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	<title>Konspedia - Contributi dell&#039;utente [it]</title>
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		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Talete&amp;diff=7042</id>
		<title>Talete</title>
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		<updated>2026-09-16T08:57:36Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari: /* Talete e la matematica */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{Senza fonti}}[[File:Gemini Generated Image krk1makrk1makrk1.jpg|destra|senza_cornice|568x568px]]&lt;br /&gt;
Filosofo del VII secolo a.C. (presumibilmente 624-548 a.C.), Talete fu uno dei sette saggi della Grecia e il fondatore della filosofia greca. Fu contemporaneo di Solone e di Creso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Suo padre si chiamava, secondo alcune testimonianze, Examius&#039;&#039;&#039;. &#039;&#039;R. Schuster ravvisò in questo nome una certa somiglianza con quello di Samuele e ipotizzò, pertanto, che Talete fosse di origine semitica&amp;lt;ref&amp;gt;P. Schuster, “Thales ein Phönicier?”, Acta Philologorum Lipsiensium IV (1875), pp. 328–330. &amp;lt;/ref&amp;gt;. Diels, nell&#039;articolo Thales ein Semite&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.degruyterbrill.com/de/document/doi/10.1515/agph.1889.2.2.165/html?_x_output_type_b6db407c4_=embedded_pdf#1#1&amp;lt;/ref&amp;gt; pubblicato nell&#039; Archiv für Geschichte der Philosophie, dimostrò tuttavia l&#039;infondatezza di questa ipotesi. Secondo Erodoto, la famiglia di Talete sarebbe giunta a Mileto dalla Fenicia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== La cosmologia e la filosofia di Talete ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aristotele mette a confronto le concezioni cosmologiche di Talete con gli insegnamenti mitologici di Omero ed Esiodo. Secondo Tanri, nel suo studio &#039;&#039;I primi passi della scienza greca antica&#039;&#039; (San Pietroburgo, 1902)&amp;lt;ref&amp;gt;P. Tannery, Pour l&#039;histoire de la science hellène: De Thalès à Empédocle, Paris 1887 (nuova ed. con note di A. Diès, 1930). Edizione italiana: I primi passi della scienza greca antica, San Pietroburgo 1902&amp;lt;/ref&amp;gt;, la cosmologia di Talete presenta inoltre notevoli somiglianze con alcune concezioni egiziane.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo la concezione attribuita a Talete, l&#039;universo sarebbe costituito da una massa liquida, al centro della quale si trova un corpo d&#039;aria avente la forma di una ciotola rovesciata, con il lato aperto rivolto verso il basso. La superficie concava di questo corpo costituirebbe il cielo; sulla sua superficie inferiore, al centro, galleggerebbe un disco che si muove sull&#039;acqua. Le stelle sarebbero divinità che fluttuano nel firmamento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche le concezioni filosofiche di Talete sono strettamente collegate alle sue idee cosmologiche. Le conosciamo soprattutto attraverso il primo libro della &#039;&#039;Metafisica&#039;&#039; di Aristotele, che definisce Talete il caposcuola dei primi fisici, e attraverso i dossografi, che ricavarono le proprie informazioni da Ezio, la cui opera sulla storia della filosofia fu in parte ricostruita da Diels.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete era interessato a due questioni strettamente collegate: &#039;&#039;&#039;da che cosa deriva ogni cosa e che cosa costituisce l&#039;essenza (ἀρχή) dell&#039;esistenza&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla prima domanda rispondeva sostenendo che &#039;&#039;&#039;l&#039;acqua è l&#039;essenza di tutte le cose&#039;&#039;&#039;, che tutto deriva dall&#039;acqua e che tutto ritorna nuovamente all&#039;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete avrebbe sostenuto questa concezione per tre ragioni principali. In primo luogo, il seme di tutti gli esseri viventi possiede una natura umida; in secondo luogo, tutte le piante si nutrono di umidità e grazie ad essa producono i loro frutti, mentre, private dell&#039;acqua, si seccano; in terzo luogo, anche il fuoco del sole e degli altri astri sarebbe alimentato dall&#039;evaporazione dell&#039;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oltre all&#039;acqua, Talete sembra aver ammesso anche un altro principio che, con ogni probabilità, identificava comunque con l&#039;acqua stessa. Egli affermava che &#039;&#039;&#039;Dio è la mente del mondo&#039;&#039;&#039;, che ogni cosa è animata e che tutto è pieno di divinità. Il potere divino penetra attraverso l&#039;umidità originaria e la mette in movimento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete avrebbe inoltre identificato questa mente universale con una necessità che governa ogni cosa. Considerava l&#039;anima come principio del movimento, continuo e capace di muoversi autonomamente. Attribuiva un&#039;anima persino alla calamita, poiché essa attrae il ferro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete viene generalmente definito &#039;&#039;&#039;ilozoista&#039;&#039;&#039; e, in effetti, non si può ignorare l&#039;affermazione di Aristotele secondo cui i primi «fisiologi» identificavano la materia con un principio capace di governarla. Si può quindi concludere che, per Talete, la mente del mondo, o la necessità, costituisse un principio non diverso dall&#039;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con ogni probabilità, Talete aderiva inoltre alla concezione, diffusa tra i primi filosofi ionici, secondo cui il mondo nasce periodicamente dal principio originario e ad esso ritorna. Non possediamo però informazioni sufficienti per stabilire in che modo, secondo Talete, avvenisse precisamente la formazione del mondo. Simplicio lo paragona, a questo proposito, ad [[Anassimene]], mentre Teofrasto contesta tale analogia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;importanza della filosofia di Talete risiede soprattutto nel fatto che in essa troviamo i primi elementi di una riflessione filosofica sul mondo fisico. La difficoltà nello studio del suo pensiero consiste però nel rischio di attribuirgli concezioni appartenenti più in generale al primo periodo della filosofia greca e, in particolare, alla tradizione ionica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aristotele, infatti, riferisce le dottrine di Talete non sulla base della lettura diretta delle sue opere, ma attraverso testimonianze e tradizioni di seconda mano. Nonostante ciò, Aristotele rimane nell&#039;antichità una delle fonti più autorevoli per la ricostruzione della filosofia dei primi pensatori greci.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Talete come matematico e astronomo ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un tempo Talete era considerato quasi l&#039;unico uomo in tutta la Grecia ad essersi dedicato alla scienza pura e al pensiero astratto senza perseguire finalità pratiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra Mileto e l&#039;Egitto esistevano allora rapporti commerciali molto intensi e Talete, partecipando a tali attività, avrebbe trascorso gran parte della prima metà della sua vita. Durante i suoi soggiorni in Egitto ebbe modo, secondo la tradizione, di entrare in contatto con i sacerdoti egiziani e di apprendere alcuni elementi delle loro conoscenze scientifiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come ha sostenuto il professor Roth, gran parte delle conoscenze acquisite da Talete in questo modo apparteneva alla sfera della religione egiziana e delle speculazioni ad essa collegate. Per quanto riguarda la matematica e l&#039;astronomia, invece, Talete avrebbe appreso dagli Egiziani soprattutto gli elementi fondamentali e quelli maggiormente necessari.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Rientrato in patria intorno al 590 a.C., già in età relativamente avanzata, Talete ebbe inizialmente difficoltà a trovare presso i suoi concittadini il riconoscimento che corrispondeva alla sua intelligenza, alle sue conoscenze e alla sua esperienza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sua vita a Mileto, dedicata soprattutto allo studio della natura e dell&#039;astronomia, non poteva suscitare particolare ammirazione tra i commercianti, abituati a pensare che una persona intelligente dovesse dedicare il proprio lavoro e il proprio tempo ad attività capaci di produrre un [[profitto]] concreto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È noto, per esempio, l&#039;aneddoto secondo cui Talete fu oggetto di scherno da parte di una donna perché, mentre osservava il cielo, non si accorse di una pietra sul terreno e vi inciampò.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Due episodi contribuirono tuttavia a elevare notevolmente la sua reputazione presso i concittadini e, più in generale, presso i Greci, che arrivarono a riconoscerlo come il primo dei sette sapienti della Grecia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo episodio è raccontato da Aristotele. Talete avrebbe previsto, già all&#039;inizio della primavera, che quell&#039;anno ci sarebbe stato un raccolto particolarmente abbondante di olive. Per dimostrare ai suoi concittadini che lo studio e la conoscenza potevano produrre anche vantaggi economici, acquistò in anticipo, a un prezzo conveniente, tutte le presse per la produzione dell&#039;olio disponibili a Mileto e a Chio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando la sua previsione si rivelò corretta e l&#039;eccezionale raccolto di olive rese necessaria una grande quantità di presse, Talete poté affittarle a un prezzo molto elevato, ottenendo così un notevole profitto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il secondo episodio che contribuì a diffondere la sua fama in tutta la Grecia fu la previsione di un&#039;eclissi solare avvenuta nel &#039;&#039;&#039;585 a.C.&#039;&#039;&#039;, il 28 maggio secondo la tradizione. L&#039;eclissi fu totale e, secondo i calcoli astronomici moderni, la sua fascia di totalità passò a poche miglia a nord di Mileto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In seguito a questi avvenimenti, Talete acquisì anche una notevole influenza nella vita politica della sua città.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Egli propose agli Ioni di unirsi in un&#039;unica e forte organizzazione politica, mantenendo al tempo stesso una struttura autonoma e indipendente per le singole città. Il fallimento di questa proposta contribuì, secondo la tradizione, alla successiva perdita della libertà e dell&#039;indipendenza delle città ioniche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In un&#039;altra occasione, Talete diede al popolo di Mileto un consiglio che si rivelò particolarmente importante: lo esortò ad astenersi dalla pericolosa alleanza che il re lidio Creso proponeva contro il re persiano Ciro. L&#039;accoglimento di questo consiglio avrebbe salvato Mileto dalla distruzione alla quale sarebbe stata altrimenti sottoposta dopo la sconfitta di Creso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La correttezza della previsione dell&#039;eclissi da parte di Talete, almeno per quanto riguarda l&#039;anno in cui essa si verificò, viene spiegata con la sua conoscenza del famoso periodo utilizzato dai Babilonesi per prevedere il ripetersi delle eclissi, chiamato &#039;&#039;&#039;saros&#039;&#039;&#039;, della durata di circa 18 anni e 11 giorni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A Talete viene inoltre attribuita la conoscenza della grandezza del diametro apparente del Sole, che egli avrebbe considerato pari a 1/720 dell&#039;intera eclittica, cioè circa 30 minuti d&#039;arco.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Bretschneider&amp;lt;ref&amp;gt;K. A. Bretschneider, Die Geometrie und die Geometer vor Eukleides. Ein historischer Versuch, Leipzig 1870, 184 pp.&amp;lt;/ref&amp;gt;, Talete conosceva approfonditamente l&#039;astronomia egiziana e da essa avrebbe ricavato gran parte delle proprie conoscenze astronomiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Durante i suoi viaggi in Egitto, Talete avrebbe inoltre appreso dai Fenici alcune conoscenze legate alla navigazione. Tra queste viene ricordato l&#039;uso della &#039;&#039;&#039;Piccola Orsa&#039;&#039;&#039; per determinare la direzione settentrionale, al posto della &#039;&#039;&#039;Grande Orsa&#039;&#039;&#039;, precedentemente utilizzata a tale scopo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A Talete vengono attribuite anche due opere astronomiche, scritte secondo le consuetudini dell&#039;epoca in forma poetica. Una di esse, secondo la testimonianza di Diogene Laerzio, aveva per titolo &#039;&#039;Περὶ τροπῶν καὶ ἰσημεριῶν&#039;&#039; («Sui solstizi e sugli equinozi»); l&#039;altra, secondo la &#039;&#039;Suda&#039;&#039;, era un trattato sui fenomeni celesti in generale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Talete e la matematica ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il merito più importante attribuito a Talete nel campo della matematica consiste nel trasferimento dall&#039;Egitto alla Grecia dei primi principi teorici della geometria elementare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Eudemo, secondo quanto riferisce Proclo, attribuisce a Talete la scoperta delle seguenti proposizioni geometriche:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* gli angoli opposti al vertice sono uguali;&lt;br /&gt;
* gli angoli alla base di un triangolo isoscele sono uguali;&lt;br /&gt;
* un triangolo è determinato da un lato e dai due angoli ad esso adiacenti;&lt;br /&gt;
* il diametro divide il cerchio in due parti uguali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Diogene Laerzio, sulla base delle parole di Panfilia, aggiunge a questo elenco un&#039;altra proposizione: &#039;&#039;&#039;l&#039;angolo inscritto in un semicerchio è retto&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per delineare un quadro completo delle conoscenze geometriche attribuite a Talete sarebbe necessario aggiungere anche una serie di altre proposizioni, senza le quali le precedenti acquisizioni sarebbero difficilmente comprensibili: proprietà delle rette parallele, dei triangoli equilateri, isosceli e scaleni, dei parallelogrammi e così via.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oltre alle «scoperte» teoriche elencate, gli scrittori greci attribuiscono a Talete la soluzione di due problemi geometrici di carattere pratico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo consisteva nel determinare la distanza di una nave in mare dal porto di Mileto; il secondo nel determinare l&#039;altezza di una piramide conoscendo la lunghezza della sua ombra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella storiografia matematica moderna, tuttavia, si è affermata l&#039;idea che molte delle «scoperte» geometriche attribuite a Talete dai suoi compatrioti fossero in realtà conoscenze derivate dalla scienza egiziana.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per i discepoli diretti di Talete, che non conoscevano la scienza egiziana e disponevano in generale di conoscenze molto limitate, tutto ciò che il maestro insegnava appariva come una novità completa, sconosciuta in precedenza e quindi attribuibile direttamente a lui.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli studiosi greci successivi, inoltre, dovettero confrontarsi più volte con testimonianze contraddittorie. La tendenza a esaltare la gloria nazionale e i meriti degli scienziati greci contribuì probabilmente a mantenere alcune attribuzioni tradizionali anche quando non erano pienamente fondate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da questo derivarono diverse contraddizioni e alcuni anacronismi nelle testimonianze degli autori antichi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così, per esempio, Panfilia e Diogene Laerzio attribuiscono a Talete la «scoperta» della proprietà dell&#039;angolo inscritto in un semicirchio; secondo altre testimonianze, invece, tale scoperta sarebbe da attribuire a Pitagora.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il desiderio degli scrittori e degli scienziati greci di esaltare la gloria dei propri compatrioti emerge con particolare chiarezza anche nei racconti relativi al metodo con cui Talete avrebbe determinato l&#039;altezza di una piramide attraverso la misurazione della sua ombra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Gerolamo di Rodi, citato da Diogene Laerzio, Talete avrebbe risolto il problema misurando la lunghezza dell&#039;ombra della piramide nel momento in cui l&#039;ombra proiettata da un osservatore risultava uguale alla sua altezza. In questo modo, l&#039;altezza della piramide sarebbe risultata uguale alla lunghezza della sua ombra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La versione di Plutarco, riportata nei &#039;&#039;Convivialia septem sapientium&#039;&#039;, presenta invece una situazione diversa. Secondo Plutarco, Talete avrebbe posto un palo verticale all&#039;estremità dell&#039;ombra della piramide e avrebbe utilizzato i due triangoli così formati, confrontando l&#039;ombra della piramide con quella del palo. Il rapporto tra l&#039;ombra della piramide e quella del palo sarebbe stato uguale al rapporto tra l&#039;altezza della piramide e quella del palo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa seconda soluzione presuppone quindi la conoscenza della &#039;&#039;&#039;similitudine dei triangoli&#039;&#039;&#039;. D&#039;altra parte, secondo le testimonianze degli scrittori greci, la teoria delle proporzioni non sarebbe stata conosciuta in Grecia prima di Pitagora, che l&#039;avrebbe appresa a Babilonia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per questo motivo, la versione di Gerolamo di Rodi può essere considerata più plausibile, soprattutto per la semplicità e il carattere elementare del metodo che descrive.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Detti e scritti ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A Talete viene attribuita la paternità delle seguenti massime&amp;lt;ref&amp;gt;Диоген Лаэртский, 1986, I. 35—37, с. 65—66.&amp;lt;/ref&amp;gt;&amp;lt;ref&amp;gt;Шахнович, 1973, с. 210—218&amp;lt;/ref&amp;gt;:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* «Antico di tutte le cose — Dio, perché non è nato»;&lt;br /&gt;
* «Bello è —il mondo, perché è creazione di Dio»;&lt;br /&gt;
* «Soprattutto — spazio, perché abbraccia tutto»;&lt;br /&gt;
* «La più veloce è — la mente, perché corre intorno a tutto»;&lt;br /&gt;
* «Più fortemente — inevitabilità, perché governa su tutto»;&lt;br /&gt;
* «Molto probabilmente — tempo, perché rivela tutto»;&lt;br /&gt;
* «Cosa c&#039;è di difficile nel mondo?» — «Conosci te stesso!»;&lt;br /&gt;
* «Cosa è facile?» — «Consiglia qualcun altro!»;&lt;br /&gt;
* «Con ciò che hai sostenuto i tuoi genitori, aspettati tale sostegno dai tuoi figli»;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli scritti di Talete non sono però sopravvissuti. Diversi trattati sono menzionati in fonti tardoantiche. Diogene di Laerzio gli attribuisce la paternità &#039;&#039;«Sui Solstizi»&#039;&#039;e &#039;&#039;«A proposito degli equinozi»&#039;&#039;. Simplicio (490—560) definisce l&#039;unica opera completata di Talete &#039;&#039;«Astronomia marittima»&amp;lt;ref&amp;gt; Kuzmin, 2018, con. 43.&amp;lt;/ref&amp;gt;, &#039;&#039;che lo scienziato scrisse alla fine della sua vita. In esso, secondo Simplicio, venivano descritti i metodi di orientamento durante i viaggi per mare. Seneca, Plutarco e Galeno menzionarono l&#039;opera di Talete &#039;&#039;«Sui principi».&#039;&#039; Gli scritti falsi di Fales includono due lettere a suo nome a Solon e Ferecidi. A differenza di altri studiosi dell&#039;antica Grecia, le cui opere non sono sopravvissute, gli storici nutrono dubbi sull&#039;esistenza stessa dei trattati di Talete. In ogni caso, né Erodoto, né Platone, né Aristotele sapevano nulla di loro. Pertanto, le idee moderne sugli insegnamenti e le scoperte di Talete non si basano nemmeno sulla citazione di opere originali di altri autori, ma sulla trasmissione nelle fonti di una tradizione orale separata da Talete da molte generazioni&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Cazzi, 1959, p. 298—299.&amp;lt;/ref&amp;gt;&amp;lt;ref&amp;gt;Presocratici, 1999, con. 52.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Fonti e bibliografia ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Fonti antiche e testimonianze ===&lt;br /&gt;
Omero ed Esiodo, termini di confronto per la cosmologia di Talete in Aristotele, &#039;&#039;Metafisica&#039;&#039; I, 3, 983b–984a.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Erodoto, &#039;&#039;Storie&#039;&#039; I, 170, per l’origine fenicia della famiglia di Talete e per il consiglio agli Ioni sull’alleanza con Creso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aristotele, &#039;&#039;Metafisica&#039;&#039; I, 3, 983b–984a, per l’acqua come ἀρχή, Talete caposcuola dei primi fisici e l’ilozoismo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Eudemo di Rodi, &#039;&#039;Storia della geometria&#039;&#039;, fr. 133 Wehrli, tramite Proclo, per le proposizioni geometriche attribuite a Talete.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Teofrasto, &#039;&#039;Opinioni dei fisici&#039;&#039;, fr. 1 Diels, per la contestazione dell’analogia con Anassimene sulla cosmogonia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Panfilia, &#039;&#039;Commenti&#039;&#039;, in Diogene Laerzio I, 24, per l’angolo inscritto nel semicerchio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gerolamo di Rodi, in Diogene Laerzio I, 27, per la misurazione dell’ombra della piramide.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Plutarco, &#039;&#039;Convivialia septem sapientium&#039;&#039; 147A, per il metodo della similitudine dei triangoli applicato all’altezza della piramide.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Diogene Laerzio, &#039;&#039;Vite dei filosofi&#039;&#039; I, 22–44, per vita, aneddoti, opere e dossografia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proclo, &#039;&#039;Commento al I libro di Euclide&#039;&#039;, ed. Friedlein, 65.3–11, per l’elenco delle proposizioni geometriche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Simplicio, &#039;&#039;Commento alla Fisica di Aristotele&#039;&#039;, per il confronto con Anassimene sulla cosmogonia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Suda, &#039;&#039;s.v.&#039;&#039; Θαλῆς, per le opere astronomiche in versi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Raccolte di frammenti e dossografia ===&lt;br /&gt;
H. Diels, &#039;&#039;Doxographi Graeci&#039;&#039;, Berlin 1879.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
H. Diels – W. Kranz, &#039;&#039;Die Fragmente der Vorsokratiker&#039;&#039;, 6ª ed., Berlin 1951–1952, Talete: 11 A 1–36, B 1–2.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
G. S. Kirk – J. E. Raven – M. Schofield, &#039;&#039;I presocratici. Storia critica con selezione di testi&#039;&#039;, Roma–Bari 1994, ed. or. Cambridge 1983.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari</name></author>
	</entry>
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		<title>Talete</title>
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		<updated>2026-09-16T07:50:20Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari: /* Detti e scritti */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{Senza fonti}}[[File:Gemini Generated Image krk1makrk1makrk1.jpg|destra|senza_cornice|568x568px]]&lt;br /&gt;
Filosofo del VII secolo a.C. (presumibilmente 624-548 a.C.), Talete fu uno dei sette saggi della Grecia e il fondatore della filosofia greca. Fu contemporaneo di Solone e di Creso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Suo padre si chiamava, secondo alcune testimonianze, Examius&#039;&#039;&#039;. &#039;&#039;R. Schuster ravvisò in questo nome una certa somiglianza con quello di Samuele e ipotizzò, pertanto, che Talete fosse di origine semitica&amp;lt;ref&amp;gt;P. Schuster, “Thales ein Phönicier?”, Acta Philologorum Lipsiensium IV (1875), pp. 328–330. &amp;lt;/ref&amp;gt;. Diels, nell&#039;articolo Thales ein Semite&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.degruyterbrill.com/de/document/doi/10.1515/agph.1889.2.2.165/html?_x_output_type_b6db407c4_=embedded_pdf#1#1&amp;lt;/ref&amp;gt; pubblicato nell&#039; Archiv für Geschichte der Philosophie, dimostrò tuttavia l&#039;infondatezza di questa ipotesi. Secondo Erodoto, la famiglia di Talete sarebbe giunta a Mileto dalla Fenicia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== La cosmologia e la filosofia di Talete ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aristotele mette a confronto le concezioni cosmologiche di Talete con gli insegnamenti mitologici di Omero ed Esiodo. Secondo Tanri, nel suo studio &#039;&#039;I primi passi della scienza greca antica&#039;&#039; (San Pietroburgo, 1902)&amp;lt;ref&amp;gt;P. Tannery, Pour l&#039;histoire de la science hellène: De Thalès à Empédocle, Paris 1887 (nuova ed. con note di A. Diès, 1930). Edizione italiana: I primi passi della scienza greca antica, San Pietroburgo 1902&amp;lt;/ref&amp;gt;, la cosmologia di Talete presenta inoltre notevoli somiglianze con alcune concezioni egiziane.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo la concezione attribuita a Talete, l&#039;universo sarebbe costituito da una massa liquida, al centro della quale si trova un corpo d&#039;aria avente la forma di una ciotola rovesciata, con il lato aperto rivolto verso il basso. La superficie concava di questo corpo costituirebbe il cielo; sulla sua superficie inferiore, al centro, galleggerebbe un disco che si muove sull&#039;acqua. Le stelle sarebbero divinità che fluttuano nel firmamento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche le concezioni filosofiche di Talete sono strettamente collegate alle sue idee cosmologiche. Le conosciamo soprattutto attraverso il primo libro della &#039;&#039;Metafisica&#039;&#039; di Aristotele, che definisce Talete il caposcuola dei primi fisici, e attraverso i dossografi, che ricavarono le proprie informazioni da Ezio, la cui opera sulla storia della filosofia fu in parte ricostruita da Diels.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete era interessato a due questioni strettamente collegate: &#039;&#039;&#039;da che cosa deriva ogni cosa e che cosa costituisce l&#039;essenza (ἀρχή) dell&#039;esistenza&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla prima domanda rispondeva sostenendo che &#039;&#039;&#039;l&#039;acqua è l&#039;essenza di tutte le cose&#039;&#039;&#039;, che tutto deriva dall&#039;acqua e che tutto ritorna nuovamente all&#039;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete avrebbe sostenuto questa concezione per tre ragioni principali. In primo luogo, il seme di tutti gli esseri viventi possiede una natura umida; in secondo luogo, tutte le piante si nutrono di umidità e grazie ad essa producono i loro frutti, mentre, private dell&#039;acqua, si seccano; in terzo luogo, anche il fuoco del sole e degli altri astri sarebbe alimentato dall&#039;evaporazione dell&#039;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oltre all&#039;acqua, Talete sembra aver ammesso anche un altro principio che, con ogni probabilità, identificava comunque con l&#039;acqua stessa. Egli affermava che &#039;&#039;&#039;Dio è la mente del mondo&#039;&#039;&#039;, che ogni cosa è animata e che tutto è pieno di divinità. Il potere divino penetra attraverso l&#039;umidità originaria e la mette in movimento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete avrebbe inoltre identificato questa mente universale con una necessità che governa ogni cosa. Considerava l&#039;anima come principio del movimento, continuo e capace di muoversi autonomamente. Attribuiva un&#039;anima persino alla calamita, poiché essa attrae il ferro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete viene generalmente definito &#039;&#039;&#039;ilozoista&#039;&#039;&#039; e, in effetti, non si può ignorare l&#039;affermazione di Aristotele secondo cui i primi «fisiologi» identificavano la materia con un principio capace di governarla. Si può quindi concludere che, per Talete, la mente del mondo, o la necessità, costituisse un principio non diverso dall&#039;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con ogni probabilità, Talete aderiva inoltre alla concezione, diffusa tra i primi filosofi ionici, secondo cui il mondo nasce periodicamente dal principio originario e ad esso ritorna. Non possediamo però informazioni sufficienti per stabilire in che modo, secondo Talete, avvenisse precisamente la formazione del mondo. Simplicio lo paragona, a questo proposito, ad [[Anassimene]], mentre Teofrasto contesta tale analogia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;importanza della filosofia di Talete risiede soprattutto nel fatto che in essa troviamo i primi elementi di una riflessione filosofica sul mondo fisico. La difficoltà nello studio del suo pensiero consiste però nel rischio di attribuirgli concezioni appartenenti più in generale al primo periodo della filosofia greca e, in particolare, alla tradizione ionica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aristotele, infatti, riferisce le dottrine di Talete non sulla base della lettura diretta delle sue opere, ma attraverso testimonianze e tradizioni di seconda mano. Nonostante ciò, Aristotele rimane nell&#039;antichità una delle fonti più autorevoli per la ricostruzione della filosofia dei primi pensatori greci.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Talete come matematico e astronomo ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un tempo Talete era considerato quasi l&#039;unico uomo in tutta la Grecia ad essersi dedicato alla scienza pura e al pensiero astratto senza perseguire finalità pratiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra Mileto e l&#039;Egitto esistevano allora rapporti commerciali molto intensi e Talete, partecipando a tali attività, avrebbe trascorso gran parte della prima metà della sua vita. Durante i suoi soggiorni in Egitto ebbe modo, secondo la tradizione, di entrare in contatto con i sacerdoti egiziani e di apprendere alcuni elementi delle loro conoscenze scientifiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come ha sostenuto il professor Roth, gran parte delle conoscenze acquisite da Talete in questo modo apparteneva alla sfera della religione egiziana e delle speculazioni ad essa collegate. Per quanto riguarda la matematica e l&#039;astronomia, invece, Talete avrebbe appreso dagli Egiziani soprattutto gli elementi fondamentali e quelli maggiormente necessari.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Rientrato in patria intorno al 590 a.C., già in età relativamente avanzata, Talete ebbe inizialmente difficoltà a trovare presso i suoi concittadini il riconoscimento che corrispondeva alla sua intelligenza, alle sue conoscenze e alla sua esperienza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sua vita a Mileto, dedicata soprattutto allo studio della natura e dell&#039;astronomia, non poteva suscitare particolare ammirazione tra i commercianti, abituati a pensare che una persona intelligente dovesse dedicare il proprio lavoro e il proprio tempo ad attività capaci di produrre un [[profitto]] concreto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È noto, per esempio, l&#039;aneddoto secondo cui Talete fu oggetto di scherno da parte di una donna perché, mentre osservava il cielo, non si accorse di una pietra sul terreno e vi inciampò.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Due episodi contribuirono tuttavia a elevare notevolmente la sua reputazione presso i concittadini e, più in generale, presso i Greci, che arrivarono a riconoscerlo come il primo dei sette sapienti della Grecia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo episodio è raccontato da Aristotele. Talete avrebbe previsto, già all&#039;inizio della primavera, che quell&#039;anno ci sarebbe stato un raccolto particolarmente abbondante di olive. Per dimostrare ai suoi concittadini che lo studio e la conoscenza potevano produrre anche vantaggi economici, acquistò in anticipo, a un prezzo conveniente, tutte le presse per la produzione dell&#039;olio disponibili a Mileto e a Chio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando la sua previsione si rivelò corretta e l&#039;eccezionale raccolto di olive rese necessaria una grande quantità di presse, Talete poté affittarle a un prezzo molto elevato, ottenendo così un notevole profitto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il secondo episodio che contribuì a diffondere la sua fama in tutta la Grecia fu la previsione di un&#039;eclissi solare avvenuta nel &#039;&#039;&#039;585 a.C.&#039;&#039;&#039;, il 28 maggio secondo la tradizione. L&#039;eclissi fu totale e, secondo i calcoli astronomici moderni, la sua fascia di totalità passò a poche miglia a nord di Mileto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In seguito a questi avvenimenti, Talete acquisì anche una notevole influenza nella vita politica della sua città.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Egli propose agli Ioni di unirsi in un&#039;unica e forte organizzazione politica, mantenendo al tempo stesso una struttura autonoma e indipendente per le singole città. Il fallimento di questa proposta contribuì, secondo la tradizione, alla successiva perdita della libertà e dell&#039;indipendenza delle città ioniche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In un&#039;altra occasione, Talete diede al popolo di Mileto un consiglio che si rivelò particolarmente importante: lo esortò ad astenersi dalla pericolosa alleanza che il re lidio Creso proponeva contro il re persiano Ciro. L&#039;accoglimento di questo consiglio avrebbe salvato Mileto dalla distruzione alla quale sarebbe stata altrimenti sottoposta dopo la sconfitta di Creso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La correttezza della previsione dell&#039;eclissi da parte di Talete, almeno per quanto riguarda l&#039;anno in cui essa si verificò, viene spiegata con la sua conoscenza del famoso periodo utilizzato dai Babilonesi per prevedere il ripetersi delle eclissi, chiamato &#039;&#039;&#039;saros&#039;&#039;&#039;, della durata di circa 18 anni e 11 giorni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A Talete viene inoltre attribuita la conoscenza della grandezza del diametro apparente del Sole, che egli avrebbe considerato pari a 1/720 dell&#039;intera eclittica, cioè circa 30 minuti d&#039;arco.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Bretschneider&amp;lt;ref&amp;gt;K. A. Bretschneider, Die Geometrie und die Geometer vor Eukleides. Ein historischer Versuch, Leipzig 1870, 184 pp.&amp;lt;/ref&amp;gt;, Talete conosceva approfonditamente l&#039;astronomia egiziana e da essa avrebbe ricavato gran parte delle proprie conoscenze astronomiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Durante i suoi viaggi in Egitto, Talete avrebbe inoltre appreso dai Fenici alcune conoscenze legate alla navigazione. Tra queste viene ricordato l&#039;uso della &#039;&#039;&#039;Piccola Orsa&#039;&#039;&#039; per determinare la direzione settentrionale, al posto della &#039;&#039;&#039;Grande Orsa&#039;&#039;&#039;, precedentemente utilizzata a tale scopo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A Talete vengono attribuite anche due opere astronomiche, scritte secondo le consuetudini dell&#039;epoca in forma poetica. Una di esse, secondo la testimonianza di Diogene Laerzio, aveva per titolo &#039;&#039;Περὶ τροπῶν καὶ ἰσημεριῶν&#039;&#039; («Sui solstizi e sugli equinozi»); l&#039;altra, secondo la &#039;&#039;Suda&#039;&#039;, era un trattato sui fenomeni celesti in generale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Talete e la matematica ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il merito più importante attribuito a Talete nel campo della matematica consiste nel trasferimento dall&#039;Egitto alla Grecia dei primi principi teorici della geometria elementare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Eudemo, secondo quanto riferisce Proclo, attribuisce a Talete la scoperta delle seguenti proposizioni geometriche:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* gli angoli opposti al vertice sono uguali;&lt;br /&gt;
* gli angoli alla base di un triangolo isoscele sono uguali;&lt;br /&gt;
* un triangolo è determinato da un lato e dai due angoli ad esso adiacenti;&lt;br /&gt;
* il diametro divide il cerchio in due parti uguali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Diogene Laerzio, sulla base delle parole di Panfilia, aggiunge a questo elenco un&#039;altra proposizione: &#039;&#039;&#039;l&#039;angolo inscritto in un semicerchio è retto&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per delineare un quadro completo delle conoscenze geometriche attribuite a Talete sarebbe necessario aggiungere anche una serie di altre proposizioni, senza le quali le precedenti acquisizioni sarebbero difficilmente comprensibili: proprietà delle rette parallele, dei triangoli equilateri, isosceli e scaleni, dei parallelogrammi e così via.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oltre alle «scoperte» teoriche elencate, gli scrittori greci attribuiscono a Talete la soluzione di due problemi geometrici di carattere pratico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo consisteva nel determinare la distanza di una nave in mare dal porto di Mileto; il secondo nel determinare l&#039;altezza di una piramide conoscendo la lunghezza della sua ombra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella storiografia matematica moderna, tuttavia, si è affermata l&#039;idea che molte delle «scoperte» geometriche attribuite a Talete dai suoi compatrioti fossero in realtà conoscenze derivate dalla scienza egiziana.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per i discepoli diretti di Talete, che non conoscevano la scienza egiziana e disponevano in generale di conoscenze molto limitate, tutto ciò che il maestro insegnava appariva come una novità completa, sconosciuta in precedenza e quindi attribuibile direttamente a lui.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli studiosi greci successivi, inoltre, dovettero confrontarsi più volte con testimonianze contraddittorie. La tendenza a esaltare la gloria nazionale e i meriti degli scienziati greci contribuì probabilmente a mantenere alcune attribuzioni tradizionali anche quando non erano pienamente fondate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da questo derivarono diverse contraddizioni e alcuni anacronismi nelle testimonianze degli autori antichi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così, per esempio, Panfilia e Diogene Laerzio attribuiscono a Talete la «scoperta» della proprietà dell&#039;angolo inscritto in un semicirchio; secondo altre testimonianze, invece, tale scoperta sarebbe da attribuire a Pitagora.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il desiderio degli scrittori e degli scienziati greci di esaltare la gloria dei propri compatrioti emerge con particolare chiarezza anche nei racconti relativi al metodo con cui Talete avrebbe determinato l&#039;altezza di una piramide attraverso la misurazione della sua ombra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Gerolamo di Rodi, citato da Diogene Laerzio, Talete avrebbe risolto il problema misurando la lunghezza dell&#039;ombra della piramide nel momento in cui l&#039;ombra proiettata da un osservatore risultava uguale alla sua altezza. In questo modo, l&#039;altezza della piramide sarebbe risultata uguale alla lunghezza della sua ombra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La versione di Plutarco, riportata nei &#039;&#039;Convivialia septem sapientium&#039;&#039;, presenta invece una situazione diversa. Secondo Plutarco, Talete avrebbe posto un palo verticale all&#039;estremità dell&#039;ombra della piramide e avrebbe utilizzato i due triangoli così formati, confrontando l&#039;ombra della piramide con quella del palo. Il rapporto tra l&#039;ombra della piramide e quella del palo sarebbe stato uguale al rapporto tra l&#039;altezza della piramide e quella del palo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa seconda soluzione presuppone quindi la conoscenza della &#039;&#039;&#039;similitudine dei triangoli&#039;&#039;&#039;. D&#039;altra parte, secondo le testimonianze degli scrittori greci, la teoria delle proporzioni non sarebbe stata conosciuta in Grecia prima di Pitagora, che l&#039;avrebbe appresa a Babilonia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per questo motivo, la versione di Gerolamo di Rodi può essere considerata più plausibile, soprattutto per la semplicità e il carattere elementare del metodo che descrive.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Detti e scritti ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A Talete viene attribuita la paternità delle seguenti massime&amp;lt;ref&amp;gt;Диоген Лаэртский, 1986, I. 35—37, с. 65—66.&amp;lt;/ref&amp;gt;&amp;lt;ref&amp;gt;Шахнович, 1973, с. 210—218&amp;lt;/ref&amp;gt;:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* «Antico di tutte le cose — Dio, perché non è nato»;&lt;br /&gt;
* «Bello è —il mondo, perché è creazione di Dio»;&lt;br /&gt;
* «Soprattutto — spazio, perché abbraccia tutto»;&lt;br /&gt;
* «La più veloce è — la mente, perché corre intorno a tutto»;&lt;br /&gt;
* «Più fortemente — inevitabilità, perché governa su tutto»;&lt;br /&gt;
* «Molto probabilmente — tempo, perché rivela tutto»;&lt;br /&gt;
* «Cosa c&#039;è di difficile nel mondo?» — «Conosci te stesso!»;&lt;br /&gt;
* «Cosa è facile?» — «Consiglia qualcun altro!»;&lt;br /&gt;
* «Con ciò che hai sostenuto i tuoi genitori, aspettati tale sostegno dai tuoi figli»;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli scritti di Talete non sono però sopravvissuti. Diversi trattati sono menzionati in fonti tardoantiche. Diogene di Laerzio gli attribuisce la paternità &#039;&#039;«Sui Solstizi»&#039;&#039;e &#039;&#039;«A proposito degli equinozi»&#039;&#039;. Simplicio (490—560) definisce l&#039;unica opera completata di Talete &#039;&#039;«Astronomia marittima»&amp;lt;ref&amp;gt; Kuzmin, 2018, con. 43.&amp;lt;/ref&amp;gt;, &#039;&#039;che lo scienziato scrisse alla fine della sua vita. In esso, secondo Simplicio, venivano descritti i metodi di orientamento durante i viaggi per mare. Seneca, Plutarco e Galeno menzionarono l&#039;opera di Talete &#039;&#039;«Sui principi».&#039;&#039; Gli scritti falsi di Fales includono due lettere a suo nome a Solon e Ferecidi. A differenza di altri studiosi dell&#039;antica Grecia, le cui opere non sono sopravvissute, gli storici nutrono dubbi sull&#039;esistenza stessa dei trattati di Talete. In ogni caso, né Erodoto, né Platone, né Aristotele sapevano nulla di loro. Pertanto, le idee moderne sugli insegnamenti e le scoperte di Talete non si basano nemmeno sulla citazione di opere originali di altri autori, ma sulla trasmissione nelle fonti di una tradizione orale separata da Talete da molte generazioni&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Cazzi, 1959, p. 298—299.&amp;lt;/ref&amp;gt;&amp;lt;ref&amp;gt;Presocratici, 1999, con. 52.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Fonti e bibliografia ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Fonti antiche e testimonianze ===&lt;br /&gt;
Omero ed Esiodo, termini di confronto per la cosmologia di Talete in Aristotele, &#039;&#039;Metafisica&#039;&#039; I, 3, 983b–984a.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Erodoto, &#039;&#039;Storie&#039;&#039; I, 170, per l’origine fenicia della famiglia di Talete e per il consiglio agli Ioni sull’alleanza con Creso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aristotele, &#039;&#039;Metafisica&#039;&#039; I, 3, 983b–984a, per l’acqua come ἀρχή, Talete caposcuola dei primi fisici e l’ilozoismo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Eudemo di Rodi, &#039;&#039;Storia della geometria&#039;&#039;, fr. 133 Wehrli, tramite Proclo, per le proposizioni geometriche attribuite a Talete.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Teofrasto, &#039;&#039;Opinioni dei fisici&#039;&#039;, fr. 1 Diels, per la contestazione dell’analogia con Anassimene sulla cosmogonia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Panfilia, &#039;&#039;Commenti&#039;&#039;, in Diogene Laerzio I, 24, per l’angolo inscritto nel semicerchio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gerolamo di Rodi, in Diogene Laerzio I, 27, per la misurazione dell’ombra della piramide.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Plutarco, &#039;&#039;Convivialia septem sapientium&#039;&#039; 147A, per il metodo della similitudine dei triangoli applicato all’altezza della piramide.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Diogene Laerzio, &#039;&#039;Vite dei filosofi&#039;&#039; I, 22–44, per vita, aneddoti, opere e dossografia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proclo, &#039;&#039;Commento al I libro di Euclide&#039;&#039;, ed. Friedlein, 65.3–11, per l’elenco delle proposizioni geometriche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Simplicio, &#039;&#039;Commento alla Fisica di Aristotele&#039;&#039;, per il confronto con Anassimene sulla cosmogonia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Suda, &#039;&#039;s.v.&#039;&#039; Θαλῆς, per le opere astronomiche in versi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Raccolte di frammenti e dossografia ===&lt;br /&gt;
H. Diels, &#039;&#039;Doxographi Graeci&#039;&#039;, Berlin 1879.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
H. Diels – W. Kranz, &#039;&#039;Die Fragmente der Vorsokratiker&#039;&#039;, 6ª ed., Berlin 1951–1952, Talete: 11 A 1–36, B 1–2.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
G. S. Kirk – J. E. Raven – M. Schofield, &#039;&#039;I presocratici. Storia critica con selezione di testi&#039;&#039;, Roma–Bari 1994, ed. or. Cambridge 1983.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Talete&amp;diff=7040</id>
		<title>Talete</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Talete&amp;diff=7040"/>
		<updated>2026-09-16T07:48:35Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari: /* Detti e scritti */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{Senza fonti}}[[File:Gemini Generated Image krk1makrk1makrk1.jpg|destra|senza_cornice|568x568px]]&lt;br /&gt;
Filosofo del VII secolo a.C. (presumibilmente 624-548 a.C.), Talete fu uno dei sette saggi della Grecia e il fondatore della filosofia greca. Fu contemporaneo di Solone e di Creso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Suo padre si chiamava, secondo alcune testimonianze, Examius&#039;&#039;&#039;. &#039;&#039;R. Schuster ravvisò in questo nome una certa somiglianza con quello di Samuele e ipotizzò, pertanto, che Talete fosse di origine semitica&amp;lt;ref&amp;gt;P. Schuster, “Thales ein Phönicier?”, Acta Philologorum Lipsiensium IV (1875), pp. 328–330. &amp;lt;/ref&amp;gt;. Diels, nell&#039;articolo Thales ein Semite&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.degruyterbrill.com/de/document/doi/10.1515/agph.1889.2.2.165/html?_x_output_type_b6db407c4_=embedded_pdf#1#1&amp;lt;/ref&amp;gt; pubblicato nell&#039; Archiv für Geschichte der Philosophie, dimostrò tuttavia l&#039;infondatezza di questa ipotesi. Secondo Erodoto, la famiglia di Talete sarebbe giunta a Mileto dalla Fenicia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== La cosmologia e la filosofia di Talete ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aristotele mette a confronto le concezioni cosmologiche di Talete con gli insegnamenti mitologici di Omero ed Esiodo. Secondo Tanri, nel suo studio &#039;&#039;I primi passi della scienza greca antica&#039;&#039; (San Pietroburgo, 1902)&amp;lt;ref&amp;gt;P. Tannery, Pour l&#039;histoire de la science hellène: De Thalès à Empédocle, Paris 1887 (nuova ed. con note di A. Diès, 1930). Edizione italiana: I primi passi della scienza greca antica, San Pietroburgo 1902&amp;lt;/ref&amp;gt;, la cosmologia di Talete presenta inoltre notevoli somiglianze con alcune concezioni egiziane.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo la concezione attribuita a Talete, l&#039;universo sarebbe costituito da una massa liquida, al centro della quale si trova un corpo d&#039;aria avente la forma di una ciotola rovesciata, con il lato aperto rivolto verso il basso. La superficie concava di questo corpo costituirebbe il cielo; sulla sua superficie inferiore, al centro, galleggerebbe un disco che si muove sull&#039;acqua. Le stelle sarebbero divinità che fluttuano nel firmamento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche le concezioni filosofiche di Talete sono strettamente collegate alle sue idee cosmologiche. Le conosciamo soprattutto attraverso il primo libro della &#039;&#039;Metafisica&#039;&#039; di Aristotele, che definisce Talete il caposcuola dei primi fisici, e attraverso i dossografi, che ricavarono le proprie informazioni da Ezio, la cui opera sulla storia della filosofia fu in parte ricostruita da Diels.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete era interessato a due questioni strettamente collegate: &#039;&#039;&#039;da che cosa deriva ogni cosa e che cosa costituisce l&#039;essenza (ἀρχή) dell&#039;esistenza&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla prima domanda rispondeva sostenendo che &#039;&#039;&#039;l&#039;acqua è l&#039;essenza di tutte le cose&#039;&#039;&#039;, che tutto deriva dall&#039;acqua e che tutto ritorna nuovamente all&#039;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete avrebbe sostenuto questa concezione per tre ragioni principali. In primo luogo, il seme di tutti gli esseri viventi possiede una natura umida; in secondo luogo, tutte le piante si nutrono di umidità e grazie ad essa producono i loro frutti, mentre, private dell&#039;acqua, si seccano; in terzo luogo, anche il fuoco del sole e degli altri astri sarebbe alimentato dall&#039;evaporazione dell&#039;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oltre all&#039;acqua, Talete sembra aver ammesso anche un altro principio che, con ogni probabilità, identificava comunque con l&#039;acqua stessa. Egli affermava che &#039;&#039;&#039;Dio è la mente del mondo&#039;&#039;&#039;, che ogni cosa è animata e che tutto è pieno di divinità. Il potere divino penetra attraverso l&#039;umidità originaria e la mette in movimento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete avrebbe inoltre identificato questa mente universale con una necessità che governa ogni cosa. Considerava l&#039;anima come principio del movimento, continuo e capace di muoversi autonomamente. Attribuiva un&#039;anima persino alla calamita, poiché essa attrae il ferro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete viene generalmente definito &#039;&#039;&#039;ilozoista&#039;&#039;&#039; e, in effetti, non si può ignorare l&#039;affermazione di Aristotele secondo cui i primi «fisiologi» identificavano la materia con un principio capace di governarla. Si può quindi concludere che, per Talete, la mente del mondo, o la necessità, costituisse un principio non diverso dall&#039;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con ogni probabilità, Talete aderiva inoltre alla concezione, diffusa tra i primi filosofi ionici, secondo cui il mondo nasce periodicamente dal principio originario e ad esso ritorna. Non possediamo però informazioni sufficienti per stabilire in che modo, secondo Talete, avvenisse precisamente la formazione del mondo. Simplicio lo paragona, a questo proposito, ad [[Anassimene]], mentre Teofrasto contesta tale analogia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;importanza della filosofia di Talete risiede soprattutto nel fatto che in essa troviamo i primi elementi di una riflessione filosofica sul mondo fisico. La difficoltà nello studio del suo pensiero consiste però nel rischio di attribuirgli concezioni appartenenti più in generale al primo periodo della filosofia greca e, in particolare, alla tradizione ionica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aristotele, infatti, riferisce le dottrine di Talete non sulla base della lettura diretta delle sue opere, ma attraverso testimonianze e tradizioni di seconda mano. Nonostante ciò, Aristotele rimane nell&#039;antichità una delle fonti più autorevoli per la ricostruzione della filosofia dei primi pensatori greci.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Talete come matematico e astronomo ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un tempo Talete era considerato quasi l&#039;unico uomo in tutta la Grecia ad essersi dedicato alla scienza pura e al pensiero astratto senza perseguire finalità pratiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra Mileto e l&#039;Egitto esistevano allora rapporti commerciali molto intensi e Talete, partecipando a tali attività, avrebbe trascorso gran parte della prima metà della sua vita. Durante i suoi soggiorni in Egitto ebbe modo, secondo la tradizione, di entrare in contatto con i sacerdoti egiziani e di apprendere alcuni elementi delle loro conoscenze scientifiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come ha sostenuto il professor Roth, gran parte delle conoscenze acquisite da Talete in questo modo apparteneva alla sfera della religione egiziana e delle speculazioni ad essa collegate. Per quanto riguarda la matematica e l&#039;astronomia, invece, Talete avrebbe appreso dagli Egiziani soprattutto gli elementi fondamentali e quelli maggiormente necessari.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Rientrato in patria intorno al 590 a.C., già in età relativamente avanzata, Talete ebbe inizialmente difficoltà a trovare presso i suoi concittadini il riconoscimento che corrispondeva alla sua intelligenza, alle sue conoscenze e alla sua esperienza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sua vita a Mileto, dedicata soprattutto allo studio della natura e dell&#039;astronomia, non poteva suscitare particolare ammirazione tra i commercianti, abituati a pensare che una persona intelligente dovesse dedicare il proprio lavoro e il proprio tempo ad attività capaci di produrre un [[profitto]] concreto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È noto, per esempio, l&#039;aneddoto secondo cui Talete fu oggetto di scherno da parte di una donna perché, mentre osservava il cielo, non si accorse di una pietra sul terreno e vi inciampò.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Due episodi contribuirono tuttavia a elevare notevolmente la sua reputazione presso i concittadini e, più in generale, presso i Greci, che arrivarono a riconoscerlo come il primo dei sette sapienti della Grecia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo episodio è raccontato da Aristotele. Talete avrebbe previsto, già all&#039;inizio della primavera, che quell&#039;anno ci sarebbe stato un raccolto particolarmente abbondante di olive. Per dimostrare ai suoi concittadini che lo studio e la conoscenza potevano produrre anche vantaggi economici, acquistò in anticipo, a un prezzo conveniente, tutte le presse per la produzione dell&#039;olio disponibili a Mileto e a Chio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando la sua previsione si rivelò corretta e l&#039;eccezionale raccolto di olive rese necessaria una grande quantità di presse, Talete poté affittarle a un prezzo molto elevato, ottenendo così un notevole profitto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il secondo episodio che contribuì a diffondere la sua fama in tutta la Grecia fu la previsione di un&#039;eclissi solare avvenuta nel &#039;&#039;&#039;585 a.C.&#039;&#039;&#039;, il 28 maggio secondo la tradizione. L&#039;eclissi fu totale e, secondo i calcoli astronomici moderni, la sua fascia di totalità passò a poche miglia a nord di Mileto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In seguito a questi avvenimenti, Talete acquisì anche una notevole influenza nella vita politica della sua città.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Egli propose agli Ioni di unirsi in un&#039;unica e forte organizzazione politica, mantenendo al tempo stesso una struttura autonoma e indipendente per le singole città. Il fallimento di questa proposta contribuì, secondo la tradizione, alla successiva perdita della libertà e dell&#039;indipendenza delle città ioniche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In un&#039;altra occasione, Talete diede al popolo di Mileto un consiglio che si rivelò particolarmente importante: lo esortò ad astenersi dalla pericolosa alleanza che il re lidio Creso proponeva contro il re persiano Ciro. L&#039;accoglimento di questo consiglio avrebbe salvato Mileto dalla distruzione alla quale sarebbe stata altrimenti sottoposta dopo la sconfitta di Creso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La correttezza della previsione dell&#039;eclissi da parte di Talete, almeno per quanto riguarda l&#039;anno in cui essa si verificò, viene spiegata con la sua conoscenza del famoso periodo utilizzato dai Babilonesi per prevedere il ripetersi delle eclissi, chiamato &#039;&#039;&#039;saros&#039;&#039;&#039;, della durata di circa 18 anni e 11 giorni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A Talete viene inoltre attribuita la conoscenza della grandezza del diametro apparente del Sole, che egli avrebbe considerato pari a 1/720 dell&#039;intera eclittica, cioè circa 30 minuti d&#039;arco.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Bretschneider&amp;lt;ref&amp;gt;K. A. Bretschneider, Die Geometrie und die Geometer vor Eukleides. Ein historischer Versuch, Leipzig 1870, 184 pp.&amp;lt;/ref&amp;gt;, Talete conosceva approfonditamente l&#039;astronomia egiziana e da essa avrebbe ricavato gran parte delle proprie conoscenze astronomiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Durante i suoi viaggi in Egitto, Talete avrebbe inoltre appreso dai Fenici alcune conoscenze legate alla navigazione. Tra queste viene ricordato l&#039;uso della &#039;&#039;&#039;Piccola Orsa&#039;&#039;&#039; per determinare la direzione settentrionale, al posto della &#039;&#039;&#039;Grande Orsa&#039;&#039;&#039;, precedentemente utilizzata a tale scopo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A Talete vengono attribuite anche due opere astronomiche, scritte secondo le consuetudini dell&#039;epoca in forma poetica. Una di esse, secondo la testimonianza di Diogene Laerzio, aveva per titolo &#039;&#039;Περὶ τροπῶν καὶ ἰσημεριῶν&#039;&#039; («Sui solstizi e sugli equinozi»); l&#039;altra, secondo la &#039;&#039;Suda&#039;&#039;, era un trattato sui fenomeni celesti in generale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Talete e la matematica ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il merito più importante attribuito a Talete nel campo della matematica consiste nel trasferimento dall&#039;Egitto alla Grecia dei primi principi teorici della geometria elementare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Eudemo, secondo quanto riferisce Proclo, attribuisce a Talete la scoperta delle seguenti proposizioni geometriche:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* gli angoli opposti al vertice sono uguali;&lt;br /&gt;
* gli angoli alla base di un triangolo isoscele sono uguali;&lt;br /&gt;
* un triangolo è determinato da un lato e dai due angoli ad esso adiacenti;&lt;br /&gt;
* il diametro divide il cerchio in due parti uguali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Diogene Laerzio, sulla base delle parole di Panfilia, aggiunge a questo elenco un&#039;altra proposizione: &#039;&#039;&#039;l&#039;angolo inscritto in un semicerchio è retto&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per delineare un quadro completo delle conoscenze geometriche attribuite a Talete sarebbe necessario aggiungere anche una serie di altre proposizioni, senza le quali le precedenti acquisizioni sarebbero difficilmente comprensibili: proprietà delle rette parallele, dei triangoli equilateri, isosceli e scaleni, dei parallelogrammi e così via.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oltre alle «scoperte» teoriche elencate, gli scrittori greci attribuiscono a Talete la soluzione di due problemi geometrici di carattere pratico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo consisteva nel determinare la distanza di una nave in mare dal porto di Mileto; il secondo nel determinare l&#039;altezza di una piramide conoscendo la lunghezza della sua ombra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella storiografia matematica moderna, tuttavia, si è affermata l&#039;idea che molte delle «scoperte» geometriche attribuite a Talete dai suoi compatrioti fossero in realtà conoscenze derivate dalla scienza egiziana.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per i discepoli diretti di Talete, che non conoscevano la scienza egiziana e disponevano in generale di conoscenze molto limitate, tutto ciò che il maestro insegnava appariva come una novità completa, sconosciuta in precedenza e quindi attribuibile direttamente a lui.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli studiosi greci successivi, inoltre, dovettero confrontarsi più volte con testimonianze contraddittorie. La tendenza a esaltare la gloria nazionale e i meriti degli scienziati greci contribuì probabilmente a mantenere alcune attribuzioni tradizionali anche quando non erano pienamente fondate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da questo derivarono diverse contraddizioni e alcuni anacronismi nelle testimonianze degli autori antichi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così, per esempio, Panfilia e Diogene Laerzio attribuiscono a Talete la «scoperta» della proprietà dell&#039;angolo inscritto in un semicirchio; secondo altre testimonianze, invece, tale scoperta sarebbe da attribuire a Pitagora.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il desiderio degli scrittori e degli scienziati greci di esaltare la gloria dei propri compatrioti emerge con particolare chiarezza anche nei racconti relativi al metodo con cui Talete avrebbe determinato l&#039;altezza di una piramide attraverso la misurazione della sua ombra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Gerolamo di Rodi, citato da Diogene Laerzio, Talete avrebbe risolto il problema misurando la lunghezza dell&#039;ombra della piramide nel momento in cui l&#039;ombra proiettata da un osservatore risultava uguale alla sua altezza. In questo modo, l&#039;altezza della piramide sarebbe risultata uguale alla lunghezza della sua ombra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La versione di Plutarco, riportata nei &#039;&#039;Convivialia septem sapientium&#039;&#039;, presenta invece una situazione diversa. Secondo Plutarco, Talete avrebbe posto un palo verticale all&#039;estremità dell&#039;ombra della piramide e avrebbe utilizzato i due triangoli così formati, confrontando l&#039;ombra della piramide con quella del palo. Il rapporto tra l&#039;ombra della piramide e quella del palo sarebbe stato uguale al rapporto tra l&#039;altezza della piramide e quella del palo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa seconda soluzione presuppone quindi la conoscenza della &#039;&#039;&#039;similitudine dei triangoli&#039;&#039;&#039;. D&#039;altra parte, secondo le testimonianze degli scrittori greci, la teoria delle proporzioni non sarebbe stata conosciuta in Grecia prima di Pitagora, che l&#039;avrebbe appresa a Babilonia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per questo motivo, la versione di Gerolamo di Rodi può essere considerata più plausibile, soprattutto per la semplicità e il carattere elementare del metodo che descrive.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Detti e scritti ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A Talete viene attribuita la paternità delle seguenti massime&amp;lt;ref&amp;gt;Диоген Лаэртский, 1986, I. 35—37, с. 65—66.&amp;lt;/ref&amp;gt;&amp;lt;ref&amp;gt;Шахнович, 1973, с. 210—218&amp;lt;/ref&amp;gt;:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* «Antico di tutte le cose — Dio, perché non è nato»;&lt;br /&gt;
* «Bello è —il mondo, perché è creazione di Dio»;&lt;br /&gt;
* «Soprattutto — spazio, perché abbraccia tutto»;&lt;br /&gt;
* «La più veloce è — la mente, perché corre intorno a tutto»;&lt;br /&gt;
* «Più fortemente — inevitabilità, perché governa su tutto»;&lt;br /&gt;
* «Molto probabilmente — tempo, perché rivela tutto»;&lt;br /&gt;
* «Cosa c&#039;è di difficile nel mondo?» — «Conosci te stesso!»;&lt;br /&gt;
* «Cosa è facile?» — «Consiglia qualcun altro!»;&lt;br /&gt;
* «Con ciò che hai sostenuto i tuoi genitori, aspettati tale sostegno dai tuoi figli»;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli scritti di Talete non sono però sopravvissuti. Diversi trattati sono menzionati in fonti tardoantiche. Diogene di Laerzio gli attribuisce la paternità &#039;&#039;«Sui Solstizi»&#039;&#039; ({{lang-grc2|Περὶ τροπὴς}}) e &#039;&#039;«A proposito degli equinozi»&#039;&#039; ({{lang-grc2|Περὶ ἰσημερίας}}). Simplicio (490—560) definisce l&#039;unica opera completata di Talete &#039;&#039;«Astronomia marittima»&amp;lt;ref&amp;gt; Kuzmin, 2018, con. 43.&amp;lt;/ref&amp;gt;, &#039;&#039;che lo scienziato scrisse alla fine della sua vita. In esso, secondo Simplicio, venivano descritti i metodi di orientamento durante i viaggi per mare. Seneca, Plutarco e Galeno menzionarono l&#039;opera di Talete &#039;&#039;«Sui principi».&#039;&#039; Gli scritti falsi di Fales includono due lettere a suo nome a Solon e Ferecidi. A differenza di altri studiosi dell&#039;antica Grecia, le cui opere non sono sopravvissute, gli storici nutrono dubbi sull&#039;esistenza stessa dei trattati di Talete. In ogni caso, né Erodoto, né Platone, né Aristotele sapevano nulla di loro. Pertanto, le idee moderne sugli insegnamenti e le scoperte di Talete non si basano nemmeno sulla citazione di opere originali di altri autori, ma sulla trasmissione nelle fonti di una tradizione orale separata da Talete da molte generazioni&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Cazzi, 1959, p. 298—299.&amp;lt;/ref&amp;gt;&amp;lt;ref&amp;gt;Presocratici, 1999, con. 52.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Fonti e bibliografia ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Fonti antiche e testimonianze ===&lt;br /&gt;
Omero ed Esiodo, termini di confronto per la cosmologia di Talete in Aristotele, &#039;&#039;Metafisica&#039;&#039; I, 3, 983b–984a.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Erodoto, &#039;&#039;Storie&#039;&#039; I, 170, per l’origine fenicia della famiglia di Talete e per il consiglio agli Ioni sull’alleanza con Creso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aristotele, &#039;&#039;Metafisica&#039;&#039; I, 3, 983b–984a, per l’acqua come ἀρχή, Talete caposcuola dei primi fisici e l’ilozoismo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Eudemo di Rodi, &#039;&#039;Storia della geometria&#039;&#039;, fr. 133 Wehrli, tramite Proclo, per le proposizioni geometriche attribuite a Talete.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Teofrasto, &#039;&#039;Opinioni dei fisici&#039;&#039;, fr. 1 Diels, per la contestazione dell’analogia con Anassimene sulla cosmogonia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Panfilia, &#039;&#039;Commenti&#039;&#039;, in Diogene Laerzio I, 24, per l’angolo inscritto nel semicerchio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gerolamo di Rodi, in Diogene Laerzio I, 27, per la misurazione dell’ombra della piramide.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Plutarco, &#039;&#039;Convivialia septem sapientium&#039;&#039; 147A, per il metodo della similitudine dei triangoli applicato all’altezza della piramide.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Diogene Laerzio, &#039;&#039;Vite dei filosofi&#039;&#039; I, 22–44, per vita, aneddoti, opere e dossografia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proclo, &#039;&#039;Commento al I libro di Euclide&#039;&#039;, ed. Friedlein, 65.3–11, per l’elenco delle proposizioni geometriche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Simplicio, &#039;&#039;Commento alla Fisica di Aristotele&#039;&#039;, per il confronto con Anassimene sulla cosmogonia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Suda, &#039;&#039;s.v.&#039;&#039; Θαλῆς, per le opere astronomiche in versi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Raccolte di frammenti e dossografia ===&lt;br /&gt;
H. Diels, &#039;&#039;Doxographi Graeci&#039;&#039;, Berlin 1879.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
H. Diels – W. Kranz, &#039;&#039;Die Fragmente der Vorsokratiker&#039;&#039;, 6ª ed., Berlin 1951–1952, Talete: 11 A 1–36, B 1–2.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
G. S. Kirk – J. E. Raven – M. Schofield, &#039;&#039;I presocratici. Storia critica con selezione di testi&#039;&#039;, Roma–Bari 1994, ed. or. Cambridge 1983.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Talete&amp;diff=7039</id>
		<title>Talete</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Talete&amp;diff=7039"/>
		<updated>2026-09-16T07:47:25Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari: /* Detti e scritti */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{Senza fonti}}[[File:Gemini Generated Image krk1makrk1makrk1.jpg|destra|senza_cornice|568x568px]]&lt;br /&gt;
Filosofo del VII secolo a.C. (presumibilmente 624-548 a.C.), Talete fu uno dei sette saggi della Grecia e il fondatore della filosofia greca. Fu contemporaneo di Solone e di Creso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Suo padre si chiamava, secondo alcune testimonianze, Examius&#039;&#039;&#039;. &#039;&#039;R. Schuster ravvisò in questo nome una certa somiglianza con quello di Samuele e ipotizzò, pertanto, che Talete fosse di origine semitica&amp;lt;ref&amp;gt;P. Schuster, “Thales ein Phönicier?”, Acta Philologorum Lipsiensium IV (1875), pp. 328–330. &amp;lt;/ref&amp;gt;. Diels, nell&#039;articolo Thales ein Semite&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.degruyterbrill.com/de/document/doi/10.1515/agph.1889.2.2.165/html?_x_output_type_b6db407c4_=embedded_pdf#1#1&amp;lt;/ref&amp;gt; pubblicato nell&#039; Archiv für Geschichte der Philosophie, dimostrò tuttavia l&#039;infondatezza di questa ipotesi. Secondo Erodoto, la famiglia di Talete sarebbe giunta a Mileto dalla Fenicia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== La cosmologia e la filosofia di Talete ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aristotele mette a confronto le concezioni cosmologiche di Talete con gli insegnamenti mitologici di Omero ed Esiodo. Secondo Tanri, nel suo studio &#039;&#039;I primi passi della scienza greca antica&#039;&#039; (San Pietroburgo, 1902)&amp;lt;ref&amp;gt;P. Tannery, Pour l&#039;histoire de la science hellène: De Thalès à Empédocle, Paris 1887 (nuova ed. con note di A. Diès, 1930). Edizione italiana: I primi passi della scienza greca antica, San Pietroburgo 1902&amp;lt;/ref&amp;gt;, la cosmologia di Talete presenta inoltre notevoli somiglianze con alcune concezioni egiziane.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo la concezione attribuita a Talete, l&#039;universo sarebbe costituito da una massa liquida, al centro della quale si trova un corpo d&#039;aria avente la forma di una ciotola rovesciata, con il lato aperto rivolto verso il basso. La superficie concava di questo corpo costituirebbe il cielo; sulla sua superficie inferiore, al centro, galleggerebbe un disco che si muove sull&#039;acqua. Le stelle sarebbero divinità che fluttuano nel firmamento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche le concezioni filosofiche di Talete sono strettamente collegate alle sue idee cosmologiche. Le conosciamo soprattutto attraverso il primo libro della &#039;&#039;Metafisica&#039;&#039; di Aristotele, che definisce Talete il caposcuola dei primi fisici, e attraverso i dossografi, che ricavarono le proprie informazioni da Ezio, la cui opera sulla storia della filosofia fu in parte ricostruita da Diels.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete era interessato a due questioni strettamente collegate: &#039;&#039;&#039;da che cosa deriva ogni cosa e che cosa costituisce l&#039;essenza (ἀρχή) dell&#039;esistenza&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla prima domanda rispondeva sostenendo che &#039;&#039;&#039;l&#039;acqua è l&#039;essenza di tutte le cose&#039;&#039;&#039;, che tutto deriva dall&#039;acqua e che tutto ritorna nuovamente all&#039;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete avrebbe sostenuto questa concezione per tre ragioni principali. In primo luogo, il seme di tutti gli esseri viventi possiede una natura umida; in secondo luogo, tutte le piante si nutrono di umidità e grazie ad essa producono i loro frutti, mentre, private dell&#039;acqua, si seccano; in terzo luogo, anche il fuoco del sole e degli altri astri sarebbe alimentato dall&#039;evaporazione dell&#039;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oltre all&#039;acqua, Talete sembra aver ammesso anche un altro principio che, con ogni probabilità, identificava comunque con l&#039;acqua stessa. Egli affermava che &#039;&#039;&#039;Dio è la mente del mondo&#039;&#039;&#039;, che ogni cosa è animata e che tutto è pieno di divinità. Il potere divino penetra attraverso l&#039;umidità originaria e la mette in movimento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete avrebbe inoltre identificato questa mente universale con una necessità che governa ogni cosa. Considerava l&#039;anima come principio del movimento, continuo e capace di muoversi autonomamente. Attribuiva un&#039;anima persino alla calamita, poiché essa attrae il ferro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete viene generalmente definito &#039;&#039;&#039;ilozoista&#039;&#039;&#039; e, in effetti, non si può ignorare l&#039;affermazione di Aristotele secondo cui i primi «fisiologi» identificavano la materia con un principio capace di governarla. Si può quindi concludere che, per Talete, la mente del mondo, o la necessità, costituisse un principio non diverso dall&#039;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con ogni probabilità, Talete aderiva inoltre alla concezione, diffusa tra i primi filosofi ionici, secondo cui il mondo nasce periodicamente dal principio originario e ad esso ritorna. Non possediamo però informazioni sufficienti per stabilire in che modo, secondo Talete, avvenisse precisamente la formazione del mondo. Simplicio lo paragona, a questo proposito, ad [[Anassimene]], mentre Teofrasto contesta tale analogia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;importanza della filosofia di Talete risiede soprattutto nel fatto che in essa troviamo i primi elementi di una riflessione filosofica sul mondo fisico. La difficoltà nello studio del suo pensiero consiste però nel rischio di attribuirgli concezioni appartenenti più in generale al primo periodo della filosofia greca e, in particolare, alla tradizione ionica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aristotele, infatti, riferisce le dottrine di Talete non sulla base della lettura diretta delle sue opere, ma attraverso testimonianze e tradizioni di seconda mano. Nonostante ciò, Aristotele rimane nell&#039;antichità una delle fonti più autorevoli per la ricostruzione della filosofia dei primi pensatori greci.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Talete come matematico e astronomo ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un tempo Talete era considerato quasi l&#039;unico uomo in tutta la Grecia ad essersi dedicato alla scienza pura e al pensiero astratto senza perseguire finalità pratiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra Mileto e l&#039;Egitto esistevano allora rapporti commerciali molto intensi e Talete, partecipando a tali attività, avrebbe trascorso gran parte della prima metà della sua vita. Durante i suoi soggiorni in Egitto ebbe modo, secondo la tradizione, di entrare in contatto con i sacerdoti egiziani e di apprendere alcuni elementi delle loro conoscenze scientifiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come ha sostenuto il professor Roth, gran parte delle conoscenze acquisite da Talete in questo modo apparteneva alla sfera della religione egiziana e delle speculazioni ad essa collegate. Per quanto riguarda la matematica e l&#039;astronomia, invece, Talete avrebbe appreso dagli Egiziani soprattutto gli elementi fondamentali e quelli maggiormente necessari.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Rientrato in patria intorno al 590 a.C., già in età relativamente avanzata, Talete ebbe inizialmente difficoltà a trovare presso i suoi concittadini il riconoscimento che corrispondeva alla sua intelligenza, alle sue conoscenze e alla sua esperienza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sua vita a Mileto, dedicata soprattutto allo studio della natura e dell&#039;astronomia, non poteva suscitare particolare ammirazione tra i commercianti, abituati a pensare che una persona intelligente dovesse dedicare il proprio lavoro e il proprio tempo ad attività capaci di produrre un [[profitto]] concreto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È noto, per esempio, l&#039;aneddoto secondo cui Talete fu oggetto di scherno da parte di una donna perché, mentre osservava il cielo, non si accorse di una pietra sul terreno e vi inciampò.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Due episodi contribuirono tuttavia a elevare notevolmente la sua reputazione presso i concittadini e, più in generale, presso i Greci, che arrivarono a riconoscerlo come il primo dei sette sapienti della Grecia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo episodio è raccontato da Aristotele. Talete avrebbe previsto, già all&#039;inizio della primavera, che quell&#039;anno ci sarebbe stato un raccolto particolarmente abbondante di olive. Per dimostrare ai suoi concittadini che lo studio e la conoscenza potevano produrre anche vantaggi economici, acquistò in anticipo, a un prezzo conveniente, tutte le presse per la produzione dell&#039;olio disponibili a Mileto e a Chio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando la sua previsione si rivelò corretta e l&#039;eccezionale raccolto di olive rese necessaria una grande quantità di presse, Talete poté affittarle a un prezzo molto elevato, ottenendo così un notevole profitto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il secondo episodio che contribuì a diffondere la sua fama in tutta la Grecia fu la previsione di un&#039;eclissi solare avvenuta nel &#039;&#039;&#039;585 a.C.&#039;&#039;&#039;, il 28 maggio secondo la tradizione. L&#039;eclissi fu totale e, secondo i calcoli astronomici moderni, la sua fascia di totalità passò a poche miglia a nord di Mileto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In seguito a questi avvenimenti, Talete acquisì anche una notevole influenza nella vita politica della sua città.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Egli propose agli Ioni di unirsi in un&#039;unica e forte organizzazione politica, mantenendo al tempo stesso una struttura autonoma e indipendente per le singole città. Il fallimento di questa proposta contribuì, secondo la tradizione, alla successiva perdita della libertà e dell&#039;indipendenza delle città ioniche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In un&#039;altra occasione, Talete diede al popolo di Mileto un consiglio che si rivelò particolarmente importante: lo esortò ad astenersi dalla pericolosa alleanza che il re lidio Creso proponeva contro il re persiano Ciro. L&#039;accoglimento di questo consiglio avrebbe salvato Mileto dalla distruzione alla quale sarebbe stata altrimenti sottoposta dopo la sconfitta di Creso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La correttezza della previsione dell&#039;eclissi da parte di Talete, almeno per quanto riguarda l&#039;anno in cui essa si verificò, viene spiegata con la sua conoscenza del famoso periodo utilizzato dai Babilonesi per prevedere il ripetersi delle eclissi, chiamato &#039;&#039;&#039;saros&#039;&#039;&#039;, della durata di circa 18 anni e 11 giorni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A Talete viene inoltre attribuita la conoscenza della grandezza del diametro apparente del Sole, che egli avrebbe considerato pari a 1/720 dell&#039;intera eclittica, cioè circa 30 minuti d&#039;arco.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Bretschneider&amp;lt;ref&amp;gt;K. A. Bretschneider, Die Geometrie und die Geometer vor Eukleides. Ein historischer Versuch, Leipzig 1870, 184 pp.&amp;lt;/ref&amp;gt;, Talete conosceva approfonditamente l&#039;astronomia egiziana e da essa avrebbe ricavato gran parte delle proprie conoscenze astronomiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Durante i suoi viaggi in Egitto, Talete avrebbe inoltre appreso dai Fenici alcune conoscenze legate alla navigazione. Tra queste viene ricordato l&#039;uso della &#039;&#039;&#039;Piccola Orsa&#039;&#039;&#039; per determinare la direzione settentrionale, al posto della &#039;&#039;&#039;Grande Orsa&#039;&#039;&#039;, precedentemente utilizzata a tale scopo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A Talete vengono attribuite anche due opere astronomiche, scritte secondo le consuetudini dell&#039;epoca in forma poetica. Una di esse, secondo la testimonianza di Diogene Laerzio, aveva per titolo &#039;&#039;Περὶ τροπῶν καὶ ἰσημεριῶν&#039;&#039; («Sui solstizi e sugli equinozi»); l&#039;altra, secondo la &#039;&#039;Suda&#039;&#039;, era un trattato sui fenomeni celesti in generale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Talete e la matematica ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il merito più importante attribuito a Talete nel campo della matematica consiste nel trasferimento dall&#039;Egitto alla Grecia dei primi principi teorici della geometria elementare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Eudemo, secondo quanto riferisce Proclo, attribuisce a Talete la scoperta delle seguenti proposizioni geometriche:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* gli angoli opposti al vertice sono uguali;&lt;br /&gt;
* gli angoli alla base di un triangolo isoscele sono uguali;&lt;br /&gt;
* un triangolo è determinato da un lato e dai due angoli ad esso adiacenti;&lt;br /&gt;
* il diametro divide il cerchio in due parti uguali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Diogene Laerzio, sulla base delle parole di Panfilia, aggiunge a questo elenco un&#039;altra proposizione: &#039;&#039;&#039;l&#039;angolo inscritto in un semicerchio è retto&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per delineare un quadro completo delle conoscenze geometriche attribuite a Talete sarebbe necessario aggiungere anche una serie di altre proposizioni, senza le quali le precedenti acquisizioni sarebbero difficilmente comprensibili: proprietà delle rette parallele, dei triangoli equilateri, isosceli e scaleni, dei parallelogrammi e così via.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oltre alle «scoperte» teoriche elencate, gli scrittori greci attribuiscono a Talete la soluzione di due problemi geometrici di carattere pratico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo consisteva nel determinare la distanza di una nave in mare dal porto di Mileto; il secondo nel determinare l&#039;altezza di una piramide conoscendo la lunghezza della sua ombra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella storiografia matematica moderna, tuttavia, si è affermata l&#039;idea che molte delle «scoperte» geometriche attribuite a Talete dai suoi compatrioti fossero in realtà conoscenze derivate dalla scienza egiziana.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per i discepoli diretti di Talete, che non conoscevano la scienza egiziana e disponevano in generale di conoscenze molto limitate, tutto ciò che il maestro insegnava appariva come una novità completa, sconosciuta in precedenza e quindi attribuibile direttamente a lui.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli studiosi greci successivi, inoltre, dovettero confrontarsi più volte con testimonianze contraddittorie. La tendenza a esaltare la gloria nazionale e i meriti degli scienziati greci contribuì probabilmente a mantenere alcune attribuzioni tradizionali anche quando non erano pienamente fondate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da questo derivarono diverse contraddizioni e alcuni anacronismi nelle testimonianze degli autori antichi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così, per esempio, Panfilia e Diogene Laerzio attribuiscono a Talete la «scoperta» della proprietà dell&#039;angolo inscritto in un semicirchio; secondo altre testimonianze, invece, tale scoperta sarebbe da attribuire a Pitagora.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il desiderio degli scrittori e degli scienziati greci di esaltare la gloria dei propri compatrioti emerge con particolare chiarezza anche nei racconti relativi al metodo con cui Talete avrebbe determinato l&#039;altezza di una piramide attraverso la misurazione della sua ombra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Gerolamo di Rodi, citato da Diogene Laerzio, Talete avrebbe risolto il problema misurando la lunghezza dell&#039;ombra della piramide nel momento in cui l&#039;ombra proiettata da un osservatore risultava uguale alla sua altezza. In questo modo, l&#039;altezza della piramide sarebbe risultata uguale alla lunghezza della sua ombra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La versione di Plutarco, riportata nei &#039;&#039;Convivialia septem sapientium&#039;&#039;, presenta invece una situazione diversa. Secondo Plutarco, Talete avrebbe posto un palo verticale all&#039;estremità dell&#039;ombra della piramide e avrebbe utilizzato i due triangoli così formati, confrontando l&#039;ombra della piramide con quella del palo. Il rapporto tra l&#039;ombra della piramide e quella del palo sarebbe stato uguale al rapporto tra l&#039;altezza della piramide e quella del palo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa seconda soluzione presuppone quindi la conoscenza della &#039;&#039;&#039;similitudine dei triangoli&#039;&#039;&#039;. D&#039;altra parte, secondo le testimonianze degli scrittori greci, la teoria delle proporzioni non sarebbe stata conosciuta in Grecia prima di Pitagora, che l&#039;avrebbe appresa a Babilonia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per questo motivo, la versione di Gerolamo di Rodi può essere considerata più plausibile, soprattutto per la semplicità e il carattere elementare del metodo che descrive.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Detti e scritti ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A Talete viene attribuita la paternità delle seguenti massime&amp;lt;ref&amp;gt;Диоген Лаэртский, 1986, I. 35—37, с. 65—66.&amp;lt;/ref&amp;gt;&amp;lt;ref&amp;gt;Шахнович, 1973, с. 210—218&amp;lt;/ref&amp;gt;:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* «Antico di tutte le cose — Dio, perché non è nato»;&lt;br /&gt;
* «Bello è —il mondo, perché è creazione di Dio»;&lt;br /&gt;
* «Soprattutto — spazio, perché abbraccia tutto»;&lt;br /&gt;
* «La più veloce è — la mente, perché corre intorno a tutto»;&lt;br /&gt;
* «Più fortemente — inevitabilità, perché governa su tutto»;&lt;br /&gt;
* «Molto probabilmente — tempo, perché rivela tutto»;&lt;br /&gt;
* «Cosa c&#039;è di difficile nel mondo?» — «Conosci te stesso!»;&lt;br /&gt;
* «Cosa è facile?» — «Consiglia qualcun altro!»;&lt;br /&gt;
* «Con ciò che hai sostenuto i tuoi genitori, aspettati tale sostegno dai tuoi figli»;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli scritti di Talete non sono però sopravvissuti. Diversi trattati sono menzionati in fonti tardoantiche. Diogene di Laerzio gli attribuisce la paternità &#039;&#039;«Sui Solstizi»&#039;&#039; ({{lang-grc2|Περὶ τροπὴς}}) e &#039;&#039;«A proposito degli equinozi»&#039;&#039; ({{lang-grc2|Περὶ ἰσημερίας}}). Simplicio (490—560) definisce l&#039;unica opera completata di Talete &#039;&#039;«Astronomia marittima»&amp;lt;ref&amp;gt; Kuzmin, 2018, con. 43.&amp;lt;/ref&amp;gt;, che lo scienziato scrisse alla fine della sua vita. In esso, secondo Simplicio, venivano descritti i metodi di orientamento durante i viaggi per mare. Seneca, Plutarco e Galeno menzionarono l&#039;opera di Talete &#039;&#039;«Sui principi»&#039;&#039;. Gli scritti falsi di Fales includono due lettere a suo nome a Solon e Ferecidi. A differenza di altri studiosi dell&#039;antica Grecia, le cui opere non sono sopravvissute, gli storici nutrono dubbi sull&#039;esistenza stessa dei trattati di Talete. In ogni caso, né Erodoto, né Platone, né Aristotele sapevano nulla di loro. Pertanto, le idee moderne sugli insegnamenti e le scoperte di Talete non si basano nemmeno sulla citazione di opere originali di altri autori, ma sulla trasmissione nelle fonti di una tradizione orale separata da Talete da molte generazioni&amp;lt;ref&amp;gt;Cazzi, 1959, p. 298—299.&amp;lt;/ref&amp;gt;&amp;lt;ref&amp;gt;Presocratici, 1999, con. 52.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Fonti e bibliografia ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Fonti antiche e testimonianze ===&lt;br /&gt;
Omero ed Esiodo, termini di confronto per la cosmologia di Talete in Aristotele, &#039;&#039;Metafisica&#039;&#039; I, 3, 983b–984a.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Erodoto, &#039;&#039;Storie&#039;&#039; I, 170, per l’origine fenicia della famiglia di Talete e per il consiglio agli Ioni sull’alleanza con Creso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aristotele, &#039;&#039;Metafisica&#039;&#039; I, 3, 983b–984a, per l’acqua come ἀρχή, Talete caposcuola dei primi fisici e l’ilozoismo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Eudemo di Rodi, &#039;&#039;Storia della geometria&#039;&#039;, fr. 133 Wehrli, tramite Proclo, per le proposizioni geometriche attribuite a Talete.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Teofrasto, &#039;&#039;Opinioni dei fisici&#039;&#039;, fr. 1 Diels, per la contestazione dell’analogia con Anassimene sulla cosmogonia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Panfilia, &#039;&#039;Commenti&#039;&#039;, in Diogene Laerzio I, 24, per l’angolo inscritto nel semicerchio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gerolamo di Rodi, in Diogene Laerzio I, 27, per la misurazione dell’ombra della piramide.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Plutarco, &#039;&#039;Convivialia septem sapientium&#039;&#039; 147A, per il metodo della similitudine dei triangoli applicato all’altezza della piramide.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Diogene Laerzio, &#039;&#039;Vite dei filosofi&#039;&#039; I, 22–44, per vita, aneddoti, opere e dossografia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proclo, &#039;&#039;Commento al I libro di Euclide&#039;&#039;, ed. Friedlein, 65.3–11, per l’elenco delle proposizioni geometriche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Simplicio, &#039;&#039;Commento alla Fisica di Aristotele&#039;&#039;, per il confronto con Anassimene sulla cosmogonia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Suda, &#039;&#039;s.v.&#039;&#039; Θαλῆς, per le opere astronomiche in versi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Raccolte di frammenti e dossografia ===&lt;br /&gt;
H. Diels, &#039;&#039;Doxographi Graeci&#039;&#039;, Berlin 1879.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
H. Diels – W. Kranz, &#039;&#039;Die Fragmente der Vorsokratiker&#039;&#039;, 6ª ed., Berlin 1951–1952, Talete: 11 A 1–36, B 1–2.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
G. S. Kirk – J. E. Raven – M. Schofield, &#039;&#039;I presocratici. Storia critica con selezione di testi&#039;&#039;, Roma–Bari 1994, ed. or. Cambridge 1983.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Talete&amp;diff=7038</id>
		<title>Talete</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Talete&amp;diff=7038"/>
		<updated>2026-09-16T07:43:58Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari: /* Cosmogonia */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{Senza fonti}}[[File:Gemini Generated Image krk1makrk1makrk1.jpg|destra|senza_cornice|568x568px]]&lt;br /&gt;
Filosofo del VII secolo a.C. (presumibilmente 624-548 a.C.), Talete fu uno dei sette saggi della Grecia e il fondatore della filosofia greca. Fu contemporaneo di Solone e di Creso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Suo padre si chiamava, secondo alcune testimonianze, Examius&#039;&#039;&#039;. &#039;&#039;R. Schuster ravvisò in questo nome una certa somiglianza con quello di Samuele e ipotizzò, pertanto, che Talete fosse di origine semitica&amp;lt;ref&amp;gt;P. Schuster, “Thales ein Phönicier?”, Acta Philologorum Lipsiensium IV (1875), pp. 328–330. &amp;lt;/ref&amp;gt;. Diels, nell&#039;articolo Thales ein Semite&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.degruyterbrill.com/de/document/doi/10.1515/agph.1889.2.2.165/html?_x_output_type_b6db407c4_=embedded_pdf#1#1&amp;lt;/ref&amp;gt; pubblicato nell&#039; Archiv für Geschichte der Philosophie, dimostrò tuttavia l&#039;infondatezza di questa ipotesi. Secondo Erodoto, la famiglia di Talete sarebbe giunta a Mileto dalla Fenicia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== La cosmologia e la filosofia di Talete ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aristotele mette a confronto le concezioni cosmologiche di Talete con gli insegnamenti mitologici di Omero ed Esiodo. Secondo Tanri, nel suo studio &#039;&#039;I primi passi della scienza greca antica&#039;&#039; (San Pietroburgo, 1902)&amp;lt;ref&amp;gt;P. Tannery, Pour l&#039;histoire de la science hellène: De Thalès à Empédocle, Paris 1887 (nuova ed. con note di A. Diès, 1930). Edizione italiana: I primi passi della scienza greca antica, San Pietroburgo 1902&amp;lt;/ref&amp;gt;, la cosmologia di Talete presenta inoltre notevoli somiglianze con alcune concezioni egiziane.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo la concezione attribuita a Talete, l&#039;universo sarebbe costituito da una massa liquida, al centro della quale si trova un corpo d&#039;aria avente la forma di una ciotola rovesciata, con il lato aperto rivolto verso il basso. La superficie concava di questo corpo costituirebbe il cielo; sulla sua superficie inferiore, al centro, galleggerebbe un disco che si muove sull&#039;acqua. Le stelle sarebbero divinità che fluttuano nel firmamento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche le concezioni filosofiche di Talete sono strettamente collegate alle sue idee cosmologiche. Le conosciamo soprattutto attraverso il primo libro della &#039;&#039;Metafisica&#039;&#039; di Aristotele, che definisce Talete il caposcuola dei primi fisici, e attraverso i dossografi, che ricavarono le proprie informazioni da Ezio, la cui opera sulla storia della filosofia fu in parte ricostruita da Diels.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete era interessato a due questioni strettamente collegate: &#039;&#039;&#039;da che cosa deriva ogni cosa e che cosa costituisce l&#039;essenza (ἀρχή) dell&#039;esistenza&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla prima domanda rispondeva sostenendo che &#039;&#039;&#039;l&#039;acqua è l&#039;essenza di tutte le cose&#039;&#039;&#039;, che tutto deriva dall&#039;acqua e che tutto ritorna nuovamente all&#039;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete avrebbe sostenuto questa concezione per tre ragioni principali. In primo luogo, il seme di tutti gli esseri viventi possiede una natura umida; in secondo luogo, tutte le piante si nutrono di umidità e grazie ad essa producono i loro frutti, mentre, private dell&#039;acqua, si seccano; in terzo luogo, anche il fuoco del sole e degli altri astri sarebbe alimentato dall&#039;evaporazione dell&#039;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oltre all&#039;acqua, Talete sembra aver ammesso anche un altro principio che, con ogni probabilità, identificava comunque con l&#039;acqua stessa. Egli affermava che &#039;&#039;&#039;Dio è la mente del mondo&#039;&#039;&#039;, che ogni cosa è animata e che tutto è pieno di divinità. Il potere divino penetra attraverso l&#039;umidità originaria e la mette in movimento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete avrebbe inoltre identificato questa mente universale con una necessità che governa ogni cosa. Considerava l&#039;anima come principio del movimento, continuo e capace di muoversi autonomamente. Attribuiva un&#039;anima persino alla calamita, poiché essa attrae il ferro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete viene generalmente definito &#039;&#039;&#039;ilozoista&#039;&#039;&#039; e, in effetti, non si può ignorare l&#039;affermazione di Aristotele secondo cui i primi «fisiologi» identificavano la materia con un principio capace di governarla. Si può quindi concludere che, per Talete, la mente del mondo, o la necessità, costituisse un principio non diverso dall&#039;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con ogni probabilità, Talete aderiva inoltre alla concezione, diffusa tra i primi filosofi ionici, secondo cui il mondo nasce periodicamente dal principio originario e ad esso ritorna. Non possediamo però informazioni sufficienti per stabilire in che modo, secondo Talete, avvenisse precisamente la formazione del mondo. Simplicio lo paragona, a questo proposito, ad [[Anassimene]], mentre Teofrasto contesta tale analogia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;importanza della filosofia di Talete risiede soprattutto nel fatto che in essa troviamo i primi elementi di una riflessione filosofica sul mondo fisico. La difficoltà nello studio del suo pensiero consiste però nel rischio di attribuirgli concezioni appartenenti più in generale al primo periodo della filosofia greca e, in particolare, alla tradizione ionica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aristotele, infatti, riferisce le dottrine di Talete non sulla base della lettura diretta delle sue opere, ma attraverso testimonianze e tradizioni di seconda mano. Nonostante ciò, Aristotele rimane nell&#039;antichità una delle fonti più autorevoli per la ricostruzione della filosofia dei primi pensatori greci.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Talete come matematico e astronomo ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un tempo Talete era considerato quasi l&#039;unico uomo in tutta la Grecia ad essersi dedicato alla scienza pura e al pensiero astratto senza perseguire finalità pratiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra Mileto e l&#039;Egitto esistevano allora rapporti commerciali molto intensi e Talete, partecipando a tali attività, avrebbe trascorso gran parte della prima metà della sua vita. Durante i suoi soggiorni in Egitto ebbe modo, secondo la tradizione, di entrare in contatto con i sacerdoti egiziani e di apprendere alcuni elementi delle loro conoscenze scientifiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come ha sostenuto il professor Roth, gran parte delle conoscenze acquisite da Talete in questo modo apparteneva alla sfera della religione egiziana e delle speculazioni ad essa collegate. Per quanto riguarda la matematica e l&#039;astronomia, invece, Talete avrebbe appreso dagli Egiziani soprattutto gli elementi fondamentali e quelli maggiormente necessari.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Rientrato in patria intorno al 590 a.C., già in età relativamente avanzata, Talete ebbe inizialmente difficoltà a trovare presso i suoi concittadini il riconoscimento che corrispondeva alla sua intelligenza, alle sue conoscenze e alla sua esperienza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sua vita a Mileto, dedicata soprattutto allo studio della natura e dell&#039;astronomia, non poteva suscitare particolare ammirazione tra i commercianti, abituati a pensare che una persona intelligente dovesse dedicare il proprio lavoro e il proprio tempo ad attività capaci di produrre un [[profitto]] concreto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È noto, per esempio, l&#039;aneddoto secondo cui Talete fu oggetto di scherno da parte di una donna perché, mentre osservava il cielo, non si accorse di una pietra sul terreno e vi inciampò.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Due episodi contribuirono tuttavia a elevare notevolmente la sua reputazione presso i concittadini e, più in generale, presso i Greci, che arrivarono a riconoscerlo come il primo dei sette sapienti della Grecia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo episodio è raccontato da Aristotele. Talete avrebbe previsto, già all&#039;inizio della primavera, che quell&#039;anno ci sarebbe stato un raccolto particolarmente abbondante di olive. Per dimostrare ai suoi concittadini che lo studio e la conoscenza potevano produrre anche vantaggi economici, acquistò in anticipo, a un prezzo conveniente, tutte le presse per la produzione dell&#039;olio disponibili a Mileto e a Chio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando la sua previsione si rivelò corretta e l&#039;eccezionale raccolto di olive rese necessaria una grande quantità di presse, Talete poté affittarle a un prezzo molto elevato, ottenendo così un notevole profitto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il secondo episodio che contribuì a diffondere la sua fama in tutta la Grecia fu la previsione di un&#039;eclissi solare avvenuta nel &#039;&#039;&#039;585 a.C.&#039;&#039;&#039;, il 28 maggio secondo la tradizione. L&#039;eclissi fu totale e, secondo i calcoli astronomici moderni, la sua fascia di totalità passò a poche miglia a nord di Mileto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In seguito a questi avvenimenti, Talete acquisì anche una notevole influenza nella vita politica della sua città.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Egli propose agli Ioni di unirsi in un&#039;unica e forte organizzazione politica, mantenendo al tempo stesso una struttura autonoma e indipendente per le singole città. Il fallimento di questa proposta contribuì, secondo la tradizione, alla successiva perdita della libertà e dell&#039;indipendenza delle città ioniche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In un&#039;altra occasione, Talete diede al popolo di Mileto un consiglio che si rivelò particolarmente importante: lo esortò ad astenersi dalla pericolosa alleanza che il re lidio Creso proponeva contro il re persiano Ciro. L&#039;accoglimento di questo consiglio avrebbe salvato Mileto dalla distruzione alla quale sarebbe stata altrimenti sottoposta dopo la sconfitta di Creso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La correttezza della previsione dell&#039;eclissi da parte di Talete, almeno per quanto riguarda l&#039;anno in cui essa si verificò, viene spiegata con la sua conoscenza del famoso periodo utilizzato dai Babilonesi per prevedere il ripetersi delle eclissi, chiamato &#039;&#039;&#039;saros&#039;&#039;&#039;, della durata di circa 18 anni e 11 giorni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A Talete viene inoltre attribuita la conoscenza della grandezza del diametro apparente del Sole, che egli avrebbe considerato pari a 1/720 dell&#039;intera eclittica, cioè circa 30 minuti d&#039;arco.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Bretschneider&amp;lt;ref&amp;gt;K. A. Bretschneider, Die Geometrie und die Geometer vor Eukleides. Ein historischer Versuch, Leipzig 1870, 184 pp.&amp;lt;/ref&amp;gt;, Talete conosceva approfonditamente l&#039;astronomia egiziana e da essa avrebbe ricavato gran parte delle proprie conoscenze astronomiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Durante i suoi viaggi in Egitto, Talete avrebbe inoltre appreso dai Fenici alcune conoscenze legate alla navigazione. Tra queste viene ricordato l&#039;uso della &#039;&#039;&#039;Piccola Orsa&#039;&#039;&#039; per determinare la direzione settentrionale, al posto della &#039;&#039;&#039;Grande Orsa&#039;&#039;&#039;, precedentemente utilizzata a tale scopo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A Talete vengono attribuite anche due opere astronomiche, scritte secondo le consuetudini dell&#039;epoca in forma poetica. Una di esse, secondo la testimonianza di Diogene Laerzio, aveva per titolo &#039;&#039;Περὶ τροπῶν καὶ ἰσημεριῶν&#039;&#039; («Sui solstizi e sugli equinozi»); l&#039;altra, secondo la &#039;&#039;Suda&#039;&#039;, era un trattato sui fenomeni celesti in generale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Talete e la matematica ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il merito più importante attribuito a Talete nel campo della matematica consiste nel trasferimento dall&#039;Egitto alla Grecia dei primi principi teorici della geometria elementare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Eudemo, secondo quanto riferisce Proclo, attribuisce a Talete la scoperta delle seguenti proposizioni geometriche:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* gli angoli opposti al vertice sono uguali;&lt;br /&gt;
* gli angoli alla base di un triangolo isoscele sono uguali;&lt;br /&gt;
* un triangolo è determinato da un lato e dai due angoli ad esso adiacenti;&lt;br /&gt;
* il diametro divide il cerchio in due parti uguali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Diogene Laerzio, sulla base delle parole di Panfilia, aggiunge a questo elenco un&#039;altra proposizione: &#039;&#039;&#039;l&#039;angolo inscritto in un semicerchio è retto&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per delineare un quadro completo delle conoscenze geometriche attribuite a Talete sarebbe necessario aggiungere anche una serie di altre proposizioni, senza le quali le precedenti acquisizioni sarebbero difficilmente comprensibili: proprietà delle rette parallele, dei triangoli equilateri, isosceli e scaleni, dei parallelogrammi e così via.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oltre alle «scoperte» teoriche elencate, gli scrittori greci attribuiscono a Talete la soluzione di due problemi geometrici di carattere pratico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo consisteva nel determinare la distanza di una nave in mare dal porto di Mileto; il secondo nel determinare l&#039;altezza di una piramide conoscendo la lunghezza della sua ombra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella storiografia matematica moderna, tuttavia, si è affermata l&#039;idea che molte delle «scoperte» geometriche attribuite a Talete dai suoi compatrioti fossero in realtà conoscenze derivate dalla scienza egiziana.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per i discepoli diretti di Talete, che non conoscevano la scienza egiziana e disponevano in generale di conoscenze molto limitate, tutto ciò che il maestro insegnava appariva come una novità completa, sconosciuta in precedenza e quindi attribuibile direttamente a lui.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli studiosi greci successivi, inoltre, dovettero confrontarsi più volte con testimonianze contraddittorie. La tendenza a esaltare la gloria nazionale e i meriti degli scienziati greci contribuì probabilmente a mantenere alcune attribuzioni tradizionali anche quando non erano pienamente fondate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da questo derivarono diverse contraddizioni e alcuni anacronismi nelle testimonianze degli autori antichi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così, per esempio, Panfilia e Diogene Laerzio attribuiscono a Talete la «scoperta» della proprietà dell&#039;angolo inscritto in un semicirchio; secondo altre testimonianze, invece, tale scoperta sarebbe da attribuire a Pitagora.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il desiderio degli scrittori e degli scienziati greci di esaltare la gloria dei propri compatrioti emerge con particolare chiarezza anche nei racconti relativi al metodo con cui Talete avrebbe determinato l&#039;altezza di una piramide attraverso la misurazione della sua ombra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Gerolamo di Rodi, citato da Diogene Laerzio, Talete avrebbe risolto il problema misurando la lunghezza dell&#039;ombra della piramide nel momento in cui l&#039;ombra proiettata da un osservatore risultava uguale alla sua altezza. In questo modo, l&#039;altezza della piramide sarebbe risultata uguale alla lunghezza della sua ombra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La versione di Plutarco, riportata nei &#039;&#039;Convivialia septem sapientium&#039;&#039;, presenta invece una situazione diversa. Secondo Plutarco, Talete avrebbe posto un palo verticale all&#039;estremità dell&#039;ombra della piramide e avrebbe utilizzato i due triangoli così formati, confrontando l&#039;ombra della piramide con quella del palo. Il rapporto tra l&#039;ombra della piramide e quella del palo sarebbe stato uguale al rapporto tra l&#039;altezza della piramide e quella del palo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa seconda soluzione presuppone quindi la conoscenza della &#039;&#039;&#039;similitudine dei triangoli&#039;&#039;&#039;. D&#039;altra parte, secondo le testimonianze degli scrittori greci, la teoria delle proporzioni non sarebbe stata conosciuta in Grecia prima di Pitagora, che l&#039;avrebbe appresa a Babilonia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per questo motivo, la versione di Gerolamo di Rodi può essere considerata più plausibile, soprattutto per la semplicità e il carattere elementare del metodo che descrive.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Detti e scritti ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A Talete viene attribuita la paternità delle seguenti massime:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* «Antico di tutte le cose — Dio, perché non è nato»;&lt;br /&gt;
* «Bello è —il mondo, perché è creazione di Dio»;&lt;br /&gt;
* «Soprattutto — spazio, perché abbraccia tutto»;&lt;br /&gt;
* «La più veloce è — la mente, perché corre intorno a tutto»;&lt;br /&gt;
* «Più fortemente — inevitabilità, perché governa su tutto»;&lt;br /&gt;
* «Molto probabilmente — tempo, perché rivela tutto»;&lt;br /&gt;
* «Cosa c&#039;è di difficile nel mondo?» — «Conosci te stesso!»;&lt;br /&gt;
* «Cosa è facile?» — «Consiglia qualcun altro!»;&lt;br /&gt;
* «Con ciò che hai sostenuto i tuoi genitori, aspettati tale sostegno dai tuoi figli»;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli scritti di Talete non sono però sopravvissuti. Diversi trattati sono menzionati in fonti tardoantiche. Diogene di Laerzio gli attribuisce la paternità &#039;&#039;«Sui Solstizi»&#039;&#039; ({{lang-grc2|Περὶ τροπὴς}}) e &#039;&#039;«A proposito degli equinozi»&#039;&#039; ({{lang-grc2|Περὶ ἰσημερίας}}). Simplicio (490—560) definisce l&#039;unica opera completata di Talete &#039;&#039;«Astronomia marittima»&#039;&#039;, che lo scienziato scrisse alla fine della sua vita. In esso, secondo Simplicio, venivano descritti i metodi di orientamento durante i viaggi per mare. Seneca, Plutarco e Galeno menzionarono l&#039;opera di Talete &#039;&#039;«Sui principi»&#039;&#039;. Gli scritti falsi di Fales includono due lettere a suo nome a Solon e Ferecidi. A differenza di altri studiosi dell&#039;antica Grecia, le cui opere non sono sopravvissute, gli storici nutrono dubbi sull&#039;esistenza stessa dei trattati di Talete. In ogni caso, né Erodoto, né Platone, né Aristotele sapevano nulla di loro. Pertanto, le idee moderne sugli insegnamenti e le scoperte di Talete non si basano nemmeno sulla citazione di opere originali di altri autori, ma sulla trasmissione nelle fonti di una tradizione orale separata da Talete da molte generazioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Fonti e bibliografia ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Fonti antiche e testimonianze ===&lt;br /&gt;
Omero ed Esiodo, termini di confronto per la cosmologia di Talete in Aristotele, &#039;&#039;Metafisica&#039;&#039; I, 3, 983b–984a.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Erodoto, &#039;&#039;Storie&#039;&#039; I, 170, per l’origine fenicia della famiglia di Talete e per il consiglio agli Ioni sull’alleanza con Creso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aristotele, &#039;&#039;Metafisica&#039;&#039; I, 3, 983b–984a, per l’acqua come ἀρχή, Talete caposcuola dei primi fisici e l’ilozoismo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Eudemo di Rodi, &#039;&#039;Storia della geometria&#039;&#039;, fr. 133 Wehrli, tramite Proclo, per le proposizioni geometriche attribuite a Talete.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Teofrasto, &#039;&#039;Opinioni dei fisici&#039;&#039;, fr. 1 Diels, per la contestazione dell’analogia con Anassimene sulla cosmogonia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Panfilia, &#039;&#039;Commenti&#039;&#039;, in Diogene Laerzio I, 24, per l’angolo inscritto nel semicerchio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gerolamo di Rodi, in Diogene Laerzio I, 27, per la misurazione dell’ombra della piramide.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Plutarco, &#039;&#039;Convivialia septem sapientium&#039;&#039; 147A, per il metodo della similitudine dei triangoli applicato all’altezza della piramide.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Diogene Laerzio, &#039;&#039;Vite dei filosofi&#039;&#039; I, 22–44, per vita, aneddoti, opere e dossografia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proclo, &#039;&#039;Commento al I libro di Euclide&#039;&#039;, ed. Friedlein, 65.3–11, per l’elenco delle proposizioni geometriche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Simplicio, &#039;&#039;Commento alla Fisica di Aristotele&#039;&#039;, per il confronto con Anassimene sulla cosmogonia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Suda, &#039;&#039;s.v.&#039;&#039; Θαλῆς, per le opere astronomiche in versi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Raccolte di frammenti e dossografia ===&lt;br /&gt;
H. Diels, &#039;&#039;Doxographi Graeci&#039;&#039;, Berlin 1879.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
H. Diels – W. Kranz, &#039;&#039;Die Fragmente der Vorsokratiker&#039;&#039;, 6ª ed., Berlin 1951–1952, Talete: 11 A 1–36, B 1–2.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
G. S. Kirk – J. E. Raven – M. Schofield, &#039;&#039;I presocratici. Storia critica con selezione di testi&#039;&#039;, Roma–Bari 1994, ed. or. Cambridge 1983.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Talete&amp;diff=7037</id>
		<title>Talete</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Talete&amp;diff=7037"/>
		<updated>2026-09-16T07:43:26Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari: /* Talete e la matematica */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{Senza fonti}}[[File:Gemini Generated Image krk1makrk1makrk1.jpg|destra|senza_cornice|568x568px]]&lt;br /&gt;
Filosofo del VII secolo a.C. (presumibilmente 624-548 a.C.), Talete fu uno dei sette saggi della Grecia e il fondatore della filosofia greca. Fu contemporaneo di Solone e di Creso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Suo padre si chiamava, secondo alcune testimonianze, Examius&#039;&#039;&#039;. &#039;&#039;R. Schuster ravvisò in questo nome una certa somiglianza con quello di Samuele e ipotizzò, pertanto, che Talete fosse di origine semitica&amp;lt;ref&amp;gt;P. Schuster, “Thales ein Phönicier?”, Acta Philologorum Lipsiensium IV (1875), pp. 328–330. &amp;lt;/ref&amp;gt;. Diels, nell&#039;articolo Thales ein Semite&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.degruyterbrill.com/de/document/doi/10.1515/agph.1889.2.2.165/html?_x_output_type_b6db407c4_=embedded_pdf#1#1&amp;lt;/ref&amp;gt; pubblicato nell&#039; Archiv für Geschichte der Philosophie, dimostrò tuttavia l&#039;infondatezza di questa ipotesi. Secondo Erodoto, la famiglia di Talete sarebbe giunta a Mileto dalla Fenicia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== La cosmologia e la filosofia di Talete ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aristotele mette a confronto le concezioni cosmologiche di Talete con gli insegnamenti mitologici di Omero ed Esiodo. Secondo Tanri, nel suo studio &#039;&#039;I primi passi della scienza greca antica&#039;&#039; (San Pietroburgo, 1902)&amp;lt;ref&amp;gt;P. Tannery, Pour l&#039;histoire de la science hellène: De Thalès à Empédocle, Paris 1887 (nuova ed. con note di A. Diès, 1930). Edizione italiana: I primi passi della scienza greca antica, San Pietroburgo 1902&amp;lt;/ref&amp;gt;, la cosmologia di Talete presenta inoltre notevoli somiglianze con alcune concezioni egiziane.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo la concezione attribuita a Talete, l&#039;universo sarebbe costituito da una massa liquida, al centro della quale si trova un corpo d&#039;aria avente la forma di una ciotola rovesciata, con il lato aperto rivolto verso il basso. La superficie concava di questo corpo costituirebbe il cielo; sulla sua superficie inferiore, al centro, galleggerebbe un disco che si muove sull&#039;acqua. Le stelle sarebbero divinità che fluttuano nel firmamento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche le concezioni filosofiche di Talete sono strettamente collegate alle sue idee cosmologiche. Le conosciamo soprattutto attraverso il primo libro della &#039;&#039;Metafisica&#039;&#039; di Aristotele, che definisce Talete il caposcuola dei primi fisici, e attraverso i dossografi, che ricavarono le proprie informazioni da Ezio, la cui opera sulla storia della filosofia fu in parte ricostruita da Diels.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete era interessato a due questioni strettamente collegate: &#039;&#039;&#039;da che cosa deriva ogni cosa e che cosa costituisce l&#039;essenza (ἀρχή) dell&#039;esistenza&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla prima domanda rispondeva sostenendo che &#039;&#039;&#039;l&#039;acqua è l&#039;essenza di tutte le cose&#039;&#039;&#039;, che tutto deriva dall&#039;acqua e che tutto ritorna nuovamente all&#039;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete avrebbe sostenuto questa concezione per tre ragioni principali. In primo luogo, il seme di tutti gli esseri viventi possiede una natura umida; in secondo luogo, tutte le piante si nutrono di umidità e grazie ad essa producono i loro frutti, mentre, private dell&#039;acqua, si seccano; in terzo luogo, anche il fuoco del sole e degli altri astri sarebbe alimentato dall&#039;evaporazione dell&#039;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oltre all&#039;acqua, Talete sembra aver ammesso anche un altro principio che, con ogni probabilità, identificava comunque con l&#039;acqua stessa. Egli affermava che &#039;&#039;&#039;Dio è la mente del mondo&#039;&#039;&#039;, che ogni cosa è animata e che tutto è pieno di divinità. Il potere divino penetra attraverso l&#039;umidità originaria e la mette in movimento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete avrebbe inoltre identificato questa mente universale con una necessità che governa ogni cosa. Considerava l&#039;anima come principio del movimento, continuo e capace di muoversi autonomamente. Attribuiva un&#039;anima persino alla calamita, poiché essa attrae il ferro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete viene generalmente definito &#039;&#039;&#039;ilozoista&#039;&#039;&#039; e, in effetti, non si può ignorare l&#039;affermazione di Aristotele secondo cui i primi «fisiologi» identificavano la materia con un principio capace di governarla. Si può quindi concludere che, per Talete, la mente del mondo, o la necessità, costituisse un principio non diverso dall&#039;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con ogni probabilità, Talete aderiva inoltre alla concezione, diffusa tra i primi filosofi ionici, secondo cui il mondo nasce periodicamente dal principio originario e ad esso ritorna. Non possediamo però informazioni sufficienti per stabilire in che modo, secondo Talete, avvenisse precisamente la formazione del mondo. Simplicio lo paragona, a questo proposito, ad [[Anassimene]], mentre Teofrasto contesta tale analogia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;importanza della filosofia di Talete risiede soprattutto nel fatto che in essa troviamo i primi elementi di una riflessione filosofica sul mondo fisico. La difficoltà nello studio del suo pensiero consiste però nel rischio di attribuirgli concezioni appartenenti più in generale al primo periodo della filosofia greca e, in particolare, alla tradizione ionica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aristotele, infatti, riferisce le dottrine di Talete non sulla base della lettura diretta delle sue opere, ma attraverso testimonianze e tradizioni di seconda mano. Nonostante ciò, Aristotele rimane nell&#039;antichità una delle fonti più autorevoli per la ricostruzione della filosofia dei primi pensatori greci.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Talete come matematico e astronomo ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un tempo Talete era considerato quasi l&#039;unico uomo in tutta la Grecia ad essersi dedicato alla scienza pura e al pensiero astratto senza perseguire finalità pratiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra Mileto e l&#039;Egitto esistevano allora rapporti commerciali molto intensi e Talete, partecipando a tali attività, avrebbe trascorso gran parte della prima metà della sua vita. Durante i suoi soggiorni in Egitto ebbe modo, secondo la tradizione, di entrare in contatto con i sacerdoti egiziani e di apprendere alcuni elementi delle loro conoscenze scientifiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come ha sostenuto il professor Roth, gran parte delle conoscenze acquisite da Talete in questo modo apparteneva alla sfera della religione egiziana e delle speculazioni ad essa collegate. Per quanto riguarda la matematica e l&#039;astronomia, invece, Talete avrebbe appreso dagli Egiziani soprattutto gli elementi fondamentali e quelli maggiormente necessari.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Rientrato in patria intorno al 590 a.C., già in età relativamente avanzata, Talete ebbe inizialmente difficoltà a trovare presso i suoi concittadini il riconoscimento che corrispondeva alla sua intelligenza, alle sue conoscenze e alla sua esperienza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sua vita a Mileto, dedicata soprattutto allo studio della natura e dell&#039;astronomia, non poteva suscitare particolare ammirazione tra i commercianti, abituati a pensare che una persona intelligente dovesse dedicare il proprio lavoro e il proprio tempo ad attività capaci di produrre un [[profitto]] concreto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È noto, per esempio, l&#039;aneddoto secondo cui Talete fu oggetto di scherno da parte di una donna perché, mentre osservava il cielo, non si accorse di una pietra sul terreno e vi inciampò.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Due episodi contribuirono tuttavia a elevare notevolmente la sua reputazione presso i concittadini e, più in generale, presso i Greci, che arrivarono a riconoscerlo come il primo dei sette sapienti della Grecia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo episodio è raccontato da Aristotele. Talete avrebbe previsto, già all&#039;inizio della primavera, che quell&#039;anno ci sarebbe stato un raccolto particolarmente abbondante di olive. Per dimostrare ai suoi concittadini che lo studio e la conoscenza potevano produrre anche vantaggi economici, acquistò in anticipo, a un prezzo conveniente, tutte le presse per la produzione dell&#039;olio disponibili a Mileto e a Chio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando la sua previsione si rivelò corretta e l&#039;eccezionale raccolto di olive rese necessaria una grande quantità di presse, Talete poté affittarle a un prezzo molto elevato, ottenendo così un notevole profitto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il secondo episodio che contribuì a diffondere la sua fama in tutta la Grecia fu la previsione di un&#039;eclissi solare avvenuta nel &#039;&#039;&#039;585 a.C.&#039;&#039;&#039;, il 28 maggio secondo la tradizione. L&#039;eclissi fu totale e, secondo i calcoli astronomici moderni, la sua fascia di totalità passò a poche miglia a nord di Mileto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In seguito a questi avvenimenti, Talete acquisì anche una notevole influenza nella vita politica della sua città.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Egli propose agli Ioni di unirsi in un&#039;unica e forte organizzazione politica, mantenendo al tempo stesso una struttura autonoma e indipendente per le singole città. Il fallimento di questa proposta contribuì, secondo la tradizione, alla successiva perdita della libertà e dell&#039;indipendenza delle città ioniche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In un&#039;altra occasione, Talete diede al popolo di Mileto un consiglio che si rivelò particolarmente importante: lo esortò ad astenersi dalla pericolosa alleanza che il re lidio Creso proponeva contro il re persiano Ciro. L&#039;accoglimento di questo consiglio avrebbe salvato Mileto dalla distruzione alla quale sarebbe stata altrimenti sottoposta dopo la sconfitta di Creso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La correttezza della previsione dell&#039;eclissi da parte di Talete, almeno per quanto riguarda l&#039;anno in cui essa si verificò, viene spiegata con la sua conoscenza del famoso periodo utilizzato dai Babilonesi per prevedere il ripetersi delle eclissi, chiamato &#039;&#039;&#039;saros&#039;&#039;&#039;, della durata di circa 18 anni e 11 giorni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A Talete viene inoltre attribuita la conoscenza della grandezza del diametro apparente del Sole, che egli avrebbe considerato pari a 1/720 dell&#039;intera eclittica, cioè circa 30 minuti d&#039;arco.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Bretschneider&amp;lt;ref&amp;gt;K. A. Bretschneider, Die Geometrie und die Geometer vor Eukleides. Ein historischer Versuch, Leipzig 1870, 184 pp.&amp;lt;/ref&amp;gt;, Talete conosceva approfonditamente l&#039;astronomia egiziana e da essa avrebbe ricavato gran parte delle proprie conoscenze astronomiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Durante i suoi viaggi in Egitto, Talete avrebbe inoltre appreso dai Fenici alcune conoscenze legate alla navigazione. Tra queste viene ricordato l&#039;uso della &#039;&#039;&#039;Piccola Orsa&#039;&#039;&#039; per determinare la direzione settentrionale, al posto della &#039;&#039;&#039;Grande Orsa&#039;&#039;&#039;, precedentemente utilizzata a tale scopo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A Talete vengono attribuite anche due opere astronomiche, scritte secondo le consuetudini dell&#039;epoca in forma poetica. Una di esse, secondo la testimonianza di Diogene Laerzio, aveva per titolo &#039;&#039;Περὶ τροπῶν καὶ ἰσημεριῶν&#039;&#039; («Sui solstizi e sugli equinozi»); l&#039;altra, secondo la &#039;&#039;Suda&#039;&#039;, era un trattato sui fenomeni celesti in generale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Talete e la matematica ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il merito più importante attribuito a Talete nel campo della matematica consiste nel trasferimento dall&#039;Egitto alla Grecia dei primi principi teorici della geometria elementare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Eudemo, secondo quanto riferisce Proclo, attribuisce a Talete la scoperta delle seguenti proposizioni geometriche:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* gli angoli opposti al vertice sono uguali;&lt;br /&gt;
* gli angoli alla base di un triangolo isoscele sono uguali;&lt;br /&gt;
* un triangolo è determinato da un lato e dai due angoli ad esso adiacenti;&lt;br /&gt;
* il diametro divide il cerchio in due parti uguali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Diogene Laerzio, sulla base delle parole di Panfilia, aggiunge a questo elenco un&#039;altra proposizione: &#039;&#039;&#039;l&#039;angolo inscritto in un semicerchio è retto&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per delineare un quadro completo delle conoscenze geometriche attribuite a Talete sarebbe necessario aggiungere anche una serie di altre proposizioni, senza le quali le precedenti acquisizioni sarebbero difficilmente comprensibili: proprietà delle rette parallele, dei triangoli equilateri, isosceli e scaleni, dei parallelogrammi e così via.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oltre alle «scoperte» teoriche elencate, gli scrittori greci attribuiscono a Talete la soluzione di due problemi geometrici di carattere pratico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo consisteva nel determinare la distanza di una nave in mare dal porto di Mileto; il secondo nel determinare l&#039;altezza di una piramide conoscendo la lunghezza della sua ombra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella storiografia matematica moderna, tuttavia, si è affermata l&#039;idea che molte delle «scoperte» geometriche attribuite a Talete dai suoi compatrioti fossero in realtà conoscenze derivate dalla scienza egiziana.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per i discepoli diretti di Talete, che non conoscevano la scienza egiziana e disponevano in generale di conoscenze molto limitate, tutto ciò che il maestro insegnava appariva come una novità completa, sconosciuta in precedenza e quindi attribuibile direttamente a lui.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli studiosi greci successivi, inoltre, dovettero confrontarsi più volte con testimonianze contraddittorie. La tendenza a esaltare la gloria nazionale e i meriti degli scienziati greci contribuì probabilmente a mantenere alcune attribuzioni tradizionali anche quando non erano pienamente fondate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da questo derivarono diverse contraddizioni e alcuni anacronismi nelle testimonianze degli autori antichi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così, per esempio, Panfilia e Diogene Laerzio attribuiscono a Talete la «scoperta» della proprietà dell&#039;angolo inscritto in un semicirchio; secondo altre testimonianze, invece, tale scoperta sarebbe da attribuire a Pitagora.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il desiderio degli scrittori e degli scienziati greci di esaltare la gloria dei propri compatrioti emerge con particolare chiarezza anche nei racconti relativi al metodo con cui Talete avrebbe determinato l&#039;altezza di una piramide attraverso la misurazione della sua ombra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Gerolamo di Rodi, citato da Diogene Laerzio, Talete avrebbe risolto il problema misurando la lunghezza dell&#039;ombra della piramide nel momento in cui l&#039;ombra proiettata da un osservatore risultava uguale alla sua altezza. In questo modo, l&#039;altezza della piramide sarebbe risultata uguale alla lunghezza della sua ombra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La versione di Plutarco, riportata nei &#039;&#039;Convivialia septem sapientium&#039;&#039;, presenta invece una situazione diversa. Secondo Plutarco, Talete avrebbe posto un palo verticale all&#039;estremità dell&#039;ombra della piramide e avrebbe utilizzato i due triangoli così formati, confrontando l&#039;ombra della piramide con quella del palo. Il rapporto tra l&#039;ombra della piramide e quella del palo sarebbe stato uguale al rapporto tra l&#039;altezza della piramide e quella del palo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa seconda soluzione presuppone quindi la conoscenza della &#039;&#039;&#039;similitudine dei triangoli&#039;&#039;&#039;. D&#039;altra parte, secondo le testimonianze degli scrittori greci, la teoria delle proporzioni non sarebbe stata conosciuta in Grecia prima di Pitagora, che l&#039;avrebbe appresa a Babilonia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per questo motivo, la versione di Gerolamo di Rodi può essere considerata più plausibile, soprattutto per la semplicità e il carattere elementare del metodo che descrive.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Detti e scritti ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A Talete viene attribuita la paternità delle seguenti massime:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* «Antico di tutte le cose — Dio, perché non è nato»;&lt;br /&gt;
* «Bello è —il mondo, perché è creazione di Dio»;&lt;br /&gt;
* «Soprattutto — spazio, perché abbraccia tutto»;&lt;br /&gt;
* «La più veloce è — la mente, perché corre intorno a tutto»;&lt;br /&gt;
* «Più fortemente — inevitabilità, perché governa su tutto»;&lt;br /&gt;
* «Molto probabilmente — tempo, perché rivela tutto»;&lt;br /&gt;
* «Cosa c&#039;è di difficile nel mondo?» — «Conosci te stesso!»;&lt;br /&gt;
* «Cosa è facile?» — «Consiglia qualcun altro!»;&lt;br /&gt;
* «Con ciò che hai sostenuto i tuoi genitori, aspettati tale sostegno dai tuoi figli»;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli scritti di Talete non sono però sopravvissuti. Diversi trattati sono menzionati in fonti tardoantiche. Diogene di Laerzio gli attribuisce la paternità &#039;&#039;«Sui Solstizi»&#039;&#039; ({{lang-grc2|Περὶ τροπὴς}}) e &#039;&#039;«A proposito degli equinozi»&#039;&#039; ({{lang-grc2|Περὶ ἰσημερίας}}). Simplicio (490—560) definisce l&#039;unica opera completata di Talete &#039;&#039;«Astronomia marittima»&#039;&#039;, che lo scienziato scrisse alla fine della sua vita. In esso, secondo Simplicio, venivano descritti i metodi di orientamento durante i viaggi per mare. Seneca, Plutarco e Galeno menzionarono l&#039;opera di Talete &#039;&#039;«Sui principi»&#039;&#039;. Gli scritti falsi di Fales includono due lettere a suo nome a Solon e Ferecidi. A differenza di altri studiosi dell&#039;antica Grecia, le cui opere non sono sopravvissute, gli storici nutrono dubbi sull&#039;esistenza stessa dei trattati di Talete. In ogni caso, né Erodoto, né Platone, né Aristotele sapevano nulla di loro. Pertanto, le idee moderne sugli insegnamenti e le scoperte di Talete non si basano nemmeno sulla citazione di opere originali di altri autori, ma sulla trasmissione nelle fonti di una tradizione orale separata da Talete da molte generazioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Cosmogonia ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Fonti e bibliografia ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Fonti antiche e testimonianze ===&lt;br /&gt;
Omero ed Esiodo, termini di confronto per la cosmologia di Talete in Aristotele, &#039;&#039;Metafisica&#039;&#039; I, 3, 983b–984a.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Erodoto, &#039;&#039;Storie&#039;&#039; I, 170, per l’origine fenicia della famiglia di Talete e per il consiglio agli Ioni sull’alleanza con Creso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aristotele, &#039;&#039;Metafisica&#039;&#039; I, 3, 983b–984a, per l’acqua come ἀρχή, Talete caposcuola dei primi fisici e l’ilozoismo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Eudemo di Rodi, &#039;&#039;Storia della geometria&#039;&#039;, fr. 133 Wehrli, tramite Proclo, per le proposizioni geometriche attribuite a Talete.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Teofrasto, &#039;&#039;Opinioni dei fisici&#039;&#039;, fr. 1 Diels, per la contestazione dell’analogia con Anassimene sulla cosmogonia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Panfilia, &#039;&#039;Commenti&#039;&#039;, in Diogene Laerzio I, 24, per l’angolo inscritto nel semicerchio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gerolamo di Rodi, in Diogene Laerzio I, 27, per la misurazione dell’ombra della piramide.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Plutarco, &#039;&#039;Convivialia septem sapientium&#039;&#039; 147A, per il metodo della similitudine dei triangoli applicato all’altezza della piramide.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Diogene Laerzio, &#039;&#039;Vite dei filosofi&#039;&#039; I, 22–44, per vita, aneddoti, opere e dossografia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proclo, &#039;&#039;Commento al I libro di Euclide&#039;&#039;, ed. Friedlein, 65.3–11, per l’elenco delle proposizioni geometriche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Simplicio, &#039;&#039;Commento alla Fisica di Aristotele&#039;&#039;, per il confronto con Anassimene sulla cosmogonia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Suda, &#039;&#039;s.v.&#039;&#039; Θαλῆς, per le opere astronomiche in versi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Raccolte di frammenti e dossografia ===&lt;br /&gt;
H. Diels, &#039;&#039;Doxographi Graeci&#039;&#039;, Berlin 1879.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
H. Diels – W. Kranz, &#039;&#039;Die Fragmente der Vorsokratiker&#039;&#039;, 6ª ed., Berlin 1951–1952, Talete: 11 A 1–36, B 1–2.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
G. S. Kirk – J. E. Raven – M. Schofield, &#039;&#039;I presocratici. Storia critica con selezione di testi&#039;&#039;, Roma–Bari 1994, ed. or. Cambridge 1983.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Talete&amp;diff=7036</id>
		<title>Talete</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Talete&amp;diff=7036"/>
		<updated>2026-09-16T07:27:50Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari: /* Talete come matematico e astronomo */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{Senza fonti}}[[File:Gemini Generated Image krk1makrk1makrk1.jpg|destra|senza_cornice|568x568px]]&lt;br /&gt;
Filosofo del VII secolo a.C. (presumibilmente 624-548 a.C.), Talete fu uno dei sette saggi della Grecia e il fondatore della filosofia greca. Fu contemporaneo di Solone e di Creso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Suo padre si chiamava, secondo alcune testimonianze, Examius&#039;&#039;&#039;. &#039;&#039;R. Schuster ravvisò in questo nome una certa somiglianza con quello di Samuele e ipotizzò, pertanto, che Talete fosse di origine semitica&amp;lt;ref&amp;gt;P. Schuster, “Thales ein Phönicier?”, Acta Philologorum Lipsiensium IV (1875), pp. 328–330. &amp;lt;/ref&amp;gt;. Diels, nell&#039;articolo Thales ein Semite&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.degruyterbrill.com/de/document/doi/10.1515/agph.1889.2.2.165/html?_x_output_type_b6db407c4_=embedded_pdf#1#1&amp;lt;/ref&amp;gt; pubblicato nell&#039; Archiv für Geschichte der Philosophie, dimostrò tuttavia l&#039;infondatezza di questa ipotesi. Secondo Erodoto, la famiglia di Talete sarebbe giunta a Mileto dalla Fenicia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== La cosmologia e la filosofia di Talete ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aristotele mette a confronto le concezioni cosmologiche di Talete con gli insegnamenti mitologici di Omero ed Esiodo. Secondo Tanri, nel suo studio &#039;&#039;I primi passi della scienza greca antica&#039;&#039; (San Pietroburgo, 1902)&amp;lt;ref&amp;gt;P. Tannery, Pour l&#039;histoire de la science hellène: De Thalès à Empédocle, Paris 1887 (nuova ed. con note di A. Diès, 1930). Edizione italiana: I primi passi della scienza greca antica, San Pietroburgo 1902&amp;lt;/ref&amp;gt;, la cosmologia di Talete presenta inoltre notevoli somiglianze con alcune concezioni egiziane.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo la concezione attribuita a Talete, l&#039;universo sarebbe costituito da una massa liquida, al centro della quale si trova un corpo d&#039;aria avente la forma di una ciotola rovesciata, con il lato aperto rivolto verso il basso. La superficie concava di questo corpo costituirebbe il cielo; sulla sua superficie inferiore, al centro, galleggerebbe un disco che si muove sull&#039;acqua. Le stelle sarebbero divinità che fluttuano nel firmamento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche le concezioni filosofiche di Talete sono strettamente collegate alle sue idee cosmologiche. Le conosciamo soprattutto attraverso il primo libro della &#039;&#039;Metafisica&#039;&#039; di Aristotele, che definisce Talete il caposcuola dei primi fisici, e attraverso i dossografi, che ricavarono le proprie informazioni da Ezio, la cui opera sulla storia della filosofia fu in parte ricostruita da Diels.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete era interessato a due questioni strettamente collegate: &#039;&#039;&#039;da che cosa deriva ogni cosa e che cosa costituisce l&#039;essenza (ἀρχή) dell&#039;esistenza&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla prima domanda rispondeva sostenendo che &#039;&#039;&#039;l&#039;acqua è l&#039;essenza di tutte le cose&#039;&#039;&#039;, che tutto deriva dall&#039;acqua e che tutto ritorna nuovamente all&#039;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete avrebbe sostenuto questa concezione per tre ragioni principali. In primo luogo, il seme di tutti gli esseri viventi possiede una natura umida; in secondo luogo, tutte le piante si nutrono di umidità e grazie ad essa producono i loro frutti, mentre, private dell&#039;acqua, si seccano; in terzo luogo, anche il fuoco del sole e degli altri astri sarebbe alimentato dall&#039;evaporazione dell&#039;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oltre all&#039;acqua, Talete sembra aver ammesso anche un altro principio che, con ogni probabilità, identificava comunque con l&#039;acqua stessa. Egli affermava che &#039;&#039;&#039;Dio è la mente del mondo&#039;&#039;&#039;, che ogni cosa è animata e che tutto è pieno di divinità. Il potere divino penetra attraverso l&#039;umidità originaria e la mette in movimento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete avrebbe inoltre identificato questa mente universale con una necessità che governa ogni cosa. Considerava l&#039;anima come principio del movimento, continuo e capace di muoversi autonomamente. Attribuiva un&#039;anima persino alla calamita, poiché essa attrae il ferro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete viene generalmente definito &#039;&#039;&#039;ilozoista&#039;&#039;&#039; e, in effetti, non si può ignorare l&#039;affermazione di Aristotele secondo cui i primi «fisiologi» identificavano la materia con un principio capace di governarla. Si può quindi concludere che, per Talete, la mente del mondo, o la necessità, costituisse un principio non diverso dall&#039;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con ogni probabilità, Talete aderiva inoltre alla concezione, diffusa tra i primi filosofi ionici, secondo cui il mondo nasce periodicamente dal principio originario e ad esso ritorna. Non possediamo però informazioni sufficienti per stabilire in che modo, secondo Talete, avvenisse precisamente la formazione del mondo. Simplicio lo paragona, a questo proposito, ad [[Anassimene]], mentre Teofrasto contesta tale analogia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;importanza della filosofia di Talete risiede soprattutto nel fatto che in essa troviamo i primi elementi di una riflessione filosofica sul mondo fisico. La difficoltà nello studio del suo pensiero consiste però nel rischio di attribuirgli concezioni appartenenti più in generale al primo periodo della filosofia greca e, in particolare, alla tradizione ionica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aristotele, infatti, riferisce le dottrine di Talete non sulla base della lettura diretta delle sue opere, ma attraverso testimonianze e tradizioni di seconda mano. Nonostante ciò, Aristotele rimane nell&#039;antichità una delle fonti più autorevoli per la ricostruzione della filosofia dei primi pensatori greci.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Talete come matematico e astronomo ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un tempo Talete era considerato quasi l&#039;unico uomo in tutta la Grecia ad essersi dedicato alla scienza pura e al pensiero astratto senza perseguire finalità pratiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra Mileto e l&#039;Egitto esistevano allora rapporti commerciali molto intensi e Talete, partecipando a tali attività, avrebbe trascorso gran parte della prima metà della sua vita. Durante i suoi soggiorni in Egitto ebbe modo, secondo la tradizione, di entrare in contatto con i sacerdoti egiziani e di apprendere alcuni elementi delle loro conoscenze scientifiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come ha sostenuto il professor Roth, gran parte delle conoscenze acquisite da Talete in questo modo apparteneva alla sfera della religione egiziana e delle speculazioni ad essa collegate. Per quanto riguarda la matematica e l&#039;astronomia, invece, Talete avrebbe appreso dagli Egiziani soprattutto gli elementi fondamentali e quelli maggiormente necessari.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Rientrato in patria intorno al 590 a.C., già in età relativamente avanzata, Talete ebbe inizialmente difficoltà a trovare presso i suoi concittadini il riconoscimento che corrispondeva alla sua intelligenza, alle sue conoscenze e alla sua esperienza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sua vita a Mileto, dedicata soprattutto allo studio della natura e dell&#039;astronomia, non poteva suscitare particolare ammirazione tra i commercianti, abituati a pensare che una persona intelligente dovesse dedicare il proprio lavoro e il proprio tempo ad attività capaci di produrre un [[profitto]] concreto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È noto, per esempio, l&#039;aneddoto secondo cui Talete fu oggetto di scherno da parte di una donna perché, mentre osservava il cielo, non si accorse di una pietra sul terreno e vi inciampò.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Due episodi contribuirono tuttavia a elevare notevolmente la sua reputazione presso i concittadini e, più in generale, presso i Greci, che arrivarono a riconoscerlo come il primo dei sette sapienti della Grecia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo episodio è raccontato da Aristotele. Talete avrebbe previsto, già all&#039;inizio della primavera, che quell&#039;anno ci sarebbe stato un raccolto particolarmente abbondante di olive. Per dimostrare ai suoi concittadini che lo studio e la conoscenza potevano produrre anche vantaggi economici, acquistò in anticipo, a un prezzo conveniente, tutte le presse per la produzione dell&#039;olio disponibili a Mileto e a Chio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando la sua previsione si rivelò corretta e l&#039;eccezionale raccolto di olive rese necessaria una grande quantità di presse, Talete poté affittarle a un prezzo molto elevato, ottenendo così un notevole profitto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il secondo episodio che contribuì a diffondere la sua fama in tutta la Grecia fu la previsione di un&#039;eclissi solare avvenuta nel &#039;&#039;&#039;585 a.C.&#039;&#039;&#039;, il 28 maggio secondo la tradizione. L&#039;eclissi fu totale e, secondo i calcoli astronomici moderni, la sua fascia di totalità passò a poche miglia a nord di Mileto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In seguito a questi avvenimenti, Talete acquisì anche una notevole influenza nella vita politica della sua città.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Egli propose agli Ioni di unirsi in un&#039;unica e forte organizzazione politica, mantenendo al tempo stesso una struttura autonoma e indipendente per le singole città. Il fallimento di questa proposta contribuì, secondo la tradizione, alla successiva perdita della libertà e dell&#039;indipendenza delle città ioniche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In un&#039;altra occasione, Talete diede al popolo di Mileto un consiglio che si rivelò particolarmente importante: lo esortò ad astenersi dalla pericolosa alleanza che il re lidio Creso proponeva contro il re persiano Ciro. L&#039;accoglimento di questo consiglio avrebbe salvato Mileto dalla distruzione alla quale sarebbe stata altrimenti sottoposta dopo la sconfitta di Creso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La correttezza della previsione dell&#039;eclissi da parte di Talete, almeno per quanto riguarda l&#039;anno in cui essa si verificò, viene spiegata con la sua conoscenza del famoso periodo utilizzato dai Babilonesi per prevedere il ripetersi delle eclissi, chiamato &#039;&#039;&#039;saros&#039;&#039;&#039;, della durata di circa 18 anni e 11 giorni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A Talete viene inoltre attribuita la conoscenza della grandezza del diametro apparente del Sole, che egli avrebbe considerato pari a 1/720 dell&#039;intera eclittica, cioè circa 30 minuti d&#039;arco.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Bretschneider&amp;lt;ref&amp;gt;K. A. Bretschneider, Die Geometrie und die Geometer vor Eukleides. Ein historischer Versuch, Leipzig 1870, 184 pp.&amp;lt;/ref&amp;gt;, Talete conosceva approfonditamente l&#039;astronomia egiziana e da essa avrebbe ricavato gran parte delle proprie conoscenze astronomiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Durante i suoi viaggi in Egitto, Talete avrebbe inoltre appreso dai Fenici alcune conoscenze legate alla navigazione. Tra queste viene ricordato l&#039;uso della &#039;&#039;&#039;Piccola Orsa&#039;&#039;&#039; per determinare la direzione settentrionale, al posto della &#039;&#039;&#039;Grande Orsa&#039;&#039;&#039;, precedentemente utilizzata a tale scopo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A Talete vengono attribuite anche due opere astronomiche, scritte secondo le consuetudini dell&#039;epoca in forma poetica. Una di esse, secondo la testimonianza di Diogene Laerzio, aveva per titolo &#039;&#039;Περὶ τροπῶν καὶ ἰσημεριῶν&#039;&#039; («Sui solstizi e sugli equinozi»); l&#039;altra, secondo la &#039;&#039;Suda&#039;&#039;, era un trattato sui fenomeni celesti in generale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Talete e la matematica ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il merito più importante attribuito a Talete nel campo della matematica consiste nel trasferimento dall&#039;Egitto alla Grecia dei primi principi teorici della geometria elementare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Eudemo, secondo quanto riferisce Proclo, attribuisce a Talete la scoperta delle seguenti proposizioni geometriche:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* gli angoli opposti al vertice sono uguali;&lt;br /&gt;
* gli angoli alla base di un triangolo isoscele sono uguali;&lt;br /&gt;
* un triangolo è determinato da un lato e dai due angoli ad esso adiacenti;&lt;br /&gt;
* il diametro divide il cerchio in due parti uguali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Diogene Laerzio, sulla base delle parole di Panfilia, aggiunge a questo elenco un&#039;altra proposizione: &#039;&#039;&#039;l&#039;angolo inscritto in un semicerchio è retto&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per delineare un quadro completo delle conoscenze geometriche attribuite a Talete sarebbe necessario aggiungere anche una serie di altre proposizioni, senza le quali le precedenti acquisizioni sarebbero difficilmente comprensibili: proprietà delle rette parallele, dei triangoli equilateri, isosceli e scaleni, dei parallelogrammi e così via.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oltre alle «scoperte» teoriche elencate, gli scrittori greci attribuiscono a Talete la soluzione di due problemi geometrici di carattere pratico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo consisteva nel determinare la distanza di una nave in mare dal porto di Mileto; il secondo nel determinare l&#039;altezza di una piramide conoscendo la lunghezza della sua ombra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella storiografia matematica moderna, tuttavia, si è affermata l&#039;idea che molte delle «scoperte» geometriche attribuite a Talete dai suoi compatrioti fossero in realtà conoscenze derivate dalla scienza egiziana.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per i discepoli diretti di Talete, che non conoscevano la scienza egiziana e disponevano in generale di conoscenze molto limitate, tutto ciò che il maestro insegnava appariva come una novità completa, sconosciuta in precedenza e quindi attribuibile direttamente a lui.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli studiosi greci successivi, inoltre, dovettero confrontarsi più volte con testimonianze contraddittorie. La tendenza a esaltare la gloria nazionale e i meriti degli scienziati greci contribuì probabilmente a mantenere alcune attribuzioni tradizionali anche quando non erano pienamente fondate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da questo derivarono diverse contraddizioni e alcuni anacronismi nelle testimonianze degli autori antichi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così, per esempio, Panfilia e Diogene Laerzio attribuiscono a Talete la «scoperta» della proprietà dell&#039;angolo inscritto in un semicirchio; secondo altre testimonianze, invece, tale scoperta sarebbe da attribuire a Pitagora.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il desiderio degli scrittori e degli scienziati greci di esaltare la gloria dei propri compatrioti emerge con particolare chiarezza anche nei racconti relativi al metodo con cui Talete avrebbe determinato l&#039;altezza di una piramide attraverso la misurazione della sua ombra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Gerolamo di Rodi, citato da Diogene Laerzio, Talete avrebbe risolto il problema misurando la lunghezza dell&#039;ombra della piramide nel momento in cui l&#039;ombra proiettata da un osservatore risultava uguale alla sua altezza. In questo modo, l&#039;altezza della piramide sarebbe risultata uguale alla lunghezza della sua ombra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La versione di Plutarco, riportata nei &#039;&#039;Convivialia septem sapientium&#039;&#039;, presenta invece una situazione diversa. Secondo Plutarco, Talete avrebbe posto un palo verticale all&#039;estremità dell&#039;ombra della piramide e avrebbe utilizzato i due triangoli così formati, confrontando l&#039;ombra della piramide con quella del palo. Il rapporto tra l&#039;ombra della piramide e quella del palo sarebbe stato uguale al rapporto tra l&#039;altezza della piramide e quella del palo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa seconda soluzione presuppone quindi la conoscenza della &#039;&#039;&#039;similitudine dei triangoli&#039;&#039;&#039;. D&#039;altra parte, secondo le testimonianze degli scrittori greci, la teoria delle proporzioni non sarebbe stata conosciuta in Grecia prima di Pitagora, che l&#039;avrebbe appresa a Babilonia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per questo motivo, la versione di Gerolamo di Rodi può essere considerata più plausibile, soprattutto per la semplicità e il carattere elementare del metodo che descrive.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Fonti e bibliografia ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Fonti antiche e testimonianze ===&lt;br /&gt;
Omero ed Esiodo, termini di confronto per la cosmologia di Talete in Aristotele, &#039;&#039;Metafisica&#039;&#039; I, 3, 983b–984a.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Erodoto, &#039;&#039;Storie&#039;&#039; I, 170, per l’origine fenicia della famiglia di Talete e per il consiglio agli Ioni sull’alleanza con Creso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aristotele, &#039;&#039;Metafisica&#039;&#039; I, 3, 983b–984a, per l’acqua come ἀρχή, Talete caposcuola dei primi fisici e l’ilozoismo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Eudemo di Rodi, &#039;&#039;Storia della geometria&#039;&#039;, fr. 133 Wehrli, tramite Proclo, per le proposizioni geometriche attribuite a Talete.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Teofrasto, &#039;&#039;Opinioni dei fisici&#039;&#039;, fr. 1 Diels, per la contestazione dell’analogia con Anassimene sulla cosmogonia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Panfilia, &#039;&#039;Commenti&#039;&#039;, in Diogene Laerzio I, 24, per l’angolo inscritto nel semicerchio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gerolamo di Rodi, in Diogene Laerzio I, 27, per la misurazione dell’ombra della piramide.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Plutarco, &#039;&#039;Convivialia septem sapientium&#039;&#039; 147A, per il metodo della similitudine dei triangoli applicato all’altezza della piramide.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Diogene Laerzio, &#039;&#039;Vite dei filosofi&#039;&#039; I, 22–44, per vita, aneddoti, opere e dossografia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proclo, &#039;&#039;Commento al I libro di Euclide&#039;&#039;, ed. Friedlein, 65.3–11, per l’elenco delle proposizioni geometriche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Simplicio, &#039;&#039;Commento alla Fisica di Aristotele&#039;&#039;, per il confronto con Anassimene sulla cosmogonia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Suda, &#039;&#039;s.v.&#039;&#039; Θαλῆς, per le opere astronomiche in versi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Raccolte di frammenti e dossografia ===&lt;br /&gt;
H. Diels, &#039;&#039;Doxographi Graeci&#039;&#039;, Berlin 1879.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
H. Diels – W. Kranz, &#039;&#039;Die Fragmente der Vorsokratiker&#039;&#039;, 6ª ed., Berlin 1951–1952, Talete: 11 A 1–36, B 1–2.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
G. S. Kirk – J. E. Raven – M. Schofield, &#039;&#039;I presocratici. Storia critica con selezione di testi&#039;&#039;, Roma–Bari 1994, ed. or. Cambridge 1983.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Talete&amp;diff=7035</id>
		<title>Talete</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Talete&amp;diff=7035"/>
		<updated>2026-09-15T12:46:36Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari: /* Fonti e bibliografia */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{Senza fonti}}[[File:Gemini Generated Image krk1makrk1makrk1.jpg|destra|senza_cornice|568x568px]]&lt;br /&gt;
Filosofo del VII secolo a.C. (presumibilmente 624-548 a.C.), Talete fu uno dei sette saggi della Grecia e il fondatore della filosofia greca. Fu contemporaneo di Solone e di Creso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Suo padre si chiamava, secondo alcune testimonianze, Examius&#039;&#039;&#039;. &#039;&#039;R. Schuster ravvisò in questo nome una certa somiglianza con quello di Samuele e ipotizzò, pertanto, che Talete fosse di origine semitica&amp;lt;ref&amp;gt;P. Schuster, “Thales ein Phönicier?”, Acta Philologorum Lipsiensium IV (1875), pp. 328–330. &amp;lt;/ref&amp;gt;. Diels, nell&#039;articolo Thales ein Semite&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.degruyterbrill.com/de/document/doi/10.1515/agph.1889.2.2.165/html?_x_output_type_b6db407c4_=embedded_pdf#1#1&amp;lt;/ref&amp;gt; pubblicato nell&#039; Archiv für Geschichte der Philosophie, dimostrò tuttavia l&#039;infondatezza di questa ipotesi. Secondo Erodoto, la famiglia di Talete sarebbe giunta a Mileto dalla Fenicia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== La cosmologia e la filosofia di Talete ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aristotele mette a confronto le concezioni cosmologiche di Talete con gli insegnamenti mitologici di Omero ed Esiodo. Secondo Tanri, nel suo studio &#039;&#039;I primi passi della scienza greca antica&#039;&#039; (San Pietroburgo, 1902)&amp;lt;ref&amp;gt;P. Tannery, Pour l&#039;histoire de la science hellène: De Thalès à Empédocle, Paris 1887 (nuova ed. con note di A. Diès, 1930). Edizione italiana: I primi passi della scienza greca antica, San Pietroburgo 1902&amp;lt;/ref&amp;gt;, la cosmologia di Talete presenta inoltre notevoli somiglianze con alcune concezioni egiziane.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo la concezione attribuita a Talete, l&#039;universo sarebbe costituito da una massa liquida, al centro della quale si trova un corpo d&#039;aria avente la forma di una ciotola rovesciata, con il lato aperto rivolto verso il basso. La superficie concava di questo corpo costituirebbe il cielo; sulla sua superficie inferiore, al centro, galleggerebbe un disco che si muove sull&#039;acqua. Le stelle sarebbero divinità che fluttuano nel firmamento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche le concezioni filosofiche di Talete sono strettamente collegate alle sue idee cosmologiche. Le conosciamo soprattutto attraverso il primo libro della &#039;&#039;Metafisica&#039;&#039; di Aristotele, che definisce Talete il caposcuola dei primi fisici, e attraverso i dossografi, che ricavarono le proprie informazioni da Ezio, la cui opera sulla storia della filosofia fu in parte ricostruita da Diels.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete era interessato a due questioni strettamente collegate: &#039;&#039;&#039;da che cosa deriva ogni cosa e che cosa costituisce l&#039;essenza (ἀρχή) dell&#039;esistenza&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla prima domanda rispondeva sostenendo che &#039;&#039;&#039;l&#039;acqua è l&#039;essenza di tutte le cose&#039;&#039;&#039;, che tutto deriva dall&#039;acqua e che tutto ritorna nuovamente all&#039;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete avrebbe sostenuto questa concezione per tre ragioni principali. In primo luogo, il seme di tutti gli esseri viventi possiede una natura umida; in secondo luogo, tutte le piante si nutrono di umidità e grazie ad essa producono i loro frutti, mentre, private dell&#039;acqua, si seccano; in terzo luogo, anche il fuoco del sole e degli altri astri sarebbe alimentato dall&#039;evaporazione dell&#039;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oltre all&#039;acqua, Talete sembra aver ammesso anche un altro principio che, con ogni probabilità, identificava comunque con l&#039;acqua stessa. Egli affermava che &#039;&#039;&#039;Dio è la mente del mondo&#039;&#039;&#039;, che ogni cosa è animata e che tutto è pieno di divinità. Il potere divino penetra attraverso l&#039;umidità originaria e la mette in movimento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete avrebbe inoltre identificato questa mente universale con una necessità che governa ogni cosa. Considerava l&#039;anima come principio del movimento, continuo e capace di muoversi autonomamente. Attribuiva un&#039;anima persino alla calamita, poiché essa attrae il ferro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete viene generalmente definito &#039;&#039;&#039;ilozoista&#039;&#039;&#039; e, in effetti, non si può ignorare l&#039;affermazione di Aristotele secondo cui i primi «fisiologi» identificavano la materia con un principio capace di governarla. Si può quindi concludere che, per Talete, la mente del mondo, o la necessità, costituisse un principio non diverso dall&#039;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con ogni probabilità, Talete aderiva inoltre alla concezione, diffusa tra i primi filosofi ionici, secondo cui il mondo nasce periodicamente dal principio originario e ad esso ritorna. Non possediamo però informazioni sufficienti per stabilire in che modo, secondo Talete, avvenisse precisamente la formazione del mondo. Simplicio lo paragona, a questo proposito, ad [[Anassimene]], mentre Teofrasto contesta tale analogia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;importanza della filosofia di Talete risiede soprattutto nel fatto che in essa troviamo i primi elementi di una riflessione filosofica sul mondo fisico. La difficoltà nello studio del suo pensiero consiste però nel rischio di attribuirgli concezioni appartenenti più in generale al primo periodo della filosofia greca e, in particolare, alla tradizione ionica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aristotele, infatti, riferisce le dottrine di Talete non sulla base della lettura diretta delle sue opere, ma attraverso testimonianze e tradizioni di seconda mano. Nonostante ciò, Aristotele rimane nell&#039;antichità una delle fonti più autorevoli per la ricostruzione della filosofia dei primi pensatori greci.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Talete come matematico e astronomo ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un tempo Talete era considerato quasi l&#039;unico uomo in tutta la Grecia ad essersi dedicato alla scienza pura e al pensiero astratto senza perseguire finalità pratiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra Mileto e l&#039;Egitto esistevano allora rapporti commerciali molto intensi e Talete, partecipando a tali attività, avrebbe trascorso gran parte della prima metà della sua vita. Durante i suoi soggiorni in Egitto ebbe modo, secondo la tradizione, di entrare in contatto con i sacerdoti egiziani e di apprendere alcuni elementi delle loro conoscenze scientifiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come ha sostenuto il professor Roth, gran parte delle conoscenze acquisite da Talete in questo modo apparteneva alla sfera della religione egiziana e delle speculazioni ad essa collegate. Per quanto riguarda la matematica e l&#039;astronomia, invece, Talete avrebbe appreso dagli Egiziani soprattutto gli elementi fondamentali e quelli maggiormente necessari.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Rientrato in patria intorno al 590 a.C., già in età relativamente avanzata, Talete ebbe inizialmente difficoltà a trovare presso i suoi concittadini il riconoscimento che corrispondeva alla sua intelligenza, alle sue conoscenze e alla sua esperienza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sua vita a Mileto, dedicata soprattutto allo studio della natura e dell&#039;astronomia, non poteva suscitare particolare ammirazione tra i commercianti, abituati a pensare che una persona intelligente dovesse dedicare il proprio lavoro e il proprio tempo ad attività capaci di produrre un [[profitto]] concreto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È noto, per esempio, l&#039;aneddoto secondo cui Talete fu oggetto di scherno da parte di una donna perché, mentre osservava il cielo, non si accorse di una pietra sul terreno e vi inciampò.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Due episodi contribuirono tuttavia a elevare notevolmente la sua reputazione presso i concittadini e, più in generale, presso i Greci, che arrivarono a riconoscerlo come il primo dei sette sapienti della Grecia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo episodio è raccontato da Aristotele. Talete avrebbe previsto, già all&#039;inizio della primavera, che quell&#039;anno ci sarebbe stato un raccolto particolarmente abbondante di olive. Per dimostrare ai suoi concittadini che lo studio e la conoscenza potevano produrre anche vantaggi economici, acquistò in anticipo, a un prezzo conveniente, tutte le presse per la produzione dell&#039;olio disponibili a Mileto e a Chio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando la sua previsione si rivelò corretta e l&#039;eccezionale raccolto di olive rese necessaria una grande quantità di presse, Talete poté affittarle a un prezzo molto elevato, ottenendo così un notevole profitto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il secondo episodio che contribuì a diffondere la sua fama in tutta la Grecia fu la previsione di un&#039;eclissi solare avvenuta nel &#039;&#039;&#039;585 a.C.&#039;&#039;&#039;, il 28 maggio secondo la tradizione. L&#039;eclissi fu totale e, secondo i calcoli astronomici moderni, la sua fascia di totalità passò a poche miglia a nord di Mileto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In seguito a questi avvenimenti, Talete acquisì anche una notevole influenza nella vita politica della sua città.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Egli propose agli Ioni di unirsi in un&#039;unica e forte organizzazione politica, mantenendo al tempo stesso una struttura autonoma e indipendente per le singole città. Il fallimento di questa proposta contribuì, secondo la tradizione, alla successiva perdita della libertà e dell&#039;indipendenza delle città ioniche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In un&#039;altra occasione, Talete diede al popolo di Mileto un consiglio che si rivelò particolarmente importante: lo esortò ad astenersi dalla pericolosa alleanza che il re lidio Creso proponeva contro il re persiano Ciro. L&#039;accoglimento di questo consiglio avrebbe salvato Mileto dalla distruzione alla quale sarebbe stata altrimenti sottoposta dopo la sconfitta di Creso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La correttezza della previsione dell&#039;eclissi da parte di Talete, almeno per quanto riguarda l&#039;anno in cui essa si verificò, viene spiegata con la sua conoscenza del famoso periodo utilizzato dai Babilonesi per prevedere il ripetersi delle eclissi, chiamato &#039;&#039;&#039;saros&#039;&#039;&#039;, della durata di circa 18 anni e 11 giorni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A Talete viene inoltre attribuita la conoscenza della grandezza del diametro apparente del Sole, che egli avrebbe considerato pari a 1/720 dell&#039;intera eclittica, cioè circa 30 minuti d&#039;arco.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Bretschneider&amp;lt;ref&amp;gt;K. A. Bretschneider, Die Geometrie und die Geometer vor Eukleides. Ein historischer Versuch, Leipzig 1870, 184 pp.&amp;lt;/ref&amp;gt;, Talete conosceva approfonditamente l&#039;astronomia egiziana e da essa avrebbe ricavato gran parte delle proprie conoscenze astronomiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La concezione del mondo a lui attribuita presentava l&#039;universo come uno spazio sferico al cui centro si trovava la Terra, anch&#039;essa sferica. Attorno alla Terra si muovevano il Sole, la Luna e le stelle, compiendo rivoluzioni complete nel corso della giornata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Sole e la Luna compivano inoltre movimenti propri sul firmamento: il Sole completava il suo percorso nell&#039;arco di un anno, composto da 365 giorni, mentre la Luna lo faceva nell&#039;arco di un mese.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il percorso annuale del Sole sul firmamento, cioè l&#039;eclittica, attraversava l&#039;equatore formando con esso un angolo e raggiungeva alternativamente i due punti di massima declinazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sul firmamento venivano distinti cinque cerchi o fasce: il primo era il &#039;&#039;&#039;cerchio settentrionale o artico&#039;&#039;&#039;, sempre visibile; il secondo era il &#039;&#039;&#039;tropico estivo&#039;&#039;&#039;; il terzo era il &#039;&#039;&#039;cerchio equinoziale&#039;&#039;&#039;; il quarto era il &#039;&#039;&#039;tropico invernale&#039;&#039;&#039;; il quinto era il &#039;&#039;&#039;cerchio antartico&#039;&#039;&#039;, sempre invisibile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Luna, considerata di natura affine a quella della Terra, riceveva la propria luce dal Sole. Le eclissi solari si verificavano quando la Luna passava davanti al Sole, mentre le eclissi lunari avvenivano quando la Luna entrava nell&#039;ombra proiettata dalla Terra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Durante i suoi viaggi in Egitto, Talete avrebbe inoltre appreso dai Fenici alcune conoscenze legate alla navigazione. Tra queste viene ricordato l&#039;uso della &#039;&#039;&#039;Piccola Orsa&#039;&#039;&#039; per determinare la direzione settentrionale, al posto della &#039;&#039;&#039;Grande Orsa&#039;&#039;&#039;, precedentemente utilizzata a tale scopo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A Talete vengono attribuite anche due opere astronomiche, scritte secondo le consuetudini dell&#039;epoca in forma poetica. Una di esse, secondo la testimonianza di Diogene Laerzio, aveva per titolo &#039;&#039;Περὶ τροπῶν καὶ ἰσημεριῶν&#039;&#039; («Sui solstizi e sugli equinozi»); l&#039;altra, secondo la &#039;&#039;Suda&#039;&#039;, era un trattato sui fenomeni celesti in generale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Talete e la matematica ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il merito più importante attribuito a Talete nel campo della matematica consiste nel trasferimento dall&#039;Egitto alla Grecia dei primi principi teorici della geometria elementare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Eudemo, secondo quanto riferisce Proclo, attribuisce a Talete la scoperta delle seguenti proposizioni geometriche:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* gli angoli opposti al vertice sono uguali;&lt;br /&gt;
* gli angoli alla base di un triangolo isoscele sono uguali;&lt;br /&gt;
* un triangolo è determinato da un lato e dai due angoli ad esso adiacenti;&lt;br /&gt;
* il diametro divide il cerchio in due parti uguali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Diogene Laerzio, sulla base delle parole di Panfilia, aggiunge a questo elenco un&#039;altra proposizione: &#039;&#039;&#039;l&#039;angolo inscritto in un semicerchio è retto&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per delineare un quadro completo delle conoscenze geometriche attribuite a Talete sarebbe necessario aggiungere anche una serie di altre proposizioni, senza le quali le precedenti acquisizioni sarebbero difficilmente comprensibili: proprietà delle rette parallele, dei triangoli equilateri, isosceli e scaleni, dei parallelogrammi e così via.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oltre alle «scoperte» teoriche elencate, gli scrittori greci attribuiscono a Talete la soluzione di due problemi geometrici di carattere pratico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo consisteva nel determinare la distanza di una nave in mare dal porto di Mileto; il secondo nel determinare l&#039;altezza di una piramide conoscendo la lunghezza della sua ombra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella storiografia matematica moderna, tuttavia, si è affermata l&#039;idea che molte delle «scoperte» geometriche attribuite a Talete dai suoi compatrioti fossero in realtà conoscenze derivate dalla scienza egiziana.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per i discepoli diretti di Talete, che non conoscevano la scienza egiziana e disponevano in generale di conoscenze molto limitate, tutto ciò che il maestro insegnava appariva come una novità completa, sconosciuta in precedenza e quindi attribuibile direttamente a lui.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli studiosi greci successivi, inoltre, dovettero confrontarsi più volte con testimonianze contraddittorie. La tendenza a esaltare la gloria nazionale e i meriti degli scienziati greci contribuì probabilmente a mantenere alcune attribuzioni tradizionali anche quando non erano pienamente fondate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da questo derivarono diverse contraddizioni e alcuni anacronismi nelle testimonianze degli autori antichi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così, per esempio, Panfilia e Diogene Laerzio attribuiscono a Talete la «scoperta» della proprietà dell&#039;angolo inscritto in un semicirchio; secondo altre testimonianze, invece, tale scoperta sarebbe da attribuire a Pitagora.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il desiderio degli scrittori e degli scienziati greci di esaltare la gloria dei propri compatrioti emerge con particolare chiarezza anche nei racconti relativi al metodo con cui Talete avrebbe determinato l&#039;altezza di una piramide attraverso la misurazione della sua ombra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Gerolamo di Rodi, citato da Diogene Laerzio, Talete avrebbe risolto il problema misurando la lunghezza dell&#039;ombra della piramide nel momento in cui l&#039;ombra proiettata da un osservatore risultava uguale alla sua altezza. In questo modo, l&#039;altezza della piramide sarebbe risultata uguale alla lunghezza della sua ombra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La versione di Plutarco, riportata nei &#039;&#039;Convivialia septem sapientium&#039;&#039;, presenta invece una situazione diversa. Secondo Plutarco, Talete avrebbe posto un palo verticale all&#039;estremità dell&#039;ombra della piramide e avrebbe utilizzato i due triangoli così formati, confrontando l&#039;ombra della piramide con quella del palo. Il rapporto tra l&#039;ombra della piramide e quella del palo sarebbe stato uguale al rapporto tra l&#039;altezza della piramide e quella del palo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa seconda soluzione presuppone quindi la conoscenza della &#039;&#039;&#039;similitudine dei triangoli&#039;&#039;&#039;. D&#039;altra parte, secondo le testimonianze degli scrittori greci, la teoria delle proporzioni non sarebbe stata conosciuta in Grecia prima di Pitagora, che l&#039;avrebbe appresa a Babilonia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per questo motivo, la versione di Gerolamo di Rodi può essere considerata più plausibile, soprattutto per la semplicità e il carattere elementare del metodo che descrive.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Fonti e bibliografia ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Fonti antiche e testimonianze ===&lt;br /&gt;
Omero ed Esiodo, termini di confronto per la cosmologia di Talete in Aristotele, &#039;&#039;Metafisica&#039;&#039; I, 3, 983b–984a.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Erodoto, &#039;&#039;Storie&#039;&#039; I, 170, per l’origine fenicia della famiglia di Talete e per il consiglio agli Ioni sull’alleanza con Creso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aristotele, &#039;&#039;Metafisica&#039;&#039; I, 3, 983b–984a, per l’acqua come ἀρχή, Talete caposcuola dei primi fisici e l’ilozoismo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Eudemo di Rodi, &#039;&#039;Storia della geometria&#039;&#039;, fr. 133 Wehrli, tramite Proclo, per le proposizioni geometriche attribuite a Talete.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Teofrasto, &#039;&#039;Opinioni dei fisici&#039;&#039;, fr. 1 Diels, per la contestazione dell’analogia con Anassimene sulla cosmogonia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Panfilia, &#039;&#039;Commenti&#039;&#039;, in Diogene Laerzio I, 24, per l’angolo inscritto nel semicerchio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gerolamo di Rodi, in Diogene Laerzio I, 27, per la misurazione dell’ombra della piramide.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Plutarco, &#039;&#039;Convivialia septem sapientium&#039;&#039; 147A, per il metodo della similitudine dei triangoli applicato all’altezza della piramide.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Diogene Laerzio, &#039;&#039;Vite dei filosofi&#039;&#039; I, 22–44, per vita, aneddoti, opere e dossografia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proclo, &#039;&#039;Commento al I libro di Euclide&#039;&#039;, ed. Friedlein, 65.3–11, per l’elenco delle proposizioni geometriche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Simplicio, &#039;&#039;Commento alla Fisica di Aristotele&#039;&#039;, per il confronto con Anassimene sulla cosmogonia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Suda, &#039;&#039;s.v.&#039;&#039; Θαλῆς, per le opere astronomiche in versi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Raccolte di frammenti e dossografia ===&lt;br /&gt;
H. Diels, &#039;&#039;Doxographi Graeci&#039;&#039;, Berlin 1879.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
H. Diels – W. Kranz, &#039;&#039;Die Fragmente der Vorsokratiker&#039;&#039;, 6ª ed., Berlin 1951–1952, Talete: 11 A 1–36, B 1–2.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
G. S. Kirk – J. E. Raven – M. Schofield, &#039;&#039;I presocratici. Storia critica con selezione di testi&#039;&#039;, Roma–Bari 1994, ed. or. Cambridge 1983.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Talete&amp;diff=7034</id>
		<title>Talete</title>
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		<updated>2026-09-15T12:41:42Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari: /* Talete come matematico e astronomo */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{Senza fonti}}[[File:Gemini Generated Image krk1makrk1makrk1.jpg|destra|senza_cornice|568x568px]]&lt;br /&gt;
Filosofo del VII secolo a.C. (presumibilmente 624-548 a.C.), Talete fu uno dei sette saggi della Grecia e il fondatore della filosofia greca. Fu contemporaneo di Solone e di Creso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Suo padre si chiamava, secondo alcune testimonianze, Examius&#039;&#039;&#039;. &#039;&#039;R. Schuster ravvisò in questo nome una certa somiglianza con quello di Samuele e ipotizzò, pertanto, che Talete fosse di origine semitica&amp;lt;ref&amp;gt;P. Schuster, “Thales ein Phönicier?”, Acta Philologorum Lipsiensium IV (1875), pp. 328–330. &amp;lt;/ref&amp;gt;. Diels, nell&#039;articolo Thales ein Semite&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.degruyterbrill.com/de/document/doi/10.1515/agph.1889.2.2.165/html?_x_output_type_b6db407c4_=embedded_pdf#1#1&amp;lt;/ref&amp;gt; pubblicato nell&#039; Archiv für Geschichte der Philosophie, dimostrò tuttavia l&#039;infondatezza di questa ipotesi. Secondo Erodoto, la famiglia di Talete sarebbe giunta a Mileto dalla Fenicia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== La cosmologia e la filosofia di Talete ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aristotele mette a confronto le concezioni cosmologiche di Talete con gli insegnamenti mitologici di Omero ed Esiodo. Secondo Tanri, nel suo studio &#039;&#039;I primi passi della scienza greca antica&#039;&#039; (San Pietroburgo, 1902)&amp;lt;ref&amp;gt;P. Tannery, Pour l&#039;histoire de la science hellène: De Thalès à Empédocle, Paris 1887 (nuova ed. con note di A. Diès, 1930). Edizione italiana: I primi passi della scienza greca antica, San Pietroburgo 1902&amp;lt;/ref&amp;gt;, la cosmologia di Talete presenta inoltre notevoli somiglianze con alcune concezioni egiziane.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo la concezione attribuita a Talete, l&#039;universo sarebbe costituito da una massa liquida, al centro della quale si trova un corpo d&#039;aria avente la forma di una ciotola rovesciata, con il lato aperto rivolto verso il basso. La superficie concava di questo corpo costituirebbe il cielo; sulla sua superficie inferiore, al centro, galleggerebbe un disco che si muove sull&#039;acqua. Le stelle sarebbero divinità che fluttuano nel firmamento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche le concezioni filosofiche di Talete sono strettamente collegate alle sue idee cosmologiche. Le conosciamo soprattutto attraverso il primo libro della &#039;&#039;Metafisica&#039;&#039; di Aristotele, che definisce Talete il caposcuola dei primi fisici, e attraverso i dossografi, che ricavarono le proprie informazioni da Ezio, la cui opera sulla storia della filosofia fu in parte ricostruita da Diels.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete era interessato a due questioni strettamente collegate: &#039;&#039;&#039;da che cosa deriva ogni cosa e che cosa costituisce l&#039;essenza (ἀρχή) dell&#039;esistenza&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla prima domanda rispondeva sostenendo che &#039;&#039;&#039;l&#039;acqua è l&#039;essenza di tutte le cose&#039;&#039;&#039;, che tutto deriva dall&#039;acqua e che tutto ritorna nuovamente all&#039;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete avrebbe sostenuto questa concezione per tre ragioni principali. In primo luogo, il seme di tutti gli esseri viventi possiede una natura umida; in secondo luogo, tutte le piante si nutrono di umidità e grazie ad essa producono i loro frutti, mentre, private dell&#039;acqua, si seccano; in terzo luogo, anche il fuoco del sole e degli altri astri sarebbe alimentato dall&#039;evaporazione dell&#039;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oltre all&#039;acqua, Talete sembra aver ammesso anche un altro principio che, con ogni probabilità, identificava comunque con l&#039;acqua stessa. Egli affermava che &#039;&#039;&#039;Dio è la mente del mondo&#039;&#039;&#039;, che ogni cosa è animata e che tutto è pieno di divinità. Il potere divino penetra attraverso l&#039;umidità originaria e la mette in movimento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete avrebbe inoltre identificato questa mente universale con una necessità che governa ogni cosa. Considerava l&#039;anima come principio del movimento, continuo e capace di muoversi autonomamente. Attribuiva un&#039;anima persino alla calamita, poiché essa attrae il ferro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete viene generalmente definito &#039;&#039;&#039;ilozoista&#039;&#039;&#039; e, in effetti, non si può ignorare l&#039;affermazione di Aristotele secondo cui i primi «fisiologi» identificavano la materia con un principio capace di governarla. Si può quindi concludere che, per Talete, la mente del mondo, o la necessità, costituisse un principio non diverso dall&#039;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con ogni probabilità, Talete aderiva inoltre alla concezione, diffusa tra i primi filosofi ionici, secondo cui il mondo nasce periodicamente dal principio originario e ad esso ritorna. Non possediamo però informazioni sufficienti per stabilire in che modo, secondo Talete, avvenisse precisamente la formazione del mondo. Simplicio lo paragona, a questo proposito, ad [[Anassimene]], mentre Teofrasto contesta tale analogia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;importanza della filosofia di Talete risiede soprattutto nel fatto che in essa troviamo i primi elementi di una riflessione filosofica sul mondo fisico. La difficoltà nello studio del suo pensiero consiste però nel rischio di attribuirgli concezioni appartenenti più in generale al primo periodo della filosofia greca e, in particolare, alla tradizione ionica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aristotele, infatti, riferisce le dottrine di Talete non sulla base della lettura diretta delle sue opere, ma attraverso testimonianze e tradizioni di seconda mano. Nonostante ciò, Aristotele rimane nell&#039;antichità una delle fonti più autorevoli per la ricostruzione della filosofia dei primi pensatori greci.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Talete come matematico e astronomo ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un tempo Talete era considerato quasi l&#039;unico uomo in tutta la Grecia ad essersi dedicato alla scienza pura e al pensiero astratto senza perseguire finalità pratiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra Mileto e l&#039;Egitto esistevano allora rapporti commerciali molto intensi e Talete, partecipando a tali attività, avrebbe trascorso gran parte della prima metà della sua vita. Durante i suoi soggiorni in Egitto ebbe modo, secondo la tradizione, di entrare in contatto con i sacerdoti egiziani e di apprendere alcuni elementi delle loro conoscenze scientifiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come ha sostenuto il professor Roth, gran parte delle conoscenze acquisite da Talete in questo modo apparteneva alla sfera della religione egiziana e delle speculazioni ad essa collegate. Per quanto riguarda la matematica e l&#039;astronomia, invece, Talete avrebbe appreso dagli Egiziani soprattutto gli elementi fondamentali e quelli maggiormente necessari.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Rientrato in patria intorno al 590 a.C., già in età relativamente avanzata, Talete ebbe inizialmente difficoltà a trovare presso i suoi concittadini il riconoscimento che corrispondeva alla sua intelligenza, alle sue conoscenze e alla sua esperienza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sua vita a Mileto, dedicata soprattutto allo studio della natura e dell&#039;astronomia, non poteva suscitare particolare ammirazione tra i commercianti, abituati a pensare che una persona intelligente dovesse dedicare il proprio lavoro e il proprio tempo ad attività capaci di produrre un [[profitto]] concreto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È noto, per esempio, l&#039;aneddoto secondo cui Talete fu oggetto di scherno da parte di una donna perché, mentre osservava il cielo, non si accorse di una pietra sul terreno e vi inciampò.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Due episodi contribuirono tuttavia a elevare notevolmente la sua reputazione presso i concittadini e, più in generale, presso i Greci, che arrivarono a riconoscerlo come il primo dei sette sapienti della Grecia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo episodio è raccontato da Aristotele. Talete avrebbe previsto, già all&#039;inizio della primavera, che quell&#039;anno ci sarebbe stato un raccolto particolarmente abbondante di olive. Per dimostrare ai suoi concittadini che lo studio e la conoscenza potevano produrre anche vantaggi economici, acquistò in anticipo, a un prezzo conveniente, tutte le presse per la produzione dell&#039;olio disponibili a Mileto e a Chio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando la sua previsione si rivelò corretta e l&#039;eccezionale raccolto di olive rese necessaria una grande quantità di presse, Talete poté affittarle a un prezzo molto elevato, ottenendo così un notevole profitto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il secondo episodio che contribuì a diffondere la sua fama in tutta la Grecia fu la previsione di un&#039;eclissi solare avvenuta nel &#039;&#039;&#039;585 a.C.&#039;&#039;&#039;, il 28 maggio secondo la tradizione. L&#039;eclissi fu totale e, secondo i calcoli astronomici moderni, la sua fascia di totalità passò a poche miglia a nord di Mileto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In seguito a questi avvenimenti, Talete acquisì anche una notevole influenza nella vita politica della sua città.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Egli propose agli Ioni di unirsi in un&#039;unica e forte organizzazione politica, mantenendo al tempo stesso una struttura autonoma e indipendente per le singole città. Il fallimento di questa proposta contribuì, secondo la tradizione, alla successiva perdita della libertà e dell&#039;indipendenza delle città ioniche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In un&#039;altra occasione, Talete diede al popolo di Mileto un consiglio che si rivelò particolarmente importante: lo esortò ad astenersi dalla pericolosa alleanza che il re lidio Creso proponeva contro il re persiano Ciro. L&#039;accoglimento di questo consiglio avrebbe salvato Mileto dalla distruzione alla quale sarebbe stata altrimenti sottoposta dopo la sconfitta di Creso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La correttezza della previsione dell&#039;eclissi da parte di Talete, almeno per quanto riguarda l&#039;anno in cui essa si verificò, viene spiegata con la sua conoscenza del famoso periodo utilizzato dai Babilonesi per prevedere il ripetersi delle eclissi, chiamato &#039;&#039;&#039;saros&#039;&#039;&#039;, della durata di circa 18 anni e 11 giorni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A Talete viene inoltre attribuita la conoscenza della grandezza del diametro apparente del Sole, che egli avrebbe considerato pari a 1/720 dell&#039;intera eclittica, cioè circa 30 minuti d&#039;arco.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Bretschneider&amp;lt;ref&amp;gt;K. A. Bretschneider, Die Geometrie und die Geometer vor Eukleides. Ein historischer Versuch, Leipzig 1870, 184 pp.&amp;lt;/ref&amp;gt;, Talete conosceva approfonditamente l&#039;astronomia egiziana e da essa avrebbe ricavato gran parte delle proprie conoscenze astronomiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La concezione del mondo a lui attribuita presentava l&#039;universo come uno spazio sferico al cui centro si trovava la Terra, anch&#039;essa sferica. Attorno alla Terra si muovevano il Sole, la Luna e le stelle, compiendo rivoluzioni complete nel corso della giornata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Sole e la Luna compivano inoltre movimenti propri sul firmamento: il Sole completava il suo percorso nell&#039;arco di un anno, composto da 365 giorni, mentre la Luna lo faceva nell&#039;arco di un mese.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il percorso annuale del Sole sul firmamento, cioè l&#039;eclittica, attraversava l&#039;equatore formando con esso un angolo e raggiungeva alternativamente i due punti di massima declinazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sul firmamento venivano distinti cinque cerchi o fasce: il primo era il &#039;&#039;&#039;cerchio settentrionale o artico&#039;&#039;&#039;, sempre visibile; il secondo era il &#039;&#039;&#039;tropico estivo&#039;&#039;&#039;; il terzo era il &#039;&#039;&#039;cerchio equinoziale&#039;&#039;&#039;; il quarto era il &#039;&#039;&#039;tropico invernale&#039;&#039;&#039;; il quinto era il &#039;&#039;&#039;cerchio antartico&#039;&#039;&#039;, sempre invisibile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Luna, considerata di natura affine a quella della Terra, riceveva la propria luce dal Sole. Le eclissi solari si verificavano quando la Luna passava davanti al Sole, mentre le eclissi lunari avvenivano quando la Luna entrava nell&#039;ombra proiettata dalla Terra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Durante i suoi viaggi in Egitto, Talete avrebbe inoltre appreso dai Fenici alcune conoscenze legate alla navigazione. Tra queste viene ricordato l&#039;uso della &#039;&#039;&#039;Piccola Orsa&#039;&#039;&#039; per determinare la direzione settentrionale, al posto della &#039;&#039;&#039;Grande Orsa&#039;&#039;&#039;, precedentemente utilizzata a tale scopo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A Talete vengono attribuite anche due opere astronomiche, scritte secondo le consuetudini dell&#039;epoca in forma poetica. Una di esse, secondo la testimonianza di Diogene Laerzio, aveva per titolo &#039;&#039;Περὶ τροπῶν καὶ ἰσημεριῶν&#039;&#039; («Sui solstizi e sugli equinozi»); l&#039;altra, secondo la &#039;&#039;Suda&#039;&#039;, era un trattato sui fenomeni celesti in generale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Talete e la matematica ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il merito più importante attribuito a Talete nel campo della matematica consiste nel trasferimento dall&#039;Egitto alla Grecia dei primi principi teorici della geometria elementare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Eudemo, secondo quanto riferisce Proclo, attribuisce a Talete la scoperta delle seguenti proposizioni geometriche:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* gli angoli opposti al vertice sono uguali;&lt;br /&gt;
* gli angoli alla base di un triangolo isoscele sono uguali;&lt;br /&gt;
* un triangolo è determinato da un lato e dai due angoli ad esso adiacenti;&lt;br /&gt;
* il diametro divide il cerchio in due parti uguali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Diogene Laerzio, sulla base delle parole di Panfilia, aggiunge a questo elenco un&#039;altra proposizione: &#039;&#039;&#039;l&#039;angolo inscritto in un semicerchio è retto&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per delineare un quadro completo delle conoscenze geometriche attribuite a Talete sarebbe necessario aggiungere anche una serie di altre proposizioni, senza le quali le precedenti acquisizioni sarebbero difficilmente comprensibili: proprietà delle rette parallele, dei triangoli equilateri, isosceli e scaleni, dei parallelogrammi e così via.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oltre alle «scoperte» teoriche elencate, gli scrittori greci attribuiscono a Talete la soluzione di due problemi geometrici di carattere pratico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo consisteva nel determinare la distanza di una nave in mare dal porto di Mileto; il secondo nel determinare l&#039;altezza di una piramide conoscendo la lunghezza della sua ombra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella storiografia matematica moderna, tuttavia, si è affermata l&#039;idea che molte delle «scoperte» geometriche attribuite a Talete dai suoi compatrioti fossero in realtà conoscenze derivate dalla scienza egiziana.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per i discepoli diretti di Talete, che non conoscevano la scienza egiziana e disponevano in generale di conoscenze molto limitate, tutto ciò che il maestro insegnava appariva come una novità completa, sconosciuta in precedenza e quindi attribuibile direttamente a lui.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli studiosi greci successivi, inoltre, dovettero confrontarsi più volte con testimonianze contraddittorie. La tendenza a esaltare la gloria nazionale e i meriti degli scienziati greci contribuì probabilmente a mantenere alcune attribuzioni tradizionali anche quando non erano pienamente fondate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da questo derivarono diverse contraddizioni e alcuni anacronismi nelle testimonianze degli autori antichi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così, per esempio, Panfilia e Diogene Laerzio attribuiscono a Talete la «scoperta» della proprietà dell&#039;angolo inscritto in un semicirchio; secondo altre testimonianze, invece, tale scoperta sarebbe da attribuire a Pitagora.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il desiderio degli scrittori e degli scienziati greci di esaltare la gloria dei propri compatrioti emerge con particolare chiarezza anche nei racconti relativi al metodo con cui Talete avrebbe determinato l&#039;altezza di una piramide attraverso la misurazione della sua ombra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Gerolamo di Rodi, citato da Diogene Laerzio, Talete avrebbe risolto il problema misurando la lunghezza dell&#039;ombra della piramide nel momento in cui l&#039;ombra proiettata da un osservatore risultava uguale alla sua altezza. In questo modo, l&#039;altezza della piramide sarebbe risultata uguale alla lunghezza della sua ombra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La versione di Plutarco, riportata nei &#039;&#039;Convivialia septem sapientium&#039;&#039;, presenta invece una situazione diversa. Secondo Plutarco, Talete avrebbe posto un palo verticale all&#039;estremità dell&#039;ombra della piramide e avrebbe utilizzato i due triangoli così formati, confrontando l&#039;ombra della piramide con quella del palo. Il rapporto tra l&#039;ombra della piramide e quella del palo sarebbe stato uguale al rapporto tra l&#039;altezza della piramide e quella del palo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa seconda soluzione presuppone quindi la conoscenza della &#039;&#039;&#039;similitudine dei triangoli&#039;&#039;&#039;. D&#039;altra parte, secondo le testimonianze degli scrittori greci, la teoria delle proporzioni non sarebbe stata conosciuta in Grecia prima di Pitagora, che l&#039;avrebbe appresa a Babilonia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per questo motivo, la versione di Gerolamo di Rodi può essere considerata più plausibile, soprattutto per la semplicità e il carattere elementare del metodo che descrive.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Fonti e bibliografia ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Talete&amp;diff=7033</id>
		<title>Talete</title>
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		<updated>2026-09-15T12:39:32Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari: /* Talete come matematico e astronomo */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{Senza fonti}}[[File:Gemini Generated Image krk1makrk1makrk1.jpg|destra|senza_cornice|568x568px]]&lt;br /&gt;
Filosofo del VII secolo a.C. (presumibilmente 624-548 a.C.), Talete fu uno dei sette saggi della Grecia e il fondatore della filosofia greca. Fu contemporaneo di Solone e di Creso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Suo padre si chiamava, secondo alcune testimonianze, Examius&#039;&#039;&#039;. &#039;&#039;R. Schuster ravvisò in questo nome una certa somiglianza con quello di Samuele e ipotizzò, pertanto, che Talete fosse di origine semitica&amp;lt;ref&amp;gt;P. Schuster, “Thales ein Phönicier?”, Acta Philologorum Lipsiensium IV (1875), pp. 328–330. &amp;lt;/ref&amp;gt;. Diels, nell&#039;articolo Thales ein Semite&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.degruyterbrill.com/de/document/doi/10.1515/agph.1889.2.2.165/html?_x_output_type_b6db407c4_=embedded_pdf#1#1&amp;lt;/ref&amp;gt; pubblicato nell&#039; Archiv für Geschichte der Philosophie, dimostrò tuttavia l&#039;infondatezza di questa ipotesi. Secondo Erodoto, la famiglia di Talete sarebbe giunta a Mileto dalla Fenicia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== La cosmologia e la filosofia di Talete ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aristotele mette a confronto le concezioni cosmologiche di Talete con gli insegnamenti mitologici di Omero ed Esiodo. Secondo Tanri, nel suo studio &#039;&#039;I primi passi della scienza greca antica&#039;&#039; (San Pietroburgo, 1902)&amp;lt;ref&amp;gt;P. Tannery, Pour l&#039;histoire de la science hellène: De Thalès à Empédocle, Paris 1887 (nuova ed. con note di A. Diès, 1930). Edizione italiana: I primi passi della scienza greca antica, San Pietroburgo 1902&amp;lt;/ref&amp;gt;, la cosmologia di Talete presenta inoltre notevoli somiglianze con alcune concezioni egiziane.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo la concezione attribuita a Talete, l&#039;universo sarebbe costituito da una massa liquida, al centro della quale si trova un corpo d&#039;aria avente la forma di una ciotola rovesciata, con il lato aperto rivolto verso il basso. La superficie concava di questo corpo costituirebbe il cielo; sulla sua superficie inferiore, al centro, galleggerebbe un disco che si muove sull&#039;acqua. Le stelle sarebbero divinità che fluttuano nel firmamento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche le concezioni filosofiche di Talete sono strettamente collegate alle sue idee cosmologiche. Le conosciamo soprattutto attraverso il primo libro della &#039;&#039;Metafisica&#039;&#039; di Aristotele, che definisce Talete il caposcuola dei primi fisici, e attraverso i dossografi, che ricavarono le proprie informazioni da Ezio, la cui opera sulla storia della filosofia fu in parte ricostruita da Diels.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete era interessato a due questioni strettamente collegate: &#039;&#039;&#039;da che cosa deriva ogni cosa e che cosa costituisce l&#039;essenza (ἀρχή) dell&#039;esistenza&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla prima domanda rispondeva sostenendo che &#039;&#039;&#039;l&#039;acqua è l&#039;essenza di tutte le cose&#039;&#039;&#039;, che tutto deriva dall&#039;acqua e che tutto ritorna nuovamente all&#039;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete avrebbe sostenuto questa concezione per tre ragioni principali. In primo luogo, il seme di tutti gli esseri viventi possiede una natura umida; in secondo luogo, tutte le piante si nutrono di umidità e grazie ad essa producono i loro frutti, mentre, private dell&#039;acqua, si seccano; in terzo luogo, anche il fuoco del sole e degli altri astri sarebbe alimentato dall&#039;evaporazione dell&#039;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oltre all&#039;acqua, Talete sembra aver ammesso anche un altro principio che, con ogni probabilità, identificava comunque con l&#039;acqua stessa. Egli affermava che &#039;&#039;&#039;Dio è la mente del mondo&#039;&#039;&#039;, che ogni cosa è animata e che tutto è pieno di divinità. Il potere divino penetra attraverso l&#039;umidità originaria e la mette in movimento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete avrebbe inoltre identificato questa mente universale con una necessità che governa ogni cosa. Considerava l&#039;anima come principio del movimento, continuo e capace di muoversi autonomamente. Attribuiva un&#039;anima persino alla calamita, poiché essa attrae il ferro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete viene generalmente definito &#039;&#039;&#039;ilozoista&#039;&#039;&#039; e, in effetti, non si può ignorare l&#039;affermazione di Aristotele secondo cui i primi «fisiologi» identificavano la materia con un principio capace di governarla. Si può quindi concludere che, per Talete, la mente del mondo, o la necessità, costituisse un principio non diverso dall&#039;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con ogni probabilità, Talete aderiva inoltre alla concezione, diffusa tra i primi filosofi ionici, secondo cui il mondo nasce periodicamente dal principio originario e ad esso ritorna. Non possediamo però informazioni sufficienti per stabilire in che modo, secondo Talete, avvenisse precisamente la formazione del mondo. Simplicio lo paragona, a questo proposito, ad [[Anassimene]], mentre Teofrasto contesta tale analogia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;importanza della filosofia di Talete risiede soprattutto nel fatto che in essa troviamo i primi elementi di una riflessione filosofica sul mondo fisico. La difficoltà nello studio del suo pensiero consiste però nel rischio di attribuirgli concezioni appartenenti più in generale al primo periodo della filosofia greca e, in particolare, alla tradizione ionica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aristotele, infatti, riferisce le dottrine di Talete non sulla base della lettura diretta delle sue opere, ma attraverso testimonianze e tradizioni di seconda mano. Nonostante ciò, Aristotele rimane nell&#039;antichità una delle fonti più autorevoli per la ricostruzione della filosofia dei primi pensatori greci.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Talete come matematico e astronomo ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un tempo Talete era considerato quasi l&#039;unico uomo in tutta la Grecia ad essersi dedicato alla scienza pura e al pensiero astratto senza perseguire finalità pratiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra Mileto e l&#039;Egitto esistevano allora rapporti commerciali molto intensi e Talete, partecipando a tali attività, avrebbe trascorso gran parte della prima metà della sua vita. Durante i suoi soggiorni in Egitto ebbe modo, secondo la tradizione, di entrare in contatto con i sacerdoti egiziani e di apprendere alcuni elementi delle loro conoscenze scientifiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come ha sostenuto il professor Roth, gran parte delle conoscenze acquisite da Talete in questo modo apparteneva alla sfera della religione egiziana e delle speculazioni ad essa collegate. Per quanto riguarda la matematica e l&#039;astronomia, invece, Talete avrebbe appreso dagli Egiziani soprattutto gli elementi fondamentali e quelli maggiormente necessari.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Rientrato in patria intorno al 590 a.C., già in età relativamente avanzata, Talete ebbe inizialmente difficoltà a trovare presso i suoi concittadini il riconoscimento che corrispondeva alla sua intelligenza, alle sue conoscenze e alla sua esperienza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sua vita a Mileto, dedicata soprattutto allo studio della natura e dell&#039;astronomia, non poteva suscitare particolare ammirazione tra i commercianti, abituati a pensare che una persona intelligente dovesse dedicare il proprio lavoro e il proprio tempo ad attività capaci di produrre un [[profitto]] concreto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È noto, per esempio, l&#039;aneddoto secondo cui Talete fu oggetto di scherno da parte di una donna perché, mentre osservava il cielo, non si accorse di una pietra sul terreno e vi inciampò.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Due episodi contribuirono tuttavia a elevare notevolmente la sua reputazione presso i concittadini e, più in generale, presso i Greci, che arrivarono a riconoscerlo come il primo dei sette sapienti della Grecia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo episodio è raccontato da Aristotele. Talete avrebbe previsto, già all&#039;inizio della primavera, che quell&#039;anno ci sarebbe stato un raccolto particolarmente abbondante di olive. Per dimostrare ai suoi concittadini che lo studio e la conoscenza potevano produrre anche vantaggi economici, acquistò in anticipo, a un prezzo conveniente, tutte le presse per la produzione dell&#039;olio disponibili a Mileto e a Chio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando la sua previsione si rivelò corretta e l&#039;eccezionale raccolto di olive rese necessaria una grande quantità di presse, Talete poté affittarle a un prezzo molto elevato, ottenendo così un notevole profitto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il secondo episodio che contribuì a diffondere la sua fama in tutta la Grecia fu la previsione di un&#039;eclissi solare avvenuta nel &#039;&#039;&#039;585 a.C.&#039;&#039;&#039;, il 28 maggio secondo la tradizione. L&#039;eclissi fu totale e, secondo i calcoli astronomici moderni, la sua fascia di totalità passò a poche miglia a nord di Mileto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In seguito a questi avvenimenti, Talete acquisì anche una notevole influenza nella vita politica della sua città.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Egli propose agli Ioni di unirsi in un&#039;unica e forte organizzazione politica, mantenendo al tempo stesso una struttura autonoma e indipendente per le singole città. Il fallimento di questa proposta contribuì, secondo la tradizione, alla successiva perdita della libertà e dell&#039;indipendenza delle città ioniche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In un&#039;altra occasione, Talete diede al popolo di Mileto un consiglio che si rivelò particolarmente importante: lo esortò ad astenersi dalla pericolosa alleanza che il re lidio Creso proponeva contro il re persiano Ciro. L&#039;accoglimento di questo consiglio avrebbe salvato Mileto dalla distruzione alla quale sarebbe stata altrimenti sottoposta dopo la sconfitta di Creso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La correttezza della previsione dell&#039;eclissi da parte di Talete, almeno per quanto riguarda l&#039;anno in cui essa si verificò, viene spiegata con la sua conoscenza del famoso periodo utilizzato dai Babilonesi per prevedere il ripetersi delle eclissi, chiamato &#039;&#039;&#039;saros&#039;&#039;&#039;, della durata di circa 18 anni e 11 giorni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A Talete viene inoltre attribuita la conoscenza della grandezza del diametro apparente del Sole, che egli avrebbe considerato pari a 1/720 dell&#039;intera eclittica, cioè circa 30 minuti d&#039;arco.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Bretschneider, Talete conosceva approfonditamente l&#039;astronomia egiziana e da essa avrebbe ricavato gran parte delle proprie conoscenze astronomiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La concezione del mondo a lui attribuita presentava l&#039;universo come uno spazio sferico al cui centro si trovava la Terra, anch&#039;essa sferica. Attorno alla Terra si muovevano il Sole, la Luna e le stelle, compiendo rivoluzioni complete nel corso della giornata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Sole e la Luna compivano inoltre movimenti propri sul firmamento: il Sole completava il suo percorso nell&#039;arco di un anno, composto da 365 giorni, mentre la Luna lo faceva nell&#039;arco di un mese.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il percorso annuale del Sole sul firmamento, cioè l&#039;eclittica, attraversava l&#039;equatore formando con esso un angolo e raggiungeva alternativamente i due punti di massima declinazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sul firmamento venivano distinti cinque cerchi o fasce: il primo era il &#039;&#039;&#039;cerchio settentrionale o artico&#039;&#039;&#039;, sempre visibile; il secondo era il &#039;&#039;&#039;tropico estivo&#039;&#039;&#039;; il terzo era il &#039;&#039;&#039;cerchio equinoziale&#039;&#039;&#039;; il quarto era il &#039;&#039;&#039;tropico invernale&#039;&#039;&#039;; il quinto era il &#039;&#039;&#039;cerchio antartico&#039;&#039;&#039;, sempre invisibile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Luna, considerata di natura affine a quella della Terra, riceveva la propria luce dal Sole. Le eclissi solari si verificavano quando la Luna passava davanti al Sole, mentre le eclissi lunari avvenivano quando la Luna entrava nell&#039;ombra proiettata dalla Terra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Durante i suoi viaggi in Egitto, Talete avrebbe inoltre appreso dai Fenici alcune conoscenze legate alla navigazione. Tra queste viene ricordato l&#039;uso della &#039;&#039;&#039;Piccola Orsa&#039;&#039;&#039; per determinare la direzione settentrionale, al posto della &#039;&#039;&#039;Grande Orsa&#039;&#039;&#039;, precedentemente utilizzata a tale scopo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A Talete vengono attribuite anche due opere astronomiche, scritte secondo le consuetudini dell&#039;epoca in forma poetica. Una di esse, secondo la testimonianza di Diogene Laerzio, aveva per titolo &#039;&#039;Περὶ τροπῶν καὶ ἰσημεριῶν&#039;&#039; («Sui solstizi e sugli equinozi»); l&#039;altra, secondo la &#039;&#039;Suda&#039;&#039;, era un trattato sui fenomeni celesti in generale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Talete e la matematica ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il merito più importante attribuito a Talete nel campo della matematica consiste nel trasferimento dall&#039;Egitto alla Grecia dei primi principi teorici della geometria elementare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Eudemo, secondo quanto riferisce Proclo, attribuisce a Talete la scoperta delle seguenti proposizioni geometriche:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* gli angoli opposti al vertice sono uguali;&lt;br /&gt;
* gli angoli alla base di un triangolo isoscele sono uguali;&lt;br /&gt;
* un triangolo è determinato da un lato e dai due angoli ad esso adiacenti;&lt;br /&gt;
* il diametro divide il cerchio in due parti uguali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Diogene Laerzio, sulla base delle parole di Panfilia, aggiunge a questo elenco un&#039;altra proposizione: &#039;&#039;&#039;l&#039;angolo inscritto in un semicerchio è retto&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per delineare un quadro completo delle conoscenze geometriche attribuite a Talete sarebbe necessario aggiungere anche una serie di altre proposizioni, senza le quali le precedenti acquisizioni sarebbero difficilmente comprensibili: proprietà delle rette parallele, dei triangoli equilateri, isosceli e scaleni, dei parallelogrammi e così via.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oltre alle «scoperte» teoriche elencate, gli scrittori greci attribuiscono a Talete la soluzione di due problemi geometrici di carattere pratico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo consisteva nel determinare la distanza di una nave in mare dal porto di Mileto; il secondo nel determinare l&#039;altezza di una piramide conoscendo la lunghezza della sua ombra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella storiografia matematica moderna, tuttavia, si è affermata l&#039;idea che molte delle «scoperte» geometriche attribuite a Talete dai suoi compatrioti fossero in realtà conoscenze derivate dalla scienza egiziana.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per i discepoli diretti di Talete, che non conoscevano la scienza egiziana e disponevano in generale di conoscenze molto limitate, tutto ciò che il maestro insegnava appariva come una novità completa, sconosciuta in precedenza e quindi attribuibile direttamente a lui.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli studiosi greci successivi, inoltre, dovettero confrontarsi più volte con testimonianze contraddittorie. La tendenza a esaltare la gloria nazionale e i meriti degli scienziati greci contribuì probabilmente a mantenere alcune attribuzioni tradizionali anche quando non erano pienamente fondate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da questo derivarono diverse contraddizioni e alcuni anacronismi nelle testimonianze degli autori antichi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così, per esempio, Panfilia e Diogene Laerzio attribuiscono a Talete la «scoperta» della proprietà dell&#039;angolo inscritto in un semicirchio; secondo altre testimonianze, invece, tale scoperta sarebbe da attribuire a Pitagora.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il desiderio degli scrittori e degli scienziati greci di esaltare la gloria dei propri compatrioti emerge con particolare chiarezza anche nei racconti relativi al metodo con cui Talete avrebbe determinato l&#039;altezza di una piramide attraverso la misurazione della sua ombra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Gerolamo di Rodi, citato da Diogene Laerzio, Talete avrebbe risolto il problema misurando la lunghezza dell&#039;ombra della piramide nel momento in cui l&#039;ombra proiettata da un osservatore risultava uguale alla sua altezza. In questo modo, l&#039;altezza della piramide sarebbe risultata uguale alla lunghezza della sua ombra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La versione di Plutarco, riportata nei &#039;&#039;Convivialia septem sapientium&#039;&#039;, presenta invece una situazione diversa. Secondo Plutarco, Talete avrebbe posto un palo verticale all&#039;estremità dell&#039;ombra della piramide e avrebbe utilizzato i due triangoli così formati, confrontando l&#039;ombra della piramide con quella del palo. Il rapporto tra l&#039;ombra della piramide e quella del palo sarebbe stato uguale al rapporto tra l&#039;altezza della piramide e quella del palo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa seconda soluzione presuppone quindi la conoscenza della &#039;&#039;&#039;similitudine dei triangoli&#039;&#039;&#039;. D&#039;altra parte, secondo le testimonianze degli scrittori greci, la teoria delle proporzioni non sarebbe stata conosciuta in Grecia prima di Pitagora, che l&#039;avrebbe appresa a Babilonia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per questo motivo, la versione di Gerolamo di Rodi può essere considerata più plausibile, soprattutto per la semplicità e il carattere elementare del metodo che descrive.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Fonti e bibliografia ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Talete&amp;diff=7032</id>
		<title>Talete</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Talete&amp;diff=7032"/>
		<updated>2026-09-15T12:38:08Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari: /* La cosmologia e la filosofia di Talete */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{Senza fonti}}[[File:Gemini Generated Image krk1makrk1makrk1.jpg|destra|senza_cornice|568x568px]]&lt;br /&gt;
Filosofo del VII secolo a.C. (presumibilmente 624-548 a.C.), Talete fu uno dei sette saggi della Grecia e il fondatore della filosofia greca. Fu contemporaneo di Solone e di Creso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Suo padre si chiamava, secondo alcune testimonianze, Examius&#039;&#039;&#039;. &#039;&#039;R. Schuster ravvisò in questo nome una certa somiglianza con quello di Samuele e ipotizzò, pertanto, che Talete fosse di origine semitica&amp;lt;ref&amp;gt;P. Schuster, “Thales ein Phönicier?”, Acta Philologorum Lipsiensium IV (1875), pp. 328–330. &amp;lt;/ref&amp;gt;. Diels, nell&#039;articolo Thales ein Semite&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.degruyterbrill.com/de/document/doi/10.1515/agph.1889.2.2.165/html?_x_output_type_b6db407c4_=embedded_pdf#1#1&amp;lt;/ref&amp;gt; pubblicato nell&#039; Archiv für Geschichte der Philosophie, dimostrò tuttavia l&#039;infondatezza di questa ipotesi. Secondo Erodoto, la famiglia di Talete sarebbe giunta a Mileto dalla Fenicia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== La cosmologia e la filosofia di Talete ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aristotele mette a confronto le concezioni cosmologiche di Talete con gli insegnamenti mitologici di Omero ed Esiodo. Secondo Tanri, nel suo studio &#039;&#039;I primi passi della scienza greca antica&#039;&#039; (San Pietroburgo, 1902)&amp;lt;ref&amp;gt;P. Tannery, Pour l&#039;histoire de la science hellène: De Thalès à Empédocle, Paris 1887 (nuova ed. con note di A. Diès, 1930). Edizione italiana: I primi passi della scienza greca antica, San Pietroburgo 1902&amp;lt;/ref&amp;gt;, la cosmologia di Talete presenta inoltre notevoli somiglianze con alcune concezioni egiziane.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo la concezione attribuita a Talete, l&#039;universo sarebbe costituito da una massa liquida, al centro della quale si trova un corpo d&#039;aria avente la forma di una ciotola rovesciata, con il lato aperto rivolto verso il basso. La superficie concava di questo corpo costituirebbe il cielo; sulla sua superficie inferiore, al centro, galleggerebbe un disco che si muove sull&#039;acqua. Le stelle sarebbero divinità che fluttuano nel firmamento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche le concezioni filosofiche di Talete sono strettamente collegate alle sue idee cosmologiche. Le conosciamo soprattutto attraverso il primo libro della &#039;&#039;Metafisica&#039;&#039; di Aristotele, che definisce Talete il caposcuola dei primi fisici, e attraverso i dossografi, che ricavarono le proprie informazioni da Ezio, la cui opera sulla storia della filosofia fu in parte ricostruita da Diels.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete era interessato a due questioni strettamente collegate: &#039;&#039;&#039;da che cosa deriva ogni cosa e che cosa costituisce l&#039;essenza (ἀρχή) dell&#039;esistenza&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla prima domanda rispondeva sostenendo che &#039;&#039;&#039;l&#039;acqua è l&#039;essenza di tutte le cose&#039;&#039;&#039;, che tutto deriva dall&#039;acqua e che tutto ritorna nuovamente all&#039;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete avrebbe sostenuto questa concezione per tre ragioni principali. In primo luogo, il seme di tutti gli esseri viventi possiede una natura umida; in secondo luogo, tutte le piante si nutrono di umidità e grazie ad essa producono i loro frutti, mentre, private dell&#039;acqua, si seccano; in terzo luogo, anche il fuoco del sole e degli altri astri sarebbe alimentato dall&#039;evaporazione dell&#039;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oltre all&#039;acqua, Talete sembra aver ammesso anche un altro principio che, con ogni probabilità, identificava comunque con l&#039;acqua stessa. Egli affermava che &#039;&#039;&#039;Dio è la mente del mondo&#039;&#039;&#039;, che ogni cosa è animata e che tutto è pieno di divinità. Il potere divino penetra attraverso l&#039;umidità originaria e la mette in movimento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete avrebbe inoltre identificato questa mente universale con una necessità che governa ogni cosa. Considerava l&#039;anima come principio del movimento, continuo e capace di muoversi autonomamente. Attribuiva un&#039;anima persino alla calamita, poiché essa attrae il ferro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete viene generalmente definito &#039;&#039;&#039;ilozoista&#039;&#039;&#039; e, in effetti, non si può ignorare l&#039;affermazione di Aristotele secondo cui i primi «fisiologi» identificavano la materia con un principio capace di governarla. Si può quindi concludere che, per Talete, la mente del mondo, o la necessità, costituisse un principio non diverso dall&#039;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con ogni probabilità, Talete aderiva inoltre alla concezione, diffusa tra i primi filosofi ionici, secondo cui il mondo nasce periodicamente dal principio originario e ad esso ritorna. Non possediamo però informazioni sufficienti per stabilire in che modo, secondo Talete, avvenisse precisamente la formazione del mondo. Simplicio lo paragona, a questo proposito, ad [[Anassimene]], mentre Teofrasto contesta tale analogia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;importanza della filosofia di Talete risiede soprattutto nel fatto che in essa troviamo i primi elementi di una riflessione filosofica sul mondo fisico. La difficoltà nello studio del suo pensiero consiste però nel rischio di attribuirgli concezioni appartenenti più in generale al primo periodo della filosofia greca e, in particolare, alla tradizione ionica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aristotele, infatti, riferisce le dottrine di Talete non sulla base della lettura diretta delle sue opere, ma attraverso testimonianze e tradizioni di seconda mano. Nonostante ciò, Aristotele rimane nell&#039;antichità una delle fonti più autorevoli per la ricostruzione della filosofia dei primi pensatori greci.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Talete come matematico e astronomo ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un tempo Talete era considerato quasi l&#039;unico uomo in tutta la Grecia ad essersi dedicato alla scienza pura e al pensiero astratto senza perseguire finalità pratiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra Mileto e l&#039;Egitto esistevano allora rapporti commerciali molto intensi e Talete, partecipando a tali attività, avrebbe trascorso gran parte della prima metà della sua vita. Durante i suoi soggiorni in Egitto ebbe modo, secondo la tradizione, di entrare in contatto con i sacerdoti egiziani e di apprendere alcuni elementi delle loro conoscenze scientifiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come ha sostenuto il professor Roth, gran parte delle conoscenze acquisite da Talete in questo modo apparteneva alla sfera della religione egiziana e delle speculazioni ad essa collegate. Per quanto riguarda la matematica e l&#039;astronomia, invece, Talete avrebbe appreso dagli Egiziani soprattutto gli elementi fondamentali e quelli maggiormente necessari.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Rientrato in patria intorno al 590 a.C., già in età relativamente avanzata, Talete ebbe inizialmente difficoltà a trovare presso i suoi concittadini il riconoscimento che corrispondeva alla sua intelligenza, alle sue conoscenze e alla sua esperienza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sua vita a Mileto, dedicata soprattutto allo studio della natura e dell&#039;astronomia, non poteva suscitare particolare ammirazione tra i commercianti, abituati a pensare che una persona intelligente dovesse dedicare il proprio lavoro e il proprio tempo ad attività capaci di produrre un [[profitto]] concreto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È noto, per esempio, l&#039;aneddoto secondo cui Talete fu oggetto di scherno da parte di una donna perché, mentre osservava il cielo, non si accorse di una pietra sul terreno e vi inciampò.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Due episodi contribuirono tuttavia a elevare notevolmente la sua reputazione presso i concittadini e, più in generale, presso i Greci, che arrivarono a riconoscerlo come il primo dei sette sapienti della Grecia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo episodio è raccontato da Aristotele. Talete avrebbe previsto, già all&#039;inizio della primavera, che quell&#039;anno ci sarebbe stato un raccolto particolarmente abbondante di olive. Per dimostrare ai suoi concittadini che lo studio e la conoscenza potevano produrre anche vantaggi economici, acquistò in anticipo, a un prezzo conveniente, tutte le presse per la produzione dell&#039;olio disponibili a Mileto e a Chio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando la sua previsione si rivelò corretta e l&#039;eccezionale raccolto di olive rese necessaria una grande quantità di presse, Talete poté affittarle a un prezzo molto elevato, ottenendo così un notevole profitto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il secondo episodio che contribuì a diffondere la sua fama in tutta la Grecia fu la previsione di un&#039;eclissi solare avvenuta nel &#039;&#039;&#039;585 a.C.&#039;&#039;&#039;, il 28 maggio secondo la tradizione. L&#039;eclissi fu totale e, secondo i calcoli astronomici moderni, la sua fascia di totalità passò a poche miglia a nord di Mileto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In seguito a questi avvenimenti, Talete acquisì anche una notevole influenza nella vita politica della sua città.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Egli propose agli Ioni di unirsi in un&#039;unica e forte organizzazione politica, mantenendo al tempo stesso una struttura autonoma e indipendente per le singole città. Il fallimento di questa proposta contribuì, secondo la tradizione, alla successiva perdita della libertà e dell&#039;indipendenza delle città ioniche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In un&#039;altra occasione, Talete diede al popolo di Mileto un consiglio che si rivelò particolarmente importante: lo esortò ad astenersi dalla pericolosa alleanza che il re lidio Creso proponeva contro il re persiano Ciro. L&#039;accoglimento di questo consiglio avrebbe salvato Mileto dalla distruzione alla quale sarebbe stata altrimenti sottoposta dopo la sconfitta di Creso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La correttezza della previsione dell&#039;eclissi da parte di Talete, almeno per quanto riguarda l&#039;anno in cui essa si verificò, viene spiegata con la sua conoscenza del famoso periodo utilizzato dai Babilonesi per prevedere il ripetersi delle eclissi, chiamato &#039;&#039;&#039;saros&#039;&#039;&#039;, della durata di circa 18 anni e 11 giorni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A Talete viene inoltre attribuita la conoscenza della grandezza del diametro apparente del Sole, che egli avrebbe considerato pari a 1/720 dell&#039;intera eclittica, cioè circa 30 minuti d&#039;arco.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Bretschneider, Talete conosceva approfonditamente l&#039;astronomia egiziana e da essa avrebbe ricavato gran parte delle proprie conoscenze astronomiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La concezione del mondo a lui attribuita presentava l&#039;universo come uno spazio sferico al cui centro si trovava la Terra, anch&#039;essa sferica. Attorno alla Terra si muovevano il Sole, la Luna e le stelle, compiendo rivoluzioni complete nel corso della giornata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Sole e la Luna compivano inoltre movimenti propri sul firmamento: il Sole completava il suo percorso nell&#039;arco di un anno, composto da 365 giorni, mentre la Luna lo faceva nell&#039;arco di un mese.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il percorso annuale del Sole sul firmamento, cioè l&#039;eclittica, attraversava l&#039;equatore formando con esso un angolo e raggiungeva alternativamente i due punti di massima declinazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sul firmamento venivano distinti cinque cerchi o fasce: il primo era il &#039;&#039;&#039;cerchio settentrionale o artico&#039;&#039;&#039;, sempre visibile; il secondo era il &#039;&#039;&#039;tropico estivo&#039;&#039;&#039;; il terzo era il &#039;&#039;&#039;cerchio equinoziale&#039;&#039;&#039;; il quarto era il &#039;&#039;&#039;tropico invernale&#039;&#039;&#039;; il quinto era il &#039;&#039;&#039;cerchio antartico&#039;&#039;&#039;, sempre invisibile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Luna, considerata di natura affine a quella della Terra, riceveva la propria luce dal Sole. Le eclissi solari si verificavano quando la Luna passava davanti al Sole, mentre le eclissi lunari avvenivano quando la Luna entrava nell&#039;ombra proiettata dalla Terra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Durante i suoi viaggi in Egitto, Talete avrebbe inoltre appreso dai Fenici alcune conoscenze legate alla navigazione. Tra queste viene ricordato l&#039;uso della &#039;&#039;&#039;Piccola Orsa&#039;&#039;&#039; per determinare la direzione settentrionale, al posto della &#039;&#039;&#039;Grande Orsa&#039;&#039;&#039;, precedentemente utilizzata a tale scopo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A Talete vengono attribuite anche due opere astronomiche, scritte secondo le consuetudini dell&#039;epoca in forma poetica. Una di esse, secondo la testimonianza di Diogene Laerzio, aveva per titolo &#039;&#039;Περὶ τροπῶν καὶ ἰσημεριῶν&#039;&#039; («Sui solstizi e sugli equinozi»); l&#039;altra, secondo la &#039;&#039;Suda&#039;&#039;, era un trattato sui fenomeni celesti in generale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il professor Roth ritiene tuttavia che quest&#039;ultima opera fosse dedicata soprattutto all&#039;astronomia nautica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Talete e la matematica ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il merito più importante attribuito a Talete nel campo della matematica consiste nel trasferimento dall&#039;Egitto alla Grecia dei primi principi teorici della geometria elementare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Eudemo, secondo quanto riferisce Proclo, attribuisce a Talete la scoperta delle seguenti proposizioni geometriche:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* gli angoli opposti al vertice sono uguali;&lt;br /&gt;
* gli angoli alla base di un triangolo isoscele sono uguali;&lt;br /&gt;
* un triangolo è determinato da un lato e dai due angoli ad esso adiacenti;&lt;br /&gt;
* il diametro divide il cerchio in due parti uguali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Diogene Laerzio, sulla base delle parole di Panfilia, aggiunge a questo elenco un&#039;altra proposizione: &#039;&#039;&#039;l&#039;angolo inscritto in un semicerchio è retto&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per delineare un quadro completo delle conoscenze geometriche attribuite a Talete sarebbe necessario aggiungere anche una serie di altre proposizioni, senza le quali le precedenti acquisizioni sarebbero difficilmente comprensibili: proprietà delle rette parallele, dei triangoli equilateri, isosceli e scaleni, dei parallelogrammi e così via.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oltre alle «scoperte» teoriche elencate, gli scrittori greci attribuiscono a Talete la soluzione di due problemi geometrici di carattere pratico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo consisteva nel determinare la distanza di una nave in mare dal porto di Mileto; il secondo nel determinare l&#039;altezza di una piramide conoscendo la lunghezza della sua ombra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella storiografia matematica moderna, tuttavia, si è affermata l&#039;idea che molte delle «scoperte» geometriche attribuite a Talete dai suoi compatrioti fossero in realtà conoscenze derivate dalla scienza egiziana.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per i discepoli diretti di Talete, che non conoscevano la scienza egiziana e disponevano in generale di conoscenze molto limitate, tutto ciò che il maestro insegnava appariva come una novità completa, sconosciuta in precedenza e quindi attribuibile direttamente a lui.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli studiosi greci successivi, inoltre, dovettero confrontarsi più volte con testimonianze contraddittorie. La tendenza a esaltare la gloria nazionale e i meriti degli scienziati greci contribuì probabilmente a mantenere alcune attribuzioni tradizionali anche quando non erano pienamente fondate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da questo derivarono diverse contraddizioni e alcuni anacronismi nelle testimonianze degli autori antichi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così, per esempio, Panfilia e Diogene Laerzio attribuiscono a Talete la «scoperta» della proprietà dell&#039;angolo inscritto in un semicirchio; secondo altre testimonianze, invece, tale scoperta sarebbe da attribuire a Pitagora.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il desiderio degli scrittori e degli scienziati greci di esaltare la gloria dei propri compatrioti emerge con particolare chiarezza anche nei racconti relativi al metodo con cui Talete avrebbe determinato l&#039;altezza di una piramide attraverso la misurazione della sua ombra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Gerolamo di Rodi, citato da Diogene Laerzio, Talete avrebbe risolto il problema misurando la lunghezza dell&#039;ombra della piramide nel momento in cui l&#039;ombra proiettata da un osservatore risultava uguale alla sua altezza. In questo modo, l&#039;altezza della piramide sarebbe risultata uguale alla lunghezza della sua ombra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La versione di Plutarco, riportata nei &#039;&#039;Convivialia septem sapientium&#039;&#039;, presenta invece una situazione diversa. Secondo Plutarco, Talete avrebbe posto un palo verticale all&#039;estremità dell&#039;ombra della piramide e avrebbe utilizzato i due triangoli così formati, confrontando l&#039;ombra della piramide con quella del palo. Il rapporto tra l&#039;ombra della piramide e quella del palo sarebbe stato uguale al rapporto tra l&#039;altezza della piramide e quella del palo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa seconda soluzione presuppone quindi la conoscenza della &#039;&#039;&#039;similitudine dei triangoli&#039;&#039;&#039;. D&#039;altra parte, secondo le testimonianze degli scrittori greci, la teoria delle proporzioni non sarebbe stata conosciuta in Grecia prima di Pitagora, che l&#039;avrebbe appresa a Babilonia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per questo motivo, la versione di Gerolamo di Rodi può essere considerata più plausibile, soprattutto per la semplicità e il carattere elementare del metodo che descrive.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Fonti e bibliografia ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Talete&amp;diff=7031</id>
		<title>Talete</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Talete&amp;diff=7031"/>
		<updated>2026-09-15T12:37:08Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari: /* La cosmologia e la filosofia di Talete */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{Senza fonti}}[[File:Gemini Generated Image krk1makrk1makrk1.jpg|destra|senza_cornice|568x568px]]&lt;br /&gt;
Filosofo del VII secolo a.C. (presumibilmente 624-548 a.C.), Talete fu uno dei sette saggi della Grecia e il fondatore della filosofia greca. Fu contemporaneo di Solone e di Creso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Suo padre si chiamava, secondo alcune testimonianze, Examius&#039;&#039;&#039;. &#039;&#039;R. Schuster ravvisò in questo nome una certa somiglianza con quello di Samuele e ipotizzò, pertanto, che Talete fosse di origine semitica&amp;lt;ref&amp;gt;P. Schuster, “Thales ein Phönicier?”, Acta Philologorum Lipsiensium IV (1875), pp. 328–330. &amp;lt;/ref&amp;gt;. Diels, nell&#039;articolo Thales ein Semite&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.degruyterbrill.com/de/document/doi/10.1515/agph.1889.2.2.165/html?_x_output_type_b6db407c4_=embedded_pdf#1#1&amp;lt;/ref&amp;gt; pubblicato nell&#039; Archiv für Geschichte der Philosophie, dimostrò tuttavia l&#039;infondatezza di questa ipotesi. Secondo Erodoto, la famiglia di Talete sarebbe giunta a Mileto dalla Fenicia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== La cosmologia e la filosofia di Talete ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aristotele mette a confronto le concezioni cosmologiche di Talete con gli insegnamenti mitologici di Omero ed Esiodo. Secondo Tanri, nel suo studio &#039;&#039;I primi passi della scienza greca antica&#039;&#039; (San Pietroburgo, 1902)&amp;lt;ref&amp;gt;P. Tannery, Pour l&#039;histoire de la science hellène: De Thalès à Empédocle, Paris 1887 (nuova ed. con note di A. Diès, 1930). Edizione italiana citata nell&#039;articolo: I primi passi della scienza greca antica, San Pietroburgo 1902&amp;lt;/ref&amp;gt;, la cosmologia di Talete presenta inoltre notevoli somiglianze con alcune concezioni egiziane.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo la concezione attribuita a Talete, l&#039;universo sarebbe costituito da una massa liquida, al centro della quale si trova un corpo d&#039;aria avente la forma di una ciotola rovesciata, con il lato aperto rivolto verso il basso. La superficie concava di questo corpo costituirebbe il cielo; sulla sua superficie inferiore, al centro, galleggerebbe un disco che si muove sull&#039;acqua. Le stelle sarebbero divinità che fluttuano nel firmamento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche le concezioni filosofiche di Talete sono strettamente collegate alle sue idee cosmologiche. Le conosciamo soprattutto attraverso il primo libro della &#039;&#039;Metafisica&#039;&#039; di Aristotele, che definisce Talete il caposcuola dei primi fisici, e attraverso i dossografi, che ricavarono le proprie informazioni da Ezio, la cui opera sulla storia della filosofia fu in parte ricostruita da Diels.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete era interessato a due questioni strettamente collegate: &#039;&#039;&#039;da che cosa deriva ogni cosa e che cosa costituisce l&#039;essenza (ἀρχή) dell&#039;esistenza&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla prima domanda rispondeva sostenendo che &#039;&#039;&#039;l&#039;acqua è l&#039;essenza di tutte le cose&#039;&#039;&#039;, che tutto deriva dall&#039;acqua e che tutto ritorna nuovamente all&#039;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete avrebbe sostenuto questa concezione per tre ragioni principali. In primo luogo, il seme di tutti gli esseri viventi possiede una natura umida; in secondo luogo, tutte le piante si nutrono di umidità e grazie ad essa producono i loro frutti, mentre, private dell&#039;acqua, si seccano; in terzo luogo, anche il fuoco del sole e degli altri astri sarebbe alimentato dall&#039;evaporazione dell&#039;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oltre all&#039;acqua, Talete sembra aver ammesso anche un altro principio che, con ogni probabilità, identificava comunque con l&#039;acqua stessa. Egli affermava che &#039;&#039;&#039;Dio è la mente del mondo&#039;&#039;&#039;, che ogni cosa è animata e che tutto è pieno di divinità. Il potere divino penetra attraverso l&#039;umidità originaria e la mette in movimento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete avrebbe inoltre identificato questa mente universale con una necessità che governa ogni cosa. Considerava l&#039;anima come principio del movimento, continuo e capace di muoversi autonomamente. Attribuiva un&#039;anima persino alla calamita, poiché essa attrae il ferro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete viene generalmente definito &#039;&#039;&#039;ilozoista&#039;&#039;&#039; e, in effetti, non si può ignorare l&#039;affermazione di Aristotele secondo cui i primi «fisiologi» identificavano la materia con un principio capace di governarla. Si può quindi concludere che, per Talete, la mente del mondo, o la necessità, costituisse un principio non diverso dall&#039;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con ogni probabilità, Talete aderiva inoltre alla concezione, diffusa tra i primi filosofi ionici, secondo cui il mondo nasce periodicamente dal principio originario e ad esso ritorna. Non possediamo però informazioni sufficienti per stabilire in che modo, secondo Talete, avvenisse precisamente la formazione del mondo. Simplicio lo paragona, a questo proposito, ad [[Anassimene]], mentre Teofrasto contesta tale analogia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;importanza della filosofia di Talete risiede soprattutto nel fatto che in essa troviamo i primi elementi di una riflessione filosofica sul mondo fisico. La difficoltà nello studio del suo pensiero consiste però nel rischio di attribuirgli concezioni appartenenti più in generale al primo periodo della filosofia greca e, in particolare, alla tradizione ionica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aristotele, infatti, riferisce le dottrine di Talete non sulla base della lettura diretta delle sue opere, ma attraverso testimonianze e tradizioni di seconda mano. Nonostante ciò, Aristotele rimane nell&#039;antichità una delle fonti più autorevoli per la ricostruzione della filosofia dei primi pensatori greci.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Talete come matematico e astronomo ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un tempo Talete era considerato quasi l&#039;unico uomo in tutta la Grecia ad essersi dedicato alla scienza pura e al pensiero astratto senza perseguire finalità pratiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra Mileto e l&#039;Egitto esistevano allora rapporti commerciali molto intensi e Talete, partecipando a tali attività, avrebbe trascorso gran parte della prima metà della sua vita. Durante i suoi soggiorni in Egitto ebbe modo, secondo la tradizione, di entrare in contatto con i sacerdoti egiziani e di apprendere alcuni elementi delle loro conoscenze scientifiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come ha sostenuto il professor Roth, gran parte delle conoscenze acquisite da Talete in questo modo apparteneva alla sfera della religione egiziana e delle speculazioni ad essa collegate. Per quanto riguarda la matematica e l&#039;astronomia, invece, Talete avrebbe appreso dagli Egiziani soprattutto gli elementi fondamentali e quelli maggiormente necessari.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Rientrato in patria intorno al 590 a.C., già in età relativamente avanzata, Talete ebbe inizialmente difficoltà a trovare presso i suoi concittadini il riconoscimento che corrispondeva alla sua intelligenza, alle sue conoscenze e alla sua esperienza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sua vita a Mileto, dedicata soprattutto allo studio della natura e dell&#039;astronomia, non poteva suscitare particolare ammirazione tra i commercianti, abituati a pensare che una persona intelligente dovesse dedicare il proprio lavoro e il proprio tempo ad attività capaci di produrre un [[profitto]] concreto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È noto, per esempio, l&#039;aneddoto secondo cui Talete fu oggetto di scherno da parte di una donna perché, mentre osservava il cielo, non si accorse di una pietra sul terreno e vi inciampò.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Due episodi contribuirono tuttavia a elevare notevolmente la sua reputazione presso i concittadini e, più in generale, presso i Greci, che arrivarono a riconoscerlo come il primo dei sette sapienti della Grecia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo episodio è raccontato da Aristotele. Talete avrebbe previsto, già all&#039;inizio della primavera, che quell&#039;anno ci sarebbe stato un raccolto particolarmente abbondante di olive. Per dimostrare ai suoi concittadini che lo studio e la conoscenza potevano produrre anche vantaggi economici, acquistò in anticipo, a un prezzo conveniente, tutte le presse per la produzione dell&#039;olio disponibili a Mileto e a Chio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando la sua previsione si rivelò corretta e l&#039;eccezionale raccolto di olive rese necessaria una grande quantità di presse, Talete poté affittarle a un prezzo molto elevato, ottenendo così un notevole profitto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il secondo episodio che contribuì a diffondere la sua fama in tutta la Grecia fu la previsione di un&#039;eclissi solare avvenuta nel &#039;&#039;&#039;585 a.C.&#039;&#039;&#039;, il 28 maggio secondo la tradizione. L&#039;eclissi fu totale e, secondo i calcoli astronomici moderni, la sua fascia di totalità passò a poche miglia a nord di Mileto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In seguito a questi avvenimenti, Talete acquisì anche una notevole influenza nella vita politica della sua città.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Egli propose agli Ioni di unirsi in un&#039;unica e forte organizzazione politica, mantenendo al tempo stesso una struttura autonoma e indipendente per le singole città. Il fallimento di questa proposta contribuì, secondo la tradizione, alla successiva perdita della libertà e dell&#039;indipendenza delle città ioniche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In un&#039;altra occasione, Talete diede al popolo di Mileto un consiglio che si rivelò particolarmente importante: lo esortò ad astenersi dalla pericolosa alleanza che il re lidio Creso proponeva contro il re persiano Ciro. L&#039;accoglimento di questo consiglio avrebbe salvato Mileto dalla distruzione alla quale sarebbe stata altrimenti sottoposta dopo la sconfitta di Creso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La correttezza della previsione dell&#039;eclissi da parte di Talete, almeno per quanto riguarda l&#039;anno in cui essa si verificò, viene spiegata con la sua conoscenza del famoso periodo utilizzato dai Babilonesi per prevedere il ripetersi delle eclissi, chiamato &#039;&#039;&#039;saros&#039;&#039;&#039;, della durata di circa 18 anni e 11 giorni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A Talete viene inoltre attribuita la conoscenza della grandezza del diametro apparente del Sole, che egli avrebbe considerato pari a 1/720 dell&#039;intera eclittica, cioè circa 30 minuti d&#039;arco.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Bretschneider, Talete conosceva approfonditamente l&#039;astronomia egiziana e da essa avrebbe ricavato gran parte delle proprie conoscenze astronomiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La concezione del mondo a lui attribuita presentava l&#039;universo come uno spazio sferico al cui centro si trovava la Terra, anch&#039;essa sferica. Attorno alla Terra si muovevano il Sole, la Luna e le stelle, compiendo rivoluzioni complete nel corso della giornata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Sole e la Luna compivano inoltre movimenti propri sul firmamento: il Sole completava il suo percorso nell&#039;arco di un anno, composto da 365 giorni, mentre la Luna lo faceva nell&#039;arco di un mese.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il percorso annuale del Sole sul firmamento, cioè l&#039;eclittica, attraversava l&#039;equatore formando con esso un angolo e raggiungeva alternativamente i due punti di massima declinazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sul firmamento venivano distinti cinque cerchi o fasce: il primo era il &#039;&#039;&#039;cerchio settentrionale o artico&#039;&#039;&#039;, sempre visibile; il secondo era il &#039;&#039;&#039;tropico estivo&#039;&#039;&#039;; il terzo era il &#039;&#039;&#039;cerchio equinoziale&#039;&#039;&#039;; il quarto era il &#039;&#039;&#039;tropico invernale&#039;&#039;&#039;; il quinto era il &#039;&#039;&#039;cerchio antartico&#039;&#039;&#039;, sempre invisibile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Luna, considerata di natura affine a quella della Terra, riceveva la propria luce dal Sole. Le eclissi solari si verificavano quando la Luna passava davanti al Sole, mentre le eclissi lunari avvenivano quando la Luna entrava nell&#039;ombra proiettata dalla Terra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Durante i suoi viaggi in Egitto, Talete avrebbe inoltre appreso dai Fenici alcune conoscenze legate alla navigazione. Tra queste viene ricordato l&#039;uso della &#039;&#039;&#039;Piccola Orsa&#039;&#039;&#039; per determinare la direzione settentrionale, al posto della &#039;&#039;&#039;Grande Orsa&#039;&#039;&#039;, precedentemente utilizzata a tale scopo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A Talete vengono attribuite anche due opere astronomiche, scritte secondo le consuetudini dell&#039;epoca in forma poetica. Una di esse, secondo la testimonianza di Diogene Laerzio, aveva per titolo &#039;&#039;Περὶ τροπῶν καὶ ἰσημεριῶν&#039;&#039; («Sui solstizi e sugli equinozi»); l&#039;altra, secondo la &#039;&#039;Suda&#039;&#039;, era un trattato sui fenomeni celesti in generale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il professor Roth ritiene tuttavia che quest&#039;ultima opera fosse dedicata soprattutto all&#039;astronomia nautica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Talete e la matematica ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il merito più importante attribuito a Talete nel campo della matematica consiste nel trasferimento dall&#039;Egitto alla Grecia dei primi principi teorici della geometria elementare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Eudemo, secondo quanto riferisce Proclo, attribuisce a Talete la scoperta delle seguenti proposizioni geometriche:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* gli angoli opposti al vertice sono uguali;&lt;br /&gt;
* gli angoli alla base di un triangolo isoscele sono uguali;&lt;br /&gt;
* un triangolo è determinato da un lato e dai due angoli ad esso adiacenti;&lt;br /&gt;
* il diametro divide il cerchio in due parti uguali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Diogene Laerzio, sulla base delle parole di Panfilia, aggiunge a questo elenco un&#039;altra proposizione: &#039;&#039;&#039;l&#039;angolo inscritto in un semicerchio è retto&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per delineare un quadro completo delle conoscenze geometriche attribuite a Talete sarebbe necessario aggiungere anche una serie di altre proposizioni, senza le quali le precedenti acquisizioni sarebbero difficilmente comprensibili: proprietà delle rette parallele, dei triangoli equilateri, isosceli e scaleni, dei parallelogrammi e così via.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oltre alle «scoperte» teoriche elencate, gli scrittori greci attribuiscono a Talete la soluzione di due problemi geometrici di carattere pratico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo consisteva nel determinare la distanza di una nave in mare dal porto di Mileto; il secondo nel determinare l&#039;altezza di una piramide conoscendo la lunghezza della sua ombra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella storiografia matematica moderna, tuttavia, si è affermata l&#039;idea che molte delle «scoperte» geometriche attribuite a Talete dai suoi compatrioti fossero in realtà conoscenze derivate dalla scienza egiziana.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per i discepoli diretti di Talete, che non conoscevano la scienza egiziana e disponevano in generale di conoscenze molto limitate, tutto ciò che il maestro insegnava appariva come una novità completa, sconosciuta in precedenza e quindi attribuibile direttamente a lui.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli studiosi greci successivi, inoltre, dovettero confrontarsi più volte con testimonianze contraddittorie. La tendenza a esaltare la gloria nazionale e i meriti degli scienziati greci contribuì probabilmente a mantenere alcune attribuzioni tradizionali anche quando non erano pienamente fondate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da questo derivarono diverse contraddizioni e alcuni anacronismi nelle testimonianze degli autori antichi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così, per esempio, Panfilia e Diogene Laerzio attribuiscono a Talete la «scoperta» della proprietà dell&#039;angolo inscritto in un semicirchio; secondo altre testimonianze, invece, tale scoperta sarebbe da attribuire a Pitagora.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il desiderio degli scrittori e degli scienziati greci di esaltare la gloria dei propri compatrioti emerge con particolare chiarezza anche nei racconti relativi al metodo con cui Talete avrebbe determinato l&#039;altezza di una piramide attraverso la misurazione della sua ombra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Gerolamo di Rodi, citato da Diogene Laerzio, Talete avrebbe risolto il problema misurando la lunghezza dell&#039;ombra della piramide nel momento in cui l&#039;ombra proiettata da un osservatore risultava uguale alla sua altezza. In questo modo, l&#039;altezza della piramide sarebbe risultata uguale alla lunghezza della sua ombra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La versione di Plutarco, riportata nei &#039;&#039;Convivialia septem sapientium&#039;&#039;, presenta invece una situazione diversa. Secondo Plutarco, Talete avrebbe posto un palo verticale all&#039;estremità dell&#039;ombra della piramide e avrebbe utilizzato i due triangoli così formati, confrontando l&#039;ombra della piramide con quella del palo. Il rapporto tra l&#039;ombra della piramide e quella del palo sarebbe stato uguale al rapporto tra l&#039;altezza della piramide e quella del palo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa seconda soluzione presuppone quindi la conoscenza della &#039;&#039;&#039;similitudine dei triangoli&#039;&#039;&#039;. D&#039;altra parte, secondo le testimonianze degli scrittori greci, la teoria delle proporzioni non sarebbe stata conosciuta in Grecia prima di Pitagora, che l&#039;avrebbe appresa a Babilonia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per questo motivo, la versione di Gerolamo di Rodi può essere considerata più plausibile, soprattutto per la semplicità e il carattere elementare del metodo che descrive.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Fonti e bibliografia ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Talete&amp;diff=7030</id>
		<title>Talete</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Talete&amp;diff=7030"/>
		<updated>2026-09-15T12:34:58Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{Senza fonti}}[[File:Gemini Generated Image krk1makrk1makrk1.jpg|destra|senza_cornice|568x568px]]&lt;br /&gt;
Filosofo del VII secolo a.C. (presumibilmente 624-548 a.C.), Talete fu uno dei sette saggi della Grecia e il fondatore della filosofia greca. Fu contemporaneo di Solone e di Creso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Suo padre si chiamava, secondo alcune testimonianze, Examius&#039;&#039;&#039;. &#039;&#039;R. Schuster ravvisò in questo nome una certa somiglianza con quello di Samuele e ipotizzò, pertanto, che Talete fosse di origine semitica&amp;lt;ref&amp;gt;P. Schuster, “Thales ein Phönicier?”, Acta Philologorum Lipsiensium IV (1875), pp. 328–330. &amp;lt;/ref&amp;gt;. Diels, nell&#039;articolo Thales ein Semite&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.degruyterbrill.com/de/document/doi/10.1515/agph.1889.2.2.165/html?_x_output_type_b6db407c4_=embedded_pdf#1#1&amp;lt;/ref&amp;gt; pubblicato nell&#039; Archiv für Geschichte der Philosophie, dimostrò tuttavia l&#039;infondatezza di questa ipotesi. Secondo Erodoto, la famiglia di Talete sarebbe giunta a Mileto dalla Fenicia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== La cosmologia e la filosofia di Talete ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aristotele mette a confronto le concezioni cosmologiche di Talete con gli insegnamenti mitologici di Omero ed Esiodo. Secondo Tanri, nel suo studio &#039;&#039;I primi passi della scienza greca antica&#039;&#039; (San Pietroburgo, 1902), la cosmologia di Talete presenta inoltre notevoli somiglianze con alcune concezioni egiziane.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo la concezione attribuita a Talete, l&#039;universo sarebbe costituito da una massa liquida, al centro della quale si trova un corpo d&#039;aria avente la forma di una ciotola rovesciata, con il lato aperto rivolto verso il basso. La superficie concava di questo corpo costituirebbe il cielo; sulla sua superficie inferiore, al centro, galleggerebbe un disco che si muove sull&#039;acqua. Le stelle sarebbero divinità che fluttuano nel firmamento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche le concezioni filosofiche di Talete sono strettamente collegate alle sue idee cosmologiche. Le conosciamo soprattutto attraverso il primo libro della &#039;&#039;Metafisica&#039;&#039; di Aristotele, che definisce Talete il caposcuola dei primi fisici, e attraverso i dossografi, che ricavarono le proprie informazioni da Ezio, la cui opera sulla storia della filosofia fu in parte ricostruita da Diels.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete era interessato a due questioni strettamente collegate: &#039;&#039;&#039;da che cosa deriva ogni cosa e che cosa costituisce l&#039;essenza (ἀρχή) dell&#039;esistenza&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla prima domanda rispondeva sostenendo che &#039;&#039;&#039;l&#039;acqua è l&#039;essenza di tutte le cose&#039;&#039;&#039;, che tutto deriva dall&#039;acqua e che tutto ritorna nuovamente all&#039;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete avrebbe sostenuto questa concezione per tre ragioni principali. In primo luogo, il seme di tutti gli esseri viventi possiede una natura umida; in secondo luogo, tutte le piante si nutrono di umidità e grazie ad essa producono i loro frutti, mentre, private dell&#039;acqua, si seccano; in terzo luogo, anche il fuoco del sole e degli altri astri sarebbe alimentato dall&#039;evaporazione dell&#039;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oltre all&#039;acqua, Talete sembra aver ammesso anche un altro principio che, con ogni probabilità, identificava comunque con l&#039;acqua stessa. Egli affermava che &#039;&#039;&#039;Dio è la mente del mondo&#039;&#039;&#039;, che ogni cosa è animata e che tutto è pieno di divinità. Il potere divino penetra attraverso l&#039;umidità originaria e la mette in movimento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete avrebbe inoltre identificato questa mente universale con una necessità che governa ogni cosa. Considerava l&#039;anima come principio del movimento, continuo e capace di muoversi autonomamente. Attribuiva un&#039;anima persino alla calamita, poiché essa attrae il ferro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete viene generalmente definito &#039;&#039;&#039;ilozoista&#039;&#039;&#039; e, in effetti, non si può ignorare l&#039;affermazione di Aristotele secondo cui i primi «fisiologi» identificavano la materia con un principio capace di governarla. Si può quindi concludere che, per Talete, la mente del mondo, o la necessità, costituisse un principio non diverso dall&#039;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con ogni probabilità, Talete aderiva inoltre alla concezione, diffusa tra i primi filosofi ionici, secondo cui il mondo nasce periodicamente dal principio originario e ad esso ritorna. Non possediamo però informazioni sufficienti per stabilire in che modo, secondo Talete, avvenisse precisamente la formazione del mondo. Simplicio lo paragona, a questo proposito, ad [[Anassimene]], mentre Teofrasto contesta tale analogia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;importanza della filosofia di Talete risiede soprattutto nel fatto che in essa troviamo i primi elementi di una riflessione filosofica sul mondo fisico. La difficoltà nello studio del suo pensiero consiste però nel rischio di attribuirgli concezioni appartenenti più in generale al primo periodo della filosofia greca e, in particolare, alla tradizione ionica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aristotele, infatti, riferisce le dottrine di Talete non sulla base della lettura diretta delle sue opere, ma attraverso testimonianze e tradizioni di seconda mano. Nonostante ciò, Aristotele rimane nell&#039;antichità una delle fonti più autorevoli per la ricostruzione della filosofia dei primi pensatori greci.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Talete come matematico e astronomo ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un tempo Talete era considerato quasi l&#039;unico uomo in tutta la Grecia ad essersi dedicato alla scienza pura e al pensiero astratto senza perseguire finalità pratiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra Mileto e l&#039;Egitto esistevano allora rapporti commerciali molto intensi e Talete, partecipando a tali attività, avrebbe trascorso gran parte della prima metà della sua vita. Durante i suoi soggiorni in Egitto ebbe modo, secondo la tradizione, di entrare in contatto con i sacerdoti egiziani e di apprendere alcuni elementi delle loro conoscenze scientifiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come ha sostenuto il professor Roth, gran parte delle conoscenze acquisite da Talete in questo modo apparteneva alla sfera della religione egiziana e delle speculazioni ad essa collegate. Per quanto riguarda la matematica e l&#039;astronomia, invece, Talete avrebbe appreso dagli Egiziani soprattutto gli elementi fondamentali e quelli maggiormente necessari.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Rientrato in patria intorno al 590 a.C., già in età relativamente avanzata, Talete ebbe inizialmente difficoltà a trovare presso i suoi concittadini il riconoscimento che corrispondeva alla sua intelligenza, alle sue conoscenze e alla sua esperienza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sua vita a Mileto, dedicata soprattutto allo studio della natura e dell&#039;astronomia, non poteva suscitare particolare ammirazione tra i commercianti, abituati a pensare che una persona intelligente dovesse dedicare il proprio lavoro e il proprio tempo ad attività capaci di produrre un [[profitto]] concreto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È noto, per esempio, l&#039;aneddoto secondo cui Talete fu oggetto di scherno da parte di una donna perché, mentre osservava il cielo, non si accorse di una pietra sul terreno e vi inciampò.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Due episodi contribuirono tuttavia a elevare notevolmente la sua reputazione presso i concittadini e, più in generale, presso i Greci, che arrivarono a riconoscerlo come il primo dei sette sapienti della Grecia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo episodio è raccontato da Aristotele. Talete avrebbe previsto, già all&#039;inizio della primavera, che quell&#039;anno ci sarebbe stato un raccolto particolarmente abbondante di olive. Per dimostrare ai suoi concittadini che lo studio e la conoscenza potevano produrre anche vantaggi economici, acquistò in anticipo, a un prezzo conveniente, tutte le presse per la produzione dell&#039;olio disponibili a Mileto e a Chio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando la sua previsione si rivelò corretta e l&#039;eccezionale raccolto di olive rese necessaria una grande quantità di presse, Talete poté affittarle a un prezzo molto elevato, ottenendo così un notevole profitto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il secondo episodio che contribuì a diffondere la sua fama in tutta la Grecia fu la previsione di un&#039;eclissi solare avvenuta nel &#039;&#039;&#039;585 a.C.&#039;&#039;&#039;, il 28 maggio secondo la tradizione. L&#039;eclissi fu totale e, secondo i calcoli astronomici moderni, la sua fascia di totalità passò a poche miglia a nord di Mileto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In seguito a questi avvenimenti, Talete acquisì anche una notevole influenza nella vita politica della sua città.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Egli propose agli Ioni di unirsi in un&#039;unica e forte organizzazione politica, mantenendo al tempo stesso una struttura autonoma e indipendente per le singole città. Il fallimento di questa proposta contribuì, secondo la tradizione, alla successiva perdita della libertà e dell&#039;indipendenza delle città ioniche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In un&#039;altra occasione, Talete diede al popolo di Mileto un consiglio che si rivelò particolarmente importante: lo esortò ad astenersi dalla pericolosa alleanza che il re lidio Creso proponeva contro il re persiano Ciro. L&#039;accoglimento di questo consiglio avrebbe salvato Mileto dalla distruzione alla quale sarebbe stata altrimenti sottoposta dopo la sconfitta di Creso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La correttezza della previsione dell&#039;eclissi da parte di Talete, almeno per quanto riguarda l&#039;anno in cui essa si verificò, viene spiegata con la sua conoscenza del famoso periodo utilizzato dai Babilonesi per prevedere il ripetersi delle eclissi, chiamato &#039;&#039;&#039;saros&#039;&#039;&#039;, della durata di circa 18 anni e 11 giorni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A Talete viene inoltre attribuita la conoscenza della grandezza del diametro apparente del Sole, che egli avrebbe considerato pari a 1/720 dell&#039;intera eclittica, cioè circa 30 minuti d&#039;arco.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Bretschneider, Talete conosceva approfonditamente l&#039;astronomia egiziana e da essa avrebbe ricavato gran parte delle proprie conoscenze astronomiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La concezione del mondo a lui attribuita presentava l&#039;universo come uno spazio sferico al cui centro si trovava la Terra, anch&#039;essa sferica. Attorno alla Terra si muovevano il Sole, la Luna e le stelle, compiendo rivoluzioni complete nel corso della giornata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Sole e la Luna compivano inoltre movimenti propri sul firmamento: il Sole completava il suo percorso nell&#039;arco di un anno, composto da 365 giorni, mentre la Luna lo faceva nell&#039;arco di un mese.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il percorso annuale del Sole sul firmamento, cioè l&#039;eclittica, attraversava l&#039;equatore formando con esso un angolo e raggiungeva alternativamente i due punti di massima declinazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sul firmamento venivano distinti cinque cerchi o fasce: il primo era il &#039;&#039;&#039;cerchio settentrionale o artico&#039;&#039;&#039;, sempre visibile; il secondo era il &#039;&#039;&#039;tropico estivo&#039;&#039;&#039;; il terzo era il &#039;&#039;&#039;cerchio equinoziale&#039;&#039;&#039;; il quarto era il &#039;&#039;&#039;tropico invernale&#039;&#039;&#039;; il quinto era il &#039;&#039;&#039;cerchio antartico&#039;&#039;&#039;, sempre invisibile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Luna, considerata di natura affine a quella della Terra, riceveva la propria luce dal Sole. Le eclissi solari si verificavano quando la Luna passava davanti al Sole, mentre le eclissi lunari avvenivano quando la Luna entrava nell&#039;ombra proiettata dalla Terra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Durante i suoi viaggi in Egitto, Talete avrebbe inoltre appreso dai Fenici alcune conoscenze legate alla navigazione. Tra queste viene ricordato l&#039;uso della &#039;&#039;&#039;Piccola Orsa&#039;&#039;&#039; per determinare la direzione settentrionale, al posto della &#039;&#039;&#039;Grande Orsa&#039;&#039;&#039;, precedentemente utilizzata a tale scopo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A Talete vengono attribuite anche due opere astronomiche, scritte secondo le consuetudini dell&#039;epoca in forma poetica. Una di esse, secondo la testimonianza di Diogene Laerzio, aveva per titolo &#039;&#039;Περὶ τροπῶν καὶ ἰσημεριῶν&#039;&#039; («Sui solstizi e sugli equinozi»); l&#039;altra, secondo la &#039;&#039;Suda&#039;&#039;, era un trattato sui fenomeni celesti in generale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il professor Roth ritiene tuttavia che quest&#039;ultima opera fosse dedicata soprattutto all&#039;astronomia nautica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Talete e la matematica ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il merito più importante attribuito a Talete nel campo della matematica consiste nel trasferimento dall&#039;Egitto alla Grecia dei primi principi teorici della geometria elementare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Eudemo, secondo quanto riferisce Proclo, attribuisce a Talete la scoperta delle seguenti proposizioni geometriche:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* gli angoli opposti al vertice sono uguali;&lt;br /&gt;
* gli angoli alla base di un triangolo isoscele sono uguali;&lt;br /&gt;
* un triangolo è determinato da un lato e dai due angoli ad esso adiacenti;&lt;br /&gt;
* il diametro divide il cerchio in due parti uguali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Diogene Laerzio, sulla base delle parole di Panfilia, aggiunge a questo elenco un&#039;altra proposizione: &#039;&#039;&#039;l&#039;angolo inscritto in un semicerchio è retto&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per delineare un quadro completo delle conoscenze geometriche attribuite a Talete sarebbe necessario aggiungere anche una serie di altre proposizioni, senza le quali le precedenti acquisizioni sarebbero difficilmente comprensibili: proprietà delle rette parallele, dei triangoli equilateri, isosceli e scaleni, dei parallelogrammi e così via.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oltre alle «scoperte» teoriche elencate, gli scrittori greci attribuiscono a Talete la soluzione di due problemi geometrici di carattere pratico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo consisteva nel determinare la distanza di una nave in mare dal porto di Mileto; il secondo nel determinare l&#039;altezza di una piramide conoscendo la lunghezza della sua ombra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella storiografia matematica moderna, tuttavia, si è affermata l&#039;idea che molte delle «scoperte» geometriche attribuite a Talete dai suoi compatrioti fossero in realtà conoscenze derivate dalla scienza egiziana.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per i discepoli diretti di Talete, che non conoscevano la scienza egiziana e disponevano in generale di conoscenze molto limitate, tutto ciò che il maestro insegnava appariva come una novità completa, sconosciuta in precedenza e quindi attribuibile direttamente a lui.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli studiosi greci successivi, inoltre, dovettero confrontarsi più volte con testimonianze contraddittorie. La tendenza a esaltare la gloria nazionale e i meriti degli scienziati greci contribuì probabilmente a mantenere alcune attribuzioni tradizionali anche quando non erano pienamente fondate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da questo derivarono diverse contraddizioni e alcuni anacronismi nelle testimonianze degli autori antichi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così, per esempio, Panfilia e Diogene Laerzio attribuiscono a Talete la «scoperta» della proprietà dell&#039;angolo inscritto in un semicirchio; secondo altre testimonianze, invece, tale scoperta sarebbe da attribuire a Pitagora.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il desiderio degli scrittori e degli scienziati greci di esaltare la gloria dei propri compatrioti emerge con particolare chiarezza anche nei racconti relativi al metodo con cui Talete avrebbe determinato l&#039;altezza di una piramide attraverso la misurazione della sua ombra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Gerolamo di Rodi, citato da Diogene Laerzio, Talete avrebbe risolto il problema misurando la lunghezza dell&#039;ombra della piramide nel momento in cui l&#039;ombra proiettata da un osservatore risultava uguale alla sua altezza. In questo modo, l&#039;altezza della piramide sarebbe risultata uguale alla lunghezza della sua ombra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La versione di Plutarco, riportata nei &#039;&#039;Convivialia septem sapientium&#039;&#039;, presenta invece una situazione diversa. Secondo Plutarco, Talete avrebbe posto un palo verticale all&#039;estremità dell&#039;ombra della piramide e avrebbe utilizzato i due triangoli così formati, confrontando l&#039;ombra della piramide con quella del palo. Il rapporto tra l&#039;ombra della piramide e quella del palo sarebbe stato uguale al rapporto tra l&#039;altezza della piramide e quella del palo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa seconda soluzione presuppone quindi la conoscenza della &#039;&#039;&#039;similitudine dei triangoli&#039;&#039;&#039;. D&#039;altra parte, secondo le testimonianze degli scrittori greci, la teoria delle proporzioni non sarebbe stata conosciuta in Grecia prima di Pitagora, che l&#039;avrebbe appresa a Babilonia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per questo motivo, la versione di Gerolamo di Rodi può essere considerata più plausibile, soprattutto per la semplicità e il carattere elementare del metodo che descrive.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Fonti e bibliografia ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Talete&amp;diff=7029</id>
		<title>Talete</title>
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		<updated>2026-09-15T12:26:07Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{Senza fonti}}[[File:Gemini Generated Image krk1makrk1makrk1.jpg|destra|senza_cornice|568x568px]]&lt;br /&gt;
Filosofo del VII secolo a.C. (presumibilmente 624-548 a.C.), Talete fu uno dei sette saggi della Grecia e il fondatore della filosofia greca. Fu contemporaneo di Solone e di Creso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Suo padre si chiamava, secondo alcune testimonianze, Examius&#039;&#039;&#039;. &#039;&#039;R. Schuster ravvisò in questo nome una certa somiglianza con quello di Samuele e ipotizzò, pertanto, che Talete fosse di origine semitica. Diels, nell&#039;articolo Thales ein Semite&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.degruyterbrill.com/de/document/doi/10.1515/agph.1889.2.2.165/html?_x_output_type_b6db407c4_=embedded_pdf#1#1&amp;lt;/ref&amp;gt; pubblicato nell&#039; Archiv für Geschichte der Philosophie, dimostrò tuttavia l&#039;infondatezza di questa ipotesi. Secondo Erodoto, la famiglia di Talete sarebbe giunta a Mileto dalla Fenicia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== La cosmologia e la filosofia di Talete ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aristotele mette a confronto le concezioni cosmologiche di Talete con gli insegnamenti mitologici di Omero ed Esiodo. Secondo Tanri, nel suo studio &#039;&#039;I primi passi della scienza greca antica&#039;&#039; (San Pietroburgo, 1902), la cosmologia di Talete presenta inoltre notevoli somiglianze con alcune concezioni egiziane.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo la concezione attribuita a Talete, l&#039;universo sarebbe costituito da una massa liquida, al centro della quale si trova un corpo d&#039;aria avente la forma di una ciotola rovesciata, con il lato aperto rivolto verso il basso. La superficie concava di questo corpo costituirebbe il cielo; sulla sua superficie inferiore, al centro, galleggerebbe un disco che si muove sull&#039;acqua. Le stelle sarebbero divinità che fluttuano nel firmamento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche le concezioni filosofiche di Talete sono strettamente collegate alle sue idee cosmologiche. Le conosciamo soprattutto attraverso il primo libro della &#039;&#039;Metafisica&#039;&#039; di Aristotele, che definisce Talete il caposcuola dei primi fisici, e attraverso i dossografi, che ricavarono le proprie informazioni da Ezio, la cui opera sulla storia della filosofia fu in parte ricostruita da Diels.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete era interessato a due questioni strettamente collegate: &#039;&#039;&#039;da che cosa deriva ogni cosa e che cosa costituisce l&#039;essenza (ἀρχή) dell&#039;esistenza&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla prima domanda rispondeva sostenendo che &#039;&#039;&#039;l&#039;acqua è l&#039;essenza di tutte le cose&#039;&#039;&#039;, che tutto deriva dall&#039;acqua e che tutto ritorna nuovamente all&#039;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete avrebbe sostenuto questa concezione per tre ragioni principali. In primo luogo, il seme di tutti gli esseri viventi possiede una natura umida; in secondo luogo, tutte le piante si nutrono di umidità e grazie ad essa producono i loro frutti, mentre, private dell&#039;acqua, si seccano; in terzo luogo, anche il fuoco del sole e degli altri astri sarebbe alimentato dall&#039;evaporazione dell&#039;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oltre all&#039;acqua, Talete sembra aver ammesso anche un altro principio che, con ogni probabilità, identificava comunque con l&#039;acqua stessa. Egli affermava che &#039;&#039;&#039;Dio è la mente del mondo&#039;&#039;&#039;, che ogni cosa è animata e che tutto è pieno di divinità. Il potere divino penetra attraverso l&#039;umidità originaria e la mette in movimento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete avrebbe inoltre identificato questa mente universale con una necessità che governa ogni cosa. Considerava l&#039;anima come principio del movimento, continuo e capace di muoversi autonomamente. Attribuiva un&#039;anima persino alla calamita, poiché essa attrae il ferro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete viene generalmente definito &#039;&#039;&#039;ilozoista&#039;&#039;&#039; e, in effetti, non si può ignorare l&#039;affermazione di Aristotele secondo cui i primi «fisiologi» identificavano la materia con un principio capace di governarla. Si può quindi concludere che, per Talete, la mente del mondo, o la necessità, costituisse un principio non diverso dall&#039;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con ogni probabilità, Talete aderiva inoltre alla concezione, diffusa tra i primi filosofi ionici, secondo cui il mondo nasce periodicamente dal principio originario e ad esso ritorna. Non possediamo però informazioni sufficienti per stabilire in che modo, secondo Talete, avvenisse precisamente la formazione del mondo. Simplicio lo paragona, a questo proposito, ad [[Anassimene]], mentre Teofrasto contesta tale analogia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;importanza della filosofia di Talete risiede soprattutto nel fatto che in essa troviamo i primi elementi di una riflessione filosofica sul mondo fisico. La difficoltà nello studio del suo pensiero consiste però nel rischio di attribuirgli concezioni appartenenti più in generale al primo periodo della filosofia greca e, in particolare, alla tradizione ionica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aristotele, infatti, riferisce le dottrine di Talete non sulla base della lettura diretta delle sue opere, ma attraverso testimonianze e tradizioni di seconda mano. Nonostante ciò, Aristotele rimane nell&#039;antichità una delle fonti più autorevoli per la ricostruzione della filosofia dei primi pensatori greci.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Talete come matematico e astronomo ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un tempo Talete era considerato quasi l&#039;unico uomo in tutta la Grecia ad essersi dedicato alla scienza pura e al pensiero astratto senza perseguire finalità pratiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra Mileto e l&#039;Egitto esistevano allora rapporti commerciali molto intensi e Talete, partecipando a tali attività, avrebbe trascorso gran parte della prima metà della sua vita. Durante i suoi soggiorni in Egitto ebbe modo, secondo la tradizione, di entrare in contatto con i sacerdoti egiziani e di apprendere alcuni elementi delle loro conoscenze scientifiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come ha sostenuto il professor Roth, gran parte delle conoscenze acquisite da Talete in questo modo apparteneva alla sfera della religione egiziana e delle speculazioni ad essa collegate. Per quanto riguarda la matematica e l&#039;astronomia, invece, Talete avrebbe appreso dagli Egiziani soprattutto gli elementi fondamentali e quelli maggiormente necessari.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Rientrato in patria intorno al 590 a.C., già in età relativamente avanzata, Talete ebbe inizialmente difficoltà a trovare presso i suoi concittadini il riconoscimento che corrispondeva alla sua intelligenza, alle sue conoscenze e alla sua esperienza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sua vita a Mileto, dedicata soprattutto allo studio della natura e dell&#039;astronomia, non poteva suscitare particolare ammirazione tra i commercianti, abituati a pensare che una persona intelligente dovesse dedicare il proprio lavoro e il proprio tempo ad attività capaci di produrre un [[profitto]] concreto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È noto, per esempio, l&#039;aneddoto secondo cui Talete fu oggetto di scherno da parte di una donna perché, mentre osservava il cielo, non si accorse di una pietra sul terreno e vi inciampò.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Due episodi contribuirono tuttavia a elevare notevolmente la sua reputazione presso i concittadini e, più in generale, presso i Greci, che arrivarono a riconoscerlo come il primo dei sette sapienti della Grecia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo episodio è raccontato da Aristotele. Talete avrebbe previsto, già all&#039;inizio della primavera, che quell&#039;anno ci sarebbe stato un raccolto particolarmente abbondante di olive. Per dimostrare ai suoi concittadini che lo studio e la conoscenza potevano produrre anche vantaggi economici, acquistò in anticipo, a un prezzo conveniente, tutte le presse per la produzione dell&#039;olio disponibili a Mileto e a Chio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando la sua previsione si rivelò corretta e l&#039;eccezionale raccolto di olive rese necessaria una grande quantità di presse, Talete poté affittarle a un prezzo molto elevato, ottenendo così un notevole profitto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il secondo episodio che contribuì a diffondere la sua fama in tutta la Grecia fu la previsione di un&#039;eclissi solare avvenuta nel &#039;&#039;&#039;585 a.C.&#039;&#039;&#039;, il 28 maggio secondo la tradizione. L&#039;eclissi fu totale e, secondo i calcoli astronomici moderni, la sua fascia di totalità passò a poche miglia a nord di Mileto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In seguito a questi avvenimenti, Talete acquisì anche una notevole influenza nella vita politica della sua città.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Egli propose agli Ioni di unirsi in un&#039;unica e forte organizzazione politica, mantenendo al tempo stesso una struttura autonoma e indipendente per le singole città. Il fallimento di questa proposta contribuì, secondo la tradizione, alla successiva perdita della libertà e dell&#039;indipendenza delle città ioniche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In un&#039;altra occasione, Talete diede al popolo di Mileto un consiglio che si rivelò particolarmente importante: lo esortò ad astenersi dalla pericolosa alleanza che il re lidio Creso proponeva contro il re persiano Ciro. L&#039;accoglimento di questo consiglio avrebbe salvato Mileto dalla distruzione alla quale sarebbe stata altrimenti sottoposta dopo la sconfitta di Creso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La correttezza della previsione dell&#039;eclissi da parte di Talete, almeno per quanto riguarda l&#039;anno in cui essa si verificò, viene spiegata con la sua conoscenza del famoso periodo utilizzato dai Babilonesi per prevedere il ripetersi delle eclissi, chiamato &#039;&#039;&#039;saros&#039;&#039;&#039;, della durata di circa 18 anni e 11 giorni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A Talete viene inoltre attribuita la conoscenza della grandezza del diametro apparente del Sole, che egli avrebbe considerato pari a 1/720 dell&#039;intera eclittica, cioè circa 30 minuti d&#039;arco.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Bretschneider, Talete conosceva approfonditamente l&#039;astronomia egiziana e da essa avrebbe ricavato gran parte delle proprie conoscenze astronomiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La concezione del mondo a lui attribuita presentava l&#039;universo come uno spazio sferico al cui centro si trovava la Terra, anch&#039;essa sferica. Attorno alla Terra si muovevano il Sole, la Luna e le stelle, compiendo rivoluzioni complete nel corso della giornata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Sole e la Luna compivano inoltre movimenti propri sul firmamento: il Sole completava il suo percorso nell&#039;arco di un anno, composto da 365 giorni, mentre la Luna lo faceva nell&#039;arco di un mese.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il percorso annuale del Sole sul firmamento, cioè l&#039;eclittica, attraversava l&#039;equatore formando con esso un angolo e raggiungeva alternativamente i due punti di massima declinazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sul firmamento venivano distinti cinque cerchi o fasce: il primo era il &#039;&#039;&#039;cerchio settentrionale o artico&#039;&#039;&#039;, sempre visibile; il secondo era il &#039;&#039;&#039;tropico estivo&#039;&#039;&#039;; il terzo era il &#039;&#039;&#039;cerchio equinoziale&#039;&#039;&#039;; il quarto era il &#039;&#039;&#039;tropico invernale&#039;&#039;&#039;; il quinto era il &#039;&#039;&#039;cerchio antartico&#039;&#039;&#039;, sempre invisibile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Luna, considerata di natura affine a quella della Terra, riceveva la propria luce dal Sole. Le eclissi solari si verificavano quando la Luna passava davanti al Sole, mentre le eclissi lunari avvenivano quando la Luna entrava nell&#039;ombra proiettata dalla Terra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Durante i suoi viaggi in Egitto, Talete avrebbe inoltre appreso dai Fenici alcune conoscenze legate alla navigazione. Tra queste viene ricordato l&#039;uso della &#039;&#039;&#039;Piccola Orsa&#039;&#039;&#039; per determinare la direzione settentrionale, al posto della &#039;&#039;&#039;Grande Orsa&#039;&#039;&#039;, precedentemente utilizzata a tale scopo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A Talete vengono attribuite anche due opere astronomiche, scritte secondo le consuetudini dell&#039;epoca in forma poetica. Una di esse, secondo la testimonianza di Diogene Laerzio, aveva per titolo &#039;&#039;Περὶ τροπῶν καὶ ἰσημεριῶν&#039;&#039; («Sui solstizi e sugli equinozi»); l&#039;altra, secondo la &#039;&#039;Suda&#039;&#039;, era un trattato sui fenomeni celesti in generale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il professor Roth ritiene tuttavia che quest&#039;ultima opera fosse dedicata soprattutto all&#039;astronomia nautica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Talete e la matematica ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il merito più importante attribuito a Talete nel campo della matematica consiste nel trasferimento dall&#039;Egitto alla Grecia dei primi principi teorici della geometria elementare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Eudemo, secondo quanto riferisce Proclo, attribuisce a Talete la scoperta delle seguenti proposizioni geometriche:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* gli angoli opposti al vertice sono uguali;&lt;br /&gt;
* gli angoli alla base di un triangolo isoscele sono uguali;&lt;br /&gt;
* un triangolo è determinato da un lato e dai due angoli ad esso adiacenti;&lt;br /&gt;
* il diametro divide il cerchio in due parti uguali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Diogene Laerzio, sulla base delle parole di Panfilia, aggiunge a questo elenco un&#039;altra proposizione: &#039;&#039;&#039;l&#039;angolo inscritto in un semicerchio è retto&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per delineare un quadro completo delle conoscenze geometriche attribuite a Talete sarebbe necessario aggiungere anche una serie di altre proposizioni, senza le quali le precedenti acquisizioni sarebbero difficilmente comprensibili: proprietà delle rette parallele, dei triangoli equilateri, isosceli e scaleni, dei parallelogrammi e così via.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oltre alle «scoperte» teoriche elencate, gli scrittori greci attribuiscono a Talete la soluzione di due problemi geometrici di carattere pratico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo consisteva nel determinare la distanza di una nave in mare dal porto di Mileto; il secondo nel determinare l&#039;altezza di una piramide conoscendo la lunghezza della sua ombra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella storiografia matematica moderna, tuttavia, si è affermata l&#039;idea che molte delle «scoperte» geometriche attribuite a Talete dai suoi compatrioti fossero in realtà conoscenze derivate dalla scienza egiziana.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per i discepoli diretti di Talete, che non conoscevano la scienza egiziana e disponevano in generale di conoscenze molto limitate, tutto ciò che il maestro insegnava appariva come una novità completa, sconosciuta in precedenza e quindi attribuibile direttamente a lui.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli studiosi greci successivi, inoltre, dovettero confrontarsi più volte con testimonianze contraddittorie. La tendenza a esaltare la gloria nazionale e i meriti degli scienziati greci contribuì probabilmente a mantenere alcune attribuzioni tradizionali anche quando non erano pienamente fondate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da questo derivarono diverse contraddizioni e alcuni anacronismi nelle testimonianze degli autori antichi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così, per esempio, Panfilia e Diogene Laerzio attribuiscono a Talete la «scoperta» della proprietà dell&#039;angolo inscritto in un semicirchio; secondo altre testimonianze, invece, tale scoperta sarebbe da attribuire a Pitagora.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il desiderio degli scrittori e degli scienziati greci di esaltare la gloria dei propri compatrioti emerge con particolare chiarezza anche nei racconti relativi al metodo con cui Talete avrebbe determinato l&#039;altezza di una piramide attraverso la misurazione della sua ombra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Gerolamo di Rodi, citato da Diogene Laerzio, Talete avrebbe risolto il problema misurando la lunghezza dell&#039;ombra della piramide nel momento in cui l&#039;ombra proiettata da un osservatore risultava uguale alla sua altezza. In questo modo, l&#039;altezza della piramide sarebbe risultata uguale alla lunghezza della sua ombra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La versione di Plutarco, riportata nei &#039;&#039;Convivialia septem sapientium&#039;&#039;, presenta invece una situazione diversa. Secondo Plutarco, Talete avrebbe posto un palo verticale all&#039;estremità dell&#039;ombra della piramide e avrebbe utilizzato i due triangoli così formati, confrontando l&#039;ombra della piramide con quella del palo. Il rapporto tra l&#039;ombra della piramide e quella del palo sarebbe stato uguale al rapporto tra l&#039;altezza della piramide e quella del palo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa seconda soluzione presuppone quindi la conoscenza della &#039;&#039;&#039;similitudine dei triangoli&#039;&#039;&#039;. D&#039;altra parte, secondo le testimonianze degli scrittori greci, la teoria delle proporzioni non sarebbe stata conosciuta in Grecia prima di Pitagora, che l&#039;avrebbe appresa a Babilonia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per questo motivo, la versione di Gerolamo di Rodi può essere considerata più plausibile, soprattutto per la semplicità e il carattere elementare del metodo che descrive.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Fonti e bibliografia ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Talete&amp;diff=7028</id>
		<title>Talete</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Talete&amp;diff=7028"/>
		<updated>2026-09-15T12:23:47Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari: /* Fonti e bibliografia */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{Senza fonti}}[[File:Gemini Generated Image krk1makrk1makrk1.jpg|destra|senza_cornice|568x568px]]&lt;br /&gt;
Filosofo del VII secolo a.C. (presumibilmente 624-548 a.C.), Talete fu uno dei sette saggi della Grecia e il fondatore della filosofia greca. Fu contemporaneo di Solone e di Creso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Suo padre si chiamava, secondo alcune testimonianze, Examius&#039;&#039;&#039;. &#039;&#039;R. Schuster ravvisò in questo nome una certa somiglianza con quello di Samuele e ipotizzò, pertanto, che Talete fosse di origine semitica. Diels, nell&#039;articolo Thales ein Semite pubblicato nell&#039; Archiv für Geschichte der Philosophie, dimostrò tuttavia l&#039;infondatezza di questa ipotesi. Secondo Erodoto, la famiglia di Talete sarebbe giunta a Mileto dalla Fenicia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== La cosmologia e la filosofia di Talete ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aristotele mette a confronto le concezioni cosmologiche di Talete con gli insegnamenti mitologici di Omero ed Esiodo. Secondo Tanri, nel suo studio &#039;&#039;I primi passi della scienza greca antica&#039;&#039; (San Pietroburgo, 1902), la cosmologia di Talete presenta inoltre notevoli somiglianze con alcune concezioni egiziane.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo la concezione attribuita a Talete, l&#039;universo sarebbe costituito da una massa liquida, al centro della quale si trova un corpo d&#039;aria avente la forma di una ciotola rovesciata, con il lato aperto rivolto verso il basso. La superficie concava di questo corpo costituirebbe il cielo; sulla sua superficie inferiore, al centro, galleggerebbe un disco che si muove sull&#039;acqua. Le stelle sarebbero divinità che fluttuano nel firmamento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche le concezioni filosofiche di Talete sono strettamente collegate alle sue idee cosmologiche. Le conosciamo soprattutto attraverso il primo libro della &#039;&#039;Metafisica&#039;&#039; di Aristotele, che definisce Talete il caposcuola dei primi fisici, e attraverso i dossografi, che ricavarono le proprie informazioni da Ezio, la cui opera sulla storia della filosofia fu in parte ricostruita da Diels.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete era interessato a due questioni strettamente collegate: &#039;&#039;&#039;da che cosa deriva ogni cosa e che cosa costituisce l&#039;essenza (ἀρχή) dell&#039;esistenza&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla prima domanda rispondeva sostenendo che &#039;&#039;&#039;l&#039;acqua è l&#039;essenza di tutte le cose&#039;&#039;&#039;, che tutto deriva dall&#039;acqua e che tutto ritorna nuovamente all&#039;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete avrebbe sostenuto questa concezione per tre ragioni principali. In primo luogo, il seme di tutti gli esseri viventi possiede una natura umida; in secondo luogo, tutte le piante si nutrono di umidità e grazie ad essa producono i loro frutti, mentre, private dell&#039;acqua, si seccano; in terzo luogo, anche il fuoco del sole e degli altri astri sarebbe alimentato dall&#039;evaporazione dell&#039;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oltre all&#039;acqua, Talete sembra aver ammesso anche un altro principio che, con ogni probabilità, identificava comunque con l&#039;acqua stessa. Egli affermava che &#039;&#039;&#039;Dio è la mente del mondo&#039;&#039;&#039;, che ogni cosa è animata e che tutto è pieno di divinità. Il potere divino penetra attraverso l&#039;umidità originaria e la mette in movimento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete avrebbe inoltre identificato questa mente universale con una necessità che governa ogni cosa. Considerava l&#039;anima come principio del movimento, continuo e capace di muoversi autonomamente. Attribuiva un&#039;anima persino alla calamita, poiché essa attrae il ferro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete viene generalmente definito &#039;&#039;&#039;ilozoista&#039;&#039;&#039; e, in effetti, non si può ignorare l&#039;affermazione di Aristotele secondo cui i primi «fisiologi» identificavano la materia con un principio capace di governarla. Si può quindi concludere che, per Talete, la mente del mondo, o la necessità, costituisse un principio non diverso dall&#039;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con ogni probabilità, Talete aderiva inoltre alla concezione, diffusa tra i primi filosofi ionici, secondo cui il mondo nasce periodicamente dal principio originario e ad esso ritorna. Non possediamo però informazioni sufficienti per stabilire in che modo, secondo Talete, avvenisse precisamente la formazione del mondo. Simplicio lo paragona, a questo proposito, ad [[Anassimene]], mentre Teofrasto contesta tale analogia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;importanza della filosofia di Talete risiede soprattutto nel fatto che in essa troviamo i primi elementi di una riflessione filosofica sul mondo fisico. La difficoltà nello studio del suo pensiero consiste però nel rischio di attribuirgli concezioni appartenenti più in generale al primo periodo della filosofia greca e, in particolare, alla tradizione ionica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aristotele, infatti, riferisce le dottrine di Talete non sulla base della lettura diretta delle sue opere, ma attraverso testimonianze e tradizioni di seconda mano. Nonostante ciò, Aristotele rimane nell&#039;antichità una delle fonti più autorevoli per la ricostruzione della filosofia dei primi pensatori greci.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Talete come matematico e astronomo ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un tempo Talete era considerato quasi l&#039;unico uomo in tutta la Grecia ad essersi dedicato alla scienza pura e al pensiero astratto senza perseguire finalità pratiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra Mileto e l&#039;Egitto esistevano allora rapporti commerciali molto intensi e Talete, partecipando a tali attività, avrebbe trascorso gran parte della prima metà della sua vita. Durante i suoi soggiorni in Egitto ebbe modo, secondo la tradizione, di entrare in contatto con i sacerdoti egiziani e di apprendere alcuni elementi delle loro conoscenze scientifiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come ha sostenuto il professor Roth, gran parte delle conoscenze acquisite da Talete in questo modo apparteneva alla sfera della religione egiziana e delle speculazioni ad essa collegate. Per quanto riguarda la matematica e l&#039;astronomia, invece, Talete avrebbe appreso dagli Egiziani soprattutto gli elementi fondamentali e quelli maggiormente necessari.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Rientrato in patria intorno al 590 a.C., già in età relativamente avanzata, Talete ebbe inizialmente difficoltà a trovare presso i suoi concittadini il riconoscimento che corrispondeva alla sua intelligenza, alle sue conoscenze e alla sua esperienza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sua vita a Mileto, dedicata soprattutto allo studio della natura e dell&#039;astronomia, non poteva suscitare particolare ammirazione tra i commercianti, abituati a pensare che una persona intelligente dovesse dedicare il proprio lavoro e il proprio tempo ad attività capaci di produrre un [[profitto]] concreto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È noto, per esempio, l&#039;aneddoto secondo cui Talete fu oggetto di scherno da parte di una donna perché, mentre osservava il cielo, non si accorse di una pietra sul terreno e vi inciampò.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Due episodi contribuirono tuttavia a elevare notevolmente la sua reputazione presso i concittadini e, più in generale, presso i Greci, che arrivarono a riconoscerlo come il primo dei sette sapienti della Grecia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo episodio è raccontato da Aristotele. Talete avrebbe previsto, già all&#039;inizio della primavera, che quell&#039;anno ci sarebbe stato un raccolto particolarmente abbondante di olive. Per dimostrare ai suoi concittadini che lo studio e la conoscenza potevano produrre anche vantaggi economici, acquistò in anticipo, a un prezzo conveniente, tutte le presse per la produzione dell&#039;olio disponibili a Mileto e a Chio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando la sua previsione si rivelò corretta e l&#039;eccezionale raccolto di olive rese necessaria una grande quantità di presse, Talete poté affittarle a un prezzo molto elevato, ottenendo così un notevole profitto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il secondo episodio che contribuì a diffondere la sua fama in tutta la Grecia fu la previsione di un&#039;eclissi solare avvenuta nel &#039;&#039;&#039;585 a.C.&#039;&#039;&#039;, il 28 maggio secondo la tradizione. L&#039;eclissi fu totale e, secondo i calcoli astronomici moderni, la sua fascia di totalità passò a poche miglia a nord di Mileto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In seguito a questi avvenimenti, Talete acquisì anche una notevole influenza nella vita politica della sua città.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Egli propose agli Ioni di unirsi in un&#039;unica e forte organizzazione politica, mantenendo al tempo stesso una struttura autonoma e indipendente per le singole città. Il fallimento di questa proposta contribuì, secondo la tradizione, alla successiva perdita della libertà e dell&#039;indipendenza delle città ioniche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In un&#039;altra occasione, Talete diede al popolo di Mileto un consiglio che si rivelò particolarmente importante: lo esortò ad astenersi dalla pericolosa alleanza che il re lidio Creso proponeva contro il re persiano Ciro. L&#039;accoglimento di questo consiglio avrebbe salvato Mileto dalla distruzione alla quale sarebbe stata altrimenti sottoposta dopo la sconfitta di Creso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La correttezza della previsione dell&#039;eclissi da parte di Talete, almeno per quanto riguarda l&#039;anno in cui essa si verificò, viene spiegata con la sua conoscenza del famoso periodo utilizzato dai Babilonesi per prevedere il ripetersi delle eclissi, chiamato &#039;&#039;&#039;saros&#039;&#039;&#039;, della durata di circa 18 anni e 11 giorni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A Talete viene inoltre attribuita la conoscenza della grandezza del diametro apparente del Sole, che egli avrebbe considerato pari a 1/720 dell&#039;intera eclittica, cioè circa 30 minuti d&#039;arco.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Bretschneider, Talete conosceva approfonditamente l&#039;astronomia egiziana e da essa avrebbe ricavato gran parte delle proprie conoscenze astronomiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La concezione del mondo a lui attribuita presentava l&#039;universo come uno spazio sferico al cui centro si trovava la Terra, anch&#039;essa sferica. Attorno alla Terra si muovevano il Sole, la Luna e le stelle, compiendo rivoluzioni complete nel corso della giornata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Sole e la Luna compivano inoltre movimenti propri sul firmamento: il Sole completava il suo percorso nell&#039;arco di un anno, composto da 365 giorni, mentre la Luna lo faceva nell&#039;arco di un mese.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il percorso annuale del Sole sul firmamento, cioè l&#039;eclittica, attraversava l&#039;equatore formando con esso un angolo e raggiungeva alternativamente i due punti di massima declinazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sul firmamento venivano distinti cinque cerchi o fasce: il primo era il &#039;&#039;&#039;cerchio settentrionale o artico&#039;&#039;&#039;, sempre visibile; il secondo era il &#039;&#039;&#039;tropico estivo&#039;&#039;&#039;; il terzo era il &#039;&#039;&#039;cerchio equinoziale&#039;&#039;&#039;; il quarto era il &#039;&#039;&#039;tropico invernale&#039;&#039;&#039;; il quinto era il &#039;&#039;&#039;cerchio antartico&#039;&#039;&#039;, sempre invisibile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Luna, considerata di natura affine a quella della Terra, riceveva la propria luce dal Sole. Le eclissi solari si verificavano quando la Luna passava davanti al Sole, mentre le eclissi lunari avvenivano quando la Luna entrava nell&#039;ombra proiettata dalla Terra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Durante i suoi viaggi in Egitto, Talete avrebbe inoltre appreso dai Fenici alcune conoscenze legate alla navigazione. Tra queste viene ricordato l&#039;uso della &#039;&#039;&#039;Piccola Orsa&#039;&#039;&#039; per determinare la direzione settentrionale, al posto della &#039;&#039;&#039;Grande Orsa&#039;&#039;&#039;, precedentemente utilizzata a tale scopo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A Talete vengono attribuite anche due opere astronomiche, scritte secondo le consuetudini dell&#039;epoca in forma poetica. Una di esse, secondo la testimonianza di Diogene Laerzio, aveva per titolo &#039;&#039;Περὶ τροπῶν καὶ ἰσημεριῶν&#039;&#039; («Sui solstizi e sugli equinozi»); l&#039;altra, secondo la &#039;&#039;Suda&#039;&#039;, era un trattato sui fenomeni celesti in generale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il professor Roth ritiene tuttavia che quest&#039;ultima opera fosse dedicata soprattutto all&#039;astronomia nautica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Talete e la matematica ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il merito più importante attribuito a Talete nel campo della matematica consiste nel trasferimento dall&#039;Egitto alla Grecia dei primi principi teorici della geometria elementare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Eudemo, secondo quanto riferisce Proclo, attribuisce a Talete la scoperta delle seguenti proposizioni geometriche:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* gli angoli opposti al vertice sono uguali;&lt;br /&gt;
* gli angoli alla base di un triangolo isoscele sono uguali;&lt;br /&gt;
* un triangolo è determinato da un lato e dai due angoli ad esso adiacenti;&lt;br /&gt;
* il diametro divide il cerchio in due parti uguali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Diogene Laerzio, sulla base delle parole di Panfilia, aggiunge a questo elenco un&#039;altra proposizione: &#039;&#039;&#039;l&#039;angolo inscritto in un semicerchio è retto&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per delineare un quadro completo delle conoscenze geometriche attribuite a Talete sarebbe necessario aggiungere anche una serie di altre proposizioni, senza le quali le precedenti acquisizioni sarebbero difficilmente comprensibili: proprietà delle rette parallele, dei triangoli equilateri, isosceli e scaleni, dei parallelogrammi e così via.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oltre alle «scoperte» teoriche elencate, gli scrittori greci attribuiscono a Talete la soluzione di due problemi geometrici di carattere pratico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo consisteva nel determinare la distanza di una nave in mare dal porto di Mileto; il secondo nel determinare l&#039;altezza di una piramide conoscendo la lunghezza della sua ombra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella storiografia matematica moderna, tuttavia, si è affermata l&#039;idea che molte delle «scoperte» geometriche attribuite a Talete dai suoi compatrioti fossero in realtà conoscenze derivate dalla scienza egiziana.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per i discepoli diretti di Talete, che non conoscevano la scienza egiziana e disponevano in generale di conoscenze molto limitate, tutto ciò che il maestro insegnava appariva come una novità completa, sconosciuta in precedenza e quindi attribuibile direttamente a lui.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli studiosi greci successivi, inoltre, dovettero confrontarsi più volte con testimonianze contraddittorie. La tendenza a esaltare la gloria nazionale e i meriti degli scienziati greci contribuì probabilmente a mantenere alcune attribuzioni tradizionali anche quando non erano pienamente fondate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da questo derivarono diverse contraddizioni e alcuni anacronismi nelle testimonianze degli autori antichi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così, per esempio, Panfilia e Diogene Laerzio attribuiscono a Talete la «scoperta» della proprietà dell&#039;angolo inscritto in un semicirchio; secondo altre testimonianze, invece, tale scoperta sarebbe da attribuire a Pitagora.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il desiderio degli scrittori e degli scienziati greci di esaltare la gloria dei propri compatrioti emerge con particolare chiarezza anche nei racconti relativi al metodo con cui Talete avrebbe determinato l&#039;altezza di una piramide attraverso la misurazione della sua ombra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Gerolamo di Rodi, citato da Diogene Laerzio, Talete avrebbe risolto il problema misurando la lunghezza dell&#039;ombra della piramide nel momento in cui l&#039;ombra proiettata da un osservatore risultava uguale alla sua altezza. In questo modo, l&#039;altezza della piramide sarebbe risultata uguale alla lunghezza della sua ombra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La versione di Plutarco, riportata nei &#039;&#039;Convivialia septem sapientium&#039;&#039;, presenta invece una situazione diversa. Secondo Plutarco, Talete avrebbe posto un palo verticale all&#039;estremità dell&#039;ombra della piramide e avrebbe utilizzato i due triangoli così formati, confrontando l&#039;ombra della piramide con quella del palo. Il rapporto tra l&#039;ombra della piramide e quella del palo sarebbe stato uguale al rapporto tra l&#039;altezza della piramide e quella del palo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa seconda soluzione presuppone quindi la conoscenza della &#039;&#039;&#039;similitudine dei triangoli&#039;&#039;&#039;. D&#039;altra parte, secondo le testimonianze degli scrittori greci, la teoria delle proporzioni non sarebbe stata conosciuta in Grecia prima di Pitagora, che l&#039;avrebbe appresa a Babilonia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per questo motivo, la versione di Gerolamo di Rodi può essere considerata più plausibile, soprattutto per la semplicità e il carattere elementare del metodo che descrive.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Fonti e bibliografia ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Talete&amp;diff=7027</id>
		<title>Talete</title>
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		<updated>2026-09-15T12:23:29Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari: /* Talete e la matematica */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{Senza fonti}}[[File:Gemini Generated Image krk1makrk1makrk1.jpg|destra|senza_cornice|568x568px]]&lt;br /&gt;
Filosofo del VII secolo a.C. (presumibilmente 624-548 a.C.), Talete fu uno dei sette saggi della Grecia e il fondatore della filosofia greca. Fu contemporaneo di Solone e di Creso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Suo padre si chiamava, secondo alcune testimonianze, Examius&#039;&#039;&#039;. &#039;&#039;R. Schuster ravvisò in questo nome una certa somiglianza con quello di Samuele e ipotizzò, pertanto, che Talete fosse di origine semitica. Diels, nell&#039;articolo Thales ein Semite pubblicato nell&#039; Archiv für Geschichte der Philosophie, dimostrò tuttavia l&#039;infondatezza di questa ipotesi. Secondo Erodoto, la famiglia di Talete sarebbe giunta a Mileto dalla Fenicia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== La cosmologia e la filosofia di Talete ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aristotele mette a confronto le concezioni cosmologiche di Talete con gli insegnamenti mitologici di Omero ed Esiodo. Secondo Tanri, nel suo studio &#039;&#039;I primi passi della scienza greca antica&#039;&#039; (San Pietroburgo, 1902), la cosmologia di Talete presenta inoltre notevoli somiglianze con alcune concezioni egiziane.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo la concezione attribuita a Talete, l&#039;universo sarebbe costituito da una massa liquida, al centro della quale si trova un corpo d&#039;aria avente la forma di una ciotola rovesciata, con il lato aperto rivolto verso il basso. La superficie concava di questo corpo costituirebbe il cielo; sulla sua superficie inferiore, al centro, galleggerebbe un disco che si muove sull&#039;acqua. Le stelle sarebbero divinità che fluttuano nel firmamento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche le concezioni filosofiche di Talete sono strettamente collegate alle sue idee cosmologiche. Le conosciamo soprattutto attraverso il primo libro della &#039;&#039;Metafisica&#039;&#039; di Aristotele, che definisce Talete il caposcuola dei primi fisici, e attraverso i dossografi, che ricavarono le proprie informazioni da Ezio, la cui opera sulla storia della filosofia fu in parte ricostruita da Diels.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete era interessato a due questioni strettamente collegate: &#039;&#039;&#039;da che cosa deriva ogni cosa e che cosa costituisce l&#039;essenza (ἀρχή) dell&#039;esistenza&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla prima domanda rispondeva sostenendo che &#039;&#039;&#039;l&#039;acqua è l&#039;essenza di tutte le cose&#039;&#039;&#039;, che tutto deriva dall&#039;acqua e che tutto ritorna nuovamente all&#039;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete avrebbe sostenuto questa concezione per tre ragioni principali. In primo luogo, il seme di tutti gli esseri viventi possiede una natura umida; in secondo luogo, tutte le piante si nutrono di umidità e grazie ad essa producono i loro frutti, mentre, private dell&#039;acqua, si seccano; in terzo luogo, anche il fuoco del sole e degli altri astri sarebbe alimentato dall&#039;evaporazione dell&#039;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oltre all&#039;acqua, Talete sembra aver ammesso anche un altro principio che, con ogni probabilità, identificava comunque con l&#039;acqua stessa. Egli affermava che &#039;&#039;&#039;Dio è la mente del mondo&#039;&#039;&#039;, che ogni cosa è animata e che tutto è pieno di divinità. Il potere divino penetra attraverso l&#039;umidità originaria e la mette in movimento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete avrebbe inoltre identificato questa mente universale con una necessità che governa ogni cosa. Considerava l&#039;anima come principio del movimento, continuo e capace di muoversi autonomamente. Attribuiva un&#039;anima persino alla calamita, poiché essa attrae il ferro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete viene generalmente definito &#039;&#039;&#039;ilozoista&#039;&#039;&#039; e, in effetti, non si può ignorare l&#039;affermazione di Aristotele secondo cui i primi «fisiologi» identificavano la materia con un principio capace di governarla. Si può quindi concludere che, per Talete, la mente del mondo, o la necessità, costituisse un principio non diverso dall&#039;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con ogni probabilità, Talete aderiva inoltre alla concezione, diffusa tra i primi filosofi ionici, secondo cui il mondo nasce periodicamente dal principio originario e ad esso ritorna. Non possediamo però informazioni sufficienti per stabilire in che modo, secondo Talete, avvenisse precisamente la formazione del mondo. Simplicio lo paragona, a questo proposito, ad [[Anassimene]], mentre Teofrasto contesta tale analogia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;importanza della filosofia di Talete risiede soprattutto nel fatto che in essa troviamo i primi elementi di una riflessione filosofica sul mondo fisico. La difficoltà nello studio del suo pensiero consiste però nel rischio di attribuirgli concezioni appartenenti più in generale al primo periodo della filosofia greca e, in particolare, alla tradizione ionica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aristotele, infatti, riferisce le dottrine di Talete non sulla base della lettura diretta delle sue opere, ma attraverso testimonianze e tradizioni di seconda mano. Nonostante ciò, Aristotele rimane nell&#039;antichità una delle fonti più autorevoli per la ricostruzione della filosofia dei primi pensatori greci.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Talete come matematico e astronomo ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un tempo Talete era considerato quasi l&#039;unico uomo in tutta la Grecia ad essersi dedicato alla scienza pura e al pensiero astratto senza perseguire finalità pratiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra Mileto e l&#039;Egitto esistevano allora rapporti commerciali molto intensi e Talete, partecipando a tali attività, avrebbe trascorso gran parte della prima metà della sua vita. Durante i suoi soggiorni in Egitto ebbe modo, secondo la tradizione, di entrare in contatto con i sacerdoti egiziani e di apprendere alcuni elementi delle loro conoscenze scientifiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come ha sostenuto il professor Roth, gran parte delle conoscenze acquisite da Talete in questo modo apparteneva alla sfera della religione egiziana e delle speculazioni ad essa collegate. Per quanto riguarda la matematica e l&#039;astronomia, invece, Talete avrebbe appreso dagli Egiziani soprattutto gli elementi fondamentali e quelli maggiormente necessari.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Rientrato in patria intorno al 590 a.C., già in età relativamente avanzata, Talete ebbe inizialmente difficoltà a trovare presso i suoi concittadini il riconoscimento che corrispondeva alla sua intelligenza, alle sue conoscenze e alla sua esperienza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sua vita a Mileto, dedicata soprattutto allo studio della natura e dell&#039;astronomia, non poteva suscitare particolare ammirazione tra i commercianti, abituati a pensare che una persona intelligente dovesse dedicare il proprio lavoro e il proprio tempo ad attività capaci di produrre un [[profitto]] concreto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È noto, per esempio, l&#039;aneddoto secondo cui Talete fu oggetto di scherno da parte di una donna perché, mentre osservava il cielo, non si accorse di una pietra sul terreno e vi inciampò.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Due episodi contribuirono tuttavia a elevare notevolmente la sua reputazione presso i concittadini e, più in generale, presso i Greci, che arrivarono a riconoscerlo come il primo dei sette sapienti della Grecia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo episodio è raccontato da Aristotele. Talete avrebbe previsto, già all&#039;inizio della primavera, che quell&#039;anno ci sarebbe stato un raccolto particolarmente abbondante di olive. Per dimostrare ai suoi concittadini che lo studio e la conoscenza potevano produrre anche vantaggi economici, acquistò in anticipo, a un prezzo conveniente, tutte le presse per la produzione dell&#039;olio disponibili a Mileto e a Chio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando la sua previsione si rivelò corretta e l&#039;eccezionale raccolto di olive rese necessaria una grande quantità di presse, Talete poté affittarle a un prezzo molto elevato, ottenendo così un notevole profitto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il secondo episodio che contribuì a diffondere la sua fama in tutta la Grecia fu la previsione di un&#039;eclissi solare avvenuta nel &#039;&#039;&#039;585 a.C.&#039;&#039;&#039;, il 28 maggio secondo la tradizione. L&#039;eclissi fu totale e, secondo i calcoli astronomici moderni, la sua fascia di totalità passò a poche miglia a nord di Mileto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In seguito a questi avvenimenti, Talete acquisì anche una notevole influenza nella vita politica della sua città.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Egli propose agli Ioni di unirsi in un&#039;unica e forte organizzazione politica, mantenendo al tempo stesso una struttura autonoma e indipendente per le singole città. Il fallimento di questa proposta contribuì, secondo la tradizione, alla successiva perdita della libertà e dell&#039;indipendenza delle città ioniche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In un&#039;altra occasione, Talete diede al popolo di Mileto un consiglio che si rivelò particolarmente importante: lo esortò ad astenersi dalla pericolosa alleanza che il re lidio Creso proponeva contro il re persiano Ciro. L&#039;accoglimento di questo consiglio avrebbe salvato Mileto dalla distruzione alla quale sarebbe stata altrimenti sottoposta dopo la sconfitta di Creso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La correttezza della previsione dell&#039;eclissi da parte di Talete, almeno per quanto riguarda l&#039;anno in cui essa si verificò, viene spiegata con la sua conoscenza del famoso periodo utilizzato dai Babilonesi per prevedere il ripetersi delle eclissi, chiamato &#039;&#039;&#039;saros&#039;&#039;&#039;, della durata di circa 18 anni e 11 giorni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A Talete viene inoltre attribuita la conoscenza della grandezza del diametro apparente del Sole, che egli avrebbe considerato pari a 1/720 dell&#039;intera eclittica, cioè circa 30 minuti d&#039;arco.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Bretschneider, Talete conosceva approfonditamente l&#039;astronomia egiziana e da essa avrebbe ricavato gran parte delle proprie conoscenze astronomiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La concezione del mondo a lui attribuita presentava l&#039;universo come uno spazio sferico al cui centro si trovava la Terra, anch&#039;essa sferica. Attorno alla Terra si muovevano il Sole, la Luna e le stelle, compiendo rivoluzioni complete nel corso della giornata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Sole e la Luna compivano inoltre movimenti propri sul firmamento: il Sole completava il suo percorso nell&#039;arco di un anno, composto da 365 giorni, mentre la Luna lo faceva nell&#039;arco di un mese.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il percorso annuale del Sole sul firmamento, cioè l&#039;eclittica, attraversava l&#039;equatore formando con esso un angolo e raggiungeva alternativamente i due punti di massima declinazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sul firmamento venivano distinti cinque cerchi o fasce: il primo era il &#039;&#039;&#039;cerchio settentrionale o artico&#039;&#039;&#039;, sempre visibile; il secondo era il &#039;&#039;&#039;tropico estivo&#039;&#039;&#039;; il terzo era il &#039;&#039;&#039;cerchio equinoziale&#039;&#039;&#039;; il quarto era il &#039;&#039;&#039;tropico invernale&#039;&#039;&#039;; il quinto era il &#039;&#039;&#039;cerchio antartico&#039;&#039;&#039;, sempre invisibile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Luna, considerata di natura affine a quella della Terra, riceveva la propria luce dal Sole. Le eclissi solari si verificavano quando la Luna passava davanti al Sole, mentre le eclissi lunari avvenivano quando la Luna entrava nell&#039;ombra proiettata dalla Terra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Durante i suoi viaggi in Egitto, Talete avrebbe inoltre appreso dai Fenici alcune conoscenze legate alla navigazione. Tra queste viene ricordato l&#039;uso della &#039;&#039;&#039;Piccola Orsa&#039;&#039;&#039; per determinare la direzione settentrionale, al posto della &#039;&#039;&#039;Grande Orsa&#039;&#039;&#039;, precedentemente utilizzata a tale scopo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A Talete vengono attribuite anche due opere astronomiche, scritte secondo le consuetudini dell&#039;epoca in forma poetica. Una di esse, secondo la testimonianza di Diogene Laerzio, aveva per titolo &#039;&#039;Περὶ τροπῶν καὶ ἰσημεριῶν&#039;&#039; («Sui solstizi e sugli equinozi»); l&#039;altra, secondo la &#039;&#039;Suda&#039;&#039;, era un trattato sui fenomeni celesti in generale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il professor Roth ritiene tuttavia che quest&#039;ultima opera fosse dedicata soprattutto all&#039;astronomia nautica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Talete e la matematica ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il merito più importante attribuito a Talete nel campo della matematica consiste nel trasferimento dall&#039;Egitto alla Grecia dei primi principi teorici della geometria elementare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Eudemo, secondo quanto riferisce Proclo, attribuisce a Talete la scoperta delle seguenti proposizioni geometriche:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* gli angoli opposti al vertice sono uguali;&lt;br /&gt;
* gli angoli alla base di un triangolo isoscele sono uguali;&lt;br /&gt;
* un triangolo è determinato da un lato e dai due angoli ad esso adiacenti;&lt;br /&gt;
* il diametro divide il cerchio in due parti uguali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Diogene Laerzio, sulla base delle parole di Panfilia, aggiunge a questo elenco un&#039;altra proposizione: &#039;&#039;&#039;l&#039;angolo inscritto in un semicerchio è retto&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per delineare un quadro completo delle conoscenze geometriche attribuite a Talete sarebbe necessario aggiungere anche una serie di altre proposizioni, senza le quali le precedenti acquisizioni sarebbero difficilmente comprensibili: proprietà delle rette parallele, dei triangoli equilateri, isosceli e scaleni, dei parallelogrammi e così via.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oltre alle «scoperte» teoriche elencate, gli scrittori greci attribuiscono a Talete la soluzione di due problemi geometrici di carattere pratico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo consisteva nel determinare la distanza di una nave in mare dal porto di Mileto; il secondo nel determinare l&#039;altezza di una piramide conoscendo la lunghezza della sua ombra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella storiografia matematica moderna, tuttavia, si è affermata l&#039;idea che molte delle «scoperte» geometriche attribuite a Talete dai suoi compatrioti fossero in realtà conoscenze derivate dalla scienza egiziana.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per i discepoli diretti di Talete, che non conoscevano la scienza egiziana e disponevano in generale di conoscenze molto limitate, tutto ciò che il maestro insegnava appariva come una novità completa, sconosciuta in precedenza e quindi attribuibile direttamente a lui.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli studiosi greci successivi, inoltre, dovettero confrontarsi più volte con testimonianze contraddittorie. La tendenza a esaltare la gloria nazionale e i meriti degli scienziati greci contribuì probabilmente a mantenere alcune attribuzioni tradizionali anche quando non erano pienamente fondate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da questo derivarono diverse contraddizioni e alcuni anacronismi nelle testimonianze degli autori antichi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così, per esempio, Panfilia e Diogene Laerzio attribuiscono a Talete la «scoperta» della proprietà dell&#039;angolo inscritto in un semicirchio; secondo altre testimonianze, invece, tale scoperta sarebbe da attribuire a Pitagora.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il desiderio degli scrittori e degli scienziati greci di esaltare la gloria dei propri compatrioti emerge con particolare chiarezza anche nei racconti relativi al metodo con cui Talete avrebbe determinato l&#039;altezza di una piramide attraverso la misurazione della sua ombra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Gerolamo di Rodi, citato da Diogene Laerzio, Talete avrebbe risolto il problema misurando la lunghezza dell&#039;ombra della piramide nel momento in cui l&#039;ombra proiettata da un osservatore risultava uguale alla sua altezza. In questo modo, l&#039;altezza della piramide sarebbe risultata uguale alla lunghezza della sua ombra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La versione di Plutarco, riportata nei &#039;&#039;Convivialia septem sapientium&#039;&#039;, presenta invece una situazione diversa. Secondo Plutarco, Talete avrebbe posto un palo verticale all&#039;estremità dell&#039;ombra della piramide e avrebbe utilizzato i due triangoli così formati, confrontando l&#039;ombra della piramide con quella del palo. Il rapporto tra l&#039;ombra della piramide e quella del palo sarebbe stato uguale al rapporto tra l&#039;altezza della piramide e quella del palo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa seconda soluzione presuppone quindi la conoscenza della &#039;&#039;&#039;similitudine dei triangoli&#039;&#039;&#039;. D&#039;altra parte, secondo le testimonianze degli scrittori greci, la teoria delle proporzioni non sarebbe stata conosciuta in Grecia prima di Pitagora, che l&#039;avrebbe appresa a Babilonia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per questo motivo, la versione di Gerolamo di Rodi può essere considerata più plausibile, soprattutto per la semplicità e il carattere elementare del metodo che descrive.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Fonti e bibliografia ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari</name></author>
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	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Talete&amp;diff=7024</id>
		<title>Talete</title>
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		<updated>2026-09-15T09:53:45Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[File:Gemini Generated Image krk1makrk1makrk1.jpg|destra|senza_cornice|568x568px]]&lt;br /&gt;
Filosofo del VII secolo a.C. (presumibilmente 624-548 a.C.), Talete fu uno dei sette saggi della Grecia e il fondatore della filosofia greca. Fu contemporaneo di Solone e di Creso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Suo padre si chiamava, secondo alcune testimonianze, Examius&#039;&#039;&#039;. &#039;&#039;R. Schuster ravvisò in questo nome una certa somiglianza con quello di Samuele e ipotizzò, pertanto, che Talete fosse di origine semitica. Diels, nell&#039;articolo Thales ein Semite pubblicato nell&#039; Archiv für Geschichte der Philosophie, dimostrò tuttavia l&#039;infondatezza di questa ipotesi. Secondo Erodoto, la famiglia di Talete sarebbe giunta a Mileto dalla Fenicia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== La cosmologia e la filosofia di Talete ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aristotele mette a confronto le concezioni cosmologiche di Talete con gli insegnamenti mitologici di Omero ed Esiodo. Secondo Tanri, nel suo studio &#039;&#039;I primi passi della scienza greca antica&#039;&#039; (San Pietroburgo, 1902), la cosmologia di Talete presenta inoltre notevoli somiglianze con alcune concezioni egiziane.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo la concezione attribuita a Talete, l&#039;universo sarebbe costituito da una massa liquida, al centro della quale si trova un corpo d&#039;aria avente la forma di una ciotola rovesciata, con il lato aperto rivolto verso il basso. La superficie concava di questo corpo costituirebbe il cielo; sulla sua superficie inferiore, al centro, galleggerebbe un disco che si muove sull&#039;acqua. Le stelle sarebbero divinità che fluttuano nel firmamento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche le concezioni filosofiche di Talete sono strettamente collegate alle sue idee cosmologiche. Le conosciamo soprattutto attraverso il primo libro della &#039;&#039;Metafisica&#039;&#039; di Aristotele, che definisce Talete il caposcuola dei primi fisici, e attraverso i dossografi, che ricavarono le proprie informazioni da Ezio, la cui opera sulla storia della filosofia fu in parte ricostruita da Diels.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete era interessato a due questioni strettamente collegate: &#039;&#039;&#039;da che cosa deriva ogni cosa e che cosa costituisce l&#039;essenza (ἀρχή) dell&#039;esistenza&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla prima domanda rispondeva sostenendo che &#039;&#039;&#039;l&#039;acqua è l&#039;essenza di tutte le cose&#039;&#039;&#039;, che tutto deriva dall&#039;acqua e che tutto ritorna nuovamente all&#039;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete avrebbe sostenuto questa concezione per tre ragioni principali. In primo luogo, il seme di tutti gli esseri viventi possiede una natura umida; in secondo luogo, tutte le piante si nutrono di umidità e grazie ad essa producono i loro frutti, mentre, private dell&#039;acqua, si seccano; in terzo luogo, anche il fuoco del sole e degli altri astri sarebbe alimentato dall&#039;evaporazione dell&#039;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oltre all&#039;acqua, Talete sembra aver ammesso anche un altro principio che, con ogni probabilità, identificava comunque con l&#039;acqua stessa. Egli affermava che &#039;&#039;&#039;Dio è la mente del mondo&#039;&#039;&#039;, che ogni cosa è animata e che tutto è pieno di divinità. Il potere divino penetra attraverso l&#039;umidità originaria e la mette in movimento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete avrebbe inoltre identificato questa mente universale con una necessità che governa ogni cosa. Considerava l&#039;anima come principio del movimento, continuo e capace di muoversi autonomamente. Attribuiva un&#039;anima persino alla calamita, poiché essa attrae il ferro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete viene generalmente definito &#039;&#039;&#039;ilozoista&#039;&#039;&#039; e, in effetti, non si può ignorare l&#039;affermazione di Aristotele secondo cui i primi «fisiologi» identificavano la materia con un principio capace di governarla. Si può quindi concludere che, per Talete, la mente del mondo, o la necessità, costituisse un principio non diverso dall&#039;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con ogni probabilità, Talete aderiva inoltre alla concezione, diffusa tra i primi filosofi ionici, secondo cui il mondo nasce periodicamente dal principio originario e ad esso ritorna. Non possediamo però informazioni sufficienti per stabilire in che modo, secondo Talete, avvenisse precisamente la formazione del mondo. Simplicio lo paragona, a questo proposito, ad [[Anassimene]], mentre Teofrasto contesta tale analogia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;importanza della filosofia di Talete risiede soprattutto nel fatto che in essa troviamo i primi elementi di una riflessione filosofica sul mondo fisico. La difficoltà nello studio del suo pensiero consiste però nel rischio di attribuirgli concezioni appartenenti più in generale al primo periodo della filosofia greca e, in particolare, alla tradizione ionica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aristotele, infatti, riferisce le dottrine di Talete non sulla base della lettura diretta delle sue opere, ma attraverso testimonianze e tradizioni di seconda mano. Nonostante ciò, Aristotele rimane nell&#039;antichità una delle fonti più autorevoli per la ricostruzione della filosofia dei primi pensatori greci.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Talete come matematico e astronomo ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un tempo Talete era considerato quasi l&#039;unico uomo in tutta la Grecia ad essersi dedicato alla scienza pura e al pensiero astratto senza perseguire finalità pratiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra Mileto e l&#039;Egitto esistevano allora rapporti commerciali molto intensi e Talete, partecipando a tali attività, avrebbe trascorso gran parte della prima metà della sua vita. Durante i suoi soggiorni in Egitto ebbe modo, secondo la tradizione, di entrare in contatto con i sacerdoti egiziani e di apprendere alcuni elementi delle loro conoscenze scientifiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come ha sostenuto il professor Roth, gran parte delle conoscenze acquisite da Talete in questo modo apparteneva alla sfera della religione egiziana e delle speculazioni ad essa collegate. Per quanto riguarda la matematica e l&#039;astronomia, invece, Talete avrebbe appreso dagli Egiziani soprattutto gli elementi fondamentali e quelli maggiormente necessari.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Rientrato in patria intorno al 590 a.C., già in età relativamente avanzata, Talete ebbe inizialmente difficoltà a trovare presso i suoi concittadini il riconoscimento che corrispondeva alla sua intelligenza, alle sue conoscenze e alla sua esperienza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sua vita a Mileto, dedicata soprattutto allo studio della natura e dell&#039;astronomia, non poteva suscitare particolare ammirazione tra i commercianti, abituati a pensare che una persona intelligente dovesse dedicare il proprio lavoro e il proprio tempo ad attività capaci di produrre un [[profitto]] concreto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È noto, per esempio, l&#039;aneddoto secondo cui Talete fu oggetto di scherno da parte di una donna perché, mentre osservava il cielo, non si accorse di una pietra sul terreno e vi inciampò.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Due episodi contribuirono tuttavia a elevare notevolmente la sua reputazione presso i concittadini e, più in generale, presso i Greci, che arrivarono a riconoscerlo come il primo dei sette sapienti della Grecia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo episodio è raccontato da Aristotele. Talete avrebbe previsto, già all&#039;inizio della primavera, che quell&#039;anno ci sarebbe stato un raccolto particolarmente abbondante di olive. Per dimostrare ai suoi concittadini che lo studio e la conoscenza potevano produrre anche vantaggi economici, acquistò in anticipo, a un prezzo conveniente, tutte le presse per la produzione dell&#039;olio disponibili a Mileto e a Chio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando la sua previsione si rivelò corretta e l&#039;eccezionale raccolto di olive rese necessaria una grande quantità di presse, Talete poté affittarle a un prezzo molto elevato, ottenendo così un notevole profitto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il secondo episodio che contribuì a diffondere la sua fama in tutta la Grecia fu la previsione di un&#039;eclissi solare avvenuta nel &#039;&#039;&#039;585 a.C.&#039;&#039;&#039;, il 28 maggio secondo la tradizione. L&#039;eclissi fu totale e, secondo i calcoli astronomici moderni, la sua fascia di totalità passò a poche miglia a nord di Mileto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In seguito a questi avvenimenti, Talete acquisì anche una notevole influenza nella vita politica della sua città.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Egli propose agli Ioni di unirsi in un&#039;unica e forte organizzazione politica, mantenendo al tempo stesso una struttura autonoma e indipendente per le singole città. Il fallimento di questa proposta contribuì, secondo la tradizione, alla successiva perdita della libertà e dell&#039;indipendenza delle città ioniche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In un&#039;altra occasione, Talete diede al popolo di Mileto un consiglio che si rivelò particolarmente importante: lo esortò ad astenersi dalla pericolosa alleanza che il re lidio Creso proponeva contro il re persiano Ciro. L&#039;accoglimento di questo consiglio avrebbe salvato Mileto dalla distruzione alla quale sarebbe stata altrimenti sottoposta dopo la sconfitta di Creso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La correttezza della previsione dell&#039;eclissi da parte di Talete, almeno per quanto riguarda l&#039;anno in cui essa si verificò, viene spiegata con la sua conoscenza del famoso periodo utilizzato dai Babilonesi per prevedere il ripetersi delle eclissi, chiamato &#039;&#039;&#039;saros&#039;&#039;&#039;, della durata di circa 18 anni e 11 giorni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A Talete viene inoltre attribuita la conoscenza della grandezza del diametro apparente del Sole, che egli avrebbe considerato pari a 1/720 dell&#039;intera eclittica, cioè circa 30 minuti d&#039;arco.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Bretschneider, Talete conosceva approfonditamente l&#039;astronomia egiziana e da essa avrebbe ricavato gran parte delle proprie conoscenze astronomiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La concezione del mondo a lui attribuita presentava l&#039;universo come uno spazio sferico al cui centro si trovava la Terra, anch&#039;essa sferica. Attorno alla Terra si muovevano il Sole, la Luna e le stelle, compiendo rivoluzioni complete nel corso della giornata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Sole e la Luna compivano inoltre movimenti propri sul firmamento: il Sole completava il suo percorso nell&#039;arco di un anno, composto da 365 giorni, mentre la Luna lo faceva nell&#039;arco di un mese.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il percorso annuale del Sole sul firmamento, cioè l&#039;eclittica, attraversava l&#039;equatore formando con esso un angolo e raggiungeva alternativamente i due punti di massima declinazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sul firmamento venivano distinti cinque cerchi o fasce: il primo era il &#039;&#039;&#039;cerchio settentrionale o artico&#039;&#039;&#039;, sempre visibile; il secondo era il &#039;&#039;&#039;tropico estivo&#039;&#039;&#039;; il terzo era il &#039;&#039;&#039;cerchio equinoziale&#039;&#039;&#039;; il quarto era il &#039;&#039;&#039;tropico invernale&#039;&#039;&#039;; il quinto era il &#039;&#039;&#039;cerchio antartico&#039;&#039;&#039;, sempre invisibile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Luna, considerata di natura affine a quella della Terra, riceveva la propria luce dal Sole. Le eclissi solari si verificavano quando la Luna passava davanti al Sole, mentre le eclissi lunari avvenivano quando la Luna entrava nell&#039;ombra proiettata dalla Terra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Durante i suoi viaggi in Egitto, Talete avrebbe inoltre appreso dai Fenici alcune conoscenze legate alla navigazione. Tra queste viene ricordato l&#039;uso della &#039;&#039;&#039;Piccola Orsa&#039;&#039;&#039; per determinare la direzione settentrionale, al posto della &#039;&#039;&#039;Grande Orsa&#039;&#039;&#039;, precedentemente utilizzata a tale scopo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A Talete vengono attribuite anche due opere astronomiche, scritte secondo le consuetudini dell&#039;epoca in forma poetica. Una di esse, secondo la testimonianza di Diogene Laerzio, aveva per titolo &#039;&#039;Περὶ τροπῶν καὶ ἰσημεριῶν&#039;&#039; («Sui solstizi e sugli equinozi»); l&#039;altra, secondo la &#039;&#039;Suda&#039;&#039;, era un trattato sui fenomeni celesti in generale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il professor Roth ritiene tuttavia che quest&#039;ultima opera fosse dedicata soprattutto all&#039;astronomia nautica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Talete e la matematica ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il merito più importante attribuito a Talete nel campo della matematica consiste nel trasferimento dall&#039;Egitto alla Grecia dei primi principi teorici della geometria elementare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Eudemo, secondo quanto riferisce Proclo, attribuisce a Talete la scoperta delle seguenti proposizioni geometriche:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* gli angoli opposti al vertice sono uguali;&lt;br /&gt;
* gli angoli alla base di un triangolo isoscele sono uguali;&lt;br /&gt;
* un triangolo è determinato da un lato e dai due angoli ad esso adiacenti;&lt;br /&gt;
* il diametro divide il cerchio in due parti uguali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Diogene Laerzio, sulla base delle parole di Panfilia, aggiunge a questo elenco un&#039;altra proposizione: &#039;&#039;&#039;l&#039;angolo inscritto in un semicerchio è retto&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per delineare un quadro completo delle conoscenze geometriche attribuite a Talete sarebbe necessario aggiungere anche una serie di altre proposizioni, senza le quali le precedenti acquisizioni sarebbero difficilmente comprensibili: proprietà delle rette parallele, dei triangoli equilateri, isosceli e scaleni, dei parallelogrammi e così via.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oltre alle «scoperte» teoriche elencate, gli scrittori greci attribuiscono a Talete la soluzione di due problemi geometrici di carattere pratico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo consisteva nel determinare la distanza di una nave in mare dal porto di Mileto; il secondo nel determinare l&#039;altezza di una piramide conoscendo la lunghezza della sua ombra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella storiografia matematica moderna, tuttavia, si è affermata l&#039;idea che molte delle «scoperte» geometriche attribuite a Talete dai suoi compatrioti fossero in realtà conoscenze derivate dalla scienza egiziana.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per i discepoli diretti di Talete, che non conoscevano la scienza egiziana e disponevano in generale di conoscenze molto limitate, tutto ciò che il maestro insegnava appariva come una novità completa, sconosciuta in precedenza e quindi attribuibile direttamente a lui.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli studiosi greci successivi, inoltre, dovettero confrontarsi più volte con testimonianze contraddittorie. La tendenza a esaltare la gloria nazionale e i meriti degli scienziati greci contribuì probabilmente a mantenere alcune attribuzioni tradizionali anche quando non erano pienamente fondate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da questo derivarono diverse contraddizioni e alcuni anacronismi nelle testimonianze degli autori antichi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così, per esempio, Panfilia e Diogene Laerzio attribuiscono a Talete la «scoperta» della proprietà dell&#039;angolo inscritto in un semicirchio; secondo altre testimonianze, invece, tale scoperta sarebbe da attribuire a Pitagora.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il desiderio degli scrittori e degli scienziati greci di esaltare la gloria dei propri compatrioti emerge con particolare chiarezza anche nei racconti relativi al metodo con cui Talete avrebbe determinato l&#039;altezza di una piramide attraverso la misurazione della sua ombra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Gerolamo di Rodi, citato da Diogene Laerzio, Talete avrebbe risolto il problema misurando la lunghezza dell&#039;ombra della piramide nel momento in cui l&#039;ombra proiettata da un osservatore risultava uguale alla sua altezza. In questo modo, l&#039;altezza della piramide sarebbe risultata uguale alla lunghezza della sua ombra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La versione di Plutarco, riportata nei &#039;&#039;Convivialia septem sapientium&#039;&#039;, presenta invece una situazione diversa. Secondo Plutarco, Talete avrebbe posto un palo verticale all&#039;estremità dell&#039;ombra della piramide e avrebbe utilizzato i due triangoli così formati, confrontando l&#039;ombra della piramide con quella del palo. Il rapporto tra l&#039;ombra della piramide e quella del palo sarebbe stato uguale al rapporto tra l&#039;altezza della piramide e quella del palo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa seconda soluzione presuppone quindi la conoscenza della &#039;&#039;&#039;similitudine dei triangoli&#039;&#039;&#039;. D&#039;altra parte, secondo le testimonianze degli scrittori greci, la teoria delle proporzioni non sarebbe stata conosciuta in Grecia prima di Pitagora, che l&#039;avrebbe appresa a Babilonia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per questo motivo, la versione di Gerolamo di Rodi può essere considerata più plausibile, soprattutto per la semplicità e il carattere elementare del metodo che descrive.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=File:Gemini_Generated_Image_krk1makrk1makrk1.jpg&amp;diff=7023</id>
		<title>File:Gemini Generated Image krk1makrk1makrk1.jpg</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://konspedia.it/wiki/index.php?title=File:Gemini_Generated_Image_krk1makrk1makrk1.jpg&amp;diff=7023"/>
		<updated>2026-09-15T09:48:50Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;talete&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Talete&amp;diff=7022</id>
		<title>Talete</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Talete&amp;diff=7022"/>
		<updated>2026-09-14T19:03:52Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari: /* La cosmologia e la filosofia di Talete */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Filosofo del VII secolo a.C. (presumibilmente 624-548 a.C.), Talete fu uno dei sette saggi della Grecia e il fondatore della filosofia greca. Fu contemporaneo di Solone e di Creso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Suo padre si chiamava, secondo alcune testimonianze, Examius&#039;&#039;&#039;. &#039;&#039;R. Schuster ravvisò in questo nome una certa somiglianza con quello di Samuele e ipotizzò, pertanto, che Talete fosse di origine semitica. Diels, nell&#039;articolo Thales ein Semite pubblicato nell&#039; Archiv für Geschichte der Philosophie, dimostrò tuttavia l&#039;infondatezza di questa ipotesi. Secondo Erodoto, la famiglia di Talete sarebbe giunta a Mileto dalla Fenicia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== La cosmologia e la filosofia di Talete ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aristotele mette a confronto le concezioni cosmologiche di Talete con gli insegnamenti mitologici di Omero ed Esiodo. Secondo Tanri, nel suo studio &#039;&#039;I primi passi della scienza greca antica&#039;&#039; (San Pietroburgo, 1902), la cosmologia di Talete presenta inoltre notevoli somiglianze con alcune concezioni egiziane.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo la concezione attribuita a Talete, l&#039;universo sarebbe costituito da una massa liquida, al centro della quale si trova un corpo d&#039;aria avente la forma di una ciotola rovesciata, con il lato aperto rivolto verso il basso. La superficie concava di questo corpo costituirebbe il cielo; sulla sua superficie inferiore, al centro, galleggerebbe un disco che si muove sull&#039;acqua. Le stelle sarebbero divinità che fluttuano nel firmamento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche le concezioni filosofiche di Talete sono strettamente collegate alle sue idee cosmologiche. Le conosciamo soprattutto attraverso il primo libro della &#039;&#039;Metafisica&#039;&#039; di Aristotele, che definisce Talete il caposcuola dei primi fisici, e attraverso i dossografi, che ricavarono le proprie informazioni da Ezio, la cui opera sulla storia della filosofia fu in parte ricostruita da Diels.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete era interessato a due questioni strettamente collegate: &#039;&#039;&#039;da che cosa deriva ogni cosa e che cosa costituisce l&#039;essenza (ἀρχή) dell&#039;esistenza&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla prima domanda rispondeva sostenendo che &#039;&#039;&#039;l&#039;acqua è l&#039;essenza di tutte le cose&#039;&#039;&#039;, che tutto deriva dall&#039;acqua e che tutto ritorna nuovamente all&#039;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete avrebbe sostenuto questa concezione per tre ragioni principali. In primo luogo, il seme di tutti gli esseri viventi possiede una natura umida; in secondo luogo, tutte le piante si nutrono di umidità e grazie ad essa producono i loro frutti, mentre, private dell&#039;acqua, si seccano; in terzo luogo, anche il fuoco del sole e degli altri astri sarebbe alimentato dall&#039;evaporazione dell&#039;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oltre all&#039;acqua, Talete sembra aver ammesso anche un altro principio che, con ogni probabilità, identificava comunque con l&#039;acqua stessa. Egli affermava che &#039;&#039;&#039;Dio è la mente del mondo&#039;&#039;&#039;, che ogni cosa è animata e che tutto è pieno di divinità. Il potere divino penetra attraverso l&#039;umidità originaria e la mette in movimento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete avrebbe inoltre identificato questa mente universale con una necessità che governa ogni cosa. Considerava l&#039;anima come principio del movimento, continuo e capace di muoversi autonomamente. Attribuiva un&#039;anima persino alla calamita, poiché essa attrae il ferro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete viene generalmente definito &#039;&#039;&#039;ilozoista&#039;&#039;&#039; e, in effetti, non si può ignorare l&#039;affermazione di Aristotele secondo cui i primi «fisiologi» identificavano la materia con un principio capace di governarla. Si può quindi concludere che, per Talete, la mente del mondo, o la necessità, costituisse un principio non diverso dall&#039;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con ogni probabilità, Talete aderiva inoltre alla concezione, diffusa tra i primi filosofi ionici, secondo cui il mondo nasce periodicamente dal principio originario e ad esso ritorna. Non possediamo però informazioni sufficienti per stabilire in che modo, secondo Talete, avvenisse precisamente la formazione del mondo. Simplicio lo paragona, a questo proposito, ad [[Anassimene]], mentre Teofrasto contesta tale analogia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;importanza della filosofia di Talete risiede soprattutto nel fatto che in essa troviamo i primi elementi di una riflessione filosofica sul mondo fisico. La difficoltà nello studio del suo pensiero consiste però nel rischio di attribuirgli concezioni appartenenti più in generale al primo periodo della filosofia greca e, in particolare, alla tradizione ionica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aristotele, infatti, riferisce le dottrine di Talete non sulla base della lettura diretta delle sue opere, ma attraverso testimonianze e tradizioni di seconda mano. Nonostante ciò, Aristotele rimane nell&#039;antichità una delle fonti più autorevoli per la ricostruzione della filosofia dei primi pensatori greci.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Talete come matematico e astronomo ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un tempo Talete era considerato quasi l&#039;unico uomo in tutta la Grecia ad essersi dedicato alla scienza pura e al pensiero astratto senza perseguire finalità pratiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra Mileto e l&#039;Egitto esistevano allora rapporti commerciali molto intensi e Talete, partecipando a tali attività, avrebbe trascorso gran parte della prima metà della sua vita. Durante i suoi soggiorni in Egitto ebbe modo, secondo la tradizione, di entrare in contatto con i sacerdoti egiziani e di apprendere alcuni elementi delle loro conoscenze scientifiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come ha sostenuto il professor Roth, gran parte delle conoscenze acquisite da Talete in questo modo apparteneva alla sfera della religione egiziana e delle speculazioni ad essa collegate. Per quanto riguarda la matematica e l&#039;astronomia, invece, Talete avrebbe appreso dagli Egiziani soprattutto gli elementi fondamentali e quelli maggiormente necessari.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Rientrato in patria intorno al 590 a.C., già in età relativamente avanzata, Talete ebbe inizialmente difficoltà a trovare presso i suoi concittadini il riconoscimento che corrispondeva alla sua intelligenza, alle sue conoscenze e alla sua esperienza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sua vita a Mileto, dedicata soprattutto allo studio della natura e dell&#039;astronomia, non poteva suscitare particolare ammirazione tra i commercianti, abituati a pensare che una persona intelligente dovesse dedicare il proprio lavoro e il proprio tempo ad attività capaci di produrre un [[profitto]] concreto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È noto, per esempio, l&#039;aneddoto secondo cui Talete fu oggetto di scherno da parte di una donna perché, mentre osservava il cielo, non si accorse di una pietra sul terreno e vi inciampò.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Due episodi contribuirono tuttavia a elevare notevolmente la sua reputazione presso i concittadini e, più in generale, presso i Greci, che arrivarono a riconoscerlo come il primo dei sette sapienti della Grecia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo episodio è raccontato da Aristotele. Talete avrebbe previsto, già all&#039;inizio della primavera, che quell&#039;anno ci sarebbe stato un raccolto particolarmente abbondante di olive. Per dimostrare ai suoi concittadini che lo studio e la conoscenza potevano produrre anche vantaggi economici, acquistò in anticipo, a un prezzo conveniente, tutte le presse per la produzione dell&#039;olio disponibili a Mileto e a Chio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando la sua previsione si rivelò corretta e l&#039;eccezionale raccolto di olive rese necessaria una grande quantità di presse, Talete poté affittarle a un prezzo molto elevato, ottenendo così un notevole profitto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il secondo episodio che contribuì a diffondere la sua fama in tutta la Grecia fu la previsione di un&#039;eclissi solare avvenuta nel &#039;&#039;&#039;585 a.C.&#039;&#039;&#039;, il 28 maggio secondo la tradizione. L&#039;eclissi fu totale e, secondo i calcoli astronomici moderni, la sua fascia di totalità passò a poche miglia a nord di Mileto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In seguito a questi avvenimenti, Talete acquisì anche una notevole influenza nella vita politica della sua città.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Egli propose agli Ioni di unirsi in un&#039;unica e forte organizzazione politica, mantenendo al tempo stesso una struttura autonoma e indipendente per le singole città. Il fallimento di questa proposta contribuì, secondo la tradizione, alla successiva perdita della libertà e dell&#039;indipendenza delle città ioniche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In un&#039;altra occasione, Talete diede al popolo di Mileto un consiglio che si rivelò particolarmente importante: lo esortò ad astenersi dalla pericolosa alleanza che il re lidio Creso proponeva contro il re persiano Ciro. L&#039;accoglimento di questo consiglio avrebbe salvato Mileto dalla distruzione alla quale sarebbe stata altrimenti sottoposta dopo la sconfitta di Creso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La correttezza della previsione dell&#039;eclissi da parte di Talete, almeno per quanto riguarda l&#039;anno in cui essa si verificò, viene spiegata con la sua conoscenza del famoso periodo utilizzato dai Babilonesi per prevedere il ripetersi delle eclissi, chiamato &#039;&#039;&#039;saros&#039;&#039;&#039;, della durata di circa 18 anni e 11 giorni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A Talete viene inoltre attribuita la conoscenza della grandezza del diametro apparente del Sole, che egli avrebbe considerato pari a 1/720 dell&#039;intera eclittica, cioè circa 30 minuti d&#039;arco.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Bretschneider, Talete conosceva approfonditamente l&#039;astronomia egiziana e da essa avrebbe ricavato gran parte delle proprie conoscenze astronomiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La concezione del mondo a lui attribuita presentava l&#039;universo come uno spazio sferico al cui centro si trovava la Terra, anch&#039;essa sferica. Attorno alla Terra si muovevano il Sole, la Luna e le stelle, compiendo rivoluzioni complete nel corso della giornata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Sole e la Luna compivano inoltre movimenti propri sul firmamento: il Sole completava il suo percorso nell&#039;arco di un anno, composto da 365 giorni, mentre la Luna lo faceva nell&#039;arco di un mese.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il percorso annuale del Sole sul firmamento, cioè l&#039;eclittica, attraversava l&#039;equatore formando con esso un angolo e raggiungeva alternativamente i due punti di massima declinazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sul firmamento venivano distinti cinque cerchi o fasce: il primo era il &#039;&#039;&#039;cerchio settentrionale o artico&#039;&#039;&#039;, sempre visibile; il secondo era il &#039;&#039;&#039;tropico estivo&#039;&#039;&#039;; il terzo era il &#039;&#039;&#039;cerchio equinoziale&#039;&#039;&#039;; il quarto era il &#039;&#039;&#039;tropico invernale&#039;&#039;&#039;; il quinto era il &#039;&#039;&#039;cerchio antartico&#039;&#039;&#039;, sempre invisibile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Luna, considerata di natura affine a quella della Terra, riceveva la propria luce dal Sole. Le eclissi solari si verificavano quando la Luna passava davanti al Sole, mentre le eclissi lunari avvenivano quando la Luna entrava nell&#039;ombra proiettata dalla Terra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Durante i suoi viaggi in Egitto, Talete avrebbe inoltre appreso dai Fenici alcune conoscenze legate alla navigazione. Tra queste viene ricordato l&#039;uso della &#039;&#039;&#039;Piccola Orsa&#039;&#039;&#039; per determinare la direzione settentrionale, al posto della &#039;&#039;&#039;Grande Orsa&#039;&#039;&#039;, precedentemente utilizzata a tale scopo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A Talete vengono attribuite anche due opere astronomiche, scritte secondo le consuetudini dell&#039;epoca in forma poetica. Una di esse, secondo la testimonianza di Diogene Laerzio, aveva per titolo &#039;&#039;Περὶ τροπῶν καὶ ἰσημεριῶν&#039;&#039; («Sui solstizi e sugli equinozi»); l&#039;altra, secondo la &#039;&#039;Suda&#039;&#039;, era un trattato sui fenomeni celesti in generale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il professor Roth ritiene tuttavia che quest&#039;ultima opera fosse dedicata soprattutto all&#039;astronomia nautica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Talete e la matematica ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il merito più importante attribuito a Talete nel campo della matematica consiste nel trasferimento dall&#039;Egitto alla Grecia dei primi principi teorici della geometria elementare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Eudemo, secondo quanto riferisce Proclo, attribuisce a Talete la scoperta delle seguenti proposizioni geometriche:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* gli angoli opposti al vertice sono uguali;&lt;br /&gt;
* gli angoli alla base di un triangolo isoscele sono uguali;&lt;br /&gt;
* un triangolo è determinato da un lato e dai due angoli ad esso adiacenti;&lt;br /&gt;
* il diametro divide il cerchio in due parti uguali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Diogene Laerzio, sulla base delle parole di Panfilia, aggiunge a questo elenco un&#039;altra proposizione: &#039;&#039;&#039;l&#039;angolo inscritto in un semicerchio è retto&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per delineare un quadro completo delle conoscenze geometriche attribuite a Talete sarebbe necessario aggiungere anche una serie di altre proposizioni, senza le quali le precedenti acquisizioni sarebbero difficilmente comprensibili: proprietà delle rette parallele, dei triangoli equilateri, isosceli e scaleni, dei parallelogrammi e così via.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oltre alle «scoperte» teoriche elencate, gli scrittori greci attribuiscono a Talete la soluzione di due problemi geometrici di carattere pratico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo consisteva nel determinare la distanza di una nave in mare dal porto di Mileto; il secondo nel determinare l&#039;altezza di una piramide conoscendo la lunghezza della sua ombra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella storiografia matematica moderna, tuttavia, si è affermata l&#039;idea che molte delle «scoperte» geometriche attribuite a Talete dai suoi compatrioti fossero in realtà conoscenze derivate dalla scienza egiziana.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per i discepoli diretti di Talete, che non conoscevano la scienza egiziana e disponevano in generale di conoscenze molto limitate, tutto ciò che il maestro insegnava appariva come una novità completa, sconosciuta in precedenza e quindi attribuibile direttamente a lui.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli studiosi greci successivi, inoltre, dovettero confrontarsi più volte con testimonianze contraddittorie. La tendenza a esaltare la gloria nazionale e i meriti degli scienziati greci contribuì probabilmente a mantenere alcune attribuzioni tradizionali anche quando non erano pienamente fondate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da questo derivarono diverse contraddizioni e alcuni anacronismi nelle testimonianze degli autori antichi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così, per esempio, Panfilia e Diogene Laerzio attribuiscono a Talete la «scoperta» della proprietà dell&#039;angolo inscritto in un semicirchio; secondo altre testimonianze, invece, tale scoperta sarebbe da attribuire a Pitagora.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il desiderio degli scrittori e degli scienziati greci di esaltare la gloria dei propri compatrioti emerge con particolare chiarezza anche nei racconti relativi al metodo con cui Talete avrebbe determinato l&#039;altezza di una piramide attraverso la misurazione della sua ombra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Gerolamo di Rodi, citato da Diogene Laerzio, Talete avrebbe risolto il problema misurando la lunghezza dell&#039;ombra della piramide nel momento in cui l&#039;ombra proiettata da un osservatore risultava uguale alla sua altezza. In questo modo, l&#039;altezza della piramide sarebbe risultata uguale alla lunghezza della sua ombra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La versione di Plutarco, riportata nei &#039;&#039;Convivialia septem sapientium&#039;&#039;, presenta invece una situazione diversa. Secondo Plutarco, Talete avrebbe posto un palo verticale all&#039;estremità dell&#039;ombra della piramide e avrebbe utilizzato i due triangoli così formati, confrontando l&#039;ombra della piramide con quella del palo. Il rapporto tra l&#039;ombra della piramide e quella del palo sarebbe stato uguale al rapporto tra l&#039;altezza della piramide e quella del palo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa seconda soluzione presuppone quindi la conoscenza della &#039;&#039;&#039;similitudine dei triangoli&#039;&#039;&#039;. D&#039;altra parte, secondo le testimonianze degli scrittori greci, la teoria delle proporzioni non sarebbe stata conosciuta in Grecia prima di Pitagora, che l&#039;avrebbe appresa a Babilonia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per questo motivo, la versione di Gerolamo di Rodi può essere considerata più plausibile, soprattutto per la semplicità e il carattere elementare del metodo che descrive.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Talete&amp;diff=7021</id>
		<title>Talete</title>
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		<updated>2026-09-14T15:07:54Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari: /* Note */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Filosofo del VII secolo a.C. (presumibilmente 624-548 a.C.), Talete fu uno dei sette saggi della Grecia e il fondatore della filosofia greca. Fu contemporaneo di Solone e di Creso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Suo padre si chiamava, secondo alcune testimonianze, Examius&#039;&#039;&#039;. &#039;&#039;R. Schuster ravvisò in questo nome una certa somiglianza con quello di Samuele e ipotizzò, pertanto, che Talete fosse di origine semitica. Diels, nell&#039;articolo Thales ein Semite pubblicato nell&#039; Archiv für Geschichte der Philosophie, dimostrò tuttavia l&#039;infondatezza di questa ipotesi. Secondo Erodoto, la famiglia di Talete sarebbe giunta a Mileto dalla Fenicia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== La cosmologia e la filosofia di Talete ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aristotele mette a confronto le concezioni cosmologiche di Talete con gli insegnamenti mitologici di Omero ed Esiodo. Secondo Tanri, nel suo studio &#039;&#039;I primi passi della scienza greca antica&#039;&#039; (San Pietroburgo, 1902), la cosmologia di Talete presenta inoltre notevoli somiglianze con alcune concezioni egiziane.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo la concezione attribuita a Talete, l&#039;universo sarebbe costituito da una massa liquida, al centro della quale si trova un corpo d&#039;aria avente la forma di una ciotola rovesciata, con il lato aperto rivolto verso il basso. La superficie concava di questo corpo costituirebbe il cielo; sulla sua superficie inferiore, al centro, galleggerebbe un disco che si muove sull&#039;acqua. Le stelle sarebbero divinità che fluttuano nel firmamento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche le concezioni filosofiche di Talete sono strettamente collegate alle sue idee cosmologiche. Le conosciamo soprattutto attraverso il primo libro della &#039;&#039;Metafisica&#039;&#039; di Aristotele, che definisce Talete il caposcuola dei primi fisici, e attraverso i dossografi, che ricavarono le proprie informazioni da Ezio, la cui opera sulla storia della filosofia fu in parte ricostruita da Diels.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete era interessato a due questioni strettamente collegate: &#039;&#039;&#039;da che cosa deriva ogni cosa e che cosa costituisce l&#039;essenza (ἀρχή) dell&#039;esistenza&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla prima domanda rispondeva sostenendo che &#039;&#039;&#039;l&#039;acqua è l&#039;essenza di tutte le cose&#039;&#039;&#039;, che tutto deriva dall&#039;acqua e che tutto ritorna nuovamente all&#039;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete avrebbe sostenuto questa concezione per tre ragioni principali. In primo luogo, il seme di tutti gli esseri viventi possiede una natura umida; in secondo luogo, tutte le piante si nutrono di umidità e grazie ad essa producono i loro frutti, mentre, private dell&#039;acqua, si seccano; in terzo luogo, anche il fuoco del sole e degli altri astri sarebbe alimentato dall&#039;evaporazione dell&#039;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oltre all&#039;acqua, Talete sembra aver ammesso anche un altro principio che, con ogni probabilità, identificava comunque con l&#039;acqua stessa. Egli affermava che &#039;&#039;&#039;Dio è la mente del mondo&#039;&#039;&#039;, che ogni cosa è animata e che tutto è pieno di divinità. Il potere divino penetra attraverso l&#039;umidità originaria e la mette in movimento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete avrebbe inoltre identificato questa mente universale con una necessità che governa ogni cosa. Considerava l&#039;anima come principio del movimento, continuo e capace di muoversi autonomamente. Attribuiva un&#039;anima persino alla calamita, poiché essa attrae il ferro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete viene generalmente definito &#039;&#039;&#039;ilozoista&#039;&#039;&#039; e, in effetti, non si può ignorare l&#039;affermazione di Aristotele secondo cui i primi «fisiologi» identificavano la materia con un principio capace di governarla. Si può quindi concludere che, per Talete, la mente del mondo, o la necessità, costituisse un principio non diverso dall&#039;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con ogni probabilità, Talete aderiva inoltre alla concezione, diffusa tra i primi filosofi ionici, secondo cui il mondo nasce periodicamente dal principio originario e ad esso ritorna. Non possediamo però informazioni sufficienti per stabilire in che modo, secondo Talete, avvenisse precisamente la formazione del mondo. Simplicio lo paragona, a questo proposito, ad Anassimene, mentre Teofrasto contesta tale analogia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;importanza della filosofia di Talete risiede soprattutto nel fatto che in essa troviamo i primi elementi di una riflessione filosofica sul mondo fisico. La difficoltà nello studio del suo pensiero consiste però nel rischio di attribuirgli concezioni appartenenti più in generale al primo periodo della filosofia greca e, in particolare, alla tradizione ionica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aristotele, infatti, riferisce le dottrine di Talete non sulla base della lettura diretta delle sue opere, ma attraverso testimonianze e tradizioni di seconda mano. Nonostante ciò, Aristotele rimane nell&#039;antichità una delle fonti più autorevoli per la ricostruzione della filosofia dei primi pensatori greci.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Talete come matematico e astronomo ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un tempo Talete era considerato quasi l&#039;unico uomo in tutta la Grecia ad essersi dedicato alla scienza pura e al pensiero astratto senza perseguire finalità pratiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra Mileto e l&#039;Egitto esistevano allora rapporti commerciali molto intensi e Talete, partecipando a tali attività, avrebbe trascorso gran parte della prima metà della sua vita. Durante i suoi soggiorni in Egitto ebbe modo, secondo la tradizione, di entrare in contatto con i sacerdoti egiziani e di apprendere alcuni elementi delle loro conoscenze scientifiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come ha sostenuto il professor Roth, gran parte delle conoscenze acquisite da Talete in questo modo apparteneva alla sfera della religione egiziana e delle speculazioni ad essa collegate. Per quanto riguarda la matematica e l&#039;astronomia, invece, Talete avrebbe appreso dagli Egiziani soprattutto gli elementi fondamentali e quelli maggiormente necessari.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Rientrato in patria intorno al 590 a.C., già in età relativamente avanzata, Talete ebbe inizialmente difficoltà a trovare presso i suoi concittadini il riconoscimento che corrispondeva alla sua intelligenza, alle sue conoscenze e alla sua esperienza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sua vita a Mileto, dedicata soprattutto allo studio della natura e dell&#039;astronomia, non poteva suscitare particolare ammirazione tra i commercianti, abituati a pensare che una persona intelligente dovesse dedicare il proprio lavoro e il proprio tempo ad attività capaci di produrre un [[profitto]] concreto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È noto, per esempio, l&#039;aneddoto secondo cui Talete fu oggetto di scherno da parte di una donna perché, mentre osservava il cielo, non si accorse di una pietra sul terreno e vi inciampò.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Due episodi contribuirono tuttavia a elevare notevolmente la sua reputazione presso i concittadini e, più in generale, presso i Greci, che arrivarono a riconoscerlo come il primo dei sette sapienti della Grecia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo episodio è raccontato da Aristotele. Talete avrebbe previsto, già all&#039;inizio della primavera, che quell&#039;anno ci sarebbe stato un raccolto particolarmente abbondante di olive. Per dimostrare ai suoi concittadini che lo studio e la conoscenza potevano produrre anche vantaggi economici, acquistò in anticipo, a un prezzo conveniente, tutte le presse per la produzione dell&#039;olio disponibili a Mileto e a Chio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando la sua previsione si rivelò corretta e l&#039;eccezionale raccolto di olive rese necessaria una grande quantità di presse, Talete poté affittarle a un prezzo molto elevato, ottenendo così un notevole profitto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il secondo episodio che contribuì a diffondere la sua fama in tutta la Grecia fu la previsione di un&#039;eclissi solare avvenuta nel &#039;&#039;&#039;585 a.C.&#039;&#039;&#039;, il 28 maggio secondo la tradizione. L&#039;eclissi fu totale e, secondo i calcoli astronomici moderni, la sua fascia di totalità passò a poche miglia a nord di Mileto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In seguito a questi avvenimenti, Talete acquisì anche una notevole influenza nella vita politica della sua città.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Egli propose agli Ioni di unirsi in un&#039;unica e forte organizzazione politica, mantenendo al tempo stesso una struttura autonoma e indipendente per le singole città. Il fallimento di questa proposta contribuì, secondo la tradizione, alla successiva perdita della libertà e dell&#039;indipendenza delle città ioniche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In un&#039;altra occasione, Talete diede al popolo di Mileto un consiglio che si rivelò particolarmente importante: lo esortò ad astenersi dalla pericolosa alleanza che il re lidio Creso proponeva contro il re persiano Ciro. L&#039;accoglimento di questo consiglio avrebbe salvato Mileto dalla distruzione alla quale sarebbe stata altrimenti sottoposta dopo la sconfitta di Creso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La correttezza della previsione dell&#039;eclissi da parte di Talete, almeno per quanto riguarda l&#039;anno in cui essa si verificò, viene spiegata con la sua conoscenza del famoso periodo utilizzato dai Babilonesi per prevedere il ripetersi delle eclissi, chiamato &#039;&#039;&#039;saros&#039;&#039;&#039;, della durata di circa 18 anni e 11 giorni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A Talete viene inoltre attribuita la conoscenza della grandezza del diametro apparente del Sole, che egli avrebbe considerato pari a 1/720 dell&#039;intera eclittica, cioè circa 30 minuti d&#039;arco.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Bretschneider, Talete conosceva approfonditamente l&#039;astronomia egiziana e da essa avrebbe ricavato gran parte delle proprie conoscenze astronomiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La concezione del mondo a lui attribuita presentava l&#039;universo come uno spazio sferico al cui centro si trovava la Terra, anch&#039;essa sferica. Attorno alla Terra si muovevano il Sole, la Luna e le stelle, compiendo rivoluzioni complete nel corso della giornata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Sole e la Luna compivano inoltre movimenti propri sul firmamento: il Sole completava il suo percorso nell&#039;arco di un anno, composto da 365 giorni, mentre la Luna lo faceva nell&#039;arco di un mese.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il percorso annuale del Sole sul firmamento, cioè l&#039;eclittica, attraversava l&#039;equatore formando con esso un angolo e raggiungeva alternativamente i due punti di massima declinazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sul firmamento venivano distinti cinque cerchi o fasce: il primo era il &#039;&#039;&#039;cerchio settentrionale o artico&#039;&#039;&#039;, sempre visibile; il secondo era il &#039;&#039;&#039;tropico estivo&#039;&#039;&#039;; il terzo era il &#039;&#039;&#039;cerchio equinoziale&#039;&#039;&#039;; il quarto era il &#039;&#039;&#039;tropico invernale&#039;&#039;&#039;; il quinto era il &#039;&#039;&#039;cerchio antartico&#039;&#039;&#039;, sempre invisibile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Luna, considerata di natura affine a quella della Terra, riceveva la propria luce dal Sole. Le eclissi solari si verificavano quando la Luna passava davanti al Sole, mentre le eclissi lunari avvenivano quando la Luna entrava nell&#039;ombra proiettata dalla Terra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Durante i suoi viaggi in Egitto, Talete avrebbe inoltre appreso dai Fenici alcune conoscenze legate alla navigazione. Tra queste viene ricordato l&#039;uso della &#039;&#039;&#039;Piccola Orsa&#039;&#039;&#039; per determinare la direzione settentrionale, al posto della &#039;&#039;&#039;Grande Orsa&#039;&#039;&#039;, precedentemente utilizzata a tale scopo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A Talete vengono attribuite anche due opere astronomiche, scritte secondo le consuetudini dell&#039;epoca in forma poetica. Una di esse, secondo la testimonianza di Diogene Laerzio, aveva per titolo &#039;&#039;Περὶ τροπῶν καὶ ἰσημεριῶν&#039;&#039; («Sui solstizi e sugli equinozi»); l&#039;altra, secondo la &#039;&#039;Suda&#039;&#039;, era un trattato sui fenomeni celesti in generale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il professor Roth ritiene tuttavia che quest&#039;ultima opera fosse dedicata soprattutto all&#039;astronomia nautica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Talete e la matematica ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il merito più importante attribuito a Talete nel campo della matematica consiste nel trasferimento dall&#039;Egitto alla Grecia dei primi principi teorici della geometria elementare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Eudemo, secondo quanto riferisce Proclo, attribuisce a Talete la scoperta delle seguenti proposizioni geometriche:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* gli angoli opposti al vertice sono uguali;&lt;br /&gt;
* gli angoli alla base di un triangolo isoscele sono uguali;&lt;br /&gt;
* un triangolo è determinato da un lato e dai due angoli ad esso adiacenti;&lt;br /&gt;
* il diametro divide il cerchio in due parti uguali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Diogene Laerzio, sulla base delle parole di Panfilia, aggiunge a questo elenco un&#039;altra proposizione: &#039;&#039;&#039;l&#039;angolo inscritto in un semicerchio è retto&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per delineare un quadro completo delle conoscenze geometriche attribuite a Talete sarebbe necessario aggiungere anche una serie di altre proposizioni, senza le quali le precedenti acquisizioni sarebbero difficilmente comprensibili: proprietà delle rette parallele, dei triangoli equilateri, isosceli e scaleni, dei parallelogrammi e così via.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oltre alle «scoperte» teoriche elencate, gli scrittori greci attribuiscono a Talete la soluzione di due problemi geometrici di carattere pratico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo consisteva nel determinare la distanza di una nave in mare dal porto di Mileto; il secondo nel determinare l&#039;altezza di una piramide conoscendo la lunghezza della sua ombra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella storiografia matematica moderna, tuttavia, si è affermata l&#039;idea che molte delle «scoperte» geometriche attribuite a Talete dai suoi compatrioti fossero in realtà conoscenze derivate dalla scienza egiziana.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per i discepoli diretti di Talete, che non conoscevano la scienza egiziana e disponevano in generale di conoscenze molto limitate, tutto ciò che il maestro insegnava appariva come una novità completa, sconosciuta in precedenza e quindi attribuibile direttamente a lui.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli studiosi greci successivi, inoltre, dovettero confrontarsi più volte con testimonianze contraddittorie. La tendenza a esaltare la gloria nazionale e i meriti degli scienziati greci contribuì probabilmente a mantenere alcune attribuzioni tradizionali anche quando non erano pienamente fondate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da questo derivarono diverse contraddizioni e alcuni anacronismi nelle testimonianze degli autori antichi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così, per esempio, Panfilia e Diogene Laerzio attribuiscono a Talete la «scoperta» della proprietà dell&#039;angolo inscritto in un semicirchio; secondo altre testimonianze, invece, tale scoperta sarebbe da attribuire a Pitagora.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il desiderio degli scrittori e degli scienziati greci di esaltare la gloria dei propri compatrioti emerge con particolare chiarezza anche nei racconti relativi al metodo con cui Talete avrebbe determinato l&#039;altezza di una piramide attraverso la misurazione della sua ombra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Gerolamo di Rodi, citato da Diogene Laerzio, Talete avrebbe risolto il problema misurando la lunghezza dell&#039;ombra della piramide nel momento in cui l&#039;ombra proiettata da un osservatore risultava uguale alla sua altezza. In questo modo, l&#039;altezza della piramide sarebbe risultata uguale alla lunghezza della sua ombra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La versione di Plutarco, riportata nei &#039;&#039;Convivialia septem sapientium&#039;&#039;, presenta invece una situazione diversa. Secondo Plutarco, Talete avrebbe posto un palo verticale all&#039;estremità dell&#039;ombra della piramide e avrebbe utilizzato i due triangoli così formati, confrontando l&#039;ombra della piramide con quella del palo. Il rapporto tra l&#039;ombra della piramide e quella del palo sarebbe stato uguale al rapporto tra l&#039;altezza della piramide e quella del palo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa seconda soluzione presuppone quindi la conoscenza della &#039;&#039;&#039;similitudine dei triangoli&#039;&#039;&#039;. D&#039;altra parte, secondo le testimonianze degli scrittori greci, la teoria delle proporzioni non sarebbe stata conosciuta in Grecia prima di Pitagora, che l&#039;avrebbe appresa a Babilonia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per questo motivo, la versione di Gerolamo di Rodi può essere considerata più plausibile, soprattutto per la semplicità e il carattere elementare del metodo che descrive.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Talete&amp;diff=7020</id>
		<title>Talete</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Talete&amp;diff=7020"/>
		<updated>2026-09-14T14:13:13Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari: /* Talete e la matematica */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Filosofo del VII secolo a.C. (presumibilmente 624-548 a.C.), Talete fu uno dei sette saggi della Grecia e il fondatore della filosofia greca. Fu contemporaneo di Solone e di Creso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Suo padre si chiamava, secondo alcune testimonianze, Examius&#039;&#039;&#039;. &#039;&#039;R. Schuster ravvisò in questo nome una certa somiglianza con quello di Samuele e ipotizzò, pertanto, che Talete fosse di origine semitica. Diels, nell&#039;articolo Thales ein Semite pubblicato nell&#039; Archiv für Geschichte der Philosophie, dimostrò tuttavia l&#039;infondatezza di questa ipotesi. Secondo Erodoto, la famiglia di Talete sarebbe giunta a Mileto dalla Fenicia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== La cosmologia e la filosofia di Talete ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aristotele mette a confronto le concezioni cosmologiche di Talete con gli insegnamenti mitologici di Omero ed Esiodo. Secondo Tanri, nel suo studio &#039;&#039;I primi passi della scienza greca antica&#039;&#039; (San Pietroburgo, 1902), la cosmologia di Talete presenta inoltre notevoli somiglianze con alcune concezioni egiziane.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo la concezione attribuita a Talete, l&#039;universo sarebbe costituito da una massa liquida, al centro della quale si trova un corpo d&#039;aria avente la forma di una ciotola rovesciata, con il lato aperto rivolto verso il basso. La superficie concava di questo corpo costituirebbe il cielo; sulla sua superficie inferiore, al centro, galleggerebbe un disco che si muove sull&#039;acqua. Le stelle sarebbero divinità che fluttuano nel firmamento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche le concezioni filosofiche di Talete sono strettamente collegate alle sue idee cosmologiche. Le conosciamo soprattutto attraverso il primo libro della &#039;&#039;Metafisica&#039;&#039; di Aristotele, che definisce Talete il caposcuola dei primi fisici, e attraverso i dossografi, che ricavarono le proprie informazioni da Ezio, la cui opera sulla storia della filosofia fu in parte ricostruita da Diels.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete era interessato a due questioni strettamente collegate: &#039;&#039;&#039;da che cosa deriva ogni cosa e che cosa costituisce l&#039;essenza (ἀρχή) dell&#039;esistenza&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla prima domanda rispondeva sostenendo che &#039;&#039;&#039;l&#039;acqua è l&#039;essenza di tutte le cose&#039;&#039;&#039;, che tutto deriva dall&#039;acqua e che tutto ritorna nuovamente all&#039;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete avrebbe sostenuto questa concezione per tre ragioni principali. In primo luogo, il seme di tutti gli esseri viventi possiede una natura umida; in secondo luogo, tutte le piante si nutrono di umidità e grazie ad essa producono i loro frutti, mentre, private dell&#039;acqua, si seccano; in terzo luogo, anche il fuoco del sole e degli altri astri sarebbe alimentato dall&#039;evaporazione dell&#039;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oltre all&#039;acqua, Talete sembra aver ammesso anche un altro principio che, con ogni probabilità, identificava comunque con l&#039;acqua stessa. Egli affermava che &#039;&#039;&#039;Dio è la mente del mondo&#039;&#039;&#039;, che ogni cosa è animata e che tutto è pieno di divinità. Il potere divino penetra attraverso l&#039;umidità originaria e la mette in movimento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete avrebbe inoltre identificato questa mente universale con una necessità che governa ogni cosa. Considerava l&#039;anima come principio del movimento, continuo e capace di muoversi autonomamente. Attribuiva un&#039;anima persino alla calamita, poiché essa attrae il ferro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete viene generalmente definito &#039;&#039;&#039;ilozoista&#039;&#039;&#039; e, in effetti, non si può ignorare l&#039;affermazione di Aristotele secondo cui i primi «fisiologi» identificavano la materia con un principio capace di governarla. Si può quindi concludere che, per Talete, la mente del mondo, o la necessità, costituisse un principio non diverso dall&#039;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con ogni probabilità, Talete aderiva inoltre alla concezione, diffusa tra i primi filosofi ionici, secondo cui il mondo nasce periodicamente dal principio originario e ad esso ritorna. Non possediamo però informazioni sufficienti per stabilire in che modo, secondo Talete, avvenisse precisamente la formazione del mondo. Simplicio lo paragona, a questo proposito, ad Anassimene, mentre Teofrasto contesta tale analogia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;importanza della filosofia di Talete risiede soprattutto nel fatto che in essa troviamo i primi elementi di una riflessione filosofica sul mondo fisico. La difficoltà nello studio del suo pensiero consiste però nel rischio di attribuirgli concezioni appartenenti più in generale al primo periodo della filosofia greca e, in particolare, alla tradizione ionica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aristotele, infatti, riferisce le dottrine di Talete non sulla base della lettura diretta delle sue opere, ma attraverso testimonianze e tradizioni di seconda mano. Nonostante ciò, Aristotele rimane nell&#039;antichità una delle fonti più autorevoli per la ricostruzione della filosofia dei primi pensatori greci.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Talete come matematico e astronomo ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un tempo Talete era considerato quasi l&#039;unico uomo in tutta la Grecia ad essersi dedicato alla scienza pura e al pensiero astratto senza perseguire finalità pratiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra Mileto e l&#039;Egitto esistevano allora rapporti commerciali molto intensi e Talete, partecipando a tali attività, avrebbe trascorso gran parte della prima metà della sua vita. Durante i suoi soggiorni in Egitto ebbe modo, secondo la tradizione, di entrare in contatto con i sacerdoti egiziani e di apprendere alcuni elementi delle loro conoscenze scientifiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come ha sostenuto il professor Roth, gran parte delle conoscenze acquisite da Talete in questo modo apparteneva alla sfera della religione egiziana e delle speculazioni ad essa collegate. Per quanto riguarda la matematica e l&#039;astronomia, invece, Talete avrebbe appreso dagli Egiziani soprattutto gli elementi fondamentali e quelli maggiormente necessari.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Rientrato in patria intorno al 590 a.C., già in età relativamente avanzata, Talete ebbe inizialmente difficoltà a trovare presso i suoi concittadini il riconoscimento che corrispondeva alla sua intelligenza, alle sue conoscenze e alla sua esperienza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sua vita a Mileto, dedicata soprattutto allo studio della natura e dell&#039;astronomia, non poteva suscitare particolare ammirazione tra i commercianti, abituati a pensare che una persona intelligente dovesse dedicare il proprio lavoro e il proprio tempo ad attività capaci di produrre un [[profitto]] concreto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È noto, per esempio, l&#039;aneddoto secondo cui Talete fu oggetto di scherno da parte di una donna perché, mentre osservava il cielo, non si accorse di una pietra sul terreno e vi inciampò.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Due episodi contribuirono tuttavia a elevare notevolmente la sua reputazione presso i concittadini e, più in generale, presso i Greci, che arrivarono a riconoscerlo come il primo dei sette sapienti della Grecia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo episodio è raccontato da Aristotele. Talete avrebbe previsto, già all&#039;inizio della primavera, che quell&#039;anno ci sarebbe stato un raccolto particolarmente abbondante di olive. Per dimostrare ai suoi concittadini che lo studio e la conoscenza potevano produrre anche vantaggi economici, acquistò in anticipo, a un prezzo conveniente, tutte le presse per la produzione dell&#039;olio disponibili a Mileto e a Chio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando la sua previsione si rivelò corretta e l&#039;eccezionale raccolto di olive rese necessaria una grande quantità di presse, Talete poté affittarle a un prezzo molto elevato, ottenendo così un notevole profitto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il secondo episodio che contribuì a diffondere la sua fama in tutta la Grecia fu la previsione di un&#039;eclissi solare avvenuta nel &#039;&#039;&#039;585 a.C.&#039;&#039;&#039;, il 28 maggio secondo la tradizione. L&#039;eclissi fu totale e, secondo i calcoli astronomici moderni, la sua fascia di totalità passò a poche miglia a nord di Mileto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In seguito a questi avvenimenti, Talete acquisì anche una notevole influenza nella vita politica della sua città.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Egli propose agli Ioni di unirsi in un&#039;unica e forte organizzazione politica, mantenendo al tempo stesso una struttura autonoma e indipendente per le singole città. Il fallimento di questa proposta contribuì, secondo la tradizione, alla successiva perdita della libertà e dell&#039;indipendenza delle città ioniche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In un&#039;altra occasione, Talete diede al popolo di Mileto un consiglio che si rivelò particolarmente importante: lo esortò ad astenersi dalla pericolosa alleanza che il re lidio Creso proponeva contro il re persiano Ciro. L&#039;accoglimento di questo consiglio avrebbe salvato Mileto dalla distruzione alla quale sarebbe stata altrimenti sottoposta dopo la sconfitta di Creso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La correttezza della previsione dell&#039;eclissi da parte di Talete, almeno per quanto riguarda l&#039;anno in cui essa si verificò, viene spiegata con la sua conoscenza del famoso periodo utilizzato dai Babilonesi per prevedere il ripetersi delle eclissi, chiamato &#039;&#039;&#039;saros&#039;&#039;&#039;, della durata di circa 18 anni e 11 giorni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A Talete viene inoltre attribuita la conoscenza della grandezza del diametro apparente del Sole, che egli avrebbe considerato pari a 1/720 dell&#039;intera eclittica, cioè circa 30 minuti d&#039;arco.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Bretschneider, Talete conosceva approfonditamente l&#039;astronomia egiziana e da essa avrebbe ricavato gran parte delle proprie conoscenze astronomiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La concezione del mondo a lui attribuita presentava l&#039;universo come uno spazio sferico al cui centro si trovava la Terra, anch&#039;essa sferica. Attorno alla Terra si muovevano il Sole, la Luna e le stelle, compiendo rivoluzioni complete nel corso della giornata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Sole e la Luna compivano inoltre movimenti propri sul firmamento: il Sole completava il suo percorso nell&#039;arco di un anno, composto da 365 giorni, mentre la Luna lo faceva nell&#039;arco di un mese.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il percorso annuale del Sole sul firmamento, cioè l&#039;eclittica, attraversava l&#039;equatore formando con esso un angolo e raggiungeva alternativamente i due punti di massima declinazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sul firmamento venivano distinti cinque cerchi o fasce: il primo era il &#039;&#039;&#039;cerchio settentrionale o artico&#039;&#039;&#039;, sempre visibile; il secondo era il &#039;&#039;&#039;tropico estivo&#039;&#039;&#039;; il terzo era il &#039;&#039;&#039;cerchio equinoziale&#039;&#039;&#039;; il quarto era il &#039;&#039;&#039;tropico invernale&#039;&#039;&#039;; il quinto era il &#039;&#039;&#039;cerchio antartico&#039;&#039;&#039;, sempre invisibile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Luna, considerata di natura affine a quella della Terra, riceveva la propria luce dal Sole. Le eclissi solari si verificavano quando la Luna passava davanti al Sole, mentre le eclissi lunari avvenivano quando la Luna entrava nell&#039;ombra proiettata dalla Terra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Durante i suoi viaggi in Egitto, Talete avrebbe inoltre appreso dai Fenici alcune conoscenze legate alla navigazione. Tra queste viene ricordato l&#039;uso della &#039;&#039;&#039;Piccola Orsa&#039;&#039;&#039; per determinare la direzione settentrionale, al posto della &#039;&#039;&#039;Grande Orsa&#039;&#039;&#039;, precedentemente utilizzata a tale scopo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A Talete vengono attribuite anche due opere astronomiche, scritte secondo le consuetudini dell&#039;epoca in forma poetica. Una di esse, secondo la testimonianza di Diogene Laerzio, aveva per titolo &#039;&#039;Περὶ τροπῶν καὶ ἰσημεριῶν&#039;&#039; («Sui solstizi e sugli equinozi»); l&#039;altra, secondo la &#039;&#039;Suda&#039;&#039;, era un trattato sui fenomeni celesti in generale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il professor Roth ritiene tuttavia che quest&#039;ultima opera fosse dedicata soprattutto all&#039;astronomia nautica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Talete e la matematica ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il merito più importante attribuito a Talete nel campo della matematica consiste nel trasferimento dall&#039;Egitto alla Grecia dei primi principi teorici della geometria elementare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Eudemo, secondo quanto riferisce Proclo, attribuisce a Talete la scoperta delle seguenti proposizioni geometriche:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* gli angoli opposti al vertice sono uguali;&lt;br /&gt;
* gli angoli alla base di un triangolo isoscele sono uguali;&lt;br /&gt;
* un triangolo è determinato da un lato e dai due angoli ad esso adiacenti;&lt;br /&gt;
* il diametro divide il cerchio in due parti uguali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Diogene Laerzio, sulla base delle parole di Panfilia, aggiunge a questo elenco un&#039;altra proposizione: &#039;&#039;&#039;l&#039;angolo inscritto in un semicerchio è retto&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per delineare un quadro completo delle conoscenze geometriche attribuite a Talete sarebbe necessario aggiungere anche una serie di altre proposizioni, senza le quali le precedenti acquisizioni sarebbero difficilmente comprensibili: proprietà delle rette parallele, dei triangoli equilateri, isosceli e scaleni, dei parallelogrammi e così via.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oltre alle «scoperte» teoriche elencate, gli scrittori greci attribuiscono a Talete la soluzione di due problemi geometrici di carattere pratico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo consisteva nel determinare la distanza di una nave in mare dal porto di Mileto; il secondo nel determinare l&#039;altezza di una piramide conoscendo la lunghezza della sua ombra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella storiografia matematica moderna, tuttavia, si è affermata l&#039;idea che molte delle «scoperte» geometriche attribuite a Talete dai suoi compatrioti fossero in realtà conoscenze derivate dalla scienza egiziana.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per i discepoli diretti di Talete, che non conoscevano la scienza egiziana e disponevano in generale di conoscenze molto limitate, tutto ciò che il maestro insegnava appariva come una novità completa, sconosciuta in precedenza e quindi attribuibile direttamente a lui.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli studiosi greci successivi, inoltre, dovettero confrontarsi più volte con testimonianze contraddittorie. La tendenza a esaltare la gloria nazionale e i meriti degli scienziati greci contribuì probabilmente a mantenere alcune attribuzioni tradizionali anche quando non erano pienamente fondate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da questo derivarono diverse contraddizioni e alcuni anacronismi nelle testimonianze degli autori antichi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così, per esempio, Panfilia e Diogene Laerzio attribuiscono a Talete la «scoperta» della proprietà dell&#039;angolo inscritto in un semicirchio; secondo altre testimonianze, invece, tale scoperta sarebbe da attribuire a Pitagora.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il desiderio degli scrittori e degli scienziati greci di esaltare la gloria dei propri compatrioti emerge con particolare chiarezza anche nei racconti relativi al metodo con cui Talete avrebbe determinato l&#039;altezza di una piramide attraverso la misurazione della sua ombra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Gerolamo di Rodi, citato da Diogene Laerzio, Talete avrebbe risolto il problema misurando la lunghezza dell&#039;ombra della piramide nel momento in cui l&#039;ombra proiettata da un osservatore risultava uguale alla sua altezza. In questo modo, l&#039;altezza della piramide sarebbe risultata uguale alla lunghezza della sua ombra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La versione di Plutarco, riportata nei &#039;&#039;Convivialia septem sapientium&#039;&#039;, presenta invece una situazione diversa. Secondo Plutarco, Talete avrebbe posto un palo verticale all&#039;estremità dell&#039;ombra della piramide e avrebbe utilizzato i due triangoli così formati, confrontando l&#039;ombra della piramide con quella del palo. Il rapporto tra l&#039;ombra della piramide e quella del palo sarebbe stato uguale al rapporto tra l&#039;altezza della piramide e quella del palo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa seconda soluzione presuppone quindi la conoscenza della &#039;&#039;&#039;similitudine dei triangoli&#039;&#039;&#039;. D&#039;altra parte, secondo le testimonianze degli scrittori greci, la teoria delle proporzioni non sarebbe stata conosciuta in Grecia prima di Pitagora, che l&#039;avrebbe appresa a Babilonia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per questo motivo, la versione di Gerolamo di Rodi può essere considerata più plausibile, soprattutto per la semplicità e il carattere elementare del metodo che descrive.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Talete&amp;diff=7019</id>
		<title>Talete</title>
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		<updated>2026-09-14T13:16:20Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Filosofo del VII secolo a.C. (presumibilmente 624-548 a.C.), Talete fu uno dei sette saggi della Grecia e il fondatore della filosofia greca. Fu contemporaneo di Solone e di Creso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Suo padre si chiamava, secondo alcune testimonianze, Examius&#039;&#039;&#039;. &#039;&#039;R. Schuster ravvisò in questo nome una certa somiglianza con quello di Samuele e ipotizzò, pertanto, che Talete fosse di origine semitica. Diels, nell&#039;articolo Thales ein Semite pubblicato nell&#039; Archiv für Geschichte der Philosophie, dimostrò tuttavia l&#039;infondatezza di questa ipotesi. Secondo Erodoto, la famiglia di Talete sarebbe giunta a Mileto dalla Fenicia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== La cosmologia e la filosofia di Talete ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aristotele mette a confronto le concezioni cosmologiche di Talete con gli insegnamenti mitologici di Omero ed Esiodo. Secondo Tanri, nel suo studio &#039;&#039;I primi passi della scienza greca antica&#039;&#039; (San Pietroburgo, 1902), la cosmologia di Talete presenta inoltre notevoli somiglianze con alcune concezioni egiziane.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo la concezione attribuita a Talete, l&#039;universo sarebbe costituito da una massa liquida, al centro della quale si trova un corpo d&#039;aria avente la forma di una ciotola rovesciata, con il lato aperto rivolto verso il basso. La superficie concava di questo corpo costituirebbe il cielo; sulla sua superficie inferiore, al centro, galleggerebbe un disco che si muove sull&#039;acqua. Le stelle sarebbero divinità che fluttuano nel firmamento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche le concezioni filosofiche di Talete sono strettamente collegate alle sue idee cosmologiche. Le conosciamo soprattutto attraverso il primo libro della &#039;&#039;Metafisica&#039;&#039; di Aristotele, che definisce Talete il caposcuola dei primi fisici, e attraverso i dossografi, che ricavarono le proprie informazioni da Ezio, la cui opera sulla storia della filosofia fu in parte ricostruita da Diels.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete era interessato a due questioni strettamente collegate: &#039;&#039;&#039;da che cosa deriva ogni cosa e che cosa costituisce l&#039;essenza (ἀρχή) dell&#039;esistenza&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla prima domanda rispondeva sostenendo che &#039;&#039;&#039;l&#039;acqua è l&#039;essenza di tutte le cose&#039;&#039;&#039;, che tutto deriva dall&#039;acqua e che tutto ritorna nuovamente all&#039;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete avrebbe sostenuto questa concezione per tre ragioni principali. In primo luogo, il seme di tutti gli esseri viventi possiede una natura umida; in secondo luogo, tutte le piante si nutrono di umidità e grazie ad essa producono i loro frutti, mentre, private dell&#039;acqua, si seccano; in terzo luogo, anche il fuoco del sole e degli altri astri sarebbe alimentato dall&#039;evaporazione dell&#039;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oltre all&#039;acqua, Talete sembra aver ammesso anche un altro principio che, con ogni probabilità, identificava comunque con l&#039;acqua stessa. Egli affermava che &#039;&#039;&#039;Dio è la mente del mondo&#039;&#039;&#039;, che ogni cosa è animata e che tutto è pieno di divinità. Il potere divino penetra attraverso l&#039;umidità originaria e la mette in movimento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete avrebbe inoltre identificato questa mente universale con una necessità che governa ogni cosa. Considerava l&#039;anima come principio del movimento, continuo e capace di muoversi autonomamente. Attribuiva un&#039;anima persino alla calamita, poiché essa attrae il ferro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete viene generalmente definito &#039;&#039;&#039;ilozoista&#039;&#039;&#039; e, in effetti, non si può ignorare l&#039;affermazione di Aristotele secondo cui i primi «fisiologi» identificavano la materia con un principio capace di governarla. Si può quindi concludere che, per Talete, la mente del mondo, o la necessità, costituisse un principio non diverso dall&#039;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con ogni probabilità, Talete aderiva inoltre alla concezione, diffusa tra i primi filosofi ionici, secondo cui il mondo nasce periodicamente dal principio originario e ad esso ritorna. Non possediamo però informazioni sufficienti per stabilire in che modo, secondo Talete, avvenisse precisamente la formazione del mondo. Simplicio lo paragona, a questo proposito, ad Anassimene, mentre Teofrasto contesta tale analogia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;importanza della filosofia di Talete risiede soprattutto nel fatto che in essa troviamo i primi elementi di una riflessione filosofica sul mondo fisico. La difficoltà nello studio del suo pensiero consiste però nel rischio di attribuirgli concezioni appartenenti più in generale al primo periodo della filosofia greca e, in particolare, alla tradizione ionica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aristotele, infatti, riferisce le dottrine di Talete non sulla base della lettura diretta delle sue opere, ma attraverso testimonianze e tradizioni di seconda mano. Nonostante ciò, Aristotele rimane nell&#039;antichità una delle fonti più autorevoli per la ricostruzione della filosofia dei primi pensatori greci.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Talete come matematico e astronomo ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un tempo Talete era considerato quasi l&#039;unico uomo in tutta la Grecia ad essersi dedicato alla scienza pura e al pensiero astratto senza perseguire finalità pratiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra Mileto e l&#039;Egitto esistevano allora rapporti commerciali molto intensi e Talete, partecipando a tali attività, avrebbe trascorso gran parte della prima metà della sua vita. Durante i suoi soggiorni in Egitto ebbe modo, secondo la tradizione, di entrare in contatto con i sacerdoti egiziani e di apprendere alcuni elementi delle loro conoscenze scientifiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come ha sostenuto il professor Roth, gran parte delle conoscenze acquisite da Talete in questo modo apparteneva alla sfera della religione egiziana e delle speculazioni ad essa collegate. Per quanto riguarda la matematica e l&#039;astronomia, invece, Talete avrebbe appreso dagli Egiziani soprattutto gli elementi fondamentali e quelli maggiormente necessari.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Rientrato in patria intorno al 590 a.C., già in età relativamente avanzata, Talete ebbe inizialmente difficoltà a trovare presso i suoi concittadini il riconoscimento che corrispondeva alla sua intelligenza, alle sue conoscenze e alla sua esperienza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sua vita a Mileto, dedicata soprattutto allo studio della natura e dell&#039;astronomia, non poteva suscitare particolare ammirazione tra i commercianti, abituati a pensare che una persona intelligente dovesse dedicare il proprio lavoro e il proprio tempo ad attività capaci di produrre un [[profitto]] concreto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È noto, per esempio, l&#039;aneddoto secondo cui Talete fu oggetto di scherno da parte di una donna perché, mentre osservava il cielo, non si accorse di una pietra sul terreno e vi inciampò.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Due episodi contribuirono tuttavia a elevare notevolmente la sua reputazione presso i concittadini e, più in generale, presso i Greci, che arrivarono a riconoscerlo come il primo dei sette sapienti della Grecia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo episodio è raccontato da Aristotele. Talete avrebbe previsto, già all&#039;inizio della primavera, che quell&#039;anno ci sarebbe stato un raccolto particolarmente abbondante di olive. Per dimostrare ai suoi concittadini che lo studio e la conoscenza potevano produrre anche vantaggi economici, acquistò in anticipo, a un prezzo conveniente, tutte le presse per la produzione dell&#039;olio disponibili a Mileto e a Chio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando la sua previsione si rivelò corretta e l&#039;eccezionale raccolto di olive rese necessaria una grande quantità di presse, Talete poté affittarle a un prezzo molto elevato, ottenendo così un notevole profitto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il secondo episodio che contribuì a diffondere la sua fama in tutta la Grecia fu la previsione di un&#039;eclissi solare avvenuta nel &#039;&#039;&#039;585 a.C.&#039;&#039;&#039;, il 28 maggio secondo la tradizione. L&#039;eclissi fu totale e, secondo i calcoli astronomici moderni, la sua fascia di totalità passò a poche miglia a nord di Mileto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In seguito a questi avvenimenti, Talete acquisì anche una notevole influenza nella vita politica della sua città.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Egli propose agli Ioni di unirsi in un&#039;unica e forte organizzazione politica, mantenendo al tempo stesso una struttura autonoma e indipendente per le singole città. Il fallimento di questa proposta contribuì, secondo la tradizione, alla successiva perdita della libertà e dell&#039;indipendenza delle città ioniche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In un&#039;altra occasione, Talete diede al popolo di Mileto un consiglio che si rivelò particolarmente importante: lo esortò ad astenersi dalla pericolosa alleanza che il re lidio Creso proponeva contro il re persiano Ciro. L&#039;accoglimento di questo consiglio avrebbe salvato Mileto dalla distruzione alla quale sarebbe stata altrimenti sottoposta dopo la sconfitta di Creso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La correttezza della previsione dell&#039;eclissi da parte di Talete, almeno per quanto riguarda l&#039;anno in cui essa si verificò, viene spiegata con la sua conoscenza del famoso periodo utilizzato dai Babilonesi per prevedere il ripetersi delle eclissi, chiamato &#039;&#039;&#039;saros&#039;&#039;&#039;, della durata di circa 18 anni e 11 giorni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A Talete viene inoltre attribuita la conoscenza della grandezza del diametro apparente del Sole, che egli avrebbe considerato pari a 1/720 dell&#039;intera eclittica, cioè circa 30 minuti d&#039;arco.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Bretschneider, Talete conosceva approfonditamente l&#039;astronomia egiziana e da essa avrebbe ricavato gran parte delle proprie conoscenze astronomiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La concezione del mondo a lui attribuita presentava l&#039;universo come uno spazio sferico al cui centro si trovava la Terra, anch&#039;essa sferica. Attorno alla Terra si muovevano il Sole, la Luna e le stelle, compiendo rivoluzioni complete nel corso della giornata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Sole e la Luna compivano inoltre movimenti propri sul firmamento: il Sole completava il suo percorso nell&#039;arco di un anno, composto da 365 giorni, mentre la Luna lo faceva nell&#039;arco di un mese.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il percorso annuale del Sole sul firmamento, cioè l&#039;eclittica, attraversava l&#039;equatore formando con esso un angolo e raggiungeva alternativamente i due punti di massima declinazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sul firmamento venivano distinti cinque cerchi o fasce: il primo era il &#039;&#039;&#039;cerchio settentrionale o artico&#039;&#039;&#039;, sempre visibile; il secondo era il &#039;&#039;&#039;tropico estivo&#039;&#039;&#039;; il terzo era il &#039;&#039;&#039;cerchio equinoziale&#039;&#039;&#039;; il quarto era il &#039;&#039;&#039;tropico invernale&#039;&#039;&#039;; il quinto era il &#039;&#039;&#039;cerchio antartico&#039;&#039;&#039;, sempre invisibile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Luna, considerata di natura affine a quella della Terra, riceveva la propria luce dal Sole. Le eclissi solari si verificavano quando la Luna passava davanti al Sole, mentre le eclissi lunari avvenivano quando la Luna entrava nell&#039;ombra proiettata dalla Terra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Durante i suoi viaggi in Egitto, Talete avrebbe inoltre appreso dai Fenici alcune conoscenze legate alla navigazione. Tra queste viene ricordato l&#039;uso della &#039;&#039;&#039;Piccola Orsa&#039;&#039;&#039; per determinare la direzione settentrionale, al posto della &#039;&#039;&#039;Grande Orsa&#039;&#039;&#039;, precedentemente utilizzata a tale scopo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A Talete vengono attribuite anche due opere astronomiche, scritte secondo le consuetudini dell&#039;epoca in forma poetica. Una di esse, secondo la testimonianza di Diogene Laerzio, aveva per titolo &#039;&#039;Περὶ τροπῶν καὶ ἰσημεριῶν&#039;&#039; («Sui solstizi e sugli equinozi»); l&#039;altra, secondo la &#039;&#039;Suda&#039;&#039;, era un trattato sui fenomeni celesti in generale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il professor Roth ritiene tuttavia che quest&#039;ultima opera fosse dedicata soprattutto all&#039;astronomia nautica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Talete e la matematica ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il merito più importante attribuito a Talete nel campo della matematica consiste nel trasferimento dall&#039;Egitto alla Grecia dei primi principi teorici della geometria elementare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Eudemo, secondo quanto riferisce Proclo, attribuisce a Talete la scoperta delle seguenti proposizioni geometriche:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* gli angoli opposti al vertice sono uguali;&lt;br /&gt;
* gli angoli alla base di un triangolo isoscele sono uguali;&lt;br /&gt;
* un triangolo è determinato da un lato e dai due angoli ad esso adiacenti;&lt;br /&gt;
* il diametro divide il cerchio in due parti uguali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Diogene Laerzio, sulla base delle parole di Panfilia, aggiunge a questo elenco un&#039;altra proposizione: &#039;&#039;&#039;l&#039;angolo inscritto in un semicirchio è retto&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per delineare un quadro completo delle conoscenze geometriche attribuite a Talete sarebbe necessario aggiungere anche una serie di altre proposizioni, senza le quali le precedenti acquisizioni sarebbero difficilmente comprensibili: proprietà delle rette parallele, dei triangoli equilateri, isosceli e scaleni, dei parallelogrammi e così via.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oltre alle «scoperte» teoriche elencate, gli scrittori greci attribuiscono a Talete la soluzione di due problemi geometrici di carattere pratico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo consisteva nel determinare la distanza di una nave in mare dal porto di Mileto; il secondo nel determinare l&#039;altezza di una piramide conoscendo la lunghezza della sua ombra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella storiografia matematica moderna, tuttavia, si è affermata l&#039;idea che molte delle «scoperte» geometriche attribuite a Talete dai suoi compatrioti fossero in realtà conoscenze derivate dalla scienza egiziana.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per i discepoli diretti di Talete, che non conoscevano la scienza egiziana e disponevano in generale di conoscenze molto limitate, tutto ciò che il maestro insegnava appariva come una novità completa, sconosciuta in precedenza e quindi attribuibile direttamente a lui.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli studiosi greci successivi, inoltre, dovettero confrontarsi più volte con testimonianze contraddittorie. La tendenza a esaltare la gloria nazionale e i meriti degli scienziati greci contribuì probabilmente a mantenere alcune attribuzioni tradizionali anche quando non erano pienamente fondate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da questo derivarono diverse contraddizioni e alcuni anacronismi nelle testimonianze degli autori antichi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così, per esempio, Panfilia e Diogene Laerzio attribuiscono a Talete la «scoperta» della proprietà dell&#039;angolo inscritto in un semicirchio; secondo altre testimonianze, invece, tale scoperta sarebbe da attribuire a Pitagora.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il desiderio degli scrittori e degli scienziati greci di esaltare la gloria dei propri compatrioti emerge con particolare chiarezza anche nei racconti relativi al metodo con cui Talete avrebbe determinato l&#039;altezza di una piramide attraverso la misurazione della sua ombra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Gerolamo di Rodi, citato da Diogene Laerzio, Talete avrebbe risolto il problema misurando la lunghezza dell&#039;ombra della piramide nel momento in cui l&#039;ombra proiettata da un osservatore risultava uguale alla sua altezza. In questo modo, l&#039;altezza della piramide sarebbe risultata uguale alla lunghezza della sua ombra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La versione di Plutarco, riportata nei &#039;&#039;Convivialia septem sapientium&#039;&#039;, presenta invece una situazione diversa. Secondo Plutarco, Talete avrebbe posto un palo verticale all&#039;estremità dell&#039;ombra della piramide e avrebbe utilizzato i due triangoli così formati, confrontando l&#039;ombra della piramide con quella del palo. Il rapporto tra l&#039;ombra della piramide e quella del palo sarebbe stato uguale al rapporto tra l&#039;altezza della piramide e quella del palo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa seconda soluzione presuppone quindi la conoscenza della &#039;&#039;&#039;similitudine dei triangoli&#039;&#039;&#039;. D&#039;altra parte, secondo le testimonianze degli scrittori greci, la teoria delle proporzioni non sarebbe stata conosciuta in Grecia prima di Pitagora, che l&#039;avrebbe appresa a Babilonia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per questo motivo, la versione di Gerolamo di Rodi può essere considerata più plausibile, soprattutto per la semplicità e il carattere elementare del metodo che descrive.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Talete&amp;diff=7018</id>
		<title>Talete</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Talete&amp;diff=7018"/>
		<updated>2026-09-14T13:14:32Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari: Creata pagina con &amp;quot;Filosofo del VII secolo a.C. (presumibilmente 624-548 a.C.), Talete fu uno dei sette saggi della Grecia e il fondatore della filosofia greca. Fu contemporaneo di Solone e di Creso.  Suo padre si chiamava, secondo alcune testimonianze, &amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;Examius&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;. R. Schuster ravvisò in questo nome una certa somiglianza con quello di Samuele e ipotizzò, pertanto, che Talete fosse di origine semitica. Diels, nell&amp;#039;articolo &amp;#039;&amp;#039;Thales ein Semite&amp;#039;&amp;#039; pubblicato nell&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;Archiv für Geschichte...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Filosofo del VII secolo a.C. (presumibilmente 624-548 a.C.), Talete fu uno dei sette saggi della Grecia e il fondatore della filosofia greca. Fu contemporaneo di Solone e di Creso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Suo padre si chiamava, secondo alcune testimonianze, &#039;&#039;&#039;Examius&#039;&#039;&#039;. R. Schuster ravvisò in questo nome una certa somiglianza con quello di Samuele e ipotizzò, pertanto, che Talete fosse di origine semitica. Diels, nell&#039;articolo &#039;&#039;Thales ein Semite&#039;&#039; pubblicato nell&#039;&#039;&#039;Archiv für Geschichte der Philosophie&#039;&#039;, dimostrò tuttavia l&#039;infondatezza di questa ipotesi. Secondo Erodoto, la famiglia di Talete sarebbe giunta a Mileto dalla Fenicia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== La cosmologia e la filosofia di Talete ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aristotele mette a confronto le concezioni cosmologiche di Talete con gli insegnamenti mitologici di Omero ed Esiodo. Secondo Tanri, nel suo studio &#039;&#039;I primi passi della scienza greca antica&#039;&#039; (San Pietroburgo, 1902), la cosmologia di Talete presenta inoltre notevoli somiglianze con alcune concezioni egiziane.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo la concezione attribuita a Talete, l&#039;universo sarebbe costituito da una massa liquida, al centro della quale si trova un corpo d&#039;aria avente la forma di una ciotola rovesciata, con il lato aperto rivolto verso il basso. La superficie concava di questo corpo costituirebbe il cielo; sulla sua superficie inferiore, al centro, galleggerebbe un disco che si muove sull&#039;acqua. Le stelle sarebbero divinità che fluttuano nel firmamento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche le concezioni filosofiche di Talete sono strettamente collegate alle sue idee cosmologiche. Le conosciamo soprattutto attraverso il primo libro della &#039;&#039;Metafisica&#039;&#039; di Aristotele, che definisce Talete il caposcuola dei primi fisici, e attraverso i dossografi, che ricavarono le proprie informazioni da Ezio, la cui opera sulla storia della filosofia fu in parte ricostruita da Diels.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete era interessato a due questioni strettamente collegate: &#039;&#039;&#039;da che cosa deriva ogni cosa e che cosa costituisce l&#039;essenza (ἀρχή) dell&#039;esistenza&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla prima domanda rispondeva sostenendo che &#039;&#039;&#039;l&#039;acqua è l&#039;essenza di tutte le cose&#039;&#039;&#039;, che tutto deriva dall&#039;acqua e che tutto ritorna nuovamente all&#039;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete avrebbe sostenuto questa concezione per tre ragioni principali. In primo luogo, il seme di tutti gli esseri viventi possiede una natura umida; in secondo luogo, tutte le piante si nutrono di umidità e grazie ad essa producono i loro frutti, mentre, private dell&#039;acqua, si seccano; in terzo luogo, anche il fuoco del sole e degli altri astri sarebbe alimentato dall&#039;evaporazione dell&#039;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oltre all&#039;acqua, Talete sembra aver ammesso anche un altro principio che, con ogni probabilità, identificava comunque con l&#039;acqua stessa. Egli affermava che &#039;&#039;&#039;Dio è la mente del mondo&#039;&#039;&#039;, che ogni cosa è animata e che tutto è pieno di divinità. Il potere divino penetra attraverso l&#039;umidità originaria e la mette in movimento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete avrebbe inoltre identificato questa mente universale con una necessità che governa ogni cosa. Considerava l&#039;anima come principio del movimento, continuo e capace di muoversi autonomamente. Attribuiva un&#039;anima persino alla calamita, poiché essa attrae il ferro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Talete viene generalmente definito &#039;&#039;&#039;ilozoista&#039;&#039;&#039; e, in effetti, non si può ignorare l&#039;affermazione di Aristotele secondo cui i primi «fisiologi» identificavano la materia con un principio capace di governarla. Si può quindi concludere che, per Talete, la mente del mondo, o la necessità, costituisse un principio non diverso dall&#039;acqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con ogni probabilità, Talete aderiva inoltre alla concezione, diffusa tra i primi filosofi ionici, secondo cui il mondo nasce periodicamente dal principio originario e ad esso ritorna. Non possediamo però informazioni sufficienti per stabilire in che modo, secondo Talete, avvenisse precisamente la formazione del mondo. Simplicio lo paragona, a questo proposito, ad Anassimene, mentre Teofrasto contesta tale analogia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;importanza della filosofia di Talete risiede soprattutto nel fatto che in essa troviamo i primi elementi di una riflessione filosofica sul mondo fisico. La difficoltà nello studio del suo pensiero consiste però nel rischio di attribuirgli concezioni appartenenti più in generale al primo periodo della filosofia greca e, in particolare, alla tradizione ionica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aristotele, infatti, riferisce le dottrine di Talete non sulla base della lettura diretta delle sue opere, ma attraverso testimonianze e tradizioni di seconda mano. Nonostante ciò, Aristotele rimane nell&#039;antichità una delle fonti più autorevoli per la ricostruzione della filosofia dei primi pensatori greci.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Talete come matematico e astronomo ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un tempo Talete era considerato quasi l&#039;unico uomo in tutta la Grecia ad essersi dedicato alla scienza pura e al pensiero astratto senza perseguire finalità pratiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra Mileto e l&#039;Egitto esistevano allora rapporti commerciali molto intensi e Talete, partecipando a tali attività, avrebbe trascorso gran parte della prima metà della sua vita. Durante i suoi soggiorni in Egitto ebbe modo, secondo la tradizione, di entrare in contatto con i sacerdoti egiziani e di apprendere alcuni elementi delle loro conoscenze scientifiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come ha sostenuto il professor Roth, gran parte delle conoscenze acquisite da Talete in questo modo apparteneva alla sfera della religione egiziana e delle speculazioni ad essa collegate. Per quanto riguarda la matematica e l&#039;astronomia, invece, Talete avrebbe appreso dagli Egiziani soprattutto gli elementi fondamentali e quelli maggiormente necessari.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Rientrato in patria intorno al 590 a.C., già in età relativamente avanzata, Talete ebbe inizialmente difficoltà a trovare presso i suoi concittadini il riconoscimento che corrispondeva alla sua intelligenza, alle sue conoscenze e alla sua esperienza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sua vita a Mileto, dedicata soprattutto allo studio della natura e dell&#039;astronomia, non poteva suscitare particolare ammirazione tra i commercianti, abituati a pensare che una persona intelligente dovesse dedicare il proprio lavoro e il proprio tempo ad attività capaci di produrre un [[profitto]] concreto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È noto, per esempio, l&#039;aneddoto secondo cui Talete fu oggetto di scherno da parte di una donna perché, mentre osservava il cielo, non si accorse di una pietra sul terreno e vi inciampò.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Due episodi contribuirono tuttavia a elevare notevolmente la sua reputazione presso i concittadini e, più in generale, presso i Greci, che arrivarono a riconoscerlo come il primo dei sette sapienti della Grecia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo episodio è raccontato da Aristotele. Talete avrebbe previsto, già all&#039;inizio della primavera, che quell&#039;anno ci sarebbe stato un raccolto particolarmente abbondante di olive. Per dimostrare ai suoi concittadini che lo studio e la conoscenza potevano produrre anche vantaggi economici, acquistò in anticipo, a un prezzo conveniente, tutte le presse per la produzione dell&#039;olio disponibili a Mileto e a Chio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando la sua previsione si rivelò corretta e l&#039;eccezionale raccolto di olive rese necessaria una grande quantità di presse, Talete poté affittarle a un prezzo molto elevato, ottenendo così un notevole profitto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il secondo episodio che contribuì a diffondere la sua fama in tutta la Grecia fu la previsione di un&#039;eclissi solare avvenuta nel &#039;&#039;&#039;585 a.C.&#039;&#039;&#039;, il 28 maggio secondo la tradizione. L&#039;eclissi fu totale e, secondo i calcoli astronomici moderni, la sua fascia di totalità passò a poche miglia a nord di Mileto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In seguito a questi avvenimenti, Talete acquisì anche una notevole influenza nella vita politica della sua città.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Egli propose agli Ioni di unirsi in un&#039;unica e forte organizzazione politica, mantenendo al tempo stesso una struttura autonoma e indipendente per le singole città. Il fallimento di questa proposta contribuì, secondo la tradizione, alla successiva perdita della libertà e dell&#039;indipendenza delle città ioniche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In un&#039;altra occasione, Talete diede al popolo di Mileto un consiglio che si rivelò particolarmente importante: lo esortò ad astenersi dalla pericolosa alleanza che il re lidio Creso proponeva contro il re persiano Ciro. L&#039;accoglimento di questo consiglio avrebbe salvato Mileto dalla distruzione alla quale sarebbe stata altrimenti sottoposta dopo la sconfitta di Creso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La correttezza della previsione dell&#039;eclissi da parte di Talete, almeno per quanto riguarda l&#039;anno in cui essa si verificò, viene spiegata con la sua conoscenza del famoso periodo utilizzato dai Babilonesi per prevedere il ripetersi delle eclissi, chiamato &#039;&#039;&#039;saros&#039;&#039;&#039;, della durata di circa 18 anni e 11 giorni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A Talete viene inoltre attribuita la conoscenza della grandezza del diametro apparente del Sole, che egli avrebbe considerato pari a 1/720 dell&#039;intera eclittica, cioè circa 30 minuti d&#039;arco.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Bretschneider, Talete conosceva approfonditamente l&#039;astronomia egiziana e da essa avrebbe ricavato gran parte delle proprie conoscenze astronomiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La concezione del mondo a lui attribuita presentava l&#039;universo come uno spazio sferico al cui centro si trovava la Terra, anch&#039;essa sferica. Attorno alla Terra si muovevano il Sole, la Luna e le stelle, compiendo rivoluzioni complete nel corso della giornata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Sole e la Luna compivano inoltre movimenti propri sul firmamento: il Sole completava il suo percorso nell&#039;arco di un anno, composto da 365 giorni, mentre la Luna lo faceva nell&#039;arco di un mese.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il percorso annuale del Sole sul firmamento, cioè l&#039;eclittica, attraversava l&#039;equatore formando con esso un angolo e raggiungeva alternativamente i due punti di massima declinazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sul firmamento venivano distinti cinque cerchi o fasce: il primo era il &#039;&#039;&#039;cerchio settentrionale o artico&#039;&#039;&#039;, sempre visibile; il secondo era il &#039;&#039;&#039;tropico estivo&#039;&#039;&#039;; il terzo era il &#039;&#039;&#039;cerchio equinoziale&#039;&#039;&#039;; il quarto era il &#039;&#039;&#039;tropico invernale&#039;&#039;&#039;; il quinto era il &#039;&#039;&#039;cerchio antartico&#039;&#039;&#039;, sempre invisibile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Luna, considerata di natura affine a quella della Terra, riceveva la propria luce dal Sole. Le eclissi solari si verificavano quando la Luna passava davanti al Sole, mentre le eclissi lunari avvenivano quando la Luna entrava nell&#039;ombra proiettata dalla Terra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Durante i suoi viaggi in Egitto, Talete avrebbe inoltre appreso dai Fenici alcune conoscenze legate alla navigazione. Tra queste viene ricordato l&#039;uso della &#039;&#039;&#039;Piccola Orsa&#039;&#039;&#039; per determinare la direzione settentrionale, al posto della &#039;&#039;&#039;Grande Orsa&#039;&#039;&#039;, precedentemente utilizzata a tale scopo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A Talete vengono attribuite anche due opere astronomiche, scritte secondo le consuetudini dell&#039;epoca in forma poetica. Una di esse, secondo la testimonianza di Diogene Laerzio, aveva per titolo &#039;&#039;Περὶ τροπῶν καὶ ἰσημεριῶν&#039;&#039; («Sui solstizi e sugli equinozi»); l&#039;altra, secondo la &#039;&#039;Suda&#039;&#039;, era un trattato sui fenomeni celesti in generale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il professor Roth ritiene tuttavia che quest&#039;ultima opera fosse dedicata soprattutto all&#039;astronomia nautica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Talete e la matematica ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il merito più importante attribuito a Talete nel campo della matematica consiste nel trasferimento dall&#039;Egitto alla Grecia dei primi principi teorici della geometria elementare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Eudemo, secondo quanto riferisce Proclo, attribuisce a Talete la scoperta delle seguenti proposizioni geometriche:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* gli angoli opposti al vertice sono uguali;&lt;br /&gt;
* gli angoli alla base di un triangolo isoscele sono uguali;&lt;br /&gt;
* un triangolo è determinato da un lato e dai due angoli ad esso adiacenti;&lt;br /&gt;
* il diametro divide il cerchio in due parti uguali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Diogene Laerzio, sulla base delle parole di Panfilia, aggiunge a questo elenco un&#039;altra proposizione: &#039;&#039;&#039;l&#039;angolo inscritto in un semicirchio è retto&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per delineare un quadro completo delle conoscenze geometriche attribuite a Talete sarebbe necessario aggiungere anche una serie di altre proposizioni, senza le quali le precedenti acquisizioni sarebbero difficilmente comprensibili: proprietà delle rette parallele, dei triangoli equilateri, isosceli e scaleni, dei parallelogrammi e così via.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oltre alle «scoperte» teoriche elencate, gli scrittori greci attribuiscono a Talete la soluzione di due problemi geometrici di carattere pratico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo consisteva nel determinare la distanza di una nave in mare dal porto di Mileto; il secondo nel determinare l&#039;altezza di una piramide conoscendo la lunghezza della sua ombra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella storiografia matematica moderna, tuttavia, si è affermata l&#039;idea che molte delle «scoperte» geometriche attribuite a Talete dai suoi compatrioti fossero in realtà conoscenze derivate dalla scienza egiziana.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per i discepoli diretti di Talete, che non conoscevano la scienza egiziana e disponevano in generale di conoscenze molto limitate, tutto ciò che il maestro insegnava appariva come una novità completa, sconosciuta in precedenza e quindi attribuibile direttamente a lui.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli studiosi greci successivi, inoltre, dovettero confrontarsi più volte con testimonianze contraddittorie. La tendenza a esaltare la gloria nazionale e i meriti degli scienziati greci contribuì probabilmente a mantenere alcune attribuzioni tradizionali anche quando non erano pienamente fondate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da questo derivarono diverse contraddizioni e alcuni anacronismi nelle testimonianze degli autori antichi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così, per esempio, Panfilia e Diogene Laerzio attribuiscono a Talete la «scoperta» della proprietà dell&#039;angolo inscritto in un semicirchio; secondo altre testimonianze, invece, tale scoperta sarebbe da attribuire a Pitagora.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il desiderio degli scrittori e degli scienziati greci di esaltare la gloria dei propri compatrioti emerge con particolare chiarezza anche nei racconti relativi al metodo con cui Talete avrebbe determinato l&#039;altezza di una piramide attraverso la misurazione della sua ombra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Gerolamo di Rodi, citato da Diogene Laerzio, Talete avrebbe risolto il problema misurando la lunghezza dell&#039;ombra della piramide nel momento in cui l&#039;ombra proiettata da un osservatore risultava uguale alla sua altezza. In questo modo, l&#039;altezza della piramide sarebbe risultata uguale alla lunghezza della sua ombra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La versione di Plutarco, riportata nei &#039;&#039;Convivialia septem sapientium&#039;&#039;, presenta invece una situazione diversa. Secondo Plutarco, Talete avrebbe posto un palo verticale all&#039;estremità dell&#039;ombra della piramide e avrebbe utilizzato i due triangoli così formati, confrontando l&#039;ombra della piramide con quella del palo. Il rapporto tra l&#039;ombra della piramide e quella del palo sarebbe stato uguale al rapporto tra l&#039;altezza della piramide e quella del palo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa seconda soluzione presuppone quindi la conoscenza della &#039;&#039;&#039;similitudine dei triangoli&#039;&#039;&#039;. D&#039;altra parte, secondo le testimonianze degli scrittori greci, la teoria delle proporzioni non sarebbe stata conosciuta in Grecia prima di Pitagora, che l&#039;avrebbe appresa a Babilonia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per questo motivo, la versione di Gerolamo di Rodi può essere considerata più plausibile, soprattutto per la semplicità e il carattere elementare del metodo che descrive.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Unione_europea&amp;diff=7017</id>
		<title>Unione europea</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Unione_europea&amp;diff=7017"/>
		<updated>2026-09-14T10:11:15Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari: /* Il mediatore europeo */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{S}}&lt;br /&gt;
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|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Nome Ufficiale&#039;&#039;&#039;  || | &lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Britannica.png|20px|bordo]] European Union&amp;lt;ref&amp;gt;Il Regno Unito non fa più parte dell&#039;Unione Europea, la bandiera britannica è qui utilizzata per indicare la lingua inglese.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Tedesca.png|20px|bordo]] Europäische Union&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Francese.png|20px|bordo]] Union européenne&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Italiana.png|20px|bordo]] Unione europea&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Abbreviazione&#039;&#039;&#039;  || | &lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Europea.png|20px|bordo]] EU, eu&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Italiana.png|20px|bordo]] UE, ue&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Fondazione&#039;&#039;&#039;  || | 25 marzo 1957 (CEE), 7 febbraio 1992 (ufficiale)&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Causa&#039;&#039;&#039;  || | [[Trattato di Roma]], [[Trattato di Maastricht]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Inno&#039;&#039;&#039;  || | Inno alla Gioia&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
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|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Sedi&#039;&#039;&#039;  || |&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Belga.png|20px|bordo]] [[Bruxelles]], [[Belgio]]&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Lussemburghese.png|20px|bordo]] [[Lussemburgo]], [[Lussemburgo]]&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Francese.png|20px|bordo]] [[Strasburgo]], [[Francia]]&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Tedesca.png|20px|bordo]] [[Francoforte sul Meno]], [[Germania]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Presidente della Commissione&#039;&#039;&#039;  || | [[File:Bandiera Tedesca.png|20px|bordo]] [[Ursula Von der Leyen]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
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|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;[[Continente]]&#039;&#039;&#039;  || | [[Europa]], con territori appartenenti agli stati membri situati in [[Africa]] ed in [[America]] (regioni ultraperiferiche).&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Superficie&#039;&#039;&#039;  || | 4 233 262 km²&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Popolazione&#039;&#039;&#039;  || | 446 834 578 ab.&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Densità&#039;&#039;&#039;  || | 105,5 ab./km²&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
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|-&lt;br /&gt;
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|-&lt;br /&gt;
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|}&lt;br /&gt;
&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;unione europea è un&#039;istituzione politica sovranazionale dotata di personalità giuridica all&#039;interno del [[diritto internazionale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Principi e fondamenti giuridici ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;Unione europea è un&#039;organizzazione sovranazionale fondata su un insieme di principi politici e giuridici che regolano i rapporti tra gli Stati membri e le istituzioni comuni. Il suo ordinamento giuridico si è sviluppato progressivamente a partire dalla seconda metà del XX secolo con l’obiettivo dichiarato di promuovere la cooperazione economica, politica e sociale tra i paesi europei, garantendo al contempo stabilità, pace e tutela dei diritti fondamentali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I fondamenti giuridici dell&#039;Unione europea sono contenuti principalmente nei trattati istitutivi, che costituiscono la base dell’intero sistema normativo europeo. Questi trattati sono il risultato di un lungo processo di integrazione, iniziato con il Trattato di Roma del 1957 e successivamente sviluppato attraverso varie riforme, tra cui il Trattato di Maastricht del 1992 e il Trattato di Lisbona del 2007.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da sempre è dibattuta la natura dell’ordinamento giuridico europeo. Tuttavia, con la riforma introdotta dal Trattato di Lisbona è venuta meno la distinzione tra Comunità europea e Unione europea, che sono confluite in un’unica entità. L’Unione europea sostituisce e succede alla Comunità europea, acquisendo una personalità giuridica unica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo alcuni studiosi dei sistemi costituzionali, l’ordinamento giuridico nato in seno alle istituzioni comunitarie rappresenterebbe una sorta di ordinamento federativo di origine associativa e a struttura paritaria. La sua caratteristica fondamentale consiste nel collegare, attraverso vincoli permanenti, le parti costitutive dell’Unione, consentendo al contempo a queste ultime di conservare la propria autonomia e sovranità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altri studiosi hanno invece posto l’accento sul fatto che il processo di integrazione europea sia legato alla nascita di una struttura imperniata, in larga parte, sulla libera azione degli operatori economici e, per la restante parte, su meccanismi di natura pubblicistica. Tale impostazione attribuisce particolare rilievo a un approccio di tipo funzionalista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uno dei principi fondamentali dell’ordinamento giuridico dell’Unione è il principio di attribuzione delle competenze. In base a questo principio, l’Unione può esercitare solo le competenze che gli Stati membri le hanno esplicitamente conferito attraverso i trattati. Tutte le competenze non attribuite all’Unione restano pertanto agli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altri principi come quello di principi di sussidiarietà e proporzionalità si sono sviluppati progressivamente nel corso del tempo, ma sono stati formalmente inseriti nei trattati negli anni Novanta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[principio di sussidarietà]] iniziò a comparire nel dibattito sull’integrazione europea già negli anni Settanta. Una prima formulazione esplicita si trova nel Rapporto Tindemans del 1975, che proponeva di attribuire alle istituzioni europee soltanto quelle competenze che gli Stati membri non erano in grado di esercitare efficacemente da soli. Successivamente il concetto fu ripreso in diversi progetti di riforma istituzionale negli anni Ottanta. Tuttavia, esso venne formalmente introdotto nel diritto dell’Unione europea con il Trattato di Maastricht del 1992, che lo inserì tra i principi fondamentali per regolare la ripartizione delle competenze tra l’Unione e gli Stati membri. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il principio di proporzionalità, invece, ha origini leggermente precedenti nel diritto comunitario. Esso era già stato elaborato nella giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea negli anni Settanta come criterio per controllare che le istituzioni comunitarie non adottassero misure eccessive rispetto agli obiettivi perseguiti. Anche questo principio fu poi riconosciuto esplicitamente nei trattati e consolidato con il Trattato di Maastricht del 1992, insieme al principio di sussidiarietà.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema giuridico dell’Unione europea si caratterizza inoltre per alcune peculiarità che lo distinguono dal diritto internazionale tradizionale. In particolare, la giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea ha affermato due principi fondamentali: il principio del primato del diritto dell’Unione e quello dell’effetto diretto. Il primato stabilisce che, in caso di conflitto, le norme del diritto dell’Unione prevalgono su quelle nazionali degli Stati membri. L’effetto diretto, invece, consente ai cittadini di invocare alcune norme europee direttamente davanti ai giudici nazionali senza la necessità di un recepimento nella legislazione interna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Storia ==&lt;br /&gt;
La fine della Seconda guerra mondiale vide l&#039;Europa fare i conti non solo con milioni di morti, ma anche con un&#039;economia in crisi, in un contesto geopolitico in cui gli [[Stati Uniti d&#039;America]] e l&#039;[[Unione Sovietica]] erano risultate le principali vincitrici del conflitto. Alcuni intellettuali, politici e statisti, tra cui Robert Schuman (ministro degli Esteri francese), Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer (rispettivamente capi del governo italiano e tedesco), avviarono una strategia tesa all&#039;unificazione dell&#039;Europa. L&#039;obiettivo principale era impedire il riprodursi di situazioni politiche, economiche e militari che avevano portato il mondo al disastro della guerra. Si sottolineava, in particolare, la necessità di ricucire lo stretto legame tra Francia e Germania, che fino ad allora erano state al centro della &amp;quot;patologia&amp;quot; dei rapporti tra i paesi europei.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All&#039;origine fu soprattutto un accordo di tipo economico: Robert Schuman propose di mettere l&#039;insieme della produzione franco-tedesca di carbone e acciaio sotto un&#039;alta autorità comune, nel quadro di un&#039;organizzazione alla quale avrebbero poi potuto aderire anche altri paesi. La dichiarazione rappresentò così l&#039;inizio del processo di cooperazione tra gli Stati europei, sebbene all&#039;inizio si trattasse soltanto di un&#039;unione di Stati e di cooperazione organizzativa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sorsero non solo diverse organizzazioni che operavano senza un reale collegamento tra loro, come l&#039;OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), l&#039;UEO (Unione europea occidentale) e la NATO (Organizzazione del Trattato dell&#039;Atlantico del Nord), ma anche le Comunità europee: dapprima, con il Trattato di Parigi, la CECA (Comunità europea del carbone e dell&#039;acciaio); quindi la CEE (Comunità economica europea) e la CEEA o EURATOM (Comunità europea dell&#039;energia atomica), entrambe nate il 25 marzo 1957 con la firma dei Trattati di Roma.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;accordo istitutivo della CECA scadeva dopo 50 anni dalla sua entrata in vigore, il 23 luglio 2002. A quella data, gli Stati membri hanno deciso di non rinnovarlo: l&#039;organizzazione si è quindi sciolta e le relative competenze sono state trasferite all&#039;Unione Europea. L&#039;EURATOM, invece, è ancora formalmente operante, sebbene svolga un ruolo marginale rispetto all&#039;Unione, pur non essendo giuridicamente assorbita da quest&#039;ultima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare, la creazione della Comunità economica europea,alla quale fu assegnato il compito di promuovere, mediante l&#039;instaurazione di un mercato comune e il graduale ravvicinamento delle politiche economiche degli Stati membri, uno sviluppo armonioso delle attività economiche nell&#039;insieme delle Comunità (art. 2 TCEE),segna il reale passaggio dalla cooperazione all&#039;integrazione. Per la prima volta venne introdotto un organo dotato di ampia indipendenza deliberativa rispetto agli Stati membri e con forti poteri decisionali nei confronti delle imprese del settore, eliminando le barriere commerciali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Successivamente, con il Trattato di Bruxelles del 1965, si creò il primo scheletro delle istituzioni così come sono oggi. Ciò avvenne fondendo gli esecutivi in un&#039;unica Commissione e un unico Consiglio, oltre a istituire un bilancio unico per le tre Comunità. L&#039;unificazione riguardava però solo gli organi, non le competenze, che restavano distinte: le Comunità continuavano infatti a esercitare poteri differenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== I trattati istitutivi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il trattato di Roma ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la firma del Trattato di Roma Francia,Germania,Italia,Belgio,Olanda e Lussemburgo posero la prima pietra della costruzione dell&#039;Unione Europea attraverso l&#039;istituzione della comunità economica europea. Questo trattato era costituito da 240 articoli,suddiviso in sei parti distinte e preceduto da un preambolo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* la prima parte era dedicata ai principi che avevano ispirato la comunità economica europea attraverso il mercato comune,l&#039;unione doganale e le politiche comuni;&lt;br /&gt;
* la secondo parte riguardava i fondamenti della comunità;essa comprendeva quattro titoli rispettivamente alla libera circolazione delle merci,all&#039;agricoltura ,alla libera circolazione delle persone,dei servizi e dei capitali e dei trasporti.&lt;br /&gt;
* la terza parte riguardava le politiche comuni e comprendeva quattro titoli relativi alle norme comuni,alla politica economica,alla politica sociale e alla banca europea degli investimenti;&lt;br /&gt;
* la quarta parte era dedicata all&#039;associazione dei paesi e dei territori d&#039;oltremare&lt;br /&gt;
* la quinta riguardava le istituzioni e includeva un titolo sulle disposizioni istituzionali e un&#039;altro sulle disposizioni finanziarie&lt;br /&gt;
* l&#039;ultima parte erano delle disposizioni generali e finali&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;intenzione degli Stati firmatari era di creare un mercato comune in cui fosse garantita una libera circolazione dei prodotti (merci e servizi) e dei fattori produttivi (capitale e lavoro), così da eliminare ogni barriera protezionistica e garantire agli Stati maggiori possibilità di espansione. In vista di questo obiettivo furono garantite quattro libertà fondamentali: la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A livello di politica economica, ciò si concretizzò in un regime liberista improntato al principio del mercato aperto e della libera concorrenza, senza il quale la libera circolazione non si sarebbe mai potuta attuare. Questi obbiettivi economici si sono poi realizzati in diverse tappe:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Unione doganale:&#039;&#039;&#039; avviata dal primo luglio 1968 ha comportato la soppressione dei dazi doganali all&#039;interno dell&#039;alora comunità e l&#039;applicazione di una tariffa doganale comune (TDC) applicata alle importazioni dei paesi terzi. Le restrizioni quantitative agli scambi sono state abolite il 31 dicembre 1960 tranne per quelle agricole dove le restrizioni sono state mantenute fino al 1974;&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Accordo di Shengen:&#039;&#039;&#039; è ciò che ha permesso l&#039;effettiva liberalizzazione della circolazione delle persone e la soppressione dei controlli alle frontiere interne tra gli Stati membri, in seguito alla firma avvenuta il 18 giugno 1985 tra Francia, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo e Germania. Successivamente hanno aderito anche gli altri paesi dell&#039;Unione Europea, sebbene attualmente ne siano momentaneamente esclusi Cipro, Croazia, Bulgaria e Romania, che dovrebbero entrare nei prossimi anni. Allo spazio Schengen hanno inoltre aderito anche paesi non UE come Norvegia, Svizzera, Islanda e Liechtenstein, mentre non ne fanno parte Irlanda e Regno Unito.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Atto unico europeo(AUE):&#039;&#039;&#039; fu firmato a Lussemburgo il 17 febbraio 1986 da nove Stati membri e il 28 febbraio 1986 da Danimarca, Italia e Grecia. Esso entrò in vigore il 1° luglio 1987 con l&#039;obiettivo di rilanciare il processo di costruzione europea e realizzare il mercato interno. L&#039;Atto Unico riprese alcuni temi che erano stati oggetto di precedenti trattative internazionali, riguardanti in particolare gli aspetti istituzionali e le politiche europee. Vennero modificati alcuni elementi del Trattato di Roma, attribuendo al Parlamento europeo un ruolo più incisivo e alla Commissione quello di mediatore tra Parlamento e Consiglio nello sviluppo della procedura di cooperazione (ex art. 252 del Trattato CE, antecedente al Trattato di Lisbona).  Tali modifiche valorizzarono il ruolo del Parlamento, assegnandogli il potere di pronunciarsi sull&#039;ammissione di nuovi Stati membri e di concludere accordi con associazioni di paesi terzi e con organizzazioni internazionali.  L&#039;Atto Unico Europeo sancì inoltre l&#039;esistenza del Consiglio europeo, pur senza precisarne compiutamente le competenze, istituzionalizzando di fatto i vertici periodici tra i capi di Stato e di governo.Furono inoltre gettate le basi del Tribunale di primo grado, con l&#039;obiettivo di snellire il carico di lavoro della Corte di Giustizia europea e di introdurre un doppio grado di giudizio, analogamente a quanto avviene nelle giurisdizioni nazionali.Inoltre, l&#039;Atto ha ampliato gli ambiti di competenza della Comunità, offrendo una base giuridica per l&#039;azione comune in settori quali il mercato interno, la politica monetaria, la politica sociale, l&#039;ambiente e la ricerca scientifica e tecnologica. Particolare rilievo venne attribuito alla convergenza delle politiche economiche e monetarie (art. 102A del TCE, introdotto dall&#039;Atto Unico Europeo). Per quanto riguarda la coesione economica e sociale, furono invece adottate politiche strutturali volte a ridurre il divario esistente tra le diverse regioni, al fine di colmare il ritardo di quelle più svantaggiate. Gli strumenti operativi individuati per raggiungere tale obiettivo furono i fondi strutturali. Pur rappresentando una tappa fondamentale nel processo di integrazione europea, l&#039;Atto evidenziò come per arrivare a un&#039;autentica Unione Europea fossero necessarie ulteriori riforme istituzionali, preparando il terreno per il successivo Trattato di Maastricht&lt;br /&gt;
=== Il trattato dell&#039; Unione Europea (o trattato di Maastricht) ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fu firmato a Maastricht il 7 febbraio 1992 dai 12 paesi che costituivano la comunità europea ed è entrato in vigore il 1 novembre 1993,è considerato la tappa decisiva per l&#039;affermazione politica-istituzionale dell&#039;Europa,sancendo la nascita dell&#039;Unione Europea.La conseguenza è stata una più larga cessione volontaria da parte degli stati-nazione membri di sovranità con l&#039;obbiettivo di favorire il potenziamento economico e una maggiore integrazione politica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare il trattato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;ha creato una nuova struttura a 3 pilastri:&#039;&#039;&#039; il primo pilastro è costituito dall&#039;ordinamento comunitario ereditando le disposizioni previste dal trattato istitutivo della comunità europea,e quindi di tutte le organizzazione precedentemente create (CECA e EURATOM).Le principali modifiche riguardano principalmente l&#039;apparato istituzionale,ampliamento e rafforzamento di competenze,introducendo anche il principio di sussidarietà.Il secondo pilastro regolato dal titolo V del trattato istituisce una politica comune nei settori della politica estera e della sicurezza (PESC) dove i governi degli stati membri adottano una cooperazione sistematica e azioni comuni.Infine, il terzo pilastro, disciplinato dal Titolo VI del Trattato, era volto alla cooperazione nei settori della giustizia e degli affari interni (CGAI), che fino ad allora era stata condotta in modo occasionale e informale tra gli Stati membri. L&#039;obiettivo enunciato nel preambolo era &amp;quot;garantire la libera circolazione delle persone, assicurando nel contempo la sicurezza dei loro popoli&amp;quot;.Per realizzare questo obiettivo furono individuate questioni di interesse comune, quali la politica di asilo, l&#039;immigrazione e la cooperazione giudiziaria in materia civile e penale. La loro trattazione rimaneva tuttavia di esclusiva competenza degli Stati membri, sebbene fosse prevista la possibilità di un successivo trasferimento all&#039;Unione. In particolare, il Trattato di Maastricht ha rappresentato un passo in avanti rispetto all&#039;Accordo di Schengen, prevedendo la possibilità di elaborare politiche comuni in materia di immigrazione e di trattamento dei cittadini di paesi terzi. A tal fine fu adottata la logica intergovernativa, nella quale il principio di unanimità riveste un ruolo centrale per l&#039;adozione di qualsiasi provvedimento.  Questa struttura a tre pilastri rappresentò un compromesso tra gli Stati membri: da un lato, coloro che desideravano un contesto giuridico unitario; dall&#039;altro, quelli che intendevano salvaguardare il potere decisionale nazionale. Se per il primo pilastro fu mantenuto il metodo comunitario,per il secondo e il terzo fu adottato il metodo intergovernativo.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;sei nuovi settori:&#039;&#039;&#039; nuove politiche comuni (reti transeuropee,politica industriale,tutela dei consumatori,istruzione e formazione professionale,gioventù e cultura).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;unione monetaria:&#039;&#039;&#039; sono stati fissati i principi e le disposizioni per l&#039;introduzione dell&#039;Euro&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;procedura di codecisione:&#039;&#039;&#039; ciò che era stato già ideato nell&#039;AUE viene disciplinato,con questo trattato il Parlamento europeo viene assegnato il potere di adottare una serie di atti congiuntamente con il consiglio dell&#039;Unione Europea;&lt;br /&gt;
Per quanto riguarda l&#039;assetto istituzionale maggiore rilevanza fu data al Parlamento europeo che ha assunto un ruolo più rilevante nella formazione degli atti giuridici e una maggiore rappresentività dei partiti politici. Alla commissione fu aumentata di 1 anno (da 4 a 5) la durata del suo mandato per uniformarla al resto del Parlamento,relativamente al consiglio si è intervenuto sui meccanismi decisionali per snellire le procedure allo scopo dichiarato di renderle più efficienti e democratiche:ciò ha favorito il ricordo alla &#039;&#039;maggioranza qualificata&#039;&#039;  per la maggior parte delle decisioni contemplate dalla procedura di codecisione e per tutte le decisioni adottate secondo la procedura di cooperazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altre modifiche di tipo istituzionale hanno riguardato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;La corte dei conti:&#039;&#039;&#039; incaricata di effettuare il controllo contabile e l&#039;esame del bilancio dell&#039;Unione e divenuta una istituzione europea con Maastricht&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;istituto monetario europeo:&#039;&#039;&#039; cui era affidato il compito di gestire il processo per l&#039;introduzione dell&#039;Euro e che avrebbe ceduto il passo alla banca centrale europea (BCE) con l&#039;effettiva circolazione della nuova moneta&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Il comitato delle regioni:&#039;&#039;&#039; nuovo organo a carattere consultivo composto dai rappresentanti degli enti regionali e con una struttura analoga a quella del già operante comitato economico e sociale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Amsterdam ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Firmato il 2 ottobre 1997 ed entrato in vigore il 1 maggio 1999 è il risultato di due anni di confronti e trattative nell&#039;ambito della conferenza dei rappresentati dei governi degli stati membri(iniziata nel maggio 1997 e terminata il 18 giugno 1997) la cui istituzione era già prevista dal trattato di Maastricht che nelle disposizioni finali invitava gli stati membri a convocare una conferenza intergovernativa (CIG) per la sua revisione.L&#039;obbiettivo,in primo luogo era il riassetto delle condizioni politiche e istituzionali dell&#039; Unione per affrontare le sfide del futuro nelle migliori condizioni tenendo conto della rapida evoluzione del quadro internazionale e dell&#039;adesione dei nuovi stati membri provenienti in particolare dall&#039;Europa orientale e alla globalizzazione dell&#039;economia e le sue ripercussioni sull&#039;occupazione,al terrorismo,alla criminalità internazionale,al traffico di stupefacenti,agli squilibri ecologici e ai rischi per la salute pubblica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ciò si è realizzato attraverso una modifica e una ridenominazione dei trattati UE e CE, intervenendo su quattro obiettivi fondamentali:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* porre l&#039;occupazione e i diritti dei cittadini come punto principale dell&#039;Unione&lt;br /&gt;
* eliminare gli ultimi ostacoli alla libera circolazione e rafforzare la sicurezza&lt;br /&gt;
* permettere all&#039;Europa di esercitare maggiore influenza sulla scena mondiale&lt;br /&gt;
* rendere più efficace l&#039;architettura istituzionale dell&#039;Unione&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con il trattato di Amsterdam si sono quindi rafforzati i poteri delle istituzioni europee,in particolare del Parlamento e posta una maggiore attenzione per il cittadino europeo attraverso misure per combattere la disoccupazione el&#039;esclusione sociale.Inoltre i considerazioni dei mutamenti economici e sociali intervenuti nel mercato dei prodotti e dei servizi la politica dei consumatori è diventata competenza dell&#039;Unione. Per quanto riguarda gli aspetti burocratici, in particolare i procedimenti decisionali c&#039; è stata una profonda revisione nel senso della semplificazione attraverso una estensione della procedura di codecisione a nuove materie e ampliando i casi in cui il consiglio può decidere a maggioranza qualificata invece che all&#039;unanimità Con Amsterdam il terzo pilastro non è stato cancellato ma è diventato un&#039;ambito politico-istituzionale che si occupa solo di cooperazione di polizia e giudiziari in materia penale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nonostante i nuovi ambiti di competenza introdotti i risultati raggiunti non sono apparsi soddisfacenti in particolare per quanto riguarda gli adeguamenti istituzionali in previsione di un&#039;allargamento dell&#039;Unione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Nizza ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Approvato dal consiglio europeo di Nizza l&#039;11 dicembre 2000 e firmato il 26 febbraio  2001 al termine di una lunga trattativa diplomatica è entrato in vigore il 1 febbraio 2003. Anche il trattato di Amsterdam prevedeva esattamente come il trattato di Maastricht in un protocollo allegato la possibilità di una revisione ad opera di una conferenza intergovernativa,che, in questo caso venne avviata il 14 febbraio 2000 allo scopo di adattare le istituzioni europee all&#039;acquisizione di nuovo membri avviando le riforme istituzionali che il trattato di Amsterdam non era riuscito a fare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le principali modifiche sono state:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;estensione del voto a maggioranza qualificata e una nuova ponderazione dei voti in seno al consiglio:&#039;&#039;&#039; lo scopo era evitare lo &amp;quot;stallo decisionale&amp;quot;,per cui si sono limitati i casi per cui un paese possa oppore un veto.Tuttavia alcuni paesi mantennero un veto nella possibilità di oppore un veto su alcuni settori(il Regno unito per fisco e sicurezza sociale,la Germania per asilo e immigrazione,la Spagna per i fondi strutturali e la Francia per l&#039;audiovisivo)&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;semplificazione delle procedure per l&#039;attivazione della cooperazione rafforzata:&#039;&#039;&#039; Il trattato di Amsterdam prevedeva la possibilità per gli stati membri di cooperare nell&#039;interesse dell&#039;unione anche qualora non tutti fossero disposti a parteciparvi nell&#039;immediato.Il trattato di Nizza ha consolidato questa procedura eliminando la facoltà per ogni membro di opporre un veto a una cooperazione rafforzata imponendo un minimo di otto stati per avviare una cooperazione  e prevedendo la possibilità di estendere il meccanismo alla politica estera e di sicurezza,esclusa però la difesa.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;riforma del sistema giurisdizionale&#039;&#039;&#039; dell&#039;unione,attraverso una nuova riapartizione di seggi nel parlamento europeo e l&#039;estensione della procedura di codecisione&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;la modifica della struttura delle istituzioni,&#039;&#039;&#039; in particolare per quanto riguarda la commissione europea.Il trattato statuì di limitare a partire dal 2005 la composzione della commissione assegnando un rappresentante a ogni stato membro.Furono anche rafforzati i poteri del presidente della commissione,consentendogli di decidere la suddivisione del portafogli e di porcedere a un rimpasto delle competenze durante il mandato. Fu inoltre rafforzato il ruolo di colegislatore del parlamento.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;modifica della procedura relativa alla constatazione di una grave violazione di uno stato membro,&#039;&#039;&#039; di uno o più principi fondamentali dell&#039;Unione.Il trattato ha introdotto una fase di preallarme che consente di intervenire con raccomandazioni qual&#039;ora c&#039; è l&#039; evidente rischio di violazione (non più quindi una violazione certa) dei principi fondamentali da parte di uno Stato. Prima di procedere in tal senso era prevista la possibilità di far intervenire personalità indipendenti al fine di presentare un rapporto sullo stato membro in questione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Allegati al trattato di Nizza si trovano anche protocolli addizionali e varie dichiarazioni adottare dalla conferenza intergovernativa.Importante fu la &#039;&#039;&#039;dichiarazione sul futuro dell&#039; unione&#039;&#039;&#039; nella quale gli stati membri auspicano al&#039;avvio di un dibattito più ampio e approfondito sul futuro dell&#039;Unione Europea.Essa individuava quattro grandi temi di riflessione:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;delimitazione delle competenze&#039;&#039;&#039; tra l&#039;unione Europea e gli stati membri,che rispecchi il principio di sussidarietà&lt;br /&gt;
* lo status della &#039;&#039;&#039;carta dei diritti fondamentali dell&#039;unione Europea,&#039;&#039;&#039; proclamata a Nizza&lt;br /&gt;
* la &#039;&#039;&#039;semplificazione dei trattati,&#039;&#039;&#039; al fine di renderli più chiari e meglio comprensibili senza modificarne la sostanza&lt;br /&gt;
* il ruolo &#039;&#039;&#039;dei parlamenti nazionali&#039;&#039;&#039; nell&#039;architettura europea&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre anche in questo caso viene prevista la possibilità di convocare nel 2004 una nuova conferenza intergovernativa per procedere a ulteriori revisioni e integrazioni&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Lisbona ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 2004, al termine di un lungo e complesso iter diplomatico, è stato approvato il Trattato che adotta una Costituzione per l&#039;Europa. Tuttavia, questo processo subì un&#039;arresto a seguito dell&#039;esito negativo dei referendum promossi in Francia e nei Paesi Bassi. A seguito di questa bocciatura si iniziò a parlare di fallimento costituzionale dell&#039;Europa, che portò a un nuovo periodo di riflessione in cui l&#039;Unione Europea dovette ripensare e in parte ridimensionare le proprie ambizioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ha avuto così inizio il cammino che avrebbe poi portato al Trattato di Lisbona, con il quale si abbandonò formalmente la Costituzione, pur mantenendone la sostanza. Dopo la bocciatura dei referendum, l&#039;unica strada percorribile risultò essere quella di uno strumento essenzialmente tecnico con un basso profilo politico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così, il 13 dicembre 2007, nella capitale portoghese, i capi di Stato e di governo degli Stati membri dell&#039;Unione firmarono il Trattato di Lisbona, che sarebbe entrato in vigore quasi due anni dopo, il 1° dicembre 2009.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vengono confermate alcune innovazioni già presenti nel quadro costituzionale, prima fra tutte la scomparsa della struttura a tre pilastri (Comunità europee, Politica estera e di sicurezza comune e Cooperazione di polizia giudiziaria in materia penale). Gli strumenti giuridici, un tempo indipendenti, vengono infatti unificati attraverso una sostanziale armonizzazione delle procedure e degli atti giuridici dell&#039;Unione, sebbene per il settore della Politica estera e di sicurezza comune (PESC) rimangano applicabili procedure specifiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La riforma ha inoltre ampliato le competenze dell&#039;Unione, estendendo l&#039;ambito di applicazione della procedura legislativa ordinaria e del voto a maggioranza qualificata. Questo processo è particolarmente evidente nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia, dove l&#039;Unione ha sviluppato politiche comuni in materia di asilo, immigrazione e controllo delle frontiere esterne. Tali politiche si fondano sui principi di solidarietà (intesa come equa ripartizione degli oneri di gestione tra gli Stati membri) e di equità (ovvero la parità di trattamento tra i cittadini di paesi terzi e quelli dell&#039;Unione Europea).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il nuovo assetto dell&#039;Unione Europea ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;articolo 47 del Trattato sull&#039;Unione Europea (TUE) stabilisce che l&#039;Unione Europea possiede personalità giuridica unica, semplificando in modo significativo l&#039;architettura istituzionale. In precedenza, il TUE e il Trattato che istituiva la Comunità Europea (TCE) facevano riferimento a due soggetti giuridici distinti (l&#039;Unione e la Comunità) e a due ordinamenti giuridici differenti (il diritto dell&#039;Unione e quello comunitario), i quali regolavano la complessa struttura articolata in tre pilastri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la riforma, il soggetto giuridico diventa unico – l&#039;Unione Europea – che acquisisce personalità giuridica anche sul piano internazionale, potendo così concludere accordi con Stati terzi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;articolo 1, paragrafo 3, TUE precisa inoltre che l&#039;Unione «sostituisce e succede alla Comunità europea», il cui richiamo all&#039;interno dei due trattati viene eliminato. Pertanto, l&#039;Unione Europea (UE) subentra alla Comunità europea (CE): quest&#039;ultima cessa formalmente di esistere, venendo assorbita dalla prima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il trattato di Lisbona è poi intervenuto in maniera rilevante sul quadro istituzionale dell&#039;Unione. In particolare:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;Parlamento europeo&#039;&#039;&#039; viene rafforzato grazie alle maggiori competenze in materia di bilancio,al ricorso della maggioranza qualificata in molti nuovi settori e sopratutto all&#039;estensione della procedura di codecisione che diventa la procedura legislativa ordinaria.In questo modo il Parlamento a sua volta eletto dai cittadini per mezzo delle elezioni europee si trova ora a operare in condizioni di parità con il consiglio (costituito dai capi di stato e governo degli stati membri) per quanto riguarda l&#039;attività legislativa,e quindi anche su temi come la libertà,la sicurezza e la giustizia&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;Consiglio dell&#039;Unione&#039;&#039;&#039; rimane un&#039;organo non permanente a formazione mutevole e a presidenza rotante. Il Trattato di Lisbona individua però per la prima volta due formazioni tipiche: Il consiglio affari generali che prepara le riunioni de consiglio europeo e il consiglio Affari esteri presieduto dall&#039;Alto rappresentante,che elabora l&#039;azione esterna dell&#039;unione secondo le linee definite dal consiglio europeo e ne assicura la coerenza.Per quanto riguarda il sistema di voto il consiglio delibera a maggioranza semplice tranne in alcuni casi in cui è richiesta la maggioranza qualificata.Dal 1 novembre 2014 è stato introdotto un complicato sistema di &amp;quot;doppia maggioranza&amp;quot;,basato sul 55% degli stati e sul 65% della popolazione:si tratta del riconoscimenti della doppia legittimità dell&#039;Unione(Stati e popoli). E&#039; inoltre possibile per un numero limitato di Stati manifestare una loro opposizione a una decisione eventualmente adottata dalla maggioranza e imporre al consiglio il riesame della questione.&lt;br /&gt;
* La &#039;&#039;&#039;commissione&#039;&#039;&#039; riceve una nuova ridenominazione (commissione europea),in seguito al Trattato di Lisbona riceve una più forte legittimazione democratica attraverso l&#039;eleggibilità parlamentare del presidente.Nel suo ambito viene inoltre istituito l&#039;Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza che riunisce le competenze attribuite precedentemente all&#039;Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune e al membro della commissione europea responsabile per le relazioni esterne,assumento il ruolo di vicepresidente della commissione. Si realizza così un legame orizzontale tra le politiche estere ed esterne dell&#039;Unione:in una prima veste L&#039;alto rappresentante guida la politica estera e di sicurezza dell&#039;Unione,agendo come &amp;quot;mandatario&amp;quot; del consiglio e presiedendone la formazione &amp;quot;Affari esteri&amp;quot;,nonchè contribuendo all&#039;elaborazione di questa politica tramite iniziativa autonoma;nella seconda veste p incaricato delle relazioni esterne con i paesi terzi e degli altri aspetti dell&#039;azione esterna dell&#039;Unione,comprese la cooperazione allo sviluppo e la cooperazione economica-finanziaria.Nell&#039;esercizio di entrambi di questi ruoli e funzioni potrà avvalersi del servizio europeo dell&#039;azione esterna,una diplomazia comune composta da funzionari della commissione,degli Stati membri e del segretariato del consiglio.L&#039;alto rappresentante è incaricato inoltre della coordinazione dell&#039;azione dell&#039;Unione con i paesi terzi e ha il potere di presentare al consiglio proposte in materia.Questa figura introduce quindi una maggiore flessibilità nella dialettica tra unità e diversità all&#039;interno dell&#039;Unione grazie alla possibilità di instaurare cooperazioni rafforzate attivabili con procedure più semplici&lt;br /&gt;
* La &#039;&#039;&#039;Corte di giustizia dell&#039;UE,&#039;&#039;&#039; non più corte di giustizia delle comunità europee,si compone della corte di giustizia stessa,del Tribunale (in precedenza denominato tribunale di primo grado) e da tribunali specializzati&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;consiglio europeo,&#039;&#039;&#039; in precedenza organo politico diventa un&#039;organo giuridico,integrato nei trattati e soggetto al controllo della corte di giustizia. Esso continua a svolgere funzioni di orientamento e di impulso politico, in particolare nell&#039;individuazione degli indirizzi strategici della politica dell&#039;Unione e nei casi previsti dal trattato può intervenire nell&#039;attività normativa pronunciandosi all&#039;unanimità o a maggioranza qualificata a seconda dei casi. E&#039; inoltre dotato di un presidente stabile con il compito di rappresentare l&#039;Unione in sede internazionale,nominato dallo stesso consiglio europeo per due anni e mezzo e rinnovabile una sola volta.In questa modo si è assicurata una certa continuità istituzionale all&#039;attività del consiglio europeo:in precedenza si applicava il metodo della rotazione,per cui la presidenza ruotava tra tutti i paesi membri ogni sei mesi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Trattato di Lisbona ha inoltre introdotto piccoli elementi di democrazia partecipativa. In particolare, attraverso la raccolta di un milione di firme, i cittadini possono presentare un&#039;iniziativa popolare alla Commissione, esortandola a elaborare proposte legislative da sottoporre al Consiglio dell&#039;Unione Europea nei settori di competenza dell&#039;Unione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tale meccanismo, tuttavia, non lede il diritto di iniziativa della Commissione, la quale conserva la facoltà di decidere discrezionalmente se accogliere o meno l&#039;invito a presentare proposte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Trattato prevede anche un maggiore coinvolgimento dei parlamenti nazionali nelle attività delle istituzione di Buxelles e Strasburgo,in particolare attraverso dei meccanismi informativi che permettono di essere tenuti al corrente degli atti adottati dalle istituzioni europee,delle domande di adesione di nuovi stati membri e della vigilanza del rispetto del principio di sussidarietà. I parlamenti nazionali possono poi partecipare alla revisione  dei trattati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Continuità o rottura? ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il trattato di Lisbona non sostituisce i vecchi trattati ma a differenza della costituzione europea si pone in continuità con essi limitandosi a emendarli.Esso fallisce nel suo intento di semplificare l&#039;architettura normativa europea anche alla luce dei numerosi protocolli e dichiarazioni allegati al testo,la cui natura è tutt&#039;altro che definita. A differenza del trattato costituzionale scompare la clausola di superiorità del diritto dell&#039;Unione su quello nazionale,anche se si tratta di un mero espediente retorico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le fonti del diritto UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il funzionamento dell&#039;architettura europea è disciplinato da un complesso sistema normativo al cui vertice si pongono le cosidette fonti primarie,costituite dai trattati istitutivi e dai principi generali di ordinamento dell&#039;Unione.Le fonti secondarie sono invece elencate nell&#039;art. 288 del TFUE,che distingue tra atti vincolanti(regolamenti,decisioni,direttive) e atti non vincolanti (raccomandazioni e pareri). Ci sono poi gli atti atipici,ossia quelli che incidono sul funzionamento dell&#039;Unione pur non essendo previsti dai trattati ( o comunque non presenti nell&#039;art. 288 del TFUE). Per poter aver effetto questi atti devono però essere dispiegati negli ordinamenti degli stati membri e laddove ci siano contrasti con il diritto nazionale a prevalere è la normativa europea in virtù del riconoscimento del principio del diritto dell&#039;Unione su quello nazionale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema dell&#039;Unione Europea presenta caratteri peculiari ed è fortemente influenzato dal modo in cui sono distribuiti i pubblici poteri. Ciò deriva dalla natura giuridica dell&#039;Unione, che è &#039;&#039;sui generis&#039;&#039;, ossia a metà strada tra un&#039;organizzazione internazionale classica e una federazione di Stati. Difatti, i governi dei paesi membri hanno limitato la propria sovranità, dando vita a un organismo giuridico indipendente, destinato a integrarsi con i diversi ordinamenti nazionali e in grado di incidere direttamente sulle situazioni giuridiche dei singoli cittadini.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ciò comporta che gli organi europei siano legittimati a emanare provvedimenti di carattere generale e individuale che entrano a far parte dell&#039;ordinamento degli Stati membri senza che sia necessario alcun atto di recepimento da parte delle autorità nazionali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre, a differenza di quanto accade negli ordinamenti statali, nel diritto dell&#039;Unione non esiste una vera e propria gerarchia delle fonti: tutti gli atti hanno formalmente pari forza. Il sistema delle fonti si ispira piuttosto a una concezione di tipo funzionale, dove a ogni politica o competenza è associata una determinata istituzione, chiamata a decidere secondo una specifica maggioranza o procedura, in base a quanto stabilito dall&#039;articolo di riferimento del trattato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Le fonti derivate:atti vincolanti e non vincolanti ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I trattati stabiliscono le competenze e le procedure per l&#039;adozione da parte delle istituzione europee di atti che si pongono al secondo livello del sistema giuridico europeo e costituiscono il diritto dell&#039;unione derivato.Questi sono posti in essere attraverso precisi processi deliberativi e destinati a incidere in modo rilevante sugli ordinamenti giuridici interni e sulle posizioni giuridiche dei singoli,talvolta anche senza un intervento formale del legislatore nazionale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le fonti derivate hanno la loro base giuridica nell&#039; art. 288 del TFUE che sancisce la tipologia degli atti a mezzo dei quali le istituzioni dell&#039;UE esercitano le loro competenze:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* il &#039;&#039;&#039;regolamento&#039;&#039;&#039; ha portata generale. E&#039; obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile a ciascuno degli stati membri&lt;br /&gt;
* la &#039;&#039;&#039;direttiva&#039;&#039;&#039; vincola lo stato membro a cui è rivolta per quanto riguarda il risultato da raggiungere,salvo restando la competenza degli organi nazionali in merito alla forma e ai mezzi&lt;br /&gt;
* la &#039;&#039;&#039;decisione&#039;&#039;&#039; è obbligatoria in tutti i suoi elementi. Se designa dei destinatari è obbligatoria soltanto nei confronti di questi.&lt;br /&gt;
* le &#039;&#039;&#039;raccomandazioni&#039;&#039;&#039; e i &#039;&#039;&#039;pareri&#039;&#039;&#039; non sono vincolanti&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La tipologia di atto da adottare è generalmente prescritta dalle varie disposizioni del trattato (es. art. 218 del TFUE che obbliga il consiglio ad adottare una decisione per autorizzare l&#039;avvio di negoziati di aoccordi internazionali) e in tal caso l&#039;indicazione è vincolante;laddove non ci sia una indicazione specifica,o sia disponibile un&#039;alternativa tra le disposizioni adottabili oppure vi sia una indicazione generica le istituzione possono scegliere l&#039;atto che ritengono più appropriato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Le procedure degli atti ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All’origine dell’Unione Europea, la funzione normativa era esercitata esclusivamente dai governi degli Stati membri, riuniti in seno al Consiglio. Questo assetto contrastava con il principio della separazione dei poteri proprio del diritto comunitario, ma rispecchiava la natura stessa dell’allora Comunità, configurata più come un’organizzazione di Stati che come una comunità di persone.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La prevalenza dell’elemento statale su quello individuale garantiva agli esecutivi nazionali una posizione predominante nei meccanismi decisionali dell’Unione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questa fase iniziale, il Parlamento europeo svolgeva una funzione meramente consultiva. Solo gradualmente si è passati a forme di collaborazione tra Parlamento e Consiglio, fino all’introduzione della procedura di codecisione. Quest’ultima, elevata a procedura legislativa generale dal Trattato di Amsterdam, ha posto le due istituzioni sullo stesso piano nell’adozione degli atti giuridici (oggi denominata procedura legislativa ordinaria).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tuttavia, il principio classico della separazione dei poteri, che costituisce un fondamento del diritto degli Stati membri, non trova piena applicazione nel quadro dell’Unione Europea. A esso si preferisce il principio dell’equilibrio istituzionale, in base al quale tutte le istituzioni partecipano in modo equilibrato al processo legislativo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le principali procedure decisionali sono disciplinate dall’articolo 289 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea (TFUE): la procedura legislativa ordinaria, la procedura legislativa speciale, la procedura di consultazione e la procedura di approvazione. Il criterio che determina il ricorso all’una o all’altra procedura è il diverso grado di coinvolgimento del Parlamento europeo e del Consiglio, a seconda che entrambe le istituzioni partecipino attivamente o che una di esse svolga un ruolo prevalente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se però in base all&#039;art. 16 del TUE Parlamente europeo e consiglio esercitano entrambi la funzione legislativa, secondo l&#039;art. 17  il monopolio dell&#039;iniziativa legislativa spetta alla commissione  europea che quindi esercita un ruolo esclusivo nell&#039;integrazione europea. Essa ha quindi un potere generale di iniziativa nella formazione degli atti dell&#039;UE,rappresentando quindi l&#039;interesse generale dell&#039;Unione Europea. Sono poi i trattati a stabilire quanto poi questo potere viene limitato e affidati a un gruppo di stati,al parlamento europeo,alla BCE,alla corte di giustizia o alla banca europea per gli investimenti,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le istituzioni dell&#039;UE ==&lt;br /&gt;
L’Unione europea si è evoluta da ordinamento settoriale a ordinamento a fini generali, perseguendo obiettivi politici nelle materie rientranti nelle competenze attribuite dai trattati. L’ampliamento delle sfere d’azione e della struttura organizzativa ha rafforzato le istituzioni europee, relegando in secondo piano il ruolo dei corpi amministrativi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In una fase iniziale, l’amministrazione agiva in modo analogo a quello delle altre organizzazioni internazionali, operando in una sorta di vuoto sociale che la portava a intrattenere rapporti prevalentemente con altri soggetti pubblici (nazionali o sovranazionali), trascurando invece il rapporto con l’elettorato. Il potere decisionale era attribuito in via esclusiva al Consiglio, mentre il Parlamento europeo esercitava soltanto funzioni di controllo. In tal modo, la Comunità europea governava, ma mancava una concreta attuazione delle politiche a livello delle amministrazioni nazionali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un’eccezione si riscontrava con riferimento alle organizzazioni professionali (sia dei datori di lavoro sia dei lavoratori) e ai procedimenti diretti a determinare gli indirizzi dell’azione delle istituzioni europee nei singoli settori, in particolare in quello agricolo e nel commercio con i paesi terzi. In questo contesto si è affermato il cosiddetto metodo comunitario, caratterizzato da processi decisionali fondati su ampie consultazioni con le parti interessate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una svolta significativa si è avuta con l’adozione dell’Atto relativo all’elezione dei rappresentanti all’Assemblea a suffragio universale diretto del 20 settembre 1976, che ha sostituito il precedente sistema di elezione indiretta basato su delegati designati dai parlamenti nazionali. Tale Atto ha introdotto regole uniformi per l’elezione, come il principio del voto unico e lo svolgimento contemporaneo delle elezioni in tutti gli Stati membri. In questo modo, il Parlamento ha acquisito una legittimazione diretta dal voto popolare, rafforzando e riequilibrando il proprio potere rispetto a quello del Consiglio, espressione della volontà dei governi degli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il mediatore europeo ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come rimedio alternativo ai problemi di carattere giurisdizionale, è stata introdotta la figura del Mediatore europeo. A tale organo possono rivolgersi i cittadini di uno Stato membro, nonché qualsiasi persona fisica o giuridica residente o avente sede in uno Stato dell’Unione, nei casi di cattiva amministrazione da parte delle istituzioni, degli organi o degli organismi europei, con esclusione della Corte di giustizia e del Tribunale nell’esercizio delle loro funzioni giurisdizionali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per “cattiva amministrazione” si intende sia l’omissione di un atto dovuto, sia l’adozione di comportamenti irregolari o illegittimi. Questa figura è stata introdotta con il Trattato di Maastricht, all’art. 195 del TCE (oggi art. 228 del TFUE). Il Mediatore è nominato dal Parlamento europeo, all’inizio di ogni legislatura, a scrutinio segreto e a maggioranza dei voti espressi; resta in carica fino all’insediamento del suo successore e il suo mandato è rinnovabile. È scelto tra cittadini che offrano garanzie di indipendenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le denunce devono essere presentate direttamente al Mediatore, oppure tramite un membro del Parlamento europeo, entro due anni dalla data in cui il soggetto è venuto a conoscenza del caso di cattiva amministrazione. Ricevuta la denuncia, il Mediatore avvia le indagini: nell’ambito dell’istruttoria, le istituzioni e gli organi dell’Unione sono tenuti a fornirgli tutte le informazioni necessarie, senza poter opporre obblighi di segretezza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qualora accerti un caso di cattiva amministrazione, il Mediatore informa l’istituzione interessata, che dispone di tre mesi per presentare le proprie osservazioni. All’esito di tale fase, egli può chiudere l’indagine con una decisione motivata oppure proseguirla. In quest’ultimo caso, può essere avviato un tentativo di conciliazione volto a risolvere la questione e a soddisfare il denunciante. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Mediatore presenta inoltre al Parlamento europeo una relazione annuale sull’attività svolta. I suoi atti non hanno carattere giuridicamente vincolante e il Parlamento esercita su di essi una valutazione di natura politica, che non si configura tuttavia come un controllo sui suoi doveri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Attualità e critiche ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Il pensiero marxista sulle istituzioni europee ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Russofobia ==&lt;br /&gt;
La russofobia non è un fenomeno recente né una semplice reazione emotiva. Come ricostruisce Guy Mettan in &#039;&#039;Russofobia. Mille anni di diffidenza&#039;&#039;, si tratta di un «male antico radicatosi nella coscienza europea già alla fine del XVI secolo»: nel 1591 il letterato inglese Philip Sydney descriveva i moscoviti come «nati-schiavi» che godono «nel vivere sotto la tirannia». Nel corso dei secoli, questo pregiudizio ha assunto forme diverse — religiosa, geopolitica, ideologica — fino a cristallizzarsi nell&#039;immagine della Russia come «anti-Europa», un impero-nazione separato e opposto ai valori della civiltà classica e cristiana.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo il 1945, la russofobia è diventata un fattore politico operativo. La Guerra Fredda ha trasformato la diffidenza storica verso la Russia in una struttura portante del discorso pubblico occidentale, e l&#039;URSS è stata rappresentata come una minaccia esistenziale per l&#039;Europa libera. In questo contesto, il sentimento antirusso non è rimasto confinato alla propaganda: è entrato nei documenti dei padri fondatori dell&#039;Europa unita, contribuendo a definire i confini ideologici del progetto comunitario.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La dichiarazione di Spinelli del 1953 ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il documento chiave è il &#039;&#039;Rapport politique&#039;&#039; che Altiero Spinelli presentò al Secondo Congresso de L&#039;Aja del Mouvement Européen, tenutosi dall&#039;8 al 10 ottobre 1953. In quel rapporto, Spinelli analizza esplicitamente il nesso tra Guerra Fredda e unità europea, e lo fa in termini che oggi appaiono sorprendentemente espliciti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella sezione dedicata alla «congiuntura politica internazionale», Spinelli scrive che la Guerra Fredda ha avuto «conseguenze positive e negative» per la causa dell&#039;unità europea. Tra le conseguenze positive, elenca:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«La puissance soviétique, sous la direction de Staline, apparaissait redoutable. […] La peur, devant cette menace, a contribué puissamment à faire comprendre aux Etats européens leur condition de faiblesse irrémédiable. La conscience de l&#039;unité européenne a mûri plus rapidement : les divergences entre les Etats européens sont apparues moins graves que leur antagonisme avec l&#039;empire soviétique. […] La peur de Staline a, en particulier, puissamment contribué à faire sortir le monde occidental de l&#039;impasse où il était acculé à l&#039;égard de l&#039;Allemagne.»&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«La potenza sovietica, sotto la guida di Stalin, appariva temibile. […] La paura, di fronte a questa minaccia, contribuì potentemente a far comprendere agli Stati europei la loro condizione di debolezza irrimediabile. La coscienza dell’unità europea maturò più rapidamente: le divergenze tra gli Stati europei apparvero meno gravi del loro antagonismo con l’impero sovietico. […] La paura di Stalin, in particolare, contribuì potentemente a far uscire il mondo occidentale dal vicolo cieco in cui era stato spinto nei confronti della Germania.»&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il passaggio è decisivo per almeno tre ragioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Primo: la paura dell&#039;URSS come motore dell&#039;integrazione&#039;&#039;&#039;. Spinelli non presenta l&#039;unità europea come un ideale nato esclusivamente da una scelta positiva di pace e cooperazione. Al contrario, ammette che la minaccia sovietica ha reso «più rapida» la maturazione della coscienza europea, perché ha reso evidente che le divisioni tra Stati europei erano meno gravi del loro antagonismo con l&#039;«impero sovietico». L&#039;unità nasce, in questa lettura, anche come reazione a un pericolo esterno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Secondo: la Russia come «anti-Europa».&#039;&#039;&#039; In altri scritti dello stesso periodo, Spinelli sviluppa l&#039;idea che la Russia non appartenga allo «spirito europeo» e che la sua esclusione dall&#039;unione continentale sia necessaria. La Germania, al contrario, è «essenziale all&#039;unione continentale» proprio perché la sua cultura è inscindibile da quella europea; la Russia, invece, è concepita come un&#039;entità separata, un impero-nazione con una tradizione politica e spirituale altra. Questa distinzione non è solo descrittiva: fonda una geografia politica dell&#039;Europa che esclude la Russia per definizione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Terzo: la guerra contro l&#039;URSS come orizzonte possibile&#039;&#039;&#039;.Esiste una citazione attribuita a Spinelli nel diario europeo il 12 aprile 1953 in cuì diventano più evidenti le strategie nascoste dietro la nascita dell&#039;Unione Europea &amp;quot;&#039;&#039;Per quanto non si possa dire pubblicamente,il fatto che l&#039;Europa per nascere,ha bisogno di una forte tensione Russo-americana,e non della distensione,così come per consolidarsi,essa avrà bisogno,di una guerra contro l&#039;Unione Sovietica,da saper fare al momento buono&#039;&#039;&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;in A.Spinelli,Diario Europeo&lt;br /&gt;
(1948-1969),Il Mulino,1989,p.175&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;blockquote&amp;gt;&amp;lt;/blockquote&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Europa]] [[Categoria:Organizzazioni intergovernative]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari</name></author>
	</entry>
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		<title>Unione europea</title>
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		<updated>2026-09-14T09:35:12Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari: /* La dichiarazione di Spinelli del 1953 */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{S}}&lt;br /&gt;
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|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Nome Ufficiale&#039;&#039;&#039;  || | &lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Britannica.png|20px|bordo]] European Union&amp;lt;ref&amp;gt;Il Regno Unito non fa più parte dell&#039;Unione Europea, la bandiera britannica è qui utilizzata per indicare la lingua inglese.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Tedesca.png|20px|bordo]] Europäische Union&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Francese.png|20px|bordo]] Union européenne&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Italiana.png|20px|bordo]] Unione europea&lt;br /&gt;
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|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Abbreviazione&#039;&#039;&#039;  || | &lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Europea.png|20px|bordo]] EU, eu&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Italiana.png|20px|bordo]] UE, ue&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Fondazione&#039;&#039;&#039;  || | 25 marzo 1957 (CEE), 7 febbraio 1992 (ufficiale)&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Causa&#039;&#039;&#039;  || | [[Trattato di Roma]], [[Trattato di Maastricht]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Inno&#039;&#039;&#039;  || | Inno alla Gioia&lt;br /&gt;
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|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Sedi&#039;&#039;&#039;  || |&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Belga.png|20px|bordo]] [[Bruxelles]], [[Belgio]]&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Lussemburghese.png|20px|bordo]] [[Lussemburgo]], [[Lussemburgo]]&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Francese.png|20px|bordo]] [[Strasburgo]], [[Francia]]&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Tedesca.png|20px|bordo]] [[Francoforte sul Meno]], [[Germania]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Presidente della Commissione&#039;&#039;&#039;  || | [[File:Bandiera Tedesca.png|20px|bordo]] [[Ursula Von der Leyen]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! colspan=2 style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&amp;lt;center&amp;gt;Dati geografici&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;[[Continente]]&#039;&#039;&#039;  || | [[Europa]], con territori appartenenti agli stati membri situati in [[Africa]] ed in [[America]] (regioni ultraperiferiche).&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Superficie&#039;&#039;&#039;  || | 4 233 262 km²&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Popolazione&#039;&#039;&#039;  || | 446 834 578 ab.&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Densità&#039;&#039;&#039;  || | 105,5 ab./km²&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Lingua ufficiale&#039;&#039;&#039;  || | 24 lingue&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! colspan=2 style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&amp;lt;center&amp;gt;Dati economici&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Valuta&#039;&#039;&#039;  || | [[Euro (valuta|Euro]] (ufficiale in 21 paesi), [[Corona ceca]], [[Corona danese]], [[Zloty polacco]], [[Corona svedese]], [[Leu romeno]], [[Fiorino ungherese]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! colspan=2 style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&amp;lt;center&amp;gt;Altri dati&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;TLD&#039;&#039;&#039;  || | .eu&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;unione europea è un&#039;istituzione politica sovranazionale dotata di personalità giuridica all&#039;interno del [[diritto internazionale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Principi e fondamenti giuridici ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;Unione europea è un&#039;organizzazione sovranazionale fondata su un insieme di principi politici e giuridici che regolano i rapporti tra gli Stati membri e le istituzioni comuni. Il suo ordinamento giuridico si è sviluppato progressivamente a partire dalla seconda metà del XX secolo con l’obiettivo dichiarato di promuovere la cooperazione economica, politica e sociale tra i paesi europei, garantendo al contempo stabilità, pace e tutela dei diritti fondamentali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I fondamenti giuridici dell&#039;Unione europea sono contenuti principalmente nei trattati istitutivi, che costituiscono la base dell’intero sistema normativo europeo. Questi trattati sono il risultato di un lungo processo di integrazione, iniziato con il Trattato di Roma del 1957 e successivamente sviluppato attraverso varie riforme, tra cui il Trattato di Maastricht del 1992 e il Trattato di Lisbona del 2007.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da sempre è dibattuta la natura dell’ordinamento giuridico europeo. Tuttavia, con la riforma introdotta dal Trattato di Lisbona è venuta meno la distinzione tra Comunità europea e Unione europea, che sono confluite in un’unica entità. L’Unione europea sostituisce e succede alla Comunità europea, acquisendo una personalità giuridica unica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo alcuni studiosi dei sistemi costituzionali, l’ordinamento giuridico nato in seno alle istituzioni comunitarie rappresenterebbe una sorta di ordinamento federativo di origine associativa e a struttura paritaria. La sua caratteristica fondamentale consiste nel collegare, attraverso vincoli permanenti, le parti costitutive dell’Unione, consentendo al contempo a queste ultime di conservare la propria autonomia e sovranità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altri studiosi hanno invece posto l’accento sul fatto che il processo di integrazione europea sia legato alla nascita di una struttura imperniata, in larga parte, sulla libera azione degli operatori economici e, per la restante parte, su meccanismi di natura pubblicistica. Tale impostazione attribuisce particolare rilievo a un approccio di tipo funzionalista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uno dei principi fondamentali dell’ordinamento giuridico dell’Unione è il principio di attribuzione delle competenze. In base a questo principio, l’Unione può esercitare solo le competenze che gli Stati membri le hanno esplicitamente conferito attraverso i trattati. Tutte le competenze non attribuite all’Unione restano pertanto agli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altri principi come quello di principi di sussidiarietà e proporzionalità si sono sviluppati progressivamente nel corso del tempo, ma sono stati formalmente inseriti nei trattati negli anni Novanta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[principio di sussidarietà]] iniziò a comparire nel dibattito sull’integrazione europea già negli anni Settanta. Una prima formulazione esplicita si trova nel Rapporto Tindemans del 1975, che proponeva di attribuire alle istituzioni europee soltanto quelle competenze che gli Stati membri non erano in grado di esercitare efficacemente da soli. Successivamente il concetto fu ripreso in diversi progetti di riforma istituzionale negli anni Ottanta. Tuttavia, esso venne formalmente introdotto nel diritto dell’Unione europea con il Trattato di Maastricht del 1992, che lo inserì tra i principi fondamentali per regolare la ripartizione delle competenze tra l’Unione e gli Stati membri. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il principio di proporzionalità, invece, ha origini leggermente precedenti nel diritto comunitario. Esso era già stato elaborato nella giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea negli anni Settanta come criterio per controllare che le istituzioni comunitarie non adottassero misure eccessive rispetto agli obiettivi perseguiti. Anche questo principio fu poi riconosciuto esplicitamente nei trattati e consolidato con il Trattato di Maastricht del 1992, insieme al principio di sussidiarietà.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema giuridico dell’Unione europea si caratterizza inoltre per alcune peculiarità che lo distinguono dal diritto internazionale tradizionale. In particolare, la giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea ha affermato due principi fondamentali: il principio del primato del diritto dell’Unione e quello dell’effetto diretto. Il primato stabilisce che, in caso di conflitto, le norme del diritto dell’Unione prevalgono su quelle nazionali degli Stati membri. L’effetto diretto, invece, consente ai cittadini di invocare alcune norme europee direttamente davanti ai giudici nazionali senza la necessità di un recepimento nella legislazione interna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Storia ==&lt;br /&gt;
La fine della Seconda guerra mondiale vide l&#039;Europa fare i conti non solo con milioni di morti, ma anche con un&#039;economia in crisi, in un contesto geopolitico in cui gli [[Stati Uniti d&#039;America]] e l&#039;[[Unione Sovietica]] erano risultate le principali vincitrici del conflitto. Alcuni intellettuali, politici e statisti, tra cui Robert Schuman (ministro degli Esteri francese), Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer (rispettivamente capi del governo italiano e tedesco), avviarono una strategia tesa all&#039;unificazione dell&#039;Europa. L&#039;obiettivo principale era impedire il riprodursi di situazioni politiche, economiche e militari che avevano portato il mondo al disastro della guerra. Si sottolineava, in particolare, la necessità di ricucire lo stretto legame tra Francia e Germania, che fino ad allora erano state al centro della &amp;quot;patologia&amp;quot; dei rapporti tra i paesi europei.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All&#039;origine fu soprattutto un accordo di tipo economico: Robert Schuman propose di mettere l&#039;insieme della produzione franco-tedesca di carbone e acciaio sotto un&#039;alta autorità comune, nel quadro di un&#039;organizzazione alla quale avrebbero poi potuto aderire anche altri paesi. La dichiarazione rappresentò così l&#039;inizio del processo di cooperazione tra gli Stati europei, sebbene all&#039;inizio si trattasse soltanto di un&#039;unione di Stati e di cooperazione organizzativa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sorsero non solo diverse organizzazioni che operavano senza un reale collegamento tra loro, come l&#039;OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), l&#039;UEO (Unione europea occidentale) e la NATO (Organizzazione del Trattato dell&#039;Atlantico del Nord), ma anche le Comunità europee: dapprima, con il Trattato di Parigi, la CECA (Comunità europea del carbone e dell&#039;acciaio); quindi la CEE (Comunità economica europea) e la CEEA o EURATOM (Comunità europea dell&#039;energia atomica), entrambe nate il 25 marzo 1957 con la firma dei Trattati di Roma.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;accordo istitutivo della CECA scadeva dopo 50 anni dalla sua entrata in vigore, il 23 luglio 2002. A quella data, gli Stati membri hanno deciso di non rinnovarlo: l&#039;organizzazione si è quindi sciolta e le relative competenze sono state trasferite all&#039;Unione Europea. L&#039;EURATOM, invece, è ancora formalmente operante, sebbene svolga un ruolo marginale rispetto all&#039;Unione, pur non essendo giuridicamente assorbita da quest&#039;ultima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare, la creazione della Comunità economica europea,alla quale fu assegnato il compito di promuovere, mediante l&#039;instaurazione di un mercato comune e il graduale ravvicinamento delle politiche economiche degli Stati membri, uno sviluppo armonioso delle attività economiche nell&#039;insieme delle Comunità (art. 2 TCEE),segna il reale passaggio dalla cooperazione all&#039;integrazione. Per la prima volta venne introdotto un organo dotato di ampia indipendenza deliberativa rispetto agli Stati membri e con forti poteri decisionali nei confronti delle imprese del settore, eliminando le barriere commerciali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Successivamente, con il Trattato di Bruxelles del 1965, si creò il primo scheletro delle istituzioni così come sono oggi. Ciò avvenne fondendo gli esecutivi in un&#039;unica Commissione e un unico Consiglio, oltre a istituire un bilancio unico per le tre Comunità. L&#039;unificazione riguardava però solo gli organi, non le competenze, che restavano distinte: le Comunità continuavano infatti a esercitare poteri differenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== I trattati istitutivi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il trattato di Roma ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la firma del Trattato di Roma Francia,Germania,Italia,Belgio,Olanda e Lussemburgo posero la prima pietra della costruzione dell&#039;Unione Europea attraverso l&#039;istituzione della comunità economica europea. Questo trattato era costituito da 240 articoli,suddiviso in sei parti distinte e preceduto da un preambolo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* la prima parte era dedicata ai principi che avevano ispirato la comunità economica europea attraverso il mercato comune,l&#039;unione doganale e le politiche comuni;&lt;br /&gt;
* la secondo parte riguardava i fondamenti della comunità;essa comprendeva quattro titoli rispettivamente alla libera circolazione delle merci,all&#039;agricoltura ,alla libera circolazione delle persone,dei servizi e dei capitali e dei trasporti.&lt;br /&gt;
* la terza parte riguardava le politiche comuni e comprendeva quattro titoli relativi alle norme comuni,alla politica economica,alla politica sociale e alla banca europea degli investimenti;&lt;br /&gt;
* la quarta parte era dedicata all&#039;associazione dei paesi e dei territori d&#039;oltremare&lt;br /&gt;
* la quinta riguardava le istituzioni e includeva un titolo sulle disposizioni istituzionali e un&#039;altro sulle disposizioni finanziarie&lt;br /&gt;
* l&#039;ultima parte erano delle disposizioni generali e finali&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;intenzione degli Stati firmatari era di creare un mercato comune in cui fosse garantita una libera circolazione dei prodotti (merci e servizi) e dei fattori produttivi (capitale e lavoro), così da eliminare ogni barriera protezionistica e garantire agli Stati maggiori possibilità di espansione. In vista di questo obiettivo furono garantite quattro libertà fondamentali: la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A livello di politica economica, ciò si concretizzò in un regime liberista improntato al principio del mercato aperto e della libera concorrenza, senza il quale la libera circolazione non si sarebbe mai potuta attuare. Questi obbiettivi economici si sono poi realizzati in diverse tappe:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Unione doganale:&#039;&#039;&#039; avviata dal primo luglio 1968 ha comportato la soppressione dei dazi doganali all&#039;interno dell&#039;alora comunità e l&#039;applicazione di una tariffa doganale comune (TDC) applicata alle importazioni dei paesi terzi. Le restrizioni quantitative agli scambi sono state abolite il 31 dicembre 1960 tranne per quelle agricole dove le restrizioni sono state mantenute fino al 1974;&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Accordo di Shengen:&#039;&#039;&#039; è ciò che ha permesso l&#039;effettiva liberalizzazione della circolazione delle persone e la soppressione dei controlli alle frontiere interne tra gli Stati membri, in seguito alla firma avvenuta il 18 giugno 1985 tra Francia, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo e Germania. Successivamente hanno aderito anche gli altri paesi dell&#039;Unione Europea, sebbene attualmente ne siano momentaneamente esclusi Cipro, Croazia, Bulgaria e Romania, che dovrebbero entrare nei prossimi anni. Allo spazio Schengen hanno inoltre aderito anche paesi non UE come Norvegia, Svizzera, Islanda e Liechtenstein, mentre non ne fanno parte Irlanda e Regno Unito.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Atto unico europeo(AUE):&#039;&#039;&#039; fu firmato a Lussemburgo il 17 febbraio 1986 da nove Stati membri e il 28 febbraio 1986 da Danimarca, Italia e Grecia. Esso entrò in vigore il 1° luglio 1987 con l&#039;obiettivo di rilanciare il processo di costruzione europea e realizzare il mercato interno. L&#039;Atto Unico riprese alcuni temi che erano stati oggetto di precedenti trattative internazionali, riguardanti in particolare gli aspetti istituzionali e le politiche europee. Vennero modificati alcuni elementi del Trattato di Roma, attribuendo al Parlamento europeo un ruolo più incisivo e alla Commissione quello di mediatore tra Parlamento e Consiglio nello sviluppo della procedura di cooperazione (ex art. 252 del Trattato CE, antecedente al Trattato di Lisbona).  Tali modifiche valorizzarono il ruolo del Parlamento, assegnandogli il potere di pronunciarsi sull&#039;ammissione di nuovi Stati membri e di concludere accordi con associazioni di paesi terzi e con organizzazioni internazionali.  L&#039;Atto Unico Europeo sancì inoltre l&#039;esistenza del Consiglio europeo, pur senza precisarne compiutamente le competenze, istituzionalizzando di fatto i vertici periodici tra i capi di Stato e di governo.Furono inoltre gettate le basi del Tribunale di primo grado, con l&#039;obiettivo di snellire il carico di lavoro della Corte di Giustizia europea e di introdurre un doppio grado di giudizio, analogamente a quanto avviene nelle giurisdizioni nazionali.Inoltre, l&#039;Atto ha ampliato gli ambiti di competenza della Comunità, offrendo una base giuridica per l&#039;azione comune in settori quali il mercato interno, la politica monetaria, la politica sociale, l&#039;ambiente e la ricerca scientifica e tecnologica. Particolare rilievo venne attribuito alla convergenza delle politiche economiche e monetarie (art. 102A del TCE, introdotto dall&#039;Atto Unico Europeo). Per quanto riguarda la coesione economica e sociale, furono invece adottate politiche strutturali volte a ridurre il divario esistente tra le diverse regioni, al fine di colmare il ritardo di quelle più svantaggiate. Gli strumenti operativi individuati per raggiungere tale obiettivo furono i fondi strutturali. Pur rappresentando una tappa fondamentale nel processo di integrazione europea, l&#039;Atto evidenziò come per arrivare a un&#039;autentica Unione Europea fossero necessarie ulteriori riforme istituzionali, preparando il terreno per il successivo Trattato di Maastricht&lt;br /&gt;
=== Il trattato dell&#039; Unione Europea (o trattato di Maastricht) ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fu firmato a Maastricht il 7 febbraio 1992 dai 12 paesi che costituivano la comunità europea ed è entrato in vigore il 1 novembre 1993,è considerato la tappa decisiva per l&#039;affermazione politica-istituzionale dell&#039;Europa,sancendo la nascita dell&#039;Unione Europea.La conseguenza è stata una più larga cessione volontaria da parte degli stati-nazione membri di sovranità con l&#039;obbiettivo di favorire il potenziamento economico e una maggiore integrazione politica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare il trattato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;ha creato una nuova struttura a 3 pilastri:&#039;&#039;&#039; il primo pilastro è costituito dall&#039;ordinamento comunitario ereditando le disposizioni previste dal trattato istitutivo della comunità europea,e quindi di tutte le organizzazione precedentemente create (CECA e EURATOM).Le principali modifiche riguardano principalmente l&#039;apparato istituzionale,ampliamento e rafforzamento di competenze,introducendo anche il principio di sussidarietà.Il secondo pilastro regolato dal titolo V del trattato istituisce una politica comune nei settori della politica estera e della sicurezza (PESC) dove i governi degli stati membri adottano una cooperazione sistematica e azioni comuni.Infine, il terzo pilastro, disciplinato dal Titolo VI del Trattato, era volto alla cooperazione nei settori della giustizia e degli affari interni (CGAI), che fino ad allora era stata condotta in modo occasionale e informale tra gli Stati membri. L&#039;obiettivo enunciato nel preambolo era &amp;quot;garantire la libera circolazione delle persone, assicurando nel contempo la sicurezza dei loro popoli&amp;quot;.Per realizzare questo obiettivo furono individuate questioni di interesse comune, quali la politica di asilo, l&#039;immigrazione e la cooperazione giudiziaria in materia civile e penale. La loro trattazione rimaneva tuttavia di esclusiva competenza degli Stati membri, sebbene fosse prevista la possibilità di un successivo trasferimento all&#039;Unione. In particolare, il Trattato di Maastricht ha rappresentato un passo in avanti rispetto all&#039;Accordo di Schengen, prevedendo la possibilità di elaborare politiche comuni in materia di immigrazione e di trattamento dei cittadini di paesi terzi. A tal fine fu adottata la logica intergovernativa, nella quale il principio di unanimità riveste un ruolo centrale per l&#039;adozione di qualsiasi provvedimento.  Questa struttura a tre pilastri rappresentò un compromesso tra gli Stati membri: da un lato, coloro che desideravano un contesto giuridico unitario; dall&#039;altro, quelli che intendevano salvaguardare il potere decisionale nazionale. Se per il primo pilastro fu mantenuto il metodo comunitario,per il secondo e il terzo fu adottato il metodo intergovernativo.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;sei nuovi settori:&#039;&#039;&#039; nuove politiche comuni (reti transeuropee,politica industriale,tutela dei consumatori,istruzione e formazione professionale,gioventù e cultura).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;unione monetaria:&#039;&#039;&#039; sono stati fissati i principi e le disposizioni per l&#039;introduzione dell&#039;Euro&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;procedura di codecisione:&#039;&#039;&#039; ciò che era stato già ideato nell&#039;AUE viene disciplinato,con questo trattato il Parlamento europeo viene assegnato il potere di adottare una serie di atti congiuntamente con il consiglio dell&#039;Unione Europea;&lt;br /&gt;
Per quanto riguarda l&#039;assetto istituzionale maggiore rilevanza fu data al Parlamento europeo che ha assunto un ruolo più rilevante nella formazione degli atti giuridici e una maggiore rappresentività dei partiti politici. Alla commissione fu aumentata di 1 anno (da 4 a 5) la durata del suo mandato per uniformarla al resto del Parlamento,relativamente al consiglio si è intervenuto sui meccanismi decisionali per snellire le procedure allo scopo dichiarato di renderle più efficienti e democratiche:ciò ha favorito il ricordo alla &#039;&#039;maggioranza qualificata&#039;&#039;  per la maggior parte delle decisioni contemplate dalla procedura di codecisione e per tutte le decisioni adottate secondo la procedura di cooperazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altre modifiche di tipo istituzionale hanno riguardato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;La corte dei conti:&#039;&#039;&#039; incaricata di effettuare il controllo contabile e l&#039;esame del bilancio dell&#039;Unione e divenuta una istituzione europea con Maastricht&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;istituto monetario europeo:&#039;&#039;&#039; cui era affidato il compito di gestire il processo per l&#039;introduzione dell&#039;Euro e che avrebbe ceduto il passo alla banca centrale europea (BCE) con l&#039;effettiva circolazione della nuova moneta&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Il comitato delle regioni:&#039;&#039;&#039; nuovo organo a carattere consultivo composto dai rappresentanti degli enti regionali e con una struttura analoga a quella del già operante comitato economico e sociale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Amsterdam ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Firmato il 2 ottobre 1997 ed entrato in vigore il 1 maggio 1999 è il risultato di due anni di confronti e trattative nell&#039;ambito della conferenza dei rappresentati dei governi degli stati membri(iniziata nel maggio 1997 e terminata il 18 giugno 1997) la cui istituzione era già prevista dal trattato di Maastricht che nelle disposizioni finali invitava gli stati membri a convocare una conferenza intergovernativa (CIG) per la sua revisione.L&#039;obbiettivo,in primo luogo era il riassetto delle condizioni politiche e istituzionali dell&#039; Unione per affrontare le sfide del futuro nelle migliori condizioni tenendo conto della rapida evoluzione del quadro internazionale e dell&#039;adesione dei nuovi stati membri provenienti in particolare dall&#039;Europa orientale e alla globalizzazione dell&#039;economia e le sue ripercussioni sull&#039;occupazione,al terrorismo,alla criminalità internazionale,al traffico di stupefacenti,agli squilibri ecologici e ai rischi per la salute pubblica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ciò si è realizzato attraverso una modifica e una ridenominazione dei trattati UE e CE, intervenendo su quattro obiettivi fondamentali:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* porre l&#039;occupazione e i diritti dei cittadini come punto principale dell&#039;Unione&lt;br /&gt;
* eliminare gli ultimi ostacoli alla libera circolazione e rafforzare la sicurezza&lt;br /&gt;
* permettere all&#039;Europa di esercitare maggiore influenza sulla scena mondiale&lt;br /&gt;
* rendere più efficace l&#039;architettura istituzionale dell&#039;Unione&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con il trattato di Amsterdam si sono quindi rafforzati i poteri delle istituzioni europee,in particolare del Parlamento e posta una maggiore attenzione per il cittadino europeo attraverso misure per combattere la disoccupazione el&#039;esclusione sociale.Inoltre i considerazioni dei mutamenti economici e sociali intervenuti nel mercato dei prodotti e dei servizi la politica dei consumatori è diventata competenza dell&#039;Unione. Per quanto riguarda gli aspetti burocratici, in particolare i procedimenti decisionali c&#039; è stata una profonda revisione nel senso della semplificazione attraverso una estensione della procedura di codecisione a nuove materie e ampliando i casi in cui il consiglio può decidere a maggioranza qualificata invece che all&#039;unanimità Con Amsterdam il terzo pilastro non è stato cancellato ma è diventato un&#039;ambito politico-istituzionale che si occupa solo di cooperazione di polizia e giudiziari in materia penale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nonostante i nuovi ambiti di competenza introdotti i risultati raggiunti non sono apparsi soddisfacenti in particolare per quanto riguarda gli adeguamenti istituzionali in previsione di un&#039;allargamento dell&#039;Unione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Nizza ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Approvato dal consiglio europeo di Nizza l&#039;11 dicembre 2000 e firmato il 26 febbraio  2001 al termine di una lunga trattativa diplomatica è entrato in vigore il 1 febbraio 2003. Anche il trattato di Amsterdam prevedeva esattamente come il trattato di Maastricht in un protocollo allegato la possibilità di una revisione ad opera di una conferenza intergovernativa,che, in questo caso venne avviata il 14 febbraio 2000 allo scopo di adattare le istituzioni europee all&#039;acquisizione di nuovo membri avviando le riforme istituzionali che il trattato di Amsterdam non era riuscito a fare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le principali modifiche sono state:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;estensione del voto a maggioranza qualificata e una nuova ponderazione dei voti in seno al consiglio:&#039;&#039;&#039; lo scopo era evitare lo &amp;quot;stallo decisionale&amp;quot;,per cui si sono limitati i casi per cui un paese possa oppore un veto.Tuttavia alcuni paesi mantennero un veto nella possibilità di oppore un veto su alcuni settori(il Regno unito per fisco e sicurezza sociale,la Germania per asilo e immigrazione,la Spagna per i fondi strutturali e la Francia per l&#039;audiovisivo)&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;semplificazione delle procedure per l&#039;attivazione della cooperazione rafforzata:&#039;&#039;&#039; Il trattato di Amsterdam prevedeva la possibilità per gli stati membri di cooperare nell&#039;interesse dell&#039;unione anche qualora non tutti fossero disposti a parteciparvi nell&#039;immediato.Il trattato di Nizza ha consolidato questa procedura eliminando la facoltà per ogni membro di opporre un veto a una cooperazione rafforzata imponendo un minimo di otto stati per avviare una cooperazione  e prevedendo la possibilità di estendere il meccanismo alla politica estera e di sicurezza,esclusa però la difesa.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;riforma del sistema giurisdizionale&#039;&#039;&#039; dell&#039;unione,attraverso una nuova riapartizione di seggi nel parlamento europeo e l&#039;estensione della procedura di codecisione&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;la modifica della struttura delle istituzioni,&#039;&#039;&#039; in particolare per quanto riguarda la commissione europea.Il trattato statuì di limitare a partire dal 2005 la composzione della commissione assegnando un rappresentante a ogni stato membro.Furono anche rafforzati i poteri del presidente della commissione,consentendogli di decidere la suddivisione del portafogli e di porcedere a un rimpasto delle competenze durante il mandato. Fu inoltre rafforzato il ruolo di colegislatore del parlamento.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;modifica della procedura relativa alla constatazione di una grave violazione di uno stato membro,&#039;&#039;&#039; di uno o più principi fondamentali dell&#039;Unione.Il trattato ha introdotto una fase di preallarme che consente di intervenire con raccomandazioni qual&#039;ora c&#039; è l&#039; evidente rischio di violazione (non più quindi una violazione certa) dei principi fondamentali da parte di uno Stato. Prima di procedere in tal senso era prevista la possibilità di far intervenire personalità indipendenti al fine di presentare un rapporto sullo stato membro in questione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Allegati al trattato di Nizza si trovano anche protocolli addizionali e varie dichiarazioni adottare dalla conferenza intergovernativa.Importante fu la &#039;&#039;&#039;dichiarazione sul futuro dell&#039; unione&#039;&#039;&#039; nella quale gli stati membri auspicano al&#039;avvio di un dibattito più ampio e approfondito sul futuro dell&#039;Unione Europea.Essa individuava quattro grandi temi di riflessione:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;delimitazione delle competenze&#039;&#039;&#039; tra l&#039;unione Europea e gli stati membri,che rispecchi il principio di sussidarietà&lt;br /&gt;
* lo status della &#039;&#039;&#039;carta dei diritti fondamentali dell&#039;unione Europea,&#039;&#039;&#039; proclamata a Nizza&lt;br /&gt;
* la &#039;&#039;&#039;semplificazione dei trattati,&#039;&#039;&#039; al fine di renderli più chiari e meglio comprensibili senza modificarne la sostanza&lt;br /&gt;
* il ruolo &#039;&#039;&#039;dei parlamenti nazionali&#039;&#039;&#039; nell&#039;architettura europea&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre anche in questo caso viene prevista la possibilità di convocare nel 2004 una nuova conferenza intergovernativa per procedere a ulteriori revisioni e integrazioni&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Lisbona ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 2004, al termine di un lungo e complesso iter diplomatico, è stato approvato il Trattato che adotta una Costituzione per l&#039;Europa. Tuttavia, questo processo subì un&#039;arresto a seguito dell&#039;esito negativo dei referendum promossi in Francia e nei Paesi Bassi. A seguito di questa bocciatura si iniziò a parlare di fallimento costituzionale dell&#039;Europa, che portò a un nuovo periodo di riflessione in cui l&#039;Unione Europea dovette ripensare e in parte ridimensionare le proprie ambizioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ha avuto così inizio il cammino che avrebbe poi portato al Trattato di Lisbona, con il quale si abbandonò formalmente la Costituzione, pur mantenendone la sostanza. Dopo la bocciatura dei referendum, l&#039;unica strada percorribile risultò essere quella di uno strumento essenzialmente tecnico con un basso profilo politico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così, il 13 dicembre 2007, nella capitale portoghese, i capi di Stato e di governo degli Stati membri dell&#039;Unione firmarono il Trattato di Lisbona, che sarebbe entrato in vigore quasi due anni dopo, il 1° dicembre 2009.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vengono confermate alcune innovazioni già presenti nel quadro costituzionale, prima fra tutte la scomparsa della struttura a tre pilastri (Comunità europee, Politica estera e di sicurezza comune e Cooperazione di polizia giudiziaria in materia penale). Gli strumenti giuridici, un tempo indipendenti, vengono infatti unificati attraverso una sostanziale armonizzazione delle procedure e degli atti giuridici dell&#039;Unione, sebbene per il settore della Politica estera e di sicurezza comune (PESC) rimangano applicabili procedure specifiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La riforma ha inoltre ampliato le competenze dell&#039;Unione, estendendo l&#039;ambito di applicazione della procedura legislativa ordinaria e del voto a maggioranza qualificata. Questo processo è particolarmente evidente nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia, dove l&#039;Unione ha sviluppato politiche comuni in materia di asilo, immigrazione e controllo delle frontiere esterne. Tali politiche si fondano sui principi di solidarietà (intesa come equa ripartizione degli oneri di gestione tra gli Stati membri) e di equità (ovvero la parità di trattamento tra i cittadini di paesi terzi e quelli dell&#039;Unione Europea).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il nuovo assetto dell&#039;Unione Europea ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;articolo 47 del Trattato sull&#039;Unione Europea (TUE) stabilisce che l&#039;Unione Europea possiede personalità giuridica unica, semplificando in modo significativo l&#039;architettura istituzionale. In precedenza, il TUE e il Trattato che istituiva la Comunità Europea (TCE) facevano riferimento a due soggetti giuridici distinti (l&#039;Unione e la Comunità) e a due ordinamenti giuridici differenti (il diritto dell&#039;Unione e quello comunitario), i quali regolavano la complessa struttura articolata in tre pilastri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la riforma, il soggetto giuridico diventa unico – l&#039;Unione Europea – che acquisisce personalità giuridica anche sul piano internazionale, potendo così concludere accordi con Stati terzi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;articolo 1, paragrafo 3, TUE precisa inoltre che l&#039;Unione «sostituisce e succede alla Comunità europea», il cui richiamo all&#039;interno dei due trattati viene eliminato. Pertanto, l&#039;Unione Europea (UE) subentra alla Comunità europea (CE): quest&#039;ultima cessa formalmente di esistere, venendo assorbita dalla prima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il trattato di Lisbona è poi intervenuto in maniera rilevante sul quadro istituzionale dell&#039;Unione. In particolare:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;Parlamento europeo&#039;&#039;&#039; viene rafforzato grazie alle maggiori competenze in materia di bilancio,al ricorso della maggioranza qualificata in molti nuovi settori e sopratutto all&#039;estensione della procedura di codecisione che diventa la procedura legislativa ordinaria.In questo modo il Parlamento a sua volta eletto dai cittadini per mezzo delle elezioni europee si trova ora a operare in condizioni di parità con il consiglio (costituito dai capi di stato e governo degli stati membri) per quanto riguarda l&#039;attività legislativa,e quindi anche su temi come la libertà,la sicurezza e la giustizia&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;Consiglio dell&#039;Unione&#039;&#039;&#039; rimane un&#039;organo non permanente a formazione mutevole e a presidenza rotante. Il Trattato di Lisbona individua però per la prima volta due formazioni tipiche: Il consiglio affari generali che prepara le riunioni de consiglio europeo e il consiglio Affari esteri presieduto dall&#039;Alto rappresentante,che elabora l&#039;azione esterna dell&#039;unione secondo le linee definite dal consiglio europeo e ne assicura la coerenza.Per quanto riguarda il sistema di voto il consiglio delibera a maggioranza semplice tranne in alcuni casi in cui è richiesta la maggioranza qualificata.Dal 1 novembre 2014 è stato introdotto un complicato sistema di &amp;quot;doppia maggioranza&amp;quot;,basato sul 55% degli stati e sul 65% della popolazione:si tratta del riconoscimenti della doppia legittimità dell&#039;Unione(Stati e popoli). E&#039; inoltre possibile per un numero limitato di Stati manifestare una loro opposizione a una decisione eventualmente adottata dalla maggioranza e imporre al consiglio il riesame della questione.&lt;br /&gt;
* La &#039;&#039;&#039;commissione&#039;&#039;&#039; riceve una nuova ridenominazione (commissione europea),in seguito al Trattato di Lisbona riceve una più forte legittimazione democratica attraverso l&#039;eleggibilità parlamentare del presidente.Nel suo ambito viene inoltre istituito l&#039;Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza che riunisce le competenze attribuite precedentemente all&#039;Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune e al membro della commissione europea responsabile per le relazioni esterne,assumento il ruolo di vicepresidente della commissione. Si realizza così un legame orizzontale tra le politiche estere ed esterne dell&#039;Unione:in una prima veste L&#039;alto rappresentante guida la politica estera e di sicurezza dell&#039;Unione,agendo come &amp;quot;mandatario&amp;quot; del consiglio e presiedendone la formazione &amp;quot;Affari esteri&amp;quot;,nonchè contribuendo all&#039;elaborazione di questa politica tramite iniziativa autonoma;nella seconda veste p incaricato delle relazioni esterne con i paesi terzi e degli altri aspetti dell&#039;azione esterna dell&#039;Unione,comprese la cooperazione allo sviluppo e la cooperazione economica-finanziaria.Nell&#039;esercizio di entrambi di questi ruoli e funzioni potrà avvalersi del servizio europeo dell&#039;azione esterna,una diplomazia comune composta da funzionari della commissione,degli Stati membri e del segretariato del consiglio.L&#039;alto rappresentante è incaricato inoltre della coordinazione dell&#039;azione dell&#039;Unione con i paesi terzi e ha il potere di presentare al consiglio proposte in materia.Questa figura introduce quindi una maggiore flessibilità nella dialettica tra unità e diversità all&#039;interno dell&#039;Unione grazie alla possibilità di instaurare cooperazioni rafforzate attivabili con procedure più semplici&lt;br /&gt;
* La &#039;&#039;&#039;Corte di giustizia dell&#039;UE,&#039;&#039;&#039; non più corte di giustizia delle comunità europee,si compone della corte di giustizia stessa,del Tribunale (in precedenza denominato tribunale di primo grado) e da tribunali specializzati&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;consiglio europeo,&#039;&#039;&#039; in precedenza organo politico diventa un&#039;organo giuridico,integrato nei trattati e soggetto al controllo della corte di giustizia. Esso continua a svolgere funzioni di orientamento e di impulso politico, in particolare nell&#039;individuazione degli indirizzi strategici della politica dell&#039;Unione e nei casi previsti dal trattato può intervenire nell&#039;attività normativa pronunciandosi all&#039;unanimità o a maggioranza qualificata a seconda dei casi. E&#039; inoltre dotato di un presidente stabile con il compito di rappresentare l&#039;Unione in sede internazionale,nominato dallo stesso consiglio europeo per due anni e mezzo e rinnovabile una sola volta.In questa modo si è assicurata una certa continuità istituzionale all&#039;attività del consiglio europeo:in precedenza si applicava il metodo della rotazione,per cui la presidenza ruotava tra tutti i paesi membri ogni sei mesi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Trattato di Lisbona ha inoltre introdotto piccoli elementi di democrazia partecipativa. In particolare, attraverso la raccolta di un milione di firme, i cittadini possono presentare un&#039;iniziativa popolare alla Commissione, esortandola a elaborare proposte legislative da sottoporre al Consiglio dell&#039;Unione Europea nei settori di competenza dell&#039;Unione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tale meccanismo, tuttavia, non lede il diritto di iniziativa della Commissione, la quale conserva la facoltà di decidere discrezionalmente se accogliere o meno l&#039;invito a presentare proposte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Trattato prevede anche un maggiore coinvolgimento dei parlamenti nazionali nelle attività delle istituzione di Buxelles e Strasburgo,in particolare attraverso dei meccanismi informativi che permettono di essere tenuti al corrente degli atti adottati dalle istituzioni europee,delle domande di adesione di nuovi stati membri e della vigilanza del rispetto del principio di sussidarietà. I parlamenti nazionali possono poi partecipare alla revisione  dei trattati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Continuità o rottura? ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il trattato di Lisbona non sostituisce i vecchi trattati ma a differenza della costituzione europea si pone in continuità con essi limitandosi a emendarli.Esso fallisce nel suo intento di semplificare l&#039;architettura normativa europea anche alla luce dei numerosi protocolli e dichiarazioni allegati al testo,la cui natura è tutt&#039;altro che definita. A differenza del trattato costituzionale scompare la clausola di superiorità del diritto dell&#039;Unione su quello nazionale,anche se si tratta di un mero espediente retorico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le fonti del diritto UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il funzionamento dell&#039;architettura europea è disciplinato da un complesso sistema normativo al cui vertice si pongono le cosidette fonti primarie,costituite dai trattati istitutivi e dai principi generali di ordinamento dell&#039;Unione.Le fonti secondarie sono invece elencate nell&#039;art. 288 del TFUE,che distingue tra atti vincolanti(regolamenti,decisioni,direttive) e atti non vincolanti (raccomandazioni e pareri). Ci sono poi gli atti atipici,ossia quelli che incidono sul funzionamento dell&#039;Unione pur non essendo previsti dai trattati ( o comunque non presenti nell&#039;art. 288 del TFUE). Per poter aver effetto questi atti devono però essere dispiegati negli ordinamenti degli stati membri e laddove ci siano contrasti con il diritto nazionale a prevalere è la normativa europea in virtù del riconoscimento del principio del diritto dell&#039;Unione su quello nazionale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema dell&#039;Unione Europea presenta caratteri peculiari ed è fortemente influenzato dal modo in cui sono distribuiti i pubblici poteri. Ciò deriva dalla natura giuridica dell&#039;Unione, che è &#039;&#039;sui generis&#039;&#039;, ossia a metà strada tra un&#039;organizzazione internazionale classica e una federazione di Stati. Difatti, i governi dei paesi membri hanno limitato la propria sovranità, dando vita a un organismo giuridico indipendente, destinato a integrarsi con i diversi ordinamenti nazionali e in grado di incidere direttamente sulle situazioni giuridiche dei singoli cittadini.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ciò comporta che gli organi europei siano legittimati a emanare provvedimenti di carattere generale e individuale che entrano a far parte dell&#039;ordinamento degli Stati membri senza che sia necessario alcun atto di recepimento da parte delle autorità nazionali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre, a differenza di quanto accade negli ordinamenti statali, nel diritto dell&#039;Unione non esiste una vera e propria gerarchia delle fonti: tutti gli atti hanno formalmente pari forza. Il sistema delle fonti si ispira piuttosto a una concezione di tipo funzionale, dove a ogni politica o competenza è associata una determinata istituzione, chiamata a decidere secondo una specifica maggioranza o procedura, in base a quanto stabilito dall&#039;articolo di riferimento del trattato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Le fonti derivate:atti vincolanti e non vincolanti ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I trattati stabiliscono le competenze e le procedure per l&#039;adozione da parte delle istituzione europee di atti che si pongono al secondo livello del sistema giuridico europeo e costituiscono il diritto dell&#039;unione derivato.Questi sono posti in essere attraverso precisi processi deliberativi e destinati a incidere in modo rilevante sugli ordinamenti giuridici interni e sulle posizioni giuridiche dei singoli,talvolta anche senza un intervento formale del legislatore nazionale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le fonti derivate hanno la loro base giuridica nell&#039; art. 288 del TFUE che sancisce la tipologia degli atti a mezzo dei quali le istituzioni dell&#039;UE esercitano le loro competenze:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* il &#039;&#039;&#039;regolamento&#039;&#039;&#039; ha portata generale. E&#039; obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile a ciascuno degli stati membri&lt;br /&gt;
* la &#039;&#039;&#039;direttiva&#039;&#039;&#039; vincola lo stato membro a cui è rivolta per quanto riguarda il risultato da raggiungere,salvo restando la competenza degli organi nazionali in merito alla forma e ai mezzi&lt;br /&gt;
* la &#039;&#039;&#039;decisione&#039;&#039;&#039; è obbligatoria in tutti i suoi elementi. Se designa dei destinatari è obbligatoria soltanto nei confronti di questi.&lt;br /&gt;
* le &#039;&#039;&#039;raccomandazioni&#039;&#039;&#039; e i &#039;&#039;&#039;pareri&#039;&#039;&#039; non sono vincolanti&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La tipologia di atto da adottare è generalmente prescritta dalle varie disposizioni del trattato (es. art. 218 del TFUE che obbliga il consiglio ad adottare una decisione per autorizzare l&#039;avvio di negoziati di aoccordi internazionali) e in tal caso l&#039;indicazione è vincolante;laddove non ci sia una indicazione specifica,o sia disponibile un&#039;alternativa tra le disposizioni adottabili oppure vi sia una indicazione generica le istituzione possono scegliere l&#039;atto che ritengono più appropriato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Le procedure degli atti ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All’origine dell’Unione Europea, la funzione normativa era esercitata esclusivamente dai governi degli Stati membri, riuniti in seno al Consiglio. Questo assetto contrastava con il principio della separazione dei poteri proprio del diritto comunitario, ma rispecchiava la natura stessa dell’allora Comunità, configurata più come un’organizzazione di Stati che come una comunità di persone.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La prevalenza dell’elemento statale su quello individuale garantiva agli esecutivi nazionali una posizione predominante nei meccanismi decisionali dell’Unione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questa fase iniziale, il Parlamento europeo svolgeva una funzione meramente consultiva. Solo gradualmente si è passati a forme di collaborazione tra Parlamento e Consiglio, fino all’introduzione della procedura di codecisione. Quest’ultima, elevata a procedura legislativa generale dal Trattato di Amsterdam, ha posto le due istituzioni sullo stesso piano nell’adozione degli atti giuridici (oggi denominata procedura legislativa ordinaria).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tuttavia, il principio classico della separazione dei poteri, che costituisce un fondamento del diritto degli Stati membri, non trova piena applicazione nel quadro dell’Unione Europea. A esso si preferisce il principio dell’equilibrio istituzionale, in base al quale tutte le istituzioni partecipano in modo equilibrato al processo legislativo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le principali procedure decisionali sono disciplinate dall’articolo 289 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea (TFUE): la procedura legislativa ordinaria, la procedura legislativa speciale, la procedura di consultazione e la procedura di approvazione. Il criterio che determina il ricorso all’una o all’altra procedura è il diverso grado di coinvolgimento del Parlamento europeo e del Consiglio, a seconda che entrambe le istituzioni partecipino attivamente o che una di esse svolga un ruolo prevalente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se però in base all&#039;art. 16 del TUE Parlamente europeo e consiglio esercitano entrambi la funzione legislativa, secondo l&#039;art. 17  il monopolio dell&#039;iniziativa legislativa spetta alla commissione  europea che quindi esercita un ruolo esclusivo nell&#039;integrazione europea. Essa ha quindi un potere generale di iniziativa nella formazione degli atti dell&#039;UE,rappresentando quindi l&#039;interesse generale dell&#039;Unione Europea. Sono poi i trattati a stabilire quanto poi questo potere viene limitato e affidati a un gruppo di stati,al parlamento europeo,alla BCE,alla corte di giustizia o alla banca europea per gli investimenti,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le istituzioni dell&#039;UE ==&lt;br /&gt;
L’Unione europea si è evoluta da ordinamento settoriale a ordinamento a fini generali, perseguendo obiettivi politici nelle materie rientranti nelle competenze attribuite dai trattati. L’ampliamento delle sfere d’azione e della struttura organizzativa ha rafforzato le istituzioni europee, relegando in secondo piano il ruolo dei corpi amministrativi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In una fase iniziale, l’amministrazione agiva in modo analogo a quello delle altre organizzazioni internazionali, operando in una sorta di vuoto sociale che la portava a intrattenere rapporti prevalentemente con altri soggetti pubblici (nazionali o sovranazionali), trascurando invece il rapporto con l’elettorato. Il potere decisionale era attribuito in via esclusiva al Consiglio, mentre il Parlamento europeo esercitava soltanto funzioni di controllo. In tal modo, la Comunità europea governava, ma mancava una concreta attuazione delle politiche a livello delle amministrazioni nazionali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un’eccezione si riscontrava con riferimento alle organizzazioni professionali (sia dei datori di lavoro sia dei lavoratori) e ai procedimenti diretti a determinare gli indirizzi dell’azione delle istituzioni europee nei singoli settori, in particolare in quello agricolo e nel commercio con i paesi terzi. In questo contesto si è affermato il cosiddetto metodo comunitario, caratterizzato da processi decisionali fondati su ampie consultazioni con le parti interessate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una svolta significativa si è avuta con l’adozione dell’Atto relativo all’elezione dei rappresentanti all’Assemblea a suffragio universale diretto del 20 settembre 1976, che ha sostituito il precedente sistema di elezione indiretta basato su delegati designati dai parlamenti nazionali. Tale Atto ha introdotto regole uniformi per l’elezione, come il principio del voto unico e lo svolgimento contemporaneo delle elezioni in tutti gli Stati membri. In questo modo, il Parlamento ha acquisito una legittimazione diretta dal voto popolare, rafforzando e riequilibrando il proprio potere rispetto a quello del Consiglio, espressione della volontà dei governi degli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il mediatore europeo ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come rimedio alternativo ai problemi di carattere giurisdizionale, è stata introdotta la figura del Mediatore europeo. A tale organo possono rivolgersi i cittadini di uno Stato membro, nonché qualsiasi persona fisica o giuridica residente o avente sede in uno Stato dell’Unione, nei casi di cattiva amministrazione da parte delle istituzioni, degli organi o degli organismi europei, con esclusione della Corte di giustizia e del Tribunale nell’esercizio delle loro funzioni giurisdizionali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per “cattiva amministrazione” si intende sia l’omissione di un atto dovuto, sia l’adozione di comportamenti irregolari o illegittimi. Questa figura è stata introdotta con il Trattato di Maastricht, all’art. 195 del TCE (oggi art. 228 del TFUE). Il Mediatore è nominato dal Parlamento europeo, all’inizio di ogni legislatura, a scrutinio segreto e a maggioranza dei voti espressi; resta in carica fino all’insediamento del suo successore e il suo mandato è rinnovabile. È scelto tra cittadini che offrano garanzie di indipendenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le denunce devono essere presentate direttamente al Mediatore, oppure tramite un membro del Parlamento europeo, entro due anni dalla data in cui il soggetto è venuto a conoscenza del caso di cattiva amministrazione. Ricevuta la denuncia, il Mediatore avvia le indagini: nell’ambito dell’istruttoria, le istituzioni e gli organi dell’Unione sono tenuti a fornirgli tutte le informazioni necessarie, senza poter opporre obblighi di segretezza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qualora accerti un caso di cattiva amministrazione, il Mediatore informa l’istituzione interessata, che dispone di tre mesi per presentare le proprie osservazioni. All’esito di tale fase, egli può chiudere l’indagine con una decisione motivata oppure proseguirla. In quest’ultimo caso, può essere avviato un tentativo di conciliazione volto a risolvere la questione e a soddisfare il denunciante. Se tale tentati«La potenza sovietica, sotto la guida di Stalin, appariva temibile. […] La paura, di fronte a questa minaccia, contribuì potentemente a far comprendere agli Stati europei la loro condizione di debolezza irrimediabile. La coscienza dell’unità europea maturò più rapidamente: le divergenze tra gli Stati europei apparvero meno gravi del loro antagonismo con l’impero sovietico. […] La paura di Stalin, in particolare, contribuì potentemente a far uscire il mondo occidentale dal vicolo cieco in cui era stato spinto nei confronti della Germania.»vo non ha esito positivo, il Mediatore trasmette una relazione al Parlamento europeo — priva di effetti vincolanti per l’istituzione destinataria — nella quale espone i risultati delle indagini e formula eventuali raccomandazioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Mediatore presenta inoltre al Parlamento europeo una relazione annuale sull’attività svolta. I suoi atti non hanno carattere giuridicamente vincolante e il Parlamento esercita su di essi una valutazione di natura politica, che non si configura tuttavia come un controllo sui suoi doveri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Attualità e critiche ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Il pensiero marxista sulle istituzioni europee ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Russofobia ==&lt;br /&gt;
La russofobia non è un fenomeno recente né una semplice reazione emotiva. Come ricostruisce Guy Mettan in &#039;&#039;Russofobia. Mille anni di diffidenza&#039;&#039;, si tratta di un «male antico radicatosi nella coscienza europea già alla fine del XVI secolo»: nel 1591 il letterato inglese Philip Sydney descriveva i moscoviti come «nati-schiavi» che godono «nel vivere sotto la tirannia». Nel corso dei secoli, questo pregiudizio ha assunto forme diverse — religiosa, geopolitica, ideologica — fino a cristallizzarsi nell&#039;immagine della Russia come «anti-Europa», un impero-nazione separato e opposto ai valori della civiltà classica e cristiana.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo il 1945, la russofobia è diventata un fattore politico operativo. La Guerra Fredda ha trasformato la diffidenza storica verso la Russia in una struttura portante del discorso pubblico occidentale, e l&#039;URSS è stata rappresentata come una minaccia esistenziale per l&#039;Europa libera. In questo contesto, il sentimento antirusso non è rimasto confinato alla propaganda: è entrato nei documenti dei padri fondatori dell&#039;Europa unita, contribuendo a definire i confini ideologici del progetto comunitario.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La dichiarazione di Spinelli del 1953 ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il documento chiave è il &#039;&#039;Rapport politique&#039;&#039; che Altiero Spinelli presentò al Secondo Congresso de L&#039;Aja del Mouvement Européen, tenutosi dall&#039;8 al 10 ottobre 1953. In quel rapporto, Spinelli analizza esplicitamente il nesso tra Guerra Fredda e unità europea, e lo fa in termini che oggi appaiono sorprendentemente espliciti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella sezione dedicata alla «congiuntura politica internazionale», Spinelli scrive che la Guerra Fredda ha avuto «conseguenze positive e negative» per la causa dell&#039;unità europea. Tra le conseguenze positive, elenca:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«La puissance soviétique, sous la direction de Staline, apparaissait redoutable. […] La peur, devant cette menace, a contribué puissamment à faire comprendre aux Etats européens leur condition de faiblesse irrémédiable. La conscience de l&#039;unité européenne a mûri plus rapidement : les divergences entre les Etats européens sont apparues moins graves que leur antagonisme avec l&#039;empire soviétique. […] La peur de Staline a, en particulier, puissamment contribué à faire sortir le monde occidental de l&#039;impasse où il était acculé à l&#039;égard de l&#039;Allemagne.»&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«La potenza sovietica, sotto la guida di Stalin, appariva temibile. […] La paura, di fronte a questa minaccia, contribuì potentemente a far comprendere agli Stati europei la loro condizione di debolezza irrimediabile. La coscienza dell’unità europea maturò più rapidamente: le divergenze tra gli Stati europei apparvero meno gravi del loro antagonismo con l’impero sovietico. […] La paura di Stalin, in particolare, contribuì potentemente a far uscire il mondo occidentale dal vicolo cieco in cui era stato spinto nei confronti della Germania.»&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il passaggio è decisivo per almeno tre ragioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Primo: la paura dell&#039;URSS come motore dell&#039;integrazione&#039;&#039;&#039;. Spinelli non presenta l&#039;unità europea come un ideale nato esclusivamente da una scelta positiva di pace e cooperazione. Al contrario, ammette che la minaccia sovietica ha reso «più rapida» la maturazione della coscienza europea, perché ha reso evidente che le divisioni tra Stati europei erano meno gravi del loro antagonismo con l&#039;«impero sovietico». L&#039;unità nasce, in questa lettura, anche come reazione a un pericolo esterno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Secondo: la Russia come «anti-Europa».&#039;&#039;&#039; In altri scritti dello stesso periodo, Spinelli sviluppa l&#039;idea che la Russia non appartenga allo «spirito europeo» e che la sua esclusione dall&#039;unione continentale sia necessaria. La Germania, al contrario, è «essenziale all&#039;unione continentale» proprio perché la sua cultura è inscindibile da quella europea; la Russia, invece, è concepita come un&#039;entità separata, un impero-nazione con una tradizione politica e spirituale altra. Questa distinzione non è solo descrittiva: fonda una geografia politica dell&#039;Europa che esclude la Russia per definizione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Terzo: la guerra contro l&#039;URSS come orizzonte possibile&#039;&#039;&#039;.Esiste una citazione attribuita a Spinelli nel diario europeo il 12 aprile 1953 in cuì diventano più evidenti le strategie nascoste dietro la nascita dell&#039;Unione Europea &amp;quot;&#039;&#039;Per quanto non si possa dire pubblicamente,il fatto che l&#039;Europa per nascere,ha bisogno di una forte tensione Russo-americana,e non della distensione,così come per consolidarsi,essa avrà bisogno,di una guerra contro l&#039;Unione Sovietica,da saper fare al momento buono&#039;&#039;&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;in A.Spinelli,Diario Europeo&lt;br /&gt;
(1948-1969),Il Mulino,1989,p.175&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;blockquote&amp;gt;&amp;lt;/blockquote&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Europa]] [[Categoria:Organizzazioni intergovernative]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Unione_europea&amp;diff=7015</id>
		<title>Unione europea</title>
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		<updated>2026-09-14T09:32:51Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari: /* La dichiarazione di Spinelli del 1953 */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{S}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;div align=center&amp;gt;&lt;br /&gt;
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|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot; colspan=&amp;quot;2&amp;quot; |&amp;lt;center&amp;gt;&#039;&#039;&#039;Unione Europea&#039;&#039;&#039;&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
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|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Nome Ufficiale&#039;&#039;&#039;  || | &lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Britannica.png|20px|bordo]] European Union&amp;lt;ref&amp;gt;Il Regno Unito non fa più parte dell&#039;Unione Europea, la bandiera britannica è qui utilizzata per indicare la lingua inglese.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Tedesca.png|20px|bordo]] Europäische Union&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Francese.png|20px|bordo]] Union européenne&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Italiana.png|20px|bordo]] Unione europea&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Abbreviazione&#039;&#039;&#039;  || | &lt;br /&gt;
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|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Fondazione&#039;&#039;&#039;  || | 25 marzo 1957 (CEE), 7 febbraio 1992 (ufficiale)&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Causa&#039;&#039;&#039;  || | [[Trattato di Roma]], [[Trattato di Maastricht]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Inno&#039;&#039;&#039;  || | Inno alla Gioia&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
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|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Sedi&#039;&#039;&#039;  || |&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Belga.png|20px|bordo]] [[Bruxelles]], [[Belgio]]&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Lussemburghese.png|20px|bordo]] [[Lussemburgo]], [[Lussemburgo]]&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Francese.png|20px|bordo]] [[Strasburgo]], [[Francia]]&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Tedesca.png|20px|bordo]] [[Francoforte sul Meno]], [[Germania]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Presidente della Commissione&#039;&#039;&#039;  || | [[File:Bandiera Tedesca.png|20px|bordo]] [[Ursula Von der Leyen]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! colspan=2 style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&amp;lt;center&amp;gt;Dati geografici&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;[[Continente]]&#039;&#039;&#039;  || | [[Europa]], con territori appartenenti agli stati membri situati in [[Africa]] ed in [[America]] (regioni ultraperiferiche).&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Superficie&#039;&#039;&#039;  || | 4 233 262 km²&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Popolazione&#039;&#039;&#039;  || | 446 834 578 ab.&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Densità&#039;&#039;&#039;  || | 105,5 ab./km²&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Lingua ufficiale&#039;&#039;&#039;  || | 24 lingue&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
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|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Valuta&#039;&#039;&#039;  || | [[Euro (valuta|Euro]] (ufficiale in 21 paesi), [[Corona ceca]], [[Corona danese]], [[Zloty polacco]], [[Corona svedese]], [[Leu romeno]], [[Fiorino ungherese]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
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|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;TLD&#039;&#039;&#039;  || | .eu&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;unione europea è un&#039;istituzione politica sovranazionale dotata di personalità giuridica all&#039;interno del [[diritto internazionale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Principi e fondamenti giuridici ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;Unione europea è un&#039;organizzazione sovranazionale fondata su un insieme di principi politici e giuridici che regolano i rapporti tra gli Stati membri e le istituzioni comuni. Il suo ordinamento giuridico si è sviluppato progressivamente a partire dalla seconda metà del XX secolo con l’obiettivo dichiarato di promuovere la cooperazione economica, politica e sociale tra i paesi europei, garantendo al contempo stabilità, pace e tutela dei diritti fondamentali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I fondamenti giuridici dell&#039;Unione europea sono contenuti principalmente nei trattati istitutivi, che costituiscono la base dell’intero sistema normativo europeo. Questi trattati sono il risultato di un lungo processo di integrazione, iniziato con il Trattato di Roma del 1957 e successivamente sviluppato attraverso varie riforme, tra cui il Trattato di Maastricht del 1992 e il Trattato di Lisbona del 2007.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da sempre è dibattuta la natura dell’ordinamento giuridico europeo. Tuttavia, con la riforma introdotta dal Trattato di Lisbona è venuta meno la distinzione tra Comunità europea e Unione europea, che sono confluite in un’unica entità. L’Unione europea sostituisce e succede alla Comunità europea, acquisendo una personalità giuridica unica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo alcuni studiosi dei sistemi costituzionali, l’ordinamento giuridico nato in seno alle istituzioni comunitarie rappresenterebbe una sorta di ordinamento federativo di origine associativa e a struttura paritaria. La sua caratteristica fondamentale consiste nel collegare, attraverso vincoli permanenti, le parti costitutive dell’Unione, consentendo al contempo a queste ultime di conservare la propria autonomia e sovranità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altri studiosi hanno invece posto l’accento sul fatto che il processo di integrazione europea sia legato alla nascita di una struttura imperniata, in larga parte, sulla libera azione degli operatori economici e, per la restante parte, su meccanismi di natura pubblicistica. Tale impostazione attribuisce particolare rilievo a un approccio di tipo funzionalista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uno dei principi fondamentali dell’ordinamento giuridico dell’Unione è il principio di attribuzione delle competenze. In base a questo principio, l’Unione può esercitare solo le competenze che gli Stati membri le hanno esplicitamente conferito attraverso i trattati. Tutte le competenze non attribuite all’Unione restano pertanto agli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altri principi come quello di principi di sussidiarietà e proporzionalità si sono sviluppati progressivamente nel corso del tempo, ma sono stati formalmente inseriti nei trattati negli anni Novanta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[principio di sussidarietà]] iniziò a comparire nel dibattito sull’integrazione europea già negli anni Settanta. Una prima formulazione esplicita si trova nel Rapporto Tindemans del 1975, che proponeva di attribuire alle istituzioni europee soltanto quelle competenze che gli Stati membri non erano in grado di esercitare efficacemente da soli. Successivamente il concetto fu ripreso in diversi progetti di riforma istituzionale negli anni Ottanta. Tuttavia, esso venne formalmente introdotto nel diritto dell’Unione europea con il Trattato di Maastricht del 1992, che lo inserì tra i principi fondamentali per regolare la ripartizione delle competenze tra l’Unione e gli Stati membri. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il principio di proporzionalità, invece, ha origini leggermente precedenti nel diritto comunitario. Esso era già stato elaborato nella giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea negli anni Settanta come criterio per controllare che le istituzioni comunitarie non adottassero misure eccessive rispetto agli obiettivi perseguiti. Anche questo principio fu poi riconosciuto esplicitamente nei trattati e consolidato con il Trattato di Maastricht del 1992, insieme al principio di sussidiarietà.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema giuridico dell’Unione europea si caratterizza inoltre per alcune peculiarità che lo distinguono dal diritto internazionale tradizionale. In particolare, la giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea ha affermato due principi fondamentali: il principio del primato del diritto dell’Unione e quello dell’effetto diretto. Il primato stabilisce che, in caso di conflitto, le norme del diritto dell’Unione prevalgono su quelle nazionali degli Stati membri. L’effetto diretto, invece, consente ai cittadini di invocare alcune norme europee direttamente davanti ai giudici nazionali senza la necessità di un recepimento nella legislazione interna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Storia ==&lt;br /&gt;
La fine della Seconda guerra mondiale vide l&#039;Europa fare i conti non solo con milioni di morti, ma anche con un&#039;economia in crisi, in un contesto geopolitico in cui gli [[Stati Uniti d&#039;America]] e l&#039;[[Unione Sovietica]] erano risultate le principali vincitrici del conflitto. Alcuni intellettuali, politici e statisti, tra cui Robert Schuman (ministro degli Esteri francese), Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer (rispettivamente capi del governo italiano e tedesco), avviarono una strategia tesa all&#039;unificazione dell&#039;Europa. L&#039;obiettivo principale era impedire il riprodursi di situazioni politiche, economiche e militari che avevano portato il mondo al disastro della guerra. Si sottolineava, in particolare, la necessità di ricucire lo stretto legame tra Francia e Germania, che fino ad allora erano state al centro della &amp;quot;patologia&amp;quot; dei rapporti tra i paesi europei.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All&#039;origine fu soprattutto un accordo di tipo economico: Robert Schuman propose di mettere l&#039;insieme della produzione franco-tedesca di carbone e acciaio sotto un&#039;alta autorità comune, nel quadro di un&#039;organizzazione alla quale avrebbero poi potuto aderire anche altri paesi. La dichiarazione rappresentò così l&#039;inizio del processo di cooperazione tra gli Stati europei, sebbene all&#039;inizio si trattasse soltanto di un&#039;unione di Stati e di cooperazione organizzativa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sorsero non solo diverse organizzazioni che operavano senza un reale collegamento tra loro, come l&#039;OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), l&#039;UEO (Unione europea occidentale) e la NATO (Organizzazione del Trattato dell&#039;Atlantico del Nord), ma anche le Comunità europee: dapprima, con il Trattato di Parigi, la CECA (Comunità europea del carbone e dell&#039;acciaio); quindi la CEE (Comunità economica europea) e la CEEA o EURATOM (Comunità europea dell&#039;energia atomica), entrambe nate il 25 marzo 1957 con la firma dei Trattati di Roma.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;accordo istitutivo della CECA scadeva dopo 50 anni dalla sua entrata in vigore, il 23 luglio 2002. A quella data, gli Stati membri hanno deciso di non rinnovarlo: l&#039;organizzazione si è quindi sciolta e le relative competenze sono state trasferite all&#039;Unione Europea. L&#039;EURATOM, invece, è ancora formalmente operante, sebbene svolga un ruolo marginale rispetto all&#039;Unione, pur non essendo giuridicamente assorbita da quest&#039;ultima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare, la creazione della Comunità economica europea,alla quale fu assegnato il compito di promuovere, mediante l&#039;instaurazione di un mercato comune e il graduale ravvicinamento delle politiche economiche degli Stati membri, uno sviluppo armonioso delle attività economiche nell&#039;insieme delle Comunità (art. 2 TCEE),segna il reale passaggio dalla cooperazione all&#039;integrazione. Per la prima volta venne introdotto un organo dotato di ampia indipendenza deliberativa rispetto agli Stati membri e con forti poteri decisionali nei confronti delle imprese del settore, eliminando le barriere commerciali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Successivamente, con il Trattato di Bruxelles del 1965, si creò il primo scheletro delle istituzioni così come sono oggi. Ciò avvenne fondendo gli esecutivi in un&#039;unica Commissione e un unico Consiglio, oltre a istituire un bilancio unico per le tre Comunità. L&#039;unificazione riguardava però solo gli organi, non le competenze, che restavano distinte: le Comunità continuavano infatti a esercitare poteri differenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== I trattati istitutivi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il trattato di Roma ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la firma del Trattato di Roma Francia,Germania,Italia,Belgio,Olanda e Lussemburgo posero la prima pietra della costruzione dell&#039;Unione Europea attraverso l&#039;istituzione della comunità economica europea. Questo trattato era costituito da 240 articoli,suddiviso in sei parti distinte e preceduto da un preambolo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* la prima parte era dedicata ai principi che avevano ispirato la comunità economica europea attraverso il mercato comune,l&#039;unione doganale e le politiche comuni;&lt;br /&gt;
* la secondo parte riguardava i fondamenti della comunità;essa comprendeva quattro titoli rispettivamente alla libera circolazione delle merci,all&#039;agricoltura ,alla libera circolazione delle persone,dei servizi e dei capitali e dei trasporti.&lt;br /&gt;
* la terza parte riguardava le politiche comuni e comprendeva quattro titoli relativi alle norme comuni,alla politica economica,alla politica sociale e alla banca europea degli investimenti;&lt;br /&gt;
* la quarta parte era dedicata all&#039;associazione dei paesi e dei territori d&#039;oltremare&lt;br /&gt;
* la quinta riguardava le istituzioni e includeva un titolo sulle disposizioni istituzionali e un&#039;altro sulle disposizioni finanziarie&lt;br /&gt;
* l&#039;ultima parte erano delle disposizioni generali e finali&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;intenzione degli Stati firmatari era di creare un mercato comune in cui fosse garantita una libera circolazione dei prodotti (merci e servizi) e dei fattori produttivi (capitale e lavoro), così da eliminare ogni barriera protezionistica e garantire agli Stati maggiori possibilità di espansione. In vista di questo obiettivo furono garantite quattro libertà fondamentali: la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A livello di politica economica, ciò si concretizzò in un regime liberista improntato al principio del mercato aperto e della libera concorrenza, senza il quale la libera circolazione non si sarebbe mai potuta attuare. Questi obbiettivi economici si sono poi realizzati in diverse tappe:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Unione doganale:&#039;&#039;&#039; avviata dal primo luglio 1968 ha comportato la soppressione dei dazi doganali all&#039;interno dell&#039;alora comunità e l&#039;applicazione di una tariffa doganale comune (TDC) applicata alle importazioni dei paesi terzi. Le restrizioni quantitative agli scambi sono state abolite il 31 dicembre 1960 tranne per quelle agricole dove le restrizioni sono state mantenute fino al 1974;&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Accordo di Shengen:&#039;&#039;&#039; è ciò che ha permesso l&#039;effettiva liberalizzazione della circolazione delle persone e la soppressione dei controlli alle frontiere interne tra gli Stati membri, in seguito alla firma avvenuta il 18 giugno 1985 tra Francia, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo e Germania. Successivamente hanno aderito anche gli altri paesi dell&#039;Unione Europea, sebbene attualmente ne siano momentaneamente esclusi Cipro, Croazia, Bulgaria e Romania, che dovrebbero entrare nei prossimi anni. Allo spazio Schengen hanno inoltre aderito anche paesi non UE come Norvegia, Svizzera, Islanda e Liechtenstein, mentre non ne fanno parte Irlanda e Regno Unito.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Atto unico europeo(AUE):&#039;&#039;&#039; fu firmato a Lussemburgo il 17 febbraio 1986 da nove Stati membri e il 28 febbraio 1986 da Danimarca, Italia e Grecia. Esso entrò in vigore il 1° luglio 1987 con l&#039;obiettivo di rilanciare il processo di costruzione europea e realizzare il mercato interno. L&#039;Atto Unico riprese alcuni temi che erano stati oggetto di precedenti trattative internazionali, riguardanti in particolare gli aspetti istituzionali e le politiche europee. Vennero modificati alcuni elementi del Trattato di Roma, attribuendo al Parlamento europeo un ruolo più incisivo e alla Commissione quello di mediatore tra Parlamento e Consiglio nello sviluppo della procedura di cooperazione (ex art. 252 del Trattato CE, antecedente al Trattato di Lisbona).  Tali modifiche valorizzarono il ruolo del Parlamento, assegnandogli il potere di pronunciarsi sull&#039;ammissione di nuovi Stati membri e di concludere accordi con associazioni di paesi terzi e con organizzazioni internazionali.  L&#039;Atto Unico Europeo sancì inoltre l&#039;esistenza del Consiglio europeo, pur senza precisarne compiutamente le competenze, istituzionalizzando di fatto i vertici periodici tra i capi di Stato e di governo.Furono inoltre gettate le basi del Tribunale di primo grado, con l&#039;obiettivo di snellire il carico di lavoro della Corte di Giustizia europea e di introdurre un doppio grado di giudizio, analogamente a quanto avviene nelle giurisdizioni nazionali.Inoltre, l&#039;Atto ha ampliato gli ambiti di competenza della Comunità, offrendo una base giuridica per l&#039;azione comune in settori quali il mercato interno, la politica monetaria, la politica sociale, l&#039;ambiente e la ricerca scientifica e tecnologica. Particolare rilievo venne attribuito alla convergenza delle politiche economiche e monetarie (art. 102A del TCE, introdotto dall&#039;Atto Unico Europeo). Per quanto riguarda la coesione economica e sociale, furono invece adottate politiche strutturali volte a ridurre il divario esistente tra le diverse regioni, al fine di colmare il ritardo di quelle più svantaggiate. Gli strumenti operativi individuati per raggiungere tale obiettivo furono i fondi strutturali. Pur rappresentando una tappa fondamentale nel processo di integrazione europea, l&#039;Atto evidenziò come per arrivare a un&#039;autentica Unione Europea fossero necessarie ulteriori riforme istituzionali, preparando il terreno per il successivo Trattato di Maastricht&lt;br /&gt;
=== Il trattato dell&#039; Unione Europea (o trattato di Maastricht) ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fu firmato a Maastricht il 7 febbraio 1992 dai 12 paesi che costituivano la comunità europea ed è entrato in vigore il 1 novembre 1993,è considerato la tappa decisiva per l&#039;affermazione politica-istituzionale dell&#039;Europa,sancendo la nascita dell&#039;Unione Europea.La conseguenza è stata una più larga cessione volontaria da parte degli stati-nazione membri di sovranità con l&#039;obbiettivo di favorire il potenziamento economico e una maggiore integrazione politica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare il trattato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;ha creato una nuova struttura a 3 pilastri:&#039;&#039;&#039; il primo pilastro è costituito dall&#039;ordinamento comunitario ereditando le disposizioni previste dal trattato istitutivo della comunità europea,e quindi di tutte le organizzazione precedentemente create (CECA e EURATOM).Le principali modifiche riguardano principalmente l&#039;apparato istituzionale,ampliamento e rafforzamento di competenze,introducendo anche il principio di sussidarietà.Il secondo pilastro regolato dal titolo V del trattato istituisce una politica comune nei settori della politica estera e della sicurezza (PESC) dove i governi degli stati membri adottano una cooperazione sistematica e azioni comuni.Infine, il terzo pilastro, disciplinato dal Titolo VI del Trattato, era volto alla cooperazione nei settori della giustizia e degli affari interni (CGAI), che fino ad allora era stata condotta in modo occasionale e informale tra gli Stati membri. L&#039;obiettivo enunciato nel preambolo era &amp;quot;garantire la libera circolazione delle persone, assicurando nel contempo la sicurezza dei loro popoli&amp;quot;.Per realizzare questo obiettivo furono individuate questioni di interesse comune, quali la politica di asilo, l&#039;immigrazione e la cooperazione giudiziaria in materia civile e penale. La loro trattazione rimaneva tuttavia di esclusiva competenza degli Stati membri, sebbene fosse prevista la possibilità di un successivo trasferimento all&#039;Unione. In particolare, il Trattato di Maastricht ha rappresentato un passo in avanti rispetto all&#039;Accordo di Schengen, prevedendo la possibilità di elaborare politiche comuni in materia di immigrazione e di trattamento dei cittadini di paesi terzi. A tal fine fu adottata la logica intergovernativa, nella quale il principio di unanimità riveste un ruolo centrale per l&#039;adozione di qualsiasi provvedimento.  Questa struttura a tre pilastri rappresentò un compromesso tra gli Stati membri: da un lato, coloro che desideravano un contesto giuridico unitario; dall&#039;altro, quelli che intendevano salvaguardare il potere decisionale nazionale. Se per il primo pilastro fu mantenuto il metodo comunitario,per il secondo e il terzo fu adottato il metodo intergovernativo.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;sei nuovi settori:&#039;&#039;&#039; nuove politiche comuni (reti transeuropee,politica industriale,tutela dei consumatori,istruzione e formazione professionale,gioventù e cultura).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;unione monetaria:&#039;&#039;&#039; sono stati fissati i principi e le disposizioni per l&#039;introduzione dell&#039;Euro&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;procedura di codecisione:&#039;&#039;&#039; ciò che era stato già ideato nell&#039;AUE viene disciplinato,con questo trattato il Parlamento europeo viene assegnato il potere di adottare una serie di atti congiuntamente con il consiglio dell&#039;Unione Europea;&lt;br /&gt;
Per quanto riguarda l&#039;assetto istituzionale maggiore rilevanza fu data al Parlamento europeo che ha assunto un ruolo più rilevante nella formazione degli atti giuridici e una maggiore rappresentività dei partiti politici. Alla commissione fu aumentata di 1 anno (da 4 a 5) la durata del suo mandato per uniformarla al resto del Parlamento,relativamente al consiglio si è intervenuto sui meccanismi decisionali per snellire le procedure allo scopo dichiarato di renderle più efficienti e democratiche:ciò ha favorito il ricordo alla &#039;&#039;maggioranza qualificata&#039;&#039;  per la maggior parte delle decisioni contemplate dalla procedura di codecisione e per tutte le decisioni adottate secondo la procedura di cooperazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altre modifiche di tipo istituzionale hanno riguardato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;La corte dei conti:&#039;&#039;&#039; incaricata di effettuare il controllo contabile e l&#039;esame del bilancio dell&#039;Unione e divenuta una istituzione europea con Maastricht&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;istituto monetario europeo:&#039;&#039;&#039; cui era affidato il compito di gestire il processo per l&#039;introduzione dell&#039;Euro e che avrebbe ceduto il passo alla banca centrale europea (BCE) con l&#039;effettiva circolazione della nuova moneta&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Il comitato delle regioni:&#039;&#039;&#039; nuovo organo a carattere consultivo composto dai rappresentanti degli enti regionali e con una struttura analoga a quella del già operante comitato economico e sociale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Amsterdam ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Firmato il 2 ottobre 1997 ed entrato in vigore il 1 maggio 1999 è il risultato di due anni di confronti e trattative nell&#039;ambito della conferenza dei rappresentati dei governi degli stati membri(iniziata nel maggio 1997 e terminata il 18 giugno 1997) la cui istituzione era già prevista dal trattato di Maastricht che nelle disposizioni finali invitava gli stati membri a convocare una conferenza intergovernativa (CIG) per la sua revisione.L&#039;obbiettivo,in primo luogo era il riassetto delle condizioni politiche e istituzionali dell&#039; Unione per affrontare le sfide del futuro nelle migliori condizioni tenendo conto della rapida evoluzione del quadro internazionale e dell&#039;adesione dei nuovi stati membri provenienti in particolare dall&#039;Europa orientale e alla globalizzazione dell&#039;economia e le sue ripercussioni sull&#039;occupazione,al terrorismo,alla criminalità internazionale,al traffico di stupefacenti,agli squilibri ecologici e ai rischi per la salute pubblica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ciò si è realizzato attraverso una modifica e una ridenominazione dei trattati UE e CE, intervenendo su quattro obiettivi fondamentali:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* porre l&#039;occupazione e i diritti dei cittadini come punto principale dell&#039;Unione&lt;br /&gt;
* eliminare gli ultimi ostacoli alla libera circolazione e rafforzare la sicurezza&lt;br /&gt;
* permettere all&#039;Europa di esercitare maggiore influenza sulla scena mondiale&lt;br /&gt;
* rendere più efficace l&#039;architettura istituzionale dell&#039;Unione&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con il trattato di Amsterdam si sono quindi rafforzati i poteri delle istituzioni europee,in particolare del Parlamento e posta una maggiore attenzione per il cittadino europeo attraverso misure per combattere la disoccupazione el&#039;esclusione sociale.Inoltre i considerazioni dei mutamenti economici e sociali intervenuti nel mercato dei prodotti e dei servizi la politica dei consumatori è diventata competenza dell&#039;Unione. Per quanto riguarda gli aspetti burocratici, in particolare i procedimenti decisionali c&#039; è stata una profonda revisione nel senso della semplificazione attraverso una estensione della procedura di codecisione a nuove materie e ampliando i casi in cui il consiglio può decidere a maggioranza qualificata invece che all&#039;unanimità Con Amsterdam il terzo pilastro non è stato cancellato ma è diventato un&#039;ambito politico-istituzionale che si occupa solo di cooperazione di polizia e giudiziari in materia penale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nonostante i nuovi ambiti di competenza introdotti i risultati raggiunti non sono apparsi soddisfacenti in particolare per quanto riguarda gli adeguamenti istituzionali in previsione di un&#039;allargamento dell&#039;Unione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Nizza ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Approvato dal consiglio europeo di Nizza l&#039;11 dicembre 2000 e firmato il 26 febbraio  2001 al termine di una lunga trattativa diplomatica è entrato in vigore il 1 febbraio 2003. Anche il trattato di Amsterdam prevedeva esattamente come il trattato di Maastricht in un protocollo allegato la possibilità di una revisione ad opera di una conferenza intergovernativa,che, in questo caso venne avviata il 14 febbraio 2000 allo scopo di adattare le istituzioni europee all&#039;acquisizione di nuovo membri avviando le riforme istituzionali che il trattato di Amsterdam non era riuscito a fare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le principali modifiche sono state:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;estensione del voto a maggioranza qualificata e una nuova ponderazione dei voti in seno al consiglio:&#039;&#039;&#039; lo scopo era evitare lo &amp;quot;stallo decisionale&amp;quot;,per cui si sono limitati i casi per cui un paese possa oppore un veto.Tuttavia alcuni paesi mantennero un veto nella possibilità di oppore un veto su alcuni settori(il Regno unito per fisco e sicurezza sociale,la Germania per asilo e immigrazione,la Spagna per i fondi strutturali e la Francia per l&#039;audiovisivo)&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;semplificazione delle procedure per l&#039;attivazione della cooperazione rafforzata:&#039;&#039;&#039; Il trattato di Amsterdam prevedeva la possibilità per gli stati membri di cooperare nell&#039;interesse dell&#039;unione anche qualora non tutti fossero disposti a parteciparvi nell&#039;immediato.Il trattato di Nizza ha consolidato questa procedura eliminando la facoltà per ogni membro di opporre un veto a una cooperazione rafforzata imponendo un minimo di otto stati per avviare una cooperazione  e prevedendo la possibilità di estendere il meccanismo alla politica estera e di sicurezza,esclusa però la difesa.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;riforma del sistema giurisdizionale&#039;&#039;&#039; dell&#039;unione,attraverso una nuova riapartizione di seggi nel parlamento europeo e l&#039;estensione della procedura di codecisione&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;la modifica della struttura delle istituzioni,&#039;&#039;&#039; in particolare per quanto riguarda la commissione europea.Il trattato statuì di limitare a partire dal 2005 la composzione della commissione assegnando un rappresentante a ogni stato membro.Furono anche rafforzati i poteri del presidente della commissione,consentendogli di decidere la suddivisione del portafogli e di porcedere a un rimpasto delle competenze durante il mandato. Fu inoltre rafforzato il ruolo di colegislatore del parlamento.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;modifica della procedura relativa alla constatazione di una grave violazione di uno stato membro,&#039;&#039;&#039; di uno o più principi fondamentali dell&#039;Unione.Il trattato ha introdotto una fase di preallarme che consente di intervenire con raccomandazioni qual&#039;ora c&#039; è l&#039; evidente rischio di violazione (non più quindi una violazione certa) dei principi fondamentali da parte di uno Stato. Prima di procedere in tal senso era prevista la possibilità di far intervenire personalità indipendenti al fine di presentare un rapporto sullo stato membro in questione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Allegati al trattato di Nizza si trovano anche protocolli addizionali e varie dichiarazioni adottare dalla conferenza intergovernativa.Importante fu la &#039;&#039;&#039;dichiarazione sul futuro dell&#039; unione&#039;&#039;&#039; nella quale gli stati membri auspicano al&#039;avvio di un dibattito più ampio e approfondito sul futuro dell&#039;Unione Europea.Essa individuava quattro grandi temi di riflessione:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;delimitazione delle competenze&#039;&#039;&#039; tra l&#039;unione Europea e gli stati membri,che rispecchi il principio di sussidarietà&lt;br /&gt;
* lo status della &#039;&#039;&#039;carta dei diritti fondamentali dell&#039;unione Europea,&#039;&#039;&#039; proclamata a Nizza&lt;br /&gt;
* la &#039;&#039;&#039;semplificazione dei trattati,&#039;&#039;&#039; al fine di renderli più chiari e meglio comprensibili senza modificarne la sostanza&lt;br /&gt;
* il ruolo &#039;&#039;&#039;dei parlamenti nazionali&#039;&#039;&#039; nell&#039;architettura europea&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre anche in questo caso viene prevista la possibilità di convocare nel 2004 una nuova conferenza intergovernativa per procedere a ulteriori revisioni e integrazioni&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Lisbona ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 2004, al termine di un lungo e complesso iter diplomatico, è stato approvato il Trattato che adotta una Costituzione per l&#039;Europa. Tuttavia, questo processo subì un&#039;arresto a seguito dell&#039;esito negativo dei referendum promossi in Francia e nei Paesi Bassi. A seguito di questa bocciatura si iniziò a parlare di fallimento costituzionale dell&#039;Europa, che portò a un nuovo periodo di riflessione in cui l&#039;Unione Europea dovette ripensare e in parte ridimensionare le proprie ambizioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ha avuto così inizio il cammino che avrebbe poi portato al Trattato di Lisbona, con il quale si abbandonò formalmente la Costituzione, pur mantenendone la sostanza. Dopo la bocciatura dei referendum, l&#039;unica strada percorribile risultò essere quella di uno strumento essenzialmente tecnico con un basso profilo politico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così, il 13 dicembre 2007, nella capitale portoghese, i capi di Stato e di governo degli Stati membri dell&#039;Unione firmarono il Trattato di Lisbona, che sarebbe entrato in vigore quasi due anni dopo, il 1° dicembre 2009.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vengono confermate alcune innovazioni già presenti nel quadro costituzionale, prima fra tutte la scomparsa della struttura a tre pilastri (Comunità europee, Politica estera e di sicurezza comune e Cooperazione di polizia giudiziaria in materia penale). Gli strumenti giuridici, un tempo indipendenti, vengono infatti unificati attraverso una sostanziale armonizzazione delle procedure e degli atti giuridici dell&#039;Unione, sebbene per il settore della Politica estera e di sicurezza comune (PESC) rimangano applicabili procedure specifiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La riforma ha inoltre ampliato le competenze dell&#039;Unione, estendendo l&#039;ambito di applicazione della procedura legislativa ordinaria e del voto a maggioranza qualificata. Questo processo è particolarmente evidente nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia, dove l&#039;Unione ha sviluppato politiche comuni in materia di asilo, immigrazione e controllo delle frontiere esterne. Tali politiche si fondano sui principi di solidarietà (intesa come equa ripartizione degli oneri di gestione tra gli Stati membri) e di equità (ovvero la parità di trattamento tra i cittadini di paesi terzi e quelli dell&#039;Unione Europea).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il nuovo assetto dell&#039;Unione Europea ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;articolo 47 del Trattato sull&#039;Unione Europea (TUE) stabilisce che l&#039;Unione Europea possiede personalità giuridica unica, semplificando in modo significativo l&#039;architettura istituzionale. In precedenza, il TUE e il Trattato che istituiva la Comunità Europea (TCE) facevano riferimento a due soggetti giuridici distinti (l&#039;Unione e la Comunità) e a due ordinamenti giuridici differenti (il diritto dell&#039;Unione e quello comunitario), i quali regolavano la complessa struttura articolata in tre pilastri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la riforma, il soggetto giuridico diventa unico – l&#039;Unione Europea – che acquisisce personalità giuridica anche sul piano internazionale, potendo così concludere accordi con Stati terzi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;articolo 1, paragrafo 3, TUE precisa inoltre che l&#039;Unione «sostituisce e succede alla Comunità europea», il cui richiamo all&#039;interno dei due trattati viene eliminato. Pertanto, l&#039;Unione Europea (UE) subentra alla Comunità europea (CE): quest&#039;ultima cessa formalmente di esistere, venendo assorbita dalla prima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il trattato di Lisbona è poi intervenuto in maniera rilevante sul quadro istituzionale dell&#039;Unione. In particolare:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;Parlamento europeo&#039;&#039;&#039; viene rafforzato grazie alle maggiori competenze in materia di bilancio,al ricorso della maggioranza qualificata in molti nuovi settori e sopratutto all&#039;estensione della procedura di codecisione che diventa la procedura legislativa ordinaria.In questo modo il Parlamento a sua volta eletto dai cittadini per mezzo delle elezioni europee si trova ora a operare in condizioni di parità con il consiglio (costituito dai capi di stato e governo degli stati membri) per quanto riguarda l&#039;attività legislativa,e quindi anche su temi come la libertà,la sicurezza e la giustizia&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;Consiglio dell&#039;Unione&#039;&#039;&#039; rimane un&#039;organo non permanente a formazione mutevole e a presidenza rotante. Il Trattato di Lisbona individua però per la prima volta due formazioni tipiche: Il consiglio affari generali che prepara le riunioni de consiglio europeo e il consiglio Affari esteri presieduto dall&#039;Alto rappresentante,che elabora l&#039;azione esterna dell&#039;unione secondo le linee definite dal consiglio europeo e ne assicura la coerenza.Per quanto riguarda il sistema di voto il consiglio delibera a maggioranza semplice tranne in alcuni casi in cui è richiesta la maggioranza qualificata.Dal 1 novembre 2014 è stato introdotto un complicato sistema di &amp;quot;doppia maggioranza&amp;quot;,basato sul 55% degli stati e sul 65% della popolazione:si tratta del riconoscimenti della doppia legittimità dell&#039;Unione(Stati e popoli). E&#039; inoltre possibile per un numero limitato di Stati manifestare una loro opposizione a una decisione eventualmente adottata dalla maggioranza e imporre al consiglio il riesame della questione.&lt;br /&gt;
* La &#039;&#039;&#039;commissione&#039;&#039;&#039; riceve una nuova ridenominazione (commissione europea),in seguito al Trattato di Lisbona riceve una più forte legittimazione democratica attraverso l&#039;eleggibilità parlamentare del presidente.Nel suo ambito viene inoltre istituito l&#039;Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza che riunisce le competenze attribuite precedentemente all&#039;Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune e al membro della commissione europea responsabile per le relazioni esterne,assumento il ruolo di vicepresidente della commissione. Si realizza così un legame orizzontale tra le politiche estere ed esterne dell&#039;Unione:in una prima veste L&#039;alto rappresentante guida la politica estera e di sicurezza dell&#039;Unione,agendo come &amp;quot;mandatario&amp;quot; del consiglio e presiedendone la formazione &amp;quot;Affari esteri&amp;quot;,nonchè contribuendo all&#039;elaborazione di questa politica tramite iniziativa autonoma;nella seconda veste p incaricato delle relazioni esterne con i paesi terzi e degli altri aspetti dell&#039;azione esterna dell&#039;Unione,comprese la cooperazione allo sviluppo e la cooperazione economica-finanziaria.Nell&#039;esercizio di entrambi di questi ruoli e funzioni potrà avvalersi del servizio europeo dell&#039;azione esterna,una diplomazia comune composta da funzionari della commissione,degli Stati membri e del segretariato del consiglio.L&#039;alto rappresentante è incaricato inoltre della coordinazione dell&#039;azione dell&#039;Unione con i paesi terzi e ha il potere di presentare al consiglio proposte in materia.Questa figura introduce quindi una maggiore flessibilità nella dialettica tra unità e diversità all&#039;interno dell&#039;Unione grazie alla possibilità di instaurare cooperazioni rafforzate attivabili con procedure più semplici&lt;br /&gt;
* La &#039;&#039;&#039;Corte di giustizia dell&#039;UE,&#039;&#039;&#039; non più corte di giustizia delle comunità europee,si compone della corte di giustizia stessa,del Tribunale (in precedenza denominato tribunale di primo grado) e da tribunali specializzati&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;consiglio europeo,&#039;&#039;&#039; in precedenza organo politico diventa un&#039;organo giuridico,integrato nei trattati e soggetto al controllo della corte di giustizia. Esso continua a svolgere funzioni di orientamento e di impulso politico, in particolare nell&#039;individuazione degli indirizzi strategici della politica dell&#039;Unione e nei casi previsti dal trattato può intervenire nell&#039;attività normativa pronunciandosi all&#039;unanimità o a maggioranza qualificata a seconda dei casi. E&#039; inoltre dotato di un presidente stabile con il compito di rappresentare l&#039;Unione in sede internazionale,nominato dallo stesso consiglio europeo per due anni e mezzo e rinnovabile una sola volta.In questa modo si è assicurata una certa continuità istituzionale all&#039;attività del consiglio europeo:in precedenza si applicava il metodo della rotazione,per cui la presidenza ruotava tra tutti i paesi membri ogni sei mesi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Trattato di Lisbona ha inoltre introdotto piccoli elementi di democrazia partecipativa. In particolare, attraverso la raccolta di un milione di firme, i cittadini possono presentare un&#039;iniziativa popolare alla Commissione, esortandola a elaborare proposte legislative da sottoporre al Consiglio dell&#039;Unione Europea nei settori di competenza dell&#039;Unione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tale meccanismo, tuttavia, non lede il diritto di iniziativa della Commissione, la quale conserva la facoltà di decidere discrezionalmente se accogliere o meno l&#039;invito a presentare proposte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Trattato prevede anche un maggiore coinvolgimento dei parlamenti nazionali nelle attività delle istituzione di Buxelles e Strasburgo,in particolare attraverso dei meccanismi informativi che permettono di essere tenuti al corrente degli atti adottati dalle istituzioni europee,delle domande di adesione di nuovi stati membri e della vigilanza del rispetto del principio di sussidarietà. I parlamenti nazionali possono poi partecipare alla revisione  dei trattati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Continuità o rottura? ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il trattato di Lisbona non sostituisce i vecchi trattati ma a differenza della costituzione europea si pone in continuità con essi limitandosi a emendarli.Esso fallisce nel suo intento di semplificare l&#039;architettura normativa europea anche alla luce dei numerosi protocolli e dichiarazioni allegati al testo,la cui natura è tutt&#039;altro che definita. A differenza del trattato costituzionale scompare la clausola di superiorità del diritto dell&#039;Unione su quello nazionale,anche se si tratta di un mero espediente retorico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le fonti del diritto UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il funzionamento dell&#039;architettura europea è disciplinato da un complesso sistema normativo al cui vertice si pongono le cosidette fonti primarie,costituite dai trattati istitutivi e dai principi generali di ordinamento dell&#039;Unione.Le fonti secondarie sono invece elencate nell&#039;art. 288 del TFUE,che distingue tra atti vincolanti(regolamenti,decisioni,direttive) e atti non vincolanti (raccomandazioni e pareri). Ci sono poi gli atti atipici,ossia quelli che incidono sul funzionamento dell&#039;Unione pur non essendo previsti dai trattati ( o comunque non presenti nell&#039;art. 288 del TFUE). Per poter aver effetto questi atti devono però essere dispiegati negli ordinamenti degli stati membri e laddove ci siano contrasti con il diritto nazionale a prevalere è la normativa europea in virtù del riconoscimento del principio del diritto dell&#039;Unione su quello nazionale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema dell&#039;Unione Europea presenta caratteri peculiari ed è fortemente influenzato dal modo in cui sono distribuiti i pubblici poteri. Ciò deriva dalla natura giuridica dell&#039;Unione, che è &#039;&#039;sui generis&#039;&#039;, ossia a metà strada tra un&#039;organizzazione internazionale classica e una federazione di Stati. Difatti, i governi dei paesi membri hanno limitato la propria sovranità, dando vita a un organismo giuridico indipendente, destinato a integrarsi con i diversi ordinamenti nazionali e in grado di incidere direttamente sulle situazioni giuridiche dei singoli cittadini.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ciò comporta che gli organi europei siano legittimati a emanare provvedimenti di carattere generale e individuale che entrano a far parte dell&#039;ordinamento degli Stati membri senza che sia necessario alcun atto di recepimento da parte delle autorità nazionali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre, a differenza di quanto accade negli ordinamenti statali, nel diritto dell&#039;Unione non esiste una vera e propria gerarchia delle fonti: tutti gli atti hanno formalmente pari forza. Il sistema delle fonti si ispira piuttosto a una concezione di tipo funzionale, dove a ogni politica o competenza è associata una determinata istituzione, chiamata a decidere secondo una specifica maggioranza o procedura, in base a quanto stabilito dall&#039;articolo di riferimento del trattato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Le fonti derivate:atti vincolanti e non vincolanti ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I trattati stabiliscono le competenze e le procedure per l&#039;adozione da parte delle istituzione europee di atti che si pongono al secondo livello del sistema giuridico europeo e costituiscono il diritto dell&#039;unione derivato.Questi sono posti in essere attraverso precisi processi deliberativi e destinati a incidere in modo rilevante sugli ordinamenti giuridici interni e sulle posizioni giuridiche dei singoli,talvolta anche senza un intervento formale del legislatore nazionale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le fonti derivate hanno la loro base giuridica nell&#039; art. 288 del TFUE che sancisce la tipologia degli atti a mezzo dei quali le istituzioni dell&#039;UE esercitano le loro competenze:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* il &#039;&#039;&#039;regolamento&#039;&#039;&#039; ha portata generale. E&#039; obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile a ciascuno degli stati membri&lt;br /&gt;
* la &#039;&#039;&#039;direttiva&#039;&#039;&#039; vincola lo stato membro a cui è rivolta per quanto riguarda il risultato da raggiungere,salvo restando la competenza degli organi nazionali in merito alla forma e ai mezzi&lt;br /&gt;
* la &#039;&#039;&#039;decisione&#039;&#039;&#039; è obbligatoria in tutti i suoi elementi. Se designa dei destinatari è obbligatoria soltanto nei confronti di questi.&lt;br /&gt;
* le &#039;&#039;&#039;raccomandazioni&#039;&#039;&#039; e i &#039;&#039;&#039;pareri&#039;&#039;&#039; non sono vincolanti&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La tipologia di atto da adottare è generalmente prescritta dalle varie disposizioni del trattato (es. art. 218 del TFUE che obbliga il consiglio ad adottare una decisione per autorizzare l&#039;avvio di negoziati di aoccordi internazionali) e in tal caso l&#039;indicazione è vincolante;laddove non ci sia una indicazione specifica,o sia disponibile un&#039;alternativa tra le disposizioni adottabili oppure vi sia una indicazione generica le istituzione possono scegliere l&#039;atto che ritengono più appropriato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Le procedure degli atti ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All’origine dell’Unione Europea, la funzione normativa era esercitata esclusivamente dai governi degli Stati membri, riuniti in seno al Consiglio. Questo assetto contrastava con il principio della separazione dei poteri proprio del diritto comunitario, ma rispecchiava la natura stessa dell’allora Comunità, configurata più come un’organizzazione di Stati che come una comunità di persone.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La prevalenza dell’elemento statale su quello individuale garantiva agli esecutivi nazionali una posizione predominante nei meccanismi decisionali dell’Unione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questa fase iniziale, il Parlamento europeo svolgeva una funzione meramente consultiva. Solo gradualmente si è passati a forme di collaborazione tra Parlamento e Consiglio, fino all’introduzione della procedura di codecisione. Quest’ultima, elevata a procedura legislativa generale dal Trattato di Amsterdam, ha posto le due istituzioni sullo stesso piano nell’adozione degli atti giuridici (oggi denominata procedura legislativa ordinaria).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tuttavia, il principio classico della separazione dei poteri, che costituisce un fondamento del diritto degli Stati membri, non trova piena applicazione nel quadro dell’Unione Europea. A esso si preferisce il principio dell’equilibrio istituzionale, in base al quale tutte le istituzioni partecipano in modo equilibrato al processo legislativo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le principali procedure decisionali sono disciplinate dall’articolo 289 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea (TFUE): la procedura legislativa ordinaria, la procedura legislativa speciale, la procedura di consultazione e la procedura di approvazione. Il criterio che determina il ricorso all’una o all’altra procedura è il diverso grado di coinvolgimento del Parlamento europeo e del Consiglio, a seconda che entrambe le istituzioni partecipino attivamente o che una di esse svolga un ruolo prevalente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se però in base all&#039;art. 16 del TUE Parlamente europeo e consiglio esercitano entrambi la funzione legislativa, secondo l&#039;art. 17  il monopolio dell&#039;iniziativa legislativa spetta alla commissione  europea che quindi esercita un ruolo esclusivo nell&#039;integrazione europea. Essa ha quindi un potere generale di iniziativa nella formazione degli atti dell&#039;UE,rappresentando quindi l&#039;interesse generale dell&#039;Unione Europea. Sono poi i trattati a stabilire quanto poi questo potere viene limitato e affidati a un gruppo di stati,al parlamento europeo,alla BCE,alla corte di giustizia o alla banca europea per gli investimenti,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le istituzioni dell&#039;UE ==&lt;br /&gt;
L’Unione europea si è evoluta da ordinamento settoriale a ordinamento a fini generali, perseguendo obiettivi politici nelle materie rientranti nelle competenze attribuite dai trattati. L’ampliamento delle sfere d’azione e della struttura organizzativa ha rafforzato le istituzioni europee, relegando in secondo piano il ruolo dei corpi amministrativi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In una fase iniziale, l’amministrazione agiva in modo analogo a quello delle altre organizzazioni internazionali, operando in una sorta di vuoto sociale che la portava a intrattenere rapporti prevalentemente con altri soggetti pubblici (nazionali o sovranazionali), trascurando invece il rapporto con l’elettorato. Il potere decisionale era attribuito in via esclusiva al Consiglio, mentre il Parlamento europeo esercitava soltanto funzioni di controllo. In tal modo, la Comunità europea governava, ma mancava una concreta attuazione delle politiche a livello delle amministrazioni nazionali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un’eccezione si riscontrava con riferimento alle organizzazioni professionali (sia dei datori di lavoro sia dei lavoratori) e ai procedimenti diretti a determinare gli indirizzi dell’azione delle istituzioni europee nei singoli settori, in particolare in quello agricolo e nel commercio con i paesi terzi. In questo contesto si è affermato il cosiddetto metodo comunitario, caratterizzato da processi decisionali fondati su ampie consultazioni con le parti interessate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una svolta significativa si è avuta con l’adozione dell’Atto relativo all’elezione dei rappresentanti all’Assemblea a suffragio universale diretto del 20 settembre 1976, che ha sostituito il precedente sistema di elezione indiretta basato su delegati designati dai parlamenti nazionali. Tale Atto ha introdotto regole uniformi per l’elezione, come il principio del voto unico e lo svolgimento contemporaneo delle elezioni in tutti gli Stati membri. In questo modo, il Parlamento ha acquisito una legittimazione diretta dal voto popolare, rafforzando e riequilibrando il proprio potere rispetto a quello del Consiglio, espressione della volontà dei governi degli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il mediatore europeo ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come rimedio alternativo ai problemi di carattere giurisdizionale, è stata introdotta la figura del Mediatore europeo. A tale organo possono rivolgersi i cittadini di uno Stato membro, nonché qualsiasi persona fisica o giuridica residente o avente sede in uno Stato dell’Unione, nei casi di cattiva amministrazione da parte delle istituzioni, degli organi o degli organismi europei, con esclusione della Corte di giustizia e del Tribunale nell’esercizio delle loro funzioni giurisdizionali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per “cattiva amministrazione” si intende sia l’omissione di un atto dovuto, sia l’adozione di comportamenti irregolari o illegittimi. Questa figura è stata introdotta con il Trattato di Maastricht, all’art. 195 del TCE (oggi art. 228 del TFUE). Il Mediatore è nominato dal Parlamento europeo, all’inizio di ogni legislatura, a scrutinio segreto e a maggioranza dei voti espressi; resta in carica fino all’insediamento del suo successore e il suo mandato è rinnovabile. È scelto tra cittadini che offrano garanzie di indipendenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le denunce devono essere presentate direttamente al Mediatore, oppure tramite un membro del Parlamento europeo, entro due anni dalla data in cui il soggetto è venuto a conoscenza del caso di cattiva amministrazione. Ricevuta la denuncia, il Mediatore avvia le indagini: nell’ambito dell’istruttoria, le istituzioni e gli organi dell’Unione sono tenuti a fornirgli tutte le informazioni necessarie, senza poter opporre obblighi di segretezza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qualora accerti un caso di cattiva amministrazione, il Mediatore informa l’istituzione interessata, che dispone di tre mesi per presentare le proprie osservazioni. All’esito di tale fase, egli può chiudere l’indagine con una decisione motivata oppure proseguirla. In quest’ultimo caso, può essere avviato un tentativo di conciliazione volto a risolvere la questione e a soddisfare il denunciante. Se tale tentati«La potenza sovietica, sotto la guida di Stalin, appariva temibile. […] La paura, di fronte a questa minaccia, contribuì potentemente a far comprendere agli Stati europei la loro condizione di debolezza irrimediabile. La coscienza dell’unità europea maturò più rapidamente: le divergenze tra gli Stati europei apparvero meno gravi del loro antagonismo con l’impero sovietico. […] La paura di Stalin, in particolare, contribuì potentemente a far uscire il mondo occidentale dal vicolo cieco in cui era stato spinto nei confronti della Germania.»vo non ha esito positivo, il Mediatore trasmette una relazione al Parlamento europeo — priva di effetti vincolanti per l’istituzione destinataria — nella quale espone i risultati delle indagini e formula eventuali raccomandazioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Mediatore presenta inoltre al Parlamento europeo una relazione annuale sull’attività svolta. I suoi atti non hanno carattere giuridicamente vincolante e il Parlamento esercita su di essi una valutazione di natura politica, che non si configura tuttavia come un controllo sui suoi doveri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Attualità e critiche ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Il pensiero marxista sulle istituzioni europee ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Russofobia ==&lt;br /&gt;
La russofobia non è un fenomeno recente né una semplice reazione emotiva. Come ricostruisce Guy Mettan in &#039;&#039;Russofobia. Mille anni di diffidenza&#039;&#039;, si tratta di un «male antico radicatosi nella coscienza europea già alla fine del XVI secolo»: nel 1591 il letterato inglese Philip Sydney descriveva i moscoviti come «nati-schiavi» che godono «nel vivere sotto la tirannia». Nel corso dei secoli, questo pregiudizio ha assunto forme diverse — religiosa, geopolitica, ideologica — fino a cristallizzarsi nell&#039;immagine della Russia come «anti-Europa», un impero-nazione separato e opposto ai valori della civiltà classica e cristiana.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo il 1945, la russofobia è diventata un fattore politico operativo. La Guerra Fredda ha trasformato la diffidenza storica verso la Russia in una struttura portante del discorso pubblico occidentale, e l&#039;URSS è stata rappresentata come una minaccia esistenziale per l&#039;Europa libera. In questo contesto, il sentimento antirusso non è rimasto confinato alla propaganda: è entrato nei documenti dei padri fondatori dell&#039;Europa unita, contribuendo a definire i confini ideologici del progetto comunitario.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La dichiarazione di Spinelli del 1953 ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il documento chiave è il &#039;&#039;Rapport politique&#039;&#039; che Altiero Spinelli presentò al Secondo Congresso de L&#039;Aja del Mouvement Européen, tenutosi dall&#039;8 al 10 ottobre 1953. In quel rapporto, Spinelli analizza esplicitamente il nesso tra Guerra Fredda e unità europea, e lo fa in termini che oggi appaiono sorprendentemente espliciti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella sezione dedicata alla «congiuntura politica internazionale», Spinelli scrive che la Guerra Fredda ha avuto «conseguenze positive e negative» per la causa dell&#039;unità europea. Tra le conseguenze positive, elenca:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«La puissance soviétique, sous la direction de Staline, apparaissait redoutable. […] La peur, devant cette menace, a contribué puissamment à faire comprendre aux Etats européens leur condition de faiblesse irrémédiable. La conscience de l&#039;unité européenne a mûri plus rapidement : les divergences entre les Etats européens sont apparues moins graves que leur antagonisme avec l&#039;empire soviétique. […] La peur de Staline a, en particulier, puissamment contribué à faire sortir le monde occidental de l&#039;impasse où il était acculé à l&#039;égard de l&#039;Allemagne.»&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«La potenza sovietica, sotto la guida di Stalin, appariva temibile. […] La paura, di fronte a questa minaccia, contribuì potentemente a far comprendere agli Stati europei la loro condizione di debolezza irrimediabile. La coscienza dell’unità europea maturò più rapidamente: le divergenze tra gli Stati europei apparvero meno gravi del loro antagonismo con l’impero sovietico. […] La paura di Stalin, in particolare, contribuì potentemente a far uscire il mondo occidentale dal vicolo cieco in cui era stato spinto nei confronti della Germania.»&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il passaggio è decisivo per almeno tre ragioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Primo: la paura dell&#039;URSS come motore dell&#039;integrazione&#039;&#039;&#039;. Spinelli non presenta l&#039;unità europea come un ideale nato esclusivamente da una scelta positiva di pace e cooperazione. Al contrario, ammette che la minaccia sovietica ha reso «più rapida» la maturazione della coscienza europea, perché ha reso evidente che le divisioni tra Stati europei erano meno gravi del loro antagonismo con l&#039;«impero sovietico». L&#039;unità nasce, in questa lettura, anche come reazione a un pericolo esterno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Secondo: la Russia come «anti-Europa».&#039;&#039;&#039; In altri scritti dello stesso periodo, Spinelli sviluppa l&#039;idea che la Russia non appartenga allo «spirito europeo» e che la sua esclusione dall&#039;unione continentale sia necessaria. La Germania, al contrario, è «essenziale all&#039;unione continentale» proprio perché la sua cultura è inscindibile da quella europea; la Russia, invece, è concepita come un&#039;entità separata, un impero-nazione con una tradizione politica e spirituale altra. Questa distinzione non è solo descrittiva: fonda una geografia politica dell&#039;Europa che esclude la Russia per definizione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Terzo: la guerra contro l&#039;URSS come orizzonte possibile&#039;&#039;&#039;.Esiste una citazione attribuita a Spinelli nel diario europeo il 12 aprile 1953 in cuì diventano più evidenti le strategie nascoste dietro la nascita dell&#039;unione europea &amp;quot;&#039;&#039;Per quanto non si possa dire pubblicamente,il fatto che l&#039;Europa per nascere,ha bisogno di una forte tensione Russo-americana,e non della distensione,così come per consolidarsi,essa avrà bisogno,di una guerra contro l&#039;Unione Sovietica,da saper fare al momento buono&#039;&#039;&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;in A.Spinelli,Diario Europeo&lt;br /&gt;
(1948-1969),Il Mulino,1989,p.175&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;blockquote&amp;gt;&amp;lt;/blockquote&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Europa]] [[Categoria:Organizzazioni intergovernative]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Unione_europea&amp;diff=7014</id>
		<title>Unione europea</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Unione_europea&amp;diff=7014"/>
		<updated>2026-09-14T09:31:00Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari: /* La dichiarazione di Spinelli del 1953 */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{S}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Nome Ufficiale&#039;&#039;&#039;  || | &lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Britannica.png|20px|bordo]] European Union&amp;lt;ref&amp;gt;Il Regno Unito non fa più parte dell&#039;Unione Europea, la bandiera britannica è qui utilizzata per indicare la lingua inglese.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Tedesca.png|20px|bordo]] Europäische Union&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Francese.png|20px|bordo]] Union européenne&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Italiana.png|20px|bordo]] Unione europea&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Abbreviazione&#039;&#039;&#039;  || | &lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Europea.png|20px|bordo]] EU, eu&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Italiana.png|20px|bordo]] UE, ue&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Fondazione&#039;&#039;&#039;  || | 25 marzo 1957 (CEE), 7 febbraio 1992 (ufficiale)&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Causa&#039;&#039;&#039;  || | [[Trattato di Roma]], [[Trattato di Maastricht]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Inno&#039;&#039;&#039;  || | Inno alla Gioia&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! colspan=2 style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&amp;lt;center&amp;gt;Dati istituzionali&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Sedi&#039;&#039;&#039;  || |&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Belga.png|20px|bordo]] [[Bruxelles]], [[Belgio]]&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Lussemburghese.png|20px|bordo]] [[Lussemburgo]], [[Lussemburgo]]&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Francese.png|20px|bordo]] [[Strasburgo]], [[Francia]]&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Tedesca.png|20px|bordo]] [[Francoforte sul Meno]], [[Germania]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Presidente della Commissione&#039;&#039;&#039;  || | [[File:Bandiera Tedesca.png|20px|bordo]] [[Ursula Von der Leyen]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! colspan=2 style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&amp;lt;center&amp;gt;Dati geografici&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;[[Continente]]&#039;&#039;&#039;  || | [[Europa]], con territori appartenenti agli stati membri situati in [[Africa]] ed in [[America]] (regioni ultraperiferiche).&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Superficie&#039;&#039;&#039;  || | 4 233 262 km²&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Popolazione&#039;&#039;&#039;  || | 446 834 578 ab.&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Densità&#039;&#039;&#039;  || | 105,5 ab./km²&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Lingua ufficiale&#039;&#039;&#039;  || | 24 lingue&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! colspan=2 style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&amp;lt;center&amp;gt;Dati economici&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Valuta&#039;&#039;&#039;  || | [[Euro (valuta|Euro]] (ufficiale in 21 paesi), [[Corona ceca]], [[Corona danese]], [[Zloty polacco]], [[Corona svedese]], [[Leu romeno]], [[Fiorino ungherese]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! colspan=2 style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&amp;lt;center&amp;gt;Altri dati&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;TLD&#039;&#039;&#039;  || | .eu&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;unione europea è un&#039;istituzione politica sovranazionale dotata di personalità giuridica all&#039;interno del [[diritto internazionale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Principi e fondamenti giuridici ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;Unione europea è un&#039;organizzazione sovranazionale fondata su un insieme di principi politici e giuridici che regolano i rapporti tra gli Stati membri e le istituzioni comuni. Il suo ordinamento giuridico si è sviluppato progressivamente a partire dalla seconda metà del XX secolo con l’obiettivo dichiarato di promuovere la cooperazione economica, politica e sociale tra i paesi europei, garantendo al contempo stabilità, pace e tutela dei diritti fondamentali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I fondamenti giuridici dell&#039;Unione europea sono contenuti principalmente nei trattati istitutivi, che costituiscono la base dell’intero sistema normativo europeo. Questi trattati sono il risultato di un lungo processo di integrazione, iniziato con il Trattato di Roma del 1957 e successivamente sviluppato attraverso varie riforme, tra cui il Trattato di Maastricht del 1992 e il Trattato di Lisbona del 2007.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da sempre è dibattuta la natura dell’ordinamento giuridico europeo. Tuttavia, con la riforma introdotta dal Trattato di Lisbona è venuta meno la distinzione tra Comunità europea e Unione europea, che sono confluite in un’unica entità. L’Unione europea sostituisce e succede alla Comunità europea, acquisendo una personalità giuridica unica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo alcuni studiosi dei sistemi costituzionali, l’ordinamento giuridico nato in seno alle istituzioni comunitarie rappresenterebbe una sorta di ordinamento federativo di origine associativa e a struttura paritaria. La sua caratteristica fondamentale consiste nel collegare, attraverso vincoli permanenti, le parti costitutive dell’Unione, consentendo al contempo a queste ultime di conservare la propria autonomia e sovranità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altri studiosi hanno invece posto l’accento sul fatto che il processo di integrazione europea sia legato alla nascita di una struttura imperniata, in larga parte, sulla libera azione degli operatori economici e, per la restante parte, su meccanismi di natura pubblicistica. Tale impostazione attribuisce particolare rilievo a un approccio di tipo funzionalista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uno dei principi fondamentali dell’ordinamento giuridico dell’Unione è il principio di attribuzione delle competenze. In base a questo principio, l’Unione può esercitare solo le competenze che gli Stati membri le hanno esplicitamente conferito attraverso i trattati. Tutte le competenze non attribuite all’Unione restano pertanto agli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altri principi come quello di principi di sussidiarietà e proporzionalità si sono sviluppati progressivamente nel corso del tempo, ma sono stati formalmente inseriti nei trattati negli anni Novanta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[principio di sussidarietà]] iniziò a comparire nel dibattito sull’integrazione europea già negli anni Settanta. Una prima formulazione esplicita si trova nel Rapporto Tindemans del 1975, che proponeva di attribuire alle istituzioni europee soltanto quelle competenze che gli Stati membri non erano in grado di esercitare efficacemente da soli. Successivamente il concetto fu ripreso in diversi progetti di riforma istituzionale negli anni Ottanta. Tuttavia, esso venne formalmente introdotto nel diritto dell’Unione europea con il Trattato di Maastricht del 1992, che lo inserì tra i principi fondamentali per regolare la ripartizione delle competenze tra l’Unione e gli Stati membri. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il principio di proporzionalità, invece, ha origini leggermente precedenti nel diritto comunitario. Esso era già stato elaborato nella giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea negli anni Settanta come criterio per controllare che le istituzioni comunitarie non adottassero misure eccessive rispetto agli obiettivi perseguiti. Anche questo principio fu poi riconosciuto esplicitamente nei trattati e consolidato con il Trattato di Maastricht del 1992, insieme al principio di sussidiarietà.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema giuridico dell’Unione europea si caratterizza inoltre per alcune peculiarità che lo distinguono dal diritto internazionale tradizionale. In particolare, la giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea ha affermato due principi fondamentali: il principio del primato del diritto dell’Unione e quello dell’effetto diretto. Il primato stabilisce che, in caso di conflitto, le norme del diritto dell’Unione prevalgono su quelle nazionali degli Stati membri. L’effetto diretto, invece, consente ai cittadini di invocare alcune norme europee direttamente davanti ai giudici nazionali senza la necessità di un recepimento nella legislazione interna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Storia ==&lt;br /&gt;
La fine della Seconda guerra mondiale vide l&#039;Europa fare i conti non solo con milioni di morti, ma anche con un&#039;economia in crisi, in un contesto geopolitico in cui gli [[Stati Uniti d&#039;America]] e l&#039;[[Unione Sovietica]] erano risultate le principali vincitrici del conflitto. Alcuni intellettuali, politici e statisti, tra cui Robert Schuman (ministro degli Esteri francese), Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer (rispettivamente capi del governo italiano e tedesco), avviarono una strategia tesa all&#039;unificazione dell&#039;Europa. L&#039;obiettivo principale era impedire il riprodursi di situazioni politiche, economiche e militari che avevano portato il mondo al disastro della guerra. Si sottolineava, in particolare, la necessità di ricucire lo stretto legame tra Francia e Germania, che fino ad allora erano state al centro della &amp;quot;patologia&amp;quot; dei rapporti tra i paesi europei.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All&#039;origine fu soprattutto un accordo di tipo economico: Robert Schuman propose di mettere l&#039;insieme della produzione franco-tedesca di carbone e acciaio sotto un&#039;alta autorità comune, nel quadro di un&#039;organizzazione alla quale avrebbero poi potuto aderire anche altri paesi. La dichiarazione rappresentò così l&#039;inizio del processo di cooperazione tra gli Stati europei, sebbene all&#039;inizio si trattasse soltanto di un&#039;unione di Stati e di cooperazione organizzativa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sorsero non solo diverse organizzazioni che operavano senza un reale collegamento tra loro, come l&#039;OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), l&#039;UEO (Unione europea occidentale) e la NATO (Organizzazione del Trattato dell&#039;Atlantico del Nord), ma anche le Comunità europee: dapprima, con il Trattato di Parigi, la CECA (Comunità europea del carbone e dell&#039;acciaio); quindi la CEE (Comunità economica europea) e la CEEA o EURATOM (Comunità europea dell&#039;energia atomica), entrambe nate il 25 marzo 1957 con la firma dei Trattati di Roma.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;accordo istitutivo della CECA scadeva dopo 50 anni dalla sua entrata in vigore, il 23 luglio 2002. A quella data, gli Stati membri hanno deciso di non rinnovarlo: l&#039;organizzazione si è quindi sciolta e le relative competenze sono state trasferite all&#039;Unione Europea. L&#039;EURATOM, invece, è ancora formalmente operante, sebbene svolga un ruolo marginale rispetto all&#039;Unione, pur non essendo giuridicamente assorbita da quest&#039;ultima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare, la creazione della Comunità economica europea,alla quale fu assegnato il compito di promuovere, mediante l&#039;instaurazione di un mercato comune e il graduale ravvicinamento delle politiche economiche degli Stati membri, uno sviluppo armonioso delle attività economiche nell&#039;insieme delle Comunità (art. 2 TCEE),segna il reale passaggio dalla cooperazione all&#039;integrazione. Per la prima volta venne introdotto un organo dotato di ampia indipendenza deliberativa rispetto agli Stati membri e con forti poteri decisionali nei confronti delle imprese del settore, eliminando le barriere commerciali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Successivamente, con il Trattato di Bruxelles del 1965, si creò il primo scheletro delle istituzioni così come sono oggi. Ciò avvenne fondendo gli esecutivi in un&#039;unica Commissione e un unico Consiglio, oltre a istituire un bilancio unico per le tre Comunità. L&#039;unificazione riguardava però solo gli organi, non le competenze, che restavano distinte: le Comunità continuavano infatti a esercitare poteri differenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== I trattati istitutivi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il trattato di Roma ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la firma del Trattato di Roma Francia,Germania,Italia,Belgio,Olanda e Lussemburgo posero la prima pietra della costruzione dell&#039;Unione Europea attraverso l&#039;istituzione della comunità economica europea. Questo trattato era costituito da 240 articoli,suddiviso in sei parti distinte e preceduto da un preambolo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* la prima parte era dedicata ai principi che avevano ispirato la comunità economica europea attraverso il mercato comune,l&#039;unione doganale e le politiche comuni;&lt;br /&gt;
* la secondo parte riguardava i fondamenti della comunità;essa comprendeva quattro titoli rispettivamente alla libera circolazione delle merci,all&#039;agricoltura ,alla libera circolazione delle persone,dei servizi e dei capitali e dei trasporti.&lt;br /&gt;
* la terza parte riguardava le politiche comuni e comprendeva quattro titoli relativi alle norme comuni,alla politica economica,alla politica sociale e alla banca europea degli investimenti;&lt;br /&gt;
* la quarta parte era dedicata all&#039;associazione dei paesi e dei territori d&#039;oltremare&lt;br /&gt;
* la quinta riguardava le istituzioni e includeva un titolo sulle disposizioni istituzionali e un&#039;altro sulle disposizioni finanziarie&lt;br /&gt;
* l&#039;ultima parte erano delle disposizioni generali e finali&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;intenzione degli Stati firmatari era di creare un mercato comune in cui fosse garantita una libera circolazione dei prodotti (merci e servizi) e dei fattori produttivi (capitale e lavoro), così da eliminare ogni barriera protezionistica e garantire agli Stati maggiori possibilità di espansione. In vista di questo obiettivo furono garantite quattro libertà fondamentali: la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A livello di politica economica, ciò si concretizzò in un regime liberista improntato al principio del mercato aperto e della libera concorrenza, senza il quale la libera circolazione non si sarebbe mai potuta attuare. Questi obbiettivi economici si sono poi realizzati in diverse tappe:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Unione doganale:&#039;&#039;&#039; avviata dal primo luglio 1968 ha comportato la soppressione dei dazi doganali all&#039;interno dell&#039;alora comunità e l&#039;applicazione di una tariffa doganale comune (TDC) applicata alle importazioni dei paesi terzi. Le restrizioni quantitative agli scambi sono state abolite il 31 dicembre 1960 tranne per quelle agricole dove le restrizioni sono state mantenute fino al 1974;&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Accordo di Shengen:&#039;&#039;&#039; è ciò che ha permesso l&#039;effettiva liberalizzazione della circolazione delle persone e la soppressione dei controlli alle frontiere interne tra gli Stati membri, in seguito alla firma avvenuta il 18 giugno 1985 tra Francia, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo e Germania. Successivamente hanno aderito anche gli altri paesi dell&#039;Unione Europea, sebbene attualmente ne siano momentaneamente esclusi Cipro, Croazia, Bulgaria e Romania, che dovrebbero entrare nei prossimi anni. Allo spazio Schengen hanno inoltre aderito anche paesi non UE come Norvegia, Svizzera, Islanda e Liechtenstein, mentre non ne fanno parte Irlanda e Regno Unito.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Atto unico europeo(AUE):&#039;&#039;&#039; fu firmato a Lussemburgo il 17 febbraio 1986 da nove Stati membri e il 28 febbraio 1986 da Danimarca, Italia e Grecia. Esso entrò in vigore il 1° luglio 1987 con l&#039;obiettivo di rilanciare il processo di costruzione europea e realizzare il mercato interno. L&#039;Atto Unico riprese alcuni temi che erano stati oggetto di precedenti trattative internazionali, riguardanti in particolare gli aspetti istituzionali e le politiche europee. Vennero modificati alcuni elementi del Trattato di Roma, attribuendo al Parlamento europeo un ruolo più incisivo e alla Commissione quello di mediatore tra Parlamento e Consiglio nello sviluppo della procedura di cooperazione (ex art. 252 del Trattato CE, antecedente al Trattato di Lisbona).  Tali modifiche valorizzarono il ruolo del Parlamento, assegnandogli il potere di pronunciarsi sull&#039;ammissione di nuovi Stati membri e di concludere accordi con associazioni di paesi terzi e con organizzazioni internazionali.  L&#039;Atto Unico Europeo sancì inoltre l&#039;esistenza del Consiglio europeo, pur senza precisarne compiutamente le competenze, istituzionalizzando di fatto i vertici periodici tra i capi di Stato e di governo.Furono inoltre gettate le basi del Tribunale di primo grado, con l&#039;obiettivo di snellire il carico di lavoro della Corte di Giustizia europea e di introdurre un doppio grado di giudizio, analogamente a quanto avviene nelle giurisdizioni nazionali.Inoltre, l&#039;Atto ha ampliato gli ambiti di competenza della Comunità, offrendo una base giuridica per l&#039;azione comune in settori quali il mercato interno, la politica monetaria, la politica sociale, l&#039;ambiente e la ricerca scientifica e tecnologica. Particolare rilievo venne attribuito alla convergenza delle politiche economiche e monetarie (art. 102A del TCE, introdotto dall&#039;Atto Unico Europeo). Per quanto riguarda la coesione economica e sociale, furono invece adottate politiche strutturali volte a ridurre il divario esistente tra le diverse regioni, al fine di colmare il ritardo di quelle più svantaggiate. Gli strumenti operativi individuati per raggiungere tale obiettivo furono i fondi strutturali. Pur rappresentando una tappa fondamentale nel processo di integrazione europea, l&#039;Atto evidenziò come per arrivare a un&#039;autentica Unione Europea fossero necessarie ulteriori riforme istituzionali, preparando il terreno per il successivo Trattato di Maastricht&lt;br /&gt;
=== Il trattato dell&#039; Unione Europea (o trattato di Maastricht) ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fu firmato a Maastricht il 7 febbraio 1992 dai 12 paesi che costituivano la comunità europea ed è entrato in vigore il 1 novembre 1993,è considerato la tappa decisiva per l&#039;affermazione politica-istituzionale dell&#039;Europa,sancendo la nascita dell&#039;Unione Europea.La conseguenza è stata una più larga cessione volontaria da parte degli stati-nazione membri di sovranità con l&#039;obbiettivo di favorire il potenziamento economico e una maggiore integrazione politica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare il trattato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;ha creato una nuova struttura a 3 pilastri:&#039;&#039;&#039; il primo pilastro è costituito dall&#039;ordinamento comunitario ereditando le disposizioni previste dal trattato istitutivo della comunità europea,e quindi di tutte le organizzazione precedentemente create (CECA e EURATOM).Le principali modifiche riguardano principalmente l&#039;apparato istituzionale,ampliamento e rafforzamento di competenze,introducendo anche il principio di sussidarietà.Il secondo pilastro regolato dal titolo V del trattato istituisce una politica comune nei settori della politica estera e della sicurezza (PESC) dove i governi degli stati membri adottano una cooperazione sistematica e azioni comuni.Infine, il terzo pilastro, disciplinato dal Titolo VI del Trattato, era volto alla cooperazione nei settori della giustizia e degli affari interni (CGAI), che fino ad allora era stata condotta in modo occasionale e informale tra gli Stati membri. L&#039;obiettivo enunciato nel preambolo era &amp;quot;garantire la libera circolazione delle persone, assicurando nel contempo la sicurezza dei loro popoli&amp;quot;.Per realizzare questo obiettivo furono individuate questioni di interesse comune, quali la politica di asilo, l&#039;immigrazione e la cooperazione giudiziaria in materia civile e penale. La loro trattazione rimaneva tuttavia di esclusiva competenza degli Stati membri, sebbene fosse prevista la possibilità di un successivo trasferimento all&#039;Unione. In particolare, il Trattato di Maastricht ha rappresentato un passo in avanti rispetto all&#039;Accordo di Schengen, prevedendo la possibilità di elaborare politiche comuni in materia di immigrazione e di trattamento dei cittadini di paesi terzi. A tal fine fu adottata la logica intergovernativa, nella quale il principio di unanimità riveste un ruolo centrale per l&#039;adozione di qualsiasi provvedimento.  Questa struttura a tre pilastri rappresentò un compromesso tra gli Stati membri: da un lato, coloro che desideravano un contesto giuridico unitario; dall&#039;altro, quelli che intendevano salvaguardare il potere decisionale nazionale. Se per il primo pilastro fu mantenuto il metodo comunitario,per il secondo e il terzo fu adottato il metodo intergovernativo.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;sei nuovi settori:&#039;&#039;&#039; nuove politiche comuni (reti transeuropee,politica industriale,tutela dei consumatori,istruzione e formazione professionale,gioventù e cultura).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;unione monetaria:&#039;&#039;&#039; sono stati fissati i principi e le disposizioni per l&#039;introduzione dell&#039;Euro&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;procedura di codecisione:&#039;&#039;&#039; ciò che era stato già ideato nell&#039;AUE viene disciplinato,con questo trattato il Parlamento europeo viene assegnato il potere di adottare una serie di atti congiuntamente con il consiglio dell&#039;Unione Europea;&lt;br /&gt;
Per quanto riguarda l&#039;assetto istituzionale maggiore rilevanza fu data al Parlamento europeo che ha assunto un ruolo più rilevante nella formazione degli atti giuridici e una maggiore rappresentività dei partiti politici. Alla commissione fu aumentata di 1 anno (da 4 a 5) la durata del suo mandato per uniformarla al resto del Parlamento,relativamente al consiglio si è intervenuto sui meccanismi decisionali per snellire le procedure allo scopo dichiarato di renderle più efficienti e democratiche:ciò ha favorito il ricordo alla &#039;&#039;maggioranza qualificata&#039;&#039;  per la maggior parte delle decisioni contemplate dalla procedura di codecisione e per tutte le decisioni adottate secondo la procedura di cooperazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altre modifiche di tipo istituzionale hanno riguardato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;La corte dei conti:&#039;&#039;&#039; incaricata di effettuare il controllo contabile e l&#039;esame del bilancio dell&#039;Unione e divenuta una istituzione europea con Maastricht&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;istituto monetario europeo:&#039;&#039;&#039; cui era affidato il compito di gestire il processo per l&#039;introduzione dell&#039;Euro e che avrebbe ceduto il passo alla banca centrale europea (BCE) con l&#039;effettiva circolazione della nuova moneta&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Il comitato delle regioni:&#039;&#039;&#039; nuovo organo a carattere consultivo composto dai rappresentanti degli enti regionali e con una struttura analoga a quella del già operante comitato economico e sociale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Amsterdam ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Firmato il 2 ottobre 1997 ed entrato in vigore il 1 maggio 1999 è il risultato di due anni di confronti e trattative nell&#039;ambito della conferenza dei rappresentati dei governi degli stati membri(iniziata nel maggio 1997 e terminata il 18 giugno 1997) la cui istituzione era già prevista dal trattato di Maastricht che nelle disposizioni finali invitava gli stati membri a convocare una conferenza intergovernativa (CIG) per la sua revisione.L&#039;obbiettivo,in primo luogo era il riassetto delle condizioni politiche e istituzionali dell&#039; Unione per affrontare le sfide del futuro nelle migliori condizioni tenendo conto della rapida evoluzione del quadro internazionale e dell&#039;adesione dei nuovi stati membri provenienti in particolare dall&#039;Europa orientale e alla globalizzazione dell&#039;economia e le sue ripercussioni sull&#039;occupazione,al terrorismo,alla criminalità internazionale,al traffico di stupefacenti,agli squilibri ecologici e ai rischi per la salute pubblica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ciò si è realizzato attraverso una modifica e una ridenominazione dei trattati UE e CE, intervenendo su quattro obiettivi fondamentali:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* porre l&#039;occupazione e i diritti dei cittadini come punto principale dell&#039;Unione&lt;br /&gt;
* eliminare gli ultimi ostacoli alla libera circolazione e rafforzare la sicurezza&lt;br /&gt;
* permettere all&#039;Europa di esercitare maggiore influenza sulla scena mondiale&lt;br /&gt;
* rendere più efficace l&#039;architettura istituzionale dell&#039;Unione&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con il trattato di Amsterdam si sono quindi rafforzati i poteri delle istituzioni europee,in particolare del Parlamento e posta una maggiore attenzione per il cittadino europeo attraverso misure per combattere la disoccupazione el&#039;esclusione sociale.Inoltre i considerazioni dei mutamenti economici e sociali intervenuti nel mercato dei prodotti e dei servizi la politica dei consumatori è diventata competenza dell&#039;Unione. Per quanto riguarda gli aspetti burocratici, in particolare i procedimenti decisionali c&#039; è stata una profonda revisione nel senso della semplificazione attraverso una estensione della procedura di codecisione a nuove materie e ampliando i casi in cui il consiglio può decidere a maggioranza qualificata invece che all&#039;unanimità Con Amsterdam il terzo pilastro non è stato cancellato ma è diventato un&#039;ambito politico-istituzionale che si occupa solo di cooperazione di polizia e giudiziari in materia penale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nonostante i nuovi ambiti di competenza introdotti i risultati raggiunti non sono apparsi soddisfacenti in particolare per quanto riguarda gli adeguamenti istituzionali in previsione di un&#039;allargamento dell&#039;Unione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Nizza ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Approvato dal consiglio europeo di Nizza l&#039;11 dicembre 2000 e firmato il 26 febbraio  2001 al termine di una lunga trattativa diplomatica è entrato in vigore il 1 febbraio 2003. Anche il trattato di Amsterdam prevedeva esattamente come il trattato di Maastricht in un protocollo allegato la possibilità di una revisione ad opera di una conferenza intergovernativa,che, in questo caso venne avviata il 14 febbraio 2000 allo scopo di adattare le istituzioni europee all&#039;acquisizione di nuovo membri avviando le riforme istituzionali che il trattato di Amsterdam non era riuscito a fare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le principali modifiche sono state:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;estensione del voto a maggioranza qualificata e una nuova ponderazione dei voti in seno al consiglio:&#039;&#039;&#039; lo scopo era evitare lo &amp;quot;stallo decisionale&amp;quot;,per cui si sono limitati i casi per cui un paese possa oppore un veto.Tuttavia alcuni paesi mantennero un veto nella possibilità di oppore un veto su alcuni settori(il Regno unito per fisco e sicurezza sociale,la Germania per asilo e immigrazione,la Spagna per i fondi strutturali e la Francia per l&#039;audiovisivo)&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;semplificazione delle procedure per l&#039;attivazione della cooperazione rafforzata:&#039;&#039;&#039; Il trattato di Amsterdam prevedeva la possibilità per gli stati membri di cooperare nell&#039;interesse dell&#039;unione anche qualora non tutti fossero disposti a parteciparvi nell&#039;immediato.Il trattato di Nizza ha consolidato questa procedura eliminando la facoltà per ogni membro di opporre un veto a una cooperazione rafforzata imponendo un minimo di otto stati per avviare una cooperazione  e prevedendo la possibilità di estendere il meccanismo alla politica estera e di sicurezza,esclusa però la difesa.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;riforma del sistema giurisdizionale&#039;&#039;&#039; dell&#039;unione,attraverso una nuova riapartizione di seggi nel parlamento europeo e l&#039;estensione della procedura di codecisione&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;la modifica della struttura delle istituzioni,&#039;&#039;&#039; in particolare per quanto riguarda la commissione europea.Il trattato statuì di limitare a partire dal 2005 la composzione della commissione assegnando un rappresentante a ogni stato membro.Furono anche rafforzati i poteri del presidente della commissione,consentendogli di decidere la suddivisione del portafogli e di porcedere a un rimpasto delle competenze durante il mandato. Fu inoltre rafforzato il ruolo di colegislatore del parlamento.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;modifica della procedura relativa alla constatazione di una grave violazione di uno stato membro,&#039;&#039;&#039; di uno o più principi fondamentali dell&#039;Unione.Il trattato ha introdotto una fase di preallarme che consente di intervenire con raccomandazioni qual&#039;ora c&#039; è l&#039; evidente rischio di violazione (non più quindi una violazione certa) dei principi fondamentali da parte di uno Stato. Prima di procedere in tal senso era prevista la possibilità di far intervenire personalità indipendenti al fine di presentare un rapporto sullo stato membro in questione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Allegati al trattato di Nizza si trovano anche protocolli addizionali e varie dichiarazioni adottare dalla conferenza intergovernativa.Importante fu la &#039;&#039;&#039;dichiarazione sul futuro dell&#039; unione&#039;&#039;&#039; nella quale gli stati membri auspicano al&#039;avvio di un dibattito più ampio e approfondito sul futuro dell&#039;Unione Europea.Essa individuava quattro grandi temi di riflessione:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;delimitazione delle competenze&#039;&#039;&#039; tra l&#039;unione Europea e gli stati membri,che rispecchi il principio di sussidarietà&lt;br /&gt;
* lo status della &#039;&#039;&#039;carta dei diritti fondamentali dell&#039;unione Europea,&#039;&#039;&#039; proclamata a Nizza&lt;br /&gt;
* la &#039;&#039;&#039;semplificazione dei trattati,&#039;&#039;&#039; al fine di renderli più chiari e meglio comprensibili senza modificarne la sostanza&lt;br /&gt;
* il ruolo &#039;&#039;&#039;dei parlamenti nazionali&#039;&#039;&#039; nell&#039;architettura europea&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre anche in questo caso viene prevista la possibilità di convocare nel 2004 una nuova conferenza intergovernativa per procedere a ulteriori revisioni e integrazioni&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Lisbona ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 2004, al termine di un lungo e complesso iter diplomatico, è stato approvato il Trattato che adotta una Costituzione per l&#039;Europa. Tuttavia, questo processo subì un&#039;arresto a seguito dell&#039;esito negativo dei referendum promossi in Francia e nei Paesi Bassi. A seguito di questa bocciatura si iniziò a parlare di fallimento costituzionale dell&#039;Europa, che portò a un nuovo periodo di riflessione in cui l&#039;Unione Europea dovette ripensare e in parte ridimensionare le proprie ambizioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ha avuto così inizio il cammino che avrebbe poi portato al Trattato di Lisbona, con il quale si abbandonò formalmente la Costituzione, pur mantenendone la sostanza. Dopo la bocciatura dei referendum, l&#039;unica strada percorribile risultò essere quella di uno strumento essenzialmente tecnico con un basso profilo politico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così, il 13 dicembre 2007, nella capitale portoghese, i capi di Stato e di governo degli Stati membri dell&#039;Unione firmarono il Trattato di Lisbona, che sarebbe entrato in vigore quasi due anni dopo, il 1° dicembre 2009.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vengono confermate alcune innovazioni già presenti nel quadro costituzionale, prima fra tutte la scomparsa della struttura a tre pilastri (Comunità europee, Politica estera e di sicurezza comune e Cooperazione di polizia giudiziaria in materia penale). Gli strumenti giuridici, un tempo indipendenti, vengono infatti unificati attraverso una sostanziale armonizzazione delle procedure e degli atti giuridici dell&#039;Unione, sebbene per il settore della Politica estera e di sicurezza comune (PESC) rimangano applicabili procedure specifiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La riforma ha inoltre ampliato le competenze dell&#039;Unione, estendendo l&#039;ambito di applicazione della procedura legislativa ordinaria e del voto a maggioranza qualificata. Questo processo è particolarmente evidente nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia, dove l&#039;Unione ha sviluppato politiche comuni in materia di asilo, immigrazione e controllo delle frontiere esterne. Tali politiche si fondano sui principi di solidarietà (intesa come equa ripartizione degli oneri di gestione tra gli Stati membri) e di equità (ovvero la parità di trattamento tra i cittadini di paesi terzi e quelli dell&#039;Unione Europea).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il nuovo assetto dell&#039;Unione Europea ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;articolo 47 del Trattato sull&#039;Unione Europea (TUE) stabilisce che l&#039;Unione Europea possiede personalità giuridica unica, semplificando in modo significativo l&#039;architettura istituzionale. In precedenza, il TUE e il Trattato che istituiva la Comunità Europea (TCE) facevano riferimento a due soggetti giuridici distinti (l&#039;Unione e la Comunità) e a due ordinamenti giuridici differenti (il diritto dell&#039;Unione e quello comunitario), i quali regolavano la complessa struttura articolata in tre pilastri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la riforma, il soggetto giuridico diventa unico – l&#039;Unione Europea – che acquisisce personalità giuridica anche sul piano internazionale, potendo così concludere accordi con Stati terzi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;articolo 1, paragrafo 3, TUE precisa inoltre che l&#039;Unione «sostituisce e succede alla Comunità europea», il cui richiamo all&#039;interno dei due trattati viene eliminato. Pertanto, l&#039;Unione Europea (UE) subentra alla Comunità europea (CE): quest&#039;ultima cessa formalmente di esistere, venendo assorbita dalla prima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il trattato di Lisbona è poi intervenuto in maniera rilevante sul quadro istituzionale dell&#039;Unione. In particolare:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;Parlamento europeo&#039;&#039;&#039; viene rafforzato grazie alle maggiori competenze in materia di bilancio,al ricorso della maggioranza qualificata in molti nuovi settori e sopratutto all&#039;estensione della procedura di codecisione che diventa la procedura legislativa ordinaria.In questo modo il Parlamento a sua volta eletto dai cittadini per mezzo delle elezioni europee si trova ora a operare in condizioni di parità con il consiglio (costituito dai capi di stato e governo degli stati membri) per quanto riguarda l&#039;attività legislativa,e quindi anche su temi come la libertà,la sicurezza e la giustizia&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;Consiglio dell&#039;Unione&#039;&#039;&#039; rimane un&#039;organo non permanente a formazione mutevole e a presidenza rotante. Il Trattato di Lisbona individua però per la prima volta due formazioni tipiche: Il consiglio affari generali che prepara le riunioni de consiglio europeo e il consiglio Affari esteri presieduto dall&#039;Alto rappresentante,che elabora l&#039;azione esterna dell&#039;unione secondo le linee definite dal consiglio europeo e ne assicura la coerenza.Per quanto riguarda il sistema di voto il consiglio delibera a maggioranza semplice tranne in alcuni casi in cui è richiesta la maggioranza qualificata.Dal 1 novembre 2014 è stato introdotto un complicato sistema di &amp;quot;doppia maggioranza&amp;quot;,basato sul 55% degli stati e sul 65% della popolazione:si tratta del riconoscimenti della doppia legittimità dell&#039;Unione(Stati e popoli). E&#039; inoltre possibile per un numero limitato di Stati manifestare una loro opposizione a una decisione eventualmente adottata dalla maggioranza e imporre al consiglio il riesame della questione.&lt;br /&gt;
* La &#039;&#039;&#039;commissione&#039;&#039;&#039; riceve una nuova ridenominazione (commissione europea),in seguito al Trattato di Lisbona riceve una più forte legittimazione democratica attraverso l&#039;eleggibilità parlamentare del presidente.Nel suo ambito viene inoltre istituito l&#039;Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza che riunisce le competenze attribuite precedentemente all&#039;Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune e al membro della commissione europea responsabile per le relazioni esterne,assumento il ruolo di vicepresidente della commissione. Si realizza così un legame orizzontale tra le politiche estere ed esterne dell&#039;Unione:in una prima veste L&#039;alto rappresentante guida la politica estera e di sicurezza dell&#039;Unione,agendo come &amp;quot;mandatario&amp;quot; del consiglio e presiedendone la formazione &amp;quot;Affari esteri&amp;quot;,nonchè contribuendo all&#039;elaborazione di questa politica tramite iniziativa autonoma;nella seconda veste p incaricato delle relazioni esterne con i paesi terzi e degli altri aspetti dell&#039;azione esterna dell&#039;Unione,comprese la cooperazione allo sviluppo e la cooperazione economica-finanziaria.Nell&#039;esercizio di entrambi di questi ruoli e funzioni potrà avvalersi del servizio europeo dell&#039;azione esterna,una diplomazia comune composta da funzionari della commissione,degli Stati membri e del segretariato del consiglio.L&#039;alto rappresentante è incaricato inoltre della coordinazione dell&#039;azione dell&#039;Unione con i paesi terzi e ha il potere di presentare al consiglio proposte in materia.Questa figura introduce quindi una maggiore flessibilità nella dialettica tra unità e diversità all&#039;interno dell&#039;Unione grazie alla possibilità di instaurare cooperazioni rafforzate attivabili con procedure più semplici&lt;br /&gt;
* La &#039;&#039;&#039;Corte di giustizia dell&#039;UE,&#039;&#039;&#039; non più corte di giustizia delle comunità europee,si compone della corte di giustizia stessa,del Tribunale (in precedenza denominato tribunale di primo grado) e da tribunali specializzati&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;consiglio europeo,&#039;&#039;&#039; in precedenza organo politico diventa un&#039;organo giuridico,integrato nei trattati e soggetto al controllo della corte di giustizia. Esso continua a svolgere funzioni di orientamento e di impulso politico, in particolare nell&#039;individuazione degli indirizzi strategici della politica dell&#039;Unione e nei casi previsti dal trattato può intervenire nell&#039;attività normativa pronunciandosi all&#039;unanimità o a maggioranza qualificata a seconda dei casi. E&#039; inoltre dotato di un presidente stabile con il compito di rappresentare l&#039;Unione in sede internazionale,nominato dallo stesso consiglio europeo per due anni e mezzo e rinnovabile una sola volta.In questa modo si è assicurata una certa continuità istituzionale all&#039;attività del consiglio europeo:in precedenza si applicava il metodo della rotazione,per cui la presidenza ruotava tra tutti i paesi membri ogni sei mesi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Trattato di Lisbona ha inoltre introdotto piccoli elementi di democrazia partecipativa. In particolare, attraverso la raccolta di un milione di firme, i cittadini possono presentare un&#039;iniziativa popolare alla Commissione, esortandola a elaborare proposte legislative da sottoporre al Consiglio dell&#039;Unione Europea nei settori di competenza dell&#039;Unione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tale meccanismo, tuttavia, non lede il diritto di iniziativa della Commissione, la quale conserva la facoltà di decidere discrezionalmente se accogliere o meno l&#039;invito a presentare proposte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Trattato prevede anche un maggiore coinvolgimento dei parlamenti nazionali nelle attività delle istituzione di Buxelles e Strasburgo,in particolare attraverso dei meccanismi informativi che permettono di essere tenuti al corrente degli atti adottati dalle istituzioni europee,delle domande di adesione di nuovi stati membri e della vigilanza del rispetto del principio di sussidarietà. I parlamenti nazionali possono poi partecipare alla revisione  dei trattati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Continuità o rottura? ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il trattato di Lisbona non sostituisce i vecchi trattati ma a differenza della costituzione europea si pone in continuità con essi limitandosi a emendarli.Esso fallisce nel suo intento di semplificare l&#039;architettura normativa europea anche alla luce dei numerosi protocolli e dichiarazioni allegati al testo,la cui natura è tutt&#039;altro che definita. A differenza del trattato costituzionale scompare la clausola di superiorità del diritto dell&#039;Unione su quello nazionale,anche se si tratta di un mero espediente retorico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le fonti del diritto UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il funzionamento dell&#039;architettura europea è disciplinato da un complesso sistema normativo al cui vertice si pongono le cosidette fonti primarie,costituite dai trattati istitutivi e dai principi generali di ordinamento dell&#039;Unione.Le fonti secondarie sono invece elencate nell&#039;art. 288 del TFUE,che distingue tra atti vincolanti(regolamenti,decisioni,direttive) e atti non vincolanti (raccomandazioni e pareri). Ci sono poi gli atti atipici,ossia quelli che incidono sul funzionamento dell&#039;Unione pur non essendo previsti dai trattati ( o comunque non presenti nell&#039;art. 288 del TFUE). Per poter aver effetto questi atti devono però essere dispiegati negli ordinamenti degli stati membri e laddove ci siano contrasti con il diritto nazionale a prevalere è la normativa europea in virtù del riconoscimento del principio del diritto dell&#039;Unione su quello nazionale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema dell&#039;Unione Europea presenta caratteri peculiari ed è fortemente influenzato dal modo in cui sono distribuiti i pubblici poteri. Ciò deriva dalla natura giuridica dell&#039;Unione, che è &#039;&#039;sui generis&#039;&#039;, ossia a metà strada tra un&#039;organizzazione internazionale classica e una federazione di Stati. Difatti, i governi dei paesi membri hanno limitato la propria sovranità, dando vita a un organismo giuridico indipendente, destinato a integrarsi con i diversi ordinamenti nazionali e in grado di incidere direttamente sulle situazioni giuridiche dei singoli cittadini.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ciò comporta che gli organi europei siano legittimati a emanare provvedimenti di carattere generale e individuale che entrano a far parte dell&#039;ordinamento degli Stati membri senza che sia necessario alcun atto di recepimento da parte delle autorità nazionali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre, a differenza di quanto accade negli ordinamenti statali, nel diritto dell&#039;Unione non esiste una vera e propria gerarchia delle fonti: tutti gli atti hanno formalmente pari forza. Il sistema delle fonti si ispira piuttosto a una concezione di tipo funzionale, dove a ogni politica o competenza è associata una determinata istituzione, chiamata a decidere secondo una specifica maggioranza o procedura, in base a quanto stabilito dall&#039;articolo di riferimento del trattato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Le fonti derivate:atti vincolanti e non vincolanti ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I trattati stabiliscono le competenze e le procedure per l&#039;adozione da parte delle istituzione europee di atti che si pongono al secondo livello del sistema giuridico europeo e costituiscono il diritto dell&#039;unione derivato.Questi sono posti in essere attraverso precisi processi deliberativi e destinati a incidere in modo rilevante sugli ordinamenti giuridici interni e sulle posizioni giuridiche dei singoli,talvolta anche senza un intervento formale del legislatore nazionale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le fonti derivate hanno la loro base giuridica nell&#039; art. 288 del TFUE che sancisce la tipologia degli atti a mezzo dei quali le istituzioni dell&#039;UE esercitano le loro competenze:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* il &#039;&#039;&#039;regolamento&#039;&#039;&#039; ha portata generale. E&#039; obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile a ciascuno degli stati membri&lt;br /&gt;
* la &#039;&#039;&#039;direttiva&#039;&#039;&#039; vincola lo stato membro a cui è rivolta per quanto riguarda il risultato da raggiungere,salvo restando la competenza degli organi nazionali in merito alla forma e ai mezzi&lt;br /&gt;
* la &#039;&#039;&#039;decisione&#039;&#039;&#039; è obbligatoria in tutti i suoi elementi. Se designa dei destinatari è obbligatoria soltanto nei confronti di questi.&lt;br /&gt;
* le &#039;&#039;&#039;raccomandazioni&#039;&#039;&#039; e i &#039;&#039;&#039;pareri&#039;&#039;&#039; non sono vincolanti&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La tipologia di atto da adottare è generalmente prescritta dalle varie disposizioni del trattato (es. art. 218 del TFUE che obbliga il consiglio ad adottare una decisione per autorizzare l&#039;avvio di negoziati di aoccordi internazionali) e in tal caso l&#039;indicazione è vincolante;laddove non ci sia una indicazione specifica,o sia disponibile un&#039;alternativa tra le disposizioni adottabili oppure vi sia una indicazione generica le istituzione possono scegliere l&#039;atto che ritengono più appropriato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Le procedure degli atti ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All’origine dell’Unione Europea, la funzione normativa era esercitata esclusivamente dai governi degli Stati membri, riuniti in seno al Consiglio. Questo assetto contrastava con il principio della separazione dei poteri proprio del diritto comunitario, ma rispecchiava la natura stessa dell’allora Comunità, configurata più come un’organizzazione di Stati che come una comunità di persone.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La prevalenza dell’elemento statale su quello individuale garantiva agli esecutivi nazionali una posizione predominante nei meccanismi decisionali dell’Unione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questa fase iniziale, il Parlamento europeo svolgeva una funzione meramente consultiva. Solo gradualmente si è passati a forme di collaborazione tra Parlamento e Consiglio, fino all’introduzione della procedura di codecisione. Quest’ultima, elevata a procedura legislativa generale dal Trattato di Amsterdam, ha posto le due istituzioni sullo stesso piano nell’adozione degli atti giuridici (oggi denominata procedura legislativa ordinaria).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tuttavia, il principio classico della separazione dei poteri, che costituisce un fondamento del diritto degli Stati membri, non trova piena applicazione nel quadro dell’Unione Europea. A esso si preferisce il principio dell’equilibrio istituzionale, in base al quale tutte le istituzioni partecipano in modo equilibrato al processo legislativo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le principali procedure decisionali sono disciplinate dall’articolo 289 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea (TFUE): la procedura legislativa ordinaria, la procedura legislativa speciale, la procedura di consultazione e la procedura di approvazione. Il criterio che determina il ricorso all’una o all’altra procedura è il diverso grado di coinvolgimento del Parlamento europeo e del Consiglio, a seconda che entrambe le istituzioni partecipino attivamente o che una di esse svolga un ruolo prevalente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se però in base all&#039;art. 16 del TUE Parlamente europeo e consiglio esercitano entrambi la funzione legislativa, secondo l&#039;art. 17  il monopolio dell&#039;iniziativa legislativa spetta alla commissione  europea che quindi esercita un ruolo esclusivo nell&#039;integrazione europea. Essa ha quindi un potere generale di iniziativa nella formazione degli atti dell&#039;UE,rappresentando quindi l&#039;interesse generale dell&#039;Unione Europea. Sono poi i trattati a stabilire quanto poi questo potere viene limitato e affidati a un gruppo di stati,al parlamento europeo,alla BCE,alla corte di giustizia o alla banca europea per gli investimenti,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le istituzioni dell&#039;UE ==&lt;br /&gt;
L’Unione europea si è evoluta da ordinamento settoriale a ordinamento a fini generali, perseguendo obiettivi politici nelle materie rientranti nelle competenze attribuite dai trattati. L’ampliamento delle sfere d’azione e della struttura organizzativa ha rafforzato le istituzioni europee, relegando in secondo piano il ruolo dei corpi amministrativi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In una fase iniziale, l’amministrazione agiva in modo analogo a quello delle altre organizzazioni internazionali, operando in una sorta di vuoto sociale che la portava a intrattenere rapporti prevalentemente con altri soggetti pubblici (nazionali o sovranazionali), trascurando invece il rapporto con l’elettorato. Il potere decisionale era attribuito in via esclusiva al Consiglio, mentre il Parlamento europeo esercitava soltanto funzioni di controllo. In tal modo, la Comunità europea governava, ma mancava una concreta attuazione delle politiche a livello delle amministrazioni nazionali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un’eccezione si riscontrava con riferimento alle organizzazioni professionali (sia dei datori di lavoro sia dei lavoratori) e ai procedimenti diretti a determinare gli indirizzi dell’azione delle istituzioni europee nei singoli settori, in particolare in quello agricolo e nel commercio con i paesi terzi. In questo contesto si è affermato il cosiddetto metodo comunitario, caratterizzato da processi decisionali fondati su ampie consultazioni con le parti interessate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una svolta significativa si è avuta con l’adozione dell’Atto relativo all’elezione dei rappresentanti all’Assemblea a suffragio universale diretto del 20 settembre 1976, che ha sostituito il precedente sistema di elezione indiretta basato su delegati designati dai parlamenti nazionali. Tale Atto ha introdotto regole uniformi per l’elezione, come il principio del voto unico e lo svolgimento contemporaneo delle elezioni in tutti gli Stati membri. In questo modo, il Parlamento ha acquisito una legittimazione diretta dal voto popolare, rafforzando e riequilibrando il proprio potere rispetto a quello del Consiglio, espressione della volontà dei governi degli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il mediatore europeo ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come rimedio alternativo ai problemi di carattere giurisdizionale, è stata introdotta la figura del Mediatore europeo. A tale organo possono rivolgersi i cittadini di uno Stato membro, nonché qualsiasi persona fisica o giuridica residente o avente sede in uno Stato dell’Unione, nei casi di cattiva amministrazione da parte delle istituzioni, degli organi o degli organismi europei, con esclusione della Corte di giustizia e del Tribunale nell’esercizio delle loro funzioni giurisdizionali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per “cattiva amministrazione” si intende sia l’omissione di un atto dovuto, sia l’adozione di comportamenti irregolari o illegittimi. Questa figura è stata introdotta con il Trattato di Maastricht, all’art. 195 del TCE (oggi art. 228 del TFUE). Il Mediatore è nominato dal Parlamento europeo, all’inizio di ogni legislatura, a scrutinio segreto e a maggioranza dei voti espressi; resta in carica fino all’insediamento del suo successore e il suo mandato è rinnovabile. È scelto tra cittadini che offrano garanzie di indipendenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le denunce devono essere presentate direttamente al Mediatore, oppure tramite un membro del Parlamento europeo, entro due anni dalla data in cui il soggetto è venuto a conoscenza del caso di cattiva amministrazione. Ricevuta la denuncia, il Mediatore avvia le indagini: nell’ambito dell’istruttoria, le istituzioni e gli organi dell’Unione sono tenuti a fornirgli tutte le informazioni necessarie, senza poter opporre obblighi di segretezza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qualora accerti un caso di cattiva amministrazione, il Mediatore informa l’istituzione interessata, che dispone di tre mesi per presentare le proprie osservazioni. All’esito di tale fase, egli può chiudere l’indagine con una decisione motivata oppure proseguirla. In quest’ultimo caso, può essere avviato un tentativo di conciliazione volto a risolvere la questione e a soddisfare il denunciante. Se tale tentati«La potenza sovietica, sotto la guida di Stalin, appariva temibile. […] La paura, di fronte a questa minaccia, contribuì potentemente a far comprendere agli Stati europei la loro condizione di debolezza irrimediabile. La coscienza dell’unità europea maturò più rapidamente: le divergenze tra gli Stati europei apparvero meno gravi del loro antagonismo con l’impero sovietico. […] La paura di Stalin, in particolare, contribuì potentemente a far uscire il mondo occidentale dal vicolo cieco in cui era stato spinto nei confronti della Germania.»vo non ha esito positivo, il Mediatore trasmette una relazione al Parlamento europeo — priva di effetti vincolanti per l’istituzione destinataria — nella quale espone i risultati delle indagini e formula eventuali raccomandazioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Mediatore presenta inoltre al Parlamento europeo una relazione annuale sull’attività svolta. I suoi atti non hanno carattere giuridicamente vincolante e il Parlamento esercita su di essi una valutazione di natura politica, che non si configura tuttavia come un controllo sui suoi doveri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Attualità e critiche ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Il pensiero marxista sulle istituzioni europee ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Russofobia ==&lt;br /&gt;
La russofobia non è un fenomeno recente né una semplice reazione emotiva. Come ricostruisce Guy Mettan in &#039;&#039;Russofobia. Mille anni di diffidenza&#039;&#039;, si tratta di un «male antico radicatosi nella coscienza europea già alla fine del XVI secolo»: nel 1591 il letterato inglese Philip Sydney descriveva i moscoviti come «nati-schiavi» che godono «nel vivere sotto la tirannia». Nel corso dei secoli, questo pregiudizio ha assunto forme diverse — religiosa, geopolitica, ideologica — fino a cristallizzarsi nell&#039;immagine della Russia come «anti-Europa», un impero-nazione separato e opposto ai valori della civiltà classica e cristiana.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo il 1945, la russofobia è diventata un fattore politico operativo. La Guerra Fredda ha trasformato la diffidenza storica verso la Russia in una struttura portante del discorso pubblico occidentale, e l&#039;URSS è stata rappresentata come una minaccia esistenziale per l&#039;Europa libera. In questo contesto, il sentimento antirusso non è rimasto confinato alla propaganda: è entrato nei documenti dei padri fondatori dell&#039;Europa unita, contribuendo a definire i confini ideologici del progetto comunitario.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La dichiarazione di Spinelli del 1953 ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il documento chiave è il &#039;&#039;Rapport politique&#039;&#039; che Altiero Spinelli presentò al Secondo Congresso de L&#039;Aja del Mouvement Européen, tenutosi dall&#039;8 al 10 ottobre 1953. In quel rapporto, Spinelli analizza esplicitamente il nesso tra Guerra Fredda e unità europea, e lo fa in termini che oggi appaiono sorprendentemente espliciti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella sezione dedicata alla «congiuntura politica internazionale», Spinelli scrive che la Guerra Fredda ha avuto «conseguenze positive e negative» per la causa dell&#039;unità europea. Tra le conseguenze positive, elenca:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«La puissance soviétique, sous la direction de Staline, apparaissait redoutable. […] La peur, devant cette menace, a contribué puissamment à faire comprendre aux Etats européens leur condition de faiblesse irrémédiable. La conscience de l&#039;unité européenne a mûri plus rapidement : les divergences entre les Etats européens sont apparues moins graves que leur antagonisme avec l&#039;empire soviétique. […] La peur de Staline a, en particulier, puissamment contribué à faire sortir le monde occidental de l&#039;impasse où il était acculé à l&#039;égard de l&#039;Allemagne.»&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«La potenza sovietica, sotto la guida di Stalin, appariva temibile. […] La paura, di fronte a questa minaccia, contribuì potentemente a far comprendere agli Stati europei la loro condizione di debolezza irrimediabile. La coscienza dell’unità europea maturò più rapidamente: le divergenze tra gli Stati europei apparvero meno gravi del loro antagonismo con l’impero sovietico. […] La paura di Stalin, in particolare, contribuì potentemente a far uscire il mondo occidentale dal vicolo cieco in cui era stato spinto nei confronti della Germania.»&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il passaggio è decisivo per almeno tre ragioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Primo: la paura dell&#039;URSS come motore dell&#039;integrazione&#039;&#039;&#039;. Spinelli non presenta l&#039;unità europea come un ideale nato esclusivamente da una scelta positiva di pace e cooperazione. Al contrario, ammette che la minaccia sovietica ha reso «più rapida» la maturazione della coscienza europea, perché ha reso evidente che le divisioni tra Stati europei erano meno gravi del loro antagonismo con l&#039;«impero sovietico». L&#039;unità nasce, in questa lettura, anche come reazione a un pericolo esterno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Secondo: la Russia come «anti-Europa».&#039;&#039;&#039; In altri scritti dello stesso periodo, Spinelli sviluppa l&#039;idea che la Russia non appartenga allo «spirito europeo» e che la sua esclusione dall&#039;unione continentale sia necessaria. La Germania, al contrario, è «essenziale all&#039;unione continentale» proprio perché la sua cultura è inscindibile da quella europea; la Russia, invece, è concepita come un&#039;entità separata, un impero-nazione con una tradizione politica e spirituale altra. Questa distinzione non è solo descrittiva: fonda una geografia politica dell&#039;Europa che esclude la Russia per definizione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Terzo: la guerra contro l&#039;URSS come orizzonte possibile&#039;&#039;&#039;.Esiste una citazione attribuita a Spinelli nel diario europeo il 12 aprile 1953 in cuì diventano più evidenti le strategie nascoste dietro la nascita dell&#039;unione europea &amp;quot;Per quanto non si possa dire pubblicamente,il fatto che l&#039;Europa per nascere,ha bisogno di una forte tensione Russo-americana,e non della distensione,così come per consolidarsi,essa avrà bisogno,di una guerra contro l&#039;Unione Sovietica,da saper fare al momento buono&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;in A.Spinelli,Diario Europeo&lt;br /&gt;
(1948-1969),Il Mulino,1989,p.175&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;blockquote&amp;gt;&amp;lt;/blockquote&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Europa]] [[Categoria:Organizzazioni intergovernative]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Unione_europea&amp;diff=7013</id>
		<title>Unione europea</title>
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		<updated>2026-09-14T09:28:53Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari: /* La dichiarazione di Spinelli del 1953 */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{S}}&lt;br /&gt;
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|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Nome Ufficiale&#039;&#039;&#039;  || | &lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Britannica.png|20px|bordo]] European Union&amp;lt;ref&amp;gt;Il Regno Unito non fa più parte dell&#039;Unione Europea, la bandiera britannica è qui utilizzata per indicare la lingua inglese.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Tedesca.png|20px|bordo]] Europäische Union&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Francese.png|20px|bordo]] Union européenne&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Italiana.png|20px|bordo]] Unione europea&lt;br /&gt;
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|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Abbreviazione&#039;&#039;&#039;  || | &lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Europea.png|20px|bordo]] EU, eu&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Italiana.png|20px|bordo]] UE, ue&lt;br /&gt;
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|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Fondazione&#039;&#039;&#039;  || | 25 marzo 1957 (CEE), 7 febbraio 1992 (ufficiale)&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Causa&#039;&#039;&#039;  || | [[Trattato di Roma]], [[Trattato di Maastricht]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Inno&#039;&#039;&#039;  || | Inno alla Gioia&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
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|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Sedi&#039;&#039;&#039;  || |&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Belga.png|20px|bordo]] [[Bruxelles]], [[Belgio]]&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Lussemburghese.png|20px|bordo]] [[Lussemburgo]], [[Lussemburgo]]&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Francese.png|20px|bordo]] [[Strasburgo]], [[Francia]]&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Tedesca.png|20px|bordo]] [[Francoforte sul Meno]], [[Germania]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Presidente della Commissione&#039;&#039;&#039;  || | [[File:Bandiera Tedesca.png|20px|bordo]] [[Ursula Von der Leyen]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! colspan=2 style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&amp;lt;center&amp;gt;Dati geografici&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;[[Continente]]&#039;&#039;&#039;  || | [[Europa]], con territori appartenenti agli stati membri situati in [[Africa]] ed in [[America]] (regioni ultraperiferiche).&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Superficie&#039;&#039;&#039;  || | 4 233 262 km²&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Popolazione&#039;&#039;&#039;  || | 446 834 578 ab.&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Densità&#039;&#039;&#039;  || | 105,5 ab./km²&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Lingua ufficiale&#039;&#039;&#039;  || | 24 lingue&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
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|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Valuta&#039;&#039;&#039;  || | [[Euro (valuta|Euro]] (ufficiale in 21 paesi), [[Corona ceca]], [[Corona danese]], [[Zloty polacco]], [[Corona svedese]], [[Leu romeno]], [[Fiorino ungherese]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
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|-&lt;br /&gt;
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|}&lt;br /&gt;
&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;unione europea è un&#039;istituzione politica sovranazionale dotata di personalità giuridica all&#039;interno del [[diritto internazionale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Principi e fondamenti giuridici ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;Unione europea è un&#039;organizzazione sovranazionale fondata su un insieme di principi politici e giuridici che regolano i rapporti tra gli Stati membri e le istituzioni comuni. Il suo ordinamento giuridico si è sviluppato progressivamente a partire dalla seconda metà del XX secolo con l’obiettivo dichiarato di promuovere la cooperazione economica, politica e sociale tra i paesi europei, garantendo al contempo stabilità, pace e tutela dei diritti fondamentali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I fondamenti giuridici dell&#039;Unione europea sono contenuti principalmente nei trattati istitutivi, che costituiscono la base dell’intero sistema normativo europeo. Questi trattati sono il risultato di un lungo processo di integrazione, iniziato con il Trattato di Roma del 1957 e successivamente sviluppato attraverso varie riforme, tra cui il Trattato di Maastricht del 1992 e il Trattato di Lisbona del 2007.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da sempre è dibattuta la natura dell’ordinamento giuridico europeo. Tuttavia, con la riforma introdotta dal Trattato di Lisbona è venuta meno la distinzione tra Comunità europea e Unione europea, che sono confluite in un’unica entità. L’Unione europea sostituisce e succede alla Comunità europea, acquisendo una personalità giuridica unica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo alcuni studiosi dei sistemi costituzionali, l’ordinamento giuridico nato in seno alle istituzioni comunitarie rappresenterebbe una sorta di ordinamento federativo di origine associativa e a struttura paritaria. La sua caratteristica fondamentale consiste nel collegare, attraverso vincoli permanenti, le parti costitutive dell’Unione, consentendo al contempo a queste ultime di conservare la propria autonomia e sovranità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altri studiosi hanno invece posto l’accento sul fatto che il processo di integrazione europea sia legato alla nascita di una struttura imperniata, in larga parte, sulla libera azione degli operatori economici e, per la restante parte, su meccanismi di natura pubblicistica. Tale impostazione attribuisce particolare rilievo a un approccio di tipo funzionalista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uno dei principi fondamentali dell’ordinamento giuridico dell’Unione è il principio di attribuzione delle competenze. In base a questo principio, l’Unione può esercitare solo le competenze che gli Stati membri le hanno esplicitamente conferito attraverso i trattati. Tutte le competenze non attribuite all’Unione restano pertanto agli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altri principi come quello di principi di sussidiarietà e proporzionalità si sono sviluppati progressivamente nel corso del tempo, ma sono stati formalmente inseriti nei trattati negli anni Novanta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[principio di sussidarietà]] iniziò a comparire nel dibattito sull’integrazione europea già negli anni Settanta. Una prima formulazione esplicita si trova nel Rapporto Tindemans del 1975, che proponeva di attribuire alle istituzioni europee soltanto quelle competenze che gli Stati membri non erano in grado di esercitare efficacemente da soli. Successivamente il concetto fu ripreso in diversi progetti di riforma istituzionale negli anni Ottanta. Tuttavia, esso venne formalmente introdotto nel diritto dell’Unione europea con il Trattato di Maastricht del 1992, che lo inserì tra i principi fondamentali per regolare la ripartizione delle competenze tra l’Unione e gli Stati membri. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il principio di proporzionalità, invece, ha origini leggermente precedenti nel diritto comunitario. Esso era già stato elaborato nella giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea negli anni Settanta come criterio per controllare che le istituzioni comunitarie non adottassero misure eccessive rispetto agli obiettivi perseguiti. Anche questo principio fu poi riconosciuto esplicitamente nei trattati e consolidato con il Trattato di Maastricht del 1992, insieme al principio di sussidiarietà.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema giuridico dell’Unione europea si caratterizza inoltre per alcune peculiarità che lo distinguono dal diritto internazionale tradizionale. In particolare, la giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea ha affermato due principi fondamentali: il principio del primato del diritto dell’Unione e quello dell’effetto diretto. Il primato stabilisce che, in caso di conflitto, le norme del diritto dell’Unione prevalgono su quelle nazionali degli Stati membri. L’effetto diretto, invece, consente ai cittadini di invocare alcune norme europee direttamente davanti ai giudici nazionali senza la necessità di un recepimento nella legislazione interna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Storia ==&lt;br /&gt;
La fine della Seconda guerra mondiale vide l&#039;Europa fare i conti non solo con milioni di morti, ma anche con un&#039;economia in crisi, in un contesto geopolitico in cui gli [[Stati Uniti d&#039;America]] e l&#039;[[Unione Sovietica]] erano risultate le principali vincitrici del conflitto. Alcuni intellettuali, politici e statisti, tra cui Robert Schuman (ministro degli Esteri francese), Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer (rispettivamente capi del governo italiano e tedesco), avviarono una strategia tesa all&#039;unificazione dell&#039;Europa. L&#039;obiettivo principale era impedire il riprodursi di situazioni politiche, economiche e militari che avevano portato il mondo al disastro della guerra. Si sottolineava, in particolare, la necessità di ricucire lo stretto legame tra Francia e Germania, che fino ad allora erano state al centro della &amp;quot;patologia&amp;quot; dei rapporti tra i paesi europei.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All&#039;origine fu soprattutto un accordo di tipo economico: Robert Schuman propose di mettere l&#039;insieme della produzione franco-tedesca di carbone e acciaio sotto un&#039;alta autorità comune, nel quadro di un&#039;organizzazione alla quale avrebbero poi potuto aderire anche altri paesi. La dichiarazione rappresentò così l&#039;inizio del processo di cooperazione tra gli Stati europei, sebbene all&#039;inizio si trattasse soltanto di un&#039;unione di Stati e di cooperazione organizzativa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sorsero non solo diverse organizzazioni che operavano senza un reale collegamento tra loro, come l&#039;OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), l&#039;UEO (Unione europea occidentale) e la NATO (Organizzazione del Trattato dell&#039;Atlantico del Nord), ma anche le Comunità europee: dapprima, con il Trattato di Parigi, la CECA (Comunità europea del carbone e dell&#039;acciaio); quindi la CEE (Comunità economica europea) e la CEEA o EURATOM (Comunità europea dell&#039;energia atomica), entrambe nate il 25 marzo 1957 con la firma dei Trattati di Roma.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;accordo istitutivo della CECA scadeva dopo 50 anni dalla sua entrata in vigore, il 23 luglio 2002. A quella data, gli Stati membri hanno deciso di non rinnovarlo: l&#039;organizzazione si è quindi sciolta e le relative competenze sono state trasferite all&#039;Unione Europea. L&#039;EURATOM, invece, è ancora formalmente operante, sebbene svolga un ruolo marginale rispetto all&#039;Unione, pur non essendo giuridicamente assorbita da quest&#039;ultima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare, la creazione della Comunità economica europea,alla quale fu assegnato il compito di promuovere, mediante l&#039;instaurazione di un mercato comune e il graduale ravvicinamento delle politiche economiche degli Stati membri, uno sviluppo armonioso delle attività economiche nell&#039;insieme delle Comunità (art. 2 TCEE),segna il reale passaggio dalla cooperazione all&#039;integrazione. Per la prima volta venne introdotto un organo dotato di ampia indipendenza deliberativa rispetto agli Stati membri e con forti poteri decisionali nei confronti delle imprese del settore, eliminando le barriere commerciali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Successivamente, con il Trattato di Bruxelles del 1965, si creò il primo scheletro delle istituzioni così come sono oggi. Ciò avvenne fondendo gli esecutivi in un&#039;unica Commissione e un unico Consiglio, oltre a istituire un bilancio unico per le tre Comunità. L&#039;unificazione riguardava però solo gli organi, non le competenze, che restavano distinte: le Comunità continuavano infatti a esercitare poteri differenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== I trattati istitutivi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il trattato di Roma ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la firma del Trattato di Roma Francia,Germania,Italia,Belgio,Olanda e Lussemburgo posero la prima pietra della costruzione dell&#039;Unione Europea attraverso l&#039;istituzione della comunità economica europea. Questo trattato era costituito da 240 articoli,suddiviso in sei parti distinte e preceduto da un preambolo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* la prima parte era dedicata ai principi che avevano ispirato la comunità economica europea attraverso il mercato comune,l&#039;unione doganale e le politiche comuni;&lt;br /&gt;
* la secondo parte riguardava i fondamenti della comunità;essa comprendeva quattro titoli rispettivamente alla libera circolazione delle merci,all&#039;agricoltura ,alla libera circolazione delle persone,dei servizi e dei capitali e dei trasporti.&lt;br /&gt;
* la terza parte riguardava le politiche comuni e comprendeva quattro titoli relativi alle norme comuni,alla politica economica,alla politica sociale e alla banca europea degli investimenti;&lt;br /&gt;
* la quarta parte era dedicata all&#039;associazione dei paesi e dei territori d&#039;oltremare&lt;br /&gt;
* la quinta riguardava le istituzioni e includeva un titolo sulle disposizioni istituzionali e un&#039;altro sulle disposizioni finanziarie&lt;br /&gt;
* l&#039;ultima parte erano delle disposizioni generali e finali&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;intenzione degli Stati firmatari era di creare un mercato comune in cui fosse garantita una libera circolazione dei prodotti (merci e servizi) e dei fattori produttivi (capitale e lavoro), così da eliminare ogni barriera protezionistica e garantire agli Stati maggiori possibilità di espansione. In vista di questo obiettivo furono garantite quattro libertà fondamentali: la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A livello di politica economica, ciò si concretizzò in un regime liberista improntato al principio del mercato aperto e della libera concorrenza, senza il quale la libera circolazione non si sarebbe mai potuta attuare. Questi obbiettivi economici si sono poi realizzati in diverse tappe:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Unione doganale:&#039;&#039;&#039; avviata dal primo luglio 1968 ha comportato la soppressione dei dazi doganali all&#039;interno dell&#039;alora comunità e l&#039;applicazione di una tariffa doganale comune (TDC) applicata alle importazioni dei paesi terzi. Le restrizioni quantitative agli scambi sono state abolite il 31 dicembre 1960 tranne per quelle agricole dove le restrizioni sono state mantenute fino al 1974;&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Accordo di Shengen:&#039;&#039;&#039; è ciò che ha permesso l&#039;effettiva liberalizzazione della circolazione delle persone e la soppressione dei controlli alle frontiere interne tra gli Stati membri, in seguito alla firma avvenuta il 18 giugno 1985 tra Francia, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo e Germania. Successivamente hanno aderito anche gli altri paesi dell&#039;Unione Europea, sebbene attualmente ne siano momentaneamente esclusi Cipro, Croazia, Bulgaria e Romania, che dovrebbero entrare nei prossimi anni. Allo spazio Schengen hanno inoltre aderito anche paesi non UE come Norvegia, Svizzera, Islanda e Liechtenstein, mentre non ne fanno parte Irlanda e Regno Unito.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Atto unico europeo(AUE):&#039;&#039;&#039; fu firmato a Lussemburgo il 17 febbraio 1986 da nove Stati membri e il 28 febbraio 1986 da Danimarca, Italia e Grecia. Esso entrò in vigore il 1° luglio 1987 con l&#039;obiettivo di rilanciare il processo di costruzione europea e realizzare il mercato interno. L&#039;Atto Unico riprese alcuni temi che erano stati oggetto di precedenti trattative internazionali, riguardanti in particolare gli aspetti istituzionali e le politiche europee. Vennero modificati alcuni elementi del Trattato di Roma, attribuendo al Parlamento europeo un ruolo più incisivo e alla Commissione quello di mediatore tra Parlamento e Consiglio nello sviluppo della procedura di cooperazione (ex art. 252 del Trattato CE, antecedente al Trattato di Lisbona).  Tali modifiche valorizzarono il ruolo del Parlamento, assegnandogli il potere di pronunciarsi sull&#039;ammissione di nuovi Stati membri e di concludere accordi con associazioni di paesi terzi e con organizzazioni internazionali.  L&#039;Atto Unico Europeo sancì inoltre l&#039;esistenza del Consiglio europeo, pur senza precisarne compiutamente le competenze, istituzionalizzando di fatto i vertici periodici tra i capi di Stato e di governo.Furono inoltre gettate le basi del Tribunale di primo grado, con l&#039;obiettivo di snellire il carico di lavoro della Corte di Giustizia europea e di introdurre un doppio grado di giudizio, analogamente a quanto avviene nelle giurisdizioni nazionali.Inoltre, l&#039;Atto ha ampliato gli ambiti di competenza della Comunità, offrendo una base giuridica per l&#039;azione comune in settori quali il mercato interno, la politica monetaria, la politica sociale, l&#039;ambiente e la ricerca scientifica e tecnologica. Particolare rilievo venne attribuito alla convergenza delle politiche economiche e monetarie (art. 102A del TCE, introdotto dall&#039;Atto Unico Europeo). Per quanto riguarda la coesione economica e sociale, furono invece adottate politiche strutturali volte a ridurre il divario esistente tra le diverse regioni, al fine di colmare il ritardo di quelle più svantaggiate. Gli strumenti operativi individuati per raggiungere tale obiettivo furono i fondi strutturali. Pur rappresentando una tappa fondamentale nel processo di integrazione europea, l&#039;Atto evidenziò come per arrivare a un&#039;autentica Unione Europea fossero necessarie ulteriori riforme istituzionali, preparando il terreno per il successivo Trattato di Maastricht&lt;br /&gt;
=== Il trattato dell&#039; Unione Europea (o trattato di Maastricht) ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fu firmato a Maastricht il 7 febbraio 1992 dai 12 paesi che costituivano la comunità europea ed è entrato in vigore il 1 novembre 1993,è considerato la tappa decisiva per l&#039;affermazione politica-istituzionale dell&#039;Europa,sancendo la nascita dell&#039;Unione Europea.La conseguenza è stata una più larga cessione volontaria da parte degli stati-nazione membri di sovranità con l&#039;obbiettivo di favorire il potenziamento economico e una maggiore integrazione politica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare il trattato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;ha creato una nuova struttura a 3 pilastri:&#039;&#039;&#039; il primo pilastro è costituito dall&#039;ordinamento comunitario ereditando le disposizioni previste dal trattato istitutivo della comunità europea,e quindi di tutte le organizzazione precedentemente create (CECA e EURATOM).Le principali modifiche riguardano principalmente l&#039;apparato istituzionale,ampliamento e rafforzamento di competenze,introducendo anche il principio di sussidarietà.Il secondo pilastro regolato dal titolo V del trattato istituisce una politica comune nei settori della politica estera e della sicurezza (PESC) dove i governi degli stati membri adottano una cooperazione sistematica e azioni comuni.Infine, il terzo pilastro, disciplinato dal Titolo VI del Trattato, era volto alla cooperazione nei settori della giustizia e degli affari interni (CGAI), che fino ad allora era stata condotta in modo occasionale e informale tra gli Stati membri. L&#039;obiettivo enunciato nel preambolo era &amp;quot;garantire la libera circolazione delle persone, assicurando nel contempo la sicurezza dei loro popoli&amp;quot;.Per realizzare questo obiettivo furono individuate questioni di interesse comune, quali la politica di asilo, l&#039;immigrazione e la cooperazione giudiziaria in materia civile e penale. La loro trattazione rimaneva tuttavia di esclusiva competenza degli Stati membri, sebbene fosse prevista la possibilità di un successivo trasferimento all&#039;Unione. In particolare, il Trattato di Maastricht ha rappresentato un passo in avanti rispetto all&#039;Accordo di Schengen, prevedendo la possibilità di elaborare politiche comuni in materia di immigrazione e di trattamento dei cittadini di paesi terzi. A tal fine fu adottata la logica intergovernativa, nella quale il principio di unanimità riveste un ruolo centrale per l&#039;adozione di qualsiasi provvedimento.  Questa struttura a tre pilastri rappresentò un compromesso tra gli Stati membri: da un lato, coloro che desideravano un contesto giuridico unitario; dall&#039;altro, quelli che intendevano salvaguardare il potere decisionale nazionale. Se per il primo pilastro fu mantenuto il metodo comunitario,per il secondo e il terzo fu adottato il metodo intergovernativo.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;sei nuovi settori:&#039;&#039;&#039; nuove politiche comuni (reti transeuropee,politica industriale,tutela dei consumatori,istruzione e formazione professionale,gioventù e cultura).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;unione monetaria:&#039;&#039;&#039; sono stati fissati i principi e le disposizioni per l&#039;introduzione dell&#039;Euro&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;procedura di codecisione:&#039;&#039;&#039; ciò che era stato già ideato nell&#039;AUE viene disciplinato,con questo trattato il Parlamento europeo viene assegnato il potere di adottare una serie di atti congiuntamente con il consiglio dell&#039;Unione Europea;&lt;br /&gt;
Per quanto riguarda l&#039;assetto istituzionale maggiore rilevanza fu data al Parlamento europeo che ha assunto un ruolo più rilevante nella formazione degli atti giuridici e una maggiore rappresentività dei partiti politici. Alla commissione fu aumentata di 1 anno (da 4 a 5) la durata del suo mandato per uniformarla al resto del Parlamento,relativamente al consiglio si è intervenuto sui meccanismi decisionali per snellire le procedure allo scopo dichiarato di renderle più efficienti e democratiche:ciò ha favorito il ricordo alla &#039;&#039;maggioranza qualificata&#039;&#039;  per la maggior parte delle decisioni contemplate dalla procedura di codecisione e per tutte le decisioni adottate secondo la procedura di cooperazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altre modifiche di tipo istituzionale hanno riguardato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;La corte dei conti:&#039;&#039;&#039; incaricata di effettuare il controllo contabile e l&#039;esame del bilancio dell&#039;Unione e divenuta una istituzione europea con Maastricht&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;istituto monetario europeo:&#039;&#039;&#039; cui era affidato il compito di gestire il processo per l&#039;introduzione dell&#039;Euro e che avrebbe ceduto il passo alla banca centrale europea (BCE) con l&#039;effettiva circolazione della nuova moneta&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Il comitato delle regioni:&#039;&#039;&#039; nuovo organo a carattere consultivo composto dai rappresentanti degli enti regionali e con una struttura analoga a quella del già operante comitato economico e sociale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Amsterdam ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Firmato il 2 ottobre 1997 ed entrato in vigore il 1 maggio 1999 è il risultato di due anni di confronti e trattative nell&#039;ambito della conferenza dei rappresentati dei governi degli stati membri(iniziata nel maggio 1997 e terminata il 18 giugno 1997) la cui istituzione era già prevista dal trattato di Maastricht che nelle disposizioni finali invitava gli stati membri a convocare una conferenza intergovernativa (CIG) per la sua revisione.L&#039;obbiettivo,in primo luogo era il riassetto delle condizioni politiche e istituzionali dell&#039; Unione per affrontare le sfide del futuro nelle migliori condizioni tenendo conto della rapida evoluzione del quadro internazionale e dell&#039;adesione dei nuovi stati membri provenienti in particolare dall&#039;Europa orientale e alla globalizzazione dell&#039;economia e le sue ripercussioni sull&#039;occupazione,al terrorismo,alla criminalità internazionale,al traffico di stupefacenti,agli squilibri ecologici e ai rischi per la salute pubblica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ciò si è realizzato attraverso una modifica e una ridenominazione dei trattati UE e CE, intervenendo su quattro obiettivi fondamentali:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* porre l&#039;occupazione e i diritti dei cittadini come punto principale dell&#039;Unione&lt;br /&gt;
* eliminare gli ultimi ostacoli alla libera circolazione e rafforzare la sicurezza&lt;br /&gt;
* permettere all&#039;Europa di esercitare maggiore influenza sulla scena mondiale&lt;br /&gt;
* rendere più efficace l&#039;architettura istituzionale dell&#039;Unione&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con il trattato di Amsterdam si sono quindi rafforzati i poteri delle istituzioni europee,in particolare del Parlamento e posta una maggiore attenzione per il cittadino europeo attraverso misure per combattere la disoccupazione el&#039;esclusione sociale.Inoltre i considerazioni dei mutamenti economici e sociali intervenuti nel mercato dei prodotti e dei servizi la politica dei consumatori è diventata competenza dell&#039;Unione. Per quanto riguarda gli aspetti burocratici, in particolare i procedimenti decisionali c&#039; è stata una profonda revisione nel senso della semplificazione attraverso una estensione della procedura di codecisione a nuove materie e ampliando i casi in cui il consiglio può decidere a maggioranza qualificata invece che all&#039;unanimità Con Amsterdam il terzo pilastro non è stato cancellato ma è diventato un&#039;ambito politico-istituzionale che si occupa solo di cooperazione di polizia e giudiziari in materia penale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nonostante i nuovi ambiti di competenza introdotti i risultati raggiunti non sono apparsi soddisfacenti in particolare per quanto riguarda gli adeguamenti istituzionali in previsione di un&#039;allargamento dell&#039;Unione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Nizza ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Approvato dal consiglio europeo di Nizza l&#039;11 dicembre 2000 e firmato il 26 febbraio  2001 al termine di una lunga trattativa diplomatica è entrato in vigore il 1 febbraio 2003. Anche il trattato di Amsterdam prevedeva esattamente come il trattato di Maastricht in un protocollo allegato la possibilità di una revisione ad opera di una conferenza intergovernativa,che, in questo caso venne avviata il 14 febbraio 2000 allo scopo di adattare le istituzioni europee all&#039;acquisizione di nuovo membri avviando le riforme istituzionali che il trattato di Amsterdam non era riuscito a fare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le principali modifiche sono state:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;estensione del voto a maggioranza qualificata e una nuova ponderazione dei voti in seno al consiglio:&#039;&#039;&#039; lo scopo era evitare lo &amp;quot;stallo decisionale&amp;quot;,per cui si sono limitati i casi per cui un paese possa oppore un veto.Tuttavia alcuni paesi mantennero un veto nella possibilità di oppore un veto su alcuni settori(il Regno unito per fisco e sicurezza sociale,la Germania per asilo e immigrazione,la Spagna per i fondi strutturali e la Francia per l&#039;audiovisivo)&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;semplificazione delle procedure per l&#039;attivazione della cooperazione rafforzata:&#039;&#039;&#039; Il trattato di Amsterdam prevedeva la possibilità per gli stati membri di cooperare nell&#039;interesse dell&#039;unione anche qualora non tutti fossero disposti a parteciparvi nell&#039;immediato.Il trattato di Nizza ha consolidato questa procedura eliminando la facoltà per ogni membro di opporre un veto a una cooperazione rafforzata imponendo un minimo di otto stati per avviare una cooperazione  e prevedendo la possibilità di estendere il meccanismo alla politica estera e di sicurezza,esclusa però la difesa.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;riforma del sistema giurisdizionale&#039;&#039;&#039; dell&#039;unione,attraverso una nuova riapartizione di seggi nel parlamento europeo e l&#039;estensione della procedura di codecisione&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;la modifica della struttura delle istituzioni,&#039;&#039;&#039; in particolare per quanto riguarda la commissione europea.Il trattato statuì di limitare a partire dal 2005 la composzione della commissione assegnando un rappresentante a ogni stato membro.Furono anche rafforzati i poteri del presidente della commissione,consentendogli di decidere la suddivisione del portafogli e di porcedere a un rimpasto delle competenze durante il mandato. Fu inoltre rafforzato il ruolo di colegislatore del parlamento.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;modifica della procedura relativa alla constatazione di una grave violazione di uno stato membro,&#039;&#039;&#039; di uno o più principi fondamentali dell&#039;Unione.Il trattato ha introdotto una fase di preallarme che consente di intervenire con raccomandazioni qual&#039;ora c&#039; è l&#039; evidente rischio di violazione (non più quindi una violazione certa) dei principi fondamentali da parte di uno Stato. Prima di procedere in tal senso era prevista la possibilità di far intervenire personalità indipendenti al fine di presentare un rapporto sullo stato membro in questione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Allegati al trattato di Nizza si trovano anche protocolli addizionali e varie dichiarazioni adottare dalla conferenza intergovernativa.Importante fu la &#039;&#039;&#039;dichiarazione sul futuro dell&#039; unione&#039;&#039;&#039; nella quale gli stati membri auspicano al&#039;avvio di un dibattito più ampio e approfondito sul futuro dell&#039;Unione Europea.Essa individuava quattro grandi temi di riflessione:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;delimitazione delle competenze&#039;&#039;&#039; tra l&#039;unione Europea e gli stati membri,che rispecchi il principio di sussidarietà&lt;br /&gt;
* lo status della &#039;&#039;&#039;carta dei diritti fondamentali dell&#039;unione Europea,&#039;&#039;&#039; proclamata a Nizza&lt;br /&gt;
* la &#039;&#039;&#039;semplificazione dei trattati,&#039;&#039;&#039; al fine di renderli più chiari e meglio comprensibili senza modificarne la sostanza&lt;br /&gt;
* il ruolo &#039;&#039;&#039;dei parlamenti nazionali&#039;&#039;&#039; nell&#039;architettura europea&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre anche in questo caso viene prevista la possibilità di convocare nel 2004 una nuova conferenza intergovernativa per procedere a ulteriori revisioni e integrazioni&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Lisbona ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 2004, al termine di un lungo e complesso iter diplomatico, è stato approvato il Trattato che adotta una Costituzione per l&#039;Europa. Tuttavia, questo processo subì un&#039;arresto a seguito dell&#039;esito negativo dei referendum promossi in Francia e nei Paesi Bassi. A seguito di questa bocciatura si iniziò a parlare di fallimento costituzionale dell&#039;Europa, che portò a un nuovo periodo di riflessione in cui l&#039;Unione Europea dovette ripensare e in parte ridimensionare le proprie ambizioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ha avuto così inizio il cammino che avrebbe poi portato al Trattato di Lisbona, con il quale si abbandonò formalmente la Costituzione, pur mantenendone la sostanza. Dopo la bocciatura dei referendum, l&#039;unica strada percorribile risultò essere quella di uno strumento essenzialmente tecnico con un basso profilo politico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così, il 13 dicembre 2007, nella capitale portoghese, i capi di Stato e di governo degli Stati membri dell&#039;Unione firmarono il Trattato di Lisbona, che sarebbe entrato in vigore quasi due anni dopo, il 1° dicembre 2009.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vengono confermate alcune innovazioni già presenti nel quadro costituzionale, prima fra tutte la scomparsa della struttura a tre pilastri (Comunità europee, Politica estera e di sicurezza comune e Cooperazione di polizia giudiziaria in materia penale). Gli strumenti giuridici, un tempo indipendenti, vengono infatti unificati attraverso una sostanziale armonizzazione delle procedure e degli atti giuridici dell&#039;Unione, sebbene per il settore della Politica estera e di sicurezza comune (PESC) rimangano applicabili procedure specifiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La riforma ha inoltre ampliato le competenze dell&#039;Unione, estendendo l&#039;ambito di applicazione della procedura legislativa ordinaria e del voto a maggioranza qualificata. Questo processo è particolarmente evidente nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia, dove l&#039;Unione ha sviluppato politiche comuni in materia di asilo, immigrazione e controllo delle frontiere esterne. Tali politiche si fondano sui principi di solidarietà (intesa come equa ripartizione degli oneri di gestione tra gli Stati membri) e di equità (ovvero la parità di trattamento tra i cittadini di paesi terzi e quelli dell&#039;Unione Europea).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il nuovo assetto dell&#039;Unione Europea ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;articolo 47 del Trattato sull&#039;Unione Europea (TUE) stabilisce che l&#039;Unione Europea possiede personalità giuridica unica, semplificando in modo significativo l&#039;architettura istituzionale. In precedenza, il TUE e il Trattato che istituiva la Comunità Europea (TCE) facevano riferimento a due soggetti giuridici distinti (l&#039;Unione e la Comunità) e a due ordinamenti giuridici differenti (il diritto dell&#039;Unione e quello comunitario), i quali regolavano la complessa struttura articolata in tre pilastri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la riforma, il soggetto giuridico diventa unico – l&#039;Unione Europea – che acquisisce personalità giuridica anche sul piano internazionale, potendo così concludere accordi con Stati terzi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;articolo 1, paragrafo 3, TUE precisa inoltre che l&#039;Unione «sostituisce e succede alla Comunità europea», il cui richiamo all&#039;interno dei due trattati viene eliminato. Pertanto, l&#039;Unione Europea (UE) subentra alla Comunità europea (CE): quest&#039;ultima cessa formalmente di esistere, venendo assorbita dalla prima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il trattato di Lisbona è poi intervenuto in maniera rilevante sul quadro istituzionale dell&#039;Unione. In particolare:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;Parlamento europeo&#039;&#039;&#039; viene rafforzato grazie alle maggiori competenze in materia di bilancio,al ricorso della maggioranza qualificata in molti nuovi settori e sopratutto all&#039;estensione della procedura di codecisione che diventa la procedura legislativa ordinaria.In questo modo il Parlamento a sua volta eletto dai cittadini per mezzo delle elezioni europee si trova ora a operare in condizioni di parità con il consiglio (costituito dai capi di stato e governo degli stati membri) per quanto riguarda l&#039;attività legislativa,e quindi anche su temi come la libertà,la sicurezza e la giustizia&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;Consiglio dell&#039;Unione&#039;&#039;&#039; rimane un&#039;organo non permanente a formazione mutevole e a presidenza rotante. Il Trattato di Lisbona individua però per la prima volta due formazioni tipiche: Il consiglio affari generali che prepara le riunioni de consiglio europeo e il consiglio Affari esteri presieduto dall&#039;Alto rappresentante,che elabora l&#039;azione esterna dell&#039;unione secondo le linee definite dal consiglio europeo e ne assicura la coerenza.Per quanto riguarda il sistema di voto il consiglio delibera a maggioranza semplice tranne in alcuni casi in cui è richiesta la maggioranza qualificata.Dal 1 novembre 2014 è stato introdotto un complicato sistema di &amp;quot;doppia maggioranza&amp;quot;,basato sul 55% degli stati e sul 65% della popolazione:si tratta del riconoscimenti della doppia legittimità dell&#039;Unione(Stati e popoli). E&#039; inoltre possibile per un numero limitato di Stati manifestare una loro opposizione a una decisione eventualmente adottata dalla maggioranza e imporre al consiglio il riesame della questione.&lt;br /&gt;
* La &#039;&#039;&#039;commissione&#039;&#039;&#039; riceve una nuova ridenominazione (commissione europea),in seguito al Trattato di Lisbona riceve una più forte legittimazione democratica attraverso l&#039;eleggibilità parlamentare del presidente.Nel suo ambito viene inoltre istituito l&#039;Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza che riunisce le competenze attribuite precedentemente all&#039;Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune e al membro della commissione europea responsabile per le relazioni esterne,assumento il ruolo di vicepresidente della commissione. Si realizza così un legame orizzontale tra le politiche estere ed esterne dell&#039;Unione:in una prima veste L&#039;alto rappresentante guida la politica estera e di sicurezza dell&#039;Unione,agendo come &amp;quot;mandatario&amp;quot; del consiglio e presiedendone la formazione &amp;quot;Affari esteri&amp;quot;,nonchè contribuendo all&#039;elaborazione di questa politica tramite iniziativa autonoma;nella seconda veste p incaricato delle relazioni esterne con i paesi terzi e degli altri aspetti dell&#039;azione esterna dell&#039;Unione,comprese la cooperazione allo sviluppo e la cooperazione economica-finanziaria.Nell&#039;esercizio di entrambi di questi ruoli e funzioni potrà avvalersi del servizio europeo dell&#039;azione esterna,una diplomazia comune composta da funzionari della commissione,degli Stati membri e del segretariato del consiglio.L&#039;alto rappresentante è incaricato inoltre della coordinazione dell&#039;azione dell&#039;Unione con i paesi terzi e ha il potere di presentare al consiglio proposte in materia.Questa figura introduce quindi una maggiore flessibilità nella dialettica tra unità e diversità all&#039;interno dell&#039;Unione grazie alla possibilità di instaurare cooperazioni rafforzate attivabili con procedure più semplici&lt;br /&gt;
* La &#039;&#039;&#039;Corte di giustizia dell&#039;UE,&#039;&#039;&#039; non più corte di giustizia delle comunità europee,si compone della corte di giustizia stessa,del Tribunale (in precedenza denominato tribunale di primo grado) e da tribunali specializzati&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;consiglio europeo,&#039;&#039;&#039; in precedenza organo politico diventa un&#039;organo giuridico,integrato nei trattati e soggetto al controllo della corte di giustizia. Esso continua a svolgere funzioni di orientamento e di impulso politico, in particolare nell&#039;individuazione degli indirizzi strategici della politica dell&#039;Unione e nei casi previsti dal trattato può intervenire nell&#039;attività normativa pronunciandosi all&#039;unanimità o a maggioranza qualificata a seconda dei casi. E&#039; inoltre dotato di un presidente stabile con il compito di rappresentare l&#039;Unione in sede internazionale,nominato dallo stesso consiglio europeo per due anni e mezzo e rinnovabile una sola volta.In questa modo si è assicurata una certa continuità istituzionale all&#039;attività del consiglio europeo:in precedenza si applicava il metodo della rotazione,per cui la presidenza ruotava tra tutti i paesi membri ogni sei mesi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Trattato di Lisbona ha inoltre introdotto piccoli elementi di democrazia partecipativa. In particolare, attraverso la raccolta di un milione di firme, i cittadini possono presentare un&#039;iniziativa popolare alla Commissione, esortandola a elaborare proposte legislative da sottoporre al Consiglio dell&#039;Unione Europea nei settori di competenza dell&#039;Unione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tale meccanismo, tuttavia, non lede il diritto di iniziativa della Commissione, la quale conserva la facoltà di decidere discrezionalmente se accogliere o meno l&#039;invito a presentare proposte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Trattato prevede anche un maggiore coinvolgimento dei parlamenti nazionali nelle attività delle istituzione di Buxelles e Strasburgo,in particolare attraverso dei meccanismi informativi che permettono di essere tenuti al corrente degli atti adottati dalle istituzioni europee,delle domande di adesione di nuovi stati membri e della vigilanza del rispetto del principio di sussidarietà. I parlamenti nazionali possono poi partecipare alla revisione  dei trattati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Continuità o rottura? ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il trattato di Lisbona non sostituisce i vecchi trattati ma a differenza della costituzione europea si pone in continuità con essi limitandosi a emendarli.Esso fallisce nel suo intento di semplificare l&#039;architettura normativa europea anche alla luce dei numerosi protocolli e dichiarazioni allegati al testo,la cui natura è tutt&#039;altro che definita. A differenza del trattato costituzionale scompare la clausola di superiorità del diritto dell&#039;Unione su quello nazionale,anche se si tratta di un mero espediente retorico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le fonti del diritto UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il funzionamento dell&#039;architettura europea è disciplinato da un complesso sistema normativo al cui vertice si pongono le cosidette fonti primarie,costituite dai trattati istitutivi e dai principi generali di ordinamento dell&#039;Unione.Le fonti secondarie sono invece elencate nell&#039;art. 288 del TFUE,che distingue tra atti vincolanti(regolamenti,decisioni,direttive) e atti non vincolanti (raccomandazioni e pareri). Ci sono poi gli atti atipici,ossia quelli che incidono sul funzionamento dell&#039;Unione pur non essendo previsti dai trattati ( o comunque non presenti nell&#039;art. 288 del TFUE). Per poter aver effetto questi atti devono però essere dispiegati negli ordinamenti degli stati membri e laddove ci siano contrasti con il diritto nazionale a prevalere è la normativa europea in virtù del riconoscimento del principio del diritto dell&#039;Unione su quello nazionale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema dell&#039;Unione Europea presenta caratteri peculiari ed è fortemente influenzato dal modo in cui sono distribuiti i pubblici poteri. Ciò deriva dalla natura giuridica dell&#039;Unione, che è &#039;&#039;sui generis&#039;&#039;, ossia a metà strada tra un&#039;organizzazione internazionale classica e una federazione di Stati. Difatti, i governi dei paesi membri hanno limitato la propria sovranità, dando vita a un organismo giuridico indipendente, destinato a integrarsi con i diversi ordinamenti nazionali e in grado di incidere direttamente sulle situazioni giuridiche dei singoli cittadini.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ciò comporta che gli organi europei siano legittimati a emanare provvedimenti di carattere generale e individuale che entrano a far parte dell&#039;ordinamento degli Stati membri senza che sia necessario alcun atto di recepimento da parte delle autorità nazionali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre, a differenza di quanto accade negli ordinamenti statali, nel diritto dell&#039;Unione non esiste una vera e propria gerarchia delle fonti: tutti gli atti hanno formalmente pari forza. Il sistema delle fonti si ispira piuttosto a una concezione di tipo funzionale, dove a ogni politica o competenza è associata una determinata istituzione, chiamata a decidere secondo una specifica maggioranza o procedura, in base a quanto stabilito dall&#039;articolo di riferimento del trattato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Le fonti derivate:atti vincolanti e non vincolanti ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I trattati stabiliscono le competenze e le procedure per l&#039;adozione da parte delle istituzione europee di atti che si pongono al secondo livello del sistema giuridico europeo e costituiscono il diritto dell&#039;unione derivato.Questi sono posti in essere attraverso precisi processi deliberativi e destinati a incidere in modo rilevante sugli ordinamenti giuridici interni e sulle posizioni giuridiche dei singoli,talvolta anche senza un intervento formale del legislatore nazionale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le fonti derivate hanno la loro base giuridica nell&#039; art. 288 del TFUE che sancisce la tipologia degli atti a mezzo dei quali le istituzioni dell&#039;UE esercitano le loro competenze:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* il &#039;&#039;&#039;regolamento&#039;&#039;&#039; ha portata generale. E&#039; obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile a ciascuno degli stati membri&lt;br /&gt;
* la &#039;&#039;&#039;direttiva&#039;&#039;&#039; vincola lo stato membro a cui è rivolta per quanto riguarda il risultato da raggiungere,salvo restando la competenza degli organi nazionali in merito alla forma e ai mezzi&lt;br /&gt;
* la &#039;&#039;&#039;decisione&#039;&#039;&#039; è obbligatoria in tutti i suoi elementi. Se designa dei destinatari è obbligatoria soltanto nei confronti di questi.&lt;br /&gt;
* le &#039;&#039;&#039;raccomandazioni&#039;&#039;&#039; e i &#039;&#039;&#039;pareri&#039;&#039;&#039; non sono vincolanti&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La tipologia di atto da adottare è generalmente prescritta dalle varie disposizioni del trattato (es. art. 218 del TFUE che obbliga il consiglio ad adottare una decisione per autorizzare l&#039;avvio di negoziati di aoccordi internazionali) e in tal caso l&#039;indicazione è vincolante;laddove non ci sia una indicazione specifica,o sia disponibile un&#039;alternativa tra le disposizioni adottabili oppure vi sia una indicazione generica le istituzione possono scegliere l&#039;atto che ritengono più appropriato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Le procedure degli atti ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All’origine dell’Unione Europea, la funzione normativa era esercitata esclusivamente dai governi degli Stati membri, riuniti in seno al Consiglio. Questo assetto contrastava con il principio della separazione dei poteri proprio del diritto comunitario, ma rispecchiava la natura stessa dell’allora Comunità, configurata più come un’organizzazione di Stati che come una comunità di persone.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La prevalenza dell’elemento statale su quello individuale garantiva agli esecutivi nazionali una posizione predominante nei meccanismi decisionali dell’Unione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questa fase iniziale, il Parlamento europeo svolgeva una funzione meramente consultiva. Solo gradualmente si è passati a forme di collaborazione tra Parlamento e Consiglio, fino all’introduzione della procedura di codecisione. Quest’ultima, elevata a procedura legislativa generale dal Trattato di Amsterdam, ha posto le due istituzioni sullo stesso piano nell’adozione degli atti giuridici (oggi denominata procedura legislativa ordinaria).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tuttavia, il principio classico della separazione dei poteri, che costituisce un fondamento del diritto degli Stati membri, non trova piena applicazione nel quadro dell’Unione Europea. A esso si preferisce il principio dell’equilibrio istituzionale, in base al quale tutte le istituzioni partecipano in modo equilibrato al processo legislativo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le principali procedure decisionali sono disciplinate dall’articolo 289 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea (TFUE): la procedura legislativa ordinaria, la procedura legislativa speciale, la procedura di consultazione e la procedura di approvazione. Il criterio che determina il ricorso all’una o all’altra procedura è il diverso grado di coinvolgimento del Parlamento europeo e del Consiglio, a seconda che entrambe le istituzioni partecipino attivamente o che una di esse svolga un ruolo prevalente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se però in base all&#039;art. 16 del TUE Parlamente europeo e consiglio esercitano entrambi la funzione legislativa, secondo l&#039;art. 17  il monopolio dell&#039;iniziativa legislativa spetta alla commissione  europea che quindi esercita un ruolo esclusivo nell&#039;integrazione europea. Essa ha quindi un potere generale di iniziativa nella formazione degli atti dell&#039;UE,rappresentando quindi l&#039;interesse generale dell&#039;Unione Europea. Sono poi i trattati a stabilire quanto poi questo potere viene limitato e affidati a un gruppo di stati,al parlamento europeo,alla BCE,alla corte di giustizia o alla banca europea per gli investimenti,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le istituzioni dell&#039;UE ==&lt;br /&gt;
L’Unione europea si è evoluta da ordinamento settoriale a ordinamento a fini generali, perseguendo obiettivi politici nelle materie rientranti nelle competenze attribuite dai trattati. L’ampliamento delle sfere d’azione e della struttura organizzativa ha rafforzato le istituzioni europee, relegando in secondo piano il ruolo dei corpi amministrativi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In una fase iniziale, l’amministrazione agiva in modo analogo a quello delle altre organizzazioni internazionali, operando in una sorta di vuoto sociale che la portava a intrattenere rapporti prevalentemente con altri soggetti pubblici (nazionali o sovranazionali), trascurando invece il rapporto con l’elettorato. Il potere decisionale era attribuito in via esclusiva al Consiglio, mentre il Parlamento europeo esercitava soltanto funzioni di controllo. In tal modo, la Comunità europea governava, ma mancava una concreta attuazione delle politiche a livello delle amministrazioni nazionali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un’eccezione si riscontrava con riferimento alle organizzazioni professionali (sia dei datori di lavoro sia dei lavoratori) e ai procedimenti diretti a determinare gli indirizzi dell’azione delle istituzioni europee nei singoli settori, in particolare in quello agricolo e nel commercio con i paesi terzi. In questo contesto si è affermato il cosiddetto metodo comunitario, caratterizzato da processi decisionali fondati su ampie consultazioni con le parti interessate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una svolta significativa si è avuta con l’adozione dell’Atto relativo all’elezione dei rappresentanti all’Assemblea a suffragio universale diretto del 20 settembre 1976, che ha sostituito il precedente sistema di elezione indiretta basato su delegati designati dai parlamenti nazionali. Tale Atto ha introdotto regole uniformi per l’elezione, come il principio del voto unico e lo svolgimento contemporaneo delle elezioni in tutti gli Stati membri. In questo modo, il Parlamento ha acquisito una legittimazione diretta dal voto popolare, rafforzando e riequilibrando il proprio potere rispetto a quello del Consiglio, espressione della volontà dei governi degli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il mediatore europeo ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come rimedio alternativo ai problemi di carattere giurisdizionale, è stata introdotta la figura del Mediatore europeo. A tale organo possono rivolgersi i cittadini di uno Stato membro, nonché qualsiasi persona fisica o giuridica residente o avente sede in uno Stato dell’Unione, nei casi di cattiva amministrazione da parte delle istituzioni, degli organi o degli organismi europei, con esclusione della Corte di giustizia e del Tribunale nell’esercizio delle loro funzioni giurisdizionali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per “cattiva amministrazione” si intende sia l’omissione di un atto dovuto, sia l’adozione di comportamenti irregolari o illegittimi. Questa figura è stata introdotta con il Trattato di Maastricht, all’art. 195 del TCE (oggi art. 228 del TFUE). Il Mediatore è nominato dal Parlamento europeo, all’inizio di ogni legislatura, a scrutinio segreto e a maggioranza dei voti espressi; resta in carica fino all’insediamento del suo successore e il suo mandato è rinnovabile. È scelto tra cittadini che offrano garanzie di indipendenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le denunce devono essere presentate direttamente al Mediatore, oppure tramite un membro del Parlamento europeo, entro due anni dalla data in cui il soggetto è venuto a conoscenza del caso di cattiva amministrazione. Ricevuta la denuncia, il Mediatore avvia le indagini: nell’ambito dell’istruttoria, le istituzioni e gli organi dell’Unione sono tenuti a fornirgli tutte le informazioni necessarie, senza poter opporre obblighi di segretezza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qualora accerti un caso di cattiva amministrazione, il Mediatore informa l’istituzione interessata, che dispone di tre mesi per presentare le proprie osservazioni. All’esito di tale fase, egli può chiudere l’indagine con una decisione motivata oppure proseguirla. In quest’ultimo caso, può essere avviato un tentativo di conciliazione volto a risolvere la questione e a soddisfare il denunciante. Se tale tentati«La potenza sovietica, sotto la guida di Stalin, appariva temibile. […] La paura, di fronte a questa minaccia, contribuì potentemente a far comprendere agli Stati europei la loro condizione di debolezza irrimediabile. La coscienza dell’unità europea maturò più rapidamente: le divergenze tra gli Stati europei apparvero meno gravi del loro antagonismo con l’impero sovietico. […] La paura di Stalin, in particolare, contribuì potentemente a far uscire il mondo occidentale dal vicolo cieco in cui era stato spinto nei confronti della Germania.»vo non ha esito positivo, il Mediatore trasmette una relazione al Parlamento europeo — priva di effetti vincolanti per l’istituzione destinataria — nella quale espone i risultati delle indagini e formula eventuali raccomandazioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Mediatore presenta inoltre al Parlamento europeo una relazione annuale sull’attività svolta. I suoi atti non hanno carattere giuridicamente vincolante e il Parlamento esercita su di essi una valutazione di natura politica, che non si configura tuttavia come un controllo sui suoi doveri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Attualità e critiche ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Il pensiero marxista sulle istituzioni europee ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Russofobia ==&lt;br /&gt;
La russofobia non è un fenomeno recente né una semplice reazione emotiva. Come ricostruisce Guy Mettan in &#039;&#039;Russofobia. Mille anni di diffidenza&#039;&#039;, si tratta di un «male antico radicatosi nella coscienza europea già alla fine del XVI secolo»: nel 1591 il letterato inglese Philip Sydney descriveva i moscoviti come «nati-schiavi» che godono «nel vivere sotto la tirannia». Nel corso dei secoli, questo pregiudizio ha assunto forme diverse — religiosa, geopolitica, ideologica — fino a cristallizzarsi nell&#039;immagine della Russia come «anti-Europa», un impero-nazione separato e opposto ai valori della civiltà classica e cristiana.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo il 1945, la russofobia è diventata un fattore politico operativo. La Guerra Fredda ha trasformato la diffidenza storica verso la Russia in una struttura portante del discorso pubblico occidentale, e l&#039;URSS è stata rappresentata come una minaccia esistenziale per l&#039;Europa libera. In questo contesto, il sentimento antirusso non è rimasto confinato alla propaganda: è entrato nei documenti dei padri fondatori dell&#039;Europa unita, contribuendo a definire i confini ideologici del progetto comunitario.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La dichiarazione di Spinelli del 1953 ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il documento chiave è il &#039;&#039;Rapport politique&#039;&#039; che Altiero Spinelli presentò al Secondo Congresso de L&#039;Aja del Mouvement Européen, tenutosi dall&#039;8 al 10 ottobre 1953. In quel rapporto, Spinelli analizza esplicitamente il nesso tra Guerra Fredda e unità europea, e lo fa in termini che oggi appaiono sorprendentemente espliciti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella sezione dedicata alla «congiuntura politica internazionale», Spinelli scrive che la Guerra Fredda ha avuto «conseguenze positive e negative» per la causa dell&#039;unità europea. Tra le conseguenze positive, elenca:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«La puissance soviétique, sous la direction de Staline, apparaissait redoutable. […] La peur, devant cette menace, a contribué puissamment à faire comprendre aux Etats européens leur condition de faiblesse irrémédiable. La conscience de l&#039;unité européenne a mûri plus rapidement : les divergences entre les Etats européens sont apparues moins graves que leur antagonisme avec l&#039;empire soviétique. […] La peur de Staline a, en particulier, puissamment contribué à faire sortir le monde occidental de l&#039;impasse où il était acculé à l&#039;égard de l&#039;Allemagne.»&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«La potenza sovietica, sotto la guida di Stalin, appariva temibile. […] La paura, di fronte a questa minaccia, contribuì potentemente a far comprendere agli Stati europei la loro condizione di debolezza irrimediabile. La coscienza dell’unità europea maturò più rapidamente: le divergenze tra gli Stati europei apparvero meno gravi del loro antagonismo con l’impero sovietico. […] La paura di Stalin, in particolare, contribuì potentemente a far uscire il mondo occidentale dal vicolo cieco in cui era stato spinto nei confronti della Germania.»&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il passaggio è decisivo per almeno tre ragioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Primo: la paura dell&#039;URSS come motore dell&#039;integrazione&#039;&#039;&#039;. Spinelli non presenta l&#039;unità europea come un ideale nato esclusivamente da una scelta positiva di pace e cooperazione. Al contrario, ammette che la minaccia sovietica ha reso «più rapida» la maturazione della coscienza europea, perché ha reso evidente che le divisioni tra Stati europei erano meno gravi del loro antagonismo con l&#039;«impero sovietico». L&#039;unità nasce, in questa lettura, anche come reazione a un pericolo esterno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Secondo: la Russia come «anti-Europa».&#039;&#039;&#039; In altri scritti dello stesso periodo, Spinelli sviluppa l&#039;idea che la Russia non appartenga allo «spirito europeo» e che la sua esclusione dall&#039;unione continentale sia necessaria. La Germania, al contrario, è «essenziale all&#039;unione continentale» proprio perché la sua cultura è inscindibile da quella europea; la Russia, invece, è concepita come un&#039;entità separata, un impero-nazione con una tradizione politica e spirituale altra. Questa distinzione non è solo descrittiva: fonda una geografia politica dell&#039;Europa che esclude la Russia per definizione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Terzo: la guerra contro l&#039;URSS come orizzonte possibile&#039;&#039;&#039;.Esiste una citazione attribuita a Spinelli nel diario europeo il 12 aprile 1953 in cuì diventano più evidenti le strategie nascoste dietro la nascita dell&#039;unione europea &amp;quot;Per quanto non si possa dire pubblicamente,il fatto che l&#039;Europa per nascere,ha bisogno di una forte tensione Russo-americana,e non della distensione,così come per consolidarsi,essa avrà bisogno,di una guerra contro l&#039;Unione Sovietica,da saper fare al momento buono&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;blockquote&amp;gt;&amp;lt;/blockquote&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Europa]] [[Categoria:Organizzazioni intergovernative]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari</name></author>
	</entry>
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		<title>Unione europea</title>
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		<updated>2026-09-14T09:21:12Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari: /* La dichiarazione di Spinelli del 1953 */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
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|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Nome Ufficiale&#039;&#039;&#039;  || | &lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Britannica.png|20px|bordo]] European Union&amp;lt;ref&amp;gt;Il Regno Unito non fa più parte dell&#039;Unione Europea, la bandiera britannica è qui utilizzata per indicare la lingua inglese.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Tedesca.png|20px|bordo]] Europäische Union&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Francese.png|20px|bordo]] Union européenne&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Italiana.png|20px|bordo]] Unione europea&lt;br /&gt;
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|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Abbreviazione&#039;&#039;&#039;  || | &lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Europea.png|20px|bordo]] EU, eu&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Italiana.png|20px|bordo]] UE, ue&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Fondazione&#039;&#039;&#039;  || | 25 marzo 1957 (CEE), 7 febbraio 1992 (ufficiale)&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Causa&#039;&#039;&#039;  || | [[Trattato di Roma]], [[Trattato di Maastricht]]&lt;br /&gt;
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|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Sedi&#039;&#039;&#039;  || |&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Belga.png|20px|bordo]] [[Bruxelles]], [[Belgio]]&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Lussemburghese.png|20px|bordo]] [[Lussemburgo]], [[Lussemburgo]]&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Francese.png|20px|bordo]] [[Strasburgo]], [[Francia]]&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Tedesca.png|20px|bordo]] [[Francoforte sul Meno]], [[Germania]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Presidente della Commissione&#039;&#039;&#039;  || | [[File:Bandiera Tedesca.png|20px|bordo]] [[Ursula Von der Leyen]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! colspan=2 style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&amp;lt;center&amp;gt;Dati geografici&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;[[Continente]]&#039;&#039;&#039;  || | [[Europa]], con territori appartenenti agli stati membri situati in [[Africa]] ed in [[America]] (regioni ultraperiferiche).&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Superficie&#039;&#039;&#039;  || | 4 233 262 km²&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Popolazione&#039;&#039;&#039;  || | 446 834 578 ab.&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Densità&#039;&#039;&#039;  || | 105,5 ab./km²&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Lingua ufficiale&#039;&#039;&#039;  || | 24 lingue&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
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|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Valuta&#039;&#039;&#039;  || | [[Euro (valuta|Euro]] (ufficiale in 21 paesi), [[Corona ceca]], [[Corona danese]], [[Zloty polacco]], [[Corona svedese]], [[Leu romeno]], [[Fiorino ungherese]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
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|-&lt;br /&gt;
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&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;unione europea è un&#039;istituzione politica sovranazionale dotata di personalità giuridica all&#039;interno del [[diritto internazionale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Principi e fondamenti giuridici ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;Unione europea è un&#039;organizzazione sovranazionale fondata su un insieme di principi politici e giuridici che regolano i rapporti tra gli Stati membri e le istituzioni comuni. Il suo ordinamento giuridico si è sviluppato progressivamente a partire dalla seconda metà del XX secolo con l’obiettivo dichiarato di promuovere la cooperazione economica, politica e sociale tra i paesi europei, garantendo al contempo stabilità, pace e tutela dei diritti fondamentali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I fondamenti giuridici dell&#039;Unione europea sono contenuti principalmente nei trattati istitutivi, che costituiscono la base dell’intero sistema normativo europeo. Questi trattati sono il risultato di un lungo processo di integrazione, iniziato con il Trattato di Roma del 1957 e successivamente sviluppato attraverso varie riforme, tra cui il Trattato di Maastricht del 1992 e il Trattato di Lisbona del 2007.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da sempre è dibattuta la natura dell’ordinamento giuridico europeo. Tuttavia, con la riforma introdotta dal Trattato di Lisbona è venuta meno la distinzione tra Comunità europea e Unione europea, che sono confluite in un’unica entità. L’Unione europea sostituisce e succede alla Comunità europea, acquisendo una personalità giuridica unica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo alcuni studiosi dei sistemi costituzionali, l’ordinamento giuridico nato in seno alle istituzioni comunitarie rappresenterebbe una sorta di ordinamento federativo di origine associativa e a struttura paritaria. La sua caratteristica fondamentale consiste nel collegare, attraverso vincoli permanenti, le parti costitutive dell’Unione, consentendo al contempo a queste ultime di conservare la propria autonomia e sovranità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altri studiosi hanno invece posto l’accento sul fatto che il processo di integrazione europea sia legato alla nascita di una struttura imperniata, in larga parte, sulla libera azione degli operatori economici e, per la restante parte, su meccanismi di natura pubblicistica. Tale impostazione attribuisce particolare rilievo a un approccio di tipo funzionalista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uno dei principi fondamentali dell’ordinamento giuridico dell’Unione è il principio di attribuzione delle competenze. In base a questo principio, l’Unione può esercitare solo le competenze che gli Stati membri le hanno esplicitamente conferito attraverso i trattati. Tutte le competenze non attribuite all’Unione restano pertanto agli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altri principi come quello di principi di sussidiarietà e proporzionalità si sono sviluppati progressivamente nel corso del tempo, ma sono stati formalmente inseriti nei trattati negli anni Novanta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[principio di sussidarietà]] iniziò a comparire nel dibattito sull’integrazione europea già negli anni Settanta. Una prima formulazione esplicita si trova nel Rapporto Tindemans del 1975, che proponeva di attribuire alle istituzioni europee soltanto quelle competenze che gli Stati membri non erano in grado di esercitare efficacemente da soli. Successivamente il concetto fu ripreso in diversi progetti di riforma istituzionale negli anni Ottanta. Tuttavia, esso venne formalmente introdotto nel diritto dell’Unione europea con il Trattato di Maastricht del 1992, che lo inserì tra i principi fondamentali per regolare la ripartizione delle competenze tra l’Unione e gli Stati membri. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il principio di proporzionalità, invece, ha origini leggermente precedenti nel diritto comunitario. Esso era già stato elaborato nella giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea negli anni Settanta come criterio per controllare che le istituzioni comunitarie non adottassero misure eccessive rispetto agli obiettivi perseguiti. Anche questo principio fu poi riconosciuto esplicitamente nei trattati e consolidato con il Trattato di Maastricht del 1992, insieme al principio di sussidiarietà.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema giuridico dell’Unione europea si caratterizza inoltre per alcune peculiarità che lo distinguono dal diritto internazionale tradizionale. In particolare, la giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea ha affermato due principi fondamentali: il principio del primato del diritto dell’Unione e quello dell’effetto diretto. Il primato stabilisce che, in caso di conflitto, le norme del diritto dell’Unione prevalgono su quelle nazionali degli Stati membri. L’effetto diretto, invece, consente ai cittadini di invocare alcune norme europee direttamente davanti ai giudici nazionali senza la necessità di un recepimento nella legislazione interna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Storia ==&lt;br /&gt;
La fine della Seconda guerra mondiale vide l&#039;Europa fare i conti non solo con milioni di morti, ma anche con un&#039;economia in crisi, in un contesto geopolitico in cui gli [[Stati Uniti d&#039;America]] e l&#039;[[Unione Sovietica]] erano risultate le principali vincitrici del conflitto. Alcuni intellettuali, politici e statisti, tra cui Robert Schuman (ministro degli Esteri francese), Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer (rispettivamente capi del governo italiano e tedesco), avviarono una strategia tesa all&#039;unificazione dell&#039;Europa. L&#039;obiettivo principale era impedire il riprodursi di situazioni politiche, economiche e militari che avevano portato il mondo al disastro della guerra. Si sottolineava, in particolare, la necessità di ricucire lo stretto legame tra Francia e Germania, che fino ad allora erano state al centro della &amp;quot;patologia&amp;quot; dei rapporti tra i paesi europei.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All&#039;origine fu soprattutto un accordo di tipo economico: Robert Schuman propose di mettere l&#039;insieme della produzione franco-tedesca di carbone e acciaio sotto un&#039;alta autorità comune, nel quadro di un&#039;organizzazione alla quale avrebbero poi potuto aderire anche altri paesi. La dichiarazione rappresentò così l&#039;inizio del processo di cooperazione tra gli Stati europei, sebbene all&#039;inizio si trattasse soltanto di un&#039;unione di Stati e di cooperazione organizzativa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sorsero non solo diverse organizzazioni che operavano senza un reale collegamento tra loro, come l&#039;OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), l&#039;UEO (Unione europea occidentale) e la NATO (Organizzazione del Trattato dell&#039;Atlantico del Nord), ma anche le Comunità europee: dapprima, con il Trattato di Parigi, la CECA (Comunità europea del carbone e dell&#039;acciaio); quindi la CEE (Comunità economica europea) e la CEEA o EURATOM (Comunità europea dell&#039;energia atomica), entrambe nate il 25 marzo 1957 con la firma dei Trattati di Roma.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;accordo istitutivo della CECA scadeva dopo 50 anni dalla sua entrata in vigore, il 23 luglio 2002. A quella data, gli Stati membri hanno deciso di non rinnovarlo: l&#039;organizzazione si è quindi sciolta e le relative competenze sono state trasferite all&#039;Unione Europea. L&#039;EURATOM, invece, è ancora formalmente operante, sebbene svolga un ruolo marginale rispetto all&#039;Unione, pur non essendo giuridicamente assorbita da quest&#039;ultima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare, la creazione della Comunità economica europea,alla quale fu assegnato il compito di promuovere, mediante l&#039;instaurazione di un mercato comune e il graduale ravvicinamento delle politiche economiche degli Stati membri, uno sviluppo armonioso delle attività economiche nell&#039;insieme delle Comunità (art. 2 TCEE),segna il reale passaggio dalla cooperazione all&#039;integrazione. Per la prima volta venne introdotto un organo dotato di ampia indipendenza deliberativa rispetto agli Stati membri e con forti poteri decisionali nei confronti delle imprese del settore, eliminando le barriere commerciali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Successivamente, con il Trattato di Bruxelles del 1965, si creò il primo scheletro delle istituzioni così come sono oggi. Ciò avvenne fondendo gli esecutivi in un&#039;unica Commissione e un unico Consiglio, oltre a istituire un bilancio unico per le tre Comunità. L&#039;unificazione riguardava però solo gli organi, non le competenze, che restavano distinte: le Comunità continuavano infatti a esercitare poteri differenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== I trattati istitutivi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il trattato di Roma ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la firma del Trattato di Roma Francia,Germania,Italia,Belgio,Olanda e Lussemburgo posero la prima pietra della costruzione dell&#039;Unione Europea attraverso l&#039;istituzione della comunità economica europea. Questo trattato era costituito da 240 articoli,suddiviso in sei parti distinte e preceduto da un preambolo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* la prima parte era dedicata ai principi che avevano ispirato la comunità economica europea attraverso il mercato comune,l&#039;unione doganale e le politiche comuni;&lt;br /&gt;
* la secondo parte riguardava i fondamenti della comunità;essa comprendeva quattro titoli rispettivamente alla libera circolazione delle merci,all&#039;agricoltura ,alla libera circolazione delle persone,dei servizi e dei capitali e dei trasporti.&lt;br /&gt;
* la terza parte riguardava le politiche comuni e comprendeva quattro titoli relativi alle norme comuni,alla politica economica,alla politica sociale e alla banca europea degli investimenti;&lt;br /&gt;
* la quarta parte era dedicata all&#039;associazione dei paesi e dei territori d&#039;oltremare&lt;br /&gt;
* la quinta riguardava le istituzioni e includeva un titolo sulle disposizioni istituzionali e un&#039;altro sulle disposizioni finanziarie&lt;br /&gt;
* l&#039;ultima parte erano delle disposizioni generali e finali&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;intenzione degli Stati firmatari era di creare un mercato comune in cui fosse garantita una libera circolazione dei prodotti (merci e servizi) e dei fattori produttivi (capitale e lavoro), così da eliminare ogni barriera protezionistica e garantire agli Stati maggiori possibilità di espansione. In vista di questo obiettivo furono garantite quattro libertà fondamentali: la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A livello di politica economica, ciò si concretizzò in un regime liberista improntato al principio del mercato aperto e della libera concorrenza, senza il quale la libera circolazione non si sarebbe mai potuta attuare. Questi obbiettivi economici si sono poi realizzati in diverse tappe:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Unione doganale:&#039;&#039;&#039; avviata dal primo luglio 1968 ha comportato la soppressione dei dazi doganali all&#039;interno dell&#039;alora comunità e l&#039;applicazione di una tariffa doganale comune (TDC) applicata alle importazioni dei paesi terzi. Le restrizioni quantitative agli scambi sono state abolite il 31 dicembre 1960 tranne per quelle agricole dove le restrizioni sono state mantenute fino al 1974;&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Accordo di Shengen:&#039;&#039;&#039; è ciò che ha permesso l&#039;effettiva liberalizzazione della circolazione delle persone e la soppressione dei controlli alle frontiere interne tra gli Stati membri, in seguito alla firma avvenuta il 18 giugno 1985 tra Francia, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo e Germania. Successivamente hanno aderito anche gli altri paesi dell&#039;Unione Europea, sebbene attualmente ne siano momentaneamente esclusi Cipro, Croazia, Bulgaria e Romania, che dovrebbero entrare nei prossimi anni. Allo spazio Schengen hanno inoltre aderito anche paesi non UE come Norvegia, Svizzera, Islanda e Liechtenstein, mentre non ne fanno parte Irlanda e Regno Unito.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Atto unico europeo(AUE):&#039;&#039;&#039; fu firmato a Lussemburgo il 17 febbraio 1986 da nove Stati membri e il 28 febbraio 1986 da Danimarca, Italia e Grecia. Esso entrò in vigore il 1° luglio 1987 con l&#039;obiettivo di rilanciare il processo di costruzione europea e realizzare il mercato interno. L&#039;Atto Unico riprese alcuni temi che erano stati oggetto di precedenti trattative internazionali, riguardanti in particolare gli aspetti istituzionali e le politiche europee. Vennero modificati alcuni elementi del Trattato di Roma, attribuendo al Parlamento europeo un ruolo più incisivo e alla Commissione quello di mediatore tra Parlamento e Consiglio nello sviluppo della procedura di cooperazione (ex art. 252 del Trattato CE, antecedente al Trattato di Lisbona).  Tali modifiche valorizzarono il ruolo del Parlamento, assegnandogli il potere di pronunciarsi sull&#039;ammissione di nuovi Stati membri e di concludere accordi con associazioni di paesi terzi e con organizzazioni internazionali.  L&#039;Atto Unico Europeo sancì inoltre l&#039;esistenza del Consiglio europeo, pur senza precisarne compiutamente le competenze, istituzionalizzando di fatto i vertici periodici tra i capi di Stato e di governo.Furono inoltre gettate le basi del Tribunale di primo grado, con l&#039;obiettivo di snellire il carico di lavoro della Corte di Giustizia europea e di introdurre un doppio grado di giudizio, analogamente a quanto avviene nelle giurisdizioni nazionali.Inoltre, l&#039;Atto ha ampliato gli ambiti di competenza della Comunità, offrendo una base giuridica per l&#039;azione comune in settori quali il mercato interno, la politica monetaria, la politica sociale, l&#039;ambiente e la ricerca scientifica e tecnologica. Particolare rilievo venne attribuito alla convergenza delle politiche economiche e monetarie (art. 102A del TCE, introdotto dall&#039;Atto Unico Europeo). Per quanto riguarda la coesione economica e sociale, furono invece adottate politiche strutturali volte a ridurre il divario esistente tra le diverse regioni, al fine di colmare il ritardo di quelle più svantaggiate. Gli strumenti operativi individuati per raggiungere tale obiettivo furono i fondi strutturali. Pur rappresentando una tappa fondamentale nel processo di integrazione europea, l&#039;Atto evidenziò come per arrivare a un&#039;autentica Unione Europea fossero necessarie ulteriori riforme istituzionali, preparando il terreno per il successivo Trattato di Maastricht&lt;br /&gt;
=== Il trattato dell&#039; Unione Europea (o trattato di Maastricht) ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fu firmato a Maastricht il 7 febbraio 1992 dai 12 paesi che costituivano la comunità europea ed è entrato in vigore il 1 novembre 1993,è considerato la tappa decisiva per l&#039;affermazione politica-istituzionale dell&#039;Europa,sancendo la nascita dell&#039;Unione Europea.La conseguenza è stata una più larga cessione volontaria da parte degli stati-nazione membri di sovranità con l&#039;obbiettivo di favorire il potenziamento economico e una maggiore integrazione politica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare il trattato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;ha creato una nuova struttura a 3 pilastri:&#039;&#039;&#039; il primo pilastro è costituito dall&#039;ordinamento comunitario ereditando le disposizioni previste dal trattato istitutivo della comunità europea,e quindi di tutte le organizzazione precedentemente create (CECA e EURATOM).Le principali modifiche riguardano principalmente l&#039;apparato istituzionale,ampliamento e rafforzamento di competenze,introducendo anche il principio di sussidarietà.Il secondo pilastro regolato dal titolo V del trattato istituisce una politica comune nei settori della politica estera e della sicurezza (PESC) dove i governi degli stati membri adottano una cooperazione sistematica e azioni comuni.Infine, il terzo pilastro, disciplinato dal Titolo VI del Trattato, era volto alla cooperazione nei settori della giustizia e degli affari interni (CGAI), che fino ad allora era stata condotta in modo occasionale e informale tra gli Stati membri. L&#039;obiettivo enunciato nel preambolo era &amp;quot;garantire la libera circolazione delle persone, assicurando nel contempo la sicurezza dei loro popoli&amp;quot;.Per realizzare questo obiettivo furono individuate questioni di interesse comune, quali la politica di asilo, l&#039;immigrazione e la cooperazione giudiziaria in materia civile e penale. La loro trattazione rimaneva tuttavia di esclusiva competenza degli Stati membri, sebbene fosse prevista la possibilità di un successivo trasferimento all&#039;Unione. In particolare, il Trattato di Maastricht ha rappresentato un passo in avanti rispetto all&#039;Accordo di Schengen, prevedendo la possibilità di elaborare politiche comuni in materia di immigrazione e di trattamento dei cittadini di paesi terzi. A tal fine fu adottata la logica intergovernativa, nella quale il principio di unanimità riveste un ruolo centrale per l&#039;adozione di qualsiasi provvedimento.  Questa struttura a tre pilastri rappresentò un compromesso tra gli Stati membri: da un lato, coloro che desideravano un contesto giuridico unitario; dall&#039;altro, quelli che intendevano salvaguardare il potere decisionale nazionale. Se per il primo pilastro fu mantenuto il metodo comunitario,per il secondo e il terzo fu adottato il metodo intergovernativo.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;sei nuovi settori:&#039;&#039;&#039; nuove politiche comuni (reti transeuropee,politica industriale,tutela dei consumatori,istruzione e formazione professionale,gioventù e cultura).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;unione monetaria:&#039;&#039;&#039; sono stati fissati i principi e le disposizioni per l&#039;introduzione dell&#039;Euro&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;procedura di codecisione:&#039;&#039;&#039; ciò che era stato già ideato nell&#039;AUE viene disciplinato,con questo trattato il Parlamento europeo viene assegnato il potere di adottare una serie di atti congiuntamente con il consiglio dell&#039;Unione Europea;&lt;br /&gt;
Per quanto riguarda l&#039;assetto istituzionale maggiore rilevanza fu data al Parlamento europeo che ha assunto un ruolo più rilevante nella formazione degli atti giuridici e una maggiore rappresentività dei partiti politici. Alla commissione fu aumentata di 1 anno (da 4 a 5) la durata del suo mandato per uniformarla al resto del Parlamento,relativamente al consiglio si è intervenuto sui meccanismi decisionali per snellire le procedure allo scopo dichiarato di renderle più efficienti e democratiche:ciò ha favorito il ricordo alla &#039;&#039;maggioranza qualificata&#039;&#039;  per la maggior parte delle decisioni contemplate dalla procedura di codecisione e per tutte le decisioni adottate secondo la procedura di cooperazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altre modifiche di tipo istituzionale hanno riguardato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;La corte dei conti:&#039;&#039;&#039; incaricata di effettuare il controllo contabile e l&#039;esame del bilancio dell&#039;Unione e divenuta una istituzione europea con Maastricht&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;istituto monetario europeo:&#039;&#039;&#039; cui era affidato il compito di gestire il processo per l&#039;introduzione dell&#039;Euro e che avrebbe ceduto il passo alla banca centrale europea (BCE) con l&#039;effettiva circolazione della nuova moneta&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Il comitato delle regioni:&#039;&#039;&#039; nuovo organo a carattere consultivo composto dai rappresentanti degli enti regionali e con una struttura analoga a quella del già operante comitato economico e sociale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Amsterdam ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Firmato il 2 ottobre 1997 ed entrato in vigore il 1 maggio 1999 è il risultato di due anni di confronti e trattative nell&#039;ambito della conferenza dei rappresentati dei governi degli stati membri(iniziata nel maggio 1997 e terminata il 18 giugno 1997) la cui istituzione era già prevista dal trattato di Maastricht che nelle disposizioni finali invitava gli stati membri a convocare una conferenza intergovernativa (CIG) per la sua revisione.L&#039;obbiettivo,in primo luogo era il riassetto delle condizioni politiche e istituzionali dell&#039; Unione per affrontare le sfide del futuro nelle migliori condizioni tenendo conto della rapida evoluzione del quadro internazionale e dell&#039;adesione dei nuovi stati membri provenienti in particolare dall&#039;Europa orientale e alla globalizzazione dell&#039;economia e le sue ripercussioni sull&#039;occupazione,al terrorismo,alla criminalità internazionale,al traffico di stupefacenti,agli squilibri ecologici e ai rischi per la salute pubblica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ciò si è realizzato attraverso una modifica e una ridenominazione dei trattati UE e CE, intervenendo su quattro obiettivi fondamentali:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* porre l&#039;occupazione e i diritti dei cittadini come punto principale dell&#039;Unione&lt;br /&gt;
* eliminare gli ultimi ostacoli alla libera circolazione e rafforzare la sicurezza&lt;br /&gt;
* permettere all&#039;Europa di esercitare maggiore influenza sulla scena mondiale&lt;br /&gt;
* rendere più efficace l&#039;architettura istituzionale dell&#039;Unione&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con il trattato di Amsterdam si sono quindi rafforzati i poteri delle istituzioni europee,in particolare del Parlamento e posta una maggiore attenzione per il cittadino europeo attraverso misure per combattere la disoccupazione el&#039;esclusione sociale.Inoltre i considerazioni dei mutamenti economici e sociali intervenuti nel mercato dei prodotti e dei servizi la politica dei consumatori è diventata competenza dell&#039;Unione. Per quanto riguarda gli aspetti burocratici, in particolare i procedimenti decisionali c&#039; è stata una profonda revisione nel senso della semplificazione attraverso una estensione della procedura di codecisione a nuove materie e ampliando i casi in cui il consiglio può decidere a maggioranza qualificata invece che all&#039;unanimità Con Amsterdam il terzo pilastro non è stato cancellato ma è diventato un&#039;ambito politico-istituzionale che si occupa solo di cooperazione di polizia e giudiziari in materia penale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nonostante i nuovi ambiti di competenza introdotti i risultati raggiunti non sono apparsi soddisfacenti in particolare per quanto riguarda gli adeguamenti istituzionali in previsione di un&#039;allargamento dell&#039;Unione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Nizza ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Approvato dal consiglio europeo di Nizza l&#039;11 dicembre 2000 e firmato il 26 febbraio  2001 al termine di una lunga trattativa diplomatica è entrato in vigore il 1 febbraio 2003. Anche il trattato di Amsterdam prevedeva esattamente come il trattato di Maastricht in un protocollo allegato la possibilità di una revisione ad opera di una conferenza intergovernativa,che, in questo caso venne avviata il 14 febbraio 2000 allo scopo di adattare le istituzioni europee all&#039;acquisizione di nuovo membri avviando le riforme istituzionali che il trattato di Amsterdam non era riuscito a fare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le principali modifiche sono state:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;estensione del voto a maggioranza qualificata e una nuova ponderazione dei voti in seno al consiglio:&#039;&#039;&#039; lo scopo era evitare lo &amp;quot;stallo decisionale&amp;quot;,per cui si sono limitati i casi per cui un paese possa oppore un veto.Tuttavia alcuni paesi mantennero un veto nella possibilità di oppore un veto su alcuni settori(il Regno unito per fisco e sicurezza sociale,la Germania per asilo e immigrazione,la Spagna per i fondi strutturali e la Francia per l&#039;audiovisivo)&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;semplificazione delle procedure per l&#039;attivazione della cooperazione rafforzata:&#039;&#039;&#039; Il trattato di Amsterdam prevedeva la possibilità per gli stati membri di cooperare nell&#039;interesse dell&#039;unione anche qualora non tutti fossero disposti a parteciparvi nell&#039;immediato.Il trattato di Nizza ha consolidato questa procedura eliminando la facoltà per ogni membro di opporre un veto a una cooperazione rafforzata imponendo un minimo di otto stati per avviare una cooperazione  e prevedendo la possibilità di estendere il meccanismo alla politica estera e di sicurezza,esclusa però la difesa.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;riforma del sistema giurisdizionale&#039;&#039;&#039; dell&#039;unione,attraverso una nuova riapartizione di seggi nel parlamento europeo e l&#039;estensione della procedura di codecisione&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;la modifica della struttura delle istituzioni,&#039;&#039;&#039; in particolare per quanto riguarda la commissione europea.Il trattato statuì di limitare a partire dal 2005 la composzione della commissione assegnando un rappresentante a ogni stato membro.Furono anche rafforzati i poteri del presidente della commissione,consentendogli di decidere la suddivisione del portafogli e di porcedere a un rimpasto delle competenze durante il mandato. Fu inoltre rafforzato il ruolo di colegislatore del parlamento.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;modifica della procedura relativa alla constatazione di una grave violazione di uno stato membro,&#039;&#039;&#039; di uno o più principi fondamentali dell&#039;Unione.Il trattato ha introdotto una fase di preallarme che consente di intervenire con raccomandazioni qual&#039;ora c&#039; è l&#039; evidente rischio di violazione (non più quindi una violazione certa) dei principi fondamentali da parte di uno Stato. Prima di procedere in tal senso era prevista la possibilità di far intervenire personalità indipendenti al fine di presentare un rapporto sullo stato membro in questione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Allegati al trattato di Nizza si trovano anche protocolli addizionali e varie dichiarazioni adottare dalla conferenza intergovernativa.Importante fu la &#039;&#039;&#039;dichiarazione sul futuro dell&#039; unione&#039;&#039;&#039; nella quale gli stati membri auspicano al&#039;avvio di un dibattito più ampio e approfondito sul futuro dell&#039;Unione Europea.Essa individuava quattro grandi temi di riflessione:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;delimitazione delle competenze&#039;&#039;&#039; tra l&#039;unione Europea e gli stati membri,che rispecchi il principio di sussidarietà&lt;br /&gt;
* lo status della &#039;&#039;&#039;carta dei diritti fondamentali dell&#039;unione Europea,&#039;&#039;&#039; proclamata a Nizza&lt;br /&gt;
* la &#039;&#039;&#039;semplificazione dei trattati,&#039;&#039;&#039; al fine di renderli più chiari e meglio comprensibili senza modificarne la sostanza&lt;br /&gt;
* il ruolo &#039;&#039;&#039;dei parlamenti nazionali&#039;&#039;&#039; nell&#039;architettura europea&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre anche in questo caso viene prevista la possibilità di convocare nel 2004 una nuova conferenza intergovernativa per procedere a ulteriori revisioni e integrazioni&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Lisbona ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 2004, al termine di un lungo e complesso iter diplomatico, è stato approvato il Trattato che adotta una Costituzione per l&#039;Europa. Tuttavia, questo processo subì un&#039;arresto a seguito dell&#039;esito negativo dei referendum promossi in Francia e nei Paesi Bassi. A seguito di questa bocciatura si iniziò a parlare di fallimento costituzionale dell&#039;Europa, che portò a un nuovo periodo di riflessione in cui l&#039;Unione Europea dovette ripensare e in parte ridimensionare le proprie ambizioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ha avuto così inizio il cammino che avrebbe poi portato al Trattato di Lisbona, con il quale si abbandonò formalmente la Costituzione, pur mantenendone la sostanza. Dopo la bocciatura dei referendum, l&#039;unica strada percorribile risultò essere quella di uno strumento essenzialmente tecnico con un basso profilo politico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così, il 13 dicembre 2007, nella capitale portoghese, i capi di Stato e di governo degli Stati membri dell&#039;Unione firmarono il Trattato di Lisbona, che sarebbe entrato in vigore quasi due anni dopo, il 1° dicembre 2009.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vengono confermate alcune innovazioni già presenti nel quadro costituzionale, prima fra tutte la scomparsa della struttura a tre pilastri (Comunità europee, Politica estera e di sicurezza comune e Cooperazione di polizia giudiziaria in materia penale). Gli strumenti giuridici, un tempo indipendenti, vengono infatti unificati attraverso una sostanziale armonizzazione delle procedure e degli atti giuridici dell&#039;Unione, sebbene per il settore della Politica estera e di sicurezza comune (PESC) rimangano applicabili procedure specifiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La riforma ha inoltre ampliato le competenze dell&#039;Unione, estendendo l&#039;ambito di applicazione della procedura legislativa ordinaria e del voto a maggioranza qualificata. Questo processo è particolarmente evidente nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia, dove l&#039;Unione ha sviluppato politiche comuni in materia di asilo, immigrazione e controllo delle frontiere esterne. Tali politiche si fondano sui principi di solidarietà (intesa come equa ripartizione degli oneri di gestione tra gli Stati membri) e di equità (ovvero la parità di trattamento tra i cittadini di paesi terzi e quelli dell&#039;Unione Europea).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il nuovo assetto dell&#039;Unione Europea ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;articolo 47 del Trattato sull&#039;Unione Europea (TUE) stabilisce che l&#039;Unione Europea possiede personalità giuridica unica, semplificando in modo significativo l&#039;architettura istituzionale. In precedenza, il TUE e il Trattato che istituiva la Comunità Europea (TCE) facevano riferimento a due soggetti giuridici distinti (l&#039;Unione e la Comunità) e a due ordinamenti giuridici differenti (il diritto dell&#039;Unione e quello comunitario), i quali regolavano la complessa struttura articolata in tre pilastri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la riforma, il soggetto giuridico diventa unico – l&#039;Unione Europea – che acquisisce personalità giuridica anche sul piano internazionale, potendo così concludere accordi con Stati terzi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;articolo 1, paragrafo 3, TUE precisa inoltre che l&#039;Unione «sostituisce e succede alla Comunità europea», il cui richiamo all&#039;interno dei due trattati viene eliminato. Pertanto, l&#039;Unione Europea (UE) subentra alla Comunità europea (CE): quest&#039;ultima cessa formalmente di esistere, venendo assorbita dalla prima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il trattato di Lisbona è poi intervenuto in maniera rilevante sul quadro istituzionale dell&#039;Unione. In particolare:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;Parlamento europeo&#039;&#039;&#039; viene rafforzato grazie alle maggiori competenze in materia di bilancio,al ricorso della maggioranza qualificata in molti nuovi settori e sopratutto all&#039;estensione della procedura di codecisione che diventa la procedura legislativa ordinaria.In questo modo il Parlamento a sua volta eletto dai cittadini per mezzo delle elezioni europee si trova ora a operare in condizioni di parità con il consiglio (costituito dai capi di stato e governo degli stati membri) per quanto riguarda l&#039;attività legislativa,e quindi anche su temi come la libertà,la sicurezza e la giustizia&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;Consiglio dell&#039;Unione&#039;&#039;&#039; rimane un&#039;organo non permanente a formazione mutevole e a presidenza rotante. Il Trattato di Lisbona individua però per la prima volta due formazioni tipiche: Il consiglio affari generali che prepara le riunioni de consiglio europeo e il consiglio Affari esteri presieduto dall&#039;Alto rappresentante,che elabora l&#039;azione esterna dell&#039;unione secondo le linee definite dal consiglio europeo e ne assicura la coerenza.Per quanto riguarda il sistema di voto il consiglio delibera a maggioranza semplice tranne in alcuni casi in cui è richiesta la maggioranza qualificata.Dal 1 novembre 2014 è stato introdotto un complicato sistema di &amp;quot;doppia maggioranza&amp;quot;,basato sul 55% degli stati e sul 65% della popolazione:si tratta del riconoscimenti della doppia legittimità dell&#039;Unione(Stati e popoli). E&#039; inoltre possibile per un numero limitato di Stati manifestare una loro opposizione a una decisione eventualmente adottata dalla maggioranza e imporre al consiglio il riesame della questione.&lt;br /&gt;
* La &#039;&#039;&#039;commissione&#039;&#039;&#039; riceve una nuova ridenominazione (commissione europea),in seguito al Trattato di Lisbona riceve una più forte legittimazione democratica attraverso l&#039;eleggibilità parlamentare del presidente.Nel suo ambito viene inoltre istituito l&#039;Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza che riunisce le competenze attribuite precedentemente all&#039;Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune e al membro della commissione europea responsabile per le relazioni esterne,assumento il ruolo di vicepresidente della commissione. Si realizza così un legame orizzontale tra le politiche estere ed esterne dell&#039;Unione:in una prima veste L&#039;alto rappresentante guida la politica estera e di sicurezza dell&#039;Unione,agendo come &amp;quot;mandatario&amp;quot; del consiglio e presiedendone la formazione &amp;quot;Affari esteri&amp;quot;,nonchè contribuendo all&#039;elaborazione di questa politica tramite iniziativa autonoma;nella seconda veste p incaricato delle relazioni esterne con i paesi terzi e degli altri aspetti dell&#039;azione esterna dell&#039;Unione,comprese la cooperazione allo sviluppo e la cooperazione economica-finanziaria.Nell&#039;esercizio di entrambi di questi ruoli e funzioni potrà avvalersi del servizio europeo dell&#039;azione esterna,una diplomazia comune composta da funzionari della commissione,degli Stati membri e del segretariato del consiglio.L&#039;alto rappresentante è incaricato inoltre della coordinazione dell&#039;azione dell&#039;Unione con i paesi terzi e ha il potere di presentare al consiglio proposte in materia.Questa figura introduce quindi una maggiore flessibilità nella dialettica tra unità e diversità all&#039;interno dell&#039;Unione grazie alla possibilità di instaurare cooperazioni rafforzate attivabili con procedure più semplici&lt;br /&gt;
* La &#039;&#039;&#039;Corte di giustizia dell&#039;UE,&#039;&#039;&#039; non più corte di giustizia delle comunità europee,si compone della corte di giustizia stessa,del Tribunale (in precedenza denominato tribunale di primo grado) e da tribunali specializzati&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;consiglio europeo,&#039;&#039;&#039; in precedenza organo politico diventa un&#039;organo giuridico,integrato nei trattati e soggetto al controllo della corte di giustizia. Esso continua a svolgere funzioni di orientamento e di impulso politico, in particolare nell&#039;individuazione degli indirizzi strategici della politica dell&#039;Unione e nei casi previsti dal trattato può intervenire nell&#039;attività normativa pronunciandosi all&#039;unanimità o a maggioranza qualificata a seconda dei casi. E&#039; inoltre dotato di un presidente stabile con il compito di rappresentare l&#039;Unione in sede internazionale,nominato dallo stesso consiglio europeo per due anni e mezzo e rinnovabile una sola volta.In questa modo si è assicurata una certa continuità istituzionale all&#039;attività del consiglio europeo:in precedenza si applicava il metodo della rotazione,per cui la presidenza ruotava tra tutti i paesi membri ogni sei mesi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Trattato di Lisbona ha inoltre introdotto piccoli elementi di democrazia partecipativa. In particolare, attraverso la raccolta di un milione di firme, i cittadini possono presentare un&#039;iniziativa popolare alla Commissione, esortandola a elaborare proposte legislative da sottoporre al Consiglio dell&#039;Unione Europea nei settori di competenza dell&#039;Unione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tale meccanismo, tuttavia, non lede il diritto di iniziativa della Commissione, la quale conserva la facoltà di decidere discrezionalmente se accogliere o meno l&#039;invito a presentare proposte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Trattato prevede anche un maggiore coinvolgimento dei parlamenti nazionali nelle attività delle istituzione di Buxelles e Strasburgo,in particolare attraverso dei meccanismi informativi che permettono di essere tenuti al corrente degli atti adottati dalle istituzioni europee,delle domande di adesione di nuovi stati membri e della vigilanza del rispetto del principio di sussidarietà. I parlamenti nazionali possono poi partecipare alla revisione  dei trattati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Continuità o rottura? ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il trattato di Lisbona non sostituisce i vecchi trattati ma a differenza della costituzione europea si pone in continuità con essi limitandosi a emendarli.Esso fallisce nel suo intento di semplificare l&#039;architettura normativa europea anche alla luce dei numerosi protocolli e dichiarazioni allegati al testo,la cui natura è tutt&#039;altro che definita. A differenza del trattato costituzionale scompare la clausola di superiorità del diritto dell&#039;Unione su quello nazionale,anche se si tratta di un mero espediente retorico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le fonti del diritto UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il funzionamento dell&#039;architettura europea è disciplinato da un complesso sistema normativo al cui vertice si pongono le cosidette fonti primarie,costituite dai trattati istitutivi e dai principi generali di ordinamento dell&#039;Unione.Le fonti secondarie sono invece elencate nell&#039;art. 288 del TFUE,che distingue tra atti vincolanti(regolamenti,decisioni,direttive) e atti non vincolanti (raccomandazioni e pareri). Ci sono poi gli atti atipici,ossia quelli che incidono sul funzionamento dell&#039;Unione pur non essendo previsti dai trattati ( o comunque non presenti nell&#039;art. 288 del TFUE). Per poter aver effetto questi atti devono però essere dispiegati negli ordinamenti degli stati membri e laddove ci siano contrasti con il diritto nazionale a prevalere è la normativa europea in virtù del riconoscimento del principio del diritto dell&#039;Unione su quello nazionale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema dell&#039;Unione Europea presenta caratteri peculiari ed è fortemente influenzato dal modo in cui sono distribuiti i pubblici poteri. Ciò deriva dalla natura giuridica dell&#039;Unione, che è &#039;&#039;sui generis&#039;&#039;, ossia a metà strada tra un&#039;organizzazione internazionale classica e una federazione di Stati. Difatti, i governi dei paesi membri hanno limitato la propria sovranità, dando vita a un organismo giuridico indipendente, destinato a integrarsi con i diversi ordinamenti nazionali e in grado di incidere direttamente sulle situazioni giuridiche dei singoli cittadini.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ciò comporta che gli organi europei siano legittimati a emanare provvedimenti di carattere generale e individuale che entrano a far parte dell&#039;ordinamento degli Stati membri senza che sia necessario alcun atto di recepimento da parte delle autorità nazionali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre, a differenza di quanto accade negli ordinamenti statali, nel diritto dell&#039;Unione non esiste una vera e propria gerarchia delle fonti: tutti gli atti hanno formalmente pari forza. Il sistema delle fonti si ispira piuttosto a una concezione di tipo funzionale, dove a ogni politica o competenza è associata una determinata istituzione, chiamata a decidere secondo una specifica maggioranza o procedura, in base a quanto stabilito dall&#039;articolo di riferimento del trattato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Le fonti derivate:atti vincolanti e non vincolanti ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I trattati stabiliscono le competenze e le procedure per l&#039;adozione da parte delle istituzione europee di atti che si pongono al secondo livello del sistema giuridico europeo e costituiscono il diritto dell&#039;unione derivato.Questi sono posti in essere attraverso precisi processi deliberativi e destinati a incidere in modo rilevante sugli ordinamenti giuridici interni e sulle posizioni giuridiche dei singoli,talvolta anche senza un intervento formale del legislatore nazionale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le fonti derivate hanno la loro base giuridica nell&#039; art. 288 del TFUE che sancisce la tipologia degli atti a mezzo dei quali le istituzioni dell&#039;UE esercitano le loro competenze:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* il &#039;&#039;&#039;regolamento&#039;&#039;&#039; ha portata generale. E&#039; obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile a ciascuno degli stati membri&lt;br /&gt;
* la &#039;&#039;&#039;direttiva&#039;&#039;&#039; vincola lo stato membro a cui è rivolta per quanto riguarda il risultato da raggiungere,salvo restando la competenza degli organi nazionali in merito alla forma e ai mezzi&lt;br /&gt;
* la &#039;&#039;&#039;decisione&#039;&#039;&#039; è obbligatoria in tutti i suoi elementi. Se designa dei destinatari è obbligatoria soltanto nei confronti di questi.&lt;br /&gt;
* le &#039;&#039;&#039;raccomandazioni&#039;&#039;&#039; e i &#039;&#039;&#039;pareri&#039;&#039;&#039; non sono vincolanti&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La tipologia di atto da adottare è generalmente prescritta dalle varie disposizioni del trattato (es. art. 218 del TFUE che obbliga il consiglio ad adottare una decisione per autorizzare l&#039;avvio di negoziati di aoccordi internazionali) e in tal caso l&#039;indicazione è vincolante;laddove non ci sia una indicazione specifica,o sia disponibile un&#039;alternativa tra le disposizioni adottabili oppure vi sia una indicazione generica le istituzione possono scegliere l&#039;atto che ritengono più appropriato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Le procedure degli atti ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All’origine dell’Unione Europea, la funzione normativa era esercitata esclusivamente dai governi degli Stati membri, riuniti in seno al Consiglio. Questo assetto contrastava con il principio della separazione dei poteri proprio del diritto comunitario, ma rispecchiava la natura stessa dell’allora Comunità, configurata più come un’organizzazione di Stati che come una comunità di persone.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La prevalenza dell’elemento statale su quello individuale garantiva agli esecutivi nazionali una posizione predominante nei meccanismi decisionali dell’Unione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questa fase iniziale, il Parlamento europeo svolgeva una funzione meramente consultiva. Solo gradualmente si è passati a forme di collaborazione tra Parlamento e Consiglio, fino all’introduzione della procedura di codecisione. Quest’ultima, elevata a procedura legislativa generale dal Trattato di Amsterdam, ha posto le due istituzioni sullo stesso piano nell’adozione degli atti giuridici (oggi denominata procedura legislativa ordinaria).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tuttavia, il principio classico della separazione dei poteri, che costituisce un fondamento del diritto degli Stati membri, non trova piena applicazione nel quadro dell’Unione Europea. A esso si preferisce il principio dell’equilibrio istituzionale, in base al quale tutte le istituzioni partecipano in modo equilibrato al processo legislativo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le principali procedure decisionali sono disciplinate dall’articolo 289 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea (TFUE): la procedura legislativa ordinaria, la procedura legislativa speciale, la procedura di consultazione e la procedura di approvazione. Il criterio che determina il ricorso all’una o all’altra procedura è il diverso grado di coinvolgimento del Parlamento europeo e del Consiglio, a seconda che entrambe le istituzioni partecipino attivamente o che una di esse svolga un ruolo prevalente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se però in base all&#039;art. 16 del TUE Parlamente europeo e consiglio esercitano entrambi la funzione legislativa, secondo l&#039;art. 17  il monopolio dell&#039;iniziativa legislativa spetta alla commissione  europea che quindi esercita un ruolo esclusivo nell&#039;integrazione europea. Essa ha quindi un potere generale di iniziativa nella formazione degli atti dell&#039;UE,rappresentando quindi l&#039;interesse generale dell&#039;Unione Europea. Sono poi i trattati a stabilire quanto poi questo potere viene limitato e affidati a un gruppo di stati,al parlamento europeo,alla BCE,alla corte di giustizia o alla banca europea per gli investimenti,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le istituzioni dell&#039;UE ==&lt;br /&gt;
L’Unione europea si è evoluta da ordinamento settoriale a ordinamento a fini generali, perseguendo obiettivi politici nelle materie rientranti nelle competenze attribuite dai trattati. L’ampliamento delle sfere d’azione e della struttura organizzativa ha rafforzato le istituzioni europee, relegando in secondo piano il ruolo dei corpi amministrativi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In una fase iniziale, l’amministrazione agiva in modo analogo a quello delle altre organizzazioni internazionali, operando in una sorta di vuoto sociale che la portava a intrattenere rapporti prevalentemente con altri soggetti pubblici (nazionali o sovranazionali), trascurando invece il rapporto con l’elettorato. Il potere decisionale era attribuito in via esclusiva al Consiglio, mentre il Parlamento europeo esercitava soltanto funzioni di controllo. In tal modo, la Comunità europea governava, ma mancava una concreta attuazione delle politiche a livello delle amministrazioni nazionali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un’eccezione si riscontrava con riferimento alle organizzazioni professionali (sia dei datori di lavoro sia dei lavoratori) e ai procedimenti diretti a determinare gli indirizzi dell’azione delle istituzioni europee nei singoli settori, in particolare in quello agricolo e nel commercio con i paesi terzi. In questo contesto si è affermato il cosiddetto metodo comunitario, caratterizzato da processi decisionali fondati su ampie consultazioni con le parti interessate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una svolta significativa si è avuta con l’adozione dell’Atto relativo all’elezione dei rappresentanti all’Assemblea a suffragio universale diretto del 20 settembre 1976, che ha sostituito il precedente sistema di elezione indiretta basato su delegati designati dai parlamenti nazionali. Tale Atto ha introdotto regole uniformi per l’elezione, come il principio del voto unico e lo svolgimento contemporaneo delle elezioni in tutti gli Stati membri. In questo modo, il Parlamento ha acquisito una legittimazione diretta dal voto popolare, rafforzando e riequilibrando il proprio potere rispetto a quello del Consiglio, espressione della volontà dei governi degli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il mediatore europeo ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come rimedio alternativo ai problemi di carattere giurisdizionale, è stata introdotta la figura del Mediatore europeo. A tale organo possono rivolgersi i cittadini di uno Stato membro, nonché qualsiasi persona fisica o giuridica residente o avente sede in uno Stato dell’Unione, nei casi di cattiva amministrazione da parte delle istituzioni, degli organi o degli organismi europei, con esclusione della Corte di giustizia e del Tribunale nell’esercizio delle loro funzioni giurisdizionali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per “cattiva amministrazione” si intende sia l’omissione di un atto dovuto, sia l’adozione di comportamenti irregolari o illegittimi. Questa figura è stata introdotta con il Trattato di Maastricht, all’art. 195 del TCE (oggi art. 228 del TFUE). Il Mediatore è nominato dal Parlamento europeo, all’inizio di ogni legislatura, a scrutinio segreto e a maggioranza dei voti espressi; resta in carica fino all’insediamento del suo successore e il suo mandato è rinnovabile. È scelto tra cittadini che offrano garanzie di indipendenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le denunce devono essere presentate direttamente al Mediatore, oppure tramite un membro del Parlamento europeo, entro due anni dalla data in cui il soggetto è venuto a conoscenza del caso di cattiva amministrazione. Ricevuta la denuncia, il Mediatore avvia le indagini: nell’ambito dell’istruttoria, le istituzioni e gli organi dell’Unione sono tenuti a fornirgli tutte le informazioni necessarie, senza poter opporre obblighi di segretezza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qualora accerti un caso di cattiva amministrazione, il Mediatore informa l’istituzione interessata, che dispone di tre mesi per presentare le proprie osservazioni. All’esito di tale fase, egli può chiudere l’indagine con una decisione motivata oppure proseguirla. In quest’ultimo caso, può essere avviato un tentativo di conciliazione volto a risolvere la questione e a soddisfare il denunciante. Se tale tentati«La potenza sovietica, sotto la guida di Stalin, appariva temibile. […] La paura, di fronte a questa minaccia, contribuì potentemente a far comprendere agli Stati europei la loro condizione di debolezza irrimediabile. La coscienza dell’unità europea maturò più rapidamente: le divergenze tra gli Stati europei apparvero meno gravi del loro antagonismo con l’impero sovietico. […] La paura di Stalin, in particolare, contribuì potentemente a far uscire il mondo occidentale dal vicolo cieco in cui era stato spinto nei confronti della Germania.»vo non ha esito positivo, il Mediatore trasmette una relazione al Parlamento europeo — priva di effetti vincolanti per l’istituzione destinataria — nella quale espone i risultati delle indagini e formula eventuali raccomandazioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Mediatore presenta inoltre al Parlamento europeo una relazione annuale sull’attività svolta. I suoi atti non hanno carattere giuridicamente vincolante e il Parlamento esercita su di essi una valutazione di natura politica, che non si configura tuttavia come un controllo sui suoi doveri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Attualità e critiche ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Il pensiero marxista sulle istituzioni europee ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Russofobia ==&lt;br /&gt;
La russofobia non è un fenomeno recente né una semplice reazione emotiva. Come ricostruisce Guy Mettan in &#039;&#039;Russofobia. Mille anni di diffidenza&#039;&#039;, si tratta di un «male antico radicatosi nella coscienza europea già alla fine del XVI secolo»: nel 1591 il letterato inglese Philip Sydney descriveva i moscoviti come «nati-schiavi» che godono «nel vivere sotto la tirannia». Nel corso dei secoli, questo pregiudizio ha assunto forme diverse — religiosa, geopolitica, ideologica — fino a cristallizzarsi nell&#039;immagine della Russia come «anti-Europa», un impero-nazione separato e opposto ai valori della civiltà classica e cristiana.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo il 1945, la russofobia è diventata un fattore politico operativo. La Guerra Fredda ha trasformato la diffidenza storica verso la Russia in una struttura portante del discorso pubblico occidentale, e l&#039;URSS è stata rappresentata come una minaccia esistenziale per l&#039;Europa libera. In questo contesto, il sentimento antirusso non è rimasto confinato alla propaganda: è entrato nei documenti dei padri fondatori dell&#039;Europa unita, contribuendo a definire i confini ideologici del progetto comunitario.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La dichiarazione di Spinelli del 1953 ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il documento chiave è il &#039;&#039;Rapport politique&#039;&#039; che Altiero Spinelli presentò al Secondo Congresso de L&#039;Aja del Mouvement Européen, tenutosi dall&#039;8 al 10 ottobre 1953. In quel rapporto, Spinelli analizza esplicitamente il nesso tra Guerra Fredda e unità europea, e lo fa in termini che oggi appaiono sorprendentemente espliciti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella sezione dedicata alla «congiuntura politica internazionale», Spinelli scrive che la Guerra Fredda ha avuto «conseguenze positive e negative» per la causa dell&#039;unità europea. Tra le conseguenze positive, elenca:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«La puissance soviétique, sous la direction de Staline, apparaissait redoutable. […] La peur, devant cette menace, a contribué puissamment à faire comprendre aux Etats européens leur condition de faiblesse irrémédiable. La conscience de l&#039;unité européenne a mûri plus rapidement : les divergences entre les Etats européens sont apparues moins graves que leur antagonisme avec l&#039;empire soviétique. […] La peur de Staline a, en particulier, puissamment contribué à faire sortir le monde occidental de l&#039;impasse où il était acculé à l&#039;égard de l&#039;Allemagne.»&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«La potenza sovietica, sotto la guida di Stalin, appariva temibile. […] La paura, di fronte a questa minaccia, contribuì potentemente a far comprendere agli Stati europei la loro condizione di debolezza irrimediabile. La coscienza dell’unità europea maturò più rapidamente: le divergenze tra gli Stati europei apparvero meno gravi del loro antagonismo con l’impero sovietico. […] La paura di Stalin, in particolare, contribuì potentemente a far uscire il mondo occidentale dal vicolo cieco in cui era stato spinto nei confronti della Germania.»&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il passaggio è decisivo per almeno tre ragioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Primo: la paura dell&#039;URSS come motore dell&#039;integrazione&#039;&#039;&#039;. Spinelli non presenta l&#039;unità europea come un ideale nato esclusivamente da una scelta positiva di pace e cooperazione. Al contrario, ammette che la minaccia sovietica ha reso «più rapida» la maturazione della coscienza europea, perché ha reso evidente che le divisioni tra Stati europei erano meno gravi del loro antagonismo con l&#039;«impero sovietico». L&#039;unità nasce, in questa lettura, anche come reazione a un pericolo esterno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Secondo: la Russia come «anti-Europa».&#039;&#039;&#039; In altri scritti dello stesso periodo, Spinelli sviluppa l&#039;idea che la Russia non appartenga allo «spirito europeo» e che la sua esclusione dall&#039;unione continentale sia necessaria. La Germania, al contrario, è «essenziale all&#039;unione continentale» proprio perché la sua cultura è inscindibile da quella europea; la Russia, invece, è concepita come un&#039;entità separata, un impero-nazione con una tradizione politica e spirituale altra. Questa distinzione non è solo descrittiva: fonda una geografia politica dell&#039;Europa che esclude la Russia per definizione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Terzo: la guerra contro l&#039;URSS come orizzonte possibile&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;blockquote&amp;gt;&amp;lt;/blockquote&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Europa]] [[Categoria:Organizzazioni intergovernative]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Unione_europea&amp;diff=7011</id>
		<title>Unione europea</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Unione_europea&amp;diff=7011"/>
		<updated>2026-09-14T09:16:08Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari: /* La dichiarazione di Spinelli del 1953 */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{S}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;div align=center&amp;gt;&lt;br /&gt;
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|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot; colspan=&amp;quot;2&amp;quot; |&amp;lt;center&amp;gt;&#039;&#039;&#039;Unione Europea&#039;&#039;&#039;&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
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|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Nome Ufficiale&#039;&#039;&#039;  || | &lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Britannica.png|20px|bordo]] European Union&amp;lt;ref&amp;gt;Il Regno Unito non fa più parte dell&#039;Unione Europea, la bandiera britannica è qui utilizzata per indicare la lingua inglese.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
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|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Abbreviazione&#039;&#039;&#039;  || | &lt;br /&gt;
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|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Fondazione&#039;&#039;&#039;  || | 25 marzo 1957 (CEE), 7 febbraio 1992 (ufficiale)&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Causa&#039;&#039;&#039;  || | [[Trattato di Roma]], [[Trattato di Maastricht]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Inno&#039;&#039;&#039;  || | Inno alla Gioia&lt;br /&gt;
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|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Sedi&#039;&#039;&#039;  || |&lt;br /&gt;
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|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Presidente della Commissione&#039;&#039;&#039;  || | [[File:Bandiera Tedesca.png|20px|bordo]] [[Ursula Von der Leyen]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
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|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;[[Continente]]&#039;&#039;&#039;  || | [[Europa]], con territori appartenenti agli stati membri situati in [[Africa]] ed in [[America]] (regioni ultraperiferiche).&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Superficie&#039;&#039;&#039;  || | 4 233 262 km²&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Popolazione&#039;&#039;&#039;  || | 446 834 578 ab.&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Densità&#039;&#039;&#039;  || | 105,5 ab./km²&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Lingua ufficiale&#039;&#039;&#039;  || | 24 lingue&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
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|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Valuta&#039;&#039;&#039;  || | [[Euro (valuta|Euro]] (ufficiale in 21 paesi), [[Corona ceca]], [[Corona danese]], [[Zloty polacco]], [[Corona svedese]], [[Leu romeno]], [[Fiorino ungherese]]&lt;br /&gt;
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|-&lt;br /&gt;
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|}&lt;br /&gt;
&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;unione europea è un&#039;istituzione politica sovranazionale dotata di personalità giuridica all&#039;interno del [[diritto internazionale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Principi e fondamenti giuridici ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;Unione europea è un&#039;organizzazione sovranazionale fondata su un insieme di principi politici e giuridici che regolano i rapporti tra gli Stati membri e le istituzioni comuni. Il suo ordinamento giuridico si è sviluppato progressivamente a partire dalla seconda metà del XX secolo con l’obiettivo dichiarato di promuovere la cooperazione economica, politica e sociale tra i paesi europei, garantendo al contempo stabilità, pace e tutela dei diritti fondamentali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I fondamenti giuridici dell&#039;Unione europea sono contenuti principalmente nei trattati istitutivi, che costituiscono la base dell’intero sistema normativo europeo. Questi trattati sono il risultato di un lungo processo di integrazione, iniziato con il Trattato di Roma del 1957 e successivamente sviluppato attraverso varie riforme, tra cui il Trattato di Maastricht del 1992 e il Trattato di Lisbona del 2007.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da sempre è dibattuta la natura dell’ordinamento giuridico europeo. Tuttavia, con la riforma introdotta dal Trattato di Lisbona è venuta meno la distinzione tra Comunità europea e Unione europea, che sono confluite in un’unica entità. L’Unione europea sostituisce e succede alla Comunità europea, acquisendo una personalità giuridica unica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo alcuni studiosi dei sistemi costituzionali, l’ordinamento giuridico nato in seno alle istituzioni comunitarie rappresenterebbe una sorta di ordinamento federativo di origine associativa e a struttura paritaria. La sua caratteristica fondamentale consiste nel collegare, attraverso vincoli permanenti, le parti costitutive dell’Unione, consentendo al contempo a queste ultime di conservare la propria autonomia e sovranità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altri studiosi hanno invece posto l’accento sul fatto che il processo di integrazione europea sia legato alla nascita di una struttura imperniata, in larga parte, sulla libera azione degli operatori economici e, per la restante parte, su meccanismi di natura pubblicistica. Tale impostazione attribuisce particolare rilievo a un approccio di tipo funzionalista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uno dei principi fondamentali dell’ordinamento giuridico dell’Unione è il principio di attribuzione delle competenze. In base a questo principio, l’Unione può esercitare solo le competenze che gli Stati membri le hanno esplicitamente conferito attraverso i trattati. Tutte le competenze non attribuite all’Unione restano pertanto agli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altri principi come quello di principi di sussidiarietà e proporzionalità si sono sviluppati progressivamente nel corso del tempo, ma sono stati formalmente inseriti nei trattati negli anni Novanta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[principio di sussidarietà]] iniziò a comparire nel dibattito sull’integrazione europea già negli anni Settanta. Una prima formulazione esplicita si trova nel Rapporto Tindemans del 1975, che proponeva di attribuire alle istituzioni europee soltanto quelle competenze che gli Stati membri non erano in grado di esercitare efficacemente da soli. Successivamente il concetto fu ripreso in diversi progetti di riforma istituzionale negli anni Ottanta. Tuttavia, esso venne formalmente introdotto nel diritto dell’Unione europea con il Trattato di Maastricht del 1992, che lo inserì tra i principi fondamentali per regolare la ripartizione delle competenze tra l’Unione e gli Stati membri. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il principio di proporzionalità, invece, ha origini leggermente precedenti nel diritto comunitario. Esso era già stato elaborato nella giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea negli anni Settanta come criterio per controllare che le istituzioni comunitarie non adottassero misure eccessive rispetto agli obiettivi perseguiti. Anche questo principio fu poi riconosciuto esplicitamente nei trattati e consolidato con il Trattato di Maastricht del 1992, insieme al principio di sussidiarietà.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema giuridico dell’Unione europea si caratterizza inoltre per alcune peculiarità che lo distinguono dal diritto internazionale tradizionale. In particolare, la giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea ha affermato due principi fondamentali: il principio del primato del diritto dell’Unione e quello dell’effetto diretto. Il primato stabilisce che, in caso di conflitto, le norme del diritto dell’Unione prevalgono su quelle nazionali degli Stati membri. L’effetto diretto, invece, consente ai cittadini di invocare alcune norme europee direttamente davanti ai giudici nazionali senza la necessità di un recepimento nella legislazione interna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Storia ==&lt;br /&gt;
La fine della Seconda guerra mondiale vide l&#039;Europa fare i conti non solo con milioni di morti, ma anche con un&#039;economia in crisi, in un contesto geopolitico in cui gli [[Stati Uniti d&#039;America]] e l&#039;[[Unione Sovietica]] erano risultate le principali vincitrici del conflitto. Alcuni intellettuali, politici e statisti, tra cui Robert Schuman (ministro degli Esteri francese), Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer (rispettivamente capi del governo italiano e tedesco), avviarono una strategia tesa all&#039;unificazione dell&#039;Europa. L&#039;obiettivo principale era impedire il riprodursi di situazioni politiche, economiche e militari che avevano portato il mondo al disastro della guerra. Si sottolineava, in particolare, la necessità di ricucire lo stretto legame tra Francia e Germania, che fino ad allora erano state al centro della &amp;quot;patologia&amp;quot; dei rapporti tra i paesi europei.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All&#039;origine fu soprattutto un accordo di tipo economico: Robert Schuman propose di mettere l&#039;insieme della produzione franco-tedesca di carbone e acciaio sotto un&#039;alta autorità comune, nel quadro di un&#039;organizzazione alla quale avrebbero poi potuto aderire anche altri paesi. La dichiarazione rappresentò così l&#039;inizio del processo di cooperazione tra gli Stati europei, sebbene all&#039;inizio si trattasse soltanto di un&#039;unione di Stati e di cooperazione organizzativa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sorsero non solo diverse organizzazioni che operavano senza un reale collegamento tra loro, come l&#039;OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), l&#039;UEO (Unione europea occidentale) e la NATO (Organizzazione del Trattato dell&#039;Atlantico del Nord), ma anche le Comunità europee: dapprima, con il Trattato di Parigi, la CECA (Comunità europea del carbone e dell&#039;acciaio); quindi la CEE (Comunità economica europea) e la CEEA o EURATOM (Comunità europea dell&#039;energia atomica), entrambe nate il 25 marzo 1957 con la firma dei Trattati di Roma.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;accordo istitutivo della CECA scadeva dopo 50 anni dalla sua entrata in vigore, il 23 luglio 2002. A quella data, gli Stati membri hanno deciso di non rinnovarlo: l&#039;organizzazione si è quindi sciolta e le relative competenze sono state trasferite all&#039;Unione Europea. L&#039;EURATOM, invece, è ancora formalmente operante, sebbene svolga un ruolo marginale rispetto all&#039;Unione, pur non essendo giuridicamente assorbita da quest&#039;ultima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare, la creazione della Comunità economica europea,alla quale fu assegnato il compito di promuovere, mediante l&#039;instaurazione di un mercato comune e il graduale ravvicinamento delle politiche economiche degli Stati membri, uno sviluppo armonioso delle attività economiche nell&#039;insieme delle Comunità (art. 2 TCEE),segna il reale passaggio dalla cooperazione all&#039;integrazione. Per la prima volta venne introdotto un organo dotato di ampia indipendenza deliberativa rispetto agli Stati membri e con forti poteri decisionali nei confronti delle imprese del settore, eliminando le barriere commerciali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Successivamente, con il Trattato di Bruxelles del 1965, si creò il primo scheletro delle istituzioni così come sono oggi. Ciò avvenne fondendo gli esecutivi in un&#039;unica Commissione e un unico Consiglio, oltre a istituire un bilancio unico per le tre Comunità. L&#039;unificazione riguardava però solo gli organi, non le competenze, che restavano distinte: le Comunità continuavano infatti a esercitare poteri differenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== I trattati istitutivi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il trattato di Roma ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la firma del Trattato di Roma Francia,Germania,Italia,Belgio,Olanda e Lussemburgo posero la prima pietra della costruzione dell&#039;Unione Europea attraverso l&#039;istituzione della comunità economica europea. Questo trattato era costituito da 240 articoli,suddiviso in sei parti distinte e preceduto da un preambolo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* la prima parte era dedicata ai principi che avevano ispirato la comunità economica europea attraverso il mercato comune,l&#039;unione doganale e le politiche comuni;&lt;br /&gt;
* la secondo parte riguardava i fondamenti della comunità;essa comprendeva quattro titoli rispettivamente alla libera circolazione delle merci,all&#039;agricoltura ,alla libera circolazione delle persone,dei servizi e dei capitali e dei trasporti.&lt;br /&gt;
* la terza parte riguardava le politiche comuni e comprendeva quattro titoli relativi alle norme comuni,alla politica economica,alla politica sociale e alla banca europea degli investimenti;&lt;br /&gt;
* la quarta parte era dedicata all&#039;associazione dei paesi e dei territori d&#039;oltremare&lt;br /&gt;
* la quinta riguardava le istituzioni e includeva un titolo sulle disposizioni istituzionali e un&#039;altro sulle disposizioni finanziarie&lt;br /&gt;
* l&#039;ultima parte erano delle disposizioni generali e finali&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;intenzione degli Stati firmatari era di creare un mercato comune in cui fosse garantita una libera circolazione dei prodotti (merci e servizi) e dei fattori produttivi (capitale e lavoro), così da eliminare ogni barriera protezionistica e garantire agli Stati maggiori possibilità di espansione. In vista di questo obiettivo furono garantite quattro libertà fondamentali: la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A livello di politica economica, ciò si concretizzò in un regime liberista improntato al principio del mercato aperto e della libera concorrenza, senza il quale la libera circolazione non si sarebbe mai potuta attuare. Questi obbiettivi economici si sono poi realizzati in diverse tappe:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Unione doganale:&#039;&#039;&#039; avviata dal primo luglio 1968 ha comportato la soppressione dei dazi doganali all&#039;interno dell&#039;alora comunità e l&#039;applicazione di una tariffa doganale comune (TDC) applicata alle importazioni dei paesi terzi. Le restrizioni quantitative agli scambi sono state abolite il 31 dicembre 1960 tranne per quelle agricole dove le restrizioni sono state mantenute fino al 1974;&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Accordo di Shengen:&#039;&#039;&#039; è ciò che ha permesso l&#039;effettiva liberalizzazione della circolazione delle persone e la soppressione dei controlli alle frontiere interne tra gli Stati membri, in seguito alla firma avvenuta il 18 giugno 1985 tra Francia, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo e Germania. Successivamente hanno aderito anche gli altri paesi dell&#039;Unione Europea, sebbene attualmente ne siano momentaneamente esclusi Cipro, Croazia, Bulgaria e Romania, che dovrebbero entrare nei prossimi anni. Allo spazio Schengen hanno inoltre aderito anche paesi non UE come Norvegia, Svizzera, Islanda e Liechtenstein, mentre non ne fanno parte Irlanda e Regno Unito.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Atto unico europeo(AUE):&#039;&#039;&#039; fu firmato a Lussemburgo il 17 febbraio 1986 da nove Stati membri e il 28 febbraio 1986 da Danimarca, Italia e Grecia. Esso entrò in vigore il 1° luglio 1987 con l&#039;obiettivo di rilanciare il processo di costruzione europea e realizzare il mercato interno. L&#039;Atto Unico riprese alcuni temi che erano stati oggetto di precedenti trattative internazionali, riguardanti in particolare gli aspetti istituzionali e le politiche europee. Vennero modificati alcuni elementi del Trattato di Roma, attribuendo al Parlamento europeo un ruolo più incisivo e alla Commissione quello di mediatore tra Parlamento e Consiglio nello sviluppo della procedura di cooperazione (ex art. 252 del Trattato CE, antecedente al Trattato di Lisbona).  Tali modifiche valorizzarono il ruolo del Parlamento, assegnandogli il potere di pronunciarsi sull&#039;ammissione di nuovi Stati membri e di concludere accordi con associazioni di paesi terzi e con organizzazioni internazionali.  L&#039;Atto Unico Europeo sancì inoltre l&#039;esistenza del Consiglio europeo, pur senza precisarne compiutamente le competenze, istituzionalizzando di fatto i vertici periodici tra i capi di Stato e di governo.Furono inoltre gettate le basi del Tribunale di primo grado, con l&#039;obiettivo di snellire il carico di lavoro della Corte di Giustizia europea e di introdurre un doppio grado di giudizio, analogamente a quanto avviene nelle giurisdizioni nazionali.Inoltre, l&#039;Atto ha ampliato gli ambiti di competenza della Comunità, offrendo una base giuridica per l&#039;azione comune in settori quali il mercato interno, la politica monetaria, la politica sociale, l&#039;ambiente e la ricerca scientifica e tecnologica. Particolare rilievo venne attribuito alla convergenza delle politiche economiche e monetarie (art. 102A del TCE, introdotto dall&#039;Atto Unico Europeo). Per quanto riguarda la coesione economica e sociale, furono invece adottate politiche strutturali volte a ridurre il divario esistente tra le diverse regioni, al fine di colmare il ritardo di quelle più svantaggiate. Gli strumenti operativi individuati per raggiungere tale obiettivo furono i fondi strutturali. Pur rappresentando una tappa fondamentale nel processo di integrazione europea, l&#039;Atto evidenziò come per arrivare a un&#039;autentica Unione Europea fossero necessarie ulteriori riforme istituzionali, preparando il terreno per il successivo Trattato di Maastricht&lt;br /&gt;
=== Il trattato dell&#039; Unione Europea (o trattato di Maastricht) ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fu firmato a Maastricht il 7 febbraio 1992 dai 12 paesi che costituivano la comunità europea ed è entrato in vigore il 1 novembre 1993,è considerato la tappa decisiva per l&#039;affermazione politica-istituzionale dell&#039;Europa,sancendo la nascita dell&#039;Unione Europea.La conseguenza è stata una più larga cessione volontaria da parte degli stati-nazione membri di sovranità con l&#039;obbiettivo di favorire il potenziamento economico e una maggiore integrazione politica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare il trattato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;ha creato una nuova struttura a 3 pilastri:&#039;&#039;&#039; il primo pilastro è costituito dall&#039;ordinamento comunitario ereditando le disposizioni previste dal trattato istitutivo della comunità europea,e quindi di tutte le organizzazione precedentemente create (CECA e EURATOM).Le principali modifiche riguardano principalmente l&#039;apparato istituzionale,ampliamento e rafforzamento di competenze,introducendo anche il principio di sussidarietà.Il secondo pilastro regolato dal titolo V del trattato istituisce una politica comune nei settori della politica estera e della sicurezza (PESC) dove i governi degli stati membri adottano una cooperazione sistematica e azioni comuni.Infine, il terzo pilastro, disciplinato dal Titolo VI del Trattato, era volto alla cooperazione nei settori della giustizia e degli affari interni (CGAI), che fino ad allora era stata condotta in modo occasionale e informale tra gli Stati membri. L&#039;obiettivo enunciato nel preambolo era &amp;quot;garantire la libera circolazione delle persone, assicurando nel contempo la sicurezza dei loro popoli&amp;quot;.Per realizzare questo obiettivo furono individuate questioni di interesse comune, quali la politica di asilo, l&#039;immigrazione e la cooperazione giudiziaria in materia civile e penale. La loro trattazione rimaneva tuttavia di esclusiva competenza degli Stati membri, sebbene fosse prevista la possibilità di un successivo trasferimento all&#039;Unione. In particolare, il Trattato di Maastricht ha rappresentato un passo in avanti rispetto all&#039;Accordo di Schengen, prevedendo la possibilità di elaborare politiche comuni in materia di immigrazione e di trattamento dei cittadini di paesi terzi. A tal fine fu adottata la logica intergovernativa, nella quale il principio di unanimità riveste un ruolo centrale per l&#039;adozione di qualsiasi provvedimento.  Questa struttura a tre pilastri rappresentò un compromesso tra gli Stati membri: da un lato, coloro che desideravano un contesto giuridico unitario; dall&#039;altro, quelli che intendevano salvaguardare il potere decisionale nazionale. Se per il primo pilastro fu mantenuto il metodo comunitario,per il secondo e il terzo fu adottato il metodo intergovernativo.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;sei nuovi settori:&#039;&#039;&#039; nuove politiche comuni (reti transeuropee,politica industriale,tutela dei consumatori,istruzione e formazione professionale,gioventù e cultura).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;unione monetaria:&#039;&#039;&#039; sono stati fissati i principi e le disposizioni per l&#039;introduzione dell&#039;Euro&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;procedura di codecisione:&#039;&#039;&#039; ciò che era stato già ideato nell&#039;AUE viene disciplinato,con questo trattato il Parlamento europeo viene assegnato il potere di adottare una serie di atti congiuntamente con il consiglio dell&#039;Unione Europea;&lt;br /&gt;
Per quanto riguarda l&#039;assetto istituzionale maggiore rilevanza fu data al Parlamento europeo che ha assunto un ruolo più rilevante nella formazione degli atti giuridici e una maggiore rappresentività dei partiti politici. Alla commissione fu aumentata di 1 anno (da 4 a 5) la durata del suo mandato per uniformarla al resto del Parlamento,relativamente al consiglio si è intervenuto sui meccanismi decisionali per snellire le procedure allo scopo dichiarato di renderle più efficienti e democratiche:ciò ha favorito il ricordo alla &#039;&#039;maggioranza qualificata&#039;&#039;  per la maggior parte delle decisioni contemplate dalla procedura di codecisione e per tutte le decisioni adottate secondo la procedura di cooperazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altre modifiche di tipo istituzionale hanno riguardato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;La corte dei conti:&#039;&#039;&#039; incaricata di effettuare il controllo contabile e l&#039;esame del bilancio dell&#039;Unione e divenuta una istituzione europea con Maastricht&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;istituto monetario europeo:&#039;&#039;&#039; cui era affidato il compito di gestire il processo per l&#039;introduzione dell&#039;Euro e che avrebbe ceduto il passo alla banca centrale europea (BCE) con l&#039;effettiva circolazione della nuova moneta&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Il comitato delle regioni:&#039;&#039;&#039; nuovo organo a carattere consultivo composto dai rappresentanti degli enti regionali e con una struttura analoga a quella del già operante comitato economico e sociale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Amsterdam ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Firmato il 2 ottobre 1997 ed entrato in vigore il 1 maggio 1999 è il risultato di due anni di confronti e trattative nell&#039;ambito della conferenza dei rappresentati dei governi degli stati membri(iniziata nel maggio 1997 e terminata il 18 giugno 1997) la cui istituzione era già prevista dal trattato di Maastricht che nelle disposizioni finali invitava gli stati membri a convocare una conferenza intergovernativa (CIG) per la sua revisione.L&#039;obbiettivo,in primo luogo era il riassetto delle condizioni politiche e istituzionali dell&#039; Unione per affrontare le sfide del futuro nelle migliori condizioni tenendo conto della rapida evoluzione del quadro internazionale e dell&#039;adesione dei nuovi stati membri provenienti in particolare dall&#039;Europa orientale e alla globalizzazione dell&#039;economia e le sue ripercussioni sull&#039;occupazione,al terrorismo,alla criminalità internazionale,al traffico di stupefacenti,agli squilibri ecologici e ai rischi per la salute pubblica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ciò si è realizzato attraverso una modifica e una ridenominazione dei trattati UE e CE, intervenendo su quattro obiettivi fondamentali:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* porre l&#039;occupazione e i diritti dei cittadini come punto principale dell&#039;Unione&lt;br /&gt;
* eliminare gli ultimi ostacoli alla libera circolazione e rafforzare la sicurezza&lt;br /&gt;
* permettere all&#039;Europa di esercitare maggiore influenza sulla scena mondiale&lt;br /&gt;
* rendere più efficace l&#039;architettura istituzionale dell&#039;Unione&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con il trattato di Amsterdam si sono quindi rafforzati i poteri delle istituzioni europee,in particolare del Parlamento e posta una maggiore attenzione per il cittadino europeo attraverso misure per combattere la disoccupazione el&#039;esclusione sociale.Inoltre i considerazioni dei mutamenti economici e sociali intervenuti nel mercato dei prodotti e dei servizi la politica dei consumatori è diventata competenza dell&#039;Unione. Per quanto riguarda gli aspetti burocratici, in particolare i procedimenti decisionali c&#039; è stata una profonda revisione nel senso della semplificazione attraverso una estensione della procedura di codecisione a nuove materie e ampliando i casi in cui il consiglio può decidere a maggioranza qualificata invece che all&#039;unanimità Con Amsterdam il terzo pilastro non è stato cancellato ma è diventato un&#039;ambito politico-istituzionale che si occupa solo di cooperazione di polizia e giudiziari in materia penale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nonostante i nuovi ambiti di competenza introdotti i risultati raggiunti non sono apparsi soddisfacenti in particolare per quanto riguarda gli adeguamenti istituzionali in previsione di un&#039;allargamento dell&#039;Unione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Nizza ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Approvato dal consiglio europeo di Nizza l&#039;11 dicembre 2000 e firmato il 26 febbraio  2001 al termine di una lunga trattativa diplomatica è entrato in vigore il 1 febbraio 2003. Anche il trattato di Amsterdam prevedeva esattamente come il trattato di Maastricht in un protocollo allegato la possibilità di una revisione ad opera di una conferenza intergovernativa,che, in questo caso venne avviata il 14 febbraio 2000 allo scopo di adattare le istituzioni europee all&#039;acquisizione di nuovo membri avviando le riforme istituzionali che il trattato di Amsterdam non era riuscito a fare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le principali modifiche sono state:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;estensione del voto a maggioranza qualificata e una nuova ponderazione dei voti in seno al consiglio:&#039;&#039;&#039; lo scopo era evitare lo &amp;quot;stallo decisionale&amp;quot;,per cui si sono limitati i casi per cui un paese possa oppore un veto.Tuttavia alcuni paesi mantennero un veto nella possibilità di oppore un veto su alcuni settori(il Regno unito per fisco e sicurezza sociale,la Germania per asilo e immigrazione,la Spagna per i fondi strutturali e la Francia per l&#039;audiovisivo)&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;semplificazione delle procedure per l&#039;attivazione della cooperazione rafforzata:&#039;&#039;&#039; Il trattato di Amsterdam prevedeva la possibilità per gli stati membri di cooperare nell&#039;interesse dell&#039;unione anche qualora non tutti fossero disposti a parteciparvi nell&#039;immediato.Il trattato di Nizza ha consolidato questa procedura eliminando la facoltà per ogni membro di opporre un veto a una cooperazione rafforzata imponendo un minimo di otto stati per avviare una cooperazione  e prevedendo la possibilità di estendere il meccanismo alla politica estera e di sicurezza,esclusa però la difesa.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;riforma del sistema giurisdizionale&#039;&#039;&#039; dell&#039;unione,attraverso una nuova riapartizione di seggi nel parlamento europeo e l&#039;estensione della procedura di codecisione&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;la modifica della struttura delle istituzioni,&#039;&#039;&#039; in particolare per quanto riguarda la commissione europea.Il trattato statuì di limitare a partire dal 2005 la composzione della commissione assegnando un rappresentante a ogni stato membro.Furono anche rafforzati i poteri del presidente della commissione,consentendogli di decidere la suddivisione del portafogli e di porcedere a un rimpasto delle competenze durante il mandato. Fu inoltre rafforzato il ruolo di colegislatore del parlamento.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;modifica della procedura relativa alla constatazione di una grave violazione di uno stato membro,&#039;&#039;&#039; di uno o più principi fondamentali dell&#039;Unione.Il trattato ha introdotto una fase di preallarme che consente di intervenire con raccomandazioni qual&#039;ora c&#039; è l&#039; evidente rischio di violazione (non più quindi una violazione certa) dei principi fondamentali da parte di uno Stato. Prima di procedere in tal senso era prevista la possibilità di far intervenire personalità indipendenti al fine di presentare un rapporto sullo stato membro in questione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Allegati al trattato di Nizza si trovano anche protocolli addizionali e varie dichiarazioni adottare dalla conferenza intergovernativa.Importante fu la &#039;&#039;&#039;dichiarazione sul futuro dell&#039; unione&#039;&#039;&#039; nella quale gli stati membri auspicano al&#039;avvio di un dibattito più ampio e approfondito sul futuro dell&#039;Unione Europea.Essa individuava quattro grandi temi di riflessione:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;delimitazione delle competenze&#039;&#039;&#039; tra l&#039;unione Europea e gli stati membri,che rispecchi il principio di sussidarietà&lt;br /&gt;
* lo status della &#039;&#039;&#039;carta dei diritti fondamentali dell&#039;unione Europea,&#039;&#039;&#039; proclamata a Nizza&lt;br /&gt;
* la &#039;&#039;&#039;semplificazione dei trattati,&#039;&#039;&#039; al fine di renderli più chiari e meglio comprensibili senza modificarne la sostanza&lt;br /&gt;
* il ruolo &#039;&#039;&#039;dei parlamenti nazionali&#039;&#039;&#039; nell&#039;architettura europea&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre anche in questo caso viene prevista la possibilità di convocare nel 2004 una nuova conferenza intergovernativa per procedere a ulteriori revisioni e integrazioni&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Lisbona ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 2004, al termine di un lungo e complesso iter diplomatico, è stato approvato il Trattato che adotta una Costituzione per l&#039;Europa. Tuttavia, questo processo subì un&#039;arresto a seguito dell&#039;esito negativo dei referendum promossi in Francia e nei Paesi Bassi. A seguito di questa bocciatura si iniziò a parlare di fallimento costituzionale dell&#039;Europa, che portò a un nuovo periodo di riflessione in cui l&#039;Unione Europea dovette ripensare e in parte ridimensionare le proprie ambizioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ha avuto così inizio il cammino che avrebbe poi portato al Trattato di Lisbona, con il quale si abbandonò formalmente la Costituzione, pur mantenendone la sostanza. Dopo la bocciatura dei referendum, l&#039;unica strada percorribile risultò essere quella di uno strumento essenzialmente tecnico con un basso profilo politico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così, il 13 dicembre 2007, nella capitale portoghese, i capi di Stato e di governo degli Stati membri dell&#039;Unione firmarono il Trattato di Lisbona, che sarebbe entrato in vigore quasi due anni dopo, il 1° dicembre 2009.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vengono confermate alcune innovazioni già presenti nel quadro costituzionale, prima fra tutte la scomparsa della struttura a tre pilastri (Comunità europee, Politica estera e di sicurezza comune e Cooperazione di polizia giudiziaria in materia penale). Gli strumenti giuridici, un tempo indipendenti, vengono infatti unificati attraverso una sostanziale armonizzazione delle procedure e degli atti giuridici dell&#039;Unione, sebbene per il settore della Politica estera e di sicurezza comune (PESC) rimangano applicabili procedure specifiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La riforma ha inoltre ampliato le competenze dell&#039;Unione, estendendo l&#039;ambito di applicazione della procedura legislativa ordinaria e del voto a maggioranza qualificata. Questo processo è particolarmente evidente nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia, dove l&#039;Unione ha sviluppato politiche comuni in materia di asilo, immigrazione e controllo delle frontiere esterne. Tali politiche si fondano sui principi di solidarietà (intesa come equa ripartizione degli oneri di gestione tra gli Stati membri) e di equità (ovvero la parità di trattamento tra i cittadini di paesi terzi e quelli dell&#039;Unione Europea).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il nuovo assetto dell&#039;Unione Europea ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;articolo 47 del Trattato sull&#039;Unione Europea (TUE) stabilisce che l&#039;Unione Europea possiede personalità giuridica unica, semplificando in modo significativo l&#039;architettura istituzionale. In precedenza, il TUE e il Trattato che istituiva la Comunità Europea (TCE) facevano riferimento a due soggetti giuridici distinti (l&#039;Unione e la Comunità) e a due ordinamenti giuridici differenti (il diritto dell&#039;Unione e quello comunitario), i quali regolavano la complessa struttura articolata in tre pilastri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la riforma, il soggetto giuridico diventa unico – l&#039;Unione Europea – che acquisisce personalità giuridica anche sul piano internazionale, potendo così concludere accordi con Stati terzi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;articolo 1, paragrafo 3, TUE precisa inoltre che l&#039;Unione «sostituisce e succede alla Comunità europea», il cui richiamo all&#039;interno dei due trattati viene eliminato. Pertanto, l&#039;Unione Europea (UE) subentra alla Comunità europea (CE): quest&#039;ultima cessa formalmente di esistere, venendo assorbita dalla prima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il trattato di Lisbona è poi intervenuto in maniera rilevante sul quadro istituzionale dell&#039;Unione. In particolare:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;Parlamento europeo&#039;&#039;&#039; viene rafforzato grazie alle maggiori competenze in materia di bilancio,al ricorso della maggioranza qualificata in molti nuovi settori e sopratutto all&#039;estensione della procedura di codecisione che diventa la procedura legislativa ordinaria.In questo modo il Parlamento a sua volta eletto dai cittadini per mezzo delle elezioni europee si trova ora a operare in condizioni di parità con il consiglio (costituito dai capi di stato e governo degli stati membri) per quanto riguarda l&#039;attività legislativa,e quindi anche su temi come la libertà,la sicurezza e la giustizia&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;Consiglio dell&#039;Unione&#039;&#039;&#039; rimane un&#039;organo non permanente a formazione mutevole e a presidenza rotante. Il Trattato di Lisbona individua però per la prima volta due formazioni tipiche: Il consiglio affari generali che prepara le riunioni de consiglio europeo e il consiglio Affari esteri presieduto dall&#039;Alto rappresentante,che elabora l&#039;azione esterna dell&#039;unione secondo le linee definite dal consiglio europeo e ne assicura la coerenza.Per quanto riguarda il sistema di voto il consiglio delibera a maggioranza semplice tranne in alcuni casi in cui è richiesta la maggioranza qualificata.Dal 1 novembre 2014 è stato introdotto un complicato sistema di &amp;quot;doppia maggioranza&amp;quot;,basato sul 55% degli stati e sul 65% della popolazione:si tratta del riconoscimenti della doppia legittimità dell&#039;Unione(Stati e popoli). E&#039; inoltre possibile per un numero limitato di Stati manifestare una loro opposizione a una decisione eventualmente adottata dalla maggioranza e imporre al consiglio il riesame della questione.&lt;br /&gt;
* La &#039;&#039;&#039;commissione&#039;&#039;&#039; riceve una nuova ridenominazione (commissione europea),in seguito al Trattato di Lisbona riceve una più forte legittimazione democratica attraverso l&#039;eleggibilità parlamentare del presidente.Nel suo ambito viene inoltre istituito l&#039;Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza che riunisce le competenze attribuite precedentemente all&#039;Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune e al membro della commissione europea responsabile per le relazioni esterne,assumento il ruolo di vicepresidente della commissione. Si realizza così un legame orizzontale tra le politiche estere ed esterne dell&#039;Unione:in una prima veste L&#039;alto rappresentante guida la politica estera e di sicurezza dell&#039;Unione,agendo come &amp;quot;mandatario&amp;quot; del consiglio e presiedendone la formazione &amp;quot;Affari esteri&amp;quot;,nonchè contribuendo all&#039;elaborazione di questa politica tramite iniziativa autonoma;nella seconda veste p incaricato delle relazioni esterne con i paesi terzi e degli altri aspetti dell&#039;azione esterna dell&#039;Unione,comprese la cooperazione allo sviluppo e la cooperazione economica-finanziaria.Nell&#039;esercizio di entrambi di questi ruoli e funzioni potrà avvalersi del servizio europeo dell&#039;azione esterna,una diplomazia comune composta da funzionari della commissione,degli Stati membri e del segretariato del consiglio.L&#039;alto rappresentante è incaricato inoltre della coordinazione dell&#039;azione dell&#039;Unione con i paesi terzi e ha il potere di presentare al consiglio proposte in materia.Questa figura introduce quindi una maggiore flessibilità nella dialettica tra unità e diversità all&#039;interno dell&#039;Unione grazie alla possibilità di instaurare cooperazioni rafforzate attivabili con procedure più semplici&lt;br /&gt;
* La &#039;&#039;&#039;Corte di giustizia dell&#039;UE,&#039;&#039;&#039; non più corte di giustizia delle comunità europee,si compone della corte di giustizia stessa,del Tribunale (in precedenza denominato tribunale di primo grado) e da tribunali specializzati&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;consiglio europeo,&#039;&#039;&#039; in precedenza organo politico diventa un&#039;organo giuridico,integrato nei trattati e soggetto al controllo della corte di giustizia. Esso continua a svolgere funzioni di orientamento e di impulso politico, in particolare nell&#039;individuazione degli indirizzi strategici della politica dell&#039;Unione e nei casi previsti dal trattato può intervenire nell&#039;attività normativa pronunciandosi all&#039;unanimità o a maggioranza qualificata a seconda dei casi. E&#039; inoltre dotato di un presidente stabile con il compito di rappresentare l&#039;Unione in sede internazionale,nominato dallo stesso consiglio europeo per due anni e mezzo e rinnovabile una sola volta.In questa modo si è assicurata una certa continuità istituzionale all&#039;attività del consiglio europeo:in precedenza si applicava il metodo della rotazione,per cui la presidenza ruotava tra tutti i paesi membri ogni sei mesi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Trattato di Lisbona ha inoltre introdotto piccoli elementi di democrazia partecipativa. In particolare, attraverso la raccolta di un milione di firme, i cittadini possono presentare un&#039;iniziativa popolare alla Commissione, esortandola a elaborare proposte legislative da sottoporre al Consiglio dell&#039;Unione Europea nei settori di competenza dell&#039;Unione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tale meccanismo, tuttavia, non lede il diritto di iniziativa della Commissione, la quale conserva la facoltà di decidere discrezionalmente se accogliere o meno l&#039;invito a presentare proposte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Trattato prevede anche un maggiore coinvolgimento dei parlamenti nazionali nelle attività delle istituzione di Buxelles e Strasburgo,in particolare attraverso dei meccanismi informativi che permettono di essere tenuti al corrente degli atti adottati dalle istituzioni europee,delle domande di adesione di nuovi stati membri e della vigilanza del rispetto del principio di sussidarietà. I parlamenti nazionali possono poi partecipare alla revisione  dei trattati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Continuità o rottura? ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il trattato di Lisbona non sostituisce i vecchi trattati ma a differenza della costituzione europea si pone in continuità con essi limitandosi a emendarli.Esso fallisce nel suo intento di semplificare l&#039;architettura normativa europea anche alla luce dei numerosi protocolli e dichiarazioni allegati al testo,la cui natura è tutt&#039;altro che definita. A differenza del trattato costituzionale scompare la clausola di superiorità del diritto dell&#039;Unione su quello nazionale,anche se si tratta di un mero espediente retorico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le fonti del diritto UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il funzionamento dell&#039;architettura europea è disciplinato da un complesso sistema normativo al cui vertice si pongono le cosidette fonti primarie,costituite dai trattati istitutivi e dai principi generali di ordinamento dell&#039;Unione.Le fonti secondarie sono invece elencate nell&#039;art. 288 del TFUE,che distingue tra atti vincolanti(regolamenti,decisioni,direttive) e atti non vincolanti (raccomandazioni e pareri). Ci sono poi gli atti atipici,ossia quelli che incidono sul funzionamento dell&#039;Unione pur non essendo previsti dai trattati ( o comunque non presenti nell&#039;art. 288 del TFUE). Per poter aver effetto questi atti devono però essere dispiegati negli ordinamenti degli stati membri e laddove ci siano contrasti con il diritto nazionale a prevalere è la normativa europea in virtù del riconoscimento del principio del diritto dell&#039;Unione su quello nazionale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema dell&#039;Unione Europea presenta caratteri peculiari ed è fortemente influenzato dal modo in cui sono distribuiti i pubblici poteri. Ciò deriva dalla natura giuridica dell&#039;Unione, che è &#039;&#039;sui generis&#039;&#039;, ossia a metà strada tra un&#039;organizzazione internazionale classica e una federazione di Stati. Difatti, i governi dei paesi membri hanno limitato la propria sovranità, dando vita a un organismo giuridico indipendente, destinato a integrarsi con i diversi ordinamenti nazionali e in grado di incidere direttamente sulle situazioni giuridiche dei singoli cittadini.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ciò comporta che gli organi europei siano legittimati a emanare provvedimenti di carattere generale e individuale che entrano a far parte dell&#039;ordinamento degli Stati membri senza che sia necessario alcun atto di recepimento da parte delle autorità nazionali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre, a differenza di quanto accade negli ordinamenti statali, nel diritto dell&#039;Unione non esiste una vera e propria gerarchia delle fonti: tutti gli atti hanno formalmente pari forza. Il sistema delle fonti si ispira piuttosto a una concezione di tipo funzionale, dove a ogni politica o competenza è associata una determinata istituzione, chiamata a decidere secondo una specifica maggioranza o procedura, in base a quanto stabilito dall&#039;articolo di riferimento del trattato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Le fonti derivate:atti vincolanti e non vincolanti ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I trattati stabiliscono le competenze e le procedure per l&#039;adozione da parte delle istituzione europee di atti che si pongono al secondo livello del sistema giuridico europeo e costituiscono il diritto dell&#039;unione derivato.Questi sono posti in essere attraverso precisi processi deliberativi e destinati a incidere in modo rilevante sugli ordinamenti giuridici interni e sulle posizioni giuridiche dei singoli,talvolta anche senza un intervento formale del legislatore nazionale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le fonti derivate hanno la loro base giuridica nell&#039; art. 288 del TFUE che sancisce la tipologia degli atti a mezzo dei quali le istituzioni dell&#039;UE esercitano le loro competenze:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* il &#039;&#039;&#039;regolamento&#039;&#039;&#039; ha portata generale. E&#039; obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile a ciascuno degli stati membri&lt;br /&gt;
* la &#039;&#039;&#039;direttiva&#039;&#039;&#039; vincola lo stato membro a cui è rivolta per quanto riguarda il risultato da raggiungere,salvo restando la competenza degli organi nazionali in merito alla forma e ai mezzi&lt;br /&gt;
* la &#039;&#039;&#039;decisione&#039;&#039;&#039; è obbligatoria in tutti i suoi elementi. Se designa dei destinatari è obbligatoria soltanto nei confronti di questi.&lt;br /&gt;
* le &#039;&#039;&#039;raccomandazioni&#039;&#039;&#039; e i &#039;&#039;&#039;pareri&#039;&#039;&#039; non sono vincolanti&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La tipologia di atto da adottare è generalmente prescritta dalle varie disposizioni del trattato (es. art. 218 del TFUE che obbliga il consiglio ad adottare una decisione per autorizzare l&#039;avvio di negoziati di aoccordi internazionali) e in tal caso l&#039;indicazione è vincolante;laddove non ci sia una indicazione specifica,o sia disponibile un&#039;alternativa tra le disposizioni adottabili oppure vi sia una indicazione generica le istituzione possono scegliere l&#039;atto che ritengono più appropriato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Le procedure degli atti ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All’origine dell’Unione Europea, la funzione normativa era esercitata esclusivamente dai governi degli Stati membri, riuniti in seno al Consiglio. Questo assetto contrastava con il principio della separazione dei poteri proprio del diritto comunitario, ma rispecchiava la natura stessa dell’allora Comunità, configurata più come un’organizzazione di Stati che come una comunità di persone.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La prevalenza dell’elemento statale su quello individuale garantiva agli esecutivi nazionali una posizione predominante nei meccanismi decisionali dell’Unione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questa fase iniziale, il Parlamento europeo svolgeva una funzione meramente consultiva. Solo gradualmente si è passati a forme di collaborazione tra Parlamento e Consiglio, fino all’introduzione della procedura di codecisione. Quest’ultima, elevata a procedura legislativa generale dal Trattato di Amsterdam, ha posto le due istituzioni sullo stesso piano nell’adozione degli atti giuridici (oggi denominata procedura legislativa ordinaria).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tuttavia, il principio classico della separazione dei poteri, che costituisce un fondamento del diritto degli Stati membri, non trova piena applicazione nel quadro dell’Unione Europea. A esso si preferisce il principio dell’equilibrio istituzionale, in base al quale tutte le istituzioni partecipano in modo equilibrato al processo legislativo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le principali procedure decisionali sono disciplinate dall’articolo 289 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea (TFUE): la procedura legislativa ordinaria, la procedura legislativa speciale, la procedura di consultazione e la procedura di approvazione. Il criterio che determina il ricorso all’una o all’altra procedura è il diverso grado di coinvolgimento del Parlamento europeo e del Consiglio, a seconda che entrambe le istituzioni partecipino attivamente o che una di esse svolga un ruolo prevalente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se però in base all&#039;art. 16 del TUE Parlamente europeo e consiglio esercitano entrambi la funzione legislativa, secondo l&#039;art. 17  il monopolio dell&#039;iniziativa legislativa spetta alla commissione  europea che quindi esercita un ruolo esclusivo nell&#039;integrazione europea. Essa ha quindi un potere generale di iniziativa nella formazione degli atti dell&#039;UE,rappresentando quindi l&#039;interesse generale dell&#039;Unione Europea. Sono poi i trattati a stabilire quanto poi questo potere viene limitato e affidati a un gruppo di stati,al parlamento europeo,alla BCE,alla corte di giustizia o alla banca europea per gli investimenti,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le istituzioni dell&#039;UE ==&lt;br /&gt;
L’Unione europea si è evoluta da ordinamento settoriale a ordinamento a fini generali, perseguendo obiettivi politici nelle materie rientranti nelle competenze attribuite dai trattati. L’ampliamento delle sfere d’azione e della struttura organizzativa ha rafforzato le istituzioni europee, relegando in secondo piano il ruolo dei corpi amministrativi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In una fase iniziale, l’amministrazione agiva in modo analogo a quello delle altre organizzazioni internazionali, operando in una sorta di vuoto sociale che la portava a intrattenere rapporti prevalentemente con altri soggetti pubblici (nazionali o sovranazionali), trascurando invece il rapporto con l’elettorato. Il potere decisionale era attribuito in via esclusiva al Consiglio, mentre il Parlamento europeo esercitava soltanto funzioni di controllo. In tal modo, la Comunità europea governava, ma mancava una concreta attuazione delle politiche a livello delle amministrazioni nazionali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un’eccezione si riscontrava con riferimento alle organizzazioni professionali (sia dei datori di lavoro sia dei lavoratori) e ai procedimenti diretti a determinare gli indirizzi dell’azione delle istituzioni europee nei singoli settori, in particolare in quello agricolo e nel commercio con i paesi terzi. In questo contesto si è affermato il cosiddetto metodo comunitario, caratterizzato da processi decisionali fondati su ampie consultazioni con le parti interessate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una svolta significativa si è avuta con l’adozione dell’Atto relativo all’elezione dei rappresentanti all’Assemblea a suffragio universale diretto del 20 settembre 1976, che ha sostituito il precedente sistema di elezione indiretta basato su delegati designati dai parlamenti nazionali. Tale Atto ha introdotto regole uniformi per l’elezione, come il principio del voto unico e lo svolgimento contemporaneo delle elezioni in tutti gli Stati membri. In questo modo, il Parlamento ha acquisito una legittimazione diretta dal voto popolare, rafforzando e riequilibrando il proprio potere rispetto a quello del Consiglio, espressione della volontà dei governi degli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il mediatore europeo ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come rimedio alternativo ai problemi di carattere giurisdizionale, è stata introdotta la figura del Mediatore europeo. A tale organo possono rivolgersi i cittadini di uno Stato membro, nonché qualsiasi persona fisica o giuridica residente o avente sede in uno Stato dell’Unione, nei casi di cattiva amministrazione da parte delle istituzioni, degli organi o degli organismi europei, con esclusione della Corte di giustizia e del Tribunale nell’esercizio delle loro funzioni giurisdizionali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per “cattiva amministrazione” si intende sia l’omissione di un atto dovuto, sia l’adozione di comportamenti irregolari o illegittimi. Questa figura è stata introdotta con il Trattato di Maastricht, all’art. 195 del TCE (oggi art. 228 del TFUE). Il Mediatore è nominato dal Parlamento europeo, all’inizio di ogni legislatura, a scrutinio segreto e a maggioranza dei voti espressi; resta in carica fino all’insediamento del suo successore e il suo mandato è rinnovabile. È scelto tra cittadini che offrano garanzie di indipendenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le denunce devono essere presentate direttamente al Mediatore, oppure tramite un membro del Parlamento europeo, entro due anni dalla data in cui il soggetto è venuto a conoscenza del caso di cattiva amministrazione. Ricevuta la denuncia, il Mediatore avvia le indagini: nell’ambito dell’istruttoria, le istituzioni e gli organi dell’Unione sono tenuti a fornirgli tutte le informazioni necessarie, senza poter opporre obblighi di segretezza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qualora accerti un caso di cattiva amministrazione, il Mediatore informa l’istituzione interessata, che dispone di tre mesi per presentare le proprie osservazioni. All’esito di tale fase, egli può chiudere l’indagine con una decisione motivata oppure proseguirla. In quest’ultimo caso, può essere avviato un tentativo di conciliazione volto a risolvere la questione e a soddisfare il denunciante. Se tale tentati«La potenza sovietica, sotto la guida di Stalin, appariva temibile. […] La paura, di fronte a questa minaccia, contribuì potentemente a far comprendere agli Stati europei la loro condizione di debolezza irrimediabile. La coscienza dell’unità europea maturò più rapidamente: le divergenze tra gli Stati europei apparvero meno gravi del loro antagonismo con l’impero sovietico. […] La paura di Stalin, in particolare, contribuì potentemente a far uscire il mondo occidentale dal vicolo cieco in cui era stato spinto nei confronti della Germania.»vo non ha esito positivo, il Mediatore trasmette una relazione al Parlamento europeo — priva di effetti vincolanti per l’istituzione destinataria — nella quale espone i risultati delle indagini e formula eventuali raccomandazioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Mediatore presenta inoltre al Parlamento europeo una relazione annuale sull’attività svolta. I suoi atti non hanno carattere giuridicamente vincolante e il Parlamento esercita su di essi una valutazione di natura politica, che non si configura tuttavia come un controllo sui suoi doveri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Attualità e critiche ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Il pensiero marxista sulle istituzioni europee ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Russofobia ==&lt;br /&gt;
La russofobia non è un fenomeno recente né una semplice reazione emotiva. Come ricostruisce Guy Mettan in &#039;&#039;Russofobia. Mille anni di diffidenza&#039;&#039;, si tratta di un «male antico radicatosi nella coscienza europea già alla fine del XVI secolo»: nel 1591 il letterato inglese Philip Sydney descriveva i moscoviti come «nati-schiavi» che godono «nel vivere sotto la tirannia». Nel corso dei secoli, questo pregiudizio ha assunto forme diverse — religiosa, geopolitica, ideologica — fino a cristallizzarsi nell&#039;immagine della Russia come «anti-Europa», un impero-nazione separato e opposto ai valori della civiltà classica e cristiana.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo il 1945, la russofobia è diventata un fattore politico operativo. La Guerra Fredda ha trasformato la diffidenza storica verso la Russia in una struttura portante del discorso pubblico occidentale, e l&#039;URSS è stata rappresentata come una minaccia esistenziale per l&#039;Europa libera. In questo contesto, il sentimento antirusso non è rimasto confinato alla propaganda: è entrato nei documenti dei padri fondatori dell&#039;Europa unita, contribuendo a definire i confini ideologici del progetto comunitario.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La dichiarazione di Spinelli del 1953 ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il documento chiave è il &#039;&#039;Rapport politique&#039;&#039; che Altiero Spinelli presentò al Secondo Congresso de L&#039;Aja del Mouvement Européen, tenutosi dall&#039;8 al 10 ottobre 1953. In quel rapporto, Spinelli analizza esplicitamente il nesso tra Guerra Fredda e unità europea, e lo fa in termini che oggi appaiono sorprendentemente espliciti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella sezione dedicata alla «congiuntura politica internazionale», Spinelli scrive che la Guerra Fredda ha avuto «conseguenze positive e negative» per la causa dell&#039;unità europea. Tra le conseguenze positive, elenca:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«La puissance soviétique, sous la direction de Staline, apparaissait redoutable. […] La peur, devant cette menace, a contribué puissamment à faire comprendre aux Etats européens leur condition de faiblesse irrémédiable. La conscience de l&#039;unité européenne a mûri plus rapidement : les divergences entre les Etats européens sont apparues moins graves que leur antagonisme avec l&#039;empire soviétique. […] La peur de Staline a, en particulier, puissamment contribué à faire sortir le monde occidental de l&#039;impasse où il était acculé à l&#039;égard de l&#039;Allemagne.»&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«La potenza sovietica, sotto la guida di Stalin, appariva temibile. […] La paura, di fronte a questa minaccia, contribuì potentemente a far comprendere agli Stati europei la loro condizione di debolezza irrimediabile. La coscienza dell’unità europea maturò più rapidamente: le divergenze tra gli Stati europei apparvero meno gravi del loro antagonismo con l’impero sovietico. […] La paura di Stalin, in particolare, contribuì potentemente a far uscire il mondo occidentale dal vicolo cieco in cui era stato spinto nei confronti della Germania.»&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il passaggio è decisivo per almeno tre ragioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Primo: la paura dell&#039;URSS come motore dell&#039;integrazione&#039;&#039;&#039;. Spinelli non presenta l&#039;unità europea come un ideale nato esclusivamente da una scelta positiva di pace e cooperazione. Al contrario, ammette che la minaccia sovietica ha reso «più rapida» la maturazione della coscienza europea, perché ha reso evidente che le divisioni tra Stati europei erano meno gravi del loro antagonismo con l&#039;«impero sovietico». L&#039;unità nasce, in questa lettura, anche come reazione a un pericolo esterno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Secondo: la Russia come «anti-Europa».&#039;&#039;&#039; In altri scritti dello stesso periodo, Spinelli sviluppa l&#039;idea che la Russia non appartenga allo «spirito europeo» e che la sua esclusione dall&#039;unione continentale sia necessaria. La Germania, al contrario, è «essenziale all&#039;unione continentale» proprio perché la sua cultura è inscindibile da quella europea; la Russia, invece, è concepita come un&#039;entità separata, un impero-nazione con una tradizione politica e spirituale altra. Questa distinzione non è solo descrittiva: fonda una geografia politica dell&#039;Europa che esclude la Russia per definizione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Terzo: la guerra contro l&#039;URSS come orizzonte possibile&#039;&#039;&#039;. Esiste una citazione attribuita a Spinelli — riportata da Francesco Amodeo nel suo libro &#039;&#039;La Matrix Europea&#039;&#039; — secondo cui «l&#039;UE per nascere e resistere ha bisogno di una forte tensione russo-americana e per consolidarsi ha bisogno di una guerra contro l&#039;Unione Sovietica da saper fare al momento opportuno&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.radioradio.it/2019/11/unione-europea-imbroglio-francesco-amodeo/&amp;lt;/ref&amp;gt;». Questa citazione, sebbene non sia datata 1953 e richieda cautela nella decontestualizzazione, è coerente con il quadro teorico del rapporto del 1953: la contrapposizione all&#039;URSS non è solo un ostacolo da superare, ma una condizione strutturale del progetto europeo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;blockquote&amp;gt;&amp;lt;/blockquote&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Europa]] [[Categoria:Organizzazioni intergovernative]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Unione_europea&amp;diff=7010</id>
		<title>Unione europea</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Unione_europea&amp;diff=7010"/>
		<updated>2026-09-14T09:08:16Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari: /* Russofobia */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{S}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Nome Ufficiale&#039;&#039;&#039;  || | &lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Britannica.png|20px|bordo]] European Union&amp;lt;ref&amp;gt;Il Regno Unito non fa più parte dell&#039;Unione Europea, la bandiera britannica è qui utilizzata per indicare la lingua inglese.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Tedesca.png|20px|bordo]] Europäische Union&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Francese.png|20px|bordo]] Union européenne&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Italiana.png|20px|bordo]] Unione europea&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Abbreviazione&#039;&#039;&#039;  || | &lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Europea.png|20px|bordo]] EU, eu&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Italiana.png|20px|bordo]] UE, ue&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Fondazione&#039;&#039;&#039;  || | 25 marzo 1957 (CEE), 7 febbraio 1992 (ufficiale)&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Causa&#039;&#039;&#039;  || | [[Trattato di Roma]], [[Trattato di Maastricht]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Inno&#039;&#039;&#039;  || | Inno alla Gioia&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! colspan=2 style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&amp;lt;center&amp;gt;Dati istituzionali&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Sedi&#039;&#039;&#039;  || |&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Belga.png|20px|bordo]] [[Bruxelles]], [[Belgio]]&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Lussemburghese.png|20px|bordo]] [[Lussemburgo]], [[Lussemburgo]]&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Francese.png|20px|bordo]] [[Strasburgo]], [[Francia]]&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Tedesca.png|20px|bordo]] [[Francoforte sul Meno]], [[Germania]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Presidente della Commissione&#039;&#039;&#039;  || | [[File:Bandiera Tedesca.png|20px|bordo]] [[Ursula Von der Leyen]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! colspan=2 style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&amp;lt;center&amp;gt;Dati geografici&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;[[Continente]]&#039;&#039;&#039;  || | [[Europa]], con territori appartenenti agli stati membri situati in [[Africa]] ed in [[America]] (regioni ultraperiferiche).&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Superficie&#039;&#039;&#039;  || | 4 233 262 km²&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Popolazione&#039;&#039;&#039;  || | 446 834 578 ab.&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Densità&#039;&#039;&#039;  || | 105,5 ab./km²&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Lingua ufficiale&#039;&#039;&#039;  || | 24 lingue&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! colspan=2 style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&amp;lt;center&amp;gt;Dati economici&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Valuta&#039;&#039;&#039;  || | [[Euro (valuta|Euro]] (ufficiale in 21 paesi), [[Corona ceca]], [[Corona danese]], [[Zloty polacco]], [[Corona svedese]], [[Leu romeno]], [[Fiorino ungherese]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! colspan=2 style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&amp;lt;center&amp;gt;Altri dati&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;TLD&#039;&#039;&#039;  || | .eu&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;unione europea è un&#039;istituzione politica sovranazionale dotata di personalità giuridica all&#039;interno del [[diritto internazionale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Principi e fondamenti giuridici ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;Unione europea è un&#039;organizzazione sovranazionale fondata su un insieme di principi politici e giuridici che regolano i rapporti tra gli Stati membri e le istituzioni comuni. Il suo ordinamento giuridico si è sviluppato progressivamente a partire dalla seconda metà del XX secolo con l’obiettivo dichiarato di promuovere la cooperazione economica, politica e sociale tra i paesi europei, garantendo al contempo stabilità, pace e tutela dei diritti fondamentali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I fondamenti giuridici dell&#039;Unione europea sono contenuti principalmente nei trattati istitutivi, che costituiscono la base dell’intero sistema normativo europeo. Questi trattati sono il risultato di un lungo processo di integrazione, iniziato con il Trattato di Roma del 1957 e successivamente sviluppato attraverso varie riforme, tra cui il Trattato di Maastricht del 1992 e il Trattato di Lisbona del 2007.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da sempre è dibattuta la natura dell’ordinamento giuridico europeo. Tuttavia, con la riforma introdotta dal Trattato di Lisbona è venuta meno la distinzione tra Comunità europea e Unione europea, che sono confluite in un’unica entità. L’Unione europea sostituisce e succede alla Comunità europea, acquisendo una personalità giuridica unica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo alcuni studiosi dei sistemi costituzionali, l’ordinamento giuridico nato in seno alle istituzioni comunitarie rappresenterebbe una sorta di ordinamento federativo di origine associativa e a struttura paritaria. La sua caratteristica fondamentale consiste nel collegare, attraverso vincoli permanenti, le parti costitutive dell’Unione, consentendo al contempo a queste ultime di conservare la propria autonomia e sovranità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altri studiosi hanno invece posto l’accento sul fatto che il processo di integrazione europea sia legato alla nascita di una struttura imperniata, in larga parte, sulla libera azione degli operatori economici e, per la restante parte, su meccanismi di natura pubblicistica. Tale impostazione attribuisce particolare rilievo a un approccio di tipo funzionalista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uno dei principi fondamentali dell’ordinamento giuridico dell’Unione è il principio di attribuzione delle competenze. In base a questo principio, l’Unione può esercitare solo le competenze che gli Stati membri le hanno esplicitamente conferito attraverso i trattati. Tutte le competenze non attribuite all’Unione restano pertanto agli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altri principi come quello di principi di sussidiarietà e proporzionalità si sono sviluppati progressivamente nel corso del tempo, ma sono stati formalmente inseriti nei trattati negli anni Novanta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[principio di sussidarietà]] iniziò a comparire nel dibattito sull’integrazione europea già negli anni Settanta. Una prima formulazione esplicita si trova nel Rapporto Tindemans del 1975, che proponeva di attribuire alle istituzioni europee soltanto quelle competenze che gli Stati membri non erano in grado di esercitare efficacemente da soli. Successivamente il concetto fu ripreso in diversi progetti di riforma istituzionale negli anni Ottanta. Tuttavia, esso venne formalmente introdotto nel diritto dell’Unione europea con il Trattato di Maastricht del 1992, che lo inserì tra i principi fondamentali per regolare la ripartizione delle competenze tra l’Unione e gli Stati membri. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il principio di proporzionalità, invece, ha origini leggermente precedenti nel diritto comunitario. Esso era già stato elaborato nella giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea negli anni Settanta come criterio per controllare che le istituzioni comunitarie non adottassero misure eccessive rispetto agli obiettivi perseguiti. Anche questo principio fu poi riconosciuto esplicitamente nei trattati e consolidato con il Trattato di Maastricht del 1992, insieme al principio di sussidiarietà.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema giuridico dell’Unione europea si caratterizza inoltre per alcune peculiarità che lo distinguono dal diritto internazionale tradizionale. In particolare, la giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea ha affermato due principi fondamentali: il principio del primato del diritto dell’Unione e quello dell’effetto diretto. Il primato stabilisce che, in caso di conflitto, le norme del diritto dell’Unione prevalgono su quelle nazionali degli Stati membri. L’effetto diretto, invece, consente ai cittadini di invocare alcune norme europee direttamente davanti ai giudici nazionali senza la necessità di un recepimento nella legislazione interna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Storia ==&lt;br /&gt;
La fine della Seconda guerra mondiale vide l&#039;Europa fare i conti non solo con milioni di morti, ma anche con un&#039;economia in crisi, in un contesto geopolitico in cui gli [[Stati Uniti d&#039;America]] e l&#039;[[Unione Sovietica]] erano risultate le principali vincitrici del conflitto. Alcuni intellettuali, politici e statisti, tra cui Robert Schuman (ministro degli Esteri francese), Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer (rispettivamente capi del governo italiano e tedesco), avviarono una strategia tesa all&#039;unificazione dell&#039;Europa. L&#039;obiettivo principale era impedire il riprodursi di situazioni politiche, economiche e militari che avevano portato il mondo al disastro della guerra. Si sottolineava, in particolare, la necessità di ricucire lo stretto legame tra Francia e Germania, che fino ad allora erano state al centro della &amp;quot;patologia&amp;quot; dei rapporti tra i paesi europei.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All&#039;origine fu soprattutto un accordo di tipo economico: Robert Schuman propose di mettere l&#039;insieme della produzione franco-tedesca di carbone e acciaio sotto un&#039;alta autorità comune, nel quadro di un&#039;organizzazione alla quale avrebbero poi potuto aderire anche altri paesi. La dichiarazione rappresentò così l&#039;inizio del processo di cooperazione tra gli Stati europei, sebbene all&#039;inizio si trattasse soltanto di un&#039;unione di Stati e di cooperazione organizzativa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sorsero non solo diverse organizzazioni che operavano senza un reale collegamento tra loro, come l&#039;OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), l&#039;UEO (Unione europea occidentale) e la NATO (Organizzazione del Trattato dell&#039;Atlantico del Nord), ma anche le Comunità europee: dapprima, con il Trattato di Parigi, la CECA (Comunità europea del carbone e dell&#039;acciaio); quindi la CEE (Comunità economica europea) e la CEEA o EURATOM (Comunità europea dell&#039;energia atomica), entrambe nate il 25 marzo 1957 con la firma dei Trattati di Roma.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;accordo istitutivo della CECA scadeva dopo 50 anni dalla sua entrata in vigore, il 23 luglio 2002. A quella data, gli Stati membri hanno deciso di non rinnovarlo: l&#039;organizzazione si è quindi sciolta e le relative competenze sono state trasferite all&#039;Unione Europea. L&#039;EURATOM, invece, è ancora formalmente operante, sebbene svolga un ruolo marginale rispetto all&#039;Unione, pur non essendo giuridicamente assorbita da quest&#039;ultima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare, la creazione della Comunità economica europea,alla quale fu assegnato il compito di promuovere, mediante l&#039;instaurazione di un mercato comune e il graduale ravvicinamento delle politiche economiche degli Stati membri, uno sviluppo armonioso delle attività economiche nell&#039;insieme delle Comunità (art. 2 TCEE),segna il reale passaggio dalla cooperazione all&#039;integrazione. Per la prima volta venne introdotto un organo dotato di ampia indipendenza deliberativa rispetto agli Stati membri e con forti poteri decisionali nei confronti delle imprese del settore, eliminando le barriere commerciali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Successivamente, con il Trattato di Bruxelles del 1965, si creò il primo scheletro delle istituzioni così come sono oggi. Ciò avvenne fondendo gli esecutivi in un&#039;unica Commissione e un unico Consiglio, oltre a istituire un bilancio unico per le tre Comunità. L&#039;unificazione riguardava però solo gli organi, non le competenze, che restavano distinte: le Comunità continuavano infatti a esercitare poteri differenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== I trattati istitutivi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il trattato di Roma ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la firma del Trattato di Roma Francia,Germania,Italia,Belgio,Olanda e Lussemburgo posero la prima pietra della costruzione dell&#039;Unione Europea attraverso l&#039;istituzione della comunità economica europea. Questo trattato era costituito da 240 articoli,suddiviso in sei parti distinte e preceduto da un preambolo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* la prima parte era dedicata ai principi che avevano ispirato la comunità economica europea attraverso il mercato comune,l&#039;unione doganale e le politiche comuni;&lt;br /&gt;
* la secondo parte riguardava i fondamenti della comunità;essa comprendeva quattro titoli rispettivamente alla libera circolazione delle merci,all&#039;agricoltura ,alla libera circolazione delle persone,dei servizi e dei capitali e dei trasporti.&lt;br /&gt;
* la terza parte riguardava le politiche comuni e comprendeva quattro titoli relativi alle norme comuni,alla politica economica,alla politica sociale e alla banca europea degli investimenti;&lt;br /&gt;
* la quarta parte era dedicata all&#039;associazione dei paesi e dei territori d&#039;oltremare&lt;br /&gt;
* la quinta riguardava le istituzioni e includeva un titolo sulle disposizioni istituzionali e un&#039;altro sulle disposizioni finanziarie&lt;br /&gt;
* l&#039;ultima parte erano delle disposizioni generali e finali&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;intenzione degli Stati firmatari era di creare un mercato comune in cui fosse garantita una libera circolazione dei prodotti (merci e servizi) e dei fattori produttivi (capitale e lavoro), così da eliminare ogni barriera protezionistica e garantire agli Stati maggiori possibilità di espansione. In vista di questo obiettivo furono garantite quattro libertà fondamentali: la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A livello di politica economica, ciò si concretizzò in un regime liberista improntato al principio del mercato aperto e della libera concorrenza, senza il quale la libera circolazione non si sarebbe mai potuta attuare. Questi obbiettivi economici si sono poi realizzati in diverse tappe:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Unione doganale:&#039;&#039;&#039; avviata dal primo luglio 1968 ha comportato la soppressione dei dazi doganali all&#039;interno dell&#039;alora comunità e l&#039;applicazione di una tariffa doganale comune (TDC) applicata alle importazioni dei paesi terzi. Le restrizioni quantitative agli scambi sono state abolite il 31 dicembre 1960 tranne per quelle agricole dove le restrizioni sono state mantenute fino al 1974;&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Accordo di Shengen:&#039;&#039;&#039; è ciò che ha permesso l&#039;effettiva liberalizzazione della circolazione delle persone e la soppressione dei controlli alle frontiere interne tra gli Stati membri, in seguito alla firma avvenuta il 18 giugno 1985 tra Francia, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo e Germania. Successivamente hanno aderito anche gli altri paesi dell&#039;Unione Europea, sebbene attualmente ne siano momentaneamente esclusi Cipro, Croazia, Bulgaria e Romania, che dovrebbero entrare nei prossimi anni. Allo spazio Schengen hanno inoltre aderito anche paesi non UE come Norvegia, Svizzera, Islanda e Liechtenstein, mentre non ne fanno parte Irlanda e Regno Unito.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Atto unico europeo(AUE):&#039;&#039;&#039; fu firmato a Lussemburgo il 17 febbraio 1986 da nove Stati membri e il 28 febbraio 1986 da Danimarca, Italia e Grecia. Esso entrò in vigore il 1° luglio 1987 con l&#039;obiettivo di rilanciare il processo di costruzione europea e realizzare il mercato interno. L&#039;Atto Unico riprese alcuni temi che erano stati oggetto di precedenti trattative internazionali, riguardanti in particolare gli aspetti istituzionali e le politiche europee. Vennero modificati alcuni elementi del Trattato di Roma, attribuendo al Parlamento europeo un ruolo più incisivo e alla Commissione quello di mediatore tra Parlamento e Consiglio nello sviluppo della procedura di cooperazione (ex art. 252 del Trattato CE, antecedente al Trattato di Lisbona).  Tali modifiche valorizzarono il ruolo del Parlamento, assegnandogli il potere di pronunciarsi sull&#039;ammissione di nuovi Stati membri e di concludere accordi con associazioni di paesi terzi e con organizzazioni internazionali.  L&#039;Atto Unico Europeo sancì inoltre l&#039;esistenza del Consiglio europeo, pur senza precisarne compiutamente le competenze, istituzionalizzando di fatto i vertici periodici tra i capi di Stato e di governo.Furono inoltre gettate le basi del Tribunale di primo grado, con l&#039;obiettivo di snellire il carico di lavoro della Corte di Giustizia europea e di introdurre un doppio grado di giudizio, analogamente a quanto avviene nelle giurisdizioni nazionali.Inoltre, l&#039;Atto ha ampliato gli ambiti di competenza della Comunità, offrendo una base giuridica per l&#039;azione comune in settori quali il mercato interno, la politica monetaria, la politica sociale, l&#039;ambiente e la ricerca scientifica e tecnologica. Particolare rilievo venne attribuito alla convergenza delle politiche economiche e monetarie (art. 102A del TCE, introdotto dall&#039;Atto Unico Europeo). Per quanto riguarda la coesione economica e sociale, furono invece adottate politiche strutturali volte a ridurre il divario esistente tra le diverse regioni, al fine di colmare il ritardo di quelle più svantaggiate. Gli strumenti operativi individuati per raggiungere tale obiettivo furono i fondi strutturali. Pur rappresentando una tappa fondamentale nel processo di integrazione europea, l&#039;Atto evidenziò come per arrivare a un&#039;autentica Unione Europea fossero necessarie ulteriori riforme istituzionali, preparando il terreno per il successivo Trattato di Maastricht&lt;br /&gt;
=== Il trattato dell&#039; Unione Europea (o trattato di Maastricht) ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fu firmato a Maastricht il 7 febbraio 1992 dai 12 paesi che costituivano la comunità europea ed è entrato in vigore il 1 novembre 1993,è considerato la tappa decisiva per l&#039;affermazione politica-istituzionale dell&#039;Europa,sancendo la nascita dell&#039;Unione Europea.La conseguenza è stata una più larga cessione volontaria da parte degli stati-nazione membri di sovranità con l&#039;obbiettivo di favorire il potenziamento economico e una maggiore integrazione politica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare il trattato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;ha creato una nuova struttura a 3 pilastri:&#039;&#039;&#039; il primo pilastro è costituito dall&#039;ordinamento comunitario ereditando le disposizioni previste dal trattato istitutivo della comunità europea,e quindi di tutte le organizzazione precedentemente create (CECA e EURATOM).Le principali modifiche riguardano principalmente l&#039;apparato istituzionale,ampliamento e rafforzamento di competenze,introducendo anche il principio di sussidarietà.Il secondo pilastro regolato dal titolo V del trattato istituisce una politica comune nei settori della politica estera e della sicurezza (PESC) dove i governi degli stati membri adottano una cooperazione sistematica e azioni comuni.Infine, il terzo pilastro, disciplinato dal Titolo VI del Trattato, era volto alla cooperazione nei settori della giustizia e degli affari interni (CGAI), che fino ad allora era stata condotta in modo occasionale e informale tra gli Stati membri. L&#039;obiettivo enunciato nel preambolo era &amp;quot;garantire la libera circolazione delle persone, assicurando nel contempo la sicurezza dei loro popoli&amp;quot;.Per realizzare questo obiettivo furono individuate questioni di interesse comune, quali la politica di asilo, l&#039;immigrazione e la cooperazione giudiziaria in materia civile e penale. La loro trattazione rimaneva tuttavia di esclusiva competenza degli Stati membri, sebbene fosse prevista la possibilità di un successivo trasferimento all&#039;Unione. In particolare, il Trattato di Maastricht ha rappresentato un passo in avanti rispetto all&#039;Accordo di Schengen, prevedendo la possibilità di elaborare politiche comuni in materia di immigrazione e di trattamento dei cittadini di paesi terzi. A tal fine fu adottata la logica intergovernativa, nella quale il principio di unanimità riveste un ruolo centrale per l&#039;adozione di qualsiasi provvedimento.  Questa struttura a tre pilastri rappresentò un compromesso tra gli Stati membri: da un lato, coloro che desideravano un contesto giuridico unitario; dall&#039;altro, quelli che intendevano salvaguardare il potere decisionale nazionale. Se per il primo pilastro fu mantenuto il metodo comunitario,per il secondo e il terzo fu adottato il metodo intergovernativo.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;sei nuovi settori:&#039;&#039;&#039; nuove politiche comuni (reti transeuropee,politica industriale,tutela dei consumatori,istruzione e formazione professionale,gioventù e cultura).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;unione monetaria:&#039;&#039;&#039; sono stati fissati i principi e le disposizioni per l&#039;introduzione dell&#039;Euro&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;procedura di codecisione:&#039;&#039;&#039; ciò che era stato già ideato nell&#039;AUE viene disciplinato,con questo trattato il Parlamento europeo viene assegnato il potere di adottare una serie di atti congiuntamente con il consiglio dell&#039;Unione Europea;&lt;br /&gt;
Per quanto riguarda l&#039;assetto istituzionale maggiore rilevanza fu data al Parlamento europeo che ha assunto un ruolo più rilevante nella formazione degli atti giuridici e una maggiore rappresentività dei partiti politici. Alla commissione fu aumentata di 1 anno (da 4 a 5) la durata del suo mandato per uniformarla al resto del Parlamento,relativamente al consiglio si è intervenuto sui meccanismi decisionali per snellire le procedure allo scopo dichiarato di renderle più efficienti e democratiche:ciò ha favorito il ricordo alla &#039;&#039;maggioranza qualificata&#039;&#039;  per la maggior parte delle decisioni contemplate dalla procedura di codecisione e per tutte le decisioni adottate secondo la procedura di cooperazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altre modifiche di tipo istituzionale hanno riguardato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;La corte dei conti:&#039;&#039;&#039; incaricata di effettuare il controllo contabile e l&#039;esame del bilancio dell&#039;Unione e divenuta una istituzione europea con Maastricht&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;istituto monetario europeo:&#039;&#039;&#039; cui era affidato il compito di gestire il processo per l&#039;introduzione dell&#039;Euro e che avrebbe ceduto il passo alla banca centrale europea (BCE) con l&#039;effettiva circolazione della nuova moneta&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Il comitato delle regioni:&#039;&#039;&#039; nuovo organo a carattere consultivo composto dai rappresentanti degli enti regionali e con una struttura analoga a quella del già operante comitato economico e sociale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Amsterdam ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Firmato il 2 ottobre 1997 ed entrato in vigore il 1 maggio 1999 è il risultato di due anni di confronti e trattative nell&#039;ambito della conferenza dei rappresentati dei governi degli stati membri(iniziata nel maggio 1997 e terminata il 18 giugno 1997) la cui istituzione era già prevista dal trattato di Maastricht che nelle disposizioni finali invitava gli stati membri a convocare una conferenza intergovernativa (CIG) per la sua revisione.L&#039;obbiettivo,in primo luogo era il riassetto delle condizioni politiche e istituzionali dell&#039; Unione per affrontare le sfide del futuro nelle migliori condizioni tenendo conto della rapida evoluzione del quadro internazionale e dell&#039;adesione dei nuovi stati membri provenienti in particolare dall&#039;Europa orientale e alla globalizzazione dell&#039;economia e le sue ripercussioni sull&#039;occupazione,al terrorismo,alla criminalità internazionale,al traffico di stupefacenti,agli squilibri ecologici e ai rischi per la salute pubblica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ciò si è realizzato attraverso una modifica e una ridenominazione dei trattati UE e CE, intervenendo su quattro obiettivi fondamentali:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* porre l&#039;occupazione e i diritti dei cittadini come punto principale dell&#039;Unione&lt;br /&gt;
* eliminare gli ultimi ostacoli alla libera circolazione e rafforzare la sicurezza&lt;br /&gt;
* permettere all&#039;Europa di esercitare maggiore influenza sulla scena mondiale&lt;br /&gt;
* rendere più efficace l&#039;architettura istituzionale dell&#039;Unione&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con il trattato di Amsterdam si sono quindi rafforzati i poteri delle istituzioni europee,in particolare del Parlamento e posta una maggiore attenzione per il cittadino europeo attraverso misure per combattere la disoccupazione el&#039;esclusione sociale.Inoltre i considerazioni dei mutamenti economici e sociali intervenuti nel mercato dei prodotti e dei servizi la politica dei consumatori è diventata competenza dell&#039;Unione. Per quanto riguarda gli aspetti burocratici, in particolare i procedimenti decisionali c&#039; è stata una profonda revisione nel senso della semplificazione attraverso una estensione della procedura di codecisione a nuove materie e ampliando i casi in cui il consiglio può decidere a maggioranza qualificata invece che all&#039;unanimità Con Amsterdam il terzo pilastro non è stato cancellato ma è diventato un&#039;ambito politico-istituzionale che si occupa solo di cooperazione di polizia e giudiziari in materia penale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nonostante i nuovi ambiti di competenza introdotti i risultati raggiunti non sono apparsi soddisfacenti in particolare per quanto riguarda gli adeguamenti istituzionali in previsione di un&#039;allargamento dell&#039;Unione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Nizza ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Approvato dal consiglio europeo di Nizza l&#039;11 dicembre 2000 e firmato il 26 febbraio  2001 al termine di una lunga trattativa diplomatica è entrato in vigore il 1 febbraio 2003. Anche il trattato di Amsterdam prevedeva esattamente come il trattato di Maastricht in un protocollo allegato la possibilità di una revisione ad opera di una conferenza intergovernativa,che, in questo caso venne avviata il 14 febbraio 2000 allo scopo di adattare le istituzioni europee all&#039;acquisizione di nuovo membri avviando le riforme istituzionali che il trattato di Amsterdam non era riuscito a fare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le principali modifiche sono state:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;estensione del voto a maggioranza qualificata e una nuova ponderazione dei voti in seno al consiglio:&#039;&#039;&#039; lo scopo era evitare lo &amp;quot;stallo decisionale&amp;quot;,per cui si sono limitati i casi per cui un paese possa oppore un veto.Tuttavia alcuni paesi mantennero un veto nella possibilità di oppore un veto su alcuni settori(il Regno unito per fisco e sicurezza sociale,la Germania per asilo e immigrazione,la Spagna per i fondi strutturali e la Francia per l&#039;audiovisivo)&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;semplificazione delle procedure per l&#039;attivazione della cooperazione rafforzata:&#039;&#039;&#039; Il trattato di Amsterdam prevedeva la possibilità per gli stati membri di cooperare nell&#039;interesse dell&#039;unione anche qualora non tutti fossero disposti a parteciparvi nell&#039;immediato.Il trattato di Nizza ha consolidato questa procedura eliminando la facoltà per ogni membro di opporre un veto a una cooperazione rafforzata imponendo un minimo di otto stati per avviare una cooperazione  e prevedendo la possibilità di estendere il meccanismo alla politica estera e di sicurezza,esclusa però la difesa.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;riforma del sistema giurisdizionale&#039;&#039;&#039; dell&#039;unione,attraverso una nuova riapartizione di seggi nel parlamento europeo e l&#039;estensione della procedura di codecisione&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;la modifica della struttura delle istituzioni,&#039;&#039;&#039; in particolare per quanto riguarda la commissione europea.Il trattato statuì di limitare a partire dal 2005 la composzione della commissione assegnando un rappresentante a ogni stato membro.Furono anche rafforzati i poteri del presidente della commissione,consentendogli di decidere la suddivisione del portafogli e di porcedere a un rimpasto delle competenze durante il mandato. Fu inoltre rafforzato il ruolo di colegislatore del parlamento.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;modifica della procedura relativa alla constatazione di una grave violazione di uno stato membro,&#039;&#039;&#039; di uno o più principi fondamentali dell&#039;Unione.Il trattato ha introdotto una fase di preallarme che consente di intervenire con raccomandazioni qual&#039;ora c&#039; è l&#039; evidente rischio di violazione (non più quindi una violazione certa) dei principi fondamentali da parte di uno Stato. Prima di procedere in tal senso era prevista la possibilità di far intervenire personalità indipendenti al fine di presentare un rapporto sullo stato membro in questione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Allegati al trattato di Nizza si trovano anche protocolli addizionali e varie dichiarazioni adottare dalla conferenza intergovernativa.Importante fu la &#039;&#039;&#039;dichiarazione sul futuro dell&#039; unione&#039;&#039;&#039; nella quale gli stati membri auspicano al&#039;avvio di un dibattito più ampio e approfondito sul futuro dell&#039;Unione Europea.Essa individuava quattro grandi temi di riflessione:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;delimitazione delle competenze&#039;&#039;&#039; tra l&#039;unione Europea e gli stati membri,che rispecchi il principio di sussidarietà&lt;br /&gt;
* lo status della &#039;&#039;&#039;carta dei diritti fondamentali dell&#039;unione Europea,&#039;&#039;&#039; proclamata a Nizza&lt;br /&gt;
* la &#039;&#039;&#039;semplificazione dei trattati,&#039;&#039;&#039; al fine di renderli più chiari e meglio comprensibili senza modificarne la sostanza&lt;br /&gt;
* il ruolo &#039;&#039;&#039;dei parlamenti nazionali&#039;&#039;&#039; nell&#039;architettura europea&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre anche in questo caso viene prevista la possibilità di convocare nel 2004 una nuova conferenza intergovernativa per procedere a ulteriori revisioni e integrazioni&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Lisbona ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 2004, al termine di un lungo e complesso iter diplomatico, è stato approvato il Trattato che adotta una Costituzione per l&#039;Europa. Tuttavia, questo processo subì un&#039;arresto a seguito dell&#039;esito negativo dei referendum promossi in Francia e nei Paesi Bassi. A seguito di questa bocciatura si iniziò a parlare di fallimento costituzionale dell&#039;Europa, che portò a un nuovo periodo di riflessione in cui l&#039;Unione Europea dovette ripensare e in parte ridimensionare le proprie ambizioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ha avuto così inizio il cammino che avrebbe poi portato al Trattato di Lisbona, con il quale si abbandonò formalmente la Costituzione, pur mantenendone la sostanza. Dopo la bocciatura dei referendum, l&#039;unica strada percorribile risultò essere quella di uno strumento essenzialmente tecnico con un basso profilo politico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così, il 13 dicembre 2007, nella capitale portoghese, i capi di Stato e di governo degli Stati membri dell&#039;Unione firmarono il Trattato di Lisbona, che sarebbe entrato in vigore quasi due anni dopo, il 1° dicembre 2009.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vengono confermate alcune innovazioni già presenti nel quadro costituzionale, prima fra tutte la scomparsa della struttura a tre pilastri (Comunità europee, Politica estera e di sicurezza comune e Cooperazione di polizia giudiziaria in materia penale). Gli strumenti giuridici, un tempo indipendenti, vengono infatti unificati attraverso una sostanziale armonizzazione delle procedure e degli atti giuridici dell&#039;Unione, sebbene per il settore della Politica estera e di sicurezza comune (PESC) rimangano applicabili procedure specifiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La riforma ha inoltre ampliato le competenze dell&#039;Unione, estendendo l&#039;ambito di applicazione della procedura legislativa ordinaria e del voto a maggioranza qualificata. Questo processo è particolarmente evidente nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia, dove l&#039;Unione ha sviluppato politiche comuni in materia di asilo, immigrazione e controllo delle frontiere esterne. Tali politiche si fondano sui principi di solidarietà (intesa come equa ripartizione degli oneri di gestione tra gli Stati membri) e di equità (ovvero la parità di trattamento tra i cittadini di paesi terzi e quelli dell&#039;Unione Europea).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il nuovo assetto dell&#039;Unione Europea ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;articolo 47 del Trattato sull&#039;Unione Europea (TUE) stabilisce che l&#039;Unione Europea possiede personalità giuridica unica, semplificando in modo significativo l&#039;architettura istituzionale. In precedenza, il TUE e il Trattato che istituiva la Comunità Europea (TCE) facevano riferimento a due soggetti giuridici distinti (l&#039;Unione e la Comunità) e a due ordinamenti giuridici differenti (il diritto dell&#039;Unione e quello comunitario), i quali regolavano la complessa struttura articolata in tre pilastri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la riforma, il soggetto giuridico diventa unico – l&#039;Unione Europea – che acquisisce personalità giuridica anche sul piano internazionale, potendo così concludere accordi con Stati terzi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;articolo 1, paragrafo 3, TUE precisa inoltre che l&#039;Unione «sostituisce e succede alla Comunità europea», il cui richiamo all&#039;interno dei due trattati viene eliminato. Pertanto, l&#039;Unione Europea (UE) subentra alla Comunità europea (CE): quest&#039;ultima cessa formalmente di esistere, venendo assorbita dalla prima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il trattato di Lisbona è poi intervenuto in maniera rilevante sul quadro istituzionale dell&#039;Unione. In particolare:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;Parlamento europeo&#039;&#039;&#039; viene rafforzato grazie alle maggiori competenze in materia di bilancio,al ricorso della maggioranza qualificata in molti nuovi settori e sopratutto all&#039;estensione della procedura di codecisione che diventa la procedura legislativa ordinaria.In questo modo il Parlamento a sua volta eletto dai cittadini per mezzo delle elezioni europee si trova ora a operare in condizioni di parità con il consiglio (costituito dai capi di stato e governo degli stati membri) per quanto riguarda l&#039;attività legislativa,e quindi anche su temi come la libertà,la sicurezza e la giustizia&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;Consiglio dell&#039;Unione&#039;&#039;&#039; rimane un&#039;organo non permanente a formazione mutevole e a presidenza rotante. Il Trattato di Lisbona individua però per la prima volta due formazioni tipiche: Il consiglio affari generali che prepara le riunioni de consiglio europeo e il consiglio Affari esteri presieduto dall&#039;Alto rappresentante,che elabora l&#039;azione esterna dell&#039;unione secondo le linee definite dal consiglio europeo e ne assicura la coerenza.Per quanto riguarda il sistema di voto il consiglio delibera a maggioranza semplice tranne in alcuni casi in cui è richiesta la maggioranza qualificata.Dal 1 novembre 2014 è stato introdotto un complicato sistema di &amp;quot;doppia maggioranza&amp;quot;,basato sul 55% degli stati e sul 65% della popolazione:si tratta del riconoscimenti della doppia legittimità dell&#039;Unione(Stati e popoli). E&#039; inoltre possibile per un numero limitato di Stati manifestare una loro opposizione a una decisione eventualmente adottata dalla maggioranza e imporre al consiglio il riesame della questione.&lt;br /&gt;
* La &#039;&#039;&#039;commissione&#039;&#039;&#039; riceve una nuova ridenominazione (commissione europea),in seguito al Trattato di Lisbona riceve una più forte legittimazione democratica attraverso l&#039;eleggibilità parlamentare del presidente.Nel suo ambito viene inoltre istituito l&#039;Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza che riunisce le competenze attribuite precedentemente all&#039;Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune e al membro della commissione europea responsabile per le relazioni esterne,assumento il ruolo di vicepresidente della commissione. Si realizza così un legame orizzontale tra le politiche estere ed esterne dell&#039;Unione:in una prima veste L&#039;alto rappresentante guida la politica estera e di sicurezza dell&#039;Unione,agendo come &amp;quot;mandatario&amp;quot; del consiglio e presiedendone la formazione &amp;quot;Affari esteri&amp;quot;,nonchè contribuendo all&#039;elaborazione di questa politica tramite iniziativa autonoma;nella seconda veste p incaricato delle relazioni esterne con i paesi terzi e degli altri aspetti dell&#039;azione esterna dell&#039;Unione,comprese la cooperazione allo sviluppo e la cooperazione economica-finanziaria.Nell&#039;esercizio di entrambi di questi ruoli e funzioni potrà avvalersi del servizio europeo dell&#039;azione esterna,una diplomazia comune composta da funzionari della commissione,degli Stati membri e del segretariato del consiglio.L&#039;alto rappresentante è incaricato inoltre della coordinazione dell&#039;azione dell&#039;Unione con i paesi terzi e ha il potere di presentare al consiglio proposte in materia.Questa figura introduce quindi una maggiore flessibilità nella dialettica tra unità e diversità all&#039;interno dell&#039;Unione grazie alla possibilità di instaurare cooperazioni rafforzate attivabili con procedure più semplici&lt;br /&gt;
* La &#039;&#039;&#039;Corte di giustizia dell&#039;UE,&#039;&#039;&#039; non più corte di giustizia delle comunità europee,si compone della corte di giustizia stessa,del Tribunale (in precedenza denominato tribunale di primo grado) e da tribunali specializzati&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;consiglio europeo,&#039;&#039;&#039; in precedenza organo politico diventa un&#039;organo giuridico,integrato nei trattati e soggetto al controllo della corte di giustizia. Esso continua a svolgere funzioni di orientamento e di impulso politico, in particolare nell&#039;individuazione degli indirizzi strategici della politica dell&#039;Unione e nei casi previsti dal trattato può intervenire nell&#039;attività normativa pronunciandosi all&#039;unanimità o a maggioranza qualificata a seconda dei casi. E&#039; inoltre dotato di un presidente stabile con il compito di rappresentare l&#039;Unione in sede internazionale,nominato dallo stesso consiglio europeo per due anni e mezzo e rinnovabile una sola volta.In questa modo si è assicurata una certa continuità istituzionale all&#039;attività del consiglio europeo:in precedenza si applicava il metodo della rotazione,per cui la presidenza ruotava tra tutti i paesi membri ogni sei mesi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Trattato di Lisbona ha inoltre introdotto piccoli elementi di democrazia partecipativa. In particolare, attraverso la raccolta di un milione di firme, i cittadini possono presentare un&#039;iniziativa popolare alla Commissione, esortandola a elaborare proposte legislative da sottoporre al Consiglio dell&#039;Unione Europea nei settori di competenza dell&#039;Unione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tale meccanismo, tuttavia, non lede il diritto di iniziativa della Commissione, la quale conserva la facoltà di decidere discrezionalmente se accogliere o meno l&#039;invito a presentare proposte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Trattato prevede anche un maggiore coinvolgimento dei parlamenti nazionali nelle attività delle istituzione di Buxelles e Strasburgo,in particolare attraverso dei meccanismi informativi che permettono di essere tenuti al corrente degli atti adottati dalle istituzioni europee,delle domande di adesione di nuovi stati membri e della vigilanza del rispetto del principio di sussidarietà. I parlamenti nazionali possono poi partecipare alla revisione  dei trattati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Continuità o rottura? ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il trattato di Lisbona non sostituisce i vecchi trattati ma a differenza della costituzione europea si pone in continuità con essi limitandosi a emendarli.Esso fallisce nel suo intento di semplificare l&#039;architettura normativa europea anche alla luce dei numerosi protocolli e dichiarazioni allegati al testo,la cui natura è tutt&#039;altro che definita. A differenza del trattato costituzionale scompare la clausola di superiorità del diritto dell&#039;Unione su quello nazionale,anche se si tratta di un mero espediente retorico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le fonti del diritto UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il funzionamento dell&#039;architettura europea è disciplinato da un complesso sistema normativo al cui vertice si pongono le cosidette fonti primarie,costituite dai trattati istitutivi e dai principi generali di ordinamento dell&#039;Unione.Le fonti secondarie sono invece elencate nell&#039;art. 288 del TFUE,che distingue tra atti vincolanti(regolamenti,decisioni,direttive) e atti non vincolanti (raccomandazioni e pareri). Ci sono poi gli atti atipici,ossia quelli che incidono sul funzionamento dell&#039;Unione pur non essendo previsti dai trattati ( o comunque non presenti nell&#039;art. 288 del TFUE). Per poter aver effetto questi atti devono però essere dispiegati negli ordinamenti degli stati membri e laddove ci siano contrasti con il diritto nazionale a prevalere è la normativa europea in virtù del riconoscimento del principio del diritto dell&#039;Unione su quello nazionale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema dell&#039;Unione Europea presenta caratteri peculiari ed è fortemente influenzato dal modo in cui sono distribuiti i pubblici poteri. Ciò deriva dalla natura giuridica dell&#039;Unione, che è &#039;&#039;sui generis&#039;&#039;, ossia a metà strada tra un&#039;organizzazione internazionale classica e una federazione di Stati. Difatti, i governi dei paesi membri hanno limitato la propria sovranità, dando vita a un organismo giuridico indipendente, destinato a integrarsi con i diversi ordinamenti nazionali e in grado di incidere direttamente sulle situazioni giuridiche dei singoli cittadini.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ciò comporta che gli organi europei siano legittimati a emanare provvedimenti di carattere generale e individuale che entrano a far parte dell&#039;ordinamento degli Stati membri senza che sia necessario alcun atto di recepimento da parte delle autorità nazionali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre, a differenza di quanto accade negli ordinamenti statali, nel diritto dell&#039;Unione non esiste una vera e propria gerarchia delle fonti: tutti gli atti hanno formalmente pari forza. Il sistema delle fonti si ispira piuttosto a una concezione di tipo funzionale, dove a ogni politica o competenza è associata una determinata istituzione, chiamata a decidere secondo una specifica maggioranza o procedura, in base a quanto stabilito dall&#039;articolo di riferimento del trattato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Le fonti derivate:atti vincolanti e non vincolanti ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I trattati stabiliscono le competenze e le procedure per l&#039;adozione da parte delle istituzione europee di atti che si pongono al secondo livello del sistema giuridico europeo e costituiscono il diritto dell&#039;unione derivato.Questi sono posti in essere attraverso precisi processi deliberativi e destinati a incidere in modo rilevante sugli ordinamenti giuridici interni e sulle posizioni giuridiche dei singoli,talvolta anche senza un intervento formale del legislatore nazionale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le fonti derivate hanno la loro base giuridica nell&#039; art. 288 del TFUE che sancisce la tipologia degli atti a mezzo dei quali le istituzioni dell&#039;UE esercitano le loro competenze:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* il &#039;&#039;&#039;regolamento&#039;&#039;&#039; ha portata generale. E&#039; obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile a ciascuno degli stati membri&lt;br /&gt;
* la &#039;&#039;&#039;direttiva&#039;&#039;&#039; vincola lo stato membro a cui è rivolta per quanto riguarda il risultato da raggiungere,salvo restando la competenza degli organi nazionali in merito alla forma e ai mezzi&lt;br /&gt;
* la &#039;&#039;&#039;decisione&#039;&#039;&#039; è obbligatoria in tutti i suoi elementi. Se designa dei destinatari è obbligatoria soltanto nei confronti di questi.&lt;br /&gt;
* le &#039;&#039;&#039;raccomandazioni&#039;&#039;&#039; e i &#039;&#039;&#039;pareri&#039;&#039;&#039; non sono vincolanti&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La tipologia di atto da adottare è generalmente prescritta dalle varie disposizioni del trattato (es. art. 218 del TFUE che obbliga il consiglio ad adottare una decisione per autorizzare l&#039;avvio di negoziati di aoccordi internazionali) e in tal caso l&#039;indicazione è vincolante;laddove non ci sia una indicazione specifica,o sia disponibile un&#039;alternativa tra le disposizioni adottabili oppure vi sia una indicazione generica le istituzione possono scegliere l&#039;atto che ritengono più appropriato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Le procedure degli atti ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All’origine dell’Unione Europea, la funzione normativa era esercitata esclusivamente dai governi degli Stati membri, riuniti in seno al Consiglio. Questo assetto contrastava con il principio della separazione dei poteri proprio del diritto comunitario, ma rispecchiava la natura stessa dell’allora Comunità, configurata più come un’organizzazione di Stati che come una comunità di persone.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La prevalenza dell’elemento statale su quello individuale garantiva agli esecutivi nazionali una posizione predominante nei meccanismi decisionali dell’Unione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questa fase iniziale, il Parlamento europeo svolgeva una funzione meramente consultiva. Solo gradualmente si è passati a forme di collaborazione tra Parlamento e Consiglio, fino all’introduzione della procedura di codecisione. Quest’ultima, elevata a procedura legislativa generale dal Trattato di Amsterdam, ha posto le due istituzioni sullo stesso piano nell’adozione degli atti giuridici (oggi denominata procedura legislativa ordinaria).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tuttavia, il principio classico della separazione dei poteri, che costituisce un fondamento del diritto degli Stati membri, non trova piena applicazione nel quadro dell’Unione Europea. A esso si preferisce il principio dell’equilibrio istituzionale, in base al quale tutte le istituzioni partecipano in modo equilibrato al processo legislativo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le principali procedure decisionali sono disciplinate dall’articolo 289 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea (TFUE): la procedura legislativa ordinaria, la procedura legislativa speciale, la procedura di consultazione e la procedura di approvazione. Il criterio che determina il ricorso all’una o all’altra procedura è il diverso grado di coinvolgimento del Parlamento europeo e del Consiglio, a seconda che entrambe le istituzioni partecipino attivamente o che una di esse svolga un ruolo prevalente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se però in base all&#039;art. 16 del TUE Parlamente europeo e consiglio esercitano entrambi la funzione legislativa, secondo l&#039;art. 17  il monopolio dell&#039;iniziativa legislativa spetta alla commissione  europea che quindi esercita un ruolo esclusivo nell&#039;integrazione europea. Essa ha quindi un potere generale di iniziativa nella formazione degli atti dell&#039;UE,rappresentando quindi l&#039;interesse generale dell&#039;Unione Europea. Sono poi i trattati a stabilire quanto poi questo potere viene limitato e affidati a un gruppo di stati,al parlamento europeo,alla BCE,alla corte di giustizia o alla banca europea per gli investimenti,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le istituzioni dell&#039;UE ==&lt;br /&gt;
L’Unione europea si è evoluta da ordinamento settoriale a ordinamento a fini generali, perseguendo obiettivi politici nelle materie rientranti nelle competenze attribuite dai trattati. L’ampliamento delle sfere d’azione e della struttura organizzativa ha rafforzato le istituzioni europee, relegando in secondo piano il ruolo dei corpi amministrativi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In una fase iniziale, l’amministrazione agiva in modo analogo a quello delle altre organizzazioni internazionali, operando in una sorta di vuoto sociale che la portava a intrattenere rapporti prevalentemente con altri soggetti pubblici (nazionali o sovranazionali), trascurando invece il rapporto con l’elettorato. Il potere decisionale era attribuito in via esclusiva al Consiglio, mentre il Parlamento europeo esercitava soltanto funzioni di controllo. In tal modo, la Comunità europea governava, ma mancava una concreta attuazione delle politiche a livello delle amministrazioni nazionali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un’eccezione si riscontrava con riferimento alle organizzazioni professionali (sia dei datori di lavoro sia dei lavoratori) e ai procedimenti diretti a determinare gli indirizzi dell’azione delle istituzioni europee nei singoli settori, in particolare in quello agricolo e nel commercio con i paesi terzi. In questo contesto si è affermato il cosiddetto metodo comunitario, caratterizzato da processi decisionali fondati su ampie consultazioni con le parti interessate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una svolta significativa si è avuta con l’adozione dell’Atto relativo all’elezione dei rappresentanti all’Assemblea a suffragio universale diretto del 20 settembre 1976, che ha sostituito il precedente sistema di elezione indiretta basato su delegati designati dai parlamenti nazionali. Tale Atto ha introdotto regole uniformi per l’elezione, come il principio del voto unico e lo svolgimento contemporaneo delle elezioni in tutti gli Stati membri. In questo modo, il Parlamento ha acquisito una legittimazione diretta dal voto popolare, rafforzando e riequilibrando il proprio potere rispetto a quello del Consiglio, espressione della volontà dei governi degli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il mediatore europeo ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come rimedio alternativo ai problemi di carattere giurisdizionale, è stata introdotta la figura del Mediatore europeo. A tale organo possono rivolgersi i cittadini di uno Stato membro, nonché qualsiasi persona fisica o giuridica residente o avente sede in uno Stato dell’Unione, nei casi di cattiva amministrazione da parte delle istituzioni, degli organi o degli organismi europei, con esclusione della Corte di giustizia e del Tribunale nell’esercizio delle loro funzioni giurisdizionali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per “cattiva amministrazione” si intende sia l’omissione di un atto dovuto, sia l’adozione di comportamenti irregolari o illegittimi. Questa figura è stata introdotta con il Trattato di Maastricht, all’art. 195 del TCE (oggi art. 228 del TFUE). Il Mediatore è nominato dal Parlamento europeo, all’inizio di ogni legislatura, a scrutinio segreto e a maggioranza dei voti espressi; resta in carica fino all’insediamento del suo successore e il suo mandato è rinnovabile. È scelto tra cittadini che offrano garanzie di indipendenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le denunce devono essere presentate direttamente al Mediatore, oppure tramite un membro del Parlamento europeo, entro due anni dalla data in cui il soggetto è venuto a conoscenza del caso di cattiva amministrazione. Ricevuta la denuncia, il Mediatore avvia le indagini: nell’ambito dell’istruttoria, le istituzioni e gli organi dell’Unione sono tenuti a fornirgli tutte le informazioni necessarie, senza poter opporre obblighi di segretezza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qualora accerti un caso di cattiva amministrazione, il Mediatore informa l’istituzione interessata, che dispone di tre mesi per presentare le proprie osservazioni. All’esito di tale fase, egli può chiudere l’indagine con una decisione motivata oppure proseguirla. In quest’ultimo caso, può essere avviato un tentativo di conciliazione volto a risolvere la questione e a soddisfare il denunciante. Se tale tentati«La potenza sovietica, sotto la guida di Stalin, appariva temibile. […] La paura, di fronte a questa minaccia, contribuì potentemente a far comprendere agli Stati europei la loro condizione di debolezza irrimediabile. La coscienza dell’unità europea maturò più rapidamente: le divergenze tra gli Stati europei apparvero meno gravi del loro antagonismo con l’impero sovietico. […] La paura di Stalin, in particolare, contribuì potentemente a far uscire il mondo occidentale dal vicolo cieco in cui era stato spinto nei confronti della Germania.»vo non ha esito positivo, il Mediatore trasmette una relazione al Parlamento europeo — priva di effetti vincolanti per l’istituzione destinataria — nella quale espone i risultati delle indagini e formula eventuali raccomandazioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Mediatore presenta inoltre al Parlamento europeo una relazione annuale sull’attività svolta. I suoi atti non hanno carattere giuridicamente vincolante e il Parlamento esercita su di essi una valutazione di natura politica, che non si configura tuttavia come un controllo sui suoi doveri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Attualità e critiche ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Il pensiero marxista sulle istituzioni europee ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Russofobia ==&lt;br /&gt;
La russofobia non è un fenomeno recente né una semplice reazione emotiva. Come ricostruisce Guy Mettan in &#039;&#039;Russofobia. Mille anni di diffidenza&#039;&#039;, si tratta di un «male antico radicatosi nella coscienza europea già alla fine del XVI secolo»: nel 1591 il letterato inglese Philip Sydney descriveva i moscoviti come «nati-schiavi» che godono «nel vivere sotto la tirannia». Nel corso dei secoli, questo pregiudizio ha assunto forme diverse — religiosa, geopolitica, ideologica — fino a cristallizzarsi nell&#039;immagine della Russia come «anti-Europa», un impero-nazione separato e opposto ai valori della civiltà classica e cristiana.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo il 1945, la russofobia è diventata un fattore politico operativo. La Guerra Fredda ha trasformato la diffidenza storica verso la Russia in una struttura portante del discorso pubblico occidentale, e l&#039;URSS è stata rappresentata come una minaccia esistenziale per l&#039;Europa libera. In questo contesto, il sentimento antirusso non è rimasto confinato alla propaganda: è entrato nei documenti dei padri fondatori dell&#039;Europa unita, contribuendo a definire i confini ideologici del progetto comunitario.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La dichiarazione di Spinelli del 1953 ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il documento chiave è il &#039;&#039;Rapport politique&#039;&#039; che Altiero Spinelli presentò al Secondo Congresso de L&#039;Aja del Mouvement Européen, tenutosi dall&#039;8 al 10 ottobre 1953. In quel rapporto, Spinelli analizza esplicitamente il nesso tra Guerra Fredda e unità europea, e lo fa in termini che oggi appaiono sorprendentemente espliciti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella sezione dedicata alla «congiuntura politica internazionale», Spinelli scrive che la Guerra Fredda ha avuto «conseguenze positive e negative» per la causa dell&#039;unità europea. Tra le conseguenze positive, elenca:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«La puissance soviétique, sous la direction de Staline, apparaissait redoutable. […] La peur, devant cette menace, a contribué puissamment à faire comprendre aux Etats européens leur condition de faiblesse irrémédiable. La conscience de l&#039;unité européenne a mûri plus rapidement : les divergences entre les Etats européens sont apparues moins graves que leur antagonisme avec l&#039;empire soviétique. […] La peur de Staline a, en particulier, puissamment contribué à faire sortir le monde occidental de l&#039;impasse où il était acculé à l&#039;égard de l&#039;Allemagne.»&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«La potenza sovietica, sotto la guida di Stalin, appariva temibile. […] La paura, di fronte a questa minaccia, contribuì potentemente a far comprendere agli Stati europei la loro condizione di debolezza irrimediabile. La coscienza dell’unità europea maturò più rapidamente: le divergenze tra gli Stati europei apparvero meno gravi del loro antagonismo con l’impero sovietico. […] La paura di Stalin, in particolare, contribuì potentemente a far uscire il mondo occidentale dal vicolo cieco in cui era stato spinto nei confronti della Germania.»&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il passaggio è decisivo per almeno tre ragioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Primo: la paura dell&#039;URSS come motore dell&#039;integrazione&#039;&#039;&#039;. Spinelli non presenta l&#039;unità europea come un ideale nato esclusivamente da una scelta positiva di pace e cooperazione. Al contrario, ammette che la minaccia sovietica ha reso «più rapida» la maturazione della coscienza europea, perché ha reso evidente che le divisioni tra Stati europei erano meno gravi del loro antagonismo con l&#039;«impero sovietico». L&#039;unità nasce, in questa lettura, anche come reazione a un pericolo esterno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Secondo: la Russia come «anti-Europa».&#039;&#039;&#039; In altri scritti dello stesso periodo, Spinelli sviluppa l&#039;idea che la Russia non appartenga allo «spirito europeo» e che la sua esclusione dall&#039;unione continentale sia necessaria. La Germania, al contrario, è «essenziale all&#039;unione continentale» proprio perché la sua cultura è inscindibile da quella europea; la Russia, invece, è concepita come un&#039;entità separata, un impero-nazione con una tradizione politica e spirituale altra. Questa distinzione non è solo descrittiva: fonda una geografia politica dell&#039;Europa che esclude la Russia per definizione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Terzo: la guerra contro l&#039;URSS come orizzonte possibile&#039;&#039;&#039;. Esiste una citazione attribuita a Spinelli — riportata da Francesco Amodeo nel suo libro &#039;&#039;La Matrix Europea&#039;&#039; — secondo cui «l&#039;UE per nascere e resistere ha bisogno di una forte tensione russo-americana e per consolidarsi ha bisogno di una guerra contro l&#039;Unione Sovietica da saper fare al momento opportuno». Questa citazione, sebbene non sia datata 1953 e richieda cautela nella decontestualizzazione, è coerente con il quadro teorico del rapporto del 1953: la contrapposizione all&#039;URSS non è solo un ostacolo da superare, ma una condizione strutturale del progetto europeo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;blockquote&amp;gt;&amp;lt;/blockquote&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Europa]] [[Categoria:Organizzazioni intergovernative]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Anassimandro&amp;diff=7004</id>
		<title>Anassimandro</title>
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		<updated>2026-09-10T15:58:01Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&#039;&#039;&#039;ANASSIMANDRO&#039;&#039;&#039; (Ἀναξίμανδρος) da Mileto (ca. 610–540 a.C.) – naturalista, geografo e filosofo della natura greco antico, secondo esponente della scuola milesia. Secondo i dossografi, fu «discepolo», «compagno» e «parente» di Talete.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 547/546 a.C. avrebbe composto il primo trattato scientifico in prosa, &#039;&#039;Sulla natura&#039;&#039; (titolo probabilmente attribuito in epoca successiva), il cui contenuto principale riguardava la cosmogonia, la cosmografia e l’eziologia dei fenomeni meteorologici. È certamente errata l’immagine di Anassimandro come metafisico astratto intento a discutere il principio dell’esistenza: il termine stesso arché («inizio», «principio») molto probabilmente gli era sconosciuto, così come agli altri Milesi, e tale interpretazione si fonda soprattutto sull’adesione acritica alla dossografia peripatetica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il metodo di Anassimandro è caratterizzato dal ruolo fondamentale delle opposizioni binarie e delle analogie. In cosmologia egli muove dalla concezione milesia di un continuum corporeo «infinitamente racchiuso»: una realtà spazialmente illimitata che, dopo la nascita del cosmo, lo comprende dall’esterno e, dopo la sua dissoluzione, lo riassorbe. La natura «comprensiva» del pensiero di Anassimandro era già poco chiara ai lettori antichi del suo scritto, forse anche a causa del suo stile [[arcaico]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il termine ápeiron («infinito», «illimitato»), che nella dossografia designa il «principio» di Anassimandro, non sarebbe dunque un sostantivo: Anassimandro avrebbe utilizzato l’aggettivo «infinito» come uno degli attributi della «natura eterna e senza età», «che abbraccia tutti i cieli (= mondi) e il cosmo (= gli spazi) che essi contengono».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo le attendibili testimonianze di Aristotele (&#039;&#039;Met.&#039;&#039; 1069b22; &#039;&#039;Phys.&#039;&#039; 187a21) e di Teofrasto, Anassimandro concepiva la «natura eterna» come una mescolanza di tutte le sostanze qualitativamente differenti, anticipando in tal modo il concetto anassagoreo di materia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La cosmogonia di Anassimandro può essere schematizzata in tre fasi:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
# &#039;&#039;&#039;Prima fase – «isolamento»:&#039;&#039;&#039; dal mondo «che racchiude» si separa un «embrione», paragonabile all’uovo del mondo.&lt;br /&gt;
# &#039;&#039;&#039;Seconda fase – «separazione» e polarizzazione degli opposti:&#039;&#039;&#039; si formano un nucleo umido e freddo e una «corteccia» calda e infuocata.&lt;br /&gt;
# &#039;&#039;&#039;Terza fase – interazione e conflitto degli opposti:&#039;&#039;&#039; l’interazione e la lotta tra «caldo» e «freddo» conducono alla formazione di un cosmo strutturato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nell’unico frammento conservato (DK 12 B 1), Anassimandro formulò per la prima volta una concezione riconducibile alla legge di conservazione della materia: «Le cose vengono distrutte negli stessi elementi da cui hanno avuto origine, secondo la necessità: pagano infatti reciprocamente il castigo e l’espiazione dell’ingiustizia secondo l’ordine del tempo».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In ambito cosmologico e cosmografico, Anassimandro elaborò il primo modello geometrico dell’Universo, probabilmente rappresentato anche attraverso un globo celeste. A lui viene tradizionalmente attribuita l’origine dell’ipotesi geocentrica e della cosiddetta «teoria delle sfere» in astronomia. Gli viene inoltre attribuita la scoperta o, almeno, la prima descrizione sistematica dell’emisfero celeste australe e la realizzazione della prima carta geografica, forse elaborata sul modello della cartografia babilonese.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Infine, la dottrina di Anassimandro sull’origine del primo essere umano, secondo la quale gli uomini sarebbero derivati da animali di un’altra specie, probabilmente acquatici e simili ai pesci, lo presenta – pur con tutte le profonde differenze rispetto alla teoria evoluzionistica moderna – come un importante e remoto precursore di alcune idee che saranno sviluppate da Darwin.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== &#039;&#039;&#039;Frammenti&#039;&#039;&#039; ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1.  DK I, 81–90;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2.  &#039;&#039;Maddalena Α.&#039;&#039; (a cura di). Ionici. Testimonianze e framework. Firenze, 1970;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
3.  &#039;&#039;Colli G.&#039;&#039; La sapienza greca, v. 2. Mil., 1977, pag. 153–205;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
4.  &#039;&#039;Conche M.&#039;&#039; Anassimando. Frammenti e témoignages. P., 1991;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
5.  &#039;&#039;Lebedev.&#039;&#039; Frammenti, p. 116–129.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== &#039;&#039;&#039;Letteratura&#039;&#039;&#039; ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1.  &#039;&#039;Kahn Ch.&#039;&#039; Anassimandro e le origini della cosmologia greca. New York, 1960;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2.  &#039;&#039;Classen SJ&#039;&#039; Anaximandros, RE, Suppl. 12, 1970, col. 30–69 (bb);&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
3.  &#039;&#039;Lebedev AV&#039;&#039; A ΑΠΕΡΟΝ: non Anassimandro, ma Platone e Aristotele. – Bollettino di storia antica, 1978, 1, p. 39–54; 2, pag. 43–58;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
4.  &#039;&#039;Lo è.&#039;&#039; Stile geometrico e cosmologia di Anassimandro. – Sab: Cultura e arte del mondo antico. M, 1980, pp. 100–124.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;AV Lebedev&#039;&#039;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari</name></author>
	</entry>
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		<title>Anassimandro</title>
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		<updated>2026-09-10T11:24:44Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari: Creata pagina con &amp;quot;&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;ANASSIMANDRO&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039; (Ἀναξίμανδρος) da Mileto (ca. 610–540 a.C.) – naturalista, geografo e filosofo della natura greco antico, secondo esponente della scuola milesia. Secondo i dossografi, fu «discepolo», «compagno» e «parente» di Talete.  Nel 547/546 a.C. avrebbe composto il primo trattato scientifico in prosa, &amp;#039;&amp;#039;Sulla natura&amp;#039;&amp;#039; (titolo probabilmente attribuito in epoca successiva), il cui contenuto principale riguardava la cosmogonia, la cosmografia...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&#039;&#039;&#039;ANASSIMANDRO&#039;&#039;&#039; (Ἀναξίμανδρος) da Mileto (ca. 610–540 a.C.) – naturalista, geografo e filosofo della natura greco antico, secondo esponente della scuola milesia. Secondo i dossografi, fu «discepolo», «compagno» e «parente» di Talete.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 547/546 a.C. avrebbe composto il primo trattato scientifico in prosa, &#039;&#039;Sulla natura&#039;&#039; (titolo probabilmente attribuito in epoca successiva), il cui contenuto principale riguardava la cosmogonia, la cosmografia e l’eziologia dei fenomeni meteorologici. È certamente errata l’immagine di Anassimandro come metafisico astratto intento a discutere il principio dell’esistenza: il termine stesso arché («inizio», «principio») molto probabilmente gli era sconosciuto, così come agli altri Milesi, e tale interpretazione si fonda soprattutto sull’adesione acritica alla dossografia peripatetica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il metodo di Anassimandro è caratterizzato dal ruolo fondamentale delle opposizioni binarie e delle analogie. In cosmologia egli muove dalla concezione milesia di un continuum corporeo «infinitamente racchiuso»: una realtà spazialmente illimitata che, dopo la nascita del cosmo, lo comprende dall’esterno e, dopo la sua dissoluzione, lo riassorbe. La natura «comprensiva» del pensiero di Anassimandro era già poco chiara ai lettori antichi del suo scritto, forse anche a causa del suo stile arcaico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il termine ápeiron («infinito», «illimitato»), che nella dossografia designa il «principio» di Anassimandro, non sarebbe dunque un sostantivo: Anassimandro avrebbe utilizzato l’aggettivo «infinito» come uno degli attributi della «natura eterna e senza età», «che abbraccia tutti i cieli (= mondi) e il cosmo (= gli spazi) che essi contengono».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo le attendibili testimonianze di Aristotele (&#039;&#039;Met.&#039;&#039; 1069b22; &#039;&#039;Phys.&#039;&#039; 187a21) e di Teofrasto, Anassimandro concepiva la «natura eterna» come una mescolanza di tutte le sostanze qualitativamente differenti, anticipando in tal modo il concetto anassagoreo di materia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La cosmogonia di Anassimandro può essere schematizzata in tre fasi:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
# &#039;&#039;&#039;Prima fase – «isolamento»:&#039;&#039;&#039; dal mondo «che racchiude» si separa un «embrione», paragonabile all’uovo del mondo.&lt;br /&gt;
# &#039;&#039;&#039;Seconda fase – «separazione» e polarizzazione degli opposti:&#039;&#039;&#039; si formano un nucleo umido e freddo e una «corteccia» calda e infuocata.&lt;br /&gt;
# &#039;&#039;&#039;Terza fase – interazione e conflitto degli opposti:&#039;&#039;&#039; l’interazione e la lotta tra «caldo» e «freddo» conducono alla formazione di un cosmo strutturato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nell’unico frammento conservato (DK 12 B 1), Anassimandro formulò per la prima volta una concezione riconducibile alla legge di conservazione della materia: «Le cose vengono distrutte negli stessi elementi da cui hanno avuto origine, secondo la necessità: pagano infatti reciprocamente il castigo e l’espiazione dell’ingiustizia secondo l’ordine del tempo».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In ambito cosmologico e cosmografico, Anassimandro elaborò il primo modello geometrico dell’Universo, probabilmente rappresentato anche attraverso un globo celeste. A lui viene tradizionalmente attribuita l’origine dell’ipotesi geocentrica e della cosiddetta «teoria delle sfere» in astronomia. Gli viene inoltre attribuita la scoperta o, almeno, la prima descrizione sistematica dell’emisfero celeste australe e la realizzazione della prima carta geografica, forse elaborata sul modello della cartografia babilonese.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Infine, la dottrina di Anassimandro sull’origine del primo essere umano, secondo la quale gli uomini sarebbero derivati da animali di un’altra specie, probabilmente acquatici e simili ai pesci, lo presenta – pur con tutte le profonde differenze rispetto alla teoria evoluzionistica moderna – come un importante e remoto precursore di alcune idee che saranno sviluppate da Darwin.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== &#039;&#039;&#039;Frammenti&#039;&#039;&#039; ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1.  DK I, 81–90;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2.  &#039;&#039;Maddalena Α.&#039;&#039; (a cura di). Ionici. Testimonianze e framework. Firenze, 1970;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
3.  &#039;&#039;Colli G.&#039;&#039; La sapienza greca, v. 2. Mil., 1977, pag. 153–205;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
4.  &#039;&#039;Conche M.&#039;&#039; Anassimando. Frammenti e témoignages. P., 1991;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
5.  &#039;&#039;Lebedev.&#039;&#039; Frammenti, p. 116–129.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== &#039;&#039;&#039;Letteratura&#039;&#039;&#039; ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1.  &#039;&#039;Kahn Ch.&#039;&#039; Anassimandro e le origini della cosmologia greca. New York, 1960;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2.  &#039;&#039;Classen SJ&#039;&#039; Anaximandros, RE, Suppl. 12, 1970, col. 30–69 (bb);&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
3.  &#039;&#039;Lebedev AV&#039;&#039; A ΑΠΕΡΟΝ: non Anassimandro, ma Platone e Aristotele. – Bollettino di storia antica, 1978, 1, p. 39–54; 2, pag. 43–58;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
4.  &#039;&#039;Lo è.&#039;&#039; Stile geometrico e cosmologia di Anassimandro. – Sab: Cultura e arte del mondo antico. M, 1980, pp. 100–124.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;AV Lebedev&#039;&#039;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Unione_europea&amp;diff=7002</id>
		<title>Unione europea</title>
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		<updated>2026-09-05T18:53:18Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari: /* I controlli */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
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&lt;br /&gt;
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|-&lt;br /&gt;
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|-&lt;br /&gt;
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|-&lt;br /&gt;
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|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Nome Ufficiale&#039;&#039;&#039;  || | &lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Britannica.png|20px|bordo]] European Union&amp;lt;ref&amp;gt;Il Regno Unito non fa più parte dell&#039;Unione Europea, la bandiera britannica è qui utilizzata per indicare la lingua inglese.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
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|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Abbreviazione&#039;&#039;&#039;  || | &lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Europea.png|20px|bordo]] EU, eu&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Italiana.png|20px|bordo]] UE, ue&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Fondazione&#039;&#039;&#039;  || | 25 marzo 1957 (CEE), 7 febbraio 1992 (ufficiale)&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Causa&#039;&#039;&#039;  || | [[Trattato di Roma]], [[Trattato di Maastricht]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Inno&#039;&#039;&#039;  || | Inno alla Gioia&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
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|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Sedi&#039;&#039;&#039;  || |&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Belga.png|20px|bordo]] [[Bruxelles]], [[Belgio]]&lt;br /&gt;
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* [[File:Bandiera Francese.png|20px|bordo]] [[Strasburgo]], [[Francia]]&lt;br /&gt;
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|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Presidente della Commissione&#039;&#039;&#039;  || | [[File:Bandiera Tedesca.png|20px|bordo]] [[Ursula Von der Leyen]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
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|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;[[Continente]]&#039;&#039;&#039;  || | [[Europa]], con territori appartenenti agli stati membri situati in [[Africa]] ed in [[America]] (regioni ultraperiferiche).&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Superficie&#039;&#039;&#039;  || | 4 233 262 km²&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Popolazione&#039;&#039;&#039;  || | 446 834 578 ab.&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Densità&#039;&#039;&#039;  || | 105,5 ab./km²&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Lingua ufficiale&#039;&#039;&#039;  || | 24 lingue&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! colspan=2 style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&amp;lt;center&amp;gt;Dati economici&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Valuta&#039;&#039;&#039;  || | [[Euro (valuta|Euro]] (ufficiale in 21 paesi), [[Corona ceca]], [[Corona danese]], [[Zloty polacco]], [[Corona svedese]], [[Leu romeno]], [[Fiorino ungherese]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
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|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;TLD&#039;&#039;&#039;  || | .eu&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;unione europea è un&#039;istituzione politica sovranazionale dotata di personalità giuridica all&#039;interno del [[diritto internazionale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Principi e fondamenti giuridici ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;Unione europea è un&#039;organizzazione sovranazionale fondata su un insieme di principi politici e giuridici che regolano i rapporti tra gli Stati membri e le istituzioni comuni. Il suo ordinamento giuridico si è sviluppato progressivamente a partire dalla seconda metà del XX secolo con l’obiettivo dichiarato di promuovere la cooperazione economica, politica e sociale tra i paesi europei, garantendo al contempo stabilità, pace e tutela dei diritti fondamentali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I fondamenti giuridici dell&#039;Unione europea sono contenuti principalmente nei trattati istitutivi, che costituiscono la base dell’intero sistema normativo europeo. Questi trattati sono il risultato di un lungo processo di integrazione, iniziato con il Trattato di Roma del 1957 e successivamente sviluppato attraverso varie riforme, tra cui il Trattato di Maastricht del 1992 e il Trattato di Lisbona del 2007.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da sempre è dibattuta la natura dell’ordinamento giuridico europeo. Tuttavia, con la riforma introdotta dal Trattato di Lisbona è venuta meno la distinzione tra Comunità europea e Unione europea, che sono confluite in un’unica entità. L’Unione europea sostituisce e succede alla Comunità europea, acquisendo una personalità giuridica unica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo alcuni studiosi dei sistemi costituzionali, l’ordinamento giuridico nato in seno alle istituzioni comunitarie rappresenterebbe una sorta di ordinamento federativo di origine associativa e a struttura paritaria. La sua caratteristica fondamentale consiste nel collegare, attraverso vincoli permanenti, le parti costitutive dell’Unione, consentendo al contempo a queste ultime di conservare la propria autonomia e sovranità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altri studiosi hanno invece posto l’accento sul fatto che il processo di integrazione europea sia legato alla nascita di una struttura imperniata, in larga parte, sulla libera azione degli operatori economici e, per la restante parte, su meccanismi di natura pubblicistica. Tale impostazione attribuisce particolare rilievo a un approccio di tipo funzionalista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uno dei principi fondamentali dell’ordinamento giuridico dell’Unione è il principio di attribuzione delle competenze. In base a questo principio, l’Unione può esercitare solo le competenze che gli Stati membri le hanno esplicitamente conferito attraverso i trattati. Tutte le competenze non attribuite all’Unione restano pertanto agli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altri principi come quello di principi di sussidiarietà e proporzionalità si sono sviluppati progressivamente nel corso del tempo, ma sono stati formalmente inseriti nei trattati negli anni Novanta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[principio di sussidarietà]] iniziò a comparire nel dibattito sull’integrazione europea già negli anni Settanta. Una prima formulazione esplicita si trova nel Rapporto Tindemans del 1975, che proponeva di attribuire alle istituzioni europee soltanto quelle competenze che gli Stati membri non erano in grado di esercitare efficacemente da soli. Successivamente il concetto fu ripreso in diversi progetti di riforma istituzionale negli anni Ottanta. Tuttavia, esso venne formalmente introdotto nel diritto dell’Unione europea con il Trattato di Maastricht del 1992, che lo inserì tra i principi fondamentali per regolare la ripartizione delle competenze tra l’Unione e gli Stati membri. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il principio di proporzionalità, invece, ha origini leggermente precedenti nel diritto comunitario. Esso era già stato elaborato nella giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea negli anni Settanta come criterio per controllare che le istituzioni comunitarie non adottassero misure eccessive rispetto agli obiettivi perseguiti. Anche questo principio fu poi riconosciuto esplicitamente nei trattati e consolidato con il Trattato di Maastricht del 1992, insieme al principio di sussidiarietà.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema giuridico dell’Unione europea si caratterizza inoltre per alcune peculiarità che lo distinguono dal diritto internazionale tradizionale. In particolare, la giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea ha affermato due principi fondamentali: il principio del primato del diritto dell’Unione e quello dell’effetto diretto. Il primato stabilisce che, in caso di conflitto, le norme del diritto dell’Unione prevalgono su quelle nazionali degli Stati membri. L’effetto diretto, invece, consente ai cittadini di invocare alcune norme europee direttamente davanti ai giudici nazionali senza la necessità di un recepimento nella legislazione interna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Storia ==&lt;br /&gt;
La fine della Seconda guerra mondiale vide l&#039;Europa fare i conti non solo con milioni di morti, ma anche con un&#039;economia in crisi, in un contesto geopolitico in cui gli [[Stati Uniti d&#039;America]] e l&#039;[[Unione Sovietica]] erano risultate le principali vincitrici del conflitto. Alcuni intellettuali, politici e statisti, tra cui Robert Schuman (ministro degli Esteri francese), Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer (rispettivamente capi del governo italiano e tedesco), avviarono una strategia tesa all&#039;unificazione dell&#039;Europa. L&#039;obiettivo principale era impedire il riprodursi di situazioni politiche, economiche e militari che avevano portato il mondo al disastro della guerra. Si sottolineava, in particolare, la necessità di ricucire lo stretto legame tra Francia e Germania, che fino ad allora erano state al centro della &amp;quot;patologia&amp;quot; dei rapporti tra i paesi europei.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All&#039;origine fu soprattutto un accordo di tipo economico: Robert Schuman propose di mettere l&#039;insieme della produzione franco-tedesca di carbone e acciaio sotto un&#039;alta autorità comune, nel quadro di un&#039;organizzazione alla quale avrebbero poi potuto aderire anche altri paesi. La dichiarazione rappresentò così l&#039;inizio del processo di cooperazione tra gli Stati europei, sebbene all&#039;inizio si trattasse soltanto di un&#039;unione di Stati e di cooperazione organizzativa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sorsero non solo diverse organizzazioni che operavano senza un reale collegamento tra loro, come l&#039;OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), l&#039;UEO (Unione europea occidentale) e la NATO (Organizzazione del Trattato dell&#039;Atlantico del Nord), ma anche le Comunità europee: dapprima, con il Trattato di Parigi, la CECA (Comunità europea del carbone e dell&#039;acciaio); quindi la CEE (Comunità economica europea) e la CEEA o EURATOM (Comunità europea dell&#039;energia atomica), entrambe nate il 25 marzo 1957 con la firma dei Trattati di Roma.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;accordo istitutivo della CECA scadeva dopo 50 anni dalla sua entrata in vigore, il 23 luglio 2002. A quella data, gli Stati membri hanno deciso di non rinnovarlo: l&#039;organizzazione si è quindi sciolta e le relative competenze sono state trasferite all&#039;Unione Europea. L&#039;EURATOM, invece, è ancora formalmente operante, sebbene svolga un ruolo marginale rispetto all&#039;Unione, pur non essendo giuridicamente assorbita da quest&#039;ultima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare, la creazione della Comunità economica europea,alla quale fu assegnato il compito di promuovere, mediante l&#039;instaurazione di un mercato comune e il graduale ravvicinamento delle politiche economiche degli Stati membri, uno sviluppo armonioso delle attività economiche nell&#039;insieme delle Comunità (art. 2 TCEE),segna il reale passaggio dalla cooperazione all&#039;integrazione. Per la prima volta venne introdotto un organo dotato di ampia indipendenza deliberativa rispetto agli Stati membri e con forti poteri decisionali nei confronti delle imprese del settore, eliminando le barriere commerciali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Successivamente, con il Trattato di Bruxelles del 1965, si creò il primo scheletro delle istituzioni così come sono oggi. Ciò avvenne fondendo gli esecutivi in un&#039;unica Commissione e un unico Consiglio, oltre a istituire un bilancio unico per le tre Comunità. L&#039;unificazione riguardava però solo gli organi, non le competenze, che restavano distinte: le Comunità continuavano infatti a esercitare poteri differenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== I trattati istitutivi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il trattato di Roma ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la firma del Trattato di Roma Francia,Germania,Italia,Belgio,Olanda e Lussemburgo posero la prima pietra della costruzione dell&#039;Unione Europea attraverso l&#039;istituzione della comunità economica europea. Questo trattato era costituito da 240 articoli,suddiviso in sei parti distinte e preceduto da un preambolo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* la prima parte era dedicata ai principi che avevano ispirato la comunità economica europea attraverso il mercato comune,l&#039;unione doganale e le politiche comuni;&lt;br /&gt;
* la secondo parte riguardava i fondamenti della comunità;essa comprendeva quattro titoli rispettivamente alla libera circolazione delle merci,all&#039;agricoltura ,alla libera circolazione delle persone,dei servizi e dei capitali e dei trasporti.&lt;br /&gt;
* la terza parte riguardava le politiche comuni e comprendeva quattro titoli relativi alle norme comuni,alla politica economica,alla politica sociale e alla banca europea degli investimenti;&lt;br /&gt;
* la quarta parte era dedicata all&#039;associazione dei paesi e dei territori d&#039;oltremare&lt;br /&gt;
* la quinta riguardava le istituzioni e includeva un titolo sulle disposizioni istituzionali e un&#039;altro sulle disposizioni finanziarie&lt;br /&gt;
* l&#039;ultima parte erano delle disposizioni generali e finali&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;intenzione degli Stati firmatari era di creare un mercato comune in cui fosse garantita una libera circolazione dei prodotti (merci e servizi) e dei fattori produttivi (capitale e lavoro), così da eliminare ogni barriera protezionistica e garantire agli Stati maggiori possibilità di espansione. In vista di questo obiettivo furono garantite quattro libertà fondamentali: la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A livello di politica economica, ciò si concretizzò in un regime liberista improntato al principio del mercato aperto e della libera concorrenza, senza il quale la libera circolazione non si sarebbe mai potuta attuare. Questi obbiettivi economici si sono poi realizzati in diverse tappe:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Unione doganale:&#039;&#039;&#039; avviata dal primo luglio 1968 ha comportato la soppressione dei dazi doganali all&#039;interno dell&#039;alora comunità e l&#039;applicazione di una tariffa doganale comune (TDC) applicata alle importazioni dei paesi terzi. Le restrizioni quantitative agli scambi sono state abolite il 31 dicembre 1960 tranne per quelle agricole dove le restrizioni sono state mantenute fino al 1974;&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Accordo di Shengen:&#039;&#039;&#039; è ciò che ha permesso l&#039;effettiva liberalizzazione della circolazione delle persone e la soppressione dei controlli alle frontiere interne tra gli Stati membri, in seguito alla firma avvenuta il 18 giugno 1985 tra Francia, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo e Germania. Successivamente hanno aderito anche gli altri paesi dell&#039;Unione Europea, sebbene attualmente ne siano momentaneamente esclusi Cipro, Croazia, Bulgaria e Romania, che dovrebbero entrare nei prossimi anni. Allo spazio Schengen hanno inoltre aderito anche paesi non UE come Norvegia, Svizzera, Islanda e Liechtenstein, mentre non ne fanno parte Irlanda e Regno Unito.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Atto unico europeo(AUE):&#039;&#039;&#039; fu firmato a Lussemburgo il 17 febbraio 1986 da nove Stati membri e il 28 febbraio 1986 da Danimarca, Italia e Grecia. Esso entrò in vigore il 1° luglio 1987 con l&#039;obiettivo di rilanciare il processo di costruzione europea e realizzare il mercato interno. L&#039;Atto Unico riprese alcuni temi che erano stati oggetto di precedenti trattative internazionali, riguardanti in particolare gli aspetti istituzionali e le politiche europee. Vennero modificati alcuni elementi del Trattato di Roma, attribuendo al Parlamento europeo un ruolo più incisivo e alla Commissione quello di mediatore tra Parlamento e Consiglio nello sviluppo della procedura di cooperazione (ex art. 252 del Trattato CE, antecedente al Trattato di Lisbona).  Tali modifiche valorizzarono il ruolo del Parlamento, assegnandogli il potere di pronunciarsi sull&#039;ammissione di nuovi Stati membri e di concludere accordi con associazioni di paesi terzi e con organizzazioni internazionali.  L&#039;Atto Unico Europeo sancì inoltre l&#039;esistenza del Consiglio europeo, pur senza precisarne compiutamente le competenze, istituzionalizzando di fatto i vertici periodici tra i capi di Stato e di governo.Furono inoltre gettate le basi del Tribunale di primo grado, con l&#039;obiettivo di snellire il carico di lavoro della Corte di Giustizia europea e di introdurre un doppio grado di giudizio, analogamente a quanto avviene nelle giurisdizioni nazionali.Inoltre, l&#039;Atto ha ampliato gli ambiti di competenza della Comunità, offrendo una base giuridica per l&#039;azione comune in settori quali il mercato interno, la politica monetaria, la politica sociale, l&#039;ambiente e la ricerca scientifica e tecnologica. Particolare rilievo venne attribuito alla convergenza delle politiche economiche e monetarie (art. 102A del TCE, introdotto dall&#039;Atto Unico Europeo). Per quanto riguarda la coesione economica e sociale, furono invece adottate politiche strutturali volte a ridurre il divario esistente tra le diverse regioni, al fine di colmare il ritardo di quelle più svantaggiate. Gli strumenti operativi individuati per raggiungere tale obiettivo furono i fondi strutturali. Pur rappresentando una tappa fondamentale nel processo di integrazione europea, l&#039;Atto evidenziò come per arrivare a un&#039;autentica Unione Europea fossero necessarie ulteriori riforme istituzionali, preparando il terreno per il successivo Trattato di Maastricht&lt;br /&gt;
=== Il trattato dell&#039; Unione Europea (o trattato di Maastricht) ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fu firmato a Maastricht il 7 febbraio 1992 dai 12 paesi che costituivano la comunità europea ed è entrato in vigore il 1 novembre 1993,è considerato la tappa decisiva per l&#039;affermazione politica-istituzionale dell&#039;Europa,sancendo la nascita dell&#039;Unione Europea.La conseguenza è stata una più larga cessione volontaria da parte degli stati-nazione membri di sovranità con l&#039;obbiettivo di favorire il potenziamento economico e una maggiore integrazione politica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare il trattato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;ha creato una nuova struttura a 3 pilastri:&#039;&#039;&#039; il primo pilastro è costituito dall&#039;ordinamento comunitario ereditando le disposizioni previste dal trattato istitutivo della comunità europea,e quindi di tutte le organizzazione precedentemente create (CECA e EURATOM).Le principali modifiche riguardano principalmente l&#039;apparato istituzionale,ampliamento e rafforzamento di competenze,introducendo anche il principio di sussidarietà.Il secondo pilastro regolato dal titolo V del trattato istituisce una politica comune nei settori della politica estera e della sicurezza (PESC) dove i governi degli stati membri adottano una cooperazione sistematica e azioni comuni.Infine, il terzo pilastro, disciplinato dal Titolo VI del Trattato, era volto alla cooperazione nei settori della giustizia e degli affari interni (CGAI), che fino ad allora era stata condotta in modo occasionale e informale tra gli Stati membri. L&#039;obiettivo enunciato nel preambolo era &amp;quot;garantire la libera circolazione delle persone, assicurando nel contempo la sicurezza dei loro popoli&amp;quot;.Per realizzare questo obiettivo furono individuate questioni di interesse comune, quali la politica di asilo, l&#039;immigrazione e la cooperazione giudiziaria in materia civile e penale. La loro trattazione rimaneva tuttavia di esclusiva competenza degli Stati membri, sebbene fosse prevista la possibilità di un successivo trasferimento all&#039;Unione. In particolare, il Trattato di Maastricht ha rappresentato un passo in avanti rispetto all&#039;Accordo di Schengen, prevedendo la possibilità di elaborare politiche comuni in materia di immigrazione e di trattamento dei cittadini di paesi terzi. A tal fine fu adottata la logica intergovernativa, nella quale il principio di unanimità riveste un ruolo centrale per l&#039;adozione di qualsiasi provvedimento.  Questa struttura a tre pilastri rappresentò un compromesso tra gli Stati membri: da un lato, coloro che desideravano un contesto giuridico unitario; dall&#039;altro, quelli che intendevano salvaguardare il potere decisionale nazionale. Se per il primo pilastro fu mantenuto il metodo comunitario,per il secondo e il terzo fu adottato il metodo intergovernativo.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;sei nuovi settori:&#039;&#039;&#039; nuove politiche comuni (reti transeuropee,politica industriale,tutela dei consumatori,istruzione e formazione professionale,gioventù e cultura).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;unione monetaria:&#039;&#039;&#039; sono stati fissati i principi e le disposizioni per l&#039;introduzione dell&#039;Euro&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;procedura di codecisione:&#039;&#039;&#039; ciò che era stato già ideato nell&#039;AUE viene disciplinato,con questo trattato il Parlamento europeo viene assegnato il potere di adottare una serie di atti congiuntamente con il consiglio dell&#039;Unione Europea;&lt;br /&gt;
Per quanto riguarda l&#039;assetto istituzionale maggiore rilevanza fu data al Parlamento europeo che ha assunto un ruolo più rilevante nella formazione degli atti giuridici e una maggiore rappresentività dei partiti politici. Alla commissione fu aumentata di 1 anno (da 4 a 5) la durata del suo mandato per uniformarla al resto del Parlamento,relativamente al consiglio si è intervenuto sui meccanismi decisionali per snellire le procedure allo scopo dichiarato di renderle più efficienti e democratiche:ciò ha favorito il ricordo alla &#039;&#039;maggioranza qualificata&#039;&#039;  per la maggior parte delle decisioni contemplate dalla procedura di codecisione e per tutte le decisioni adottate secondo la procedura di cooperazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altre modifiche di tipo istituzionale hanno riguardato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;La corte dei conti:&#039;&#039;&#039; incaricata di effettuare il controllo contabile e l&#039;esame del bilancio dell&#039;Unione e divenuta una istituzione europea con Maastricht&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;istituto monetario europeo:&#039;&#039;&#039; cui era affidato il compito di gestire il processo per l&#039;introduzione dell&#039;Euro e che avrebbe ceduto il passo alla banca centrale europea (BCE) con l&#039;effettiva circolazione della nuova moneta&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Il comitato delle regioni:&#039;&#039;&#039; nuovo organo a carattere consultivo composto dai rappresentanti degli enti regionali e con una struttura analoga a quella del già operante comitato economico e sociale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Amsterdam ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Firmato il 2 ottobre 1997 ed entrato in vigore il 1 maggio 1999 è il risultato di due anni di confronti e trattative nell&#039;ambito della conferenza dei rappresentati dei governi degli stati membri(iniziata nel maggio 1997 e terminata il 18 giugno 1997) la cui istituzione era già prevista dal trattato di Maastricht che nelle disposizioni finali invitava gli stati membri a convocare una conferenza intergovernativa (CIG) per la sua revisione.L&#039;obbiettivo,in primo luogo era il riassetto delle condizioni politiche e istituzionali dell&#039; Unione per affrontare le sfide del futuro nelle migliori condizioni tenendo conto della rapida evoluzione del quadro internazionale e dell&#039;adesione dei nuovi stati membri provenienti in particolare dall&#039;Europa orientale e alla globalizzazione dell&#039;economia e le sue ripercussioni sull&#039;occupazione,al terrorismo,alla criminalità internazionale,al traffico di stupefacenti,agli squilibri ecologici e ai rischi per la salute pubblica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ciò si è realizzato attraverso una modifica e una ridenominazione dei trattati UE e CE, intervenendo su quattro obiettivi fondamentali:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* porre l&#039;occupazione e i diritti dei cittadini come punto principale dell&#039;Unione&lt;br /&gt;
* eliminare gli ultimi ostacoli alla libera circolazione e rafforzare la sicurezza&lt;br /&gt;
* permettere all&#039;Europa di esercitare maggiore influenza sulla scena mondiale&lt;br /&gt;
* rendere più efficace l&#039;architettura istituzionale dell&#039;Unione&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con il trattato di Amsterdam si sono quindi rafforzati i poteri delle istituzioni europee,in particolare del Parlamento e posta una maggiore attenzione per il cittadino europeo attraverso misure per combattere la disoccupazione el&#039;esclusione sociale.Inoltre i considerazioni dei mutamenti economici e sociali intervenuti nel mercato dei prodotti e dei servizi la politica dei consumatori è diventata competenza dell&#039;Unione. Per quanto riguarda gli aspetti burocratici, in particolare i procedimenti decisionali c&#039; è stata una profonda revisione nel senso della semplificazione attraverso una estensione della procedura di codecisione a nuove materie e ampliando i casi in cui il consiglio può decidere a maggioranza qualificata invece che all&#039;unanimità Con Amsterdam il terzo pilastro non è stato cancellato ma è diventato un&#039;ambito politico-istituzionale che si occupa solo di cooperazione di polizia e giudiziari in materia penale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nonostante i nuovi ambiti di competenza introdotti i risultati raggiunti non sono apparsi soddisfacenti in particolare per quanto riguarda gli adeguamenti istituzionali in previsione di un&#039;allargamento dell&#039;Unione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Nizza ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Approvato dal consiglio europeo di Nizza l&#039;11 dicembre 2000 e firmato il 26 febbraio  2001 al termine di una lunga trattativa diplomatica è entrato in vigore il 1 febbraio 2003. Anche il trattato di Amsterdam prevedeva esattamente come il trattato di Maastricht in un protocollo allegato la possibilità di una revisione ad opera di una conferenza intergovernativa,che, in questo caso venne avviata il 14 febbraio 2000 allo scopo di adattare le istituzioni europee all&#039;acquisizione di nuovo membri avviando le riforme istituzionali che il trattato di Amsterdam non era riuscito a fare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le principali modifiche sono state:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;estensione del voto a maggioranza qualificata e una nuova ponderazione dei voti in seno al consiglio:&#039;&#039;&#039; lo scopo era evitare lo &amp;quot;stallo decisionale&amp;quot;,per cui si sono limitati i casi per cui un paese possa oppore un veto.Tuttavia alcuni paesi mantennero un veto nella possibilità di oppore un veto su alcuni settori(il Regno unito per fisco e sicurezza sociale,la Germania per asilo e immigrazione,la Spagna per i fondi strutturali e la Francia per l&#039;audiovisivo)&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;semplificazione delle procedure per l&#039;attivazione della cooperazione rafforzata:&#039;&#039;&#039; Il trattato di Amsterdam prevedeva la possibilità per gli stati membri di cooperare nell&#039;interesse dell&#039;unione anche qualora non tutti fossero disposti a parteciparvi nell&#039;immediato.Il trattato di Nizza ha consolidato questa procedura eliminando la facoltà per ogni membro di opporre un veto a una cooperazione rafforzata imponendo un minimo di otto stati per avviare una cooperazione  e prevedendo la possibilità di estendere il meccanismo alla politica estera e di sicurezza,esclusa però la difesa.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;riforma del sistema giurisdizionale&#039;&#039;&#039; dell&#039;unione,attraverso una nuova riapartizione di seggi nel parlamento europeo e l&#039;estensione della procedura di codecisione&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;la modifica della struttura delle istituzioni,&#039;&#039;&#039; in particolare per quanto riguarda la commissione europea.Il trattato statuì di limitare a partire dal 2005 la composzione della commissione assegnando un rappresentante a ogni stato membro.Furono anche rafforzati i poteri del presidente della commissione,consentendogli di decidere la suddivisione del portafogli e di porcedere a un rimpasto delle competenze durante il mandato. Fu inoltre rafforzato il ruolo di colegislatore del parlamento.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;modifica della procedura relativa alla constatazione di una grave violazione di uno stato membro,&#039;&#039;&#039; di uno o più principi fondamentali dell&#039;Unione.Il trattato ha introdotto una fase di preallarme che consente di intervenire con raccomandazioni qual&#039;ora c&#039; è l&#039; evidente rischio di violazione (non più quindi una violazione certa) dei principi fondamentali da parte di uno Stato. Prima di procedere in tal senso era prevista la possibilità di far intervenire personalità indipendenti al fine di presentare un rapporto sullo stato membro in questione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Allegati al trattato di Nizza si trovano anche protocolli addizionali e varie dichiarazioni adottare dalla conferenza intergovernativa.Importante fu la &#039;&#039;&#039;dichiarazione sul futuro dell&#039; unione&#039;&#039;&#039; nella quale gli stati membri auspicano al&#039;avvio di un dibattito più ampio e approfondito sul futuro dell&#039;Unione Europea.Essa individuava quattro grandi temi di riflessione:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;delimitazione delle competenze&#039;&#039;&#039; tra l&#039;unione Europea e gli stati membri,che rispecchi il principio di sussidarietà&lt;br /&gt;
* lo status della &#039;&#039;&#039;carta dei diritti fondamentali dell&#039;unione Europea,&#039;&#039;&#039; proclamata a Nizza&lt;br /&gt;
* la &#039;&#039;&#039;semplificazione dei trattati,&#039;&#039;&#039; al fine di renderli più chiari e meglio comprensibili senza modificarne la sostanza&lt;br /&gt;
* il ruolo &#039;&#039;&#039;dei parlamenti nazionali&#039;&#039;&#039; nell&#039;architettura europea&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre anche in questo caso viene prevista la possibilità di convocare nel 2004 una nuova conferenza intergovernativa per procedere a ulteriori revisioni e integrazioni&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Lisbona ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 2004, al termine di un lungo e complesso iter diplomatico, è stato approvato il Trattato che adotta una Costituzione per l&#039;Europa. Tuttavia, questo processo subì un&#039;arresto a seguito dell&#039;esito negativo dei referendum promossi in Francia e nei Paesi Bassi. A seguito di questa bocciatura si iniziò a parlare di fallimento costituzionale dell&#039;Europa, che portò a un nuovo periodo di riflessione in cui l&#039;Unione Europea dovette ripensare e in parte ridimensionare le proprie ambizioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ha avuto così inizio il cammino che avrebbe poi portato al Trattato di Lisbona, con il quale si abbandonò formalmente la Costituzione, pur mantenendone la sostanza. Dopo la bocciatura dei referendum, l&#039;unica strada percorribile risultò essere quella di uno strumento essenzialmente tecnico con un basso profilo politico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così, il 13 dicembre 2007, nella capitale portoghese, i capi di Stato e di governo degli Stati membri dell&#039;Unione firmarono il Trattato di Lisbona, che sarebbe entrato in vigore quasi due anni dopo, il 1° dicembre 2009.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vengono confermate alcune innovazioni già presenti nel quadro costituzionale, prima fra tutte la scomparsa della struttura a tre pilastri (Comunità europee, Politica estera e di sicurezza comune e Cooperazione di polizia giudiziaria in materia penale). Gli strumenti giuridici, un tempo indipendenti, vengono infatti unificati attraverso una sostanziale armonizzazione delle procedure e degli atti giuridici dell&#039;Unione, sebbene per il settore della Politica estera e di sicurezza comune (PESC) rimangano applicabili procedure specifiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La riforma ha inoltre ampliato le competenze dell&#039;Unione, estendendo l&#039;ambito di applicazione della procedura legislativa ordinaria e del voto a maggioranza qualificata. Questo processo è particolarmente evidente nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia, dove l&#039;Unione ha sviluppato politiche comuni in materia di asilo, immigrazione e controllo delle frontiere esterne. Tali politiche si fondano sui principi di solidarietà (intesa come equa ripartizione degli oneri di gestione tra gli Stati membri) e di equità (ovvero la parità di trattamento tra i cittadini di paesi terzi e quelli dell&#039;Unione Europea).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il nuovo assetto dell&#039;Unione Europea ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;articolo 47 del Trattato sull&#039;Unione Europea (TUE) stabilisce che l&#039;Unione Europea possiede personalità giuridica unica, semplificando in modo significativo l&#039;architettura istituzionale. In precedenza, il TUE e il Trattato che istituiva la Comunità Europea (TCE) facevano riferimento a due soggetti giuridici distinti (l&#039;Unione e la Comunità) e a due ordinamenti giuridici differenti (il diritto dell&#039;Unione e quello comunitario), i quali regolavano la complessa struttura articolata in tre pilastri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la riforma, il soggetto giuridico diventa unico – l&#039;Unione Europea – che acquisisce personalità giuridica anche sul piano internazionale, potendo così concludere accordi con Stati terzi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;articolo 1, paragrafo 3, TUE precisa inoltre che l&#039;Unione «sostituisce e succede alla Comunità europea», il cui richiamo all&#039;interno dei due trattati viene eliminato. Pertanto, l&#039;Unione Europea (UE) subentra alla Comunità europea (CE): quest&#039;ultima cessa formalmente di esistere, venendo assorbita dalla prima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il trattato di Lisbona è poi intervenuto in maniera rilevante sul quadro istituzionale dell&#039;Unione. In particolare:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;Parlamento europeo&#039;&#039;&#039; viene rafforzato grazie alle maggiori competenze in materia di bilancio,al ricorso della maggioranza qualificata in molti nuovi settori e sopratutto all&#039;estensione della procedura di codecisione che diventa la procedura legislativa ordinaria.In questo modo il Parlamento a sua volta eletto dai cittadini per mezzo delle elezioni europee si trova ora a operare in condizioni di parità con il consiglio (costituito dai capi di stato e governo degli stati membri) per quanto riguarda l&#039;attività legislativa,e quindi anche su temi come la libertà,la sicurezza e la giustizia&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;Consiglio dell&#039;Unione&#039;&#039;&#039; rimane un&#039;organo non permanente a formazione mutevole e a presidenza rotante. Il Trattato di Lisbona individua però per la prima volta due formazioni tipiche: Il consiglio affari generali che prepara le riunioni de consiglio europeo e il consiglio Affari esteri presieduto dall&#039;Alto rappresentante,che elabora l&#039;azione esterna dell&#039;unione secondo le linee definite dal consiglio europeo e ne assicura la coerenza.Per quanto riguarda il sistema di voto il consiglio delibera a maggioranza semplice tranne in alcuni casi in cui è richiesta la maggioranza qualificata.Dal 1 novembre 2014 è stato introdotto un complicato sistema di &amp;quot;doppia maggioranza&amp;quot;,basato sul 55% degli stati e sul 65% della popolazione:si tratta del riconoscimenti della doppia legittimità dell&#039;Unione(Stati e popoli). E&#039; inoltre possibile per un numero limitato di Stati manifestare una loro opposizione a una decisione eventualmente adottata dalla maggioranza e imporre al consiglio il riesame della questione.&lt;br /&gt;
* La &#039;&#039;&#039;commissione&#039;&#039;&#039; riceve una nuova ridenominazione (commissione europea),in seguito al Trattato di Lisbona riceve una più forte legittimazione democratica attraverso l&#039;eleggibilità parlamentare del presidente.Nel suo ambito viene inoltre istituito l&#039;Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza che riunisce le competenze attribuite precedentemente all&#039;Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune e al membro della commissione europea responsabile per le relazioni esterne,assumento il ruolo di vicepresidente della commissione. Si realizza così un legame orizzontale tra le politiche estere ed esterne dell&#039;Unione:in una prima veste L&#039;alto rappresentante guida la politica estera e di sicurezza dell&#039;Unione,agendo come &amp;quot;mandatario&amp;quot; del consiglio e presiedendone la formazione &amp;quot;Affari esteri&amp;quot;,nonchè contribuendo all&#039;elaborazione di questa politica tramite iniziativa autonoma;nella seconda veste p incaricato delle relazioni esterne con i paesi terzi e degli altri aspetti dell&#039;azione esterna dell&#039;Unione,comprese la cooperazione allo sviluppo e la cooperazione economica-finanziaria.Nell&#039;esercizio di entrambi di questi ruoli e funzioni potrà avvalersi del servizio europeo dell&#039;azione esterna,una diplomazia comune composta da funzionari della commissione,degli Stati membri e del segretariato del consiglio.L&#039;alto rappresentante è incaricato inoltre della coordinazione dell&#039;azione dell&#039;Unione con i paesi terzi e ha il potere di presentare al consiglio proposte in materia.Questa figura introduce quindi una maggiore flessibilità nella dialettica tra unità e diversità all&#039;interno dell&#039;Unione grazie alla possibilità di instaurare cooperazioni rafforzate attivabili con procedure più semplici&lt;br /&gt;
* La &#039;&#039;&#039;Corte di giustizia dell&#039;UE,&#039;&#039;&#039; non più corte di giustizia delle comunità europee,si compone della corte di giustizia stessa,del Tribunale (in precedenza denominato tribunale di primo grado) e da tribunali specializzati&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;consiglio europeo,&#039;&#039;&#039; in precedenza organo politico diventa un&#039;organo giuridico,integrato nei trattati e soggetto al controllo della corte di giustizia. Esso continua a svolgere funzioni di orientamento e di impulso politico, in particolare nell&#039;individuazione degli indirizzi strategici della politica dell&#039;Unione e nei casi previsti dal trattato può intervenire nell&#039;attività normativa pronunciandosi all&#039;unanimità o a maggioranza qualificata a seconda dei casi. E&#039; inoltre dotato di un presidente stabile con il compito di rappresentare l&#039;Unione in sede internazionale,nominato dallo stesso consiglio europeo per due anni e mezzo e rinnovabile una sola volta.In questa modo si è assicurata una certa continuità istituzionale all&#039;attività del consiglio europeo:in precedenza si applicava il metodo della rotazione,per cui la presidenza ruotava tra tutti i paesi membri ogni sei mesi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Trattato di Lisbona ha inoltre introdotto piccoli elementi di democrazia partecipativa. In particolare, attraverso la raccolta di un milione di firme, i cittadini possono presentare un&#039;iniziativa popolare alla Commissione, esortandola a elaborare proposte legislative da sottoporre al Consiglio dell&#039;Unione Europea nei settori di competenza dell&#039;Unione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tale meccanismo, tuttavia, non lede il diritto di iniziativa della Commissione, la quale conserva la facoltà di decidere discrezionalmente se accogliere o meno l&#039;invito a presentare proposte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Trattato prevede anche un maggiore coinvolgimento dei parlamenti nazionali nelle attività delle istituzione di Buxelles e Strasburgo,in particolare attraverso dei meccanismi informativi che permettono di essere tenuti al corrente degli atti adottati dalle istituzioni europee,delle domande di adesione di nuovi stati membri e della vigilanza del rispetto del principio di sussidarietà. I parlamenti nazionali possono poi partecipare alla revisione  dei trattati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Continuità o rottura? ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il trattato di Lisbona non sostituisce i vecchi trattati ma a differenza della costituzione europea si pone in continuità con essi limitandosi a emendarli.Esso fallisce nel suo intento di semplificare l&#039;architettura normativa europea anche alla luce dei numerosi protocolli e dichiarazioni allegati al testo,la cui natura è tutt&#039;altro che definita. A differenza del trattato costituzionale scompare la clausola di superiorità del diritto dell&#039;Unione su quello nazionale,anche se si tratta di un mero espediente retorico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le fonti del diritto UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il funzionamento dell&#039;architettura europea è disciplinato da un complesso sistema normativo al cui vertice si pongono le cosidette fonti primarie,costituite dai trattati istitutivi e dai principi generali di ordinamento dell&#039;Unione.Le fonti secondarie sono invece elencate nell&#039;art. 288 del TFUE,che distingue tra atti vincolanti(regolamenti,decisioni,direttive) e atti non vincolanti (raccomandazioni e pareri). Ci sono poi gli atti atipici,ossia quelli che incidono sul funzionamento dell&#039;Unione pur non essendo previsti dai trattati ( o comunque non presenti nell&#039;art. 288 del TFUE). Per poter aver effetto questi atti devono però essere dispiegati negli ordinamenti degli stati membri e laddove ci siano contrasti con il diritto nazionale a prevalere è la normativa europea in virtù del riconoscimento del principio del diritto dell&#039;Unione su quello nazionale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema dell&#039;Unione Europea presenta caratteri peculiari ed è fortemente influenzato dal modo in cui sono distribuiti i pubblici poteri. Ciò deriva dalla natura giuridica dell&#039;Unione, che è &#039;&#039;sui generis&#039;&#039;, ossia a metà strada tra un&#039;organizzazione internazionale classica e una federazione di Stati. Difatti, i governi dei paesi membri hanno limitato la propria sovranità, dando vita a un organismo giuridico indipendente, destinato a integrarsi con i diversi ordinamenti nazionali e in grado di incidere direttamente sulle situazioni giuridiche dei singoli cittadini.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ciò comporta che gli organi europei siano legittimati a emanare provvedimenti di carattere generale e individuale che entrano a far parte dell&#039;ordinamento degli Stati membri senza che sia necessario alcun atto di recepimento da parte delle autorità nazionali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre, a differenza di quanto accade negli ordinamenti statali, nel diritto dell&#039;Unione non esiste una vera e propria gerarchia delle fonti: tutti gli atti hanno formalmente pari forza. Il sistema delle fonti si ispira piuttosto a una concezione di tipo funzionale, dove a ogni politica o competenza è associata una determinata istituzione, chiamata a decidere secondo una specifica maggioranza o procedura, in base a quanto stabilito dall&#039;articolo di riferimento del trattato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Le fonti derivate:atti vincolanti e non vincolanti ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I trattati stabiliscono le competenze e le procedure per l&#039;adozione da parte delle istituzione europee di atti che si pongono al secondo livello del sistema giuridico europeo e costituiscono il diritto dell&#039;unione derivato.Questi sono posti in essere attraverso precisi processi deliberativi e destinati a incidere in modo rilevante sugli ordinamenti giuridici interni e sulle posizioni giuridiche dei singoli,talvolta anche senza un intervento formale del legislatore nazionale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le fonti derivate hanno la loro base giuridica nell&#039; art. 288 del TFUE che sancisce la tipologia degli atti a mezzo dei quali le istituzioni dell&#039;UE esercitano le loro competenze:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* il &#039;&#039;&#039;regolamento&#039;&#039;&#039; ha portata generale. E&#039; obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile a ciascuno degli stati membri&lt;br /&gt;
* la &#039;&#039;&#039;direttiva&#039;&#039;&#039; vincola lo stato membro a cui è rivolta per quanto riguarda il risultato da raggiungere,salvo restando la competenza degli organi nazionali in merito alla forma e ai mezzi&lt;br /&gt;
* la &#039;&#039;&#039;decisione&#039;&#039;&#039; è obbligatoria in tutti i suoi elementi. Se designa dei destinatari è obbligatoria soltanto nei confronti di questi.&lt;br /&gt;
* le &#039;&#039;&#039;raccomandazioni&#039;&#039;&#039; e i &#039;&#039;&#039;pareri&#039;&#039;&#039; non sono vincolanti&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La tipologia di atto da adottare è generalmente prescritta dalle varie disposizioni del trattato (es. art. 218 del TFUE che obbliga il consiglio ad adottare una decisione per autorizzare l&#039;avvio di negoziati di aoccordi internazionali) e in tal caso l&#039;indicazione è vincolante;laddove non ci sia una indicazione specifica,o sia disponibile un&#039;alternativa tra le disposizioni adottabili oppure vi sia una indicazione generica le istituzione possono scegliere l&#039;atto che ritengono più appropriato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Le procedure degli atti ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All’origine dell’Unione Europea, la funzione normativa era esercitata esclusivamente dai governi degli Stati membri, riuniti in seno al Consiglio. Questo assetto contrastava con il principio della separazione dei poteri proprio del diritto comunitario, ma rispecchiava la natura stessa dell’allora Comunità, configurata più come un’organizzazione di Stati che come una comunità di persone.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La prevalenza dell’elemento statale su quello individuale garantiva agli esecutivi nazionali una posizione predominante nei meccanismi decisionali dell’Unione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questa fase iniziale, il Parlamento europeo svolgeva una funzione meramente consultiva. Solo gradualmente si è passati a forme di collaborazione tra Parlamento e Consiglio, fino all’introduzione della procedura di codecisione. Quest’ultima, elevata a procedura legislativa generale dal Trattato di Amsterdam, ha posto le due istituzioni sullo stesso piano nell’adozione degli atti giuridici (oggi denominata procedura legislativa ordinaria).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tuttavia, il principio classico della separazione dei poteri, che costituisce un fondamento del diritto degli Stati membri, non trova piena applicazione nel quadro dell’Unione Europea. A esso si preferisce il principio dell’equilibrio istituzionale, in base al quale tutte le istituzioni partecipano in modo equilibrato al processo legislativo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le principali procedure decisionali sono disciplinate dall’articolo 289 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea (TFUE): la procedura legislativa ordinaria, la procedura legislativa speciale, la procedura di consultazione e la procedura di approvazione. Il criterio che determina il ricorso all’una o all’altra procedura è il diverso grado di coinvolgimento del Parlamento europeo e del Consiglio, a seconda che entrambe le istituzioni partecipino attivamente o che una di esse svolga un ruolo prevalente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se però in base all&#039;art. 16 del TUE Parlamente europeo e consiglio esercitano entrambi la funzione legislativa, secondo l&#039;art. 17  il monopolio dell&#039;iniziativa legislativa spetta alla commissione  europea che quindi esercita un ruolo esclusivo nell&#039;integrazione europea. Essa ha quindi un potere generale di iniziativa nella formazione degli atti dell&#039;UE,rappresentando quindi l&#039;interesse generale dell&#039;Unione Europea. Sono poi i trattati a stabilire quanto poi questo potere viene limitato e affidati a un gruppo di stati,al parlamento europeo,alla BCE,alla corte di giustizia o alla banca europea per gli investimenti,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le istituzioni dell&#039;UE ==&lt;br /&gt;
L’Unione europea si è evoluta da ordinamento settoriale a ordinamento a fini generali, perseguendo obiettivi politici nelle materie rientranti nelle competenze attribuite dai trattati. L’ampliamento delle sfere d’azione e della struttura organizzativa ha rafforzato le istituzioni europee, relegando in secondo piano il ruolo dei corpi amministrativi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In una fase iniziale, l’amministrazione agiva in modo analogo a quello delle altre organizzazioni internazionali, operando in una sorta di vuoto sociale che la portava a intrattenere rapporti prevalentemente con altri soggetti pubblici (nazionali o sovranazionali), trascurando invece il rapporto con l’elettorato. Il potere decisionale era attribuito in via esclusiva al Consiglio, mentre il Parlamento europeo esercitava soltanto funzioni di controllo. In tal modo, la Comunità europea governava, ma mancava una concreta attuazione delle politiche a livello delle amministrazioni nazionali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un’eccezione si riscontrava con riferimento alle organizzazioni professionali (sia dei datori di lavoro sia dei lavoratori) e ai procedimenti diretti a determinare gli indirizzi dell’azione delle istituzioni europee nei singoli settori, in particolare in quello agricolo e nel commercio con i paesi terzi. In questo contesto si è affermato il cosiddetto metodo comunitario, caratterizzato da processi decisionali fondati su ampie consultazioni con le parti interessate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una svolta significativa si è avuta con l’adozione dell’Atto relativo all’elezione dei rappresentanti all’Assemblea a suffragio universale diretto del 20 settembre 1976, che ha sostituito il precedente sistema di elezione indiretta basato su delegati designati dai parlamenti nazionali. Tale Atto ha introdotto regole uniformi per l’elezione, come il principio del voto unico e lo svolgimento contemporaneo delle elezioni in tutti gli Stati membri. In questo modo, il Parlamento ha acquisito una legittimazione diretta dal voto popolare, rafforzando e riequilibrando il proprio potere rispetto a quello del Consiglio, espressione della volontà dei governi degli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il mediatore europeo ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come rimedio alternativo ai problemi di carattere giurisdizionale, è stata introdotta la figura del Mediatore europeo. A tale organo possono rivolgersi i cittadini di uno Stato membro, nonché qualsiasi persona fisica o giuridica residente o avente sede in uno Stato dell’Unione, nei casi di cattiva amministrazione da parte delle istituzioni, degli organi o degli organismi europei, con esclusione della Corte di giustizia e del Tribunale nell’esercizio delle loro funzioni giurisdizionali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per “cattiva amministrazione” si intende sia l’omissione di un atto dovuto, sia l’adozione di comportamenti irregolari o illegittimi. Questa figura è stata introdotta con il Trattato di Maastricht, all’art. 195 del TCE (oggi art. 228 del TFUE). Il Mediatore è nominato dal Parlamento europeo, all’inizio di ogni legislatura, a scrutinio segreto e a maggioranza dei voti espressi; resta in carica fino all’insediamento del suo successore e il suo mandato è rinnovabile. È scelto tra cittadini che offrano garanzie di indipendenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le denunce devono essere presentate direttamente al Mediatore, oppure tramite un membro del Parlamento europeo, entro due anni dalla data in cui il soggetto è venuto a conoscenza del caso di cattiva amministrazione. Ricevuta la denuncia, il Mediatore avvia le indagini: nell’ambito dell’istruttoria, le istituzioni e gli organi dell’Unione sono tenuti a fornirgli tutte le informazioni necessarie, senza poter opporre obblighi di segretezza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qualora accerti un caso di cattiva amministrazione, il Mediatore informa l’istituzione interessata, che dispone di tre mesi per presentare le proprie osservazioni. All’esito di tale fase, egli può chiudere l’indagine con una decisione motivata oppure proseguirla. In quest’ultimo caso, può essere avviato un tentativo di conciliazione volto a risolvere la questione e a soddisfare il denunciante. Se tale tentativo non ha esito positivo, il Mediatore trasmette una relazione al Parlamento europeo — priva di effetti vincolanti per l’istituzione destinataria — nella quale espone i risultati delle indagini e formula eventuali raccomandazioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Mediatore presenta inoltre al Parlamento europeo una relazione annuale sull’attività svolta. I suoi atti non hanno carattere giuridicamente vincolante e il Parlamento esercita su di essi una valutazione di natura politica, che non si configura tuttavia come un controllo sui suoi doveri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Attualità e critiche ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Il pensiero marxista sulle istituzioni europee ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Russofobia ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Europa]] [[Categoria:Organizzazioni intergovernative]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Unione_europea&amp;diff=7001</id>
		<title>Unione europea</title>
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		<updated>2026-09-05T18:51:07Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari: /* Principi e fondamenti giuridici */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{S}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;div align=center&amp;gt;&lt;br /&gt;
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|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot; colspan=&amp;quot;2&amp;quot; |&amp;lt;center&amp;gt;&#039;&#039;&#039;Unione Europea&#039;&#039;&#039;&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
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|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Nome Ufficiale&#039;&#039;&#039;  || | &lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Britannica.png|20px|bordo]] European Union&amp;lt;ref&amp;gt;Il Regno Unito non fa più parte dell&#039;Unione Europea, la bandiera britannica è qui utilizzata per indicare la lingua inglese.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Tedesca.png|20px|bordo]] Europäische Union&lt;br /&gt;
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|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Abbreviazione&#039;&#039;&#039;  || | &lt;br /&gt;
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|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Fondazione&#039;&#039;&#039;  || | 25 marzo 1957 (CEE), 7 febbraio 1992 (ufficiale)&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Causa&#039;&#039;&#039;  || | [[Trattato di Roma]], [[Trattato di Maastricht]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Inno&#039;&#039;&#039;  || | Inno alla Gioia&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
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|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Sedi&#039;&#039;&#039;  || |&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Belga.png|20px|bordo]] [[Bruxelles]], [[Belgio]]&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Lussemburghese.png|20px|bordo]] [[Lussemburgo]], [[Lussemburgo]]&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Francese.png|20px|bordo]] [[Strasburgo]], [[Francia]]&lt;br /&gt;
* [[File:Bandiera Tedesca.png|20px|bordo]] [[Francoforte sul Meno]], [[Germania]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Presidente della Commissione&#039;&#039;&#039;  || | [[File:Bandiera Tedesca.png|20px|bordo]] [[Ursula Von der Leyen]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! colspan=2 style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&amp;lt;center&amp;gt;Dati geografici&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;[[Continente]]&#039;&#039;&#039;  || | [[Europa]], con territori appartenenti agli stati membri situati in [[Africa]] ed in [[America]] (regioni ultraperiferiche).&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Superficie&#039;&#039;&#039;  || | 4 233 262 km²&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Popolazione&#039;&#039;&#039;  || | 446 834 578 ab.&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Densità&#039;&#039;&#039;  || | 105,5 ab./km²&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Lingua ufficiale&#039;&#039;&#039;  || | 24 lingue&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! colspan=2 style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&amp;lt;center&amp;gt;Dati economici&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;Valuta&#039;&#039;&#039;  || | [[Euro (valuta|Euro]] (ufficiale in 21 paesi), [[Corona ceca]], [[Corona danese]], [[Zloty polacco]], [[Corona svedese]], [[Leu romeno]], [[Fiorino ungherese]]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! colspan=2 style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&amp;lt;center&amp;gt;Altri dati&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|style=&amp;quot;background-color:#DDFFDD;&amp;quot;|&#039;&#039;&#039;TLD&#039;&#039;&#039;  || | .eu&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;unione europea è un&#039;istituzione politica sovranazionale dotata di personalità giuridica all&#039;interno del [[diritto internazionale]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Principi e fondamenti giuridici ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;Unione europea è un&#039;organizzazione sovranazionale fondata su un insieme di principi politici e giuridici che regolano i rapporti tra gli Stati membri e le istituzioni comuni. Il suo ordinamento giuridico si è sviluppato progressivamente a partire dalla seconda metà del XX secolo con l’obiettivo dichiarato di promuovere la cooperazione economica, politica e sociale tra i paesi europei, garantendo al contempo stabilità, pace e tutela dei diritti fondamentali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I fondamenti giuridici dell&#039;Unione europea sono contenuti principalmente nei trattati istitutivi, che costituiscono la base dell’intero sistema normativo europeo. Questi trattati sono il risultato di un lungo processo di integrazione, iniziato con il Trattato di Roma del 1957 e successivamente sviluppato attraverso varie riforme, tra cui il Trattato di Maastricht del 1992 e il Trattato di Lisbona del 2007.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da sempre è dibattuta la natura dell’ordinamento giuridico europeo. Tuttavia, con la riforma introdotta dal Trattato di Lisbona è venuta meno la distinzione tra Comunità europea e Unione europea, che sono confluite in un’unica entità. L’Unione europea sostituisce e succede alla Comunità europea, acquisendo una personalità giuridica unica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo alcuni studiosi dei sistemi costituzionali, l’ordinamento giuridico nato in seno alle istituzioni comunitarie rappresenterebbe una sorta di ordinamento federativo di origine associativa e a struttura paritaria. La sua caratteristica fondamentale consiste nel collegare, attraverso vincoli permanenti, le parti costitutive dell’Unione, consentendo al contempo a queste ultime di conservare la propria autonomia e sovranità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altri studiosi hanno invece posto l’accento sul fatto che il processo di integrazione europea sia legato alla nascita di una struttura imperniata, in larga parte, sulla libera azione degli operatori economici e, per la restante parte, su meccanismi di natura pubblicistica. Tale impostazione attribuisce particolare rilievo a un approccio di tipo funzionalista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uno dei principi fondamentali dell’ordinamento giuridico dell’Unione è il principio di attribuzione delle competenze. In base a questo principio, l’Unione può esercitare solo le competenze che gli Stati membri le hanno esplicitamente conferito attraverso i trattati. Tutte le competenze non attribuite all’Unione restano pertanto agli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altri principi come quello di principi di sussidiarietà e proporzionalità si sono sviluppati progressivamente nel corso del tempo, ma sono stati formalmente inseriti nei trattati negli anni Novanta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[principio di sussidarietà]] iniziò a comparire nel dibattito sull’integrazione europea già negli anni Settanta. Una prima formulazione esplicita si trova nel Rapporto Tindemans del 1975, che proponeva di attribuire alle istituzioni europee soltanto quelle competenze che gli Stati membri non erano in grado di esercitare efficacemente da soli. Successivamente il concetto fu ripreso in diversi progetti di riforma istituzionale negli anni Ottanta. Tuttavia, esso venne formalmente introdotto nel diritto dell’Unione europea con il Trattato di Maastricht del 1992, che lo inserì tra i principi fondamentali per regolare la ripartizione delle competenze tra l’Unione e gli Stati membri. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il principio di proporzionalità, invece, ha origini leggermente precedenti nel diritto comunitario. Esso era già stato elaborato nella giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea negli anni Settanta come criterio per controllare che le istituzioni comunitarie non adottassero misure eccessive rispetto agli obiettivi perseguiti. Anche questo principio fu poi riconosciuto esplicitamente nei trattati e consolidato con il Trattato di Maastricht del 1992, insieme al principio di sussidiarietà.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema giuridico dell’Unione europea si caratterizza inoltre per alcune peculiarità che lo distinguono dal diritto internazionale tradizionale. In particolare, la giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#039;Unione europea ha affermato due principi fondamentali: il principio del primato del diritto dell’Unione e quello dell’effetto diretto. Il primato stabilisce che, in caso di conflitto, le norme del diritto dell’Unione prevalgono su quelle nazionali degli Stati membri. L’effetto diretto, invece, consente ai cittadini di invocare alcune norme europee direttamente davanti ai giudici nazionali senza la necessità di un recepimento nella legislazione interna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Storia ==&lt;br /&gt;
La fine della Seconda guerra mondiale vide l&#039;Europa fare i conti non solo con milioni di morti, ma anche con un&#039;economia in crisi, in un contesto geopolitico in cui gli [[Stati Uniti d&#039;America]] e l&#039;[[Unione Sovietica]] erano risultate le principali vincitrici del conflitto. Alcuni intellettuali, politici e statisti, tra cui Robert Schuman (ministro degli Esteri francese), Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer (rispettivamente capi del governo italiano e tedesco), avviarono una strategia tesa all&#039;unificazione dell&#039;Europa. L&#039;obiettivo principale era impedire il riprodursi di situazioni politiche, economiche e militari che avevano portato il mondo al disastro della guerra. Si sottolineava, in particolare, la necessità di ricucire lo stretto legame tra Francia e Germania, che fino ad allora erano state al centro della &amp;quot;patologia&amp;quot; dei rapporti tra i paesi europei.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All&#039;origine fu soprattutto un accordo di tipo economico: Robert Schuman propose di mettere l&#039;insieme della produzione franco-tedesca di carbone e acciaio sotto un&#039;alta autorità comune, nel quadro di un&#039;organizzazione alla quale avrebbero poi potuto aderire anche altri paesi. La dichiarazione rappresentò così l&#039;inizio del processo di cooperazione tra gli Stati europei, sebbene all&#039;inizio si trattasse soltanto di un&#039;unione di Stati e di cooperazione organizzativa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sorsero non solo diverse organizzazioni che operavano senza un reale collegamento tra loro, come l&#039;OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), l&#039;UEO (Unione europea occidentale) e la NATO (Organizzazione del Trattato dell&#039;Atlantico del Nord), ma anche le Comunità europee: dapprima, con il Trattato di Parigi, la CECA (Comunità europea del carbone e dell&#039;acciaio); quindi la CEE (Comunità economica europea) e la CEEA o EURATOM (Comunità europea dell&#039;energia atomica), entrambe nate il 25 marzo 1957 con la firma dei Trattati di Roma.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;accordo istitutivo della CECA scadeva dopo 50 anni dalla sua entrata in vigore, il 23 luglio 2002. A quella data, gli Stati membri hanno deciso di non rinnovarlo: l&#039;organizzazione si è quindi sciolta e le relative competenze sono state trasferite all&#039;Unione Europea. L&#039;EURATOM, invece, è ancora formalmente operante, sebbene svolga un ruolo marginale rispetto all&#039;Unione, pur non essendo giuridicamente assorbita da quest&#039;ultima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare, la creazione della Comunità economica europea,alla quale fu assegnato il compito di promuovere, mediante l&#039;instaurazione di un mercato comune e il graduale ravvicinamento delle politiche economiche degli Stati membri, uno sviluppo armonioso delle attività economiche nell&#039;insieme delle Comunità (art. 2 TCEE),segna il reale passaggio dalla cooperazione all&#039;integrazione. Per la prima volta venne introdotto un organo dotato di ampia indipendenza deliberativa rispetto agli Stati membri e con forti poteri decisionali nei confronti delle imprese del settore, eliminando le barriere commerciali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Successivamente, con il Trattato di Bruxelles del 1965, si creò il primo scheletro delle istituzioni così come sono oggi. Ciò avvenne fondendo gli esecutivi in un&#039;unica Commissione e un unico Consiglio, oltre a istituire un bilancio unico per le tre Comunità. L&#039;unificazione riguardava però solo gli organi, non le competenze, che restavano distinte: le Comunità continuavano infatti a esercitare poteri differenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== I trattati istitutivi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il trattato di Roma ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la firma del Trattato di Roma Francia,Germania,Italia,Belgio,Olanda e Lussemburgo posero la prima pietra della costruzione dell&#039;Unione Europea attraverso l&#039;istituzione della comunità economica europea. Questo trattato era costituito da 240 articoli,suddiviso in sei parti distinte e preceduto da un preambolo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* la prima parte era dedicata ai principi che avevano ispirato la comunità economica europea attraverso il mercato comune,l&#039;unione doganale e le politiche comuni;&lt;br /&gt;
* la secondo parte riguardava i fondamenti della comunità;essa comprendeva quattro titoli rispettivamente alla libera circolazione delle merci,all&#039;agricoltura ,alla libera circolazione delle persone,dei servizi e dei capitali e dei trasporti.&lt;br /&gt;
* la terza parte riguardava le politiche comuni e comprendeva quattro titoli relativi alle norme comuni,alla politica economica,alla politica sociale e alla banca europea degli investimenti;&lt;br /&gt;
* la quarta parte era dedicata all&#039;associazione dei paesi e dei territori d&#039;oltremare&lt;br /&gt;
* la quinta riguardava le istituzioni e includeva un titolo sulle disposizioni istituzionali e un&#039;altro sulle disposizioni finanziarie&lt;br /&gt;
* l&#039;ultima parte erano delle disposizioni generali e finali&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;intenzione degli Stati firmatari era di creare un mercato comune in cui fosse garantita una libera circolazione dei prodotti (merci e servizi) e dei fattori produttivi (capitale e lavoro), così da eliminare ogni barriera protezionistica e garantire agli Stati maggiori possibilità di espansione. In vista di questo obiettivo furono garantite quattro libertà fondamentali: la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A livello di politica economica, ciò si concretizzò in un regime liberista improntato al principio del mercato aperto e della libera concorrenza, senza il quale la libera circolazione non si sarebbe mai potuta attuare. Questi obbiettivi economici si sono poi realizzati in diverse tappe:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Unione doganale:&#039;&#039;&#039; avviata dal primo luglio 1968 ha comportato la soppressione dei dazi doganali all&#039;interno dell&#039;alora comunità e l&#039;applicazione di una tariffa doganale comune (TDC) applicata alle importazioni dei paesi terzi. Le restrizioni quantitative agli scambi sono state abolite il 31 dicembre 1960 tranne per quelle agricole dove le restrizioni sono state mantenute fino al 1974;&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Accordo di Shengen:&#039;&#039;&#039; è ciò che ha permesso l&#039;effettiva liberalizzazione della circolazione delle persone e la soppressione dei controlli alle frontiere interne tra gli Stati membri, in seguito alla firma avvenuta il 18 giugno 1985 tra Francia, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo e Germania. Successivamente hanno aderito anche gli altri paesi dell&#039;Unione Europea, sebbene attualmente ne siano momentaneamente esclusi Cipro, Croazia, Bulgaria e Romania, che dovrebbero entrare nei prossimi anni. Allo spazio Schengen hanno inoltre aderito anche paesi non UE come Norvegia, Svizzera, Islanda e Liechtenstein, mentre non ne fanno parte Irlanda e Regno Unito.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Atto unico europeo(AUE):&#039;&#039;&#039; fu firmato a Lussemburgo il 17 febbraio 1986 da nove Stati membri e il 28 febbraio 1986 da Danimarca, Italia e Grecia. Esso entrò in vigore il 1° luglio 1987 con l&#039;obiettivo di rilanciare il processo di costruzione europea e realizzare il mercato interno. L&#039;Atto Unico riprese alcuni temi che erano stati oggetto di precedenti trattative internazionali, riguardanti in particolare gli aspetti istituzionali e le politiche europee. Vennero modificati alcuni elementi del Trattato di Roma, attribuendo al Parlamento europeo un ruolo più incisivo e alla Commissione quello di mediatore tra Parlamento e Consiglio nello sviluppo della procedura di cooperazione (ex art. 252 del Trattato CE, antecedente al Trattato di Lisbona).  Tali modifiche valorizzarono il ruolo del Parlamento, assegnandogli il potere di pronunciarsi sull&#039;ammissione di nuovi Stati membri e di concludere accordi con associazioni di paesi terzi e con organizzazioni internazionali.  L&#039;Atto Unico Europeo sancì inoltre l&#039;esistenza del Consiglio europeo, pur senza precisarne compiutamente le competenze, istituzionalizzando di fatto i vertici periodici tra i capi di Stato e di governo.Furono inoltre gettate le basi del Tribunale di primo grado, con l&#039;obiettivo di snellire il carico di lavoro della Corte di Giustizia europea e di introdurre un doppio grado di giudizio, analogamente a quanto avviene nelle giurisdizioni nazionali.Inoltre, l&#039;Atto ha ampliato gli ambiti di competenza della Comunità, offrendo una base giuridica per l&#039;azione comune in settori quali il mercato interno, la politica monetaria, la politica sociale, l&#039;ambiente e la ricerca scientifica e tecnologica. Particolare rilievo venne attribuito alla convergenza delle politiche economiche e monetarie (art. 102A del TCE, introdotto dall&#039;Atto Unico Europeo). Per quanto riguarda la coesione economica e sociale, furono invece adottate politiche strutturali volte a ridurre il divario esistente tra le diverse regioni, al fine di colmare il ritardo di quelle più svantaggiate. Gli strumenti operativi individuati per raggiungere tale obiettivo furono i fondi strutturali. Pur rappresentando una tappa fondamentale nel processo di integrazione europea, l&#039;Atto evidenziò come per arrivare a un&#039;autentica Unione Europea fossero necessarie ulteriori riforme istituzionali, preparando il terreno per il successivo Trattato di Maastricht&lt;br /&gt;
=== Il trattato dell&#039; Unione Europea (o trattato di Maastricht) ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fu firmato a Maastricht il 7 febbraio 1992 dai 12 paesi che costituivano la comunità europea ed è entrato in vigore il 1 novembre 1993,è considerato la tappa decisiva per l&#039;affermazione politica-istituzionale dell&#039;Europa,sancendo la nascita dell&#039;Unione Europea.La conseguenza è stata una più larga cessione volontaria da parte degli stati-nazione membri di sovranità con l&#039;obbiettivo di favorire il potenziamento economico e una maggiore integrazione politica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare il trattato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;ha creato una nuova struttura a 3 pilastri:&#039;&#039;&#039; il primo pilastro è costituito dall&#039;ordinamento comunitario ereditando le disposizioni previste dal trattato istitutivo della comunità europea,e quindi di tutte le organizzazione precedentemente create (CECA e EURATOM).Le principali modifiche riguardano principalmente l&#039;apparato istituzionale,ampliamento e rafforzamento di competenze,introducendo anche il principio di sussidarietà.Il secondo pilastro regolato dal titolo V del trattato istituisce una politica comune nei settori della politica estera e della sicurezza (PESC) dove i governi degli stati membri adottano una cooperazione sistematica e azioni comuni.Infine, il terzo pilastro, disciplinato dal Titolo VI del Trattato, era volto alla cooperazione nei settori della giustizia e degli affari interni (CGAI), che fino ad allora era stata condotta in modo occasionale e informale tra gli Stati membri. L&#039;obiettivo enunciato nel preambolo era &amp;quot;garantire la libera circolazione delle persone, assicurando nel contempo la sicurezza dei loro popoli&amp;quot;.Per realizzare questo obiettivo furono individuate questioni di interesse comune, quali la politica di asilo, l&#039;immigrazione e la cooperazione giudiziaria in materia civile e penale. La loro trattazione rimaneva tuttavia di esclusiva competenza degli Stati membri, sebbene fosse prevista la possibilità di un successivo trasferimento all&#039;Unione. In particolare, il Trattato di Maastricht ha rappresentato un passo in avanti rispetto all&#039;Accordo di Schengen, prevedendo la possibilità di elaborare politiche comuni in materia di immigrazione e di trattamento dei cittadini di paesi terzi. A tal fine fu adottata la logica intergovernativa, nella quale il principio di unanimità riveste un ruolo centrale per l&#039;adozione di qualsiasi provvedimento.  Questa struttura a tre pilastri rappresentò un compromesso tra gli Stati membri: da un lato, coloro che desideravano un contesto giuridico unitario; dall&#039;altro, quelli che intendevano salvaguardare il potere decisionale nazionale. Se per il primo pilastro fu mantenuto il metodo comunitario,per il secondo e il terzo fu adottato il metodo intergovernativo.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;sei nuovi settori:&#039;&#039;&#039; nuove politiche comuni (reti transeuropee,politica industriale,tutela dei consumatori,istruzione e formazione professionale,gioventù e cultura).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;unione monetaria:&#039;&#039;&#039; sono stati fissati i principi e le disposizioni per l&#039;introduzione dell&#039;Euro&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;procedura di codecisione:&#039;&#039;&#039; ciò che era stato già ideato nell&#039;AUE viene disciplinato,con questo trattato il Parlamento europeo viene assegnato il potere di adottare una serie di atti congiuntamente con il consiglio dell&#039;Unione Europea;&lt;br /&gt;
Per quanto riguarda l&#039;assetto istituzionale maggiore rilevanza fu data al Parlamento europeo che ha assunto un ruolo più rilevante nella formazione degli atti giuridici e una maggiore rappresentività dei partiti politici. Alla commissione fu aumentata di 1 anno (da 4 a 5) la durata del suo mandato per uniformarla al resto del Parlamento,relativamente al consiglio si è intervenuto sui meccanismi decisionali per snellire le procedure allo scopo dichiarato di renderle più efficienti e democratiche:ciò ha favorito il ricordo alla &#039;&#039;maggioranza qualificata&#039;&#039;  per la maggior parte delle decisioni contemplate dalla procedura di codecisione e per tutte le decisioni adottate secondo la procedura di cooperazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altre modifiche di tipo istituzionale hanno riguardato:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;La corte dei conti:&#039;&#039;&#039; incaricata di effettuare il controllo contabile e l&#039;esame del bilancio dell&#039;Unione e divenuta una istituzione europea con Maastricht&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;istituto monetario europeo:&#039;&#039;&#039; cui era affidato il compito di gestire il processo per l&#039;introduzione dell&#039;Euro e che avrebbe ceduto il passo alla banca centrale europea (BCE) con l&#039;effettiva circolazione della nuova moneta&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Il comitato delle regioni:&#039;&#039;&#039; nuovo organo a carattere consultivo composto dai rappresentanti degli enti regionali e con una struttura analoga a quella del già operante comitato economico e sociale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Amsterdam ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Firmato il 2 ottobre 1997 ed entrato in vigore il 1 maggio 1999 è il risultato di due anni di confronti e trattative nell&#039;ambito della conferenza dei rappresentati dei governi degli stati membri(iniziata nel maggio 1997 e terminata il 18 giugno 1997) la cui istituzione era già prevista dal trattato di Maastricht che nelle disposizioni finali invitava gli stati membri a convocare una conferenza intergovernativa (CIG) per la sua revisione.L&#039;obbiettivo,in primo luogo era il riassetto delle condizioni politiche e istituzionali dell&#039; Unione per affrontare le sfide del futuro nelle migliori condizioni tenendo conto della rapida evoluzione del quadro internazionale e dell&#039;adesione dei nuovi stati membri provenienti in particolare dall&#039;Europa orientale e alla globalizzazione dell&#039;economia e le sue ripercussioni sull&#039;occupazione,al terrorismo,alla criminalità internazionale,al traffico di stupefacenti,agli squilibri ecologici e ai rischi per la salute pubblica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ciò si è realizzato attraverso una modifica e una ridenominazione dei trattati UE e CE, intervenendo su quattro obiettivi fondamentali:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* porre l&#039;occupazione e i diritti dei cittadini come punto principale dell&#039;Unione&lt;br /&gt;
* eliminare gli ultimi ostacoli alla libera circolazione e rafforzare la sicurezza&lt;br /&gt;
* permettere all&#039;Europa di esercitare maggiore influenza sulla scena mondiale&lt;br /&gt;
* rendere più efficace l&#039;architettura istituzionale dell&#039;Unione&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con il trattato di Amsterdam si sono quindi rafforzati i poteri delle istituzioni europee,in particolare del Parlamento e posta una maggiore attenzione per il cittadino europeo attraverso misure per combattere la disoccupazione el&#039;esclusione sociale.Inoltre i considerazioni dei mutamenti economici e sociali intervenuti nel mercato dei prodotti e dei servizi la politica dei consumatori è diventata competenza dell&#039;Unione. Per quanto riguarda gli aspetti burocratici, in particolare i procedimenti decisionali c&#039; è stata una profonda revisione nel senso della semplificazione attraverso una estensione della procedura di codecisione a nuove materie e ampliando i casi in cui il consiglio può decidere a maggioranza qualificata invece che all&#039;unanimità Con Amsterdam il terzo pilastro non è stato cancellato ma è diventato un&#039;ambito politico-istituzionale che si occupa solo di cooperazione di polizia e giudiziari in materia penale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nonostante i nuovi ambiti di competenza introdotti i risultati raggiunti non sono apparsi soddisfacenti in particolare per quanto riguarda gli adeguamenti istituzionali in previsione di un&#039;allargamento dell&#039;Unione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Nizza ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Approvato dal consiglio europeo di Nizza l&#039;11 dicembre 2000 e firmato il 26 febbraio  2001 al termine di una lunga trattativa diplomatica è entrato in vigore il 1 febbraio 2003. Anche il trattato di Amsterdam prevedeva esattamente come il trattato di Maastricht in un protocollo allegato la possibilità di una revisione ad opera di una conferenza intergovernativa,che, in questo caso venne avviata il 14 febbraio 2000 allo scopo di adattare le istituzioni europee all&#039;acquisizione di nuovo membri avviando le riforme istituzionali che il trattato di Amsterdam non era riuscito a fare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le principali modifiche sono state:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L&#039;estensione del voto a maggioranza qualificata e una nuova ponderazione dei voti in seno al consiglio:&#039;&#039;&#039; lo scopo era evitare lo &amp;quot;stallo decisionale&amp;quot;,per cui si sono limitati i casi per cui un paese possa oppore un veto.Tuttavia alcuni paesi mantennero un veto nella possibilità di oppore un veto su alcuni settori(il Regno unito per fisco e sicurezza sociale,la Germania per asilo e immigrazione,la Spagna per i fondi strutturali e la Francia per l&#039;audiovisivo)&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;semplificazione delle procedure per l&#039;attivazione della cooperazione rafforzata:&#039;&#039;&#039; Il trattato di Amsterdam prevedeva la possibilità per gli stati membri di cooperare nell&#039;interesse dell&#039;unione anche qualora non tutti fossero disposti a parteciparvi nell&#039;immediato.Il trattato di Nizza ha consolidato questa procedura eliminando la facoltà per ogni membro di opporre un veto a una cooperazione rafforzata imponendo un minimo di otto stati per avviare una cooperazione  e prevedendo la possibilità di estendere il meccanismo alla politica estera e di sicurezza,esclusa però la difesa.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;riforma del sistema giurisdizionale&#039;&#039;&#039; dell&#039;unione,attraverso una nuova riapartizione di seggi nel parlamento europeo e l&#039;estensione della procedura di codecisione&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;la modifica della struttura delle istituzioni,&#039;&#039;&#039; in particolare per quanto riguarda la commissione europea.Il trattato statuì di limitare a partire dal 2005 la composzione della commissione assegnando un rappresentante a ogni stato membro.Furono anche rafforzati i poteri del presidente della commissione,consentendogli di decidere la suddivisione del portafogli e di porcedere a un rimpasto delle competenze durante il mandato. Fu inoltre rafforzato il ruolo di colegislatore del parlamento.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;modifica della procedura relativa alla constatazione di una grave violazione di uno stato membro,&#039;&#039;&#039; di uno o più principi fondamentali dell&#039;Unione.Il trattato ha introdotto una fase di preallarme che consente di intervenire con raccomandazioni qual&#039;ora c&#039; è l&#039; evidente rischio di violazione (non più quindi una violazione certa) dei principi fondamentali da parte di uno Stato. Prima di procedere in tal senso era prevista la possibilità di far intervenire personalità indipendenti al fine di presentare un rapporto sullo stato membro in questione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Allegati al trattato di Nizza si trovano anche protocolli addizionali e varie dichiarazioni adottare dalla conferenza intergovernativa.Importante fu la &#039;&#039;&#039;dichiarazione sul futuro dell&#039; unione&#039;&#039;&#039; nella quale gli stati membri auspicano al&#039;avvio di un dibattito più ampio e approfondito sul futuro dell&#039;Unione Europea.Essa individuava quattro grandi temi di riflessione:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;delimitazione delle competenze&#039;&#039;&#039; tra l&#039;unione Europea e gli stati membri,che rispecchi il principio di sussidarietà&lt;br /&gt;
* lo status della &#039;&#039;&#039;carta dei diritti fondamentali dell&#039;unione Europea,&#039;&#039;&#039; proclamata a Nizza&lt;br /&gt;
* la &#039;&#039;&#039;semplificazione dei trattati,&#039;&#039;&#039; al fine di renderli più chiari e meglio comprensibili senza modificarne la sostanza&lt;br /&gt;
* il ruolo &#039;&#039;&#039;dei parlamenti nazionali&#039;&#039;&#039; nell&#039;architettura europea&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre anche in questo caso viene prevista la possibilità di convocare nel 2004 una nuova conferenza intergovernativa per procedere a ulteriori revisioni e integrazioni&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trattato di Lisbona ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 2004, al termine di un lungo e complesso iter diplomatico, è stato approvato il Trattato che adotta una Costituzione per l&#039;Europa. Tuttavia, questo processo subì un&#039;arresto a seguito dell&#039;esito negativo dei referendum promossi in Francia e nei Paesi Bassi. A seguito di questa bocciatura si iniziò a parlare di fallimento costituzionale dell&#039;Europa, che portò a un nuovo periodo di riflessione in cui l&#039;Unione Europea dovette ripensare e in parte ridimensionare le proprie ambizioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ha avuto così inizio il cammino che avrebbe poi portato al Trattato di Lisbona, con il quale si abbandonò formalmente la Costituzione, pur mantenendone la sostanza. Dopo la bocciatura dei referendum, l&#039;unica strada percorribile risultò essere quella di uno strumento essenzialmente tecnico con un basso profilo politico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così, il 13 dicembre 2007, nella capitale portoghese, i capi di Stato e di governo degli Stati membri dell&#039;Unione firmarono il Trattato di Lisbona, che sarebbe entrato in vigore quasi due anni dopo, il 1° dicembre 2009.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vengono confermate alcune innovazioni già presenti nel quadro costituzionale, prima fra tutte la scomparsa della struttura a tre pilastri (Comunità europee, Politica estera e di sicurezza comune e Cooperazione di polizia giudiziaria in materia penale). Gli strumenti giuridici, un tempo indipendenti, vengono infatti unificati attraverso una sostanziale armonizzazione delle procedure e degli atti giuridici dell&#039;Unione, sebbene per il settore della Politica estera e di sicurezza comune (PESC) rimangano applicabili procedure specifiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La riforma ha inoltre ampliato le competenze dell&#039;Unione, estendendo l&#039;ambito di applicazione della procedura legislativa ordinaria e del voto a maggioranza qualificata. Questo processo è particolarmente evidente nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia, dove l&#039;Unione ha sviluppato politiche comuni in materia di asilo, immigrazione e controllo delle frontiere esterne. Tali politiche si fondano sui principi di solidarietà (intesa come equa ripartizione degli oneri di gestione tra gli Stati membri) e di equità (ovvero la parità di trattamento tra i cittadini di paesi terzi e quelli dell&#039;Unione Europea).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il nuovo assetto dell&#039;Unione Europea ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;articolo 47 del Trattato sull&#039;Unione Europea (TUE) stabilisce che l&#039;Unione Europea possiede personalità giuridica unica, semplificando in modo significativo l&#039;architettura istituzionale. In precedenza, il TUE e il Trattato che istituiva la Comunità Europea (TCE) facevano riferimento a due soggetti giuridici distinti (l&#039;Unione e la Comunità) e a due ordinamenti giuridici differenti (il diritto dell&#039;Unione e quello comunitario), i quali regolavano la complessa struttura articolata in tre pilastri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la riforma, il soggetto giuridico diventa unico – l&#039;Unione Europea – che acquisisce personalità giuridica anche sul piano internazionale, potendo così concludere accordi con Stati terzi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;articolo 1, paragrafo 3, TUE precisa inoltre che l&#039;Unione «sostituisce e succede alla Comunità europea», il cui richiamo all&#039;interno dei due trattati viene eliminato. Pertanto, l&#039;Unione Europea (UE) subentra alla Comunità europea (CE): quest&#039;ultima cessa formalmente di esistere, venendo assorbita dalla prima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il trattato di Lisbona è poi intervenuto in maniera rilevante sul quadro istituzionale dell&#039;Unione. In particolare:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;Parlamento europeo&#039;&#039;&#039; viene rafforzato grazie alle maggiori competenze in materia di bilancio,al ricorso della maggioranza qualificata in molti nuovi settori e sopratutto all&#039;estensione della procedura di codecisione che diventa la procedura legislativa ordinaria.In questo modo il Parlamento a sua volta eletto dai cittadini per mezzo delle elezioni europee si trova ora a operare in condizioni di parità con il consiglio (costituito dai capi di stato e governo degli stati membri) per quanto riguarda l&#039;attività legislativa,e quindi anche su temi come la libertà,la sicurezza e la giustizia&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;Consiglio dell&#039;Unione&#039;&#039;&#039; rimane un&#039;organo non permanente a formazione mutevole e a presidenza rotante. Il Trattato di Lisbona individua però per la prima volta due formazioni tipiche: Il consiglio affari generali che prepara le riunioni de consiglio europeo e il consiglio Affari esteri presieduto dall&#039;Alto rappresentante,che elabora l&#039;azione esterna dell&#039;unione secondo le linee definite dal consiglio europeo e ne assicura la coerenza.Per quanto riguarda il sistema di voto il consiglio delibera a maggioranza semplice tranne in alcuni casi in cui è richiesta la maggioranza qualificata.Dal 1 novembre 2014 è stato introdotto un complicato sistema di &amp;quot;doppia maggioranza&amp;quot;,basato sul 55% degli stati e sul 65% della popolazione:si tratta del riconoscimenti della doppia legittimità dell&#039;Unione(Stati e popoli). E&#039; inoltre possibile per un numero limitato di Stati manifestare una loro opposizione a una decisione eventualmente adottata dalla maggioranza e imporre al consiglio il riesame della questione.&lt;br /&gt;
* La &#039;&#039;&#039;commissione&#039;&#039;&#039; riceve una nuova ridenominazione (commissione europea),in seguito al Trattato di Lisbona riceve una più forte legittimazione democratica attraverso l&#039;eleggibilità parlamentare del presidente.Nel suo ambito viene inoltre istituito l&#039;Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza che riunisce le competenze attribuite precedentemente all&#039;Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune e al membro della commissione europea responsabile per le relazioni esterne,assumento il ruolo di vicepresidente della commissione. Si realizza così un legame orizzontale tra le politiche estere ed esterne dell&#039;Unione:in una prima veste L&#039;alto rappresentante guida la politica estera e di sicurezza dell&#039;Unione,agendo come &amp;quot;mandatario&amp;quot; del consiglio e presiedendone la formazione &amp;quot;Affari esteri&amp;quot;,nonchè contribuendo all&#039;elaborazione di questa politica tramite iniziativa autonoma;nella seconda veste p incaricato delle relazioni esterne con i paesi terzi e degli altri aspetti dell&#039;azione esterna dell&#039;Unione,comprese la cooperazione allo sviluppo e la cooperazione economica-finanziaria.Nell&#039;esercizio di entrambi di questi ruoli e funzioni potrà avvalersi del servizio europeo dell&#039;azione esterna,una diplomazia comune composta da funzionari della commissione,degli Stati membri e del segretariato del consiglio.L&#039;alto rappresentante è incaricato inoltre della coordinazione dell&#039;azione dell&#039;Unione con i paesi terzi e ha il potere di presentare al consiglio proposte in materia.Questa figura introduce quindi una maggiore flessibilità nella dialettica tra unità e diversità all&#039;interno dell&#039;Unione grazie alla possibilità di instaurare cooperazioni rafforzate attivabili con procedure più semplici&lt;br /&gt;
* La &#039;&#039;&#039;Corte di giustizia dell&#039;UE,&#039;&#039;&#039; non più corte di giustizia delle comunità europee,si compone della corte di giustizia stessa,del Tribunale (in precedenza denominato tribunale di primo grado) e da tribunali specializzati&lt;br /&gt;
* Il &#039;&#039;&#039;consiglio europeo,&#039;&#039;&#039; in precedenza organo politico diventa un&#039;organo giuridico,integrato nei trattati e soggetto al controllo della corte di giustizia. Esso continua a svolgere funzioni di orientamento e di impulso politico, in particolare nell&#039;individuazione degli indirizzi strategici della politica dell&#039;Unione e nei casi previsti dal trattato può intervenire nell&#039;attività normativa pronunciandosi all&#039;unanimità o a maggioranza qualificata a seconda dei casi. E&#039; inoltre dotato di un presidente stabile con il compito di rappresentare l&#039;Unione in sede internazionale,nominato dallo stesso consiglio europeo per due anni e mezzo e rinnovabile una sola volta.In questa modo si è assicurata una certa continuità istituzionale all&#039;attività del consiglio europeo:in precedenza si applicava il metodo della rotazione,per cui la presidenza ruotava tra tutti i paesi membri ogni sei mesi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Trattato di Lisbona ha inoltre introdotto piccoli elementi di democrazia partecipativa. In particolare, attraverso la raccolta di un milione di firme, i cittadini possono presentare un&#039;iniziativa popolare alla Commissione, esortandola a elaborare proposte legislative da sottoporre al Consiglio dell&#039;Unione Europea nei settori di competenza dell&#039;Unione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tale meccanismo, tuttavia, non lede il diritto di iniziativa della Commissione, la quale conserva la facoltà di decidere discrezionalmente se accogliere o meno l&#039;invito a presentare proposte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Trattato prevede anche un maggiore coinvolgimento dei parlamenti nazionali nelle attività delle istituzione di Buxelles e Strasburgo,in particolare attraverso dei meccanismi informativi che permettono di essere tenuti al corrente degli atti adottati dalle istituzioni europee,delle domande di adesione di nuovi stati membri e della vigilanza del rispetto del principio di sussidarietà. I parlamenti nazionali possono poi partecipare alla revisione  dei trattati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Continuità o rottura? ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il trattato di Lisbona non sostituisce i vecchi trattati ma a differenza della costituzione europea si pone in continuità con essi limitandosi a emendarli.Esso fallisce nel suo intento di semplificare l&#039;architettura normativa europea anche alla luce dei numerosi protocolli e dichiarazioni allegati al testo,la cui natura è tutt&#039;altro che definita. A differenza del trattato costituzionale scompare la clausola di superiorità del diritto dell&#039;Unione su quello nazionale,anche se si tratta di un mero espediente retorico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le fonti del diritto UE ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il funzionamento dell&#039;architettura europea è disciplinato da un complesso sistema normativo al cui vertice si pongono le cosidette fonti primarie,costituite dai trattati istitutivi e dai principi generali di ordinamento dell&#039;Unione.Le fonti secondarie sono invece elencate nell&#039;art. 288 del TFUE,che distingue tra atti vincolanti(regolamenti,decisioni,direttive) e atti non vincolanti (raccomandazioni e pareri). Ci sono poi gli atti atipici,ossia quelli che incidono sul funzionamento dell&#039;Unione pur non essendo previsti dai trattati ( o comunque non presenti nell&#039;art. 288 del TFUE). Per poter aver effetto questi atti devono però essere dispiegati negli ordinamenti degli stati membri e laddove ci siano contrasti con il diritto nazionale a prevalere è la normativa europea in virtù del riconoscimento del principio del diritto dell&#039;Unione su quello nazionale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sistema dell&#039;Unione Europea presenta caratteri peculiari ed è fortemente influenzato dal modo in cui sono distribuiti i pubblici poteri. Ciò deriva dalla natura giuridica dell&#039;Unione, che è &#039;&#039;sui generis&#039;&#039;, ossia a metà strada tra un&#039;organizzazione internazionale classica e una federazione di Stati. Difatti, i governi dei paesi membri hanno limitato la propria sovranità, dando vita a un organismo giuridico indipendente, destinato a integrarsi con i diversi ordinamenti nazionali e in grado di incidere direttamente sulle situazioni giuridiche dei singoli cittadini.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ciò comporta che gli organi europei siano legittimati a emanare provvedimenti di carattere generale e individuale che entrano a far parte dell&#039;ordinamento degli Stati membri senza che sia necessario alcun atto di recepimento da parte delle autorità nazionali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre, a differenza di quanto accade negli ordinamenti statali, nel diritto dell&#039;Unione non esiste una vera e propria gerarchia delle fonti: tutti gli atti hanno formalmente pari forza. Il sistema delle fonti si ispira piuttosto a una concezione di tipo funzionale, dove a ogni politica o competenza è associata una determinata istituzione, chiamata a decidere secondo una specifica maggioranza o procedura, in base a quanto stabilito dall&#039;articolo di riferimento del trattato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Le fonti derivate:atti vincolanti e non vincolanti ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I trattati stabiliscono le competenze e le procedure per l&#039;adozione da parte delle istituzione europee di atti che si pongono al secondo livello del sistema giuridico europeo e costituiscono il diritto dell&#039;unione derivato.Questi sono posti in essere attraverso precisi processi deliberativi e destinati a incidere in modo rilevante sugli ordinamenti giuridici interni e sulle posizioni giuridiche dei singoli,talvolta anche senza un intervento formale del legislatore nazionale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le fonti derivate hanno la loro base giuridica nell&#039; art. 288 del TFUE che sancisce la tipologia degli atti a mezzo dei quali le istituzioni dell&#039;UE esercitano le loro competenze:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* il &#039;&#039;&#039;regolamento&#039;&#039;&#039; ha portata generale. E&#039; obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile a ciascuno degli stati membri&lt;br /&gt;
* la &#039;&#039;&#039;direttiva&#039;&#039;&#039; vincola lo stato membro a cui è rivolta per quanto riguarda il risultato da raggiungere,salvo restando la competenza degli organi nazionali in merito alla forma e ai mezzi&lt;br /&gt;
* la &#039;&#039;&#039;decisione&#039;&#039;&#039; è obbligatoria in tutti i suoi elementi. Se designa dei destinatari è obbligatoria soltanto nei confronti di questi.&lt;br /&gt;
* le &#039;&#039;&#039;raccomandazioni&#039;&#039;&#039; e i &#039;&#039;&#039;pareri&#039;&#039;&#039; non sono vincolanti&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La tipologia di atto da adottare è generalmente prescritta dalle varie disposizioni del trattato (es. art. 218 del TFUE che obbliga il consiglio ad adottare una decisione per autorizzare l&#039;avvio di negoziati di aoccordi internazionali) e in tal caso l&#039;indicazione è vincolante;laddove non ci sia una indicazione specifica,o sia disponibile un&#039;alternativa tra le disposizioni adottabili oppure vi sia una indicazione generica le istituzione possono scegliere l&#039;atto che ritengono più appropriato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Le procedure degli atti ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All’origine dell’Unione Europea, la funzione normativa era esercitata esclusivamente dai governi degli Stati membri, riuniti in seno al Consiglio. Questo assetto contrastava con il principio della separazione dei poteri proprio del diritto comunitario, ma rispecchiava la natura stessa dell’allora Comunità, configurata più come un’organizzazione di Stati che come una comunità di persone.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La prevalenza dell’elemento statale su quello individuale garantiva agli esecutivi nazionali una posizione predominante nei meccanismi decisionali dell’Unione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questa fase iniziale, il Parlamento europeo svolgeva una funzione meramente consultiva. Solo gradualmente si è passati a forme di collaborazione tra Parlamento e Consiglio, fino all’introduzione della procedura di codecisione. Quest’ultima, elevata a procedura legislativa generale dal Trattato di Amsterdam, ha posto le due istituzioni sullo stesso piano nell’adozione degli atti giuridici (oggi denominata procedura legislativa ordinaria).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tuttavia, il principio classico della separazione dei poteri, che costituisce un fondamento del diritto degli Stati membri, non trova piena applicazione nel quadro dell’Unione Europea. A esso si preferisce il principio dell’equilibrio istituzionale, in base al quale tutte le istituzioni partecipano in modo equilibrato al processo legislativo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le principali procedure decisionali sono disciplinate dall’articolo 289 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea (TFUE): la procedura legislativa ordinaria, la procedura legislativa speciale, la procedura di consultazione e la procedura di approvazione. Il criterio che determina il ricorso all’una o all’altra procedura è il diverso grado di coinvolgimento del Parlamento europeo e del Consiglio, a seconda che entrambe le istituzioni partecipino attivamente o che una di esse svolga un ruolo prevalente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se però in base all&#039;art. 16 del TUE Parlamente europeo e consiglio esercitano entrambi la funzione legislativa, secondo l&#039;art. 17  il monopolio dell&#039;iniziativa legislativa spetta alla commissione  europea che quindi esercita un ruolo esclusivo nell&#039;integrazione europea. Essa ha quindi un potere generale di iniziativa nella formazione degli atti dell&#039;UE,rappresentando quindi l&#039;interesse generale dell&#039;Unione Europea. Sono poi i trattati a stabilire quanto poi questo potere viene limitato e affidati a un gruppo di stati,al parlamento europeo,alla BCE,alla corte di giustizia o alla banca europea per gli investimenti,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le istituzioni dell&#039;UE ==&lt;br /&gt;
L’Unione europea si è evoluta da ordinamento settoriale a ordinamento a fini generali, perseguendo obiettivi politici nelle materie rientranti nelle competenze attribuite dai trattati. L’ampliamento delle sfere d’azione e della struttura organizzativa ha rafforzato le istituzioni europee, relegando in secondo piano il ruolo dei corpi amministrativi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In una fase iniziale, l’amministrazione agiva in modo analogo a quello delle altre organizzazioni internazionali, operando in una sorta di vuoto sociale che la portava a intrattenere rapporti prevalentemente con altri soggetti pubblici (nazionali o sovranazionali), trascurando invece il rapporto con l’elettorato. Il potere decisionale era attribuito in via esclusiva al Consiglio, mentre il Parlamento europeo esercitava soltanto funzioni di controllo. In tal modo, la Comunità europea governava, ma mancava una concreta attuazione delle politiche a livello delle amministrazioni nazionali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un’eccezione si riscontrava con riferimento alle organizzazioni professionali (sia dei datori di lavoro sia dei lavoratori) e ai procedimenti diretti a determinare gli indirizzi dell’azione delle istituzioni europee nei singoli settori, in particolare in quello agricolo e nel commercio con i paesi terzi. In questo contesto si è affermato il cosiddetto metodo comunitario, caratterizzato da processi decisionali fondati su ampie consultazioni con le parti interessate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una svolta significativa si è avuta con l’adozione dell’Atto relativo all’elezione dei rappresentanti all’Assemblea a suffragio universale diretto del 20 settembre 1976, che ha sostituito il precedente sistema di elezione indiretta basato su delegati designati dai parlamenti nazionali. Tale Atto ha introdotto regole uniformi per l’elezione, come il principio del voto unico e lo svolgimento contemporaneo delle elezioni in tutti gli Stati membri. In questo modo, il Parlamento ha acquisito una legittimazione diretta dal voto popolare, rafforzando e riequilibrando il proprio potere rispetto a quello del Consiglio, espressione della volontà dei governi degli Stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il mediatore europeo ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come rimedio alternativo ai problemi di carattere giurisdizionale, è stata introdotta la figura del Mediatore europeo. A tale organo possono rivolgersi i cittadini di uno Stato membro, nonché qualsiasi persona fisica o giuridica residente o avente sede in uno Stato dell’Unione, nei casi di cattiva amministrazione da parte delle istituzioni, degli organi o degli organismi europei, con esclusione della Corte di giustizia e del Tribunale nell’esercizio delle loro funzioni giurisdizionali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per “cattiva amministrazione” si intende sia l’omissione di un atto dovuto, sia l’adozione di comportamenti irregolari o illegittimi. Questa figura è stata introdotta con il Trattato di Maastricht, all’art. 195 del TCE (oggi art. 228 del TFUE). Il Mediatore è nominato dal Parlamento europeo, all’inizio di ogni legislatura, a scrutinio segreto e a maggioranza dei voti espressi; resta in carica fino all’insediamento del suo successore e il suo mandato è rinnovabile. È scelto tra cittadini che offrano garanzie di indipendenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le denunce devono essere presentate direttamente al Mediatore, oppure tramite un membro del Parlamento europeo, entro due anni dalla data in cui il soggetto è venuto a conoscenza del caso di cattiva amministrazione. Ricevuta la denuncia, il Mediatore avvia le indagini: nell’ambito dell’istruttoria, le istituzioni e gli organi dell’Unione sono tenuti a fornirgli tutte le informazioni necessarie, senza poter opporre obblighi di segretezza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qualora accerti un caso di cattiva amministrazione, il Mediatore informa l’istituzione interessata, che dispone di tre mesi per presentare le proprie osservazioni. All’esito di tale fase, egli può chiudere l’indagine con una decisione motivata oppure proseguirla. In quest’ultimo caso, può essere avviato un tentativo di conciliazione volto a risolvere la questione e a soddisfare il denunciante. Se tale tentativo non ha esito positivo, il Mediatore trasmette una relazione al Parlamento europeo — priva di effetti vincolanti per l’istituzione destinataria — nella quale espone i risultati delle indagini e formula eventuali raccomandazioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Mediatore presenta inoltre al Parlamento europeo una relazione annuale sull’attività svolta. I suoi atti non hanno carattere giuridicamente vincolante e il Parlamento esercita su di essi una valutazione di natura politica, che non si configura tuttavia come un controllo sui suoi doveri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== I controlli ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Attualità e critiche ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== L&#039;Unione Europea dalla prospettiva marxista ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Russofobia ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Europa]] [[Categoria:Organizzazioni intergovernative]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Pier_Luigi_Ighina&amp;diff=7000</id>
		<title>Pier Luigi Ighina</title>
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		<updated>2026-09-01T08:26:06Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari: /* Biografia */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
{{S}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Pier Luigi Ighina&#039;&#039;&#039; (1908–2004) è stato un inventore e ricercatore italiano. Nel corso della sua attività si interessò a temi legati all’energia, alle oscillazioni e ai fenomeni naturali, sviluppando proprie teorie e realizzando diversi dispositivi sperimentali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È conosciuto soprattutto per alcune idee e invenzioni a cui diede particolare importanza, tra cui le &#039;&#039;&#039;“spirali di Ighina”&#039;&#039;&#039; e la cosiddetta &#039;&#039;&#039;“valvola antisismica”&#039;&#039;&#039;. Le sue ricerche e le sue interpretazioni dei fenomeni naturali si svilupparono in modo indipendente rispetto ai principali filoni della ricerca scientifica del suo tempo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel corso degli anni Ighina attirò l’interesse di un pubblico sempre più ampio, diventando una figura nota nell’ambito delle ricerche indipendenti e delle teorie non convenzionali, ma allo stesso tempo controversa dato che molti scettici includono le sue idee nel filone della [[pseudoscienza]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Biografia ==&lt;br /&gt;
Pier Luigi Ighina nacque a Milano il 23 giugno 1908 e morì a Imola l&#039;8 gennaio 2004, all&#039;età di 95 anni. Fin da giovane mostrò interesse per i fenomeni naturali, l&#039;elettricità e l&#039;elettromagnetismo, orientando progressivamente la propria attività verso la costruzione e la sperimentazione di apparecchiature.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ighina studiò a Milano, specializzandosi in elettronica e radioelettronica. Nella prima parte della sua vita lavorativa svolse attività di collaudatore presso aziende del settore elettrico ed elettronico, tra cui Magneti Marelli, Compagnia Generale di Elettricità (CGE) e Ansaldo Lorenz. Nel 1926 si arruolò inoltre come volontario nella Marina Militare, dove prestò servizio come telegrafista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Durante questi anni iniziò a sviluppare un interesse sempre più marcato per il magnetismo e per il rapporto tra fenomeni elettrici, materia ed energia. Le sue successive ricerche sarebbero partite proprio da questi interessi, per poi svilupparsi in una direzione personale e indipendente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uno degli aspetti più discussi della biografia di Ighina riguarda il suo presunto rapporto con Guglielmo Marconi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ighina raccontò in diverse occasioni di aver conosciuto Marconi e di aver collaborato con lui, arrivando a descriversi come suo assistente e sostenendo di aver partecipato ad alcune delle sue ricerche. Questa collaborazione è stata ripresa anche da pubblicazioni e testimonianze legate alla figura di Ighina.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tuttavia, la documentazione disponibile non permette di confermare in modo indipendente tutte le affermazioni relative a una collaborazione scientifica tra i due. La stessa ricostruzione presente nelle fonti biografiche segnala l&#039;assenza di documentazione ufficiale della Fondazione Marconi che attesti tale rapporto nei termini descritti da Ighina.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A metà degli anni Trenta Ighina si trasferì a Imola, dove avrebbe trascorso gran parte della propria vita. La Biblioteca comunale di Imola indica il 1936 come anno del trasferimento. Qui trovò nell&#039;ambiente familiare e nelle strutture della tenuta dei Gamberini gli spazi necessari per proseguire le proprie attività sperimentali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In un primo periodo utilizzò come laboratorio la torre di palazzo Gamberini. Successivamente si trasferì nella scuderia della tenuta, dove poteva disporre di ambienti più ampi per costruire e sperimentare i propri apparecchi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A Imola prese forma quella che sarebbe diventata la parte più conosciuta della sua attività: una lunga serie di esperimenti riguardanti il magnetismo, l&#039;energia e le oscillazioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il nucleo delle teorie sviluppate da Ighina fu il concetto di &#039;&#039;&#039;“atomo magnetico”&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Ighina, la materia e i fenomeni naturali sarebbero collegati a particolari forme di energia e a un sistema di oscillazioni e impulsi magnetici. Egli sosteneva di aver osservato l&#039;atomo magnetico attraverso un particolare strumento di sua invenzione e di averne individuato due componenti, associate rispettivamente al Sole e alla Terra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da queste idee sviluppò il concetto di un &#039;&#039;&#039;“ritmo magnetico Sole-Terra”&#039;&#039;&#039;, secondo il quale esisterebbe uno scambio continuo di energia tra i due corpi celesti. A questa teoria collegò numerosi altri fenomeni naturali e le invenzioni realizzate nel corso della sua vita.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le sue concezioni furono raccolte in particolare nel libro &#039;&#039;La scoperta dell&#039;atomo magnetico&#039;&#039;, pubblicato per la prima volta nel 1954 e successivamente riproposto in un&#039;edizione ampliata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel corso degli anni Ighina progettò e costruì numerosi dispositivi basati sulle proprie teorie. Tra quelli maggiormente associati al suo nome figurano il generatore di energia magnetica, lo stroboscopio magnetico, la cosiddetta valvola antisismica e apparecchi ai quali attribuiva la capacità di influenzare le condizioni atmosferiche. La Biblioteca comunale di Imola colloca la realizzazione del generatore di energia magnetica intorno al 1960.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ighina sosteneva che alcuni dei suoi dispositivi potessero produrre effetti particolari, come modificare il comportamento delle nuvole, intervenire sui fenomeni sismici o agire sulla materia e sulle forme di energia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra le sue invenzioni più note divenne così la “macchina della pioggia”, alla quale attribuiva la capacità di influenzare la formazione e lo spostamento delle nuvole. Queste affermazioni contribuirono in maniera significativa alla notorietà della sua figura.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A Imola Ighina organizzò anche un proprio ambiente di ricerca, conosciuto come Centro Internazionale di Studi Magnetici. Il centro rappresentava il punto di riferimento delle sue attività e dei suoi esperimenti e rimase legato alla sua figura per diversi decenni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il laboratorio divenne nel tempo un luogo visitato da persone interessate alle sue ricerche e alle sue apparecchiature. Ighina continuò a lavorare sui propri dispositivi anche in età avanzata, mantenendo un approccio fortemente personale alla ricerca.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un altro elemento centrale del pensiero di Ighina fu quello della spirale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ighina considerava la forma spiraliforme un elemento ricorrente nei fenomeni naturali e la collegava alle proprie idee sull&#039;energia e sul movimento. Le sue interpretazioni della spirale furono successivamente associate a diversi dispositivi e divennero uno degli aspetti più riconoscibili delle sue teorie.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da questo filone derivano anche le cosiddette “spirali di Ighina”, oggi frequentemente associate al suo nome.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ighina continuò a sperimentare nel proprio laboratorio di Imola anche negli ultimi decenni della sua vita. Le sue attività suscitarono attenzione da parte di giornalisti, appassionati e persone interessate alle teorie non convenzionali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel corso degli anni Novanta la sua figura raggiunse un pubblico più ampio anche grazie ad alcune apparizioni e interviste televisive. Una delle più note fu quella realizzata per la trasmissione Report, nella quale, ormai anziano, parlò delle proprie ricerche e delle proprie invenzioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sua attività rimase comunque al di fuori dei principali circuiti della ricerca scientifica e le sue teorie non furono integrate nel quadro della fisica e dell&#039;elettromagnetismo contemporanei.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pier Luigi Ighina morì a Imola l&#039;8 gennaio 2004. Fino agli ultimi anni continuò a dedicarsi ai propri esperimenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo la sua morte, l&#039;interesse per la sua figura non è venuto meno. Le sue teorie, i suoi apparecchi e i materiali prodotti durante la sua attività hanno continuato a essere oggetto di interesse, discussione e interpretazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 2009, a Imola, venne presentato il documentario Uomo delle nuvole, dedicato alla sua vita e alla sua attività. La Biblioteca comunale di Imola conserva inoltre una bibliografia delle sue principali pubblicazioni, tra cui La scoperta dell&#039;atomo magnetico e I segreti di Guglielmo Marconi.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Pier_Luigi_Ighina&amp;diff=6999</id>
		<title>Pier Luigi Ighina</title>
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		<updated>2026-09-01T08:21:12Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari: /* Biografia */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
{{S}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Pier Luigi Ighina&#039;&#039;&#039; (1908–2004) è stato un inventore e ricercatore italiano. Nel corso della sua attività si interessò a temi legati all’energia, alle oscillazioni e ai fenomeni naturali, sviluppando proprie teorie e realizzando diversi dispositivi sperimentali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È conosciuto soprattutto per alcune idee e invenzioni a cui diede particolare importanza, tra cui le &#039;&#039;&#039;“spirali di Ighina”&#039;&#039;&#039; e la cosiddetta &#039;&#039;&#039;“valvola antisismica”&#039;&#039;&#039;. Le sue ricerche e le sue interpretazioni dei fenomeni naturali si svilupparono in modo indipendente rispetto ai principali filoni della ricerca scientifica del suo tempo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel corso degli anni Ighina attirò l’interesse di un pubblico sempre più ampio, diventando una figura nota nell’ambito delle ricerche indipendenti e delle teorie non convenzionali, ma allo stesso tempo controversa dato che molti scettici includono le sue idee nel filone della [[pseudoscienza]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Biografia ==&lt;br /&gt;
Pier Luigi Ighina nacque a Milano il 23 giugno 1908 e morì a Imola l&#039;8 gennaio 2004, all&#039;età di 95 anni. Fin da giovane mostrò interesse per i fenomeni naturali, l&#039;elettricità e l&#039;elettromagnetismo, orientando progressivamente la propria attività verso la costruzione e la sperimentazione di apparecchiature.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ighina studiò a Milano, specializzandosi in elettronica e radioelettronica. Nella prima parte della sua vita lavorativa svolse attività di collaudatore presso aziende del settore elettrico ed elettronico, tra cui Magneti Marelli, Compagnia Generale di Elettricità (CGE) e Ansaldo Lorenz. Nel 1926 si arruolò inoltre come volontario nella Marina Militare, dove prestò servizio come telegrafista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Durante questi anni iniziò a sviluppare un interesse sempre più marcato per il magnetismo e per il rapporto tra fenomeni elettrici, materia ed energia. Le sue successive ricerche sarebbero partite proprio da questi interessi, per poi svilupparsi in una direzione personale e indipendente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uno degli aspetti più discussi della biografia di Ighina riguarda il suo presunto rapporto con Guglielmo Marconi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ighina raccontò in diverse occasioni di aver conosciuto Marconi e di aver collaborato con lui, arrivando a descriversi come suo assistente e sostenendo di aver partecipato ad alcune delle sue ricerche. Questa collaborazione è stata ripresa anche da pubblicazioni e testimonianze legate alla figura di Ighina.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tuttavia, la documentazione disponibile non permette di confermare in modo indipendente tutte le affermazioni relative a una collaborazione scientifica tra i due. La stessa ricostruzione presente nelle fonti biografiche segnala l&#039;assenza di documentazione ufficiale della Fondazione Marconi che attesti tale rapporto nei termini descritti da Ighina.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A metà degli anni Trenta Ighina si trasferì a Imola, dove avrebbe trascorso gran parte della propria vita. La Biblioteca comunale di Imola indica il 1936 come anno del trasferimento. Qui trovò nell&#039;ambiente familiare e nelle strutture della tenuta dei Gamberini gli spazi necessari per proseguire le proprie attività sperimentali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In un primo periodo utilizzò come laboratorio la torre di palazzo Gamberini. Successivamente si trasferì nella scuderia della tenuta, dove poteva disporre di ambienti più ampi per costruire e sperimentare i propri apparecchi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A Imola prese forma quella che sarebbe diventata la parte più conosciuta della sua attività: una lunga serie di esperimenti riguardanti il magnetismo, l&#039;energia e le oscillazioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il nucleo delle teorie sviluppate da Ighina fu il concetto di “atomo magnetico”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Ighina, la materia e i fenomeni naturali sarebbero collegati a particolari forme di energia e a un sistema di oscillazioni e impulsi magnetici. Egli sosteneva di aver osservato l&#039;atomo magnetico attraverso un particolare strumento di sua invenzione e di averne individuato due componenti, associate rispettivamente al Sole e alla Terra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da queste idee sviluppò il concetto di un “ritmo magnetico Sole-Terra”, secondo il quale esisterebbe uno scambio continuo di energia tra i due corpi celesti. A questa teoria collegò numerosi altri fenomeni naturali e le invenzioni realizzate nel corso della sua vita.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le sue concezioni furono raccolte in particolare nel libro La scoperta dell&#039;atomo magnetico, pubblicato per la prima volta nel 1954 e successivamente riproposto in un&#039;edizione ampliata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel corso degli anni Ighina progettò e costruì numerosi dispositivi basati sulle proprie teorie. Tra quelli maggiormente associati al suo nome figurano il generatore di energia magnetica, lo stroboscopio magnetico, la cosiddetta valvola antisismica e apparecchi ai quali attribuiva la capacità di influenzare le condizioni atmosferiche. La Biblioteca comunale di Imola colloca la realizzazione del generatore di energia magnetica intorno al 1960.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ighina sosteneva che alcuni dei suoi dispositivi potessero produrre effetti particolari, come modificare il comportamento delle nuvole, intervenire sui fenomeni sismici o agire sulla materia e sulle forme di energia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra le sue invenzioni più note divenne così la “macchina della pioggia”, alla quale attribuiva la capacità di influenzare la formazione e lo spostamento delle nuvole. Queste affermazioni contribuirono in maniera significativa alla notorietà della sua figura.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A Imola Ighina organizzò anche un proprio ambiente di ricerca, conosciuto come Centro Internazionale di Studi Magnetici. Il centro rappresentava il punto di riferimento delle sue attività e dei suoi esperimenti e rimase legato alla sua figura per diversi decenni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il laboratorio divenne nel tempo un luogo visitato da persone interessate alle sue ricerche e alle sue apparecchiature. Ighina continuò a lavorare sui propri dispositivi anche in età avanzata, mantenendo un approccio fortemente personale alla ricerca.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un altro elemento centrale del pensiero di Ighina fu quello della spirale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ighina considerava la forma spiraliforme un elemento ricorrente nei fenomeni naturali e la collegava alle proprie idee sull&#039;energia e sul movimento. Le sue interpretazioni della spirale furono successivamente associate a diversi dispositivi e divennero uno degli aspetti più riconoscibili delle sue teorie.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da questo filone derivano anche le cosiddette “spirali di Ighina”, oggi frequentemente associate al suo nome.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ighina continuò a sperimentare nel proprio laboratorio di Imola anche negli ultimi decenni della sua vita. Le sue attività suscitarono attenzione da parte di giornalisti, appassionati e persone interessate alle teorie non convenzionali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel corso degli anni Novanta la sua figura raggiunse un pubblico più ampio anche grazie ad alcune apparizioni e interviste televisive. Una delle più note fu quella realizzata per la trasmissione Report, nella quale, ormai anziano, parlò delle proprie ricerche e delle proprie invenzioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sua attività rimase comunque al di fuori dei principali circuiti della ricerca scientifica e le sue teorie non furono integrate nel quadro della fisica e dell&#039;elettromagnetismo contemporanei.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pier Luigi Ighina morì a Imola l&#039;8 gennaio 2004. Fino agli ultimi anni continuò a dedicarsi ai propri esperimenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo la sua morte, l&#039;interesse per la sua figura non è venuto meno. Le sue teorie, i suoi apparecchi e i materiali prodotti durante la sua attività hanno continuato a essere oggetto di interesse, discussione e interpretazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 2009, a Imola, venne presentato il documentario Uomo delle nuvole, dedicato alla sua vita e alla sua attività. La Biblioteca comunale di Imola conserva inoltre una bibliografia delle sue principali pubblicazioni, tra cui La scoperta dell&#039;atomo magnetico e I segreti di Guglielmo Marconi.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari</name></author>
	</entry>
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		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Pier_Luigi_Ighina&amp;diff=6998</id>
		<title>Pier Luigi Ighina</title>
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		<updated>2026-09-01T08:16:57Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari: /* Biografia */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
{{S}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Pier Luigi Ighina&#039;&#039;&#039; (1908–2004) è stato un inventore e ricercatore italiano. Nel corso della sua attività si interessò a temi legati all’energia, alle oscillazioni e ai fenomeni naturali, sviluppando proprie teorie e realizzando diversi dispositivi sperimentali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È conosciuto soprattutto per alcune idee e invenzioni a cui diede particolare importanza, tra cui le &#039;&#039;&#039;“spirali di Ighina”&#039;&#039;&#039; e la cosiddetta &#039;&#039;&#039;“valvola antisismica”&#039;&#039;&#039;. Le sue ricerche e le sue interpretazioni dei fenomeni naturali si svilupparono in modo indipendente rispetto ai principali filoni della ricerca scientifica del suo tempo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel corso degli anni Ighina attirò l’interesse di un pubblico sempre più ampio, diventando una figura nota nell’ambito delle ricerche indipendenti e delle teorie non convenzionali, ma allo stesso tempo controversa dato che molti scettici includono le sue idee nel filone della [[pseudoscienza]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Biografia ==&lt;br /&gt;
Pier Luigi Ighina nacque a Milano il 23 giugno 1908 e morì a Imola l&#039;8 gennaio 2004, all&#039;età di 95 anni. Fin da giovane mostrò interesse per i fenomeni naturali, l&#039;elettricità e l&#039;elettromagnetismo, orientando progressivamente la propria attività verso la costruzione e la sperimentazione di apparecchiature.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La formazione e i primi anni ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ighina studiò a Milano, specializzandosi in &#039;&#039;&#039;elettronica e radioelettronica&#039;&#039;&#039;. Nella prima parte della sua vita lavorativa svolse attività di collaudatore presso aziende del settore elettrico ed elettronico, tra cui &#039;&#039;&#039;Magneti Marelli&#039;&#039;&#039;, &#039;&#039;&#039;Compagnia Generale di Elettricità (CGE)&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;Ansaldo Lorenz&#039;&#039;&#039;. Nel 1926 si arruolò inoltre come volontario nella Marina Militare, dove prestò servizio come telegrafista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Durante questi anni iniziò a sviluppare un interesse sempre più marcato per il magnetismo e per il rapporto tra fenomeni elettrici, materia ed energia. Le sue successive ricerche sarebbero partite proprio da questi interessi, per poi svilupparsi in una direzione personale e indipendente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il rapporto con Guglielmo Marconi ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uno degli aspetti più discussi della biografia di Ighina riguarda il suo presunto rapporto con &#039;&#039;&#039;Guglielmo Marconi&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ighina raccontò in diverse occasioni di aver conosciuto Marconi e di aver collaborato con lui, arrivando a descriversi come suo assistente e sostenendo di aver partecipato ad alcune delle sue ricerche. Questa collaborazione è stata ripresa anche da pubblicazioni e testimonianze legate alla figura di Ighina.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tuttavia, la documentazione disponibile non permette di confermare in modo indipendente tutte le affermazioni relative a una collaborazione scientifica tra i due. La stessa ricostruzione presente nelle fonti biografiche segnala l&#039;assenza di documentazione ufficiale della Fondazione Marconi che attesti tale rapporto nei termini descritti da Ighina.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il trasferimento a Imola ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A metà degli anni Trenta Ighina si trasferì a &#039;&#039;&#039;Imola&#039;&#039;&#039;, dove avrebbe trascorso gran parte della propria vita. La Biblioteca comunale di Imola indica il &#039;&#039;&#039;1936&#039;&#039;&#039; come anno del trasferimento. Qui trovò nell&#039;ambiente familiare e nelle strutture della tenuta dei Gamberini gli spazi necessari per proseguire le proprie attività sperimentali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In un primo periodo utilizzò come laboratorio la torre di palazzo Gamberini. Successivamente si trasferì nella scuderia della tenuta, dove poteva disporre di ambienti più ampi per costruire e sperimentare i propri apparecchi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A Imola prese forma quella che sarebbe diventata la parte più conosciuta della sua attività: una lunga serie di esperimenti riguardanti il magnetismo, l&#039;energia e le oscillazioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il Centro Internazionale di Studi Magnetici ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A Imola Ighina organizzò anche un proprio ambiente di ricerca, conosciuto come &#039;&#039;&#039;Centro Internazionale di Studi Magnetici&#039;&#039;&#039;. Il centro rappresentava il punto di riferimento delle sue attività e dei suoi esperimenti e rimase legato alla sua figura per diversi decenni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il laboratorio divenne nel tempo un luogo visitato da persone interessate alle sue ricerche e alle sue apparecchiature. Ighina continuò a lavorare sui propri dispositivi anche in età avanzata, mantenendo un approccio fortemente personale alla ricerca.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Gli ultimi anni ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ighina continuò a sperimentare nel proprio laboratorio di Imola anche negli ultimi decenni della sua vita. Le sue attività suscitarono attenzione da parte di giornalisti, appassionati e persone interessate alle teorie non convenzionali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel corso degli anni Novanta la sua figura raggiunse un pubblico più ampio anche grazie ad alcune apparizioni e interviste televisive. Una delle più note fu quella realizzata per la trasmissione &#039;&#039;&#039;&#039;&#039;Report&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;, nella quale, ormai anziano, parlò delle proprie ricerche e delle proprie invenzioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sua attività rimase comunque al di fuori dei principali circuiti della ricerca scientifica e le sue teorie non furono integrate nel quadro della fisica e dell&#039;elettromagnetismo contemporanei.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La morte e l&#039;interesse successivo ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pier Luigi Ighina morì a &#039;&#039;&#039;Imola l&#039;8 gennaio 2004&#039;&#039;&#039;. Fino agli ultimi anni continuò a dedicarsi ai propri esperimenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo la sua morte, l&#039;interesse per la sua figura non è venuto meno. Le sue teorie, i suoi apparecchi e i materiali prodotti durante la sua attività hanno continuato a essere oggetto di interesse, discussione e interpretazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 2009, a Imola, venne presentato il documentario &#039;&#039;&#039;&#039;&#039;Uomo delle nuvole&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;, dedicato alla sua vita e alla sua attività. La Biblioteca comunale di Imola conserva inoltre una bibliografia delle sue principali pubblicazioni, tra cui &#039;&#039;La scoperta dell&#039;atomo magnetico&#039;&#039; e &#039;&#039;I segreti di Guglielmo Marconi&#039;&#039;.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari</name></author>
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		<title>Pier Luigi Ighina</title>
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		<updated>2026-09-01T08:06:49Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari: /* Biografia */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
{{S}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Pier Luigi Ighina&#039;&#039;&#039; (1908–2004) è stato un inventore e ricercatore italiano. Nel corso della sua attività si interessò a temi legati all’energia, alle oscillazioni e ai fenomeni naturali, sviluppando proprie teorie e realizzando diversi dispositivi sperimentali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È conosciuto soprattutto per alcune idee e invenzioni a cui diede particolare importanza, tra cui le &#039;&#039;&#039;“spirali di Ighina”&#039;&#039;&#039; e la cosiddetta &#039;&#039;&#039;“valvola antisismica”&#039;&#039;&#039;. Le sue ricerche e le sue interpretazioni dei fenomeni naturali si svilupparono in modo indipendente rispetto ai principali filoni della ricerca scientifica del suo tempo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel corso degli anni Ighina attirò l’interesse di un pubblico sempre più ampio, diventando una figura nota nell’ambito delle ricerche indipendenti e delle teorie non convenzionali, ma allo stesso tempo controversa dato che molti scettici includono le sue idee nel filone della [[pseudoscienza]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Biografia ==&lt;br /&gt;
Pier Luigi Ighina nacque a Milano il 23 giugno 1908 e morì a Imola l&#039;8 gennaio 2004, all&#039;età di 95 anni. Fin da giovane mostrò interesse per i fenomeni naturali, l&#039;elettricità e l&#039;elettromagnetismo, orientando progressivamente la propria attività verso la costruzione e la sperimentazione di apparecchiature.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari</name></author>
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		<updated>2026-09-01T08:02:01Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari: /* Biografia */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
{{S}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Pier Luigi Ighina&#039;&#039;&#039; (1908–2004) è stato un inventore e ricercatore italiano. Nel corso della sua attività si interessò a temi legati all’energia, alle oscillazioni e ai fenomeni naturali, sviluppando proprie teorie e realizzando diversi dispositivi sperimentali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È conosciuto soprattutto per alcune idee e invenzioni a cui diede particolare importanza, tra cui le &#039;&#039;&#039;“spirali di Ighina”&#039;&#039;&#039; e la cosiddetta &#039;&#039;&#039;“valvola antisismica”&#039;&#039;&#039;. Le sue ricerche e le sue interpretazioni dei fenomeni naturali si svilupparono in modo indipendente rispetto ai principali filoni della ricerca scientifica del suo tempo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel corso degli anni Ighina attirò l’interesse di un pubblico sempre più ampio, diventando una figura nota nell’ambito delle ricerche indipendenti e delle teorie non convenzionali, ma allo stesso tempo controversa dato che molti scettici includono le sue idee nel filone della [[pseudoscienza]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Biografia ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari</name></author>
	</entry>
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		<title>Pier Luigi Ighina</title>
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		<updated>2026-09-01T07:51:19Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Pier Luigi Ighina&#039;&#039;&#039; (1908–2004) è stato un inventore e ricercatore italiano. Nel corso della sua attività si interessò a temi legati all’energia, alle oscillazioni e ai fenomeni naturali, sviluppando proprie teorie e realizzando diversi dispositivi sperimentali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È conosciuto soprattutto per alcune idee e invenzioni a cui diede particolare importanza, tra cui le &#039;&#039;&#039;“spirali di Ighina”&#039;&#039;&#039; e la cosiddetta &#039;&#039;&#039;“valvola antisismica”&#039;&#039;&#039;. Le sue ricerche e le sue interpretazioni dei fenomeni naturali si svilupparono in modo indipendente rispetto ai principali filoni della ricerca scientifica del suo tempo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel corso degli anni Ighina attirò l’interesse di un pubblico sempre più ampio, diventando una figura nota nell’ambito delle ricerche indipendenti e delle teorie non convenzionali, ma allo stesso tempo controversa dato che molti scettici includono le sue idee nel filone della pseudoscienza&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Biografia ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari</name></author>
	</entry>
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		<title>Pier Luigi Ighina</title>
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		<updated>2026-09-01T07:50:10Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
{{S}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Pier Luigi Ighina&#039;&#039;&#039; (1908–2004) è stato un inventore e ricercatore italiano. Nel corso della sua attività si interessò a temi legati all’energia, alle oscillazioni e ai fenomeni naturali, sviluppando proprie teorie e realizzando diversi dispositivi sperimentali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È conosciuto soprattutto per alcune idee e invenzioni a cui diede particolare importanza, tra cui le &#039;&#039;&#039;“spirali di Ighina”&#039;&#039;&#039; e la cosiddetta &#039;&#039;&#039;“valvola antisismica”&#039;&#039;&#039;. Le sue ricerche e le sue interpretazioni dei fenomeni naturali si svilupparono in modo indipendente rispetto ai principali filoni della ricerca scientifica del suo tempo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel corso degli anni Ighina attirò l’interesse di un pubblico sempre più ampio, diventando una figura nota nell’ambito delle ricerche indipendenti e delle teorie non convenzionali, ma allo stesso tempo controversa dato che molti scettici includono le sue idee nel filone della pseudoscienza&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari</name></author>
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		<title>Pier Luigi Ighina</title>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari: Creata pagina con &amp;quot;&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;Pier Luigi Ighina&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039; (1908–2004) è stato un inventore e ricercatore italiano. Nel corso della sua attività si interessò a temi legati all’energia, alle oscillazioni e ai fenomeni naturali, sviluppando proprie teorie e realizzando diversi dispositivi sperimentali.  È conosciuto soprattutto per alcune idee e invenzioni a cui diede particolare importanza, tra cui le &amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;“spirali di Ighina”&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039; e la cosiddetta &amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;“valvola antisismica”&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;. Le sue ricerche e l...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&#039;&#039;&#039;Pier Luigi Ighina&#039;&#039;&#039; (1908–2004) è stato un inventore e ricercatore italiano. Nel corso della sua attività si interessò a temi legati all’energia, alle oscillazioni e ai fenomeni naturali, sviluppando proprie teorie e realizzando diversi dispositivi sperimentali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È conosciuto soprattutto per alcune idee e invenzioni a cui diede particolare importanza, tra cui le &#039;&#039;&#039;“spirali di Ighina”&#039;&#039;&#039; e la cosiddetta &#039;&#039;&#039;“valvola antisismica”&#039;&#039;&#039;. Le sue ricerche e le sue interpretazioni dei fenomeni naturali si svilupparono in modo indipendente rispetto ai principali filoni della ricerca scientifica del suo tempo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel corso degli anni Ighina attirò l’interesse di un pubblico sempre più ampio, diventando una figura nota nell’ambito delle ricerche indipendenti e delle teorie non convenzionali, ma allo stesso tempo controversa dato che molti scettici includono le sue idee nel filone della pseudoscienza&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari</name></author>
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		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Megalopoli&amp;diff=6770</id>
		<title>Megalopoli</title>
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		<updated>2026-05-26T10:28:37Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari: /* Megalopoli e turismo */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{AI Slop}}&lt;br /&gt;
{{S}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il termine &amp;quot;megalopoli&amp;quot; (dal greco &#039;&#039;megas&#039;&#039;, grande, e &#039;&#039;polis&#039;&#039;, città-stato) designa, in geografia urbana, un sistema urbanizzato di dimensioni eccezionali, caratterizzato dall&#039;unione fisica  e funzionale di più aree metropolitane e centri urbani minori. Introdotto dal geografo Jean Gottmann nel 1961 per descrivere la regione urbana della costa nord-orientale degli Stati Uniti (da Boston a Washington), il concetto supera la nozione di singola [[metropoli]] per descrivere una rete policentrica continua, estesa per centinaia di chilometri e popolata da decine di milioni di abitanti, integrata da intensi flussi economici, sociali e infrastrutturali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Caratteristiche strutturali e funzionali ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A differenza della metropoli tradizionale, la megalopoli non possiede un unico centro dominante, ma una struttura reticolare di nodi urbani specializzati e interconnessi. Il territorio si configura come un continuum urbanizzato, dove aree densamente edificate si alternano a spazi infrastrutturali (autostrade, aeroporti, nodi logistici) e residuali sacche agricole o naturali, ormai funzionalmente assorbite dal sistema. L&#039;elevata integrazione economica si manifesta nella specializzazione produttiva dei diversi poli ( es. finanza, tecnologia, industria manifatturiera) e nella creazione di un mercato del lavoro e dei servizi unificato, sostenuto da reti di trasporto multimodali e da infrastrutture di comunicazione avanzate. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Soglia demografica ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mentre la definizione originario di Gottman identificava una megalopoli una struttura con almeno 20 milioni di abitanti, fonti più recenti identificano come &amp;quot;megacittà&amp;quot; aree metropolitane con un numero di popolazione notevole mentre riservano il termine &amp;quot;megalopoli&amp;quot; per i sistemi policentrici di scala regionale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Megalopoli nel mondo ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== &#039;&#039;&#039;Boswash (Stati Uniti)&#039;&#039;&#039; ===&lt;br /&gt;
Conosciuta anche come Corridoio Nord-Est, Boswash è una vasta megalopoli situata sulla costa atlantica degli Stati Uniti nordorientali. Il suo nucleo si estende da Boston, a nord, fino a Washington D.C., a sud, per una lunghezza totale di circa 700 km. Lungo questo asse si è formato un enorme continuum urbanizzato che ingloba numerose città e i rispettivi centri satellite.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il termine BosWash è un neologismo nato dalla fusione delle iniziali delle due città che ne delimitano i confini: Bos (da Boston, all&#039;estremità settentrionale) e Wash (da Washington D.C., all&#039;estremità meridionale).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le principali città che fanno parte di questa megalopoli includono, procedendo da nord-est verso sud-ovest: Boston, New York, Filadelfia, Baltimora e Washington D.C., passando per centri come Hartford. Oltre all&#039;enorme concentrazione urbana e demografica, l&#039;area è un epicentro mondiale per la cultura e la ricerca, ospitando numerose università di fama, tra cui diverse della Ivy League, e importanti centri di ricerca.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Megalopoli di Tokyo (Giappone) ===&lt;br /&gt;
La Megalopoli di Tokyo è un vasto continuum urbanizzato che si estende lungo il corridoio del Tokaido, collegando le tre principali aree metropolitane del [[Giappone]]: l&#039;area del Kanto meridionale (Tokyo e dintorni), l&#039;area del Chukyo (Nagoya) e l&#039;area del Keihanshin (Osaka, Kyoto, Kobe). Questo sistema urbano lineare si è sviluppato lungo le principali infrastrutture di trasporto del Paese, tra cui lo Shinkansen (linee Tokaido e Sanyo, quest&#039;ultima in alcune sezioni), le linee ferroviarie convenzionali (linee principali Tokaido, Chuo e Kansai), le autostrade (Tomei, Shin-Tomei, Isewangan, Shin-Meishin, Meishin) e le strade nazionali (come la Route 1).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La megalopoli corrisponde alla metà orientale della cosiddetta cintura del Pacifico, una fascia industrializzata che si affaccia sull&#039;Oceano Pacifico. Il termine è stato ampiamente utilizzato in Giappone durante il periodo di elevata crescita economica e fino all&#039;epoca della bolla speculativa, quando era inquadrato nelle politiche di pianificazione territoriale nazionale (Piano di Sviluppo Nazionale Globale, Nuovo Zenso, Terzo Piano Nazionale).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con il successivo Quarto Piano Nazionale, l&#039;attenzione si è ampliata verso una prospettiva pluriasse, che includeva, oltre all&#039;Asse Nazionale del Pacifico (Giappone occidentale), anche l&#039;Asse Nazionale del Nord-Est, l&#039;Asse Nazionale del Mar del Giappone e l&#039;Asse Nazionale del Pacifico. Il progetto, noto come Grande Progetto Nazionale del XXI Secolo, mirava alla formazione complessiva di questi quattro assi strategici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prendendo ispirazione dalla megalopoli statunitense Boswash, il concetto di Megalopoli di Tokyo rifletteva l&#039;ambizione del Giappone di porsi all&#039;avanguardia in ambito politico, economico e culturale. Oltre alla concentrazione di attività economiche e amministrative, l&#039;area ospita un&#039;impressionante densità di stabilimenti manifatturieri, università, centri di ricerca e squadre sportive professionistiche, coprendo sia il baseball (NPB) che il calcio (J.League e relative leghe inferiori).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Delta del Fiume delle Perle (Repubblica Popolare Cinese) ===&lt;br /&gt;
Il Delta del Fiume delle Perle (noto anche come Pearl River Delta) è una delle regioni urbane più densamente popolate e dinamiche del pianeta. Situato nella provincia del Guangdong, nel sud della Cina, questo vasto triangolo geografico si estende attorno all&#039;estuario del Fiume delle Perle e comprende metropoli globali come Hong Kong e Macao (che hanno lo status di Regioni Amministrative Speciali), insieme a città come Shenzhen, Guangzhou, Dongguan, Huizhou, Zhongshan e Zhuhai.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Storicamente abitata da popolazioni di lingua cantonese, la regione ha vissuto un tumultuoso sviluppo economico a partire dalla fine del XX secolo, trainato inizialmente dagli investimenti e dall&#039;influenza di Hong Kong. Questo boom ha attirato un enorme flusso migratorio da altre province cinesi, trasformando radicalmente il tessuto sociale e demografico dell&#039;area. Si stima che la popolazione effettiva (considerando anche i lavoratori migranti non registrati) superi i 40 milioni di abitanti, rendendo il Delta del Fiume delle Perle una delle conurbazioni più estese e affollate al mondo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il governo cinese ha fatto dell&#039;integrazione regionale una priorità strategica, promuovendo il concetto di Greater Bay Area (Area della Grande Baia) . L&#039;obiettivo è creare una megalopoli integrata economicamente e infrastrutturalmente, in grado di competere con le altre grandi aree metropolitane globali come Tokyo e New York. A tal fine, sono stati realizzati progetti colossali come il Ponte Hong Kong-Zhuhai-Macao&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.geopop.it/ponte-hong-kong-zhuhai-macao-cina-ponte-sospeso-sul-mare-piu-lungo-al-mondo-55km/&amp;lt;/ref&amp;gt; e la linea ferroviaria ad alta velocità Guangzhou-Shenzhen-Hong Kong, che hanno ridotto drasticamente i tempi di percorrenza e favorito l&#039;integrazione fisica ed economica dell&#039;intera regione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Pro e contro ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dal punto di vista della vita delle persone, le megalopoli presentano implicazioni positive, soprattutto in ambito economico. Esse offrono una maggiore quantità e varietà di servizi rispetto ad altre città, nonché più opportunità lavorative&amp;lt;ref&amp;gt;Anci Digitale. &amp;quot;Megalopoli: strada obbligata o incubo da evitare?&amp;quot;. gdc.ancidigitale.it, https://gdc.ancidigitale.it/megalopoli-strada-obbligata-o-incubo-da-evitare/#wrapper Questo articolo, che riporta gli interventi al Congresso Nazionale IN/ARCH, riconosce che le grandi agglomerazioni sono oggi considerate le uniche in grado di attrarre investimenti, promuovere l&#039;innovazione e produrre PIL, confermando la base del ragionamento sulle opportunità&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tuttavia, emergono anche implicazioni negative, legate principalmente all&#039;impatto ambientale, alla gestione della mobilità e dei trasporti, e alle profonde disuguaglianze economiche e sociali che tali agglomerati urbani tendono a generare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Megalopoli e geopolitica ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lo studio delle megalopoli non riguarda soltanto l’urbanistica o la demografia: è, in realtà, una lente privilegiata per comprendere gli equilibri geopolitici globali. Le grandi concentrazioni urbane non sono semplici aggregati di edifici e persone, ma nodi strategici nei quali si intrecciano economia, potere politico, innovazione tecnologica e relazioni internazionali. Analizzare la loro nascita e trasformazione significa osservare da vicino i cambiamenti negli assetti di potenza del mondo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== New York: la prima metropoli globale ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando New York superò i 10 milioni di abitanti nell’area metropolitana nel XX secolo, non rappresentò soltanto un record demografico: segnò simbolicamente l’ingresso degli Stati Uniti nella leadership globale. La città divenne il centro finanziario mondiale, sede di grandi banche, della borsa di Wall Street e, successivamente, di organizzazioni internazionali come l’ONU. La sua crescita rifletteva l’ascesa economica e politica americana.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
New York era il punto di arrivo di flussi migratori provenienti dall’Europa e da altre parti del mondo, il luogo in cui si concentravano capitali, industrie culturali, innovazione tecnologica e potere mediatico.La sua espansione urbana significa  l’affermazione degli Stati Uniti come superpotenza nel Novecento. La città diventa così uno specchio della proiezione geopolitica di un Paese: più la città cresce e si rafforza, più il suo Stato consolida il proprio ruolo internazionale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La Cina è un laboratorio contemporaneo delle megalopoli? ===&lt;br /&gt;
[[File:Shanghai notte.jpg|centro|riquadrato|[[Shanghai]], [[Cina]].]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oggi sembra che sia la  Cina a rappresentare il grande laboratorio delle megalopoli. Città come Shanghai, Shenzhen, Pechino e Guangzhou sono cresciute a ritmi impressionanti, trasformandosi in poli economici e tecnologici di rilevanza mondiale. In pochi decenni, la Cina ha urbanizzato centinaia di milioni di persone, costruendo infrastrutture, reti ferroviarie ad alta velocità, porti e distretti finanziari che competono con quelli occidentali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa crescita urbana non è casuale, ma parte integrante di una strategia geopolitica più ampia. Le megalopoli cinesi sono motori dell’export, centri di innovazione tecnologica e snodi fondamentali delle catene globali del valore. Esse riflettono la volontà dello Stato cinese di affermarsi come potenza economica e tecnologica, capace di ridisegnare gli equilibri internazionali. La concentrazione di capitale umano, infrastrutture e investimenti in queste aree urbane rafforza il peso della Cina negli scambi globali e nelle dinamiche politiche mondiali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se nel Novecento quindi New York incarnava l’ordine internazionale a guida americana, oggi le grandi città cinesi testimoniano l’emergere di un ordine più multipolare. Lo studio delle megalopoli, quindi, permette di cogliere in modo concreto i cambiamenti nella distribuzione del potere globale: osservando le città, si possono intuire le traiettorie degli Stati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== La megalopoli nella cultura di massa ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il tema della megalopoli è stato esplorato dall&#039;animazione giapponese, per esempio l&#039;anime &#039;&#039;&#039;Galaxy Express 999 (1978-1981&#039;&#039;&#039;) di Leiji Matsumoto offre una delle rappresentazioni più potenti e politicamente consapevoli della megalopoli. L&#039;opera è ambientata nell&#039;anno 2021 e si apre con la descrizione di Megalopolis, una città modernissima dal clima artificialmente controllato, progettata come cuore pulsante di una civiltà che ha colonizzato la galassia . In questa [[città]] futuristica, la popolazione è drasticamente divisa: i ricchi possiedono un &amp;quot;corpo meccanico&amp;quot; che garantisce loro l&#039;immortalità (fino a duemila anni), mentre i poveri vivono in tuguri ai margini della città, condannati a un&#039;esistenza breve e misera . La megalopoli diventa così il luogo di una disuguaglianza sociale estrema, dove gli uomini meccanici organizzano cacce all&#039;uomo nei quartieri poveri, uccidendo gli umani per poi ibernarli come trofei . È in questo contesto che il giovane protagonista Tetsuro Hoshino (Masai nell&#039;edizione italiana) perde la madre e ottiene da Maetel, una misteriosa donna bionda, un biglietto per il Galaxy Express 999, il treno spaziale che lo condurrà in un viaggio iniziatico attraverso l&#039;universo . La città diventa così il punto di partenza obbligato, la porta d&#039;accesso a un viaggio che è insieme fisico e morale, dove il ragazzo scoprirà che l&#039;immortalità meccanica non è la soluzione, ma il sintomo di una civiltà che ha perso la propria umanità .&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:DmTV5ztXcAAeXEg.jpg|centro|miniatura|453x453px|Megalopolis]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Megalopoli e turismo ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le megalopoli sono tra le mete turistiche più visitate al mondo grazie alla presenza di monumenti, musei, eventi culturali, quartieri storici e moderne infrastrutture. Tuttavia, molte persone scelgono anche destinazioni alternative, stanche del rumore delle megalopoli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un esempio è il [[Laos]], che, nonostante l’assenza di sbocchi sul [[mare]], offre uno stile di vita più autentico e tranquillo. Inoltre, il costo degli alloggi e dei servizi risulta generalmente più basso rispetto a quello dei Paesi vicini, come [[Thailandia]] e [[Vietnam]] dove è presente almeno 1 megalopoli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Megalopoli&amp;diff=6769</id>
		<title>Megalopoli</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Megalopoli&amp;diff=6769"/>
		<updated>2026-05-26T10:27:58Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari: /* Megalopoli e turismo */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{AI Slop}}&lt;br /&gt;
{{S}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il termine &amp;quot;megalopoli&amp;quot; (dal greco &#039;&#039;megas&#039;&#039;, grande, e &#039;&#039;polis&#039;&#039;, città-stato) designa, in geografia urbana, un sistema urbanizzato di dimensioni eccezionali, caratterizzato dall&#039;unione fisica  e funzionale di più aree metropolitane e centri urbani minori. Introdotto dal geografo Jean Gottmann nel 1961 per descrivere la regione urbana della costa nord-orientale degli Stati Uniti (da Boston a Washington), il concetto supera la nozione di singola [[metropoli]] per descrivere una rete policentrica continua, estesa per centinaia di chilometri e popolata da decine di milioni di abitanti, integrata da intensi flussi economici, sociali e infrastrutturali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Caratteristiche strutturali e funzionali ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A differenza della metropoli tradizionale, la megalopoli non possiede un unico centro dominante, ma una struttura reticolare di nodi urbani specializzati e interconnessi. Il territorio si configura come un continuum urbanizzato, dove aree densamente edificate si alternano a spazi infrastrutturali (autostrade, aeroporti, nodi logistici) e residuali sacche agricole o naturali, ormai funzionalmente assorbite dal sistema. L&#039;elevata integrazione economica si manifesta nella specializzazione produttiva dei diversi poli ( es. finanza, tecnologia, industria manifatturiera) e nella creazione di un mercato del lavoro e dei servizi unificato, sostenuto da reti di trasporto multimodali e da infrastrutture di comunicazione avanzate. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Soglia demografica ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mentre la definizione originario di Gottman identificava una megalopoli una struttura con almeno 20 milioni di abitanti, fonti più recenti identificano come &amp;quot;megacittà&amp;quot; aree metropolitane con un numero di popolazione notevole mentre riservano il termine &amp;quot;megalopoli&amp;quot; per i sistemi policentrici di scala regionale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Megalopoli nel mondo ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== &#039;&#039;&#039;Boswash (Stati Uniti)&#039;&#039;&#039; ===&lt;br /&gt;
Conosciuta anche come Corridoio Nord-Est, Boswash è una vasta megalopoli situata sulla costa atlantica degli Stati Uniti nordorientali. Il suo nucleo si estende da Boston, a nord, fino a Washington D.C., a sud, per una lunghezza totale di circa 700 km. Lungo questo asse si è formato un enorme continuum urbanizzato che ingloba numerose città e i rispettivi centri satellite.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il termine BosWash è un neologismo nato dalla fusione delle iniziali delle due città che ne delimitano i confini: Bos (da Boston, all&#039;estremità settentrionale) e Wash (da Washington D.C., all&#039;estremità meridionale).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le principali città che fanno parte di questa megalopoli includono, procedendo da nord-est verso sud-ovest: Boston, New York, Filadelfia, Baltimora e Washington D.C., passando per centri come Hartford. Oltre all&#039;enorme concentrazione urbana e demografica, l&#039;area è un epicentro mondiale per la cultura e la ricerca, ospitando numerose università di fama, tra cui diverse della Ivy League, e importanti centri di ricerca.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Megalopoli di Tokyo (Giappone) ===&lt;br /&gt;
La Megalopoli di Tokyo è un vasto continuum urbanizzato che si estende lungo il corridoio del Tokaido, collegando le tre principali aree metropolitane del [[Giappone]]: l&#039;area del Kanto meridionale (Tokyo e dintorni), l&#039;area del Chukyo (Nagoya) e l&#039;area del Keihanshin (Osaka, Kyoto, Kobe). Questo sistema urbano lineare si è sviluppato lungo le principali infrastrutture di trasporto del Paese, tra cui lo Shinkansen (linee Tokaido e Sanyo, quest&#039;ultima in alcune sezioni), le linee ferroviarie convenzionali (linee principali Tokaido, Chuo e Kansai), le autostrade (Tomei, Shin-Tomei, Isewangan, Shin-Meishin, Meishin) e le strade nazionali (come la Route 1).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La megalopoli corrisponde alla metà orientale della cosiddetta cintura del Pacifico, una fascia industrializzata che si affaccia sull&#039;Oceano Pacifico. Il termine è stato ampiamente utilizzato in Giappone durante il periodo di elevata crescita economica e fino all&#039;epoca della bolla speculativa, quando era inquadrato nelle politiche di pianificazione territoriale nazionale (Piano di Sviluppo Nazionale Globale, Nuovo Zenso, Terzo Piano Nazionale).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con il successivo Quarto Piano Nazionale, l&#039;attenzione si è ampliata verso una prospettiva pluriasse, che includeva, oltre all&#039;Asse Nazionale del Pacifico (Giappone occidentale), anche l&#039;Asse Nazionale del Nord-Est, l&#039;Asse Nazionale del Mar del Giappone e l&#039;Asse Nazionale del Pacifico. Il progetto, noto come Grande Progetto Nazionale del XXI Secolo, mirava alla formazione complessiva di questi quattro assi strategici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prendendo ispirazione dalla megalopoli statunitense Boswash, il concetto di Megalopoli di Tokyo rifletteva l&#039;ambizione del Giappone di porsi all&#039;avanguardia in ambito politico, economico e culturale. Oltre alla concentrazione di attività economiche e amministrative, l&#039;area ospita un&#039;impressionante densità di stabilimenti manifatturieri, università, centri di ricerca e squadre sportive professionistiche, coprendo sia il baseball (NPB) che il calcio (J.League e relative leghe inferiori).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Delta del Fiume delle Perle (Repubblica Popolare Cinese) ===&lt;br /&gt;
Il Delta del Fiume delle Perle (noto anche come Pearl River Delta) è una delle regioni urbane più densamente popolate e dinamiche del pianeta. Situato nella provincia del Guangdong, nel sud della Cina, questo vasto triangolo geografico si estende attorno all&#039;estuario del Fiume delle Perle e comprende metropoli globali come Hong Kong e Macao (che hanno lo status di Regioni Amministrative Speciali), insieme a città come Shenzhen, Guangzhou, Dongguan, Huizhou, Zhongshan e Zhuhai.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Storicamente abitata da popolazioni di lingua cantonese, la regione ha vissuto un tumultuoso sviluppo economico a partire dalla fine del XX secolo, trainato inizialmente dagli investimenti e dall&#039;influenza di Hong Kong. Questo boom ha attirato un enorme flusso migratorio da altre province cinesi, trasformando radicalmente il tessuto sociale e demografico dell&#039;area. Si stima che la popolazione effettiva (considerando anche i lavoratori migranti non registrati) superi i 40 milioni di abitanti, rendendo il Delta del Fiume delle Perle una delle conurbazioni più estese e affollate al mondo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il governo cinese ha fatto dell&#039;integrazione regionale una priorità strategica, promuovendo il concetto di Greater Bay Area (Area della Grande Baia) . L&#039;obiettivo è creare una megalopoli integrata economicamente e infrastrutturalmente, in grado di competere con le altre grandi aree metropolitane globali come Tokyo e New York. A tal fine, sono stati realizzati progetti colossali come il Ponte Hong Kong-Zhuhai-Macao&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.geopop.it/ponte-hong-kong-zhuhai-macao-cina-ponte-sospeso-sul-mare-piu-lungo-al-mondo-55km/&amp;lt;/ref&amp;gt; e la linea ferroviaria ad alta velocità Guangzhou-Shenzhen-Hong Kong, che hanno ridotto drasticamente i tempi di percorrenza e favorito l&#039;integrazione fisica ed economica dell&#039;intera regione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Pro e contro ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dal punto di vista della vita delle persone, le megalopoli presentano implicazioni positive, soprattutto in ambito economico. Esse offrono una maggiore quantità e varietà di servizi rispetto ad altre città, nonché più opportunità lavorative&amp;lt;ref&amp;gt;Anci Digitale. &amp;quot;Megalopoli: strada obbligata o incubo da evitare?&amp;quot;. gdc.ancidigitale.it, https://gdc.ancidigitale.it/megalopoli-strada-obbligata-o-incubo-da-evitare/#wrapper Questo articolo, che riporta gli interventi al Congresso Nazionale IN/ARCH, riconosce che le grandi agglomerazioni sono oggi considerate le uniche in grado di attrarre investimenti, promuovere l&#039;innovazione e produrre PIL, confermando la base del ragionamento sulle opportunità&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tuttavia, emergono anche implicazioni negative, legate principalmente all&#039;impatto ambientale, alla gestione della mobilità e dei trasporti, e alle profonde disuguaglianze economiche e sociali che tali agglomerati urbani tendono a generare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Megalopoli e geopolitica ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lo studio delle megalopoli non riguarda soltanto l’urbanistica o la demografia: è, in realtà, una lente privilegiata per comprendere gli equilibri geopolitici globali. Le grandi concentrazioni urbane non sono semplici aggregati di edifici e persone, ma nodi strategici nei quali si intrecciano economia, potere politico, innovazione tecnologica e relazioni internazionali. Analizzare la loro nascita e trasformazione significa osservare da vicino i cambiamenti negli assetti di potenza del mondo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== New York: la prima metropoli globale ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando New York superò i 10 milioni di abitanti nell’area metropolitana nel XX secolo, non rappresentò soltanto un record demografico: segnò simbolicamente l’ingresso degli Stati Uniti nella leadership globale. La città divenne il centro finanziario mondiale, sede di grandi banche, della borsa di Wall Street e, successivamente, di organizzazioni internazionali come l’ONU. La sua crescita rifletteva l’ascesa economica e politica americana.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
New York era il punto di arrivo di flussi migratori provenienti dall’Europa e da altre parti del mondo, il luogo in cui si concentravano capitali, industrie culturali, innovazione tecnologica e potere mediatico.La sua espansione urbana significa  l’affermazione degli Stati Uniti come superpotenza nel Novecento. La città diventa così uno specchio della proiezione geopolitica di un Paese: più la città cresce e si rafforza, più il suo Stato consolida il proprio ruolo internazionale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La Cina è un laboratorio contemporaneo delle megalopoli? ===&lt;br /&gt;
[[File:Shanghai notte.jpg|centro|riquadrato|[[Shanghai]], [[Cina]].]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oggi sembra che sia la  Cina a rappresentare il grande laboratorio delle megalopoli. Città come Shanghai, Shenzhen, Pechino e Guangzhou sono cresciute a ritmi impressionanti, trasformandosi in poli economici e tecnologici di rilevanza mondiale. In pochi decenni, la Cina ha urbanizzato centinaia di milioni di persone, costruendo infrastrutture, reti ferroviarie ad alta velocità, porti e distretti finanziari che competono con quelli occidentali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa crescita urbana non è casuale, ma parte integrante di una strategia geopolitica più ampia. Le megalopoli cinesi sono motori dell’export, centri di innovazione tecnologica e snodi fondamentali delle catene globali del valore. Esse riflettono la volontà dello Stato cinese di affermarsi come potenza economica e tecnologica, capace di ridisegnare gli equilibri internazionali. La concentrazione di capitale umano, infrastrutture e investimenti in queste aree urbane rafforza il peso della Cina negli scambi globali e nelle dinamiche politiche mondiali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se nel Novecento quindi New York incarnava l’ordine internazionale a guida americana, oggi le grandi città cinesi testimoniano l’emergere di un ordine più multipolare. Lo studio delle megalopoli, quindi, permette di cogliere in modo concreto i cambiamenti nella distribuzione del potere globale: osservando le città, si possono intuire le traiettorie degli Stati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== La megalopoli nella cultura di massa ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il tema della megalopoli è stato esplorato dall&#039;animazione giapponese, per esempio l&#039;anime &#039;&#039;&#039;Galaxy Express 999 (1978-1981&#039;&#039;&#039;) di Leiji Matsumoto offre una delle rappresentazioni più potenti e politicamente consapevoli della megalopoli. L&#039;opera è ambientata nell&#039;anno 2021 e si apre con la descrizione di Megalopolis, una città modernissima dal clima artificialmente controllato, progettata come cuore pulsante di una civiltà che ha colonizzato la galassia . In questa [[città]] futuristica, la popolazione è drasticamente divisa: i ricchi possiedono un &amp;quot;corpo meccanico&amp;quot; che garantisce loro l&#039;immortalità (fino a duemila anni), mentre i poveri vivono in tuguri ai margini della città, condannati a un&#039;esistenza breve e misera . La megalopoli diventa così il luogo di una disuguaglianza sociale estrema, dove gli uomini meccanici organizzano cacce all&#039;uomo nei quartieri poveri, uccidendo gli umani per poi ibernarli come trofei . È in questo contesto che il giovane protagonista Tetsuro Hoshino (Masai nell&#039;edizione italiana) perde la madre e ottiene da Maetel, una misteriosa donna bionda, un biglietto per il Galaxy Express 999, il treno spaziale che lo condurrà in un viaggio iniziatico attraverso l&#039;universo . La città diventa così il punto di partenza obbligato, la porta d&#039;accesso a un viaggio che è insieme fisico e morale, dove il ragazzo scoprirà che l&#039;immortalità meccanica non è la soluzione, ma il sintomo di una civiltà che ha perso la propria umanità .&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:DmTV5ztXcAAeXEg.jpg|centro|miniatura|453x453px|Megalopolis]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Megalopoli e turismo ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le megalopoli sono tra le mete turistiche più visitate al mondo grazie alla presenza di monumenti, musei, eventi culturali, quartieri storici e moderne infrastrutture. Tuttavia, molte persone scelgono anche destinazioni alternative, stanche del rumore delle megalopoli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un esempio è il [[Laos]], che, nonostante l’assenza di sbocchi sul [[mare]], offre uno stile di vita più autentico e tranquillo. Inoltre, il costo degli alloggi e dei servizi risulta generalmente più basso rispetto a quello dei Paesi vicini, come [[Thailandia]] e [[Vietnam]] dove è presente almeno 1 megalopoli.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Nikola_Tesla&amp;diff=6768</id>
		<title>Nikola Tesla</title>
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		<updated>2026-05-23T10:23:47Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari: /* I raggi cosmici */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{AI Slop}}&lt;br /&gt;
{{S}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Tessla.png|300px|miniatura|Nikola Tesla]]&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Nikola Tesla&#039;&#039;&#039; (in serbo: Никола Тесла; Smiljan, 10 luglio 1856 – New York, 7 gennaio 1943) è stato un inventore, fisico e ingegnere serbo-statunitense, tra i più visionari e influenti della storia della scienza moderna. Pioniere dell’elettromagnetismo e dell’ingegneria elettrica, i suoi contributi fondamentali – tra cui lo sviluppo della corrente alternata (AC), il motore a induzione e i primi esperimenti sulla trasmissione senza fili – hanno rivoluzionato la tecnologia del XX secolo e oltre.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Noto per la sua mente geniale e il carattere eccentrico, Tesla combinò un’intuizione scientifica straordinaria con un’immaginazione quasi futuristica, progettando sistemi che anticiparono la radio, i radar, i raggi X e persino concetti oggi attualissimi come la trasmissione di energia wireless. La sua rivalità con Thomas Edison nella “Guerra delle Correnti” e il controverso rapporto con investitori e colleghi ne segnarono la carriera, lasciandolo in difficoltà economiche nonostante le centinaia di brevetti depositati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oggi è celebrato non solo come uno dei più grandi inventori di tutti i tempi, ma anche come una figura quasi mitica, simbolo dello scienziato incompreso e dell’innovazione senza confini. La sua eredità vive nella pop culture, nella scienza e nella tecnologia, dal sistema elettrico globale ai progetti più avveniristici di energia libera.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Biografia ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Origine e primi anni ====&lt;br /&gt;
Nikola Tesla nacque il 10 luglio 1856 nel piccolo villaggio di Smiljan, allora parte dell&#039;Impero austro-ungarico e oggi situato in Croazia. Suo padre, Milutin Tesla, di etnia serba, era un prete ortodosso, mentre sua madre, Georgina Mandić, possedeva un talento straordinario per le invenzioni e migliorava costantemente oggetti di uso quotidiano. Questa capacità fu senza dubbio trasmessa da lei al figlio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La famiglia di Tesla crebbe cinque figli. Nikola e suo fratello maggiore Dane si distinsero per la loro curiosità e le loro rare capacità. Sebbene fin dall&#039;infanzia Nikola stupisse chi lo circondava con la memoria fenomenale ereditata dalla madre, egli ammise che fu Dane, morto durante l&#039;infanzia, il vero genio della famiglia, mentre lui stesso, nonostante tutti i suoi sforzi, sembrava sempre mediocre in confronto al fratello scomparso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Durante gli anni scolastici, si concentrò sullo studio della matematica, del tedesco — lingua ufficiale dell&#039;Austria-Ungheria — e della religione, poiché il padre sperava che il figlio seguisse le sue orme diventando a sua volta prete. Tuttavia, verso la fine del liceo, l&#039;interesse principale di Tesla divennero le scienze naturali. Nell&#039;autunno del 1870, il quattordicenne lasciò la casa dei genitori e si trasferì a Karlovac per frequentare la Higher Real School (equivalente a un liceo scientifico nel sistema educativo tedesco), dove poté concentrarsi sulle materie che più lo appassionavano: la fisica e la matematica. Il giovane talentuoso completò il programma quadriennale in soli tre anni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Educazione e primi passi nella scienza ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nikola Tesla studiò al Politecnico di Graz, uno dei due istituti di istruzione superiore politecnici dell&#039;epoca in Austria (l&#039;altro si trovava a Vienna). Qui si dedicò agli studi di ingegneria, affermandosi rapidamente non solo come uno studente eccezionalmente dotato, ma anche come estremamente diligente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sua dedizione agli studi suscitò persino preoccupazione tra i docenti, i quali — come seppe in seguito — scrissero ai genitori esprimendo timore che il figlio si stesse sovraccaricando di lavoro. E non era un&#039;esagerazione: durante il primo anno universitario, Nikola dormiva solo quattro ore al giorno, dedicando tutto il suo tempo allo studio senza concedersi riposo né nei giorni festivi né la domenica. Alla fine dell&#039;anno, questa ossessione diede i suoi frutti: superò brillantemente tutti gli esami, non solo nelle materie obbligatorie ma anche in quelle opzionali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tuttavia, neppure una persona dalle capacità fenomenali come Tesla avrebbe potuto reggere a lungo un tale ritmo. Giunto al termine del secondo anno, dopo aver vanificato i successi precedenti, perse la borsa di studio e… si avvicinò al gioco d’azzardo. Questa scelta rischiò di costargli la carriera: perse tutti i soldi destinati alla sua istruzione e, inoltre, smise completamente di dedicarsi agli studi. Di conseguenza, Tesla non si presentò agli esami finali e non ottenne mai la laurea.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel gennaio 1880, la famiglia lo aiutò a trasferirsi a Praga per studiare filosofia. Sfortunatamente, arrivò quando l&#039;anno accademico era già iniziato e non fece in tempo a sostenere i test di ammissione; frequentò comunque le lezioni per alcuni mesi come studente libero. Tuttavia, a causa della sua insufficiente conoscenza del ceco e del greco antico, materie obbligatorie per il corso di studi, non poté iscriversi ufficialmente all&#039;Università di Praga.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1881, il venticinquenne Tesla trovò lavoro come ingegnere presso la Compagnia Telefonica Centrale di Budapest. In seguito per perseguire un maggiore sviluppo si trasferì a Parigi dove trovò lavoro come tirocinante alla filiale della «Continental Edison» — l&#039;azienda di Thomas Edison in Francia — dove, tra l&#039;altro, partecipò alla realizzazione di un impianto di illuminazione stradale a Parigi. Nel frattempo un sistema di alimentazione e illuminazione a corrente continua sviluppato da Edison ha subito un incidente catastrofico in una stazione ferroviaria di Strasburgo, in Germania. L&#039;interruttore di lancio del sistema ha causato un&#039;esplosione, distruggendo un muro della rimessa dei treni. A Tesla, che parlava tedesco, fu ordinato di occuparsi del problema. I dirigenti dell&#039;azienda promisero un generoso bonus di 25.000 dollari se il problema fosse stato risolto. Grazie agli sforzi di Tesla, il problema fu risolto senza intoppi e, nel processo, costruì anche il primo modello di motore a induzione.Tuttavia, quando Tesla tornò a Parigi, l&#039;azienda si rifiutò di pagare il bonus promesso in precedenza, cosa che lo deluse e portò alle sue dimissioni. Poco dopo, il direttore generale della filiale, Charles Bachelot, scrisse una lettera di raccomandazione raccomandando vivamente a Tesla di svilupparsi negli Stati Uniti. La lettera di raccomandazione era indirizzata al famoso inventore e imprenditore Thomas Edison e conteneva la seguente frase: “Conosco due grandi persone, una sei tu e l&#039;altra è questo giovane”&amp;lt;ref&amp;gt;The Nikola Tesla Museum Archive (Belgrado, Serbia).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[L&#039;archivio conserva documenti originali, tra cui la lettera di raccomandazione di Charles Batchelor (non Bachelot) a Thomas Edison, con la famosa frase &amp;quot;Conosco due grandi uomini, uno siete voi e l&#039;altro è questo giovane&amp;quot;. La lettera è spesso riprodotta in libri e mostre].&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Il trasferimento in America e i rapporti con Edison ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tesla arrivò a New York nella primavera del 1884. Sebbene Edison apprezzasse il suo talento e la sua ossessione per il lavoro — in questo i due erano simili —, la loro collaborazione durò poco più di sei mesi. Ben presto emersero divergenze su come alimentare esattamente le lampade per l&#039;illuminazione stradale di Manhattan: Edison sosteneva l&#039;uso della corrente continua (CC), che riteneva più sicura, mentre Tesla vedeva il futuro nella corrente alternata (CA).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È probabile che alla base del loro disaccordo vi fosse anche una differenza negli approcci alla realizzazione dei progetti tecnologici. Edison privilegiava ciò che, in termini moderni, potremmo definire l’aspetto commerciale e di marketing, mentre per Tesla contava soprattutto la ricerca scientifica in sé.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo aver lasciato l’impresa di Edison, Tesla decise di avviare una propria attività. Trovò sostegno in George Westinghouse, un industriale e ingegnere americano che aveva osservato come la corrente continua subisse significative perdite di energia durante la trasmissione attraverso i cavi. Il confronto tra Edison e Westinghouse su questo tema passò alla storia con il nome di «Guerra delle correnti», seguita con grande attenzione in tutto il paese.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tesla aveva bisogno di una propria azienda per realizzare le sue innovative idee, indipendentemente dalle controversie in corso. Tuttavia, la creazione dell’impresa richiedeva investitori, che non fu facile trovare subito. I primi tentativi di avviare un’attività non ebbero successo, ma nel 1886 due facoltosi newyorkesi, Alfred Brown e Charles Peck, offrirono a Tesla un laboratorio a New York e finanziarono la nascita della società &#039;&#039;&#039;Tesla Electric Light &amp;amp; Manufacturing&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Già nel primo anno di attività, l’azienda realizzò un motore a induzione funzionante a corrente alternata. Il successo fu favorito dal fatto che Tesla poté dedicarsi interamente alla ricerca scientifica, mentre i due soci si occupavano degli aspetti commerciali e della promozione sul mercato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Realizzazioni scientifiche e invenzioni di Tesla ====&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Motore a induzione CA&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un motore sviluppato in un laboratorio di New York rivoluzionò il campo dell&#039;ingegneria elettrica. Il suo principio di funzionamento si basa sull&#039;azione di un campo magnetico rotante, fenomeno descritto indipendentemente da Tesla e dal fisico italiano Galileo Ferraris, che nello stesso periodo conduceva studi analoghi&amp;lt;ref&amp;gt;Ferraris, G. (1888). &amp;quot;Rotazioni elettrodinamiche prodotte per mezzo di correnti alternate&amp;quot;. Atti dell&#039;Accademia delle Scienze di Torino.&lt;br /&gt;
Studio parallelo sul campo magnetico rotante.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il funzionamento di questo tipo di motore è concettualmente semplice: la corrente alternata negli avvolgimenti della parte fissa del motore (statore) interagisce con la corrente presente negli avvolgimenti della parte mobile (rotore), inducendo la rotazione di quest&#039;ultima e convertendo così l&#039;energia elettrica in energia meccanica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Grazie alla sua struttura semplice, al costo contenuto e all&#039;elevata efficienza energetica, i motori a induzione conquistarono rapidamente una vasta diffusione. Furono questi motori ad azionare i primi ascensori, tram, convogli della metropolitana e filobus. Anche oggi i motori a corrente alternata trovano applicazione, sebbene in misura minore rispetto al passato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Trasferimento di energia wireless&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tesla era convinto che l&#039;energia potesse essere trasmessa senza fili, sfruttando esclusivamente campi magnetici. Nel 1891 compì un decisivo passo avanti in questa direzione: inventò la cosiddetta &#039;&#039;&#039;bobina di Tesla&#039;&#039;&#039; — il primo dispositivo al mondo in grado di trasmettere elettricità senza bisogno di cablaggi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla fine del XIX secolo, nel tentativo di dare forma concreta a questa visione, condusse una serie di esperimenti che culminarono nella progettazione della Torre di Wardenclyffe, nota anche come &#039;&#039;&#039;torre Tesla&#039;&#039;&#039;. La struttura fu costruita tra il 1901 e il 1902 a Long Island. La torre prese il nome dal banchiere James S. Warden, che acquistò il terreno e lo mise a disposizione per il progetto di Tesla. Oltre a Warden, parteciparono attivamente al finanziamento dell’impresa altri illustri personaggi, come il banchiere John Pierpont Morgan e l’imprenditore-scrittore John Jacob Astor.&lt;br /&gt;
Oltre a dimostrare i progressi di Tesla nella trasmissione di energia senza fili, la torre avrebbe dovuto assolvere anche a una funzione pratica: garantire telecomunicazioni wireless, radiodiffusione e comunicazioni telefoniche transatlantiche.&lt;br /&gt;
Tuttavia, il rivale di Tesla, il fisico italiano Guglielmo Marconi, riuscì a precederlo, essendo il primo a sviluppare una tecnologia analoga. Di conseguenza, gli investitori, tra cui John Morgan, ritirarono i finanziamenti. Il progetto di Tesla, privo di sostegno economico, fu costretto a chiudere nel 1906.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La torre venne infine demolita nel 1917, ma le idee di Tesla contribuirono significativamente allo sviluppo successivo delle tecnologie di trasmissione senza fili. La bobina di Tesla trovò applicazione in dispositivi telegrafici avanzati dotati di antenne, e ancora oggi una versione modificata di questa invenzione è utilizzata nella tecnologia radiofonica e televisiva.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Comunicazioni radio, telecomando e altri sviluppi&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1894 — un anno prima della scoperta di Wilhelm Röntgen — Tesla iniziò a sperimentare quelli che in seguito sarebbero diventati noti come raggi X. Utilizzò tubi a vuoto e scariche ad alta tensione per studiare i fenomeni legati alle radiazioni. Osservò che questi raggi erano in grado di penetrare alcuni materiali e di imprimersi sulle lastre fotografiche. Tuttavia, Tesla non fece in tempo a pubblicare i suoi risultati: nel 1895 il suo laboratorio di New York andò a fuoco, distruggendo documenti e attrezzature.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1901, lo scienziato italiano Guglielmo Marconi trasmise per la prima volta un segnale radio dall&#039;Inghilterra al Canada&amp;lt;ref&amp;gt;Marconi, G. (1901). &amp;quot;Telegrafia senza fili attraverso l&#039;Atlantico&amp;quot;. Proceedings of the Royal Society.&lt;br /&gt;
Contesto sulla rivalità con Marconi.&amp;lt;/ref&amp;gt;. Questo successo gli valse la fama di inventore della radio e provocò grande risentimento in Tesla, il quale sostenne che Marconi aveva utilizzato illegalmente i suoi brevetti sulla segnalazione senza fili. Sebbene inizialmente l&#039;ufficio brevetti statunitense avesse dato ragione a Tesla, nel 1904 concesse a Marconi il brevetto per l&#039;invenzione della radio, un evento che acuì ulteriormente il risentimento dello scienziato serbo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In realtà, entrambi i ricercatori, così come il fisico russo Aleksandr Popov, contribuirono allo sviluppo delle tecnologie di trasmissione radiofonica. La portata di questi contributi è attestata, da un lato, dal Premio Nobel assegnato a Marconi nel 1909, e dall&#039;altro, dal riconoscimento della priorità dei brevetti di Tesla da parte della Corte Suprema degli Stati Uniti nel 1943&amp;lt;ref&amp;gt;Supreme Court of the United States (1943). Case No. 369: Tesla vs. Marconi.&lt;br /&gt;
Sentenza sul brevetto radiofonico.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tesla utilizzò le stesse onde radio per realizzare una barca radiocomandata. All&#039;interno dello scafo in ferro erano nascosti una batteria e motori elettrici, mentre sulla superficie erano installate le antenne. Il pubblico di New York assistette con meraviglia alla dimostrazione di questa straordinaria invenzione durante l&#039;esposizione elettrica al Madison Square Garden nel 1898, dove Tesla, stando di fronte a un pannello di controllo fisso, manovrò personalmente la barca immersa in una piccola piscina.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Declino e ultimi anni (1901–1943) ====&lt;br /&gt;
Dopo il fallimento di Wardenclyffe, Tesla cadde in disgrazia finanziaria. Continuò a depositare brevetti (come la &amp;quot;turbina senza pale&amp;quot; nel 1913) e a teorizzare su armi a energia diretta (&amp;quot;raggio della pace&amp;quot;) e energia libera, ma senza successo commerciale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Negli anni ’30, visse in solitudine al New Yorker Hotel, dove morì il 7 gennaio 1943, povero e dimenticato. Il governo USA sequestrò i suoi appunti, alcuni ancora classificati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Eredità e riconoscimenti postumi ====&lt;br /&gt;
Tesla è oggi celebrato come:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Padre della corrente alternata&#039;&#039;&#039; (fondamentale per la rete elettrica mondiale).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Precursore della radio, radar e telecomunicazioni&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Icona pop&#039;&#039;&#039; (compare in film, fumetti e come nome dell’azienda di Elon Musk).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Simbolo dell’innovatore visionario&#039;&#039;&#039;, con oltre &#039;&#039;&#039;300 brevetti&#039;&#039;&#039; e teorie ancora studiate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel &#039;&#039;&#039;1960&#039;&#039;&#039;, il suo nome fu assegnato all’unità di misura dell’&#039;&#039;&#039;induzione magnetica (T)&#039;&#039;&#039; nel Sistema Internazionale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Pensiero ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nikola Tesla aveva una visione della realtà profondamente olistica, in cui scienza, intuizione e spiritualità si fondevano in un unico flusso di conoscenza. Per lui, l’universo non era un meccanismo freddo e deterministico, ma un organismo vivente permeato da energie vibranti e interconnesse, dove anche corpi distanti sono legati da legami indissolubili. La sua ricerca non si limitava alla mera applicazione tecnica: era un tentativo di decifrare il linguaggio nascosto della natura.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tesla non seguiva la procedura scientifica tradizionale, basata su ipotesi e verifiche sperimentali in sequenza. Piuttosto, lavorava per &#039;&#039;&#039;visioni improvvise&#039;&#039;&#039;, lampi di comprensione che gli si presentavano con una chiarezza quasi allucinatoria. Queste intuizioni, come lui stesso raccontava, erano così vivide da permettergli di &amp;quot;vedere&amp;quot; i dispositivi già funzionanti nella sua mente, prima ancora di costruirli. Non disegnava progetti su carta: sperimentava direttamente nell’immaginazione, dove macchine e campi di forza prendevano forma con precisione chirurgica. Solo in un secondo momento trasferiva quelle visioni nel mondo materiale, spesso senza nemmeno commettere errori. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per Nikola Tesla, una determinata legge si manifestava sempre in modo spontaneo sotto forma di un&#039;immagine geometrica. Solo in una fase successiva del processo di scoperta si giungeva alla comprensione del [[principio]] e alla sua interpretazione fisica. Seguiva poi l&#039;aritmeticizzazione della legge e la definizione delle proprietà tecniche dei materiali più idonei a tradurla in un modello fisico funzionante. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tesla, basandosi sulla propria esperienza inventiva, era convinto che questo &amp;quot;lavoro&amp;quot; fosse compiuto dalle leggi naturali stesse, e non dalle strutture materiali. Con l&#039;espressione &#039;&#039;&#039;&amp;quot;lavoro di scoperta&amp;quot;&#039;&#039;&#039; si riferiva essenzialmente alla lotta per la purificazione mentale: un processo di astrazione dai pensieri secondari e dai contenuti sensoriali appesantiti da dettagli superflui, i quali offuscano la chiarezza dell&#039;immagine primaria e rendono difficile cogliere le vere relazioni tra gli elementi geometrici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La comprensione di un principio si considerava completa, e il principio stesso pronto per l&#039;applicazione, solo quando si raggiungeva una corrispondenza univoca tra gli elementi matematici e quelli fisici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sebbene era ottimista agli inizi del XX secolo sul fatto che era possibile sognar un futuro di abbondanza energetica e connessione globale,con il tempo si rese conto che la stessa tecnologia potesse diventare un’arma nelle mani sbagliate. Il suo famoso &amp;quot;raggio della morte&amp;quot; non era solo un’invenzione controversa, ma il simbolo di un dilemma etico: come controllare forze che, una volta scoperte, potevano distruggere o redimere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo senso, Tesla era un ponte tra due epoche. Da scienziato ottocentesco, cercava leggi universali; da profeta moderno, anticipava i pericoli di un progresso senza saggezza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il Ritmo Universale: Vita, Movimento e Forza ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La visione della realtà di Tesla  fu molto influenzata dalle letture del filosofo Herbart Spencer che concepiva la vita come  come  &#039;&#039;&#039;movimento&#039;&#039;&#039; e come &#039;&#039;&#039;manifestazione di un ritmo universale&#039;&#039;&#039;  — un flusso perpetuo governato però da leggi immutabili. Questo perchè ovunque esista vita, esiste una &#039;&#039;&#039;massa&#039;&#039;&#039; mossa da una &#039;&#039;&#039;forza&#039;&#039;&#039;, e questa dinamica universale obbedisce a un principio fondamentale: &#039;&#039;&#039;l’inerzia della materia e la persistenza dell’energia&#039;&#039;&#039;. &amp;quot;A causa di questa proprietà e condizione universale, un corpo, sia esso a riposo o in movimento, tende a rimanere nello stesso stato, e una forza, che si manifesta ovunque e attraverso qualsiasi causa, produce una forza opposta equivalente, e come assoluta necessità  ne consegue che ogni movimento in natura deve essere ritmico&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;https://web.archive.org/web/20090216144123/http://tfcbooks.com/tesla/1900-06-00.htm&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa  armonia nascosta la si coglie  ovunque si volge lo sguardo — nel moto dei pianeti, nel flusso e riflusso delle maree, nelle oscillazioni di un pendolo, nelle vibrazioni dell’aria, o persino nelle pulsazioni di una corrente elettrica — si trova  stesso principio all&#039;opera. Ma è forse nella vita organica che questa legge si manifesta con maggiore evidenza. La nascita, la crescita, il declino e la morte di un individuo, di una famiglia, di un’intera civiltà non sono che fasi di un ciclo eterno, come onde che salgono e si infrangono nel grande oceano dell’esistenza. Ogni movimento, ogni trasformazione, obbedisce a questa cadenza universale, che si ripete in scale diverse — dal battito di un cuore alla rotazione di una galassia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Approfondimenti tecnologici e scientifici ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Wardenclyffe Tower e il sogno dell’energia wireless ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All&#039;inizio del Novecento, Nikola Tesla pubblicò un articolo intitolato &#039;&#039;&#039;&amp;quot;The Problem of Increasing Human Energy&amp;quot;&#039;&#039;&#039; (&amp;quot;Il problema dell&#039;aumento dell&#039;energia umana&amp;quot;), che attirò l&#039;attenzione del magnate finanziario John Pierpont Morgan.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel febbraio del 1901 gli scrisse per illustrargli un progetto che avrebbe cambiato le telecomunicazioni mondiali. Il 6 marzo Morgan firmò un contratto da 150.000 dollari, cedendo a Tesla i fondi in cambio del 51% dei brevetti derivanti dal progetto. Tesla acquistò 200 acri di terreno a Shoreham, Long Island, in una comunità chiamata Wardenclyffe, e cominciò a costruire. La torre raggiunse i 57 metri fuori terra e scese per altri 36 sottoterra, con una cupola metallica da 55 tonnellate in cima progettata per ionizzare l’atmosfera e trasmettere segnali in tutto il mondo. L’architetto era Stanford White, lo stesso della Madison Square Garden. Vediamo come si è arrivati alla torre di Tesla.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Il Meccanismo Scientifico ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tesla basò il progetto su due principi fisici:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===== A. Trasmissione di Energia via Terra e Ionosfera =====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
# &#039;&#039;&#039;Risonanza terrestre&#039;&#039;&#039;: Tesla credeva che la Terra avesse una &#039;&#039;&#039;frequenza di risonanza elettrica&#039;&#039;&#039; (oggi nota come &#039;&#039;&#039;Risonanza Schumann&#039;&#039;&#039;, ~7.83 Hz).&lt;br /&gt;
# &#039;&#039;&#039;Conduttività del suolo e dell’aria&#039;&#039;&#039;:&lt;br /&gt;
#* [[File:Wanderclyffe.png|miniatura]]La torre avrebbe inviato &#039;&#039;&#039;onde elettromagnetiche a bassa frequenza (ELF/VLF)&#039;&#039;&#039; attraverso il terreno, sfruttando la conducibilità naturale della Terra.&lt;br /&gt;
#* L’energia sarebbe stata &amp;quot;captata&amp;quot; da ricevitori a distanza, sintonizzati sulla stessa frequenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===== B. La Bobina di Tesla Magnificata =====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Torre di Wardenclyffe non era altro che una gigantesca evoluzione della celebre bobina di Tesla: un trasformatore risonante capace di generare tensioni altissime a frequenze specifiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La struttura nascondeva sotto terra un elemento fondamentale: un pozzo profondo circa 90 metri (300 piedi) che raggiungeva strati acquiferi. L’acqua, migliore conduttore rispetto al terreno asciutto, avrebbe facilitato l’iniezione delle onde elettriche nella Terra, migliorando la trasmissione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In cima alla torre, alta circa 57 metri, si trovava un grande elettrodo sferico in rame. Questo elemento aveva il compito di accumulare e rilasciare cariche elettriche ad altissimo voltaggio(si parla di milioni di volt)generando spettacolari scariche elettriche. Alla base dell’impianto operava un generatore da circa 200 kW, alimentato dalla centrale elettrica locale, che forniva l’energia iniziale da amplificare attraverso il sistema risonante.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel suo insieme, il progetto funzionava come una sorta di “WiFi planetario”: non per trasmettere dati, come facciamo oggi con router e antenne, ma per distribuire energia elettrica su scala globale. L’idea era che ogni punto del pianeta potesse diventare, potenzialmente, un punto di accesso all’energia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Come Fu Costruita? ====&lt;br /&gt;
Tesla assunse l’architetto Stanford White per la struttura in legno e acciaio(con l&#039;utilizzo di circa 50000 bulloni).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il cuore del progetto era la torre, una struttura a traliccio alta e slanciata. Alla base si trovava un’enorme bobina,parte del sistema di trasmissione, mentre in cima era collocato un grande elettrodo sferico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sotto la torre venne scavato un profondo pozzo: secondo Tesla, questo elemento era fondamentale perché avrebbe dovuto “collegarsi” elettricamente al terreno, trasformando la Terra stessa in un conduttore attraverso cui far viaggiare l’energia. L’idea era quella di sfruttare le proprietà elettriche del pianeta per distribuire corrente su lunghe distanze senza fili. Accanto alla torre sorse poi un edificio in mattoni che fungeva da laboratorio. Qui erano installati generatori, trasformatori e strumenti di misura sofisticati per l’epoca. In questo spazio Tesla conduceva esperimenti sulle alte frequenze e sulle altissime tensioni necessarie per il funzionamento del sistema.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il laboratorio rappresentava il centro operativo del progetto: era lì che l’energia veniva prodotta, trasformata e preparata per essere inviata alla torre.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il progetto non si limitava alla trasmissione di energia. Tesla immaginava un sistema capace di inviare anche segnali e messaggi a grandi distanze, verso navi in mare o città lontane. Per questo motivo, la torre può essere considerata un’antenata delle moderne stazioni radio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il trasmettitore progettato da Tesla avrebbe trasformato l’energia elettrica in una gigantesca [[onda portante]], capace di trasportare informazioni e,nelle sue intenzioni, potenza elettrica utilizzabile a distanza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Perché Fallì? ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inizialmente, il progetto della torre aveva ottenuto il sostegno finanziario del potente banchiere J. P. Morgan. Morgan era interessato soprattutto allo sviluppo di un sistema di comunicazione senza fili che potesse competere con le tecnologie emergenti dell’epoca. Tuttavia, quando Tesla, nel tentativo di ottenere ulteriori finanziamenti, rivelò che il suo obiettivo era distribuire energia elettrica gratuitamente su scala globale, Morgan rispose con una lettera che, nella storia della scienza applicata, è ricordata per la sua brevità: «Al momento non sono disposto a concedere ulteriori anticipi»&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.passioneastronomia.it/la-torre-di-tesla-che-morgan-fermo-prima-che-cambiasse-il-mondo/&amp;lt;/ref&amp;gt;. Un simile progetto, privo di un modello economico basato sulla vendita dell’energia, appariva poco sostenibile dal punto di vista imprenditoriale. Senza la prospettiva di un ritorno economico, Morgan interruppe così i finanziamenti, lasciando Tesla senza il principale sostegno finanziario.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Parallelamente, il progetto incontrò anche un forte scetticismo scientifico. Fisici come Heinrich Hertz avevano dimostrato l’esistenza delle onde elettromagnetiche, e inventori come Guglielmo Marconi stavano già applicando con successo le cosiddette onde hertziane per sviluppare sistemi radio più concreti e funzionali. Le idee di Tesla, basate sulla trasmissione globale di energia attraverso la Terra e l’atmosfera, apparivano a molti colleghi troppo ambiziose e poco dimostrabili. Nel confronto con le soluzioni più pratiche di Marconi, che riusciva a ottenere risultati immediati e commercialmente sfruttabili, il progetto di Wardenclyffe perse ulteriore credibilità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Privato dei finanziamenti e incapace di trovare nuovi investitori, Tesla andò incontro a un progressivo crollo finanziario. La costruzione della torre si fermò e, nel 1917, la struttura fu demolita per  volontà del governo americano. Quello che doveva essere il simbolo di una nuova era energetica si trasformò così in un progetto incompiuto, segnando profondamente la carriera e la vita personale dello scienziato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Attorno alla demolizione della torre è nata anche una teoria controversa, secondo cui l’industria petrolifera avrebbe avuto un ruolo decisivo nell’affossare il progetto. Secondo questa ipotesi, le grandi compagnie energetiche avrebbero visto nella trasmissione gratuita di energia una minaccia diretta ai propri interessi economici e avrebbero quindi agito per impedire la realizzazione del sistema di Tesla, così da preservare il proprio predominio nel settore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A sostegno di questa tesi viene spesso citata la situazione personale dello scienziato negli anni successivi: Tesla visse per molto tempo in alberghi di New York, pur non disponendo apparentemente di entrate stabili. Poiché aveva investito gran parte dei suoi guadagni nei propri esperimenti, alcuni interpretano questa circostanza come un possibile indizio di un sostegno economico occulto o di un “debito di riconoscenza” da parte di ambienti interessati a mantenere il suo silenzio o a evitare ulteriori sviluppi delle sue ricerche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tuttavia, questa rimane un’ipotesi priva di prove storiche definitive. Le cause documentate del fallimento di Wardenclyffe restano principalmente di natura economica e tecnica: mancanza di fondi, concorrenza tecnologica più efficace e difficoltà nel dimostrare concretamente la fattibilità del progetto&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Era Realizzabile? Le Verità della Scienza Moderna ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oggi l’idea della trasmissione di energia senza fili, che era al centro delle ambiziose visioni di Nikola Tesla, non è del tutto scomparsa. Tuttavia, ha trovato applicazione in forme molto più limitate e controllate rispetto al progetto originario di una distribuzione globale di elettricità.Attualmente esistono tecnologie di trasmissione di energia senza fili, ma operano su scala ridotta e su distanze molto brevi. L’esempio più comune è la ricarica a induzione per smartphone, smartwatch o spazzolini elettrici. In questi dispositivi l’energia viene trasferita attraverso un campo elettromagnetico tra due bobine poste a breve distanza. Il principio è simile a quello studiato da Tesla, basato sull’induzione elettromagnetica e sulla risonanza, ma applicato in modo estremamente controllato per evitare dispersioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tesla era convinto poi che la Terra potesse comportarsi come un grande conduttore naturale, capace di trasportare energia in modo dinamico attraverso il suolo e l’atmosfera. Secondo la sua visione, sfruttando determinate frequenze di risonanza, sarebbe stato possibile trasmettere elettricità su scala planetaria con perdite minime.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le teorie scientifiche ufficiali, tuttavia, descrivono la Terra non come un conduttore perfetto, ma come un mezzo con resistenza elettrica significativa. Ciò implica che, su lunghe distanze, una grande quantità di energia verrebbe dispersa sotto forma di calore. Le perdite renderebbero il sistema poco efficiente e difficilmente sostenibile dal punto di vista tecnico ed economico. In altre parole,secondo le teorie ufficiali il problema non è tanto la possibilità teorica della trasmissione, quanto la sua efficienza su scala globale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nonostante il fallimento del progetto di trasmissione mondiale dell’energia, alcune intuizioni di Tesla hanno trovato applicazioni indirette. Il principio della risonanza, per esempio, è oggi utilizzato nelle comunicazioni a bassissima frequenza (VLF), impiegate soprattutto per comunicare con i sottomarini. Le onde VLF possono penetrare nell’acqua marina più efficacemente rispetto ad altre frequenze radio, rendendo possibile la trasmissione di segnali anche in ambienti difficili.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre, lo studio delle scariche elettriche atmosferiche, come i fulmini, ha beneficiato di ricerche sulle proprietà elettriche della Terra e dell’atmosfera, ambiti che Tesla aveva esplorato con grande interesse. Sebbene le sue conclusioni non coincidano sempre con le teorie accettate oggi, il suo approccio visionario ha contribuito ad ampliare il campo delle indagini scientifiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La sua teoria dell&#039;energia ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In occasione del suo 79° compleanno, nel 1938 — appena cinque anni prima della morte — Tesla annunciò di aver elaborato una &#039;&#039;&#039;teoria dinamica della gravità&#039;&#039;&#039; e dell’energia cosmica spiegando così da dove deriverebbe l&#039;energia presente sulla Terra. Secondo questa teoria, l’energia presente sulla Terra deriverebbe dal &#039;&#039;&#039;moto del pianeta attraverso lo spazio&#039;&#039;&#039;: il movimento genererebbe un pianeta carico che varia le forze elettrostatiche presenti (in modo tale che esse diminuiscono di intensità), trasformando l’energia in una forma sempre più dinamica e in costante aumento. In questa teoria spiega anche che i moti meccanici sarebbero prodotti da una forza [[Elettrostatica]] diversa  che agisce attraverso un mezzo gassoso,eccitata da rapidi cambiamenti di potenziale elettrico. Secondo tale modello, producendo &#039;&#039;&#039;enormi stress elettrostatici&#039;&#039;&#039; in questo mezzo e variandone rapidamente l&#039;intensità, sarebbe possibile muovere un corpo attraverso il pianeta &#039;&#039;&#039;senza ricorrere ad altre forze convenzionali&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per Tesla, lo studio della natura e delle forze che la governano fu sempre fondamentale. Egli concepiva l’[[Universo]] come &#039;&#039;&#039;un immenso sistema meccanico&#039;&#039;&#039;, impregnato di &#039;&#039;&#039;energia infinita&#039;&#039;&#039;, in cui elettricità e [[Magnetismo]] rappresentavano le manifestazioni più affascinanti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La loro &#039;&#039;&#039;duale natura&#039;&#039;&#039; – con fenomeni di attrazione, repulsione e rotazione – rivelava una &#039;&#039;&#039;sintesi unica tra le forze fondamentali&#039;&#039;&#039;, un mistero che alimentò costantemente la sua curiosità e la sua ricerca.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare, Tesla teorizzò una  &#039;&#039;&#039;equivalenza&#039;&#039;&#039; tra l&#039;elettricità e l’[[Etere]]:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L’elettricità statica&#039;&#039;&#039; era per lui il risultato di &#039;&#039;&#039;un etere in stato di tensione&#039;&#039;&#039;, quasi &amp;quot;solidificato&amp;quot; in un equilibrio carico di potenziale.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L’elettricità dinamica&#039;&#039;&#039; (corrente) derivava invece da &#039;&#039;&#039;un etere in movimento&#039;&#039;&#039;, un fluido cosmico che trasportava energia attraverso vibrazioni e onde.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tesla derivò l&#039;equivalenza tra elettricità ed etere dall&#039;osservazione dei fenomeni elettromagnetici e ragionando sul fatto che entrambi si comportavano come fluidi incompressibili - privi di densità - le cui variazioni si manifestavano esclusivamente come stati di tensione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tuttavia l&#039;elettricità diventava veramente etere solo quando era associato a della materia. In particolare,quando l&#039;elettricità si legava a una molecola, generava una &#039;&#039;&#039;carica elettrostatica&#039;&#039;&#039;, che poteva essere interpretata come &#039;&#039;&#039;etere localizzato,&#039;&#039;&#039; una interazione che dimostrava che l&#039;elettricità era coinvolta nei fenomeni molecolari. Tesla concordava con i modelli atomici del suo tempo, che prevedevano &#039;&#039;&#039;orbite elettroniche&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;rotazioni molecolari&#039;&#039;&#039;(sebbene in diversi articoli criticò l&#039;idea dell&#039;elettrone come particella minuscola di massa indipendente). Secondo lui la rotazione delle molecole generava &#039;&#039;&#039;tensioni nell&#039;etere&#039;&#039;&#039;, che si manifestavano come forze elettrostatiche. Queste tensioni producevano &#039;&#039;&#039;effetti elettromagnetici&#039;&#039;&#039; e, in alcuni casi, &#039;&#039;&#039;magnetismo permanente&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In altre parole, Tesla vedeva tutti i fenomeni elettrici, magnetici ed elettrostatici come il risultato di &#039;&#039;&#039;forze elettrostatiche molecolari.&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Gravità causata da un dislocamento magnetico ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le teorie di Tesla riguardo alla natura della gravità anticiparono alcuni concetti che oggi trovano piena comprensione nella teoria dell&#039;[[Universo elettrico]], il che lo rende a tutti gli effetti un precursore di queste idee. La sua visione dell&#039;[[universo]], sebbene lo immaginasse infinito e senza confini, lo raffigurava come un immenso tubo a vuoto dove agivano potenti pressioni elettriche arrivando anche a paragonare il Sole e le stelle a colossali elettrodi cosmici&amp;lt;ref&amp;gt;Tesla sosteneva che questa fosse la vera origine dei raggi cosmici, non accettando la teoria dominante che li attribuiva a semplici elettroni&amp;lt;/ref&amp;gt;. Questo sistema dinamico in equilibrio è alimentato dal moto perpetuo della materia e dal cambio tra forze più grandi e più piccole. Quando la Terra si trova in uno stato di materia solida,muovendosi interagirebbe con l&#039; [[etere]]   generando un vento(simile all&#039;attrito in un fluido) dove differenze di potenzale elettrico creerebbero variazioni nel &#039;&#039;&#039;dislocamento elettromagnetico&#039;&#039;&#039; all&#039;interno della massa ed del vento dell&#039;etere. Questo meccanismo rappresenterebbe la causa fondamentale della gravità. Da un lato, il campo elettrico terrestre genererebbe un dislocamento magnetico nell&#039;etere, accumulando tale effetto all&#039;interno del proprio sistema di campo. Dall&#039;altro, si creerebbe un duplice dislocamento: tra la massa interna all&#039;etere e quella esterna ad esso. La forza gravitazionale emergerebbe proprio da questa differenza di dislocamento magnetico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Perdite di energia e leggi del moto elettrico ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se l&#039;universo abbonda di energia e la Terra rappresenta un immenso serbatoio elettrico, sorge spontanea una duplice domanda: da dove originano le dispersioni energetiche e perché il nostro pianeta si comporta come un conduttore imperfetto? Tesla, in particolare dopo l&#039;abbandono del progetto di trasmissione wireless di energia attraverso la Torre di Wardenclyffe, dedicò anni di riflessione a questo interrogativo. Giunse alla conclusione (anche con l&#039;aiuto di esperimenti) che l&#039;assorbimento atmosferico avesse un ruolo marginale, mentre identificò nelle radiazioni solari termiche (non nella componente luminosa) il principale fattore di dissipazione energetica. Secondo la sua teoria, questo fenomeno sarebbe riconducibile al processo di evaporazione dell&#039;acqua sul lato rivolto verso il Sole, che genererebbe un flusso radiativo superiore alla capacità di trasferimento delle cariche elettriche al suolo&amp;lt;ref&amp;gt;https://web.archive.org/web/20090102123139/http://www.tfcbooks.com/tesla/1912-07-06.htm&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il raggio della morte ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A partire dagli anni Trenta, Nikola Tesla iniziò a parlare di una nuova invenzione che, sebbene i giornali la ribattezzassero &amp;quot;raggio della morte&amp;quot;, egli preferiva chiamare &#039;&#039;&#039;Teleforce&#039;&#039;&#039; (forza a distanza). Si trattava di un&#039;arma futuristica, al confine tra realtà e leggenda, il cui principio si basava su:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Fasci di particelle cariche&#039;&#039;&#039; (probabilmente elettroni o ioni) accelerati ad altissima energia.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Un sistema di difesa antiaerea&#039;&#039;&#039; in grado di abbattere aerei a 400 km di distanza.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Un meccanismo di amplificazione energetica&#039;&#039;&#039;, sfruttando l’etere o campi elettrostatici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tesla sosteneva che il dispositivo potesse:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Distruggere eserciti e flotte in pochi secondi&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Essere usato per scopi difensivi&#039;&#039;&#039;, rendendo le guerre impossibili (&amp;quot;&#039;&#039;&#039;pace attraverso la deterrenza&#039;&#039;&#039;&amp;quot;).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sul fatto che sia effettivamente possibile realizzare un&#039;arma del genere la questione è dubbia anche perchè Tesla non lasciò mai pubblicamente progetti dettagliati e secondo molti esperti è impossibile (le perdite sarebbero maggiori dell&#039;energia in ingresso) tuttavia Tesla lavorò realmente al progetto  e ne parlò in un&#039;intervista al New York Times&amp;lt;ref&amp;gt;&amp;quot;Tesla, at 78, Bares New &#039;Death Beam&#039;&amp;quot; → &amp;lt;/ref&amp;gt; contattando diversi governi,in particolare quello americano e sovietico per ricevere finanziamenti e nonostante le critiche degli esperti  sia il governo americano che quello sovietico durante la guerra fredda dovrebbero aver realizzato progetti simili.&amp;lt;ref&amp;gt;&amp;quot;Electron Beam Weapons: A Technical History&amp;quot; (Air Force Systems Command, 1987)&amp;lt;/ref&amp;gt;&amp;lt;ref&amp;gt;Soviet Directed Energy Weapons&amp;quot; (Pavel Podvig, MIT, 2002)→ citati esperimenti a Sary Shagan (Kazakistan) con acceleratori di protoni&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nikola Tesla tentò ripetutamente di attirare l&#039;interesse delle autorità militari verso la sua innovativa arma, tuttavia, non riuscì a ottenere i finanziamenti sperati. Determinato a non abbandonare il progetto, l&#039;inventore preparò un dettagliato dossier tecnico completo di diagrammi e lo inviò a diverse potenze alleate, tra cui Usa,Francia,Regno Unito,Jugoslavia e Urss.&lt;br /&gt;
Nel 1983 emerse un articolo fondamentale, il primo a presentare un progetto concreto per un&#039;arma a energia diretta. Il Museo Tesla di Belgrado, dopo un&#039;attenta analisi, ne confermò l&#039;autenticità. Questo testo, intitolato &amp;quot;Nuova arte della proiezione di energia concentrata non dispersiva attraverso mezzi naturali&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;https://teslaresearch.jimdofree.com/death-ray/the-new-art-of-projecting-concentrated-non-dispersive-energy-through-natural-media-briefly-exposed-by-nikola-tesla-circa-may-16-1935/&amp;lt;/ref&amp;gt;, rappresenta l&#039;unico documento ufficialmente riconosciuto in cui Tesla descrisse dettagliatamente un&#039;arma basata su fasci di particelle.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra tutte le nazioni contattate, l&#039;Unione Sovietica dimostrò il maggiore interesse. Fonti documentali conservate negli archivi FBI&amp;lt;ref&amp;gt;https://vault.fbi.gov/nikola-tesla Parte 1, pagina 185: Menziona l&#039;accordo del 1935 e i dettagli tecnici del progetto e file 61-120: contiene rapporti sul trasferimento di tecnologia a potenze straniere&amp;lt;/ref&amp;gt; rivelano che:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Il 20 aprile 1935 Tesla sottopose il suo progetto all&#039;Amtorg Trading Corporation, un&#039;organizzazione commerciale sovietica con sede a New York, sospettata di fungere da copertura per l&#039;acquisizione di tecnologie militari&lt;br /&gt;
* Nel 1939, dopo alcuni test preliminari condotti in territorio sovietico, Tesla ricevette un compenso di 25.000 dollari (equivalente a circa 500.000 dollari odierni)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== I raggi cosmici ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un altro argomento controverso sul quale Tesla espresse le proprie opinioni riguarda i cosiddetti raggi cosmici. Le prime osservazioni di questo fenomeno fisico risalgono al 1785, quando Coulomb scoprì che un elettroscopio carico, anche se perfettamente isolato, tendeva comunque a scaricarsi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1900 la fisica Marie Curie dimostrò che questa scarica era prodotta dalla radioattività naturale. Da quel momento si aprì un lungo dibattito sull’origine di tale radioattività: proveniva dal suolo, dal Sole, dall’atmosfera oppure dallo spazio? Nel primo decennio del Novecento prevalse l’ipotesi che la sorgente fosse il suolo. Tuttavia, nonostante il perfezionamento degli elettroscopi e alcuni esperimenti — come il confronto tra la radioattività misurata sulla Torre Eiffel e quella rilevata a livello del terreno — non si ottennero risultati conclusivi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa interpretazione non convinse Domenico Pacini che, nel 1911, confrontò la radioattività misurata sulla superficie del mare con quella rilevata in profondità. Il suo ragionamento era che, se la radiazione proveniva dal basso, l’acqua avrebbe dovuto assorbirne una parte significativa. L’esperimento fu condotto a Livorno, a circa tre metri di profondità, e Pacini osservò una riduzione della radioattività del 20%, in accordo con la sua ipotesi. Nel febbraio del 1912 scrisse sul &#039;&#039;Nuovo Cimento&#039;&#039; dell’esistenza di «una sensibile causa ionizzante, con radiazioni penetranti, indipendente dall’azione diretta delle sostanze radioattive del terreno». Fu questa la scoperta dei raggi cosmici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tesla, che seguiva il dibattito già dagli inizi del secolo, progettò diversi apparati per misurare questa energia radiante. Egli giunse alla conclusione che i raggi cosmici fossero costituiti da particelle elettricamente cariche provenienti dal Sole, capaci di trasportare energia e carica elettrica. Tuttavia, Tesla si discostò dalla teoria ormai consolidata secondo cui la materia fosse composta da minuscole particelle dotate di massa, gli elettroni. Nei suoi esperimenti con i tubi a vuoto aveva infatti osservato particelle che considerava indivisibili, senza però identificarle pienamente con gli elettroni della fisica contemporanea.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Partendo dall’osservazione che l’intensità dei raggi cosmici aumentava rapidamente con l’altitudine, Tesla elaborò una propria interpretazione del fenomeno: riteneva che le radiazioni ad alta quota fossero causate da particelle provenienti da corpi celesti caratterizzati da temperature elevatissime e da enormi potenziali elettrici. &#039;&#039;&#039;&amp;quot;Gli effetti ad alta quota sono dovuti a onde di lunghezza estremamente ridotta prodotte dal sole in una determinata regione dell&#039;atmosfera. Questa è la scoperta che desidero rendere nota. Il processo coinvolto nella generazione delle onde è il seguente: il sole proietta particelle cariche che costituiscono una corrente elettrica che attraversa uno strato conduttore dell&#039;atmosfera spesso circa dieci chilometri (sei miglia) che avvolge la Terra. Si tratta di una trasmissione di energia elettrica esattamente come ho illustrato nella mia lezione sperimentale in cui un&#039;estremità di un filo è collegata a un generatore elettrico ad alto potenziale, mentre l&#039;altra estremità è libera. In questo caso il generatore è rappresentato dal sole e il filo dall&#039;aria conduttrice.&amp;quot;&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;“Il passaggio della corrente solare comporta il trasferimento di cariche elettriche da particella a particella alla velocità della luce, con conseguente produzione di onde estremamente corte e penetranti. Poiché lo strato d&#039;aria menzionato è la sorgente delle onde, ne consegue che i cosiddetti raggi cosmici osservati ad alta quota devono aumentare man mano che ci si avvicina a questo strato.”&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;“Nel regno della scienza: Tesla, che predisse la radio, ora guarda avanti all&#039;invio di onde sulla Luna.” New York Herald Tribune, 22 agosto 1937&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tesla assegnava quindi all’atmosfera,sopratutto nelle alte quote, un ruolo molto più importante nella generazione e nell’intensità dei raggi cosmici, attribuendo al Sole e all’interazione con gli strati conduttori dell’aria l’origine della radioattività e la causa della presenza di onde estremamente corte e penetranti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Tesla e Cartesio, similitudini e differenze nell&#039;idea dei vortici ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nonostante i secoli che separano Nikola Tesla da [[Cartesio]] e i loro differenti contesti scientifici, un&#039;analisi comparativa delle rispettive teorie rivela una serie di affascinanti similitudini strutturali e concettuali riguardanti l&#039;origine del mondo visibile. Tesla avanzò anche una teoria sullo stimolo esclusivamente esterno del pensiero e della memoria umani e, basandosi in parte su René Descartes, trasse conclusioni sull&#039;automatismo cosmico di tutte le attività soggettive umane e dell&#039;esistenza umana in generale.Ma poiché il risultato del lavoro automatico del cervello, proprio secondo l&#039;esperienza personale di Tesla, può essere creativo (ovvero la produzione di contenuti visivi precedentemente sconosciuti), per coerenza, egli sviluppa un&#039;ulteriore ipotesi sull&#039;effetto di feedback dei centri visivi del cervello sulla retina e vede in questo la causa della comparsa di immagini eidetiche delle sue invenzioni. Pertanto, il cervello umano, anche se stimolato a lavorare dall&#039;esterno, può comunque produrre costantemente nuovi contenuti, pensieri e immagini, poiché il numero di stimoli provenienti dall&#039;ambiente è illimitato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Entrambi i modelli rifiutano il concetto di &#039;&#039;actio in distans&#039;&#039; (azione a distanza) e l&#039;idea del vuoto assoluto, concependo l&#039;universo come un &#039;&#039;plenum&#039;&#039;, ossia un mezzo continuo e onnipervasivo. In questa visione condivisa, è un &#039;&#039;&#039;moto rotatorio&#039;&#039;&#039; a generare struttura e proprietà, trasformando uno stato indifferenziato della realtà – identificato da Cartesio come etere caotico e da Tesla come sostanza primordiale (o Akasha) – in uno stato organizzato e percepibile, ovvero l&#039;ordine cosmico e la materia densa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La differenza fondamentale risiede, tuttavia, nel ruolo del vortice:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Per &#039;&#039;&#039;Cartesio&#039;&#039;&#039;, il vortice ha una funzione principalmente &#039;&#039;&#039;organizzativa&#039;&#039;&#039; della materia preesistente.&lt;br /&gt;
* Per &#039;&#039;&#039;Tesla&#039;&#039;&#039;, i vortici sono &#039;&#039;&#039;infinitesimali e costitutivi&#039;&#039;&#039;: è la sostanza primordiale stessa, attraverso vortici di enorme velocità, a divenire materia densa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche nella concezione del divenire cosmico emergono analogie e distinzioni:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Cartesio delinea un &#039;&#039;&#039;ciclo cosmico&#039;&#039;&#039; in cui le stelle, opacizzandosi, possono trasformarsi in pianeti, un processo governato da leggi puramente meccaniche.&lt;br /&gt;
* Tesla, in modo simile ma con un lessico diverso, descrive un processo &#039;&#039;&#039;dinamico e reversibile&#039;&#039;&#039;: con l&#039;indebolimento della forza creatrice (il Prana), il movimento vorticoso cessa e &amp;quot;la materia scompare, tornando allo stato precedente di sostanza primordiale&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;Tesla, N. The Greatest Achievements of Man // Articoli . — Samara: Agni, 2008. — P. 180. — 584 p. — 2.000 copie — ISBN 978-5-89850-078-8.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In conclusione, entrambi i pensieri ricercano una spiegazione &#039;&#039;&#039;immanente e naturale&#039;&#039;&#039; per i fenomeni cosmici. Cartesio la individua in &#039;&#039;&#039;cause meccaniche&#039;&#039;&#039; quali l&#039;urto e la pressione, mentre Tesla la riconduce a &#039;&#039;&#039;cause dinamico-energetiche&#039;&#039;&#039;, dove forze creative e prevedibili agiscono sul mezzo primordiale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Idee politiche ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le opinioni politiche di Tesla non sono mai state esplicite in scritti ufficiali,tuttavia dopo la Rivoluzione d’Ottobre, l’[[URSS]] mostrò grande interesse per l&#039; energia libera e la trasmissione wireless&amp;lt;ref&amp;gt;Mitrokhin Archive (Cambridge University Press, 1999), Vol. II, pp. 112-114 e lettere tra Tesla e l&#039;ingegnere sovietico S. I. Vavilov (1931), conservate al Museo Nikola Tesla di Belgrado e l&#039; archivio Statale Russo di Storia Politico-Sociale (RGASPI), fondo 558&amp;lt;/ref&amp;gt;. Il governo sovietico era affascinato dall’idea di &#039;&#039;&#039;elettrificazione totale&#039;&#039;&#039; (piano GOELRO), ma preferì approcci più convenzionali rispetto alle visioni radicali di Tesla&amp;lt;ref&amp;gt; un&#039;articolo della pravda del 1928 &amp;quot;Беспроводная передача энергии: мечты и реальность&amp;quot; (&amp;quot;Trasmissione wireless dell&#039;energia: sogni e realtà&amp;quot;) fu critico verso le teorie di Tesla considerandole utopiche e senza basi industriali&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La sua idea del comunismo ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il dibattito sulle opinioni politiche di Nikola Tesla riguardo all&#039;Unione Sovietica e al socialismo si è arricchito nel 2017 con la pubblicazione del libro &#039;&#039;&#039;&amp;quot;I Can Explain a Lot&amp;quot;&#039;&#039;&#039;, un&#039;opera  che pretende di rivelare nuovi dettagli sulle convinzioni del grande inventore. Curato da &#039;&#039;&#039;Stevan Jovanović&#039;&#039;&#039;—un giornalista e lontano cugino di Tesla, con presunti legami familiari con &#039;&#039;&#039;Jovanka Broz (moglie di Tito)&#039;&#039;&#039;—il testo afferma di basarsi su documenti recuperati dagli archivi dell&#039;FBI. Sebbene non si possa essere certi sull&#039; attendibilità di queste informazioni rappresentano un valore storico notevole:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;«Mi pento spesso di aver scelto gli Stati Uniti invece della Russia. Allora non esisteva alcuna differenza fondamentale tra questi Paesi, ma ora l’Unione Sovietica è fondamentalmente diversa dal resto del mondo. I giornali dicono sciocchezze, ma le persone che sono state lì raccontano cose incredibili. Ciò che mi affascina di più è il sistema scientifico sovietico. Agli scienziati vengono forniti uno stipendio e delle condizioni di lavoro favorevoli, le loro menti sono libere dalle preoccupazioni della vita. Sono concentrati solo sul loro lavoro e nient&#039;altro. Quando sei finanziato dallo Stato, uno Stato socialista, e non da qualche riccone che può cambiare idea da un momento all&#039;altro, tutto è sicuro. Penso spesso che se fossi 15 o 20 anni più giovane andrei in Unione Sovietica. Ho avuto questa opportunità, ce l&#039;ho ancora, ma sono troppo vecchio per un cambiamento così drastico nella mia vita, e non posso lasciare il lavoro che ho iniziato, che potrebbe essere il più importante che abbia mai fatto.»&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;«Seguo da vicino la situazione in Russia. Ricavo le mie informazioni da testimoni oculari che hanno visitato il Paese, non da giornali che mentono senza sosta. Approvo la rivoluzione russa perché ha proclamato il principio dell&#039;onestà in un sesto della superficie terrestre. L’Unione Sovietica deve affrontare prove incredibili, ma il Paese è pronto a superarle. I russi sono fortunati: hanno il socialismo e Stalin, una società felice guidata da un leader saggio. Invidio i russi, e mi dispiace per i miei compatrioti che sono governati da un gruppo ristretto di persone.»&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;«Se potessi tornare indietro di mezzo secolo non ci penserei un secondo, andrei a Mosca e manderei Batchelor ed Edison all&#039;Inferno. Nella mia piccola biblioteca conservo in un posto ben visibile una raccolta di testi sulla Rivoluzione d&#039;Ottobre che mi ha regalato Skvirskij. Spesso riguardo la collezione e penso con simpatia al Paese che non posso visitare. La vecchiaia ha tanti vantaggi, ma anche due svantaggi: una cattiva salute e uno spirito debole che ti porta a pensare: &amp;quot;Non ce la farò mai&amp;quot;. Se avessi figli o nipoti, probabilmente, per la loro felicità, deciderei di andare in URSS con loro.»&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;«Non mi pento di nulla se va a beneficio del popolo sovietico. D’altro canto ho respinto categoricamente tutte le proposte di cooperazione avanzate dai tedeschi. Sono rimasto stupito dalla loro perseveranza, che non deriva dalla forza di carattere ma dalla caparbietà. So molto bene cosa rappresenta la Germania moderna. Basta ascoltare Albert Einstein e le sue ragioni per emigrare. Possiamo non essere d’accordo su questioni scientifiche, ma siamo d&#039;accordo in politica. Il patto tedesco-giapponese contro l’URSS desta preoccupazione, tuttavia sono convinto che nessuna potenza al mondo possa sconfiggere l’Unione Sovietica. Se non sono riusciti a rovesciare il nuovo regime di Mosca subito dopo la rivoluzione, non possono farlo nemmeno adesso.»&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;«Da vent’anni invio regolarmente le mie idee agli scienziati sovietici. Tuttavia, a parte le lettere di ringraziamento, non ho mai ricevuto una risposta concreta. È possibile che la leadership dell&#039;URSS sia impegnata, tra le altre cose, con l&#039;attuale stato di guerra, quindi non ci sono abbastanza risorse da dedicare alle mie proposte. È possibile che siano arrabbiati a causa dei miei dubbi sul piano di elettrificazione di Lenin. A quel tempo sembrava davvero impossibile che dopo la guerra mondiale, e poi quella civile, un Paese devastato come la Russia potesse costruire 30 potenti centrali idroelettriche in soli 10 anni. Più tardi ammisi di essermi sbagliato e chiesi a Skvirskij di consegnare personalmente la mia lettera di scuse a Stalin. Mi assicurò che andava tutto bene e disse: &amp;quot;Il piano era così fantastico che nemmeno Herbert Wells ci credeva&amp;quot;. Mi vergogno di non aver creduto al piano di Lenin allora. Ogni volta che qualcuno non crede nelle mie idee, ripenso al piano di elettrificazione di Lenin.»&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;«Le mie scoperte più significative sono state utilizzate principalmente dall&#039;industria militare. Non mi è mai piaciuto, perché sono per natura una persona pacifica e un avversario di qualsiasi guerra. Molti anni fa sono stato costretto a nascondermi dall&#039;arruolamento nell&#039;esercito austriaco. L&#039;ho fatto per principio, non per paura. Il solo pensiero dell&#039;omicidio mi disgusta. Solo situazioni di emergenza, come la difesa della madrepatria, potrebbero farmi prendere una pistola e sparare ad altre persone. Non mi è mai venuto in mente di difendere l’Austria-Ungheria, che ci ha oppresso per anni. Non mi vergogno di lavorare per il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. Prima o poi l’esercito americano dovrà affrontare Hitler, perché un tale bastardo può essere sconfitto solo dall’azione congiunta di un mondo unito. Sono convinto che presto scoppierà una nuova guerra mondiale e che a scatenarla saranno i tedeschi, proprio come l&#039;ultima volta. Infelice ventesimo secolo! Abbiamo riposto così tanta speranza in lui, ma non ha fatto altro che portare miseria all&#039;umanità, e continuerà a portarne ancora. L’unica cosa positiva di questo secolo è la rivoluzione russa e la creazione dell’Unione Sovietica. Ricordo molto bene le previsioni del 1918. All&#039;inizio tutti dicevano che i bolscevichi sarebbero rimasti al potere solo pochi mesi. Poi i mesi diventarono anni. Sono passati vent’anni e i bolscevichi sono ancora al potere. Venti anni! All’inizio il mondo intero ha voltato le spalle ai rivoluzionari, ora li riconosce e collabora con loro. Sarei molto felice se Stalin visitasse gli Stati Uniti. Vorrei tanto vederlo, ma la mia salute non mi permette di fare un viaggio così lungo.»&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;«Ora sono felice che il governo degli Stati Uniti abbia ignorato il mio nuovo progetto per le armi. Probabilmente non sarebbe stato usato contro Hitler, ma contro l’Unione Sovietica. Hitler è solo un concorrente per il dominio del mondo, ma l&#039;URSS è molto di più. È un altro mondo, un Paese che con la sua esistenza dimostra all&#039;umanità che è possibile costruire il mondo su principi completamente nuovi. Dal modo in cui trattano i comunisti qui, è chiaro quanto li temano. Grazie ai miei contatti con cittadini sovietici ho già avuto tre conversazioni con l&#039;FBI. Non possono farmi niente, ma lasciano comunque un&#039;impressione spiacevole. Io, libero cittadino di un paese che si presenta come l&#039;apice della libertà, sono costretto a parlare con estranei di cose che non richiedono spiegazioni. Mi hanno parlato come se fossi una spia.»&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il suo primo contatto ravvicinato con gli scienziati russi iniziò nel 1889, quando incontrò lo scienziato russo Mikhail Filippov. Filippov pubblicò la popolare rivista &amp;quot;Scientific Review&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;Fu sulla sua rivista che, nel 1895, Vladimir Lenin pubblicò il suo primo lavoro importante, &#039;&#039;&#039;&amp;quot;Il contenuto economico del populismo&amp;quot;&#039;&#039;&#039;&amp;lt;/ref&amp;gt; e inviò a Tesla numeri interessanti. Invitò inoltre Tesla a tenere una conferenza a San Pietroburgo. Filippov studiò le onde elettromagnetiche e condusse esperimenti sulla trasmissione di energia esplosiva a distanza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Poco prima di morire, scrisse a Tesla di aver scoperto un raggio in grado di trasmettere un&#039;esplosione avvenuta a San Pietroburgo a centinaia di migliaia di chilometri di distanza. Filippov credeva che la sua invenzione avrebbe posto fine alle guerre sulla Terra, rendendole praticamente folli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tuttavia, lo scienziato russo non ebbe il tempo di condividere la sua scoperta con il mondo: morì in circostanze misteriose un paio di mesi prima del sensazionale rapporto promesso. Tutti i suoi manoscritti andarono perduti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;&amp;quot;Attendevo con ansia la sua pubblicazione, ma nel giugno di quell&#039;anno Filippov morì. In seguito appresi da amici comuni che era stato ucciso dagli agenti dei servizi segreti tedeschi perché si era rifiutato di vendere loro la sua invenzione&#039;&#039; &amp;quot;,&#039;&#039;&#039; scrisse Tesla con rammarico nel suo diario.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Curiosità ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* L&#039;inventore ha vissuto tutta la sua vita in alberghi, ma ha sempre soggiornato in camere a un multiplo di tre.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Nikola Tesla andava a dare da mangiare ai piccioni ogni giorno, e quando se ne andava da qualche parte, assumeva appositamente una persona per questo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Fonti ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nikola Tesla-scritti II &#039;&#039;Esperimenti con correnti alternate di frequenza elevatissima e loro applicazione ai metodi di illuminazione artificiale Parte I (1891)&#039;&#039;,traduzione di F.Guidi e M. Sperini, Società Editrice Andromeda&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Halford_John_Mackinder&amp;diff=6767</id>
		<title>Halford John Mackinder</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Halford_John_Mackinder&amp;diff=6767"/>
		<updated>2026-05-23T10:08:24Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari: /* Critiche e attualità */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[File:Halford Mackinder.jpg|250px|thumb|right|Sir Halford John Mackinder.]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Sir Halford John Mackinder&#039;&#039;&#039; ([[Gainsborough]], 1865 - [[Bournemouth]], 1947) è stato un [[Geografia|geografo]], politologo e accademico [[Regno Unito|britannico]], ricordato come uno dei padri fondatori della [[geopolitica]] moderna&amp;lt;ref name=&amp;quot;:0&amp;quot;&amp;gt;Phil Thinline (2019): [https://www.newstatesman.com/culture/2019/01/halford-mackinder-father-geopolitics &#039;&#039;The father of geopolitics&#039;&#039; - New Statesman] (in inglese)&amp;lt;/ref&amp;gt;. La sua influenza si estende ben oltre il campo della geografia, toccando discipline come le [[relazioni internazionali]], la [[strategia militare]] e la politica estera. La sua opera più celebre, &#039;&#039;The Geographical Pivot of History&#039;&#039; (1904), introdusse concetti rivoluzionari che continuano a essere discussi e reinterpretati ancora oggi&amp;lt;ref&amp;gt;Mackinder, 1904.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Biografia ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nato a Gainsborough, in [[Inghilterra]], Mackinder combinò una solida formazione accademica con un interesse attivo per l&#039;esplorazione e l&#039;analisi politica. Dopo gli studi a Oxford, dove si dedicò inizialmente alle scienze naturali, sviluppò un profondo interesse per la geografia, contribuendo a istituzionalizzarla come disciplina autonoma nel Regno Unito. La sua carriera accademica fu affiancata da un impegno pubblico, che lo portò a ricoprire incarichi [[Parlamento britannico|parlamentari]] e a partecipare a missioni diplomatiche, tra cui la [[Pace di Versailles|conferenza di pace di Versailles]] nel 1919&amp;lt;ref&amp;gt;[https://tomdispatch.com/alfred-mccoy-grandmasters-of-the-universe Alfred McCoy, Grandmasters of the Universe - Tom Dispatch] (in inglese)&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il contributo più duraturo di Mackinder fu la formulazione della teoria del &#039;&#039;&amp;quot;Cuore Continentale&amp;quot;&#039;&#039; (Heartland), presentata nel saggio del 1904 e successivamente ampliata in &#039;&#039;Democratic Ideals and Reality&#039;&#039; (1919). Secondo questa visione, il controllo dell&#039;[[Eurasia]] – in particolare della vasta regione interna che va dalla [[Siberia]] all&#039;[[Asia Centrale]] – avrebbe garantito un predominio incontrastato sul mondo. La famosa massima che riassume la sua teoria recita: &#039;&#039;&amp;quot;Chi controlla l&#039;[[Europa Orientale|Est Europa]] comanda l&#039;Heartland; chi controlla l&#039;Heartland comanda l&#039;Isola-Mondo (l&#039;Eurasia); chi controlla l&#039;Isola-Mondo comanda il mondo&amp;quot;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Charles Kruszewski (1954): [https://www.foreignaffairs.com/articles/1954-04-01/pivot-history &#039;&#039;The Pivot of History&#039;&#039; - Foreign Affairs] (in inglese)&amp;lt;/ref&amp;gt;. Questa intuizione anticipò le dinamiche della [[Guerra Fredda]] e rimane un punto di riferimento per analizzare le ambizioni delle potenze eurasiatiche, dalla [[Federazione Russa|Russia]] alla [[Repubblica Popolare Cinese|Cina]] contemporanea&amp;lt;ref name=&amp;quot;:0&amp;quot; /&amp;gt;&amp;lt;ref&amp;gt;John B. Foster (2006): [https://monthlyreview.org/2006/01/01/the-new-geopolitics-of-empire/ The New Geopolitics of Empire - Monthly Review] (in inglese)&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mackinder sosteneva che la geografia fosse un fattore determinante nella [[storia]] e nella [[politica]], influenzando le strategie degli Stati in modo più profondo di quanto si credesse&amp;lt;ref&amp;gt;Colin Dueck (2015): [https://classicsofstrategy.com/2015/02/18/geography-and-world-politics-2/ &#039;&#039;Geography and World Politics&#039;&#039; - Classics of Strategy and Diplomatics] (in inglese)&amp;lt;/ref&amp;gt;. La sua analisi metteva in guardia le potenze marittime, come la Gran Bretagna e gli [[Stati Uniti d&#039;America|Stati Uniti]], dal rischio di un&#039;egemonia continentale nell&#039;Eurasia&amp;lt;ref&amp;gt;Jaehan Park (2023): [https://tnsr.org/2023/09/rethinking-geopolitics-geography-as-an-aid-to-statecraft/ &#039;&#039;Rethinking Geopolitics: Geography as an Aid to Statecraft&#039;&#039; - Texas National Security Review] (in inglese)&amp;lt;/ref&amp;gt;. Sebbene alcune sue previsioni potrebbero essere superate dagli eventi storici e dall&#039;[[evoluzione tecnologica]] (come l&#039;avvento dell&#039;[[aviazione]] e delle [[armi nucleari]]), il suo approccio sistemico alla geopolitica resta un pilastro per comprendere i conflitti globali&amp;lt;ref&amp;gt;Chetan Parikh (2025): [https://capitalideasonline.com/wordpress/geopolitical-thinking/ &#039;&#039;Geopolitical thinking&#039;&#039; - capitalideas online] (in inglese)&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oltre alla teoria dell&#039;Heartland, Mackinder si dedicò a studi sull&#039;educazione geografica, sostenendo l&#039;importanza di una formazione interdisciplinare per i futuri leader. La sua eredità intellettuale è visibile tanto nelle accademie militari quanto nei dibattiti sulle sfide del XXI secolo, dal confronto tra [[Patto Atlantico|NATO]] e Russia alla [[nuova via della seta]] cinese. Morì nel 1947, lasciando una traccia indelebile nel modo in cui guardiamo al potere, allo spazio e alla storia&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.ebsco.com/research-starters/history/halford-john-mackinder Halford John Mackinder - EBSCO] (in inglese)&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== La teoria dell&#039;Heartland di Mackinder: il &amp;quot;Pivot&amp;quot; della storia ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Al centro del pensiero di Halford Mackinder c’è l’idea che la geografia fisica condizioni in modo decisivo la storia e la politica mondiale. Nel suo saggio &#039;&#039;The Geographical Pivot of History&#039;&#039; (1904) e poi nell’opera &#039;&#039;Democratic Ideals and Reality&#039;&#039; (1919), sviluppa una teoria geopolitica che individua nell’Eurasia il perno del dominio globale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La mappa concettuale: &amp;quot;Isola-Mondo&amp;quot; e &amp;quot;Heartland&amp;quot; ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mackinder vede la Terra come un’unica grande &amp;quot;Isola-Mondo&amp;quot; (World-Island), composta da [[Europa]], [[Asia]] e [[Africa]]. Al centro di questa massa continentale si trova l’&#039;&#039;&#039;Heartland&#039;&#039;&#039; (o &amp;quot;Cuore Continentale&amp;quot;), una vasta area inaccessibile dal mare che comprende:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* La Russia europea e asiatica&lt;br /&gt;
* L’Asia centrale ([[Kazakistan]], [[Uzbekistan]], [[Turkmenistan]])&lt;br /&gt;
* La Siberia occidentale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa regione è protetta a nord dai ghiacci artici, a sud da deserti e catene montuose (come l’[[Himalaya]]), e a ovest dalle pianure dell’Europa orientale. La sua posizione la rende difficilmente conquistabile da potenze marittime (come la Gran Bretagna o gli Stati Uniti), ma al tempo stesso le offre un enorme potenziale espansivo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La &amp;quot;legge&amp;quot; geopolitica di Mackinder ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sua tesi si riassume nella celebre massima:&lt;br /&gt;
{{Citazione|Chi controlla l’Europa Orientale comanda l’Heartland; chi controlla l’Heartland comanda l’Isola-Mondo; chi controlla l’Isola-Mondo comanda il mondo.|Halford John Mackinder}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In altre parole:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L’Europa Orientale&#039;&#039;&#039; ([[Germania]], [[Polonia]], [[Ucraina]], [[Bielorussia]]) è la chiave per accedere all’Heartland.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L’Heartland&#039;&#039;&#039;, essendo la zona più ricca di risorse e militarmente difendibile, garantisce il controllo sull’Eurasia.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L’Isola-Mondo&#039;&#039;&#039; ([[Eurafrasia]]) rappresenta il fulcro della popolazione, dell’economia e della potenza militare globale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La sfida tra potenze marittime e terrestri ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mackinder teorizza uno scontro storico tra:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Potenze marittime&#039;&#039;&#039; (come la Gran Bretagna e, in seguito, gli USA), che dominano attraverso il commercio e la flotta.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Potenze terrestri&#039;&#039;&#039; (come la Russia), che cercano di espandersi nell’Heartland per diventare egemoni continentali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo lui, se una potenza terrestre riuscisse a unificare l’Heartland (ad esempio, la Russia conquistando l’Europa orientale), potrebbe diventare inarrestabile, perché:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Avrebbe risorse illimitate (grano, petrolio, minerali).&lt;br /&gt;
* Sarebbe impenetrabile agli attacchi navali.&lt;br /&gt;
* Potrebbe proiettare potere verso l’Europa, il Medio Oriente e la Cina.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo a delineare la contrapposizione tra terra e mare, diventata poi un modello per le teorie successive, fu [[Tucidide]]. Nella sua opera &#039;&#039;&amp;quot;La Guerra del Peloponneso&amp;quot;&#039;&#039;, lo storico greco presentò &#039;&#039;&#039;Atene&#039;&#039;&#039; come l’emblema del potere marittimo: un impero basato sul commercio, sostenuto da una potente flotta, governato da una democrazia dinamica e orientato all’espansione. Al contrario, &#039;&#039;&#039;Sparta&#039;&#039;&#039; incarnava il potere terrestre, fondato sull’agricoltura, retto da un’oligarchia conservatrice e difeso da un esercito di terra. Anche &#039;&#039;&#039;Aristotele&#039;&#039;&#039;, nella sua &#039;&#039;&amp;quot;Politica&amp;quot;&#039;&#039;, osservò questa dicotomia: le città marinare tendevano a sviluppare governi più democratici e aperti al cambiamento, mentre le società agricole erano legate a strutture tradizionali e militarizzate. Lo storico greco &#039;&#039;&#039;Polibio&#039;&#039;&#039; analizzò un altro celebre scontro tra potenze opposte: &#039;&#039;&#039;Cartagine&#039;&#039;&#039;, talassocrazia commerciale, e &#039;&#039;&#039;Roma&#039;&#039;&#039;, potenza terrestre e agricola. Pur partendo svantaggiata sul mare, Roma riuscì a prevalere grazie alla sua superiore organizzazione militare e alla coesione sociale, dimostrando la forza delle civiltà radicate nella terra.Un contributo originale venne da [[Ibn Khaldun]], considerato tra i primi economisti della storia. Nella sua &#039;&#039;&amp;quot;Muqaddimah&amp;quot;&#039;&#039;, egli teorizzò un conflitto diverso ma analogo: quello tra [[società nomadi]] (guerriere, legate alla steppa) e [[civilità urbane]] (marittime e commerciali). Secondo Khaldun, la storia segue un [[ciclo]] inevitabile: i popoli nomadi, una volta sedentarizzati, decadono a causa della ricchezza e della corruzione tipiche della vita urbana, per poi essere sostituiti da nuove forze provenienti dalle periferie.Tale corruzione si manifestava, ad esempio, nell&#039;affermarsi di una cultura del lusso&amp;lt;ref&amp;gt;Muqaddimah, Libro I, Sez. 2 (&amp;quot;Le società sedentarie e la loro decadenza&amp;quot;).&amp;lt;/ref&amp;gt; che, mentre incrementava smisuratamente il valore attribuito a beni superflui, finiva per diminuire il valore delle attività lavorative originali, e quindi i servizi essenziali legati alle necessità quotidiane.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Il ruolo della posizione geografica ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il tema del potere marittimo nella storia fu affrontato specificamente dall&#039;ammiraglio [[Alfred Thayer Mahan]],predecessore di Mackinder. Secondo il suo pensiero, gli Stati caratterizzati da estesi confini marittimi godono di una posizione di forza intrinseca rispetto a quelli prevalentemente continentali, i quali devono destinare ingenti risorse alla difesa dei propri confini terrestri, esponendosi così al rischio di invasioni e disperdendo energie che potrebbero essere investite nella marina.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa fondamentale disparità fu, secondo Mahan, uno dei fattori decisivi che permise all&#039;Inghilterra di affermarsi come potenza egemone&amp;lt;ref&amp;gt;Kennedy, P. (1976). The Rise and Fall of British Naval Mastery. Allen Lane.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
    Studio sulla supremazia navale britannica e sui fattori che la favorirono, inclusa la posizione geografica.&amp;lt;/ref&amp;gt;, a discapito di rivali come la Francia e l&#039;Olanda. Queste ultime, impegnate in costose guerre continentali per la preservazione dei loro territori, si trovarono impossibilitate a destinare capitali sufficienti allo sviluppo e al mantenimento di una flotta poderosa e competitiva.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La geografia influenza inoltre la strategia navale, promuovendo la concentrazione o, al contrario, la dispersione delle forze. Anche in questo ambito, il Regno Unito seppe sfruttare al massimo la sua condizione insulare. La sua flotta, dislocata in punti strategici cruciali dell’immenso impero coloniale, garantiva non solo la difesa dei domini ma anche un controllo capillare delle rotte commerciali globali, assicurando alla madrepatria un dominio marittimo pressoché incontrastato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un altro aspetto geografico cruciale è la posizione relativa di una nazione rispetto ai suoi avversari. Uno Stato situato in una posizione centrale ma isolato dal mare rispetto ai suoi nemici può sfruttare questa &#039;&#039;&#039;&amp;quot;centralità insulare&amp;quot;&#039;&#039;&#039; per agevolare i rifornimenti, ottimizzare la logistica e organizzare offensive rapide e concentrate. Allo stesso modo, una prossimità geografica a un avversario può favorire il ricorso alla &#039;&#039;guerre de course&#039;&#039; – la guerra di corsa – una strategia mirata a interdire e distruggere le vulnerabili flotte mercantili nemiche, minandone l&#039;economia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra le nazioni storicamente avvantaggiate da tali caratteristiche, Mahan identifica in primis l&#039;Inghilterra e, in misura minore, l&#039;Italia. Tuttavia, il potenziale marittimo italiano veniva, ai suoi tempi, neutralizzato dalla presenza britannica a Malta e dal controllo francese sulla Corsica, che dominavano rispettivamente l&#039;accesso orientale e occidentale del Mar Mediterraneo. Questo bacino, riconosciuto da Mahan come crocevia commerciale di importanza storica globale, era – e sarebbe rimasto – oggetto del contendere tra le grandi potenze.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Estendendo la sua analisi strategica oltre il contesto europeo, Mahan individuò un potenziale analogo nel Mar dei Caraibi, la cui rilevanza sarebbe esplosa con l&#039;apertura di un canale nell&#039;istmo centroamericano (il futuro Canale di Panama). Egli sostenne che gli Stati Uniti, proteggendo gli accessi fluviali vitali come il Mississippi e assicurandosi il controllo dei punti strategici caraibici, avrebbero potuto – grazie a una posizione già di per sé vantaggiosa unita a immense risorse naturali – ascendere al rango di potenza navale dominante, plasmandone così il destino imperiale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le implicazioni storiche e moderne ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Durante la Guerra Fredda, la teoria di Mackinder trovò conferma nella divisione del mondo tra le due superpotenze. L&#039;[[Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche]], stabilendo il suo controllo su gran parte dell&#039;Heartland mackinderiano, rappresentava la quintessenza della potenza terrestre. Il suo dominio si estendeva dalle steppe russe fino al cuore dell&#039;Europa orientale, realizzando in parte il timore di Mackinder: una grande potenza eurasiatica in grado di sfidare l&#039;Occidente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La NATO, sotto la guida degli Stati Uniti, rispose con una strategia di contenimento mirata proprio a impedire l&#039;ulteriore espansione sovietica verso ovest. Questo confronto bipolare non era semplicemente uno scontro ideologico tra comunismo e capitalismo, ma rifletteva una fondamentale competizione geopolitica per il controllo dello spazio eurasiatico. L&#039;Europa orientale divenne così la cruciale zona cuscinetto dove si misurava l&#039;equilibrio di potere tra le due superpotenze.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La stessa logica mackinderiana aiuta a comprendere le attuali tensioni in Ucraina. L&#039;invasione russa del 2022 può essere interpretata come l&#039;ultimo tentativo di [[Mosca]] di mantenere la sua sfera di influenza nell&#039;Europa orientale, considerata da sempre il &amp;quot;cancello&amp;quot; per accedere all&#039;Heartland. Per la Russia, perdere il controllo su questa regione significherebbe vedere erodere la propria sicurezza strategica e la possibilità di proiettare potere verso l&#039;Europa continentale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Parallelamente, la Cina sta perseguendo una strategia diversa ma complementare attraverso la Belt and Road Initiative. Pur non essendo una potenza dell&#039;Heartland in senso stretto, Pechino cerca di integrarlo economicamente, creando una rete di infrastrutture che le consentirebbe di esercitare una crescente influenza sull&#039;intera massa eurasiatica. Questo approccio rappresenta una versione moderna della competizione per il controllo dello spazio che Mackinder aveva previsto, anche se condotta con strumenti economici piuttosto che militari.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Critiche e attualità ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alcuni sostengono che la teoria sia superata perché:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* La tecnologia (droni, missili, cyberwarfare) ha reso meno rilevanti i confini geografici&amp;lt;ref&amp;gt;The End of Geography? Drones, Cyber Warfare, and the Future of Geopolitics&amp;quot;&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
* L’economia globale è più interdipendente, riducendo l’isolamento dell’Heartland&amp;lt;ref&amp;gt;Henry Farrell (2020): &#039;&#039;&amp;quot;The J-Curve of Globalization: Why Economic Interdependence Reduces Geopolitical Leverage&amp;quot;&#039;&#039;, In &#039;&#039;Foreign Affairs&#039;&#039;&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tuttavia, la logica di fondo rimane influente:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* La Russia continua a vedere l’Ucraina come un territorio vitale per la sua sicurezza.&lt;br /&gt;
* Gli USA cercano ancora di impedire a un’unica potenza di dominare l’Eurasia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mackinder evidenziava come la Russia avesse plasmato un sistema economico fondato sulle ferrovie&amp;lt;ref&amp;gt;Danks, C. J. (2001) – &amp;quot;Russian Railways and Imperial Intersections in the Russian Empire&amp;quot;&amp;lt;/ref&amp;gt;, strutturando una fitta rete di tariffe doganali&amp;lt;ref&amp;gt;Gorodnichenko, Y. &amp;amp; Tesar, L. (2009) – &amp;quot;Trade Elasticity, Substitution, and the Intensive Margin&amp;quot; &amp;lt;/ref&amp;gt; che la isolavano dall&#039;&#039;&#039;&amp;lt;nowiki/&amp;gt;&#039;&amp;quot;economia oceanica&amp;quot;&#039;&#039;&#039; dominata dalle potenze marittime, riuscendo così a sviluppare un robusto apparato industriale autonomo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le politiche occidentali antirusse degli ultimi decenni hanno avuto, tra gli altri obiettivi, proprio quello di smantellare questo modello economico continentale. Un tentativo che, tuttavia, neppure la forza del sistema economico globale è riuscito a portare a compimento pienamente. La resilienza di questa struttura economica alternativa dimostra come il controllo dell&#039;Heartland continui a rappresentare un fattore geopolitico decisivo, in grado di sfidare persino l&#039;egemonia del mercato globalizzato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Questa resistenza spiega perché il confronto con la Russia non sia mai stato puramente ideologico o militare, ma profondamente economico.&#039;&#039;&#039; Mentre l&#039;Occidente ha cercato di integrarla nel sistema capitalistico oceanico, Mosca ha mantenuto, anche dopo il crollo sovietico, una capacità di autonomia strategica proprio grazie alla persistenza di quel modello continentale che Mackinder aveva individuato come chiave del potere eurasiatico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mackinder non predisse però il futuro, ma offrì comunque  una griglia interpretativa per capire come la geografia e le proprietà fisiche generali del globo influenzino la politica. La sua teoria dell’Heartland spiega perché l’Eurasia sia ancora oggi il teatro principale della competizione globale, da Washington a Mosca, da Pechino a Bruxelles.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre si immaginava anche uno scenario futuro in cui lo spazio aereo sarebbe diventato un elemento sempre più predominante. In tal caso, non avrebbe più fatto alcuna differenza trovarsi al centro di un continente o su un’isola: la potenza principale sarebbe diventata quella dotata del maggiore sviluppo industriale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Opere ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;[[The Geographical Pivot of History]]&#039;&#039;, in &amp;quot;The Geographical Journal&amp;quot;, Vol. XXIII, n. 4, aprile 1904, pp.&amp;amp;nbsp;421-444; trad. it. (di Fulvio Borrino e Massimo Roccati) &#039;&#039;Il perno geografico della storia&#039;&#039;, in &amp;quot;I castelli di Yale. Quaderni di filosofia&amp;quot;, n. 1, 1996, pp.&amp;amp;nbsp;129-162.(https://web.archive.org/web/20060513130502/http://www.unife.it/stdoc/mackinder.pdf). Sulla genesi e l&#039;importanza dell&#039;articolo di Mackinder, si veda anche M. Roccati, &#039;&#039;La terra e il suo cuore. Halford John Mackinder e la teoria dell&#039;Heartland&#039;&#039;, in &amp;quot;I castelli di Yale. Quaderni di filosofia&amp;quot;, n. 1, 1996, pp. 163-194 (https://web.archive.org/web/20041111111920/http://www.unife.it/stdoc/roccati.pdf).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;Democratic Ideals and Reality. A Study in the Politics of Reconstruction&#039;&#039;, Constable, London 1919 – Holt, New York 1919; rist. &#039;&#039;Democratic Ideals and Reality. A Study in the Politics of Reconstruction&#039;&#039;, Norton, New York 1962; trad. it. &#039;&#039;[[Ideali democratici e realtà. Uno studio sulla politica della ricostruzione]]&#039;&#039; (di Massimo Roccati e Fulvio Borrino), Leg Edizioni, Gorizia 2022.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;The Round World and the Winning of the Peace&#039;&#039;, in “Foreign Affairs”, XXI, luglio 1943, pp. 595-605; trad. it. (di Federica Jean) &#039;&#039;Il mondo intero e come vincere la pace&#039;&#039;, in “Limes”, n. 1, 1994, pp. 171-182.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;Il perno geografico della storia, ovvero il pivot d&#039;Asia&#039;&#039; (a cura di Massimo Roccati), Le due rose. Editore, Milano 2019. Il libro, oltre ai saggi di Franco Farinelli, Massimo Roccati e [[Daniele Scalea]], presenta le traduzioni rivedute e corrette dei testi di Mackinder: &#039;&#039;Il perno geografico della storia&#039;&#039; (&#039;&#039;The Geographical Pivot of History&#039;&#039;) e &#039;&#039;Il mondo rotondo e la conquista della pace&#039;&#039; (&#039;&#039;The Round World and the Winning of the Peace&#039;&#039;), entrambi tradotti da Fulvio Borrino e Massimo Roccati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Fonti ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Halford Mackinder, (1904): &#039;&#039;The Geographical Pivot of History&#039;&#039;, in &amp;quot;The Geographical Journal&amp;quot;, Vol. XXIII, n. 4, aprile 1904, pp. 421-444; trad. it. (di Fulvio Borrino e Massimo Roccati) &#039;&#039;Il perno geografico della storia&#039;&#039;, in &amp;quot;I castelli di Yale. Quaderni di filosofia&amp;quot;, n. 1, 1996, pp. 129-162.(https://web.archive.org/web/20060513130502/http://www.unife.it/stdoc/mackinder.pdf). Sulla genesi e l&#039;importanza dell&#039;articolo di Mackinder, si veda anche M. Roccati, &#039;&#039;La terra e il suo cuore. Halford John Mackinder e la teoria dell&#039;Heartland&#039;&#039;, in &amp;quot;I castelli di Yale. Quaderni di filosofia&amp;quot;, n. 1, 1996, pp. 163-194 (https://web.archive.org/web/20041111111920/http://www.unife.it/stdoc/roccati.pdf).&lt;br /&gt;
* [https://www.britannica.com/biography/Halford-Mackinder Halford Mackinder - Encyclopedia Britannica] (in inglese)&lt;br /&gt;
* Brian W. Blouet (1987): &#039;&#039;Halford Mackinder: A Biography&#039;&#039;, College Station: Texas A &amp;amp; M University Press&lt;br /&gt;
* David Livingston (1992): &#039;&#039;The Geographical Tradition&#039;&#039;, Oxford: Blackwell&lt;br /&gt;
* W. H. Parker (1982): &#039;&#039;Mackinder: Geography as an Aid to Statecraft&#039;&#039;, Oxford: Clarendon Press&lt;br /&gt;
* [https://www.encyclopedia.com/history/news-wires-white-papers-and-books/halford-mackinder Halford Mackinder - Encyclopedia] (in inglese)&lt;br /&gt;
* Henry Farrell (2020): &#039;&#039;Foreign Affairs,&#039;&#039; George Washington University&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Geografia]] [[Categoria:Politici]] [[Categoria:Regno Unito]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Halford_John_Mackinder&amp;diff=6766</id>
		<title>Halford John Mackinder</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Halford_John_Mackinder&amp;diff=6766"/>
		<updated>2026-05-23T09:36:07Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari: /* Critiche e attualità */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[File:Halford Mackinder.jpg|250px|thumb|right|Sir Halford John Mackinder.]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Sir Halford John Mackinder&#039;&#039;&#039; ([[Gainsborough]], 1865 - [[Bournemouth]], 1947) è stato un [[Geografia|geografo]], politologo e accademico [[Regno Unito|britannico]], ricordato come uno dei padri fondatori della [[geopolitica]] moderna&amp;lt;ref name=&amp;quot;:0&amp;quot;&amp;gt;Phil Thinline (2019): [https://www.newstatesman.com/culture/2019/01/halford-mackinder-father-geopolitics &#039;&#039;The father of geopolitics&#039;&#039; - New Statesman] (in inglese)&amp;lt;/ref&amp;gt;. La sua influenza si estende ben oltre il campo della geografia, toccando discipline come le [[relazioni internazionali]], la [[strategia militare]] e la politica estera. La sua opera più celebre, &#039;&#039;The Geographical Pivot of History&#039;&#039; (1904), introdusse concetti rivoluzionari che continuano a essere discussi e reinterpretati ancora oggi&amp;lt;ref&amp;gt;Mackinder, 1904.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Biografia ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nato a Gainsborough, in [[Inghilterra]], Mackinder combinò una solida formazione accademica con un interesse attivo per l&#039;esplorazione e l&#039;analisi politica. Dopo gli studi a Oxford, dove si dedicò inizialmente alle scienze naturali, sviluppò un profondo interesse per la geografia, contribuendo a istituzionalizzarla come disciplina autonoma nel Regno Unito. La sua carriera accademica fu affiancata da un impegno pubblico, che lo portò a ricoprire incarichi [[Parlamento britannico|parlamentari]] e a partecipare a missioni diplomatiche, tra cui la [[Pace di Versailles|conferenza di pace di Versailles]] nel 1919&amp;lt;ref&amp;gt;[https://tomdispatch.com/alfred-mccoy-grandmasters-of-the-universe Alfred McCoy, Grandmasters of the Universe - Tom Dispatch] (in inglese)&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il contributo più duraturo di Mackinder fu la formulazione della teoria del &#039;&#039;&amp;quot;Cuore Continentale&amp;quot;&#039;&#039; (Heartland), presentata nel saggio del 1904 e successivamente ampliata in &#039;&#039;Democratic Ideals and Reality&#039;&#039; (1919). Secondo questa visione, il controllo dell&#039;[[Eurasia]] – in particolare della vasta regione interna che va dalla [[Siberia]] all&#039;[[Asia Centrale]] – avrebbe garantito un predominio incontrastato sul mondo. La famosa massima che riassume la sua teoria recita: &#039;&#039;&amp;quot;Chi controlla l&#039;[[Europa Orientale|Est Europa]] comanda l&#039;Heartland; chi controlla l&#039;Heartland comanda l&#039;Isola-Mondo (l&#039;Eurasia); chi controlla l&#039;Isola-Mondo comanda il mondo&amp;quot;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Charles Kruszewski (1954): [https://www.foreignaffairs.com/articles/1954-04-01/pivot-history &#039;&#039;The Pivot of History&#039;&#039; - Foreign Affairs] (in inglese)&amp;lt;/ref&amp;gt;. Questa intuizione anticipò le dinamiche della [[Guerra Fredda]] e rimane un punto di riferimento per analizzare le ambizioni delle potenze eurasiatiche, dalla [[Federazione Russa|Russia]] alla [[Repubblica Popolare Cinese|Cina]] contemporanea&amp;lt;ref name=&amp;quot;:0&amp;quot; /&amp;gt;&amp;lt;ref&amp;gt;John B. Foster (2006): [https://monthlyreview.org/2006/01/01/the-new-geopolitics-of-empire/ The New Geopolitics of Empire - Monthly Review] (in inglese)&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mackinder sosteneva che la geografia fosse un fattore determinante nella [[storia]] e nella [[politica]], influenzando le strategie degli Stati in modo più profondo di quanto si credesse&amp;lt;ref&amp;gt;Colin Dueck (2015): [https://classicsofstrategy.com/2015/02/18/geography-and-world-politics-2/ &#039;&#039;Geography and World Politics&#039;&#039; - Classics of Strategy and Diplomatics] (in inglese)&amp;lt;/ref&amp;gt;. La sua analisi metteva in guardia le potenze marittime, come la Gran Bretagna e gli [[Stati Uniti d&#039;America|Stati Uniti]], dal rischio di un&#039;egemonia continentale nell&#039;Eurasia&amp;lt;ref&amp;gt;Jaehan Park (2023): [https://tnsr.org/2023/09/rethinking-geopolitics-geography-as-an-aid-to-statecraft/ &#039;&#039;Rethinking Geopolitics: Geography as an Aid to Statecraft&#039;&#039; - Texas National Security Review] (in inglese)&amp;lt;/ref&amp;gt;. Sebbene alcune sue previsioni potrebbero essere superate dagli eventi storici e dall&#039;[[evoluzione tecnologica]] (come l&#039;avvento dell&#039;[[aviazione]] e delle [[armi nucleari]]), il suo approccio sistemico alla geopolitica resta un pilastro per comprendere i conflitti globali&amp;lt;ref&amp;gt;Chetan Parikh (2025): [https://capitalideasonline.com/wordpress/geopolitical-thinking/ &#039;&#039;Geopolitical thinking&#039;&#039; - capitalideas online] (in inglese)&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oltre alla teoria dell&#039;Heartland, Mackinder si dedicò a studi sull&#039;educazione geografica, sostenendo l&#039;importanza di una formazione interdisciplinare per i futuri leader. La sua eredità intellettuale è visibile tanto nelle accademie militari quanto nei dibattiti sulle sfide del XXI secolo, dal confronto tra [[Patto Atlantico|NATO]] e Russia alla [[nuova via della seta]] cinese. Morì nel 1947, lasciando una traccia indelebile nel modo in cui guardiamo al potere, allo spazio e alla storia&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.ebsco.com/research-starters/history/halford-john-mackinder Halford John Mackinder - EBSCO] (in inglese)&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== La teoria dell&#039;Heartland di Mackinder: il &amp;quot;Pivot&amp;quot; della storia ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Al centro del pensiero di Halford Mackinder c’è l’idea che la geografia fisica condizioni in modo decisivo la storia e la politica mondiale. Nel suo saggio &#039;&#039;The Geographical Pivot of History&#039;&#039; (1904) e poi nell’opera &#039;&#039;Democratic Ideals and Reality&#039;&#039; (1919), sviluppa una teoria geopolitica che individua nell’Eurasia il perno del dominio globale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La mappa concettuale: &amp;quot;Isola-Mondo&amp;quot; e &amp;quot;Heartland&amp;quot; ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mackinder vede la Terra come un’unica grande &amp;quot;Isola-Mondo&amp;quot; (World-Island), composta da [[Europa]], [[Asia]] e [[Africa]]. Al centro di questa massa continentale si trova l’&#039;&#039;&#039;Heartland&#039;&#039;&#039; (o &amp;quot;Cuore Continentale&amp;quot;), una vasta area inaccessibile dal mare che comprende:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* La Russia europea e asiatica&lt;br /&gt;
* L’Asia centrale ([[Kazakistan]], [[Uzbekistan]], [[Turkmenistan]])&lt;br /&gt;
* La Siberia occidentale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa regione è protetta a nord dai ghiacci artici, a sud da deserti e catene montuose (come l’[[Himalaya]]), e a ovest dalle pianure dell’Europa orientale. La sua posizione la rende difficilmente conquistabile da potenze marittime (come la Gran Bretagna o gli Stati Uniti), ma al tempo stesso le offre un enorme potenziale espansivo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La &amp;quot;legge&amp;quot; geopolitica di Mackinder ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sua tesi si riassume nella celebre massima:&lt;br /&gt;
{{Citazione|Chi controlla l’Europa Orientale comanda l’Heartland; chi controlla l’Heartland comanda l’Isola-Mondo; chi controlla l’Isola-Mondo comanda il mondo.|Halford John Mackinder}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In altre parole:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L’Europa Orientale&#039;&#039;&#039; ([[Germania]], [[Polonia]], [[Ucraina]], [[Bielorussia]]) è la chiave per accedere all’Heartland.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L’Heartland&#039;&#039;&#039;, essendo la zona più ricca di risorse e militarmente difendibile, garantisce il controllo sull’Eurasia.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L’Isola-Mondo&#039;&#039;&#039; ([[Eurafrasia]]) rappresenta il fulcro della popolazione, dell’economia e della potenza militare globale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La sfida tra potenze marittime e terrestri ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mackinder teorizza uno scontro storico tra:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Potenze marittime&#039;&#039;&#039; (come la Gran Bretagna e, in seguito, gli USA), che dominano attraverso il commercio e la flotta.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Potenze terrestri&#039;&#039;&#039; (come la Russia), che cercano di espandersi nell’Heartland per diventare egemoni continentali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo lui, se una potenza terrestre riuscisse a unificare l’Heartland (ad esempio, la Russia conquistando l’Europa orientale), potrebbe diventare inarrestabile, perché:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Avrebbe risorse illimitate (grano, petrolio, minerali).&lt;br /&gt;
* Sarebbe impenetrabile agli attacchi navali.&lt;br /&gt;
* Potrebbe proiettare potere verso l’Europa, il Medio Oriente e la Cina.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo a delineare la contrapposizione tra terra e mare, diventata poi un modello per le teorie successive, fu [[Tucidide]]. Nella sua opera &#039;&#039;&amp;quot;La Guerra del Peloponneso&amp;quot;&#039;&#039;, lo storico greco presentò &#039;&#039;&#039;Atene&#039;&#039;&#039; come l’emblema del potere marittimo: un impero basato sul commercio, sostenuto da una potente flotta, governato da una democrazia dinamica e orientato all’espansione. Al contrario, &#039;&#039;&#039;Sparta&#039;&#039;&#039; incarnava il potere terrestre, fondato sull’agricoltura, retto da un’oligarchia conservatrice e difeso da un esercito di terra. Anche &#039;&#039;&#039;Aristotele&#039;&#039;&#039;, nella sua &#039;&#039;&amp;quot;Politica&amp;quot;&#039;&#039;, osservò questa dicotomia: le città marinare tendevano a sviluppare governi più democratici e aperti al cambiamento, mentre le società agricole erano legate a strutture tradizionali e militarizzate. Lo storico greco &#039;&#039;&#039;Polibio&#039;&#039;&#039; analizzò un altro celebre scontro tra potenze opposte: &#039;&#039;&#039;Cartagine&#039;&#039;&#039;, talassocrazia commerciale, e &#039;&#039;&#039;Roma&#039;&#039;&#039;, potenza terrestre e agricola. Pur partendo svantaggiata sul mare, Roma riuscì a prevalere grazie alla sua superiore organizzazione militare e alla coesione sociale, dimostrando la forza delle civiltà radicate nella terra.Un contributo originale venne da [[Ibn Khaldun]], considerato tra i primi economisti della storia. Nella sua &#039;&#039;&amp;quot;Muqaddimah&amp;quot;&#039;&#039;, egli teorizzò un conflitto diverso ma analogo: quello tra [[società nomadi]] (guerriere, legate alla steppa) e [[civilità urbane]] (marittime e commerciali). Secondo Khaldun, la storia segue un [[ciclo]] inevitabile: i popoli nomadi, una volta sedentarizzati, decadono a causa della ricchezza e della corruzione tipiche della vita urbana, per poi essere sostituiti da nuove forze provenienti dalle periferie.Tale corruzione si manifestava, ad esempio, nell&#039;affermarsi di una cultura del lusso&amp;lt;ref&amp;gt;Muqaddimah, Libro I, Sez. 2 (&amp;quot;Le società sedentarie e la loro decadenza&amp;quot;).&amp;lt;/ref&amp;gt; che, mentre incrementava smisuratamente il valore attribuito a beni superflui, finiva per diminuire il valore delle attività lavorative originali, e quindi i servizi essenziali legati alle necessità quotidiane.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Il ruolo della posizione geografica ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il tema del potere marittimo nella storia fu affrontato specificamente dall&#039;ammiraglio [[Alfred Thayer Mahan]],predecessore di Mackinder. Secondo il suo pensiero, gli Stati caratterizzati da estesi confini marittimi godono di una posizione di forza intrinseca rispetto a quelli prevalentemente continentali, i quali devono destinare ingenti risorse alla difesa dei propri confini terrestri, esponendosi così al rischio di invasioni e disperdendo energie che potrebbero essere investite nella marina.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa fondamentale disparità fu, secondo Mahan, uno dei fattori decisivi che permise all&#039;Inghilterra di affermarsi come potenza egemone&amp;lt;ref&amp;gt;Kennedy, P. (1976). The Rise and Fall of British Naval Mastery. Allen Lane.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
    Studio sulla supremazia navale britannica e sui fattori che la favorirono, inclusa la posizione geografica.&amp;lt;/ref&amp;gt;, a discapito di rivali come la Francia e l&#039;Olanda. Queste ultime, impegnate in costose guerre continentali per la preservazione dei loro territori, si trovarono impossibilitate a destinare capitali sufficienti allo sviluppo e al mantenimento di una flotta poderosa e competitiva.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La geografia influenza inoltre la strategia navale, promuovendo la concentrazione o, al contrario, la dispersione delle forze. Anche in questo ambito, il Regno Unito seppe sfruttare al massimo la sua condizione insulare. La sua flotta, dislocata in punti strategici cruciali dell’immenso impero coloniale, garantiva non solo la difesa dei domini ma anche un controllo capillare delle rotte commerciali globali, assicurando alla madrepatria un dominio marittimo pressoché incontrastato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un altro aspetto geografico cruciale è la posizione relativa di una nazione rispetto ai suoi avversari. Uno Stato situato in una posizione centrale ma isolato dal mare rispetto ai suoi nemici può sfruttare questa &#039;&#039;&#039;&amp;quot;centralità insulare&amp;quot;&#039;&#039;&#039; per agevolare i rifornimenti, ottimizzare la logistica e organizzare offensive rapide e concentrate. Allo stesso modo, una prossimità geografica a un avversario può favorire il ricorso alla &#039;&#039;guerre de course&#039;&#039; – la guerra di corsa – una strategia mirata a interdire e distruggere le vulnerabili flotte mercantili nemiche, minandone l&#039;economia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra le nazioni storicamente avvantaggiate da tali caratteristiche, Mahan identifica in primis l&#039;Inghilterra e, in misura minore, l&#039;Italia. Tuttavia, il potenziale marittimo italiano veniva, ai suoi tempi, neutralizzato dalla presenza britannica a Malta e dal controllo francese sulla Corsica, che dominavano rispettivamente l&#039;accesso orientale e occidentale del Mar Mediterraneo. Questo bacino, riconosciuto da Mahan come crocevia commerciale di importanza storica globale, era – e sarebbe rimasto – oggetto del contendere tra le grandi potenze.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Estendendo la sua analisi strategica oltre il contesto europeo, Mahan individuò un potenziale analogo nel Mar dei Caraibi, la cui rilevanza sarebbe esplosa con l&#039;apertura di un canale nell&#039;istmo centroamericano (il futuro Canale di Panama). Egli sostenne che gli Stati Uniti, proteggendo gli accessi fluviali vitali come il Mississippi e assicurandosi il controllo dei punti strategici caraibici, avrebbero potuto – grazie a una posizione già di per sé vantaggiosa unita a immense risorse naturali – ascendere al rango di potenza navale dominante, plasmandone così il destino imperiale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le implicazioni storiche e moderne ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Durante la Guerra Fredda, la teoria di Mackinder trovò conferma nella divisione del mondo tra le due superpotenze. L&#039;[[Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche]], stabilendo il suo controllo su gran parte dell&#039;Heartland mackinderiano, rappresentava la quintessenza della potenza terrestre. Il suo dominio si estendeva dalle steppe russe fino al cuore dell&#039;Europa orientale, realizzando in parte il timore di Mackinder: una grande potenza eurasiatica in grado di sfidare l&#039;Occidente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La NATO, sotto la guida degli Stati Uniti, rispose con una strategia di contenimento mirata proprio a impedire l&#039;ulteriore espansione sovietica verso ovest. Questo confronto bipolare non era semplicemente uno scontro ideologico tra comunismo e capitalismo, ma rifletteva una fondamentale competizione geopolitica per il controllo dello spazio eurasiatico. L&#039;Europa orientale divenne così la cruciale zona cuscinetto dove si misurava l&#039;equilibrio di potere tra le due superpotenze.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La stessa logica mackinderiana aiuta a comprendere le attuali tensioni in Ucraina. L&#039;invasione russa del 2022 può essere interpretata come l&#039;ultimo tentativo di [[Mosca]] di mantenere la sua sfera di influenza nell&#039;Europa orientale, considerata da sempre il &amp;quot;cancello&amp;quot; per accedere all&#039;Heartland. Per la Russia, perdere il controllo su questa regione significherebbe vedere erodere la propria sicurezza strategica e la possibilità di proiettare potere verso l&#039;Europa continentale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Parallelamente, la Cina sta perseguendo una strategia diversa ma complementare attraverso la Belt and Road Initiative. Pur non essendo una potenza dell&#039;Heartland in senso stretto, Pechino cerca di integrarlo economicamente, creando una rete di infrastrutture che le consentirebbe di esercitare una crescente influenza sull&#039;intera massa eurasiatica. Questo approccio rappresenta una versione moderna della competizione per il controllo dello spazio che Mackinder aveva previsto, anche se condotta con strumenti economici piuttosto che militari.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Critiche e attualità ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alcuni sostengono che la teoria sia superata perché:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* La tecnologia (droni, missili, cyberwarfare) ha reso meno rilevanti i confini geografici&amp;lt;ref&amp;gt;The End of Geography? Drones, Cyber Warfare, and the Future of Geopolitics&amp;quot;&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
* L’economia globale è più interdipendente, riducendo l’isolamento dell’Heartland&amp;lt;ref&amp;gt;Henry Farrell (2020): &#039;&#039;&amp;quot;The J-Curve of Globalization: Why Economic Interdependence Reduces Geopolitical Leverage&amp;quot;&#039;&#039;, In &#039;&#039;Foreign Affairs&#039;&#039;&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tuttavia, la logica di fondo rimane influente:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* La Russia continua a vedere l’Ucraina come un territorio vitale per la sua sicurezza.&lt;br /&gt;
* Gli USA cercano ancora di impedire a un’unica potenza di dominare l’Eurasia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mackinder evidenziava come la Russia avesse plasmato un sistema economico fondato sulle ferrovie&amp;lt;ref&amp;gt;Danks, C. J. (2001) – &amp;quot;Russian Railways and Imperial Intersections in the Russian Empire&amp;quot;&amp;lt;/ref&amp;gt;, strutturando una fitta rete di tariffe doganali&amp;lt;ref&amp;gt;Gorodnichenko, Y. &amp;amp; Tesar, L. (2009) – &amp;quot;Trade Elasticity, Substitution, and the Intensive Margin&amp;quot; &amp;lt;/ref&amp;gt; che la isolavano dall&#039;&#039;&#039;&amp;lt;nowiki/&amp;gt;&#039;&amp;quot;economia oceanica&amp;quot;&#039;&#039;&#039; dominata dalle potenze marittime, riuscendo così a sviluppare un robusto apparato industriale autonomo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le politiche occidentali antirusse degli ultimi decenni hanno avuto, tra gli altri obiettivi, proprio quello di smantellare questo modello economico continentale. Un tentativo che, tuttavia, neppure la forza del sistema economico globale è riuscito a portare a compimento pienamente. La resilienza di questa struttura economica alternativa dimostra come il controllo dell&#039;Heartland continui a rappresentare un fattore geopolitico decisivo, in grado di sfidare persino l&#039;egemonia del mercato globalizzato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Questa resistenza spiega perché il confronto con la Russia non sia mai stato puramente ideologico o militare, ma profondamente economico.&#039;&#039;&#039; Mentre l&#039;Occidente ha cercato di integrarla nel sistema capitalistico oceanico, Mosca ha mantenuto, anche dopo il crollo sovietico, una capacità di autonomia strategica proprio grazie alla persistenza di quel modello continentale che Mackinder aveva individuato come chiave del potere eurasiatico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mackinder non predisse però il futuro, ma offrì comunque  una griglia interpretativa per capire come la geografia e le proprietà fisiche generali del globo influenzino la politica. La sua teoria dell’Heartland spiega perché l’Eurasia sia ancora oggi il teatro principale della competizione globale, da Washington a Mosca, da Pechino a Bruxelles.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre si immaginava anche uno scenario futuro in cui lo spazio aereo sarebbe diventato un elemento sempre più predominante. In tal caso, non avrebbe più fatto alcuna differenza trovarsi al centro di un continente o su un’isola: la potenza maggiore sarebbe diventata quella dotata del maggiore sviluppo industriale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Opere ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;[[The Geographical Pivot of History]]&#039;&#039;, in &amp;quot;The Geographical Journal&amp;quot;, Vol. XXIII, n. 4, aprile 1904, pp.&amp;amp;nbsp;421-444; trad. it. (di Fulvio Borrino e Massimo Roccati) &#039;&#039;Il perno geografico della storia&#039;&#039;, in &amp;quot;I castelli di Yale. Quaderni di filosofia&amp;quot;, n. 1, 1996, pp.&amp;amp;nbsp;129-162.(https://web.archive.org/web/20060513130502/http://www.unife.it/stdoc/mackinder.pdf). Sulla genesi e l&#039;importanza dell&#039;articolo di Mackinder, si veda anche M. Roccati, &#039;&#039;La terra e il suo cuore. Halford John Mackinder e la teoria dell&#039;Heartland&#039;&#039;, in &amp;quot;I castelli di Yale. Quaderni di filosofia&amp;quot;, n. 1, 1996, pp. 163-194 (https://web.archive.org/web/20041111111920/http://www.unife.it/stdoc/roccati.pdf).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;Democratic Ideals and Reality. A Study in the Politics of Reconstruction&#039;&#039;, Constable, London 1919 – Holt, New York 1919; rist. &#039;&#039;Democratic Ideals and Reality. A Study in the Politics of Reconstruction&#039;&#039;, Norton, New York 1962; trad. it. &#039;&#039;[[Ideali democratici e realtà. Uno studio sulla politica della ricostruzione]]&#039;&#039; (di Massimo Roccati e Fulvio Borrino), Leg Edizioni, Gorizia 2022.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;The Round World and the Winning of the Peace&#039;&#039;, in “Foreign Affairs”, XXI, luglio 1943, pp. 595-605; trad. it. (di Federica Jean) &#039;&#039;Il mondo intero e come vincere la pace&#039;&#039;, in “Limes”, n. 1, 1994, pp. 171-182.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;Il perno geografico della storia, ovvero il pivot d&#039;Asia&#039;&#039; (a cura di Massimo Roccati), Le due rose. Editore, Milano 2019. Il libro, oltre ai saggi di Franco Farinelli, Massimo Roccati e [[Daniele Scalea]], presenta le traduzioni rivedute e corrette dei testi di Mackinder: &#039;&#039;Il perno geografico della storia&#039;&#039; (&#039;&#039;The Geographical Pivot of History&#039;&#039;) e &#039;&#039;Il mondo rotondo e la conquista della pace&#039;&#039; (&#039;&#039;The Round World and the Winning of the Peace&#039;&#039;), entrambi tradotti da Fulvio Borrino e Massimo Roccati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Fonti ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Halford Mackinder, (1904): &#039;&#039;The Geographical Pivot of History&#039;&#039;, in &amp;quot;The Geographical Journal&amp;quot;, Vol. XXIII, n. 4, aprile 1904, pp. 421-444; trad. it. (di Fulvio Borrino e Massimo Roccati) &#039;&#039;Il perno geografico della storia&#039;&#039;, in &amp;quot;I castelli di Yale. Quaderni di filosofia&amp;quot;, n. 1, 1996, pp. 129-162.(https://web.archive.org/web/20060513130502/http://www.unife.it/stdoc/mackinder.pdf). Sulla genesi e l&#039;importanza dell&#039;articolo di Mackinder, si veda anche M. Roccati, &#039;&#039;La terra e il suo cuore. Halford John Mackinder e la teoria dell&#039;Heartland&#039;&#039;, in &amp;quot;I castelli di Yale. Quaderni di filosofia&amp;quot;, n. 1, 1996, pp. 163-194 (https://web.archive.org/web/20041111111920/http://www.unife.it/stdoc/roccati.pdf).&lt;br /&gt;
* [https://www.britannica.com/biography/Halford-Mackinder Halford Mackinder - Encyclopedia Britannica] (in inglese)&lt;br /&gt;
* Brian W. Blouet (1987): &#039;&#039;Halford Mackinder: A Biography&#039;&#039;, College Station: Texas A &amp;amp; M University Press&lt;br /&gt;
* David Livingston (1992): &#039;&#039;The Geographical Tradition&#039;&#039;, Oxford: Blackwell&lt;br /&gt;
* W. H. Parker (1982): &#039;&#039;Mackinder: Geography as an Aid to Statecraft&#039;&#039;, Oxford: Clarendon Press&lt;br /&gt;
* [https://www.encyclopedia.com/history/news-wires-white-papers-and-books/halford-mackinder Halford Mackinder - Encyclopedia] (in inglese)&lt;br /&gt;
* Henry Farrell (2020): &#039;&#039;Foreign Affairs,&#039;&#039; George Washington University&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Geografia]] [[Categoria:Politici]] [[Categoria:Regno Unito]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Nikola_Tesla&amp;diff=6765</id>
		<title>Nikola Tesla</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Nikola_Tesla&amp;diff=6765"/>
		<updated>2026-05-23T07:39:55Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari: /* I raggi cosmici */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{AI Slop}}&lt;br /&gt;
{{S}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Tessla.png|300px|miniatura|Nikola Tesla]]&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Nikola Tesla&#039;&#039;&#039; (in serbo: Никола Тесла; Smiljan, 10 luglio 1856 – New York, 7 gennaio 1943) è stato un inventore, fisico e ingegnere serbo-statunitense, tra i più visionari e influenti della storia della scienza moderna. Pioniere dell’elettromagnetismo e dell’ingegneria elettrica, i suoi contributi fondamentali – tra cui lo sviluppo della corrente alternata (AC), il motore a induzione e i primi esperimenti sulla trasmissione senza fili – hanno rivoluzionato la tecnologia del XX secolo e oltre.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Noto per la sua mente geniale e il carattere eccentrico, Tesla combinò un’intuizione scientifica straordinaria con un’immaginazione quasi futuristica, progettando sistemi che anticiparono la radio, i radar, i raggi X e persino concetti oggi attualissimi come la trasmissione di energia wireless. La sua rivalità con Thomas Edison nella “Guerra delle Correnti” e il controverso rapporto con investitori e colleghi ne segnarono la carriera, lasciandolo in difficoltà economiche nonostante le centinaia di brevetti depositati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oggi è celebrato non solo come uno dei più grandi inventori di tutti i tempi, ma anche come una figura quasi mitica, simbolo dello scienziato incompreso e dell’innovazione senza confini. La sua eredità vive nella pop culture, nella scienza e nella tecnologia, dal sistema elettrico globale ai progetti più avveniristici di energia libera.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Biografia ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Origine e primi anni ====&lt;br /&gt;
Nikola Tesla nacque il 10 luglio 1856 nel piccolo villaggio di Smiljan, allora parte dell&#039;Impero austro-ungarico e oggi situato in Croazia. Suo padre, Milutin Tesla, di etnia serba, era un prete ortodosso, mentre sua madre, Georgina Mandić, possedeva un talento straordinario per le invenzioni e migliorava costantemente oggetti di uso quotidiano. Questa capacità fu senza dubbio trasmessa da lei al figlio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La famiglia di Tesla crebbe cinque figli. Nikola e suo fratello maggiore Dane si distinsero per la loro curiosità e le loro rare capacità. Sebbene fin dall&#039;infanzia Nikola stupisse chi lo circondava con la memoria fenomenale ereditata dalla madre, egli ammise che fu Dane, morto durante l&#039;infanzia, il vero genio della famiglia, mentre lui stesso, nonostante tutti i suoi sforzi, sembrava sempre mediocre in confronto al fratello scomparso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Durante gli anni scolastici, si concentrò sullo studio della matematica, del tedesco — lingua ufficiale dell&#039;Austria-Ungheria — e della religione, poiché il padre sperava che il figlio seguisse le sue orme diventando a sua volta prete. Tuttavia, verso la fine del liceo, l&#039;interesse principale di Tesla divennero le scienze naturali. Nell&#039;autunno del 1870, il quattordicenne lasciò la casa dei genitori e si trasferì a Karlovac per frequentare la Higher Real School (equivalente a un liceo scientifico nel sistema educativo tedesco), dove poté concentrarsi sulle materie che più lo appassionavano: la fisica e la matematica. Il giovane talentuoso completò il programma quadriennale in soli tre anni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Educazione e primi passi nella scienza ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nikola Tesla studiò al Politecnico di Graz, uno dei due istituti di istruzione superiore politecnici dell&#039;epoca in Austria (l&#039;altro si trovava a Vienna). Qui si dedicò agli studi di ingegneria, affermandosi rapidamente non solo come uno studente eccezionalmente dotato, ma anche come estremamente diligente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sua dedizione agli studi suscitò persino preoccupazione tra i docenti, i quali — come seppe in seguito — scrissero ai genitori esprimendo timore che il figlio si stesse sovraccaricando di lavoro. E non era un&#039;esagerazione: durante il primo anno universitario, Nikola dormiva solo quattro ore al giorno, dedicando tutto il suo tempo allo studio senza concedersi riposo né nei giorni festivi né la domenica. Alla fine dell&#039;anno, questa ossessione diede i suoi frutti: superò brillantemente tutti gli esami, non solo nelle materie obbligatorie ma anche in quelle opzionali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tuttavia, neppure una persona dalle capacità fenomenali come Tesla avrebbe potuto reggere a lungo un tale ritmo. Giunto al termine del secondo anno, dopo aver vanificato i successi precedenti, perse la borsa di studio e… si avvicinò al gioco d’azzardo. Questa scelta rischiò di costargli la carriera: perse tutti i soldi destinati alla sua istruzione e, inoltre, smise completamente di dedicarsi agli studi. Di conseguenza, Tesla non si presentò agli esami finali e non ottenne mai la laurea.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel gennaio 1880, la famiglia lo aiutò a trasferirsi a Praga per studiare filosofia. Sfortunatamente, arrivò quando l&#039;anno accademico era già iniziato e non fece in tempo a sostenere i test di ammissione; frequentò comunque le lezioni per alcuni mesi come studente libero. Tuttavia, a causa della sua insufficiente conoscenza del ceco e del greco antico, materie obbligatorie per il corso di studi, non poté iscriversi ufficialmente all&#039;Università di Praga.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1881, il venticinquenne Tesla trovò lavoro come ingegnere presso la Compagnia Telefonica Centrale di Budapest. In seguito per perseguire un maggiore sviluppo si trasferì a Parigi dove trovò lavoro come tirocinante alla filiale della «Continental Edison» — l&#039;azienda di Thomas Edison in Francia — dove, tra l&#039;altro, partecipò alla realizzazione di un impianto di illuminazione stradale a Parigi. Nel frattempo un sistema di alimentazione e illuminazione a corrente continua sviluppato da Edison ha subito un incidente catastrofico in una stazione ferroviaria di Strasburgo, in Germania. L&#039;interruttore di lancio del sistema ha causato un&#039;esplosione, distruggendo un muro della rimessa dei treni. A Tesla, che parlava tedesco, fu ordinato di occuparsi del problema. I dirigenti dell&#039;azienda promisero un generoso bonus di 25.000 dollari se il problema fosse stato risolto. Grazie agli sforzi di Tesla, il problema fu risolto senza intoppi e, nel processo, costruì anche il primo modello di motore a induzione.Tuttavia, quando Tesla tornò a Parigi, l&#039;azienda si rifiutò di pagare il bonus promesso in precedenza, cosa che lo deluse e portò alle sue dimissioni. Poco dopo, il direttore generale della filiale, Charles Bachelot, scrisse una lettera di raccomandazione raccomandando vivamente a Tesla di svilupparsi negli Stati Uniti. La lettera di raccomandazione era indirizzata al famoso inventore e imprenditore Thomas Edison e conteneva la seguente frase: “Conosco due grandi persone, una sei tu e l&#039;altra è questo giovane”&amp;lt;ref&amp;gt;The Nikola Tesla Museum Archive (Belgrado, Serbia).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[L&#039;archivio conserva documenti originali, tra cui la lettera di raccomandazione di Charles Batchelor (non Bachelot) a Thomas Edison, con la famosa frase &amp;quot;Conosco due grandi uomini, uno siete voi e l&#039;altro è questo giovane&amp;quot;. La lettera è spesso riprodotta in libri e mostre].&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Il trasferimento in America e i rapporti con Edison ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tesla arrivò a New York nella primavera del 1884. Sebbene Edison apprezzasse il suo talento e la sua ossessione per il lavoro — in questo i due erano simili —, la loro collaborazione durò poco più di sei mesi. Ben presto emersero divergenze su come alimentare esattamente le lampade per l&#039;illuminazione stradale di Manhattan: Edison sosteneva l&#039;uso della corrente continua (CC), che riteneva più sicura, mentre Tesla vedeva il futuro nella corrente alternata (CA).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È probabile che alla base del loro disaccordo vi fosse anche una differenza negli approcci alla realizzazione dei progetti tecnologici. Edison privilegiava ciò che, in termini moderni, potremmo definire l’aspetto commerciale e di marketing, mentre per Tesla contava soprattutto la ricerca scientifica in sé.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo aver lasciato l’impresa di Edison, Tesla decise di avviare una propria attività. Trovò sostegno in George Westinghouse, un industriale e ingegnere americano che aveva osservato come la corrente continua subisse significative perdite di energia durante la trasmissione attraverso i cavi. Il confronto tra Edison e Westinghouse su questo tema passò alla storia con il nome di «Guerra delle correnti», seguita con grande attenzione in tutto il paese.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tesla aveva bisogno di una propria azienda per realizzare le sue innovative idee, indipendentemente dalle controversie in corso. Tuttavia, la creazione dell’impresa richiedeva investitori, che non fu facile trovare subito. I primi tentativi di avviare un’attività non ebbero successo, ma nel 1886 due facoltosi newyorkesi, Alfred Brown e Charles Peck, offrirono a Tesla un laboratorio a New York e finanziarono la nascita della società &#039;&#039;&#039;Tesla Electric Light &amp;amp; Manufacturing&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Già nel primo anno di attività, l’azienda realizzò un motore a induzione funzionante a corrente alternata. Il successo fu favorito dal fatto che Tesla poté dedicarsi interamente alla ricerca scientifica, mentre i due soci si occupavano degli aspetti commerciali e della promozione sul mercato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Realizzazioni scientifiche e invenzioni di Tesla ====&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Motore a induzione CA&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un motore sviluppato in un laboratorio di New York rivoluzionò il campo dell&#039;ingegneria elettrica. Il suo principio di funzionamento si basa sull&#039;azione di un campo magnetico rotante, fenomeno descritto indipendentemente da Tesla e dal fisico italiano Galileo Ferraris, che nello stesso periodo conduceva studi analoghi&amp;lt;ref&amp;gt;Ferraris, G. (1888). &amp;quot;Rotazioni elettrodinamiche prodotte per mezzo di correnti alternate&amp;quot;. Atti dell&#039;Accademia delle Scienze di Torino.&lt;br /&gt;
Studio parallelo sul campo magnetico rotante.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il funzionamento di questo tipo di motore è concettualmente semplice: la corrente alternata negli avvolgimenti della parte fissa del motore (statore) interagisce con la corrente presente negli avvolgimenti della parte mobile (rotore), inducendo la rotazione di quest&#039;ultima e convertendo così l&#039;energia elettrica in energia meccanica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Grazie alla sua struttura semplice, al costo contenuto e all&#039;elevata efficienza energetica, i motori a induzione conquistarono rapidamente una vasta diffusione. Furono questi motori ad azionare i primi ascensori, tram, convogli della metropolitana e filobus. Anche oggi i motori a corrente alternata trovano applicazione, sebbene in misura minore rispetto al passato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Trasferimento di energia wireless&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tesla era convinto che l&#039;energia potesse essere trasmessa senza fili, sfruttando esclusivamente campi magnetici. Nel 1891 compì un decisivo passo avanti in questa direzione: inventò la cosiddetta &#039;&#039;&#039;bobina di Tesla&#039;&#039;&#039; — il primo dispositivo al mondo in grado di trasmettere elettricità senza bisogno di cablaggi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla fine del XIX secolo, nel tentativo di dare forma concreta a questa visione, condusse una serie di esperimenti che culminarono nella progettazione della Torre di Wardenclyffe, nota anche come &#039;&#039;&#039;torre Tesla&#039;&#039;&#039;. La struttura fu costruita tra il 1901 e il 1902 a Long Island. La torre prese il nome dal banchiere James S. Warden, che acquistò il terreno e lo mise a disposizione per il progetto di Tesla. Oltre a Warden, parteciparono attivamente al finanziamento dell’impresa altri illustri personaggi, come il banchiere John Pierpont Morgan e l’imprenditore-scrittore John Jacob Astor.&lt;br /&gt;
Oltre a dimostrare i progressi di Tesla nella trasmissione di energia senza fili, la torre avrebbe dovuto assolvere anche a una funzione pratica: garantire telecomunicazioni wireless, radiodiffusione e comunicazioni telefoniche transatlantiche.&lt;br /&gt;
Tuttavia, il rivale di Tesla, il fisico italiano Guglielmo Marconi, riuscì a precederlo, essendo il primo a sviluppare una tecnologia analoga. Di conseguenza, gli investitori, tra cui John Morgan, ritirarono i finanziamenti. Il progetto di Tesla, privo di sostegno economico, fu costretto a chiudere nel 1906.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La torre venne infine demolita nel 1917, ma le idee di Tesla contribuirono significativamente allo sviluppo successivo delle tecnologie di trasmissione senza fili. La bobina di Tesla trovò applicazione in dispositivi telegrafici avanzati dotati di antenne, e ancora oggi una versione modificata di questa invenzione è utilizzata nella tecnologia radiofonica e televisiva.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Comunicazioni radio, telecomando e altri sviluppi&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1894 — un anno prima della scoperta di Wilhelm Röntgen — Tesla iniziò a sperimentare quelli che in seguito sarebbero diventati noti come raggi X. Utilizzò tubi a vuoto e scariche ad alta tensione per studiare i fenomeni legati alle radiazioni. Osservò che questi raggi erano in grado di penetrare alcuni materiali e di imprimersi sulle lastre fotografiche. Tuttavia, Tesla non fece in tempo a pubblicare i suoi risultati: nel 1895 il suo laboratorio di New York andò a fuoco, distruggendo documenti e attrezzature.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1901, lo scienziato italiano Guglielmo Marconi trasmise per la prima volta un segnale radio dall&#039;Inghilterra al Canada&amp;lt;ref&amp;gt;Marconi, G. (1901). &amp;quot;Telegrafia senza fili attraverso l&#039;Atlantico&amp;quot;. Proceedings of the Royal Society.&lt;br /&gt;
Contesto sulla rivalità con Marconi.&amp;lt;/ref&amp;gt;. Questo successo gli valse la fama di inventore della radio e provocò grande risentimento in Tesla, il quale sostenne che Marconi aveva utilizzato illegalmente i suoi brevetti sulla segnalazione senza fili. Sebbene inizialmente l&#039;ufficio brevetti statunitense avesse dato ragione a Tesla, nel 1904 concesse a Marconi il brevetto per l&#039;invenzione della radio, un evento che acuì ulteriormente il risentimento dello scienziato serbo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In realtà, entrambi i ricercatori, così come il fisico russo Aleksandr Popov, contribuirono allo sviluppo delle tecnologie di trasmissione radiofonica. La portata di questi contributi è attestata, da un lato, dal Premio Nobel assegnato a Marconi nel 1909, e dall&#039;altro, dal riconoscimento della priorità dei brevetti di Tesla da parte della Corte Suprema degli Stati Uniti nel 1943&amp;lt;ref&amp;gt;Supreme Court of the United States (1943). Case No. 369: Tesla vs. Marconi.&lt;br /&gt;
Sentenza sul brevetto radiofonico.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tesla utilizzò le stesse onde radio per realizzare una barca radiocomandata. All&#039;interno dello scafo in ferro erano nascosti una batteria e motori elettrici, mentre sulla superficie erano installate le antenne. Il pubblico di New York assistette con meraviglia alla dimostrazione di questa straordinaria invenzione durante l&#039;esposizione elettrica al Madison Square Garden nel 1898, dove Tesla, stando di fronte a un pannello di controllo fisso, manovrò personalmente la barca immersa in una piccola piscina.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Declino e ultimi anni (1901–1943) ====&lt;br /&gt;
Dopo il fallimento di Wardenclyffe, Tesla cadde in disgrazia finanziaria. Continuò a depositare brevetti (come la &amp;quot;turbina senza pale&amp;quot; nel 1913) e a teorizzare su armi a energia diretta (&amp;quot;raggio della pace&amp;quot;) e energia libera, ma senza successo commerciale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Negli anni ’30, visse in solitudine al New Yorker Hotel, dove morì il 7 gennaio 1943, povero e dimenticato. Il governo USA sequestrò i suoi appunti, alcuni ancora classificati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Eredità e riconoscimenti postumi ====&lt;br /&gt;
Tesla è oggi celebrato come:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Padre della corrente alternata&#039;&#039;&#039; (fondamentale per la rete elettrica mondiale).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Precursore della radio, radar e telecomunicazioni&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Icona pop&#039;&#039;&#039; (compare in film, fumetti e come nome dell’azienda di Elon Musk).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Simbolo dell’innovatore visionario&#039;&#039;&#039;, con oltre &#039;&#039;&#039;300 brevetti&#039;&#039;&#039; e teorie ancora studiate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel &#039;&#039;&#039;1960&#039;&#039;&#039;, il suo nome fu assegnato all’unità di misura dell’&#039;&#039;&#039;induzione magnetica (T)&#039;&#039;&#039; nel Sistema Internazionale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Pensiero ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nikola Tesla aveva una visione della realtà profondamente olistica, in cui scienza, intuizione e spiritualità si fondevano in un unico flusso di conoscenza. Per lui, l’universo non era un meccanismo freddo e deterministico, ma un organismo vivente permeato da energie vibranti e interconnesse, dove anche corpi distanti sono legati da legami indissolubili. La sua ricerca non si limitava alla mera applicazione tecnica: era un tentativo di decifrare il linguaggio nascosto della natura.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tesla non seguiva la procedura scientifica tradizionale, basata su ipotesi e verifiche sperimentali in sequenza. Piuttosto, lavorava per &#039;&#039;&#039;visioni improvvise&#039;&#039;&#039;, lampi di comprensione che gli si presentavano con una chiarezza quasi allucinatoria. Queste intuizioni, come lui stesso raccontava, erano così vivide da permettergli di &amp;quot;vedere&amp;quot; i dispositivi già funzionanti nella sua mente, prima ancora di costruirli. Non disegnava progetti su carta: sperimentava direttamente nell’immaginazione, dove macchine e campi di forza prendevano forma con precisione chirurgica. Solo in un secondo momento trasferiva quelle visioni nel mondo materiale, spesso senza nemmeno commettere errori. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per Nikola Tesla, una determinata legge si manifestava sempre in modo spontaneo sotto forma di un&#039;immagine geometrica. Solo in una fase successiva del processo di scoperta si giungeva alla comprensione del [[principio]] e alla sua interpretazione fisica. Seguiva poi l&#039;aritmeticizzazione della legge e la definizione delle proprietà tecniche dei materiali più idonei a tradurla in un modello fisico funzionante. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tesla, basandosi sulla propria esperienza inventiva, era convinto che questo &amp;quot;lavoro&amp;quot; fosse compiuto dalle leggi naturali stesse, e non dalle strutture materiali. Con l&#039;espressione &#039;&#039;&#039;&amp;quot;lavoro di scoperta&amp;quot;&#039;&#039;&#039; si riferiva essenzialmente alla lotta per la purificazione mentale: un processo di astrazione dai pensieri secondari e dai contenuti sensoriali appesantiti da dettagli superflui, i quali offuscano la chiarezza dell&#039;immagine primaria e rendono difficile cogliere le vere relazioni tra gli elementi geometrici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La comprensione di un principio si considerava completa, e il principio stesso pronto per l&#039;applicazione, solo quando si raggiungeva una corrispondenza univoca tra gli elementi matematici e quelli fisici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sebbene era ottimista agli inizi del XX secolo sul fatto che era possibile sognar un futuro di abbondanza energetica e connessione globale,con il tempo si rese conto che la stessa tecnologia potesse diventare un’arma nelle mani sbagliate. Il suo famoso &amp;quot;raggio della morte&amp;quot; non era solo un’invenzione controversa, ma il simbolo di un dilemma etico: come controllare forze che, una volta scoperte, potevano distruggere o redimere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo senso, Tesla era un ponte tra due epoche. Da scienziato ottocentesco, cercava leggi universali; da profeta moderno, anticipava i pericoli di un progresso senza saggezza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il Ritmo Universale: Vita, Movimento e Forza ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La visione della realtà di Tesla  fu molto influenzata dalle letture del filosofo Herbart Spencer che concepiva la vita come  come  &#039;&#039;&#039;movimento&#039;&#039;&#039; e come &#039;&#039;&#039;manifestazione di un ritmo universale&#039;&#039;&#039;  — un flusso perpetuo governato però da leggi immutabili. Questo perchè ovunque esista vita, esiste una &#039;&#039;&#039;massa&#039;&#039;&#039; mossa da una &#039;&#039;&#039;forza&#039;&#039;&#039;, e questa dinamica universale obbedisce a un principio fondamentale: &#039;&#039;&#039;l’inerzia della materia e la persistenza dell’energia&#039;&#039;&#039;. &amp;quot;A causa di questa proprietà e condizione universale, un corpo, sia esso a riposo o in movimento, tende a rimanere nello stesso stato, e una forza, che si manifesta ovunque e attraverso qualsiasi causa, produce una forza opposta equivalente, e come assoluta necessità  ne consegue che ogni movimento in natura deve essere ritmico&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;https://web.archive.org/web/20090216144123/http://tfcbooks.com/tesla/1900-06-00.htm&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa  armonia nascosta la si coglie  ovunque si volge lo sguardo — nel moto dei pianeti, nel flusso e riflusso delle maree, nelle oscillazioni di un pendolo, nelle vibrazioni dell’aria, o persino nelle pulsazioni di una corrente elettrica — si trova  stesso principio all&#039;opera. Ma è forse nella vita organica che questa legge si manifesta con maggiore evidenza. La nascita, la crescita, il declino e la morte di un individuo, di una famiglia, di un’intera civiltà non sono che fasi di un ciclo eterno, come onde che salgono e si infrangono nel grande oceano dell’esistenza. Ogni movimento, ogni trasformazione, obbedisce a questa cadenza universale, che si ripete in scale diverse — dal battito di un cuore alla rotazione di una galassia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Approfondimenti tecnologici e scientifici ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Wardenclyffe Tower e il sogno dell’energia wireless ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All&#039;inizio del Novecento, Nikola Tesla pubblicò un articolo intitolato &#039;&#039;&#039;&amp;quot;The Problem of Increasing Human Energy&amp;quot;&#039;&#039;&#039; (&amp;quot;Il problema dell&#039;aumento dell&#039;energia umana&amp;quot;), che attirò l&#039;attenzione del magnate finanziario John Pierpont Morgan.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel febbraio del 1901 gli scrisse per illustrargli un progetto che avrebbe cambiato le telecomunicazioni mondiali. Il 6 marzo Morgan firmò un contratto da 150.000 dollari, cedendo a Tesla i fondi in cambio del 51% dei brevetti derivanti dal progetto. Tesla acquistò 200 acri di terreno a Shoreham, Long Island, in una comunità chiamata Wardenclyffe, e cominciò a costruire. La torre raggiunse i 57 metri fuori terra e scese per altri 36 sottoterra, con una cupola metallica da 55 tonnellate in cima progettata per ionizzare l’atmosfera e trasmettere segnali in tutto il mondo. L’architetto era Stanford White, lo stesso della Madison Square Garden. Vediamo come si è arrivati alla torre di Tesla.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Il Meccanismo Scientifico ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tesla basò il progetto su due principi fisici:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===== A. Trasmissione di Energia via Terra e Ionosfera =====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
# &#039;&#039;&#039;Risonanza terrestre&#039;&#039;&#039;: Tesla credeva che la Terra avesse una &#039;&#039;&#039;frequenza di risonanza elettrica&#039;&#039;&#039; (oggi nota come &#039;&#039;&#039;Risonanza Schumann&#039;&#039;&#039;, ~7.83 Hz).&lt;br /&gt;
# &#039;&#039;&#039;Conduttività del suolo e dell’aria&#039;&#039;&#039;:&lt;br /&gt;
#* [[File:Wanderclyffe.png|miniatura]]La torre avrebbe inviato &#039;&#039;&#039;onde elettromagnetiche a bassa frequenza (ELF/VLF)&#039;&#039;&#039; attraverso il terreno, sfruttando la conducibilità naturale della Terra.&lt;br /&gt;
#* L’energia sarebbe stata &amp;quot;captata&amp;quot; da ricevitori a distanza, sintonizzati sulla stessa frequenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===== B. La Bobina di Tesla Magnificata =====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Torre di Wardenclyffe non era altro che una gigantesca evoluzione della celebre bobina di Tesla: un trasformatore risonante capace di generare tensioni altissime a frequenze specifiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La struttura nascondeva sotto terra un elemento fondamentale: un pozzo profondo circa 90 metri (300 piedi) che raggiungeva strati acquiferi. L’acqua, migliore conduttore rispetto al terreno asciutto, avrebbe facilitato l’iniezione delle onde elettriche nella Terra, migliorando la trasmissione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In cima alla torre, alta circa 57 metri, si trovava un grande elettrodo sferico in rame. Questo elemento aveva il compito di accumulare e rilasciare cariche elettriche ad altissimo voltaggio(si parla di milioni di volt)generando spettacolari scariche elettriche. Alla base dell’impianto operava un generatore da circa 200 kW, alimentato dalla centrale elettrica locale, che forniva l’energia iniziale da amplificare attraverso il sistema risonante.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel suo insieme, il progetto funzionava come una sorta di “WiFi planetario”: non per trasmettere dati, come facciamo oggi con router e antenne, ma per distribuire energia elettrica su scala globale. L’idea era che ogni punto del pianeta potesse diventare, potenzialmente, un punto di accesso all’energia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Come Fu Costruita? ====&lt;br /&gt;
Tesla assunse l’architetto Stanford White per la struttura in legno e acciaio(con l&#039;utilizzo di circa 50000 bulloni).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il cuore del progetto era la torre, una struttura a traliccio alta e slanciata. Alla base si trovava un’enorme bobina,parte del sistema di trasmissione, mentre in cima era collocato un grande elettrodo sferico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sotto la torre venne scavato un profondo pozzo: secondo Tesla, questo elemento era fondamentale perché avrebbe dovuto “collegarsi” elettricamente al terreno, trasformando la Terra stessa in un conduttore attraverso cui far viaggiare l’energia. L’idea era quella di sfruttare le proprietà elettriche del pianeta per distribuire corrente su lunghe distanze senza fili. Accanto alla torre sorse poi un edificio in mattoni che fungeva da laboratorio. Qui erano installati generatori, trasformatori e strumenti di misura sofisticati per l’epoca. In questo spazio Tesla conduceva esperimenti sulle alte frequenze e sulle altissime tensioni necessarie per il funzionamento del sistema.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il laboratorio rappresentava il centro operativo del progetto: era lì che l’energia veniva prodotta, trasformata e preparata per essere inviata alla torre.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il progetto non si limitava alla trasmissione di energia. Tesla immaginava un sistema capace di inviare anche segnali e messaggi a grandi distanze, verso navi in mare o città lontane. Per questo motivo, la torre può essere considerata un’antenata delle moderne stazioni radio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il trasmettitore progettato da Tesla avrebbe trasformato l’energia elettrica in una gigantesca [[onda portante]], capace di trasportare informazioni e,nelle sue intenzioni, potenza elettrica utilizzabile a distanza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Perché Fallì? ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inizialmente, il progetto della torre aveva ottenuto il sostegno finanziario del potente banchiere J. P. Morgan. Morgan era interessato soprattutto allo sviluppo di un sistema di comunicazione senza fili che potesse competere con le tecnologie emergenti dell’epoca. Tuttavia, quando Tesla, nel tentativo di ottenere ulteriori finanziamenti, rivelò che il suo obiettivo era distribuire energia elettrica gratuitamente su scala globale, Morgan rispose con una lettera che, nella storia della scienza applicata, è ricordata per la sua brevità: «Al momento non sono disposto a concedere ulteriori anticipi»&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.passioneastronomia.it/la-torre-di-tesla-che-morgan-fermo-prima-che-cambiasse-il-mondo/&amp;lt;/ref&amp;gt;. Un simile progetto, privo di un modello economico basato sulla vendita dell’energia, appariva poco sostenibile dal punto di vista imprenditoriale. Senza la prospettiva di un ritorno economico, Morgan interruppe così i finanziamenti, lasciando Tesla senza il principale sostegno finanziario.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Parallelamente, il progetto incontrò anche un forte scetticismo scientifico. Fisici come Heinrich Hertz avevano dimostrato l’esistenza delle onde elettromagnetiche, e inventori come Guglielmo Marconi stavano già applicando con successo le cosiddette onde hertziane per sviluppare sistemi radio più concreti e funzionali. Le idee di Tesla, basate sulla trasmissione globale di energia attraverso la Terra e l’atmosfera, apparivano a molti colleghi troppo ambiziose e poco dimostrabili. Nel confronto con le soluzioni più pratiche di Marconi, che riusciva a ottenere risultati immediati e commercialmente sfruttabili, il progetto di Wardenclyffe perse ulteriore credibilità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Privato dei finanziamenti e incapace di trovare nuovi investitori, Tesla andò incontro a un progressivo crollo finanziario. La costruzione della torre si fermò e, nel 1917, la struttura fu demolita per  volontà del governo americano. Quello che doveva essere il simbolo di una nuova era energetica si trasformò così in un progetto incompiuto, segnando profondamente la carriera e la vita personale dello scienziato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Attorno alla demolizione della torre è nata anche una teoria controversa, secondo cui l’industria petrolifera avrebbe avuto un ruolo decisivo nell’affossare il progetto. Secondo questa ipotesi, le grandi compagnie energetiche avrebbero visto nella trasmissione gratuita di energia una minaccia diretta ai propri interessi economici e avrebbero quindi agito per impedire la realizzazione del sistema di Tesla, così da preservare il proprio predominio nel settore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A sostegno di questa tesi viene spesso citata la situazione personale dello scienziato negli anni successivi: Tesla visse per molto tempo in alberghi di New York, pur non disponendo apparentemente di entrate stabili. Poiché aveva investito gran parte dei suoi guadagni nei propri esperimenti, alcuni interpretano questa circostanza come un possibile indizio di un sostegno economico occulto o di un “debito di riconoscenza” da parte di ambienti interessati a mantenere il suo silenzio o a evitare ulteriori sviluppi delle sue ricerche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tuttavia, questa rimane un’ipotesi priva di prove storiche definitive. Le cause documentate del fallimento di Wardenclyffe restano principalmente di natura economica e tecnica: mancanza di fondi, concorrenza tecnologica più efficace e difficoltà nel dimostrare concretamente la fattibilità del progetto&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Era Realizzabile? Le Verità della Scienza Moderna ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oggi l’idea della trasmissione di energia senza fili, che era al centro delle ambiziose visioni di Nikola Tesla, non è del tutto scomparsa. Tuttavia, ha trovato applicazione in forme molto più limitate e controllate rispetto al progetto originario di una distribuzione globale di elettricità.Attualmente esistono tecnologie di trasmissione di energia senza fili, ma operano su scala ridotta e su distanze molto brevi. L’esempio più comune è la ricarica a induzione per smartphone, smartwatch o spazzolini elettrici. In questi dispositivi l’energia viene trasferita attraverso un campo elettromagnetico tra due bobine poste a breve distanza. Il principio è simile a quello studiato da Tesla, basato sull’induzione elettromagnetica e sulla risonanza, ma applicato in modo estremamente controllato per evitare dispersioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tesla era convinto poi che la Terra potesse comportarsi come un grande conduttore naturale, capace di trasportare energia in modo dinamico attraverso il suolo e l’atmosfera. Secondo la sua visione, sfruttando determinate frequenze di risonanza, sarebbe stato possibile trasmettere elettricità su scala planetaria con perdite minime.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le teorie scientifiche ufficiali, tuttavia, descrivono la Terra non come un conduttore perfetto, ma come un mezzo con resistenza elettrica significativa. Ciò implica che, su lunghe distanze, una grande quantità di energia verrebbe dispersa sotto forma di calore. Le perdite renderebbero il sistema poco efficiente e difficilmente sostenibile dal punto di vista tecnico ed economico. In altre parole,secondo le teorie ufficiali il problema non è tanto la possibilità teorica della trasmissione, quanto la sua efficienza su scala globale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nonostante il fallimento del progetto di trasmissione mondiale dell’energia, alcune intuizioni di Tesla hanno trovato applicazioni indirette. Il principio della risonanza, per esempio, è oggi utilizzato nelle comunicazioni a bassissima frequenza (VLF), impiegate soprattutto per comunicare con i sottomarini. Le onde VLF possono penetrare nell’acqua marina più efficacemente rispetto ad altre frequenze radio, rendendo possibile la trasmissione di segnali anche in ambienti difficili.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre, lo studio delle scariche elettriche atmosferiche, come i fulmini, ha beneficiato di ricerche sulle proprietà elettriche della Terra e dell’atmosfera, ambiti che Tesla aveva esplorato con grande interesse. Sebbene le sue conclusioni non coincidano sempre con le teorie accettate oggi, il suo approccio visionario ha contribuito ad ampliare il campo delle indagini scientifiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La sua teoria dell&#039;energia ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In occasione del suo 79° compleanno, nel 1938 — appena cinque anni prima della morte — Tesla annunciò di aver elaborato una &#039;&#039;&#039;teoria dinamica della gravità&#039;&#039;&#039; e dell’energia cosmica spiegando così da dove deriverebbe l&#039;energia presente sulla Terra. Secondo questa teoria, l’energia presente sulla Terra deriverebbe dal &#039;&#039;&#039;moto del pianeta attraverso lo spazio&#039;&#039;&#039;: il movimento genererebbe un pianeta carico che varia le forze elettrostatiche presenti (in modo tale che esse diminuiscono di intensità), trasformando l’energia in una forma sempre più dinamica e in costante aumento. In questa teoria spiega anche che i moti meccanici sarebbero prodotti da una forza [[Elettrostatica]] diversa  che agisce attraverso un mezzo gassoso,eccitata da rapidi cambiamenti di potenziale elettrico. Secondo tale modello, producendo &#039;&#039;&#039;enormi stress elettrostatici&#039;&#039;&#039; in questo mezzo e variandone rapidamente l&#039;intensità, sarebbe possibile muovere un corpo attraverso il pianeta &#039;&#039;&#039;senza ricorrere ad altre forze convenzionali&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per Tesla, lo studio della natura e delle forze che la governano fu sempre fondamentale. Egli concepiva l’[[Universo]] come &#039;&#039;&#039;un immenso sistema meccanico&#039;&#039;&#039;, impregnato di &#039;&#039;&#039;energia infinita&#039;&#039;&#039;, in cui elettricità e [[Magnetismo]] rappresentavano le manifestazioni più affascinanti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La loro &#039;&#039;&#039;duale natura&#039;&#039;&#039; – con fenomeni di attrazione, repulsione e rotazione – rivelava una &#039;&#039;&#039;sintesi unica tra le forze fondamentali&#039;&#039;&#039;, un mistero che alimentò costantemente la sua curiosità e la sua ricerca.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare, Tesla teorizzò una  &#039;&#039;&#039;equivalenza&#039;&#039;&#039; tra l&#039;elettricità e l’[[Etere]]:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L’elettricità statica&#039;&#039;&#039; era per lui il risultato di &#039;&#039;&#039;un etere in stato di tensione&#039;&#039;&#039;, quasi &amp;quot;solidificato&amp;quot; in un equilibrio carico di potenziale.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L’elettricità dinamica&#039;&#039;&#039; (corrente) derivava invece da &#039;&#039;&#039;un etere in movimento&#039;&#039;&#039;, un fluido cosmico che trasportava energia attraverso vibrazioni e onde.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tesla derivò l&#039;equivalenza tra elettricità ed etere dall&#039;osservazione dei fenomeni elettromagnetici e ragionando sul fatto che entrambi si comportavano come fluidi incompressibili - privi di densità - le cui variazioni si manifestavano esclusivamente come stati di tensione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tuttavia l&#039;elettricità diventava veramente etere solo quando era associato a della materia. In particolare,quando l&#039;elettricità si legava a una molecola, generava una &#039;&#039;&#039;carica elettrostatica&#039;&#039;&#039;, che poteva essere interpretata come &#039;&#039;&#039;etere localizzato,&#039;&#039;&#039; una interazione che dimostrava che l&#039;elettricità era coinvolta nei fenomeni molecolari. Tesla concordava con i modelli atomici del suo tempo, che prevedevano &#039;&#039;&#039;orbite elettroniche&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;rotazioni molecolari&#039;&#039;&#039;(sebbene in diversi articoli criticò l&#039;idea dell&#039;elettrone come particella minuscola di massa indipendente). Secondo lui la rotazione delle molecole generava &#039;&#039;&#039;tensioni nell&#039;etere&#039;&#039;&#039;, che si manifestavano come forze elettrostatiche. Queste tensioni producevano &#039;&#039;&#039;effetti elettromagnetici&#039;&#039;&#039; e, in alcuni casi, &#039;&#039;&#039;magnetismo permanente&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In altre parole, Tesla vedeva tutti i fenomeni elettrici, magnetici ed elettrostatici come il risultato di &#039;&#039;&#039;forze elettrostatiche molecolari.&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Gravità causata da un dislocamento magnetico ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le teorie di Tesla riguardo alla natura della gravità anticiparono alcuni concetti che oggi trovano piena comprensione nella teoria dell&#039;[[Universo elettrico]], il che lo rende a tutti gli effetti un precursore di queste idee. La sua visione dell&#039;[[universo]], sebbene lo immaginasse infinito e senza confini, lo raffigurava come un immenso tubo a vuoto dove agivano potenti pressioni elettriche arrivando anche a paragonare il Sole e le stelle a colossali elettrodi cosmici&amp;lt;ref&amp;gt;Tesla sosteneva che questa fosse la vera origine dei raggi cosmici, non accettando la teoria dominante che li attribuiva a semplici elettroni&amp;lt;/ref&amp;gt;. Questo sistema dinamico in equilibrio è alimentato dal moto perpetuo della materia e dal cambio tra forze più grandi e più piccole. Quando la Terra si trova in uno stato di materia solida,muovendosi interagirebbe con l&#039; [[etere]]   generando un vento(simile all&#039;attrito in un fluido) dove differenze di potenzale elettrico creerebbero variazioni nel &#039;&#039;&#039;dislocamento elettromagnetico&#039;&#039;&#039; all&#039;interno della massa ed del vento dell&#039;etere. Questo meccanismo rappresenterebbe la causa fondamentale della gravità. Da un lato, il campo elettrico terrestre genererebbe un dislocamento magnetico nell&#039;etere, accumulando tale effetto all&#039;interno del proprio sistema di campo. Dall&#039;altro, si creerebbe un duplice dislocamento: tra la massa interna all&#039;etere e quella esterna ad esso. La forza gravitazionale emergerebbe proprio da questa differenza di dislocamento magnetico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Perdite di energia e leggi del moto elettrico ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se l&#039;universo abbonda di energia e la Terra rappresenta un immenso serbatoio elettrico, sorge spontanea una duplice domanda: da dove originano le dispersioni energetiche e perché il nostro pianeta si comporta come un conduttore imperfetto? Tesla, in particolare dopo l&#039;abbandono del progetto di trasmissione wireless di energia attraverso la Torre di Wardenclyffe, dedicò anni di riflessione a questo interrogativo. Giunse alla conclusione (anche con l&#039;aiuto di esperimenti) che l&#039;assorbimento atmosferico avesse un ruolo marginale, mentre identificò nelle radiazioni solari termiche (non nella componente luminosa) il principale fattore di dissipazione energetica. Secondo la sua teoria, questo fenomeno sarebbe riconducibile al processo di evaporazione dell&#039;acqua sul lato rivolto verso il Sole, che genererebbe un flusso radiativo superiore alla capacità di trasferimento delle cariche elettriche al suolo&amp;lt;ref&amp;gt;https://web.archive.org/web/20090102123139/http://www.tfcbooks.com/tesla/1912-07-06.htm&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il raggio della morte ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A partire dagli anni Trenta, Nikola Tesla iniziò a parlare di una nuova invenzione che, sebbene i giornali la ribattezzassero &amp;quot;raggio della morte&amp;quot;, egli preferiva chiamare &#039;&#039;&#039;Teleforce&#039;&#039;&#039; (forza a distanza). Si trattava di un&#039;arma futuristica, al confine tra realtà e leggenda, il cui principio si basava su:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Fasci di particelle cariche&#039;&#039;&#039; (probabilmente elettroni o ioni) accelerati ad altissima energia.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Un sistema di difesa antiaerea&#039;&#039;&#039; in grado di abbattere aerei a 400 km di distanza.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Un meccanismo di amplificazione energetica&#039;&#039;&#039;, sfruttando l’etere o campi elettrostatici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tesla sosteneva che il dispositivo potesse:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Distruggere eserciti e flotte in pochi secondi&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Essere usato per scopi difensivi&#039;&#039;&#039;, rendendo le guerre impossibili (&amp;quot;&#039;&#039;&#039;pace attraverso la deterrenza&#039;&#039;&#039;&amp;quot;).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sul fatto che sia effettivamente possibile realizzare un&#039;arma del genere la questione è dubbia anche perchè Tesla non lasciò mai pubblicamente progetti dettagliati e secondo molti esperti è impossibile (le perdite sarebbero maggiori dell&#039;energia in ingresso) tuttavia Tesla lavorò realmente al progetto  e ne parlò in un&#039;intervista al New York Times&amp;lt;ref&amp;gt;&amp;quot;Tesla, at 78, Bares New &#039;Death Beam&#039;&amp;quot; → &amp;lt;/ref&amp;gt; contattando diversi governi,in particolare quello americano e sovietico per ricevere finanziamenti e nonostante le critiche degli esperti  sia il governo americano che quello sovietico durante la guerra fredda dovrebbero aver realizzato progetti simili.&amp;lt;ref&amp;gt;&amp;quot;Electron Beam Weapons: A Technical History&amp;quot; (Air Force Systems Command, 1987)&amp;lt;/ref&amp;gt;&amp;lt;ref&amp;gt;Soviet Directed Energy Weapons&amp;quot; (Pavel Podvig, MIT, 2002)→ citati esperimenti a Sary Shagan (Kazakistan) con acceleratori di protoni&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nikola Tesla tentò ripetutamente di attirare l&#039;interesse delle autorità militari verso la sua innovativa arma, tuttavia, non riuscì a ottenere i finanziamenti sperati. Determinato a non abbandonare il progetto, l&#039;inventore preparò un dettagliato dossier tecnico completo di diagrammi e lo inviò a diverse potenze alleate, tra cui Usa,Francia,Regno Unito,Jugoslavia e Urss.&lt;br /&gt;
Nel 1983 emerse un articolo fondamentale, il primo a presentare un progetto concreto per un&#039;arma a energia diretta. Il Museo Tesla di Belgrado, dopo un&#039;attenta analisi, ne confermò l&#039;autenticità. Questo testo, intitolato &amp;quot;Nuova arte della proiezione di energia concentrata non dispersiva attraverso mezzi naturali&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;https://teslaresearch.jimdofree.com/death-ray/the-new-art-of-projecting-concentrated-non-dispersive-energy-through-natural-media-briefly-exposed-by-nikola-tesla-circa-may-16-1935/&amp;lt;/ref&amp;gt;, rappresenta l&#039;unico documento ufficialmente riconosciuto in cui Tesla descrisse dettagliatamente un&#039;arma basata su fasci di particelle.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra tutte le nazioni contattate, l&#039;Unione Sovietica dimostrò il maggiore interesse. Fonti documentali conservate negli archivi FBI&amp;lt;ref&amp;gt;https://vault.fbi.gov/nikola-tesla Parte 1, pagina 185: Menziona l&#039;accordo del 1935 e i dettagli tecnici del progetto e file 61-120: contiene rapporti sul trasferimento di tecnologia a potenze straniere&amp;lt;/ref&amp;gt; rivelano che:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Il 20 aprile 1935 Tesla sottopose il suo progetto all&#039;Amtorg Trading Corporation, un&#039;organizzazione commerciale sovietica con sede a New York, sospettata di fungere da copertura per l&#039;acquisizione di tecnologie militari&lt;br /&gt;
* Nel 1939, dopo alcuni test preliminari condotti in territorio sovietico, Tesla ricevette un compenso di 25.000 dollari (equivalente a circa 500.000 dollari odierni)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== I raggi cosmici ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un altro argomento controverso sul quale Tesla espresse le proprie opinioni riguarda i cosiddetti raggi cosmici. Le prime osservazioni di questo fenomeno fisico risalgono al 1785, quando Coulomb scoprì che un elettroscopio carico, anche se perfettamente isolato, tendeva comunque a scaricarsi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1900 la fisica Marie Curie dimostrò che questa scarica era prodotta dalla radioattività naturale. Da quel momento si aprì un lungo dibattito sull’origine di tale radioattività: proveniva dal suolo, dal Sole, dall’atmosfera oppure dallo spazio? Nel primo decennio del Novecento prevalse l’ipotesi che la sorgente fosse il suolo. Tuttavia, nonostante il perfezionamento degli elettroscopi e alcuni esperimenti — come il confronto tra la radioattività misurata sulla Torre Eiffel e quella rilevata a livello del terreno — non si ottennero risultati conclusivi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa interpretazione non convinse Domenico Pacini che, nel 1911, confrontò la radioattività misurata sulla superficie del mare con quella rilevata in profondità. Il suo ragionamento era che, se la radiazione proveniva dal basso, l’acqua avrebbe dovuto assorbirne una parte significativa. L’esperimento fu condotto a Livorno, a circa tre metri di profondità, e Pacini osservò una riduzione della radioattività del 20%, in accordo con la sua ipotesi. Nel febbraio del 1912 scrisse sul &#039;&#039;Nuovo Cimento&#039;&#039; dell’esistenza di «una sensibile causa ionizzante, con radiazioni penetranti, indipendente dall’azione diretta delle sostanze radioattive del terreno». Fu questa la scoperta dei raggi cosmici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tesla, che seguiva il dibattito già dagli inizi del secolo, progettò diversi apparati per misurare questa energia radiante. Egli giunse alla conclusione che i raggi cosmici fossero costituiti da particelle elettricamente cariche provenienti dal Sole, capaci di trasportare energia e carica elettrica. Tuttavia, Tesla si discostò dalla teoria ormai consolidata secondo cui la materia fosse composta da minuscole particelle dotate di massa, gli elettroni. Nei suoi esperimenti con i tubi a vuoto aveva infatti osservato particelle che considerava indivisibili, senza però identificarle pienamente con gli elettroni della fisica contemporanea.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Partendo dall’osservazione che l’intensità dei raggi cosmici aumentava rapidamente con l’altitudine, Tesla elaborò una propria interpretazione del fenomeno: riteneva che le radiazioni ad alta quota fossero causate da particelle provenienti da corpi celesti caratterizzati da temperature elevatissime e da enormi potenziali elettrici. &#039;&#039;&#039;&amp;quot;Gli effetti ad alta quota sono dovuti a onde di lunghezza estremamente ridotta prodotte dal sole in una determinata regione dell&#039;atmosfera. Questa è la scoperta che desidero rendere nota. Il processo coinvolto nella generazione delle onde è il seguente: il sole proietta particelle cariche che costituiscono una corrente elettrica che attraversa uno strato conduttore dell&#039;atmosfera spesso circa dieci chilometri (sei miglia) che avvolge la Terra. Si tratta di una trasmissione di energia elettrica esattamente come ho illustrato nella mia lezione sperimentale in cui un&#039;estremità di un filo è collegata a un generatore elettrico ad alto potenziale, mentre l&#039;altra estremità è libera. In questo caso il generatore è rappresentato dal sole e il filo dall&#039;aria conduttrice.&amp;quot;&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;“Il passaggio della corrente solare comporta il trasferimento di cariche elettriche da particella a particella alla velocità della luce, con conseguente produzione di onde estremamente corte e penetranti. Poiché lo strato d&#039;aria menzionato è la sorgente delle onde, ne consegue che i cosiddetti raggi cosmici osservati ad alta quota devono aumentare man mano che ci si avvicina a questo strato.”&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;“Nel regno della scienza: Tesla, che predisse la radio, ora guarda avanti all&#039;invio di onde sulla Luna.” New York Herald Tribune, 22 agosto 1937&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tesla assegnava quindi all’atmosfera un ruolo molto più importante nella generazione e nell’intensità dei raggi cosmici, attribuendo al Sole e all’interazione con gli strati conduttori dell’aria l’origine della radioattività e la causa della presenza di onde estremamente corte e penetranti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Tesla e Cartesio, similitudini e differenze nell&#039;idea dei vortici ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nonostante i secoli che separano Nikola Tesla da [[Cartesio]] e i loro differenti contesti scientifici, un&#039;analisi comparativa delle rispettive teorie rivela una serie di affascinanti similitudini strutturali e concettuali riguardanti l&#039;origine del mondo visibile. Tesla avanzò anche una teoria sullo stimolo esclusivamente esterno del pensiero e della memoria umani e, basandosi in parte su René Descartes, trasse conclusioni sull&#039;automatismo cosmico di tutte le attività soggettive umane e dell&#039;esistenza umana in generale.Ma poiché il risultato del lavoro automatico del cervello, proprio secondo l&#039;esperienza personale di Tesla, può essere creativo (ovvero la produzione di contenuti visivi precedentemente sconosciuti), per coerenza, egli sviluppa un&#039;ulteriore ipotesi sull&#039;effetto di feedback dei centri visivi del cervello sulla retina e vede in questo la causa della comparsa di immagini eidetiche delle sue invenzioni. Pertanto, il cervello umano, anche se stimolato a lavorare dall&#039;esterno, può comunque produrre costantemente nuovi contenuti, pensieri e immagini, poiché il numero di stimoli provenienti dall&#039;ambiente è illimitato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Entrambi i modelli rifiutano il concetto di &#039;&#039;actio in distans&#039;&#039; (azione a distanza) e l&#039;idea del vuoto assoluto, concependo l&#039;universo come un &#039;&#039;plenum&#039;&#039;, ossia un mezzo continuo e onnipervasivo. In questa visione condivisa, è un &#039;&#039;&#039;moto rotatorio&#039;&#039;&#039; a generare struttura e proprietà, trasformando uno stato indifferenziato della realtà – identificato da Cartesio come etere caotico e da Tesla come sostanza primordiale (o Akasha) – in uno stato organizzato e percepibile, ovvero l&#039;ordine cosmico e la materia densa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La differenza fondamentale risiede, tuttavia, nel ruolo del vortice:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Per &#039;&#039;&#039;Cartesio&#039;&#039;&#039;, il vortice ha una funzione principalmente &#039;&#039;&#039;organizzativa&#039;&#039;&#039; della materia preesistente.&lt;br /&gt;
* Per &#039;&#039;&#039;Tesla&#039;&#039;&#039;, i vortici sono &#039;&#039;&#039;infinitesimali e costitutivi&#039;&#039;&#039;: è la sostanza primordiale stessa, attraverso vortici di enorme velocità, a divenire materia densa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche nella concezione del divenire cosmico emergono analogie e distinzioni:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Cartesio delinea un &#039;&#039;&#039;ciclo cosmico&#039;&#039;&#039; in cui le stelle, opacizzandosi, possono trasformarsi in pianeti, un processo governato da leggi puramente meccaniche.&lt;br /&gt;
* Tesla, in modo simile ma con un lessico diverso, descrive un processo &#039;&#039;&#039;dinamico e reversibile&#039;&#039;&#039;: con l&#039;indebolimento della forza creatrice (il Prana), il movimento vorticoso cessa e &amp;quot;la materia scompare, tornando allo stato precedente di sostanza primordiale&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;Tesla, N. The Greatest Achievements of Man // Articoli . — Samara: Agni, 2008. — P. 180. — 584 p. — 2.000 copie — ISBN 978-5-89850-078-8.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In conclusione, entrambi i pensieri ricercano una spiegazione &#039;&#039;&#039;immanente e naturale&#039;&#039;&#039; per i fenomeni cosmici. Cartesio la individua in &#039;&#039;&#039;cause meccaniche&#039;&#039;&#039; quali l&#039;urto e la pressione, mentre Tesla la riconduce a &#039;&#039;&#039;cause dinamico-energetiche&#039;&#039;&#039;, dove forze creative e prevedibili agiscono sul mezzo primordiale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Idee politiche ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le opinioni politiche di Tesla non sono mai state esplicite in scritti ufficiali,tuttavia dopo la Rivoluzione d’Ottobre, l’[[URSS]] mostrò grande interesse per l&#039; energia libera e la trasmissione wireless&amp;lt;ref&amp;gt;Mitrokhin Archive (Cambridge University Press, 1999), Vol. II, pp. 112-114 e lettere tra Tesla e l&#039;ingegnere sovietico S. I. Vavilov (1931), conservate al Museo Nikola Tesla di Belgrado e l&#039; archivio Statale Russo di Storia Politico-Sociale (RGASPI), fondo 558&amp;lt;/ref&amp;gt;. Il governo sovietico era affascinato dall’idea di &#039;&#039;&#039;elettrificazione totale&#039;&#039;&#039; (piano GOELRO), ma preferì approcci più convenzionali rispetto alle visioni radicali di Tesla&amp;lt;ref&amp;gt; un&#039;articolo della pravda del 1928 &amp;quot;Беспроводная передача энергии: мечты и реальность&amp;quot; (&amp;quot;Trasmissione wireless dell&#039;energia: sogni e realtà&amp;quot;) fu critico verso le teorie di Tesla considerandole utopiche e senza basi industriali&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La sua idea del comunismo ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il dibattito sulle opinioni politiche di Nikola Tesla riguardo all&#039;Unione Sovietica e al socialismo si è arricchito nel 2017 con la pubblicazione del libro &#039;&#039;&#039;&amp;quot;I Can Explain a Lot&amp;quot;&#039;&#039;&#039;, un&#039;opera  che pretende di rivelare nuovi dettagli sulle convinzioni del grande inventore. Curato da &#039;&#039;&#039;Stevan Jovanović&#039;&#039;&#039;—un giornalista e lontano cugino di Tesla, con presunti legami familiari con &#039;&#039;&#039;Jovanka Broz (moglie di Tito)&#039;&#039;&#039;—il testo afferma di basarsi su documenti recuperati dagli archivi dell&#039;FBI. Sebbene non si possa essere certi sull&#039; attendibilità di queste informazioni rappresentano un valore storico notevole:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;«Mi pento spesso di aver scelto gli Stati Uniti invece della Russia. Allora non esisteva alcuna differenza fondamentale tra questi Paesi, ma ora l’Unione Sovietica è fondamentalmente diversa dal resto del mondo. I giornali dicono sciocchezze, ma le persone che sono state lì raccontano cose incredibili. Ciò che mi affascina di più è il sistema scientifico sovietico. Agli scienziati vengono forniti uno stipendio e delle condizioni di lavoro favorevoli, le loro menti sono libere dalle preoccupazioni della vita. Sono concentrati solo sul loro lavoro e nient&#039;altro. Quando sei finanziato dallo Stato, uno Stato socialista, e non da qualche riccone che può cambiare idea da un momento all&#039;altro, tutto è sicuro. Penso spesso che se fossi 15 o 20 anni più giovane andrei in Unione Sovietica. Ho avuto questa opportunità, ce l&#039;ho ancora, ma sono troppo vecchio per un cambiamento così drastico nella mia vita, e non posso lasciare il lavoro che ho iniziato, che potrebbe essere il più importante che abbia mai fatto.»&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;«Seguo da vicino la situazione in Russia. Ricavo le mie informazioni da testimoni oculari che hanno visitato il Paese, non da giornali che mentono senza sosta. Approvo la rivoluzione russa perché ha proclamato il principio dell&#039;onestà in un sesto della superficie terrestre. L’Unione Sovietica deve affrontare prove incredibili, ma il Paese è pronto a superarle. I russi sono fortunati: hanno il socialismo e Stalin, una società felice guidata da un leader saggio. Invidio i russi, e mi dispiace per i miei compatrioti che sono governati da un gruppo ristretto di persone.»&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;«Se potessi tornare indietro di mezzo secolo non ci penserei un secondo, andrei a Mosca e manderei Batchelor ed Edison all&#039;Inferno. Nella mia piccola biblioteca conservo in un posto ben visibile una raccolta di testi sulla Rivoluzione d&#039;Ottobre che mi ha regalato Skvirskij. Spesso riguardo la collezione e penso con simpatia al Paese che non posso visitare. La vecchiaia ha tanti vantaggi, ma anche due svantaggi: una cattiva salute e uno spirito debole che ti porta a pensare: &amp;quot;Non ce la farò mai&amp;quot;. Se avessi figli o nipoti, probabilmente, per la loro felicità, deciderei di andare in URSS con loro.»&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;«Non mi pento di nulla se va a beneficio del popolo sovietico. D’altro canto ho respinto categoricamente tutte le proposte di cooperazione avanzate dai tedeschi. Sono rimasto stupito dalla loro perseveranza, che non deriva dalla forza di carattere ma dalla caparbietà. So molto bene cosa rappresenta la Germania moderna. Basta ascoltare Albert Einstein e le sue ragioni per emigrare. Possiamo non essere d’accordo su questioni scientifiche, ma siamo d&#039;accordo in politica. Il patto tedesco-giapponese contro l’URSS desta preoccupazione, tuttavia sono convinto che nessuna potenza al mondo possa sconfiggere l’Unione Sovietica. Se non sono riusciti a rovesciare il nuovo regime di Mosca subito dopo la rivoluzione, non possono farlo nemmeno adesso.»&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;«Da vent’anni invio regolarmente le mie idee agli scienziati sovietici. Tuttavia, a parte le lettere di ringraziamento, non ho mai ricevuto una risposta concreta. È possibile che la leadership dell&#039;URSS sia impegnata, tra le altre cose, con l&#039;attuale stato di guerra, quindi non ci sono abbastanza risorse da dedicare alle mie proposte. È possibile che siano arrabbiati a causa dei miei dubbi sul piano di elettrificazione di Lenin. A quel tempo sembrava davvero impossibile che dopo la guerra mondiale, e poi quella civile, un Paese devastato come la Russia potesse costruire 30 potenti centrali idroelettriche in soli 10 anni. Più tardi ammisi di essermi sbagliato e chiesi a Skvirskij di consegnare personalmente la mia lettera di scuse a Stalin. Mi assicurò che andava tutto bene e disse: &amp;quot;Il piano era così fantastico che nemmeno Herbert Wells ci credeva&amp;quot;. Mi vergogno di non aver creduto al piano di Lenin allora. Ogni volta che qualcuno non crede nelle mie idee, ripenso al piano di elettrificazione di Lenin.»&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;«Le mie scoperte più significative sono state utilizzate principalmente dall&#039;industria militare. Non mi è mai piaciuto, perché sono per natura una persona pacifica e un avversario di qualsiasi guerra. Molti anni fa sono stato costretto a nascondermi dall&#039;arruolamento nell&#039;esercito austriaco. L&#039;ho fatto per principio, non per paura. Il solo pensiero dell&#039;omicidio mi disgusta. Solo situazioni di emergenza, come la difesa della madrepatria, potrebbero farmi prendere una pistola e sparare ad altre persone. Non mi è mai venuto in mente di difendere l’Austria-Ungheria, che ci ha oppresso per anni. Non mi vergogno di lavorare per il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. Prima o poi l’esercito americano dovrà affrontare Hitler, perché un tale bastardo può essere sconfitto solo dall’azione congiunta di un mondo unito. Sono convinto che presto scoppierà una nuova guerra mondiale e che a scatenarla saranno i tedeschi, proprio come l&#039;ultima volta. Infelice ventesimo secolo! Abbiamo riposto così tanta speranza in lui, ma non ha fatto altro che portare miseria all&#039;umanità, e continuerà a portarne ancora. L’unica cosa positiva di questo secolo è la rivoluzione russa e la creazione dell’Unione Sovietica. Ricordo molto bene le previsioni del 1918. All&#039;inizio tutti dicevano che i bolscevichi sarebbero rimasti al potere solo pochi mesi. Poi i mesi diventarono anni. Sono passati vent’anni e i bolscevichi sono ancora al potere. Venti anni! All’inizio il mondo intero ha voltato le spalle ai rivoluzionari, ora li riconosce e collabora con loro. Sarei molto felice se Stalin visitasse gli Stati Uniti. Vorrei tanto vederlo, ma la mia salute non mi permette di fare un viaggio così lungo.»&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;«Ora sono felice che il governo degli Stati Uniti abbia ignorato il mio nuovo progetto per le armi. Probabilmente non sarebbe stato usato contro Hitler, ma contro l’Unione Sovietica. Hitler è solo un concorrente per il dominio del mondo, ma l&#039;URSS è molto di più. È un altro mondo, un Paese che con la sua esistenza dimostra all&#039;umanità che è possibile costruire il mondo su principi completamente nuovi. Dal modo in cui trattano i comunisti qui, è chiaro quanto li temano. Grazie ai miei contatti con cittadini sovietici ho già avuto tre conversazioni con l&#039;FBI. Non possono farmi niente, ma lasciano comunque un&#039;impressione spiacevole. Io, libero cittadino di un paese che si presenta come l&#039;apice della libertà, sono costretto a parlare con estranei di cose che non richiedono spiegazioni. Mi hanno parlato come se fossi una spia.»&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il suo primo contatto ravvicinato con gli scienziati russi iniziò nel 1889, quando incontrò lo scienziato russo Mikhail Filippov. Filippov pubblicò la popolare rivista &amp;quot;Scientific Review&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;Fu sulla sua rivista che, nel 1895, Vladimir Lenin pubblicò il suo primo lavoro importante, &#039;&#039;&#039;&amp;quot;Il contenuto economico del populismo&amp;quot;&#039;&#039;&#039;&amp;lt;/ref&amp;gt; e inviò a Tesla numeri interessanti. Invitò inoltre Tesla a tenere una conferenza a San Pietroburgo. Filippov studiò le onde elettromagnetiche e condusse esperimenti sulla trasmissione di energia esplosiva a distanza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Poco prima di morire, scrisse a Tesla di aver scoperto un raggio in grado di trasmettere un&#039;esplosione avvenuta a San Pietroburgo a centinaia di migliaia di chilometri di distanza. Filippov credeva che la sua invenzione avrebbe posto fine alle guerre sulla Terra, rendendole praticamente folli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tuttavia, lo scienziato russo non ebbe il tempo di condividere la sua scoperta con il mondo: morì in circostanze misteriose un paio di mesi prima del sensazionale rapporto promesso. Tutti i suoi manoscritti andarono perduti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;&amp;quot;Attendevo con ansia la sua pubblicazione, ma nel giugno di quell&#039;anno Filippov morì. In seguito appresi da amici comuni che era stato ucciso dagli agenti dei servizi segreti tedeschi perché si era rifiutato di vendere loro la sua invenzione&#039;&#039; &amp;quot;,&#039;&#039;&#039; scrisse Tesla con rammarico nel suo diario.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Curiosità ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* L&#039;inventore ha vissuto tutta la sua vita in alberghi, ma ha sempre soggiornato in camere a un multiplo di tre.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Nikola Tesla andava a dare da mangiare ai piccioni ogni giorno, e quando se ne andava da qualche parte, assumeva appositamente una persona per questo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Fonti ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nikola Tesla-scritti II &#039;&#039;Esperimenti con correnti alternate di frequenza elevatissima e loro applicazione ai metodi di illuminazione artificiale Parte I (1891)&#039;&#039;,traduzione di F.Guidi e M. Sperini, Società Editrice Andromeda&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://konspedia.it/wiki/index.php?title=Nikola_Tesla&amp;diff=6764</id>
		<title>Nikola Tesla</title>
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		<updated>2026-05-23T07:35:57Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;TramontiLunari: /* La sua teoria dell&amp;#039;energia */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{AI Slop}}&lt;br /&gt;
{{S}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Tessla.png|300px|miniatura|Nikola Tesla]]&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Nikola Tesla&#039;&#039;&#039; (in serbo: Никола Тесла; Smiljan, 10 luglio 1856 – New York, 7 gennaio 1943) è stato un inventore, fisico e ingegnere serbo-statunitense, tra i più visionari e influenti della storia della scienza moderna. Pioniere dell’elettromagnetismo e dell’ingegneria elettrica, i suoi contributi fondamentali – tra cui lo sviluppo della corrente alternata (AC), il motore a induzione e i primi esperimenti sulla trasmissione senza fili – hanno rivoluzionato la tecnologia del XX secolo e oltre.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Noto per la sua mente geniale e il carattere eccentrico, Tesla combinò un’intuizione scientifica straordinaria con un’immaginazione quasi futuristica, progettando sistemi che anticiparono la radio, i radar, i raggi X e persino concetti oggi attualissimi come la trasmissione di energia wireless. La sua rivalità con Thomas Edison nella “Guerra delle Correnti” e il controverso rapporto con investitori e colleghi ne segnarono la carriera, lasciandolo in difficoltà economiche nonostante le centinaia di brevetti depositati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oggi è celebrato non solo come uno dei più grandi inventori di tutti i tempi, ma anche come una figura quasi mitica, simbolo dello scienziato incompreso e dell’innovazione senza confini. La sua eredità vive nella pop culture, nella scienza e nella tecnologia, dal sistema elettrico globale ai progetti più avveniristici di energia libera.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Biografia ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Origine e primi anni ====&lt;br /&gt;
Nikola Tesla nacque il 10 luglio 1856 nel piccolo villaggio di Smiljan, allora parte dell&#039;Impero austro-ungarico e oggi situato in Croazia. Suo padre, Milutin Tesla, di etnia serba, era un prete ortodosso, mentre sua madre, Georgina Mandić, possedeva un talento straordinario per le invenzioni e migliorava costantemente oggetti di uso quotidiano. Questa capacità fu senza dubbio trasmessa da lei al figlio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La famiglia di Tesla crebbe cinque figli. Nikola e suo fratello maggiore Dane si distinsero per la loro curiosità e le loro rare capacità. Sebbene fin dall&#039;infanzia Nikola stupisse chi lo circondava con la memoria fenomenale ereditata dalla madre, egli ammise che fu Dane, morto durante l&#039;infanzia, il vero genio della famiglia, mentre lui stesso, nonostante tutti i suoi sforzi, sembrava sempre mediocre in confronto al fratello scomparso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Durante gli anni scolastici, si concentrò sullo studio della matematica, del tedesco — lingua ufficiale dell&#039;Austria-Ungheria — e della religione, poiché il padre sperava che il figlio seguisse le sue orme diventando a sua volta prete. Tuttavia, verso la fine del liceo, l&#039;interesse principale di Tesla divennero le scienze naturali. Nell&#039;autunno del 1870, il quattordicenne lasciò la casa dei genitori e si trasferì a Karlovac per frequentare la Higher Real School (equivalente a un liceo scientifico nel sistema educativo tedesco), dove poté concentrarsi sulle materie che più lo appassionavano: la fisica e la matematica. Il giovane talentuoso completò il programma quadriennale in soli tre anni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Educazione e primi passi nella scienza ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nikola Tesla studiò al Politecnico di Graz, uno dei due istituti di istruzione superiore politecnici dell&#039;epoca in Austria (l&#039;altro si trovava a Vienna). Qui si dedicò agli studi di ingegneria, affermandosi rapidamente non solo come uno studente eccezionalmente dotato, ma anche come estremamente diligente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sua dedizione agli studi suscitò persino preoccupazione tra i docenti, i quali — come seppe in seguito — scrissero ai genitori esprimendo timore che il figlio si stesse sovraccaricando di lavoro. E non era un&#039;esagerazione: durante il primo anno universitario, Nikola dormiva solo quattro ore al giorno, dedicando tutto il suo tempo allo studio senza concedersi riposo né nei giorni festivi né la domenica. Alla fine dell&#039;anno, questa ossessione diede i suoi frutti: superò brillantemente tutti gli esami, non solo nelle materie obbligatorie ma anche in quelle opzionali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tuttavia, neppure una persona dalle capacità fenomenali come Tesla avrebbe potuto reggere a lungo un tale ritmo. Giunto al termine del secondo anno, dopo aver vanificato i successi precedenti, perse la borsa di studio e… si avvicinò al gioco d’azzardo. Questa scelta rischiò di costargli la carriera: perse tutti i soldi destinati alla sua istruzione e, inoltre, smise completamente di dedicarsi agli studi. Di conseguenza, Tesla non si presentò agli esami finali e non ottenne mai la laurea.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel gennaio 1880, la famiglia lo aiutò a trasferirsi a Praga per studiare filosofia. Sfortunatamente, arrivò quando l&#039;anno accademico era già iniziato e non fece in tempo a sostenere i test di ammissione; frequentò comunque le lezioni per alcuni mesi come studente libero. Tuttavia, a causa della sua insufficiente conoscenza del ceco e del greco antico, materie obbligatorie per il corso di studi, non poté iscriversi ufficialmente all&#039;Università di Praga.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1881, il venticinquenne Tesla trovò lavoro come ingegnere presso la Compagnia Telefonica Centrale di Budapest. In seguito per perseguire un maggiore sviluppo si trasferì a Parigi dove trovò lavoro come tirocinante alla filiale della «Continental Edison» — l&#039;azienda di Thomas Edison in Francia — dove, tra l&#039;altro, partecipò alla realizzazione di un impianto di illuminazione stradale a Parigi. Nel frattempo un sistema di alimentazione e illuminazione a corrente continua sviluppato da Edison ha subito un incidente catastrofico in una stazione ferroviaria di Strasburgo, in Germania. L&#039;interruttore di lancio del sistema ha causato un&#039;esplosione, distruggendo un muro della rimessa dei treni. A Tesla, che parlava tedesco, fu ordinato di occuparsi del problema. I dirigenti dell&#039;azienda promisero un generoso bonus di 25.000 dollari se il problema fosse stato risolto. Grazie agli sforzi di Tesla, il problema fu risolto senza intoppi e, nel processo, costruì anche il primo modello di motore a induzione.Tuttavia, quando Tesla tornò a Parigi, l&#039;azienda si rifiutò di pagare il bonus promesso in precedenza, cosa che lo deluse e portò alle sue dimissioni. Poco dopo, il direttore generale della filiale, Charles Bachelot, scrisse una lettera di raccomandazione raccomandando vivamente a Tesla di svilupparsi negli Stati Uniti. La lettera di raccomandazione era indirizzata al famoso inventore e imprenditore Thomas Edison e conteneva la seguente frase: “Conosco due grandi persone, una sei tu e l&#039;altra è questo giovane”&amp;lt;ref&amp;gt;The Nikola Tesla Museum Archive (Belgrado, Serbia).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[L&#039;archivio conserva documenti originali, tra cui la lettera di raccomandazione di Charles Batchelor (non Bachelot) a Thomas Edison, con la famosa frase &amp;quot;Conosco due grandi uomini, uno siete voi e l&#039;altro è questo giovane&amp;quot;. La lettera è spesso riprodotta in libri e mostre].&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Il trasferimento in America e i rapporti con Edison ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tesla arrivò a New York nella primavera del 1884. Sebbene Edison apprezzasse il suo talento e la sua ossessione per il lavoro — in questo i due erano simili —, la loro collaborazione durò poco più di sei mesi. Ben presto emersero divergenze su come alimentare esattamente le lampade per l&#039;illuminazione stradale di Manhattan: Edison sosteneva l&#039;uso della corrente continua (CC), che riteneva più sicura, mentre Tesla vedeva il futuro nella corrente alternata (CA).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È probabile che alla base del loro disaccordo vi fosse anche una differenza negli approcci alla realizzazione dei progetti tecnologici. Edison privilegiava ciò che, in termini moderni, potremmo definire l’aspetto commerciale e di marketing, mentre per Tesla contava soprattutto la ricerca scientifica in sé.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo aver lasciato l’impresa di Edison, Tesla decise di avviare una propria attività. Trovò sostegno in George Westinghouse, un industriale e ingegnere americano che aveva osservato come la corrente continua subisse significative perdite di energia durante la trasmissione attraverso i cavi. Il confronto tra Edison e Westinghouse su questo tema passò alla storia con il nome di «Guerra delle correnti», seguita con grande attenzione in tutto il paese.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tesla aveva bisogno di una propria azienda per realizzare le sue innovative idee, indipendentemente dalle controversie in corso. Tuttavia, la creazione dell’impresa richiedeva investitori, che non fu facile trovare subito. I primi tentativi di avviare un’attività non ebbero successo, ma nel 1886 due facoltosi newyorkesi, Alfred Brown e Charles Peck, offrirono a Tesla un laboratorio a New York e finanziarono la nascita della società &#039;&#039;&#039;Tesla Electric Light &amp;amp; Manufacturing&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Già nel primo anno di attività, l’azienda realizzò un motore a induzione funzionante a corrente alternata. Il successo fu favorito dal fatto che Tesla poté dedicarsi interamente alla ricerca scientifica, mentre i due soci si occupavano degli aspetti commerciali e della promozione sul mercato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Realizzazioni scientifiche e invenzioni di Tesla ====&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Motore a induzione CA&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un motore sviluppato in un laboratorio di New York rivoluzionò il campo dell&#039;ingegneria elettrica. Il suo principio di funzionamento si basa sull&#039;azione di un campo magnetico rotante, fenomeno descritto indipendentemente da Tesla e dal fisico italiano Galileo Ferraris, che nello stesso periodo conduceva studi analoghi&amp;lt;ref&amp;gt;Ferraris, G. (1888). &amp;quot;Rotazioni elettrodinamiche prodotte per mezzo di correnti alternate&amp;quot;. Atti dell&#039;Accademia delle Scienze di Torino.&lt;br /&gt;
Studio parallelo sul campo magnetico rotante.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il funzionamento di questo tipo di motore è concettualmente semplice: la corrente alternata negli avvolgimenti della parte fissa del motore (statore) interagisce con la corrente presente negli avvolgimenti della parte mobile (rotore), inducendo la rotazione di quest&#039;ultima e convertendo così l&#039;energia elettrica in energia meccanica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Grazie alla sua struttura semplice, al costo contenuto e all&#039;elevata efficienza energetica, i motori a induzione conquistarono rapidamente una vasta diffusione. Furono questi motori ad azionare i primi ascensori, tram, convogli della metropolitana e filobus. Anche oggi i motori a corrente alternata trovano applicazione, sebbene in misura minore rispetto al passato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Trasferimento di energia wireless&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tesla era convinto che l&#039;energia potesse essere trasmessa senza fili, sfruttando esclusivamente campi magnetici. Nel 1891 compì un decisivo passo avanti in questa direzione: inventò la cosiddetta &#039;&#039;&#039;bobina di Tesla&#039;&#039;&#039; — il primo dispositivo al mondo in grado di trasmettere elettricità senza bisogno di cablaggi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla fine del XIX secolo, nel tentativo di dare forma concreta a questa visione, condusse una serie di esperimenti che culminarono nella progettazione della Torre di Wardenclyffe, nota anche come &#039;&#039;&#039;torre Tesla&#039;&#039;&#039;. La struttura fu costruita tra il 1901 e il 1902 a Long Island. La torre prese il nome dal banchiere James S. Warden, che acquistò il terreno e lo mise a disposizione per il progetto di Tesla. Oltre a Warden, parteciparono attivamente al finanziamento dell’impresa altri illustri personaggi, come il banchiere John Pierpont Morgan e l’imprenditore-scrittore John Jacob Astor.&lt;br /&gt;
Oltre a dimostrare i progressi di Tesla nella trasmissione di energia senza fili, la torre avrebbe dovuto assolvere anche a una funzione pratica: garantire telecomunicazioni wireless, radiodiffusione e comunicazioni telefoniche transatlantiche.&lt;br /&gt;
Tuttavia, il rivale di Tesla, il fisico italiano Guglielmo Marconi, riuscì a precederlo, essendo il primo a sviluppare una tecnologia analoga. Di conseguenza, gli investitori, tra cui John Morgan, ritirarono i finanziamenti. Il progetto di Tesla, privo di sostegno economico, fu costretto a chiudere nel 1906.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La torre venne infine demolita nel 1917, ma le idee di Tesla contribuirono significativamente allo sviluppo successivo delle tecnologie di trasmissione senza fili. La bobina di Tesla trovò applicazione in dispositivi telegrafici avanzati dotati di antenne, e ancora oggi una versione modificata di questa invenzione è utilizzata nella tecnologia radiofonica e televisiva.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Comunicazioni radio, telecomando e altri sviluppi&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1894 — un anno prima della scoperta di Wilhelm Röntgen — Tesla iniziò a sperimentare quelli che in seguito sarebbero diventati noti come raggi X. Utilizzò tubi a vuoto e scariche ad alta tensione per studiare i fenomeni legati alle radiazioni. Osservò che questi raggi erano in grado di penetrare alcuni materiali e di imprimersi sulle lastre fotografiche. Tuttavia, Tesla non fece in tempo a pubblicare i suoi risultati: nel 1895 il suo laboratorio di New York andò a fuoco, distruggendo documenti e attrezzature.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1901, lo scienziato italiano Guglielmo Marconi trasmise per la prima volta un segnale radio dall&#039;Inghilterra al Canada&amp;lt;ref&amp;gt;Marconi, G. (1901). &amp;quot;Telegrafia senza fili attraverso l&#039;Atlantico&amp;quot;. Proceedings of the Royal Society.&lt;br /&gt;
Contesto sulla rivalità con Marconi.&amp;lt;/ref&amp;gt;. Questo successo gli valse la fama di inventore della radio e provocò grande risentimento in Tesla, il quale sostenne che Marconi aveva utilizzato illegalmente i suoi brevetti sulla segnalazione senza fili. Sebbene inizialmente l&#039;ufficio brevetti statunitense avesse dato ragione a Tesla, nel 1904 concesse a Marconi il brevetto per l&#039;invenzione della radio, un evento che acuì ulteriormente il risentimento dello scienziato serbo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In realtà, entrambi i ricercatori, così come il fisico russo Aleksandr Popov, contribuirono allo sviluppo delle tecnologie di trasmissione radiofonica. La portata di questi contributi è attestata, da un lato, dal Premio Nobel assegnato a Marconi nel 1909, e dall&#039;altro, dal riconoscimento della priorità dei brevetti di Tesla da parte della Corte Suprema degli Stati Uniti nel 1943&amp;lt;ref&amp;gt;Supreme Court of the United States (1943). Case No. 369: Tesla vs. Marconi.&lt;br /&gt;
Sentenza sul brevetto radiofonico.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tesla utilizzò le stesse onde radio per realizzare una barca radiocomandata. All&#039;interno dello scafo in ferro erano nascosti una batteria e motori elettrici, mentre sulla superficie erano installate le antenne. Il pubblico di New York assistette con meraviglia alla dimostrazione di questa straordinaria invenzione durante l&#039;esposizione elettrica al Madison Square Garden nel 1898, dove Tesla, stando di fronte a un pannello di controllo fisso, manovrò personalmente la barca immersa in una piccola piscina.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Declino e ultimi anni (1901–1943) ====&lt;br /&gt;
Dopo il fallimento di Wardenclyffe, Tesla cadde in disgrazia finanziaria. Continuò a depositare brevetti (come la &amp;quot;turbina senza pale&amp;quot; nel 1913) e a teorizzare su armi a energia diretta (&amp;quot;raggio della pace&amp;quot;) e energia libera, ma senza successo commerciale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Negli anni ’30, visse in solitudine al New Yorker Hotel, dove morì il 7 gennaio 1943, povero e dimenticato. Il governo USA sequestrò i suoi appunti, alcuni ancora classificati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Eredità e riconoscimenti postumi ====&lt;br /&gt;
Tesla è oggi celebrato come:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Padre della corrente alternata&#039;&#039;&#039; (fondamentale per la rete elettrica mondiale).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Precursore della radio, radar e telecomunicazioni&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Icona pop&#039;&#039;&#039; (compare in film, fumetti e come nome dell’azienda di Elon Musk).&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Simbolo dell’innovatore visionario&#039;&#039;&#039;, con oltre &#039;&#039;&#039;300 brevetti&#039;&#039;&#039; e teorie ancora studiate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel &#039;&#039;&#039;1960&#039;&#039;&#039;, il suo nome fu assegnato all’unità di misura dell’&#039;&#039;&#039;induzione magnetica (T)&#039;&#039;&#039; nel Sistema Internazionale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Pensiero ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nikola Tesla aveva una visione della realtà profondamente olistica, in cui scienza, intuizione e spiritualità si fondevano in un unico flusso di conoscenza. Per lui, l’universo non era un meccanismo freddo e deterministico, ma un organismo vivente permeato da energie vibranti e interconnesse, dove anche corpi distanti sono legati da legami indissolubili. La sua ricerca non si limitava alla mera applicazione tecnica: era un tentativo di decifrare il linguaggio nascosto della natura.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tesla non seguiva la procedura scientifica tradizionale, basata su ipotesi e verifiche sperimentali in sequenza. Piuttosto, lavorava per &#039;&#039;&#039;visioni improvvise&#039;&#039;&#039;, lampi di comprensione che gli si presentavano con una chiarezza quasi allucinatoria. Queste intuizioni, come lui stesso raccontava, erano così vivide da permettergli di &amp;quot;vedere&amp;quot; i dispositivi già funzionanti nella sua mente, prima ancora di costruirli. Non disegnava progetti su carta: sperimentava direttamente nell’immaginazione, dove macchine e campi di forza prendevano forma con precisione chirurgica. Solo in un secondo momento trasferiva quelle visioni nel mondo materiale, spesso senza nemmeno commettere errori. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per Nikola Tesla, una determinata legge si manifestava sempre in modo spontaneo sotto forma di un&#039;immagine geometrica. Solo in una fase successiva del processo di scoperta si giungeva alla comprensione del [[principio]] e alla sua interpretazione fisica. Seguiva poi l&#039;aritmeticizzazione della legge e la definizione delle proprietà tecniche dei materiali più idonei a tradurla in un modello fisico funzionante. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tesla, basandosi sulla propria esperienza inventiva, era convinto che questo &amp;quot;lavoro&amp;quot; fosse compiuto dalle leggi naturali stesse, e non dalle strutture materiali. Con l&#039;espressione &#039;&#039;&#039;&amp;quot;lavoro di scoperta&amp;quot;&#039;&#039;&#039; si riferiva essenzialmente alla lotta per la purificazione mentale: un processo di astrazione dai pensieri secondari e dai contenuti sensoriali appesantiti da dettagli superflui, i quali offuscano la chiarezza dell&#039;immagine primaria e rendono difficile cogliere le vere relazioni tra gli elementi geometrici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La comprensione di un principio si considerava completa, e il principio stesso pronto per l&#039;applicazione, solo quando si raggiungeva una corrispondenza univoca tra gli elementi matematici e quelli fisici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sebbene era ottimista agli inizi del XX secolo sul fatto che era possibile sognar un futuro di abbondanza energetica e connessione globale,con il tempo si rese conto che la stessa tecnologia potesse diventare un’arma nelle mani sbagliate. Il suo famoso &amp;quot;raggio della morte&amp;quot; non era solo un’invenzione controversa, ma il simbolo di un dilemma etico: come controllare forze che, una volta scoperte, potevano distruggere o redimere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo senso, Tesla era un ponte tra due epoche. Da scienziato ottocentesco, cercava leggi universali; da profeta moderno, anticipava i pericoli di un progresso senza saggezza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il Ritmo Universale: Vita, Movimento e Forza ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La visione della realtà di Tesla  fu molto influenzata dalle letture del filosofo Herbart Spencer che concepiva la vita come  come  &#039;&#039;&#039;movimento&#039;&#039;&#039; e come &#039;&#039;&#039;manifestazione di un ritmo universale&#039;&#039;&#039;  — un flusso perpetuo governato però da leggi immutabili. Questo perchè ovunque esista vita, esiste una &#039;&#039;&#039;massa&#039;&#039;&#039; mossa da una &#039;&#039;&#039;forza&#039;&#039;&#039;, e questa dinamica universale obbedisce a un principio fondamentale: &#039;&#039;&#039;l’inerzia della materia e la persistenza dell’energia&#039;&#039;&#039;. &amp;quot;A causa di questa proprietà e condizione universale, un corpo, sia esso a riposo o in movimento, tende a rimanere nello stesso stato, e una forza, che si manifesta ovunque e attraverso qualsiasi causa, produce una forza opposta equivalente, e come assoluta necessità  ne consegue che ogni movimento in natura deve essere ritmico&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;https://web.archive.org/web/20090216144123/http://tfcbooks.com/tesla/1900-06-00.htm&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa  armonia nascosta la si coglie  ovunque si volge lo sguardo — nel moto dei pianeti, nel flusso e riflusso delle maree, nelle oscillazioni di un pendolo, nelle vibrazioni dell’aria, o persino nelle pulsazioni di una corrente elettrica — si trova  stesso principio all&#039;opera. Ma è forse nella vita organica che questa legge si manifesta con maggiore evidenza. La nascita, la crescita, il declino e la morte di un individuo, di una famiglia, di un’intera civiltà non sono che fasi di un ciclo eterno, come onde che salgono e si infrangono nel grande oceano dell’esistenza. Ogni movimento, ogni trasformazione, obbedisce a questa cadenza universale, che si ripete in scale diverse — dal battito di un cuore alla rotazione di una galassia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Approfondimenti tecnologici e scientifici ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Wardenclyffe Tower e il sogno dell’energia wireless ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All&#039;inizio del Novecento, Nikola Tesla pubblicò un articolo intitolato &#039;&#039;&#039;&amp;quot;The Problem of Increasing Human Energy&amp;quot;&#039;&#039;&#039; (&amp;quot;Il problema dell&#039;aumento dell&#039;energia umana&amp;quot;), che attirò l&#039;attenzione del magnate finanziario John Pierpont Morgan.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel febbraio del 1901 gli scrisse per illustrargli un progetto che avrebbe cambiato le telecomunicazioni mondiali. Il 6 marzo Morgan firmò un contratto da 150.000 dollari, cedendo a Tesla i fondi in cambio del 51% dei brevetti derivanti dal progetto. Tesla acquistò 200 acri di terreno a Shoreham, Long Island, in una comunità chiamata Wardenclyffe, e cominciò a costruire. La torre raggiunse i 57 metri fuori terra e scese per altri 36 sottoterra, con una cupola metallica da 55 tonnellate in cima progettata per ionizzare l’atmosfera e trasmettere segnali in tutto il mondo. L’architetto era Stanford White, lo stesso della Madison Square Garden. Vediamo come si è arrivati alla torre di Tesla.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Il Meccanismo Scientifico ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tesla basò il progetto su due principi fisici:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===== A. Trasmissione di Energia via Terra e Ionosfera =====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
# &#039;&#039;&#039;Risonanza terrestre&#039;&#039;&#039;: Tesla credeva che la Terra avesse una &#039;&#039;&#039;frequenza di risonanza elettrica&#039;&#039;&#039; (oggi nota come &#039;&#039;&#039;Risonanza Schumann&#039;&#039;&#039;, ~7.83 Hz).&lt;br /&gt;
# &#039;&#039;&#039;Conduttività del suolo e dell’aria&#039;&#039;&#039;:&lt;br /&gt;
#* [[File:Wanderclyffe.png|miniatura]]La torre avrebbe inviato &#039;&#039;&#039;onde elettromagnetiche a bassa frequenza (ELF/VLF)&#039;&#039;&#039; attraverso il terreno, sfruttando la conducibilità naturale della Terra.&lt;br /&gt;
#* L’energia sarebbe stata &amp;quot;captata&amp;quot; da ricevitori a distanza, sintonizzati sulla stessa frequenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===== B. La Bobina di Tesla Magnificata =====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Torre di Wardenclyffe non era altro che una gigantesca evoluzione della celebre bobina di Tesla: un trasformatore risonante capace di generare tensioni altissime a frequenze specifiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La struttura nascondeva sotto terra un elemento fondamentale: un pozzo profondo circa 90 metri (300 piedi) che raggiungeva strati acquiferi. L’acqua, migliore conduttore rispetto al terreno asciutto, avrebbe facilitato l’iniezione delle onde elettriche nella Terra, migliorando la trasmissione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In cima alla torre, alta circa 57 metri, si trovava un grande elettrodo sferico in rame. Questo elemento aveva il compito di accumulare e rilasciare cariche elettriche ad altissimo voltaggio(si parla di milioni di volt)generando spettacolari scariche elettriche. Alla base dell’impianto operava un generatore da circa 200 kW, alimentato dalla centrale elettrica locale, che forniva l’energia iniziale da amplificare attraverso il sistema risonante.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel suo insieme, il progetto funzionava come una sorta di “WiFi planetario”: non per trasmettere dati, come facciamo oggi con router e antenne, ma per distribuire energia elettrica su scala globale. L’idea era che ogni punto del pianeta potesse diventare, potenzialmente, un punto di accesso all’energia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Come Fu Costruita? ====&lt;br /&gt;
Tesla assunse l’architetto Stanford White per la struttura in legno e acciaio(con l&#039;utilizzo di circa 50000 bulloni).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il cuore del progetto era la torre, una struttura a traliccio alta e slanciata. Alla base si trovava un’enorme bobina,parte del sistema di trasmissione, mentre in cima era collocato un grande elettrodo sferico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sotto la torre venne scavato un profondo pozzo: secondo Tesla, questo elemento era fondamentale perché avrebbe dovuto “collegarsi” elettricamente al terreno, trasformando la Terra stessa in un conduttore attraverso cui far viaggiare l’energia. L’idea era quella di sfruttare le proprietà elettriche del pianeta per distribuire corrente su lunghe distanze senza fili. Accanto alla torre sorse poi un edificio in mattoni che fungeva da laboratorio. Qui erano installati generatori, trasformatori e strumenti di misura sofisticati per l’epoca. In questo spazio Tesla conduceva esperimenti sulle alte frequenze e sulle altissime tensioni necessarie per il funzionamento del sistema.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il laboratorio rappresentava il centro operativo del progetto: era lì che l’energia veniva prodotta, trasformata e preparata per essere inviata alla torre.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il progetto non si limitava alla trasmissione di energia. Tesla immaginava un sistema capace di inviare anche segnali e messaggi a grandi distanze, verso navi in mare o città lontane. Per questo motivo, la torre può essere considerata un’antenata delle moderne stazioni radio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il trasmettitore progettato da Tesla avrebbe trasformato l’energia elettrica in una gigantesca [[onda portante]], capace di trasportare informazioni e,nelle sue intenzioni, potenza elettrica utilizzabile a distanza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Perché Fallì? ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inizialmente, il progetto della torre aveva ottenuto il sostegno finanziario del potente banchiere J. P. Morgan. Morgan era interessato soprattutto allo sviluppo di un sistema di comunicazione senza fili che potesse competere con le tecnologie emergenti dell’epoca. Tuttavia, quando Tesla, nel tentativo di ottenere ulteriori finanziamenti, rivelò che il suo obiettivo era distribuire energia elettrica gratuitamente su scala globale, Morgan rispose con una lettera che, nella storia della scienza applicata, è ricordata per la sua brevità: «Al momento non sono disposto a concedere ulteriori anticipi»&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.passioneastronomia.it/la-torre-di-tesla-che-morgan-fermo-prima-che-cambiasse-il-mondo/&amp;lt;/ref&amp;gt;. Un simile progetto, privo di un modello economico basato sulla vendita dell’energia, appariva poco sostenibile dal punto di vista imprenditoriale. Senza la prospettiva di un ritorno economico, Morgan interruppe così i finanziamenti, lasciando Tesla senza il principale sostegno finanziario.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Parallelamente, il progetto incontrò anche un forte scetticismo scientifico. Fisici come Heinrich Hertz avevano dimostrato l’esistenza delle onde elettromagnetiche, e inventori come Guglielmo Marconi stavano già applicando con successo le cosiddette onde hertziane per sviluppare sistemi radio più concreti e funzionali. Le idee di Tesla, basate sulla trasmissione globale di energia attraverso la Terra e l’atmosfera, apparivano a molti colleghi troppo ambiziose e poco dimostrabili. Nel confronto con le soluzioni più pratiche di Marconi, che riusciva a ottenere risultati immediati e commercialmente sfruttabili, il progetto di Wardenclyffe perse ulteriore credibilità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Privato dei finanziamenti e incapace di trovare nuovi investitori, Tesla andò incontro a un progressivo crollo finanziario. La costruzione della torre si fermò e, nel 1917, la struttura fu demolita per  volontà del governo americano. Quello che doveva essere il simbolo di una nuova era energetica si trasformò così in un progetto incompiuto, segnando profondamente la carriera e la vita personale dello scienziato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Attorno alla demolizione della torre è nata anche una teoria controversa, secondo cui l’industria petrolifera avrebbe avuto un ruolo decisivo nell’affossare il progetto. Secondo questa ipotesi, le grandi compagnie energetiche avrebbero visto nella trasmissione gratuita di energia una minaccia diretta ai propri interessi economici e avrebbero quindi agito per impedire la realizzazione del sistema di Tesla, così da preservare il proprio predominio nel settore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A sostegno di questa tesi viene spesso citata la situazione personale dello scienziato negli anni successivi: Tesla visse per molto tempo in alberghi di New York, pur non disponendo apparentemente di entrate stabili. Poiché aveva investito gran parte dei suoi guadagni nei propri esperimenti, alcuni interpretano questa circostanza come un possibile indizio di un sostegno economico occulto o di un “debito di riconoscenza” da parte di ambienti interessati a mantenere il suo silenzio o a evitare ulteriori sviluppi delle sue ricerche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tuttavia, questa rimane un’ipotesi priva di prove storiche definitive. Le cause documentate del fallimento di Wardenclyffe restano principalmente di natura economica e tecnica: mancanza di fondi, concorrenza tecnologica più efficace e difficoltà nel dimostrare concretamente la fattibilità del progetto&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Era Realizzabile? Le Verità della Scienza Moderna ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oggi l’idea della trasmissione di energia senza fili, che era al centro delle ambiziose visioni di Nikola Tesla, non è del tutto scomparsa. Tuttavia, ha trovato applicazione in forme molto più limitate e controllate rispetto al progetto originario di una distribuzione globale di elettricità.Attualmente esistono tecnologie di trasmissione di energia senza fili, ma operano su scala ridotta e su distanze molto brevi. L’esempio più comune è la ricarica a induzione per smartphone, smartwatch o spazzolini elettrici. In questi dispositivi l’energia viene trasferita attraverso un campo elettromagnetico tra due bobine poste a breve distanza. Il principio è simile a quello studiato da Tesla, basato sull’induzione elettromagnetica e sulla risonanza, ma applicato in modo estremamente controllato per evitare dispersioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tesla era convinto poi che la Terra potesse comportarsi come un grande conduttore naturale, capace di trasportare energia in modo dinamico attraverso il suolo e l’atmosfera. Secondo la sua visione, sfruttando determinate frequenze di risonanza, sarebbe stato possibile trasmettere elettricità su scala planetaria con perdite minime.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le teorie scientifiche ufficiali, tuttavia, descrivono la Terra non come un conduttore perfetto, ma come un mezzo con resistenza elettrica significativa. Ciò implica che, su lunghe distanze, una grande quantità di energia verrebbe dispersa sotto forma di calore. Le perdite renderebbero il sistema poco efficiente e difficilmente sostenibile dal punto di vista tecnico ed economico. In altre parole,secondo le teorie ufficiali il problema non è tanto la possibilità teorica della trasmissione, quanto la sua efficienza su scala globale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nonostante il fallimento del progetto di trasmissione mondiale dell’energia, alcune intuizioni di Tesla hanno trovato applicazioni indirette. Il principio della risonanza, per esempio, è oggi utilizzato nelle comunicazioni a bassissima frequenza (VLF), impiegate soprattutto per comunicare con i sottomarini. Le onde VLF possono penetrare nell’acqua marina più efficacemente rispetto ad altre frequenze radio, rendendo possibile la trasmissione di segnali anche in ambienti difficili.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre, lo studio delle scariche elettriche atmosferiche, come i fulmini, ha beneficiato di ricerche sulle proprietà elettriche della Terra e dell’atmosfera, ambiti che Tesla aveva esplorato con grande interesse. Sebbene le sue conclusioni non coincidano sempre con le teorie accettate oggi, il suo approccio visionario ha contribuito ad ampliare il campo delle indagini scientifiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La sua teoria dell&#039;energia ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In occasione del suo 79° compleanno, nel 1938 — appena cinque anni prima della morte — Tesla annunciò di aver elaborato una &#039;&#039;&#039;teoria dinamica della gravità&#039;&#039;&#039; e dell’energia cosmica spiegando così da dove deriverebbe l&#039;energia presente sulla Terra. Secondo questa teoria, l’energia presente sulla Terra deriverebbe dal &#039;&#039;&#039;moto del pianeta attraverso lo spazio&#039;&#039;&#039;: il movimento genererebbe un pianeta carico che varia le forze elettrostatiche presenti (in modo tale che esse diminuiscono di intensità), trasformando l’energia in una forma sempre più dinamica e in costante aumento. In questa teoria spiega anche che i moti meccanici sarebbero prodotti da una forza [[Elettrostatica]] diversa  che agisce attraverso un mezzo gassoso,eccitata da rapidi cambiamenti di potenziale elettrico. Secondo tale modello, producendo &#039;&#039;&#039;enormi stress elettrostatici&#039;&#039;&#039; in questo mezzo e variandone rapidamente l&#039;intensità, sarebbe possibile muovere un corpo attraverso il pianeta &#039;&#039;&#039;senza ricorrere ad altre forze convenzionali&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per Tesla, lo studio della natura e delle forze che la governano fu sempre fondamentale. Egli concepiva l’[[Universo]] come &#039;&#039;&#039;un immenso sistema meccanico&#039;&#039;&#039;, impregnato di &#039;&#039;&#039;energia infinita&#039;&#039;&#039;, in cui elettricità e [[Magnetismo]] rappresentavano le manifestazioni più affascinanti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La loro &#039;&#039;&#039;duale natura&#039;&#039;&#039; – con fenomeni di attrazione, repulsione e rotazione – rivelava una &#039;&#039;&#039;sintesi unica tra le forze fondamentali&#039;&#039;&#039;, un mistero che alimentò costantemente la sua curiosità e la sua ricerca.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare, Tesla teorizzò una  &#039;&#039;&#039;equivalenza&#039;&#039;&#039; tra l&#039;elettricità e l’[[Etere]]:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L’elettricità statica&#039;&#039;&#039; era per lui il risultato di &#039;&#039;&#039;un etere in stato di tensione&#039;&#039;&#039;, quasi &amp;quot;solidificato&amp;quot; in un equilibrio carico di potenziale.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;L’elettricità dinamica&#039;&#039;&#039; (corrente) derivava invece da &#039;&#039;&#039;un etere in movimento&#039;&#039;&#039;, un fluido cosmico che trasportava energia attraverso vibrazioni e onde.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tesla derivò l&#039;equivalenza tra elettricità ed etere dall&#039;osservazione dei fenomeni elettromagnetici e ragionando sul fatto che entrambi si comportavano come fluidi incompressibili - privi di densità - le cui variazioni si manifestavano esclusivamente come stati di tensione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tuttavia l&#039;elettricità diventava veramente etere solo quando era associato a della materia. In particolare,quando l&#039;elettricità si legava a una molecola, generava una &#039;&#039;&#039;carica elettrostatica&#039;&#039;&#039;, che poteva essere interpretata come &#039;&#039;&#039;etere localizzato,&#039;&#039;&#039; una interazione che dimostrava che l&#039;elettricità era coinvolta nei fenomeni molecolari. Tesla concordava con i modelli atomici del suo tempo, che prevedevano &#039;&#039;&#039;orbite elettroniche&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;rotazioni molecolari&#039;&#039;&#039;(sebbene in diversi articoli criticò l&#039;idea dell&#039;elettrone come particella minuscola di massa indipendente). Secondo lui la rotazione delle molecole generava &#039;&#039;&#039;tensioni nell&#039;etere&#039;&#039;&#039;, che si manifestavano come forze elettrostatiche. Queste tensioni producevano &#039;&#039;&#039;effetti elettromagnetici&#039;&#039;&#039; e, in alcuni casi, &#039;&#039;&#039;magnetismo permanente&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In altre parole, Tesla vedeva tutti i fenomeni elettrici, magnetici ed elettrostatici come il risultato di &#039;&#039;&#039;forze elettrostatiche molecolari.&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Gravità causata da un dislocamento magnetico ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le teorie di Tesla riguardo alla natura della gravità anticiparono alcuni concetti che oggi trovano piena comprensione nella teoria dell&#039;[[Universo elettrico]], il che lo rende a tutti gli effetti un precursore di queste idee. La sua visione dell&#039;[[universo]], sebbene lo immaginasse infinito e senza confini, lo raffigurava come un immenso tubo a vuoto dove agivano potenti pressioni elettriche arrivando anche a paragonare il Sole e le stelle a colossali elettrodi cosmici&amp;lt;ref&amp;gt;Tesla sosteneva che questa fosse la vera origine dei raggi cosmici, non accettando la teoria dominante che li attribuiva a semplici elettroni&amp;lt;/ref&amp;gt;. Questo sistema dinamico in equilibrio è alimentato dal moto perpetuo della materia e dal cambio tra forze più grandi e più piccole. Quando la Terra si trova in uno stato di materia solida,muovendosi interagirebbe con l&#039; [[etere]]   generando un vento(simile all&#039;attrito in un fluido) dove differenze di potenzale elettrico creerebbero variazioni nel &#039;&#039;&#039;dislocamento elettromagnetico&#039;&#039;&#039; all&#039;interno della massa ed del vento dell&#039;etere. Questo meccanismo rappresenterebbe la causa fondamentale della gravità. Da un lato, il campo elettrico terrestre genererebbe un dislocamento magnetico nell&#039;etere, accumulando tale effetto all&#039;interno del proprio sistema di campo. Dall&#039;altro, si creerebbe un duplice dislocamento: tra la massa interna all&#039;etere e quella esterna ad esso. La forza gravitazionale emergerebbe proprio da questa differenza di dislocamento magnetico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Perdite di energia e leggi del moto elettrico ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se l&#039;universo abbonda di energia e la Terra rappresenta un immenso serbatoio elettrico, sorge spontanea una duplice domanda: da dove originano le dispersioni energetiche e perché il nostro pianeta si comporta come un conduttore imperfetto? Tesla, in particolare dopo l&#039;abbandono del progetto di trasmissione wireless di energia attraverso la Torre di Wardenclyffe, dedicò anni di riflessione a questo interrogativo. Giunse alla conclusione (anche con l&#039;aiuto di esperimenti) che l&#039;assorbimento atmosferico avesse un ruolo marginale, mentre identificò nelle radiazioni solari termiche (non nella componente luminosa) il principale fattore di dissipazione energetica. Secondo la sua teoria, questo fenomeno sarebbe riconducibile al processo di evaporazione dell&#039;acqua sul lato rivolto verso il Sole, che genererebbe un flusso radiativo superiore alla capacità di trasferimento delle cariche elettriche al suolo&amp;lt;ref&amp;gt;https://web.archive.org/web/20090102123139/http://www.tfcbooks.com/tesla/1912-07-06.htm&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il raggio della morte ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A partire dagli anni Trenta, Nikola Tesla iniziò a parlare di una nuova invenzione che, sebbene i giornali la ribattezzassero &amp;quot;raggio della morte&amp;quot;, egli preferiva chiamare &#039;&#039;&#039;Teleforce&#039;&#039;&#039; (forza a distanza). Si trattava di un&#039;arma futuristica, al confine tra realtà e leggenda, il cui principio si basava su:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Fasci di particelle cariche&#039;&#039;&#039; (probabilmente elettroni o ioni) accelerati ad altissima energia.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Un sistema di difesa antiaerea&#039;&#039;&#039; in grado di abbattere aerei a 400 km di distanza.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Un meccanismo di amplificazione energetica&#039;&#039;&#039;, sfruttando l’etere o campi elettrostatici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tesla sosteneva che il dispositivo potesse:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Distruggere eserciti e flotte in pochi secondi&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;&#039;Essere usato per scopi difensivi&#039;&#039;&#039;, rendendo le guerre impossibili (&amp;quot;&#039;&#039;&#039;pace attraverso la deterrenza&#039;&#039;&#039;&amp;quot;).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sul fatto che sia effettivamente possibile realizzare un&#039;arma del genere la questione è dubbia anche perchè Tesla non lasciò mai pubblicamente progetti dettagliati e secondo molti esperti è impossibile (le perdite sarebbero maggiori dell&#039;energia in ingresso) tuttavia Tesla lavorò realmente al progetto  e ne parlò in un&#039;intervista al New York Times&amp;lt;ref&amp;gt;&amp;quot;Tesla, at 78, Bares New &#039;Death Beam&#039;&amp;quot; → &amp;lt;/ref&amp;gt; contattando diversi governi,in particolare quello americano e sovietico per ricevere finanziamenti e nonostante le critiche degli esperti  sia il governo americano che quello sovietico durante la guerra fredda dovrebbero aver realizzato progetti simili.&amp;lt;ref&amp;gt;&amp;quot;Electron Beam Weapons: A Technical History&amp;quot; (Air Force Systems Command, 1987)&amp;lt;/ref&amp;gt;&amp;lt;ref&amp;gt;Soviet Directed Energy Weapons&amp;quot; (Pavel Podvig, MIT, 2002)→ citati esperimenti a Sary Shagan (Kazakistan) con acceleratori di protoni&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nikola Tesla tentò ripetutamente di attirare l&#039;interesse delle autorità militari verso la sua innovativa arma, tuttavia, non riuscì a ottenere i finanziamenti sperati. Determinato a non abbandonare il progetto, l&#039;inventore preparò un dettagliato dossier tecnico completo di diagrammi e lo inviò a diverse potenze alleate, tra cui Usa,Francia,Regno Unito,Jugoslavia e Urss.&lt;br /&gt;
Nel 1983 emerse un articolo fondamentale, il primo a presentare un progetto concreto per un&#039;arma a energia diretta. Il Museo Tesla di Belgrado, dopo un&#039;attenta analisi, ne confermò l&#039;autenticità. Questo testo, intitolato &amp;quot;Nuova arte della proiezione di energia concentrata non dispersiva attraverso mezzi naturali&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;https://teslaresearch.jimdofree.com/death-ray/the-new-art-of-projecting-concentrated-non-dispersive-energy-through-natural-media-briefly-exposed-by-nikola-tesla-circa-may-16-1935/&amp;lt;/ref&amp;gt;, rappresenta l&#039;unico documento ufficialmente riconosciuto in cui Tesla descrisse dettagliatamente un&#039;arma basata su fasci di particelle.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra tutte le nazioni contattate, l&#039;Unione Sovietica dimostrò il maggiore interesse. Fonti documentali conservate negli archivi FBI&amp;lt;ref&amp;gt;https://vault.fbi.gov/nikola-tesla Parte 1, pagina 185: Menziona l&#039;accordo del 1935 e i dettagli tecnici del progetto e file 61-120: contiene rapporti sul trasferimento di tecnologia a potenze straniere&amp;lt;/ref&amp;gt; rivelano che:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Il 20 aprile 1935 Tesla sottopose il suo progetto all&#039;Amtorg Trading Corporation, un&#039;organizzazione commerciale sovietica con sede a New York, sospettata di fungere da copertura per l&#039;acquisizione di tecnologie militari&lt;br /&gt;
* Nel 1939, dopo alcuni test preliminari condotti in territorio sovietico, Tesla ricevette un compenso di 25.000 dollari (equivalente a circa 500.000 dollari odierni)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== I raggi cosmici ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un altro argomento controverso sul quale Tesla espresse le proprie opinioni riguarda i cosiddetti raggi cosmici. Le prime osservazioni di questo fenomeno fisico risalgono al 1785, quando Coulomb scoprì che un elettroscopio carico, anche se perfettamente isolato, tendeva comunque a scaricarsi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1900 la fisica Marie Curie dimostrò che questa scarica era prodotta dalla radioattività naturale. Da quel momento si aprì un lungo dibattito sull’origine di tale radioattività: proveniva dal suolo, dal Sole, dall’atmosfera oppure dallo spazio? Nel primo decennio del Novecento prevalse l’ipotesi che la sorgente fosse il suolo. Tuttavia, nonostante il perfezionamento degli elettroscopi e alcuni esperimenti — come il confronto tra la radioattività misurata sulla Torre Eiffel e quella rilevata a livello del terreno — non si ottennero risultati conclusivi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa interpretazione non convinse Domenico Pacini che, nel 1911, confrontò la radioattività misurata sulla superficie del mare con quella rilevata in profondità. Il suo ragionamento era che, se la radiazione proveniva dal basso, l’acqua avrebbe dovuto assorbirne una parte significativa. L’esperimento fu condotto a Livorno, a circa tre metri di profondità, e Pacini osservò una riduzione della radioattività del 20%, in accordo con la sua ipotesi. Nel febbraio del 1912 scrisse sul &#039;&#039;Nuovo Cimento&#039;&#039; dell’esistenza di «una sensibile causa ionizzante, con radiazioni penetranti, indipendente dall’azione diretta delle sostanze radioattive del terreno». Fu questa la scoperta dei raggi cosmici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tesla, che seguiva il dibattito già dagli inizi del secolo, progettò diversi apparati per misurare questa energia radiante. Egli giunse alla conclusione che i raggi cosmici fossero costituiti da particelle elettricamente cariche provenienti dal Sole, capaci di trasportare energia e carica elettrica. Tuttavia, Tesla si discostò dalla teoria ormai consolidata secondo cui la materia fosse composta da minuscole particelle dotate di massa, gli elettroni. Nei suoi esperimenti con i tubi a vuoto aveva infatti osservato particelle che considerava indivisibili, senza però identificarle pienamente con gli elettroni della fisica contemporanea.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Partendo dall’osservazione che l’intensità dei raggi cosmici aumentava rapidamente con l’altitudine, Tesla elaborò una propria interpretazione del fenomeno: riteneva che le radiazioni ad alta quota fossero causate da particelle provenienti da corpi celesti caratterizzati da temperature elevatissime e da enormi potenziali elettrici. &#039;&#039;&#039;&amp;quot;Gli effetti ad alta quota sono dovuti a onde di lunghezza estremamente ridotta prodotte dal sole in una determinata regione dell&#039;atmosfera. Questa è la scoperta che desidero rendere nota. Il processo coinvolto nella generazione delle onde è il seguente: il sole proietta particelle cariche che costituiscono una corrente elettrica che attraversa uno strato conduttore dell&#039;atmosfera spesso circa dieci chilometri (sei miglia) che avvolge la Terra. Si tratta di una trasmissione di energia elettrica esattamente come ho illustrato nella mia lezione sperimentale in cui un&#039;estremità di un filo è collegata a un generatore elettrico ad alto potenziale, mentre l&#039;altra estremità è libera. In questo caso il generatore è rappresentato dal sole e il filo dall&#039;aria conduttrice.&amp;quot;&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;“Il passaggio della corrente solare comporta il trasferimento di cariche elettriche da particella a particella alla velocità della luce, con conseguente produzione di onde estremamente corte e penetranti. Poiché lo strato d&#039;aria menzionato è la sorgente delle onde, ne consegue che i cosiddetti raggi cosmici osservati ad alta quota devono aumentare man mano che ci si avvicina a questo strato.”&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tesla assegnava quindi all’atmosfera un ruolo molto più importante nella generazione e nell’intensità dei raggi cosmici, attribuendo al Sole e all’interazione con gli strati conduttori dell’aria l’origine della radioattività e la causa della presenza di onde estremamente corte e penetranti.&lt;br /&gt;
== Tesla e Cartesio, similitudini e differenze nell&#039;idea dei vortici ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nonostante i secoli che separano Nikola Tesla da [[Cartesio]] e i loro differenti contesti scientifici, un&#039;analisi comparativa delle rispettive teorie rivela una serie di affascinanti similitudini strutturali e concettuali riguardanti l&#039;origine del mondo visibile. Tesla avanzò anche una teoria sullo stimolo esclusivamente esterno del pensiero e della memoria umani e, basandosi in parte su René Descartes, trasse conclusioni sull&#039;automatismo cosmico di tutte le attività soggettive umane e dell&#039;esistenza umana in generale.Ma poiché il risultato del lavoro automatico del cervello, proprio secondo l&#039;esperienza personale di Tesla, può essere creativo (ovvero la produzione di contenuti visivi precedentemente sconosciuti), per coerenza, egli sviluppa un&#039;ulteriore ipotesi sull&#039;effetto di feedback dei centri visivi del cervello sulla retina e vede in questo la causa della comparsa di immagini eidetiche delle sue invenzioni. Pertanto, il cervello umano, anche se stimolato a lavorare dall&#039;esterno, può comunque produrre costantemente nuovi contenuti, pensieri e immagini, poiché il numero di stimoli provenienti dall&#039;ambiente è illimitato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Entrambi i modelli rifiutano il concetto di &#039;&#039;actio in distans&#039;&#039; (azione a distanza) e l&#039;idea del vuoto assoluto, concependo l&#039;universo come un &#039;&#039;plenum&#039;&#039;, ossia un mezzo continuo e onnipervasivo. In questa visione condivisa, è un &#039;&#039;&#039;moto rotatorio&#039;&#039;&#039; a generare struttura e proprietà, trasformando uno stato indifferenziato della realtà – identificato da Cartesio come etere caotico e da Tesla come sostanza primordiale (o Akasha) – in uno stato organizzato e percepibile, ovvero l&#039;ordine cosmico e la materia densa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La differenza fondamentale risiede, tuttavia, nel ruolo del vortice:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Per &#039;&#039;&#039;Cartesio&#039;&#039;&#039;, il vortice ha una funzione principalmente &#039;&#039;&#039;organizzativa&#039;&#039;&#039; della materia preesistente.&lt;br /&gt;
* Per &#039;&#039;&#039;Tesla&#039;&#039;&#039;, i vortici sono &#039;&#039;&#039;infinitesimali e costitutivi&#039;&#039;&#039;: è la sostanza primordiale stessa, attraverso vortici di enorme velocità, a divenire materia densa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche nella concezione del divenire cosmico emergono analogie e distinzioni:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Cartesio delinea un &#039;&#039;&#039;ciclo cosmico&#039;&#039;&#039; in cui le stelle, opacizzandosi, possono trasformarsi in pianeti, un processo governato da leggi puramente meccaniche.&lt;br /&gt;
* Tesla, in modo simile ma con un lessico diverso, descrive un processo &#039;&#039;&#039;dinamico e reversibile&#039;&#039;&#039;: con l&#039;indebolimento della forza creatrice (il Prana), il movimento vorticoso cessa e &amp;quot;la materia scompare, tornando allo stato precedente di sostanza primordiale&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;Tesla, N. The Greatest Achievements of Man // Articoli . — Samara: Agni, 2008. — P. 180. — 584 p. — 2.000 copie — ISBN 978-5-89850-078-8.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In conclusione, entrambi i pensieri ricercano una spiegazione &#039;&#039;&#039;immanente e naturale&#039;&#039;&#039; per i fenomeni cosmici. Cartesio la individua in &#039;&#039;&#039;cause meccaniche&#039;&#039;&#039; quali l&#039;urto e la pressione, mentre Tesla la riconduce a &#039;&#039;&#039;cause dinamico-energetiche&#039;&#039;&#039;, dove forze creative e prevedibili agiscono sul mezzo primordiale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Idee politiche ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le opinioni politiche di Tesla non sono mai state esplicite in scritti ufficiali,tuttavia dopo la Rivoluzione d’Ottobre, l’[[URSS]] mostrò grande interesse per l&#039; energia libera e la trasmissione wireless&amp;lt;ref&amp;gt;Mitrokhin Archive (Cambridge University Press, 1999), Vol. II, pp. 112-114 e lettere tra Tesla e l&#039;ingegnere sovietico S. I. Vavilov (1931), conservate al Museo Nikola Tesla di Belgrado e l&#039; archivio Statale Russo di Storia Politico-Sociale (RGASPI), fondo 558&amp;lt;/ref&amp;gt;. Il governo sovietico era affascinato dall’idea di &#039;&#039;&#039;elettrificazione totale&#039;&#039;&#039; (piano GOELRO), ma preferì approcci più convenzionali rispetto alle visioni radicali di Tesla&amp;lt;ref&amp;gt; un&#039;articolo della pravda del 1928 &amp;quot;Беспроводная передача энергии: мечты и реальность&amp;quot; (&amp;quot;Trasmissione wireless dell&#039;energia: sogni e realtà&amp;quot;) fu critico verso le teorie di Tesla considerandole utopiche e senza basi industriali&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La sua idea del comunismo ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il dibattito sulle opinioni politiche di Nikola Tesla riguardo all&#039;Unione Sovietica e al socialismo si è arricchito nel 2017 con la pubblicazione del libro &#039;&#039;&#039;&amp;quot;I Can Explain a Lot&amp;quot;&#039;&#039;&#039;, un&#039;opera  che pretende di rivelare nuovi dettagli sulle convinzioni del grande inventore. Curato da &#039;&#039;&#039;Stevan Jovanović&#039;&#039;&#039;—un giornalista e lontano cugino di Tesla, con presunti legami familiari con &#039;&#039;&#039;Jovanka Broz (moglie di Tito)&#039;&#039;&#039;—il testo afferma di basarsi su documenti recuperati dagli archivi dell&#039;FBI. Sebbene non si possa essere certi sull&#039; attendibilità di queste informazioni rappresentano un valore storico notevole:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;«Mi pento spesso di aver scelto gli Stati Uniti invece della Russia. Allora non esisteva alcuna differenza fondamentale tra questi Paesi, ma ora l’Unione Sovietica è fondamentalmente diversa dal resto del mondo. I giornali dicono sciocchezze, ma le persone che sono state lì raccontano cose incredibili. Ciò che mi affascina di più è il sistema scientifico sovietico. Agli scienziati vengono forniti uno stipendio e delle condizioni di lavoro favorevoli, le loro menti sono libere dalle preoccupazioni della vita. Sono concentrati solo sul loro lavoro e nient&#039;altro. Quando sei finanziato dallo Stato, uno Stato socialista, e non da qualche riccone che può cambiare idea da un momento all&#039;altro, tutto è sicuro. Penso spesso che se fossi 15 o 20 anni più giovane andrei in Unione Sovietica. Ho avuto questa opportunità, ce l&#039;ho ancora, ma sono troppo vecchio per un cambiamento così drastico nella mia vita, e non posso lasciare il lavoro che ho iniziato, che potrebbe essere il più importante che abbia mai fatto.»&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;«Seguo da vicino la situazione in Russia. Ricavo le mie informazioni da testimoni oculari che hanno visitato il Paese, non da giornali che mentono senza sosta. Approvo la rivoluzione russa perché ha proclamato il principio dell&#039;onestà in un sesto della superficie terrestre. L’Unione Sovietica deve affrontare prove incredibili, ma il Paese è pronto a superarle. I russi sono fortunati: hanno il socialismo e Stalin, una società felice guidata da un leader saggio. Invidio i russi, e mi dispiace per i miei compatrioti che sono governati da un gruppo ristretto di persone.»&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;«Se potessi tornare indietro di mezzo secolo non ci penserei un secondo, andrei a Mosca e manderei Batchelor ed Edison all&#039;Inferno. Nella mia piccola biblioteca conservo in un posto ben visibile una raccolta di testi sulla Rivoluzione d&#039;Ottobre che mi ha regalato Skvirskij. Spesso riguardo la collezione e penso con simpatia al Paese che non posso visitare. La vecchiaia ha tanti vantaggi, ma anche due svantaggi: una cattiva salute e uno spirito debole che ti porta a pensare: &amp;quot;Non ce la farò mai&amp;quot;. Se avessi figli o nipoti, probabilmente, per la loro felicità, deciderei di andare in URSS con loro.»&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;«Non mi pento di nulla se va a beneficio del popolo sovietico. D’altro canto ho respinto categoricamente tutte le proposte di cooperazione avanzate dai tedeschi. Sono rimasto stupito dalla loro perseveranza, che non deriva dalla forza di carattere ma dalla caparbietà. So molto bene cosa rappresenta la Germania moderna. Basta ascoltare Albert Einstein e le sue ragioni per emigrare. Possiamo non essere d’accordo su questioni scientifiche, ma siamo d&#039;accordo in politica. Il patto tedesco-giapponese contro l’URSS desta preoccupazione, tuttavia sono convinto che nessuna potenza al mondo possa sconfiggere l’Unione Sovietica. Se non sono riusciti a rovesciare il nuovo regime di Mosca subito dopo la rivoluzione, non possono farlo nemmeno adesso.»&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;«Da vent’anni invio regolarmente le mie idee agli scienziati sovietici. Tuttavia, a parte le lettere di ringraziamento, non ho mai ricevuto una risposta concreta. È possibile che la leadership dell&#039;URSS sia impegnata, tra le altre cose, con l&#039;attuale stato di guerra, quindi non ci sono abbastanza risorse da dedicare alle mie proposte. È possibile che siano arrabbiati a causa dei miei dubbi sul piano di elettrificazione di Lenin. A quel tempo sembrava davvero impossibile che dopo la guerra mondiale, e poi quella civile, un Paese devastato come la Russia potesse costruire 30 potenti centrali idroelettriche in soli 10 anni. Più tardi ammisi di essermi sbagliato e chiesi a Skvirskij di consegnare personalmente la mia lettera di scuse a Stalin. Mi assicurò che andava tutto bene e disse: &amp;quot;Il piano era così fantastico che nemmeno Herbert Wells ci credeva&amp;quot;. Mi vergogno di non aver creduto al piano di Lenin allora. Ogni volta che qualcuno non crede nelle mie idee, ripenso al piano di elettrificazione di Lenin.»&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;«Le mie scoperte più significative sono state utilizzate principalmente dall&#039;industria militare. Non mi è mai piaciuto, perché sono per natura una persona pacifica e un avversario di qualsiasi guerra. Molti anni fa sono stato costretto a nascondermi dall&#039;arruolamento nell&#039;esercito austriaco. L&#039;ho fatto per principio, non per paura. Il solo pensiero dell&#039;omicidio mi disgusta. Solo situazioni di emergenza, come la difesa della madrepatria, potrebbero farmi prendere una pistola e sparare ad altre persone. Non mi è mai venuto in mente di difendere l’Austria-Ungheria, che ci ha oppresso per anni. Non mi vergogno di lavorare per il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. Prima o poi l’esercito americano dovrà affrontare Hitler, perché un tale bastardo può essere sconfitto solo dall’azione congiunta di un mondo unito. Sono convinto che presto scoppierà una nuova guerra mondiale e che a scatenarla saranno i tedeschi, proprio come l&#039;ultima volta. Infelice ventesimo secolo! Abbiamo riposto così tanta speranza in lui, ma non ha fatto altro che portare miseria all&#039;umanità, e continuerà a portarne ancora. L’unica cosa positiva di questo secolo è la rivoluzione russa e la creazione dell’Unione Sovietica. Ricordo molto bene le previsioni del 1918. All&#039;inizio tutti dicevano che i bolscevichi sarebbero rimasti al potere solo pochi mesi. Poi i mesi diventarono anni. Sono passati vent’anni e i bolscevichi sono ancora al potere. Venti anni! All’inizio il mondo intero ha voltato le spalle ai rivoluzionari, ora li riconosce e collabora con loro. Sarei molto felice se Stalin visitasse gli Stati Uniti. Vorrei tanto vederlo, ma la mia salute non mi permette di fare un viaggio così lungo.»&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;«Ora sono felice che il governo degli Stati Uniti abbia ignorato il mio nuovo progetto per le armi. Probabilmente non sarebbe stato usato contro Hitler, ma contro l’Unione Sovietica. Hitler è solo un concorrente per il dominio del mondo, ma l&#039;URSS è molto di più. È un altro mondo, un Paese che con la sua esistenza dimostra all&#039;umanità che è possibile costruire il mondo su principi completamente nuovi. Dal modo in cui trattano i comunisti qui, è chiaro quanto li temano. Grazie ai miei contatti con cittadini sovietici ho già avuto tre conversazioni con l&#039;FBI. Non possono farmi niente, ma lasciano comunque un&#039;impressione spiacevole. Io, libero cittadino di un paese che si presenta come l&#039;apice della libertà, sono costretto a parlare con estranei di cose che non richiedono spiegazioni. Mi hanno parlato come se fossi una spia.»&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il suo primo contatto ravvicinato con gli scienziati russi iniziò nel 1889, quando incontrò lo scienziato russo Mikhail Filippov. Filippov pubblicò la popolare rivista &amp;quot;Scientific Review&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;Fu sulla sua rivista che, nel 1895, Vladimir Lenin pubblicò il suo primo lavoro importante, &#039;&#039;&#039;&amp;quot;Il contenuto economico del populismo&amp;quot;&#039;&#039;&#039;&amp;lt;/ref&amp;gt; e inviò a Tesla numeri interessanti. Invitò inoltre Tesla a tenere una conferenza a San Pietroburgo. Filippov studiò le onde elettromagnetiche e condusse esperimenti sulla trasmissione di energia esplosiva a distanza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Poco prima di morire, scrisse a Tesla di aver scoperto un raggio in grado di trasmettere un&#039;esplosione avvenuta a San Pietroburgo a centinaia di migliaia di chilometri di distanza. Filippov credeva che la sua invenzione avrebbe posto fine alle guerre sulla Terra, rendendole praticamente folli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tuttavia, lo scienziato russo non ebbe il tempo di condividere la sua scoperta con il mondo: morì in circostanze misteriose un paio di mesi prima del sensazionale rapporto promesso. Tutti i suoi manoscritti andarono perduti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;&amp;quot;Attendevo con ansia la sua pubblicazione, ma nel giugno di quell&#039;anno Filippov morì. In seguito appresi da amici comuni che era stato ucciso dagli agenti dei servizi segreti tedeschi perché si era rifiutato di vendere loro la sua invenzione&#039;&#039; &amp;quot;,&#039;&#039;&#039; scrisse Tesla con rammarico nel suo diario.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Curiosità ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* L&#039;inventore ha vissuto tutta la sua vita in alberghi, ma ha sempre soggiornato in camere a un multiplo di tre.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Nikola Tesla andava a dare da mangiare ai piccioni ogni giorno, e quando se ne andava da qualche parte, assumeva appositamente una persona per questo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Fonti ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nikola Tesla-scritti II &#039;&#039;Esperimenti con correnti alternate di frequenza elevatissima e loro applicazione ai metodi di illuminazione artificiale Parte I (1891)&#039;&#039;,traduzione di F.Guidi e M. Sperini, Società Editrice Andromeda&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>TramontiLunari</name></author>
	</entry>
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