato di Lisbona, ha prevalso il secondo modello, trasformando quella che prima era semplicemente la Comunità economica europea in un&#039;entità dotata di un&#039;ampia personalità giuridica: l&#039;Unione europea.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uno dei principi fondamentali dell’ordinamento giuridico dell’Unione è il principio di attribuzione delle competenze. In base a questo principio, l’Unione può esercitare solo le competenze che gli Stati membri le hanno esplicitamente conferito attraverso i trattati. Tutte le competenze non attribuite all’Unione restano pertanto agli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Storia ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== I trattati istitutivi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le fonti del diritto UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le istituzioni dell&#039;UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Attualità e critiche ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== L&#039;Unione Europea dalla prospettiva marxista ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Russofobia ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari1</name></author>
	</entry>
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		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Unione_europea&amp;diff=6414</id>
		<title>Unione europea</title>
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		<updated>2026-03-14T09:59:35Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari1: /* Principi e fondamenti giuridici */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{S}}L&#039;unione europea è un&#039;istituzione politica sovranazionale dotata di personalità giuridica all&#039;interno del [[diritto internazionale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Principi e fondamenti giuridici ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;Unione europea è un&#039;organizzazione sovranazionale fondata su un insieme di principi politici e giuridici che regolano i rapporti tra gli Stati membri e le istituzioni comuni. Il suo ordinamento giuridico si è sviluppato progressivamente a partire dalla seconda metà del XX secolo con l’obiettivo dichiarato di promuovere la cooperazione economica, politica e sociale tra i paesi europei, garantendo al contempo stabilità, pace e tutela dei diritti fondamentali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I fondamenti giuridici dell&#039;Unione europea sono contenuti principalmente nei trattati istitutivi, che costituiscono la base dell’intero sistema normativo europeo. Questi trattati sono il risultato di un lungo processo di integrazione, iniziato con il Trattato di Roma del 1957 e successivamente sviluppato attraverso varie riforme, tra cui il Trattato di Maastricht del 1992 e il Trattato di Lisbona del 2007.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo percorso di integrazione, soprattutto negli anni successivi alla Seconda guerra mondiale, si sviluppò un ampio dibattito politico e giuridico riguardo alla forma istituzionale che avrebbe dovuto assumere il progetto europeo. Alcuni proponevano la creazione di una [[federazione]] sul modello di Stati federali già esistenti, come gli Stati Uniti; altri assumevano una posizione più prudente, preferendo una forma di cooperazione più limitata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La differenza principale risiedeva nel fatto che, mentre nella prospettiva federalista gli Stati membri trasferiscono una parte significativa della propria sovranità a un’autorità centrale dotata di poteri diretti sui cittadini,con un governo federale provvisto di ampie competenze legislative e una struttura istituzionale capace di adottare decisioni vincolanti per tutti gli Stati aderenti, nell’altra prospettiva l’integrazione avviene attraverso un’unione di Stati sovrani, in cui i governi nazionali continuano a mantenere la maggior parte dei propri poteri politici e giuridici. In questo secondo modello, per essere valida, l’unione deve basarsi su decisioni assunte all’unanimità tra gli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Storia ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== I trattati istitutivi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le fonti del diritto UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le istituzioni dell&#039;UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Attualità e critiche ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== L&#039;Unione Europea dalla prospettiva marxista ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Russofobia ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari1</name></author>
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		<title>Unione europea</title>
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		<updated>2026-03-14T09:58:07Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari1: /* Principi e fondamenti giuridici */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{S}}L&#039;unione europea è un&#039;istituzione politica sovranazionale dotata di personalità giuridica all&#039;interno del [[diritto internazionale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Principi e fondamenti giuridici ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;Unione europea è un&#039;organizzazione sovranazionale fondata su un insieme di principi politici e giuridici che regolano i rapporti tra gli Stati membri e le istituzioni comuni. Il suo ordinamento giuridico si è sviluppato progressivamente a partire dalla seconda metà del XX secolo con l’obiettivo dichiarato di promuovere la cooperazione economica, politica e sociale tra i paesi europei, garantendo al contempo stabilità, pace e tutela dei diritti fondamentali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I fondamenti giuridici dell&#039;Unione europea sono contenuti principalmente nei trattati istitutivi, che costituiscono la base dell’intero sistema normativo europeo. Questi trattati sono il risultato di un lungo processo di integrazione, iniziato con il Trattato di Roma del 1957 e successivamente sviluppato attraverso varie riforme, tra cui il Trattato di Maastricht del 1992 e il Trattato di Lisbona del 2007.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo percorso di integrazione, soprattutto negli anni successivi alla Seconda guerra mondiale, si sviluppò un ampio dibattito politico e giuridico riguardo alla forma istituzionale che avrebbe dovuto assumere il progetto europeo. Alcuni proponevano la creazione di una [[federazione]] sul modello di Stati federali già esistenti, come gli Stati Uniti; altri assumevano una posizione più prudente, preferendo una forma di cooperazione più limitata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La differenza principale risiedeva nel fatto che, mentre nella prospettiva federalista gli Stati membri trasferiscono una parte significativa della propria sovranità a un’autorità centrale dotata di poteri diretti sui cittadini,con un governo federale provvisto di ampie competenze legislative e una struttura istituzionale capace di adottare decisioni vincolanti per tutti gli Stati aderenti,, nell’altra prospettiva l’integrazione avviene attraverso un’unione di Stati sovrani, in cui i governi nazionali continuano a mantenere la maggior parte dei propri poteri politici e giuridici. In questo secondo modello, per essere valida, l’unione deve basarsi su decisioni assunte all’unanimità tra gli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Storia ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== I trattati istitutivi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le fonti del diritto UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le istituzioni dell&#039;UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Attualità e critiche ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== L&#039;Unione Europea dalla prospettiva marxista ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Russofobia ==&lt;/div&gt;</summary>
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		<updated>2026-03-14T09:38:39Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari1: /* Principi e fondamenti giuridici */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{S}}L&#039;unione europea è un&#039;istituzione politica sovranazionale dotata di personalità giuridica all&#039;interno del [[diritto internazionale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Principi e fondamenti giuridici ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’&#039;&#039;&#039;Unione europea&#039;&#039;&#039; è un’organizzazione sovranazionale fondata su un insieme di principi politici e giuridici che regolano i rapporti tra gli Stati membri e le istituzioni comuni. Il suo ordinamento giuridico si è sviluppato progressivamente a partire dalla seconda metà del XX secolo con l’obiettivo dichiarato di promuovere la cooperazione economica, politica e sociale tra i paesi europei, garantendo al tempo stesso stabilità, pace e tutela dei diritti fondamentali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I fondamenti giuridici dell’Unione europea sono contenuti principalmente nei trattati istitutivi, che costituiscono la base dell’intero sistema normativo europeo.Questi trattati sono il risultato di un lungo processo di integrazione iniziato con il Trattato di Roma del 1957 e successivamente sviluppato attraverso varie riforme, tra cui il Trattato di Maastricht del 1992 e il Trattato di Lisbona del 2007.In questo processo di integrazione, soprattutto negli anni successivi alla Seconda guerra mondiale, si sviluppò un ampio dibattito politico e giuridico riguardo alla forma istituzionale che avrebbe dovuto assumere il progetto europeo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Storia ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== I trattati istitutivi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le fonti del diritto UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le istituzioni dell&#039;UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Attualità e critiche ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== L&#039;Unione Europea dalla prospettiva marxista ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Russofobia ==&lt;/div&gt;</summary>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari1: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{S}}L&#039;unione europea è un&#039;istituzione politica sovranazionale dotata di personalità giuridica all&#039;interno del [[diritto internazionale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Principi e fondamenti giuridici ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Storia ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== I trattati istitutivi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le fonti del diritto UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le istituzioni dell&#039;UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== L&#039;Unione Europea dalla prospettiva marxista ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Russofobia ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari1</name></author>
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		<updated>2026-03-14T09:15:16Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari1: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;L&#039;unione europea è un&#039;istituzione politica sovranazionale dotata di personalità giuridica all&#039;interno del [[diritto internazionale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Principi e fondamenti giuridici ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Storia ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== I trattati istitutivi ==&lt;br /&gt;
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== Le fonti del diritto UE ==&lt;br /&gt;
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== Le istituzioni dell&#039;UE ==&lt;br /&gt;
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== L&#039;Unione Europea dalla prospettiva marxista ==&lt;br /&gt;
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== Russofobia ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari1</name></author>
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		<title>Unione europea</title>
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		<updated>2026-03-14T09:09:56Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari1: Creata pagina con &amp;quot;L&amp;#039;unione europea è un&amp;#039;istituzione politica sovranazionale dotata di personalità giuridica all&amp;#039;interno del diritto internazionale&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;L&#039;unione europea è un&#039;istituzione politica sovranazionale dotata di personalità giuridica all&#039;interno del [[diritto internazionale]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari1</name></author>
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		<title>Universo</title>
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		<updated>2026-03-14T08:20:16Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari1: /* La soluzione geometrica: l’universo ad anello */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;L&amp;lt;nowiki&amp;gt;&#039;&amp;lt;/nowiki&amp;gt;&#039;&#039;&#039;Universo&#039;&#039;&#039; è un concetto che, sia in [[astronomia]] che in [[filosofia]], ha sempre avuto un carattere onnicomprensivo, senza però mai ricevere una definizione precisa. La ragione principale risiede nel fatto che, sebbene esso permei la nostra realtà, gran parte della sua materia ci è invisibile, sfuggendo ai nostri sensi. Etimologicamente, il termine deriva dal greco &#039;&#039;&amp;quot;οἰκουμένη&amp;quot;&#039;&#039; (oikumene), che significa &amp;quot;&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;spazio abitato dagli esseri umani&amp;quot;&#039;&#039;&#039;&#039;&#039; – un&#039;idea legata alla visione della Terra come centro del mondo. Tuttavia, nel corso della storia, l&#039;Universo è stato comunque inteso come la totalità dell&#039;energia, della materia e dello spazio-tempo esistenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Diversi autori, nel corso dei secoli, hanno elaborato idee sull&#039;Universo, influenzando profondamente il pensiero culturale e scientifico anche per lunghi periodi. Nell&#039;antichità e nel primo Medioevo, prevaleva – con poche eccezioni – l&#039;idea di un Universo geocentrico. Sebbene esistessero anche concezioni con qualche variante, come quella pitagorica del &amp;quot;fuoco centrale&amp;quot;, mancava ancora lo sviluppo elaborato e in rottura con la tradizione(come quella di un universo infinito), che sarebbe emersa solo in epoca moderna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Il geocentrismo ==&lt;br /&gt;
Aristotele può essere considerato il primo sistematizzatore del modello geocentrico, la cui influenza dominò il pensiero scientifico e filosofico per quasi due millenni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sua cosmologia si basava su osservazioni empiriche e principi filosofici, e può essere riassunta nei seguenti punti:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;La Terra al centro:&#039;&#039;&#039; Immobile, costituiva il punto fisso attorno a cui ruotavano tutti gli altri corpi celesti.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Sfere concentriche cristalline:&#039;&#039;&#039; I pianeti, il Sole, la Luna e le stelle fisse erano incastonati in sfere di etere (la &amp;quot;quintessenza&amp;quot;), che ruotavano attorno alla Terra con moto circolare uniforme.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Distinzione tra mondo sublunare e sopralunare:&#039;&#039;&#039; Il primo era il  regno del cambiamento, della corruzione e dei quattro elementi (terra, acqua, aria, fuoco),il secondo perfetto e immutabile, governato dall&#039;etere, con moti circolari eterni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per giustificare il suo sistema, Aristotele avanzò diverse argomentazioni:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Assenza di parallasse stellare:&#039;&#039;&#039; Se la Terra si fosse mossa, le stelle avrebbero dovuto mostrare uno spostamento apparente, cosa che non si osservava. &lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Gravità e leggerezza :&#039;&#039;&#039; I corpi pesanti tendevano naturalmente verso il centro, spiegando la posizione immobile della Terra.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Fisica dei moti naturali:&#039;&#039;&#039; Ogni elemento aveva un luogo naturale (es. la terra verso il centro, il fuoco verso l&#039;alto), e i moti violenti erano spiegati dall&#039;azione dell&#039;aria.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema di [[Aristotele]] fu ripreso e perfezionato da Tolomeo, che introdusse epicicli e deferenti, diventando la base della cosmologia medievale, sostenuta anche dalla Chiesa cristiana. Solo con Copernico, Keplero e Galileo il geocentrismo entrò in crisi, lasciando gradualmente spazio all&#039;eliocentrismo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sebbene Aristotele non fosse stato il primo a proporre un Universo geocentrico (già i pitagorici e Platone ne avevano parlato), fu il primo a sistematizzarlo in una struttura coerente, fondata su osservazioni e logica. La sua autorità fu tale che il modello resistette fino alla Rivoluzione Scientifica del XVI-XVII secolo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le innovazioni introdotte dal neoplatonismo ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il concetto di universo ebbe un&#039; ulteriore sviluppo durante il periodo del neopolatonismo. Quest&#039; ultimo, sviluppatosi tra il III e il VI secolo d.C., rappresentò una delle più profonde rielaborazioni filosofiche dell&#039;antichità, influenzando non solo la filosofia, ma anche la cosmologia. Fondato da &#039;&#039;&#039;[[Plotino]]&#039;&#039;&#039; (204–270 d.C.) e sviluppato da pensatori come &#039;&#039;&#039;Proclo&#039;&#039;&#039;, &#039;&#039;&#039;Giamblico&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;[[Damascio]]&#039;&#039;&#039;, il Neoplatonismo introdusse una visione gerarchica, dinamica e spiritualizzata dell&#039;universo, che avrebbe plasmato il pensiero medievale e rinascimentale. Ciò che differenzia questa visione con le altre però è che l&#039; universo non è più l&#039; ente primo o principale della realtà, ma solamente l&#039; ombra o la manifestazione materiale di un&#039; ente più spirtualizzato come l&#039; uno, un qualcosa che secondo Plotino stava addirittura al di là dell&#039; essere. Plotino utilizzava poi concetti come Anima del mondo come intemediari tra la parte spirtuale e materiale, Nonostante il primitivismo di questa concezione  dato che in linea con il Timeo di Platone i pianeti venivano divinizzati, emerge però una nuova visione dinamica che influenzò seppur entro certi limiti le teorie successive,infatti l&#039; idea di &#039;&#039;&#039;armonia matematica&#039;&#039;&#039; tra i corpi celesti che svilupparono autori come Copernico e Keplero trova origine in questo periodo&amp;lt;ref&amp;gt;Klibansky, R. (1982). The Continuity of the Platonic Tradition. Warburg Institute.&amp;lt;/ref&amp;gt;. Inoltre idee neopolatoniche furono usate anche da scuole successive come la scuola di Maragha&amp;lt;ref&amp;gt;Saliba, G. (2007). Islamic Science and the Making of the European Renaissance. MIT Press.&amp;lt;/ref&amp;gt; per riformare Tolomeo. Il neoplatonismo ha però ridimensionato il ruolo della materia sostenendo che non esistessero leggi meccaniche ma solo spirituali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Prime tracce di eliocentrismo in astronomia e matematica indiana ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Aryabhata]] (476–550 d.C.), pioniere dell&#039;astronomia e della matematica indiana, propose un modello eliocentrico ante litteram. Nel suo Aryabhatiya (499 d.C.), suggerì che la Terra ruotasse sul proprio asse, spiegando così il moto apparente delle stelle e del Sole:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;&amp;quot;Come un uomo in una barca che avanza vede gli oggetti fissi muoversi all&#039;indietro, così gli osservatori sulla Terra vedono le stelle fisse muoversi verso ovest.&amp;quot;&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa intuizione anticipò di secoli Copernico e Galileo, sebbene il suo sistema rimanesse un ibrido geo-eliocentrico, simile a quello di Tycho Brahe. Aryabhata calcolò con precisione le posizioni dei pianeti, spiegò le eclissi e introdusse innovazioni matematiche come il concetto di jya (equivalente al seno) e il calcolo del π ≈ 3.1416.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aryabhata rifiutò le spiegazioni mitologiche tradizionali, cercando &#039;&#039;&#039;modelli meccanici per l’universo&#039;&#039;&#039;:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L’universo è eterno e governato da leggi matematiche&#039;&#039;&#039;, non da divinità arbitrarie.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;I corpi celesti sono sfere in movimento&#039;&#039;&#039;, non esseri divini.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Il tempo è ciclico&#039;&#039;&#039; (come nella tradizione indiana), ma calcolato con precisione matematica&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sua eredità, trasmessa al mondo islamico attraverso traduzioni arabe, dimostra che il progresso scientifico non fu un fenomeno esclusivamente europeo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== filosofia araba e progressivo tramonto del geocentrismo ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Ricezione e sviluppo del geocentrismo aristotelico ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I filosofi e scienziati [[Arabia|arabi]] tradussero e commentarono le opere di Aristotele, integrandole con contributi originali: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Al-Kindi (IX sec.)&#039;&#039;&#039;: Accettò il modello geocentrico, ma cercò di conciliare Aristotele con la teologia islamica, sostenendo che l&#039;universo fosse finito e creato da Dio&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Al-Farabi (X sec.)&#039;&#039;&#039;: Riprese la cosmologia aristotelica, descrivendo un universo gerarchico di sfere celesti mosse da Intelligenze divine, in linea con il neoplatonismo.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Avicenna (Ibn Sīnā, X-XI sec.):&#039;&#039;&#039; Sostenne il geocentrismo ma introdusse anche idee nuove, come la distinzione tra essenza ed esistenza e l&#039;idea che Dio fosse la causa necessaria dell&#039;universo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Critiche e alternative al modello aristotelico ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alcuni filosofi e astronomi islamici misero in discussione aspetti del sistema aristotelico:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Alhazen (Ibn al-Haytham, XI sec.):&#039;&#039;&#039; Pur accettando il geocentrismo, criticò la fisica aristotelica delle sfere solide, proponendo un modello più flessibile basato sull&#039;ottica e la matematica.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Al-Biruni (XI sec.):&#039;&#039;&#039; Esplorò l&#039;idea eliocentrica come ipotesi matematica, pur ritenendo che il geocentrismo fosse più plausibile.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Averroè (Ibn Rushd, XII sec.):&#039;&#039;&#039; Difese strenuamente Aristotele contro le critiche teologiche, sostenendo che la filosofia e la scienza dovessero essere autonome dalla religione. Tuttavia, la sua interpretazione radicale di Aristotele fu spesso rifiutata dagli altri pensatori islamici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== L’influenza sull’Occidente ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le traduzioni arabe di Aristotele e i commentari dei filosofi islamici (soprattutto Avicenna e Averroè) furono fondamentali per la riscoperta della scienza greca in Europa nel Medioevo. Tommaso d&#039;Aquino, per esempio, utilizzò le interpretazioni arabe di Aristotele per costruire la sua sintesi tra fede e ragione,ma in sintesi la filosofia araba non ebbe un’unica posizione sul geocentrismo aristotelico perchè alcuni lo accettarono e lo integrarono con la teologia islamica (es. Al-Farabi, Avicenna),altri lo criticarono o proposero alternative parziali (es. Alhazen, Al-Biruni)., mentre Averroè lo difese in modo ortodosso, ma la sua visione fu spesso marginalizzata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Grazie a questi dibattiti, il pensiero islamico medievale non solo preservò la scienza greca, ma la arricchì di nuove prospettive, ponendo le basi per la [[Rivoluzione Scientifica|Rivoluzione Scientifica europea]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Ibn al-Haytham ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Ibn al-Haytham]] accettava il modello geocentrico aristotelico-tolemaico (con la Terra al centro), ma rifiutava alcuni aspetti del sistema di [[Tolomeo]], in particolare gli epicicli e deferenti,considerati da lui  meccanismi matematici complessi usati da Tolomeo per spiegare il moto retrogrado dei pianeti.. L&#039;equante è per lui un punto asimmetrico introdotto da Tolomeo per &amp;quot;barare&amp;quot; nel descrivere moti planetari non uniformi. Criticò questa idea nella opera &#039;&#039;&#039;&#039;&#039;&amp;quot;Dubbi su Tolomeo&amp;quot;&#039;&#039;&#039;&#039;&#039; (Shukūk ʿalā Baṭlamyūs) dove gli epicicli e l&#039; equante vengono definiti aritifici matematici privi di realtà fisica e sostenne che i modelli astronomici dovessero rispettare la fisica aristotelica(moti circolari uniformi).Propose inoltre una riforma dell&#039;astronomia, cercando modelli più coerenti con la filosofia naturale. Nonostante le critiche a Tolomeo, Ibn al-Haytham non adottò l&#039;eliocentrismo perché secondo lui mancavano prove osservative,quindi il  geocentrismo doveva ancora essere il modello dominante in accordo con la  fisica aristotelica, che lui rispettava.  Le sue critiche ispirarono Al-Bīrūnī e Nasir al-Din al-Tusi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Al Biruni ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Al-Bīrūnī]] (973–1048 d.C.) fu uno dei più grandi scienziati e pensatori del mondo islamico medievale, diventato noto sopratutto per la sua mente enciclopedica e il rigore metodologico. La sua filosofia e scienza si collocano tra tradizione aristotelica, osservazione empirica e una certa apertura verso idee innovative, compresa una valutazione critica del geocentrismo tradizionale. Questo perchè conosceva approfonditamente il sistema tolemaico (geocentrico) e quello aristotelico, ma non lo accettò acriticamente, nel suo &#039;&#039;&#039;&#039;&#039;&amp;quot;Libro dell’istruzione sui principi dell’astronomia&amp;quot;,&#039;&#039;&#039;&#039;&#039; discusse il modello eliocentrico di Aryabhata (astronomo indiano), pur senza adottarlo pienamente. Scrisse:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{Citazione|&amp;quot;Se la Terra ruotasse, ciò non invaliderebbe i calcoli astronomici, perché le apparenze celesti sarebbero le stesse.&amp;quot;|Al Biruni}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa citazione dà l&#039; idea che fosse già presente in lui una mentalità proto-copernicana, perché riconosceva che un modello eliocentrico poteva essere matematicamente equivalente a quello geocentrico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Criticò inoltre la tesi delle sfere solide di Aristotele,quindi pur accettando il geocentrismo come modello fisico dominante, rifiutò l’idea delle sfere cristalline materiali, preferendo un approccio più matematico-astronomico, simile a quello di Tolomeo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Al Biruni inoltre ebbe un ruolo chiave nell&#039; operare una sintesi tra empirismo e metodo sperimentale,anticipando quindi alcuni aspetti del metodo scientifico moderno, e ciò perchè sosteneva l&#039; importanza dell&#039; osservazione e della verifica. Nel Canone Mas‘udico&amp;quot; (un’enciclopedia astronomica), insisteva sulla necessità di ripetere gli esperimenti per verificare le teorie e criticò gli scienziati che accettavano le teorie senza controllarle, affermando:  &#039;&#039;&#039;&#039;&#039;&amp;quot;la conoscenza non si ottiene per pura speculazione, ma attraverso l’osservazione e l’esperimento.&amp;quot;&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;  Egli fu inoltre un pionere del comparativismo storico, sottolianeando l&#039; importanza di un&#039; analisi della storia che sia oggettiva e tenendo conto della realatività culturale, nel &#039;&#039;&#039;&#039;&#039;&amp;quot;Libro sull’India&amp;quot;&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;, studiò la scienza e la filosofia indiana con oggettività, confrontando sistemi diversi senza pregiudizi e sosteneva che diverse culture potessero arrivare a verità equivalenti con metodi differenti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Al-Bīrūnì cercò anche una sintesi tra scienza e religione, ma con un approccio razionalista,secondo lui Dio poteva essere il primo motore,ma senza una visione dogmatica,anzi rifiutando spiegazioni puramente teologiche in astronomia e criticò chi usava versetti coranici per confutare teorie scientifiche, sostenendo che  la natura va studiata con strumenti razionali.Distinse inoltre  tra tempo matematico (misurabile) e tempo metafisico (legato all’eternità divina). Fu un&#039; autore che ebbe quindi una notevole eredità e influenza  sia come ponte tra civiltà che come trasmissione della scienza, oltre a tradurre testi indiani e greci anticipò con le sue discussioni sull&#039; eliocentrismo dibattiti rinascimentali e il suo approccio empirico e critico lo avvicinano a figure come Galileo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In conclusione Al-Bīrūnī fu più scienziato che filosofo sistematico, ma il suo pensiero rappresenta una delle vette del razionalismo islamico medievale.  Non rifiutò il geocentrismo, ma lo trattò come un modello tra tanti, aprendo la strada a future rivoluzioni.  Unì empirismo e matematica in un modo che precorreva la scienza moderna. Mantenne un equilibrio tra fede e ragione, senza cadere né nel dogmatismo né nel puro scetticismo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sua eredità dimostra che il mondo islamico medievale non fu solo un custode della scienza greca, ma un laboratorio di idee innovative.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La Scuola di Maragha: il Rinascimento dell&#039;Astronomia Islamica Medievale ===&lt;br /&gt;
La Scuola di Maragha (metà del XIII – XIV secolo) fu fondata nel 1259 dal sovrano mongolo [[Hulagu Khan]], conquistatore di [[Baghdad]], che sostenne la scienza e finanziò l&#039; Osservatorio di Maragha&amp;lt;ref&amp;gt;Sayılı, A. (1960). The Observatory in Islam. Türk Tarih Kurumu Basımevi.&amp;lt;/ref&amp;gt; (nell&#039;odierno [[Repubblica Islamica dell&#039;Iran|Iran]] nord-occidentale).  L&#039; obiettivo era Correggere gli errori nelle tavole astronomiche tolemaiche (l’ Almagesto) e sviluppare modelli più precisi, fu quindi un centro di ricerca astronomica e matematica fondato nell&#039;Impero Ilkhanide (Persia) dallo scienziato [[Naṣīr al-Dīn al-Ṭūsī]]. Rappresenta una delle più importanti rivoluzioni scientifiche del mondo islamico, in cui gli astronomi riformarono il sistema tolemaico, svilupparono nuovi strumenti osservativi e gettarono le basi per l&#039;astronomia moderna,3 furono gli scienziati chiave:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Naṣīr al-Dīn al-Ṭūsī (matematico, astronomo e filosofo);&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Quṭb al-Dīn al-Shīrāzī** (allievo di al-Ṭūsī);&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Ibn al-Shāṭir (astronomo damasceno che riprese le loro idee)&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Naṣīr al-Dīn al-Ṭūsī è diventato famoso per aver ideato il Tusi-couple&amp;lt;ref&amp;gt;Naṣīr al-Dīn al-Ṭūsī (XIII secolo). Tadhkira fi ʿilm al-hayʾa (&amp;quot;Memoria sull&#039;astronomia&amp;quot;)&amp;lt;/ref&amp;gt;, una soluzione matematica che sfidò Tolomeo,  un dispositivo geometrico sviluppato dal poliedrico scienziato persiano Naṣīr al-Dīn al-Ṭūsī (1201–1274) nel suo osservatorio di Maragha. Grazie a questo meccanicsmo fu risolto uno dei principali problemi dell&#039; astronomia tolemaica senza abbandonare il geocentrismo perchè fu fornita un&#039; alternativa agli epicicli e all&#039; equante di Tolomeo. Esso fu rivoluzionario perchè Tolomeo aveva introdotto l&#039; equante come un punto asimmetrico che violava però il moto circolare uniforme di Aristotele. il metodo di Al-Ṭūsī  risolse questo problema mostrando che lo stesso moto planetario poteva essere spiegato senza violare la fisica aristotelica.  Esso consisteva in un teorema geometrico che dimostra come un moto lineare oscillatorio possa essere generato dalla combinazione di due moti circolari uniformi. Partendo dal modello tradizionale in cui c&#039; è un cerchio maggiore (deferente) che ruota in una direzione e un cerchio minore (epiciclo) all&#039;interno del primo, che ruota alla stessa velocità ma in direzione opposta,il Tusi-couple generava un movimento simile a un&#039;oscillazione, che poteva mimare il moto retrogrado (apparente &amp;quot;inversione&amp;quot; dei pianeti nel cielo). - Questo rese superflui gli epicicli complessi di Tolomeo, semplificando il modello. Tuttavia l&#039; astronomia di Al-Tusi fu una riforma interna al geocentrismo, dimostrò però che Tolomeo aveva complicato eccessivamente il modello e ispirò astronomi successivi come  Ibn al-Shāṭir (XIV sec.) che lo usò in un modello planetario più accurato. Quest&#039; ultimo influenzò indirettamente l&#039; astronomia di Copernico dati i modelli geometrici simili&amp;lt;ref&amp;gt;Ibn al-Shāṭir (XIV secolo). Nihāyat al-sūl fī taṣḥīḥ al-uṣūl (&amp;quot;Il massimo sforzo nella correzione dei principi&amp;quot;).&amp;lt;/ref&amp;gt;. Nella scuola furono raccolti una serie di dati osservativi più precisi sui pianeti e si dimostrò  che il geocentrismo poteva essere migliorato senza essere ancora abbandonato e fu introdotto un&#039; approccio più matematico e meno dogmatico all’astronomia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In conclusione la Scuola di Maragha fu un esperimento unico di collaborazione tra scienza e potere politico (i Khan mongoli), ma nonostante la sua importanza, rimane un&#039; eredità dimenticata perchè è poco conosciuta al pubblico generale, e mostra che la  storia della scienza europea ha oscurato i contributi islamici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La crisi del geocentrismo e l&#039; affermazione dell&#039; eliocentrismo: i cambiamenti avvenuti con la rivoluzione copernicana ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Quattrocento fu un periodo storico caratterizzato da cambiamenti cruciali dal punto di vista economico, che influenzarono profondamente la sovrastruttura sociale. Le città si arricchirono grazie alle attività commerciali e manifatturiere, acquisendo maggiore autonomia, mentre la Chiesa cattolica iniziò a perdere il monopolio culturale. A causa della crisi della Scolastica, il Medioevo cominciò infatti a essere visto come un&#039;epoca di decadenza e imbarbarimento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nacquero così nuovi intellettuali, anche all&#039;interno della Chiesa stessa, come il cardinale Nicola Cusano, che sostenne il movimento della Terra attorno al proprio asse e in questo modo anche l&#039;eliocentrismo, mettendo in discussione per la prima volta in Occidente il ruolo dell&#039;uomo e della Terra come centro del cosmo. Cusano ipotizzava infatti che gli abitanti di altri sistemi stellari potessero avere forme diverse da quella umana.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Firenze assunse poi  un ruolo egemone sia politicamente che culturalmente&amp;lt;ref&amp;gt;Brucker, G.A. (1969). Renaissance Florence. University of California Press.&amp;lt;/ref&amp;gt;, diventando portavoce di un nuovo ceto laico che moltiplicò e differenziò i centri culturali, non più limitati soltanto ai monasteri e alle cattedrali. Sebbene le università continuassero a svolgere la loro funzione tradizionale, si svilupparono anche cenacoli privati in cui si tenevano vivaci dibattiti filosofici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La borghesia emergente inoltre , composta da mercanti, banchieri e artigiani arricchiti, svolse un ruolo fondamentale nel finanziamento dell&#039;astronomia e delle scienze, spinta anche dall&#039;esigenza di strumenti di navigazione più precisi. Città come Bologna, che ospitavano università dove si studiava astronomia, furono spesso sostenute da donazioni di famiglie borghesi (es. Bentivoglio che sostenne professori come Domenico Maria Novara), contribuendo così al progresso scientifico del tempo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Il contesto nel quale si formò la figura di Copernico ====&lt;br /&gt;
Il contesto culturale in cui si formò il giovane [[Copernico]] ebbe le sue radici a [[Cracovia]], dove agli inizi del Quattrocento era stata istituita la prima cattedra di Matematica e Astronomia in Europa, grazie al sostegno economico di un ricco borghese, Jan Stobner. I professori avevano il compito di insegnare aritmetica, geometria euclidea e ottica (prospettiva), oltre a compilare effemeridi e tavole astronomiche. In questo modo, la scuola acquisì una fama che crebbe ulteriormente nella seconda metà del secolo, trasformandola in un polo di attrazione per studenti provenienti da tutta Europa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tuttavia, fu anche la fioritura umanistica che caratterizzò Cracovia nell’ultimo quarto del secolo, in contatto con la cultura italiana, a plasmare la mente di Copernico. Questo fermento fu favorito dalla presenza di Filippo Buonaccorsi, amico di Marsilio Ficino, fuggito da Roma perché ricercato dalle autorità papali dopo la chiusura dell’Accademia Romana di Pomponio Leto, sospettata di anticristianesimo e riformismo politico (secondo i processi dell&#039; epoca fu accusato insieme ad altri di aver pianificato di avvelenare il papa anche se le prove sono fragili dato che spesso all&#039; epoca le confessioni venivano forzate). Attorno a Buonaccorsi si formò un circolo intellettuale dove si diffusero nuove idee, in particolare platoniche e neoplatoniche, nonché opere come il &#039;&#039;De Sole et Lumine&#039;&#039; inviate da Ficino. In questi ambienti si sviluppò una visione del cosmo in cui il Sole, paragonato all’Idea del Bene platonica, assunse un ruolo centrale, dando vita a una ricca letteratura &amp;quot;solare&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sebbene non vi siano documenti diretti che attestino quanto questo vivace e variegato ambiente culturale abbia influenzato Copernico, è lecito supporre che ne abbia subito il fascino. Da Toruń, Copernico giunse poi in Italia, all’Università di Bologna, dove ebbe come maestro Domenico Maria Novara,diventando anche il suo assistente&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Il de revolutionibus orbium coelestium ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Copernico iniziò a elaborare il suo modello eliocentrico già durante il soggiorno italiano (1496-1504), ma la stesura sistematica dell&#039;opera ebbe inizio solo dopo il suo ritorno in Polonia. La prima formalizzazione delle sue idee si trova nel &#039;&#039;&#039;&#039;&#039;Commentariolus&#039;&#039; (&#039;&#039;&#039;1514), un breve manoscritto anonimo di circa venti pagine, diffuso circospettamente tra una ristretta cerchia di studiosi. In questo scritto erano già presenti in nuce i principi che avrebbero trovato compiuta espressione nella sua opera maggiore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra il 1515 e il 1530, Copernico si dedicò alla stesura del &#039;&#039;&#039;&#039;&#039;De revolutionibus orbium coelestium&#039;&#039;&#039;&#039;&#039; &#039;&#039;(&#039;&#039;la rivoluzione delle sfere celesti)&#039;&#039;&#039;,&#039;&#039;&#039; affinando per oltre due decenni calcoli e dimostrazioni matematiche, attingendo sia alle osservazioni astronomiche dirette sia allo studio dei testi classici, in particolare Tolomeo e Aristarco di Samo. Tuttavia, la riluttanza a pubblicare le proprie teorie – dettata soprattutto dal timore delle reazioni della Chiesa – lo spinse a rinviare a lungo la divulgazione delle sue scoperte. Fu solo l&#039;intervento decisivo dell&#039;astronomo Georg Joachim Rheticus, suo allievo, a spingerlo verso la pubblicazione. Rheticus, recatosi a Frombork nel 1539 per studiare al suo fianco, redasse un compendio delle teorie copernicane, la &#039;&#039;&#039;&#039;&#039;Narratio Prima&#039;&#039;&#039;&#039;&#039; (1540), che, nonostante le reazioni contrastanti, aprì la strada alla pubblicazione dell&#039;opera completa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il &#039;&#039;&#039;&#039;&#039;De revolutionibus&#039;&#039;&#039;&#039;&#039; fu infine stampato a Norimberga nel 1543 nella tipografia di Johannes Petreius. L&#039;edizione, però, includeva una prefazione non autorizzata dall&#039;autore, redatta dal teologo Andreas Osiander, il quale presentò l&#039;eliocentrismo come un&#039;ipotesi puramente matematica, privandolo di implicazioni fisiche e cosmologiche, nella speranza di attenuarne la portata rivoluzionaria. Una leggenda, probabilmente infondata, vuole che Copernico abbia ricevuto la prima copia dell&#039;opera sul letto di morte, il 24 maggio 1543, poco prima di spirare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella lettera dedicatoria al Papa premessa all&#039;opera, Copernico cercò di giustificare il suo lavoro, sottolineando come gli astronomi precedenti si fossero divisi tra due metodologie contrapposte: da un lato i sostenitori degli &#039;&#039;&#039;&#039;&#039;omocentrici&#039;&#039;,&#039;&#039;&#039; legati alla tradizione aristotelica pre-tolemaica, che concepivano i moti celesti come perfettamente uniformi; dall&#039;altro i seguaci degli &#039;&#039;&#039;&#039;&#039;epicicli&#039;&#039;&#039;&#039;&#039; e degli &#039;&#039;&#039;&#039;&#039;eccentrici&#039;&#039;,&#039;&#039;&#039; introdotti da Tolomeo per spiegare le irregolarità osservabili nei movimenti planetari. Copernico criticò entrambi gli approcci: se i primi, pur avendo dimostrato l&#039;ineguaglianza di alcuni fenomeni celesti, non erano riusciti a fornire un sistema certo, i secondi, pur ordinando con precisione i moti apparenti, avevano violato il principio dell&#039;uniformità del movimento, introducendo artifici come l&#039;&amp;lt;nowiki/&amp;gt;&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;equante&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sua condanna fu netta: gli astronomi del passato gli apparivano come artisti che, &#039;&#039;&#039;&amp;quot;prendendo da luoghi diversi mani, piedi, testa e altre membra&amp;quot;&#039;&#039;&#039;, avevano assemblato un mostro privo di armonia, anziché un corpo unico e simmetrico. Per Copernico, invece, una teoria astronomica degna di questo nome doveva garantire che tutte le parti rispecchiassero la simmetria stessa del cosmo, coerenza che i suoi predecessori avevano trascurato, basandosi su principi incerti e lasciando irrisolti numerosi dubbi. Nella stessa lettera, Copernico rivolse una critica anche alla filosofia tradizionale, accusandola di essersi concentrata sull&#039;analisi dei dettagli più minuti del mondo, trascurando però di indagare il meccanismo profondo che ne regola l&#039;ordine e la regolarità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===== Contenuto e struttura =====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’opera è divisa in &#039;&#039;&#039;sei libri&#039;&#039;&#039;:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
# &#039;&#039;&#039;Teoria eliocentrica&#039;&#039;&#039; (Sole al centro, Terra in moto). Questa sezione del &#039;&#039;De revolutionibus&#039;&#039; è dedicata principalmente a una serrata critica del sistema tolemaico, di cui vengono evidenziati i limiti sia concettuali che matematici, in particolare la complessità arbitraria degli epicicli e dei deferenti giudicata artificiosa e priva di una giusitificazione fisica e l&#039; introduzione dell&#039; equante che viola il principio di moto circolare uniforme (per Copernico un&#039; errore filosofico e matematico). Pur non aderendo all’idea moderna di un &#039;&#039;&#039;universo infinito&#039;&#039;&#039;, Copernico delinea un &#039;&#039;&#039;cosmo finito, simmetrico e sferico&#039;&#039;&#039;, basato su argomentazioni sia geometriche che fisiche:  riprendendo Platone (&#039;&#039;Timeo&#039;&#039;), sostiene che la sfera è la forma perfetta, poiché tutti i suoi punti sono equidistanti dal centro e solo questa forma garantisce un &#039;&#039;&#039;moto circolare uniforme e perpetuo&#039;&#039;&#039;, privo di inizio e fine (a differenza del moto rettilineo). Le osservazioni astronomiche mostrano poi le stelle fisse distribuite su una ruota celeste che ruota in modo regolare.Inoltre con un&#039; universo sferico il cosmo sarebbe più efficiente perchè permette di contenere i moti planetari senza attriti e collisoni garantendo armonia e ordine matematico.Oltre al cosmo anche la Terra sarebbe sferica perchè sarebbe dimostrato secondo Copernico da osservazioni concrete e ragionamenti fisici. Come prima cosa ci sarebbero le osservazioni nautiche, le navi che si allontanano e scompaiono progressivamente all’orizzonte (prima lo scafo, poi le vele), sono una  prova inequivocabile della curvatura terrestre, inoltre l’altezza delle stelle varia con la latitudine (es. la Stella Polare è più alta ai poli). Ci sono poi le eclissi lunari che mostrano che l’ombra della Terra sulla Luna è sempre circolare, indipendentemente dalla sua posizione. La forza di gravità che attrae i corpi verso il centro della Terra implica poi una forma simmettrica e regolare perchè se la Terra fosse piatta o irregolare, la gravità agirebbe in modo disomogeneo. Vengono poi sostenute ragioni filosofiche perchè anche se la Terra non è più secondo Copernico il centro dell&#039; universo,  partecipa al moto cosmico e deve quindi avere una forma nobile e perfetta come gli altri corpi celesti. Nei capitoli dal 7 all&#039; 11 viene enunciato l&#039; eliocentrismo del Sole immobile al centro dell&#039; universo mentre la Terra ruota su sè stessa in 24 ore (spiegando il moto gionaliero della sfera celeste) e orbita intorno al Sole in 1 anno (spiegando le stagioni e il moto apparente del Sole sull&#039; eclittica). Copernico cerca di argomentare questo modello con il fatto che offre una maggiore semplicità e armonia del sistema da un punto di vista fisico e nei calcoli mateamtici vengono ridotti gli epicicli ed eliminato l&#039; equante. Nei capitoli dal 10 al 12 si parla dell&#039; ordine dei pianeti e viene stabilita la loro corretta distanza dal Sole: Sole → Mercurio → Venere → Terra (con la Luna) → Marte → Giove → Saturno → Stelle fisse. Nel capitolo 10, Copernico usa l’analogia del &#039;&#039;&#039;Sole come &amp;quot;lanterna del mondo&amp;quot;&#039;&#039;&#039;, anticipando la sua centralità non solo geometrica, ma quasi metafisica (influenzando poi Keplero e Bruno).&lt;br /&gt;
# &#039;&#039;&#039;Principi di astronomia sferica&#039;&#039;&#039;. Nle libro 2 vengono definiti i &#039;&#039;&#039;cerchi fondamentali&#039;&#039;&#039; della sfera celeste (equatore, eclittica, meridiano, orizzonte) adattati al modello eliocentrico e spiegati come la rotazione terrestre influisce sulla percezione di questi cerchi. Nei capitoli dal 5 all&#039; 8 vengono introdotte le coordinate astronomiche,utili per descrivere sistemi che misurano la posizione degli astri. Sii dividono in coordinate eclittiche (longitudine/latitudine celeste) e coordinate equatoriali (declinazione/ascensione retta) e fornite tabelle per la conversione tra questi sistemi. Nei capitoli successivi viene spiegato poi il moto apparente delle stelle fisse dove viene analizzato la processione degli equinozi (un fenomeno astronomico scoperto da Ipparco ma reinterpretato da Copernico come movimento dell&#039;asse terrestre) e calcola l&#039;inclinazione dell&#039;eclittica (23.5°). Nei capitoli finali viene ripreso e corretto  il catalogo stellare di Tolomeo (1022 stelle) e fornite nuove misurazioni delle posizioni stellari. Tutta l&#039; astronomia sferica tradizione viene riadattata a un&#039; universo eliocentrico con una Terra in movimento. Questo libro è anche un ponte teorico che fornisce gli strumenti matematici necessari per i calcoli planetari dei libri successivi.&lt;br /&gt;
# &#039;&#039;&#039;Movimenti apparenti del Sole&#039;&#039;&#039;. In questo libro Copernico spiega il moto apparente del Sole con la rivoluzione terrestre attorno al Sole e l&#039; inclinazione costante con l&#039; asse terrestre (23,5 ) che sarebbe responsabile delle stagioni e viene confutato Tolomeo perchè viene eliminato l&#039; equante solare sostituendolo con un modello a eccentricità variabile. Nei capitoli dal 10 a l 16 si parla della processione degli equinozi e della variazione dell&#039; obliquità,pur riprendendo Ipparco, la precessione viene attribuita (si sposterebbe di 1 grado ogni 72 anni) a un moto conico dell&#039; asse terrestre ( anzichè a una &amp;quot;sfera delle stelle&amp;quot; mobile). Rispetto a concezioni passate modifica quindi l&#039; obliquità dell&#039; ellittica cercando di portare dimostrazioni che essa varia nel tempo. &lt;br /&gt;
# &#039;&#039;&#039;Teoria della Luna&#039;&#039;&#039;. Qui Copernico analizza le anomalie sul moto della Luna e sulla sua irregolarità,in particolare sulle sue variazioni di velocità(più rapide al perigeo, più lente all&#039; apogeo) e sull&#039; inclinazione della sua orbita. Copernico cerca di risolvere i problemi della vecchia astronomia anche qui elimando l&#039; equante e sostituendolo con un doppio epiciclo che rispetta il moto circolare uniforme,un&#039; epiciclo maggiore per spiegare la distanza tra la Terra e la Luna e un&#039; epiciiclo minore per correggere le irregolarità angolari,integrando il moto lunare nel sistema eliocentrico. La parte finale si concentra su tavole astronomiche che servono per calcolare le fasi lunari, le eclissi(con una precisione maggiore rispetto a Tolomeo) e la posizione della Luna in latitudine e longitudine. Viene calcolata inoltre la distanza tra Terra e Luna in 60 raggi terrestri con un&#039; errore di solo 5% rispetto ai calcoli odierni. Copernico considerava il moto combinato Terra-luna un&#039; ulteriore prova indiretta a favore dell&#039; eliocentrismo perchè la luna non &amp;quot;cede&amp;quot; al sole nonostante la gravità. E da questo capitolo che si può vedere inoltre l&#039; influenza del  &#039;&#039;De revolutionibus&#039;&#039; sull&#039; astronomia successiva perchè le tavoli lunari furono utilizzate da  &#039;&#039;&#039;Tycho Brahe&#039;&#039;&#039; (che rifiutava l’eliocentrismo) per le sue osservazioni, dimostrando l’efficacia pratica del modello copernicano anche prima della sua accettazione teorica. &lt;br /&gt;
# -6. &#039;&#039;&#039;Movimenti dei pianeti&#039;&#039;&#039; (con tabelle e calcoli). Nel quinto libro del &#039;&#039;De revolutionibus&#039;&#039;, Copernico sviluppa una teoria completa per spiegare il moto dei pianeti superiori (Marte, Giove e Saturno), introducendo concetti che segnano una netta rottura con la tradizione tolemaica. Copernico sostiene  che i moti retrogradi apparenti dei pianeti esterni - quando sembrano muoversi all&#039;indietro rispetto alle stelle fisse - sarebbero un&#039;illusione ottica causata dal movimento della Terra. Questo fenomeno si verifica precisamente quando la Terra, nella sua orbita più interna e veloce, sorpassa questi pianeti e la differente velocità orbitale crea l&#039;effetto di moto retrogrado dalla prospettiva terrestre. Per spiegare le irregolarità osservate, Copernico introduce due concetti fondamentali&#039;&#039;&#039;: Grande orbita&amp;quot;&#039;&#039;&#039; ( la rivoluzione completa del pianeta attorno al Sole)  e &#039;&#039;&#039;&amp;quot;Piccola orbita&amp;quot;&#039;&#039;&#039; ( un epiciclo che corregge le variazioni di velocità e posizione). Anche qui la grande innovazione consiste nell&#039;eliminazione dell&#039;&#039;&#039;&#039;equante tolemaico&#039;&#039;&#039;, sostituito con un &#039;&#039;&#039;eccentrico mobile&#039;&#039;&#039; che preserva il principio del moto circolare uniforme e un sistema matematicamente più coerente e fisicamente più plausibile. Vengono poi forniti poi modelli specifici per i diversi pianeti, Marte viene infatti considerato il pianeta come più irregolarità apparenti e viene risolto attraverso un doppio epiciclo per spiegare le variazioni di velocità, Giove e Saturno invece che hanno orbite più regolari viene corretta solo l&#039; inclinazione orbitale. Anche qui vengono fornite tavole astronomiche con dati precisi su posizioni e periodi orbitali, migliorando quelle tolemaiche. Vengono introdotti inoltre nuovi strumenti matematici come il calcolo della parallasse terrestre che influenzerebbe l&#039;osservazione dei pianeti.&lt;br /&gt;
==== Reazioni e  impatto storico ====&lt;br /&gt;
La pubblicazione della teoria eliocentrica di Copernico rappresentò un duro colpo per i sostenitori del geocentrismo, anche se il suo impatto non fu immediato. L’affermazione del nuovo sistema cosmologico fu un processo graduale, destinato a trasformarsi in una vera e propria rivoluzione scientifica e culturale nell’arco di circa un secolo. In un primo momento, l’eliocentrismo fu considerato assurdo non solo dalla filosofia  e dalla teologia cristiana, ma anche dal senso comune. L’esperienza quotidiana sembrava confermare che la Terra fosse immobile, mentre il Sole e le stelle si muovevano attorno a essa. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Chiesa cattolica mantenne inizialmente un atteggiamento tollerante: per decenni, il &#039;&#039;De revolutionibus&#039;&#039; circolò senza censure ufficiali, nonostante alcune critiche da parte di teologi che lo ritenevano in contrasto con passi biblici come &#039;&#039;Giosuè 10:13&#039;&#039; (dove si legge &#039;&#039;&amp;quot;Fermati, o Sole!&amp;quot;&#039;&#039;).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fu invece il mondo protestante a prendere posizione per primo: già negli anni 1540, Martin Lutero e Filippo Melantone condannarono l’eliocentrismo, giudicandolo incompatibile con la Sacra Scrittura. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Solo tra gli astronomi specialisti si sviluppò un dibattito più approfondito, seppur con pareri discordanti. Tycho Brahe, pur rifiutando l’eliocentrismo, utilizzò i dati di Copernico per migliorare le osservazioni astronomiche, elaborando un modello ibrido in cui i pianeti ruotavano attorno al Sole, mentre il Sole orbitava attorno alla Terra. Fino alla fine del Cinquecento, tuttavia, prevalse un generalizzato scetticismo: l’eliocentrismo era visto come una teoria troppo radicale, priva di prove dirette e in contrasto con la fisica aristotelica, ancora dominante nelle università.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il cambiamento iniziò a delinearsi con Giovanni Keplero, che divenne assistente di Tycho Brahe e, analizzando i suoi accurati dati osservativi, riformulò il modello copernicano introducendo  le tre leggi sul moto planetario:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
# Le orbite dei pianeti non erano circolari, ma &#039;&#039;&#039;ellittiche&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
# I pianeti si muovevano a velocità variabile, descrivendo aree uguali in tempi uguali;&lt;br /&gt;
# Esisteva una relazione matematica precisa tra il periodo orbitale e la distanza dal Sole.&lt;br /&gt;
Queste 3 leggi rafforzarono il modello eliocentrico e ispirarono Galileo e Newton (che sono generalmente considerati i padri della rivoluzione scientifica) ad analisi più approfondite. Fu proprio Keplero a incoraggiare &#039;&#039;&#039;Galileo Galilei&#039;&#039;&#039; a sostenere pubblicamente il modello copernicano, in una celebre corrispondenza del 1597. Tuttavia, Galileo inizialmente evitò di schierarsi apertamente, attendendo prove più concrete.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Galileo e lo scontro con la chiesa ====&lt;br /&gt;
L&#039;introduzione del telescopio, perfezionato da [[Galileo Galilei|Galileo]] nel 1609, segnò una svolta epocale nell&#039;osservazione del cosmo. Le scoperte galileiane - le lune di Giove, le fasi di Venere, le macchie solari e il terreno accidentato della Luna - minarono alla base il modello aristotelico-tolemaico di un universo perfetto e immutabile, che furono interpretate come prove decisive a sostegno dell&#039;eliocentrismo. Pubblicate nel 1610 nel &#039;&#039;Sidereus Nuncius&#039;&#039;, queste osservazioni suscitarono entusiasmo negli ambienti scientifici ma anche vivaci opposizioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Galileo, divenuto fervente sostenitore di Copernico, tentò una difficile mediazione tra scienza e fede. La Chiesa, tuttavia, dopo il Concilio di Trento (1545-1563) e in piena Controriforma, assunse una posizione sempre più rigida. Nel &#039;&#039;&#039;1616  il&#039;&#039;&#039; &#039;&#039;De revolutionibus&#039;&#039; fu inserito nellI&#039;&#039;ndex Librorum Prohibitorum&#039;&#039; &amp;quot;in attesa di correzioni&amp;quot;, e allo scienziato pisano fu intimato di non insegnare l&#039;eliocentrismo come verità assoluta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La crisi raggiunse il culmine con la pubblicazione nel &#039;&#039;&#039;1632&#039;&#039;&#039; del &#039;&#039;Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo&#039;&#039;. Pur presentandosi come imparziale confronto tra modelli, l&#039;opera cercava di smontare il geocentrismo con ironia e argomentazioni stringenti. Processato dal Sant&#039;Uffizio per aver violato il precetto del 1616, Galileo fu costretto nel &#039;&#039;&#039;1633&#039;&#039;&#039; all&#039;abiura e alla reclusione domiciliare. Questo episodio, divenuto simbolo del conflitto tra libertà di ricerca e autorità religiosa, non riuscì tuttavia a fermare la rivoluzione copernicana.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Newton e il trionfo definitivo dell’eliocentrismo ====&lt;br /&gt;
La svolta finale avvenne con &#039;&#039;&#039;[[Isaac Newton]]&#039;&#039;&#039;, che nei &#039;&#039;Philosophiæ Naturalis Principia Mathematica&#039;&#039; (1687) ispirato dalla tradizione pitagorica  trasformò la matematica nel linguaggio della natura. Prima di Newton persistevano alcune obiezioni considerate insormontabili nell&#039; adozione dell&#039; eliocentrismo come modello fisico reale. Esse erano legate al fatto che se la Terra si muovesse tutto volerebbe via oppure che si sarebbe dovuto sentire il vento del movimento. Newton ideò il principio di inerzia (divenuto poi prima legge del moto) e lo intepretò come una sconfitta a queste resistenze perchè secondo lui spiegherebbe il fatto che la Terra rimane in moto fino a quando una forza non lo ferma. Newton fu influenzato dall&#039; esempio che fece Galileo sulla  nave nel &#039;&#039;Dialogo sopra i due massimi sistemi&#039;&#039;  spiegando che il motivo per cui  non si percepisce il movimento è perché &#039;&#039;&#039;viaggia insieme alla Terra&#039;&#039;&#039;, come su una nave che si muove senza scossoni. Inoltre la sua scoperta della legge di gravitazione universale &#039;&#039;&amp;lt;nowiki/&amp;gt;&#039;&#039;&#039;&amp;lt;math&amp;gt;F = G \frac{m_1 m_2}{r^2}&amp;lt;/math&amp;gt;&#039;&#039;&#039; fu secondo lui la prova definitiva dell&#039; eliocentismo perchè dimostrò che il Sole ha un ruolo attivo nel curvare lo spazio rendendo così le orbite dei pianeti ellittiche come sosteneva Keplero. &#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sebbene il &#039;&#039;De revolutionibus&#039;&#039; di Copernico – e con esso l&#039;eliocentrismo – fosse stato &#039;&#039;&#039;censurato&#039;&#039;&#039; fino al 1800 e circolasse solo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Nei Paesi protestanti&#039;&#039;&#039; (Germania, Olanda) fuori dal controllo papale&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;In copie clandestine&#039;&#039;&#039; nel resto d&#039;Europa&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il nuovo paradigma scientifico newtoniano lo aveva trasformato come qualcosa di inevitabile. Newton cercò di unificare fisica celeste e terrestre dimostrando che le leggi che governano una piuma sulla Terra sono governate allo stesso modo su Marte. In questo modo l&#039; eliocentrismo divenne parte integrante della scienza moderna, accettanto da gran parte degli scienziati, tuttavia ci furono ancora 2 secoli di verifiche per farlo accettare definitivamente e spezzare le resistenze della chiesa.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Settecento rappresentò un periodo cruciale in questo processo: se da un lato il dibattito tra geocentrismo ed eliocentrismo sembrava apparentemente in stallo, dall&#039;altro si accumulavano nuove osservazioni astronomiche che furono intepretate come prove sempre più convincenti a sostegno del modello copernicano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra le scoperte più significative:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;James Bradley&#039;&#039;&#039; nel 1729 individuò l&#039;&#039;&#039;&#039;aberrazione della luce stellare&#039;&#039;&#039;, fenomeno da lui interpretato come diretta conseguenza del moto terrestre attorno al Sole;&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Johann Tobias Mayer&#039;&#039;&#039; nel 1758 perfezionò la misurazione del moto lunare, ottenendo risultati in perfetto accordo con le previsioni newtoniane;&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;William Herschel&#039;&#039;&#039; nel 1781 scoprì &#039;&#039;&#039;Urano&#039;&#039;&#039;, ampliando i confini del sistema solare anche in tal caso intepretato come  ulteriore sostegno al modello eliocentrico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Queste evidenze scientifiche ebbero ripercussioni anche in ambito religioso: la Chiesa cattolica, seppur senza annunci ufficiali, iniziò a rimuovere tacitamente il De revolutionibus dall&#039; Index Librorum Prohibitorum&#039;&#039; già nel 1758,&#039;&#039; segnando un primo, significativo passo verso l&#039; accettazione anche di quest&#039; ultima della nuova teoria scientifica dominante.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nell’800, due scoperte &#039;&#039;&#039;chiusero ogni dibattito&#039;&#039;&#039;:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;1838&#039;&#039;&#039; – &#039;&#039;&#039;Friedrich Bessel&#039;&#039;&#039; misura per la prima volta la &#039;&#039;&#039;parallasse stellare&#039;&#039;&#039; della stella &#039;&#039;&#039;61 Cygni&#039;&#039;&#039;, considerandola una dimostrazione che la Terra si muove nello spazio.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;1846&#039;&#039;&#039; – &#039;&#039;&#039;Urbain Le Verrier&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;John Couch Adams&#039;&#039;&#039; scoprono &#039;&#039;&#039;Nettuno&#039;&#039;&#039; solo tramite calcoli matematici, basati sulle leggi di Newton, questa evidenza sancì definitivamente la validità della fisica newtoniana e, di conseguenza, anche l&#039;eliocentrismo - essendo parte integrante di tale modello - venne ormai universalmente riconosciuto come un fatto scientificamente accertato. Sebbene qualche voce isolata continuasse a sollevare dubbi, queste posizioni erano ormai così marginali all&#039;interno della comunità scientifica da poter essere considerate irrilevanti.  Il fatto che persino la Chiesa, rimuovendo ufficialmente nel 1835 il divieto sulle opere copernicane, avesse cessato di contestare questa teoria scientifica, rappresentò il sigillo finale sulla vittoria del metodo scientifico moderno sulle resistenze di carattere religioso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1900 l&#039; eliocentrismo venne ancora di più considerato definitivo e un fatto scientifico consolidato perchè il Sole venne visto solo come una stella tra miliardi di stelle, e la Via Lattea una galassia tra infinite galassie. La nuova fisica di Einstein poi non negò Copernico,ma lo inserì in un quadro più ampio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Filosofia dell&#039;universo: Idee contemporanee, revisionismo sull&#039;eliocentrismo e possibile ritorno al geocentrismo ==&lt;br /&gt;
Il trionfo storico dell&#039; eliocentismo e la sua accettazione definitiva da parte della comunità scientifica non ha sopito però il dibattito filosofico e culturale sulla struttura del cosmo. Nel 900 la nuova teoria della relatività di Einstein ha fatto emergere l&#039; idea di un&#039; universo dinamico (per Newton era statico) portando al sorgere di nuove idee cosmologiche. Nel 1927  il sacerdote Goerge Lemetre ipotizzò che l&#039; universo fosse generato da un&#039; atomo primitivo&amp;lt;ref&amp;gt;Lemaître, G. (1927). Un univers homogène de masse constante et de rayon croissant. Annales de la Société Scientifique de Bruxelles.&amp;lt;/ref&amp;gt; che divenne successivamente la teoria del Big Bang. A ciò si aggiunse nel 1929 l&#039; ipotesi di Hubble di galassie che si allontanano e di un&#039; universo in espansione. Questo ha portato nella seconda parte del secolo a una crisi e nuove sfide per interpretare alcuni problemi sorti da questi nuovi modelli, come quello della materia mancante. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da un lato, si è assistito a uno sforzo teorico volto a risolvere le incongruenze emerse, con la maggior parte dei ricercatori impegnati a sviluppare modelli sempre più raffinati. In questo contesto, Vera Rubin formulò nel 1978 l&#039;  ipotesi della materia oscura&amp;lt;ref&amp;gt;Rubin, V. (1983). Dark Matter in Spiral Galaxies. Scientific American, 248(6), 96-108.&amp;lt;/ref&amp;gt;, oggi ritenuta componente fondamentale - sebbene ancora misteriosa - che costituirebbe circa il 95% della massa-energia dell&#039;universo  e  facendo evolvere le teorie cosmologiche in un percorso articolato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Nel 1981, Alan Guth propose il modello dell&#039;inflazione cosmica&amp;lt;ref&amp;gt;Guth, A.H. (1981). Inflationary Universe: A Possible Solution to the Horizon and Flatness Problems. Physical Review D, 23(2), 347-356.&amp;lt;/ref&amp;gt;, ipotizzando una fase di espansione esponenziale nei primissimi istanti dopo il Big Bang&lt;br /&gt;
* All&#039;alba del nuovo secolo, dalla sintesi tra meccanica quantistica e cosmologia inflazionaria è emersa la teoria del multiverso, che contempla l&#039;esistenza di universi paralleli&amp;lt;ref&amp;gt;Tegmark, M. (2003). Parallel Universes. Scientific American, 288(5), 40-51.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
* Parallelamente, la teoria delle stringhe si è affermata come il più ambizioso tentativo di unificare la relatività generale con la fisica quantistica&amp;lt;ref&amp;gt;Greene, B. (1999). The Elegant Universe: Superstrings, Hidden Dimensions, and the Quest for the Ultimate Theory. W.W. Norton.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
D&#039;altro lato, alcuni studiosi che hanno elaborato teorie alternative - considerate però marginali dalla comunità scientifica mainstream - hanno interpretato questo fermento teorico in chiave critica. Secondo questa prospettiva minoritaria, la cosmologia contemporanea avrebbe progressivamente abbandonato il rigore empirico&amp;lt;ref&amp;gt;López-Corredoira, M. (2017). Tests and Problems of the Standard Model in Cosmology. Foundations of Physics, 47(6), 711-768.&amp;lt;/ref&amp;gt; per rifugiarsi in speculazioni sempre più astratte&amp;lt;ref&amp;gt;Hossenfelder, S. (2018). Lost in Math: How Beauty Leads Physics Astray. Basic Books.&amp;lt;/ref&amp;gt;, fino a sfiorare, in alcuni casi, un approccio quasi mistico alla comprensione dell&#039;universo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Queste critiche pongono l&#039;accento su una presunta deriva della fisica teorica moderna, accusata di:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
# Perdere il contatto con la verifica sperimentale&lt;br /&gt;
# Proporre modelli sempre più distanti dall&#039;osservazione diretta&lt;br /&gt;
# Assumere caratteri quasi metafisici nelle sue formulazioni più estreme&lt;br /&gt;
Proprio in reazione a questa percezione di &amp;quot;deriva metafisica&amp;quot; , hanno preso piede modelli alternativi che si propongono come più concreti e legati all&#039;osservazione diretta. Tra questi spicca la teoria dell&#039;&#039;&#039;&amp;lt;nowiki/&amp;gt;&#039;[[Universo elettrico]]&#039;&#039;&#039;, che rappresenta forse l&#039;esempio più emblematico di questo contrasto tra approcci scientifici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La teoria dell&#039;[[Universo elettrico]], sostenuta principalmente da ricercatori indipendenti e gruppi marginali:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
# Si presenta come alternativa &amp;quot;più concreta&amp;quot; alla cosmologia mainstream&lt;br /&gt;
# Critica aspramente i concetti di materia oscura ed energia oscura&lt;br /&gt;
# Propone un modello basato su forze elettromagnetiche osservabili&lt;br /&gt;
# Si richiama a un ideale di scienza più &amp;quot;vicina ai fenomeni misurabili&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo movimento, sebbene ai margini dalla comunità scientifica, trova sostenitori proprio tra chi:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Considera eccessivamente astratte le teorie del multiverso&lt;br /&gt;
* Trova insoddisfacenti le spiegazioni standard sulla materia oscura&lt;br /&gt;
* Cerca modelli che privilegino forze direttamente osservabili&lt;br /&gt;
Il fenomeno revisionista non si è circoscritto però esclusivamente all&#039;ambito cosmologico e alle nuove teorie scientifiche. In particolare, alcuni studiosi legati alla tradizione cattolica hanno riproposto critiche all&#039;eliocentrismo, riaccendendo un dibattito che la comunità scientifica considerava ampiamente superato. Il pionere di questa nuova corrente fu &#039;&#039;&#039;Fernand Crombette (1880-1970)&#039;&#039;&#039;, sacerdote cattolico francese e studioso autodidatta, perchè sebbene resistenze al copernicaneismo erano sempre esistite in ambienti religiosi,Crombette fu il primo a produrre opere strutturate ( &#039;&#039;Galilée avait-il tort ou raison?, 1952)&#039;&#039;  in cui cercava di confutare Galileo e ipotizzare una teoria alternativa anche prendendo spunto da reintarpretazioni di testi antichi. Crombette sviluppò infatti un peculiare metodo di analisi basato su:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Decifrazione &amp;quot;divina&amp;quot; dei geroglifici egizi&#039;&#039;&#039;: sosteneva di aver trovato in essi &amp;quot;prove&amp;quot; del geocentrismo.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Esegesi letterale della Bibbia&#039;&#039;&#039;: insisteva che Giosuè 10:13 (&amp;quot;Fermati, o Sole!&amp;quot;) fosse una verità astronomica.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Critica selettiva della scienza&#039;&#039;&#039;: accettava la matematica ma rifiutava le conclusioni eliocentriche di Keplero e Newton.&lt;br /&gt;
Nonostante le convinzioni di Crombette fossero profondamente radicate in una visione religiosa del cosmo, la sua formazione matematica gli permise di sviluppare un modello geocentrico strutturato. Il modello crombettiano dell&#039;universo presentava una struttura geometrica sferocentrica in cui la terra si trovava immobile al centro di sfere cristalline modificate. Crombette tentò inoltre di conciliare la visione geocentrica con una spiegazione fisico-cosmologica, elaborando un modello in cui l&#039;universo avrebbe avuto origine da un processo di frammentazione rotazionale di una massa primordiale. Secondo questa teoria tutta la materia cosmica era concentrata in una fase iniziale in una sfera compatta e statica. Un aumento progressivo della velocità rotazionale avrebbe portato al superamento di una soglia critica e alla frammentazione della sua struttura originaria. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il raggiungimento di una soglia critica sarebbe stato determinato dal superamento delle forze coesive iniziali. La sfera primitiva, originariamente concentrata e mantenuta in equilibrio da forze centripete, avrebbe subito l&#039;azione di una forza centrifuga progressivamente sempre più intensa, fino a superare quella centripeta. Gli strati periferici della sfera si sarebbero così distaccati, formando un anello rotante che Crombette identificava con la Via Lattea, mentre la Terra sarebbe rimasta immobile al centro come nucleo residuo del sistema primordiale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Particolarmente significativa è la sua interpretazione delle galassie: mentre l&#039;astronomia moderna riconosce l&#039;esistenza di miliardi di galassie indipendenti, Crombette sosteneva che la Via Lattea fosse l&#039;unica vera galassia, e che le altre strutture osservate fossero semplici illusioni ottiche create da masse in rotazione all&#039;interno di un unico sistema girante.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Galassia.svg|centro|riquadrato|Forma finita dell&#039;universo secondo Crombette con la Terra al centro e la &#039;&#039;&#039;Via Lattea&#039;&#039;&#039;  in periferia]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sebbene la ricezione delle teorie Crombettiane ha avuto un limitato seguito in ambienti tradizionalisti cattolici&amp;lt;ref&amp;gt;Delplace, C. (2012). Fernand Crombette et la science alternative. Éditions Saint-Rémi.&amp;lt;/ref&amp;gt; e un generale disinteresse da parte della comunità astronomica, esse hanno avuto recente riscoperta in circoli di studio alternativi, e questo perchè rappresentano un interessante caso di studio nell&#039;evoluzione del pensiero scientifico perchè ha utilizzato un&#039; approccio che, seppur divergente dal paradigma scientifico consolidato, ha il merito di:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
• Tentare una sintesi tra conoscenza storica e modellizzazione fisica&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
• Sollevare questioni epistemologiche sul rapporto tra scienza e tradizione&amp;lt;ref&amp;gt;Boudon, R. (2003). Déclin de la morale? Déclin des valeurs? (Capitolo su &amp;quot;scienza e tradizione&amp;quot; con riferimenti a casi come Crombette).&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
• Offrire spunti per riflessioni sull&#039;evoluzione dei modelli scientifici&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Crombette, del resto, non rappresenta un caso isolato. Una critica ancora più radicale all’eliocentrismo, condotta con strumenti maggiormente tecnici, è stata avanzata in tempi più recenti da autori come  [[Giancarlo Infante]]. Partendo da studi filosofici ed esoterici sulle origini della scienza moderna, quest’ultimo ha tentato di decostruire il modello copernicano nel suo testo chiave &#039;&#039;&amp;quot;La crociata eliocentrica del senso comune&amp;quot;&#039;&#039;, avanzando una serie di argomentazioni presentate come decisive a sostegno del geocentrismo. In quest&#039;opera, Infante storicizza la cosiddetta &amp;quot;rivoluzione copernicana&amp;quot;, interpretandola non come autentico progresso scientifico bensì come espressione di un&#039;ideologia esoterica di matrice pitagorica. Secondo la sua analisi, questa corrente di pensiero si sarebbe insinuata nella scienza moderna, e anche nella filosofia occidentale, influenzando in modo determinante autori come [[Cartesio]] e Kant. Sebbene le critiche di Infante alla scienza moderna non siano sulla sua metodologia e sui risultati che essa ha raggiunto, egli sostiene che, almeno per quanto riguarda l’eliocentrismo, essa avrebbe intrapreso una direzione erronea. Secondo la sua analisi, la ricerca di prove a sostegno della teoria pitagorica del moto terrestre sarebbe stata condotta &#039;&#039;&#039;solo a posteriori&#039;&#039;&#039;, tralasciando le contraddizioni già emerse nel Cinquecento. Un esempio lampante di queste incongruenze è rappresentato dal fatto che, in quel periodo, &#039;&#039;&#039;le tavole astronomiche geocentriche fornivano previsioni più accurate&#039;&#039;&#039; rispetto a quelle basate sul modello copernicano.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo a descrivere i Pitagorici come una &amp;quot;setta&amp;quot; fu Aristotele, che nella &#039;&#039;Metafisica&#039;&#039; (Libro I) criticò la loro cosmologia, in particolare l&#039;idea di una &#039;&#039;&#039;&amp;quot;sfera del fuoco&amp;quot;&#039;&#039;&#039; (che sarebbe all&#039; interno del Sole) al centro del cosmo, da loro chiamata &#039;&#039;&#039;&amp;quot;Prigione di Zeus&amp;quot;&#039;&#039;&#039; (in riferimento a Giove). Aristotele muoveva inoltre una critica fondamentale ai Pitagorici, accusandoli di non adeguare le proprie teorie all&#039;osservazione dei fenomeni naturali, bensì di forzare la realtà per adattarla alle loro concezioni preesistenti, organizzandola artificiosamente in un sistema ordinato.Questa stessa obiezione metodologica sarebbe riemersa secoli dopo nelle critiche di Tycho Brahe alla rivoluzione copernicana: l&#039;astronomo danese, pur riconoscendo i meriti matematici dell&#039;eliocentrismo, rimproverava a Copernico di privilegiare l&#039;eleganza teorica rispetto alla fedeltà ai dati osservativi. Nella ricostruzione di Infante, l&#039;ideologia pitagorica avrebbe esercitato un&#039;influenza determinante su tutti i principali protagonisti della rivoluzione eliocentrica:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;A) Niccolò Copernico&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
* Nel &#039;&#039;De revolutionibus&#039;&#039; (1543) cita esplicitamente &#039;&#039;&#039;Filolao&#039;&#039;&#039;, filosofo pitagorico che ipotizzò un &amp;quot;fuoco centrale&amp;quot; nell&#039;universo.&lt;br /&gt;
* La sua matematica celeste riprende l&#039;idea pitagorica di &#039;&#039;&#039;armonia delle sfere&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel &#039;&#039;De Revolutionibus&#039;&#039;, Copernico cita espressamente una lettera di Liside a Ipparco per affermare la sua convinzione che &amp;quot;la società di Pitagora non si sia mai dissolta&amp;quot;. Questo riferimento non è casuale: riflette sia gli ambienti culturali da lui frequentati, sia l&#039;influenza del suo maestro Domenico Maria Novara, legato alle corti medicee dove - in quel periodo - si stava sviluppando un rinnovato interesse per il pitagorismo e per dottrine alternative all&#039;aristotelismo dominante. Oltre a ciò per quanto riguarda il metodo stesso pitagorico,fondato sul segreto iniziatico Copernico scrive &amp;quot;Non è bene divulgare a tutti quanto,con tanta fatica,abbiamo conquistato e chi facesse il contrario dovrebbe essere da noi giustamente considerato come empio e ingiusto&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;B) Johannes Kepler&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
* Ne &#039;&#039;Il Mistero Cosmografico&#039;&#039; (1596) costruisce il sistema solare basato sui &#039;&#039;&#039;solidi platonici&#039;&#039;&#039;, figura chiave del pitagorismo rinascimentale.&lt;br /&gt;
* Le sue &#039;&#039;&#039;leggi armoniche&#039;&#039;&#039; del moto planetario sono esplicitamente ispirate a Pitagora.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Keplero che contribuì in modo determinante al successo scientifico dell&#039; eliocentrismo è oggetto di severe critiche da parte di Infante, il quale sostiene che le sue leggi del moto planetario riflettano &#039;&#039;&#039;un’idealizzazione matematica della realtà&#039;&#039;&#039;, piuttosto che una descrizione fedele dei fenomeni fisici. Inoltre, lo stesso Infante avanza l’ipotesi che Keplero possa aver avuto un ruolo nell’avvelenamento del suo maestro&#039;&#039;&#039;, Tycho Brahe&#039;&#039;&#039;, al fine di accelerare la propria carriera scientifica(con la sua morte ereditò la carica di &#039;&#039;Mathematicus Imperialis&#039;&#039; alla corte di Rodolfo II). Poi mentre Tycho Brahe considerava l&#039;astronomia una scienza ipotetica, in cui le verifiche sperimentali dovevano seguire le osservazioni, Keplero - in linea con l&#039;approccio pitagorico - procedeva a priori, costruendo modelli matematici che solo in un secondo momento venivano confrontati con i dati empirici, rischiando così di adattare la realtà alle proprie concezioni teoriche preesistenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;C) Galileo&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Attraverso una matematicizzazione della natura&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;D) Newton&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Infante nel suo libro cita la dott.ssa Mara Nicosia che dice &amp;quot;La svolta fondamentale della fisica moderna,compiuta da Newton nei &#039;&#039;Principia mathematica,&#039;&#039; corrisponde a un&#039; esplicito tentativo di riscoprire l&#039; aspetto esoterico della cosmologia pitagorica,nascosto sotto i discorsi &amp;quot;volgari&amp;quot; delle sfere&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;M.Nicosia, &#039;&#039;La tradizione pitagorica e la massoneria&#039;&#039;,p.73&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le tesi di Giancarlo Infante, sebbene ancora marginali nel dibattito scientifico contemporaneo, rappresentano un caso significativo nella storia delle idee. La sua radicale decostruzione della rivoluzione copernicana – interpretata non come progresso scientifico ma come revival di un esoterismo pitagorico – solleva questioni ancora aperte:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
# &#039;&#039;&#039;Il ruolo delle metafore nella scienza&#039;&#039;&#039;: quanto il linguaggio matematico è descrittivo e quanto è proiettivo?&lt;br /&gt;
# &#039;&#039;&#039;La persistenza dei miti&#039;&#039;&#039;: come certe narrazioni (es. il Sole &amp;quot;nobile&amp;quot; al centro) sopravvivono a cambiamenti di paradigma.&lt;br /&gt;
# &#039;&#039;&#039;Il confine tra eresia e innovazione&#039;&#039;&#039;: la stessa accusa di &amp;quot;irrazionalità&amp;quot; mossa da Infante a Keplero fu rivolta a Galileo dalla Chiesa&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pur nella loro parzialità, queste critiche ricordano che ogni rivoluzione scientifica è anche:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Uno &#039;&#039;&#039;scontro di narrazioni&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
* Un &#039;&#039;&#039;processo di selezione culturale&#039;&#039;&#039; (non solo di verità assolute)&lt;br /&gt;
* Un &#039;&#039;&#039;dialogo con il passato&#039;&#039;&#039; (qui il pitagorismo come archetipo).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le questioni metodologiche sollevate dall&#039;analisi di Infante potrebbero trovare una chiave interpretativa particolarmente significativa riesaminando due  figure emblematiche  del Rinascimento maturo: [[Gerolamo Cardano]] (1501-1576) e [[Bernardino Telesio]] (1509-1588).  La loro rilevanza storiografica deriva dall&#039;essersi collocati in un&#039;epoca di cruciale transizione epistemologica - tra la fisica qualitativa aristotelica e la nascente scienza quantitativa, sviluppando un progetto intellettuale volto a superare i paradigmi tradizionali evitando quelle derive esoteriche che lo stesso Infante aveva individuato nella rivoluzione copernicana.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Il geocentrismo di Cardano ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sebbene Cardano conoscesse le teorie copernicane, le respinse per ragioni sia filosofiche che fisiche:   &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Obiezioni filosofiche:&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
# &#039;&#039;&#039;Contrarietà alla fisica aristotelica&#039;&#039;&#039;: il moto terrestre avrebbe violato i principi della dinamica allora accettata, e la Terra, in quanto elemento &#039;&#039;pesante&#039;&#039; (&#039;&#039;grave&#039;&#039;), tendeva naturalmente verso il &#039;&#039;basso( p&#039;&#039;er definizione, il &amp;quot;basso&amp;quot; cosmologico coincideva con il &#039;&#039;centro dell&#039;universo).&#039;&#039; Un moto permanente della Terra avrebbe richiesto una forza motrice continua (inesistente nel sistema aristotelico) e una deviazione dalla sua sede con conseguenze impossibili, gli oggetti terrestri in caduta avrebbero mostrato traiettorie curve (non osservate)&lt;br /&gt;
# &#039;&#039;&#039;Incompatibilità con l’astrologia&#039;&#039;&#039;: un sistema eliocentrico avrebbe reso più complessa l’interpretazione degli influssi astrali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tuttavia, Cardano apprezzava &#039;&#039;&#039;alcuni aspetti matematici&#039;&#039;&#039; del modello copernicano, riconoscendone l’utilità per i calcoli astronomici, negli &#039;&#039;Aforismi astrologici&#039;&#039; pur non citando Copernico adotta calcoli di longitudine simili alle tavole copernicane e nell&#039; &#039;&#039;Encomium Ptolemaei&#039;&#039; dice che &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
l&#039; ipotesi copernicana, sebbene falsa in fisica, offre un&#039;ammirevole eleganza matematica   &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Obiezioni fisiche&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
# &#039;&#039;&#039;Assenza di moto percepibile&#039;&#039;&#039;:  In una lettera a Johannes Stadius (1558), Cardano afferma che &#039;quanto Copernico scrive riguardo al moto terrestre può essere dimostrato geometricamente, ma la natura lo contraddice&#039;.&amp;quot; Anche in questo caso si sarebbero prodotte conseguenze fisiche inaccettabili: l&#039;atmosfera avrebbe generato venti vorticosi e permanenti - fenomeno mai osservato nell&#039;esperienza sensibile - e comunque si sarebbe dovuto percepire almeno un qualche effetto dinamico.&lt;br /&gt;
# &#039;&#039;&#039;Propagazione della luce:&#039;&#039;&#039; Cardano sosteneva che la propagazione luminosa solare non potesse avvenire per trasmissione diretta, poiché - secondo la sua teoria esposta nel [[De Subtilitate]] , l&#039;intensità luminosa subisce un progressivo indebolimento in relazione alla distanza Terra-Sole. Questo fenomeno, da lui quantificato in un&#039; opera successiva, il &amp;quot;&#039;&#039;De proportionibus&#039;&#039; (1970, cap. &amp;quot;&#039;&#039;De Lumine&amp;quot;)&#039;&#039;  con una legge del tipo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;big&amp;gt;&amp;lt;math&amp;gt;I \propto \frac{1}{D + k}&amp;lt;/math&amp;gt;&amp;lt;/big&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
dove:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I = intensità luminosa &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
D = distanza dalla sorgente&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
k = costante del mezzo (si riferisce alla densità dell&#039;[[etere]])&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Implica che la luce  giunge alla Terra in forma già attenuata (&amp;quot;&#039;&#039;lumen debile&#039;&#039;&amp;quot;) e che può essere efficacemente riflessa solo quando è concentrata in spazi delimitati (&#039;&#039;&amp;quot;loci congrui&amp;quot;&#039;&#039;) oppure rifratta attraverso mezzi particolari (es. cristalli o specchi concavi)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== &#039;&#039;&#039;La connessione luce-geometria in Girolamo Cardano: un&#039;analisi tecnica&#039;&#039;&#039; ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== 1. Principi fondamentali dell&#039;ottica cardaniana ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cardano sviluppò una teoria geometrica della luce che integrava:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Ottica euclidea&#039;&#039;&#039; (propagazione rettilinea)&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Filosofia naturale qualitativa&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;elementi matematici collegati agli astri e corpi celesti&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cardano elabora una cosmologia dell&#039;illuminazione basata su principi qualitativi, dove la relazione tra corpi celesti è governata da una gerarchia di brillantezza(questo perchè la luce è sostanza della brillantezza e del calore). Secondo questa visione, quando un ente meno luminoso viene occultato da uno più brillante, la sua ombra risulta attenuata anziché evidenziata. In questo sistema, la Luna occupa una posizione peculiare: a differenza delle stelle che proiettano ombra di giorno, il nostro satellite esercita la sua influenza ombrosa durante la notte. La sua luce, inoltre, possiede l&#039;intensità sufficiente per eclissare persino l&#039;ombra delle stelle. Tuttavia, lo stesso fenomeno di occultamento può applicarsi alla Luna stessa. Cardano interpreta l&#039;illuminazione variabile di Venere attraverso un&#039;analogia architettonica: il pianeta funge da &#039;&#039;&#039;&amp;quot;finestra lunare&amp;quot;&#039;&#039;&#039;, attraverso cui filtra solo una porzione della sua luce. Le stelle poi hanno luce propria e la loro mescolanza dà origene alla Via Lattea.  La sua visibilità a occhio nudo deriverebbe dall&#039;interazione tra:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
# La &#039;&#039;&#039;compattezza della sostanza celeste&#039;&#039;&#039;, che funge da mezzo ottico&lt;br /&gt;
# La &#039;&#039;&#039;disposizione rarefatta delle stelle&#039;&#039;&#039;, la cui luce si combina nell&#039;osservazione terrestre&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le comete, infine, condividerebbero queste caratteristiche di densità e distribuzione luminosa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039; illuminazione viene poi classificata in tre tipologie:  la prima è l&#039;illuminazione diretta, che presenta gli oggetti nella loro autentica natura, senza alterazioni. La seconda riguarda i fenomeni di rifrazione, dove la luce trasmette un&#039;immagine modificata della realtà, come avviene quando osserviamo oggetti attraverso mezzi trasparenti ma densi. La terza modalità coinvolge la riflessione, che restituisce una rappresentazione speculare del mondo visibile. Esistono inoltre casi complessi in cui riflessione e rifrazione interagiscono simultaneamente, generando effetti ibridi. Tutti questi processi visivi si realizzano attraverso il comportamento dei raggi luminosi, sebbene il loro percorso rimanga invisibile nell&#039;aria. Secondo Cardano ciò accade perchè essi penetrano solo quando sono uno,se sono due vengono riflessi e se sono tre si genera una grande quantità di calore. &amp;quot;Nella Via Lattea invece non sono solo due o tre ma le stelle sono chiuse o compatte e fanno migliaia di riflessioni e come c’è ne sono molte, ci dev’essere un bianco al centro”&amp;lt;ref&amp;gt;Cardano, The De subtilitate,edited by John M. Forrester p. 222.&amp;lt;/ref&amp;gt;&amp;lt;ref&amp;gt;Cardano ci vede una corrispondenza tra questo fenomeno e il bianco delle candele&amp;lt;/ref&amp;gt;. Il fenomeno presenta analogie con il funzionamento di un telescopio(perchè anche in tal caso i raggi coincidono con un piccolo spazio), ma con una differenza fondamentale: quando la superficie non è bianca, i raggi luminosi tendono a convergere e concentrarsi, potendo così raggiungere un&#039;intensità tale da generare combustione. Al contrario, una superficie bianca produce l&#039;effetto opposto, disperdendo e diffrangendo la radiazione luminosa&amp;lt;ref&amp;gt;ciò accadrebbe perchè un tessuto bianco è consumato dal fuoco&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nell&#039; ontologia cardaniana, dove la forma (morphé) rappresenta uno dei principi fisici(intesa come quantità di materia che riempie una dato spazio), l&#039;illuminazione funge da mezzo di metamorfosi sostanziale, dove diventa possibile la manipolazione di forme,dimensioni e colori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== 2. La teoria dei coni visivi ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cardano propose che la visione avvenisse attraverso &#039;&#039;&#039;&amp;quot;coni visivi&amp;quot;&#039;&#039;&#039; (o piramidi visive), un&#039;idea che riprende e modifica la tradizione ottica antica e medievale, in particolare quella di &#039;&#039;&#039;Euclide&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;Alhazen (Ibn al-Haytham)&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Punti chiave della teoria: ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
# &#039;&#039;&#039;Emissione di raggi visivi&#039;&#039;&#039;:&lt;br /&gt;
#* Cardano aderiva parzialmente all&#039;idea (di derivazione euclidea) che l&#039;occhio emettesse raggi visivi che si propagavano in linea retta verso gli oggetti.&lt;br /&gt;
#* Tuttavia, a differenza di alcune teorie emissioniste estreme, Cardano non credeva che l&#039;occhio &amp;quot;sparasse&amp;quot; luce attivamente, ma piuttosto che la visione fosse un processo di ricezione e elaborazione di stimoli esterni.&lt;br /&gt;
# &#039;&#039;&#039;Formazione di coni ottici&#039;&#039;&#039;:&lt;br /&gt;
#* Ogni punto di un oggetto emette (o riflette) raggi che formano un &#039;&#039;&#039;cono visivo&#039;&#039;&#039; con il vertice nell&#039;occhio dell&#039;osservatore.&lt;br /&gt;
#* Questa idea ricorda il concetto di &#039;&#039;&#039;piramide visiva&#039;&#039;&#039; di Leon Battista Alberti, usato nella teoria della prospettiva rinascimentale.&lt;br /&gt;
# &#039;&#039;&#039;Ruolo della luce e del mezzo&#039;&#039;&#039;:&lt;br /&gt;
#* Cardano riconosceva che la luce esterna fosse necessaria per la visione, in linea con la teoria di Alhazen (che aveva respinto l&#039;emissionismo puro).&lt;br /&gt;
#* Sosteneva che i raggi viaggiassero attraverso un mezzo (l&#039;aria) e che la loro intensità diminuisse con la distanza.&lt;br /&gt;
# &#039;&#039;&#039;Percezione della profondità e della distanza&#039;&#039;&#039;:&lt;br /&gt;
#* La sovrapposizione dei coni visivi permetteva al cervello di interpretare la distanza e la tridimensionalità degli oggetti, anticipando parzialmente le teorie moderne sulla visione binoculare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Differenze con Alhazen e la prospettiva rinascimentale ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Alhazen&#039;&#039;&#039; aveva già confutato l&#039;emissionismo greco, sostenendo che la visione fosse dovuta alla ricezione di raggi luminosi &#039;&#039;&#039;provenienti dagli oggetti&#039;&#039;&#039;, non dall&#039;occhio.&lt;br /&gt;
* Cardano cercò un compromesso, mantenendo l&#039;idea dei coni/piramidi visive ma dando più importanza al ruolo della luce ambientale.&lt;br /&gt;
* La sua teoria influenzò gli studi successivi sulla &#039;&#039;&#039;camera oscura&#039;&#039;&#039; e sulla prospettiva, ponendo le basi per l&#039;ottica moderna&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La teoria dei coni visivi è un modello geometrico puro in cui l&#039;intersezione dei coni visivi genera la visione in modo simile a una prospettiva pittorica. Questa teoria, infatti, ispirò anche la sua interpretazione dell&#039;illuminazione solare sulla Terra, delle fenomenologie dell&#039;alba e del tramonto – fenomeni che, a suo dire, non erano mai stati indagati razionalmente – e del corrispondente crepuscolo, ossia la luce diffusa che precede l&#039;alba e segue il tramonto. Cardano illustra questo processo attraverso una rappresentazione geometrica dove un cerchio principale racchiude in alto il cerchio AB, simbolo del Sole, e più in basso, quasi al centro, il cerchio minore AD che raffigura la Terra. All&#039;interno di questa struttura si delineano due elementi fondamentali: un cono di luce solare che si estende tra CD - posizionato in prossimità del Sole AB - e la Terra, e un cono d&#039;ombra terrestre che si proietta dal punto E, centro del cerchio principale, verso CD(intersecandosi quindi con l&#039;altro cono). È proprio attraverso il rapporto dinamico tra questi due coni -che avvengono i fenomeni luminosi.[[File:Univers.svg|centro]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo modello, il cono di luce solare rappresenta i raggi del Sole che giungono sulla Terra in modo attenuato, avendo perso gran parte della loro originaria intensità. Quando incontrano la sfera  terrestre, questi raggi vengono bloccati e possono manifestare appieno la loro brillantezza solo se vengono riflessi in un&#039;unico posto dove possono essere concentrati: il punto in cui il cono d&#039;ombra terrestre interseca la sfera del pianeta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il cono d&#039;ombra che sarebbe quindi la zona dove la luce solare viene bloccata dalla massa del pianeta si forma grazie a due linee tangenti che convergono in un punto F. In questo modello, il punto F, posizionato in direzione opposta al Sole, rappresenta il luogo dove si forma e si concentra l&#039;ombra terrestre,compattata da vapori ( Cardano pensava esisteva una regione dei vapori sotto il punto E) in modo tale che si estenda fino a pun punto G, creando così una zona (FG) in cui i raggi solari potevano penetrare direttamente senza subire riflessione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All&#039;interno di questa configurazione geometrica, i raggi solari - dopo essere stati rifratti al di sotto del punto E - si diffondono attraverso la riflessione su tutta la superficie planetaria. Cardano ampliava ulteriormente questo quadro teorico introducendo il concetto di &amp;quot;cielo del sole&amp;quot;, da lui identificato con la regione ABF esterna al cono. Secondo questa visione, la sostanza celeste non era limitata alla sola porzione visibile dell&#039;atmosfera, ma poteva estendersi  anche al di sotto del punto E e quindi della superficie terrestre. Secondo questa visione, il Sole che percepiamo ad occhio nudo non sarebbe l&#039;astro reale, bensì una copia generata dalla riflessione della luce solare dopo essere stata rifratta in un luogo sotterraneo. Inoltre i raggi solari influirebbero anche sulla percezione sensoriale della Terra, perchè la vera forma della Terra sarebbe circolare,ma apparirebbe piatta a causa dei raggi solari.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Il circolo equinoziale ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il circolo equinoziale in astronomia è considerato un  cerchio immaginario della sfera celeste, esso  proietta l&#039;equatore terrestre nello spazio mantenendo la stessa equidistanza dai poli celesti che l&#039;equatore terrestre ha dai poli geografici.La sua funzione non si limita a orientare le coordinate astronomiche, ma divide il mondo in due parti, creando una linea di confine tra il visibile e l&#039;invisibile. Infatti, le stelle che osserviamo di notte rappresentano solo una frazione di quelle esistenti nell&#039;universo. Nella prospettiva di Cardano - dove l&#039;illuminazione celeste segue una struttura gerarchica in cui gli enti più luminosi oscurano quelli meno brillanti - il circolo equinoziale è come se fosse uno schermo cosmico: ciò che appare entro i suoi confini impedisce l&#039;osservazione delle altre fonti luminose. Per analogia, così come non vediamo l&#039;ombra della Terra (che nella sua concezione si estenderebbe oltre la superficie terrestre), allo stesso modo il circolo equinoziale nasconderebbe alla vista certe illuminazioni celesti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella visione geocentrica di Cardano il circolo equinoziale si manifesterebbe nella superficie terrestre in riferimento quindi alla Terra e questo perchè il Sole giace su di esso e quindi ne esercita un potere(modificando teoricamente quindi anche la superficie terrestre). Cardano spiega ciò in un secondo disegno successivo a quello precedente collegandolo anche al fenomeno crepuscolo mattutino dove ne determina:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* La durata (19° prima dell&#039;alba ≈ 1h15m)&lt;br /&gt;
* La causa fisica (rifrazione della luce attraverso la regione dei vapori)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Universo.svg|centro]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli elementi chiave di questo schema geometrico sono:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Cerchio&#039;&#039;&#039;: Rappresenta la Terra con centro &#039;&#039;&#039;C&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Tangente AD&#039;&#039;&#039;: Linea che sfiora la Terra (orizzonte geometrico)&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Punto E&#039;&#039;&#039;: &amp;quot;Cima dei vapori&amp;quot; (limite superiore dell&#039;atmosfera)&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Raggio FG&#039;&#039;&#039;: Luce solare che entra nell&#039;atmosfera&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Angolo EGA&#039;&#039;&#039;: 19° (durata del crepuscolo)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cardano sostiene che c&#039;è un primo contatto tra luce ed atmosfera quando il Sole è ancora 19 gradi sotto l&#039;orizzonte (posizione F), i suoi raggi colpiscono i vapori (E), e questa luce rifratta crea il primo chiarore (inizio crepuscolo). L&#039;angolo EGA = 19 gradi è calcolato considerando la grande distanza Tra Sole e Terra con i raggi praticamente paralleli e la similarità dei triangoli CBE e EGA. La tangente AD serve da riferimento per misurare l&#039;altezza dei vapori (E). Cardano fornisce delle prove logiche a supporto di questi ragionamenti:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Se la luce non toccasse &#039;&#039;&#039;E&#039;&#039;&#039; prima, il crepuscolo inizierebbe in ritardo&lt;br /&gt;
* I vapori fungono da &amp;quot;specchio&amp;quot; che piega la luce verso terra&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cardano parla del circolo equinoziale non solo nel &#039;&#039;De Subtilitate&#039;&#039; ma anche nel &#039;&#039;De Rerum Varietate&#039;&#039; in un capitolo specifico incentrato sull&#039; [[Asia]] (la cui etimologia deriverebbe da Asu luogo dove sorge il Sole) vedendoci in questo continente il luogo dove terra e cielo si congiungono confermando quindi la sua idea di una correlazione tra regioni terrestri e fenomeni celesti dove il Sole spesso ha un ruolo attivo nella modifica delle parti. Cardano associava l’Asia (in particolare le sue zone tropicali) al circolo equinoziale per tre ragioni:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Posizione geografica&#039;&#039;&#039;:&lt;br /&gt;
** L’equatore terrestre attraversa l’Asia meridionale (Indonesia, Oceano Indiano).&lt;br /&gt;
** Cardano notava che queste regioni avevano &#039;&#039;&#039;climi estremi&#039;&#039;&#039; (caldo umido, monsoni), che attribuiva all’influenza diretta del circolo equinoziale.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Influenza astrologica&#039;&#039;&#039;:&lt;br /&gt;
** Nella sua teoria climatica, le zone sotto l’equatore celeste erano dominate da &#039;&#039;&#039;influssi solari e lunari&#039;&#039;&#039; più intensi. &lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Simbolismo culturale&#039;&#039;&#039;:&lt;br /&gt;
** Associò l’Asia (specie l’India) alla &#039;&#039;&#039;saggezza antica&#039;&#039;&#039;, suggerendo che la vicinanza all’equatore favorisse una conoscenza più profonda dei cicli celesti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per Cardano, il circolo equinoziale agiva come un &#039;&#039;&#039;&amp;quot;canale&amp;quot; energetico&#039;&#039;&#039; tra cielo e terra e questo si manifestava nella ricezione della luce dove i raggi solari  arrivando perpendicolari all’equatore durante gli equinozi, riscaldavano maggiormente l’Asia tropicale e questo spiegava la &#039;&#039;&#039;fertilità&#039;&#039;&#039; di quelle regioni (riso, spezie) e i loro &#039;&#039;&#039;disastri naturali&#039;&#039;&#039; (tsunami, cicloni).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Pianeti e stelle ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come Aristotele, anche Cardano non riconosce una differenza sostanziale tra stelle e pianeti, riprendendo l’antica concezione che vedeva questi ultimi semplicemente come &#039;&#039;stelle erranti&#039;&#039; che vagano nel cosmo. Tuttavia, rispetto allo Stagirita, Cardano introduce un’ulteriore teoria: le stelle si formerebbero dalla distruzione di raggi luminosi e, a differenza dei pianeti, appaiono scintillanti proprio perché situate a distanze enormemente maggiori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I pianeti, al contrario, non scintillano poiché i loro raggi, essendo più vicini alla Terra, conservano intatta la loro potenza luminosa&amp;lt;ref&amp;gt;Come anche Aristotele sosteneva nel De Caelo ,2.8,290 a 18-22(Loeb 187-89): &amp;quot;&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;Questa è la ragione possibile per cui le stelle fisse appaiono scintillare e i pianeti no:i pianeti sono vicini,così la loro visione ci raggiunge con potenza non alterata;ma nel raggiungere le stelle fisse,l&#039;estensione è troppo lontana, e la distanza le fa vacillare&#039;&#039;&#039;&amp;quot;&#039;&#039;.&amp;lt;/ref&amp;gt;. Ciononostante, Cardano ammette un’eccezione: in casi anomali, anche un pianeta può presentare scintillio, come accade con &#039;&#039;&#039;Marte&#039;&#039;&#039;, la cui luce tremula e rossastra sarebbe causata dall&#039;aria violenta che lo agita e l&#039;avvolge.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Teorie emergenti ==&lt;br /&gt;
Una teoria emergente propone che la gravità non sia una forza fondamentale della natura, bensì un fenomeno di origine termodinamica, risultante dall&#039;aumento cosmico dell&#039;entropia. Questo approccio, che qualora confermato sperimentalmente avrebbe carattere rivoluzionario, mette in discussione un principio cardine della fisica moderna, secondo il quale la gravità è una delle quattro interazioni fondamentali dell&#039;universo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Formulata dal fisico teorico Erik Verlinde nel 2010 e nota come &#039;&#039;&#039;&amp;quot;gravità entropica&amp;quot;,&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Verlinde, E. P. (2010). &amp;quot;On the Origin of Gravity and the Laws of Newton&amp;quot;. Journal of High Energy Physics, 2011(29).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
    Articolo seminale in cui Verlinde introduce l&#039;idea della gravità come forza entropica &amp;lt;/ref&amp;gt; l&#039;ipotesi sostiene che la gravità non esista in senso tradizionale, ma emerga piuttosto dalla tendenza dell&#039;universo verso un disordine crescente – in accordo con il principio dell&#039;aumento dell&#039;entropia sancito dalla seconda legge della termodinamica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Verlinde si richiama alle intuizioni di Rudolf Clausius e Ludwig Boltzmann, i quali nel XIX secolo definirono l&#039;entropia come misura del disordine di un sistema, dimostrandone l&#039;inevitabile tendenza ad aumentare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per anni rimasta confinata all&#039;ambito speculativo, la teoria potrebbe oggi essere sottoposta a verifica sperimentale grazie al fisico Dan Carney del Lawrence Berkeley National Laboratory, che ha ideato un esperimento per testarne la validità&amp;lt;ref&amp;gt;Carney, D. (2024). &amp;quot;Proposal for Laboratory Tests of Entropic Gravity&amp;quot;. Lawrence Berkeley National Laboratory.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
    Descrizione dell&#039;esperimento per rilevare fluttuazioni gravitazionali tramite micro-leve e atomi ultrafreddi&amp;lt;/ref&amp;gt;. Il presupposto su cui si basa è che, se la gravità ha effettivamente origine entropica, dovrebbero manifestarsi minuscole fluttuazioni casuali nell&#039;attrazione gravitazionale tra i corpi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;esperimento prevede l&#039;utilizzo di sensori d&#039;avanguardia, come micro-leve o pendoli torsionali accoppiati a nubi di atomi in stati quantistici, in grado di rilevare queste eventuali anomalie.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se confermata, la gravità entropica potrebbe fornire una spiegazione alternativa ad alcuni dei maggiori enigmi dell&#039;astrofisica moderna. Verlinde ha suggerito, ad esempio, che l&#039;anomala velocità di rotazione delle galassie – solitamente attribuita alla materia oscura – potrebbe invece derivare da perturbazioni nella rete di informazioni quantistiche alla base dello spaziotempo, le quali generano un eccesso di entropia e, di conseguenza, una gravità aggiuntiva.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Al cuore della teoria si pone una questione ontologica fondamentale: l&#039;informazione costituisce l&#039;essenza ultima della realtà fisica? Verlinde abbraccia una visione in cui l&#039;informazione rappresenta l&#039;entità primordiale, riflettendo l&#039;influenza dell&#039;era digitale sul pensiero scientifico contemporaneo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così come la relatività di Einstein seppe rispondere alle esigenze di un&#039;epoca segnata dalla rivoluzione industriale e dei trasporti, la gravità entropica potrebbe rappresentare il tentativo di descrivere l&#039;universo attraverso il linguaggio dell&#039;informazione e della complessità. La validità di questa teoria sarà determinata dalla sua capacità di resistere al vaglio della verifica sperimentale e di fornire una descrizione coerente dei fenomeni cosmologici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Gravità Entropica e Cosmismo: Analogie Filosofiche tra Ordine, Disordine e Trascendenza ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pur nate in contesti e epoche radicalmente diversi, la teoria della gravità entropica e il [[cosmismo]] del filosofo russo [[Nikolaj Fedorov]] rivelano sorprendenti analogie concettuali, in particolare nella loro visione di un universo dinamico e interconnesso, dove il disordine—l&#039;entropia—non è un semplice prodotto del caso, ma un elemento attivo e potenzialmente governabile della realtà.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La teoria di Verlinde, smaterializzando la gravità da forza fondamentale a fenomeno emergente di origine termodinamica, dipinge un cosmo in cui la tessitura stessa dello spaziotempo è plasmata dal flusso dell&#039;informazione e dalla tendenza verso il disordine. In questo quadro, l&#039;aumento dell&#039;entropia non è solo una condizione termodinamica, ma il motore stesso che genera ciò che percepiamo come forza di gravità. Questa visione trova un&#039;eco inattesa nel pensiero cosmista. Fëdorov, infatti, concepiva l&#039;universo come un organismo unitario e vivente, in cui tutte le forze, incluso il disordine naturale, possono e devono essere comprese e infine regolate dall&#039;azione collettiva e cosciente dell&#039;umanità. Per lui, il caos e la morte rappresentavano il massimo dell&#039;entropia, una condizione da contrastare attraverso un progetto di rigenerazione universale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Entrambe le visioni, seppur con linguaggi diversi—quello della fisica teorica e quello della filosofia—assegnano all&#039;umanità un ruolo attivo e non più passivo nel cosmo. La gravità entropica, se confermata, aprirebbe teoricamente la possibilità di influenzare la gravità stessa agendo sul suo substrato informazionale.. Questo non è concettualmente lontano dal progetto fedoroviano di una &#039;&#039;&#039;&amp;quot;regolazione della natura&#039;&#039;&#039;&amp;quot;, che includeva il controllo delle forze cosmiche per superare i limiti fisici della condizione umana, come la mortalità, in una sorta di rivoluzione anti-entropica finale. In entrambi i casi, la conoscenza scientifica diventa lo strumento per decifrare e poi intervenire attivamente nell&#039;ordine profondo dell&#039;universo, trasformando l&#039;osservatore in partecipante e co-creatore del reale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== L&#039;universo e il tempo ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[tempo]] è da sempre un concetto fondamentale nelle teorie cosmologiche, dalle riflessioni degli antichi filosofi alle teorie fisiche moderne.Per gli &#039;&#039;&#039;stoici&#039;&#039;&#039;, che concepivano l’universo in termini panteistici, il tempo coincideva con il cosmo e i suoi movimenti dove il mondo periodicamente si dissolve e rinasce secondo una visione ciclica&amp;lt;ref&amp;gt;A.A. Long, Hellenistic Philosophy (1974)&amp;lt;/ref&amp;gt;. Una concezione simile si ritrova in  &#039;&#039;&#039;[[Gerolamo Cardano]]&#039;&#039;&#039;, per il quale l’universo &#039;&#039;&#039;&#039;&#039;&amp;quot;è nel tempo&amp;quot;&#039;&#039;,&#039;&#039;&#039; suggerendo una relazione inscindibile tra i due: il tempo non è un semplice contenitore, ma una dimensione intrinseca della realtà,in particolare dell&#039; universo.Con &#039;&#039;&#039;Isaac Newton&#039;&#039;&#039;, il tempo assume una natura radicalmente diversa: non più legato ai fenomeni cosmici, ma &#039;&#039;&#039;assoluto&#039;&#039;&#039;, indipendente dall’universo e dal suo divenire. Nella sua visione, il tempo scorre in modo uniforme e oggettivo, come un flusso immutabile che continuerebbe a esistere persino se l’universo cessasse di esistere.La teoria della relatività di &#039;&#039;&#039;Albert Einstein&#039;&#039;&#039; ha rivoluzionato questa concezione, riportando il tempo a una dimensione dinamica e relazionale. Spazio e tempo non sono più entità separate, ma si fondono in un unico tessuto quadridimensionale: lo &#039;&#039;&#039;spaziotempo&#039;&#039;&#039;, la cui geometria si deforma sotto l’influenza della massa e dell’energia. In questa visione, il tempo non è più assoluto, ma &#039;&#039;&#039;relativo all’osservatore&#039;&#039;&#039;, con effetti misurabili come la dilatazione temporale in prossimità di campi gravitazionali intensi o a velocità prossime a quella della luce. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Conclusione ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il termine &#039;&#039;&#039;&amp;quot;universo&amp;quot;&#039;&#039;&#039; nella sua etimologia latina  latina deriva dal temine  &#039;&#039;&#039;&amp;quot;universus&amp;quot;&#039;&#039;&#039;, composto da &#039;&#039;&#039;&amp;quot;unus&amp;quot;&#039;&#039;&#039; (uno) e &#039;&#039;&#039;&amp;quot;versus&amp;quot;&#039;&#039;&#039; (volto, participio passato di &#039;&#039;vertere&#039;&#039;, cioè &amp;quot;volgere&amp;quot;). Questo indica qualcosa che è &#039;&#039;&#039;tutto rivolto in una stessa direzione&#039;&#039;&#039;, un’entità unificata e coerente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma allora, come si è passati dall’idea di un &#039;&#039;&#039;&amp;quot;tutto ordinato&amp;quot;&#039;&#039;&#039; a quella di un &#039;&#039;&#039;universo infinito&#039;&#039;&#039;, dove le direzioni non possono che essere innumerevoli e prive di un centro?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Le contraddizioni di un universo infinito ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Mancanza di simmetria e proporzione&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
** Se l’universo fosse veramente infinito, non avrebbe una struttura armonica: le leggi fisiche non sarebbero necessariamente proporzionali in ogni punto, perché non esisterebbe un riferimento assoluto.&lt;br /&gt;
** Invece, osserviamo che le stesse leggi (come la gravità e l’elettromagnetismo) valgono ovunque, suggerendo un &#039;&#039;&#039;ordine globale&#039;&#039;&#039; più coerente con un sistema finito.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Assorbimento nell’infinito?&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
** In una realtà infinita, ci si aspetterebbe una &#039;&#039;&#039;forza dominante&#039;&#039;&#039; che tenda a disperdere o assorbire le strutture finite (come galassie e pianeti).&lt;br /&gt;
** Eppure, non osserviamo alcuna forza del genere: lo spazio sembra permettere l’esistenza stabile di corpi finiti senza &amp;quot;dissolverli&amp;quot; nell’infinito.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Direzione unica senza confini&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
** L’esperienza astronomica mostra che lo spazio &#039;&#039;&#039;sembra&#039;&#039;&#039; non avere confini, ma questo non implica necessariamente l’infinità.&lt;br /&gt;
** Se ci muovessimo in linea retta in un universo &#039;&#039;&#039;chiuso a forma di anello&#039;&#039;&#039;, potremmo viaggiare all’infinito &#039;&#039;&#039;senza mai trovare un bordo&#039;&#039;&#039;, pur rimanendo in uno spazio finito.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La soluzione geometrica: l’universo ad anello ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’ipotesi di una &#039;&#039;&#039;struttura ad anello&#039;&#039;&#039; (come suggerito anche da ricercatori come &#039;&#039;&#039;Crombette&#039;&#039;&#039;) risolve molte contraddizioni:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Direzione unica&#039;&#039;&#039;: in un anello, il movimento procede in un’unica direzione (come in un circuito chiuso).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Nessun centro assoluto&#039;&#039;&#039;: non c’è un punto centrale che &amp;quot;domina&amp;quot; il tutto, evitando il problema del riferimento privilegiato.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Finito ma illimitato&#039;&#039;&#039;: proprio come in una sfera o in un toroide, si può viaggiare indefinitamente senza mai uscire dai suoi confini.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’idea di un &#039;&#039;&#039;universo infinito&#039;&#039;&#039; entra in conflitto con l’etimologia stessa del termine (&amp;quot;&#039;&#039;universus&#039;&#039;&amp;quot;, tutto unito in una direzione) e con l’osservazione di un cosmo &#039;&#039;&#039;ordinato e simmetrico&#039;&#039;&#039;. Una geometria &#039;&#039;&#039;chiusa e finita&#039;&#039;&#039; (come quella ad anello) potrebbe spiegare meglio l’assenza di confini visibili, mantenendo coerenza con il principio di un &#039;&#039;&#039;&amp;quot;tutto&amp;quot; realmente unificato&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un&#039;universo chiuso non annulla  la domanda su cosa ci sia &#039;&#039;&#039;&amp;quot;al centro&amp;quot;&#039;&#039;&#039; – la Terra, il Sole o un ipotetico fuoco,tuttavia probabilmente perderebbe senso. Sebbene Copernico, in fondo, non si allontanava poi così tanto dall’intuizione di Crombette. dato che anche lui immaginava un cosmo sferico, delimitato da quella sfera cristallina delle stelle fisse che fungeva da confine,  insistere però oggi sulla sua visione eliocentrica è paradossalmente più problematico che credere in un universo infinito. Il motivo è semplice: il suo modello conteneva in sé due errori fondamentali, resi evidenti dai successivi secoli di scoperte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Primo, il Sole non è affatto immobile come lui pensava&#039;&#039;&#039;.&#039;&#039;&#039; I dati moderni ci mostrano come si muova attraverso il Braccio di [[Orione]]&amp;lt;ref&amp;gt;Reid, M.J. et al. (2019). &amp;quot;Trigonometric Parallaxes of High-mass Star-forming Regions&amp;quot; - Studi sul Braccio di Orione&amp;lt;/ref&amp;gt;, trascinato dalla danza gravitazionale della Via Lattea. Un centro che si sposta, però, smette di essere un centro: è come voler fissare l’ombelico di un vortice. Secondo, le stelle per Copernico erano solo puntini luminosi, fissati come gemme su una cupola.  Non ha immaginato – come invece aveva intuito Cusano – che fossero soli lontani. Quindi l’idea di un Sole,ma anche la vecchia idea pitagorica di un fuoco centrale immobilie al cuore dell’universo rappresentano al massimo idee che la filosofia antica ci ha lasciato in eredità, ma che alla luce di una riflessione più approfondita rivelano tutta la loro incongruenza. Il fuoco, per sua stessa natura, è principio di movimento , non certo di stabilità. Pensare che possa costituire il perno fisso attorno al quale ruota il cosmo significa contraddire l’essenza stessa di ciò che il fuoco è: un qualcosa di dinamico, che vive nel mutamento e che si alimenta dall&#039;esterno. Come potrebbe dunque, questa forza per eccellenza instabile, divenire il centro immutabile della realtà? Sarebbe come pretendere che un fiume in piena possa contemporaneamente scorrere e rimanere perfettamente fermo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il punto di vista dell&#039;astronomia contemporanea ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oggi l’astronomia moderna sembra procedere in modo relativamente autonomo: numerosi enti di ricerca sparsi nel mondo competono tra loro per elaborare le teorie più convincenti. Tuttavia, dietro questa molteplicità di idee e prospettive, è comunque possibile individuare alcuni principi fondamentali su cui si fonda la ricerca attuale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sebbene anche gli astronomi contemporanei riconoscano che i modelli teorici disponibili non riescono ancora a spiegare completamente tutti gli aspetti dell’universo, il modello della &#039;&#039;&#039;materia oscura&#039;&#039;&#039; rimane quello considerato più solido e con maggiore capacità predittiva per descriverne l’evoluzione. In questo quadro, l’eliocentrismo è ormai dato per implicito, mentre il geocentrismo non viene neppure preso in considerazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le nuove strumentazioni hanno inoltre permesso di acquisire una grande quantità di dati inediti. Le ricerche più recenti sembrano attribuire un ruolo importante agli eventi energetici e agli incontri gravitazionali tra corpi celesti, che contribuirebbero a determinare la posizione degli astri all’interno della galassia. Rispetto al passato, si presta inoltre maggiore attenzione al ruolo del magnetismo stellare, che può variare significativamente,anche dal punto di vista quantitativo,da una stella all’altra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questi elementi si inseriscono, ad esempio, nel dibattito sulla posizione del Sole nella galassia: se esso si trovi in una regione più centrale oppure periferica. Le conclusioni a cui si tende ad arrivare suggeriscono che i corpi celesti più densi si trovino generalmente in regioni più centrali, mentre quelli meno densi tendano a collocarsi nelle zone più periferiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;br /&gt;
[[Categoria:Astronomia]] [[Categoria:Filosofia]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari1</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Principio&amp;diff=6392</id>
		<title>Principio</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Principio&amp;diff=6392"/>
		<updated>2026-03-08T11:43:20Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari1: /* Mancanza di universalità della morte di dio */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{S}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un &#039;&#039;&#039;principio&#039;&#039;&#039; è un concetto che indica le basi e i presupposti iniziali su cui si basa o poggia una [[teoria]] o una [[dottrina]], e che assumono, per convenzione o riconosciuto diritto, validità generale ed universale all&#039;interno stesso di essa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Caratteristiche ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In [[matematica]], per esempio in [[geometria]], i principi sono costituiti da concetti “primitivi” autoevidenti, oggetto di definizione, o da assiomi o postulati, che costituiscono le “regole” da cui sono dedotti necessariamente i teoremi. Solo quest’ultimi possono essere dimostrati. Non possono essere dimostrati, invece, i principi, poiché per farlo bisognerebbe dedurli da qualcos’altro, ma, allora, non sarebbero “principi”. Ecco perché si parla di autoevidenza&amp;lt;ref&amp;gt;Francesco Paoli (2023): [https://web.unica.it/unica/protected/427523/0/def/ref/MAT426696/ &#039;&#039;La geometria nell&#039;antichità greca&#039;&#039; - Università degli studi di Cagliari] &amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nelle [[Scienza sperimentale|scienze sperimentali]] in genere un principio è indimostrabile in &#039;&#039;senso assoluto&#039;&#039;, ma viene assunto per &#039;&#039;vero&#039;&#039; in virtù della molteplicità delle osservazioni che lo verificano e le predizioni che esso, e le leggi da esso derivate, consentono di fare, venendo al contempo meno, ovvero perdendo la sua caratteristica di universalità, in presenza anche di una sola evidenza sperimentale che lo neghi, com&#039;è tipico della scienza e del suo metodo sperimentale&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.clrn.org/what-is-principle-in-science/ What is principle in science? - California Learning Resource Network] (in inglese)&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In altri contesti, come nel [[diritto]] e nella [[filosofia]], un principio è assunto come tale in quanto riconosciuto come fondativo o eticamente corretto. Alcuni esempi in quest&#039;ambito sono l&#039;&#039;&#039;arché&#039;&#039; dei presocratici, il mondo platonico delle idee, la Causa prima aristotelica, il &#039;&#039;Logos&#039;&#039; di [[Eraclito]] e degli stoici, l&#039;Uno neoplatonico, il [[Dio]] delle religioni, ecc. i quali costituiscono un principio non solo cronologico, ma anche ontologico, cosmologico o archetipico&amp;lt;ref&amp;gt;[https://fiveable.me/greek-philosophy/unit-2/thales-search-arche-first-principle/study-guide/ycJ4R8tRW0x2pcxw Thales and the search for the arche (first principle) - Fiveable] (in inglese)&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Storia ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;«Tutto è acqua»&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;. Con questa semplice ma radicale affermazione, nel VI secolo a.C., [[Talete di Mileto]] non stava solo proponendo una teoria fisica. Stava compiendo una delle più grandi rivoluzioni intellettuali della storia umana: stava sostituendo il mito con la ragione, l&#039;autorità divina con l&#039;indagine razionale&amp;lt;ref&amp;gt;[https://iep.utm.edu/thales/ Thales of Miletus (c. 620 B.C.E.—c. 546 B.C.E.) - Internet Encyclopedia of Philosophy] (in inglese)&amp;lt;/ref&amp;gt;. L&#039;idea di &#039;&#039;principio&#039;&#039; iniziò a svilupparsi con la [[filosofia greca]], e Talete di Mileto fu infatti il primo a inserire questo schema sostenendo che la molteplicità del divenire naturale è determinata da un principio comune, l&#039;[[acqua]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima di Talete, il mondo si spiegava attraverso narrazioni mitiche. I fenomeni naturali erano voleri capricciosi degli dèi, il tuono era la collera di Zeus, il mare in tempesta l&#039;ira di Poseidone. Non esistevano leggi universali, solo volontà divine imprevedibili. Talete compì il salto epocale: guardò il cosmo e vi cercò non la mano degli dèi, ma un ordine razionale, una regolarità comprensibile alla mente umana.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La scelta dell&#039;acqua come archè non fu casuale. Osservando la natura, Talete notava come l&#039;acqua fosse essenziale alla vita, come assumesse diversi stati passando da liquido a solido a vapore, come i fiumi scorressero verso il mare e dal mare si elevassero le nuvole per poi tornare come pioggia. In questo ciclo perpetuo vide la manifestazione di un principio unitario che si trasformava senza annullarsi. L&#039;acqua diventava così non solo elemento fisico, ma un qualcosa  dove il cambiamento nasceva dalla permanenza, dove la molteplicità scaturiva dall&#039;unità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa intuizione segnò la nascita del pensiero scientifico occidentale. Per la prima volta, si cercava di spiegare la totalità del reale attraverso un principio immanente alla natura stessa, non trascendente ad essa. Non più dèi sul Monte Olimpo, ma leggi dentro le cose. Il principio diveniva così il fondamento razionale della realtà, ciò che permane identico nel mutamento di tutte le cose.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I milesi che seguirono – [[Anassimandro]] e [[Anassimene]] – svilupparono questo approccio, proponendo principi diversi ma mantenendo ferma l&#039;idea di base: esiste un ordine razionale nel cosmo, e la mente umana può comprenderlo. Anassimandro parlò di àpeiron, l&#039;indeterminato infinito da cui tutte le cose traggono origine e in cui tutte ritornano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il tratto comune della filosofia presocratica, questa prima fase del pensiero occidentale, è l&#039;aver eletto la natura a oggetto privilegiato della propria indagine.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche quando Parmenide e la scuola eleatica negarono la realtà del divenire, affermando l&#039;immutabilità dell&#039;Essere, lo fecero in nome di una diversa comprensione della natura&amp;lt;ref&amp;gt;Karl Popper, Il mondo di Parmenide (1998)&amp;lt;/ref&amp;gt;.Per loro la vera physis era l&#039;essere eterno e immobile, mentre il mondo del mutamento era solo apparenza ingannevole.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I fisici pluralisti come Empedocle e Anassagora tentarono poi di conciliare l&#039;unità dell&#039;essere con la molteplicità del divenire. Empedocle con i suoi quattro elementi radicali – acqua, aria, terra, fuoco – mossi da Amore e Contesa; Anassagora con i semi infiniti ordinati da un Intelletto cosmico. In entrambi i casi, la natura restava al centro della loro speculazione, un cosmo da comprendere nella sua struttura profonda.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Democrito e gli atomisti portarono alle estreme conseguenze questo sguardo sulla physis, immaginando un composto di atomi che si muovono nel vuoto secondo leggi necessarie. La loro era forse la visione più radicalmente naturalistica: tutto, persino l&#039;anima e gli dèi, era spiegabile attraverso combinazioni di particelle materiali.. Per loro la vera physis era l&#039;essere eterno e immobile, mentre il mondo del mutamento era solo apparenza ingannevole.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La svolta antropologica: quando l&#039;uomo divenne oggetto di indagine ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se i Presocratici avevano scrutato i cieli e indagato i principi del cosmo, fu con i Sofisti e soprattutto con [[Socrate]] che lo sguardo si spostò sulla dimensione umana, sulla polis, sull&#039;anima, sulla vita morale. L&#039;uomo e la storia cominciarono a diventare oggetto di analisi in un modo completamente nuovo, segnando una tappa fondamentale nell&#039;evoluzione del pensiero. Questa transizione non fu accidentale, ma rispecchiava le trasformazioni della società greca del V secolo a.C. L&#039;affermazione della democrazia ateniese, lo sviluppo della retorica come strumento politico, l&#039;incontro con culture diverse attraverso il commercio e la colonizzazione – tutti questi fattori misero in crisi le verità tradizionali e resero urgente una comprensione più profonda della natura umana e delle sue creazioni sociali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I Sofisti furono i primi a compiere sistematicamente questo passaggio. Protagora con il suo celebre &amp;quot;l&#039;uomo è misura di tutte le cose&amp;quot; affermava che le questioni umane vanno giudicate secondo criteri umani, non in riferimento a principi cosmologici astratti. Gorgia, con il suo trattato &amp;quot;Sul non-essere&amp;quot;, smantellava le certezze metafisiche per concentrarsi sulla forza persuasiva del linguaggio – strumento per eccellenza delle relazioni umane.Ma fu Socrate a portare alle estreme conseguenze questa svolta antropologica. Il suo &amp;quot;conosci te stesso&amp;quot;, ripreso dall&#039;iscrizione del tempio di Delfi, diventò il programma di una vita dedicata all&#039;esame interiore e al [[dialogo]]. Mentre i filosofi naturali interrogavano la physis, Socrate interrogava gli ateniesi nelle piazze, mettendo in discussione le loro convinzioni sulla giustizia, sul coraggio, sulla virtù. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aristotele, da parte sua, sistematizzò lo studio dell&#039;uomo in tutte le sue dimensioni: l&#039;Etica Nicomachea esplora la vita buona, la Politica analizza le forme di governo, la Poetica indaga la creatività artistica, la Retorica studia la persuasione. Con Aristotele, l&#039;uomo diventa  &amp;quot;l&#039;animale che ha il logos&amp;quot;, non solo nel senso di possedere il linguaggio, ma nel senso di essere capace di auto-comprensione razionale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Parallelamente, anche la storia cominciò a emanciparsi dalla cronaca mitica per diventare oggetto di analisi critica. Erodoto, il &amp;quot;padre della storia&amp;quot;, pur non rinunciando completamente al meraviglioso, cercò già di distinguere tra fatti verificati e racconti leggendari. [[Tucidide]], con il suo studio della guerra del Peloponneso, compì un salto qualitativo ancora maggiore: la sua non era semplice cronaca, ma un&#039;analisi scientifica delle cause profonde degli eventi storici, delle dinamiche di potere, della psicologia collettiva. Per la prima volta, la storia veniva studiata come prodotto di forze umane comprensibili razionalmente, non come teatro di interventi divini.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Platone ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per [[Platone]], il &#039;&#039;principio&#039;&#039; (&#039;&#039;arché&#039;&#039;) non si configura come un mero inizio temporale, bensì come la fondazione ontologica e razionale dell’essere: ciò che è primario, eterno e autenticamente reale, in contrapposizione al mondo sensibile del divenire e dell’apparenza. Esso costituisce, pertanto, la via d’accesso alla verità, la chiave di volta che sostiene l’intero edificio della realtà e della conoscenza. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il principio platonico per eccellenza sono le Idee (dal greco Eidos che significa visione), o Forme. Esse non sono concetti astratti nella mente umana, ma realtà ontologiche perfette, eterne e immutabili che esistono in una dimensione iperurania, al di là del cielo sensibile. L&#039;Idea del Bello, del Giusto, del Buono, ma anche l&#039;Idea di un letto o di un cavallo, costituiscono l&#039;essenza vera della realtà. Il mondo che percepiamo con i sensi non è che una copia imperfetta, un&#039;ombra evanescente di questi principi ideali. In questo senso, il principio è ciò che conferisce intelligibilità e ordine al caos delle percezioni. Senza il principio-Idea, il mondo sarebbe un flusso inintelligibile, privo di identità e di significato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inizialmente Platone ipotizzava l&#039;esistenza di tante idee quanti enti o cose esistono nella realtà, successivamente si rese conto che un numero limitato di idee è in grado di spiegare una quantità notevole di enti, come avviene anche nell&#039;alfabeto dove poche vocali e consonanti possono formare una quantità infinita di parole,e che quindi non è più necessario  dover immaginare che debbano esistere idee specifiche per qualsiasi cosa, come per esempio la sporcizia o il fango: ricorrendo a delle idee generali o generi, le si potrà definire ugualmente mediante le idee di dimensione, di forma, ecc. Questa riflessione portò Platone a individuare, tra le diverse idee, alcune a cui ogni ente deve necessariamente partecipare. Si tratta di idee più generali che Platone chiama &amp;quot;generi sommi&amp;quot; e che analizza nel dialogo del &#039;&#039;Sofista&#039;&#039;. Essi sono le idee di essere, di identico e di diverso, di moto e di quiete. Ciò in quanto ogni ente che sia esistente deve anche essere identico a sé stesso e diverso dagli altri, e trovarsi in stato di movimento oppure di quiete.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il presupposto che porta Platone a considerare la diversità come genere sommo gli permette anche di confutare la filosofia di [[Parmenide]] e degli Eleati: dire, infatti, che una rosa non è un cavallo non significa predicare il &amp;quot;non essere&amp;quot; assoluto, come intendeva Parmenide che negava così l&#039;esistenza del molteplice, ma significa affermare che la rosa è diversa dal cavallo. In questo modo, Platone apre la strada alla possibilità di pensare e dire la molteplicità e la relazione senza cadere in contraddizione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra tutte le Idee, un ruolo di principio supremo spetta all&#039;Idea del Bene, che Platone, nella &#039;&#039;Repubblica&#039;&#039;, descrive con la celebre metafora del Sole. Come il [[Sole]] nel mondo visibile permette la vista degli oggetti e ne è la causa della loro crescita, così l&#039;Idea del Bene nel mondo intelligibile è il principio che dona verità agli oggetti della conoscenza e ne è la causa stessa della loro esistenza. Il Bene, quindi, non è semplicemente un principio etico, ma il principio ontologico e gnoseologico assoluto, ciò che sta &amp;quot;al di là dell&#039;essenza&amp;quot;, fondando e rendendo possibile tutto il resto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il ruolo storico di Platone attorno a questa questione è stato letteralmente fondativo. Egli ha istituito per la prima volta in modo sistematico il dualismo tra un mondo sensibile, ingannevole e corruttibile, e un mondo intelligibile, vero ed eterno, i cui principi sono accessibili solo alla ragione. Tale distinzione ha esercitato la sua influenza su tutta la filosofia posteriore:segnò quella antica attraverso la metafisica di Aristotele&amp;lt;ref&amp;gt;    Cherniss, H., The Riddle of the Early Academy, University of California Press, 1945&amp;lt;/ref&amp;gt;, si integrò in quella [[Medioevo|medievale]] divenendo struttura portante del pensiero [[Cristianesimo|cristiano]], e ispirò infine quella moderna gettando le basi per un&#039;indagine scientifica del reale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il Principio come Problema: L&#039;Eredità di Platone e le sue Crisi ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;istituzione del principio platonico come Idea iperurania, non fu solo una risposta; fu anche l&#039;apertura di un campo di tensioni filosofiche destinate a perdurare per millenni. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;La Crisi Interna: Il &amp;quot;Terzo Uomo&amp;quot; e il Problema della Partecipazione&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La teoria delle Idee generò immediatamente un problema logico-metafisico di fondamentale importanza, sollevato dallo stesso Platone nel &#039;&#039;Parmenide&#039;&#039;. Se ogni cosa è ciò è in virtù della sua partecipazione a un&#039;Idea (ad esempio, un cavallo è tale perché partecipa all&#039;Idea di Cavallo), cosa stabilisce la relazione tra i due? Se l&#039;Idea è un&#039;altra cosa rispetto agli oggetti che la &amp;quot;imitano&amp;quot;, non si deve forse postulare un&#039;Idea superiore che spieghi ciò che l&#039;Idea e l&#039;oggetto hanno in comune? Questo regresso all&#039;infinito (il cosiddetto argomento del &amp;quot;Terzo Uomo&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;&amp;quot;The Third Man Argument in the Parmenides&amp;quot;. In: Philosophical Review, 1954). (Un articolo seminale che ha rilanciato il dibattito moderno sul problema).&amp;lt;/ref&amp;gt;) minava alla base la coerenza del principio platonico, rivelando la difficoltà di connettere in modo non arbitrario il mondo trascendente delle cause con il mondo immanente degli effetti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;La Svolta Aristotelica: Il Principio Immanente come Essenza&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La reazione di Aristotele, suo allievo, fu una delle più profonde correzioni alla dottrina del maestro. Per Aristotele, il principio (arché) non risiede in un mondo separato, ma è &#039;&#039;immanente&#039;&#039; alla sostanza stessa delle cose&amp;lt;ref&amp;gt;Aubenque, Pierre, Il problema dell&#039;essere in Aristotele. Mursia, 2009&amp;lt;/ref&amp;gt;. La &amp;quot;forma&amp;quot; (morphē), che è l&#039;equivalente aristotelico dell&#039;eidos, non è un&#039;idea trascendente, ma il principio organizzatore interno a un essere, ciò che lo fa essere quello che è, in unione inscindibile con la &amp;quot;materia&amp;quot; (hylē). Il principio non è più un modello da contemplare, ma una causa da indagare: la causa formale, finale, efficiente e materiale che spiega il divenire del reale. Con Aristotele, l&#039;occhio del filosofo si riabbassa dal cielo iperuranio alla terra, per classificare, analizzare e comprendere i principi che operano &#039;&#039;dentro&#039;&#039; la natura. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;La Sintesi Neoplatonica: Il Principio come Ineffabile Emanazione&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Plotino, nel III secolo d.C., tentò di superare le aporie del platonismo radicalizzandone la spinta trascendente. Per lui, il Principio Primo non è nemmeno un&#039;Idea o un Essere pensante, ma l&#039;&#039;&#039;&#039;Uno&#039;&#039;&#039;, assolutamente ineffabile e al di là di ogni determinazione. Dall&#039;Uno, per una necessità di sovrabbondanza (come la luce che emana dal sole senza intaccarne la sorgente), &amp;quot;emanano&amp;quot; per gradi successivi l&#039;Intelletto (che contiene le Idee) e l&#039;Anima del mondo. Questo modello emanazionistico risolveva il problema della partecipazione: il mondo sensibile non è una copia imperfetta di un modello, ma un&#039;emanazione necessaria e graduale del Principio. Tuttavia, questa soluzione sposta il problema sul piano mistico: l&#039;Uno non è più accessibile alla ragione discorsiva (diànoia), ma solo a un&#039;estasi (èkstasis) che va oltre il pensiero stesso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;L&#039;Adozione Cristiana: Il Principio come Dio Creatore&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La filosofia patristica e medievale (in particolare con Agostino e Tommaso d&#039;Aquino) operò una sintesi potentissima tra il principio platonico e la rivelazione biblica&amp;lt;ref&amp;gt;Fabro, Cornelio, Partecipazione e causalità secondo S. Tommaso d&#039;Aquino. SEI, 1960. (Uno studio specialistico e profondo su come Tommaso abbia trasformato il concetto platonico di partecipazione alla luce della causalità aristotelica e della creazione)&amp;lt;/ref&amp;gt;. L&#039;Idea del Bene diventa il &#039;&#039;&#039;Dio personale&#039;&#039;&#039; del Cristianesimo. Il principio non è più solo un fondamento ontologico e gnoseologico, ma un atto libero di volontà: &#039;&#039;Creazione ex nihilo&#039;&#039;. Le Idee platoniche vengono trasposte nella Mente Divina, come archetipi del creato (le &amp;quot;idee esemplari&amp;quot; in Agostino). Questo compromesso salvava la trascendenza del Principio (Dio è totalmente altro dal mondo), ma ne garantiva la conoscenza attraverso la Rivelazione e la luce della Grazia, fornendo una risposta alla domanda su come la mente finita dell&#039;uomo possa accedere all&#039;infinito.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Rinascimento: Dal Dio Creatore all&#039;Uomo Microcosmo e alla Natura Viva ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Quattrocento e il Cinquecento non rifiutano l&#039;idea di un principio divino, ma lo reinterpretano in modo radicale, spostando l&#039;enfasi dalla trascendenza all&#039;immanenza, dal Dio della Rivelazione a un Dio che si manifesta nell&#039;armonia e nella vitalità del cosmo. Il principio non è più solo da accogliere per fede, ma da &#039;&#039;indagare&#039;&#039; nella sua opera: il mondo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Umanesimo: Il Principio come Dignità e Centro dell&#039;Uomo ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La prima grande svolta è antropologica. Mentre il Medioevo vedeva l&#039;uomo come una creatura peccaminosa il cui fine era al di fuori del mondo (Dio), l&#039;Umanesimo riscopre la sua dignità e centralità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Pico della Mirandola&#039;&#039;&#039;, nell&#039;&amp;lt;nowiki/&amp;gt;&#039;&#039;Oratio de hominis dignitate&#039;&#039; (1486), presenta un Dio che non assegna all&#039;uomo un posto fisso nella gerarchia del creato, ma gli dona il libero arbitrio e il potere di &#039;&#039;plasmare la propria natura&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;.&#039;&#039;&#039; L&#039;uomo è un &amp;quot;essere di confine&amp;quot;, un &#039;&#039;microcosmo&#039;&#039; che contiene in sé tutti gli elementi del mondo.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Il nuovo arché (implicito):&#039;&#039;&#039; Il principio attivo della realtà non è più solo la Grazia divina, ma la &#039;&#039;libertà e la capacità creativa dell&#039;uomo&#039;&#039;. Il fondamento della conoscenza inizia a spostarsi verso le capacità umane di indagine (filologica, storica, artistica).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Il Cinquecento: La Natura come Campo di Battaglia Filosofica ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il XVI secolo vede il consolidarsi dell&#039;Umanesimo, le scoperte geografiche, la Riforma protestante e il primo, traumatico scossone al sistema cosmologico tolemaico con Copernico (1543). In questo clima, la filosofia naturale inizia a emanciparsi dalla &#039;&#039;physica&#039;&#039; di Aristotele, cercando principi esplicativi non nei libri degli antichi, ma nell&#039;osservazione diretta della natura.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===== Bernardino Telesio (1509-1588) - Il Principio come Forza Sensibile della Natura =====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Bernardino Telesio]]  è una figura cruciale, che &#039;&#039;&#039;Frances Bacone&#039;&#039;&#039; definirà &amp;quot;il primo degli uomini nuovi&amp;quot;. La sua opera principale, &#039;&#039;De rerum natura iuxta propria principia&#039;&#039; (&#039;&#039;Sulla natura secondo i suoi propri principi&#039;&#039;, 1565-1586), è un manifesto programmatico.Telesio attacca frontalmente Aristotele. Per lui, spiegare la natura con principi astratti e metafisici come &amp;quot;atto e potenza&amp;quot; o &amp;quot;forma sostanziale&amp;quot; è sterile. La natura non può essere compresa da concetti che le sono estranei.Si propone così di spiegare tutta la realtà fisica con tre principi ricavati dall&#039;esperienza sensibile:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Calore (Principio Attivo):&#039;&#039;&#039; Ha la sua sede nel Sole ed è il principio dell&#039;espansione, del movimento, della vita.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Freddo (Principio Passivo-Restitutivo):&#039;&#039;&#039; Ha la sua sede nella Terra ed è il principio della contrazione, dell&#039;inerzia, della solidificazione.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Materia (il Sostrato):&#039;&#039;&#039; È la sostanza corporea, neutra e passiva, su cui agiscono il Calore e il Freddo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Tutto&#039;&#039;&#039; in natura, dai fenomeni meteorologici alla fisiologia degli esseri viventi, è il risultato della lotta e dell&#039;equilibrio tra queste due forze antagoniste e attive che permeano la materia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====== &#039;&#039;&#039;Il Ruolo Storico di Telesio:&#039;&#039;&#039; ======&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Immanentismo Radicale:&#039;&#039;&#039; La natura è &#039;&#039;autonoma&#039;&#039; e si spiega da sé (&#039;&#039;iuxta propria principia&#039;&#039;), senza bisogno di ricorrere a cause trascendenti o forme sostanziali. Questo è un passo decisivo verso una scienza della natura secolare.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Sensismo:&#039;&#039;&#039; La conoscenza avviene attraverso i sensi, che sono modificati fisicamente dal Calore e dal Freddo esterni. La mente stessa è un &amp;quot;spirito&amp;quot; materiale e caldo che percepisce queste forze.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Pre-meccanicismo Vitalistico:&#039;&#039;&#039; Il suo sistema non è meccanicistico come quello di [[Cartesio]], ma &#039;&#039;dinamico-vitalistico&#039;&#039;. La natura è viva, percorsa da forze attive in perenne conflitto. Aprirà la strada sia al meccanicismo (riducendo la spiegazione a cause fisiche) che a filosofie della vita come quella di Campanella.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===== Girolamo Cardano (1501-1576) - Il Principio come Insieme di Opposti e Sincronicità =====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Gerolamo Cardano]] fu un genio eclettico e tormentato, matematico, medico, astrologo e filosofo. La sua visione del principio è più complessa e sfaccettata di quella di Telesio, mescolando naturalismo, neoplatonismo e interesse per l&#039;occulto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;1. Un Principio di Unità degli Opposti:&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cardano riprende la tradizione eraclitea e neoplatonica. Il principio primo della realtà non è un elemento semplice, ma l&#039;unità degli opposti. Il mondo è governato da una legge di &#039;&#039;congiunzione dei contrari&#039;&#039; (caldo-freddo, maschile-femminile, umido-secco). L&#039;armonia universale nasce proprio da questo conflitto e dalla sua composizione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;2. L&#039;Anima del Mondo e la Sympatheia:&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come molti rinascimentali, Cardano crede in un&#039;&#039;&#039;&#039;Anima del Mondo&#039;&#039;&#039; che unifica il cosmo. Le connessioni tra le sue parti non sono solo meccaniche, ma avvengono per &#039;&#039;simpatia&#039;&#039; (attrazione) e &#039;&#039;antipatia&#039;&#039; (repulsione). Questo principio gli permette di spiegare fenomeni come il [[magnetismo]], l&#039;efficacia dei farmaci e l&#039;influenza astrale, che rientrano in una rete di corrispondenze occulte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;3. Il Principio di Sincronicità e Caso:&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cardano, grande studioso di probabilità, fu profondamente affascinato dal &#039;&#039;caso&#039;&#039;. Tuttavia, nel suo orizzonte filosofico, il caso non è solo assenza di causa, ma può essere un evento &#039;&#039;significativo&#039;&#039;, una coincidenza che rivela un nesso nascosto nell&#039;ordine cosmico. Questo anticipa in modo sorprendente il concetto junghiano di &#039;&#039;sincronicità&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====== Il Ruolo Storico di Cardano: ======&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Sistema Complesso:&#039;&#039;&#039; A differenza di Telesio, Cardano non propone un sistema filosofico riduzionista. Il suo principio è un principio di &#039;&#039;complessità&#039;&#039;, che cerca di tenere insieme la spiegazione fisica con le dimensioni qualitative, psicologiche e &amp;quot;magiche&amp;quot; del reale.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Tensione tra Ragione e Occulto:&#039;&#039;&#039; La sua figura incarna la tensione del Rinascimento tra la nascente scienza matematica (i suoi studi di algebra) e la persistenza di un paradigma ermetico-simpatetico. Dimostra che la via verso la scienza moderna non fu lineare.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Psicologia dell&#039;Inconscio:&#039;&#039;&#039; I suoi studi sui sogni e l&#039;importanza che dà al caso come rivelatore mostrano un&#039;interesse per le profondità della psiche e per i nessi acausali che precorrono temi moderni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La Rivoluzione Scientifica Nascente: Il Principio come Legge Matematica ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In parallelo a queste correnti vitalistiche e magiche, si afferma un approccio diverso che prepara la modernità:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Niccolò Copernico&#039;&#039;&#039; sposta il principio di organizzazione del cosmo dalla Terra al Sole (eliocentrismo). Non è più una questione metafisica, ma un nuovo &#039;&#039;modello matematico&#039;&#039; che salva i fenomeni in modo più elegante.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Galileo Galilei&#039;&#039;&#039; compie il gesto decisivo: &amp;quot;La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi a gli occhi (io dico l&#039;[[Universo]]), ma non si può intendere se prima non s&#039;impara a intender la lingua, e conoscer i caratteri, ne&#039; quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica&amp;quot;. (&#039;&#039;&#039;Il Saggiatore&#039;&#039;&#039;, 1623).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Il nuovo arché:&#039;&#039;&#039; Il principio della natura non è più un fine (causa finale), ma una &#039;&#039;&#039;legge matematica&#039;&#039;&#039; esprimibile in formule. Il libro della natura è scritto in caratteri geometrici. Questo è il germe del principio meccanicistico che dominerà il XVII secolo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il Secolo dei Lumi: Il Principio come Ragione e Legge Meccanicistica ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il XVII secolo vide la sistematizzazione dell&#039;approccio meccanicistico alla natura. Il principio esplicativo diventa una struttura razionale, spesso riducibile a materia e movimento governati da leggi matematiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== René Descartes (Cartesio, 1596-1650) - Il Dualismo Sostanziale ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Cartesio]] cercò un principio di assoluta certezza su cui rifondare il sapere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Il Cogito come Fondamento&#039;&#039;&#039;: Attraverso il dubbio metodico, giunse al &#039;&#039;Cogito, ergo sum&#039;&#039; (Penso, dunque sono). Il pensiero (res cogitans) fu individuato come principio primo della conoscenza.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Dualismo delle Sostanze:&#039;&#039;&#039; Dal &#039;&#039;Cogito&#039;&#039; dedusse l&#039;esistenza di due sostanze create:&lt;br /&gt;
*# &#039;&#039;&#039;Res Cogitans (Sostanza Pensante)&#039;&#039;&#039;: Principio dell&#039;interiorità e della coscienza.&lt;br /&gt;
*# &#039;&#039;&#039;Res Extensa (Sostanza Estesa)&#039;&#039;&#039;: Principio del mondo materiale, la cui essenza è pura geometria.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Meccanicismo:&#039;&#039;&#039; Tutti i fenomeni naturali furono spiegati attraverso il movimento di particelle di materia nell&#039;estensione, eliminando cause finali o forze occulte dal mondo fisico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Isaac Newton (1642-1727) - La Sintesi Matematico-Meccanicistica ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Newton unì il rigore matematico di Galileo con una visione meccanicistica dell&#039;[[universo]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* I &#039;&#039;&#039;&#039;&#039;Philosophiæ Naturalis Principia Mathematica&#039;&#039;:&#039;&#039;&#039; In quest&#039;opera enunciò i tre principi (leggi) del moto e la Legge di Gravitazione Universale.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;La Gravità come Forza Matematicamente Descritta:&#039;&#039;&#039; La gravità non fu presentata come una qualità occulta, ma come una forza descritta da un&#039;equazione precisa. La sua azione a distanza rimase un punto di dibattito filosofico.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Hypotheses non fingo:&#039;&#039;&#039; Con questa affermazione, Newton sottolineò che il suo compito non era ipotizzare la natura intima della gravità, ma descriverne il comportamento matematico. Il principio scientifico divenne la legge fenomenologica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La Reazione al Meccanicismo e l&#039;Empirismo ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La visione meccanicistica generò reazioni che cercavano principi alternativi per spiegare la complessità della realtà.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Baruch Spinoza (1632-1677) - Il Monismo della Sostanza ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Baruch Spinoza]] critica [[Cartesio]] per aver diviso la realtà in due sostanze separate (&#039;&#039;Res Cogitans&#039;&#039; e &#039;&#039;Res Extensa&#039;&#039;). Per Spinoza, se una sostanza è definita come &amp;quot;ciò che esiste in sé e per sé&amp;quot;, allora può essercene solo una: &#039;&#039;&#039;Dio&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Monismo radicale:&#039;&#039;&#039; Esiste una sola realtà. Tutto ciò che vediamo (corpi, pensieri, oggetti) non sono &amp;quot;cose&amp;quot; autonome, ma manifestazioni dell&#039;unica Sostanza.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Deus sive Natura (Dio ovvero la Natura):&#039;&#039;&#039; Dio non è un creatore esterno al mondo (trascendente), ma coincide con il mondo stesso (immanente). La natura non è altro che Dio che si esprime.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===== Attributi e Modi: Come si manifesta la Sostanza =====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se la Sostanza è una sola, come spieghiamo la varietà del mondo? Spinoza introduce due concetti fondamentali:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Attributi:&#039;&#039;&#039; Sono le dimensioni infinite della Sostanza. Noi umani ne conosciamo solo due: il &#039;&#039;&#039;Pensiero&#039;&#039;&#039; e l&#039;&#039;&#039;&#039;Estensione&#039;&#039;&#039; (lo spazio fisico). Essi sono come due &amp;quot;facce&amp;quot; della stessa medaglia: ciò che accade nel corpo (estensione) ha un corrispettivo nella mente (pensiero).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Modi:&#039;&#039;&#039; Sono le singole manifestazioni concrete. Un singolo pensiero è un modo dell&#039;attributo Pensiero; un singolo albero o un corpo umano sono modi dell&#039;attributo Estensione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===== Il Determinismo Geometrico =====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Spinoza rifiuta l&#039;idea di un Dio antropomorfo con &amp;quot;volontà&amp;quot; o &amp;quot;fini&amp;quot;. L&#039; [[Universo]] non segue un disegno benevolo, ma una &#039;&#039;&#039;necessità logica&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Ordine Geometrico:&#039;&#039;&#039; Il mondo è strutturato come un teorema di geometria. Come dalla definizione di triangolo deriva necessariamente che la somma dei suoi angoli è 180 gradi, così dalla natura di Dio derivano necessariamente tutte le cose.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Negazione del Libero Arbitrio:&#039;&#039;&#039; La libertà, per Spinoza, è un&#039;illusione derivante dall&#039;ignoranza delle cause. L&#039;unica vera libertà è la &#039;&#039;&#039;libertà come necessità&#039;&#039;&#039;: comprendere l&#039;ordine razionale del mondo e accettarlo senza opporre resistenza emotiva.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;blockquote&amp;gt;&amp;quot;Le persone si credono libere perché sono consapevoli dei propri desideri, ma ignorano le cause che le determinano a desiderare.&amp;quot;&amp;lt;/blockquote&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Gottfried Wilhelm Leibniz (1646-1716) - Le Monadi e l&#039;Armonia Prestabilita ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gottfried Wilhelm Leibniz è il filosofo che cerca di conciliare la scienza moderna con la metafisica, introducendo un dinamismo spirituale che si oppone al &amp;quot;mondo-macchina&amp;quot; di Cartesio e Spinoza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===== Oltre il Meccanicismo: La Forza Viva =====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Leibniz accetta le leggi della fisica, ma ritiene che la materia estesa (quella di cui parlavano Cartesio e Spinoza) sia inerte e passiva. Per lui, la spiegazione meccanica è utile per la scienza, ma non spiega &#039;&#039;&#039;perché&#039;&#039;&#039; ci sia movimento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Critica:&#039;&#039;&#039; La materia non è solo &amp;quot;spazio occupato&amp;quot;, ma nasconde una &amp;quot;forza viva&amp;quot;.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Svolta:&#039;&#039;&#039; La realtà ultima non è materiale, ma spirituale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===== Le Monadi: Gli &amp;quot;Atomi Spirituali&amp;quot; =====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le monadi sono i mattoni fondamentali dell&#039;universo. A differenza degli atomi fisici, esse sono &#039;&#039;&#039;immateriali&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;centri di forza&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Semplici e indivisibili:&#039;&#039;&#039; Non hanno parti, quindi sono eterne.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;&amp;quot;Senza finestre&amp;quot;:&#039;&#039;&#039; Ogni monade è un mondo a sé. Non può ricevere influenze dall&#039;esterno né agire su altre monadi. Tutto ciò che accade in una monade deriva dal suo interno.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Attività e Percezione:&#039;&#039;&#039; Ogni monade &amp;quot;percepisce&amp;quot; l&#039;intero universo da un particolare punto di vista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===== I Principi Logico-Metafisici =====&lt;br /&gt;
Leibniz fonda la sua filosofia su regole logiche ferree:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Principio di Ragion Sufficiente:&#039;&#039;&#039; Nulla accade senza che ci sia una ragione per cui sia così e non altrimenti. Dio ha scelto questo mondo perché è il &amp;quot;migliore dei mondi possibili&amp;quot;.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Identità degli Indiscernibili:&#039;&#039;&#039; In natura non esistono due cose perfettamente identiche. Se due monadi avessero tutte le proprietà uguali, sarebbero la stessa monade. Questa è una critica radicale all&#039;idea di atomi tutti uguali tra loro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===== L&#039;Armonia Prestabilita =====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se le monadi sono &amp;quot;senza finestre&amp;quot; e non comunicano, come mai vediamo un mondo coordinato? Come fa la mia mente (monade) a percepire il movimento del mio braccio (fatto di monadi)?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;esempio degli orologi:&#039;&#039;&#039; Immaginiamo due orologi perfettamente sincronizzati. Sembrano influenzarsi, ma in realtà marciano insieme perché il costruttore li ha regolati all&#039;inizio.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Dio come Grande Orologiaio:&#039;&#039;&#039; Dio, al momento della creazione, ha programmato ogni monade affinché i suoi cambiamenti interni siano in perfetto accordo con quelli di tutte le altre.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== John Locke (1632-1704) - L&#039;Empirismo e la &#039;&#039;Tabula Rasa&#039;&#039; ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Contro l&#039;innatismo cartesiano, Locke fondò l&#039;empirismo moderno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Tabula Rasa:&#039;&#039;&#039; La mente alla nascita è una &amp;quot;lavagna vuota&amp;quot;. Non esistono principi innati.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Le Due Fonti dell&#039;Esperienza:&#039;&#039;&#039; Tutte le idee derivano dall&#039;Sensazione (dati esterni) e dalla Riflessione (dati interni). Il principio della conoscenza risiede quindi nell&#039;esperienza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La Svolta Critica: Kant e i Principi della Ragione ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== La Rivoluzione Copernicana di Kant ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Immanuel Kant ribalta il rapporto tra soggetto e oggetto. Non è la mente a modellarsi passivamente sulla realtà, ma &#039;&#039;&#039;l&#039;oggetto a conformarsi alle strutture della nostra mente&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Il Fenomeno:&#039;&#039;&#039; È la realtà come ci appare, filtrata dalle nostre forme a priori.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Il Noumeno:&#039;&#039;&#039; È la &amp;quot;cosa in sé&amp;quot;, la realtà come sarebbe indipendentemente da noi, che però rimane inconoscibile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Il processo della conoscenza: Sensibilità e Intelletto ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Kant, la conoscenza avviene attraverso due tronconi principali:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
# &#039;&#039;&#039;Sensibilità (Estetica Trascendentale):&#039;&#039;&#039; Riceviamo i dati esterni tramite i 5 sensi. Questi dati vengono immediatamente ordinati attraverso le forme a priori di &#039;&#039;&#039;Spazio e Tempo&#039;&#039;&#039;. Qui avviene la &#039;&#039;&#039;sensazione&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
# &#039;&#039;&#039;Intelletto (Analitica Trascendentale):&#039;&#039;&#039; La sensazione da sola è un flusso caotico. Per diventare &#039;&#039;&#039;percezione consapevole&#039;&#039;&#039;, interviene l&#039;intelletto che rielabora i dati sensibili attraverso le &#039;&#039;&#039;12 Categorie&#039;&#039;&#039; (come causa-effetto o sostanza).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;blockquote&amp;gt;&#039;&#039;&#039;L&#039;Io Penso:&#039;&#039;&#039; È l&#039;unità suprema della coscienza, il &amp;quot;centro coordinatore&amp;quot; che permette a tutte le categorie di lavorare insieme affinché io possa dire &amp;quot;Io percepisco questa mela&amp;quot;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Idealismo Tedesco e Reazioni ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La filosofia post-kantiana tentò di superare il dualismo tra fenomeno e noumeno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== G.W.F. Hegel (1770-1831) - Lo Spirito Assoluto e la Dialettica ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Hegel affermò che la Ragione può conoscere l&#039;Assoluto, perché l&#039;Assoluto è la Ragione stessa che si dispiega.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;Assoluto come Soggetto:&#039;&#039;&#039; Il principio di tutto è lo Spirito Assoluto (Geist), un Soggetto spirituale in divenire.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;La Dialettica&#039;&#039;&#039;: Il movimento dello Spirito segue il principio della dialettica (Tesi - Antitesi - Sintesi), che è la legge dello sviluppo della realtà e della storia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Arthur Schopenhauer (1788-1860) - La Volontà come Cosa in Sé ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Schopenhauer fornì una risposta opposta a Hegel.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Il Mondo come Rappresentazione:&#039;&#039;&#039; A livello fenomenico, il mondo è una &amp;quot;rappresentazione&amp;quot;.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Il Mondo come Volontà&#039;&#039;&#039;: La cosa in sé è una Volontà (Wille) cieca, irrazionale e senza scopo, che si oggettiva in tutte le forze della natura.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il Materialismo Storico: La Svolta Marxista ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella metà del XIX secolo, Karl Marx (1818-1883), in collaborazione con Friedrich Engels, operò un capovolgimento della dialettica hegeliana, spostando il principio esplicativo della storia dal regno delle idee a quello delle condizioni materiali ed economiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Il Principio della Prassi e il Capovolgimento di Hegel ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Marx criticò l&#039;idealismo hegeliano, definendolo una mistificazione. Per lui, non è la coscienza degli uomini a determinare il loro essere, ma è, al contrario, il loro essere sociale a determinare la loro coscienza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;La Prassi:&#039;&#039;&#039; Il principio primo dell&#039;attività umana non è il pensiero puro, ma la prassi (Praxis), intesa come l&#039;attività materiale e produttiva attraverso cui gli esseri umani trasformano la natura e, in questo modo, trasformano se stessi e la propria società.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Materialismo Dialettico:&#039;&#039;&#039; La dialettica non è il movimento di un&#039;Idea, ma il processo reale e conflittuale della storia umana, che si è radicato nel passato nella lotta tra le classi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== La Struttura Economica come Principio Fondante ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il principio architettonico della società, secondo Marx, è la sua struttura economica, o &amp;quot;base reale&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Forze Produttive e Rapporti di Produzione:&#039;&#039;&#039; La storia avanza attraverso il conflitto tra le forze produttive (lavoro, tecnologia, conoscenza) e i rapporti di produzione (i rapporti di proprietà e le classi sociali).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Lotta di Classe:&#039;&#039;&#039; Quando i rapporti di produzione diventano un ostacolo allo sviluppo delle forze produttive, si apre un&#039;epoca di rivoluzione sociale. La lotta tra classi dominanti e classi subordinate (es. borghesia e proletariato) è il &amp;quot;motore&amp;quot; della storia, il principio dinamico del cambiamento sociale.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Sovrastruttura:&#039;&#039;&#039; Da questa base economica sorgono le &amp;quot;sovrastrutture&amp;quot; (il diritto, la politica, la filosofia, la religione, l&#039;arte), che non hanno un&#039;esistenza autonoma ma riflettono e legittimano gli interessi della classe dominante.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Il Ruolo Storico del Marxismo ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Scienza della Storia:&#039;&#039;&#039; Marx propose un&#039;analisi della società che aspirava a essere scientifica, individuando nella struttura economica il principio causale fondamentale dell&#039;evoluzione storica.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Critica dell&#039;Economia Politica:&#039;&#039;&#039; Il suo lavoro fu una critica sistematica alle categorie dell&#039;economia politica classica (valore, merce, capitale), svelando i principi di sfruttamento (il [[Plusvalore]]) alla base del modo di produzione capitalistico.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Impatto Globale&#039;&#039;&#039;: Il marxismo divenne il principio ideologico e organizzativo per movimenti rivoluzionari, partiti politici e Stati nel corso del XX secolo, influenzando profondamente la storia mondiale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il Principio in Crisi: Positivismo e Oltre ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Contemporaneamente e in reazione alle grandi sintesi metafisiche e al materialismo storico, l&#039;Ottocento vide l&#039;affermazione di correnti di pensiero che mettevano in discussione la ricerca di principi universali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Il Positivismo di Auguste Comte (1798-1857) ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Comte sostenne che l&#039;umanità fosse entrata nello stadio positivo&amp;lt;ref&amp;gt;Kolakowski, Leszek. La filosofia positivistica. Mondadori, 1975&amp;lt;/ref&amp;gt;. La scienza non deve cercare &amp;quot;cause&amp;quot; o &amp;quot;essenze&amp;quot; nascoste, ma solo descrivere le leggi dei fenomeni osservabili. Il principio esplicativo diventa la legge scientifica intesa come mera regolarità osservata e verificata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Friedrich Nietzsche (1844-1900) - Oltre i Principi Metafisici ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nietzsche sferrò un attacco radicale alla tradizione metafisica occidentale, inclusi hegelismo e positivismo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;&amp;quot;Dio è morto&amp;quot;&#039;&#039;&#039;: Dichiarò la fine di tutti i principi trascendenti (Dio, l&#039;Idea, la Ragione, la Verità) che fornivano un fondamento al mondo.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Volontà di Potenza&#039;&#039;&#039;: In un universo senza principi dati, l&#039;unica forza attiva in tutte le cose è la Volontà di Potenza, intesa come impulso impersonale alla crescita, all&#039;espansione e all&#039;affermazione della vita.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Oltre l&#039;Uomo:&#039;&#039;&#039; Il principio non è più da trovare, ma da creare. L&#039;Oltreuomo (Übermensch) è colui che, accettata l&#039;assenza di qualsiasi principio dato, crea nuovi valori immanenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===== La critica alla visione apollinea della realtà =====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nietzsche adotta una prospettiva dionisiaca, in netta antitesi con quella apollinea. Attraverso questa lente, egli critica tutte le visioni cosmocentriche del mondo, sostenendo che non esista un ordine vero e proprio. La sua tesi è che l&#039;eternità sia dominata dal [[caos]], che per lui non significa assenza di [[necessità]], ma piuttosto mancanza di qualsiasi ordine, disposizione, forma, bellezza e saggezza. Questi ultimi concetti sono da ricondurre, secondo Nietzsche, a un mero antropomorfismo estetico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La configurazione astrale che ospita la vita non sarebbe che una rara eccezione, e la vita organica un&#039;eccezione nell&#039;eccezione. &amp;quot;Stiamo in guardia&amp;quot;,  esorta, &amp;quot;dal supporre che qualcosa di metodico come i moti ciclici delle nostre stelle vicine sia la regola in tutto l&#039;universo; basta uno sguardo alla Via Lattea per dubitare che esistano, al contrario, movimenti molto più rozzi e contraddittori, e persino stelle con traiettorie rettilinee e continue&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;Friedrich Nietzche,Volume VII/2 dei Frammenti postumi (1883-1885),p.217,Edizione Critica Colli-Montinari.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa visione è totalmente opposta a quello che per esempio sosteneva Leibniz, il quale nella &#039;&#039;Monadologia&#039;&#039; diceva che nonostante certe apparenze non c&#039;è nessun caos da trovare da nessuna parte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Mancanza di universalità della morte di dio ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In Nietzsche la riflessione filosofica appare indissolubilmente legata alla sua vicenda esistenziale: un tratto che, se da una parte conferisce grande intensità al suo pensiero, dall’altra ne rivela anche i possibili limiti. È molto probabile, infatti, che la sua vita personale (era figlio di un pastore protestante) abbia influito sul suo pensiero al punto da trasformare la “morte di Dio” in una vera e propria ossessione. Tuttavia, tale visione si scontra con il fatto di rappresentare un fenomeno circoscritto e locale, dunque non universale. In altre aree del mondo, come per esempio il Medio Oriente, la Cina attuale o l&#039;[[India]] la “morte di Dio” non si è mai verificata; al contrario, si tratta di un fenomeno che, dal punto di vista storico, sembrerebbe essersi manifestato esclusivamente in Occidente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== &#039;&#039;&#039;La profezia di Marx:la caduta tendenziale del saggio del profitto&#039;&#039;&#039; ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Marx sostiene che, per battere la concorrenza, il capitalista sia costretto a investire sempre più in &#039;&#039;&#039;macchinari&#039;&#039;&#039; (capitale costante) rispetto ai &#039;&#039;&#039;salari&#039;&#039;&#039; (capitale variabile).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dato che per Marx solo il lavoro umano produce plusvalore( da cui si ottiene il [[profitto]]), se la proporzione di macchine aumenta e quella degli uomini diminuisce, il saggio di profitto inevitabilmente scende. È un paradosso: più il sistema diventa efficiente, meno profitto genera in proporzione all&#039;investimento totale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Le Contromisure (Controtendenze) ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I capitalisti non restano a guardare il crollo. Cercano di frenare questa caduta attraverso diverse strategie:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Imperialismo e Colonialismo:&#039;&#039;&#039; Questa è la via principale. Serve a trovare materie prime a basso costo e, soprattutto, nuovi mercati di sbocco per la &#039;&#039;&#039;sovrapproduzione&#039;&#039;&#039; (merci che i lavoratori europei, sottopagati, non possono permettersi).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Aumento dello sfruttamento:&#039;&#039;&#039; Invece di aumentare i salari, i capitalisti cercano di ridurli al &amp;quot;minimo vitale&amp;quot; o di aumentare le ore di lavoro ([[plusvalore assoluto]]) e l&#039;intensità del lavoro tramite le macchine ([[plusvalore relativo]]).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Nuovi mercati e diversificazione :&#039;&#039;&#039; Creare nuovi bisogni per vendere merci sempre diverse, cercando di saturare ogni angolo della vita quotidiana.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Il punto critico: I Salari ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Marx non crede che il capitalismo si salvi aumentando i salari&#039;&#039;&#039;.&#039;&#039;&#039; Al contrario, descrive la &#039;&#039;&#039;teoria dell&#039;immiserimento relativo&#039;&#039;&#039;:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
# Se il capitalista alza troppo i salari, il suo profitto diminuisce ulteriormente.&lt;br /&gt;
# L&#039;operaio-acquirente è un concetto più legato al &amp;quot;Fordismo&amp;quot; del XX secolo che al pensiero originale di Marx.&lt;br /&gt;
# Per Marx, il capitalismo è vittima di una contraddizione insanabile: ha bisogno che i lavoratori comprino le merci, ma per fare profitto deve tenere i loro salari il più bassi possibile. Questa forbice porta alla &#039;&#039;&#039;crisi di sovrapproduzione&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== lo scontro finale ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Marx, queste soluzioni sono solo &amp;quot;palliativi&amp;quot;. Il colonialismo e la tecnologia rimandano solo l&#039;inevitabile. La concentrazione della ricchezza in pochissime mani e la creazione di una massa enorme di proletari uniti e sfruttati creerà le condizioni per la rivoluzione&amp;lt;ref&amp;gt;È interessante notare come il capitalismo del &#039;900 (post-Marx) abbia effettivamente usato l&#039;aumento dei salari e il welfare per evitare la rivoluzione, ma Marx lo avrebbe considerato un evento temporaneo e non una soluzione strutturale del sistema.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;blockquote&amp;gt;&amp;lt;/blockquote&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Voci correlate ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* [[Archetipo]]&lt;br /&gt;
* [[Assioma]]&lt;br /&gt;
* [[Postulato]]&lt;br /&gt;
* [[Origine]]&lt;br /&gt;
* [[Teorema]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Fonti ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* [https://www.treccani.it/enciclopedia/principio_(Dizionario-di-filosofia)/ Principio - Dizionario di Filosofia Treccani]&lt;br /&gt;
* [https://www.newworldencyclopedia.org/entry/Principle Principle - New World Encyclopedia] (in inglese)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Logica]] [[Categoria:Filosofia]] [[Categoria:Epistemologia]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari1</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Principio&amp;diff=6391</id>
		<title>Principio</title>
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		<updated>2026-03-08T08:44:30Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari1: /* Mancanza di universalità della morte di dio */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{S}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un &#039;&#039;&#039;principio&#039;&#039;&#039; è un concetto che indica le basi e i presupposti iniziali su cui si basa o poggia una [[teoria]] o una [[dottrina]], e che assumono, per convenzione o riconosciuto diritto, validità generale ed universale all&#039;interno stesso di essa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Caratteristiche ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In [[matematica]], per esempio in [[geometria]], i principi sono costituiti da concetti “primitivi” autoevidenti, oggetto di definizione, o da assiomi o postulati, che costituiscono le “regole” da cui sono dedotti necessariamente i teoremi. Solo quest’ultimi possono essere dimostrati. Non possono essere dimostrati, invece, i principi, poiché per farlo bisognerebbe dedurli da qualcos’altro, ma, allora, non sarebbero “principi”. Ecco perché si parla di autoevidenza&amp;lt;ref&amp;gt;Francesco Paoli (2023): [https://web.unica.it/unica/protected/427523/0/def/ref/MAT426696/ &#039;&#039;La geometria nell&#039;antichità greca&#039;&#039; - Università degli studi di Cagliari] &amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nelle [[Scienza sperimentale|scienze sperimentali]] in genere un principio è indimostrabile in &#039;&#039;senso assoluto&#039;&#039;, ma viene assunto per &#039;&#039;vero&#039;&#039; in virtù della molteplicità delle osservazioni che lo verificano e le predizioni che esso, e le leggi da esso derivate, consentono di fare, venendo al contempo meno, ovvero perdendo la sua caratteristica di universalità, in presenza anche di una sola evidenza sperimentale che lo neghi, com&#039;è tipico della scienza e del suo metodo sperimentale&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.clrn.org/what-is-principle-in-science/ What is principle in science? - California Learning Resource Network] (in inglese)&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In altri contesti, come nel [[diritto]] e nella [[filosofia]], un principio è assunto come tale in quanto riconosciuto come fondativo o eticamente corretto. Alcuni esempi in quest&#039;ambito sono l&#039;&#039;&#039;arché&#039;&#039; dei presocratici, il mondo platonico delle idee, la Causa prima aristotelica, il &#039;&#039;Logos&#039;&#039; di [[Eraclito]] e degli stoici, l&#039;Uno neoplatonico, il [[Dio]] delle religioni, ecc. i quali costituiscono un principio non solo cronologico, ma anche ontologico, cosmologico o archetipico&amp;lt;ref&amp;gt;[https://fiveable.me/greek-philosophy/unit-2/thales-search-arche-first-principle/study-guide/ycJ4R8tRW0x2pcxw Thales and the search for the arche (first principle) - Fiveable] (in inglese)&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Storia ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;«Tutto è acqua»&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;. Con questa semplice ma radicale affermazione, nel VI secolo a.C., [[Talete di Mileto]] non stava solo proponendo una teoria fisica. Stava compiendo una delle più grandi rivoluzioni intellettuali della storia umana: stava sostituendo il mito con la ragione, l&#039;autorità divina con l&#039;indagine razionale&amp;lt;ref&amp;gt;[https://iep.utm.edu/thales/ Thales of Miletus (c. 620 B.C.E.—c. 546 B.C.E.) - Internet Encyclopedia of Philosophy] (in inglese)&amp;lt;/ref&amp;gt;. L&#039;idea di &#039;&#039;principio&#039;&#039; iniziò a svilupparsi con la [[filosofia greca]], e Talete di Mileto fu infatti il primo a inserire questo schema sostenendo che la molteplicità del divenire naturale è determinata da un principio comune, l&#039;[[acqua]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima di Talete, il mondo si spiegava attraverso narrazioni mitiche. I fenomeni naturali erano voleri capricciosi degli dèi, il tuono era la collera di Zeus, il mare in tempesta l&#039;ira di Poseidone. Non esistevano leggi universali, solo volontà divine imprevedibili. Talete compì il salto epocale: guardò il cosmo e vi cercò non la mano degli dèi, ma un ordine razionale, una regolarità comprensibile alla mente umana.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La scelta dell&#039;acqua come archè non fu casuale. Osservando la natura, Talete notava come l&#039;acqua fosse essenziale alla vita, come assumesse diversi stati passando da liquido a solido a vapore, come i fiumi scorressero verso il mare e dal mare si elevassero le nuvole per poi tornare come pioggia. In questo ciclo perpetuo vide la manifestazione di un principio unitario che si trasformava senza annullarsi. L&#039;acqua diventava così non solo elemento fisico, ma un qualcosa  dove il cambiamento nasceva dalla permanenza, dove la molteplicità scaturiva dall&#039;unità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa intuizione segnò la nascita del pensiero scientifico occidentale. Per la prima volta, si cercava di spiegare la totalità del reale attraverso un principio immanente alla natura stessa, non trascendente ad essa. Non più dèi sul Monte Olimpo, ma leggi dentro le cose. Il principio diveniva così il fondamento razionale della realtà, ciò che permane identico nel mutamento di tutte le cose.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I milesi che seguirono – [[Anassimandro]] e [[Anassimene]] – svilupparono questo approccio, proponendo principi diversi ma mantenendo ferma l&#039;idea di base: esiste un ordine razionale nel cosmo, e la mente umana può comprenderlo. Anassimandro parlò di àpeiron, l&#039;indeterminato infinito da cui tutte le cose traggono origine e in cui tutte ritornano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il tratto comune della filosofia presocratica, questa prima fase del pensiero occidentale, è l&#039;aver eletto la natura a oggetto privilegiato della propria indagine.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche quando Parmenide e la scuola eleatica negarono la realtà del divenire, affermando l&#039;immutabilità dell&#039;Essere, lo fecero in nome di una diversa comprensione della natura&amp;lt;ref&amp;gt;Karl Popper, Il mondo di Parmenide (1998)&amp;lt;/ref&amp;gt;.Per loro la vera physis era l&#039;essere eterno e immobile, mentre il mondo del mutamento era solo apparenza ingannevole.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I fisici pluralisti come Empedocle e Anassagora tentarono poi di conciliare l&#039;unità dell&#039;essere con la molteplicità del divenire. Empedocle con i suoi quattro elementi radicali – acqua, aria, terra, fuoco – mossi da Amore e Contesa; Anassagora con i semi infiniti ordinati da un Intelletto cosmico. In entrambi i casi, la natura restava al centro della loro speculazione, un cosmo da comprendere nella sua struttura profonda.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Democrito e gli atomisti portarono alle estreme conseguenze questo sguardo sulla physis, immaginando un composto di atomi che si muovono nel vuoto secondo leggi necessarie. La loro era forse la visione più radicalmente naturalistica: tutto, persino l&#039;anima e gli dèi, era spiegabile attraverso combinazioni di particelle materiali.. Per loro la vera physis era l&#039;essere eterno e immobile, mentre il mondo del mutamento era solo apparenza ingannevole.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La svolta antropologica: quando l&#039;uomo divenne oggetto di indagine ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se i Presocratici avevano scrutato i cieli e indagato i principi del cosmo, fu con i Sofisti e soprattutto con [[Socrate]] che lo sguardo si spostò sulla dimensione umana, sulla polis, sull&#039;anima, sulla vita morale. L&#039;uomo e la storia cominciarono a diventare oggetto di analisi in un modo completamente nuovo, segnando una tappa fondamentale nell&#039;evoluzione del pensiero. Questa transizione non fu accidentale, ma rispecchiava le trasformazioni della società greca del V secolo a.C. L&#039;affermazione della democrazia ateniese, lo sviluppo della retorica come strumento politico, l&#039;incontro con culture diverse attraverso il commercio e la colonizzazione – tutti questi fattori misero in crisi le verità tradizionali e resero urgente una comprensione più profonda della natura umana e delle sue creazioni sociali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I Sofisti furono i primi a compiere sistematicamente questo passaggio. Protagora con il suo celebre &amp;quot;l&#039;uomo è misura di tutte le cose&amp;quot; affermava che le questioni umane vanno giudicate secondo criteri umani, non in riferimento a principi cosmologici astratti. Gorgia, con il suo trattato &amp;quot;Sul non-essere&amp;quot;, smantellava le certezze metafisiche per concentrarsi sulla forza persuasiva del linguaggio – strumento per eccellenza delle relazioni umane.Ma fu Socrate a portare alle estreme conseguenze questa svolta antropologica. Il suo &amp;quot;conosci te stesso&amp;quot;, ripreso dall&#039;iscrizione del tempio di Delfi, diventò il programma di una vita dedicata all&#039;esame interiore e al [[dialogo]]. Mentre i filosofi naturali interrogavano la physis, Socrate interrogava gli ateniesi nelle piazze, mettendo in discussione le loro convinzioni sulla giustizia, sul coraggio, sulla virtù. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aristotele, da parte sua, sistematizzò lo studio dell&#039;uomo in tutte le sue dimensioni: l&#039;Etica Nicomachea esplora la vita buona, la Politica analizza le forme di governo, la Poetica indaga la creatività artistica, la Retorica studia la persuasione. Con Aristotele, l&#039;uomo diventa  &amp;quot;l&#039;animale che ha il logos&amp;quot;, non solo nel senso di possedere il linguaggio, ma nel senso di essere capace di auto-comprensione razionale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Parallelamente, anche la storia cominciò a emanciparsi dalla cronaca mitica per diventare oggetto di analisi critica. Erodoto, il &amp;quot;padre della storia&amp;quot;, pur non rinunciando completamente al meraviglioso, cercò già di distinguere tra fatti verificati e racconti leggendari. [[Tucidide]], con il suo studio della guerra del Peloponneso, compì un salto qualitativo ancora maggiore: la sua non era semplice cronaca, ma un&#039;analisi scientifica delle cause profonde degli eventi storici, delle dinamiche di potere, della psicologia collettiva. Per la prima volta, la storia veniva studiata come prodotto di forze umane comprensibili razionalmente, non come teatro di interventi divini.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Platone ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per [[Platone]], il &#039;&#039;principio&#039;&#039; (&#039;&#039;arché&#039;&#039;) non si configura come un mero inizio temporale, bensì come la fondazione ontologica e razionale dell’essere: ciò che è primario, eterno e autenticamente reale, in contrapposizione al mondo sensibile del divenire e dell’apparenza. Esso costituisce, pertanto, la via d’accesso alla verità, la chiave di volta che sostiene l’intero edificio della realtà e della conoscenza. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il principio platonico per eccellenza sono le Idee (dal greco Eidos che significa visione), o Forme. Esse non sono concetti astratti nella mente umana, ma realtà ontologiche perfette, eterne e immutabili che esistono in una dimensione iperurania, al di là del cielo sensibile. L&#039;Idea del Bello, del Giusto, del Buono, ma anche l&#039;Idea di un letto o di un cavallo, costituiscono l&#039;essenza vera della realtà. Il mondo che percepiamo con i sensi non è che una copia imperfetta, un&#039;ombra evanescente di questi principi ideali. In questo senso, il principio è ciò che conferisce intelligibilità e ordine al caos delle percezioni. Senza il principio-Idea, il mondo sarebbe un flusso inintelligibile, privo di identità e di significato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inizialmente Platone ipotizzava l&#039;esistenza di tante idee quanti enti o cose esistono nella realtà, successivamente si rese conto che un numero limitato di idee è in grado di spiegare una quantità notevole di enti, come avviene anche nell&#039;alfabeto dove poche vocali e consonanti possono formare una quantità infinita di parole,e che quindi non è più necessario  dover immaginare che debbano esistere idee specifiche per qualsiasi cosa, come per esempio la sporcizia o il fango: ricorrendo a delle idee generali o generi, le si potrà definire ugualmente mediante le idee di dimensione, di forma, ecc. Questa riflessione portò Platone a individuare, tra le diverse idee, alcune a cui ogni ente deve necessariamente partecipare. Si tratta di idee più generali che Platone chiama &amp;quot;generi sommi&amp;quot; e che analizza nel dialogo del &#039;&#039;Sofista&#039;&#039;. Essi sono le idee di essere, di identico e di diverso, di moto e di quiete. Ciò in quanto ogni ente che sia esistente deve anche essere identico a sé stesso e diverso dagli altri, e trovarsi in stato di movimento oppure di quiete.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il presupposto che porta Platone a considerare la diversità come genere sommo gli permette anche di confutare la filosofia di [[Parmenide]] e degli Eleati: dire, infatti, che una rosa non è un cavallo non significa predicare il &amp;quot;non essere&amp;quot; assoluto, come intendeva Parmenide che negava così l&#039;esistenza del molteplice, ma significa affermare che la rosa è diversa dal cavallo. In questo modo, Platone apre la strada alla possibilità di pensare e dire la molteplicità e la relazione senza cadere in contraddizione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra tutte le Idee, un ruolo di principio supremo spetta all&#039;Idea del Bene, che Platone, nella &#039;&#039;Repubblica&#039;&#039;, descrive con la celebre metafora del Sole. Come il [[Sole]] nel mondo visibile permette la vista degli oggetti e ne è la causa della loro crescita, così l&#039;Idea del Bene nel mondo intelligibile è il principio che dona verità agli oggetti della conoscenza e ne è la causa stessa della loro esistenza. Il Bene, quindi, non è semplicemente un principio etico, ma il principio ontologico e gnoseologico assoluto, ciò che sta &amp;quot;al di là dell&#039;essenza&amp;quot;, fondando e rendendo possibile tutto il resto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il ruolo storico di Platone attorno a questa questione è stato letteralmente fondativo. Egli ha istituito per la prima volta in modo sistematico il dualismo tra un mondo sensibile, ingannevole e corruttibile, e un mondo intelligibile, vero ed eterno, i cui principi sono accessibili solo alla ragione. Tale distinzione ha esercitato la sua influenza su tutta la filosofia posteriore:segnò quella antica attraverso la metafisica di Aristotele&amp;lt;ref&amp;gt;    Cherniss, H., The Riddle of the Early Academy, University of California Press, 1945&amp;lt;/ref&amp;gt;, si integrò in quella [[Medioevo|medievale]] divenendo struttura portante del pensiero [[Cristianesimo|cristiano]], e ispirò infine quella moderna gettando le basi per un&#039;indagine scientifica del reale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il Principio come Problema: L&#039;Eredità di Platone e le sue Crisi ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;istituzione del principio platonico come Idea iperurania, non fu solo una risposta; fu anche l&#039;apertura di un campo di tensioni filosofiche destinate a perdurare per millenni. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;La Crisi Interna: Il &amp;quot;Terzo Uomo&amp;quot; e il Problema della Partecipazione&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La teoria delle Idee generò immediatamente un problema logico-metafisico di fondamentale importanza, sollevato dallo stesso Platone nel &#039;&#039;Parmenide&#039;&#039;. Se ogni cosa è ciò è in virtù della sua partecipazione a un&#039;Idea (ad esempio, un cavallo è tale perché partecipa all&#039;Idea di Cavallo), cosa stabilisce la relazione tra i due? Se l&#039;Idea è un&#039;altra cosa rispetto agli oggetti che la &amp;quot;imitano&amp;quot;, non si deve forse postulare un&#039;Idea superiore che spieghi ciò che l&#039;Idea e l&#039;oggetto hanno in comune? Questo regresso all&#039;infinito (il cosiddetto argomento del &amp;quot;Terzo Uomo&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;&amp;quot;The Third Man Argument in the Parmenides&amp;quot;. In: Philosophical Review, 1954). (Un articolo seminale che ha rilanciato il dibattito moderno sul problema).&amp;lt;/ref&amp;gt;) minava alla base la coerenza del principio platonico, rivelando la difficoltà di connettere in modo non arbitrario il mondo trascendente delle cause con il mondo immanente degli effetti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;La Svolta Aristotelica: Il Principio Immanente come Essenza&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La reazione di Aristotele, suo allievo, fu una delle più profonde correzioni alla dottrina del maestro. Per Aristotele, il principio (arché) non risiede in un mondo separato, ma è &#039;&#039;immanente&#039;&#039; alla sostanza stessa delle cose&amp;lt;ref&amp;gt;Aubenque, Pierre, Il problema dell&#039;essere in Aristotele. Mursia, 2009&amp;lt;/ref&amp;gt;. La &amp;quot;forma&amp;quot; (morphē), che è l&#039;equivalente aristotelico dell&#039;eidos, non è un&#039;idea trascendente, ma il principio organizzatore interno a un essere, ciò che lo fa essere quello che è, in unione inscindibile con la &amp;quot;materia&amp;quot; (hylē). Il principio non è più un modello da contemplare, ma una causa da indagare: la causa formale, finale, efficiente e materiale che spiega il divenire del reale. Con Aristotele, l&#039;occhio del filosofo si riabbassa dal cielo iperuranio alla terra, per classificare, analizzare e comprendere i principi che operano &#039;&#039;dentro&#039;&#039; la natura. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;La Sintesi Neoplatonica: Il Principio come Ineffabile Emanazione&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Plotino, nel III secolo d.C., tentò di superare le aporie del platonismo radicalizzandone la spinta trascendente. Per lui, il Principio Primo non è nemmeno un&#039;Idea o un Essere pensante, ma l&#039;&#039;&#039;&#039;Uno&#039;&#039;&#039;, assolutamente ineffabile e al di là di ogni determinazione. Dall&#039;Uno, per una necessità di sovrabbondanza (come la luce che emana dal sole senza intaccarne la sorgente), &amp;quot;emanano&amp;quot; per gradi successivi l&#039;Intelletto (che contiene le Idee) e l&#039;Anima del mondo. Questo modello emanazionistico risolveva il problema della partecipazione: il mondo sensibile non è una copia imperfetta di un modello, ma un&#039;emanazione necessaria e graduale del Principio. Tuttavia, questa soluzione sposta il problema sul piano mistico: l&#039;Uno non è più accessibile alla ragione discorsiva (diànoia), ma solo a un&#039;estasi (èkstasis) che va oltre il pensiero stesso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;L&#039;Adozione Cristiana: Il Principio come Dio Creatore&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La filosofia patristica e medievale (in particolare con Agostino e Tommaso d&#039;Aquino) operò una sintesi potentissima tra il principio platonico e la rivelazione biblica&amp;lt;ref&amp;gt;Fabro, Cornelio, Partecipazione e causalità secondo S. Tommaso d&#039;Aquino. SEI, 1960. (Uno studio specialistico e profondo su come Tommaso abbia trasformato il concetto platonico di partecipazione alla luce della causalità aristotelica e della creazione)&amp;lt;/ref&amp;gt;. L&#039;Idea del Bene diventa il &#039;&#039;&#039;Dio personale&#039;&#039;&#039; del Cristianesimo. Il principio non è più solo un fondamento ontologico e gnoseologico, ma un atto libero di volontà: &#039;&#039;Creazione ex nihilo&#039;&#039;. Le Idee platoniche vengono trasposte nella Mente Divina, come archetipi del creato (le &amp;quot;idee esemplari&amp;quot; in Agostino). Questo compromesso salvava la trascendenza del Principio (Dio è totalmente altro dal mondo), ma ne garantiva la conoscenza attraverso la Rivelazione e la luce della Grazia, fornendo una risposta alla domanda su come la mente finita dell&#039;uomo possa accedere all&#039;infinito.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Rinascimento: Dal Dio Creatore all&#039;Uomo Microcosmo e alla Natura Viva ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Quattrocento e il Cinquecento non rifiutano l&#039;idea di un principio divino, ma lo reinterpretano in modo radicale, spostando l&#039;enfasi dalla trascendenza all&#039;immanenza, dal Dio della Rivelazione a un Dio che si manifesta nell&#039;armonia e nella vitalità del cosmo. Il principio non è più solo da accogliere per fede, ma da &#039;&#039;indagare&#039;&#039; nella sua opera: il mondo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Umanesimo: Il Principio come Dignità e Centro dell&#039;Uomo ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La prima grande svolta è antropologica. Mentre il Medioevo vedeva l&#039;uomo come una creatura peccaminosa il cui fine era al di fuori del mondo (Dio), l&#039;Umanesimo riscopre la sua dignità e centralità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Pico della Mirandola&#039;&#039;&#039;, nell&#039;&amp;lt;nowiki/&amp;gt;&#039;&#039;Oratio de hominis dignitate&#039;&#039; (1486), presenta un Dio che non assegna all&#039;uomo un posto fisso nella gerarchia del creato, ma gli dona il libero arbitrio e il potere di &#039;&#039;plasmare la propria natura&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;.&#039;&#039;&#039; L&#039;uomo è un &amp;quot;essere di confine&amp;quot;, un &#039;&#039;microcosmo&#039;&#039; che contiene in sé tutti gli elementi del mondo.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Il nuovo arché (implicito):&#039;&#039;&#039; Il principio attivo della realtà non è più solo la Grazia divina, ma la &#039;&#039;libertà e la capacità creativa dell&#039;uomo&#039;&#039;. Il fondamento della conoscenza inizia a spostarsi verso le capacità umane di indagine (filologica, storica, artistica).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Il Cinquecento: La Natura come Campo di Battaglia Filosofica ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il XVI secolo vede il consolidarsi dell&#039;Umanesimo, le scoperte geografiche, la Riforma protestante e il primo, traumatico scossone al sistema cosmologico tolemaico con Copernico (1543). In questo clima, la filosofia naturale inizia a emanciparsi dalla &#039;&#039;physica&#039;&#039; di Aristotele, cercando principi esplicativi non nei libri degli antichi, ma nell&#039;osservazione diretta della natura.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===== Bernardino Telesio (1509-1588) - Il Principio come Forza Sensibile della Natura =====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Bernardino Telesio]]  è una figura cruciale, che &#039;&#039;&#039;Frances Bacone&#039;&#039;&#039; definirà &amp;quot;il primo degli uomini nuovi&amp;quot;. La sua opera principale, &#039;&#039;De rerum natura iuxta propria principia&#039;&#039; (&#039;&#039;Sulla natura secondo i suoi propri principi&#039;&#039;, 1565-1586), è un manifesto programmatico.Telesio attacca frontalmente Aristotele. Per lui, spiegare la natura con principi astratti e metafisici come &amp;quot;atto e potenza&amp;quot; o &amp;quot;forma sostanziale&amp;quot; è sterile. La natura non può essere compresa da concetti che le sono estranei.Si propone così di spiegare tutta la realtà fisica con tre principi ricavati dall&#039;esperienza sensibile:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Calore (Principio Attivo):&#039;&#039;&#039; Ha la sua sede nel Sole ed è il principio dell&#039;espansione, del movimento, della vita.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Freddo (Principio Passivo-Restitutivo):&#039;&#039;&#039; Ha la sua sede nella Terra ed è il principio della contrazione, dell&#039;inerzia, della solidificazione.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Materia (il Sostrato):&#039;&#039;&#039; È la sostanza corporea, neutra e passiva, su cui agiscono il Calore e il Freddo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Tutto&#039;&#039;&#039; in natura, dai fenomeni meteorologici alla fisiologia degli esseri viventi, è il risultato della lotta e dell&#039;equilibrio tra queste due forze antagoniste e attive che permeano la materia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====== &#039;&#039;&#039;Il Ruolo Storico di Telesio:&#039;&#039;&#039; ======&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Immanentismo Radicale:&#039;&#039;&#039; La natura è &#039;&#039;autonoma&#039;&#039; e si spiega da sé (&#039;&#039;iuxta propria principia&#039;&#039;), senza bisogno di ricorrere a cause trascendenti o forme sostanziali. Questo è un passo decisivo verso una scienza della natura secolare.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Sensismo:&#039;&#039;&#039; La conoscenza avviene attraverso i sensi, che sono modificati fisicamente dal Calore e dal Freddo esterni. La mente stessa è un &amp;quot;spirito&amp;quot; materiale e caldo che percepisce queste forze.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Pre-meccanicismo Vitalistico:&#039;&#039;&#039; Il suo sistema non è meccanicistico come quello di [[Cartesio]], ma &#039;&#039;dinamico-vitalistico&#039;&#039;. La natura è viva, percorsa da forze attive in perenne conflitto. Aprirà la strada sia al meccanicismo (riducendo la spiegazione a cause fisiche) che a filosofie della vita come quella di Campanella.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===== Girolamo Cardano (1501-1576) - Il Principio come Insieme di Opposti e Sincronicità =====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Gerolamo Cardano]] fu un genio eclettico e tormentato, matematico, medico, astrologo e filosofo. La sua visione del principio è più complessa e sfaccettata di quella di Telesio, mescolando naturalismo, neoplatonismo e interesse per l&#039;occulto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;1. Un Principio di Unità degli Opposti:&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cardano riprende la tradizione eraclitea e neoplatonica. Il principio primo della realtà non è un elemento semplice, ma l&#039;unità degli opposti. Il mondo è governato da una legge di &#039;&#039;congiunzione dei contrari&#039;&#039; (caldo-freddo, maschile-femminile, umido-secco). L&#039;armonia universale nasce proprio da questo conflitto e dalla sua composizione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;2. L&#039;Anima del Mondo e la Sympatheia:&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come molti rinascimentali, Cardano crede in un&#039;&#039;&#039;&#039;Anima del Mondo&#039;&#039;&#039; che unifica il cosmo. Le connessioni tra le sue parti non sono solo meccaniche, ma avvengono per &#039;&#039;simpatia&#039;&#039; (attrazione) e &#039;&#039;antipatia&#039;&#039; (repulsione). Questo principio gli permette di spiegare fenomeni come il [[magnetismo]], l&#039;efficacia dei farmaci e l&#039;influenza astrale, che rientrano in una rete di corrispondenze occulte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;3. Il Principio di Sincronicità e Caso:&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cardano, grande studioso di probabilità, fu profondamente affascinato dal &#039;&#039;caso&#039;&#039;. Tuttavia, nel suo orizzonte filosofico, il caso non è solo assenza di causa, ma può essere un evento &#039;&#039;significativo&#039;&#039;, una coincidenza che rivela un nesso nascosto nell&#039;ordine cosmico. Questo anticipa in modo sorprendente il concetto junghiano di &#039;&#039;sincronicità&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====== Il Ruolo Storico di Cardano: ======&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Sistema Complesso:&#039;&#039;&#039; A differenza di Telesio, Cardano non propone un sistema filosofico riduzionista. Il suo principio è un principio di &#039;&#039;complessità&#039;&#039;, che cerca di tenere insieme la spiegazione fisica con le dimensioni qualitative, psicologiche e &amp;quot;magiche&amp;quot; del reale.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Tensione tra Ragione e Occulto:&#039;&#039;&#039; La sua figura incarna la tensione del Rinascimento tra la nascente scienza matematica (i suoi studi di algebra) e la persistenza di un paradigma ermetico-simpatetico. Dimostra che la via verso la scienza moderna non fu lineare.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Psicologia dell&#039;Inconscio:&#039;&#039;&#039; I suoi studi sui sogni e l&#039;importanza che dà al caso come rivelatore mostrano un&#039;interesse per le profondità della psiche e per i nessi acausali che precorrono temi moderni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La Rivoluzione Scientifica Nascente: Il Principio come Legge Matematica ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In parallelo a queste correnti vitalistiche e magiche, si afferma un approccio diverso che prepara la modernità:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Niccolò Copernico&#039;&#039;&#039; sposta il principio di organizzazione del cosmo dalla Terra al Sole (eliocentrismo). Non è più una questione metafisica, ma un nuovo &#039;&#039;modello matematico&#039;&#039; che salva i fenomeni in modo più elegante.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Galileo Galilei&#039;&#039;&#039; compie il gesto decisivo: &amp;quot;La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi a gli occhi (io dico l&#039;[[Universo]]), ma non si può intendere se prima non s&#039;impara a intender la lingua, e conoscer i caratteri, ne&#039; quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica&amp;quot;. (&#039;&#039;&#039;Il Saggiatore&#039;&#039;&#039;, 1623).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Il nuovo arché:&#039;&#039;&#039; Il principio della natura non è più un fine (causa finale), ma una &#039;&#039;&#039;legge matematica&#039;&#039;&#039; esprimibile in formule. Il libro della natura è scritto in caratteri geometrici. Questo è il germe del principio meccanicistico che dominerà il XVII secolo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il Secolo dei Lumi: Il Principio come Ragione e Legge Meccanicistica ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il XVII secolo vide la sistematizzazione dell&#039;approccio meccanicistico alla natura. Il principio esplicativo diventa una struttura razionale, spesso riducibile a materia e movimento governati da leggi matematiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== René Descartes (Cartesio, 1596-1650) - Il Dualismo Sostanziale ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Cartesio]] cercò un principio di assoluta certezza su cui rifondare il sapere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Il Cogito come Fondamento&#039;&#039;&#039;: Attraverso il dubbio metodico, giunse al &#039;&#039;Cogito, ergo sum&#039;&#039; (Penso, dunque sono). Il pensiero (res cogitans) fu individuato come principio primo della conoscenza.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Dualismo delle Sostanze:&#039;&#039;&#039; Dal &#039;&#039;Cogito&#039;&#039; dedusse l&#039;esistenza di due sostanze create:&lt;br /&gt;
*# &#039;&#039;&#039;Res Cogitans (Sostanza Pensante)&#039;&#039;&#039;: Principio dell&#039;interiorità e della coscienza.&lt;br /&gt;
*# &#039;&#039;&#039;Res Extensa (Sostanza Estesa)&#039;&#039;&#039;: Principio del mondo materiale, la cui essenza è pura geometria.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Meccanicismo:&#039;&#039;&#039; Tutti i fenomeni naturali furono spiegati attraverso il movimento di particelle di materia nell&#039;estensione, eliminando cause finali o forze occulte dal mondo fisico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Isaac Newton (1642-1727) - La Sintesi Matematico-Meccanicistica ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Newton unì il rigore matematico di Galileo con una visione meccanicistica dell&#039;[[universo]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* I &#039;&#039;&#039;&#039;&#039;Philosophiæ Naturalis Principia Mathematica&#039;&#039;:&#039;&#039;&#039; In quest&#039;opera enunciò i tre principi (leggi) del moto e la Legge di Gravitazione Universale.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;La Gravità come Forza Matematicamente Descritta:&#039;&#039;&#039; La gravità non fu presentata come una qualità occulta, ma come una forza descritta da un&#039;equazione precisa. La sua azione a distanza rimase un punto di dibattito filosofico.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Hypotheses non fingo:&#039;&#039;&#039; Con questa affermazione, Newton sottolineò che il suo compito non era ipotizzare la natura intima della gravità, ma descriverne il comportamento matematico. Il principio scientifico divenne la legge fenomenologica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La Reazione al Meccanicismo e l&#039;Empirismo ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La visione meccanicistica generò reazioni che cercavano principi alternativi per spiegare la complessità della realtà.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Baruch Spinoza (1632-1677) - Il Monismo della Sostanza ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Baruch Spinoza]] critica [[Cartesio]] per aver diviso la realtà in due sostanze separate (&#039;&#039;Res Cogitans&#039;&#039; e &#039;&#039;Res Extensa&#039;&#039;). Per Spinoza, se una sostanza è definita come &amp;quot;ciò che esiste in sé e per sé&amp;quot;, allora può essercene solo una: &#039;&#039;&#039;Dio&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Monismo radicale:&#039;&#039;&#039; Esiste una sola realtà. Tutto ciò che vediamo (corpi, pensieri, oggetti) non sono &amp;quot;cose&amp;quot; autonome, ma manifestazioni dell&#039;unica Sostanza.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Deus sive Natura (Dio ovvero la Natura):&#039;&#039;&#039; Dio non è un creatore esterno al mondo (trascendente), ma coincide con il mondo stesso (immanente). La natura non è altro che Dio che si esprime.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===== Attributi e Modi: Come si manifesta la Sostanza =====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se la Sostanza è una sola, come spieghiamo la varietà del mondo? Spinoza introduce due concetti fondamentali:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Attributi:&#039;&#039;&#039; Sono le dimensioni infinite della Sostanza. Noi umani ne conosciamo solo due: il &#039;&#039;&#039;Pensiero&#039;&#039;&#039; e l&#039;&#039;&#039;&#039;Estensione&#039;&#039;&#039; (lo spazio fisico). Essi sono come due &amp;quot;facce&amp;quot; della stessa medaglia: ciò che accade nel corpo (estensione) ha un corrispettivo nella mente (pensiero).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Modi:&#039;&#039;&#039; Sono le singole manifestazioni concrete. Un singolo pensiero è un modo dell&#039;attributo Pensiero; un singolo albero o un corpo umano sono modi dell&#039;attributo Estensione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===== Il Determinismo Geometrico =====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Spinoza rifiuta l&#039;idea di un Dio antropomorfo con &amp;quot;volontà&amp;quot; o &amp;quot;fini&amp;quot;. L&#039; [[Universo]] non segue un disegno benevolo, ma una &#039;&#039;&#039;necessità logica&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Ordine Geometrico:&#039;&#039;&#039; Il mondo è strutturato come un teorema di geometria. Come dalla definizione di triangolo deriva necessariamente che la somma dei suoi angoli è 180 gradi, così dalla natura di Dio derivano necessariamente tutte le cose.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Negazione del Libero Arbitrio:&#039;&#039;&#039; La libertà, per Spinoza, è un&#039;illusione derivante dall&#039;ignoranza delle cause. L&#039;unica vera libertà è la &#039;&#039;&#039;libertà come necessità&#039;&#039;&#039;: comprendere l&#039;ordine razionale del mondo e accettarlo senza opporre resistenza emotiva.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;blockquote&amp;gt;&amp;quot;Le persone si credono libere perché sono consapevoli dei propri desideri, ma ignorano le cause che le determinano a desiderare.&amp;quot;&amp;lt;/blockquote&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Gottfried Wilhelm Leibniz (1646-1716) - Le Monadi e l&#039;Armonia Prestabilita ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gottfried Wilhelm Leibniz è il filosofo che cerca di conciliare la scienza moderna con la metafisica, introducendo un dinamismo spirituale che si oppone al &amp;quot;mondo-macchina&amp;quot; di Cartesio e Spinoza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===== Oltre il Meccanicismo: La Forza Viva =====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Leibniz accetta le leggi della fisica, ma ritiene che la materia estesa (quella di cui parlavano Cartesio e Spinoza) sia inerte e passiva. Per lui, la spiegazione meccanica è utile per la scienza, ma non spiega &#039;&#039;&#039;perché&#039;&#039;&#039; ci sia movimento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Critica:&#039;&#039;&#039; La materia non è solo &amp;quot;spazio occupato&amp;quot;, ma nasconde una &amp;quot;forza viva&amp;quot;.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Svolta:&#039;&#039;&#039; La realtà ultima non è materiale, ma spirituale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===== Le Monadi: Gli &amp;quot;Atomi Spirituali&amp;quot; =====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le monadi sono i mattoni fondamentali dell&#039;universo. A differenza degli atomi fisici, esse sono &#039;&#039;&#039;immateriali&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;centri di forza&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Semplici e indivisibili:&#039;&#039;&#039; Non hanno parti, quindi sono eterne.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;&amp;quot;Senza finestre&amp;quot;:&#039;&#039;&#039; Ogni monade è un mondo a sé. Non può ricevere influenze dall&#039;esterno né agire su altre monadi. Tutto ciò che accade in una monade deriva dal suo interno.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Attività e Percezione:&#039;&#039;&#039; Ogni monade &amp;quot;percepisce&amp;quot; l&#039;intero universo da un particolare punto di vista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===== I Principi Logico-Metafisici =====&lt;br /&gt;
Leibniz fonda la sua filosofia su regole logiche ferree:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Principio di Ragion Sufficiente:&#039;&#039;&#039; Nulla accade senza che ci sia una ragione per cui sia così e non altrimenti. Dio ha scelto questo mondo perché è il &amp;quot;migliore dei mondi possibili&amp;quot;.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Identità degli Indiscernibili:&#039;&#039;&#039; In natura non esistono due cose perfettamente identiche. Se due monadi avessero tutte le proprietà uguali, sarebbero la stessa monade. Questa è una critica radicale all&#039;idea di atomi tutti uguali tra loro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===== L&#039;Armonia Prestabilita =====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se le monadi sono &amp;quot;senza finestre&amp;quot; e non comunicano, come mai vediamo un mondo coordinato? Come fa la mia mente (monade) a percepire il movimento del mio braccio (fatto di monadi)?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;esempio degli orologi:&#039;&#039;&#039; Immaginiamo due orologi perfettamente sincronizzati. Sembrano influenzarsi, ma in realtà marciano insieme perché il costruttore li ha regolati all&#039;inizio.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Dio come Grande Orologiaio:&#039;&#039;&#039; Dio, al momento della creazione, ha programmato ogni monade affinché i suoi cambiamenti interni siano in perfetto accordo con quelli di tutte le altre.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== John Locke (1632-1704) - L&#039;Empirismo e la &#039;&#039;Tabula Rasa&#039;&#039; ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Contro l&#039;innatismo cartesiano, Locke fondò l&#039;empirismo moderno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Tabula Rasa:&#039;&#039;&#039; La mente alla nascita è una &amp;quot;lavagna vuota&amp;quot;. Non esistono principi innati.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Le Due Fonti dell&#039;Esperienza:&#039;&#039;&#039; Tutte le idee derivano dall&#039;Sensazione (dati esterni) e dalla Riflessione (dati interni). Il principio della conoscenza risiede quindi nell&#039;esperienza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La Svolta Critica: Kant e i Principi della Ragione ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== La Rivoluzione Copernicana di Kant ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Immanuel Kant ribalta il rapporto tra soggetto e oggetto. Non è la mente a modellarsi passivamente sulla realtà, ma &#039;&#039;&#039;l&#039;oggetto a conformarsi alle strutture della nostra mente&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Il Fenomeno:&#039;&#039;&#039; È la realtà come ci appare, filtrata dalle nostre forme a priori.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Il Noumeno:&#039;&#039;&#039; È la &amp;quot;cosa in sé&amp;quot;, la realtà come sarebbe indipendentemente da noi, che però rimane inconoscibile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Il processo della conoscenza: Sensibilità e Intelletto ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Kant, la conoscenza avviene attraverso due tronconi principali:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
# &#039;&#039;&#039;Sensibilità (Estetica Trascendentale):&#039;&#039;&#039; Riceviamo i dati esterni tramite i 5 sensi. Questi dati vengono immediatamente ordinati attraverso le forme a priori di &#039;&#039;&#039;Spazio e Tempo&#039;&#039;&#039;. Qui avviene la &#039;&#039;&#039;sensazione&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
# &#039;&#039;&#039;Intelletto (Analitica Trascendentale):&#039;&#039;&#039; La sensazione da sola è un flusso caotico. Per diventare &#039;&#039;&#039;percezione consapevole&#039;&#039;&#039;, interviene l&#039;intelletto che rielabora i dati sensibili attraverso le &#039;&#039;&#039;12 Categorie&#039;&#039;&#039; (come causa-effetto o sostanza).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;blockquote&amp;gt;&#039;&#039;&#039;L&#039;Io Penso:&#039;&#039;&#039; È l&#039;unità suprema della coscienza, il &amp;quot;centro coordinatore&amp;quot; che permette a tutte le categorie di lavorare insieme affinché io possa dire &amp;quot;Io percepisco questa mela&amp;quot;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Idealismo Tedesco e Reazioni ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La filosofia post-kantiana tentò di superare il dualismo tra fenomeno e noumeno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== G.W.F. Hegel (1770-1831) - Lo Spirito Assoluto e la Dialettica ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Hegel affermò che la Ragione può conoscere l&#039;Assoluto, perché l&#039;Assoluto è la Ragione stessa che si dispiega.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;Assoluto come Soggetto:&#039;&#039;&#039; Il principio di tutto è lo Spirito Assoluto (Geist), un Soggetto spirituale in divenire.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;La Dialettica&#039;&#039;&#039;: Il movimento dello Spirito segue il principio della dialettica (Tesi - Antitesi - Sintesi), che è la legge dello sviluppo della realtà e della storia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Arthur Schopenhauer (1788-1860) - La Volontà come Cosa in Sé ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Schopenhauer fornì una risposta opposta a Hegel.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Il Mondo come Rappresentazione:&#039;&#039;&#039; A livello fenomenico, il mondo è una &amp;quot;rappresentazione&amp;quot;.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Il Mondo come Volontà&#039;&#039;&#039;: La cosa in sé è una Volontà (Wille) cieca, irrazionale e senza scopo, che si oggettiva in tutte le forze della natura.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il Materialismo Storico: La Svolta Marxista ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella metà del XIX secolo, Karl Marx (1818-1883), in collaborazione con Friedrich Engels, operò un capovolgimento della dialettica hegeliana, spostando il principio esplicativo della storia dal regno delle idee a quello delle condizioni materiali ed economiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Il Principio della Prassi e il Capovolgimento di Hegel ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Marx criticò l&#039;idealismo hegeliano, definendolo una mistificazione. Per lui, non è la coscienza degli uomini a determinare il loro essere, ma è, al contrario, il loro essere sociale a determinare la loro coscienza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;La Prassi:&#039;&#039;&#039; Il principio primo dell&#039;attività umana non è il pensiero puro, ma la prassi (Praxis), intesa come l&#039;attività materiale e produttiva attraverso cui gli esseri umani trasformano la natura e, in questo modo, trasformano se stessi e la propria società.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Materialismo Dialettico:&#039;&#039;&#039; La dialettica non è il movimento di un&#039;Idea, ma il processo reale e conflittuale della storia umana, che si è radicato nel passato nella lotta tra le classi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== La Struttura Economica come Principio Fondante ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il principio architettonico della società, secondo Marx, è la sua struttura economica, o &amp;quot;base reale&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Forze Produttive e Rapporti di Produzione:&#039;&#039;&#039; La storia avanza attraverso il conflitto tra le forze produttive (lavoro, tecnologia, conoscenza) e i rapporti di produzione (i rapporti di proprietà e le classi sociali).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Lotta di Classe:&#039;&#039;&#039; Quando i rapporti di produzione diventano un ostacolo allo sviluppo delle forze produttive, si apre un&#039;epoca di rivoluzione sociale. La lotta tra classi dominanti e classi subordinate (es. borghesia e proletariato) è il &amp;quot;motore&amp;quot; della storia, il principio dinamico del cambiamento sociale.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Sovrastruttura:&#039;&#039;&#039; Da questa base economica sorgono le &amp;quot;sovrastrutture&amp;quot; (il diritto, la politica, la filosofia, la religione, l&#039;arte), che non hanno un&#039;esistenza autonoma ma riflettono e legittimano gli interessi della classe dominante.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Il Ruolo Storico del Marxismo ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Scienza della Storia:&#039;&#039;&#039; Marx propose un&#039;analisi della società che aspirava a essere scientifica, individuando nella struttura economica il principio causale fondamentale dell&#039;evoluzione storica.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Critica dell&#039;Economia Politica:&#039;&#039;&#039; Il suo lavoro fu una critica sistematica alle categorie dell&#039;economia politica classica (valore, merce, capitale), svelando i principi di sfruttamento (il [[Plusvalore]]) alla base del modo di produzione capitalistico.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Impatto Globale&#039;&#039;&#039;: Il marxismo divenne il principio ideologico e organizzativo per movimenti rivoluzionari, partiti politici e Stati nel corso del XX secolo, influenzando profondamente la storia mondiale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il Principio in Crisi: Positivismo e Oltre ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Contemporaneamente e in reazione alle grandi sintesi metafisiche e al materialismo storico, l&#039;Ottocento vide l&#039;affermazione di correnti di pensiero che mettevano in discussione la ricerca di principi universali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Il Positivismo di Auguste Comte (1798-1857) ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Comte sostenne che l&#039;umanità fosse entrata nello stadio positivo&amp;lt;ref&amp;gt;Kolakowski, Leszek. La filosofia positivistica. Mondadori, 1975&amp;lt;/ref&amp;gt;. La scienza non deve cercare &amp;quot;cause&amp;quot; o &amp;quot;essenze&amp;quot; nascoste, ma solo descrivere le leggi dei fenomeni osservabili. Il principio esplicativo diventa la legge scientifica intesa come mera regolarità osservata e verificata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Friedrich Nietzsche (1844-1900) - Oltre i Principi Metafisici ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nietzsche sferrò un attacco radicale alla tradizione metafisica occidentale, inclusi hegelismo e positivismo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;&amp;quot;Dio è morto&amp;quot;&#039;&#039;&#039;: Dichiarò la fine di tutti i principi trascendenti (Dio, l&#039;Idea, la Ragione, la Verità) che fornivano un fondamento al mondo.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Volontà di Potenza&#039;&#039;&#039;: In un universo senza principi dati, l&#039;unica forza attiva in tutte le cose è la Volontà di Potenza, intesa come impulso impersonale alla crescita, all&#039;espansione e all&#039;affermazione della vita.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Oltre l&#039;Uomo:&#039;&#039;&#039; Il principio non è più da trovare, ma da creare. L&#039;Oltreuomo (Übermensch) è colui che, accettata l&#039;assenza di qualsiasi principio dato, crea nuovi valori immanenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===== La critica alla visione apollinea della realtà =====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nietzsche adotta una prospettiva dionisiaca, in netta antitesi con quella apollinea. Attraverso questa lente, egli critica tutte le visioni cosmocentriche del mondo, sostenendo che non esista un ordine vero e proprio. La sua tesi è che l&#039;eternità sia dominata dal [[caos]], che per lui non significa assenza di [[necessità]], ma piuttosto mancanza di qualsiasi ordine, disposizione, forma, bellezza e saggezza. Questi ultimi concetti sono da ricondurre, secondo Nietzsche, a un mero antropomorfismo estetico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La configurazione astrale che ospita la vita non sarebbe che una rara eccezione, e la vita organica un&#039;eccezione nell&#039;eccezione. &amp;quot;Stiamo in guardia&amp;quot;,  esorta, &amp;quot;dal supporre che qualcosa di metodico come i moti ciclici delle nostre stelle vicine sia la regola in tutto l&#039;universo; basta uno sguardo alla Via Lattea per dubitare che esistano, al contrario, movimenti molto più rozzi e contraddittori, e persino stelle con traiettorie rettilinee e continue&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;Friedrich Nietzche,Volume VII/2 dei Frammenti postumi (1883-1885),p.217,Edizione Critica Colli-Montinari.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa visione è totalmente opposta a quello che per esempio sosteneva Leibniz, il quale nella &#039;&#039;Monadologia&#039;&#039; diceva che nonostante certe apparenze non c&#039;è nessun caos da trovare da nessuna parte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Mancanza di universalità della morte di dio ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In Nietzsche la riflessione filosofica appare indissolubilmente legata alla sua vicenda esistenziale: un tratto che, se da una parte conferisce grande intensità al suo pensiero, dall’altra ne rivela anche i possibili limiti.. È molto probabile, infatti, che la sua vita personale (era figlio di un pastore protestante) abbia influito sul suo pensiero al punto da trasformare la “morte di Dio” in una vera e propria ossessione. Tuttavia, tale visione si scontra con il fatto di rappresentare un fenomeno circoscritto e locale, dunque non universale. In altre aree del mondo, come per esempio il Medio Oriente, la Cina attuale o l&#039;[[India]] la “morte di Dio” non si è mai verificata; al contrario, si tratta di un fenomeno che, dal punto di vista storico, sembrerebbe essersi manifestato esclusivamente in Occidente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== &#039;&#039;&#039;La profezia di Marx:la caduta tendenziale del saggio del profitto&#039;&#039;&#039; ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Marx sostiene che, per battere la concorrenza, il capitalista sia costretto a investire sempre più in &#039;&#039;&#039;macchinari&#039;&#039;&#039; (capitale costante) rispetto ai &#039;&#039;&#039;salari&#039;&#039;&#039; (capitale variabile).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dato che per Marx solo il lavoro umano produce plusvalore( da cui si ottiene il [[profitto]]), se la proporzione di macchine aumenta e quella degli uomini diminuisce, il saggio di profitto inevitabilmente scende. È un paradosso: più il sistema diventa efficiente, meno profitto genera in proporzione all&#039;investimento totale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Le Contromisure (Controtendenze) ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I capitalisti non restano a guardare il crollo. Cercano di frenare questa caduta attraverso diverse strategie:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Imperialismo e Colonialismo:&#039;&#039;&#039; Questa è la via principale. Serve a trovare materie prime a basso costo e, soprattutto, nuovi mercati di sbocco per la &#039;&#039;&#039;sovrapproduzione&#039;&#039;&#039; (merci che i lavoratori europei, sottopagati, non possono permettersi).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Aumento dello sfruttamento:&#039;&#039;&#039; Invece di aumentare i salari, i capitalisti cercano di ridurli al &amp;quot;minimo vitale&amp;quot; o di aumentare le ore di lavoro ([[plusvalore assoluto]]) e l&#039;intensità del lavoro tramite le macchine ([[plusvalore relativo]]).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Nuovi mercati e diversificazione :&#039;&#039;&#039; Creare nuovi bisogni per vendere merci sempre diverse, cercando di saturare ogni angolo della vita quotidiana.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Il punto critico: I Salari ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Marx non crede che il capitalismo si salvi aumentando i salari&#039;&#039;&#039;.&#039;&#039;&#039; Al contrario, descrive la &#039;&#039;&#039;teoria dell&#039;immiserimento relativo&#039;&#039;&#039;:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
# Se il capitalista alza troppo i salari, il suo profitto diminuisce ulteriormente.&lt;br /&gt;
# L&#039;operaio-acquirente è un concetto più legato al &amp;quot;Fordismo&amp;quot; del XX secolo che al pensiero originale di Marx.&lt;br /&gt;
# Per Marx, il capitalismo è vittima di una contraddizione insanabile: ha bisogno che i lavoratori comprino le merci, ma per fare profitto deve tenere i loro salari il più bassi possibile. Questa forbice porta alla &#039;&#039;&#039;crisi di sovrapproduzione&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== lo scontro finale ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Marx, queste soluzioni sono solo &amp;quot;palliativi&amp;quot;. Il colonialismo e la tecnologia rimandano solo l&#039;inevitabile. La concentrazione della ricchezza in pochissime mani e la creazione di una massa enorme di proletari uniti e sfruttati creerà le condizioni per la rivoluzione&amp;lt;ref&amp;gt;È interessante notare come il capitalismo del &#039;900 (post-Marx) abbia effettivamente usato l&#039;aumento dei salari e il welfare per evitare la rivoluzione, ma Marx lo avrebbe considerato un evento temporaneo e non una soluzione strutturale del sistema.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;blockquote&amp;gt;&amp;lt;/blockquote&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Voci correlate ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* [[Archetipo]]&lt;br /&gt;
* [[Assioma]]&lt;br /&gt;
* [[Postulato]]&lt;br /&gt;
* [[Origine]]&lt;br /&gt;
* [[Teorema]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Fonti ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* [https://www.treccani.it/enciclopedia/principio_(Dizionario-di-filosofia)/ Principio - Dizionario di Filosofia Treccani]&lt;br /&gt;
* [https://www.newworldencyclopedia.org/entry/Principle Principle - New World Encyclopedia] (in inglese)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Logica]] [[Categoria:Filosofia]] [[Categoria:Epistemologia]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari1</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Principio&amp;diff=6382</id>
		<title>Principio</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Principio&amp;diff=6382"/>
		<updated>2026-03-05T17:17:16Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari1: /* Mancanza di universalità della morte di dio */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{S}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un &#039;&#039;&#039;principio&#039;&#039;&#039; è un concetto che indica le basi e i presupposti iniziali su cui si basa o poggia una [[teoria]] o una [[dottrina]], e che assumono, per convenzione o riconosciuto diritto, validità generale ed universale all&#039;interno stesso di essa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Caratteristiche ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In [[matematica]], per esempio in [[geometria]], i principi sono costituiti da concetti “primitivi” autoevidenti, oggetto di definizione, o da assiomi o postulati, che costituiscono le “regole” da cui sono dedotti necessariamente i teoremi. Solo quest’ultimi possono essere dimostrati. Non possono essere dimostrati, invece, i principi, poiché per farlo bisognerebbe dedurli da qualcos’altro, ma, allora, non sarebbero “principi”. Ecco perché si parla di autoevidenza&amp;lt;ref&amp;gt;Francesco Paoli (2023): [https://web.unica.it/unica/protected/427523/0/def/ref/MAT426696/ &#039;&#039;La geometria nell&#039;antichità greca&#039;&#039; - Università degli studi di Cagliari] &amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nelle [[Scienza sperimentale|scienze sperimentali]] in genere un principio è indimostrabile in &#039;&#039;senso assoluto&#039;&#039;, ma viene assunto per &#039;&#039;vero&#039;&#039; in virtù della molteplicità delle osservazioni che lo verificano e le predizioni che esso, e le leggi da esso derivate, consentono di fare, venendo al contempo meno, ovvero perdendo la sua caratteristica di universalità, in presenza anche di una sola evidenza sperimentale che lo neghi, com&#039;è tipico della scienza e del suo metodo sperimentale&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.clrn.org/what-is-principle-in-science/ What is principle in science? - California Learning Resource Network] (in inglese)&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In altri contesti, come nel [[diritto]] e nella [[filosofia]], un principio è assunto come tale in quanto riconosciuto come fondativo o eticamente corretto. Alcuni esempi in quest&#039;ambito sono l&#039;&#039;&#039;arché&#039;&#039; dei presocratici, il mondo platonico delle idee, la Causa prima aristotelica, il &#039;&#039;Logos&#039;&#039; di [[Eraclito]] e degli stoici, l&#039;Uno neoplatonico, il [[Dio]] delle religioni, ecc. i quali costituiscono un principio non solo cronologico, ma anche ontologico, cosmologico o archetipico&amp;lt;ref&amp;gt;[https://fiveable.me/greek-philosophy/unit-2/thales-search-arche-first-principle/study-guide/ycJ4R8tRW0x2pcxw Thales and the search for the arche (first principle) - Fiveable] (in inglese)&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Storia ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;«Tutto è acqua»&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;. Con questa semplice ma radicale affermazione, nel VI secolo a.C., [[Talete di Mileto]] non stava solo proponendo una teoria fisica. Stava compiendo una delle più grandi rivoluzioni intellettuali della storia umana: stava sostituendo il mito con la ragione, l&#039;autorità divina con l&#039;indagine razionale&amp;lt;ref&amp;gt;[https://iep.utm.edu/thales/ Thales of Miletus (c. 620 B.C.E.—c. 546 B.C.E.) - Internet Encyclopedia of Philosophy] (in inglese)&amp;lt;/ref&amp;gt;. L&#039;idea di &#039;&#039;principio&#039;&#039; iniziò a svilupparsi con la [[filosofia greca]], e Talete di Mileto fu infatti il primo a inserire questo schema sostenendo che la molteplicità del divenire naturale è determinata da un principio comune, l&#039;[[acqua]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima di Talete, il mondo si spiegava attraverso narrazioni mitiche. I fenomeni naturali erano voleri capricciosi degli dèi, il tuono era la collera di Zeus, il mare in tempesta l&#039;ira di Poseidone. Non esistevano leggi universali, solo volontà divine imprevedibili. Talete compì il salto epocale: guardò il cosmo e vi cercò non la mano degli dèi, ma un ordine razionale, una regolarità comprensibile alla mente umana.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La scelta dell&#039;acqua come archè non fu casuale. Osservando la natura, Talete notava come l&#039;acqua fosse essenziale alla vita, come assumesse diversi stati passando da liquido a solido a vapore, come i fiumi scorressero verso il mare e dal mare si elevassero le nuvole per poi tornare come pioggia. In questo ciclo perpetuo vide la manifestazione di un principio unitario che si trasformava senza annullarsi. L&#039;acqua diventava così non solo elemento fisico, ma un qualcosa  dove il cambiamento nasceva dalla permanenza, dove la molteplicità scaturiva dall&#039;unità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa intuizione segnò la nascita del pensiero scientifico occidentale. Per la prima volta, si cercava di spiegare la totalità del reale attraverso un principio immanente alla natura stessa, non trascendente ad essa. Non più dèi sul Monte Olimpo, ma leggi dentro le cose. Il principio diveniva così il fondamento razionale della realtà, ciò che permane identico nel mutamento di tutte le cose.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I milesi che seguirono – [[Anassimandro]] e [[Anassimene]] – svilupparono questo approccio, proponendo principi diversi ma mantenendo ferma l&#039;idea di base: esiste un ordine razionale nel cosmo, e la mente umana può comprenderlo. Anassimandro parlò di àpeiron, l&#039;indeterminato infinito da cui tutte le cose traggono origine e in cui tutte ritornano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il tratto comune della filosofia presocratica, questa prima fase del pensiero occidentale, è l&#039;aver eletto la natura a oggetto privilegiato della propria indagine.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche quando Parmenide e la scuola eleatica negarono la realtà del divenire, affermando l&#039;immutabilità dell&#039;Essere, lo fecero in nome di una diversa comprensione della natura&amp;lt;ref&amp;gt;Karl Popper, Il mondo di Parmenide (1998)&amp;lt;/ref&amp;gt;.Per loro la vera physis era l&#039;essere eterno e immobile, mentre il mondo del mutamento era solo apparenza ingannevole.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I fisici pluralisti come Empedocle e Anassagora tentarono poi di conciliare l&#039;unità dell&#039;essere con la molteplicità del divenire. Empedocle con i suoi quattro elementi radicali – acqua, aria, terra, fuoco – mossi da Amore e Contesa; Anassagora con i semi infiniti ordinati da un Intelletto cosmico. In entrambi i casi, la natura restava al centro della loro speculazione, un cosmo da comprendere nella sua struttura profonda.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Democrito e gli atomisti portarono alle estreme conseguenze questo sguardo sulla physis, immaginando un composto di atomi che si muovono nel vuoto secondo leggi necessarie. La loro era forse la visione più radicalmente naturalistica: tutto, persino l&#039;anima e gli dèi, era spiegabile attraverso combinazioni di particelle materiali.. Per loro la vera physis era l&#039;essere eterno e immobile, mentre il mondo del mutamento era solo apparenza ingannevole.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La svolta antropologica: quando l&#039;uomo divenne oggetto di indagine ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se i Presocratici avevano scrutato i cieli e indagato i principi del cosmo, fu con i Sofisti e soprattutto con [[Socrate]] che lo sguardo si spostò sulla dimensione umana, sulla polis, sull&#039;anima, sulla vita morale. L&#039;uomo e la storia cominciarono a diventare oggetto di analisi in un modo completamente nuovo, segnando una tappa fondamentale nell&#039;evoluzione del pensiero. Questa transizione non fu accidentale, ma rispecchiava le trasformazioni della società greca del V secolo a.C. L&#039;affermazione della democrazia ateniese, lo sviluppo della retorica come strumento politico, l&#039;incontro con culture diverse attraverso il commercio e la colonizzazione – tutti questi fattori misero in crisi le verità tradizionali e resero urgente una comprensione più profonda della natura umana e delle sue creazioni sociali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I Sofisti furono i primi a compiere sistematicamente questo passaggio. Protagora con il suo celebre &amp;quot;l&#039;uomo è misura di tutte le cose&amp;quot; affermava che le questioni umane vanno giudicate secondo criteri umani, non in riferimento a principi cosmologici astratti. Gorgia, con il suo trattato &amp;quot;Sul non-essere&amp;quot;, smantellava le certezze metafisiche per concentrarsi sulla forza persuasiva del linguaggio – strumento per eccellenza delle relazioni umane.Ma fu Socrate a portare alle estreme conseguenze questa svolta antropologica. Il suo &amp;quot;conosci te stesso&amp;quot;, ripreso dall&#039;iscrizione del tempio di Delfi, diventò il programma di una vita dedicata all&#039;esame interiore e al [[dialogo]]. Mentre i filosofi naturali interrogavano la physis, Socrate interrogava gli ateniesi nelle piazze, mettendo in discussione le loro convinzioni sulla giustizia, sul coraggio, sulla virtù. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aristotele, da parte sua, sistematizzò lo studio dell&#039;uomo in tutte le sue dimensioni: l&#039;Etica Nicomachea esplora la vita buona, la Politica analizza le forme di governo, la Poetica indaga la creatività artistica, la Retorica studia la persuasione. Con Aristotele, l&#039;uomo diventa  &amp;quot;l&#039;animale che ha il logos&amp;quot;, non solo nel senso di possedere il linguaggio, ma nel senso di essere capace di auto-comprensione razionale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Parallelamente, anche la storia cominciò a emanciparsi dalla cronaca mitica per diventare oggetto di analisi critica. Erodoto, il &amp;quot;padre della storia&amp;quot;, pur non rinunciando completamente al meraviglioso, cercò già di distinguere tra fatti verificati e racconti leggendari. [[Tucidide]], con il suo studio della guerra del Peloponneso, compì un salto qualitativo ancora maggiore: la sua non era semplice cronaca, ma un&#039;analisi scientifica delle cause profonde degli eventi storici, delle dinamiche di potere, della psicologia collettiva. Per la prima volta, la storia veniva studiata come prodotto di forze umane comprensibili razionalmente, non come teatro di interventi divini.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Platone ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per [[Platone]], il &#039;&#039;principio&#039;&#039; (&#039;&#039;arché&#039;&#039;) non si configura come un mero inizio temporale, bensì come la fondazione ontologica e razionale dell’essere: ciò che è primario, eterno e autenticamente reale, in contrapposizione al mondo sensibile del divenire e dell’apparenza. Esso costituisce, pertanto, la via d’accesso alla verità, la chiave di volta che sostiene l’intero edificio della realtà e della conoscenza. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il principio platonico per eccellenza sono le Idee (dal greco Eidos che significa visione), o Forme. Esse non sono concetti astratti nella mente umana, ma realtà ontologiche perfette, eterne e immutabili che esistono in una dimensione iperurania, al di là del cielo sensibile. L&#039;Idea del Bello, del Giusto, del Buono, ma anche l&#039;Idea di un letto o di un cavallo, costituiscono l&#039;essenza vera della realtà. Il mondo che percepiamo con i sensi non è che una copia imperfetta, un&#039;ombra evanescente di questi principi ideali. In questo senso, il principio è ciò che conferisce intelligibilità e ordine al caos delle percezioni. Senza il principio-Idea, il mondo sarebbe un flusso inintelligibile, privo di identità e di significato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inizialmente Platone ipotizzava l&#039;esistenza di tante idee quanti enti o cose esistono nella realtà, successivamente si rese conto che un numero limitato di idee è in grado di spiegare una quantità notevole di enti, come avviene anche nell&#039;alfabeto dove poche vocali e consonanti possono formare una quantità infinita di parole,e che quindi non è più necessario  dover immaginare che debbano esistere idee specifiche per qualsiasi cosa, come per esempio la sporcizia o il fango: ricorrendo a delle idee generali o generi, le si potrà definire ugualmente mediante le idee di dimensione, di forma, ecc. Questa riflessione portò Platone a individuare, tra le diverse idee, alcune a cui ogni ente deve necessariamente partecipare. Si tratta di idee più generali che Platone chiama &amp;quot;generi sommi&amp;quot; e che analizza nel dialogo del &#039;&#039;Sofista&#039;&#039;. Essi sono le idee di essere, di identico e di diverso, di moto e di quiete. Ciò in quanto ogni ente che sia esistente deve anche essere identico a sé stesso e diverso dagli altri, e trovarsi in stato di movimento oppure di quiete.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il presupposto che porta Platone a considerare la diversità come genere sommo gli permette anche di confutare la filosofia di [[Parmenide]] e degli Eleati: dire, infatti, che una rosa non è un cavallo non significa predicare il &amp;quot;non essere&amp;quot; assoluto, come intendeva Parmenide che negava così l&#039;esistenza del molteplice, ma significa affermare che la rosa è diversa dal cavallo. In questo modo, Platone apre la strada alla possibilità di pensare e dire la molteplicità e la relazione senza cadere in contraddizione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra tutte le Idee, un ruolo di principio supremo spetta all&#039;Idea del Bene, che Platone, nella &#039;&#039;Repubblica&#039;&#039;, descrive con la celebre metafora del Sole. Come il [[Sole]] nel mondo visibile permette la vista degli oggetti e ne è la causa della loro crescita, così l&#039;Idea del Bene nel mondo intelligibile è il principio che dona verità agli oggetti della conoscenza e ne è la causa stessa della loro esistenza. Il Bene, quindi, non è semplicemente un principio etico, ma il principio ontologico e gnoseologico assoluto, ciò che sta &amp;quot;al di là dell&#039;essenza&amp;quot;, fondando e rendendo possibile tutto il resto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il ruolo storico di Platone attorno a questa questione è stato letteralmente fondativo. Egli ha istituito per la prima volta in modo sistematico il dualismo tra un mondo sensibile, ingannevole e corruttibile, e un mondo intelligibile, vero ed eterno, i cui principi sono accessibili solo alla ragione. Tale distinzione ha esercitato la sua influenza su tutta la filosofia posteriore:segnò quella antica attraverso la metafisica di Aristotele&amp;lt;ref&amp;gt;    Cherniss, H., The Riddle of the Early Academy, University of California Press, 1945&amp;lt;/ref&amp;gt;, si integrò in quella [[Medioevo|medievale]] divenendo struttura portante del pensiero [[Cristianesimo|cristiano]], e ispirò infine quella moderna gettando le basi per un&#039;indagine scientifica del reale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il Principio come Problema: L&#039;Eredità di Platone e le sue Crisi ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;istituzione del principio platonico come Idea iperurania, non fu solo una risposta; fu anche l&#039;apertura di un campo di tensioni filosofiche destinate a perdurare per millenni. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;La Crisi Interna: Il &amp;quot;Terzo Uomo&amp;quot; e il Problema della Partecipazione&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La teoria delle Idee generò immediatamente un problema logico-metafisico di fondamentale importanza, sollevato dallo stesso Platone nel &#039;&#039;Parmenide&#039;&#039;. Se ogni cosa è ciò è in virtù della sua partecipazione a un&#039;Idea (ad esempio, un cavallo è tale perché partecipa all&#039;Idea di Cavallo), cosa stabilisce la relazione tra i due? Se l&#039;Idea è un&#039;altra cosa rispetto agli oggetti che la &amp;quot;imitano&amp;quot;, non si deve forse postulare un&#039;Idea superiore che spieghi ciò che l&#039;Idea e l&#039;oggetto hanno in comune? Questo regresso all&#039;infinito (il cosiddetto argomento del &amp;quot;Terzo Uomo&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;&amp;quot;The Third Man Argument in the Parmenides&amp;quot;. In: Philosophical Review, 1954). (Un articolo seminale che ha rilanciato il dibattito moderno sul problema).&amp;lt;/ref&amp;gt;) minava alla base la coerenza del principio platonico, rivelando la difficoltà di connettere in modo non arbitrario il mondo trascendente delle cause con il mondo immanente degli effetti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;La Svolta Aristotelica: Il Principio Immanente come Essenza&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La reazione di Aristotele, suo allievo, fu una delle più profonde correzioni alla dottrina del maestro. Per Aristotele, il principio (arché) non risiede in un mondo separato, ma è &#039;&#039;immanente&#039;&#039; alla sostanza stessa delle cose&amp;lt;ref&amp;gt;Aubenque, Pierre, Il problema dell&#039;essere in Aristotele. Mursia, 2009&amp;lt;/ref&amp;gt;. La &amp;quot;forma&amp;quot; (morphē), che è l&#039;equivalente aristotelico dell&#039;eidos, non è un&#039;idea trascendente, ma il principio organizzatore interno a un essere, ciò che lo fa essere quello che è, in unione inscindibile con la &amp;quot;materia&amp;quot; (hylē). Il principio non è più un modello da contemplare, ma una causa da indagare: la causa formale, finale, efficiente e materiale che spiega il divenire del reale. Con Aristotele, l&#039;occhio del filosofo si riabbassa dal cielo iperuranio alla terra, per classificare, analizzare e comprendere i principi che operano &#039;&#039;dentro&#039;&#039; la natura. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;La Sintesi Neoplatonica: Il Principio come Ineffabile Emanazione&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Plotino, nel III secolo d.C., tentò di superare le aporie del platonismo radicalizzandone la spinta trascendente. Per lui, il Principio Primo non è nemmeno un&#039;Idea o un Essere pensante, ma l&#039;&#039;&#039;&#039;Uno&#039;&#039;&#039;, assolutamente ineffabile e al di là di ogni determinazione. Dall&#039;Uno, per una necessità di sovrabbondanza (come la luce che emana dal sole senza intaccarne la sorgente), &amp;quot;emanano&amp;quot; per gradi successivi l&#039;Intelletto (che contiene le Idee) e l&#039;Anima del mondo. Questo modello emanazionistico risolveva il problema della partecipazione: il mondo sensibile non è una copia imperfetta di un modello, ma un&#039;emanazione necessaria e graduale del Principio. Tuttavia, questa soluzione sposta il problema sul piano mistico: l&#039;Uno non è più accessibile alla ragione discorsiva (diànoia), ma solo a un&#039;estasi (èkstasis) che va oltre il pensiero stesso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;L&#039;Adozione Cristiana: Il Principio come Dio Creatore&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La filosofia patristica e medievale (in particolare con Agostino e Tommaso d&#039;Aquino) operò una sintesi potentissima tra il principio platonico e la rivelazione biblica&amp;lt;ref&amp;gt;Fabro, Cornelio, Partecipazione e causalità secondo S. Tommaso d&#039;Aquino. SEI, 1960. (Uno studio specialistico e profondo su come Tommaso abbia trasformato il concetto platonico di partecipazione alla luce della causalità aristotelica e della creazione)&amp;lt;/ref&amp;gt;. L&#039;Idea del Bene diventa il &#039;&#039;&#039;Dio personale&#039;&#039;&#039; del Cristianesimo. Il principio non è più solo un fondamento ontologico e gnoseologico, ma un atto libero di volontà: &#039;&#039;Creazione ex nihilo&#039;&#039;. Le Idee platoniche vengono trasposte nella Mente Divina, come archetipi del creato (le &amp;quot;idee esemplari&amp;quot; in Agostino). Questo compromesso salvava la trascendenza del Principio (Dio è totalmente altro dal mondo), ma ne garantiva la conoscenza attraverso la Rivelazione e la luce della Grazia, fornendo una risposta alla domanda su come la mente finita dell&#039;uomo possa accedere all&#039;infinito.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Rinascimento: Dal Dio Creatore all&#039;Uomo Microcosmo e alla Natura Viva ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Quattrocento e il Cinquecento non rifiutano l&#039;idea di un principio divino, ma lo reinterpretano in modo radicale, spostando l&#039;enfasi dalla trascendenza all&#039;immanenza, dal Dio della Rivelazione a un Dio che si manifesta nell&#039;armonia e nella vitalità del cosmo. Il principio non è più solo da accogliere per fede, ma da &#039;&#039;indagare&#039;&#039; nella sua opera: il mondo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Umanesimo: Il Principio come Dignità e Centro dell&#039;Uomo ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La prima grande svolta è antropologica. Mentre il Medioevo vedeva l&#039;uomo come una creatura peccaminosa il cui fine era al di fuori del mondo (Dio), l&#039;Umanesimo riscopre la sua dignità e centralità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Pico della Mirandola&#039;&#039;&#039;, nell&#039;&amp;lt;nowiki/&amp;gt;&#039;&#039;Oratio de hominis dignitate&#039;&#039; (1486), presenta un Dio che non assegna all&#039;uomo un posto fisso nella gerarchia del creato, ma gli dona il libero arbitrio e il potere di &#039;&#039;plasmare la propria natura&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;.&#039;&#039;&#039; L&#039;uomo è un &amp;quot;essere di confine&amp;quot;, un &#039;&#039;microcosmo&#039;&#039; che contiene in sé tutti gli elementi del mondo.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Il nuovo arché (implicito):&#039;&#039;&#039; Il principio attivo della realtà non è più solo la Grazia divina, ma la &#039;&#039;libertà e la capacità creativa dell&#039;uomo&#039;&#039;. Il fondamento della conoscenza inizia a spostarsi verso le capacità umane di indagine (filologica, storica, artistica).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Il Cinquecento: La Natura come Campo di Battaglia Filosofica ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il XVI secolo vede il consolidarsi dell&#039;Umanesimo, le scoperte geografiche, la Riforma protestante e il primo, traumatico scossone al sistema cosmologico tolemaico con Copernico (1543). In questo clima, la filosofia naturale inizia a emanciparsi dalla &#039;&#039;physica&#039;&#039; di Aristotele, cercando principi esplicativi non nei libri degli antichi, ma nell&#039;osservazione diretta della natura.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===== Bernardino Telesio (1509-1588) - Il Principio come Forza Sensibile della Natura =====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Bernardino Telesio]]  è una figura cruciale, che &#039;&#039;&#039;Frances Bacone&#039;&#039;&#039; definirà &amp;quot;il primo degli uomini nuovi&amp;quot;. La sua opera principale, &#039;&#039;De rerum natura iuxta propria principia&#039;&#039; (&#039;&#039;Sulla natura secondo i suoi propri principi&#039;&#039;, 1565-1586), è un manifesto programmatico.Telesio attacca frontalmente Aristotele. Per lui, spiegare la natura con principi astratti e metafisici come &amp;quot;atto e potenza&amp;quot; o &amp;quot;forma sostanziale&amp;quot; è sterile. La natura non può essere compresa da concetti che le sono estranei.Si propone così di spiegare tutta la realtà fisica con tre principi ricavati dall&#039;esperienza sensibile:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Calore (Principio Attivo):&#039;&#039;&#039; Ha la sua sede nel Sole ed è il principio dell&#039;espansione, del movimento, della vita.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Freddo (Principio Passivo-Restitutivo):&#039;&#039;&#039; Ha la sua sede nella Terra ed è il principio della contrazione, dell&#039;inerzia, della solidificazione.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Materia (il Sostrato):&#039;&#039;&#039; È la sostanza corporea, neutra e passiva, su cui agiscono il Calore e il Freddo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Tutto&#039;&#039;&#039; in natura, dai fenomeni meteorologici alla fisiologia degli esseri viventi, è il risultato della lotta e dell&#039;equilibrio tra queste due forze antagoniste e attive che permeano la materia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====== &#039;&#039;&#039;Il Ruolo Storico di Telesio:&#039;&#039;&#039; ======&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Immanentismo Radicale:&#039;&#039;&#039; La natura è &#039;&#039;autonoma&#039;&#039; e si spiega da sé (&#039;&#039;iuxta propria principia&#039;&#039;), senza bisogno di ricorrere a cause trascendenti o forme sostanziali. Questo è un passo decisivo verso una scienza della natura secolare.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Sensismo:&#039;&#039;&#039; La conoscenza avviene attraverso i sensi, che sono modificati fisicamente dal Calore e dal Freddo esterni. La mente stessa è un &amp;quot;spirito&amp;quot; materiale e caldo che percepisce queste forze.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Pre-meccanicismo Vitalistico:&#039;&#039;&#039; Il suo sistema non è meccanicistico come quello di [[Cartesio]], ma &#039;&#039;dinamico-vitalistico&#039;&#039;. La natura è viva, percorsa da forze attive in perenne conflitto. Aprirà la strada sia al meccanicismo (riducendo la spiegazione a cause fisiche) che a filosofie della vita come quella di Campanella.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===== Girolamo Cardano (1501-1576) - Il Principio come Insieme di Opposti e Sincronicità =====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Gerolamo Cardano]] fu un genio eclettico e tormentato, matematico, medico, astrologo e filosofo. La sua visione del principio è più complessa e sfaccettata di quella di Telesio, mescolando naturalismo, neoplatonismo e interesse per l&#039;occulto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;1. Un Principio di Unità degli Opposti:&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cardano riprende la tradizione eraclitea e neoplatonica. Il principio primo della realtà non è un elemento semplice, ma l&#039;unità degli opposti. Il mondo è governato da una legge di &#039;&#039;congiunzione dei contrari&#039;&#039; (caldo-freddo, maschile-femminile, umido-secco). L&#039;armonia universale nasce proprio da questo conflitto e dalla sua composizione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;2. L&#039;Anima del Mondo e la Sympatheia:&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come molti rinascimentali, Cardano crede in un&#039;&#039;&#039;&#039;Anima del Mondo&#039;&#039;&#039; che unifica il cosmo. Le connessioni tra le sue parti non sono solo meccaniche, ma avvengono per &#039;&#039;simpatia&#039;&#039; (attrazione) e &#039;&#039;antipatia&#039;&#039; (repulsione). Questo principio gli permette di spiegare fenomeni come il [[magnetismo]], l&#039;efficacia dei farmaci e l&#039;influenza astrale, che rientrano in una rete di corrispondenze occulte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;3. Il Principio di Sincronicità e Caso:&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cardano, grande studioso di probabilità, fu profondamente affascinato dal &#039;&#039;caso&#039;&#039;. Tuttavia, nel suo orizzonte filosofico, il caso non è solo assenza di causa, ma può essere un evento &#039;&#039;significativo&#039;&#039;, una coincidenza che rivela un nesso nascosto nell&#039;ordine cosmico. Questo anticipa in modo sorprendente il concetto junghiano di &#039;&#039;sincronicità&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====== Il Ruolo Storico di Cardano: ======&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Sistema Complesso:&#039;&#039;&#039; A differenza di Telesio, Cardano non propone un sistema filosofico riduzionista. Il suo principio è un principio di &#039;&#039;complessità&#039;&#039;, che cerca di tenere insieme la spiegazione fisica con le dimensioni qualitative, psicologiche e &amp;quot;magiche&amp;quot; del reale.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Tensione tra Ragione e Occulto:&#039;&#039;&#039; La sua figura incarna la tensione del Rinascimento tra la nascente scienza matematica (i suoi studi di algebra) e la persistenza di un paradigma ermetico-simpatetico. Dimostra che la via verso la scienza moderna non fu lineare.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Psicologia dell&#039;Inconscio:&#039;&#039;&#039; I suoi studi sui sogni e l&#039;importanza che dà al caso come rivelatore mostrano un&#039;interesse per le profondità della psiche e per i nessi acausali che precorrono temi moderni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La Rivoluzione Scientifica Nascente: Il Principio come Legge Matematica ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In parallelo a queste correnti vitalistiche e magiche, si afferma un approccio diverso che prepara la modernità:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Niccolò Copernico&#039;&#039;&#039; sposta il principio di organizzazione del cosmo dalla Terra al Sole (eliocentrismo). Non è più una questione metafisica, ma un nuovo &#039;&#039;modello matematico&#039;&#039; che salva i fenomeni in modo più elegante.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Galileo Galilei&#039;&#039;&#039; compie il gesto decisivo: &amp;quot;La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi a gli occhi (io dico l&#039;[[Universo]]), ma non si può intendere se prima non s&#039;impara a intender la lingua, e conoscer i caratteri, ne&#039; quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica&amp;quot;. (&#039;&#039;&#039;Il Saggiatore&#039;&#039;&#039;, 1623).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Il nuovo arché:&#039;&#039;&#039; Il principio della natura non è più un fine (causa finale), ma una &#039;&#039;&#039;legge matematica&#039;&#039;&#039; esprimibile in formule. Il libro della natura è scritto in caratteri geometrici. Questo è il germe del principio meccanicistico che dominerà il XVII secolo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il Secolo dei Lumi: Il Principio come Ragione e Legge Meccanicistica ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il XVII secolo vide la sistematizzazione dell&#039;approccio meccanicistico alla natura. Il principio esplicativo diventa una struttura razionale, spesso riducibile a materia e movimento governati da leggi matematiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== René Descartes (Cartesio, 1596-1650) - Il Dualismo Sostanziale ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Cartesio]] cercò un principio di assoluta certezza su cui rifondare il sapere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Il Cogito come Fondamento&#039;&#039;&#039;: Attraverso il dubbio metodico, giunse al &#039;&#039;Cogito, ergo sum&#039;&#039; (Penso, dunque sono). Il pensiero (res cogitans) fu individuato come principio primo della conoscenza.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Dualismo delle Sostanze:&#039;&#039;&#039; Dal &#039;&#039;Cogito&#039;&#039; dedusse l&#039;esistenza di due sostanze create:&lt;br /&gt;
*# &#039;&#039;&#039;Res Cogitans (Sostanza Pensante)&#039;&#039;&#039;: Principio dell&#039;interiorità e della coscienza.&lt;br /&gt;
*# &#039;&#039;&#039;Res Extensa (Sostanza Estesa)&#039;&#039;&#039;: Principio del mondo materiale, la cui essenza è pura geometria.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Meccanicismo:&#039;&#039;&#039; Tutti i fenomeni naturali furono spiegati attraverso il movimento di particelle di materia nell&#039;estensione, eliminando cause finali o forze occulte dal mondo fisico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Isaac Newton (1642-1727) - La Sintesi Matematico-Meccanicistica ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Newton unì il rigore matematico di Galileo con una visione meccanicistica dell&#039;[[universo]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* I &#039;&#039;&#039;&#039;&#039;Philosophiæ Naturalis Principia Mathematica&#039;&#039;:&#039;&#039;&#039; In quest&#039;opera enunciò i tre principi (leggi) del moto e la Legge di Gravitazione Universale.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;La Gravità come Forza Matematicamente Descritta:&#039;&#039;&#039; La gravità non fu presentata come una qualità occulta, ma come una forza descritta da un&#039;equazione precisa. La sua azione a distanza rimase un punto di dibattito filosofico.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Hypotheses non fingo:&#039;&#039;&#039; Con questa affermazione, Newton sottolineò che il suo compito non era ipotizzare la natura intima della gravità, ma descriverne il comportamento matematico. Il principio scientifico divenne la legge fenomenologica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La Reazione al Meccanicismo e l&#039;Empirismo ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La visione meccanicistica generò reazioni che cercavano principi alternativi per spiegare la complessità della realtà.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Baruch Spinoza (1632-1677) - Il Monismo della Sostanza ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Baruch Spinoza]] critica [[Cartesio]] per aver diviso la realtà in due sostanze separate (&#039;&#039;Res Cogitans&#039;&#039; e &#039;&#039;Res Extensa&#039;&#039;). Per Spinoza, se una sostanza è definita come &amp;quot;ciò che esiste in sé e per sé&amp;quot;, allora può essercene solo una: &#039;&#039;&#039;Dio&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Monismo radicale:&#039;&#039;&#039; Esiste una sola realtà. Tutto ciò che vediamo (corpi, pensieri, oggetti) non sono &amp;quot;cose&amp;quot; autonome, ma manifestazioni dell&#039;unica Sostanza.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Deus sive Natura (Dio ovvero la Natura):&#039;&#039;&#039; Dio non è un creatore esterno al mondo (trascendente), ma coincide con il mondo stesso (immanente). La natura non è altro che Dio che si esprime.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===== Attributi e Modi: Come si manifesta la Sostanza =====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se la Sostanza è una sola, come spieghiamo la varietà del mondo? Spinoza introduce due concetti fondamentali:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Attributi:&#039;&#039;&#039; Sono le dimensioni infinite della Sostanza. Noi umani ne conosciamo solo due: il &#039;&#039;&#039;Pensiero&#039;&#039;&#039; e l&#039;&#039;&#039;&#039;Estensione&#039;&#039;&#039; (lo spazio fisico). Essi sono come due &amp;quot;facce&amp;quot; della stessa medaglia: ciò che accade nel corpo (estensione) ha un corrispettivo nella mente (pensiero).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Modi:&#039;&#039;&#039; Sono le singole manifestazioni concrete. Un singolo pensiero è un modo dell&#039;attributo Pensiero; un singolo albero o un corpo umano sono modi dell&#039;attributo Estensione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===== Il Determinismo Geometrico =====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Spinoza rifiuta l&#039;idea di un Dio antropomorfo con &amp;quot;volontà&amp;quot; o &amp;quot;fini&amp;quot;. L&#039; [[Universo]] non segue un disegno benevolo, ma una &#039;&#039;&#039;necessità logica&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Ordine Geometrico:&#039;&#039;&#039; Il mondo è strutturato come un teorema di geometria. Come dalla definizione di triangolo deriva necessariamente che la somma dei suoi angoli è 180 gradi, così dalla natura di Dio derivano necessariamente tutte le cose.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Negazione del Libero Arbitrio:&#039;&#039;&#039; La libertà, per Spinoza, è un&#039;illusione derivante dall&#039;ignoranza delle cause. L&#039;unica vera libertà è la &#039;&#039;&#039;libertà come necessità&#039;&#039;&#039;: comprendere l&#039;ordine razionale del mondo e accettarlo senza opporre resistenza emotiva.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;blockquote&amp;gt;&amp;quot;Le persone si credono libere perché sono consapevoli dei propri desideri, ma ignorano le cause che le determinano a desiderare.&amp;quot;&amp;lt;/blockquote&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Gottfried Wilhelm Leibniz (1646-1716) - Le Monadi e l&#039;Armonia Prestabilita ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gottfried Wilhelm Leibniz è il filosofo che cerca di conciliare la scienza moderna con la metafisica, introducendo un dinamismo spirituale che si oppone al &amp;quot;mondo-macchina&amp;quot; di Cartesio e Spinoza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===== Oltre il Meccanicismo: La Forza Viva =====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Leibniz accetta le leggi della fisica, ma ritiene che la materia estesa (quella di cui parlavano Cartesio e Spinoza) sia inerte e passiva. Per lui, la spiegazione meccanica è utile per la scienza, ma non spiega &#039;&#039;&#039;perché&#039;&#039;&#039; ci sia movimento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Critica:&#039;&#039;&#039; La materia non è solo &amp;quot;spazio occupato&amp;quot;, ma nasconde una &amp;quot;forza viva&amp;quot;.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Svolta:&#039;&#039;&#039; La realtà ultima non è materiale, ma spirituale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===== Le Monadi: Gli &amp;quot;Atomi Spirituali&amp;quot; =====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le monadi sono i mattoni fondamentali dell&#039;universo. A differenza degli atomi fisici, esse sono &#039;&#039;&#039;immateriali&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;centri di forza&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Semplici e indivisibili:&#039;&#039;&#039; Non hanno parti, quindi sono eterne.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;&amp;quot;Senza finestre&amp;quot;:&#039;&#039;&#039; Ogni monade è un mondo a sé. Non può ricevere influenze dall&#039;esterno né agire su altre monadi. Tutto ciò che accade in una monade deriva dal suo interno.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Attività e Percezione:&#039;&#039;&#039; Ogni monade &amp;quot;percepisce&amp;quot; l&#039;intero universo da un particolare punto di vista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===== I Principi Logico-Metafisici =====&lt;br /&gt;
Leibniz fonda la sua filosofia su regole logiche ferree:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Principio di Ragion Sufficiente:&#039;&#039;&#039; Nulla accade senza che ci sia una ragione per cui sia così e non altrimenti. Dio ha scelto questo mondo perché è il &amp;quot;migliore dei mondi possibili&amp;quot;.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Identità degli Indiscernibili:&#039;&#039;&#039; In natura non esistono due cose perfettamente identiche. Se due monadi avessero tutte le proprietà uguali, sarebbero la stessa monade. Questa è una critica radicale all&#039;idea di atomi tutti uguali tra loro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===== L&#039;Armonia Prestabilita =====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se le monadi sono &amp;quot;senza finestre&amp;quot; e non comunicano, come mai vediamo un mondo coordinato? Come fa la mia mente (monade) a percepire il movimento del mio braccio (fatto di monadi)?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;esempio degli orologi:&#039;&#039;&#039; Immaginiamo due orologi perfettamente sincronizzati. Sembrano influenzarsi, ma in realtà marciano insieme perché il costruttore li ha regolati all&#039;inizio.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Dio come Grande Orologiaio:&#039;&#039;&#039; Dio, al momento della creazione, ha programmato ogni monade affinché i suoi cambiamenti interni siano in perfetto accordo con quelli di tutte le altre.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== John Locke (1632-1704) - L&#039;Empirismo e la &#039;&#039;Tabula Rasa&#039;&#039; ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Contro l&#039;innatismo cartesiano, Locke fondò l&#039;empirismo moderno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Tabula Rasa:&#039;&#039;&#039; La mente alla nascita è una &amp;quot;lavagna vuota&amp;quot;. Non esistono principi innati.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Le Due Fonti dell&#039;Esperienza:&#039;&#039;&#039; Tutte le idee derivano dall&#039;Sensazione (dati esterni) e dalla Riflessione (dati interni). Il principio della conoscenza risiede quindi nell&#039;esperienza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La Svolta Critica: Kant e i Principi della Ragione ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== La Rivoluzione Copernicana di Kant ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Immanuel Kant ribalta il rapporto tra soggetto e oggetto. Non è la mente a modellarsi passivamente sulla realtà, ma &#039;&#039;&#039;l&#039;oggetto a conformarsi alle strutture della nostra mente&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Il Fenomeno:&#039;&#039;&#039; È la realtà come ci appare, filtrata dalle nostre forme a priori.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Il Noumeno:&#039;&#039;&#039; È la &amp;quot;cosa in sé&amp;quot;, la realtà come sarebbe indipendentemente da noi, che però rimane inconoscibile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Il processo della conoscenza: Sensibilità e Intelletto ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Kant, la conoscenza avviene attraverso due tronconi principali:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
# &#039;&#039;&#039;Sensibilità (Estetica Trascendentale):&#039;&#039;&#039; Riceviamo i dati esterni tramite i 5 sensi. Questi dati vengono immediatamente ordinati attraverso le forme a priori di &#039;&#039;&#039;Spazio e Tempo&#039;&#039;&#039;. Qui avviene la &#039;&#039;&#039;sensazione&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
# &#039;&#039;&#039;Intelletto (Analitica Trascendentale):&#039;&#039;&#039; La sensazione da sola è un flusso caotico. Per diventare &#039;&#039;&#039;percezione consapevole&#039;&#039;&#039;, interviene l&#039;intelletto che rielabora i dati sensibili attraverso le &#039;&#039;&#039;12 Categorie&#039;&#039;&#039; (come causa-effetto o sostanza).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;blockquote&amp;gt;&#039;&#039;&#039;L&#039;Io Penso:&#039;&#039;&#039; È l&#039;unità suprema della coscienza, il &amp;quot;centro coordinatore&amp;quot; che permette a tutte le categorie di lavorare insieme affinché io possa dire &amp;quot;Io percepisco questa mela&amp;quot;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Idealismo Tedesco e Reazioni ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La filosofia post-kantiana tentò di superare il dualismo tra fenomeno e noumeno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== G.W.F. Hegel (1770-1831) - Lo Spirito Assoluto e la Dialettica ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Hegel affermò che la Ragione può conoscere l&#039;Assoluto, perché l&#039;Assoluto è la Ragione stessa che si dispiega.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;Assoluto come Soggetto:&#039;&#039;&#039; Il principio di tutto è lo Spirito Assoluto (Geist), un Soggetto spirituale in divenire.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;La Dialettica&#039;&#039;&#039;: Il movimento dello Spirito segue il principio della dialettica (Tesi - Antitesi - Sintesi), che è la legge dello sviluppo della realtà e della storia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Arthur Schopenhauer (1788-1860) - La Volontà come Cosa in Sé ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Schopenhauer fornì una risposta opposta a Hegel.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Il Mondo come Rappresentazione:&#039;&#039;&#039; A livello fenomenico, il mondo è una &amp;quot;rappresentazione&amp;quot;.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Il Mondo come Volontà&#039;&#039;&#039;: La cosa in sé è una Volontà (Wille) cieca, irrazionale e senza scopo, che si oggettiva in tutte le forze della natura.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il Materialismo Storico: La Svolta Marxista ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella metà del XIX secolo, Karl Marx (1818-1883), in collaborazione con Friedrich Engels, operò un capovolgimento della dialettica hegeliana, spostando il principio esplicativo della storia dal regno delle idee a quello delle condizioni materiali ed economiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Il Principio della Prassi e il Capovolgimento di Hegel ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Marx criticò l&#039;idealismo hegeliano, definendolo una mistificazione. Per lui, non è la coscienza degli uomini a determinare il loro essere, ma è, al contrario, il loro essere sociale a determinare la loro coscienza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;La Prassi:&#039;&#039;&#039; Il principio primo dell&#039;attività umana non è il pensiero puro, ma la prassi (Praxis), intesa come l&#039;attività materiale e produttiva attraverso cui gli esseri umani trasformano la natura e, in questo modo, trasformano se stessi e la propria società.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Materialismo Dialettico:&#039;&#039;&#039; La dialettica non è il movimento di un&#039;Idea, ma il processo reale e conflittuale della storia umana, che si è radicato nel passato nella lotta tra le classi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== La Struttura Economica come Principio Fondante ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il principio architettonico della società, secondo Marx, è la sua struttura economica, o &amp;quot;base reale&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Forze Produttive e Rapporti di Produzione:&#039;&#039;&#039; La storia avanza attraverso il conflitto tra le forze produttive (lavoro, tecnologia, conoscenza) e i rapporti di produzione (i rapporti di proprietà e le classi sociali).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Lotta di Classe:&#039;&#039;&#039; Quando i rapporti di produzione diventano un ostacolo allo sviluppo delle forze produttive, si apre un&#039;epoca di rivoluzione sociale. La lotta tra classi dominanti e classi subordinate (es. borghesia e proletariato) è il &amp;quot;motore&amp;quot; della storia, il principio dinamico del cambiamento sociale.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Sovrastruttura:&#039;&#039;&#039; Da questa base economica sorgono le &amp;quot;sovrastrutture&amp;quot; (il diritto, la politica, la filosofia, la religione, l&#039;arte), che non hanno un&#039;esistenza autonoma ma riflettono e legittimano gli interessi della classe dominante.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Il Ruolo Storico del Marxismo ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Scienza della Storia:&#039;&#039;&#039; Marx propose un&#039;analisi della società che aspirava a essere scientifica, individuando nella struttura economica il principio causale fondamentale dell&#039;evoluzione storica.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Critica dell&#039;Economia Politica:&#039;&#039;&#039; Il suo lavoro fu una critica sistematica alle categorie dell&#039;economia politica classica (valore, merce, capitale), svelando i principi di sfruttamento (il [[Plusvalore]]) alla base del modo di produzione capitalistico.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Impatto Globale&#039;&#039;&#039;: Il marxismo divenne il principio ideologico e organizzativo per movimenti rivoluzionari, partiti politici e Stati nel corso del XX secolo, influenzando profondamente la storia mondiale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il Principio in Crisi: Positivismo e Oltre ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Contemporaneamente e in reazione alle grandi sintesi metafisiche e al materialismo storico, l&#039;Ottocento vide l&#039;affermazione di correnti di pensiero che mettevano in discussione la ricerca di principi universali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Il Positivismo di Auguste Comte (1798-1857) ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Comte sostenne che l&#039;umanità fosse entrata nello stadio positivo&amp;lt;ref&amp;gt;Kolakowski, Leszek. La filosofia positivistica. Mondadori, 1975&amp;lt;/ref&amp;gt;. La scienza non deve cercare &amp;quot;cause&amp;quot; o &amp;quot;essenze&amp;quot; nascoste, ma solo descrivere le leggi dei fenomeni osservabili. Il principio esplicativo diventa la legge scientifica intesa come mera regolarità osservata e verificata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Friedrich Nietzsche (1844-1900) - Oltre i Principi Metafisici ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nietzsche sferrò un attacco radicale alla tradizione metafisica occidentale, inclusi hegelismo e positivismo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;&amp;quot;Dio è morto&amp;quot;&#039;&#039;&#039;: Dichiarò la fine di tutti i principi trascendenti (Dio, l&#039;Idea, la Ragione, la Verità) che fornivano un fondamento al mondo.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Volontà di Potenza&#039;&#039;&#039;: In un universo senza principi dati, l&#039;unica forza attiva in tutte le cose è la Volontà di Potenza, intesa come impulso impersonale alla crescita, all&#039;espansione e all&#039;affermazione della vita.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Oltre l&#039;Uomo:&#039;&#039;&#039; Il principio non è più da trovare, ma da creare. L&#039;Oltreuomo (Übermensch) è colui che, accettata l&#039;assenza di qualsiasi principio dato, crea nuovi valori immanenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===== La critica alla visione apollinea della realtà =====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nietzsche adotta una prospettiva dionisiaca, in netta antitesi con quella apollinea. Attraverso questa lente, egli critica tutte le visioni cosmocentriche del mondo, sostenendo che non esista un ordine vero e proprio. La sua tesi è che l&#039;eternità sia dominata dal [[caos]], che per lui non significa assenza di [[necessità]], ma piuttosto mancanza di qualsiasi ordine, disposizione, forma, bellezza e saggezza. Questi ultimi concetti sono da ricondurre, secondo Nietzsche, a un mero antropomorfismo estetico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La configurazione astrale che ospita la vita non sarebbe che una rara eccezione, e la vita organica un&#039;eccezione nell&#039;eccezione. &amp;quot;Stiamo in guardia&amp;quot;,  esorta, &amp;quot;dal supporre che qualcosa di metodico come i moti ciclici delle nostre stelle vicine sia la regola in tutto l&#039;universo; basta uno sguardo alla Via Lattea per dubitare che esistano, al contrario, movimenti molto più rozzi e contraddittori, e persino stelle con traiettorie rettilinee e continue&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;Friedrich Nietzche,Volume VII/2 dei Frammenti postumi (1883-1885),p.217,Edizione Critica Colli-Montinari.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa visione è totalmente opposta a quello che per esempio sosteneva Leibniz, il quale nella &#039;&#039;Monadologia&#039;&#039; diceva che nonostante certe apparenze non c&#039;è nessun caos da trovare da nessuna parte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Mancanza di universalità della morte di dio ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nietzsche è stato uno dei pochi pensatori il cui pensiero si è intrecciato profondamente con la sua stessa esistenza: questo, se da un lato rappresentò un pregio, dall’altro ne costituì anche il limite. È molto probabile, infatti, che la sua vita personale (era figlio di un pastore protestante) abbia influito sul suo pensiero al punto da trasformare la “morte di Dio” in una vera e propria ossessione. Tuttavia, tale visione si scontra con il fatto di rappresentare un fenomeno circoscritto e locale, dunque non universale. In altre aree del mondo, come per esempio il Medio Oriente, la Cina attuale o l&#039;[[India]] la “morte di Dio” non si è mai verificata; al contrario, si tratta di un fenomeno che, dal punto di vista storico, sembrerebbe essersi manifestato esclusivamente in Occidente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== &#039;&#039;&#039;La profezia di Marx:la caduta tendenziale del saggio del profitto&#039;&#039;&#039; ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Marx sostiene che, per battere la concorrenza, il capitalista sia costretto a investire sempre più in &#039;&#039;&#039;macchinari&#039;&#039;&#039; (capitale costante) rispetto ai &#039;&#039;&#039;salari&#039;&#039;&#039; (capitale variabile).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dato che per Marx solo il lavoro umano produce plusvalore( da cui si ottiene il [[profitto]]), se la proporzione di macchine aumenta e quella degli uomini diminuisce, il saggio di profitto inevitabilmente scende. È un paradosso: più il sistema diventa efficiente, meno profitto genera in proporzione all&#039;investimento totale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Le Contromisure (Controtendenze) ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I capitalisti non restano a guardare il crollo. Cercano di frenare questa caduta attraverso diverse strategie:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Imperialismo e Colonialismo:&#039;&#039;&#039; Questa è la via principale. Serve a trovare materie prime a basso costo e, soprattutto, nuovi mercati di sbocco per la &#039;&#039;&#039;sovrapproduzione&#039;&#039;&#039; (merci che i lavoratori europei, sottopagati, non possono permettersi).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Aumento dello sfruttamento:&#039;&#039;&#039; Invece di aumentare i salari, i capitalisti cercano di ridurli al &amp;quot;minimo vitale&amp;quot; o di aumentare le ore di lavoro ([[plusvalore assoluto]]) e l&#039;intensità del lavoro tramite le macchine ([[plusvalore relativo]]).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Nuovi mercati e diversificazione :&#039;&#039;&#039; Creare nuovi bisogni per vendere merci sempre diverse, cercando di saturare ogni angolo della vita quotidiana.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Il punto critico: I Salari ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Marx non crede che il capitalismo si salvi aumentando i salari&#039;&#039;&#039;.&#039;&#039;&#039; Al contrario, descrive la &#039;&#039;&#039;teoria dell&#039;immiserimento relativo&#039;&#039;&#039;:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
# Se il capitalista alza troppo i salari, il suo profitto diminuisce ulteriormente.&lt;br /&gt;
# L&#039;operaio-acquirente è un concetto più legato al &amp;quot;Fordismo&amp;quot; del XX secolo che al pensiero originale di Marx.&lt;br /&gt;
# Per Marx, il capitalismo è vittima di una contraddizione insanabile: ha bisogno che i lavoratori comprino le merci, ma per fare profitto deve tenere i loro salari il più bassi possibile. Questa forbice porta alla &#039;&#039;&#039;crisi di sovrapproduzione&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== lo scontro finale ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Marx, queste soluzioni sono solo &amp;quot;palliativi&amp;quot;. Il colonialismo e la tecnologia rimandano solo l&#039;inevitabile. La concentrazione della ricchezza in pochissime mani e la creazione di una massa enorme di proletari uniti e sfruttati creerà le condizioni per la rivoluzione&amp;lt;ref&amp;gt;È interessante notare come il capitalismo del &#039;900 (post-Marx) abbia effettivamente usato l&#039;aumento dei salari e il welfare per evitare la rivoluzione, ma Marx lo avrebbe considerato un evento temporaneo e non una soluzione strutturale del sistema.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;blockquote&amp;gt;&amp;lt;/blockquote&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Voci correlate ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* [[Archetipo]]&lt;br /&gt;
* [[Assioma]]&lt;br /&gt;
* [[Postulato]]&lt;br /&gt;
* [[Origine]]&lt;br /&gt;
* [[Teorema]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Fonti ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* [https://www.treccani.it/enciclopedia/principio_(Dizionario-di-filosofia)/ Principio - Dizionario di Filosofia Treccani]&lt;br /&gt;
* [https://www.newworldencyclopedia.org/entry/Principle Principle - New World Encyclopedia] (in inglese)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Logica]] [[Categoria:Filosofia]] [[Categoria:Epistemologia]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari1</name></author>
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